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Martedì 20 luglio 2010

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L’UOMO CHE GALLEGGIA SULLE GAMBE [ 3° edizione ampliata ]


IL DEPISTAGGIO GENETICO DELLA MEDICINA OCCIDENTALE, OSSIA IL SISTEMATICO SCAMBIO DELL’ EFFETTO PER LA CAUSA,
AL FINE DI OCCULTARE IL RAPPORTO AMBIENTE-CIBO-MALATTIA

Paolo De Bernardi

Questo articolo, dopo quello che trovate sotto, dal titolo “Il grande
sonno. La scienza è morta in Occidente, ma non se ne sono accorti”,
può considerarsi un secondo epilogo e approfondimento del mio
lavoro dal titolo, Evoluzionismo, caos, entropia. Contaminazione
tecnocratica della scienza e mistificazione stocastica della natura,
uscito in “Sapienza”, parte I, LVIII (2005), pp. 69-115; parte II, LIX
(2006), pp. 63-97, che trovate anche qui a fianco, nel quale ho
ripercorso le tappe della dissoluzione della scienza in Occidente nel corso del Novecento. Qui si entra
nello specifico della medicina, per mostrare come anche essa sia andata soggetta alla stessa dissoluzione
e inefficacia, per servire a una sinistra finalità politica: portare l’umanità alla più grave degenerazione
fisica della storia, con conseguenti, inevitabili, degenerazioni morali e intellettuali.

INTRODUZIONE. Finchè i popoli vivono sulle terre coltivate, nelle o presso le foreste, sui monti o pendici
di monti, presso i fiumi e i laghi, ecc., ci saranno sempre forti opposizioni alla attuale economia predatoria
e devastatrice dell’ambiente, perché chi vive da lungo a contatto con la natura ed in simbiosi con essa si
accorge e denuncia che la deforestazione, a cui gli stati son costretti, per risanare i debiti col Fondo
Monetario Internazionale o con la Banca Centrale privata, produce riscaldamento del clima, minore
capacità di rifornimento e rinnovo delle falde acquifere, così importanti per agricoltura e vita. Chi vive a
contatto con la natura si accorge e denuncia che le continue trivellazioni alla ricerca di petrolio producono
danni alle falde acquifere, al mare ecc. Chi vive a contatto con la natura denuncia i danni che le colture
Ogm producono ai terreni a causa delle enormi quantità di glifosati che quelle sementi richiedono e che
sono brevettate per sopportare. Chi vive a contatto con la natura denuncia e si oppone ai guasti inflitti
alla biodiversità dalla pratica monocolturale ibridata, dagli allevamenti intensivi, medicalizzati, che
inquinano sia la terra che chi se ne nutre…Il proliferare di infrastrutture, pipeline di gas e petrolio,
smaltimenti sotterranei e navi affondate di rifiuti tossici e/o radioattivi: sono alcuni degli aspetti
macroscopici di questo tipo di economia, non compatibile con l’ambiente.
Riuscire a portare la maggior parte della popolazione mondiale a vivere nelle megalopoli da milioni e
milioni di abitanti è uno dei maggiori obiettivi della élite che domina l’Occidente. 1) Questo consente a
quel tipo di economia di poter continuare il suo assalto predatorio all’ambiente in modo meno disturbato.

2) La gente che vive da tempo nelle megalopoli o che ci è nata non distingue un cibo sano dalla
spazzatura, un cibo biologico da un Ogm, acqua pura da acqua semiputrida, aria sana da aria inquinata,
cibo animale sano da cibo proveniente da animali ammalati, verdura fresca da verdura stantìa. Questa
gente perciò mangia tranquillamente il cibo spazzatura che gli viene fornito da hard discount e fast food;
e finchè può riempirsi la pancia a 90 centesimi col solito hamburger e una cola non scende in strada a fare
una rivoluzione: continua a passare la giornata davanti al computer dove gli fanno credere di avere 300
amici e 5 amanti, mentre in realtà è più solo di un pastore di pecore sui monti della Macedonia. Di cosa
accade alle foreste, ai monti, ai laghi, ai terreni agrari, alle fonti di acqua a questo tipo umano non gliene
frega niente, del resto quasi non sa più distinguere un pesce da un pollo. Lui ha un “suo” mondo (o
almeno questo crede l’autistico personaggio). 3) A questi milioni e milioni di anonimi gusci vuoti è facile,
una volta che sono stati così globalizzati, imporre un pensiero unico, un comportamento unico, una moda
unica, un cibo unico, una medicina unica, una scuola unica, ecc. E’ una massa controllabile. 4) Come tutti
gli animali in cattività, questi nuovi tipi umani si accoppiano di meno, sono meno fertili, presentano molto
più alte percentuali di omosessualità. E questo rientra nei progetti maltusiani dell’élite
Per cacciare i popoli dalle terre bisogna far fallire le loro economie agricole sostenibili e di sussistenza; e a
questo ci pensano i governi e i politici al servizio del Potere del Cane, con apposite leggine e
finanziamenti, che sono l’epilogo e l’applicazione nelle realtà locali del diktat globalizzatore di Bretton
Woods (1944. Rimando a quanto ho scritto sotto la categoria “storia”, si veda: Bretton Woods, ossia come
è stata imposta la globalizzazione). Ma per nascondere alla gente che le megalopoli in cui sono costretti a
vivere i popoli sono il peggior habitat possibile e che lì ci si ammala più e peggio che altrove, ci vuole
l’appoggio della medicina occidentale, che partecipa attivamente al progetto di inurbamento
dell’umanità, nascondendo sistematicamente ogni rapporto tra ambiente e malattia. Questo sistematico
occultamento, insieme al cibo da 90 centesimi, consente l’accettazione da parte di gran parte
dell’umanità della nuova condizione sociale e ambientale, ma anche serve a convincere i popoli che sono
ancora a contatto con l’ambiente che quel tipo di economia di cui sopra, tutto sommato, non è poi così
cattiva. Vediamo come si compie tale operazione, evidenziando una costante metodologica nelle
procedure di ricerca proprie della medicina occidentale.

I. Uno dei primi segni di degenerazione dell’uomo occidentale, abitatore delle megalopoli, esposto
a polluzione chimica e cibo avvelenato, lo colse George Oshawa negli anni Sessanta, quando mandò a dire
agli occidentali “you are all sampaku”. Gli occhi, oggi, non solo sono sampaku, ma anche spenti e a
mezz’asta, come di chi ha assunto valium. Non ci torno su, quelle cose le ha dette bene lui, non le ripeto.
Tra gli anni Ottanta e Novanta si è cominciato a notare sempre più insistente la comparsa di individui privi
di lobo auricolare, ridottissimo o assente (segno di scarsa forza generativa e renale), con l’orecchio
sempre più a punta, tale che in molti casi essi somigliano più a dèmoni che a uomini. Il più drammatico
segno di degenerazione dell’uomo occidentale si è affacciato negli ultimi venti anni, prima , come al
solito, in America, e poi in un Europa sempre più simile a discarica: obesità e gambe a X. Su arti inferiori
penosamente a X, tali da render impossibile la corsa o anche un passo sostenuto, molleggia e sembra
galleggiare un corpo flaccido e obeso, quale non si era mai visto prima. Questo tipo di obesità non è
minimamente da confondere con certe taglie forti di un tempo (spaccapietre e lottatori), né è, con
sempliciotteria, da considerare come “disfunzione metabolica”. Si tratta di una malattia degenerativa, più
esattamente di un tumore, della stessa natura del lipoma. L’obesità è un gigantesco tumore che cammina
faticosamente su due gambe a X, si tratta infatti di una iperlipocitemia, cioè di una iperproliferazione di
cellule di grasso, come in quel tumore detto “lipoma”. Se prendete polli di campagna allo stato brado,
avete animali piuttosto piccoli, agili e veloci, dalle carni sode e ossa durissime. Se prendete polli da
batteria, sedentari, pieni di vaccini, antibiotici e mangimi, osserverete che hanno zampe penosamente a
X, che gli impediscono non solo di correre, ma perfino di camminare e sulle quali galleggia e molleggia un
corpo obeso e flaccido. Le loro ossa le potete recidere con un paio di forbici da cartoleria, dopo cottura le
loro carni si sfaldano e staccano dalle ossa per sola gravità. In realtà quando ve ne nutrite non mangiate
un pollo, ma state mangiando un tumore. L’ipercitemia non è solo delle cellule di grasso qui, ma anche di
quelle proteiche, che consentono di avere polli che giungono a maturazione in tempi quattro volte
inferiore di un pollo allo stato brado, con doppio o triplo peso corporeo. Ma è un tumore con le
sembianze del pollo. Una fragola grande quasi come una mela è un tumore vegetale, ottenuto con
fitormoni e altri fattori che stimolano la proliferazione cellulare. Mele grandi come noci di cocco sono
tumori vegetali, ottenuti con ibridazioni e trattamenti che esasperano la proliferazione cellulare. Così è
cibo tumorale quei suini e vitelli spinti a raggiungere il loro peso massimo in pochi mesi, anziché in un
anno o due, come avveniva cento anni fa. Perfino il pane odierno è tumorale, spinto da violenti lieviti
chimici a compiere l’intera lievitazione in poco più di un ora, contro le quasi 24 ore del pane di cinquanta
anni fa, a base di pasta acida. Aggiungete anche il fatto che il cibo odierno è morto, perché tutto
pastorizzato: latte pastorizzato, formaggi di latte pastorizzato, vino pastorizzato, maionesi e salse di uova
pastorizzate, hamburger che lasciati un anno sul tavolo rimangono identici al primo giorno, come le
bevande che lo accompagnano; se aggiungete che questo cibo è zeppo di chimica; e infine osservate che
è monotono, perché sono due o tre tipi di cibi animali che adotta la dieta contemporanea, due tipi di
cereali, due tipi di verdura e tre di frutta (e questa monotonia espone a carenze di vitamine e minerali; i
cibi vengono da terreni sfruttati e concimati non organicamente, quindi poveri di minerali traccia); allora
avete che la situazione alimentare-ambientale dell’uomo che galleggia sulle gambe è descritta da quanto
segue: cibo tumorale-cibo morto-cibo chimico-cibo monotono.

II. Andiamo ora a vedere come la medicina occidentale, quella che raccomanda pastorizzazione e
trattamento chimico del cibo ai fini della buona conservazione, pensa di affrontare la malattia detta
“obesità”. Nel 2000 gli scienziati della University of Medicine and Dentistry del New Jersey vanno a
frugare a livello genico per vedere se l’obesità sia associata a qualche modifica genetica, rilevabile da
qualche strana proteina in circolazione. Chiunque non si sia bevuto il cervello, o non se lo sia fatto
formattare presso qualche università angloamericana (dove ha dovuto pure pagare), intuisce benissimo
che non solo ci sarà qualche disfunzione genica in uno che mangia cibo morto, chimico, tumorale e
monotono, ma addirittura ci sarà una devastazione. Avete osservato il vostro gatto. Quello che avevate 20
anni fa e viveva fuori, dove si nutriva di topi, non si è mai ammalato; quello che avete oggi, in
appartamento e sul divano, nutrito a crocchette è mostruosamente deforme. Volete che nel suo corpo
non ci siano modifiche genetiche significative? Se fin qui avete capito, allora non vi sfuggirà che geni
difettosi o strane sintesi proteiche non sono la causa della malattia, ma ne sono uno degli effetti. Andare
perciò a cercare la soluzione per l’obesità senza individuare e rimuovere la sua vera causa è una presa in
giro e un depistaggio. Questo depistaggio, del far passare uno degli effetti della malattia (quello genico)
come se fosse la sua causa, è divenuto sistematico nella medicina occidentale, tenuta al cappio dalla
solita élite. Ashim Anand e Kiran Chada annunciano di aver scoperto una proteina (In vivo modulation of
Hmgic reduces obesity, in “Nature Genetics” 24, 377-380, 2000) che se eliminata o resa inefficiente
consente di mangiare cibo obesizzante a volontà senza che ci si ingrassi (almeno così funziona sui topi). La
stampa divulgativa ne dà l’annuncio in termini trionfalistici, tipo:”scoperta la causa dell’obesità!”, ma in
realtà si sta facendo quanto segue. 1) Si persiste nel negare il rapporto causale tra cibo-ambiente e
malattia. 2) Poiché la causa non la si rimuove, l’effetto sull’organismo resta, solo che si sta chiedendo
all’organismo di reagire in modo diverso dall’obesità. 3) L’organismo manifesterà (se davvero la terapia
sull’uomo funzionerà) una nuova e più grave degenerazione dell’obesità; ecco il comparire continuo di
nuove malattie che la medicina occidentale non cura, bensì riformula su altri piani, su altri tessuti, su altri
gruppi di geni. 4) All’uomo contemporaneo gli si manda a dire: continua il tuo stile di vita, vivi nelle
megalopoli avvelenate e nutriti di cibo tossico, la medicina sta lavorando affinchè i sintomi del cibo
tossico tu li sopporti meglio e più a lungo, perché questo è e deve restare il tuo habitat, come vuole l’élite
che domina la politica e la medicina in occidente.

III. Un consorzio di ben 99 ricercatori francesi del Centre National de Séquençage di Evry e
americani dell’Institute for Systems Biology di Seattle e dell’Università di St Louis, firma su “Nature” un
articolo in cui annunciano l’avvenuto sequenziamento del cromosoma umano 14 (Heilig R, et al 2003.
The DNA sequence and analysis of human chromosome 14. in “Nature” 421, 6923: 601-7. PMID
12508121), evidenziando che in esso vi sono una serie di geni che, se mutati, danno luogo a una
sessantina di malattie: ipertiroidismo, retinite pigmentosa, acromatopsia, tumore al colon, alcune
leucemie, ecc.; qui abbiamo anche uno dei sette “loci” dell’Alzheimer. La stampa divulgativa annuncia che
son state scoperte le cause genetiche di importanti malattie. In realtà si è fatta una operazione inutile e
fuorviante, perché si sono solo evidenziati gli effetti che una malattia provoca a livello microbiologico e
genetico. Effetti che speciosamente son detti cause. La malattia Alzheimer a livello macro si manifesta con
certe forme di demenza, mentre a livello micro si manifesta come danno ad alcuni geni del cromosoma
14. Ma la causa dell’Alzheimer o del tumore al colon è lungi dall’esser scoperta. Ammesso anche che i
ricercatori trovino modo di agire sui geni dell’Alzheimer, annullandoli, così che l’organismo a livello macro
non risponda più con segni della demenza, che cosa avranno così fatto? Avranno fatto sì che l’organismo,
ancora esposto a inquinamento da alluminio, manifesti in modo diverso gli effetti patologici di quel tipo di
inquinamento, in un modo diverso e peggiore di quella degenerazione neurologica. Stanno riformulando
la malattia su un altro piano. Stanno inventando un'altra malattia. E’ noto da decenni che l’alluminio è
una delle principali cause dell’Alzheimer, ma questi signori il legame ambiente-cibo e malattia lo
occultano, perché l’èlite che mette loro a disposizione centri di ricerca, soldi, riviste e notorietà vuole che
l’uomo contemporaneo viva nelle megalopoli inquinate e si prenda il cancro. Perciò i ricercatori non
devono fare ricerca seria, ma gingillarsi nella ricerca genetica, facendo passare l’effetto per la causa. Il
messaggio è il seguente: 1) La gente continui a far la fila nelle farmacie per farmaci e vaccini contenenti
idrossido di alluminio (o a usare stoviglie di alluminio); 2) la medicina lavora affinchè gli effetti
dell’alluminio si risentano poco o nulla sul cromosoma 14 e quindi sul sistema neurologico, facendolo
degenerare in modo che lo si avverta meno, più sopportabilmente, o addirittura facendo spostare gli
effetti su altri cromosomi.

IV. Ricercatori dell’Università di Padova pubblicano una ricerca (AA.VV., Mutation in the Insulin-
Like Factor 3 Receptor Are Associated With Osteoporosis, in “Journal of bone and mineral research” 23 V;
4 II 2008), nella quale si evidenzia che il fenomeno dell’osteoporosi è associato alla mancanza dell’ormone
INSL3 e a una mutazione genetica nel RXFP2 (relaxin family peptide 2) e questa viene fatta passare come
la causa microbiologica dell’osteoporosi. Non si indaga sulle abitudini alimentari e ambientali dei soggetti
osservati. Non si verifica cioè se tali persone bevono quotidianamente 3 litri di coca cola, il cui contenuto
di acido fosforico provoca osteoporosi, come non si è riusciti a nascondere (Katherine L Tucker, Kyoko
Morita, Ning Qiao, Marian T Hannan, L Adrienne Cupples and Douglas P Kiel . Colas, but not other
carbonated beverages, are associated with low bone mineral density in older women: The Framingham
Osteoporosis Study, in “Am. J Clin. Nut”,84, 4, 2006, pp. 936–42.). Quindi come si procede, che messaggio
si manda? 1) L’effetto di uno stile di vita squilibrato, che porta a modifiche genetiche e ormonali, vien
fatto passare come la causa. 2) Si lavora a livello microbiologico per consentire a coloro che bevono 3 litri
di cola al giorno di poterlo fare senza avere come effetto collaterale l’osteoporosi. 3) In questo modo,
mantenendo attiva la causa e impedendole di manifestare i suoi effetti su “RXFP2”, si promuove
l’insorgere di una nuova malattia, ossia si fa sì che gli effetti si manifestino su altri tessuti e su altri gruppi
di geni. 4) All’uomo contemporaneo vien detto che può e deve continuare il suo stile di vita, anzi la
medicina lo aiuterà, se possibile a bere anche 4 litri di cola, senza che lui abbia gravi effetti collaterali a
livello di metabolismo del calcio (salvo poi l’insorgere di altri problemi e più gravi su altri piani).

V. Apprendo dalla stampa che all’inizio di quest’anno è stata costituita una task force europea per
la lotta alla distrofia miotonica di tipo 1, o malattia di Steinert (“La nazione” 23 II 2010). A che è rivolta la
ricerca? E’ ovvio: tenterà di mettere a punto una terapia genetica, perché il prodursi nel cervello della
proteina Tau, responsabile delle demenze e dell’autismo, dovuto ad accumulo di Rna tossico nel nucleo
delle cellule cerebrali è sicuramente a causalità genetica. Malgrado esista una letteratura medica
inequivocabile che addita nei vaccini la causa dei moltissimi casi di autismo, sconosciuti prima degli anni
Cinquanta, (vedi la letteratura che riporto nell’articolo “Vaccinazioni”), non si va a vedere se una alta
percentuale di malattia di Steinert sia dovuta all’accumulo di mercurio nel sistema nervoso, contenuto nei
vaccini come conservante. No questo non si tocca. Perché i vaccini sono un’arma biologica strategica, con
la quale l’élite inserisce nel sangue di miliardi di persone quel che crede opportuno, per le sue politiche di
riduzione della popolazione. Quindi è scientificamente corretto andare in cerca di un qualche
“interruttore molecolare.

VI. Stessa cosa per la sclerosi multipla, altra malattia neurovegetativa del sistema nervoso
centrale. Lo sforzo principale della ricerca medica non è volto a individuare la causa e rimuoverla (anche
qui un grosso ruolo è dovuto all’inquinamento da metalli pesanti e alla carenza di certi minerali), bensì lo
sforzo è rivolto, come annuncia il New England Journal of Medicine (Kappos L. et al. A Placebo-Controlled
Trial of Oral Fingolimod in Relapsing Multiple Sclerosis. “New Eng J Med” 362,2010. Cohen J.A., et al.,Oral
Fingolimod or Intramuscular Interferon for Relapsing Multiple Sclerosis,in “New Eng J Med” 362, 2010)
nell’individuare un principio attivo che blocchi i globuli bianchi che innescano l’infiammazione che
danneggia il sistema nervoso: il “fingolimod”, che renderà più sopportabile la malattia ai 2 milioni e
mezzo che son colpiti al mondo. Nessuna ricerca della relazione causale cibo-ambiente e malattia. La
medicina non deve urtare la politica: questa vuole che l’uomo viva nelle megalopoli degradate. L’uomo
deve degenerare, fino a galleggiare penosamente sulle gambe

VII. Anche il Parkinson -altra malattia frutto di quella modernità che, si dice, grazie alla medicina
avrebbe allungato la vita delle persone- ha le sue connessioni con l’ambiente, visto che trova maggior
diffusione in quelle zone rurali che ricevono trattamenti con diserbanti, tipo “paracquat” . (K. Ossowska,
M. S'Mialowska, K. Kuter, J. Wieron'ska, B. Zieba, J. Wardas, P. Nowak, J. Dabrowska, A. Bortel, I. Biedka,
G. Schulze e H. Rommelspacher, 2006, Degenerazione dei neuroni mesocortical dopaminergici ed
attivazione dei processi compensativi indotti tramite una gestione di lunga durata del paraquat in ratti:
Implicazioni per la malattia del Parkinson ". “Neuroscienza” 141, 4, 2155-2165.
doi:10.1016/j.neuroscience.2006.05.039). Ma la connessione ambiente malattia va occultata per non
pestare i piedi a importanti colossi dell’agroalimentare come Sygenta o Monsanto, che promuovono una
agricoltura chimica (e infatti, già uno studio del gennaio 1999 comparso su “Jama” del Parkinson Institute
di Sunnyvale, di California, indicava i diserbanti ed escludeva cause genetiche). Quindi diamo la colpa ai
geni e andiamo a cercare in qualche cromosoma i loci del Parkinson, in modo che la gente, anche se
esposta a diserbanti, non manifesti tremori e non chieda così di interrompere l’avvelenamento
dell’ambiente.

VIII. Stessa metodologia per un’altra delle nuove malattie (anche questa guarda caso comparsa a
ridosso della guerra, con l’avvento del cibo industriale e con la medicalizzazione di massa), cioè la Lou
Gehrig o Sla (sindrome amiotrofica laterale). L’organismo diventa progressivamente un sepolcro a seguito
di paralisi di tutti gli organi, finchè si raggiunge l’apparato respiratorio, con conseguente decesso. Ebbene
lo scientificamente corretto sta lavorando alacremente alla ricerca di una terapia genica. Ci mancherebbe.
Si tratta sicuramente di una malattia “genetica”. Se riusciamo a far arrivare ai giovani calciatori questa
voce, avverrà che continueranno a prender più volentieri gli antidolorifici, gli antiinfiammatori e i
miorilassanti di cui li imbottiscono (la partita non si può non fare, la squadra è perfino quotata in borsa).
Infatti li stavano assumendo controvoglia da quando, in Italia, un esperto come Lamberto Boranga ha
indicato quella triade di farmaci come la più probabile causa della malattia, dichiarandolo sui giornali (“La
Nazione” 13 I 2001). Il business legato al calcio (diritti TV, ecc.) deve andare avanti. La medicina
sapientemente occulti il rapporto cibo-ambiente e malattia, e mandi a dire che la causa, come la
soluzione, sono genetiche. Parola magica.

IX. Chi andrà a cercare se non vi sia qualche connessione tra la celiachia e altre malattie
autoimmuni con l’enorme consumo che si fa di vegetali ibridati. Ormai si trovano solo piante ibridate
nelle coltivazioni e sulle tavole, perché i colossi del sementiero costringono gli agricoltori a ricomprare il
seme ogni anno, gli ibridi essendo sterili. Il grano che consumiamo è prevalentemente il “creso”, una
varietà mutata geneticamente con l’irradiazione nucleare. Tutto questo non va appurato. Lo
scientificamente corretto occulta il rapporto malattia e cibo-ambiente, per far credere che l’effetto
microbiologico e genetico dell’inquinamento o del cibo spazzatura sia la causa. Così facendo servono la
politica del Cane, il quale vuole che sul piano ambientale non si modifichi nulla. L’uomo deve degenerare,
fino a galleggiare penosamente sulle gambe ripiegate all’interno. Si nutra di cibo tumorale, morto,
chimico e monotono. La medicina, per celiachia e altre malattie, va in cerca delle sue componenti
molecolari, per poi neutralizzarle (a quella causa lì organismo deve reagire non con quell’effetto chiamato
“celiachia”)

X. Sarà difficile quanto il trovare una mosca bianca imbattersi in una persona colpita da cancro al
cervello, alla quale, sia prima che dopo l’intervento e i soliti trattamenti radio e chemio, sia stato chiesto
se fa assunzione o no di significative quantità di aspartame al giorno, onde correggere uno stile di vita che
potrebbe determinare il reinsorgere della malattia. Nonostante si sappia per certo che anche piccole dosi
di aspartame possono causare il cancro al cervello, tuttavia nessun protocollo prevede che il medico
lavori sulla causa, rimuovendola.( FDA studies show Aspartame link to brain tumors, PrWeb, 12 aprile
2005; mentre l’Istituto B.Ramazzini di Bologna ha avvertito l’Istituto Superiore di Sanità che l’aspartame
provoca anche linfomi e leucemie negli animali da laboratorio; Ansa 14 VII 2005). Questo neurotossico è
presente in 6000 prodotti alimentari e medicinali ed è rifilato a milioni di obesi per la dieta ipocalorica. La
causa non va indicata né rimossa. E’ becero conformismo scientifico in oncologia stringere le spalle sulle
cause che portano al cancro, quando ci sono evidenti statistiche che provano la relazione causale
ambiente-alimentazione e cancro, in base a disposizioni geografiche e abitudini alimentari che vedono le
percentuali di colpiti variare enormemente a seconda della residenza e delle abitudini alimentari. Il
messaggio è questo 1) Il paziente continui pure a consumare le sue tre confezioni al giorno di caramelle
all’aspartame e usi quest’ultimo per dolcificare i 4 caffè al giorno che prende; noi occultiamo il rapporto
cibo e malattia. In compenso la medicina è attrezzata per operarlo di nuovo e per fargli altri cicli di
chemio. 2) La medicina non andrà a pestare i piedi a quei giganti dell’industria alimentare che basano più
della metà del loro fatturato sui prodotti dietetici ipocalorici a base di aspartame. Come ci impegniamo a
lavorare per sconfiggere il cancro? Col solito metodo. Ci impegniamo a scoprire i meccanismi molecolari e
genetici che presiedono alla formazione della cellula tumorale, cercando di metter a punto farmaci che
colpiscano quella cellula sul nascere, oppure intervenendo con farmaci intelligenti e di tipo staminale che
riparino i geni di quei cromosomi che sono stati modificati. E’ questo il solito “bla bla bla” dei Veronesi e
dell’oncologia scientificamente corretta, che deve far finta di fare molto, anche usando termini a effetto
come “oncologia post-genomica”, oppure “proteomica” oppure “orizzonti epigenetici dell’oncologia”, per
gettare fumo negli occhi ai gonzi. E’ pura stupidità che tratta gli effetti genetici e molecolari della malattia
“cancro” come se quelli fossero la causa. Questa, alla quale sono indirizzate le strette di spalle, rimane
sinistra e insidiosa, capace di portare i suoi effetti su altri piani, altri tessuti e altri geni, se proprio
insistono questi petulanti ricercatori che vorrebbero che le cause non manifestino i propri effetti. Per non
parlare di quegli annunci patetici, ogni tanto ricorrenti: “presto avremo un vaccino tutto italiano contro il
cancro”. Siamo alla pura imbecillità, punto di arrivo dell’estremo e pervicace tentativo di nascondere il
rapporto causale cibo-ambiente e malattia, come vuole la élite. L’uomo deve degenerare fino a
galleggiare penosamente sulle gambe. Si nutra di cibo morto, tumorale, chimico e monotono.

XI..Qualcuno prova a farmi notare che la medicina occidentale è forte, in quanto mette a
disposizione della gente gli strumenti per la dialisi, i trapianti di organi, ecc. I progressi come si vede sono
enormi. Scherziamo? Dare a mezza umanità la sedia a rotelle è un progresso tecnologico-medico?
Vorremmo dire che è un totale fallimento della medicina, la quale si guarda bene dal dirvi che se
continuate disinvoltamente, come si addice a persone superficiali, immature e viziate a prendere tutti
quegli antidolorifici (e antistaminici), per ogni piccolo dolore, mestruale o articolare che vi capita vi
provocate una insufficienza renale, che richiederà dialisi e poi trapianto (infatti non vi dicono che dopo la
prima dialisi il rene smette di funzionare del tutto; ve lo dico in altre parole: se mettete in dialisi una
persona con reni sanissimi, questi smettono di funzionare!). La gente ha abboccato all’adagio: “voi avete
diritto a non soffrire, a non sentire dolore”, col risultato che solo in dieci anni le insufficienze renali sono
aumentate in percentuali spaventose (dal 1996 al 2000 solo in Umbria si parla del 40%). Dialisi e trapianti
sono segno di progresso? Nessuno dice alla gente che certi antibiotici e l’alimentazione con cibo morto, a
lungo conservato e trattato chimicamente rende il fegato enormemente più debole e soggetto a finire in
cirrosi. Il fegato è l ‘organo verde e del verde, nel senso che trae vitalità e salute dalle verdure fresche,
anzi croccanti e vive e da cibi non pastorizzati, ma ricchi di enzimi, lieviti, funghi, saccaromiceti, muffe,
ecc.. Solo questi hanno su di lui potere riparatore e rafforzante. Nelle megalopoli degradate è impossibile
riuscire a mangiare un cibo ricco di vitalità; è tutto morto e a lunga conservazione. Se mangiate tre mesi
di fila al solito fast food quel cibo che non marcisce mai, avrete con facilità un fegato cirrotico o
precirrotico. A questo punto basta bere anche solo un paio di birrette e siete spacciati; mezza bottiglia di
vino è già troppo per voi, specie se è vino –come lo è- da cantina sociale e pastorizzato. Lo scienziato
occidentale cretino vi dirà che l’alcool, si sa, è causa di cirrosi. Cretino appunto, perché dovrebbe sapere
che i suoi bisnonni, e forse nonni, di vino, avendo l’orto sotto casa, ne bevevano da due a cinque litri al
giorno e nessuno è morto di cirrosi. Vada a informarsi. Il più astemio dei monaci medievali beveva un litro
e mezzo di vino e un litro e mezzo di birra al dì. Il cretino di cui sopra chiama indistintamente alcool tanto
la birra-vino, quanto la vodka e il wisky. Invece c’è un abisso; solo questi due sono propriamente alcool,
mentre la birra-vino non pastorizzati sono da annoverare nella categoria “cibo”, infatti lasciati all’aria si
trasformano, in quanto sono pieni di saccaromiceti e lieviti. Vodka e wisky non si modificano neppure
dopo anni. Invece di trastullarsi con la genomica lo scienziato occidentale scopra perché i suoi nonni con
tre litri di vino al giorno non andavano in cirrosi, mentre a lui saltano le transaminasi solo con un paio di
bicchierini di quel vino da 20 euro a bottiglia che beve al noto ristorante. Ma la medicina
scientificamente corretta non individua, né tantomeno rimuove la causa. Non sia mai. Vi dice che in caso
di cirrosi potete andare avanti lo stesso, stiamo mettendo a punto una molecola antivirale (se ne è parlato
a Vienna nel 2010 al Congresso annuale dell’Associazione europea per lo studio del fegato), chiamata
“entecavir” , oppure c’è il trapianto. Una pratica medica estrema e di emergenza che ora è divenuta di
routine e muove solo in Italia un giro di affari molto grande (incluso l’immunosoppressore ciclosporina).
XII. Nelle megalopoli degradate, dove è impossibile trovare verdure fresche, si può stare settimane
senza riuscire a procurarsi una zuppa di verdure, si consumano pressochè solo proteine, grassi idrogenati
e farine vecchie (rovina del cardiovascolare), ossidate e prive di minerali; se a questa situazione
precirrotica aggiungete che c’è un enorme consumo di cibi ibridati e modificati geneticamente (creso), nei
quali è onnipresente lo zucchero, tantissimo zucchero, che mai prima d’ora a tali dosi era stato
consumato dall’umanità, allora avete aperto la porta alle mille malattie. (Quale scienziato occidentale,
quale università o istituto di ricerca si metterà a fare studi sugli effetti prodotti dal massiccio consumo di
zucchero o di vegetali ibridati, nelle patologie tipiche della modernità? Ma scherziamo? Vogliamo
rovinarci le carriere o perdere i finanziamenti che riceviamo ogni anno? Vogliamo pestare i piedi a giganti
dell’ibridazione come la Pioneer? Quale rivista scientifica “seria” sarebbe disposta a pubblicare un tale
studio? Cerchiamo piuttosto di dire che la colpa è dei geni e che le molte malattie tipiche della modernità
-allergie, celiachia, Crohn- sono dovute a modifiche delle sequenze geniche e così non andiamo a
disturbare nessuno). Ho forti sospetti (non prove) che quella complessiva impostazione alimentare, che
ho sopra indicato, causi celiachia e morbo di Crohn, ma sono sicuro che le otiti purulente, le carie dentali,
le cefalee croniche, dermatiti che non rispondono a nessun trattamento, diverticolite, gengivite,
stitichezza cronica, rigidità arteriosa, pressione alta, ascessi e ferite che tendono a non rimarginare,
disfunzioni tiroidee siano dovute, nella stragrande maggioranza dei casi a quello stile di vita. Ma tutto
questo dal punto di vista medico-farmaceutico è una risorsa, e lo deve rimanere. Infatti al mal di testa di
tizio rispondiamo somministrandogli i farmaci che servono a controllare l’Alzheimer, cioè il “donepezil” e
la “rivastigmina”, mica andiamo a cercare se tizio passa i pomeriggi sul divano, davanti alla TV, dove
mangia quasi mezzo kg di arachidi al giorno. Chi gli dice di smettere? Anzi noi con queste due molecole a
tizio gli consentiamo di mangiarne perfino 8 etti al giorno di arachidi, seguite dalla solita bibita gassata,
dolcificata da nausea, senza che lui avverta particolari mal di testa. L’uomo contemporaneo ha diritto a
non sentire dolore, recita l’ultima conquista della medicina occidentale, quella che ha scoperto la “terapia
del dolore”. E’ l’ultimo abominio dell’estrema conservazione, che a livello ambientale e alimentare non
vuole cambiare nulla.

XIII. Ying Jin, Stanca A Birlea, Pamela R Fain, Christina M Mailloux, Sheri L Riccardi, Katherine
Gowan, Paulene J Holland, Dorothy C Bennett, Margaret R Wallace, Wayne T McCormack, E Helen Kemp,
David J Gawkrodger, Anthony P Weetman, Mauro Picardo, Giovanni Leone, Alain Taïeb, Thomas Jouary,
Khaled Ezzedine, Nanny van Geel, Jo Lambert, Andreas Overbeck, Richard A Spritz., Common variants in
FOXP1 are associated with generalized vitiligo. In “Nature Genetics”, vol.42, pp.576–578, 2010. Stuoli di
ricercatori accorrono a firmare articoli su “Nature Genetics” per spiegare che la vitiligine è dovuta a
modifiche in soltanto dieci geni, coinvolti nella risposta immunitaria ed in particolare in quelli che, come il
FOXP1, regolano l’espressione genica,la funzione dei linfociti T e proteine chiave nel meccanismo di difesa
dell’organismo. Invece di trastullarsi, sarebbero dovuti ripartire da quanto era già chiaro negli “Archives of
Dermatology and Syfilology “ del marzo 1937 (Cornblett T., Vitamin C and Pigment, 35, pp.471-479), dove
era messo in evidenza che la vitiligine era dovuta ad una carenza di vitamina C e in altri casi era dovuta a
carenza di acido-paramminobenzoico (Sieve BF. The clinical effects of a new B-complex factor, para-
aminobenzioc acid, on pigmentation and fertility. “South Med Surg” 1942 ,March;104; pp.135-39. ). Ed è
somministrando quest’ultimo a un campione di 48 pazienti, aventi la vitiligine da più di due anni, che
Benjamin Sieve della Tuft Medical School, 70 anni fa, ottenne la totale remissione della vitiligine nel 100%
dei casi (Staff del Prevention Magazine, The Complete Book of Vitamins, tr. it., Firenze 1982, p. 630). Altro
che geni; la modifica di questi ultimi non è causa della malattia, ma suo effetto, dovuta a carenza e/o
cattiva assimilazione delle vitamine del gruppo B (ma ai medici è meglio non far sapere che il Paba
aumenta la fertilità nelle donne del 50%, altrimenti vanno a monte i piani di riduzione della popolazione
che assillano quelli che dirigono la medicina occidentale; inoltre fallirebbe quel settore paraveterinario
della farmaceutica, dove i vari Antinori con provette, banche del seme e una mole di attrezzature
rendono incinte le donne occidentali; e anche questo muove un vasto giro di affari).

XIV. Una delle peggiori cretinate parascientifiche che vengono trasmesse nelle scuole italiane, con
danno alla salute a moltissime persone, recita come segue: “lo zucchero fa bene al cervello”. E neppure
quelli che si occupano di medicina e di scienze sono più in grado di distinguere fruttosio, mannitolo,
lattosio, glucosio da cereali, da un lato e saccarosio dall’altro. E’ tutto zucchero, mentre tra le due cose c’è
una differenza abissale, quella cioè che passa tra un prodotto chimico e un cibo naturale. E’ ovvio che il
prodotto chimico è il saccarosio, mentre il glucosio ricavato dai cereali o il fruttosio della frutta sono
prodotti naturali (anche se di derivazione naturale, il saccarosio resta immutato per anni, ecco perché lo
dico chimico). Il glucosio dello zucchero chimico entra in circolo sanguigno già solo toccando la bocca,
mentre quello naturale entra in circolo solo dopo la digestione e la mediazione del fegato. Non dovrebbe
esser difficile capire di quale zucchero ha bisogno il nostro organismo e quindi cominciare a raccontare ai
ragazzi le cose per il loro verso. Gli atleti che vincevano le olimpiadi nell’antica Olimpia come facevano a
correre senza il saccarosio o le barrette di cioccolato? E i mietitori di un tempo come facevano a resistere
ore e ore sotto il sole senza lo zucchero chimico, che fino a poco più di un secolo fa era un prodotto per
la farmacopea, mentre solo nel corso del Novecento è diventato un prodotto per il consumo di massa.
Ebbene il diabete è una malattia caratterizzata da un disordine ormonale e metabolico che
presenta nei paesi occidentali una diffusione e un incremento spaventosi, con percentuali di crescita
elevatissime. Se andate a vedere la situazione alimentare e ambientale di questo uomo diabetico e siete
un po’ introdotti nella medicina, non potete fare a meno di dire: ”qui è impossibile non ammalarsi di
diabete; l’impostazione alimentare dell’uomo contemporaneo pare studiato apposta per renderlo
diabetico”. Andiamo a vedere come. 1) Nell’alimentazione occidentale è onnipresente il saccarosio che
viene utilizzato in laboratorio per indurre il diabete negli animali da esperimento. Il violento e repentino
innalzamento nel sangue dei livelli di zucchero costringe le cellule B delle isole di Langerhans del pancreas
a produrre insulina, che altrettanto violentemente deve abbassare tutto quello zucchero che manderebbe
in coma il soggetto. Questi da una situazione eccitata e euforica prodottagli da tutto quel cioccolato passa
a una ipotonia e quasi prostrazione conseguente al riabbassamento dello zucchero, giunto al limite della
ipoglicemia. Perciò il soggetto torna a mangiare gelato, poi caramelle, ecc. entrando nella dinamica della
dipendenza, che porta a esaurimento le cellule B, che smettono di produrre insulina. Dinamica simile, ma
molto meno marcata, è data dal consumo di farine eccessivamente raffinate, tipiche di dolciumi e crakers
di cui si fa abbondantemente uso. 2) Il mancato consumo di abbondanti quantità di verdure a foglia verde
priva l’uomo contemporaneo della “mirtillina” una sostanza in grado di stabilizzare (senza condurre a
ipoglicemia) lo zucchero nel sangue; le foglie di mirtillo ne contengono grandi quantità (come si scoprì nel
1927, esaminando una ricetta popolare per contrastare il diabete). 3) Insetticidi a base di cloro, usati
nelle città, sono risultati diabetogeni (pesticide-derivative heptachlor epoxide e anche il polychlorinated
biphenyls, ricerca in corso di pubblicazione da parte del Dipartimento di Pediatria dell’Università di
Stanford, California). 4) La raffinazione della farina e la concimazione chimica dei terreni (anziché
organica) ha portato alla scomparsa dall’alimentazione umana di importanti minerali traccia,
fondamentali per il corretto metabolismo del glucosio, come lo zinco, quest’ultimo molto presente nelle
isole di Langerhans. 5) Anche il consumo di cortisone e di steroidi anabolizzanti (usati nell’allevamento dei
polli) è stato riconosciuto responsabile di iperglicemia e di esaurimento delle cellule B. E i vitelli di
allevamento sono zeppi di cortisone da quando la casalinga cretina chiede insistentemente al macellaio
carne magrissima, che non può esistere se non in animali malati. Le hanno detto, a “Medicina 33 di
L.Onder, che suo marito ha il colesterolo un po’ alto (poco più di 200, mentre qualche anno fa si riteneva
normale averlo fino a 260! Vedi come aumentano la clientela, abbassando i criteri della normalità!) e poi i
dietologi in televisione ripetono che bisogna evitare i grassi. La poveraccia ci ha creduto e ora gli allevatori
danno il cortisone ai vitelli, che li fa crescere con carni magrissime; ora suo marito e il suo bimbo invece
del grasso (presunto) cattivo si beccano il cortisone (presunto) buono e certi metalli pesanti come il
cromo, che aggiunti ai mangimi rendono le carni magre. 6) Alla donna occidentale contemporanea gli
psicologi hanno detto che la salute psichica si chiama “autostima”, perciò non passa parte del suo
pomeriggio a scegliere e lavare le verdure per fare il minestrone. Per rafforzare l’autostima va dal
parrucchiere e in palestra. La sera, marito e figli trovano sul piatto pochi grammi di insalata (quella
prelavata e pretagliata), che però bastano a riempire il piatto e a dare l’illusione che ci sia la verdura. La
zuppa di verdure è fondamentale per tenere regolare la pressione, quanto l’attività fisica. Perciò
quest’uomo che ha passato la giornata in ufficio e che la sera non dispone di zuppa di verdure fresche
finisce in pressione alta e deve prendere un farmaco a base di “tiazide”, che mentre abbassa la pressione
sanguigna, alza il bisogno di insulina, con effetti esaurenti sulle cellule B.
Essendo questa la situazione, cosa fanno i bravi ricercatori occidentali? (Sofia Chiatamone Ranieri,
Salvatore Fusco, Emiliano Panieri, Valentina Labate, Marina Mele,Valentina Tesori, Anna Maria Ferrara,
Giuseppe Maulucci, Marco De Spirito, Giuseppe Ettore Martorana, Tommaso Galeotti, and Giovambattista
Pani, Mammalian life-span determinant p66 shcA mediates obesity-induced insulin resistance in
“Proceedings of the National Academy of Sciences USA” July 12, 2010, doi:10.1073/pnas.1008647107 ).
Vanno a cercare il gene responsabile del diabete, quello che codifica per la proteina p66 e promettono
che, se si riesce a distruggere quel gene lì, accadrà che chiunque potrà continuare a mangiare
impunemente tutto il cibo diabetogeno che vuole, senza sviluppare diabete.

XV. Concludo esaminando come ultimo caso una “nuova” malattia. Poteva mancare? Del resto
troppe se ne dovranno vedere di nuove malattie, se avete capito che il procedere della medicina oggi è
strutturalmente iatrogeno: essa riformula la malattia su altri piani, tessuti, cromosomi, perché la causa
non va mai individuata e rimossa. La nuova patologia la chiamano “sindrome da stanchezza cronica”, il
cui sintomo più importante è quello di una stanchezza che subentra anche dopo il minimo sforzo, e che
non si riesce a recuperare nemmeno dopo un lungo sonno notturno. Che cosa farà lo scientificamente
corretto? Ormai avete capito, fa depistaggio: va a cercare le modifiche genetiche corrispondenti e invece
di considerarle come effetto di un condizionamento ambientale e alimentare dichiarerà che sono la causa
e inizierà a lavorare affinché quella causa ambientale-alimentare produca sintomi ridotti o addirittura
diversi da quelli che produce ora. Eccolo pronto il bravo scienziato, William Reeves dell’Università di
Wichita, Usa, che su “Pharmacogenomics” annuncia, intanto che la stanchezza cronica è ereditaria, poi
indica la sequenza alterata dei cinque geni che consentono al corpo di recuperare le energie dopo uno
sforzo (Suzanne D. Vernon and William C. Reeves. "The challenge of integrating disparate high-content
data: epidemiological, clinical and laboratory data collected during an in-hospital study of chronic fatigue
syndrome. “Pharmacogenomics” 2006,7: pp.354-354). Per esperienza diretta di vari casi e per studio
(forse un giorno mi deciderò a pubblicare la dissertazione ematologica che ho dedicato a questo
argomento e che ho fatto conoscere a qualche amico medico) posso dire che il tra 70 e 90% dei casi la
SSC è un problema di tipo ematologico e a livello di questa branca della medicina si è compiuto uno dei
depistaggi e mistificazioni più insidiosi verso l’uomo contemporaneo. Premettiamo che circa 40 anni fa i
criteri per definire l’anemia erano diversi da quelli odierni. Infatti un uomo adulto era ritenuto normale
quando avesse avuto 16 di emoglobina e un volume globulare intorno a 85-90. Oggi invece si ritiene
normale un uomo adulto che abbia 13 di emoglobina e un volume globulare da 78; un simile caso 40 anni
fa invece sarebbe stato dichiarato anemico. L’ematologo odierno se hai 16 di emoglobina ti chiede se sei
fumatore, perché gli risulta che hai l’emoglobina troppo alta. Se hai 13 e gli chiedi se puoi fare la
maratona e donare il sangue ti risponde: ma certo! Quello di 40 anni fa direbbe: Lei è impazzito, se solo
mi chiede queste cose! Che cosa è accaduto? Semplice: di mezzo c’è l’avvento della medicina dei
trapianti, quella che esige fiumi di sangue per i propri interventi. Come fare per trovare tutto questo
sangue? Basta abbassare sempre più il limite ematologico sotto il quale le persone sono ritenute
anemiche e impossibilitate a donare il sangue. A questo punto si può anche andare nelle scuole, dove
ragazzi in tenera età, si e no maggiorenni, sono inclusi nel parco donatori, coi vantaggi che vi dirò per la
loro salute. Un uomo con una emoglobina compresa tra 13 e 15 e un volume globulare tra 78 e 85 può
anche rientrare in una normalità di parametro clinico, ma con la sua normalità potrebbe non esser in
regola, cioè lui si sente bene e lavora sodo quando ha 16,5 di emoglobina e 90 di volume globulare,
perché solo a queste condizioni ha ferro sufficiente nel fegato nella milza e nei muscoli. Se io lo faccio
donatore e gli porto l’emoglobina a 14 e il volume a 83 accadrà una cosa per l’organismo molto ovvia, ma
troppo difficile da comprendere per la maggior parte degli ematologi. Essendo per l’organismo più
importante la funzione respiratoria di quella motoria, esso avrà più cura che il ferro sia nel sangue o nei
muscoli, milza e fegato? Il ferro che ha a disposizione l’organismo dedica maggiormente al sangue che ai
muscoli, per salvare in primis la funzione respiratoria (si può vivere senza correre, ma non si può vivere
senza respirare); perciò inizia a drenarlo da milza, fegato e muscoli per portare l’emoglobina almeno a
15,5 e il volume globulare a 87. Che è accaduto? Che questo individuo ha una carenza di ferro senza
anemia. Si sente stanco, non riesce più a fare la solita attività sportiva, dopo una faticata non recupera, e
così dopo l’attività sessuale; ha meno appetito e digerisce male; ecc. E infatti se andate a vedere le analisi
una piccola spia che qualcosa non va a livello ematologico la trovate nell’indice di deformazione globulare
un po’ alto (sopra a 13) e nei globuli bianchi un po’ alti (intorno a 7x10^). Tutti parametri che rientrano
nella normalità clinica, ma la cui lieve alterazione indica che, se le cose nel sangue sono abbastanza
contenute e messe a posto, nella milza, muscoli e fegato le cose non vanno bene. Questa patologia,
carenza di ferro senza anemia, agli inizi del Novecento era conosciuta dai medici e aveva un nome, cioè
“clorosi”. Ora è totalmente sparita dai testi di ematologia e se dite a un ematologo che si può avere
carenza di ferro senza anemia e che questa condizione può dare sintomi gravemente invalidanti, come io
ho potuto constatare, quello si mette a ridere. Se gli portate un tale paziente, dopo aver guardato le
analisi, lui vi dirà o che è affetto da una patologia psichiatrica (depressione), oppure che è affetto da una
nuova malattia: la Sindrome da Stanchezza Cronica. Infatti il suo ematocrito è perfetto in tutti i valori.
Questa patologia, o meglio difetto, perché non si tratta di vera patologia, anche se la forma acuta e
cronica vi può condurre, è strategica per l’élite che domina l’Occidente; infatti mantiene le persone in uno
stato di malattia cronica pressochè tutta la vita e si manifesta con un corteo sintomatologico
estremamente soggettivo e variegato, cosa che aumenta enormemente la sua già difficile individuazione:
si va dalla stanchezza cronica, alla eiaculazione precoce, dalla gastrite-ulcera alle vene varicose, dall’ansia
alla pelle secca, dalla perdita di capelli alla eccessiva magrezza, dalla tachicardia alla anoressia, dalla
stitichezza cronica a strani dolori alla regione del fegato, transaminasi alte, ecc, ecc. Tutti questi disturbi,
apparentemente sconnessi, nel contesto della medicina occidentale, che si guarda bene dall’individuare e
rimuovere la causa della malattia, ricevono ciascuno un trattamento separato e ovviamente palliativo, ma
riescono a sostenere un business farmaceutico pari o addirittura superiore al cancro. Rivelare che
basterebbe somministrare qualche scatola di integratore di ferro, per la spesa complessiva di 15 euro è
assolutamente proibito, capite (dire poi che basterebbe infilare una notte 7 chiodi di ferro in una mela e
mangiarla il giorno dopo, per la spesa di 2 euro è roba da provocare le crisi isteriche alla maggior parte
degli ematologi occidentali). Quindi starei dicendo che non bisognerebbe donare? Quelli che si sono posti
dall’inizio del paragrafo subito questa domanda li pregherei di lasciare questo blog. Agli altri dico che non
tutti potrebbero donare, non così indiscriminatamente. Lo può fare chi ha una assimilazione del ferro
molto efficace, con un blocco intestinale non severo (il Fe è assimilato in maniera molto lenta e prudente
nell’intestino, dove il minerale viene chelato), mentre chi ha un blocco intestinale elevato e impiega mesi
e mesi per ripristinare il Fe depleto non lo dovrebbe fare, perché va in clorosi cronica. Mentre chi dona
dovrebbe assumere integratori. Ma non mi risulta che vengano date tali raccomandazioni, oggi nemmeno
più alle donne incinte, con conseguente impressionante impennata delle depressioni post partum, che la
medicina occidentale raccomanda di curare con psicofarmaci. Il risultato è l’impressionante numero di
infanticidi e suicidi. Nelle scuole stuoli di insegnanti e operatori asl, esperti, raccomandano
indiscriminatamente di donare, perché non ci sarebbero controindicazioni, ma qui usciamo dal tema della
sindrome da stanchezza cronica per entrare nella “sindrome da stupidità cronica”.

XVI. La stragrande maggioranza di quelli che insegnano nelle scuole, di ogni ordine e grado, sono
afflitti da quest’ultima sindrome. Essi contribuiscono involontariamente a occultare il compito esoterico
della medicina occidentale (che è quello di portare l’umanità a estrema degenerazione), mediante
affermazioni prive di fondamento, tipo: oggi si vive più a lungo e meglio grazie alla medicina, soprattutto
mediante vaccini e antibiotici. Contro la stupidità di questo luogo comune vi porto alcuni dati, presi
soprattutto dall’ambito filosofico, che è il campo da cui provengo. Pirrone di Elide è vissuto 90 anni;
Democrito 106; Gorgia 108 e come il precedente in perfetta salute, senza badanti vaccini o antibiotici;
Protagora 90, quando la nave su cui viaggiava affondò; Senofane 91; Talete 90; Platone mi pare più che
80; Dante dice che i 35 anni sono il mezzo del cammin di nostra vita, significando che nel medioevo si vive
mediamente 70 anni; Newton 85, Kant 79; Goethe 83. Se questi numeri li mettete a media con l’alta
mortalità infantile, presente in epoche in cui per l’infanzia non c’era il riguardo di oggi, oppure con i 25
anni di vita di chi moriva in battaglia, allora avete che la vita media ad Atene è di 28 anni. Ma queste sono
stupidaggini. Quanto a qualità della vita dico questo: Socrate, condannato a morte a 70 anni, ha praticato
fino all’ultimo la danza egizia, mentre da noi i settantenni hanno già la badante. Leonida quando
combatté alle Termopili per un numero impressionante di ore, affrontando circa 80 combattimenti, aveva
60 anni. Guglielmo di Rubruck, il francescano mandato nel 1253 da Luigi IX presso i Mongoli, per un
viaggio di 6000 km, gran parte fatto a piedi e scalzo, quando partì aveva 60 anni. Un uomo del
Quattrocento combatteva con indosso una armatura di 37 kg, più la spada, arrivava a 40; provate a
mettere 40 kg addosso ad un uomo di oggi e chiedetegli di muoversi a lungo e velocemente, come
quando si combatte, vedete che accade. I nostri nonni agli inizi del Novecento non avevano il crick per
alzare i carri, ma non perché non sapessero inventarlo, bensì perché avevano tanta forza che se si
rompeva una ruota del carro con sopra 5 quintali di grano, sapevano alzarlo da soli e metterci un asse
sotto. Non avevano tecnologia perché non ne avevano bisogno. Noi per portare un secchietto di legna da
ardere in mansarda usiamo il tiro elettrico, i nostri nonni quando portavano il grano sulle ripide scale del
granaio tenevano sotto ciascun braccio un sacco da 50 kg e bevevano 40 bicchieri di vino al giorno.
Quando ero ragazzo le sacche di cemento dei muratori erano di 50 kg, perché anche per un ragazzo che
l’estate va a lavorare coi muratori per pagarsi gli studi o qualche svago, maneggiare mezzo quintale è una
cosa normale e media. Le sacchette di cemento odierno sono da 25 kg! Oggi la medicina raccomanda
all’uomo delle città di fare 20 minuti di passettini al giorno per mantenersi in buona salute (meglio se in
comode pantofole e accompagnati da qualche badante), mentre la passeggiata quotidiana di un Manzoni
oscillava tra i 20 e i 40 km, uomo questo cresciuto senza i benefici della medicina occidentale
contemporanea. Se parlate con qualche badante anziana proveniente dal Sud America rurale, vi dice che
da loro gli anziani non hanno bisogno di assistenza come in Europa; fino all’ultimo i vecchi sono
autosufficienti. Michelangelo, morto intorno agli 80, ha scolpito (l’ultima Pietà) fino ad una settimana
prima di morire. Se parlate con un 80enne, egli vi concederà che oggi ci sono tante medicine, dialisi,
supporti medicali, tecnologie raffinatissime, ma alla fine vi dirà: “ma ai nostri tempi non c’erano tutte le
malattie che ci sono oggi!”. Chi è evoluto e sviluppato, chi ha mille medicine per mille malattie, oppure chi
non ha bisogno affatto di medicine?

XVII. Il prof. Cesare Maltoni è stato (mi pare è morto nel 2001) uno dei più insigni oncologi a livello
mondiale, già presidente della Società Italiana per la prevenzione, diagnosi e terapia del tumore, direttore
dell’Istituto Oncologico Addari del policlinico di Bologna, ed è riuscito a cogliere ed evidenziare il nesso
che esiste tra l’incremento delle patologie neoplastiche ed il degrado ambientale. Vi riporto qui i passi più
significativi di un suo articolo del 1986, del quale lui stesso, più di dieci anni dopo, ha sottolineato
l’attualità, nonostante l’oncologia avesse già intrapreso la via della genetica (ma questo bravo medico e
scienziato non s’è fatto incantare). Scrive Maltoni: “...l’intervento più efficace nella strategia di controllo è
il controllo stesso degli agenti cancerogeni ambientali (prevenzione primaria)..I tumori rappresentano il
problema più grave del nostro tempo..Di fatto il cancro è la prima causa di morte per singola malattia..Nei
nostri contesti storici una persona su tre si ammala e una su quattro muore di cancro; il cancro è l’unica
grande malattia in aumento..Un ammalato costa alla società 200 milioni lire l’anno..Si può dire che il
cancro è l’indice biologico di un alterato rapporto uomo-ambiente, e che il problema del cancro è un
tutt’uno con il problema dell’ambiente..Dal 1945 ad oggi si calcola che l’industria chimica ha sintetizzato
circa 8 milioni di composti nuovi, cioè non esistenti in natura. Di questi, oltre 70 mila sono entrati nel ciclo
industriale. La quantità prodotta di composti nuovi è sconcertante: ogni anno, per esempio, vengono
immessi nel mercato 50 milioni di tonnellate di solventi clorurati, molte centinaia di migliaia di tonnellate
di propellenti, ecc..Il 90- 95% di tutti i tumori dipende da fattori esogeni identificabili; l’aumento dei
tumori è dovuto all’aumento potenziale cancerogeno ambientale.. Indagini su emigrati hanno dimostrato
che quando abitanti di un paese o aree ad alto rischio per un dato tumore emigrano in paesi o in aree a
basso rischio per lo stesso, l’incidenza nelle successive generazioni si attesta sui valori del paese o delle
aree ospitanti. Ciò prova che le reazioni in eccesso sono dovute a fattori ambientali..Alti livelli di arsenico
nell’acqua potabile in alcune aree del globo, determinano un aumento dell’incidenza di carcinomi cutanei
che vive nelle stesse aree..Secondo un resoconto dell’Istituto Nazionale del cancro degli USA del 1984,
nell’acqua da bere sarebbero presenti 1565 contaminanti, in larga misura artificiali, 117 dei quali accertati
come cancerogeni..I nitrati usati come i fertilizzanti, una volta ingeriti, possono essere trasformati nel
cavo orale e nello stomaco in nitriti e, in presenza di amine secondarie, dare origine a nitrosamine, (noti
cancerogeni). Per quanto riguarda i pesticidi, numerosi di essi sono stati dimostrati cancerogeni e
mutageni. Fra gli erbicidi, i clorofenoli sono risultati cancerogeni sull’animale da esperimento e lo sono,
probabilmente, anche sull’uomo. Risultano cancerogeni sperimentali fra gli insetticidi: l’aldrin, l’aramite, il
BHC, e il lindano, il clorobenzinato, il DDT e sostanze associate, il mirex e il terpene; e fra i fungicidi, il
quintozene, la tiourea... I bifenili policlorurati..Per i mangimi vanno ricordati: i ceroidi e le bioproteine,
risultati cancerogeni nelle trote e nei topi. Gli ormoni estrogeni usati negli allevamenti per accelerare la
crescita corporea degli animali, sono risultati cancerogeni sia negli animali che nella specie umana..I
dolcificanti artificiali, ciclamati e saccarina, sono risultati cancerogeni sull’animale da esperimento. Tra gli
aromatizzanti sintetici: il safrolo, l’isosafrolo, sono stati sperimentalmente dimostrati cancerogeni. Oggi
vengono prodotti numerosi aromatizzanti sintetici destinati all’alimentazione….Coloranti: coloranti azoici
idro e liposolubili sono stati impiegati per colorare bevande e cibi. Numerosi composti appartenenti a
questa famiglia sono risultati cancerogeni sull’animale da esperimento…i nitriti, usati per conservare e
“rinfrescare” le carni [servono a dare alla carne, altrimenti marrone, un colore rosso vivo]. Solventi:
solventi clorurati sono usati nell’industria come estraenti. Fra questi il tricloetilene e il cloruro di
metilene, impiegati nell’industria olearia e nella decaffeinizzazione del caffè, sono di recente stati
dimostrati cancerogeni sull’animale da esperimento…Propellenti: idrocarburi insaturi clorurati e
flouroclorocarburi, usati come propellenti, sono stati di recente dimostrati cancerogeni sull’animale da
esperimento….Dai contenitori plastici possono migrare, nelle bevande e cibi in essi contenuti, monomeri
residui e altri materiali solubili usati nell’industria plastica…alcuni monomeri plastici, come il cloruro di
vinile, l’acrinolitrile ed il cloruro di vinilidene che costituiscono la bese di plastiche usate per contenitori di
cibi e bevande, sono stati dimostrati cancerogeni per l’animale da esperimento, ed il cloruro di vinile
anche per l’uomo è cancerogeno” Tratto da AA.VV. Atti del convegno di Nocera Umbra, sul tema cibo-
ambiente e salute, 3,4,5 XI 1995, Pollenza di Macerata 1995, pp. 98-116). Ecc. Ma credo che sia
sufficiente. E così, mentre il direttore dell’ Istituto Europeo di Oncologia, Veronesi dice che la
prevenzione primaria consiste nell’andarsi a fare screening continui e che la causa del cancro è genetica,
Maltoni e i medici dell’Isde (Associazione dei medici per l’ambiente, fondata da L. Tomatis) dicono che la
prevenzione primaria è la bonifica ambientale e il controllo della polluzione chimica. Ma a questi niente
notorietà, niente congressi a Miami Beach in Hotel a 5 stelle, niente finanziamenti particolari, niente
hostess in minigonna. E mentre Veronesi annuncia, con cadenza quinquennale, che con l’angiogenesi, con
la post-genomica, con la proteomica tra poco sconfiggeremo il cancro (sono 50 anni che fa tali annunci), i
medici dell’Isde a maggio 2010 hanno denunciato che sono in enorme crescita i tumori infantili, in Europa
crescono al 1,2% annuo, in Italia addirittura al 2%, con un incremento del 3,2% nel primo anno di vita. Ciò,
viene sottolineato dall’Isde a causa della continuamente crescente polluzione chimica ambientale e
alimentare (si veda la monografia: ISDE Italia, Gestione dei rifiuti e rischi per la salute, Ediz. Medico
Scientifiche, 2009). E questo è in linea, se ci fossero dubbi, con precedenti autorevoli pronunciamenti.
Dichiarava nel 2000 Morando Soffritti, allora vicedirettore della Fondazione Europea di Oncologia e
Scienze Ambientali B. Ramazzini: “I fattori ambientali sono la principale causa dell’insorgenza di tumori.
Se si continuerà a non curare l’ambiente, la mortalità per questa malattia andrà ben oltre l’attuale soglia
del 32/33%. Il mondo nel quale viviamo non è più in grado di sopportare altri disastri e i danni provocati
dall’uomo finiscono per ritorcersi contro l’uomo stesso (“La Nazione” 21 I 2000). OMS e Leganbiente
rendono noto nel 2001 che intorno ai poli petrolchimici di Brindisi e Augusta-Priolo (Siracusa) i decessi
per tumore sono in aumento del 10%; a Brindisi addirittura del 32,8% se si isolano i tumori del sistema
linfopoietico (“Liberazione” 27 I 2001)

XVIII.Quando una madre in pena porta il proprio figlio dall’ematologo che sentenzia la leucemia e
le dice che quella leucemia “è dovuta” (sic! che vorrà dire se non “è causata”?) a una modifica del gene
della nucleofosmina (presente in un terzo delle leucemie mieloidi acute e detto NPM1), la poveretta, che
ha avuto la fortuna di non andare all’università, e quindi sa ancora fare 2+2, chiede a cosa “è dovuta”
questa modifica genetica, che ha portato il figlio in leucemia; nel senso che per i primi 8 anni di vita la
modifica non c’era, ora come mai è comparsa? La poveretta va mentalmente in cerca di una causa esterna
al corpo del suo bambino e sta pensando che negli ultimi due anni sono cambiate nella loro vita un paio
di cose importanti: 1, sono andati ad abitare in un luogo a forte inquinamento elettromagnetico e 2, il
bambino è da molto tempo diventato dipendente da caramelle e merendine al gusto di amarena, che
consuma ogni giorno in quantità. Quei coloranti artificiali e quegli aromi chimici, oppure l’elettrosmog,
potrebbero aver portato il bambino alla malattia, chiede la donna all’ematologo di recente premiato a
Berkeley per i suoi studi sul NPM1? Anche perché nella sua semplicità la donna pensa che prima di ogni
cura bisognerà individuare e rimuovere la causa. Che risposte le darà lo scienziato, esperto in ematologia,
tra i dieci più citati nella letteratura medico-scientifica mondiale? Innanzitutto…..stringerà le spalle,
facendo capire e dicendo alla signora che: ”non ci sono studi che comprovino un rapporto causale tra
questi fattori citati da Lei e la malattia; vede signora, ci sono solo ipotesi non suffragate da
sperimentazioni di laboratorio; tutte le ipotesi sono ammissibili e nessuna”. E qui lo scienziato che ha
ricevuto la laurea honoris causa a Yale mentisce: gli studi ci sono solo che vanno cercati, specie quelli che
sono stati rifiutati dalle riviste mediche più in vista. E’ lo scienziato che deve cercarsi gli studi perché non
saranno questi ad andare da lui. La signora, non ancora fattasi scoraggiare, torna a chiedere: ”ma
qualcosa deve essere accaduto di importante nella vita di mio figlio da condurlo alla malattia, e questo
qualcosa non deve esser un fattore da poco, come tale può esser individuato, perché non si tratta di un
piccolo foruncolo, ma di una leucemia, cioè uno sconvolgimento di tutto il tessuto ematico che per
prodursi ha bisogno di qualcosa di grosso, e se è grosso deve esser individuabile, per poter esser
rimosso!”. Ovviamente la signora non conosce e non ha raccolto le indicazioni dell’Organizzazione
Mondiale della Sanità (tenuta al guinzaglio dalla Fondazione Rockefeller), come invece fa l’ematologo;
secondo la benemerita Organizzazione una corretta procedure medico-scientifica odierna non può
prescindere dall’individuazione delle “componenti” geniche della malattia, senza le quali non sarebbe
possibile formulare alcuna terapia. Perciò l’ematologo alza le sopracciglia e fa capire alla signora che lui
con lei ha deciso di avere pazienza, perché capisce la sua situazione, nella quale è difficile essere lucidi.
Quindi con tono pacato riprende il discorso: “vede signora, la scienza ha finalmente messo in evidenza la
componente genetica di questa malattia, facendo fare alla medicina un passo in avanti importantissimo;
noi oggi, unitamente alla chemioterapia, disponiamo di un farmaco che agisce sulle cause genetiche della
malattia; se non interveniamo lì, cioè alla radice, suo figlio sarà sempre esposto a un qualche fattore
ambientale scatenante, che noi non possiamo dire quale possa essere”. E così la signora, che in un primo
momento aveva sapientemente pensato di cambiare casa e di smettere di dare aspartame, coloranti e
aromi artificiali a suo figlio, desiste; dà fiducia alla scienza come l’ematologo internazionale le chiede di
fare e sottopone fatalmente il figlio alla chemio unitamente a qualche farmaco biologico (notate il nome
accattivante che gli hanno trovato), che dovrebbe agire sul gene e sulle proteine anomale che determina.
Quando la signora chiede se sia il caso o no di interrompere per suo figlio quelle caramelle e merendine,
lo scienziato con tono bonario e con un sorriso risponde: “non credo proprio signora che sia questo ad
arrecare del male a suo figlio, anzi che lui abbia in questo momento delle gratificazioni può esser
importante, anche dal punto di vista clinico, dato che la serenità psicologica gli consentirà di esser più
forte quando dovrà affrontare le cure. Quanto a i tralicci signora, le assicuro che io ci vivo vicino da 30
anni e non abbiamo mai avuto problemi”. E così il bambino non ha più neppure sua madre e il suo buon
istinto dalla sua parte; ora è solo e spacciato. Sapete come finirà. Ma questo non incrinerà la fama dello
scienziato, che quest’anno terrà un corso di oncologia ematologica nientemeno che ad Harvard. Il tipo
ovviamente non è un criminale, ma è solo un immaturo un po’ furbacchione che ha fiutato in che
direzione si fanno soldi, carriera e notorietà; ride a trentasei denti per la foto sul giornale, dove c’è scritto
che con le sue scoperte ha dato un grande aiuto all’umanità. In realtà sta perpetrando crimini contro
l’umanità e lui stesso, spesso ne è vittima. La povera signora neppur sospetta che non solo avrebbe
dovuto salvaguardare il figlio da quell’aspartame, da quei coloranti invitanti e dai tralicci ad alta tensione,
ma perfino da quei petti di pollo e da quegli hamburger di vitello coi quali pensa di nutrire
amorevolmente il figlio; infatti contengono ormone della crescita bovina e steroidi anabolizzanti, che
quando va bene producono disorientamento sessuale (aumentano i casi di omosessualità) nei bambini e
mestruazioni a 10 anni, mentre quando va male producono il cancro (senza contare le altre sostanze,
presenti nei mangimi, come i cancerogeni gallato di propilene, tossichinine, Bth e Bha, che devono
contrastare l’effetto irrancidente che ha quel cromo, destinato a render le carni magre; esse si sommano
a 1 grammo di antibiotici per chilo di mangime, ai farmaci coccidiostatici, al Lasix, farmaco diuretico che
dovrebbe cancellar le tracce di farmaci proibiti, circa 200 cortisonici, quindi tetracicline, sulfamidici e
furanici che inducono immunodeficienza nell’uomo). Anzi perfino il tavolo dove il bimbo fa i compiti è a
rischio: è verniciato con prodotti contenenti formaldeide, altro potente cancerogeno, che troverà anche
sui formaggi a pasta dura, usata per eliminare quei batteri che producono bozze e rigonfiamenti sulle
forme, che poi nessuno acquisterebbe. In questo momento non vanno bene neppure i detersivi che usa
per la lavatrice; l’imbiancatura della camera del bimbo è fatta di prodotti molto tossici e la vernice con gli
anni spolvera (il piombo in essa contenuto provoca disordini comportamentali e violenza nei ragazzi,
come ha dimostrato più di una decina di anni fa H. Needleman su Jama; la patologia va trasformata in
risorsa, perciò non si proibisce il piombo nelle vernici per casa e scuola, ma si prescrive il Ritalin ai
bambini irrequieti) ; i sanitari del bagno della signora contengono significative quantità di scorie
radioattive, che una legge italiana (in linea con la politica del cancro) consente di riciclare nei sanitari del
bagno, nelle mazze da golf, nelle mattonelle dei pavimenti, ecc (DM del 15 XII 1970). Se la signora venisse
a sapere che dalle cipolle all’acqua minerale (ogni tot anni la UE, invece di bloccare la polluzione chimica,
innalza i livelli di arsenico tollerabili nelle acque minerali e di diossine tollerabili nella carni animali,
nell’agosto 1999 portò la diossina da 100 a 200 nanogrammi per kilo!), dalle mozzarelle all’olio, dai lucidi
per le scarpe al lucida cruscotti per auto, dagli sciampi contenenti sodium lauryl sulfate e parabeni
mutageni, alle tinte per capelli, che tutto, proprio tutto, perfino il pane quotidiano, è avvelenato e
intossicato (perché le farine trattengano più acqua, si aggiungono allume, solfato di rame e solfato di
zinco, mentre per non farlo diventare raffermo troppo presto si aggiunge glicole etilenico) e che suo figlio
è una di quelle tante creature che non ce l’ha fatta a sopravvivere in questa cloaca di veleni,
probabilmente ne uscirebbe sconvolta, griderebbe qualcosa contro il cielo, lancerebbe qualche brutta
imprecazione contro l’intellighenzia del suo paese. Si chiederebbe, ma questi che c…o fanno; invece di
denunciare forte queste cose avendo possibilità di studiare, di leggere l’inglese, di scrivere sui giornali e di
parlare in televisione, i vari Magris, Severini, Margarine Hack, Vattimi, Galline sulla Loggia, i Popper, gli
Henri-Levy, gli Echi, i Toni Negri se ne stanno a trastullarsi in convegni dal titolo “Populismo e
democrazia”; “Liberalismo e Postmodernismo: quale rapporto?”, “I limiti della rappresentatività
politica”,ecc.. Questa è cultura? Questa è collusione e collaborazionismo. Questa è cecità totale. Le riviste
dei Gesuiti e Famiglia Cristiana, pronti ad andare anche contro il Papa, pur di fare i progressisti e i finiani,
vogliono farci credere che il problema più urgente del paese è che il premier faccia chiarezza
pubblicamente sui suoi rapporti con la gnocca.
La signora non sospetta che è questo l’intellettuale occidentale: è uno che deve esser capace di
parlare per ore senza dire niente, ottenendo però alla fine annuizioni e applausi; oppure deve saper
parlare per ore con tutta serietà di argomenti futili (“Democrazia, mercato e letteratura, quale
rapporto?”); l’importante è che dimostri di non aver capito nulla di quel che accade intorno a lui; a quel
punto può vincere la cattedra universitaria, scrivere per Adelphi e il Corriere della Sera, può essere
invitato a parlare al Convegno “Democrazia e limiti della rappresentatività”, ricevere finanziamenti da
quella Fondazione ecc. Se poi oltre a dimostrare di non aver capito nulla della civiltà occidentale, fa del
depistaggio (consapevole o inconsapevole che sia) dicendo ad esempio le solite cretinate, magari con
qualche inedito: che è la civiltà dominata dalla techne, oppure che è una civiltà entrata in un modo di
vivere e pensare post-moderno; che viviamo ora in un pluralismo unipolare e in un unipolarismo plurale,
spiegando in volumi e volumi il suo significato, allora gli si spalancano le porte di tutte le università
occidentali. Ma ve lo immaginate un Eco o un Henri-Levy che andassero in giro a dire che mai l’umanità è
degenerata fisicamente come oggi è accaduto; che mai sulla terra c’è stato un popolo dove un individuo
su sei soffre e muore di fame, tanto le risorse e le terre sono iniquamente divise; che mai sulla terra è
stato mangiato dagli uomini cibo più scadente e avvelenato; che mai un popolo sulla terra ha avuto così
tante malattie come noi le abbiamo; che mai sulla terra c’è stato un popolo così totalmente privo della
medicina; che mai un popolo sulla terra ha vissuto in un ambiente più devastato e inquinato del nostro.
Se questi dicessero che l’uomo occidentale contemporaneo è un vero miserabile e disperato e quindi –
peggio ancora- tentassero di individuare i responsabili di questi crimini immensi perpetrati contro
l’umanità, pensate che verrebbero chiamati a parlare alla Yale University o alla London School of
Economics? Dovrebbero anche dire che illuminismo e liberalismo hanno condotto alla peggior miseria
della storia umana. Verrebbero invitati alla Fiera del libro a Francoforte? Vincerebbero qualche premio
Pulitzer? Presiederebbero la giuria dei premi letterari Bagattella che si tengono in Italia? Perciò se gli
intellettuali occidentali vogliono fare la vita tranquilla e agiata, guadagnare tanti soldi senza faticare, cioè
scrivendo qualche articolo per il Corriere, qualche libro buttato giù in 15 giorni, e stare in cattedra a
parlare di luoghi comuni, devono dire che l’uomo contemporaneo è il frutto più avanzato di una lunga
evoluzione biologica (!); devono dire che la medicina occidentale è eccezionalmente avanzata; devono
dire che la civiltà occidentale in fatto di diritti umani è superiore a tutte le altre, presenti e passate;
devono dire che possiamo stare tranquilli, perché ci sono le asl e gli organismo europei a controllare,
monitorare costantemente l’ambiente in cui viviamo, quindi se c’è il via libera all’aspartame, ai
sequestreni, a quei farmaci come tamoxifene e talidomide, all’uranio impoverito nei sanitari, a un
pochino di diossina nelle carni e arsenico nelle acque minerali è perché questi Organismi, dopo aver ben
ponderato le cose, hanno visto che si può fare. Quindi anche loro danno una mano all’ematologo
internazionale, che torna col premio da Berkeley, facendo capire alla signora che se suo figlio sta morendo
di leucemia è perché si tratta di una questione genica, in ultima analisi la colpa è del bambino stesso e
anche dei genitori e nonni che gli hanno trasmesso un patrimonio genetico di basso profilo
Come ragiona la pseudomedicina occidentale? Essa dice: in questa cloaca di veleni 50 persone si
ammalano, mentre 50 riescono a sopravvivere. Questo che vuol dire? Forse che va bonificata la cloaca?
No di certo! Chi ci va da Pioneer e Monsanto a dire di smettere di diffondere sementi innaturali o
diserbanti; chi ci va dai giganti dell’alimentare a dirgli di smettere di riempire i supermercati di bevande
all’aspartame, di coloranti, sequestreni, bevande all’acido fosforico; chi ci va ai vertici UE a dire che non si
può ogni due anni innalzare il livello di diossina, tollerabile nella carne di animali che pascolano in
prossimità di siti inquinatissimi, dove le falde acquifere sono piene di trielina, atrazina e arsenico; chi va
all’Istituto Superiore di Sanità a gridare che le ultime tecniche di conservazione e lavorazione dei cibi
(pesce surgelato, marmellate, pasta ecc.) sono dannosissime per la salute umana e vanno bloccate, anche
se la UE protesta; che gli ormoni della crescita e le castrazioni chimiche degli animali sono dannosissime
per la salute umana, che bisogna proibire di smaltire scorie radioattive negli elettrodi per saldatura, ecc,
ecc. La medicina occidentale allora dice: tutto questo resta immutato, ciò che va corretto sono le
modifiche genetiche che si producono in quelle 50 persone che non ce la fanno a vivere nella cloaca
chimica e si ammalano. Noi dobbiamo far lo sforzo, con la medicina genomica di consentire a quei 50 di
sopravvivere accettabilmente, decentemente e più a lungo possibile nella cloaca chimica. Quando la
signora in lacrime ci viene a dire che forse la malattia di suo figlio è dovuta a cause ambientali, noi gli
diciamo: “ma vede signora, ci sono tanti bambini che non si sono ammalati, eppure vivono nello stesso
ambiente di suo figlio; questo vuol dire che suo figlio ha una certa debolezza a livello di quel cromosoma
che gli altri non hanno; noi è lì che dobbiamo intervenire, per consentire a sua figlio di sopravvivere e fare
ciò che fanno gli altri bambini”. Questo sofisma e menzogna è sufficiente a tappare la bocca a molti
genitori e altri reclamanti.

XIX. E il vostro medico di base che fa? E ridotto ad un vero robot. Anche a lui all’Università e ai
Master è stato formattato il cervello e riprogrammato in modo che sul suo motore di ricerca la parola
“causa ambientale e alimentare della malattia” non si trovi; se digitate sul display “cibo e malattia”, vi
apparirà insistentemente la scritta “no content was found”. Facciamo un esempio: un tale ha avuto la
sfortuna di comprare un bel libro sui benefici del lievito di birra per la salute. E in effetti dopo due
settimane dall’assunzione ha ricevuto grossi benefici. Senonchè continua a prenderlo per mesi, non
sospettando che un alimento o una certa erba per un po’ ti giova, ma se lo prendi a lungo ti danneggia
(senza dire che non a tutti giova). All’ottavo mese inizia a comparire un sanguinamento di gengive, dovuto
ad accumulo di calore interno. Quando va dal medico, questi neppur si sogna, come invece avrebbe fatto
un medico del Cinquecento, dell’Ottocento o dell’antica Grecia, di chiedergli cosa sta mangiando o
bevendo, dove sta dormendo ecc., bensì gli rifila subito un bel colluttorio disinfettante, un gel gengivale e
raccomanda quello spazzolino da denti con quel dentifricio. Il tipo torna a casa contento, ma dopo un
paio di mesi, pur restando pressoché inalterato il sanguinamento gengivale, gli compaiono dermatiti di
tipo infiammatorio all’interno della piega del gomito e tra coscia e polpaccio, insomma dove la pelle sta
maggiormente a contatto e produce maggiori sudorazioni in estate. Tornato dal medico, ottiene la
prenotazione per la visita dermatologica, che si conclude con la prescrizione di due o tre pomate a base di
antibiotici, cortisonici, e sostanze anti-funghi. Il tipo torna a casa e ha ormai il comodino coperto di
medicine; regolarmente assume il suo lievito, che se ha fatto bene il primo mese deve continuare a far
bene anche dopo un anno che lo si assume. Finalmente compaiono sulle gambe di tizio ferite ulcerose,
che non si rimarginano facilmente e qualcuna di esse produce anche del pus. Il tale torna diligentemente
dal medico, che gli prescrive nuovi antibiotici, altre pomate disinfettanti e delle pomate (presunte)
cicatrizzanti (quella dei cicatrizzanti è una presa in giro pari a quella dei farmaci che rafforzerebbero il
sistema immunitario; sono superstizioni come quella delle indulgenze nel Cinquecento, quando la gente
sborsava parecchi soldi per acquistare un viaggio di andata in paradiso al proprio parente defunto, che
ancora languiva in purgatorio). Capite che risorsa rappresenta tutto questo!
Ecco perché il vostro medico al momento che lo programmano all’università deve esser
rigorosamente all’oscuro dei rapporti cibo e malattia, ambiente e malattia. Senza che voi siate medici (nel
senso reale e non contemporaneo del termine; “medico” nel senso di chi sa curarvi veramente, non chi vi
rifila palliativi), capite che un tale che passa la giornata seduto, in auto, in ufficio, sul divano, al ristorante
e mangia le stesse calorie che si meriterebbe solo uno che quel cibo se lo è sudato, ossia uno che ha
lavorato manualmente da sei a otto ore, oppure uno che ha fatto uno sport pesante, se insomma un
sedentario (termine che deriva da “sedere”) mangia lo stesso cibo di uno spaccapietre o di un lottatore di
greco-romana, non ci vuole molta scienza o buon senso per capire che quel dolore di tipo reumatico,
forse artritico, che ha alla spalla sinistra da più di un anno è collegato con uno stile di vita che da un punto
di vista igienico-preventivo può esser detto “folle” come minimo. In quella condizione lì il cibo non nutre,
ma intossica.Ma per la medicina occidentale questa follia e l’ignoranza del caso sopra sono una risorsa. E
infatti mi sono fermato un giorno davanti ad una farmacia di un piccolo paese e per due ore ho contato le
persone che entravano in farmacia e quelle che entravano nel piccolo alimentari accanto. Ho stimato che
nell’arco della giornata la farmacia ha avuto 300 presenze, mentre l’alimentari non arrivava a 50; e mentre
la gente usciva dalla farmacia con una o due buste zeppe di prodotti, dall’alimentari se ne uscivano con
magri pacchetti. Un extraterrestre avrebbe senz’altro detto che la farmacia è il luogo dove gli umani
prendono cibo, mentre un “alimentari” probabilmente è un negozio di cosmetici. E infatti mi conferma R.
Raschetti, coordinatore del rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità italiano, che attraverso la stampa del
9 VII 2010 fa sapere che la spesa per il consumo di farmaci in Italia -udite, udite!- è cresciuto del 60%
negli ultimi 10 anni. In testa sono i farmaci cardiologici e oncologici Tasso di crescita annuo del 5%.
Conoscete azioni e investimenti migliori di questi?
Al signore col dolore alla spalla (e come lui che soffrono di dolori cronici, in Italia si stima che sia
un 25% della popolazione! “La Nazione” 22 VI 2010, stando ai dati dell’Unità Terapia Antalgica
dell’Ospedale di Pisa) il Servizio Sanitario Nazionale italiano si accinge a fornire gratis un
elettrostimolatore antidolore, il cui elettrodo è posizionato nello spazio epidurale, mentre il corpo
dell’apparecchio è posto sotto cute, dotato di una batteria anche essa sottocutanea che si ricarica
posizionando sulla cute una apposita piastra caricabatterie. L’attrezzo, messo a punto dall’Unità Terapia
Antalgica dell’Ospedale di Pisa servirà a tramutare i segnali del dolore che viaggiano lungo il sistema
nervoso in dei formicolii. In pratica un malato, invece di sentire mal di denti, o mal di testa, avvertirà dei
tollerabili e modesti formicolii. Quindi coloro che come organo sviluppato hanno solo il sedere, che
passano la giornata tra sedili auto, sedie e poltrone, mentre mangiano come lottatori sumo e per di più
cibi iperproteici e tanti dolci, potranno finalmente continuare a farlo, senza i fastidiosi sensi di colpa che il
dolore lancinante alla spalla vorrebbe farti avere. Per avere la coscienza a posto con se stesso quest’uomo
farà i venti minuti al giorno di passettini, che la medicina contemporanea gli raccomanda; anche in
corridoio e in pantofole può andar bene. L’uomo contemporaneo può continuare a gratificarsi, può
rafforzare, come si dice, la sua autostima (ma la sedentarietà che subdolamente gli viene suggerita, coi
venti minuti di passettini, è una risorsa per il business farmaceutico e non per l'uomo contemporaneo,
infatti si producono dismetabolismi del glucosio, del calcio e del ferro, fonti di innumerevoli malattie)
Gli ospedali della medicina occidentale sempre più assomigliano a delle città, sono giganteschi,
tant’è che si danno ai corridoi a alle sale i nomi delle vie e delle piazze come si fa con le città. In nessun
luogo ho mai visto visi più lunghi e tristi, come la gente che qui transita. Anche al cimitero la gente trova
la forza di fare una battuta e sorridere. Qui no. Inconsciamente le persone sentono che questi sono luoghi
di disperazione, qui non c’ è via di uscita dalla malattia, perchè in effetti questi sono i luoghi
programmati per moltiplicare le malattie all’infinito, ecco perché crescono a dismisura.

XX. Questi sono i drammi individuali, mentre sul piano collettivo abbiamo comportamenti
improntati alla stupidità inconsapevolmente autolesiva: ogni anno le asl dispongono le irrorazioni
chimiche dei centri abitati per tutelare la popolazione dalle punturine di zanzara, che per quanto tigre,
sempre zanzara resta, non ha mai portato nessuno a invalidità; le società stradali per eliminare le erbacce
dai margini della strada, da quest’anno, in Italia hanno pensato bene di ricorrere al diserbante “glifosato”;
migliaia e migliaia di chilometri di strade ricevono tonnellate e tonnellate di diserbante, senza che le asl
facciano minima obiezione (mentre ne fanno quando qualcuno sparge letame per i campi), con beneficio,
capite, di orti, giardini, animali domestici e selvatici, falde acquifere,ecc.; pressoché tutto il grano
prodotto in Italia è trattato con diserbanti; le acque degli acquedotti pubblici sono sistematicamente
trattate con cloro, noto cancerogeno; per non parlare delle attuali tecniche di conservazione dei cibi, che
vanno dalla irradiazione al cobalto sino all’utilizzo dei pericolosi sequestreni, ecc.. Questo io chiamo
“politica del cancro” ai danni di una popolazione inconsapevole, oppure “guerra occulta, a bassa
intensità, ai danni dei popoli”. E tutto questo con la complicità di una classe medica ignorante,
collaborazionista, a volte corrotta, che ha perfino ricusato la fedeltà alla vita abiurando al Giuramento di
Ippocrate. Dico “corrotta” e faccio un paio di esempi. Coi finanziamenti della potentissima in Italia lobby
delle industrie delle acque minerali sono riusciti a far passare come raccomandazione medica oramai
universale che bere due litri di acqua al giorno farebbe bene alla salute (e sparite tutte le fontane dal
nostro territorio, non è difficile indovinare di quale acqua si tratta e con che giro d’affari, se davvero
50.000.000 di italiani lo facessero tutti). D’estate la cosa non è grave, ma bere d’inverno, senza avere sete,
tutta quell’acqua lì fa davvero male; e infatti il soggetto dopo un po’ di settimane comincia ad avere
crampi ai polpacci e l’iperacidità gastrica. E anche qui, che risorsa! Nessuna individuazione e rimozione
della causa, ma prescrizione del “Polase” per i crampi (che non passano), e del “Maalox” per l’acidità di
stomaco. La Nestlè ha finanziato istituti di ricerca e università per far dire e ripetere dai medici che il
cioccolato fa benissimo: sarebbe antidepressivo, ottimo nutriente e conterrebbe quegli antiossidanti che
servirebbero a prevenire il cancro. La maggior parte della gente abbocca a questa propaganda e si ritrova
inguaiata: soprattutto le donne e i bambini sviluppano una dipendenza da cioccolato, con sbalzi d’umore
e notevole riduzione dell’appetito (cosa che nei bambini è grave). Se un tipo che mangia 400 grammi di
cioccolato al dì si presenta dal medico, dicendo che ha nausea e forte mal di testa non è previsto dai
protocolli che venga fatta una ricognizione del suo stile di vita, individuata e rimossa la causa, ma gli si
rifila l’”Aulin” e lo si manda a casa.

XXI. Ai branchi di ricercatori che si accalcano alla porta della redazione di “Nature Genomics” o
“Fharmacogenomics” per veder firmato un loro articolo in cui annunciano di aver messo a punto un
interruttore molecolare, voglio render meglio chiaro il senso della loro metodologia depistata. Essi si
comportano come quel tale “scienziato” che dopo aver messo la pentola d’acqua sul fuoco dichiara che la
causa dell’ebollizione dell’acqua è la dilatazione del metallo della pentola. Altrettanto fanno gli stuoli di
ricercatori, che di fronte a un uomo messo a vivere nella cloaca chimica (equivalente al fuoco, nel nostro
esempio) e che sviluppa Parkinson (equivalente alla bollitura dell’acqua), dichiarano che la causa del
Parkinson è nei geni (la dilatazione del metallo, nel nostro esempio). Ora capite cosa intendo dire che la
scuola occidentale rincretinisce le persone? I geni sono collocati tra noi e il nostro ambiente; essi
traducono in malattia e sintomatologia nel nostro corpo tutto ciò che di malato si trova nell’ambiente.
Essi ci ricordano ogni momento che il nostro ambiente e il nostro corpo sono due risvolti di una stessa
cosa, che se volete potete chiamare natura. Tutto ciò che subisce un guasto o uno squilibrio nella natura
esterna è subito tradotto ed espresso nella natura interna, che è il nostro corpo. Il genoma umano e
animale dice e ripete insistentemente, che noi siamo in simbiosi col nostro ambiente, del quale
dovremmo avere la stessa cura che abbiamo del nostro corpo. Ma la scienza, la medicina e la politica del
Novecento hanno fatto e fanno di tutto per recidere e/o misconoscere il legame simbiotico uomo e
ambiente, come ho mostrato in Evoluzionismo, Caos ed Entropia; legame confermato ancor più dalle
dinamiche e dalle leggi della genetica. Ma questo va contro i progetti di globalizzazione e di sradicamento
dell’uomo dalla terra, per inurbarlo; va contro il modo contemporaneo di condurre le guerre; va contro
una potente industria chimica che dovrebbe stare sotto il controllo degli stati, subordinando i suoi operati
all’interesse della salute pubblica. E’ interesse di tutti gli Stati imporre una moratoria sulla chimica come
lo si è fatto per il nucleare. Per subordinarla alla politica la medicina occidentale è stata depistata e
corrotta, per compiere una delle operazioni più criminali della storia. Perciò sappiano gli stuoli che si
accalcano presso quelle redazioni, che quando si mettono in cerca degli interruttori molecolari non
stanno difendendo la salute della gente (che stupidamente li reputa eroi della scienza), bensì stanno
difendendo il paracquat ed altri diserbanti, come il glifosato,, chiedendo al nostro genoma di stare zitto e
di non tradurre nel nostro mondo interiore (corpo) un danno e uno squilibrio del mondo esteriore. Loro
stanno difendendo l’aspartame, disseminato in tutti i nostri cibi, chiedendo e imponendo ai nostri geni di
non denunciare mediante la malattia che quello è un veleno; loro stanno difendendo la cola, chiedendo e
imponendo ai nostri geni di non dire mediante osteoporosi che quella è una non bevanda; loro stanno
difendendo il cibo morto, chimico tumorale e monotono dei fast food e degli hard discount,
pesantemente diffamato dal nostro genoma, che, producendo obesità, dichiara quel cibo equivalente a
spazzatura Anche sapendo che sono i grassi idrogenati a causare gli infarti, gli stuoli si guardano bene dal
parlarne male, e preferiscono andare a frugare nel genoma, per vedere se non vi sia qualche modifica
genetica associata al fenomeno, per dirle, eventualmente di stare zitta e di non produrre più infarti,
perché i grassi chimici idrogenati sono uno dei pilastri della globalizzazione e dell’urbanesimo, infatti
consentono ai cibi di stare mesi e mesi sugli scaffali senza avariarsi. Togliere di mezzo i grassi idrogenati
significherebbe uscire dalla produzione industriale del cibo, per entrare in quella artigianale, locale, fatta
di filiere corte e di consumi a breve, possibile in piccoli paesi o villaggi. Vogliamo scherzare? Perciò stanno
dando una caccia spietata ai geni associati all’infarto, per strangolarli subito con qualche interruttore
molecolare, perché la sua denuncia, per di più così insistente come lo è l’infarto, è la più smaccatamente
politica di tutte. I grassi idrogenati non si toccano, perché sono la realizzazione sul piano alimentare dei
diktat di Bretton Woods (vedi sotto “storia”). Gli stuoli di collaborazionisti difendono non la salute della
gente, ma la legittimità a stare sul mercato e sui nostri comodini di tutti quegli antidolorifici, miorilassanti
e antinfiammatori che provocano la Sla, vanno infatti in cerca di quei geni che hanno letteralmente
sputtanato quei prodotti dicendo che sono tutto il contrario delle medicine, dicendo che quella robaccia
fa rivoltare Ippocrate nella tomba e lo hanno detto proponendo un uomo-bara, in mezzo allo sgomento di
chi vi ha assistito, essendo una delle malattie peggiori conosciute dall’umanità. I geni del nostro corpo
vanno dicendo in giro che lo zucchero non è un alimento per l’uomo e lo dicono producendo una malattia
incurabile dalla medicina di oggi, che è il diabete; gli stuoli, come cani da presa al servizio del Padrone,
sono sulle tracce di questi geni per azzittirli definitivamente. Non solo prendono le difese dello zucchero,
ma anche di quei pesticidi agricoli a struttura molecolare simile all’alloxana (attacca il pancreas) che a
Partinico, vicino Palermo, dieci anni fa, provocarono numerosi casi di coma diabetico infantile,
dimostrando in altri termini che la ricerca delle cause genetiche delle malattie è un depistaggio. Lavorano
“questi scienziati” per consentire che nelle carni di pollo rimangano quei 100 microgrammi di antibiotici
per kilo di carne, che la UE autorizza, tenendo sotto controllo e attenuando gli inevitabili sintomi che quei
medicinali producono sul nostro organismo, affinchè nulla si modifichi anche nell’allevamento degli
animali. Questo è il senso politico dell’operazione. Quanto al senso logico e medico, scopritelo da soli,
riflettendo su questo: anche se un arrogante scienziato riuscisse a impedire al metallo della pentola
messa sul fuoco di dilatarsi e all’acqua di bollire, pensate che lo stare ripetutamente sul fuoco della
pentola non si manifesti in qualche altro effetto, più strano e meno controllabile? Rendere l’uomo sempre
più stordito e insensibile, anche con l’impianto di elettrostimolatori vicino alla colonna vertebrale, che
trasformano il dolore in formicolii, oppure con le terapie molecolari, che colpiscano i geni mutati o le
cellule tumorali, in modo che le reazioni all’ambiente siano meno eclatanti, però continuando a
mantenerlo nella cloaca chimica, porterà ad una ancora più grave devastazione e tossicità di ambiente e
cibo. Il cancro, ad esempio, non è un nemico estraneo al corpo, come tale (come vorrebbero, questi
ricercatori, tradendo una idiota mentalità Rambo-holliwoodiana) da colpire con qualche bazooka, perchè
esso è una spia, un segnalatore: il cancro è lo stesso corpo che si è modificato in simbiosi con l’ambiente.
Non gli si può chiedere di non modificarsi, perché non gli si può chiedere di non esser in simbiosi col suo
ambiente. Dove e di che dovrebbe vivere? Sparare al cancro con mentalità da cow boy è da mentecatti,
perché si sta sparando all’organismo stesso. E’ come se, di fronte alla spia rossa del cruscotto che segnala
basso livello di olio nel motore, un tale estraesse la pistola e la spegnesse sparandoci sopra, ritenendo
così di aver risolto il problema. Conferma così di aver visto molti film holliwoodiani, ma che livello di
idiozia gli assegnate da 1 a 10? Si tratta innanzitutto di restituire equilibrio, esterno ed interno, prima di
qualsiasi tentativo diretto sul fattore macro (che sono le cellule mutate che formano la massa visibile) o
sul fattore micro (i geni mutati, che sono un effetto del danno ambientale, che è la causa). Quindi, lo
svoltare decisamente nello stile di vita, alimentare e ambientale, è il fattore assolutamente primario,
l’esatto contrario di ciò a cui lavorano gli stuoli, che vorrebbero tenere ambiente e cibo immutati.
Lavorare affinchè la causa (uomo mantenuto nella cloaca chimica) non produca effetti (malattia) non è
scienza, ma estremo atto di arroganza di ciò che in Occidente si chiama abusivamente "scienza".

XXII. La banda di criminali che tiene le fila della medicina occidentale ha operato il depistaggio
genetico della medicina, rendendola impotente, perché tratta l’effetto come se fosse causa. In questo
modo si occulta il rapporto malattia e cibo-ambiente e si consente il mantenimento di questo modello
economico devastante, un habitat degradato, con effetti maltusiani notevoli. A queste masse umane si sta
cercando oggi di dare a credere che la sede e la causa delle malattie sia nei geni. Per ora si parla di “geni
associati a questa o quella malattia”, oppure si dice nel linguaggio scientifico che “questa o quella
malattia ha in questo cromosoma uno dei suoi loci”, ma la tendenza è di arrivare progressivamente a dire
tout court che la causa della malattia è nei geni. A questi verrà imposta la prima parte della teoria
darwiniana: anche i geni subiscono piccole mutazioni, molte delle quali invece di portare evoluzione
porterebbero malattia, in barba al principio della omeostasi genetica, che è il principio fondamentale e
poco ricordato della genetica: il Dna è una struttura estremamente conservativa, che esclude proprio ciò
che questi cripto darwinisti vorrebbero attribuirgli: la variazione. In questo modo il rapporto ambiente
inquinato e malattia è occultato. La medicina curerebbe agendo lì. Dichiara raggiante alla stampa lo
scozzese Iain Mattaj, direttore generale del prestigioso Laboratorio Europeo di Biologia molecolare di
Heidelberg, il più importante centro di ricerca sulle biomedicine in Europa, a cui collaborano molti paesi,
tra i quali l’Italia: “La medicina molecolare è il campo delle scienze della vita che studia la base molecolare
delle malattie ed esamina le cure dal punto di vista genetico. Questo è il futuro della medicina” (La
Nazione 18 V 2010). Trastuzumab, rituximab,bevacizumab, imatinib, gefitinib, erlotinib… ecco i nomi dei
nuovi farmaci “biologici”, come vengono definiti, i quali hanno lo stesso compito del valium e degli
antibiotici negli stalloni di allevamento dei maiali. Sono farmaci che devono aiutare i poveri animali a
sopportare meglio l’atroce condizione in cui sono costretti. Continue infezioni da sovraffollamento ed
esasperata aggressività dovuta alla ristrettezza degli spazi al non potere fare una corsa risanante e
liberatoria. I farmaci biologici, dunque, come valium e antibiotici per maiali devono aiutare l’uomo,
ridotto in cattività nelle megalopoli da milioni e milioni di abitanti, a sopportare la situazione innaturale e
inquinata in cui vivono, a sopportare meglio gli effetti negativi del cibo spazzatura intossicante. Tutti
questi veleni agiscono sui geni, provocando qui effetti micro, che i geni poi traducono in sintomatologie
macro. La medicina genomica coi suoi farmaci biologici chiede e impone a questi geni (ai fattori di crescita
e agli inibitori di enzimi) di lavorare meno, di tradurre meno, in modo che gli effetti devastanti che questo
habitat provoca sull’uomo contemporaneo siano a livello macro meno visibili, meno evidenti, in modo
che il drammatico e gigantesco problema del rapporto causale ambiente degradato e malattia passi sotto
silenzio, in modo che nessuno lo denunci, in modo che appaia un problema tutto sommato marginale. In
questo modo il processo di degenerazione dell’uomo contemporaneo procede sinistro, manifestandosi su
altri piani, fino alla produzione di un gigantesco tumore che penosamente galleggia su malferme gambe a
X, oramai impossibilitato perfino di correre, incapace di godere perfino di questo piccolo assaggio di
libertà, ultimo piccolo gesto di ribellione. Penso di aver a sufficienza dimostrato che il compito della
medicina occidentale contemporanea non è quello di curare le persone; bensì il suo è un compito
politico, cioè tenere incarcerato l’uomo contemporaneo allo stile di vita impostogli dalla pubblicità,
dall’urbanizzazione e da innumerevoli raccomandazioni mediche ingannevoli, recepite da organismi
statali e sovrastatali (UE) che poi le impongono alla gente con leggi ad hoc, secondo i desiderata dell’élites
che, tenendosi invisibile, domina l’Occidente

XXIII. Ora provate a chiedervi se quelli che governano la medicina occidentale (non certo Mattaj,
che è un sempliciotto e conformista portavoce) sono gli amici o i nemici dell’umanità. E su questo invito a
fare qualche riflessione quelli che si occupano di Tradizione e di Teologia.

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