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INCHIESTA Il FALSO SHOEI COMPRATO VIA WEB

di Alberto Motti, foto Fabrizio Grioni

VERO
VERO
FALSO
FALSO

Non ci cascare!

Abbiamo acquistato un falso "Shoei" a 86 euro su AliExpress, sito di commercio on line al dettaglio del colosso cinese AliBaba. È arrivato privo di omologazione, e sottoposto a crash test ed esami chimici è risultato pericoloso e inquinante!

P uò un casco integrale Shoei costare meno di 90 euro? Per accertarcene abbiamo deciso di comprarne uno sul sito di

e-commerce AliExpress, controllato dal colosso cinese dell’ingrosso AliBaba. Ne avevamo già scritto lo scorso febbraio, quando ci siamo occupati di altre

componenti contraffatte provenienti dall’estremo oriente, ma alcuni commenti sui nostri social ci avevano lasciato perplessi: c’era chi sosteneva che quelli non erano “falsi”, ma pezzi originali prodotti in Cina e venduti sul mercato locale. A parte il fatto che Shoei produce solo in Giappone, abbiamo voluto

controllare, sottoponendo lo Shoei “low cost” ai test europei di omologazione per caschi e facendo analizzare la fodera da un laboratorio specializzato. Innanzitutto, il casco è arrivato senza scatola, avvolto in scotch da pacchi. Già questo non trasmette particolare sicurezza. Inoltre è privo di omologazione.

a attualità attualità INCHIESTA Il FALSO SHOEI COMPRATO VIA WEB di Alberto Motti, foto Fabrizio Grioni
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600 EURO CONTRO 86

A sinsitra il casco GT- Air originale con la sua scatola, all'interno della quale c'è anche il libretto di istruzioni con tutte le certificazioni e omologazioni necessarie. Sulla destra, ecco come è arrivato il casco cinese contraffatto in redazione: imballato nello scotch. All'interno c'era anche la sacca in tessuto (anch'essa con false scritte Shoei). Qui a fianco, a sinistra, lo sgancio d'emergenza dei guanciali attraverso il nastro rosso. A destra, copiato l'adesivo "emergency use only", ma non il dispositivo, assente.

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  • 36 Motociclismo / giugno 2017

TesT impaTTo

il tarocco bocciato quattro volte su sette

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SHOEI "VERO"

SHOEI "FALSO"

Frontale

Lato Sx

Sommità

Posteriore

Mentoniera

Lato dx

Cinturino

Cioè, chi ci andasse in giro rischierebbe la multa per mancato utilizzo del casco, visto che senza omologazione può al massimo fungere da soprammobile.

PER ALIEXPRESS È OMOLOGATO!

Peccato che il sito riportasse la dicitura Ece-R22/05, il Regolamento europeo per l’omologazione dei caschi. Se poi a fermarvi è la Guardia di Finanza, oltre al mancato uso del casco, verreste multati per acquisto di un prodotto contraffatto (la sanzione

test: ci siamo rivolti alla Newton, azienda di Mazzo di Rho (MI) specializzata nelle omologazioni di caschi ed elmetti. I tecnici hanno svolto sul nostro “finto” Shoei e su uno originale e omolgato le sei prove d’impatto previste proprio dalla Ece 22/05 e il pesantissimo casco cinese (quasi 1.700 g contro i 1.427 del giapponese) ne è uscito – è proprio il caso di dirlo – a pezzi! Secondo il Test Report che ci è stato fornito da Newton, il falso ha fallito quattro prove su sette, trasmettendo al “cervello” della finta testa con i sensori sollecitazioni troppo elevate per passare il test. Anche se i tecnici ci hanno spiegato che è ininfluente per passare il test o meno, abbiamo anche notato che alla prima caduta dalla torre di simulazione il casco ha perso visiera e prese d'aria.

L'ORIGINALE NON HA PERSO PEZZI

Guarda caso, lo Shoei originale ha brillantemente passato tutti i test e alla fine visiera, visierino parasole e tutte le prese d’aria continuavano a

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amministrativa può arrivare a 7.000 euro). Il penale c’è solamente per il venditore: si può arrivare a otto anni di reclusione (ricettazione) e 35.000 euro di sanzione (introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi). Il Codice del Consumo, infine, all’articolo 112, per chi immette sul mercato prodotti pericolosi prevede l’arresto fino a un anno e l’ammenda fino a 50.000 euro. E qui le casistiche ci sono tutte quante. Torniamo ai crash

CHE CRASH!

Qui a fianco la sequenza del primo crash test (frontale) cui è stato sottoposto il casco cinese, che ha fallito 4 prove su sette. Nei cerchi, al primo impatto perde i pezzi.

CADE A 27 KM/H

Il casco cade da un'altezza predeterminata

su un'incudine a 7,5 m/s (27 km/h). La falsa testa imbottita

di

sensori

registra i valori

di

accelerazione

G e Hic, che

devono restare entro i parametri della ECE 22-05.

NON OLTRE 275 G

L'accelerazione G indica la sollecitazione subìta dal cervello. Non può essere superiore a 275 G. L'Hic è l'Head injury criterion

(criterio di danneggiamento del cervello) e "mixa" l'accelerazione G alla durata dell'evento. Il limite è di 2.400.

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giugno 2017 / Motociclismo

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INCHIESTA Il FALSO SHOEI COMPRATO VIA WEB

a attualità attualità INCHIESTA Il FALSO SHOEI COMPRATO VIA WEB VERO PESO E PRELIEVI ANALISI DELLA
VERO
VERO

PESO

E PRELIEVI

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ANALISI DELLA FODERA

La dottoressa Letizia Bregola, responsabile del laboratorio ecologico di CentroCot di Busto Arsizio (VA), esamina i caschi e decide a quali analisi sottoporre le fodere.

funzionare. Non sarà determinante per la sicurezza, ma di sicuro dà conto della qualità costruttiva. Prima di distruggere i caschi con i crash test, avevamo fatto prelevare dei campioni delle fodere dal CentroCot, ente che svolge analisi sui tessuti (certifica le tute di Formula 1 per la Fia) e abbiamo fatto eseguire dei test, cinturino e fibbia compresi.

PIOMBO E ALTRI INQUINANTI

Se qui non è risultato fuorilegge, possiamo però dire che il falso Shoei è inquinante: contiene

infatti 148,6 mg/kg di Alchilfenoli etossilati (lo Shoei "vero" <0,7),

sostanze presenti nei detergenti non biodegradabili e che si accumulano negli organismi lungo la catena alimentare, fino all’uomo. L’Unione europea dal 2021 li limiterà a 100 mg/kg, ma le aziende sensibili all’ambiente li hanno già sostituiti con prodotti biodegradabili. Ed ecco perché sullo Shoei vero ne sono state trovate solo tracce. Inoltre, la parte plastica della fibbia contiene metalli pesanti (piombo, pur se

FALSO
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Il casco cinese pesa 270 grammi in più rispetto all'originale costruito in Giappone: è un aggravio di peso che sfiora il 20%. Nelle foto sotto, il prelievo della fodera (la parte a contatto

con la pelle) dai due caschi: per effettuare tutti i

test previsti per

l'introduzione di prodotti tessili

nell'Unione Europea è stato necessario ricavare 5 g di tessuto da ciascun casco.

  • 38 Motociclismo / giugno 2017

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INCHIESTA Il FALSO SHOEI COMPRATO VIA WEB

sotto i limiti europei), che tuttavia possono accumularsi nel corpo per molto tempo e sono altamente tossici con effetti irreversibili inclusi i danni al sistema nervoso. Torniamo alla domanda iniziale:

vale la pena di acquistare un casco contraffatto per risparmiare qualche centinaio di euro? No, perché si viene multati. No, perché in caso di malaugurato incidente non ti protegge. No, perché usandolo assorbi metalli pesanti che ti avvelenano e, infine, no perché producendolo hanno inquinato le acque.

aNalisi chimiche

aNalisi chimiche il tarocco contiene sostanze tossiche inquinanti SHOEI "VERO" SHOEI "FALSO" Piombo (mg/kg) <3 89,9

il tarocco contiene sostanze tossiche inquinanti

SHOEI "VERO"

SHOEI "FALSO"

Piombo (mg/kg)

<3

89,9

Alchilfenoli etossilati (mg/kg)

<7

148,6

UNA FIBBIA DI PIOMBO!

La parte plastica del cinturino cinese contiene piombo. Sebbene sia un valore al di sotto della normativa europea, i metalli pesanti possono accumularsi nel corpo per molto tempo e sono altamente tossici con effetti irreversibili inclusi i danni al sistema nervoso. La fodera contiene Alchilfenoli etossilati: 148,6 mg/kg (Shoei "vero" <0,7). Questi inquinanti non biodegradabili vengono usati in detergenti e tinture e attraverso la catena alimentare arrivare all’uomo. Dal 2021 il limite previsto dall'Unione Europea sarà di 100 mg/kg.

IN VISITA DA ALIBABA

Siamo andati alla sede di AliBaba per il sud Europa, a Milano,

dalla Cina, "chiedete a loro", ci

hanno risposto

Nei prossimi

AliExpress (ma alcuni prodotti contraffatti sono già in vendita su eBay) anche guanti, paraschiena, pinze e pastiglie freno. Vi daremo conto di tutto.

a chiedere chiarimenti, ma AliExpress dipende direttamente ... mesi torneremo alla carica. Ma Motociclismo non si
a chiedere chiarimenti, ma
AliExpress dipende direttamente
...
mesi torneremo alla carica.
Ma Motociclismo non si ferma,
abbiamo acquistato sempre tramite

MARCO COLLI - RESPONSABILE PROVE, ISPEZIONI, CERTIFICAZIONI DPI DI CENTROCOT

"col Falso c'è il rischio di imbaTTersi iN sosTaNze Nocive"

Per un'inchiesta di questo livello, Motociclismo ha scelto di rivolgersi al Centro tessile e cotoniero di Busto Arsizio (VA), istituto di analisi e certificazioni di primario livello nel campo chimico-tessile e non solo dal 1987. Marco Colli, Responsabile delle prove, ha risposto alle nostre domande.

Voi avrete esperienza sui tessuti provenienti dall’estremo oriente. A cosa bisogna maggiormente prestare attenzione?

L’attenzione alla sicurezza chimica sul prodotto tessile è sempre più in crescita. L’uso

di coloranti azoici può rilasciare sostanze cancerogene, coloranti allergenici posso

originare dermatiti, i metalli pesanti causano danni al sistema nervoso centrale ed al fegato. Gli alchilfenoili etossilati di detergenti e tinture possono raggiunge l’uomo attraverso la catena alimentare.

Quanto si sta diffondendo la contraffazione nell’abbigliamento da motociclisti e in generale?

In generale le Marche vivono da tempo la problematica del “falso”. E col falso manca la garanzia dell’assenza di sostanze nocive per l’uomo e per l’ambiente che, invece, sta diventando un obiettivo dei produttori per garantire la sostenibilità.

Siete esperti di norme e certificazioni: cosa dobbiamo aspettarci per l’abbigliamento per motociclisti?

La normativa tecnica che prevede i requisiti minimi per ottenere la marcatura CE è in fase di revisione. Da un’unica norma che prevede requisiti fissi per qualsiasi tipo di indumento di protezione per motociclisti, la EN 13595-1 del 2002, si passerà a

una serie di sei norme, con sigla EN 17092, che avranno requisiti differenziati a seconda degli utilizzi finali. La classe AAA sarà attribuita agli indumenti con i più alti livelli di protezione ma con conseguenti limitazioni di comfort, le classi AA e A identificheranno indumenti meno protettivi rispetto alla classe AAA ma con maggiori prestazioni di comfort. L’indumento di classe B potrà non avere i protettori da impatto, dove invece l’indumento di classe C avrà solo la funzione di contenerli (un sotto indumento con protettori integrati).

È possibile combinare comfort e sicurezza?

Il comfort è già da solo un fattore di sicurezza poiché in sua assenza l’utilizzatore tenderà a non indossare il dispositivo. Vero è che si basa su un sottile equilibrio tra caratteristiche di protezione e comodità d'uso, più aumenta il livello protettivo più l’equilibrio è difficile. Non esiste ancora un

indumento che offre il massimo della protezione con il massimo comfort in tutte le situazioni di rischio, questa è la sfida del futuro.

CAMERA CLIMATICA E "NASTRO D'ASFALTO"

Qui sopra due dei macchinari del laboratorio d'analisi CentroCot: la camera climatica con il manichino che "suda" per misurare tenuta e traspirabilità degli indumenti e, sotto, il nastro per il test d'abrasione dei guanti.

  • 40 Motociclismo / giugno 2017