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Lezione

2. I teatri in Grecia
Due premesse

La dis(nzione fra teatro greco e teatro romano come la usiamo tu5ora,
risale a Vitruvio, ma essa astorica in quanto contrappone due momen(
storici, quello classico e quello romano imperiale, di uno sviluppo storico-
monumentale unitario.

Il teatro si compone di tre elemen( base: una parte riservata agli
spe5atori, una parte des(nata alla rappresentazione, un luogo coperto per
la preparazione degli a5ori, ma nessuno di ques( elemen( deve
necessariamente avere una stru5ura archite5onica, perch gli spe5atori
possono accomodarsi su un pendio naturale, la rappresentazione avvenire
in qualsiasi spazio piano, la scena essere una stru5ura emera, una tenda
come dice il nome stesso.

H. P. Isler, Larchite*ura teatrale an/ca, in Teatri greci e romani alle origini del
linguaggio rappresentato, a cura di P. Ciancio Rosse5o, G. Pisani Sartorio, I-III,
Roma 1994, pp. 86124.


Fon9 per la conoscenza del teatro greco (inteso come edicio):

- le fon9 le=erarie (il capitolo 7 del libro V del De Architectura di Vitruvio
- et augustea - e quelli 13-19 del libro IV dell'Onomas/con di Polluce -
II secolo d.C. -, oltre alle sporadiche tes(monianze degli scri5ori, per lo
pi poe( tragici e comici);

- i tes9 epigraci (come quelli che indicavano i pos( a sedere per


par(colari categorie di ci5adini);

- i res9 archeologici conserva(: le fasi arcaiche sono le pi dicili da


leggere per le trasformazioni subite dalle stru5ure originarie a causa
delle sovracostruzioni. Per lo pi tali fasi restano del tu5o oscure, per
cui dicile capire la nascita e lorganizzazione planimetrica e
stru5urale dei primi teatri.
Problema delle origini

Il teatro (gr. , derivato dal verbo "guardo, sono spe5atore"; lat.
theatrum) greco nato nell'orchestra ( "danza) a5orno al quale si
disponevano gli spe5atori. Secondo Erodoto (Storie, I, 23) Arione di Me(mna,
un citarista di Corinto, nel VII secolo avrebbe inventato il di9rambo, una
composizione poe(ca corale in onore di Dioniso, cos(tuito da poesia, musica e
danza, che veniva eseguita in circolo da cinquanta danzatori incorona( da
ghirlande e che secondo Aristotele avrebbe dato origine alla stessa tragedia.
Lesecuzione in circolo di tale danza avrebbe determinato una disposizione dello
spazio a5orno all'orchestra (e quindi des(nato agli spe5atori) di forma circolare.
Ma accanto a questo schema circolare ionico-eolico, ve ne era un altro,
quadrangolare, di origine dorico-cretese.
Potrebbero essere leo come teatri alcuni
spazi dei palazzi della civilt minoica
come il cor(le occidentale del palazzo di
Festo ove si osserva una serie di nove
bassi gradini che niscono su un muro di
sostruzione del cor(le superiore. I gradini
non hanno la cara5eris(ca di scale, ma di
gradinate, per cui si supposto che lo
spazio quadrangolare davan( fosse
u(lizzato per cerimonie religiose, danze
sacre, taurocatapsie e quindi cos(tuisse
uno spazio di cara5ere pubblico.
La tradizione racconta che di teatro, nel senso specico di luogo des(nato a
rappresentazioni, si pu parlare soltanto a par(re dal VI sec. a.C., dopo che
Pisistrato, riorganizzate le Grandi Dionisie ad Atene, ad a Tespi lincarico di
rappresentare una tragedia e di sistemare uno spazio adeguato in corrispondenza
del tempio di Dioniso Eleuterio (situato alle pendici meridionali dellacropoli),
mentre la folla guardava dalle pendici della collina.
Di Tespi parlano Aristotele, che riferisce come egli organizz e vinse il primo
concorso dramma(co in Atene nel 534 a.C., e Orazio (Ars Poe/ca 275-277), che
racconta come egli si spostasse da una ci5 allaltra dellAoca con un carro su cui
innalzava un palco ove recitavano a5ori e coro.

Il carro di Tespi, formella del campanile di Gio5o a Firenze, Nino Pisano (1334-1336)
Secondo alcuni studiosi i primi teatri comparsi in Grecia nel VI-V sec. a.C. (prima
a Corinto e Argo, poi ad Atene) avrebbero avuto morfologia reFlinea:
inizialmente cara5erizza( da stru5ure temporanee in materiali deperibili, essi
sarebbero sta( ubica( presso terreni in pendenza riada5a( per gli spe5atori. Di
tali edici arcaici per non sopravvivono res( stru5urali signica(vi. Il teatro pi
an(co sopravvissuto, quello di Torico in Aoca (tardo VI sec. a.C.), presenta una
cavea a pianta ellissoidale: la tribuna ad angolo re5o di origine cretese sembra
qui fusa con la pianta circolare del coro ionico-eolico.

Il teatro di Torico secondo la ricostruzione di Chr. Von Scheckel


A par(re dal V-IV sec. a.C. si and
elaborando una morfologia
curvilinea, che in un primo tempo
convisse con gli edici arcaici, ma
presto si impose deni(vamente.
Sembra che linvenzione (vedi
slide successiva) vada a5ribuita a
ad Atene, dove agli inizi del IV sec.
il primo teatro di Dioniso venne
sos(tuito con uno curvilineo (che
si conserva ancor oggi nelle linee
essenziali).

I teatri di V-IV secolo (classici) avevano unorchestra circolare e una cavea che
oltrepassava il semicerchio. E possibile che la pianta circolare che sos(tu quella
reolinea non si sia sviluppata gradualmente, ma che sia stata uninvenzione
realizzata da un determinato archite5o per un determinato monumento.
I vantaggi erano:
- una visione sullorchestra ugualmente buona per tuo gli spe5atori
(evidentemente lazione avveniva ancora qui e non su un palcoscenico);
- una buona acus(ca.

Gli svantaggi erano:


- non era suciente scegliere un pendio
naturale e ada5arlo alluso, ma diventava
necessario costruire ali laterali per la cavea,
riportando terreno e contenendolo con muri
di sostegno (i problemi tecnici di questo
genere di costruzione vennero risol(, come
vedremo, solo in et romana con linvenzione
dellopus caemen/cium);
- era richiesto un maggior impegno nanziario.

I teatri di V-IV secolo erano usa( per le rappresentazioni sceniche, riunioni
colleove di grande valenza civile e morale (come si de5o nella lezione 1),
momen( di aggregazione, scambio, recupero e trasmissione dei valori e(ci
fondan( liden(t civica. Proprio per tale stre5a connessione con il sistema
culturale greco, il teatro uno dei (pi edilizi che si conformano pi velocemente
alle esigenze della specica funzione e che pi velocemente e capillarmente si
diondono nel mondo greco.
In connessione con i santuari e in par(colare con quelli panellenici (Istmia, Nemea
e Del), ove venivano ospita( gli agoni scenici che cos(tuivano parte integrante
delle feste religiose, ma anche con i santuari urbani (ad es. a Sicione), i teatri hanno
spesso anche una dire5a relazione con lagor (Man(nea) o con altre costruzioni di
valore civile, con ogni probabilit perch potevano essere u(lizza( anche in
occasioni pubbliche di cara5ere poli(co. Le fon( le5erarie dimostrano tale
polifunzionalit: ad es. nel III sec. a.C. Arato, stratego della Lega Achea, (ene
discorsi ai Corinzi nel loro teatro (Plutarco, Arato, 23,1) o ancora si incontra con
Filippo V di Macedonia a Messene nel 215-214 a.C. (Ibidem, 50, 3).
Nel IV secolo nei teatri greci appare in pieno sviluppo il fenomeno
delleverge(smo : legare il proprio nome a un edicio tanto signica(vo procurava
un sicuro ritorno di immagine e una probabile carriera poli(ca a chi vi inves(va
denaro personale.
Se nel IV sec. a.C. si ha un notevole incremento nella costruzione di teatri, nel III
a.C. il profondo cambiamento poli(co che aveva preso il via con le imprese di
Alessandro Magno e le conseguen( dicolt delle ci5 greche di mantenere
lindipendenza rispe5o allingerenza dei regni ellenis(ci, ma anche le devastan(
lo5e interne fra loro comportarono una decisa riduzione nella costruzione e nel
restauro degli edici teatrali.
Il rallentamento edilizio con(nu anche nel II-I sec. a.C. che rappresentano il
momento di trasformazione della Grecia in Grecia romana (a par(re dal 146
a.C.: presa di Corinto e cos(tuzione della provincia Macedonia et Achaia. Lo
statuto imposto da Roma alle singole ci5 non del tu5o chiaro per carenza di
fon(: molte poleis dove5ero rimanere liberae, ma legate da foedera militari
con Roma, altre dalla ne del I sec. a.C. vennero riorganizzate in coloniae e
divennero strumento di diusione della cultura la(na).
Solo con let augustea inizi la traduzione del teatro greco in chiave romana:
nelle coloniae (quali Corinto e Patrasso) si a5u una radicale sos(tuzione degli
edici preesisten( con i nuovi; nelle ci5 libere convissero la tradizione
archite5onica locale e linnovazione di matrice la(na, mediante il
riada5amento dei teatri greci in romani.
Par9 stru=urali del teatro greco

il theatron (, theatrum), de5o anche koilon (, cavea), formato dai


sedili des(na( agli spe5atori;
l'orchestra (, orchestra) ove prendeva posto il coro;
- la scena (, scaena), edicio allungato, a un piano con due parasceni
(avancorpi) laterali;
- gli ingressi laterali (parodoi).
La cavea

La cavea era in genere costruita scavando o ada5ando un pendio naturale.
Era divisa ver(calmente in kerkides (, cunei) da scale5e che s'irradiavano
dal basso in alto e servivano per lausso e il deusso degli spe5atori, e
orizzontalmente in due o tre se5ori da (praecinc/ones), cio corridoi. Il
numero delle kerkides variava e cos quello delle le dei sedili. I sedili della prima
la, con spalliera e braccioli, formavano la cosidde5a proedria e presentavano
sovente iscrizioni indican( il nome dell'autorit religiosa o poli(ca cui erano
des(na(. I sedili furono dapprima in legno, solo dal IV sec. a.C. si ebbero cavee
interamente in pietra.
Lorchestra (da "danza)
Era lo spazio des(nato al coro. Nei teatri greci pi an(chi, come si de5o, era di
forma dapprima trapezoidale o poligonale, poi circolare circondata per poco pi
della met dal perimetro dalla cavea. Un canale coperto di lastre (euripo) correva
tu5o intorno allorchestra, per perme5ere allacqua della cavea di deuire. Il piano
dellorchestra era di terra ba5uta, con al centro la o altare, che serviva sia
per oerte sia come punto di riferimento per i movimen( del coro. So5o il piano
pavimentale a Siracusa si sono viste stru5ure che hanno fa5o supporre
apparecchiature a5e a ngere apparizioni dalloltretomba. Ai la( erano due entrate
(parodoi) poste tra le testate della cavea e la scena: esse servivano sia per gli
spe5atori sia per gli a5ori e per il coro. Arricchite da statue e dediche vo(ve, e
chiuse da porte solo in et pi tarda, da quella di destra, per convenzione,
entravano i personaggi provenien( dalla ci5, da quella di sinistra quelli che
giungevano dalla campagna.
La scena
Nel suo signicato originale signica "tenda e indica una costruzione improvvisata.
In et classica si den come un palco sopraelevato rispe5o all'orchestra, ove
recitavano gli a5ori e un edicio retrostante (ove si aprivano tre porte) che
cos(tuiva il fondale scenico e veniva usato anche come deposito di costumi e
scenari. Essa dove5e essere lignea almeno no al V-met IV secolo a.C. e poi col
tempo and assumendo sempre pi un valore decora(vo, raggiungendo una
notevole importanza in et ellenis(ca quando la fronte scenica si movimentava con
nicchie, por(ci, colonne o semicolonne, i cui spazi intermedi erano chiusi da tavole
dipinte (). L'unica scena di epoca classica conservata quella del teatro di
Iaitas (Monte Iato - Palermo) della ne del IV sec. a.C.: delle tre porte abituali una
sola collocata nel muro di fondo, mentre quelle laterali si aprono nei parasceni.

Disegno di H. Wirsing (1925): Ricostruzione delledicio scenico del teatro di Segesta.


I fondali potevano essere manovra( tramite macchinari piu5osto sos(ca( (nei
quali i Greci u(lizzavano le loro tecniche marinare: pali, corde, rulli, teli
avvolgibili, pulegge) da macchinis( nascos( nella fossa scenica (= una specie di
trincea alla base della facciata anteriore della scena, ricoperta dalla pedana di
legno del palcoscenico).
Dalla le5ura delle tragedie e commedie si evince che macchine teatrali, cos(tuite
da gru con sistemi di cavi e carrucole, venivano usate per eeo spe5acolari,
come, per esempio, per lo scarabeo della Pace di Aristofane, che volava sulla
testa degli spe5atori o per carri volan(, quali il carro del Sole con cui fuggiva
Medea, o ancora per calare dallalto una divinit (deus ex machina). Per le
apparizioni di fantasmi o delle ombre dei mor( si ricorreva a botole poste
nellorchestra, cui si accedeva tramite un passaggio so5erraneo (le scale di
Caronte).
Sempre dalle fon( le5erarie si ricostruisce che venivano u(lizzate anche
macchine per eeo sonori (vento, temporali, tempeste marine) e visivi (lampi,
fuochi d'ar(cio, amme).
Cara=eris9che in sintesi del teatro greco: appoggio a un pendio; orchestra
circolare; fronte scena pi basso delle gradinate; accessi laterali scoper(.
Una rassegna delle fon9: le=erarie
Vitruvio (V, 8). Nel teatro greco la circonferenza di base che delimita lorchestra
ha inscrio 3 quadra(; il lato del quadrato che taglia la circonferenza pi vicino alla
scena designa il limite del proscenio (vedi lato c-d). Da qui si traccia una parallela e
si prolunga no a toccare la circonferenza esterna: questa segna il fronte della
scena (a-b) Il teatro greco ha unorchestra grande e una scena pi arretrata e
un palcoscenico pi stre5o In Grecia gli a5ori tragici e comici agiscono sulla
scena, ma altri ar(s( operano nellorchestra ... Laltezza del palcoscenico non deve
essere inferiore ai 10 piedi n superiore ai 12. Le gradinate delle scale fra i cunei
siano orientate verso gli angoli dei quadra( no alla prima precinzione, di l in su si
pongano in mezzo altre in modo che a ogni precinzione si raddoppia il numero
delle scalinate.
Si pu osservare che Vitruvio si riferisce al teatro ellenis(co e ignora lesistenza di
teatri con il cerchio completo dellorchestra, come Epidauro, oltre ai teatri arcaici.
Solo Priene corrisponde esa5amente a queste norme archite5oniche, che non si
osservano invece nella maggior parte degli edici no(, in quanto la fronte della
scena risulta arretrata rispe5o alla circonferenza perfe5a formata dall'orchestra, e
non tangente ad essa come prescrive Vitruvio.

Il teatro di Priene
epigrache
Si conoscono numerose iscrizioni per(nen( alle prime le di gradini pi vicine
allorchestra: si tra5a di blocchi spesso decontestualizza(, non lavora(
posteriormente e superiormente perch des(na( e a essere inseri( nelle
gradinate.
Le iscrizioni pi an(che sono state rinvenute nel teatro di Dioniso ad Atene e
sono databili allul(mo ven(cinquennio del V sec. a.C.: riservano i pos( agli
inservien( del consiglio (bouls hiperetn) e agli araldi. Epigra analoghe, incise
per riservare i pos( a par(colari categorie di ci5adini o alle diverse trib, si
trovano in mol( teatri, quali quelli di Milo, Focea, Maronea, Siracusa e Taormina.
I nomi sono qualche volta al nomina(vo, quasi sempre al geni(vo e una sola
volta precedu( dal termine topos. Lindicazione al geni(vo seguita da sigle,
spesso due le5ere/numeri, che potrebbero indicare rispeovamente la la e il
numero corrispondente al posto a sedere: con il geni(vo sembra dunque che si
individui il se5ore riservato a un determinato gruppo sociale/personaggio, la
prima le5era rinvierebbe alla la, il numerale al sedile .

Blocco lapideo del teatro di Taormina con


liscrizione
fon9 archeologiche: alcuni teatri si possono assumere come forme compiute e
paradigma(che dell'evoluzione archite5onica per l'et classica, in primis il teatro
di Dioniso in Atene. Il teatro fu costruito allinterno del santuario di Dioniso
Eleutero (pendici meridionali dellacropoli) forse nella seconda met del VI sec.
a.C. Larea stata ogge5o di scavi accura( fra la ne dellO5ocento e i primi del
Novecento ad opera di archeologi tedeschi: Drpfeld e Fiechter che riportarono
alla luce le rovine tu5ora visibili.

Le rovine del teatro di Dioniso oggi, corrisponden( alla fase di II sec. d.C. Sullo sfondo a
destra si notano i res( del piccolo tempio di Dioniso preesisten( al teatro (freccia rossa) e
quelli di un altro tempio sempre di Dioniso ma pi recente (freccia verde).
Per capire laspe5o originario del teatro si scav so5o le stru5ure romane ed
ellenis(che, ma si trovarono poche tracce delle fasi originarie, in par(colare 6
pietre, site a circa un metro di profondit, che erano disposte secondo una linea
curva tale da disegnare un arco appartenente a un cerchio assai ampio (vedi freccia
rossa). Il Drpfeld ipo(zz che si tra5asse dei res( di un grande muro di sostegno
costruito per delimitare e sostenere una vasta spianata circolare realizzata con
terreno di riporto che sarebbe stata lorchestra originaria del teatro ateniese, molto
ampia (20-25 metri). Secondo tale ipotesi lorchestra si sarebbe estesa anche so5o
ledicio scenico pi tardo, facendo pensare che in origine la scena non ci fosse o
fosse in materiale deperibile e molto semplice. Inoltre tale orchestra di prima fase
sarebbe stata disposta pi avan( rispe5o alle orchestre successive, pi arretrate.
Non tuo gli studiosi concordano per con tale ipotesi. Alcuni, fra cui Carlo An( e
pi recentemente il tedesco Phlmann sono convin( che lorchestra originaria
del teatro di Dioniso fosse di forma re5angolare allungata o trapezoidale, come
negli spazi teatrali minoici e nel poco lontano teatro di Torico, gi cita(.







La pianta evidenzia in nero la parte pi an(ca del teatro di Torico (in Aoca)

Ipotesi ricostruove delloriginario teatro di Dioniso secondo le due ipotesi


(le frecce rosse indicano le ipote(che parodoi)
Secondo il Fiechter nel primo teatro di Atene mancava la scena. Questo troverebbe
conferma nel fa5o che alcuni drammi di Eschilo come i Se*e a Tebe o le Supplici
sembrano svolgersi allaperto, senza bisogno della presenza di alcun edicio.
Tu5avia, almeno a par(re dallOrestea di Eschilo, quasi tu5e le tragedie
presuppongono la presenza di una casa o tempio da cui i personaggi entrano ed
escono e lo stesso vale per le commedie di Aristofane, per cui evidente che in
qualche momento del V sec. a.C. il teatro di Dioniso dove5e dotarsi di un edicio
scenico (sken). Su tale scena pi an(ca lignea nel sec. IV (330 a. C. circa) s'impost
una fondazione in calcare che sosteneva una scena marmorea dotata di
palcoscenico rialzato rispe5o allorchestra. Inne la scena sub un riada5amento in
et romana secondo le forme del teatro romano.

Ipotesi ricostruove della scena di V a.C., IV-III a.C. e II d.C.


Del koilon originario sappiamo poco: esso doveva essere ligneo e presentare una
proedria formata di banchi nella la inferiore dei sedili, di cui si sono trova( avanzi
nel canale di scarico pi an(co. Nel sec. IV a. C. il koilon venne realizzato in pietra,
le sue ali reocate, la proedria allontanata dai gradini della cavea mediante un
largo passaggio; ma i troni oggi conserva( sono del sec. I a.C., con numerose
iscrizioni dei magistra( e sacerdo( che vi si sedevano.
Uno dei teatri greci meglio conserva( quello di Epidauro nellArgolide,
costruito da Policleto il Giovane nel IV sec. a.C. allinterno di un grande
santuario dedicato ad Esculapio. Lorchestra aveva forma circolare e la cavea
era dotata di ben 55 le di sedili distribuite in due se5ori dis(n(, di cui quello
superiore fu aggiunto in epoca pi tarda.
Ledicio aveva un rapporto molto stre5o con il paesaggio circostante: lo
sguardo degli spe5atori al di l delledicio scenico poteva spaziare sul
santuario e no ai mon( lontani, nella piena luce del giorno in cui si
svolgevano gli spe5acoli.
A Pergamo, capitale del
regno degli A5alidi, nel
III sec. a.C. fu costruito
un teatro con koilon
molto ripido (quasi 50 m
di dislivello) cos(tuito da
68 le di sedili in gran
parte scava( nella roccia,
per un totale di 10.000
pos( a sedere. La scena
originaria era in pilastri
lignei asportabili (di cui
restano i pozzeo di
alloggiamento in pietre
ben connesse, dota( di
copertura nel caso in cui
l a s c e n a v e n i s s e
smontata quando il
t e a t r o n o n e r a i n
funzione). Nel sec. II a. C.
l a s c e n a v e n n e
trasformata in marmo.
Le tes(monianze le5erarie datano il teatro di Siracusa nel sec. V a.C., dato che vi si
rappresentarono le Etnee e i Persiani di Eschilo nel 476 a.C. La cavea aveva un
diametro di 138,60 metri, uno dei pi grandi del mondo greco, ed era in origine
cos(tuita da 67 ordini di gradini, per la maggior parte scava( nella roccia viva.
Ledicio scenico interamente scomparso e ne sono visibili solo i tagli realizza(
nella roccia, riferibili a diverse fasi e di dicile le5ura. La prima scena con parasceni
molto sporgen( e canale profondo des(nato al sipario, sarebbe dell'et di Gerone I
(485-478 a.C.). All'et di Gerone II (265-216 a.C.) si data un rimaneggiamento della
scena. Fu in questo periodo che le varie kerkides vennero designate con nomi della
famiglia di Gerone II e di divinit, forse per facilitare l'accesso degli spe5atori forni(
di tessere. Importan( modiche vennero poi apportate in epoca romana, quando la
cavea assunse forma semicircolare.
Per un censimento dei teatri greci

Teatri greci e romani alle origini del linguaggio rappresentato. Censimento
anali/co, a cura di P. Ciancio Rose5o, G. Pisani Sartorio, I-III, Roma 1994.

h5p://www.engramma.it/eOS/index.php?id_ar(colo=441 (nel sito si esplicita
anche lo stato di conservazione dei monumen()

In Italia in buono stato di


conservazione: Catania, Eraclea
Minoa, Marina di Gioiosa Ionica,
Metaponto, Monte Iato, Palazzolo
Acreide, Segesta, Serra Orlando,
Siracusa, Taormina, Tindari.