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LA NASCITA DEL PRINCIPATO

Nel 31 a.C., Ottaviano, riusc a sconfiggere ad Azio il suo avversario politico Antonio, rimanendo da
solo al potere e mettendo fine a un secolo di guerre civili. Tale avvenimento segn la fine della
repubblica romana, dando avvio alla fase che sar detta principato.
Da Ottaviano ad Augusto
Ottaviano, da parte del popolo e del senato, apparve come una sorta di pater patriae (padre della
patria), guadagnandone la stima e ottenendone il riconoscimento come princeps (il primo fra i
cittadini).
In tale veste dal 27 a.C. al 14 d.C., egli govern come un sovrano senza dare limpressione di esser
tale. Ottaviano, infatti, mantenne in vita le tradizionali istituzioni repubblicane ma le priv dei loro
effettivi poteri.
Ricopr pi volte la carica di console, ma respinse lofferta del consolato unico.
Per offrire da subito un segnale rassicurante, successivamente, egli dichiar di voler rinunciare ai
poteri straordinari conferitigli in occasione della guerra contro Antonio. La sua dichiarazione sort
leffetto sperato e nellarco di diciannove anni fu nominato console e ottenne il titolo di princeps
senatus (il pi illustre tra i senatori). Questo titolo li dava il diritto di convocare e presiedere le
riunioni e di votare per primo le varie proposte di legge.
Lanno dopo, il senato gli riconobbe lappellativo di Augusto.
Da allora Ottaviano non fu chiamato pi con il suo nome e assunse poteri immensi: ottenne un
mandato proconsolare che gli conferiva lautorit di governare direttamente sulle province pi
importanti e gli fu affidato limperum, ossia il comando supremo delle legioni.
Oltre tutto, Augusto, aveva avuto il potere di controllare i tribuni delle plebe, facendosi attribuire
la potest tribunizia gli conferiva il diritto di veto sui provvedimenti degli altri magistrati. Infine,
nel 12 a.C., alla morte di Lepido, ad Augusto fu conferita anche la carica di pontefice massimo,
suprema autorit religiosa di Roma.
Gli storici chiamano la forma di governo: principato, un regime transitorio di apparente
equilibrio, che segn il passaggio dalla repubblica allimpero.
Un nuovo ceto di funzionari, i prefetti
Le magistrature tradizionali della repubblica formalmente non vennero mai abolite: restarono
dunque, oltre al senato, i due consoli, i pretori e i censori, con poteri, tuttavia, sempre pi
affievoliti. Ottaviano Augusto, pur mantenendo la forma di governo immutata, apport delle
importanti modifiche allinterno della struttura amministrativa affiancando, alle vecchie cariche,
una nuova magistratura, la prefettura. I prefetti, nominati direttamente dal principe, erano
quattro ed erano incaricati di diverse mansioni:
Il prefetto dellUrbe, una sorta di capo della polizia, al quale era affidato il compito di
prevenire e reprimere i disordini;
Il prefetto dellannona, che provvedeva ai rifornimenti alimentari di Roma e alle
distribuzioni di grano ai poveri;
Il prefetto dei vigili, che si occupava della prevenzione degli incendi, piuttosto frequenti a
Roma, dove le case erano costruite con abbondanza di legno;
Il prefetto del pretorio, che comandava il corpo dei pretoriani, la milizia personale del
principe, reclutata fra la migliore giovent italica allo scopo di proteggerlo e garantirgli
lesercizio del potere.

AUGUSTO: sommo, supremo.