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Conservatorio di Musica G.

Martucci
Salerno
Dipartimento di Strumenti ad Arco e a Corda

Biennio Specialistico di Secondo Livello

Corso di Laurea in Violino Solistico

TESI DI LAUREA

Camille Saint-Sans e il Concerto per Violino in

Si minore op.61

Candidato: Gianluca Russo

Relatore: MoMaurizio Aiello


A Gemmis:
Nonna, amica e sostegno.
In varie circostanze ho rintracciato in Saint-Sans , caratterisiche che lo
rendono vicino alla mia personalit e vicino ai tempi moderni: Con le
dovute riserve verso alcuni limitati ambiti, mi sento molto in sintonia con
il suo modo di pensare e di far musica.

Saint-Sans piace innanzitutto per alcuni aspetti generali: razionale di


base e i suoi interessi sono molto vari, un eclettico; nei suoi giudizi
chiaro, preciso e coerente. E critico verso i luoghi comuni e si trova
spesso a ragionare controcorrente. Ha una mentalit aperta, crede
nellinteriorit e nellunicit della personalit. Ammette che un giudizio
possa cambiare con il passare degli anni e che non possa mai essere
oggettivo, soprattutto dal punto di vista musicale; ci a proprio a causa
dellinterpretazione vista come sintesi di esperienze vissute e stati
danimo.

Rifiuta le mode, crede del progresso senza mai dimenticare


linsegnamento dei grandi maestri del passato. Insomma, credo che
Saint-Sans sia un autore ed una personalit attualissima, e
musicalmente e intellettualmente.
Saint-Sans e la Francia di inizio 800

Camille Saint-Sans visse in un periodo storico caratterizzante per la Francia: in seguito alla
rivoluzione del 1789, la situazione politica ed ecomica della Nazione era la seguente: Luigi
XVIII divenne re l'8 luglio 1815. Il 4 giugno 1814 il nuovo re, capendo che ormai i cambiamenti
politici e sociali dei venticinque anni precedenti erano irreversibili, diede il beneplacito per una
nuova carta costituzionale con la quale limitava alcuni suoi poteri. Tuttavia venne riaffermata la
monarchia di diritto divino. Al re venne ancora riservata l'iniziativa di emanare le leggi, ma
dovevano essere votate dal parlamento, il quale era diviso in due camere, la prima era la camera
dei pari, i cui membri erano nominati dal re, l'altra, la camera dei deputati, i cui membri venivano
eletti con suffragio censuario.

A Luigi XVIII succedette nel 1824 il fratello Carlo X. Diversamente dal fratello maggiore, Carlo
non cap i mutamenti che aveva portato il periodo rivoluzionario, tanto che prov a rinverdire i
simboli dell'Antico Regime. In questo periodo della Restaurazione borbonica, la Francia venne
agitata da conflitti latenti tra i monarchici reazionari e la borghesia liberale.Per tale motivo Carlo X
abbandon Parigi ma la monarchia
sopravvisse, con l'arrivo al regno di Luigi
Filippo d'Orlans, esponente di un ramo
cadetto dei Borboni e considerato di
orientamento liberale. Il principale
cambiamento stava che il concetto di
sovranit nazionale rimpiazz la sovranit di
diritto divino. Questo cambiamento si
manifest anche sull'intitolazione del Luigi
Filippo, non pi "re di Francia", bens "re dei francesi". La bandiera tricolore rimpiazz
definitivamente la bandiera borbonica. Per onorare le vittime della Rivoluzione di luglio, Hector
Berlioz compose un Requiem; rivide anche la Marsigliese, che divenne l'inno nazionale della
Francia. Durante il regno di Luigi Filippo d'Orlans l'alta borghesia, legata alle banche e alla grande
impresa, divent dominante in Francia. Cos la monarchia di luglio corrisponde agli inizi
dell'industrializzazione della Francia. Lo sviluppo della ferrovia fu spettacolare. La rivoluzione
industriale cre una nuova classe sociale, quella dei proletari urbani.
Con questi sconvolgimenti sociali, per rimediare alle ingiustizie sociali stavano mettendo le prime
radici in Francia le idee anarchiche e socialiste.

In quegli anni la colonizzazione francese nei territori d'oltremare ricevette nuovi impulsi.
L'occupazione dell'Algeria si estese anche all'entroterra. Nel 1842 i generali Binger, Crozat e
Marchand si lanciarono alla conquista della Costa d'Avorio, ma dovettero far fronte alla resistenza
dei Samory.

Nel 1847, l'opposizione portata da un'ondata di malcontento dovuta alla corruzione del regime e alla
crisi economica organizza in tutto il paese dei banchetti per domandare l'allargamento del corpo
elettorale. Poich la libert di riunirsi non esisteva, la presenza di questi banchetti repubblicani
permette agli oppositori del regime di riunirsi senza infrangere la legge. Il 22 febbraio 1848, il
potere proib la tenuta di un banchetto. Questo atteggiamento provoc delle manifestazioni che si
susseguirono anche il giorno dopo. Cos le truppe dell'esercito sparano alcuni colpi sui manifestanti.
Quando tutta Parigi venne a conoscenza della novit, i ceti popolari della citt si rivoltarono. Il re
allora abdic per non sentirsi responsabile di un massacro. Gli insorti avevano imparato la lezione
del 1830. Pretesero che dei repubblicani si fossero seduti nel governo provvisorio, il quale la sera
stessa proclama la repubblica.

La Seconda Repubblica istitu definitivamente il suffragio maschile e abol lo schiavismo su


proposta di Victor Schlcher. Quest'ultimo non imped all'esercito francese di iniziare la conquista
del Senegal nello stesso anno. Sotto la pressione popolare vennero adottate alcune misure sociali,
come la proclamazione del diritto al lavoro, limitazione della giornata di lavoro a dieci ore a Parigi
e a undici ore in provincia. Vennero creati anche degli atelier nazionali per dare lavoro ai parigini
toccati dalla crisi economica, tuttavia nelle elezioni di aprile del 1848 i francesi elessero una
maggioranza moderata, ostile alle misure innovatrici (500 deputati) o addirittura dei monarchici
(300). I socialisti, che difendevano le misure sociali, non sono che un centinaio. Il governo
provvisorio decise di chiudere gli ateliers nazionali. La parte orientale di Parigi si rivolt
all'annuncio di questa decisione. Il generale Cavaignac venne munito di pieni poteri per fermare la
ribellione. Tronc la ribellione in un bagno di sangue dopo tre giorni di combattimenti tra il 23 e il
25 giugno 1848. Queste journes de juin discreditarono la giovanissima repubblica. Gli operai
vittime della repressione iniziano a disperdersi, mentre i contadini e i grandi possidenti, timorosi dei
disordini sociali, chiesero la stabilit politica. Per decidere al riguardo delle nuove istituzioni, i
costituenti si ispirarono agli Stati Uniti, di cui modello fu fatto conoscere da Alexis de
Tocqueville nel suo libro De la dmocratie en Amrique pubblicato nel 1835. La costituzione del 4
novembre 1848 scelse di confidare il potere esecutivo a un presidente eletto a suffragio universale
diretto per un periodo di quattro anni; poteva ripresentarsi alle elezioni successive dopo un
intervallo di quattro anni. Come negli Stati Uniti, l'assemblea e il presidente sono totalmente
indipendenti, ma contrariamente al sistema americano il presidente non aveva potere di veto.

Luigi Napoleone Bonaparte, Lamartine, Cavaignac e il socialista Raspail erano i candidati


all'elezione presidenziale, la prima a suffragio maschile in Francia. Il nipote di Napoleone I venne
eletto presidente per quattro anni il 10 dicembre 1848, con il 75% dei voti, presi dai ceti
tradizionalisti, approfittando anche della debolezza delle sinistre e dal basso livello di istruzione;
certi contadini pensavano di votare addirittura per Napoleone I. La nuova assemblea eletta nel
maggio 1849 venne dominata dai gruppi monarchici. Indirizza una politica estremamente
conservatrice. Invia delle truppe a Roma per mantenere il Papa nel suo dominio temporale
minacciato dai rivoluzionari. Vot la legge Falloux che metteva la scuola sotto controllo della
Chiesa cattolica. Il 31 maggio 1850, l'Assemblea vot una legge elettorale che escludeva dal corpo
elettorale coloro che non potevano dimostrare la residenza nello stesso comune per tre anni,
cosicch vennero eliminati tre milioni di elettori, principalmente operai salariati. Opponendosi a
queste misure, Luigi Napoleone divenne l'eroe del popolo.

Agli inizi del 1851, Luigi Napoleone Bonaparte chiese una revisione della costituzione per
permettergli di ripresentarsi alla fine del mandato. Davanti al rifiuto dell'Assemblea Nazionale,
esegu un colpo di Stato il 2 dicembre 1851, sciolse l'Assemblea Nazionale, si assicur i pieni poteri
e fece quindi votare un plebiscito per ratificare la nascita del Secondo Impero. Finiva l'esperienza
autoritaria della seconda Repubblica.

Napoleone III sal al potere grazie al colpo di Stato del 2 dicembre 1851, che non provoc molte
reazioni. Solo poche personalit si opposero apertamente al nuovo regime. Fu il caso di Victor
Hugo che part in esilio a Guernsey da dove non cess di fustigare Luigi Napoleone Bonaparte,
chiamato Napolon le petit. Il plebiscito del 20 dicembre 1851 diede al nuovo uomo forte i pieni
poteri per redigere una nuova costituzione. Dopo un nuovo plebiscito, venne proclamato imperatore
con il nome di Napoleone III. Napoleone III mise in piedi un regime autoritario. La libert di
stampa venne limitata, gli oppositori vennero perseguitati. La pratica delle candidature ufficiali
ridussero l'opposizione al silenzio. Solo qualche repubblicano riusc a farsi eleggere, ma poich il
paese stava godendo di una buona congiuntura economica, ci furono poche proteste.
Dal 1860, l'Impero divenne pi liberale. Napoleone
III stava perdendo gran parte dell'appoggio dei
cattolici poich stava facilitando il processo unitario
in Italia, il che andava contro gli interessi del Papato.
Inoltre, la firma di un trattato di libero scambio con il
Regno Unito, all'epoca prima potenza economica e
politica, scontent gli industriali francesi che
temevano la concorrenza dei prodotti inglesi.
L'imperatore cerc dei nuovi sostenitori, andando
incontro ai liberali e alle classi popolari. Il diritto di
sciopero venne accordato nel 1864. Gli operai ebbero
il diritto di costituire le casse di mutuo soccorso. Il
corpo legislativo ottenne poco a poco dei diritti.
Poteva criticare il governo, votare il budget. Tornava
ad avere l'iniziativa legislativa nel 1869. Il secondo
impero stava evolvendosi verso un regime parlamentare, i ministri erano responsabili davanti al
parlamento. Questo allentamento dell'autoritarismo del regime venne approvato massicciamente da
un plebiscito nel maggio 1870. L'impero stava consolidandosi su basi pi democratiche, tuttavia
venne spazzato via qualche mese dopo.

Il decollo industriale della Francia inizi durante il Secondo Impero. Il credito venne liberalizzato.
Vennero intrapresi grandi opere di ammodernamento a Parigi sotto la direzione del barone
Haussmann.

Sul piano internazionale la Francia oper un ritorno spettacolare. Napoleone III era molto
influenzato dall'epopea napoleonica. Volle donare alla Francia un ruolo preponderante in Europa e
nel mondo. Nel 1854 cominci sotto l'impulso di Faidherbe la conquista del Senegal.
Inoltre la Francia iniziava ad interessarsi dell'Indocina; dimostr ancora il suo peso politico
nella guerra di Crimea a fianco dei britannici. Le truppe francesi intervennero anche in Messico per
sostenere l'arciduca Massimiliano che tent di instaurare un grande impero latino e cattolico.
L'avventura messicana fall miseramente. Massimiliano venne fucilato dai rivoluzionari messicani.

Napoleone III sostenne il processo dell'unit italiana e tedesca. In cambio dei suoi aiuti, la Francia
ricevette dal giovane regno d'Italia Nizza e la Savoia. In cambio della sua neutralit nella guerra
austro-prussiana del 1866, Napoleone III reclam delle compensazioni territoriali che Otto von
Bismarck, il cancelliere prussiano, rifiut di accordargli. Al contrario, vennero moltiplicate le
provocazioni verso la Francia per costringerla a dichiarare guerra alla Prussia. Cos si arriv alle
ostilit tra Francia e Prussia, che iniziarono il 19 luglio 1870. La Francia pot opporre solo 265000
uomini contro i 500000 prussiani. La guerra gir rapidamente a favore della Prussia. Il 6
agosto 1870 venne persa l'Alsazia. Napoleone III venne definitivamente sconfitto a Sedan il 2
settembre 1870 e fatto prigioniero.

All'annuncio della sconfitta di Napoleone III si form un governo provvisorio di "salute pubblica",
con a capo Lon Gambetta prima e Adolphe Thiers poi, che port all'armistizio con la Prussia e alla
repressione della Comune di Parigi. Le prime elezioni, tenutesi nel 1871, videro il successo delle
fazioni monarchiche, che per erano divise tra di loro su chi scegliere come re. Dopo 4 anni di
incertezza istituzionale, finalmente nel 1875 fu proclamata la Terza Repubblica.

La Terza Repubblica francese fu il sistema politico in vigore per quasi settant'anni, dal 1871 (ma
ufficialmente dal 1875) alla disfatta del 1940. Era un regime parlamentare, con una presidenza della
Repubblica dai pochi poteri, un Parlamento privo di partiti organizzati e caratterizzato dalla breve
durata dei governi.

La nascita della repubblica vide la Francia occupata dalle truppe straniere, la capitale teatro di
un'insurrezione di stampo socialista la Comune di Parigi, che venne violentemente repressa
da Adolphe Thiers e due province Alsazia e Lorena annesse all'Impero tedesco. Per mezzo secolo
i francesi sentirono il desiderio di rivincita (revanche) dalla sconfitta patita. La repressione della
Comune fu sanguinosa. Si stima che il numero di persone uccise durante La Semaine
Sanglante fosse di cinquantamila. Settemila vennero esiliati in Nuova Caledonia. Altre migliaia
ripararono in Belgio, Inghilterra, Italia, Spagna e Stati Uniti.

Dopo questa sconfitta, i repubblicani dovettero battersi anche contro i movimenti reazionari, i quali
rifiutavano l'eredit della rivoluzione del 1789. Sia i legittimisti e gli orleanisti erano contrari
al repubblicanesimo, visto come un'estensione della modernit e dell'ateismo, che rompeva le
tradizioni della Francia. Questo Stato dur fino alla crisi del 1877, che port alla presidenza il
monarchico Patrice de Mac-Mahon nel gennaio 1879. La morte di Enrico, conte di
Chambord nel 1883 (Enrico V), il quale come nipote di Carlo X rifiut di abbandonare i fleur-de-
lys e la bandiera bianca, simboli borbonici, produsse la fine dell'alleanza dei monarchici francesi.
Gli orleanisti accettarono, come Adolphe Thiers, la repubblica. I legittimisti vennero emarginati;
alcuni di loro fondarono Action franaise nel 1898, durante l'Affaire Dreyfus. Action franaise
divenne un movimento influente negli anni trenta, in particolare tra gli intellettuali del Quartiere
latino. Nel 1891, l'enciclica rerum novarum di papa Leone XIII fece diventare legittimi i movimenti
cattolici, che in Francia avevano origine negli sforzi di Hughes Felicit Robert de
Lamennais all'epoca della monarchia di luglio.

Inizialmente la Terza repubblica era guidata da monarchici conservatori, ma i repubblicani


riuscirono ad arrivare al potere. Nel periodo 1879-1899 arrivarono al potere repubblicani moderati
ed ex-radicali (come Lon Gambetta). Con le leggi di Jules Ferry vennero poste le basi per
l'educazione gratuita e laica in Francia.

I moderati si divisero profondamente sulla questione Dreyfus: ci permise ai radicali di arrivare al


potere dal 1899. Durante questo periodo si susseguirono crisi, tra cui quella del tentato colpo di
Stato di stampo conservatore promosso da Georges Boulanger nel 1889. Tutto questo dimostrava la
fragilit delle istituzioni repubblicane. Le politiche radicali in materia di educazione, come la
soppressione delle lingue locali e l'istruzione obbligatoria, servizio di leva, controllo dei ceti operai
eliminarono il dissenso interno e i regionalismi. La partecipazione nella spartizione dell'Africa e
nell'acquisizione di altri territori oltremare, come l'Indocina francese, crearono i miti
della grandeur francese. Tutti questi processi trasformarono la Francia da un paese con forti
componenti regionali in uno Stato-nazione. Nella guerra sino-
francese l'ammiraglio Courbet distrusse la flotta cinese ancorata a Fuzhou. La Francia istitu
un protettorato nel Vietnam centro-settentrionale, che venne diviso in Tonchino e Annam.

Nello sforzo di isolare la Germania, la Francia arriv a stringere patti di alleanza con la Russia
zarista nel 1894 (Alleanza franco-russa) e il Regno Unito nel 1904 (Entente cordiale).
Nel 1907, Regno Unito e Russia stipularono a loro volta un accordo dando vita ad una Triplice
Intesa fra le tre potenze. La Francia aveva anche interessi economici in Asia orientale e cerc di
allearsi con il Giappone. Durante la Missione Iwakura l'ambasciatore speciale Iwakura
Tomomi chiese assistenza alla Francia per riformare il Giappone. Vennero cos inviate alcune
missioni militari in Giappone tra gli anni settanta e ottanta per aiutare a modernizzare l'esercito
giapponese.

Tra l'Ottocento e il Novecento l'opinione pubblica francese si divise profondamente sull'Affaire


Dreyfus. Il caso scoppi verso la fine del 1894 quando Alfred Dreyfus, un capitano di origini
ebraiche membro dello stato maggiore, venne accusato da un tribunale militare di alto tradimento.
Nonostante i documenti su cui si era basato il processo fossero palesemente falsi, Dreyfus fu
condannato quale estensore di una lettera indirizzata ad un ufficiale tedesco in cui venivano rivelate
importanti informazioni militari francesi e non fu riabilitato che da un verdetto della Corte di
Cassazione prima del luglio del 1906. Mentre Dreyfus era imprigionato sull'Isola del
Diavolo nella Guyana francese in Francia il caso giudiziario divenne motivo di divisione nel Paese:
l'opinione pubblica si divise, in due schieramenti: i dreyfusards e gli antidreyfusards. I primi,
intellettuali, politici e tutti coloro che consideravano l'affaire un eclatante caso di antisemitismo,
di razzismo e di nazionalismo cieco; i secondi, nazionalisti, antisemiti e militari. Un ruolo
importante nella formazione dell'opinione pubblica fu svolto dalla stampa: in particolare dal
giornale L'Aurore, che pubblic un articolo dello scrittore mile Zola; si trattava di una lettera
aperta al Presidente della Repubblica francese Flix Faure, suggestivamente intitolata J'accuse: una
denuncia dell'arbitrio giudiziario e della manipolazione dell'informazione.

Il periodo tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento viene spesso chiamato la Belle poque.
Bench o alle innovazioni culturali e i divertimenti popolari (cabaret, can-can, cinema, nuove forme
d'arte come l'impressionismo e l'Art Nouveau), tuttavia la Francia restava una nazione socialmente e
culturalmente divisa. Sul fronte internazionale la Francia era sul punto di far guerra ad altri imperi,
come nel caso dell'Incidente di Fascioda dove si produsse una forte crisi nei rapporti franco-
britannici. La prima guerra mondiale fu inevitabile, ma i suoi costi umani e finanziari furono
catastrofici per la Francia.

Nel 1889 l'Exposition Universelle ebbe luogo a Parigi. Nello stesso tempo venne eretta la Torre
Eiffel; inizialmente doveva essere demolita ma non venne pi rimossa e in seguito divenne uno dei
simboli di Parigi e della Francia.

Prima guerra mondiale


Il 28 giugno 1914 Gavrilo Princip, un bosniaco membro del Mlada Bosna, assassin a Sarajevo,
capitale della provincia austriaca della Bosnia, l'arciduca Francesco Ferdinando, erede al trono
dell'impero austroungarico. Questo evento port allo scoppio della Grande Guerra, di cui venne
coinvolta, in una complessa rete di alleanze, anche la Francia.

L'Austria-Ungheria dichiar guerra alla Serbia alla fine di luglio. Intanto stavano per mobilitarsi la
Russia, la Germania e la Francia. La Germania era la nazione militarmente pi preparata all'evento
bellico. In seguito, come un effetto domino, la Russia dichiar guerra all'Austria-Ungheria, la
Germania dichiar guerra alla Russia, la Francia e la
Gran Bretagna dichiararono guerra alla Germania. La
Germania occup il Lussemburgo il 2 agosto 1914 e
pose un ultimatum al neutrale Belgio: doveva
permettere all'esercito tedesco il passaggio per invadere
la Francia. I belgi rifiutarono e la Germania, in
pochissimo tempo, riusc ad occupare il Belgio.
Il piano tedesco consisteva nello sconfiggere velocemente la Francia e poi, nel fronte orientale,
passare all'attacco contro la Russia. I tedeschi presero Bruxelles il 20 agosto 1914. Poche settimane
dopo riuscirono ad occupare una larga porzione di territorio francese nel nordest. Il piano originale
prevedeva di continuare verso sudovest ed attaccare Parigi da ovest. Nel mese di settembre,
l'esercito tedesco era a poche decine di chilometri da Parigi, cos il governo francese fu costretto a
trasferirsi a Bordeaux. Le armate dell'Intesa riuscirono a fermare l'avanzata tedesca nei pressi del
fiume Marna.

Sul fronte occidentale, le prime improvvisate trincee dei primi mesi diventarono ben presto sempre
pi complesse, diventando il principale sistema difensivo. Il paesaggio era dominato dalla guerra di
trincea, una forma di guerra nella quale entrambi gli eserciti nemici avevano linee di difesa statiche.
La guerra di movimento divent guerra di posizione. Si susseguivano attacchi e contrattacchi da
ambo le parti. Nessuna delle parti avanzava molto, ma entrambe pativano numerose perdite in vite
umane. I tedeschi e gli alleati dell'Intesa costruirono una lunga linea difensiva di trincee che andava
dai confini svizzeri al Mare del Nord. Lo spazio tra le due trincee era definito il "territorio di
nessuno", che variava a seconda del campo di battaglia (solitamente era compreso tra i 100 e i 300
metri). Il soldato comune aveva quattro armi da usare in trincea: il fucile a ripetizione, la baionetta,
il fucile a pompa e la granata.

La guerra nel fronte occidentale venne combattuta soprattutto in Francia e fu caratterizzata da


battaglie estremamente violente, spesso con nuovi mezzi di distruzione. Tra le battaglie combattute
in Francia vi furono la prima battaglia della Marna, di Verdun, della Somme e la seconda battaglia
della Marna.

Quando la Russia abbandon la guerra nel 1917, gli imperi centrali arrivarono a controllare i
Balcani e potevano riversare tutte le loro forze nel fronte occidentale. Intanto stavano entrando in
guerra gli Stati Uniti, a fianco degli alleati dell'Intesa. Gli imperi centrali speravano di poter vincere
la guerra prima che gli statunitensi fossero in grado di fornire aiuti ai loro alleati dell'Intesa. Nel
marzo 1918 la Germania lanci una vasta offensiva sul fronte occidentale. A maggio i tedeschi
riuscirono a raggiungere ancora una volta la Marna, come nel settembre 1914. Nella seconda
battaglia della Marna, gli alleati furono in grado di difendere e anche di contrattaccare. Questo
successo alleato fu dovuto in parte all'esaurimento dell'esercito tedesco, in parte all'aiuto
fondamentale delle truppe statunitensi. I tedeschi vennero respinti oltre i loro confini. Intanto
cadevano anche l'Austria e l'Impero ottomano. Ai primi di ottobre venne chiesto l'armistizio.

Nel Trattato di Versailles, dove vennero presi gli accordi, fu Georges Clemenceau a negoziare per
conto della Francia. Alla Germania venne attribuita la responsabilit del conflitto e dovette pagare i
danni di guerra. La regione della Saarland, importante per i suoi giacimenti carboniferi e per le
sue acciaierie venne occupata dalla Francia. Le colonie tedesche in Africa furono divise tra la
Francia e la Gran Bretagna. L'Alsazia e la Lorena furono riconquistate dalla Francia. Inoltre la
Francia riusc ad ottenere dalla Societ delle Nazioni il mandato sulla Siria e il Libano, territori ex-
ottomani.

Les annes folles


Ferdinand Foch sostenne la Polonia nelle rivolte del 1918-19 e nella guerra polacco-sovietica
del 1920. La Francia inoltre aiut la Spagna nella guerra del Rif nel 1920. Dopo il crollo della borsa
di Wall Street anche la Francia soffr la grande depressione. Leon Blum venne eletto primo ministro
dal 1936 al 1937, diventando cos il primo ebreo a capo del governo. Durante la guerra civile
spagnola non diede supporto ai repubblicani spagnoli, data la difficile situazione interna. Negli anni
venti, la Francia costru un elaborato sistema difensivo, la linea Maginot, e di alleanze, in modo da
garantirsi da un possibile attacco tedesco. Negli anni trenta molti francesi, date le massicce perdite
della Grande guerra, preferirono una politica di pace, nonostante la violazioni da parte della
Germania del Trattato di Versailles e delle annessioni in Austria, in Boemia e Moravia. douard
Daladier rifiut di dichiarare guerra alla Germania e all'Italia senza l'aiuto britannico.
l'800 Musicale
Il Romanticismo coinvolse in maniera sostanziale e consistente soprattutto la musica classica,
trascinato dagli ideali ispiratori che furono accolti con entusiasmo dai compositori di mezza Europa.
A seguito della disillusione sperimentata con l'instaurazione delle tirannidi in et napoleonica, gli
artisti romantici rivendicarono l'evasione dalla realt, elevando in particolare il pianoforte, per la
sua peculiare capacit espressiva, a strumento principe del movimento romantico.

Un grande autore preromantico fu indubbiamente Ludwig van Beethoven, che inizi a scrivere
musica secondo la linea sentimentale del Romanticismo gi durante la fine del '700. Con l'Inno alla
gioia di Schiller, nella Nona Sinfonia, la sua concezione super le forme allora in uso del linguaggio
sinfonico e proiett il musicista in una dimensione inesplorata: da semplice artigiano egli divent
poeta e ideologo, creatore di miti e profeta di una speranza nuova.

Ma fu soprattutto Richard Wagner che partendo dall'esperienza di Beethoven condusse melodia e


armonia verso i princpi del tonalismo romantico pi evoluto, elaborando un nuovo linguaggio
musicale che in seguito avrebbe portato alla dissoluzione della tonalit. In Wagner, pi che in altri
musicisti, vi fu anche uno stretto legame con la poetica, la filosofia e la politica dell'epoca
romantica, in cui l'aspirazione al titanismo o l'ideale della notte e della morte come strumento di
salvazione pone i suoi drammi tra gli esempi pi alti del Romanticismo e del decadentismo.

Con l'avvento del Romanticismo i compositori superarono l'epoca del classicismo avutosi con
Haydn e Mozart per approdare ad un'espressione concreta e diretta del sentimento. Furono apportate
numerose novit: l'orchestra conobbe l'aumento dei fiati e delle percussioni e l'introduzione
definitiva come componenti stabili degli ottoni gravi, fra cui il trombone e il bassotuba. Nacque cos
la figura del direttore d'orchestra, impegnato a dirigere un numero di strumenti sempre pi elevato.

Il nuovo linguaggio musicale


In questo periodo il linguaggio musicale subisce una rapida evoluzione. Il musicista romantico muta
infatti la sua posizione sociale: da un dipendente al servizio di chiese o corti diventa un libero
professionista. Per il musicista romantico la ricerca della libert professionale signific la possibilit
di esprimere i propri sentimenti e le proprie sensazioni senza dover obbedire alle rigide, aride regole
formali che vigevano nel classicismo.

Si impose dunque una nuova libert formale: alla melodia fu affidato un ruolo-chiave come veicolo
dell'espressione, ora frenetica ora malinconica, anche grazie al frequente uso del modo minore. Le
dinamiche si fecero pi irregolari, costellate dalle variazioni (agogica-agogiche) (accelerando-
accelerandi), (rallentando-rallentandi), (rubato-rubati). Notevole importanza ed autonomia
acquisirono i timbri strumentali. Lo strumento musicale prediletto di quest'epoca fu il pianoforte per
la quantit di gradazioni d'intensit e timbro di cui era capace e per l'elemento lirico e soggettivo
legato alla presenza di un unico esecutore.

In quest'ambito si svilupparono due tendenze opposte: l'intimismo e il virtuosismo. Il primo cercava


suoni perlati, soffici e raffinati, evitava le folle, si rifugiava nei salotti ed emergeva d'innanzi a pochi
amici. Il virtuosismo invece scatenava sonorit imponenti, tempeste di note e di arpeggi. Era alla
ricerca della folla e voleva mandarla in delirio, trionfando su di essa.

Solitamente questo tipo di composizioni erano eseguite nei salotti di signori facoltosi, mecenati
delle arti e donne di cultura. I compositori avevano modo di conoscersi fra loro ed questa l'epoca
dei grandi scambi culturali, ad esempio tra Ferencz Liszt e Fryderyk Chopin, Felix Mendelssohn e
Robert Schumann. Quest'ultimo, insieme a Franz Schubert si dedic molto al Lied, una forma
musicale tedesca da camera per voce e pianoforte, basata su testi poetici sia d'autori romantici, sia
della tradizione popolare.

Virtuosismo e nazionalismo
Uno degli aspetti pi particolari del Romanticismo musicale fu quello del virtuosismo, cio della
tecnica esecutiva dei musicisti. Ricordiamo ad esempio il virtuoso del violino Nicol Paganini e il
virtuoso del pianoforte Franz Liszt. Liszt anche considerato l'inventore del poema sinfonico, una
composizione per orchestra di forma libera ispirata a suggestioni letterarie e naturalistiche,
esplicitate nel titolo. La musica aveva cos il compito di tradurre in suoni i contenuti di un testo.

L'opera romantica
In Italia e in Francia, l'et romantica fu un periodo di cambiamento anche per l'opera, i cui
argomenti non furono pi tratti dalla mitologia e classici, bens furono per lo pi ispirati a soggetti
storici.

Parigi fu la culla del grand-opra, una sfarzosa miscela di spettacolo, azione, balletto e musica, i cui
autori furono inizialmente soprattutto compositori stranieri stabilitisi in Francia, tra cui Gioachino
Rossini (Guillaume Tell) e soprattutto Giacomo Meyerbeer. Sempre a Parigi si svilupparono i generi
dell'opra-comique e pi tardi - nel periodo tardoromantico - dell'opra-lyrique.

In Italia, l'opera continu a porre l'accento principalmente sull'uso della voce. Agli albori del
romanticismo italiano si collocano le figure di Vincenzo Bellini e Gaetano Donizetti. In seguito,
l'autore simbolo del melodramma italiano dell'Ottocento, Giuseppe Verdi, prosegu sulla strada
tracciata dai suoi predecessori ma le sue opere mostrano un sensibile incremento della componente
realistica, tanto che l'aggettivo "romantico" vi si lascia applicare con difficolt e in modo comunque
parziale.
Aspetti romantici si registrano
ancora nei compositori della
Giovane scuola: Pietro
Mascagni, Ruggero
Leoncavallo, Francesco Cilea,
Umberto Giordano e
soprattutto Giacomo Puccini.

LAUTORE
Charles Camille Saint-Sans
(Parigi, 9 ottobre 1835 Algeri, 16
dicembre 1921) stato
un compositore, pianista e organista francese.

Vita

Saint-Sans nacque a Parigi da un impiegato


governativo molto ricco, che mor dopo soli tre
mesi dalla nascita del figlio. La madre,
Clmence, si rivolse alla zia Charlotte Masso per
un aiuto ed ella si trasfer da loro e cominci ad
insegnare a Camille a suonare il pianoforte. Uno
dei bambini prodigio pi dotati musicalmente di
tutti i tempi, possedeva l'orecchio assoluto e
inizi le lezioni di pianoforte con la pro-zia a due
anni e quasi subito inizi a comporre. La sua prima composizione, un breve pezzo per pianoforte
datato 22 marzo 1839, al momento conservata presso la Biblioteca nazionale di Francia. La
precocit di Saint-Sans non era limitata alla musica, all'et di tre anni sapeva gi leggere e scrivere
e aveva imparato il latino quattro anni pi tardi.

La sua prima esibizione in pubblico avvenne all'et di cinque anni, quando accompagn al
pianoforte una sonata per violino di Beethoven. Quindi si dedic a studiare a fondo la partitura
del Don Giovanni. Nel 1842 Saint-Sans, a sette anni, tenne il primo concerto debuttando alla
Salle Ignaz Pleyel, suonando il concerto per pianoforte N. 15 di Mozart (K. 450) in Sib Maggiore e
altri brani di Handel, Kalkbrenner, Hummel e Bach. Come bis, Saint-Sans si offr di suonare una
delle trentadue sonate per pianoforte di Beethoven a memoria. La notizia di un cos incredibile
concerto si sparse rapidamente per l'Europa e persino negli Stati Uniti, dove fu pubblicata su un
quotidiano di Boston.

Alla fine degli anni quaranta Saint-Sans entr nel Conservatorio di Parigi, dove
studi organo e composizione, quest'ultima come allievo di Jacques Halvy. Saint-Sans vinse molti
premi importanti, ma non riusc ad aggiudicarsi il prestigioso Premio di Roma n nel 1852 e
nemmeno nel 1864. La fama derivante dai riconoscimenti conquistati gli permise di
conoscere Franz Liszt, che divenne uno dei suoi migliori amici. All'et di sedici anni, Saint-Sans
scrisse la sua prima sinfonia; la seconda, pubblicata come Sinfonia N. 1 in Mib Maggiore, fu
eseguita nel 1853 tra lo stupore e la meraviglia dei critici e degli altri compositori. Hector Berlioz,
che divenne un buon amico di Saint-Sans, si lasci scappare un commento, rimasto famoso, "Il sait
tout, mais il manque d'inexprience" ("Sa tutto, ma gli manca l'inesperienza"). All'et di 25 anni
intraprese uno dei suoi tanti viaggi verso l'Europa dell'occidente per far conoscere a tutti il suo
genio musicale che si ampli durante le sue avventure dove si appassion anche allo studio delle
scienze animali e vegetali.

Nel pieno dell'attivit musicale

Per guadagnarsi da vivere Saint-Sans lavor come organista in diverse chiese di Parigi. Nel 1857,
sostitu Lefbure-Wely nell'insigne ruolo di organista della Chiesa della Madeleine, ruolo che
mantenne fino al 1877. Le sue improvvisazioni incantarono il pubblico parigino e gli procurarono
l'encomio di Liszt, che nel 1866 afferm che Saint-Sans era il pi grande organista del mondo.

Dal 1861 al 1865, Saint-Sans per la prima ed ultima volta nella sua vita si dedic all'insegnamento,
coprendo la cattedra di pianoforte alla scuola Niedermeyer, dove infranse le tradizioni pi
consolidate, inserendo nei programmi opere di musicisti contemporanei
quali Liszt, Gounod, Schumann, Berlioz e Wagner, laddove i curriculum prevedevano solo Bach e
Mozart. Tra i suoi studenti troviamo compositori destinati alla celebrit come Andr Messager e
soprattutto Gabriel Faur, il suo allievo favorito, destinato a diventare il suo pi caro amico.

Saint-Sans fu un intellettuale poliedrico. Sin da piccolo si dedic allo studio della geologia,
dell'archeologia, della botanica e della branca dell'entomologia che studia i lepidotteri. Fu anche un
eccellente matematico. In seguito, accanto all'attivit di compositore, esecutore e pubblicista
musicale, si dedic alle pi svariate discipline, intrattenendosi in discussioni con i migliori
scienziati d'Europa e scrivendo dotti articoli in materia di acustica, scienze occulte, decorazioni nel
teatro dell'antica Roma e strumenti antichi. Scrisse anche un'opera filosofica, Problmes et
Mystres, che tratta di come la scienza e l'arte possano rimpiazzare la religione; la
visione pessimistica e atea di Saint-Sans anticip l'Esistenzialismo. Sul versante letterario,
pubblic un volume di poesie intitolato Rimes familires e la commedia farsesca La Crampe des
crivains, che ebbe un buon successo. Fu anche membro della Societ Astronomica di Francia.
Tenne conferenze sul tema dei miraggi, possedette un telescopio costruito secondo sue precise
indicazioni, e giunse persino a progettare concerti che corrispondessero a eventi astronomici quali
le eclissi di sole.

Nel 1870 Saint-Sans fu arruolato nella Guardia Nazionale per combattere nella guerra franco-
prussiana, un'esperienza che, pur concludendosi in appena sei mesi, lasci un marchio indelebile sul
compositore. Nel 1871 fond insieme a Romain Bussine la Socit Nationale de Musique allo
scopo di promuovere il nuovo e originale stile musicale francese. Dopo la caduta della Comune di
Parigi, la Socit organizz la prima esecuzione di lavori dei membri quali Faur, Csar
Franck, douard Lalo, e lo stesso Saint-Sans, che condivise la presidenza della Socit. In tal
modo, Saint-Sans diede un apporto determinante nel modellare il futuro della musica francese.

Nel 1875 Saint-Sans spos Marie-Laure Truffot. Ebbero due figli, Andr e Jean-Franois, che
morirono entrambi, a distanza di sei settimane, nel 1878. Saint-Sans lasci la moglie tre anni dopo.
Non divorziarono, ma vissero separati il resto della loro vita.

I Modelli Musicali
La musica di Camille Saint-Sans unica nel suo genere: contiene in essa una forte intensit
dinamica, armonica ed espressiva, ricca di slancio e di temperamento. Tuttavia riesce ad accostare a
tali caratteristiche un altro aspetto dalla connotazione dolce e romantica, molto vicino al lirismo
francese ma con una carica emotiva molto personale.

Vediamo quindi quali sono stati i principali modelli e fonti dispirazione dellautore parigino:

a) Robert Schummann

Romanticismo musicale e Robert Schumann sono diventati un binomio indissolubile. Il grande


compositore tedesco, che visse i decenni centrali dellOttocento, espresse soprattutto attraverso il
pianoforte una dirompente carica musicale e ideale, e raggiunse altissimi vertici poetici

Robert Schumann, il rappresentante pi emblematico del romanticismo musicale, nacque in


Sassonia, a Zwickau, nel 1810, quinto figlio di un colto libraio ed editore. In lui, durante
ladolescenza, coabitarono due vocazioni distinte ma di uguale intensit, quella musicale e quella
poetico-letteraria, che prevalse per qualche tempo sullaltra.
A met degli anni Venti, pur proseguendo lo studio del pianoforte, che
sarebbe poi diventato la sua voce prevalente, Schumann scrisse alcune
poesie e un romanzo, e si dedic alla lettura di poeti e scrittori
romantici, come Friedrich Schiller e Johann Paul Friedrich Richter.

Intorno agli anni Trenta la vocazione musicale prese deciso


sopravvento: Schumann abbandon il corso universitario di
giurisprudenza e si dedic con intensa assiduit allo studio della
composizione e del pianoforte a Lipsia sotto la guida di Friedrick
Wieck, padre di una pianista eccellente, Clara, destinata a diventare sua moglie malgrado la tenace
contrariet del professor Wieck. Nel giro di sei anni, dal 1830 al 1836, compose una serie di
importanti brani pianistici: Papillons, Sei intermezzi, Carnaval, Sonata in fa diesis minore, Studi
sinfonici e il primo straordinario vertice, la Fantasia in do maggiore.

I titoli dei suoi componimenti rivelavano, gi di per s stessi, un compositore fuori dalle
consuetudini tradizionali di generi e forme. Siamo di fronte a una personalit in cui si intrecciano
intenzioni professionali, interessi culturali e passioni esecutive profondamente legati al pianoforte,
strumento di cui Schumann voleva innanzi tutto impossessarsi come concertista anzi, secondo il
costume del tempo, come virtuoso dopo che a nove anni aveva ascoltato a Karlsbad il prodigioso
pianista Ignaz Moscheles.

Schumann era un artista dotato anche di febbrile attivit intellettuale, culturale e critica. Si leg in
grande amicizia con Felix Mendelssohn-Bartholdy, quando questi, nel 1835, venne nominato a capo
del Gewandhaus, la famosa istituzione orchestrale di Lipsia. Sempre a Lipsia, nel 1833, fond un
periodico di critica, la Nuova rivista musicale, che aveva lintento di debellare le pi pigre
consuetudini dei consumatori di musica tradizionale. Schumann defin costoro folla di filistei e
nella sua polemica us lespediente molto romantico di presentare i suoi sentimenti, concetti, idee,
aspirazioni firmando gli articoli con diversi pseudonimi che, sotto forma di personaggi di fantasia,
simboleggiavano i vari moti dellanimo e dellinvenzione: Florestan il caloroso, Eusebio il
sognante, Raro il saggio meditativo. Agli stessi simboli sispiravano e sidentificavano temi
musicali o interi componimenti.

Il romanticismo di Schumann era di una forte tempra, costituzionalmente ben diversa dalluso
banalizzato in cui il termine romantico caduto nel linguaggio corrente. Quando decise
definitivamente di volgere la propria vocazione creativa alla musica, Schumann affid da subito al
pianoforte le sue voci pi intime e personali. Queste voci erano intrise della matrice poetica del
suo pensiero, delle sue inclinazioni intellettuali e mentali, come emerge gi dalla scelta dei primi
titoli, ispirati dallimmaginario naturalistico o da personaggi derivati dalla narrativa e dalla
favolistica scenico-teatrale: per esempio Carnaval o la splendida Kreisleriana (1838), desunta da un
racconto di un altro artista romantico per eccellenza, Ernst Theodor Amadeus Hoffmann.

A questa stessa personalit di romantico estremo vanno ascritti certi tratti depressivi patologici, che
afflissero Schumann a partire dagli anni Trenta.

Restano legati allo strumento del pianoforte tutti quei lati della personalit del compositore che sono
emblema del suo romanticismo, consegnati per esempio al Concerto in la minore per pianoforte e
orchestra, composto fra il 1841 (il primo movimento) e il 1845 (gli altri due), e a moltissimi dei suoi
duecentocinquanta Lieder, soprattutto ai due cicli Amore e vita di donna (di otto canti) e Vita di
poeta (di sedici canti) su poesie di Heine, entrambi composti nel 1840. Lessenza della poeticit del
suono schumanniano si coglie talvolta alla fine di alcuni di questi Lieder, in cui tace la voce e resta
protagonista il pianoforte a elevare al massimo la parola lirica.

Sporadicamente sinserirono prove in campi del tutto diversi rispetto a quelli nei quali il musicista
si impegn con intensit appassionata: un oratorio profano per soli, coro e orchestra, Il paradiso e
la peri, composto nel 1843; il Requiem per Mignon del 1849, su testi poetici di Goethe tratti dal
romanzo Wilhelm Meister; lopera teatrale Genoveva(1847-50), in quattro atti, dal dramma di
Ludwig Tieck (uno dei protagonisti della letteratura romantica tedesca); infine le otto Scene dal
Faust di Goethe, per soli, coro e orchestra, lavoro che lo tenne impegnato, sia pure saltuariamente,
per dieci anni (dal 1844 al 1853).

Si tratta di lavori di grande entit formale e per ampi organismi esecutivi, nei quali Schumann sa
esprimere tutta la sua grandezza artistica.

In seguito, nel corso degli anni Quaranta, il compositore accus disturbi di salute che si alternavano
a sempre pi frequenti crisi nervose. Ci lo indusse a trasferirsi da Lipsia a Dresda. Qui
conobbe Wagner senza trarne particolare interesse.

In questo decennio (1841-50) affront, con esiti disuguali, tre sinfonie e nella terza, la Renana,
raggiunse momenti di pi aperta e singolare efficienza formale e stilistica rispetto al modello
di Beethoven. La Quarta sinfonia apparve in forma definitiva nel 1851 come rielaborazione di
una Fantasia concepita nel 1841.
b) Cesar Franck

Cesar Franck (Liegi, 10 dicembre 1822 Parigi, 8 novembre


1890) stato un compositore, organista e docente di musica
belga. una delle figure pi importanti della vita musicale
francese nella seconda met del XIX secolo. La madre, Marie-
Catherine-Barbe Frings, era originaria di Aquisgrana, mentre il
padre Nicholas-Joseph era di un piccolo paese del Belgio.

Nel 1830 viene iscritto al conservatorio di Liegi dove conquista,


nel 1834, il premio di solfeggio e di pianoforte. Tra il 1833 e il
1835 studia armonia con Dassoigne, nipote di tienne Nicolas
Mhul che insegn al Conservatoire national suprieur de musique et de danse de Paris.
Incoraggiato dai suoi successi musicali, il padre organizza, nella primavera del 1835, una serie di
concerti a Liegi, a Bruxelles e ad Aquisgrana. Lo stesso anno, la famiglia trasloca a Parigi e Csar
diviene allievo di Antonn Reicha, il professore di Berlioz, di Liszt e di Gounod. Di nuovo vince il
primo premio per la classe di pianoforte nel 1838 e per quella di contrappunto nel 1839. Il padre lo
ritira dal conservatorio nel 1842, cosa che gli impedisce di partecipare al Prix de Rome, una borsa
di studio, e ci al fine di consacrarlo a una carriera di virtuoso in patria. In questo periodo, si dedica
alla composizione, pubblicando i terzetti op. 1 nel 1843 e cominciando la redazione dell'oratorio
Ruth.

Nel 1845 Franck litiga con il padre e se ne torna a Parigi. Compone un poema sinfonico, Ce qu'on
entend sur la montagne e lavora all'opera Le valet de la ferme. Nel 1853, dopo un breve periodo
nella chiesa Notre-Dame-de-Lorette, diviene organista nella chiesa Saint-Jean-Saint-Franois del
Marais. Ispirato dall'abilit di Jacques-Nicolas Lemmens alla pedaliera incoraggiato a
perfezionare la sua tecnica del pedale e a sviluppare maggiormente le tecniche d'improvvisazione.
Diviene organista presso la nuova basilica delle Sante Clotilde e Valeria, dove inaugura il 1
dicembre 1859 uno dei pi begli strumenti della manifattura d'organi Aristide Cavaill-Coll. Rester
ivi titolare fino alla morte.

Nel 1871 nominato professore d'organo al conservatorio di Parigi in sostituzione di Franois


Benoist. Per ottenere questo posto, deve divenire cittadino francese. Prende quindi ufficialmente
possesso della sua cattedra nel febbraio 1872. Uno dei suoi allievi sar Vincent d'Indy, che ne
scriver la biografia. Gli anni tra il 1874 e la sua morte segnano un periodo di intensa creativit:
oratori, opere per pianoforte, quartetti d'archi, sonate per violino, balletti, poemi e variazioni
sinfoniche, pices diverse per organo. Nel 1885 riceve la Legion d'onore e diviene nel 1886
presidente della Societ Nazionale di Musica. A seguito di numerose complicazioni derivanti da un
incidente stradale, avvenuto il 4 o il 5 luglio 1890 mentre si recava dal suo allievo Paul Braud per
un'esecuzione delle Variations Symphoniques, Csar Franck, dopo una dolorosa agonia, muore a
causa di una pleurite il mattino dell'8 novembre 1890.

L'assoluta sincerit e la profonda umanit che si sprigionano dalla persona come dalla sua opera,
sempre pi depurata nel corso degli anni, avrebbero impregnato in modo duraturo tutta la vita
musicale dell'epoca, fino a Claude Debussy e Maurice Ravel che si sovvennero in particolar modo
della forma ciclica, pur se la loro estetica non gi evidentemente pi la stessa.

c) Giacomo Puccini

Giacomo Puccini, il pi importante compositore


italiano della generazione post-verdiana, nacque a
Lucca il 22 dicembre 1858 da una famiglia di
musicisti: da molte generazioni i Puccini erano
Maestri di cappella del Duomo di Lucca. Dopo la
morte del padre, quando aveva solo cinque anni, fu
mandato a studiare presso lo zio, che lo
considerava un allievo non troppo dotato,
scarsamente attento, studioso e disciplinato.
Dal 1880 al 1883 studi al conservatorio di
Milano, dove fu allievo di Amilcare Ponchielli e Antonio Bazzini. Tra le composizioni di questi
anni spiccano un Preludio Sinfonico e un Capriccio Sinfonico scritto come saggio di diploma nel
1883. Durante questo periodo milanese fu assiduo frequentatore di teatri e tramite la mediazione di
Catalani entr in contatto con Arrigo Boito, Franco Faccio, Marco Praga e gli ambienti della
scapigliatura.

Puccini partecip al concorso per opere in un atto indetto dall'editore Sonzogno nel 1883 con "Le
Villi", su libretto di Ferdinando Fontana. L'opera non vinse il concorso, ma nel 1884 fu
rappresentata con il titolo originale "Le Willis" al Teatro dal Verme di Milano sotto il patrocinio
dell'editore Giulio Ricordi, concorrente di Sonzogno. Rincuorato dal successo di "Le Villi", Ricordi
commission una nuova opera al duo Puccini-Fontana, destinata questa volta al Teatro alla Scala,
ma "Edgar" (1889) non ebbe successo, e nei decenni successivi sar radicalmente rimaneggiata da
Puccini. Nel 1891 Puccini si trasfer a Torre del Lago: ne amava il mondo rustico e lo considerava il
posto ideale per coltivare la sua passione per la caccia e per le baldorie tra artisti.

Di Torre del Lago il maestro fece il suo rifugio, facendosi costruire la villa che and ad abitare nel
1900 e qui furono composte le sue opere di maggior successo e spessore lirico-strumentale.
Il primo grande successo internazionale giunse a Torino nel 1903 con "Manon Lescaut" (libretto di
D. Oliva), la terza opera di Puccini che segn l'inizio della collaborazione con i librettisti Luigi
Illica e Giuseppe Giacosa, i quali scriveranno poi i libretti delle successive opere pi famose e
rappresentate.

"Bohme" (Torino 1896, basata su una trama di Henry Murger), forse l'opera pi celebre di
Puccini e tra le migliori del panorama operistico non solo romantico, ma di tutte le et musicali.
Con "Tosca" (1900) Puccini sfocia nel melodramma storico a forti tinte che venne accolto con
favore dal pubblico romano, mentre la successiva "Madama Butterfly" (Milano 1904, basata su un
dramma di David Belasco) fu un solenne fiasco alla Scala che solo dopo alcuni rimaneggiamenti
diventa, in seguito, un nuovo grande successo al Teatro Grande di Brescia.
Seguirono 6 anni di pausa durante la quale Puccini lavora ad un'enorme quantit di progetti abortiti,
talvolta abbandonati ad uno stadio di composizione avanzato, infine, dopo viaggi e riflessioni,
ricominci a concludere le sue composizioni di indubbia bellezza ed eleganza nel 1910.
La passione per l'esotismo da cui era nata "Madama Butterfly" spinge sempre pi il musicista a
confrontarsi con il linguaggio e gli stili musicali internazionali dell'epoca, nasce cos "La fanciulla
del West", un western ante-litteram, rappresentata per la prima volta al Metropolitan Opera di New
York nel 1910 e nel 1917 "La Rondine", concepita come operetta e nata come curioso ibrido tra
operetta e melodramma, seppur totalmente diverso da quelli monte verdiani del 600.
L'eclettismo di Puccini si manifesta pienamente nel Trittico, rappresentato in prima assoluta a New
York nel 1918. I tre pannelli, ciascuno della durata di un atto, presentano caratteri completamente
diversi l'uno dall'altro: elegiaca e lirica "Suor Angelica" e comico "Gianni Schicchi".
Delle tre "Gianni Schicchi" fu subito la pi popolare, mentre "Il Tabarro" inizialmente giudicata
inferiore, guadagn col tempo il favore della critica. "Suor Angelica" fu invece la preferita
dell'autore. Concepite per essere rappresentate insieme, le tre opere che compongono il Trittico sono
oggi il pi delle volte rappresentate singolarmente, abbinate a opere di altri compositori.
Puccini compose 12 Opere, molte pagine corali, tra cui una Messa e un Requiem, liriche per canto e
pianoforte e varie composizioni strumentali,specialmente cameristiche (vedi quartetto Crisantemi).
L'ultima opera, "Turandot", iniziata nel 1920 rimase incompiuta, interrotta dalla morte di Puccini
quando mancava soltanto il finale dell'ultimo atto: il compositore mor a Bruxelles il il 24 novembre
1924, per sopraggiunte complicazioni durante la cura di un tumore all'esofago.
La morte di Puccini fu un lutto per l'Italia intera e per tutti i suoi sostenitori sparsi nel mondo.
Inizialmente il compositore venne seppellito a Milano, ma nel 1926 il figlio Antonio fece trasferire
le sue reliquie a Torre del Lago in una piccola cappella privata della villa sul lago dove Puccini
aveva composto i suoi capolavori.

d) Claude Debussy I musicisti francesi,


che durante la prima met dellOttocento si
erano dedicati prevalentemente allopera,
come quelli italiani, nella seconda met del
secolo ripresero a dedicarsi con grande
impegno alla musica strumentale. Il pi
importante compositore francese del
secondo Ottocento infatti Claude
Debussy (1862-1918), autore di musica da
camera, di poemi sinfonici di unopera teatrale e di molte composizioni per pianoforte.

La sua musica caratterizzata soprattutto dalla prevalenza di toni sfumati, dolci, raffinati, ottenuti
mediante lo studio degli effetti timbrici dei vari strumenti. Con Debussy, come con Mahler, i fiati e
le percussioni acquistano nellorchestra unimportanza addirittura superiore a quella degli archi.

Le melodie di Debussy, come quelle di Mahler, sono in genere semplicissime, basate su poche note;
ma in Mahler il ritmo ha grande importanza, mentre nella musica di Debussy quello che conta
soprattutto latmosfera, e il ritmo tanto vario che sembra quasi inesistente.

Per questo suo carattere vago, che tende a evocare delle atmosfere pi che a descrivere con
precisione, la musica di Debussy stata accostata alla pittura degli impressionisti (Manet, Monet,
Renoir, Pissarro, Degas ecc.), caratterizzata da rapidi tocchi di colore brillanti e dalla mancanza di
contorni precisi e di dettagli.

Gli ultimi anni

Nel 1886 videro la luce le due opere pi note di Saint-Sans: Le Carnaval des Animaux (Il
carnevale degli Animali) e la Sinfonia n. 3, dedicata alla memoria di Franz Liszt, morto poco prima.
Nello stesso anno, tuttavia, Vincent d'Indy e i suoi alleati fecero allontanare Saint-Sans dalla
Socit Nationale de Musique. Due anni pi tardi, mor la madre di Saint-Sans. Questo lutto spinse
il compositore ad allontanarsi per qualche tempo dalla Francia, trasferendosi alle Isole Canarie,
dove adott lo pseudonimo di Sannois. Nel corso degli anni successivi viaggi in giro per il mondo,
visitando posti esotici in Europa, Nord Africa, Sud-est asiatico e Sud America. Saint-Sans raccolse
il diario dei suoi viaggi in alcuni libri popolari, firmandoli Sannois.

Saint-Sans continu a scrivere di argomenti musicali, scientifici e storici, viaggiando spesso prima
di trascorrere i suoi ultimi anni ad Algeri, capitale dell'Algeria. Come riconoscimento dei suoi
traguardi, il governo francese gli concesse l'onorificenza della Legion d'onore.

Camille Saint-Sans mor di polmonite il 16 dicembre 1921, all'Htel de l'Oasis ad Algeri. Il suo
corpo fu riportato a Parigi per i funerali di stato alla chiesa de La Madeleine e sepolto nel Cimetire
du Montparnasse a Parigi.

Rapporti con gli altri compositori

Durante la sua vita, Saint-Sans fu amico o nemico della maggior parte dei musicisti europei pi
noti. Fu vicino a Franz Liszt fino alla sua morte e mantenne una salda amicizia con l'allievo Gabriel
Faur fino alla morte. Pur essendo uno strenuo sostenitore della musica francese, Saint-Sans
disprezzava apertamente molti dei suoi colleghi connazionali, come Franck, d'Indy, e Massenet.
Inoltre detestava la musica di Claude Debussy: si dice che abbia detto a Pierre Lalo, "Mi sono
trattenuto a Parigi per parlar male del Pellas et Mlisande." L'ostilit personale era reciproca;
Debussy infatti diceva con sarcasmo: "Ho in orrore il sentimentalismo e non riesco a dimenticare
che il suo nome Saint-Sans." In altre occasioni, tuttavia, Debussy riconobbe di ammirare il
talento musicale di Saint-Sans. Fu un fautore della musica strumentale in Francia, dove da sempre
l'opera godeva di un predominio assoluto; valorizz l'opera di Schumann contro l'opinione corrente,
cos come la sua passione per Mozart fu in netto anticipo rispetto alla pi diffusa sensibilit
musicale. Cur l'edizione dell'Opera omnia di Rameau in tempi poco disposti all'attenzione verso la
musica antica, ma nello stesso tempo si prodig per i nuovi compositori francesi fondando,
nel 1871, la Societ Nationale de Musique, di cui fecero anche parte Csar Franck, Edouard
Lalo e Gabriel Faur.[2]

In Francia, Saint-Sans stato uno dei primi sostenitori della musica di Wagner, proponendo brani
dalle sue opere durante le lezioni alla Scuola Niedermeyer e facendo eseguire in prima francese la
Marcia da Tannhuser. Wagner stesso rimase stupito quando lo vide suonare a vista l'intera partitura
orchestrale di Lohengrin, Tristan und Isolde e Siegfried, suggerendo a Hans von Blow di
assegnargli l'appellativo della "pi grande mente musicale" dell'epoca. Ciononostante, e pur
ammettendo di apprezzarne la forza, Saint-Sans dichiar di non essere un cultore delle opere
wagneriane. Nel 1886, a seguito di alcuni commenti dal tono particolarmente duro e anti-
germanico, dopo l'allestimento parigino di Lohengrin, la critica musicale tedesca si schier contro
Saint-Sans. I rapporti con la Germania migliorano col nuovo secolo e, dopo la Prima guerra
mondiale, Saint-Sans si attir l'ostilit sia dei francesi che dei tedeschi con una serie di articoli
provocatori, intitolati Germanophilie, che attaccavano pesantemente Wagner.

noto che il 29 maggio 1913, Saint-Sans lasci la sala alla prima della Sagra della
primavera di Igor Stravinsky, infuriato, a quel che si dice, dall'uso non appropriato del fagotto nelle
battute iniziali del balletto.

Fama

Saint-Sans inizi la sua carriera di compositore come un pioniere, introducendo in Francia


il poema sinfonico e facendosi paladino della musica dell'avvenire di Liszt e di Wagner, in un'epoca
in cui Bach e Mozart erano il modello di riferimento. Egli rappresent la personificazione della
modernit artistica negli anni 50 e 60, ma presto si trasform in un duro e a volte
sgradevole reazionario. All'alba del XX secolo, Saint-Sans era ormai un ultra-conservatore, che
lottava contro l'influenza di Debussy e Richard Strauss. Ma questo non sorprende pi di tanto, dal
momento che la carriera di Saint-Sans era iniziata quando Chopin e Mendelssohn erano nel pieno
del loro successo, terminando all'affacciarsi del Jazz; tuttavia questa immagine di uomo bisbetico
e irritabile che prevale ancora oggi.

La figura di Saint-Sans si sempre situata sul confine che separa i compositori famosi da quelli
noti solo agli appassionati. stato additato pi volte come il pi grande compositore di serie B o
come il pi grande compositore privo di genio. ricordato essenzialmente per alcuni lavori
popolari ma poco apprezzati dalla critica, quali l'opera Samson et Dalila e soprattutto Le Carnaval
des Animaux.

Stile compositivo

Le sue opere sono state definite logiche e pulite, levigate, professionali e mai eccessive. Le sue
composizioni pianistiche, costituiscono il collegamento stilistico tra Liszt e Ravel. Spesso stato
additato come "il pi tedesco di tutti i compositori francesi", forse a causa della sua fantastica
abilit nella elaborazione tematica. Malgrado lo stile delle opere degli ultimi anni sia considerato
antiquato, in precedenza Saint-Sans aveva esplorato molte forme nuove e allo stesso modo ne
aveva rinvigorito alcune di vecchia data. Le sue composizioni sono strettamente legate alla
tradizione classica, ed alcuni lo considerano come un precursore del Neoclassicismo.
Stile esecutivo

Come esecutore, Saint-Sans fu considerato un organista senza eguali, con pochi rivali anche
come pianista. Si dice che lo stesso Liszt ritenesse Saint-Sans e, naturalmente, se stesso i due
migliori pianisti d'Europa. Lo stile di Saint-Sans era composto, raffinato: egli sedeva al pianoforte
immobile. Il suo modo di suonare era caratterizzato da scale e passaggi straordinariamente dolci,
dalla velocit e da una raffinatezza aristocratica. Le incisioni che ha lasciato negli ultimi anni della
sua vita lasciano alla storia le tracce di queste sue caratteristiche. spesso stato accusato di essere
troppo poco emotivo ed eccessivamente freddo e metodico, per questo forse le sue esecuzioni sono
meno indimenticabili di quelle di altri esecutori maggiormente carismatici. Probabilmente stato il
primo pianista ad eseguire in pubblico il ciclo di tutti i concerti per pianoforte di Mozart, concerti
che in alcuni casi hanno influenzato i suoi stessi concerti per pianoforte. Il primo movimento del
suo quarto concerto per pianoforte, in Do minore, ricorda molto l'ultimo movimento del Concerto
per pianoforte e orchestra n. 24 di Mozart, che nella stessa tonalit. Durante la sua vita, Saint-
Sans continu sempre a suonare con la tecnica che aveva appreso da Stamaty e che prevedeva che
la forza nell'esecuzione derivasse dalla mano e non dall'avambraccio. Le registrazioni eseguite
negli anni dieci sono importanti, dal momento che vi si pu udire il risultato della tecnica pianistica
di Kalkbrenner, che influenz Frdric Chopin.

Opere

Nei suoi 86 anni di vita, Saint-Sans ha scritto centinaia di composizioni. Durante la sua lunga
carriera di musicista, ha composto molta musica a soggetto o teatrale, tra cui quattro poemi
sinfonici e tredici opere. L'opera Samson et Dalila, il poema sinfonico Danza Macabra e Il
carnevale degli animali sono le sue composizioni pi famose. In tutto ha composto pi di trecento
lavori musicali ed stato tra i primi ad aver scritto espressamente per il cinema, per il film di Henri
Lavedan L'Assassinat du Duc de Guise. Al 1886 risale un altro lavoro di notevole importanza
storica: la Sinfonia n. 3, "avec orgue" ("con l'organo"). Con l'aiuto dei monumentali organi sinfonici
costruiti in Francia da Aristide Cavaill-Coll, a quell'epoca il pi importante costruttore di organi,
quest'opera immersa nello spirito del "gigantismo" di fine secolo, all'inizio della "Belle poque",
sulla stessa linea della Torre Eiffel e dell'Esposizione Universale di Parigi. Il Maestoso dell'ultimo
movimento la tipica espressione della sicurezza di s dell'uomo europeo di quegli anni, orgoglioso
della sua tecnologia, della sua scienza, dell'"et della ragione" (con una certa ironia, la melodia fu in
seguito usata come base per il tema musicale del popolarissimo film Babe). Sempre nel 1886, Saint-
Sans complet Il carnevale degli animali, la cui prima ebbe luogo il 9 marzo. Bench il lavoro
fosse destinato a guadagnarsi una straordinaria popolarit, poco dopo la prima Saint-Sans proib la
rappresentazione completa del suo lavoro, permettendo l'esecuzione di un solo movimento: Le
Cygne (Il Cigno), un brano per violoncello e pianoforte. L'opera era stata scritta quasi come uno
scherzo musicale e Saint-Sans temeva che essa avrebbe potuto nuocere al suo buon nome.Saint-
Sans scrisse anche sei preludi e fughe per organo (op. 99 e op. 109). Il pi noto il Preludio e Fuga
in Mi bemolle maggiore.

Violino e pianoforte

Berceuse, Op. 38

Danse Macabre, Op. 40 (arrangiamento della versione orchestrale)

Sonata per Violino No. 1, Op. 75

Sonata per Violino No. 2, Op. 102

lgie No. 1, Op. 143

lgie No. 2, Op. 160

Arrangiamento di due Notturni di Chopin (senza numero d'opera)


Trio con pianoforte
Trio con pianoforte No. 1 in Fa maggiore, Op. 18
Trio con pianoforte No. 2 in Mi minore, Op. 92
Quartetti per piano e archi
Quartetto per piano e archi in mi maggiore, Op. post.
Quartetto per piano e archi in si bemolle maggiore, Op. 41
Quartetto d'archi
Quartetto d'Archi No. 1, Op. 112

Quartetto d'Archi No. 2, Op. 153


Quintetto con Pianoforte
Quintetto con pianoforte, Op. 14
Settetti
Settetto per tromba, quartetto d'archi, contrabbasso e pianoforte, Op. 65
Orchestra
Sinfonie

Sinfonia in in La maggiore

Sinfonia No. 1 in Mi bemolle maggiore, Op. 2

Sinfonia in Fa maggiore ("Urbs Roma")


Sinfonia No. 2 in La minore, Op. 55

Sinfonia No. 3 in Do minore ("Sinfonia per Organo"), Op. 78 (in memoria di Liszt)
Poemi sinfonici

Le Rouet d'Omphale, Op. 31

Phaton, Op. 39

Danza macabra (Danse Macabre), Op. 40

La Jeunesse d'Hercule, Op. 50

Africa, Op. 89
Violino e orchestra

Concerto per Violino No. 1, Op. 20

Concerto per Violino No. 2, Op. 58

Violin Concerto No. 3, Op. 61

Introduzione e Rond Capriccioso, Op. 28

Romance, Op. 48

Morceau de concerto, Op. 62

Havanaise, Op. 83

Concerto per violino n. 3 in si minore, op. 61


Musica: Camille Saint-Sans

1. Allegro non troppo

2. Andantino quasi allegretto

3. Molto moderato e maestoso

Organico: violino solista, 2 flauti (anche ottavini), 2 oboi, 2 clarinetti, 2 fagotti, 2 corni, 2 trombe, 3
tromboni, timpani, archi
Composizione: marzo 1880
Prima esecuzione: Amburgo, 15 ottobre 1880
Dedica: Pablo de Sarasate

La conoscenza del celebre George Augustus Polgreen Bridgetower, violinista di chiara fama meglio
noto come il principe abissino, stimol in Saint-Sans un forte interesse per il violino e gli
permise di sviluppare uno stile di scrittura sopraffina, legato a una notevole padronanza dei
migliori dettagli tecnici. Pi avanti il compositore pot beneficiare anche della collaborazione
professionale con il virtuoso spagnolo Pablo de Sarasate, per il quale scrisse lavori come
l'Introduzione e Rond capriccioso op. 28, e appunto, il Concerto per violino e orchestra n. 3 in si
minore op. 61 (1880).
Il Concerto n. 3 fu tagliato su misura proprio per la padronanza elegante di Sarasate, noto per il
fascinoso magnetismo interpretativo e la personalit con cui sapeva incantare il pubblico dell'epoca.
Il suono che ne esce puro e brillante, ispirato, la pagina scritta ricca di soluzioni tecniche
ed escamotage che ben indicano il desiderio di sfruttare in modo approfondito le risorse dello
strumento, di evidenziare le funamboliche capacit del solista messo alla prova. Ma troviamo
nel Concerto anche suggestioni culturali importanti: il calore esotico delle melodie gitane e
andaluse, come si vede sin dall'attacco del primo movimento, Allegro non troppo, con quel tema
curvo e profondo, in si minore, del violino, che disegna palpiti appassionati sul tremolo vibrante
degli archi e lascia intuire, nel tono immediato, nel disegno melodico libero, cos scopertamente
netto, esplicito e improvvisativo, la matrice genuina e popolare, diremmo autentica, di quella
musica. Pi tardi potremo vedere anche il risvolto della medaglia, quando comparir un secondo
tema di particolare intensit, diremmo di gentile tenerezza, un po' pensierosa, che nel finale,
puntando verso l'alto, andr letteralmente perdendosi in un canto etereo senza peso, svelando il
lato lirico, espressivo, del musicista. Dal punto di vista strutturale notiamo proprio da questa
irruzione d'apertura un coinvolgimento immediato del solista, tanto che non necessario ricorrere a
una doppia Esposizione (orchestrale e solistica), come imporrebbe il clich formale. L'Esposizione
invece subito equilibrata, con un gi acquisito gioco delle parti tra solo e orchestra, e pure
organizzata dal punto di vista delle sequenze motiviche, con un primo gruppo tematico molto esteso
e assai ricco di spunti, trovate, materiale, e il violino padrone del campo, l a dettarne i tempi e le
successioni. Lo Sviluppo ripresenta, in forma solo di parziale rielaborazione, il materiale
dell'Esposizione: in questa reinterpretazione delle idee si aggiunge qualche spunto dovuto
soprattutto alle frasi di interludio con compito di saldatura delle parti. Tale sezione funziona dunque
come una sorta di seconda Esposizione, sia perch in sostanza poco sviluppativa in s nel
carattere, sia perch mantiene, pur con dovuti aggiustamenti, l'intero materiale espositivo, in una
parola preservandolo nel cambiamento. Vi sono, s, elementi di sviluppo delle idee, ma minimi:
ad esempio, il secondo tema pi completo rispetto all'Esposizione, dove era di fatto ridotto,
mentre qui si presenta due volte con un peso diverso; il primo gruppo tematico mantiene il suo
materiale, ma con qualche variante necessaria a esaltarne le plastiche qualit melodiche e
valorizzare il lato tecnico della lettura solistica. Se nello Sviluppo prevalgono in definitiva caratteri
espositivi, la Ripresa ha un po' il sapore di Sviluppo. Stupisce, infatti, quel ritorno del primo tema
supportato da inquiete armonie di settima al basso e pure collegato alle incalzanti varianti delle
volate solistiche, come era successo all'inizio dello Sviluppo. Notiamo anche che, dopo
questo incipit, la Ripresa in sostanza gi esaurita, apparendo dunque per lo meno stringata e
ridotta all'osso: non compare il secondo tema e subito intervengono accelerazioni che spingono in
avanti il discorso conducendo all'Epilogo. Dunque la Ripresa spicca per caratteri pi sintetici ed
elaborativi, non certo di tipo riespositivo. A sua volta lo Sviluppo, vero punto focale di questo primo
tempo, ne aveva fatto in parte, le veci, in un certo senso anticipandola. Funzionando in estrema
sintesi da elemento permeabile e regolatore tra le varie sezioni della forma-sonata, aveva garantito,
in un quadro di reale efficacia, un'architettura sorprendente: originale e insolita, eppure credibile.
Il tempo centrale, Andantino quasi allegretto una nostalgica barcarola aperta da un quieto tema di
pace: sostenuto dal morbido appoggio di viole e violoncelli unito alle cristalline armonie dei fiati,
esposto con grazia dal violino e richiama atmosfere incantate di calma bucolica, il vero tono di
fondo di questo quadro agreste. Sono le sfumature e i colori timbrici a prevalere, con una sapiente,
calibrata proposizione di entrate di violino, oboe e flauto, di commenti sonori affidati alle singole
sezioni che sfruttano i chiaroscuri e cesellano le armonie, mentre il tema si dipana nella sua seconda
e terza arcata fraseologica e pure si ripropone dischiudendo lentamente e in modo compiuto il suo
senso. Nella parte centrale si fa avanti un secondo tema pi affermativo, cesellato elegantemente
dalle figurazioni in trama leggera di archi e fiati, e proseguito da un'ispirata frase di transizione del
violino, che sfuma lentamente i toni e riporta il discorso allo scenario iniziale. Proprio la Ripresa
non si presenta per testuale: sintetica, con il tema agreste che ricompare nei suoi tre archi
fraseologici, ma con significative modifiche, legato senza soluzione di continuit al secondo tema
principale della parte centrale, che si presenta anch'esso scorciato e, alla fine, dopo una codetta di
attesa, concluso da una pregnante cadenza. Da essa prende avvio un ultimo quadro di toccante
levit: Saint-Sans sposta il violino al registro sovracuto proponendo una nuova, eterea e incantata
versione del primo tema e segnandone precisamente il carattere: dolce, tranquillo e semplice; ci
conferisce alla pagina un colore di immagini tenui, diffuse; in questo clima annuente e sospeso, che
dipinge una dimensione onirica, al solista risponde il primo oboe attraverso il suo caldo respiro,
sopra armonie trasparenti che paiono richiamare fantasiosi scenari da fiaba. Nella coda, sul profilo
arcuato di lente figure in arpeggio, poco a poco si spegne l'intero quadro sonoro.
L'ultimo movimento rappresenta l'apoteosi della tecnica solistica. Nell'introduzione, Molto
moderato e maestoso, il violino pronuncia in stile recitativo per ben tre volte un'accorata
enunciazione, interludiato dagli agitati rimbrotti dell'orchestra. la simbolica ouverture per il
vibrante, turbolento Allegro non troppo, dal primo tema che subito, sin dall'Esposizione, esprime il
suo piglio deciso nella tonalit di si minore. Una volta enunciato, si susseguono in modo tumultuoso
una serie di spunti, idee, episodi come il motivo appassionato presto ripreso dall'orchestra in
forma variata o il frenetico episodio virtuosistico dalle movenze tipicamente tzigane che vanno a
formare un tessuto connettivo composito ma ben correlato. Il secondo tema principale
dell'Esposizione, presentato nel tono di dominante (re maggiore) un'idea carica di comunicativa
vitalit. Quando si apre lo Sviluppo, il primo tema principale a spiccare come elemento base
dell'intero impianto di elaborazione, in un crescendo di scambi orchestrali che ne amplificano
l'effetto. Ma la sorpresa dietro l'angolo: un segmento ritmico del tema funziona da frase di
collegamento che stempera l'irruenza di quel temporale di suoni, piegando il discorso in una sempre
pi rarefatta progressione discendente. Si schiude ora una melodia inedita nella forma di un corale
di lirica intensit, all'inizio nella voce suadente degli archi, presto esteso anche al contributo dei
fiati. Poi il corale apre il suo secondo arco fraseologico, anch'esso ripetuto, prima che una sezione di
passaggio torni a ravvivare il discorso nella mossa frase del violino. La Ripresa presenta la struttura
bipolare dell'Esposizione preceduta dall'introduzione, pur con alcuni cambiamenti. L'impostazione
appare subito di maggiore complessit e prevale l'idea della puntuale citazione di elementi e temi
precedenti, qui tratti da Esposizione e Sviluppo, che tanto richiama alla memoria il Beethoven
della Nona Sinfonia. Ad esempio, quando dopo l'introduzione (qui pi estesa) torna a stagliarsi il
primo tema dell'Esposizione, subisce una mutazione nelle battute finali necessaria per l'inserzione di
un suo ennesimo rientro, ma questa volta nei modi imperiosi dell'incipit dello Sviluppo, subito
sopravanzato da una semplice ma emblematica citazione del tema appassionato che ora si sente
nel tono garrulo dell'oboe; di nuovo i due ultimi temi si intersecano amabilmente, facendo da
preambolo al secondo tema dell'Esposizione, espresso dal violino in quasi solitario isolamento,
come struggente frase di commiato: tuttavia ora non si completa, ed sopravanzato da una frase di
cerniera melodica ricavata da ulteriori spezzoni del primo tema che, nella loro turbinosa ripetizione
conferiscono alla pagina un senso di fervida agitazione. l'Epilogo, che si muove sulle ali del
corale che si dipanava nello Sviluppo: ma ora appare come trasfigurato, prima espresso dalla massa
timbrica degli ottoni, poi, nel secondo arco melodico, interpretato dal canto agile del violino. Il
solista disegna infine plastiche movenze che ne mettono in risalto il grado tecnico e conducono il
discorso a una vibrante coda in tempo Pi allegro.
Ringraziamenti

Questo percorso inizia un po di tempo fa in una scuola media di Piano di Sorrento: un bambino
prese per la prima volta tra le sue braccia un violino ed un archetto. Bastarono pochi mesi e quel
bambino dentro s, ebbe la certezza che quella cassetta di legno avrebbe fatto per sempre parte
della sua vita. Credo che sia proprio questa la magia della musica: riuscire ad entrare dentro di te ed
infondere certezze, conforto ed emozioni, anche se hai 12 anni.

Ogni percorso, o meglio, ogni storia resa speciale dalle persone che vi prendono parte in un modo
o nellaltro. Desidero quindi ringraziare tutti coloro che hanno condiviso con me tanti momenti!

In primis, GRAZIE ai miei genitori. Sentirsi sostenuti sempre un privilegio raro e, anche se non
sembra, ho sempre apprezzato quello che avete fatto per me e continuer a farlo. (Scusate se studio
in salone dove siete voi, ma lacustica ottima!)

Grazie a mio fratello Salvatore. Essere suo fratello maggiore una responsabilit importante, e
credo che tale responsabilit mi abbia fatto crescere, maturare ed imparare tanto in poco tempo e
sotto molti aspetti.

Grazie al mio Maestro, Maurizio Aiello. Grazie per la pazienza infinita, ma soprattutto grazie del
senso di fiducia trasmessomi dalla prima allultima lezione.

Grazie alla Mia Insegnante di Passi, Anna Pugliese. Non so se meglio come violinista, insegnante
o psicologaGrazie per ogni singolo consiglio prezioso e per la carica nei momenti di difficolt.

Grazie anche a tutti gli altri i docenti che mi hanno accompagnato in questi anni di conservatorio.

Grazie ai berber, a Giusy e a tutti miei colleghi! Soprattutto negli ultimi anni si creato un ambiente
bello che adesso quasi mi dispiace abbandonare. Grazie per le risate, i confronti, i conforti,la
competizione, le parolacce, gli sfoghi, i pranzi da Anna e Elena (che mi mancheranno un sacco) e
tutte le esperienze vissute insieme che sicuramente non si concluderanno qui.

Grazie di cuore ai miei amiciveramente. Sono forse quelli che mi hanno sopportato di pi
durante questi anni, e non da tutti!
Grazie Filly, io sono senza parole per tutto quello che fai per me. Non lo dico mai ma lo apprezzo
veramente tantissimo. Questa laurea te la sei vissuta passo passo con me, quasi potresti prenderla al
posto mio.

Grazie alle #Nopudor-jonas e a Paolo, amici storici e sempre presenti! Grazie per aver
sdrammatizzato anche i momenti pi drammatici con una battuta o una risata.
Grazie ai miei amici Bombardieri Roberto, Angelo, Mario e Kekkoquesti sono da rinchiudere, ve
lo dico eh. Per che devo fare, gli voglio bene lo stesso, o meglio, si sono fatti voler bene lo stesso.
Grazie per la demenza, per i litigi, le risate ma anche per i consigli e il supporto morale.

Grazie a Gente bellina!...questi li ho messi tanto per, quindi va bene cos. Ahahahah anche loro mi
hanno sopportato tanto.

Grazie alla Schola Cantorum San Francesco, per essere stata la mia seconda famiglia ed un
contesto di crescita musicale e personale.

E dulcis in fundo, Grazie a mia Nonna Gemma. Non aggiungo altro: chi ci conosce sa che tipo di
rapporto abbiamo e per quante cose dovrei ringraziarla.