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INTEGRARE LA PROPRIA STORIA PER CAMMINARE NELLA SANTIT.

Voglio essere (diventare) santo! Forse qualche volta ci siamo avventati a dire o
pensare quest'acclamazione, ma poi, il tempo e la realt mette a dura prova questo
desiderio.

Cosa succede se questo desiderio fa la sua comparsa con forza durante la et


adulta matura?1
Non ci sono molti studi sulle dinamiche e i processi a livello psicologico,
antropologico e di spiritualit di questa fase della vita. Tuttavia questa la fase della
maturit e quindi, in un certo senso, il momento culmine, l'apice a cui lo sviluppo
tende. L'esplorazione del significato che l'esperienza religiosa svolge in questo
periodo un compito a cui non possibile sottrarsi2.

James W. Fowler3 menziona che questo momento della vita (stadio) prevede
l'integrazione nel s e nella propria prospettiva sul mondo, di molte realt che erano
state soppresse o eluse dal bisogno di sicurezza e dalla necessit di un adattamento
consapevole, cognitivo e affettivo.... A questo punto si rende necessaria anche una
nuova rielaborazione del passato personale4.

A noi interessa dire qualcosa su come recuperare questo passato per continuare
nel presente il nostro desiderio di camminare in santit di vita. Ci serviremo per la
riflessione sul modello per la formazione iniziale e permanente proposto da Amedeo
Cencini nel libro L'Albero della Vita.

In modo sintetico lui presenta cos questo modello:


Modello Obiettivo Modalit Aspetti positivi Punti dubbi
Integrazione Ricapitolazione Assunzione Integrit Fatica
della vita credente della personale e d'integrare certe
attorno alla propria realt trasformazione ferite del
croce del negativo passato.

Potremmo descrivere il processo d'integrazione come la capacit di costruire e


ricostruire, comporre e ricomporre
la propria vita e il proprio io
attorno a un centro vitale e significativo, fonte di luce e calore,
nel quale ritrovare la propria identit e verit,
1
L'et adulta matura comprende, all'incirca, il periodo che va dai quarant'anni o dalla cosiddetta crisi di mezza
et fino ai sessant'anni circa o al momento della pensione. Massimo Diana, Ciclo di vita ed esperienza religiosa,
EDB, Bologna 2004, p. 175
2
Ibid, p. 175
3
Dr James W. Fowler III, Professore di Teologia e di sviluppo umano a Emory Universit, y stato direttore del
Centro sia per la ricerca sul morale Fede e lo sviluppo e il Centro per l'etica, fino alla sua pensione nel 2005. Lui
un ministro della Chiesa Metodista Uniti.
4
Massimo Diana, Ciclo di vita... p. 176
e la possibilit di dare senso e compimento
a ogni frammento della propria storia
e della propria persona,
al bene come al male, al passato e al presente,
in un movimento costante centripeto
di attrazione progressiva.
Tale centro, per il credente, il mistero pasquale,
la croce del Figlio che, elevato da terra,
attira a s tutte le cose (cfr. Gv 12,32)5.

Fare memoria.

A noi interessa ricordare per creare nella nostra persona quella disponibilit
intelligente e attenta, intraprendente e duttile, di tutto l'essere: la docibilitas....;
proprio quella disponibilit della mente e del cuore a lasciarsi formare dalla vita
lungo tutta la vita, ma sottolineavamo anche che tale disponibilit non s'improvvisa
n nasce dal nulla, non rivolta semplicemente verso il futuro, ma nasce dal passato,
o dalla convinzione-constatazione che gi la vita, il proprio vissuto, ha svolto questo
ruolo formativo, o che Dio Padre ha continuato la sua azione creatrice modellando e
plasmando ogni creatura attraverso le vicende esistenziali6.
In ogni caso...solo c' docibilitas quando il credente scopre, al di l
dell'apparenza spesso ingannevole, che la sua vita gli gi stata madre e maestra,
vera e propria mediazione educativa, per quanto misteriosa o non riconosciuta subito
come tale, nelle mani del Padre; e giunge alla convinzione e certezza che come Dio
stato padre e maestro (o...Padre Maestro) nel passato, cos continuer a esserlo nel
futuro. Ovviamente con la sua umana collaborazione attiva e attuale, che da un lato,
mira a recuperare il passato e, dall'altro, rende intelligentemente accorti e operosi al
presente.
il passato che in qualche modo istruisce il futuro. E rassicura il soggetto: pu
fidarsi della vita, della sua vita, come luogo ove continuer a raggiungerlo la
provvidenza e l'azione in continuazione, a lasciarsi formare lungo tutta l'esistenza da
ogni frammento di esistenza7.

L'integrazione, in tal senso,


quel processo di apprendimento
attraverso il quale il credente
raccoglie tutta la propria storia
per cogliere in essa l'azione formatrice di Dio,
a volte evidente e altre volte nascosta,
ma comunque presente in ogni evento
e affidata alla libert e responsabilit dell'uomo,
5
Amedeo Cencini, L'Albero della vita. San Paolo, Milano 2005, pp. 101-102.
6
Ibid, p. 125.
7
Ibid, p. 126.
come un dono perennemente attivo
che pu essere accolto e in qualche modo recuperato
in qualsiasi momento dell'esistenza8.
L'integrazione non va dunque riduttivamente intesa solo come una sorta di eventuale
rappacificazione psicologica con le ferite e i fantasmi del passato, come sovente oggi
si dice o si accontenta di fare (quando va bene), e neppure va messa in relazione
primariamente co una pi obiettiva conoscenza di s e dei propri doni (e la speranza
di risolvere cos eventuali problemi d'identit o di scarsa considerazione di s)9.

In pratica
Imparare a raccontarsi: prendere coscienza della propria realt esistenziali,
nei suoi risvolti positivi e meno positivi. Tenere presente quali parti sottolineo
o enfatizzo della propria storia, e quali lascio nella penombra o ignoro; quali
eventi suscitano una emozione o reazione.
Memoria credente: quella memoria che ri-corda, nel senso etimologico del
termine. Che cio riporta al cuore ci che al cuore era in qualche modo
diretto... non si accontenta di ricordare lucidamente senza lasciare fuori nulla,
ma apprende lentamente a riportare quel che ricorda, la sua storia personale, al
suo centro naturale, la Pasqua di Ges. La propria storia diventa
progressivamente luogo di preghiera e l'orazione sempre pi simile a una
ricerca della presenza di Dio, come una costante domanda. Dov'eri, Signore,
in quel evento? Cosa mi stavi dicendo e donando?.
Fare memoria: vuol dire capire pi profondamente ci che accaduto. Fare
memoria aver trovato quel cordino rosso che collega tra loro i frammenti del
vivere e il cui capo saldo nella mano di Dio (quella mano che ferisce e risana,
sul cui palmo disegnato il volto di ciascuno, che conduce la nostra vita). Quel
filo rosso l'amore di Dio manifestato nella croce di Ges che d un senso a
tutto, proprio a tutto, dal quale veniamo, al quale torniamo e che ci
accompagna in ogni frangente di vita.
Fare in memoria di...: vuol dire compiere qualcosa in nome di un altro, col suo
stesso spirito, in piena sintonia con lui, le sue intenzioni e desideri. Per il
credente tale persona anzitutto Ges, il Verbo incarnato. Vivere la vita o fare
qualsiasi cosa in memoria di lui vuol dire lasciare che sia la sua persona a
caricare di senso l'esistenza o ci che si sta facendo; non solo imitarlo nei gesti,
quanto identificarsi con i suoi sentimenti, con la sua passione di amore, per Dio
e per gli uomini. Prestare attenzione particolarmente a quegli episodi
dell'esistenza che maggiormente si prestano a essere memoria del gesto
sacrificale di Ges - (Eucaristia: Fate questo in memoria di me, Lc 22,19)- e
forse non vissuti a suo tempo con questo spirito e con questa memoria. La
domanda verso Dio non pi sul perch e il dove, ma cercare di comprendere
come fare memoria in quel particolare momento di sofferenza, come vivere
oggi perch quell'evento assuma senso e divenga parte della mia storia di
salvezza.
8
Ibid, p. 128.
9
Ibid, p. 127.
Memoriale: il concetto di memoriale esclusivamente biblico. Il credente (del
popolo di Israele) credeva non per la forza probante di certi argomenti, ma per
l'intrinseca evidenza dei fatti vissuti, resa -se possibile- ancor pi evidente della
coerenza di questi fatti, l'uno collegato all'altro dallo stesso progetto di
salvezza del Dio amante. L'evidenza dell'intervento di Dio nel passato creava
la corrispondente certezza che alo stesso modo Dio sarebbe stato presente
nell'immediato e nel futuro, avrebbe continuato a manifestare la sua
provvidenza e protezione. La fede, cos, si saldava e si salda con la speranza, il
passato col futuro, la memoria con l'attesa, la gratitudine con la responsabilit.
A questo punto potrebbe essere buona cosa non solo fare una lettura della
propria vita, ma iniziare una scrittura sistematica di essa10.

Testi Biblici per pregare e riflettere:


Deuteronomio: 8, 2-5.
Salmi 105 e 106.
Lc 2,19.51.
1Cor 11, 26.

P. Alfredo Larios, msps

10
Ibid, cfr pp. 164-177.

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