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Approfondimenti

Come il Primo Testamento illumina il significato del Nuovo

Labbandono di Ges in croce


alla luce del Salmo 22
di Franz Sedlmeier

Troppo inaudito e troppo scandaloso parso per secoli


il grido di Ges in Croce: Dio mio, Dio mio, perch mi
hai abbandonato?. In una visione storicizzante del
racconto della passione nei Vangeli di Marco e di Mat-
teo, si sostenuto a volte che Ges in croce abbia reci-
tato il Salmo 22 come preghiera dei moribondi. In real-
t la prospettiva pi ampia: lo scenario descritto dal
Salmo servito ai due Sinottici come sfondo sul quale
enucleare il significato abissale e universale della mor-
te del Figlio di Dio. Lautore di questo contributo, che
attraverso unanalisi rigorosa apre orizzonti di vasto
respiro, professore ordinario di esegesi veterotesta-
mentaria allUniversit di Augsburg (Germania).

L La morte di Ges un evento drammatico. Gli


evangelisti hanno ciascuno un loro modo per parlare
di questavvenimento divino-umano. Secondo Luca
Ges muore con una parola di preghiera sulle labbra
che tratta dal Salmo 31: Padre, nelle tue mani
consegno il mio spirito (Lc 23, 46). Con abissale
fiducia egli rimette la sua vita al Padre e spira. Tutto
compiuto (tetlestai), sono le ultime parole di
Ges secondo il Vangelo di Giovanni, alle quali
levangelista aggiunge: E, chinato il capo, consegn
lo spirito (pardoken t pneuma) (Gv 19,30).
I sinottici Matteo e Marco riferiscono come ultima
parola di Ges il suo grido dabbandono. Elo, Elo,

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lam sabactni?, che significa: Mio Dio, mio forma del lamento significa sprigionare la
Dio, perch mi hai abbandonato?, cos la forza della fiducia.
versione di Marco (15, 34). Il fatto che questa Alla preghiera di lamento appartiene
preghiera sia attestata da due Vangeli, le d come quarto elemento lappassionata
una valenza particolare. Vorrei mostrare richiesta di salvezza e di aiuto. In questo
come il significato e la portata di queste parole senso, la preghiera di lamento anche
si possano adeguatamente comprendere un combattimento, una lotta. Implica
soltanto se nellinterpretazione si tiene la disponibilit al cambiamento e al
fermo il loro sfondo veterotestamentario. rinnovamento.
Intraprendiamo pertanto un sintetico
excursus che ci introduce nello scenario Infine come un quinto elemento
suggestivo del Salmo 22. fanno parte del lamento anche la lode e il
ringraziamento: ancora potr lodarlo
(cf. Sal 43[42], 5). Con ci lorante vuol
Cenni sulla preghiera di dire: qualsiasi tribolazione mi opprima,
lamento nella Bibbia quellangustia non tutto. In questo modo
litinerario della preghiera di lamento
Il Salmo 22 una preghiera di lamento. Di impedisce che langustia soffochi ogni
un tale lamento fanno parte diversi elementi speranza e tenga lorante prigioniero.
che delineano un itinerario di preghiera. Il Salmo 22 , appunto, un tale itinerario di
Pregare nella forma del lamento significa preghiera, che consiste di: invocazione di Dio,
quindi percorrere un itinerario che porta descrizione della tribolazione, fiducia, supplica
oltre la paura, langustia e la lontananza di e lode. Tuttavia questi elementi vengono
Dio. adoperati in modo creativo. A tre riprese,
Tale itinerario inizia sempre indirizzandosi lorante cerca di uscire dallinsopportabile
a Dio. Anche se egli viene percepito come tribolazione della lontananza da Dio. Ma
distante, lo si invoca. Lassenza di relazione ogni volta questo itinerario si interrompe.
viene addebitata a Dio. Cos lafflizione La tribolazione lo tiene in ostaggio, non lo
lascia libero. A questo itinerario di lamento
prende una direzione.
in tre fasi corrisponde, nella seconda parte
Litinerario del lamento richiede inoltre di del Salmo, una lode a Dio, che si sviluppa
dare un nome allangustia, di darle un volto. pure in tre fasi.
Possono essere angustie intime, ma anche
di tribolazioni esterne, come i nemici che
mettono alle strette e perseguitano colui che Il Salmo 22 come lamento
prega. La tribolazione per eccellenza in
genere la lontananza di Dio. Dare un nome Un primo itinerario di lamento: versetti 2-6
a questi diversi volti della tribolazione la
condizione per giungere a una vita nuova Versetti 2-3: Mio Dio, mio Dio, perch / per
assumendola e non aggirandola. quale motivo mi hai abbandonato?. Con
il doppio appellativo rivolto a Dio, lorante
Un terzo elemento della preghiera di lamento esprime la sua tribolazione di fondo:
la dichiarazione di fiducia. Il risanamento lassenza di Dio, avvertita dolorosamente.
inizia l dove c la piaga. E l abita anche La parola di domanda ebraica, lm non si
la fiducia. Questultima non meno abissale interroga tanto sulla causa della lontananza
del dolore e della sofferenza. Pregare nella da Dio, quanto piuttosto sul senso nascosto:

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a quale scopo tu mi hai abbandonato? Che afferma con disperata fiducia. Sin dal primo
senso ha dover vivere giorno e notte quindi momento della sua vita egli rinviato a Dio.
sempre senza Dio, senza pace, e pertanto E perci chiede a Dio di assumere la sua
senza spazio, senza luogo? responsabilit. Egli responsabile della sua
creatura colpita duramente.
Versetti 4-6. Alla drammatica esperienza di
tribolazione segue una prima espressione Versetto 12. Solo dopo aver fatto memoria
di fiducia. Lorante non parla per della delle proprie origini, lorante giunge per
propria fiducia, bens di quella dei suoi la prima volta a formulare una supplica:
antenati, dei padri. Essi hanno avuto fiducia la richiesta che Dio gli doni nuovamente
e sono stati salvati. La loro fede ha avuto la sua vicinanza. Ma appena ha espresso
buon esito. Menzionando i padri, si rende questa supplica, litinerario di preghiera
presente la storia di tutto il popolo di Dio. sinterrompe nuovamente.
Il lamento dellorante acquisisce cos una
dimensione nuova. Egli sinserisce nella
grande tradizione di fede del popolo di Dio. Terzo itinerario di lamento: versetti 13-22
In alcuni Salmi ci diventa risposta per
lorante: egli ritrova il fondamento della sua La terza tappa inizia con uno struggente
vita e trova la pace. Ma qui non cos. Non lamento per i propri nemici. Si nominano
cos nel Salmo 22. belve minacciose: leoni che sbranano,
buffali, cani. Nelliconografia dellAntico
Oriente queste belve erano simbolo del
Secondo itinerario di lamento: versetti 7-12 caos e del suo potere distruttivo. La vita
dellorante sprofonda dunque nel caos. Si
Versetti 7-9. Lorizzonte della grande storia di dissolve la sua identit, il suo s. Io sono
fede del popolo di Dio getta lorante in una come acqua versata, sono slogate tutte le mie
solitudine ancor pi profonda. Con parole ossa. Il mio cuore come cera, si scioglie
drastiche prega: Ma io sono un verme, in mezzo alle mie viscere (v. 15). Lorante
un non-uomo, rifiuto degli adamiti, circondato da nemici e da schernitori.
disprezzo della gente. Lorante non ritrova Bench ancora vivo, per loro gi morto.
pi la sua dignit, la sua umanit rasa al Hanno scavato le mie mani e i miei piedi.
suolo. Egli come un verme della terra. [...] si dividono le mie vesti, sulla mia tunica
Le beffe ciniche dei suoi vicini acuiscono gettano la sorte (v. 17s.). In mezzo a tutta
langoscia che prova. A loro avviso, un uomo questa sofferenza sta qui il culmine del
cos duramente colpito maledetto anche da dramma Dio stesso allopera. [Tu] mi
deponi su polvere di morte (v. 16). Dio
Dio.
stesso ad agire in ci che, in maniera del
Versetti 10-11. In questa tribolazione, dove tutto incomprensibile, si abbatte su di lui e
la sua umanit calpestata e il cinismo distrugge la sua vita. Se questa impressione
degli altri gli toglie ogni spazio per vivere, da un lato quasi insopportabile, dallaltro
lorante si trova rinviato alle proprie radici. significa che lorante cerca Dio non pi al
Ricorrendo alle sue origini, cerca di di fuori della sua sofferenza, ma in mezzo
riacquistare fiducia e ritrovare terra sotto ad essa, nel punto pi basso, nella polvere
i piedi. Ben quattro volte, nei vv. 10-11, di morte. Da questo punto pi basso, che
rimanda a sua madre, parlando del grembo anticipa la svolta che avverr pi tardi,
della madre e del seno della madre. Dal si leva una nuova supplica, pi forte e pi
grembo di mia madre sei tu il mio Dio, insistente di prima: Ma tu, Signore, non

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stare lontano, mia forza, vieni presto in mio salvezza e al banchetto di ringraziamento.
aiuto []. Salvami (vv. 20.22a). E dalla
Versetti 26-29. Con un secondo invito egli
supplica nasce unabissale fiducia che sgorga
si rivolge a tutti coloro che cercano Dio, a
dalle profondit della lontananza da Dio:
tutti i confini della terra e a tutte le stirpi
Tu mi risponderai. Il testo ebraico formula
delle nazioni. Vale a dire: questesperienza
laffermazione nel passato: Tu mi hai
di salvezza riguarda tutti i popoli. Tutti
risposto. Un modo di esprimersi che stato
gli esseri umani sono invitati al grande
chiamato perfectum confidentiae. Anche se
banchetto, e specie i poveri che si nominano
la risposta si avverer solo in futuro, si usa il
esplicitamente.
passato prossimo per esprimere la certezza
che Dio risponder. Versetti 30-32. Infine si coinvolgono nella
Questa risposta divina esprime la seconda preghiera di lode non solo i potenti della
parte del Salmo che prorompe in un canto terra ma anche quanti discendono nella
di lode. polvere, cio le generazioni dei secoli
passati. E pure le generazioni che verranno:
linvito di partecipare a questa preghiera
di lode e al grande banchetto va anche al
Salmo 22, 23-32: popolo che nascer.
preghiera di lode in tre fasi
Cosa significa tutto ci? Il Salmo 22 parla
La tribolazione descritta nella prima parte di unesperienza di salvezza operata da
del Salmo abissale, senza pari. Ma non Dio che rilevante non solo per il popolo
meno abissale e inaudita la successiva dIsraele, ma per il mondo intero e per tutti i
preghiera di lode che si articola pure in tempi. Lagire salvifico di Dio, qui descritto,
tre fasi. Quando, nei tempi della Bibbia, dimportanza per il popolo di Dio e per la
una persona era stata salvata da grande storia universale.
tribolazione, invitava i propri vicini a una
cerimonia di ringraziamento con un pasto
comune, radunava cio i suoi parenti, amici Retrospettiva
e conoscenti e attraverso il pasto condiviso sullinsieme del Salmo
annunciava che era tornata in vita: era di
nuovo parte della comunit, della societ. Cerchiamo di riassumere quanto considerato
In quelloccasione la persona salvata faceva fin qui. Un personaggio disprezzato e
memoria e raccontava della sua tribolazione oltraggiato dai suoi simili pone tutta la sua
e di come era stata salvata da Dio. E invitava i fiducia in JHWH. Con la sua vita misura tutta
presenti a unirsi a questo suo ringraziamento. lesperienza della lontananza di Dio, ma non
molla il suo Dio. Piuttosto, lo cerca proprio
Ma chi sono gli ospiti, nel Salmo 22, che l dove, secondo la convinzione comune,
lorante invita dopo essere stato salvato da Dio non c e non agisce pi: nella polvere
una tale prova? Chi potr aver parte al suo della morte, nello spazio della lontananza da
banchetto di ringraziamento?
Dio. Questo disprezzato che lotta e combatte
Versetti 23-25. Innanzi tutto lorante invita per star saldo nella sua fiducia in Dio, viene
alla preghiera di lode i suoi fratelli, i salvato proprio da Dio e annuncia questa
timorati di Dio e la discendenza di Israele. sua esperienza di salvezza. Tale salvataggio
In altre parole: tutto il popolo di Dio del giusto di un impatto che cambia la vita
chiamato a partecipare allesperienza della e smuove il mondo.

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Ma chi questuomo, secondo il Salmo Davvero questuomo era Figlio di Dio! (v.
22? un giusto dalla vita esemplare, uno 39). Quattro avvenimenti vengono qui collegati
che appartiene a JHWH, il giusto per tra loro: la morte di Ges nellabbandono, il
eccellenza che aderisce senza riserve a dono dello Spirito, lo squarciarsi del velo del
JHWH. Allo stesso tempo tutta la sua tempio e la confessione del centurione.
esistenza orientata a Israele, al popolo di
JHWH nel suo insieme. Pi ancora: la vita Soffermiamoci qui in particolare sulla realt
e lesperienza di questuomo sono rilevanti del velo del tempio. In seguito al grido
per lintera umanit, secondo lo spazio e dabbandono e allemissione dello Spirito,
il tempo, vale a dire: dappertutto e in ogni si squarcia il velo che divideva il Santissimo
epoca. dal profano. Il sacro si apre verso il profano,
si apre verso il mondo.
stato questo Salmo a far da modello per
il racconto della passione sia in Marco che La parola greca per squarciare (schizo)
in Matteo. Ambedue le narrazioni portano usata raramente. Nel Vangelo di Marco
limpronta del Salmo 22. Ritorniamo allora ricorre non solo verso la fine, dopo le ultime
allesperienza dellabbandono di Ges. parole di Ges, ma anche allinizio, prima
Seguir qui il Vangelo di Marco. delle prime parole di Ges: al battesimo
nel Giordano. Ges scende nelle acque del
Giordano: senza dubbio un cenno alla sua
Labbandono di Ges discesa nella passione fino allabbandono
secondo il Vangelo di Marco del Padre. E subito, uscendo dallacqua,
vide squarciarsi i cieli e lo Spirito discendere
Se la morte di Ges va interpretata sullo verso di lui. E dal Cielo una voce proclama:
sfondo del Salmo 22, allora dovremo tenere Tu sei il Figlio mio, lamato: in te ho posto il
presente lorizzonte universale del Salmo. Ci mio compiacimento. Dov Ges, il Figlio
che avviene nella morte di Ges un evento amato del Padre, dove egli vive e opera,
che cambia la storia. Siccome nella citazione l il Cielo aperto. L lamore del Padre
del primo versetto del Salmo risuona gi diventa tangibile, il Paradiso non rimane
tutta la preghiera, mentre nella passione pi chiuso. Nella persona di Ges trova
di Marco viene ripreso solo la prima parte, risposta il grande anelito di Israele: Se tu
cio il lamento, occorre domandarsi: cos squarciassi i cieli e scendessi! (Is 63, 19).
della seconda parte? Dove rimane la grande Esprimendo il suo rapporto vitale con il
preghiera di lode? La risposta quanto mai Padre, Ges pronuncia poi le sue prime
significativa: per Marco la croce dove Ges parole: Il tempo compiuto e il regno
soffre labbandono, e il luogo presso la croce di Dio vicino; convertitevi e credete nel
come spazio dellabbandono da Dio, sono Vangelo (Mc 1,15). Chiama dunque i suoi
allo stesso tempo anche la profezia della discepoli a questa nuova realt del Cielo
salvezza attesa che viene da Dio! aperto. Incomincia a guarire le persone e il
male deve cedere il posto, i demoni fuggono.
Addentriamoci allora pi a fondo nel Nella persona di Ges inizia la pienezza dei
racconto della passione secondo Marco.
tempi in cui sono aperti i Cieli. Questo il
Ges lancia il grido dabbandono (v. 34) e
significato della sua missione.
dando un forte grido emette lo spirito (v. 37).
Si squarcia allora in due il velo del tempio, E adesso in croce? Avviene una brusca
da cima a fondo. E il centurione pagano, rottura, sembra che ad avere lultima parola
vedendolo morire in quel modo, confessa: siano la contraddizione e il non-senso.

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Lui, il Figlio amato del Padre, attraverso della scrittrice Eva Zeller (*1923) che fa
il quale il Cielo aperto aveva invitato la riferimento allabbandono di Ges in croce.
terra alla vita, ora grida: Mio Dio, mio Dove rimani tu, o Dio?, la domanda che
Dio, a quale scopo mi hai abbandonato?. pone. E risponde: nellesperienza della
Tutto messo a rischio con ci. in gioco lontananza da Dio che ci ritroviamo in lui
il senso della missione di Ges. Se Dio si e simili a lui.
sottrae a lui, allora il Cielo rimane chiuso.
Allora il mondo non altro che la prigione Dove rimani, o Dio?
dellessere umano, la sua tomba. E tutto Dove
alla fine ingoiato da un baratro senza se non
fondo. Ges, la cui ragione dessere e nellora nona
missione era stata quella di dischiudere il
mistero della vicinanza di Dio, si smarrisce quando egli grid
noi siamo
nellabbandono da parte di Dio, l dove Dio come un ritratto esatto di lui
non si trova pi. A quale scopo? Affinch
dora in poi si possa trovare Dio anche l Solo il suo grido
dove non c. Cos il luogo dellassenza lo rende ancora credibile
e noi lo facciamo risuonare
di Dio diventa il luogo della presenza di sulla bocca di tutti
Dio, diventa locus theologicus. Perch, nel
Figlio amato abbandonato da Dio, Dio
Franz Sedlmeier
trasforma il luogo della lontananza da Dio
in luogo della vicinanza di Dio. Davvero
questuomo era Figlio di Dio!, confessa
il centurione romano, in rappresentanza
del mondo intero, perch tutti i popoli del
passato, del presente e del futuro afferma
il Salmo veterotestamentario sono invitati
alla grande lode e al banchetto. La morte di
Ges nellabbandono e la sua salvezza dalla
morte si tramutano cos in segno dellunit
per tutti i popoli.

Lesperienza della lontananza


da Dio e lumanit di oggi
Ges nel suo abbandono diventa il simbolo
reale della vicinanza di Dio in mezzo alla
lontananza da Dio. Non forse proprio lui
che, sconvolto, grida: Mio Dio, mio Dio,
a quale scopo mi hai abbandonato? e vede
andare in frantumi il senso della sua vita e
fallire la sua missione la parola che Dio
rivolge al mondo e allumanit di oggi?
Riporto, a mo di esempio, una poesia

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