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Fred Hoyle
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Sir Fred Hoyle (Bingley, 24 giugno 1915 Bournemouth, 20 agosto 2001)


stato un fisico, matematico, astronomo e scrittore britannico, noto al
grande pubblico soprattutto per le sue argomentazioni non convenzionali e
per svariate teorie non ortodosse entro la comunit scientifica.

I suoi numerosi contributi scientifici vanno dalla spiegazione della genesi


degli elementi "pesanti" a quella della frammentazione del gas in stelle, ma
egli noto soprattutto come sostenitore della teoria cosmologica dello stato
stazionario e dell'ipotesi della Panspermia.

Hoyle fu un autore di fantascienza e conduttore di programmi di Statua di Fred Hoyle all'Institute of


divulgazione scientifica di successo. Astronomy di Cambridge

Indice
1 Biografia
1.1 Attivit scientifica
1.1.1 La controversia cosmologica
1.1.2 La nucleosintesi stellare
1.1.3 Altre attivit
1.1.4 Controversie scientifiche
1.2 Attivit letterarie e di divulgazione scientifica
2 Riconoscimenti
3 Onorificenze
4 Opere
4.1 Saggistica
4.2 Fantascienza
5 Note
6 Voci correlate
7 Altri progetti
8 Collegamenti esterni

Biografia
Attivit scientifica

Il modo di procedere singolare ed acuto di Hoyle nel campo della scienza ben illustrato dall'esempio di uno dei
suoi primi articoli scientifici, basato su un uso peculiare del Principio antropico: mentre cercava di definire le
reazioni nucleari coinvolte nella nucleosintesi stellare, Hoyle osserv che una particolare reazione, la formazione
del carbonio a partire da 3 nuclei di elio, poteva essere efficiente solo se il nucleo del carbonio fosse stato
caratterizzato da livelli energetici estremamente specifici.

Poich il carbonio (che necessario per la formazione di tutte le molecole organiche, e quindi per la vita) un
elemento piuttosto abbondante nell'universo, la reazione deve essere efficiente, per cui Hoyle predisse su questa
base l'esistenza di alcuni livelli energetici del nucleo di carbonio, che furono confermati sperimentalmente solo pi
tardi dall'quipe del fisico statunitense William Fowler.

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La controversia cosmologica

Forse paradossale. Ma non ancora pi paradossale l'idea che un bel sacco di roba, l'intero universo, sia
nato in un attimo, dal niente? (...) Trovo pi accettabile l'idea della creazione di un atomo di idrogeno all'anno
che quella della nascita dell'Universo da un punto.
(Fred Hoyle)

Per quanto i suoi contributi scientifici vadano ben al di l di essa, Hoyle noto soprattutto per essere stato il
campione della teoria cosmologica dello stato stazionario, che per oltre 20 anni costitu una valida alternativa a
quella che oggi nota come teoria del Big Bang (un termine coniato dallo stesso Hoyle, in senso polemico).

Hoyle, uno dei sostenitori pi accesi del modello di stato stazionario, e un materialista impegnato, riteneva che il
vecchio modello rivale fosse una forzatura in quanto violava i principi filosofici fondamentali sulla natura infinita
dell'esistenza, inoltre pensava che il modello standard della cosmologia basato sul Big Bang violasse una legge
considerata inviolabile nel mondo naturale, quella di Lavoisier, postulando in alcune formulazioni la nascita di
materia dal nulla.

La sua idea della panspermia, oggi condivisa da altri, lo avrebbe fatto includere - probabilmene a torto e a causa
della sua teoria dell'intelligenza universale - nei critici dell'evoluzionismo classico darwiniano; alcuni lo descrissero
come un creazionista non religioso, etichetta da lui respinta, un antievoluzionista o un sostenitore del disegno
intelligente. Egli in realt critic sempre i creazionisti.

Hoyle si descriveva come ateo o agnostico e sosteneva che il Big Bang era passibile di strumentalizzazione; egli
ammoniva esplicitamente che esso veniva sostenuto come un dogma causa prima in linea con la teologia
occidentale piuttosto che con la scienza. Il modello stazionario riscontr un notevole successo negli anni '50. Una
ragione fu forse l'istintiva reazione di diversi scienziati al tentativo di strumentalizzazione delle loro scoperte
portato avanti dalla Chiesa cattolica, che volle vedere nella teoria del Big Bang una dimostrazione scientifica della
creazione e dell'esistenza di Dio. Il primo propositore era stato infatti Georges Lematre, fisico e sacerdote cattolico
belga nel 1927. Negli anni venti e trenta quasi tutti i maggiori cosmologi preferivano un universo eterno, e molti
obiettarono che l'origine del tempo implicita nel Big Bang introduceva concetti religiosi all'interno della fisica;
questa obiezione fu pi tardi ripresa dai sostenitori della teoria dello stato stazionario.[1] Lo stesso papa Pio XII,
quando fu pubblicata la teoria, si entusiasm con un personale e lungo commento teologico, nel 1951, improntato
sull'Ex nihilo nihil fit ed il Fiat lux. Tuttavia, gli approcci di una qualsivoglia fede spirituale o - in termini filosofici -
trascendenza - su tale teoria, possono essere molto aperti, e di vario tipo. Hoyle scelse di opporsi anche alla
scientificit del Big Bang stesso.

L'ingresso di Hoyle nella controversia cosmologica si ebbe nel 1948: per quanto condividesse l'interpretazione della
cosiddetta legge di Hubble in termini di espansione dell'universo, Hoyle non riteneva che ci dovesse
necessariamente portare, procedendo a ritroso nel tempo, ad una condizione di densit e temperatura infinita
(ovvero al Big Bang): propose quindi una teoria che, per quanto basata sulla relativit generale, inseriva nelle
equazioni di Albert Einstein un termine contenente un campo ad energia e pressione negativa (C-field, creation
field, campo di creazione) che legava l'espansione dell'universo alla creazione di nuova materia. L'espansione
dell'universo sarebbe stata dovuta alla creazione di nuova materia. Questa possibilit di creazione continua della
materia venne considerata da Hoyle

[...] attraente specialmente quando unita all'obiezione estetica mossa alla creazione di un universo nel
remoto passato. Dal momento che contro lo spirito della ricerca scientifica riferirsi ad effetti osservabili
come derivanti da cause sconosciute alla scienza, e questo ci che in linea di principio implica la creazione
nel passato.
(F. Hoyle 1948 Monthly Notices of the Royal Astronomical Society 108, 372)

Il modello teorico di universo che ne scatur detto dello stato stazionario (ma anche della creazione continua) e
trov riscontro nel lavoro pressoch contemporaneo di due colleghi di Fred Hoyle, Hermann Bondi e Thomas Gold,
i quali seguendo un approccio diverso, puramente deduttivo e basato sul principio cosmologico perfetto (il
principio cosmologico comunemente assunto in cosmologia afferma che se si considerano scale sufficientemente
ampie non esistono luoghi privilegiati rispetto ad altri; il principio cosmologico perfetto aggiunge che non esiste

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neppure un'epoca privilegiata rispetto alle altre, il che implica che l'universo sia eterno) arrivarono a conclusioni
molto simili.

Il tasso di produzione di materia richiesto dalla teoria della creazione continua (circa un atomo di idrogeno per
chilometro cubo ogni anno) cos basso da essere del tutto inosservabile, per cui la mancata osservazione diretta
della creazione di materia non sufficiente a falsificarla.

Dopo alcuni decenni di dibattito acceso, nei primi anni settanta la teoria dello stato stazionario fu abbandonata
praticamente da tutti (con l'eccezione di Hoyle e pochi seguaci, che nel 1993 tornarono a proporre il cosiddetto
Stato Quasi Stazionario) in seguito alla scoperta della Radiazione cosmica di fondo e ad altri risultati che
mostravano una variazione della densit spaziale dei quasar in funzione della distanza (per quanto meno nota,
quest'ultima ora considerata la pi importante delle due prove che confutano la teoria di Hoyle). La teoria di
Hoyle venne ripresa da altri scienziati (Jayant V. Narlikar, Halton Arp, ecc.). Hoyle diede comunque un importante
contributo al modello standard della cosmologia e present poi un'alternativa con la detta teoria dello stato quasi
stazionario, in cui tenta una conciliazione attraverso una sorta di modello ciclico.

La nucleosintesi stellare

A partire dal 1946 (quando pubblic un articolo su La Sintesi degli elementi a partire dall'Idrogeno) Hoyle lavor
allo studio della formazione degli elementi attraverso reazioni nucleari nei nuclei delle stelle. In particolare, negli
anni cinquanta egli produsse diversi lavori al riguardo, in collaborazione con il fisico W.A. Fowler (che nel 1983
vinse un Premio Nobel per ricerche correlate a queste) e con gli astronomi Geoffrey e Margaret Burbidge. Nel
1957 essi pubblicarono un lavoro intitolato La sintesi degli elementi nelle stelle - I (dove il I si riferisce ad una
seconda parte che non fu mai pubblicata).

Questa teoria fu decisamente pi fortunata di quella dello stato stazionario:


con l'importante eccezione dell'elio e di pochi altri elementi leggeri (le cui
abbondanze sono spiegabili solo facendo ricorso alla nucleosintesi
primordiale, ovvero all'ipotesi che siano stati sintetizzati in un'epoca molto
prossima al Big Bang) si ritiene che la teoria di Hoyle secondo la quale gli
elementi "pesanti" sono le "ceneri" di combustioni nucleari avvenute nelle
stelle sia sostanzialmente corretta.

Altre attivit

A seguito delle sue attivit, nel 1957 divenne membro (Fellow) della Royal
Society. Nel 1967 Hoyle fond il dipartimento di Astronomia Teorica
dell'Universit di Cambridge, di cui divenne direttore. Nel 1972 fu nominato
cavaliere; tuttavia nello stesso anno egli lasci Cambridge, anche per via
del crescente sostegno che il Big Bang stava ottenendo nell'ambiente
astronomico inglese.
Mosaico di Boris Anrep raffigurante
Controversie scientifiche Fred Hoyle che scala una guglia verso
le stelle, con un libro sottobraccio.
La mente fervida di Hoyle lo port spesso a ideare e a sostenere posizioni
controverse. Uno dei principali esempi il suo coinvolgimento nel campo
della biologia con l'ipotesi della Panspermia secondo cui la vita un fenomeno cosmico globale. Infatti Hoyle,
assieme a Chandra Wickramasinghe, propose la teoria che la vita si sia evoluta nello spazio, diffondendosi
nell'universo, e che questa sia l'origine della vita sulla Terra. Inoltre l'evoluzione sarebbe sospinta da un lento ma
continuo afflusso di virus dallo spazio, trasportati da comete (afferm un'origine extraterrestre - nel senso di
provenienza dei virus dallo spazio - anche per l'AIDS e le pandemie influenzali). Egli sosteneva inoltre che tutto il
cosmo fosse ricco di batteri e pieno di vita. Per quanto scarsamente accreditata (i suoi riscontri sperimentali sono a
tutt'oggi quasi inesistenti), questa teoria ha sicuramente avuto una ricaduta scientifica positiva, spingendo ad
esempio alla ricerca (ed alla scoperta) di numerose specie organiche in ambienti astronomici come le comete o le
nubi molecolari.

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Fra le altre controversie cui Hoyle prese parte, le pi famose sono legate ai suoi dubbi sull'autenticit di un
fondamentale fossile di archaeopteryx e la sua condanna per l'assegnazione del Premio Nobel per la Fisica 1974 al
solo Antony Hewish e non a Jocelyn Bell, che pure aveva avuto un ruolo fondamentale nella scoperta (la prima
pulsar) per cui Hewish venne premiato. Secondo alcuni questa critica cost il Nobel a Hoyle, per le sue ipotesi sulla
nucleosintesi stellare.[2]

Attivit letterarie e di divulgazione scientifica

Negli anni cinquanta Hoyle tenne una serie di trasmissioni radiofoniche alla BBC, che furono raccolte nel libro La
natura dell'Universo (The Nature of the Universe) e poi scrisse diversi altri libri di divulgazione scientifica.

Scrisse anche diversi libri di fantascienza. Il pi importante probabilmente La nuvola nera (The Black Cloud,
1957), in cui si ipotizza che le pi intelligenti forme di vita dell'universo abbiano la forma di nubi di gas
interstellare, che si sorprendono del fatto che la vita intelligente possa svilupparsi anche su dei pianeti.

Un altro dei suoi romanzi, A come Andromeda, basato su uno sceneggiato televisivo britannico della BBC, con
sceneggiatura scritta da Hoyle con John Elliot, fu a sua volta trasposto in un omonimo sceneggiato televisivo
italiano.

Riconoscimenti
Nel 1970 gli fu assegnata la Medaglia Bruce

Nel 1971 gli fu assegnato l'Henry Norris Russell Lectureship.

Nel 1974 gli fu assegnata la Medaglia Royal.

Nel 1994, insieme a Martin Schwarzschild, gli fu assegnato il Premio Balzan per l'astrofisica (evoluzione delle
stelle).

Nel 1996 gli fu assegnato il Annenberg Foundation Prize[3].

Nel 1997 l'Accademia Reale Svedese delle Scienze gli assegn il Premio Crafoord[4].

L'asteroide 8077 Hoyle stato cos chiamato in suo onore.

Nel 2008 lo IOP (Institute of Physics) ha istituito in suo onore la Medaglia Hoyle[5].

Onorificenze
Cavaliere dell'Ordine dell'Impero Britannico
1972

Opere
Saggistica

The Nature of the Universe - a series of broadcast lectures, Basil Blackwell, Oxford 1950 (primo utilizzo
dell'espressione "big bang")
Frontiers of Astronomy (https://archive.org/search.php?query=fred%20hoyle), Heinemann Education Books
Limited, London, 1955; HarperCollins, ISBN 0-06-002760-6 ISBN 978-0060027605
Burbidge, E.M., Burbidge, G.R., Fowler, W.A. and Hoyle, F., Synthesis of the Elements in Stars, Revs. Mod.
Physics 29:547650, 1957
Astronomy, A history of man's investigation of the universe, Crescent Books, Inc., London 1962 LC

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62-14108
Galaxies, Nuclei, and Quasars, Harper & Row, Publishers, New York, 1965 LC-65-20996
Nicolaus Copernicus, Heinemann Educational Books Ltd., London, p. 78, 1973
Astronomy and Cosmology: A Modern Course, 1975, ISBN 0-7167-0351-3
Energy or Extinction? The case for nuclear energy, 1977, Heinemann Educational Books Limited, ISBN
0-435-54430-6.
Ten Faces of the Universe, 1977, W. H. Freeman and Company (San Francisco), ISBN 0-7167-0384-X,
ISBN 0-7167-0383-1
On Stonehenge, 1977, W. H. Freeman and Company (San Francisco), ISBN 0-7167-0364-5, ISBN
0-7167-0363-7 pbk.
Lifecloud - The Origin of Life in the Universe, Hoyle, F. and Wickramasinghe C., J. M. Dent and Sons,
1978. ISBN 0-460-04335-8
Commonsense in Nuclear Energy, Fred Hoyle and Geoffrey Hoyle, 1980, Heinemann Educational Books
Ltd., ISBN 0-435-54432-2
The big bang in astronomy, New Scientist 92(1280):527, 19 November 1981.
Ice, the Ultimate Human Catastrophe,1981, ISBN 0-8264-0064-7[6]
L'universo intelligente (The Intelligent Universe, 1983)
From Grains to Bacteria, Hoyle, F. e Wickramasinghe N.C., University College Cardiff Press, ISBN
0-906449-64-2, 1984
Evolution from space (the Omni lecture) and other papers on the origin of life 1982, ISBN 0-89490-083-8
Evolution from Space: A Theory of Cosmic Creationism, 1984, ISBN 0-671-49263-2
Viruses from Space, 1986, ISBN 0906449936
Con Jayant Narlikar e Chandra Wickramasinghe, The extragalactic universe: an alternative view, Nature
346:807812, 30 agosto 1990.
L'origine dell'universo e l'origine della religione (The Origin of the Universe and the Origin of Religion,
1993, ISBN 1-55921-083-4[7])
Home Is Where the Wind Blows: Chapters from a Cosmologist's Life, Oxford University Press 1994, ISBN
0-19-850060-2 (autobiografia)
Mathematics of Evolution (1987), University College Cardiff Press (1999), Acorn Enterprises LLC., ISBN
0-9669934-0-3
Con G. Burbridge e Narlikar J. V., A Different Approach to Cosmology, Cambridge University Press 2000,
ISBN 0-521-66223-0

Fantascienza

La nuvola nera (The Black Cloud, 1957)


Il viaggio di Ossian (Ossian's Ride, 1959), pubblicato anche come Il segreto dei cervelli di Caragh
A come Andromeda (A For Andromeda, 1962; in collaborazione con John Elliot)
Quinto pianeta (Fifth Planet, 1963; con Geoffrey Hoyle)
L'insidia di Andromeda (Andromeda Breakthrough, 1964; in collaborazione con John Elliot; seguito di A
come Andromeda)
Il primo ottobre troppo tardi (October The First Is Too Late, 1966)
Element 79, 1967 (antologia; comprende anche alcuni racconti fantasy)
Missili sull'Orsa Maggiore (Rockets In Ursa Maior, 1969; con Geoffrey Hoyle)
Sette passi verso il Sole (Seven Steps To The Sun, 1970; con Geoffrey Hoyle)
Inferno (The Inferno, 1974; con Geoffrey Hoyle)
The Molecule Men and the Monster of Loch Ness, 1973 (con Geoffrey Hoyle)
Nello spazio profondo (Into The Deepest Space, 1974; con Geoffrey Hoyle; seguito di Missili sull'Orsa
Maggiore)
The Incandescent Ones, 1977 (con Geoffrey Hoyle)
The Westminster Disaster (1978; con Geoffrey Hoyle), SBN 0060120096
La voce della cometa (Comet Halley, 1985)
The Frozen Planet of Azuron, 1982 (con Geoffrey Hoyle; libro per ragazzi)
The Energy Pirate, 1982 (con Geoffrey Hoyle; libro per ragazzi)
The Planet of Death, 1982 (con Geoffrey Hoyle; libro per ragazzi)
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The Giants of Universal Park, 1982 (con Geoffrey Hoyle; libro per ragazzi)

Note
1. ^ H. Kragh, 1996
2. ^ Consoliamoci con Fred Hoyle (http://www.lastampa.it/2013/11/04/scienza/il-cielo/consoliamoci-con-fred-hoyle-
y1dp5bBhqzvDv5L0VkXpYM/pagina.html)
3. ^ (EN) American Astronomical Society Grants, Prizes, and Awards (http://aas.org/grants/awards.php#vanbies)
4. ^ (EN) The Crafoord Prize 1997 (http://www.crafoordprize.se/press/arkivpressreleases
/thecrafoordprize1997.5.32d4db7210df50fec2d800018163.html)
5. ^ (EN) Hoyle medal and prize (http://www.iop.org/activity/awards/Subject_Awards/The_Hoyle_Medal_and_Prize
/page_23281.html)
6. ^ Google Books, Books.google.com, 22 settembre 2006, ISBN 978-0-8264-0064-2. URL consultato il 15 settembre 2011.
7. ^ Scribd.com, Scribd.com. URL consultato il 15 settembre 2011 .

Voci correlate
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Altri progetti
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Collegamenti esterni
Bibliografia italiana di Fred Hoyle, su Catalogo Vegetti della letteratura fantastica, Fantascienza.com.
(aggiornato fino al gennaio 2010)
Fred Hoyle l'uomo che invent il big bang (http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica
/2001/08/23/fred-hoyle-uomo-che-invento-il-big.html). la Repubblica, 23 agosto 2001.
A qualcuno piace Fred (incontro con Fred Hoyle) (http://www.cartesio-episteme.net/ep8/fred.pdf) di Alberto
Bolognesi
(EN) Bibliografia di Fred Hoyle, in Internet Speculative Fiction Database, Al von Ruff.

VIAF: (EN) 71392370 (http://viaf.org/viaf/71392370) LCCN: (EN) n79018031 (http://id.loc.gov


/authorities/names/n79018031) ISNI: (EN) 0000 0001 2102 2135 (http://isni.org
Controllo di autorit /isni/0000000121022135) GND: (DE) 119212331 (http://d-nb.info/gnd/119212331) BNF:
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Nati il 24 giugno Morti il 20 agosto Morti a Bournemouth Scrittori di fantascienza britannici
Vincitori del premio Balzan Nati nello Yorkshire e Humber Membri della Royal Society Scienziati atei
Cosmologi britannici Scrittori britannici del XX secolo Astrofisici britannici Divulgatori scientifici britannici |
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