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Sul viale del ritorno!

La vita inizia a 50 anni: di questo slogan pubblicitario di una banca, il nostro autore (62 anni) non
se ne fa molto molto. Tuttavia, osserva che oggigiorno il cinquantesimo anno det non segna pi la
soglia dellultimo terzo della vita, ma preannuncia semplicemente unulteriore fase intermedia, da
qualche parte tra la maturit e la vecchiaia.

Testo: Max Dohner


Che stesse avvenendo un cambiamento, lavevo gi notato in ufficio, nel modo di salutare dei
colleghi. Ciao Dner, in depre anche oggi?. Improvvisamente sembrava trasparire qualcosa,
anche se io non me ne accorgevo o, forse, non volevo accorgermene. Per questo, alla sua domanda,
il collega Rupp riceveva sempre la stessa risposta: Sto alla grande: ho perso il treno, rovesciato il
caff e mi sono mezzo congelato davanti al manifesto la vostra sicurezza ci sta a cuore: un
fantastico inizio di giornata! Solo ora che ti vedo mi prende la tristezza.

Sapevamo entrambi qualcosa di orribile luno dellaltro, che non volevamo strombazzare ai quattro
venti: io e Rupp stavamo per compiere cinquantanni. Bisticciare ogni mattina per questa ragione
era ovviamente stupido o superstizioso, come addossare a qualcuno la colpa di unimpercettibile
azione del tempo o della propria ostinazione a marciare sempre sugli stessi percorsi.

I segni del tempo si scorgono sempre e solo sugli altri: agli occhi di Rupp, io stavo rapidamente
perdendo vigore, mentre ai miei lui era gi da tempo ridotto a uno straccio. Se non fossero gli occhi
estranei a notare il nostro invecchiamento, non percepiremmo nulla, difficilmente ce ne
renderemmo conto, continueremmo a saltellare tra le illusioni di un tempo infinito... mentre
tuttintono il vento si placa e cala la sera.

Non si ferma nulla a cinquantanni, sosteneva Rupp con tono incoraggiante, tutto si gi
fermato a trenta, ma tu te ne stai accorgendo solo ora.

Appena in tempo, rispondevo senza pensarci troppo, ma dopo un pausa di riflessione riprendevo
convinto: ho tutte le rotelle a posto, sono discretamente in forma, con una certa tranquillit
economica, gli istinti ben sviluppati, lesperienza degli anni, una chiarezza di vedute, un animo
coraggioso, non pi selvaggio ma infallibilmente equilibrato, poich anche nella sfrenatezza ho un
tocco di classe, ho conosciuto una mia profondit. Sono scaltro in qualsiasi compagnia, sempre
sicuro nei miei passi, altrettanto libero di giorno come di notte, sempre un certo aplomb, il che di
per s ispira dignit. A cinquantanni, nulla della natura umana mi pi estrano, anche come lupo
solitario mi inserisco perfettamente in societ, con eleganza: di fatto, la maturit non potrebbe
essere pi clemente.

Quindi dissi a Rupp per dove si salpa? Rupp mi guard: Il problema non sei pi tu, o le tue
belle vele spiegate. Il problema la bonaccia, in cui sar bloccata la tua bagnarola da adesso in
poi.

La bonaccia? Se a cinquantanni c una bella sensazione, proprio questa: nemmeno la bonaccia


mi spaventa pi, che diventa una sorta di calma, di sorridente tranquillit. Pi probabilmente i
brizzolati si spaventano e se la danno a gambe sentendosi dare consigli quali rimanere attivi:
buttandosi dai ponti con una corda elastica legata alla caviglia? Lanciandosi da carcasse volanti, con
solo un buffo pezzo di stoffa colorata nello zaino? I brizzolati vitali vanno in crociera, ci dicono,
e ovviamente sono pappa e ciccia con il capitano. Si esibiscono nel miglior tango sulla pista da
ballo, garantito. Studiano nuovamente la storia dellarte del primo Rinascimento. E non smontano
dalla bici a nessun tornante sul Passo del Klausen: si ha let che ci si sente.

Esattamente: se ci si basasse solo sulle sensazione, si vivrebbe in uneterna giovinezza. Lanima


non invecchia; questo linghippo. Per tutta la vita si ha ancora tutta la vita davanti, questa
lillusione. Cos corriamo e balziamo qua e l, come se davanti ai nostri occhi oscillasse la famosa
carota appesa al bastone. E la fine ci coglie sempre di sorpresa: Ma guarda un po, poveraccio, cos
presto?

Cos dicono anche gli ottantenni, e pure i centenni. Che il tempo passi in fretta, una sensazione
senza tempo. Di nuovo c che proviamo questa sensazione sempre pi a lungo. Come mai prima
dora, i cinquantanni non sono pi la soglia della terza e ultima et, ma solo la terza di quattro
tappe della vita. Di conseguenza, linvidia verso let sembra quasi aver subito uninversione: oggi
sono i giovani a invidiare i brizzolati, questi volponi, baldanzosi s ma tenaci alloccorrenza che,
dopo aver imboccato il viale del tramonto, tornano sfacciatamente in auge.

Nascono cos dei conflitti: in passato, la vita era organizzata in tre fasi, come suggeriva
indelebilmente lo scrittore Walter Vogt (1927-1988) nella sua poesia Die drei Lebensalter. Ma
cosa significano queste tre fasi per i cinquantenni di oggi? Non sono certo pi dei ragazzini, ma
sono ancora ben lungi dallaver superato la fase della maturit. Oggi, sulla piramide della vita, non
c probabilmente nessuna fascia det pi creativa dei cinquantanni.

A lungo non avevo davvero notato nulla: i capelli si diradavano e le sopracciglia sinfoltivano. Non
vedevo la riga che si delineava in mezzo alla fronte: non aveva n una funzione, n un senso.
Cresceva semplicemente per indicare che nel sistema interno determinati comandi sfuggivano al
controllo. Prima non urtavo cos spesso la zucca quando scendevo dalla macchina. Il portafoglio
non precipitava a terra ogni volta che lo estraevo dalla tasca. Le chiavi non rimanevano impigliate
in un angolo dei pantaloni tracciando un irreparabile strappo a sette. Ogni gesto quotidiano diventa
un fastidio, ogni banale dovere una lotta. Quasi nessuno ne parla: a cinquantanni si inasprisce uno
strano tipo di perfidia: quella degli oggetti, che si ribellano come se anche loro, che sono privi di
anima, fossero schifati di quanto goffamente li maneggiamo. Poi entriamo nella stanza dove
abbiamo dormito un sonno agitato, fiutiamo qualcosa e con una certa inquietudine ci rendiamo
conto: anche la camera dei nostri genitori aveva lo stesso odore di vecchio.

Chiaramente, questi sono i lugubri odori del tramonto o, perlomeno, di una svolta epocale. Daltro
canto, lo stesso istituto finanziario cui stava a cuore la nostra sicurezza ha recentemente
affermato in un opuscolo che la vita inizia a cinquantanni. Ma allora i quarantanove anni
precedenti sarebbero stati inutili?
Sono solo banali luoghi comuni. I cinquantanni fanno paura ai codardi, ma sono perfetti.
Giustamente, la vita pu sempre iniziare, anche a trentanni, in barba al collega Rupp. Dentro di
noi, abbiamo tutto ci che serve per cominciare in qualsiasi momento...

Ma n prima, n dopo abbiamo tanto dentro noi stessi come a cinquantanni.