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RIZA E PANICO

Attacchi di panico: se ti realizzi scompaiono


Chi si sforza di essere come si deve trascurando i propri talenti, rischia di cadere vittima degli
attacchi di panico: si salva chi smette di cercare fuori

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Attacchi di panico: se ti realizzi scompaiono
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Molte persone passano una vita intera a inseguire invano una felicit e una realizzazione "esterne" e
non si rendono conto che ci di cui avrebbero davvero bisogno sempre stato con loro. Anzi, dentro
di loro. Si comportano come una pianta che, a un certo punto, volesse mettere radici in cielo.
Impossibile, vero? Eppure gli esseri umani lo fanno e il prezzo da pagare sono ansie, malesseri e
attacchi di panico. Per fortuna, diciamo noi. Fortuna? Proprio cos: se non arrivassero questi
malesseri, se gli attacchi di panico non ci costringessero a una riflessione profonda su noi stessi,
forse continueremmo a comportarci come la pianta che vuole radicarsi in cielo... Ma cosa significa
realizzarsi? Vuol dire arrivare a certe mete? Significa soldi, fama, successo? Tutte queste cose
possono anche esserci, ma la nostra realizzazione non ha nulla a che vedere con "loro". Infatti, gli
attacchi di panico colpiscono anche i belli, i ricchi, i famosi... No: realizzarsi significa estrarre i
nutrimenti dal terreno che sei. Estrarre contro conquistare: una distinzione che i saggi di ogni tempo
hanno indicato come base della vera realizzazione di s.

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Il talento il tuo scudo contro gli attacchi di panico
Martina una ragazza che per tanti anni si sforzata di raggiungere traguardi. Invece di trovarvi la
felicit, pare smarrita tra i vicoli ciechi dellansia, della disistima e degli attacchi di panico. Le sue
mete non le ha scelte lei, ma i genitori prima e il fidanzato poi. Si iscritta a giurisprudenza per non
deludere la famiglia, ma segue le lezioni con il magone e non riesce a dare esami, eppure crede che
sia suo dovere insistere: anzi, si convinta che gli attacchi di panico le vengano come "punizione"
per i suoi insuccessi accademici... Ma non basta: Martina frequenta certi ambienti per far contento il
fidanzato, che pare pi innamorato di una donna idealizzata che di quella reale. Non appena lei si
discosta da quellideale, lui minaccia di lasciarla. Allora lei fa di tutto per correggersi ed essere
allaltezza. Risultato: pensa di essere una buona a nulla, si tormenta, rimugina e si critica di
continuo e gli attacchi di panico non fanno che aumentare. Soprattutto, non si accorge che la sua
strada sempre stata sotto i suoi piedi, anzi sotto le sue mani: da anni dimostra un talento
incredibile per il disegno. La sua matita pare in diretto contatto con la sua anima, tutto quanto la
attraversa si trasforma in magnifici disegni, spesso simbolici e misteriosi. Ma, suggestionata dai
genitori, Martina pensa sia una dote di serie B, un inutile passatempo. Addirittura una psicologa, cui
si reca per gli attacchi di panico, interpreta quei disegni come effetto di presunti traumi
dellinfanzia. Il talento di Martina si blocca: per mesi non riesce pi a disegnare.

Se ti ribelli ai diktat gli attacchi di panico svaniscono


La sofferenza che Martina prova non disegnando tale che per una volta, non accetta quel che
un'autorit (in questo caso la psicologa) le proponeva e decide di fare di testa sua. Sceglie una
nuova terapista, che al contrario della prima le consiglia di disegnare liberamente, senza
razionalizzare la propria arte. Disegna e disegna, perdendosi nella magia delle curve e dei colori. E
inizia a mostrare i propri lavori, di cui una volta si vergognava. Gli amici ne sono entusiasti e
qualcuno di loro le presenta un famoso illustratore. Oggi le sue illustrazioni sono sulle riviste di
mezzo mondo... Che cosa ci pu insegnare la sua storia? Che per stare bene nella vita occorre
estrarre le nostre specificit innate: talenti, doti, inclinazioni, peculiarit. Se li lasciamo emergere
dallombra possiamo maturare e fiorire in modo sempre nuovo, altrimenti diventeremo vittime del
pensiero comune prima, della sofferenza (fino agli attacchi di panico) poi.

Il panico ti libera dalle scelte che vuoi importi


Quando la mente tenta di imporre qualcosa che lanima rifiuta, pu arrivare il panico a impedirti di
prendere una decisione che non ti appartiene...

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Il panico ti libera dalle scelte che vuoi importi
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Sar felice solo quando avr la forza di decidere dice Valeria al suo terapeuta, credendo di dover
scegliere tra lamante e il marito, ignaro del suo tradimento. Valeria si presenta in terapia con la
soluzione gi in tasca: fare la cosa giusta scegliendo un solo uomo. A prima vista sembra ovvio
eppure, per quanti sforzi faccia, ogni volta che prova a scegliere, arriva un attacco di panico. Ma il
disturbo non compare solo in questi casi. In realt soffro da mesi di attacchi di panico, non riesco
proprio a superarli. Mi capita spesso la sera, non appena sono sola ci precipito dentro e mi
sembra di impazzire. Valeria vorrebbe eliminare il panico tanto quanto la sua indecisione, e non
comprende che proprio in quel disagio sta il suo pi grande alleato. Il panico, difatti, unenergia
sconosciuta che sfugge a ogni tentativo di controllo con l'obiettivo di comunicarle qualcosa. Ma che
cosa?

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A volte lambiguit va solo integrata...
Mi sento una donna divisa a met insiste Valeria, Adesso basta, devo decidere, o uno o laltro!
Ancora il dovere, ancora la scelta corretta e obbligata, ancora il panico! Linconscio non obbedisce
a modelli dicotomici come quelli che lei ritiene validi: bene-male, giusto-sbagliato. In questa
situazione, laspetto che pi disturba il pensiero ordinario che la scelta giusta sembra risiedere
proprio in quellambiguit che lei si ostina a combattere. La situazione che vive molto semplice:
lei e il marito non hanno figli n problemi economici che possano impensierirla o ostacolare, in
qualche modo, una sua uscita di casa. Allora perch continua a tergiversare? Forse proprio questo
che vuole: preservare il rapporto con il marito senza essere costretta a troncare con laltro. Possiamo
considerarlo sbagliato da un punto di vista morale, ma la morale appartiene alla mente; corpo e
anima seguono regole differenti. Evidentemente, il permanere in questa situazione le garantisce
qualcosa che fino ad oggi la sua logica non avrebbe contemplato: da una parte, lamore consolidato
e rassicurante del conosciuto e, dallaltra, i brividi e i batticuori che lamante le regala. Se fosse
onesta con se stessa e arrivasse a riconoscerlo, il panico di certo non sarebbe pi un problema.

...sar lei a darti la chiarezza, quando sar il momento!


La domanda da farsi a questo punto una sola: Valeria sta male perch non riesce a decidere tra il
marito e lamante o perch si giudica secondo schemi e convenzioni omologanti e a lei estranei? La
sofferenza e le crisi di panico sono il risultato di una guerra che combatte con se stessa, un contrasto
che vede fronteggiarsi due spinte contrapposte: il desiderio di vivere fino in fondo lattuale
situazione e le convinzioni della mente su come debba comportarsi.

In simili casi, quando la volont dellanima si impone alla coscienza, non esistono scorciatoie che
possano portare un qualche beneficio. La soluzione verr solo quando Valeria abbandoner il
proposito di guidarsi a tutti i costi secondo uno schema prestabilito e accetter di accogliere
serenamente se stessa e i propri desideri, per quante contraddizioni vi possa riscontrare. Cos
facendo, il panico non avr pi motivo dessere e svanir naturalmente dando modo alla sua parte
pi autentica di esprimersi liberamente: solo allora sapr davvero scegliere, e sceglier!

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Psicologia Attacchi Di Panico
Gli attacchi di panico ti obbligano a ricordarti di te
Se una vita troppo routinaria ci ha portato su un binario morto, gli attacchi di panico e altri eventi
inaspettati possono aiutarci a riprendere il cammino

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Gli attacchi di panico ti obbligano a ricordarti di te
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Ci scrive Giorgia, lettrice di Riza Psicosomatica: Ho 45anni, sono sposata e ho due figli ormai
adolescenti. Subito dopo il matrimonio, ho avuto il primo figlio e dopo pochi anni il secondo e cos
mi sono dedicata completamente alla loro crescita e alla loro educazione. Due anni fa ho cominciato
a soffrire di attacchi di panico e nello stesso periodo riapparso dal passato il mio primo grande
amore. Lho rivisto ed riemerso un sentimento che credevo di aver sepolto: sono entrata in crisi
perch mi sono resa conto di provare ancora una forte attrazione per lui ma di non voler tradire mio
marito. Contemporaneamente, gli attacchi di panico sono scomparsi, cos com'erano arrivati.
Fisicamente mi sono controllata ma il pensiero era spesso rivolto al mio ex. Da quando iniziato
tutto questo, mi sento cambiata: ho ricominciato a prendermi cura di me stessa come non facevo da
anni e ho aperto la mente a nuovi interessi, anche culturali. Se da un lato sto meglio, dallaltro si
affievolito il desiderio verso mio marito, penso di volergli bene ma abbiamo pochi interessi in
comune a parte i figli. Alla fine con laltro non ho fatto nulla, siamo semplicemente andati a fare
qualche gita fuori porta ma soltanto tenendolo per mano ero felice. Perch mi succede tutto
questo?"

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Se gli attacchi di panico sono la scossa "che serve"
A volte nella vita capita di sentirsi arrivati: abbiamo trovato la persona giusta, ci siamo sposati,
abbiamo fatto figli, tutto sembra essere andato "secondo i piani". Poi un giorno, magari quando i
figli iniziano a diventare grandi e hanno meno bisogno di noi, iniziamo a soffrire di disagi fastidiosi
e destabilizzanti come gli attacchi di panico. Contemporaneamente, ricompare nella nostra vita un
amore del passato e ci regala emozioni inaspettate. Che spiegazione dare? Un fatto certo: quando
la vita scorre su binari troppo rigidi e prestabiliti, arriva sempre qualcosa a "sparigliare" le carte.
quello che successo a Giorgia: prima compaiono gli attacchi di panico, un campanello dallarme
che squilla per scuoterla da un ruolo, quello di mamma a tempo pieno, che ha incarnato per tanto,
forse troppo tempo. Del resto, i ragazzi iniziano a essere autonomi: tempo che lei si accorga che la
sua vita troppo prevedibile, sempre uguale, routinaria, arida di novit e di emozioni. Giorgia
avrebbe bisogno di una scossa, e cos prendono forma gli attacchi di panico. Poi, nello stesso
momento, ecco riapparire anche il suo primo grande amore...

Sei molto pi di quel che credi di essere


Occorre interpretare questi fatti andando oltre le apparenze: se in superficie gli attacchi di panico
sono eventi dolorosi, nel profondo rappresentano un'occasione di riflessione e rinascita. Lo stesso
pu dirsi dell'amore che arriva dal passato: in superficie, il benessere che Giorgia prova sembra
dipendere da quest'uomo e dal sogno romantico di vivere un'avventura con lui. Nel profondo, non
cos: il passato non torna mai per essere rivissuto, ma per risvegliare in noi entusiasmi sopiti da
troppo tempo. Difatti, nonostante l'attrazione, fra i due non accade nulla; forse non sono solo la
paura e il senso di colpa ad aver frenato Giulia, ma la consapevolezza inconscia che la ricomparsa
di quest'uomo nella sua vita abbia un altro significato rispetto a quello apparente. Non a caso, Giulia
rinasce: gli attacchi di panico scompaiono, lei torna a occuparsi di se stessa, scopre nuovi interessi e
forse per la prima volta mette in discussione la relazione col marito. Giulia deve solo accogliere a
braccia aperte i regali che la vita le ha fatto: con gli attacchi di panico e con questo incontro
inaspettato, la routine e la monotonia della sua vita precedente sono finalmente alle sue spalle. Quel
che dovr ancora accadere, in un modo o nell'altro accadr...

Panico: arriva quando un ruolo t'imprigiona


Gli attacchi di panico esplodono quando reciti un solo personaggio e perdi di vista ogni altro aspetto
di te: il disturbo vuole solo equilibrarti...

Panico: arriva quando un ruolo t'imprigiona


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Ci scrive Vittoria, una giovane lettrice di Riza Psicosomatica: Sono mamma a tempo pieno da
quasi 3 anni e da allora ho iniziato a soffrire di ansia e panico. Qualche giorno fa sono andata con
mio marito e il nostro bambino a vedere una sfilata di carnevale. Ero un po' preoccupata perch
sapevo che mi stavo mettendo in una situazione a rischio, con tanta gente, confusione, rumore.
Sicuramente avremmo parcheggiato lontano e quindi sarei stata distante dal mio rifugio o da una
via di fuga. Per me la sentivo di andare o comunque provarci. Ci siamo avviati a piedi e pi mi
allontanavo dallauto, pi mi sentivo agitata. successo tutto molto velocemente: prima mi sono
tranquillizzata perch tutto sommato non eravamo cos lontani dalla macchina ma un attimo dopo,
allimprovviso, cambiato tutto. Ho visto arrivare un'auto medica: nella mia testa una voce ha detto
qualcuno stato male e quello bastato per mandarmi nel panico totale. Non sapevo se sedermi o
scappare, mi sono sentita svenire: stata una sensazione bruttissima, forte e improvvisa come un
lampo. Sono orgogliosa di me stessa perch fino a qualche mese fa non mi sarebbe neanche passato
per la mente di andare in un posto del genere ma sono spaventata per la mia reazione, per quella
sensazione improvvisa di malore e panico. Sono una persona molto impressionabile, ho paura delle
malattie, che possa succedere qualcosa a me o ai miei cari e mi agito se devo andare dal medico e
soprattutto dal pediatra. Non mi fido di me stessa e delle mie reazioni, ho paura a uscire da sola o a
trovarmi in situazioni dove non ci sono vie di fuga...

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Il panico cerca sempre di dirti qualcosa
La nascita di un figlio rappresenta un evento di assoluta rilevanza nella vita emotiva di ogni donna.
Gioia e gratificazione sono le sensazioni comunemente vissute dalla madre in seguito al lieto evento
ma non sono le uniche che possono avere un impatto sul suo stato emotivo. Spesso si possono
presentare sentimenti contrastanti come tristezza, inadeguatezza, irritabilit, ansia e veri e propri
attacchi di panico, che stanno accompagnando Vittoria in questi ultimi anni della sua vita. Ma cosa
vuole dirle il panico? Questo disagio direttamente legato alla maternit e non a caso comparso
proprio dopo la nascita del figlio; arrivato per tirarle via la maschera e farla uscire dal ruolo totale,
assoluto di mamma in cui si calata. Da quando nato il suo bambino, Vittoria vive in una sorta di
asfissia e il suo corpo non sta facendo altro che indicarle un'uscita possibile da questa situazione.
Non a caso, Vittoria afferma di aver sempre bisogno di una "via di fuga"...

Con il panico, lanima sabota il perfezionismo


Le madri di oggi, senza accorgersene hanno spesso un'idea perfezionistica del loro ruolo e Vittoria
ne un esempio: si fanno meno figli, le future mamme sono sempre pi avanti con let e
conseguentemente i bambini sono "programmati", fin troppo... Questo fa concentrare maggiori
attenzioni sui piccoli e rende le madri insicure. Ma una cosa certa: lanima detesta il
perfezionismo. Quella che Vittoria crede sia una via di fuga dal panico, in realt non che una
scappatoia da questa situazione asfissiante: arrivata a non fidarsi di s stessa perch ogni cosa
entra in conflitto con il suo ruolo di mamma. Il panico dimostra che Vittoria, avrebbe un desiderio
(inespresso) di vita "fuori", un bisogno di uscire dai panni di madre totale e impeccabile che si
calata addosso. La paura delle malattie di cui parla un fatto normale, chiunque ce lha, ma nel caso
di Vittoria, questo tratto diventato ipertrofico: una persona eccessivamente insicura e ha la
costante paura che qualcosa non funzioni, come evidenzia la sua agitazione nellandare dal medico
o dal pediatra. Solo togliendosi la maschera di mamma perfetta che lei stessa ha deciso di indossare,
Vittoria riuscir a ritrovare la serenit e il panico diventer un ricordo.

Panico da successo: cos lo vinci


Ci colpisce quando siamo legati a unimmagine superata di noi stessi e inconsciamente non
vogliamo abbandonarla: una reazione di panico che si pu superare

Panico da successo: cos lo vinci


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A volte un esempio pratico vale pi di tante parole: un tennista di buon livello arriva alla finale di
un grande torneo e ha di fronte un campione consacrato. Sta combattendo come un leone da quattro
ore e adesso, dopo cinque set nei quali ha tirato fuori il meglio del proprio talento (compreso quello
che non sapeva di avere), ottiene un match point: se fa questo punto vincer lincontro e diventer
un campione. Si prepara alla battuta, tira fuori un bel servizio, poi un gran rovescio che costringe
lavversario a una risposta debole e alta, si porta sottorete per la pi facile delle schiacciate, quella
che gli dar il punto e la vittoria. Ma qualcosa si blocca. Istantaneamente il corpo si contrae, la
mente si annebbia, arriva il panico di sbagliare, che per tutto il match non era comparso. Colpisce
maldestramente e la palla finisce in rete, strozzando in gola lurlo al pubblico. Torna a fondo campo
frastornato con un solo pensiero in testa: dallaltra parte c un campione che prender al balzo il
gran regalo, lui si demoralizzer, non riuscir pi a giocare come prima e perder la partita. Cosa
che puntualmente accade. In gergo sportivo si chiama braccino del tennista.

Il panico un disagio, non una condanna "a vita"


La metafora sportiva ben descrive uno disturbi pi insidiosi: il panico da riuscita. Insidioso
perch, di solito, il panico associato alla paura di qualcosa di brutto: una bocciatura, un incidente,
una critica, una figuraccia, una situazione difficile. Invece c un panico che esprime il terrore di
farcela. Dalle profondit della psiche arriva qualcosa che si impadronisce di noi, ci inibisce e ci fa
sbagliare. "Perch boicottiamo proprio ci che vogliamo? Che scherzo questo, che si ripete ogni
volta?2. Proviamo rabbia verso noi stessi, anche se non sappiamo bene con chi prendercela. Quella
parte di noi, infatti, dopo il danno svanisce. Allora cerchiamo altri colpevoli: la sfortuna, il
malocchio, le influenze negative. Oppure ci annientiamo lautostima: "Sono un perdente, un fallito".
Non c alcun perdente o fallito, invece, e neanche alcun malocchio. Si tratta di un disagio psichico
ben preciso e risolvibile. Il vero problema, che sia la psiche sia il sistema nervoso non sono
abituati a vivere l'esperienza della vittoria, e perci la temono e la combattono.

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La paura dellignoto scatena il panico
Paura di un ignoto, per quanto bello sia. Teniamo presente che riuscire in qualcosa di tanto
desiderato equivale a realizzarsi. E realizzarsi significa, non solo letteralmente ma anche
psicologicamente, rendere se stessi reali. In questo caso, quindi, pi reali di prima, pi se stessi.

Aumenta cio la parte di noi che viene alla luce e che, da questo momento, chieder di vivere. Una
maggiore quota di noi sta per affacciarsi al mondo: "Sar in grado si chiede in profondit, senza
saperlo, la persona di sostenere tutto questo? Sar adeguato a questa nuova realt e alle
responsabilit che comporta? In fondo, finch non riesco, nessuno (neanche io) sa se ne sono
capace, e finch non lo sa, non me lo chieder, e io sono al sicuro".
Tempo di crescere o il panico vincer
Sembra un vaneggiamento questo dialogo interiore, eppure esprime lo sgomento di fronte al peso
della riuscita. Non si coglie la bellezza, ma il peso della realizzazione. Linconscio (che al
contempo un fattore psichico e corporeo) sente che non siamo pronti a reggere e mantenere questo
di pi, e quindi lancia lallarme attraverso il panico, che produce inibizione e mal destrezza. Ma
qui viene il punto. Questo panico non vuole dirci: "Stai ottenendo qualcosa di pi grande di te,
quindi lascia perdere", bens: "Stai per vivere una parte e una quantit di te mai vissuta, quindi
preparati. Non farlo con la solita mentalit: poich un di pi, serve un di pi di consapevolezza".
Questo panico perci come un drago che spaventa ma che, al contempo, offre la possibilit di
crescita. E saperla cogliere significa raggiungere unevoluzione della personalit che va al di l del
singolo evento. Rimaniamo dunque concentrati e chiudiamo la schiacciata: si apre un nuovo modo
di essere. naturale non essere ancora del tutto pronti, ma affrontandolo restando presenti a noi
stessi lo diventeremo.

Accogli il timore
Quando lansia e il panico si manifestano in un momento in cui stai per vincere, non pensare perci
subito di essere sfortunato e non temere di avere la malattia (il Disturbo da Attacchi di Panico). Se
la meta autentica, se la senti tua, il panico ti sta indicando semplicemente che c in gioco una
trasformazione importante. Cos importante che va riconosciuta, legittimata e incoraggiata.

Abbandona il perfezionismo
Spesso il panico arriva perch vorremmo che tutto fosse pronto e a posto prima del tempo. Temiamo
le sbavature, puntiamo alla perfezione. Ma tutto perfetto, per natura, non pu essere. Per quanto
possiamo esserci preparati bene, il successo si manifester a modo suo, e noi stessi diventeremo
pronti un po alla volta, nel tempo, e in un modo in larga parte inatteso.

Vivi il rischio
Affrontare i rischi - anche quello di riuscire in qualcosa e averne poi la responsabilit - fa parte di
uno sviluppo sano della psiche. Se non si affrontano rischi come questi, nella vita non si muove
nulla, perch non tiriamo fuori parti di noi extra-ordinarie, che sono le uniche capaci di farci passare
a una nuova consapevolezza di noi stessi.

Contro il panico, scegli la strada dellistinto


Orgoglio, ostinazioni e convenzioni sociali sono carburanti per il panico; il fiuto naturale l'alleato
pi prezioso e ti regala guarigioni inaspettate

Contro il panico, scegli la strada dellistinto


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Valeria e Riccardo hanno convissuto per tre anni, prima di rendersi conto di essere diventati amici e
niente pi. Il loro rapporto era basato soprattutto sul bisogno reciproco: entrambi insicuri,
malinconici, molto bloccati nelle questioni di sesso, si spalleggiavano e trovavano conforto luno
nellaltra. Ma questa affinit non pi stata sufficiente per tenerli legati. stata lei a prendere la
decisione di interrompere la relazione, e lui non si opposto, ma nonostante tutto vivono ancora
assieme per motivi economici. In fondo il rispetto e la stima reciproca rimangono immutati. Cos,
lui la esorta a fare la sua vita, le dice di uscire con le amiche, di divertirsi e di non preoccuparsi per
lui, che sta bene. Ecco, questa la versione che i due si sono raccontati finora. Poi ce n unaltra...

Se vivi fingendo, arriva il panico


In realt, quando Valeria esce, Riccardo laspetta sveglio, di notte: geloso e si rode, ma finge
anche con se stesso di guardare la tv. Con lei fa il distaccato, lamico disinteressato. Un giorno
Valeria gli rivela di avere un altro e inizia a tornare tardi la sera. Anche questa una versione di
comodo: in realt lei ha inventato laltro quasi per ripicca nel vedere lui cos tranquillo. Riccardo
continua a fare lindifferente, ma un giorno a un controllo scopre di essere iperteso a livelli
pericolosi. E qualche giorno dopo arriva anche il primo attacco di panico. Lei lo assiste in modo
materno. Non si toccano, ma palpabile limbarazzo quando si ritrovano vicini. Quando lei decide
di cambiare casa, lui si mostra contento e laiuta nei preparativi. Arriva il giorno del trasloco,
Valeria ha gi le valige in mano e si ferma sulla soglia come aspettando qualcosa: un bacio di
cortesia? Lui impacciato, le si fa vicino, non sa se baciarla a destra o a sinistra e alla fi ne.... per
errore la bacia sulla bocca. Si guardano stupiti per un istante: poi lui le salta addosso e fanno
lamore in modo appassionato, rotolandosi sul pavimento, stupefatti dalla carica travolgente di un
erotismo che non sapevano di trattenere. Il rapporto doveva fare un salto di qualit ma erano troppo
controllati per ammetterlo: il distacco stata la scintilla che ha infiammato il giacimento sotterraneo
di passione. Nessuno dei due aveva immaginato di trovare in questi elementi le forze che avrebbero
non solo salvato, ma addirittura portato su un nuovo piano il loro amore.

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Ascoltare i desideri scaccia il panico
Gli attacchi di panico che colpiscono Riccardo al culmine della sua storia con Valeria ci riportano al
significato profondo di questo disturbo tanto potente. James Hillman, nel suo Saggio su Pan,
afferma che questa divinit nella mitologia greca era il Dio della natura e che questo dio "tuttora
vivo, anche se lo sperimentiamo soltanto attraverso disturbi psicopatologici, poich gli altri suoi
modi di manifestarsi sono andati perduti nella nostra cultura. Secondo Hillman il panico ci sta
rivelando che "siamo" natura e che anche in noi si agitano eruzioni vulcaniche e tifoni distruttivi.
Questo accade sempre quando reprimiamo i nostri istinti dentro modelli di pensiero e di
comportamento che fanno implodere lenergia creativa dentro di noi. Pi ci opponiamo alle forze
che ci abitano, pi quelle forze finiranno per travolgerci nella forma del panico. Meglio correre ai
ripari per tempo...

Panico, quando il suo arrivo distrugge le maschere


L'attacco di panico un disturbo tanto doloroso quanto "necessario", l'unica forza in grado di
liberarci quando siamo prigionieri di modelli esterni e fasulli

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Panico, quando il suo arrivo distrugge le maschere
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Lattacco di panico unesperienza estrema e destabilizzante: chiunque labbia provata non pu
dimenticare la dose di energia che sembra avere travolto, in maniera dirompente, la propria capacit
di controllo: tremori, vertigini, sudori, capogiri, paura di morire o di impazzire Uno tsunami della
mente che origina dallanima e investe tutto il corpo, alterando le proprie certezze. Spesso a soffrire
di questo disturbo sono persone rigide e intransigenti, ma soprattutto mascherate, legate a ruoli e a
certezze acquisite che si sono cucite addosso nella convinzione di essere sulla strada giusta. Ecco
che allora la tempesta del panico sembra svolgere la preziosa funzione di aprire la porta ad una
dimensione pi autentica. Laura lha capito e ci racconta la sua storia.

Troppe imposizioni aprono le porte al panico


Laura ha 26 anni e da dieci fidanzata con il ragazzo con cui ha deciso di convivere, come spiega
nella sua mail: Nel 2016, dopo tanti sacrifici siamo andati a vivere insieme. Allinizio tutto
sembrava idilliaco, eravamo felici di aver coronato il nostro sogno damore anche se, per
mancanza di tempo avevo deciso di lasciare il corso di aerobica che amavo molto. Dopo alcuni
mesi, mi sono lamentata con lui del fatto che mi sentivo trascurata, era sempre impegnato a giocare
alla playstation e il mio ruolo diventava marginale. Una sera, in un pub, dimprovviso mi venuto
un forte attacco di panico, avevo giramenti di testa, freddo nausea, mi sembrava di svenire

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Il primo attacco di panico sempre inaspettato
Lepisodio vissuto a da Laura rientra a pieno nella casista conosciuta, legata in particolar modo alla
a-specificit della situazione in cui si origina il primo attacco di panico e quindi di quelli a seguire.
Non sorprende che il panico la colga in un momento di relax, quando non costretta a obbedire a
diktat e condotte preconfezionate e quindi le difese razionali si abbassano. Spesso chi soffre di
questo disturbo propenso ad attribuire linsorgenza del panico a fattori circostanziali: il traffico, la
coda, il temporale. Ma quasi mai questi fattori hanno un effetto scatenante. Anche Laura, in
principio, decide di non farne parola con il proprio compagno, convinta che si tratti di un episodio
singolare dovuto alla confusione della gente che cera nel pub. Ma nelle settimane a seguire, gli
attacchi di panico ritornano: era diventata una paura della paura, tanto che lei stessa capisce come
le cause alla base del disturbo siano dovute alleccesso di imposizioni di cui lei era, al tempo stesso,
promotrice e vittima.

Se rinunci alla tua natura, lei ti presenta il conto


Come abbiamo visto, in principio, Laura evita di parlarne ma poi, inevitabilmente, comincia a
interrogarsi. Ho iniziato a vedere tutto con occhi diversi non era il lavoro, non era lo stress
era la mia vita che era diventata troppo stretta, avevo lasciato il mio sport preferito e stavo con una
persona che continuava a trascurarmi. Non vedevo via duscita. Aderire ad un copione
precostituito, fatto di regole e valori esterni, impedisce di realizzare ci che siamo e di seguire le
nostre aspirazioni pi autentiche. Laura si sente in gabbia in una relazione che non la gratifica n la
fa crescere ma a beneficio della quale ha deciso di sacrificare la propria passione pi profonda,
quella per laerobica. Forse, da principio, ha ritenuto di non avere altra scelta, vincolata al ruolo di
fidanzata perfetta che ha sempre recitato e che la faceva sentire accettata e a posto con se stessa ma,
poi, la sua natura ha avuto il sopravvento. Il conflitto cos intenso da manifestarsi con un attacco
somatico, offrendole, in questo modo, loccasione di riflettere oltre che di reagire: un giorno ho
ripreso la mia bicicletta, lho dipinta a righe colorate come piace a me e, una volta asciugata, ho
corso fortissimo come facevo da bambina e l ho capito. Ho capito che non mi sentivo bene con
questa vita, potevo lasciarla in qualunque momento, non ero costretta in alcun modo Adesso, a
distanza di qualche mese, non ho pi gli attacchi di panico, ogni tanto ho un po dansia ma ho
ripreso a fare aerobica e ogni giorno vado al lavoro con la mia bici colorata.

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Psicologia Attacchi Di Panico
Se il panico frantuma la recita del perfezionismo
Lenergia dellattacco di panico vuole davvero distruggere una parte di noi, quelleccesso di
perfezionismo e di rigidit che schiaccia la nostra vera natura

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Se il panico frantuma la recita del perfezionismo
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Sofia si presenta cos al primo colloquio di psicoterapia: "Da cinque anni soffro di attacchi di
panico. Iniziano allimprovviso: mi si secca la bocca, sento nausea e senso di freddo e di caldo in
alternanza, senza un vero motivo, poi inizio a tremare e a perdere la sensibilit un po in tutto il
corpo. In sintesi: ho paura di essere in punto di morte. Sento un forte bisogno di scappare via da
dove sono con qualcuno che mi aiuti, ma non so chi chiamare. Il tutto dura una quindicina di
minuti, poi passa. Che cosa mi sta dicendo il mio corpo? Mi pu aiutare a capirlo?".

Ti piace davvero la tua vita? Il panico lo sa...


Sofia una bella donna, molto femminile, ma con un abbigliamento e una pettinatura estremamente
formali, eleganti, un po seriose. " soddisfatta della sua vita?", chiede un po a bruciapelo il
terapeuta. "S e no", risponde. "Ci sono cose che mi piacerebbe avere e che non ho, anche se non
dovrei lamentarmi, perch al lavoro ricopro un ruolo importante, i miei genitori economicamente
stanno bene e il mio compagno, anche se separato, mi sta vicino, anzi forse un po troppo e
vorrebbe stare di pi con me. Se vuole sapere gli aspetti negativi o fastidiosi della mia vita, invece,
sono questi: devo essere sempre perfetta e preparata sul lavoro, altrimenti rischio di essere
scavalcata e messa da parte. E, mi perdoni la ripetizione, devo essere una figlia perfetta, perch mio
padre ha sempre preteso il massimo della seriet da me. Se poi aggiungiamo la rigidit di carattere
del mio compagno, direi che la mia vita non molto allegra."

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Se nella vita non ci sono i colori, arriva il panico
Quanto grigiore nella sua vita! Cos, lo psicoterapeuta la invita a chiudere gli occhi e a immaginarsi
in una festa, con amici simpatici, con una musica allegra e con lei che si diverte, assolutamente
libera. La fantasia guidata dura una decina di minuti. " stato molto bello" dice alla fine. "Mi sono
ritrovata in una delle feste degli anni delluniversit, quando avevo legato con un gruppo di amici
che amava il karaoke e ci scatenavamo tutte le settimane. Da quanto tempo non provavo pi questa
gioia direi fi sica?". L'immaginazione, meglio di qualsiasi farmaco o di tante spiegazioni, le ha
indicato la via da intraprendere per vincere le crisi di panico. Non bisogna detestarle per, perch
sono stati proprio gli attacchi di panico ad indicarle che c una parte di Sofia che non pi viva e
che va superata. Senza preoccuparsi dei colleghi, di pap e del partner...

Se arriva la magia il panico sfuma


Dopo alcune sedute in cui Sofia s'immerge nellimmaginario, in un mondo di musica, danze e
allegria, arriva il momento in cui i sogni diventano realt. Racconta che da qualche giorno ha notato
un collega un po strano, non vestito da "manichino aziendale", pi simpatico degli altri. Cos un
mattino lo ferma e chiacchierando con lui scopre che fa anche lattore amatoriale e che gli
piacerebbe che lei assistesse alle prove del suo spettacolo. "Ho pensato subito alle strategie
antipanico eseguite in terapia e mi sono lanciata. La serata stata fantastica, anche perch lui mi ha
invitata a salire sul palcoscenico e a recitare... me stessa! Io ho messo in scena la Sofia seriosa,
rigida e lavoratrice, ma con ironia e comicit. Lui e i suoi amici attori hanno riso e mi hanno chiesto
di entrare nel loro gruppo. E io ho accettato". Dopo questi eventi che sembrano, come spesso
succede quando ci lasciamo guidare dalla nostra vera anima, incredibili e magici, Sofia non ha pi
avuto crisi di panico e ha messo nuove distanze dal compagno e da suo padre. Anche sul lavoro ora
recita, ma sapendolo: recita la Sofia perfetta e seriosa, ma dentro di s sorride e tutto procede bene.

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Psicologia Attacchi Di Panico
Soffri di Panico? Scopri il potere delle immagini
Gli attacchi di panico sono molto dolorosi, ma combatterli o spiegarli serve a poco. Serve usare
l'immaginazione, la prima fonte del nostro benessere

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Soffri di Panico? Scopri il potere delle immagini
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Continua il nostro viaggio nelle immaginate, narrazioni terapeutiche utili a superare gli stati
dansia, depressione, panico, stress. Nellapertura di questo articolo troverai le indicazioni
tecniche su come utilizzare in pratica le immaginate per diminuire il disagio (in questo caso un
attacco di panico) e aumentare la consapevolezza. E ora, largo allimmaginazione, con una
precisazione: ognuno pu divertirsi a personalizzare l'immaginata inserendo, al posto dell'oggetto
che compare qui, un altro che abbia avuto nella sua vita la medesima funzione. Leggendo il
racconto, tutto si chiarir...

Il panico invade mente e corpo...


Mi trovo nella mia stanza, sul letto, mi sento al sicuro, tranquillo, protetto socchiudo gli
occhi...immagino...Allimprovviso mi trovo in piena luce, in una terra piatta che sembra stendersi
allinfinito... brulla, con pochi ciuffi di erba secca.. il cuore mi rimbomba nel petto, provo
angoscia, panico...Dove sono? E perch? E reale tutto questo? Il cielo pieno di nuvole, il sole
coperto... il paesaggio desolato, senza fine, sento il panico invadermi la mente e il corpo... Non so
che fare, dove andare, non c sentiero, strada, indicazioni, aiuto...solo io in questa landa
sconfinata.. provo il terrore dimpazzire, di morire.. non c nessuno ad aiutarmi...Senza
accorgermene mi sono afflosciato a terra, faccio fatica a respirare, il cuore batte forte, il panico mi
tormenta.. Cosa ho fatto per meritare questo? Non voglio morire... piagnucolo... dalla bocca mi
esce, dopo tanti anni, un biascicato e lamentoso: Mamma, mamma.. ...Invoco una qualunque
divinit...ho paura di morire...

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...Ma arriva un'immagine da un tempo lontano...
Poi, alzo gli occhi rossi di lacrime e sobbalzo: a pochi da me c un oggetto, mi sembra di vedere
qualcosa di rosso che spunta dalla terra... Mi alzo, mi trema tutto il corpo, ma qualcosa che devo
assolutamente andare a vedere... Mi avvicino e... mi meraviglio: una locomotiva di legno, colorata
di giallo e nero, lucida, con un grande fumaiolo rosso... Sotto il fumaiolo ecco una bocca che
sorride, degli occhi... ha ruote grandi e ben fatte, lo scompartimento per il carbone...Ma questa,
questa il ricordo sorge improvviso, come un tuono la locomotiva che avevo da piccolo...mi
sentivo cos solo...ci giocavo ore ed ore sdraiato per terra... fantasticavo che mi portasse in luoghi
incantati... Si, ero solo... aspettavo che tornasse la mamma...e questo senso di solitudine lho
provato anche da grande, lo provo anche adesso

...Mi affido all'immagine e le seguo......


Sto per prenderla in mano ma la locomotiva si muove, va avanti.. mi accorgo che c una corda
legata ad un anello che brilla come rame, proprio sotto la caldaia.. la corda viene tirata, ma non c
nessuno, tesa, ma non c nessuno...E lunica cosa che mi sembra amica in questo orribile deserto
di panico e angoscia...la locomotiva va avanti...tirata da una mano invisibile...sobbalza sul terreno,
veloce... non posso perderla di vista...la seguo anche se sono sconvolto, bagnato di
sudore...Cammino a fatica...la locomotiva sempre avanti, traballante, col fumaiolo rosso che ogni
tanto scompare e poi riappare: affretto il passo.. non posso permettere di farmela scappare.. lo so, lo
sento...

...E lei mi riporta a casa...


A un tratto inciampo, cado disteso, il panico non d tregua, mi sento disperato...come tante altre
volte...chiudo gli occhi.. e quando li riapro tutto cambiato: sono sdraiato su un prato verde, un
pendio dolce, pieno di fiori e salici che si muovono a un sussurro di vento...un ruscello gorgoglia...
laria fresca, mi guardo alle spalle: vedo ancora la landa piatta e inospitale ma indietro, lontana...
Poco davanti a me ecco la locomotiva, col suo fumaiolo rosso e il sorriso sul muso... ora la corda
caduta, arrotolata nellerba... cos importante averla ritrovata...sto piangendo e non c niente di
male...stringendo la locomotiva sul petto mi sdraio sullerba...ho ritrovato qualcosa di me...mi sento
pi completo, come ad aver riempito una mancanza... ora non ho pi paura...

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