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FRANZ INERBINE

STORIA DELLA
SOCIALDEMOCRAZIA TEDESCA III
EDITORI RIUNITI
Franz Mehring
fi ^/ cV)

Storia
della socialdemocrazia tedesca
III

Editori Riuniti
I li edizione: maggio 1974
Titolo originale: Geschichte der deutschen Sozialdemokratie
Traduzione di Mazzino Montinari
Copyright by Editori Riuniti, 1961
Viale Regina Margherita 290 - 00198 Roma
Impostazione grafica di Tito Scalbi
CL 63-0641 1
ndice

Sezione quarta: La lotta delle frazioni


L Associazione internazionale degli operai 859

Gli eredi di Lassalle 871


1. I conflitti esistenti, p. 876. - 2. La lotta delle opinioni
p. 881. - 3. La decisione degli operai, p. 895. - 4. Tattica e
organizzazione, p. 903.

La rivoluzione dallalto 918


1. Il conflitto fra gli Asburgo e gli Hohenzollern, p. 918. -
2. La classe operaia di fronte alla guerra tedesca, p. 925.
- 3. La classe operaia dopo la guerra tedesca, p. 938. - 4. La
prima prova del suffragio universale, p. 952. 5. I primi
passi della socialdemocrazia in parlamento, p. 966.

L opera principale del comunismo scientifico 976

I sindacati tedeschi 991


1. Demokratisches Wochenblatt e Social-Demokrat ,
p. 992. - 2. L assemblea generale di Amburgo e il congresso
di Norimberga, p. 996. - 3. Il frazionamento del movimento
sindacale, p. 1011.

II Partito operaio socialdemocratico 1022


1. Agitazioni nella Germania meridionale e in Sassonia,
p. 1024. - 2. Il congresso di Eisenach, p. 1030. - 3. Le pri
me lotte di frazione, p. 1047.

v
Sezione quinta: L unificazione del partito

La fondazione dellimperoe la socialdemocrazia 1069


1. Sedan, Lotzen, Versailles, p. 1073. - 2. L illuminazione
di Bismarck, p. 1083.

L ondata dei miliardi 1090


1. Vertigine di speculazioni e Kulturkampf, p. 1090. - 2.
Socialismo agrario e socialismo della cattedra, p. 1095.

Lassalliani e eisenachiani 1103


1. Il proletariato nella pioggia di miliardi, p. 1103, - 2. Il
congresso dellAia, p. 1113. - 3. Le ultime lotte di frazione,
p. 1118. - 4. L ra di Tessendorff, p. 1132.

Il Congresso di Gotha 1146

Il Partito operaio socialista della Germania 1153


1. L inizio della bancarotta del Reich, p. 1153. - 2. I suc
cessi dellagitazione pratica, p. 1160. - 3. Incertezze teori
che. Engels contro Duhring, p. 1173.

La legge contro i socialisti 1183


1. L agitazione cristiano-sociale, p. 1185. - 2. Gli attentati e
il terrore bianco, p. 1190. - 3. La classe operaia fuori della
legge, p. 1199.

Sezione sesta: Sotto la legge contro i socialisti


Un anno di, confusione 1211

La nuova avanzata 1226


1. La rassegna al castello di Wyden, p. 1226. - 2. La bat
taglia decisiva, p. 1240. - 3. Il fantasma anarchico, p. 1253.

Domanda e risposta 1259


1. Il messaggio imperiale, p. 1259. - 2. Il congresso di
Copenhagen, p. 1266.

Raccoglimento scientifico 1275

vi
Il bastone e la carota 1282
1. Assistenza pubblica e provocazioni, p. 1283. - 2. Il
partito del Kronprinz e il suo fallimento, p. 1289. - 3. Le
vittorie elettorali della socialdemocrazia, p. 1295. - 4. La
conquista della Baviera, p. 1301.

Il principio della fine 1310


1. Parole e fatti, p. 1310. - 2. Frazione e partito, p. 1314. -
3. La delusione di Bismarck, p. 1323.

L agonia della legge contro i socialisti 1329


1. Il decreto antisciopero e i processi per la lega segreta,
p. 1330. - 2. Le elezioni di carnevale, p. 1335. - 3. Il con
gresso di San Gallo, p. 1341. - 4. La legge di proscrizione,
p. 1346.

I novantanove giorni 1351

II crollo 1355
1. Non riesce pi!, p. 1355. - 2. Il 20 febbraio, p. 1358.

La liquidazione 1371
1. Il bilancio della legge contro i socialisti, p. 1371. - 2. I
vecchi e i giovani, p. 1374. - 3. I congressi di Halle e Er-
furt, p. 1377. - 4. Il programma di Erfurt, p. 1379.

Da un milione e mezzo a tremilioni di voti 1381


1. La politica internazionale del capitalismo e del socialismo,
p. 1382. - 2. Il decennio dei sindacati, p. 1389. - 3. Il re
visionismo, p. 1397.

Sgua/di al passato e allavvenire 1400

Note dellautore 1405

Indice dei nomi 1433

VII
Sezione quarta

La lotta delle frazioni


LAssociazione internazionale degli operai

Le stesse cause, che in Germania avevano dato vita ad un nuovo


movimento operaio, premevano verso uno stesso effetto in tutti i paesi
industrialmente sviluppati. Dove vi era un proletariato europeo, esso
cominciava ad organizzarsi allinizio del decennio 1860-70 per combat
tere, innanzi tutto sul terreno nazionale, per la propria emancipazione.
N ei paesi pi progrediti per cominci anche a delinearsi il carattere
internazionale di questa lotta.
In Inghilterra la sconfitta della rivoluzione sul continente, nel 1848,
aveva portato alla completa scomparsa del cartismo. Inoltre la giornata
legale di dieci ore dette alla classe operaia un sollievo intellettuale, mo
rale e fisico che doveva da essa essere sentito come una specie di rina
scita, e lo sviluppo delle Trade Unions ebbe un grandioso impulso
nella febbrile attivit industriale dopo il 1850. Con la crisi commer
ciale del 1857 cominciarono tuttavia ad accumularsi gli avvenimenti
che dovevano insegnare agli operai inglesi che, sul terreno della societ
borghese moderna, essi non potevano raggiungere niente di stabile. Un
influsso determinante ebbe la guerra civile americana, della quale Marx
disse che era la campana d allarme per la classe operaia dEuropa, cosi
come la guerra di indipendenza americana del X IX secolo aveva suo
nato a stormo per la classe media europea. La crisi del cotone aveva
gettato gli operai dellindustria tessile inglese nella pi terribile m i
seria e tuttavia il proletariato inglese si dimostr superiore alle classi
dominanti, le cui simpatie per i baroni schiavisti dellAmerica si in
fransero contro la resistenza eroica del proletariato. M a ogni tentazione
a dormire sugli allori doveva svanire ben presto per le Trade Unions
per la minaccia, sempre ricorrente in ogni caso di conflitto, che i capi

859
talisti agitavano di paralizzarle con limportazione di forze lavorative
meno costose dal continente. Laristocrazia della classe operaia, che, illu
dendosi pericolosamente, aveva cominciato a limitare la sua lotta al
salario e al tempo di lavoro, dovette volente o nolente entrare sul ter
reno internazionale della lotta di classe proletaria.
In Francia la guerra italiana aveva procurato una semplice dilazione
alla fine ingloriosa del colpo di Stato bonapartista. La palla che aveva
messo in moto luomo di dicembre continuava il suo corso contro la sua
volont. Egli doveva spacciarsi come uno strumento della democrazia
italiana, e la democrazia francese gli faceva unopposizione pi vio
lenta che mai. Tanto pi Bonaparte si vide indotto ad impadronirsi del
movimento operaio. Il momento poteva sembrargli assai favorevole.
Il proletariato francese era diviso in stte; accanto ai vecchi residui
delle societ segrete e delle scuole utopistiche vi erano i blanquisti e
i proudhonisti, dei quali i primi vedevano la loro salvezza nelle lotte
sulle barricate i secondi in trastulli piccolo-borghesi- Il tentativo di
sessanta operai parigini di partecipare alle elezioni per il corpo legi
slativo fu aspramente biasimato da Proudhon, perch gli operai si ac
codavano politicamente alla borghesia radicale, mentre da questa fu
sprezzantemente insolentito, perch gli operai volevano agire di loro
iniziativa. In generale gli operai francesi erano canzonati dalla bor
ghesia francese allo stesso modo che quelli tedeschi dalla borghesia te
desca. Tutto ci portava acqua al mulino di Bonaparte, che egli lasci
allegramente funzionare con pi abilit del suo imitatore Bismarck, ma
con lo stesso insuccesso. Egli ebbe sfortuna fin dalla sua prima mossa:
quando permise agli operai francesi di eleggere i delegati che avreb
bero dovuto essere inviati con un sussidio ufficiale allEsposizione uni
versale di Londra, tutto fece meno che favorire i suoi secondi fini.
Naturalmente gli operai francesi scelsero le loro teste migliori, che
ben presto a Londra divennero amici dei dirigenti operai inglesi. Il 5
giugno 1862 ebbe luogo a Londra una Festa della fratellanza interna
zionale , durante la quale lo scambio delle opinioni risvegli il desi
derio di un collegamento permanente fra gli operai di qua e di l della
Manica. Dapprima questi collegamenti furono stabiliti quasi sponta
neamente, perch alcuni delegati francesi rimasero a Londra avendovi
trovato lavoro. L insurrezione polacca del 1863 dette nuovo vigore a que
sti vincoli. Le vecchie tradizioni di amicizia per' la Polonia dei popoli
civili dell Europa occidentale si fecero sentire piu che altrove nel pro
letariato dellEuropa occidentale. Si pu lasciare senza risposta la que

860

ll
stione se Bonaparte favori nuovamente, come da parecchie parti si
affermato, la fraternizzazione degli operai inglesi e francesi nella que
stione polacca, per dar credito al suo presunto dispotismo popolare: in
ogni caso gli operai francesi che il 22 luglio 1863 comparvero in un
grande comizio per la Polonia erano stati inviati non a sue spese bens
a spese delle fabbriche francesi. Essi volevano agire assieme agli operai
inglesi per l'insurrezione polacca: a questo punto l'idea di una lega
internazionale degli operai emerse come da se stessa. Una commissione,
cui appartenevano il calzolaio Odger e altri dirigenti sindacali inglesi,
eman un appello agli operai parigini che prima di tutto li ringraziava
per il loro appoggio nella questione polacca, ma continuava affermando
che laffratellamento dei popoli era estremamente necessario per la causa
del lavoro. Infatti ogni volta che gli operai inglesi volevano migliorare
la loro situazione sociale abbreviando il tempo di lavoro e migliorando
il salario, i capitalisti minacciavano di importare operai francesi, tede
schi, belgi o di altri paesi. E questa sporca concorrenza era possibile
soltanto perch mancavano collegamenti sistematici fra le classi operaie
di tutti i popoli.
Questo indirizzo, tradotto in francese dal professor Beesly, infiam
m gli animi nelle fabbriche di Parigi. Cominci una intensa agitazione
per le idee in esso espresse e nuove collette fra gli operai parigini per
misero di rispondere allindirizzo di Londra con l'invio di una deputa
zione. Il comitato inglese convoc operai di tutti i paesi alla St. Martins
Hall in un grande comizio, presieduto dal professor Beesly, in onore
della deputazione francese. Tolain lesse il messaggio di risposta fran
cese che prendeva le mosse dallinsurrezione polacca: la Polonia
stata nuovamente soffocata nel sangue dei suoi figli e noi siamo rima
sti spettatori impotenti , per chiedere poi che la voce del popolo fosse
ascoltata in tutte le grandi questioni sociali e politiche. Il potere dispo
tico del capitale doveva essere spezzato. L uomo con la divisione del
lavoro era diventato uno strumento meccanico e il libero scambio sen
za la solidariet degli operai portava necessariamente ad una servit
della gleba industriale, pi spietata e funesta di quella infranta nei
giorni della Grande rivoluzione. Gli operai di tutti i paesi dovevano
unirsi per opporre una barriera insuperabile ad un sistema funesto
che divide lumanit in un pugno di panciuti mandarini ed una massa
di esseri affamati ed ignoranti.
Dopo un vivace dibattito, il comizio insedi un comitato di ope
rai di diversi paesi, con lincarico di abbozzare il programma e lo sta

861
tura di una societ operaia internazionale con validit provvisoria fino
ad un congresso internazionale, da tenersi a Bruxelles nellanno seguente,
per decidere in merito. Il comitato era composto prevalentemente di
operai inglesi. Tuttavia nella sua prima seduta, il 5 ottobre, fu rinsan
guato con operai di nazionalit diversa. Comprendeva ormai circa cin
quanta membri. D i essi la met erano pur sempre operai inglesi, cui
furono riservate anche le cariche di presidente, tesoriere e segretario.
Subito dopo veniva la Germania con dieci rriembri che, come Marx,
Eccarius, Ferdinand Wolff, Lessner, Lochner, Pfnder, per la maggior
parte avevano gi appartenuto alla Lega dei comunisti. La Francia ave
va nove rappresentanti, 1Italia sei, e la Polonia e la Svizzera due. Come
segretari corrispondenti furono nominati: Marx per la Germania, Le
Lubez per la Francia, Wolff, segretario privato di Mazzini, per lItalia,
Holtorp per la Polonia e Jung per la Svizzera. Il comitato si riun nel-
1 ufficio del consiglio generale delle Trade Unions, la sua amministrazio
ne ebbe inizio con tre sterline che furono raccolte nella prima seduta.
Il suo compito pi importante era innanzi tutto chiarire la sostan
za e gli scopi della progettata associazione. Sin dallinizio risult che
non si poteva pensare di distruggere le organizzazioni operaie nazionali
gi esistenti e tanto meno si poteva mirare a creare accanto ad esse una
nuova organizzazione che non avrebbe fatto altro che ostacolare il loro
sviluppo nazionale. Le questioni del suffragio universale, della repub
blica ed altre analoghe, per quanto potessero essere importanti, dove
vano essere lasciate alle organizzazioni operaie nazionali; esse avevano
un significato del tutto diverso per gli operai tedeschi e inglesi, per
quelli francesi e italiani. Ci che importava era innalzare una bandiera
che fosse sempre presente agli eserciti operai in lotta dei singoli paesi,
se essi non volevano imboccare vie sbagliate e se volevano raggiungre
la grande comune strada della vittoria del proletariato moderno. Biso
gnava creare allazione internazionale della classe operaia un terreno,
una cornice entro cui i lassalliani tedeschi, i proudhonisti francesi e i
sindacalisti inglesi potessero collaborare daccordo per eliminare gli osta
coli che si opponevano alla liberazione degli operai su scala interna
zionale. Quando il comitato fu in chiaro su ci, si costitu un sottoco
mitato per la stesura del programma e dello statuto.
Il 1 novembre in una nuova seduta questo sottocomitato present
le sue proposte. Si trattava principalmente di decidere fra due progetti,
dei quali uno era stato preparato da Mazzini stesso, che aveva incaricato
Wolff di difenderlo, e laltro era presentato da Marx. A quel tempo

862
Mazzini era molto popolare fra gli operai inglesi, ma non riusciva a
comprendere il movimento operaio moderno. Egli non riusciva a com
prendere e quindi detestava ci che ne costituiva l essenza: la lotta di
classe proletaria. Il suo programma giungeva al massimo ad una fra
seologia socialista che per il proletariato di quegli anni era ormai da
lungo tempo superata. Cosi pure il suo statuto nasceva dallo spirito di
un tempo passato; concepito alla maniera rigidamente centralistica delle
associazioni di cospirazione politica, esso urtava sia, in particolare, con
tro le condizioni di vita delle Trade Unions sia, in generale, contro le
condizioni di vita di unassociazione operaia internazionale, il cui
compito non era d i creare un nuovo movimento, bens soltanto di col
legare il movimento di classe del proletariato gi esistente nei singoli
paesi ma ancora sparpagliato. Ci che Mazzini non aveva capito, lo
comprese tanto meglio Marx. Il suo Indirizzo inaugurale e il suo sta
tuto furono accettati allunanimit e sono rimasti definitivi per lAsso
ciazione internazionale degli operai, come la nuova organizzazione fu
battezzata.
In seguito il professor Beesly ha detto dellIndirizzo inaugurale che
esso probabilmente la pi forte ed incisiva esposizione della causa
degli operai contro la classe media, quale poteva essere raccolta in una
decina di paginette. Lindirizzo comincia costatando il grande fatto che
la miseria della classe operaia non diminuita dal 1848 al 1864, seb
bene proprio questo periodo non abbia luguale negli annali della storia
per lo sviluppo della sua industria e per lincremento del suo com
mercio. Esso d la sua dimostrazione contrapponendo, documenti alla
mano, limpressionante statistica dei libri azzurri sulla miseria del pro
letariato inglese alle cifre che il cancelliere dello scacchiere Gladstone
aveva presentato nel suo discorso sul bilancio per dimostrare lo
stupefacente aumento di ricchezza e di potenza, avvenuto in quel pe
riodo ma limitato esclusivamente alle classi possidenti. Lindirizzo in
dica questo stridente contrasto nella situazione inglese, perche 1 Inghil
terra marcia alla testa dellEuropa commerciale e industriale, ma ag
giunge che, cambiato il colore locale e su una scala alquanto ridotta,
questa situazione esiste in tutti i paesi del continente in cui si sviluppa
la grande industria.
Dappertutto linebriante aumento di potenza e di ricchezza li
mitato alle classi abbienti, anche se una minoranza di operai, come in
Inghilterra, ha ottenuto un salario un po pi elevato ben presto neutra
lizzato dal generale aumento dei prezzi. Dappertutto la grande massa

861
delle classi lavoratrici caduta pi in basso almeno nella stessa mi
sura in cui le classi che stanno sopra di esse sono salite nella scala
sociale. In tutti i paesi dEuropa ora diventata verit dimostrabile ad
ogni intelletto libero da pregiudizi, che viene contestata solo da coloro
che hanno interesse a rinchiudere gli altri in' una felicit illusoria, che
nessun perfezionamento delle macchine, nessuna applicazione della
scienza alla produzione, nessun progresso dei mezzi di comunicazione,
nessuna nuova colonia, nessuna emigrazione, nessuna apertura di nuovi
mercati, nessun libero scambio, n tutte queste cose messe insieme eli
mineranno la miseria delle masse lavoratrici, che anzi, sulla falsa base
presente, ogni nuovo sviluppo delle forze produttive del lavoro ine
vitabilmente deve tendere a rendere piu profondi i contrasti sociali,
e pi acuti gli antagonismi sociali. La morte per inanizione in questa
inebriante epoca di progresso economico si quasi elevata, nella me
tropoli dellimpero britannico, al grado di una istituzione permanente.
Questa epoca contrassegnata negli annali del mondo dal ritorno sem
pre pi frequente, dallestensione sempre pi larga, dagli effetti sempre
pi mortali di quella peste sociale che si chiama crisi commerciale e
industriale > \
L indirizzo getta uno sguardo sulla sconfitta del movimento operaio
nel decennio trascorso e trova che questa epoca non priva di aspetti
positivi. In particolare sono da rilevare due grandi fatti: in primo
luogo la legge delle dieci ore con le sue conseguenze benefiche per il
proletariato inglese. La lotta per la limitazione legale del tempo di
lavoro fu un intervento diretto nella grande lotta tra il cieco dominio
delle leggi dellofferta e della domanda, che costituiscono leconomia
politica della borghesia, e la produzione regolata dalla previsione so
ciale, quintessenza delleconomia politica della classe operaia. P er
ci la legge delle dieci ore non fu soltanto un grande successo pratico,
fu la vittoria di un principio: per la prima volta alla chiara luce del
giorno, 1economia politica della borghesia soggiaceva alleconomia po
litica della classe operaia 2.
Il secondo grande fatto con il quale leconomia politica del lavoro
ha riportato un successo ancora pi grande sulleconomia politica della
propriet, e il movimento cooperativo, sono le fabbriche chiamate in1

1 K. MARX, Indirizzo inaugurale dellAssociazione internazionale degli ope


rai in K. M arx, F. E ngels, Opere scelte, cit., pp 757-758
1 lbid., p. 759.

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vita, sulla base del principio della cooperazione, dagli sforzi di pochi
lavoratori intrepidi non aiutati da nessuno. Il valore di questi grandi
esperimenti sociali non pu mai essere apprezzato abbastanza. Con
i fatti, invece che con argomenti, queste cooperative hanno dimostrato
che la produzione su grande scala ed in accordo con le esigenze della
scienza moderna, possibile senza lesistenza di una classe di padroni
che impieghi una classe di lavoratori; che i mezzi di lavoro non hanno
bisogno, per dare i loro frutti, di essere monopolizzati come uno stru
mento di asservimento e di sfruttamento del lavoratore; e che il lavoro
salariato, come il lavoro dello schiavo, come il lavoro del servo della
gleba, solo una forma transitoria e inferiore, destinata a sparire di
nanzi al lavoro associato, che impugna i suoi strumenti con mano
volenterosa, mente alacre, e cuore lieto 1. L indirizzo spiega poi che
il lavoro cooperativo limitato a tentativi occasionali di singoli operai
non sar mai in grado, tuttavia, di spezzare il monopolio capitalistico.
Forse appunto per queste ragioni avvenuto che aristocratici pieni
di buone intenzioni, filantropi borghesi chiacchieroni e persino eco
nomisti di ingegno sottile hanno coperto improvvisamente di compli
menti stucchevoli quello stesso sistema cooperativo, che invano avevano
cercato di soffocare in germe, deridendolo come utopia di sognatori
e bollandolo come sacrilegio di socialisti 12. Soltanto lestensione del
lavoro cooperativo a dimensioni nazionali e il suo appoggio con mezzi
statali pu salvare le masse. Invece i signori della terra e del capitale
utilizzeranno sempre i loro privilegi politici per difendere e perpetuare
i loro monopoli economici. Perci il grande dovere delle classi lavo
ratrici di conquistare il potere politico. Questa parte dell indirizzo
concorda per il suo senso perfettamente con ci che Lassalle aveva
spiegato nella Lettera aperta a proposito del significato del lavoro
cooperativo per il proletariato.
Sottolineando il dovere delle classi lavoratrici di impadronirsi del
potere politico, lindirizzo dice che gli operai sembrano aver compreso
questo dovere perch in Inghilterra, in Germania, in Italia e in Fran
cia si avuto un risveglio simultaneo e vengono fatti simultanei sforzi
per riorganizzare politicamente il partito operaio. La classe operaia
possiede un elemento del successo : il numero; ma i numeri pesano
sulla bilancia solo quando sono uniti dalla organizzazione e guidati

1 Op. cit., p. 760.


2 lbid.

865
dalla conoscenza \ L esperienza del passato insegna che il dispregio
del legame fraterno che dovrebbe esistere fra gli operai dei diversi
paesi e spronarli a sostenersi gli uni con gli altri in tutte le loro lotte
per 1 emancipazione, viene punito inesorabilmente con la sconfitta co
mune dei loro sforzi incoerenti. Questa considerazione aveva spinto
1assemblea di St. Martins Hall a fondare l Associazione internazionale
degli operai.
Ma anche unaltra convinzione animava quella assemblea. Se leman
cipazione delle classi lavoratrici richiede la loro fraterna e reciproca
assistenza, come potranno esse adempiere questa grande missione se la
politica estera dei governi persegue disegni criminosi, eccita pre
giudizi nazionali e profonde in guerre di rapina il sangue e la ricchezza
del popolo? L indirizzo ricorda la guerra civile americana e l'insurre
zione polacca. Le mostruose e incontrastate soperchierie di quella
potenza barbarica, la cui testa a Pietroburgo e le cui mani sono in
tutti gabinetti europei, hanno insegnato alle classi lavoratrici che
loro dovere dominare anchesse i misteri della politica internazionale,
vigilare gli atti diplomatici dei loro rispettivi governi, opporsi ad
essi, all occorrenza con tutti i mezzi in loro potere, e ove siano nel
limpossibilit di prevenire, loro dovere unirsi, per smascherare si
multaneamente questa attivit, e per rivendicare le semplici leggi della
morale e del diritto, le quali dovrebbero regolare i rapporti fra i pri
vati, come leggi supreme nei rapporti fra le nazioni. La lotta per una
tale politica estera una parte della lotta generale per lemancipazione
della classe operaia 12. A questo punto l 'Indirizzo inaugurale della
Associazione internazionale degli operai si chiude come un tempo il
Manifesto comunista con le parole: Proletari di tutti i paesi unitevi!
Gli statuti cominciano con le considerazioni che si possono cosi
riassumere: lemancipazione della classe operaia deve essere lopera
della classe operaia stessa; la lotta per questo scopo non una lotta
per nuovi privilegi di classe, bens per labolizione di ogni dominio
di classe. La soggezione economica delloperaio a colui che gode del
monopolio dei mezzi di lavoro, cio delle fonti della vita, la base
della servit in tutte le sue forme: di ogni miseria sociale, di ogni
degradazione spirituale e dipendenza politica. L emancipazione econo
mica della classe operaia e perci il grande fine cui deve essere subor-

1 Op. cit., p. 761.


2 Ibid., pp. 761-762.

866
diruto, come mezzo, ogni movimento politico. Tutti gli sfarzi per rag
giungere questo fine sono finora falliti per la mancanza di solidariet
tra le molteplici categorie di operai in ogni paese e tra le classi ope
raie dei diversi paesi. L emancipazione degli operai non un compito
locale, n nazionale, bens un compito sociale; esso si estende a tutti i
paesi nei quali sussiste la societ moderna, e pu essere assolto soltanto
con la collaborazione programmatica di tutti questi paesi. Per queste ra
gioni gli statuti dichiarano che l'Associazione internazionale degli ope
rai e tutte le associazioni e gli individui ad essa aderenti riconoscono la
verit, la giustizia e la morale come la base dei loro rapporti reciproci
e verso tutti gli uomini, senza distinzione di colore, di fede, o di nazio
nalit. dovere di ogni uomo rivendicare i diritti di uomo e di cittadino
non soltanto per s ma per ogni uomo che compie il suo dovere. Nessun
diritto senza dovere, nessun dovere senza diritti.
L organizzazione dellassociazione culminava in un Consiglio ge
nerale composto di operai dei diversi paesi rappresentati nellassocia
zione. Fino al primo congresso il comitato eletto a St. Martins Hall
assumeva le funzioni del Consiglio generale. Esse erano: assicurare il
collegamento internazionale fra le organizzazioni operaie dei diversi
paesi, informare costantemente gli operai di ogni paese sui movimenti
della loro classe negli altri paesi, organizzare inchieste statistiche sulla
condizione delle classi lavoratrici, proporre alla discussione questioni di
interesse generale in tutte le associazioni operaie, in caso di conflitti
internazionali organizzare unazione contemporanea e uniforme delle
associazioni aderenti, pubblicare resoconti periodici e altri compiti
analoghi. Il Consiglio generale era eletto dal congresso che doveva riu
nirsi una volta l'anno. Il congresso stabiliva la sede del Consiglio ge
nerale, come pure il luogo e lepoca del prossimo congresso. Tuttavia
il Consiglio generale aveva il potere di completare il numero dei suoi
membri e in caso di necessit di trasferire il luogo del congresso ma
non di rimandarne la data di riunione. Le associazioni operaie dei sin
goli paesi che aderivano allInternazionale mantenevano intatta la loro
organizzazione separata. A nessuna associazione locale indipendente era
proibito di stabilire rapporti immediati con il Consiglio generale, tut
tavia per una efficace attivit del Consiglio generale si indicava, come
una condizione necessaria, che le associazioni operaie isolate dei singoli
paesi si riunissero per quanto possibile in organismi nazionali rappre
sentati da organi centrali.
L 'Indirizzo inaugurale e gli statuti dellAssociazione internazionale

867
erano stati scritti con quella genialit che stata riconosciuta anche
dalluomo che pi tardi doveva fare rutti i suoi sforzi per distruggere
lassociazione: Bakunin. Marx npn ha creato lInternazionale cosi come
Lassalle non ha creato la socialdemocrazia tedesca, ma come questultimo
ha dato al movimento operaio tedesco la forma nel quale esso pot
sviluppare una possente attivit, cosi Marx ha fatto per il movimento
operaio internazionale. LInternazionale fu l erde della Lega dei co
munisti, nel cui manifesto era gi stato detto che lazione unita, per
lo meno dei paesi civili, era uno dei presupposti capitali per la
liberazione del proletariato. M a quanto differente era lInternazionale
dalla Lega dei comunisti! Dalla societ segreta di propaganda che aveva
dichiarato la guerra pi spietata alla societ borghese si era giunti ad
un associazione fondata sulla pi larga pubblicit, che comprendeva
associazioni operaie delle piu diverse tendenze, a patto che esse por
tassero scritti sulla loro bandiera gli interessi della classe operaia. Tut
tavia lo spirito che animava i due organismi era quello stesso spirito
creativo che seguiva costantemente i suoi grandi scopi, pur con il
mutare dei mezzi richiesto dal mutare dei tempi.
Finch lInternazionale esistita, Marx stato il suo interprete,
e gi prima che lassemblea di St. Martins Hall lo eleggesse nel comitato
fondatore, egli aveva partecipato allopera preparatoria. Come ha detto
una volta Engels, era il suo desiderio lungamente nutrito, con il risve
gliarsi del proletariato europeo, la fondazione di una associazione
operaia che abbracciasse i paesi pi progrediti dellEuropa e dellAme
rica e che dimostrasse, per cosi dire fisicamente, il carattere internazio
nale del movimento socialista sia agli stessi operai che ai borghesi e ai
governi, che fosse un incoraggiamento e un rafforzamento per il prole
tariato, un terrore per i suoi nemici In queste parole definita
al tempo stesso in modo pertinente lintima essenza dellInternazionale.
Essa non mai stata la lega segreta che ricorreva a mezzi mostruosi e
per la quale gli oppressori del proletariato si sono terrorizzati e la cui
ombra ancor oggi li riempie di paura. Fu sempre e soltanto una po
tenza morale, che incoraggiava, rafforzava, guidava in avanti gli operai;
come tale costituisce una eminente pietra militare nella storia del
X IX secolo.1

1 F. Engels , Karl Marx, in: Ricordi su Marx, Roma, Edizioni Rinascita,


1951, p. 149.

868
Fin dai giorni dellImpero romano universale lidea di una fratel
lanza internazionale "non era mai completamente scomparsa. A suo
modo la incarn la Chiesa romana nel Medioevo. Quindi essa sembr
offuscarsi per lascesa del modo capitalistico di produzione che, nel
i reare le singole nazioni, le gettava in una spietata guerra per i mer-
tati mondiali. Tuttavia si fece sentire nuovamente nella testa degli
ideologi borghesi, sia quando la classe borghese di una nazione nel
lebbrezza di estremi trionfi sembrava elevarsi al di sopra delle barriere
nazionali, sia quando la classe borghese di unaltra nazione disperava
di poter mai giungere allindipendenza nazionale II cosmopolitismo
dei rivoluzionari francesi e dei classici tedeschi, per quanto avessero
aspetti simili, avevano unorigine del tutto opposta. Sempre linterna
zionalismo borghese si dissolse come uno spettro esangue nellimpeto
e nella tempesta delle lotte nazionali, per risorgere poi nuovamente.
caratteristico della sostanza antagonistica del modo di produzione
capitalistico collegare sempre di pi e sempre pi strettamente i
popoli del globo ed anche scavare fra loro abissi sempre piu pro
fondi.
Questo antagonismo sparisce completamente soltanto con il pro
letariato moderno che dappertutto ha gli stessi interessi. Cosi pure
nei grandi utopisti la fratellanza internazionale ha un rilievo molto
pi deciso e pi chiaro che nei pensatori e nei visionari cosmopoliti
della borghesia. Saint-Simon contrapponeva allalleanza del feuda
lesimo, una lega delle nazioni pi progredite, i tedeschi, i francesi e
gli inglesi, per assicurare la pace e la civilt; Fourier voleva distruggere
il vecchio sistema degli Stati con una grande federazione dei suoi fa
lansteri; Owen fond unassociazione di tutte le classi e nazioni per
la propaganda delle idee liberatrici del socialismo. Quanto pi chiara
mente il proletariato moderno vedeva i propri interessi, tanto pi
decisamente doveva liberare lideale di una fratellanza universale dei
popoli da tutte le nebulosit di una rappresentazione fantastica. Co
me lInternazionale si sviluppata dalla simpatia per una insurre
zione nazionale e come essa sempre rimasta lamica fedele delle
lotte per la libert nazionale, cosi essa colse lidea iruernazionalistica l
dove cominciava ad assumere la forma di fatti prosaici, pratici, reali.
In realt, una delle ragioni principali della sua nascita, fu lo sforzo
delle Trade Unions di difendersi dalla importazione di forze lavo
rative straniere meno costose.
In generale le associazioni operale inglesi formarono la spina dor

869
sale dellassociazione, un fatto questo che di per se stesso basta a li
quidare come si meritano le favole sullIntemazionale come una so
ciet di fanatici o di congiurati. Quando, quattro anni dopo, il partito
progressista tedesco ebbe la bella pensata di contrapporre gli operai
inglesi alla propaganda dellInternazionale come dei pii ragazzi mo
dello, Marx pot ribattere che tutti i partiti di una qualche impor
tanza del proletariato inglese erano rappresentati dai loro capi nel Con
siglio generale dellassociazione; il consiglio generale delle Trade
Unioni da Odger, Applegarth e Howell, le altre Trade Unions affi
liate da Shaw, Buckley, Cohn, Hales e Maurice, le Societ cooperative
inglesi da Weston e Williams, la Lega per la riforma da Dell, Cowell
Stepney e Lucraft, lAssociazione della National Reform da Walton e
Milner, l Associazione popolare per fateismo da Copeland e dalla si
gnora Harriet Law, e che il Beebive, organo ufficiale delle Trade Unions,
serviva in pari tempo al Consiglio generale dellInternazionale come
organo ufficiale.
Con le sue radici nella grezza realt, l'Internazionale doveva lottare
a lungo per avere un solido terreno sotto i piedi, proprio come lAsso
ciazione generale degli operai tedeschi, solo che Marx lavor molto
pi pazientemente e tenacemente di Lassalle. Soltanto a due anni dalla
fondazione, 1 Intemazionale fu in grado di poter convocare il suo primo
congresso. Ma, come per 1 associazione di Lassalle, sarebbe assolutamente
sbagliato considerarne lefficacia storica soltanto dal punto di vista ma
teriale. Le finanze del Consiglio nazionale, nerbo di ogni moderna stra
tegia, erano, secondo una espressione di Marx, grandezze negative in
continuo aumento, mentre viceversa la sua influenza intellettuale e mo
rale era una grandezza positiva sempre crescente. Il suo lavoro ha pro
dotto frutti infiniti e i suoi meriti per la lotta di emancipazione pro
letaria sono imperituri.
Ci vale in prima linea per la sua influenza sulla Germania. II nu
mero degli operai tedeschi che hanno aderito immediatamente allInter
nazionale sempre stato molto piccolo, difficilmente essi hanno mai su
perato il migliaio. Ma lassociazione ha avuto una influenza duratura
sullo sviluppo della socialdemocrazia tedesca.

870
Gli eredi di Lassalle

La cattiva stella che aveva visto gli ultimi giorni di Lassalle in


fluenz anche il suo testamento. Le notevoli rendite che Lassalle lasci
a singoli amici erano destinate a rendere indipendenti questi uomini e
a permettere loro di continuare lagitazione. Ma esse non servirono a
questo scopo. Bueher divent un funzionario di Bismarck, Alexi un
reazionario pietista e Riistow non ha fatto niente per la propaganda,
anche se rimasto un onesto democratico.
Con ci non era ancora perso molto. Pi funeste si rivelarono le
clausole del testamento che si riferivano immediatamente allAssocia
zione generale degli operai tedeschi. Lassalle raccomand allassocia
zione di eleggere come suo successore il fiduciario di Francoforte Bern
hard Becker, e a questi egli raccomand vivamente di tener fermo al
lorganizzazione che avrebbe portato lassociazione alla vittoria, dispo
sizioni che si spiegano come reazione allopposizione di Vahlteich, ma
che invece di dissipare la vecchia confusione ne crearono ancora. Allo
stesso modo stavano le cose con i paragrafi del testamento che lasciavano
in eredit al segretario dellassociazione W illms accanto ad una ren
dita personale annuale di 150 talleri (come premio per la sua bravura)
per cinque anni cinquecento talleri allanno, che egli doveva impie
gare coscienziosamente a suo piacimento per lagitazione dell associa
zione.
La bara di Lassalle non era ancora stata chiusa, che scoppi la prima
lite fra sua madre e la contessa Hatzfeldt. Suo padre era morto non molto
tempo prima e tutto il resto della famiglia, madre, sorella e il marito di
costei, un consigliere commerciale di nome Friedland che Lassalle aveva
odiato a morte, rivelarono quanto ancora essi fossero prigionieri del-

871
1 avidit di denaro giudaica. Dopo laboriose trattative si giunse allaccor
do che la contessa Hatzfeldt avrebbe ricevuto a Berlino per la sepoltura
il cadavere di Lassalle, con il rimborso di diecimila franchi per le spese
e con 1obbligo della sepoltura secondo il rito ebraico. La contessa aveva
intenzione di portare la bara attraverso le grandi comunit dellassocia
zione e di organizzare ovunque solenni cerimonie funebri. Ma soltanto
a Magonza le riusc attuare in modo imponente il suo proposito. Quando
la bara arriv su di un vapore a Colonia, la polizia la sequestr per
incarico della famiglia e la port a Breslavia dove fu immediatamente
tumulata, con fretta indegna, nel cimitero israelitico. Quando l ultima
zolla di terra le fu caduta sopra, Friedland disse soddisfatto: adesso
la grande lotta sepolta.
Ma si sbagliava di grosso. L Associazione generale degli operai te
deschi dimostr a questo punto di aver gettato profonde radici nella
classe operaia. In tutte le comunit si tennero austere e solenni cerimonie
funebri in onore di Lassalle. La morte improvvisa del capo amato in
nessun luogo provoc scoraggiamento, bens rafforz ovunque la fiducia
audace nella vittoria. Il culto che allora si tribut alla persona di Lassalle
si spinse talvolta un po troppo oltre, ma in generale non al di l di
quello che le circostanze potevano far comprendere e scusare. Esso ebbe
la sua espressione pi accesa in alcune poesie di Ludwig Wiirkert che
giuravano fedelt alla Bibbia, alla Chiesa, al Signore o che sfioravano
ancora piu la caricatura. Ma in tutto ci vi era tuttavia qualcosa di
sostanzialmente buono.
Ludwig Wurkert era un veterano della democrazia prequarantottesca,
un uomo gi avanti negli anni, che era stato per un quarto di secolo
tra i pi eccellenti predicatori del regno di Sassonia. In seguito aveva
scontato la partecipazione all insurrezione di m aggio con quattro anni di
carcere e adesso amministrava lHotel de Saxe, f albergo della giustizia >,
come ben presto fu chiamato dagli operai di Lipsia. Wurkert, che era
un pezzo grosso riconosciuto del radicalismo borghese, aveva creduto alla
favola di un Lassalle reazionario, finch non lo colp il necrologio di un
foglio democratico nel quale era scritto che Lassalle era pur stato uno
dei nostri . Allora Wiirkert si mise a leggere le opere di Lassalle e
la benda cadde dagli occhi del vecchio rivoluzionario: nel salone del suo
albergo adesso egli aveva preso labitudine di parlare ad un folto pub
blico di ascoltatori su Lassalle e di celebrare il genio scomparso con delle
Poesie le cui similitudini religiose nascevano dal linguaggio del vecchio
teologo e non dal sentimento religioso delle masse. Ci che altrimenti

872
irov espressione nella prosa e nei versi in occasione delle cerimonie
funebri in onore di Lassalle, era animato da una combattivit affatto
laica; alla cerimonia di Amburgo per la prima volta fu intonata la Mar-
iigliese operaia del giovane Jakob Audorf, le cui parole semplici e
disadorne da allora sono state cantate in innumerevoli assemblee operaie
rd hanno quasi completamente sostituito linno finemente cesellato di
1lerwegh.
N ei tempi immediatamente seguenti alla morte di Lassalle si regi
strarono anche alcuni successi che, se egli fosse stato vivo, gli avrebbero
procurato la gioia pi grande. Nellottobre del 1864 doveva aver luogo
il secondo congresso delle associazioni operaie tedesche a Lipsia, e il
2 di quello stesso mese a Offenbach si riun un congresso degli operai
del distretto del Meno per discutere sugli argomenti da trattare a Lipsia.
Come relatore del comitato, Sonnemann fece vedere tutte le belle cose
che agli operai sarebbero toccate in sorte se fossero rimasti gli obbe
dienti servitori della borghesia, ma le vecchie tradizionali frasi non fu
rono pi compensate con i vecchi tradizionali applausi. Gli operai os
servarono invece asciuttamente che avrebbero ceduto volentieri le ma
gnificenze promesse in cambio del suffragio universale. Sonnemann obiet
t che il suffragio universale non faceva andare avanti gli operai come
dimostrava lesempio della Francia, in compenso disse di essere pronto
ad andare con gli operai sulle barricate non appena suonasse 1 ora. Ma
questa eroica abnegazione fu seppellita nell ilarit generale e il comitato
del Meno se ne torn a casa, avendo fatto la dolorosa esperienza che
ormai stavano finendo i giorni nei quali gli operai potevano essere me
nati per il naso.
Anche al congresso di Lipsia cominci a far sera per la borghesia.
Fin dagli inizi si mostr la sua cattiva stella. Nella relazione sul con
gresso dellanno precedente, che avrebbe dovuto rappresentate dicias-
settemila operai, si parlava di unassociazione di operai di Solingen
con millecinquecento presunti iscritti quali partecipanti; al congresso
di Lipsia le due uniche associazioni operaie di Solingen elevarono una
protesta nella quale dichiaravano essere una infame menzogna che
esse avessero mai avuto un carteggio con gli egregi signori Sonnemann
e Wirth . G li operai di Solingen erano per Lassalle e i millecinquecento
seguaci, che Schulze-Delitzsch col avrebbe avuto, erano parti della fan
tasia- Al congresso di Lipsia che si riun il 22 e il 23 ottobre, mandarono
delegazioni quaranta associazioni operaie di cultura tra i cui rappresen
tanti vi erano relativamente pochi operai.

873
Il primo giorno si discusse della libert di domicilio e furono .svolti
nella solita maniera i soliti luoghi comuni su questa presunta pa
nacea dei guai degli operai. Ma, allora, si alz Fritzsche, che rappre
sentava unassociazione di sigarai di Lipsia, e dimostr che la libert
di domicilio doveva essere certo ottenuta come un diritto naturale con
naturato a tutti gli uomini, ma non aveva niente a che fare con le ri
forme sociali. Ci che poteva unicamente aiutare gli operai era il suf
fragio universale. Le eloquenti argomentazioni di Fritzsche scatenarono
il plauso dei delegati operai presenti e degli ascoltatori nelle tribune.
Con 1 aiuto del regolamento bisogn gi prendere misure artificiose
per impedire a Fritzsche di parlare una seconda volta. Il giorno seguente
parl Albert Lange sulle cooperative di consumo. Egli spieg che esse
non erano affatto una panacea universale, ma che tuttavia erano istitu
zioni molto utili, a condizione che fossero fondate e amministrate da
operai e non dai sapientoni della borghesia, che in generale avrebbero
fatto bene a non immischiarsi troppo nelle questioni degli operai, sulle
quali questi ultimi erano molto meglio eruditi. Coloro che tiravano i
fili del congresso cominciarono a diventare sempre pi inquieti e, quando
Fritzsche chiese di parlare in una discussione sulle cooperative di pro
duzione, gli tolsero la parola presentando tempestivamente la proposta
di chiudere la discussione. A questo punto nacque un violento tu
multo che Albert Lange, egualmente stimato dalle due parti, pot sedare
a gran fatica. Certo egli non riusc a determinare un effettivo accordo;
Fritzsche prefer abbandonare il congresso protestando per scritto con
tro l indegno terrorismo ai danni della libert di parola. Ma il suo
attacco non rimase senza successo. N el comitato del congresso furono,
vero, nuovamente eletti Sonnemann e Max Hirsch, ma accanto a loro
anche Albert Lange e Bebel. L argine innalzato contro la marea rivo
luzionaria rivelava le prime crepe.
A questo punto anche nel distretto del Meno scoppi la bomba. In
un congresso, convocato per il 27 novembre a Francoforte sul Meno per
ascoltare la relazione sui lavori di Lipsia, i seguaci di Lassalle erano in
evidente maggioranza. Essi destituirono il vecchio comitato del Meno
ed elessero, prima provvisoriamente poi definitivamente in un nuovo
congresso di operai cui furono presenti molti delegati, un nuovo co
mitato i cui nove membri appartenevano allAssociazione generale degli
operai tedeschi. Welcker fu nominato presidente, Ellner e Oberwinder
segretari di questo comitato. In pari tempo il congresso defin Schulze-
Delitzsch, Faucher, Sonnemann e Max Wirth incapaci di essere capi

874
legli operai, perch non avevano perseguito i veri interessi del prole-
ini iato ma li avevano evitati con le loro menzogne.
Mentre in questo modo i principi di Lassalle penetravano sempre
pi profondamente nella classe operaia e si formavano continuamente
nuove comunit, la questione se lorganizzazione del partito operaio
poiesse essere mantenuta e la sua tattica proseguita nello stesso modo che
ni tempi di Lassalle, presentava ben altre difficolt. La prima come la
seconda si erano sempre pi adattate alla sua persona e questa per
sona non poteva essere sostituita da nessuno, tanto meno dalluomo che
lassalle aveva raccomandato come suo successore. Bernhard Becker
per cultura e per talento non andava oltre una modestissima medio-
11 it, l unica cosa che lo rendeva raccomandabile era la fama di onest di
mi allora godeva.
facilmente spiegabile perch Lassalle avesse commesso lerrore di
sceglierlo. Le sue speranze di un rapido sviluppo della classe operaia
udesca a grande partito politico erano state duramente smentite, e cosi
non gli parve ancora giunto il momento di mettere alla testa dellasso-
ciazione un operato. Ma se rinunciava a far questo, la sua scelta di
ventava assai limitata. Con Liebknecht i suoi rapporti erano tesi e a
Schweitzer, che egli altrimenti avrebbe ben volentieri scelto, non poteva
pensare per la sua grande impopolarit negli ambienti operai. Come fi
duciario di Lipsia, Dammer aveva rivelato qualit mediocri. N on rima
neva altro che Becker, il quale aveva tenuto in buon ordine la comunit
di Francoforte e respinto decisamente l opposizione di Vahlteich. Cosi
come Lassalle poteva vedere le cose prima di morire, poteva credere di
aver fatto la scelta relativamente migliore, ma il seguito degli avveni
menti dimostr che era stata una scelta assai infelice.
In primo luogo lassociazione rispett le ultime volont del suo fon
datore. Vahlteich fu espulso dalla presidenza contro i voti di Metzner
e di York. Anche se la sua opposizione non era stata scevra da una certa
faziosit, Vahlteich adesso si fece onore accettando silenziosamente la sua
sorte immeritata e non prendendo alcuna iniziativa ostile allassociazione.
Lelezione del presidente incontr ancora qualche difficolt formale, tut
tavia col primo novembre essa era avvenuta nella maggior parte delle
comunit. Tutti i voti furono dati a Bernhard Becker per il periodo nel
quale la presidenza di Lassalle avrebbe dovuto ancora durare. Il 2 no
vembre il vicepresidente Dammer, che da questo momento si ritir dal
lassociazione, consegn la direzione nelle mani di Backer.
A questo punto cominciarono le vere difficolt. Il conflitto sulla

875
organizzazione e la tattica scoppi quando, sul finire del 1864, ebbe luogo
a Dusseldorf la prima assemblea generale ed uscirono i primi numeri
del nuovo organo dellassociazione.

1. I conflitti esistenti

Secondo la concezione borghese, la storia della socialdemocrazia te


desca negli anni immediatamente seguenti alla morte di Lassalle un
selvaggio intrico di contese personali e di liti meschine. Se si rimane
alla superficie delle cose, questa concezione pu anche sembrare assoluta-
mente esatta. N on facile raccapezzarsi nelle accuse e negli addebiti re
ciproci. Ma se si vive nel mezzo delle cose, e altrimenti lo strico non
potr mai giungere ad un giudizio equo, si deve ben presto riconoscere
la legge razionale di sviluppo che ha dominato le cose stesse.
La questione di come leredit politica di Lassalle avrebbe dovuto
essere liquidata permetteva risposte diverse. L opinione pi immediata
era di continuare 1agitazione sugli stessi binari sui quali essa si trovava
alla morte di Lassalle. Questa opinione aveva la sua pi zelante sosteni
trice nella contessa Hatzfeldt. Per lei il movimento era Lassalle e Las
salle il movimento. N el suo lutto per lamico scomparso vi era una
selvaggia grandezza passionale, che poteva colpire profondamente dal
punto di vista umano, ma che fu cattiva consigliera politica. D i ogni p a
rola di Lassalle la contessa faceva un vangelo che nn poteva essere toc
cato, e questa fede nella lettera la doveva tanto pi indurre in errore
in quanto ella non era giunta attraverso la socialdemocrazia a Lassalle,
bens attraverso Lassalle alla socialdemocrazia. Non avrebbe dovuto es
sere una aristocratica nata perch la svolta tattica di Lassalle non avesse
risvegliato in lei inclinazioni e simpatie dalle quali Lassalle stesso era
stato lontanissimo. Il grande ministro , che per Lassalle era stato una
pedina, divent il suo ideale.
La contessa, come migliore e unica amica di Lassalle , riteneva
di essere chiamata a succedergli. Perci la scelta di Becker le fu
del tutto gradita. Ella sperava di poter guidare quelluomo limi
tato come voleva e per questa ragione si attenne rigidamente al-
1 organizzazione di Lassalle come anche alla sua tattica. Lassociazione
doveva rimanere lo strumento di Becker, cosi come Becker era strumento
di lei. Becker stesso esalt la contessa nella piu profonda venera-

876
/ione e gratitudine come colei che aveva salvato lassociazione, che
.u-iiza il suo aiuto sarebbe stata scardinata. Lunica cosa vera in tutto ci
n a che la contessa si sforzava zelantemente e non risparmiava neppure i
suoi larghi mezzi finanziari per mantenere in vita la creatura di Lassalle-
Ma altrettanto vero che, se le sue idee si fossero affermate, il partito
operaio che Lassalle voleva creare sarebbe diventato una setta fanatico-
religiosa.
Schweitzer voleva conservare allassociazione il carattere di partito
democratico sociale, e fu cosi intelligente da vedere che con il duca era
caduto anche il mantello del duca. Con sorprendente rapidit Schweitzer
si era orientato nelle teorie socialiste; senza essere un teorico originale,
egli, finch ha svolto la sua azione nel movimento operaio rivoluzionario,
ha rappresentato il comunismo scientifico in modo pi giusto ed acuto
di chicchessia in terra tedesca. Ma ci che lo rendeva superiore persino
ai grandi teorici socialisti era la sua esatta conoscenza della situazione
tedesca di quel tempo e la chiara visuale politica coni cui egli seppe
valutarla. Nato nella Germania meridionale, seppe immediatamente
orientarsi nella caserma deila vecchia Prussia con una intelligenza che i
vecchi democratici prussiani gli avrebbero potuto invidiare. Schweitzer
non aveva le possenti passioni di Lassalle, ma cosi egli pot anche non la
sciarsi trascinare da esse. Raramente un uomo politico ha capito bene
come lui che il rancore in politica non serve a niente. Egli aveva poco
del fuoco dellagitatore e nelle sue manifestazioni agitatorie risuona pa
recchie volte un accento tormentato, ma era insuperabile nella capa
cit di spiegare alle masse operaie una situazione politica o un problema
sociale in maniera comprensibile, chiara e tuttavia mai superficiale.
Schweitzer era sufficientemente al riparo dalle illusioni cui Lassalle
si era abbandonato negli ultimi mesi della sua vita. Egli tenne per fermo
che lorganizzazione politica della classe operaia era una necessita in
condizionata ed anche che essa, nella situazione data, era possibile soltan
to sul cammino iniziato da Lassalle. Egli and anche oltre, e vide che la
svolta tattica di Lassalle era stata imposta dalla forza delle circostanze.
Non la abbandon completamente, ma la limit in modo da escludere
qualsiasi malinteso. Nonostante le insistenze della contessa Hatzfeldt,
Schweitzer non si lasci indurre ad appoggiare la risoluzione sullo
Schleswig-Holstein che Lassalle aveva progettato negli ultimi suoi tempi.
Sottoline con grande energia che gli operai avrebbero dovuto seguire
il partito progressista nel modo piu deciso non appena questo partito
avesse fatto un qualsiasi serio tentativo per conquistare le liberta bor-

877
glies. Ma finch il partito progressista semplicemente tradiva gli inte-
esst dt classe borghesi e nella sua cecit attaccava pi violentemente
proletariato che il governo, Schweitzer era dell'opinione che il par-

W eesTaa ch 6SSe T - enf 1 D C mpleta nd,Pendenza verso la


ghesia che verso gli pnker, e che esso con occhio vigile doveva

dominanti ^ guadagnare daI dlssidio ffa le classi

strannn k SUa fredda menta,it Schweitzer non si mai illuso di poter


T u 0 " 1 aStUZa , T Ie adul ioni Ia Lbert borghese alla reazione
feudale. M a contava sul fatto che Bismarck sarebbe stato costretto a far
passare i suffragio universale e forse anche il diritto di coalizione e
m ci egli vedeva un vantaggio fondamentale per la classe'operaia cui
mancavano praticamente ancora i mezzi legali per organizzarsi in partito.
d ritto elettorale che essa aveva era privo di una qualsiasi efficacia
per il sistema delle tre classi, un diritto di coalizione non esisteva in
quasi alcun luogo, la libert di stampa e di associazione erano abban
donate al pm illimitato arbitrio della polizia. Se il movimento operaio

raT ? geT 5110 PS0 P 1tCO SUlk biIanda> innanzi * 0 doveva


rafforzarsi, doveva crearsi un terreno legalmente riconosciuto sul quale
po si muovere, e ci, finch l'opposizione borghese falliva, era possibile
soltanto se esso manteneva in linea di principio la sua-piena indipen-

c T si d e i ta m e k ,0tta tfa k 6 gH unker> senza


curarsi dell accusa del partito progressista di essere un servo della
reazione e senza curarsi dellaccusa della reazione di essersi lasciato
fin ale PMi V laS dal Pam t progressista- Cosi Schweitzer voleva con-
e,dlficare sulla base 8 ettata da Lassane, in primo luogo con-
nendo f AA KtKD Che era Stat0 conquistato e in secondo luogo te-
s t d e m f f mente COm PMtche di - agitfzione
^ d e m o c r a t ic a , pronto ad abbandonare ben volentieri le parole di
v i i ! e * * nS 1,dare Pi saldamente e profondamene il mo
vimento proletario nello spirito di T a g lie.
In questo sforzo egli cerc di intendersi con Marx, Engels e Lieb-
PcT ubw ' T E H fstetten Si efano "asfcriti nella capitale prussiana
per pubblicare il nuovo organo dellassociazione e li ottennero la citta-

r i r r a e V f den2a berlinese- LassalIe ancora


Z I U Sl IeC da Liebknecht e ^ rt inamediatamente il di-
deX - e^ T ent fSerVat dd * VeCchi socialisti nei riguardi
am c ^ r f o s T , , LebkneCht 811 CSpOSe Ie riserw che i vecchi,
amici di LassalIe nutrivano e, cosi dice Liebknecht in una dichiarazione

87S
posteriore : Il signor von Schweitzer sembr capirle . Subito dopo la
morte di LassalIe, Schweitzer propose di dare a Marx la presidenza del
lAssociazione generale degli operai tedeschi. Marx tuttavia rifiut, per
ch non voleva identificarsi con il movimento di LassalIe e in generale
ritornare in Germania nella situazione politica esistente. Dietro le in
sistenti preghiere di Schweitzer, Marx ed Engels si dichiararono disposti
a collaborare al nuovo organo dell'associazione, certamente molto di
malavoglia, e soltanto dopo che Liebknecht ebbe espressamente assi
curato che ci si poteva fidare della lealt di Schweitzer. Liebknecht
stesso entr nella redazione.
N e venne fuori una coppia molto difforme, e non ci voleva un
grande acume per predire a questo matrimonio una fine turbolenta. Lieb
knecht, il rivoluzionario del 1848, che aveva combattuto la controrivo
luzione con le armi in pugno e aveva alimentato lantico giustificato odio
durante il difficile esilio, un agitatore appassionato che guardava sempre
ad una grande meta: Schweitzer invece, pi giovane di almeno dieci
anni, figlio di una generazione del tutto diversa da quella in cui Lieb
knecht era cresciuto, un organizzatore, un politico che misurava con
sguardo critico tutti gli ostacoli che si opponevano allavanzata della
classe operaia. I due avrebbero ben potuto intendersi in una discussione
accademica su questioni generali, ma era impossibile che potessero an
dare di pari passo nelle azioni pratiche quotidiane. Liebknecht avrebbe
preferito sbarazzarsi dellopera di LassalIe e, senza tenere in nessun conto
la concreta situazione politica della Germania di quel tempo, sviluppare
di bel nuovo lagitazione socialista da basi radicali. Egli voleva, cosi in
seguito ha spiegato i suoi propositi di quel tempo, inquadrare il movi
mento operaio tedesco nellInternazionale invece che nellAssociazione
generale degli operai tedeschi, e ci voleva dire dissolvere il partito ope
raio politico di LassalIe e di Schweitzer in unassociazione di propa
ganda socialista.
Schweitzer non ebbe affatto un atteggiamento ostile verso lInterna
zionale; nei primi numeri del nuovo organo dellassociazione egli pub
blic subito l'Indirizzo inaugurale. Alla domanda di Fritzsche, il quale
nella nuova associazione non riusciva a scorgere un programma chiaro,
un fine unitario e uno strumento determinato, rispose, perfettamente in
linea, che l Internazionale era il legame gettato attraverso tutti gli Stati
civili d Europa, attraverso una serie di paesi nei quali la situazione era
sostanzialmente simile ma non eguale. Quale fosse il fine prossimo da
porsi e quali i mezzi per tentarne l'attuazione dipendeva dalle condizioni

879
particolari di ogni singolo paese, nientre lInternazionale, permanendo
in pieno lindipendenza e le caratterfstcbe particolari delle associazioni
operaie socialdemocratiche dei diversi Paes> perseguiva soltanto lo scopo
di stabilire una collaborazione degli Am enti socialdemocratici in tutti
gli Stati civili d'Europa in generale: un s ^ P 0 che trovava la sua mo
tivazione nella comunanza degli in t /ess popolari in tutti gli Stati ci
vili. A questa concezione di Schweitzet non c era niente da opporre.
L adesione allInternazionale, che era lnipedita per lAssociazione gene
rale degli operai tedeschi, in quanto COrporazione, dalle leggi tedesche
sulle associazioni, non decideva anco!2 nu^ a sullorganizzazione politica
e la tattica di un partito nazionale. Nn aPPefla gli operai tedeschi si fos
sero limitati ad entrare neHInternazionale conte persone singole e
in altro modo non avrebbero potuto e ad agire per i suoi principi,
avrebbero cessato per lappunto di esete un partito politico in grado
di lottare sul terreno nazionale.
Liebknecht non proponeva un j)f08ramma di azione politica per
la situazione tedesca. In seguito certo e8* ha respinto il culto del suf
fragio universale e deplorato che t^salle non abbia proclamato il
rifiuto di pagare le tasse, che sarebbe itat lunico mezzo per sbaragliare
la reazione feudale. Ma Lassalle avevi f>a dimostrato nei suoi discorsi
sulla costituzione, con prove ineccepit'* che con il rifiuto di pagare le
tasse nella particolare situazione tedefa non s! otteneva niente. Questa
dimostrazione non neppure mai sta1* confutata e piuttosto stata ri
conosciuta come inconfutabile da tufi * conoscitori della situazione te
desca. In ogni modo Johann Jacoby autunno del 1863 aveva fatto
un tentativo, in un discorso elettorali0*16 ^Ke grande impressione, di
incitare a non pagare le tasse; lunico ,isuitato fu che Jacoby fu condan
nato a sei mesi di carcere e solo d / contribuenti, John Reitenbach-
Plicken nella Prussia orientale e Albe!1^ange in Renania, si rifiutarono
di pagare le tasse, sicch i loro beni^ut0no pignorati. Cosi pure non
andava la proposta di Liebknecht di !0sttuire il presidente dellAsso
ciazione generale degli operai tedeschicon un direttorio di tre membri.
L intera organizzazione dell associaziof efa adattata per una direzione
dittatoriale. Se questa doveva essere ab*ta bisognava trasformare quella
dalle fondamenta; una dittatura di treI>ersone n quelle circostante era
ancora piu sbagliata della dittatura di Persona. N o n si pu dire, tut
tavia, che Liebknecht, lanciando que:e dee, intendesse proporre un
meditato piano organizzativo, ma in f la sua concezione era del tutto
coerente.

880
I,aspettativa di Lassalle che la coscienza di classe del proletariato
li di-sco si sarebbe risvegliata nella tempesta con energia irresisti
bile si era rivelata illusoria. Unazione comune tra la borghesia e il pro-
Irturiato era impossibile, anche Marx in quel tempo lo constat con sec-
ir parole. Alla festa per la fondazione dellassociazione operaia comu
ne,fa di cultura a Londra, egli disse che la borghesia era troppo vile per
amlare il suo programma, che non di meno si era atteso che essa lo
a vi ebbe attuato almeno nella stessa misura della borghesia inglese quan
do nel Manifesto comunista aveva incitato gli operai a rovesciare bas
ili illirismo insieme con la borghesia. Quindi, se Liebknecht respingeva

tome tattica inammissibile lutilizzazione dei contrasti dei partiti domi


nanti, non rimaneva altro che dare al movimento operaio tedesco la for-
ni;i di unassociazione per la propaganda socialista come era avvenuto
mezza generazione prima con la Lega dei comunisti. Infatti i mezzi le
gali dellorganizzazione di partito, la libert di stampa e di associazione,
Il diritto di coalizione e di voto, il proletariato non li aveva ancora otte-
liuti se non, tuttal piu, sulla carta.

La lotta delle opinioni

I contrasti sorti dopo la morte di Lassalle nel giovane movimento


operaio esplosero dapprima in una rottura tra Becker e la contessa
Matzfeldt. Lesagerata devozione di Becker verso la contessa si trasfor
m in un odio altrettanto esagerato, quando le ironie della stampa
borghese sul presidente in gonnella e ogni specie di altri meschini
motivi svegliarono quel povero diavolo dai sogni ambiziosi, cui la sua
mentalit ristretta aveva appena cominciato ad abbandonarsi. A questo
punto Becker cerc lappoggio della madre di Lassalle e mendic da co
stei duecento talleri per lassociazione, un passo questo che, dato il ver
gognoso comportamento della famiglia di Lassalle, amareggi non sol
tanto la contessa Hatzfeldt, ma anche ratti coloro che onoravano la m e
moria di Lassalle. ben vero che Becker mirava pi lontano quando
cerc di guadagnare a s la vecchia signora Lassalle. Ella contestava il
testamento del figlio, e per Becker il suo appoggio aveva un valore tanto
pi grande in quanto egli speculava per s sulla rendita di cinquecento
talleri che Lassalle aveva lasciato al segretario dellAssociazione W illms
per cinque anni agli scopi dellagitazione.

881
Fra tutte le clausole del testamento di Lassalle questa era, se non
la pi infelice, almeno la pi incomprensibile. Egli sapeva che Becker
era povero in canna e che lassociazione non poteva dargli lo stipendio
di presidente; se tuttavia lasciava al segretario, cui era gi destinato un
onorario di 400 talleri annui, una rendita personale di centocinquanta
talleri e oltre a questo quel legato per gli scopi dellassodazione, avreb
be dovuto ben capire che con ci dava al segretario deUassociazione
una pericolosa preminenza sul presidente. Lintenzione di Lassalle era
piuttosto che Willms, da lui molto stimato, dovesse praticamente diri
gere lassociazione e Becker ricevesse una specie di carica onoraria co
me presidente, in qualche modo come un contrappeso per le piccole
gelosie degli altri operai verso Willms. M a cosi era spalancata la strada
alla massima confusione, che non manc di nascere quando la prima
assemblea generale dellassociazione si riun il 27 dicembre 1864 a
Dusseldorf.
In questa assemblea generale erano rappresentate trentaquattro lo
calit da venti delegati, Berlino da Metzner; Francoforte da Ellner, El-
berfeld da Hillmann, Dusseldorf da Lewy, Amburgo da Perl, Harburg
da York, Dresda da Frsterling, Lipsia da Fritzsche La cassa dellasso
ciazione possedeva un fondo di trentanove talleri. Una serie di propo
ste fu accettata senza sostanziali discussioni. In esse si trattava di cele
brare solennemente il giorno della morte di Lassalle in tutte le comu
nit, di concedere la met dei contributi ai membri dei distretti tessili
slesiani per la loro povert, di estendere lorganizzazione delle casse pro
posta da Lassalle a tutta lassociazione con certe semplificazioni per le
comunit minori. La pi importante decisione fu di fondere la segre
teria con la presidenza e di stanziare uno stipendio annuo di cinque
cento talleri per il presidente. Essa fu presa su proposta di Fritzsche,
dopo che Metzner, York, Perl, Lewy e Frsterling ebbero parlato in suo
favore come di una necessit imprescindibile.
E senza dubbio era cosi. Sarebbe stato assolutamente intollerabile ab
bandonare il presidente ai favori della contessa Hatzfeldt o della signora
Lassalle. Ogni altra perplessit, per quanto grande potesse essere, doveva
passare in seconda linea dinanzi a questa considerazione. E di perples-"
sit ve ne erano molte e importanti. La decisione era unevidente vio
lazione degli statuti, che espressamente non ammettevano lunificazione
della segreteria con la, presidenza e che non potevano essere mutati pri
ma di tre anni. Il potere del presidente veniva ancora aumentato e cosi
pure la distanza fra le capacit di Becker e i compiti cui egli doveva

882
far fronte. La contessa Hatzfeldt ebbe cosi un comodo pretesto per trat
tare Becker come un usurpatore illegittimo, rinfacciandogli la grave vio
lazione dellorganizzazione. E infine la decisione port la scissione nella
comunit di Solingen, una delle pi antiche e pi solide roccheforti del
lassociazione. W illms certamente non poteva lagnarsi di nessun torto
formale; trascorso il periodo della sua carica, non era stato riconfermato
come segretario, ma si era espressamente riconosciuto che con ci non
gli si infliggeva un voto di sfiducia, bens si cedeva semplicemente
aliinesorabile necessit delle circostanze. Egli per non aveva lo spirito
di abnegazione che Vahlteich aveva dimostrato in una situazione ben
pi difficile e, poich il suo amico Klings prese le sue parti, nella
comunit di Solingen si svilupp una violenta opposizione che si allarg
poi ad Amburgo, Lipsia e ad altre localit.
Gli antagonismi latenti esplosero molto pi aspramente per il nuo
vo organo dellassociazione. Il primo numero di saggio usci il 15 di
cembre 1864 con il titolo Der Social-Demokrat, organo dellAssociazio
ne generale degli operai tedeschi. Proprietari e redattori ne erano Hof-
stetten e Schweitzer, la lista dei collaboratori comprendeva Bernhard
Becker, Johann Philipp Becker, Engels, Herwegh, Hess, Liebknecht,
Marx, Riistow e Wuttke. Il programma si limitava a tre grandi punti:
solidariet degli interessi dei popoli e della causa popolare in tutto il
mondo civile; tutta la grande Germania in un libero Stato popolare;
abolizione del dominio del capitale. Il secondo numero di saggio usci
il 21, il terzo il 30 dicembre. Dal 4 gennaio il foglio cominci ad uscire
regolarmente: il marted, il gioved e il sabato.
La mente direttiva della redazione era Schweitzer ed egli faceva di
sua testa. Il primo editoriale esponeva i meriti di Lassalle verso la classe
operaia; il secondo invece si occupava della questione dello Schleswig-
Holstein, affermando che ogni soluzione di questo problema, possibile
nel quadro della situazione esistente, era egualmente funesta per la na
zione sia che lAustria o la Prussia conservassero il paese conquistato,
sia che lo Schleswig-Holstein diventasse uno Stato indipendente. Nel
primo caso il cancro della Germania, il dualismo delle due grandi po
tenze, sarebbe stato rinvigorito, nel secondo sarebbe stata sanzionata di
nuovo la piaga del frazionamento statale. Se la Prussia annetteva quella
regione vi era almeno in tanta miseria una consolazione: il Bundestag,
lunico organo della nazione nel suo complesso, sarebbe stato colpito
mortalmente, e in questo modo la situazine avrebbe sospinto ad un
rivolgimento decisivo e, finalmente, al risveglio della nazione.

883
In politica interna Schweitzer sottolineava la completa indipenden
za del partito socialdemocratico. Certo lenergia combattiva del proleta
riato era giustamente a disposizione della borghesia nella lotta contro
1assolutismo, ma se il partito della borghesia liberale non avesse assunto
un atteggiamento piu amichevole ed anzi si fosse comportato ancor pi
ostilmente del partito monarchico-assolutistico verso il partito del po
polo, a quest ultimo non rimaneva che collaborare, secondo le circo
stanze, per scopi singoli e in determinate questioni concrete, con luno
o con laltro partito, sempre con il presupposto che la posizione indi-
pendente in linea di principio del partito del popolo non fosse mini
mamente intaccata da una simile collaborazione per singoli scop i.
Senza dar peso alla gazzarra della stampa borghese sul blocco con la
reazione , Schweitzer osservava che un tale sciocco discorso non po
teva essere preso sul serio: poich questi imbecilli professori e quei
signori dal portafoglio gonfio, insieme ai loro pennivendoli, sanno be
nissimo chi noi siamo e chi essi sono ; la socialdemocrazia tedesca era
un partito a se stesso, e i suoi principi sarebbero diventati carne e san
gue della nazione quando la storia avrebbe schiacciato nella polvere
sotto il suo ferreo tallone tutto ci che adesso sembrava cosi grande.
La gazzarra liberale sul blocco con la reazione trov alimento
soprattutto in cinque editoriali sul ministero Bismarck che Schweitzer
pubblic nel periodo dal 27 gennaio al 1 marzo. In realt essi dimo
strarono soltanto che Schweitzer per chiarezza di visuale politica gigan
teggiava sulla stampa progressista. A leggerli oggi quegli articoli ap
paiono in qualche modo banali, nel senso che gli avvenimenti hanno
confermato da lungo tempo ci che Schweitzer prevedeva in un mo
mento in cui assai pochi in Germania erano coloro che potevano pe
netrare nello stesso modo la situazione politica.
Schweitzer negli articoli su Bismarck indagava dal punto di vista
storico quali fossero in generale i fattori capaci di agire nella questione
tedesca. Per lui ce nerano soltanto due: le baionette prussiane e i
pugni dei proletari tedeschi. Egli dimostrava che il Bundestag, lAustria,
gli Stati piccoli e medi si erano dimostrati nella questione tedesca sem
plicemente incapaci : nel bene come nel male. Tale questione poteva
essere risolta soltanto in due modi : o la nazione tedesca soccorreva se
stessa con una rivoluzione, e questa era la soluzione normale della que
stione tedesca, nell interesse dei tedeschi, per ogni democratico. Oppure
lo Stato prussiano, fedele alle sue tradizioni storiche, inghiottiva il resto
della Germania, e a questa soluzione della questione tedesca Bismarck

884
in iitici momento lavorava con grande successo. Q uesta mta e fon
>1unrntalmente diversa da quella cui 1 intera nazione tende: istaurati
mi Stato popolare tedesco fondato essenzialmente sulle idee moderne
l o rnamente ambedue le correnti hanno in comune il fatto di voler
unificare le parti della nazione finora separate; internamente esse sonc
diverse, perch nel primo caso lunificazione sarebbe un puro e semplici
'mnncnto al servizio di interessi dinastico-particolaristici, nel secondi
*,11 ebbe unaltissima meta nazionale. Ma cosi come era nemico de)
Uri inanesimo, il prussianesimo era nemico anche dei poteri esistenti
In G erm ania.
In base alla storia prussiana, Schweitzer spiegava che il particola
rlsmo prussiano era il particolarismo pi nocivo per lo sviluppo na
zionale, perch il pi potente, che esso significava qualcosa di ben di
vrrso del particolarismo del Liechtenstein o lippedetmoldese e anche
' 11 quello bavarese e svevo. Un ministro prussiano, che assumesse le
antiche tradizioni dello Stato prussiano, sarebbe stato spinto in avanti
ilul la forza stessa delle cose e non avrebbe potuto tornare indietro. La
politica tedesca del partito progressista soffriva dellerrore di non es
sere n prussiana n tedesca. Essa voleva 1 unita tedesca con a capo L
Prussia, senza capire che l'unit tedesca si poteva avere soltanto con k
i ivoluzione tedesca, e che la guida della Prussia avrebbe potuto crear
soltanto una grande Prussia. Voler dimostrare ancor oggi lacume d
questa indagine storica vorrebbe dire portare acqua al mare.
Tuttavia non tutto era giusto negli articoli di Schweitzer su Bis
inardo Per quanto egli avesse ragione nel dire che il particolarismi
prussiano era qualche cosa a s, che doveva essere compreso seconde
le condizioni della sua origine e della sua esistenza storica, egli descri
veva la caratteristica di queste condizioni con una vivacit che spesse
poteva essere scambiata con una glorificazione. Era ancora poco mali
che Schweitzer parlasse della notevole politica di Bismarck. A que
sta stessa politica, nello stesso periodo, Albert Lange riconosceva
tratti dellaudacia e di una certa grandiosa semplicit ; questa reazioni
di persone intelligenti alle sciocche puerilit con cui la Societ nazional
credeva di poter rovesciare il ministro prussiano era pi che com
prensibile. M a la maniera con cui Schweitzer faceva dello Stato tede
sco lopera di valenti governanti e con cui esaltava il genio pos
sente del vecchio Fritz, un uomo ammirevole in ogni senso , e al
tro ancora, non reggeva n dal punto di vista storico n da quello pc
litico. A dei maligni avversari e Schweitzer avrebbe dovuto sapere chi

885
egli doveva combattere con avversari molto maligni sarebbe bastato
soltanto distaccare singole proposizioni dal contesto per risvegliare lim
pressione che il giovane movimento operaio si stava prussificando. Que
sto sbaglio di Schweitzer si fece sentire specialmente nei primi due ar
ticoli su Bismarck, assai meno negli ultimi tre. N el frattempo egli aveva
ricevuto una lezione assai severa, perch la sua politica era stata smen
tita pubblicamente da Marx ed Engels.
La riluttanza di questi due uomini a collaborare al Social-Demokrat
aveva avuto le sue buone ragioni. Se essi avevano nutrito gravi dubbi
sull agitazione di Lassalle e non avevano voluto assumersi la direzione
del movimento operaio tedesco, adesso la cosa pi opportuna era che
lasciassero andare le cose come volevano, come gi avevano fatto al-
1 epoca di Lassalle. La mezza responsabilit di una pura e semplice col
laborazione allorgano dellassociazione avrebbe portato ad attriti di
ogni sorta. Schweitzer ha dimostrato di mirare sinceramente a porre
1agitazione sulla base di principio pi larga, corrispondente alle conce
zioni del Manifesto dei comunisti, rimanendo fedele a questo propo
sito, anche dopo aver ricevuto un duro diniego dagli autori del Ma
nifesto. Ma Marx ed Engels non si fidavano di lui, e le informazioni
di Liebknecht rafforzarono ben presto questa sfiducia. Quando questi
scrisse in Inghilterra quel che poi doveva subito dopo dire pubblica
mente, Marx ed Engels, nonostante la sincerit soggettiva dell'informa
tore, non potevano farsi nnidea esatta delle persone e della situazione
della Germania in quel tempo. Senza dubbio nel considerare le cose
deffa Prussia, essi non hanno mai completamente abbandonato la men
talit renana e ci si poteva gi percepire nel loro giudizio su Lassalle e
sull agitazione di Lassalle, come nel 1848 nel loro giudizio su Born
e il movimento operaio dellepoca a Berlino e Lipsia.
Marx condann subito il primo editoriale del Social-Demokrat su
Lassalle come un incensamento servile , e questo era un giudizio in
giustamente aspro, anche se si pu ammettere che non tutte le cose
scritte fossero doro zecchino. Schweitzer preg di avere pazienza,
dicendo ohe le cose sarebbero a poco a poco migliorate. Su sua richie-
sta, Marx scrisse subito dopo un necrologio su Proudhon12, che era morto

1 Marx a Kugelmann, 23 febbraio 1865, in K. Marx , Lettere a Kutelmann.


hditori Riuniti, Roma 1970.
2 K. Marx , Lettera a Schweitzer, pubblicata nei numeri 16, 17 e 18
de. Social Demokrat , 1865. Cfr., per la traduzione italiana, K. Marx ,
Miseria della filosofia, Editori Riuniti, Roma 1971J, pp. 183-190.

886
nel gennaio 1865, tuttavia non senza definire, in quell'eccellente arti
colo, violazione del semplice senso morale qualsiasi compromesso,
anche apparente, con i poteri costituiti . Contemporaneamente Engels
invi la traduzione di un antico canto contadino danese per attirare,
nel commento, lattenzione degli operai tedeschi sulla necessit della
lotta contro gli junker. Naturalmente Schweitzer stamp questi articoli
senza cambiarvi niente. Ma allora Marx ebbe nuove obiezioni da fare,
per una lettera di Hess da Parigi e per la posizione di Schweitzer verso
il movimento di coalizione, che allora cominciava a svilupparsi in Ger
mania. Schweitzer preg di nuovo di avere pazienza. Il 15 gennaio scri
veva a Marx che avrebbe accolto con animo grato ogni chiarimento
teorico come un insegnamento, ma che, per giudicare questioni pratiche
di tattica quotidiana, bisognava trovarsi nel pieno del movimento.
Egli aggiungeva: V i prego di non dimenticare che 1Associazione ge
nerale degli operai tedeschi un organismo consolidato e rimane legata
in una certa misura alle sue tradizioni. Le cose in concreto portano sem
pre con s un qualche peso ai piedi . Marx ed Engels risposero con
I una dichiarazione pubblica 2, datata da Londra e Manchester il 23 feb
braio, in cui affermavano che la tattica seguita dal Social-Demokrat esclu-
1 deva una loro ulteriore collaborazione a quel foglio. Essi non avevano
mai mancato di riconoscere la sua difficile situazione e non avevano
mai posto delle pretese incompatibili per il meridiano di Berlino. Ma
avevano ripetutamente chiesto che verso il governo e verso il partito
assolutistico-feudale si tenesse un linguaggio almeno altrettanto ardito
che verso il partito progressista. Nella Deutsche-Brusseler-Zeitung essi
avevano gi detto che cosa pensavano di un regio socialismo governativo
prussiano e definito la giusta posizione del partito operaio verso un tale
miraggio, e anche allora sottoscrivevano ogni parola di quella dichia
razione. In pari tempo Liebknecht usci dalla redazione e pochi giorni
dopo Herwegh, Rustow e Johann Philipp Becker negarono la loro col
laborazione. Soltanto Hess e Wuttke, fra i collaboratori, rimasero fe
deli al giornale.
La borghesia salut con gioia questo conflitto, e 1organo di Sonne-

1 Nel numero 18 del Social-Demokrat, 11 marzo 1865, Engels pub


blic la traduzione tedesca di questo canto rivoluzionario di contadini danesi, dal
titolo Herr Tidmann. Recentemente ripubblicato in M a r x -ENGELS, Vber Kunst
und Dteratnr, 6* edizione, Berlino 1953, pp- 2634. , ,
^ Pubblicata recentemente in M arX-En g e ls -Lenw -St a lin , Zut deutscben
Geschichte, voi. II, p. 840.

887
mann dall'alto della sua antica moralit insegn agli operai con senti
menti democratici che cosa dovessero pensare di capi come Marx
ed Engels che si erano indotti a collaborare con il Social-Demokrat, seb
bene gi Lassalle avesse amoreggiato con la reazione. A questa intelli
gente trovata, Schweitzer oppose che tuttavia i pi velenosi avversari
dellagitazione lassalliana giudicavano incoerente il modo di agire di
Marx e di Engels: anche questa copertura tattica non avrebbe dovuto
essere presa alla lettera. Invece del tutto inopportuna fu linsinuazione
calunniosa di Schweitzer che certe persone si erano tirate indietro, perch
avevano capito di non poter avere una parte di primo piano nel partito.
Marx allora rispose aspramente e con forza sulla Berliner Reform, il
giornale diretto da Guido Weiss \ Altrimenti Schweitzer si sforz di
passare al pi presto possibile allordine del giorno politico, lasciando
andare le beghe personali . Purtroppo aveva fatto i conti senza il
disgraziato Bernhard Becker, che intraprese limpossibile tentativo di
affermarsi come successore legittimo di Lassalle e di far fuori gli avver
sari dellassociazione a colpi di clava. Il 22 marzo egli tenne agli operai
di Amburgo un lungo discorso, traboccante di attacchi personali con
tro la contessa Hatzfeldt come contro Marx, Engels e Liebknecht.
Ci provoc le scene pi violente nella comunit di Berlino. Lieb
knecht difese cavallerescamente la contessa dagli attacchi di Becker, seb
bene avesse gi rotto con lei dal punto di vista di principio, e confut
le odiose calunnie che Becker aveva attinto dal pamphlet di Vogt, e da
altre fonti del genere, contro di lui, Marx ed Engels. Su sua proposta la
comunit berlinese decise, quasi allunanimit, di espellere dallasso
ciazione Bernhard Becker come bugiardo, calunniatore, e idiota incura
bile , nel fervore della battaglia anche Liebknecht contribu ad aumen
tare la confusione. Sulla Rheinische Zeitung, un giornale astiosamente
ostile al movimento operaio, pubblic una dichiarazione nella quale dice
va fra laltro che la dottrina di Lassalle non era altro che una povera
ed annacquata imitazione dei principi che da anni lui e i suoi amici
sostenevano. Poco prima, Marx aveva liquidato il ciarlatano Blind che di
fronte alla classe operaia marciava sullo stesso binario della Rheinische
Zeitung con queste parole : Sono ben lontano dal voler far compren
dere un uomo come Lassalle e la reale tendenza della sua agitazione ad
un clown grottesco, dietro il quale non si nasconde altro che la sua1

1 La dichiarazione, del 15 marzo 1865, fu pubblicata il 19 marzo sul N. 67


della Berliner Reform .

888
propria ombra, al contrario sono convinto che il signor K arl Blind
adempie il compito assegnatogli dalla natura e da Esopo quando prende
a calci un leone morto In questo modo esemplare certamente era
segnato il limite, che in tutte le circostanze avrebbe dovuto essere os
servato, quando si trattava dell'opera e della persona di Lassalle agli
occhi della borghesia.
N el pieno di questa sgradevole contesa, fu pubblicata una piccola
opera sulla questione militare prussiana e il partito operaio tedesco,
che Engels aveva gi abbozzato e anche terminato prima del conflitto
pubblico. In ogni caso essa assolutamente aliena dalla polemica, anche
se nella sua ultima parte scritta tenendo continuamente conto della tat
tica di Schweitzer. Nelle prime due parti Engels spiegava la questione
militare prussiana dal punto di vista del governo e della borghesia con
limparzialit storica del ricercatore scientifico, che era incomprensibile
per uomini come Hess e Riistow, per non parlare poi dei politicanti
liberali. Essa si concludeva con queste affermazioni: mantenere innan
zitutto organizzato il partito operaio nella misura permessa dalle circo
stanze; costringere il partito progressista a muoversi effettivamente;
spingerlo nella misura del possibile a rendere pi radicale il proprio
programma e ad attenervisi, bollare e ridicolizzare spietatamente ogni
sua inconseguenza e debolezza; lasciare andare come voleva la que
stione militare vera e propria, nella consapevolezza che il partito ope
raio avrebbe fatto una buona volta la sua propria riorganizzazione
dellesercito tedesco ; rispondere invece alla reazione e ai suoi alletta
menti ipocriti con le fiere parole del vecchio canto di Hildebrand: B i
sogna accettare i doni con la spada, lama contro lama .
A ben vedere in questo programma non vi era niente che contrad
dicesse la concezione di Schweitzer. Schweitzer avrebbe potuto appel
larsi addirittura ad Engels contro la rumorosa protesta di Herwegh
perch il Social-Demokrat non aveva accettato un articolo di Riistow
sulla questione militare prussiana da lui inviato. In questa questione
Riistow aveva assunto una posizione certo piu radicale, ma tuttavia
sostanzialmente uguale a quella della borghesia. Per conseguenza Her
wegh attaccava Engels con non minore violenza di Schweitzer. Per sco
prire la reale divergenza di opinioni fra Engels e Schweitzer bisogna 1

1 K. Mara, An ien Redakteur des Beobachter , in Nordstern , 10


dicembre 1864.

889
esaminare un po piu da vicino gli argomenti con cui Engels giungeva
alle sue conclusioni.
Egli descriveva le pose bonapartistiche del governo prussiano ed
affermava che se esso avesse concesso il suffragio universale, lo avrebbe
costellato di clausole tali che non sarebbe stato un suffragio universale.
Rimandava alle esperienze francesi, che in Germania avrebbero avuto
un corso ancora peggiore. Il proletariato tedesco non era concentrato e
non aveva una cosi lunga esperienza di lotta come quello francese.
Inoltre la regola in Germania non era il piccolo contadino parcellare
bens la grande propriet fondiaria; se un terzo dei proletari tedeschi
erano sotto il dominio dei capitalisti, due terzi erano sotto quello dei si
gnori feudali. Finch il proletariato agricolo non sar attratto nel mo
vimento, il proletariato cittadino in Germania non far e non potr
fare la bench minima azione, e il suffragio universale diretto sar per
il proletariato non unarma ma una trappola '. Qui stava la vera di
vergenza di opinioni fra Engels e Schweitzer. Quando poi Engels af
fermava che lintero movimento operaio in Germania era solamente
tollerato e che in ogni momento il governo poteva dargli il colpo di
grazia, non solo Schweitzer era daccordo, ma proprio questo fatto in
contestabile era la molla della sua tattica. Tanto meno egli avrebbe
avuto da obiettare contro laffermazione che la classe operaia non aveva
da essere grata alla reazione se questultima per odio alla borghesia
avesse fatto delle concessioni sociali, come il diritto di coalizione, il
controllo sulle fabbriche, la giornata lavorativa normale ecc., oppure
contro l affermazione che, se la classe borghese tradiva le libert bor
ghesi, gli operai dovevano tuttavia proseguire l'agitazione per la liber
ta di stampa e il diritto di associazione, nonostante i borghesi.
Schweitzer aveva cercato di trarsi fuori come poteva dalla assai
complicata situazione, in cui lo aveva cacciato linsulso discorso di
Becker ad Amburgo. Egli non poteva smentire Becker, se non voleva
scardinare tutto quel che ancora rimaneva, e perci si sforz nuova
mente di eliminare al pi presto le polemiche personali. Quando las
sociazione ebbe superato la crisi, egli si astenne da qualsiasi attacco per
sonale, tenne sempre in grande considerazione Marx ed Engels come teo-

F. EN G ELS, Dte preussische Militdrfrage und die deutsche Arbeiterbartei


rip u b b lic a to in Zur deutschen Geschichte v o i l i
M a r x - E n g E L S - L e n IN -S t a l i n ,
p. 835.

890
ilei notevoli, e si limit a negare loro la capacit di dare un giudizio ade-
liiinto sulle possibilit pratiche dellagitazione tedesca. Durante la crisi,
Hess, che non poteva dimenticare la sezione del Manifesto comunista
ini socialismo tedesco, aveva attaccato di passata, in una lettera pari
gina, lopera di Engels, ma Schweitzer non la pass. Egli stesso rispose
in seguito, dopo la crisi, in maniera assolutamente concreta e degna
,rnza nominare Engels, cosi come Engels non aveva fatto il suo nome.
Schweitzer diceva che contro il suffragio universale si facevano due
obiezioni. La prima che, anche se fosse stato adoperato in maniera one
sta e giusta, dato leffettivo grado di cultura del popolo, specialmente
della popolazione agricola, avrebbe potuto diventare un sostegno delle
forte reazionarie. A ci bisognava principalmente obiettare che in un
primo momento importava meno inviare delle maggioranze nella rap
presentanza popolare, quanto piuttosto stabilire in generale il voto
popolare negli organismi statali riconosciuti e forniti di autorit formale,
tosa che con il sistema delle tre classi era praticamente impossibile. Sa
rebbe gi stato molto, anzi moltissimo, se il partito operaio fosse stato
rappresentato nel parlamento sia pure in numero esiguo.
La seconda obiezione, che cio il suffragio universale senza il cor
rispondente complemento della libert di stampa e della piena liber
t di associazione avrebbe favorito non la causa del popolo bens
(a causa dei suoi' oppressori, in realt non era una obiezione. Il partito
operaio, diceva Schweitzer, esige il suffragio universale, naturalmente
soltanto come il coronamento conseguente di tutti i diritti che sono
compresi nel concetto di uno Stato libero; un suffragio universale senza
questi diritti sarebbe stato il miserabile tranello di un antipopolare do
minazione, dispotica ed arbitraria, demagogicamente mascherata. Certo
rimaneva la questione se persino un tale suffragio rispetto alla legge
elettorale esistente non sarebbe stato da salutare come un progresso, sia
pure relativo, e come il male minore.
A questa domanda si potrebbe rispondere con un si e con un no.
Con jin si, se si considera che con un simile diritto di voto si sarebbe
pur sempre conquistato un importante strumento a patto di una parti
colare tenacia delle masse, con un no, se si considera che il godimento
di un diritto, presente tuttal pi come un apparenza, avrebbe potuto
diventare per lo sviluppo delle masse pi pericoloso che la negazione
aperta di un importante diritto. N oi crediamo realmente che in seno
al nostro partito le opinioni su questo si o su questo no siano divise. Ma
( e questa la cosa principale in ogni caso noi siamo concoidi

891
che, se mai il suffragio universale fosse concesso da un governo senza
che in pari tempo fossero garantiti gli altri corrispondenti diritti del
popolo, il primo anzi l'unico uso di questo diritto di voto sarebbe in
primo luogo diretto ad ottenere e a garantire gli altri diritti. Perch noi
abbiamo bisogno della libert, della libert soprattutto . Se dunque
Engels aveva affermato che la concessione del suffragio universale da
parte del governo prussiano non era unarma bens una trappola,
Schweitzer diceva che, pur essendo una trappola, poteva diventare unar
ma. Questo era il nocciolo della divergenza di opinioni esistente fra
Engels e Marx da una parte e Schweitzer dallaltra.
Tre anni e mezzo dopo, il 13 ottobre 1868, Marx scriveva a Schweit
zer: I o riconosco incondizionatamente lintelligenza e lenergia con la
quale voi agite nel movimento operaio. Non ho nascosto a nessuno dei
miei amici questa mia opinione > \ E, aggiungendo: non misconosco
la difficolt della vostra posizione e non dimentico mai che ognuno di
noi dipende pi dalle circostanze che dalla sua volont , Marx ammet
teva quella stessa idea per cui Schweitzer il 15 febbraio 1865 aveva
chiesto la sua comprensione: cio che le cose in concreto si portano
sempre dietro un peso al piede. Nella sua situazione veramente diffi
cile, Schweitzer non ha sempre mantenuto i giusti confini alla sua
tattica, come ad esempio in certe frasi degli articoli su Bismarclc. ma
il corso storico delle cose ha confermato quella tattica come giusta.
Un ultimo conflitto di opinioni sui compiti del partito operaio si
svolse nella stessa epoca fra Albert Lange e Schweitzer12. Latteggiamento
negativo che aveva assunto al congresso di Lipsia in occasione della sua
elezione nel comitato, fu per Lange di incitamento ad esprimersi in
relazione alla questione operaia per non addossarsi il rimprovero di un
contegno ambiguo. Il suo piccolo scritto era enormemente ricco di fini
ed intelligenti oservazioni sul movimento operaio, ma soffriva di un er
rore fondamentale: Lange si atteneva alla legge malthusiana della
popolazione, la quale pareva avere ottenuto una definitiva conferma dalla
teoria di Darwin, che proprio allora si diffondeva. La formazione scien
tifica poneva unultima barriera al pensiero sociale di Lange, nella m i

1 La lettera di Marx fu pubblicata in J. B. S c h w e i t z e r , Politische Aufstze


uni Reden, Berlino 1912, p. 279.
2 Cfr. la lettera di Engels a F. A. lange, 29 marzo 1865, pubblicata in K.
M A R X , F. E n g e l s , Ausgewhlte Briefe, Berlino 1953, pp. 201-205; e M a r x a
Kugelmann, 27 giugno 1870, in K. M a r x , L ettere a Kugelmann, cit., pp. 124-126.

892
sura in cui Lange si arrestava alle viete conclusioni che gli economisti
volgari avevano tratto e ancora traevano da Malthus.
Nelle sue rivendicazioni pratiche Lange era molto pi vicino a Las-
salle che a Schulze. Egli voleva la completa indipendenza del movimento
operaio, lazione indipendente della classe operaia in prima linea in
campo politico poi in quello cooperativo. La subordinazione delle aspi
razioni culturali a questi scopi pi urgenti, la democratizzazione dello
Stato con una illimitata libert di associazione e di stampa, con listru
zione generale e gratuita in tutte le questioni comuni e necessarie ai
cittadini, con lappoggio finanziario e legale delle cooperative di produ
zione, in particolare anche per le grandi aziende agricole. Lange era
pi scettico di Lassalle sugli effetti del suffragio universale, ma ammet
teva che doveva essere concesso non appena le masse lo richiedessero
e riconosceva anche che non vi era alcun mezzo di agitazione migliore,
pi giusto e ricco di prospettive per lattuazione di idee sociali. Con
questo programma Lange era diventato un pruno in un occhio della
borghesia, tanto pi amaramente perci egli accolse la totale indiffe
renza verso lo scritto negli ambienti degli operai e dei loro portavoce .
E in realt Schweitzer recens quellopera in maniera assai sprezzante,
senza lontanamente accorgersi della sua importanza. intellettuale, e pare
anche che Lange non abbia trovato unaccoglienza particolarmente ami
chevole, quando svilupp le sue idee in una conferenza alla comunit di
Duisburg dellAssociazione generale degli operai tedeschi.
Questa sorte immeritata di Lange si pu spiegare per il fatto che la
sua opera apparve proprio quando gli animi erano profondamente ec
citati dalla crisi dellassociazione. D altra parte vi era anche il fatto che
Lange voleva fare da mediatore dove non cera pi niente da mediare,
anche se'assicurava in buona fede che erano da lui lontane tutte le idee
di una mediazione. Egli allora parl della socialdemocrazia falsificata
neoprussiana di Berlino , ma, in seguito, il suo carattere equo ed equi
librato lo port a intendersi di nuovo con Schweitzer nella misura in
cui ci fu in generale possibile.
Nel Boto voti Niederrhem, un giornale che usciva tre volte alla
settimana e che pubblic dallautunno del 1865 allestate del 1866 a
Duisburg, Lange biasim come un errore, anche se assai scusabile per
le circostanze, il fatto che Lassalle avesse considerato il sistema coope
rativo troppo unilateralmente dal punto di vista piccolo-borghese filisteo
di Schulze ed a,vesse trascurato lo spirito autenticamente socialista, che
aveva gettato le sue radici nelle cooperative operaie inglesi e francesi

893
e in parte anche in quelle tedesche. Quando gli ebrei ritornando dal
l esilio edificarono il loro tempio portavano in una mano la spada e nel
laltra la cazzuola. Cosi dovrebbero comportarsi reciprocamente lAsso
ciazione generale degli operai tedeschi e le cooperative. Il loro compito
non il medesimo ma esse si integrano . Come gi era risultato dalla
sua opera sulla questione operaia, questo era il punto vero e proprio in
cui Lange non voleva affatto una confusione opportunistica dei contra
sti, bens lunione di cose che potevano ben unirsi. Ma egli non rico
nosceva i diritti di quellunilateralit senza la quale nessuna grande
azione pratica possibile.
Schweitzer ammetteva volentieri che il presunto errore di Lassalle
aveva avuto i suoi vantaggi. Tuttavia proprio questa era una decisa
prerogativa del suo programma di agitazione. L errore opposto sarebbe
stato il pi appropriato per suscitare la polemica dottrinaria di qualche
specialista, ma non una infiammata agitazione operaia . A llinconve
niente che Lange deplorava si sarebbe ben presto rimediato nella pra
tica; ci che in parte era gi avvenuto. Tuttavia non per questo si sa
rebbe dovuta alimentare lillusione, mai abbastanza combattuta ed eli
minata, secondo cui le cooperative basate sul cosiddetto aiuto reci
proco > avrebbero potuto determinare un durevole e radicale migliora
mento della condizione della classe proletaria. Lange rispose che in
tutto ci poteva pur esserci qualche cosa di vero, solo che bisogna
va tener conto del fatto che la grande massa degli operai non sof
friva certo di una sopravvalutazione dellaiuto reciproco bens di una
vera e propria mancanza di solidariet. Proprio gli operai che erano en
trati nello spirito autentico della cooperazione si erano avvicinati alle
aspirazioni dellAssociazione generale degli operai tedeschi pi della
massa indifferente.
In pari tempo per Lange respinse alcune indiscrete osservazioni
con le quali Sonnemann si era intromesso nella discussione. Questo pen
satore capitalistico aveva detto che il congresso delle associazioni operaie
tedesche era la vera socialdemocrazia, che concordava pienamente con i
socialdemocratici di Inghilterra, Francia, America, mentre lAssociazione
generale degli operai tedeschi si distaccava dalla realt con la sua fan
tastica politica dellavvenire, che da una parte rivendicava il suffragio
universale e quindi il dominio della maggioranza, e dallaltra voleva pre
scrivere gi a questa maggioranza un determinato programma socialista.
Lange lo liquid affermando che laccordo delle associazioni operaie te
desche con i socialdemocratici americani inglesi e francesi non era poi

894
unto spinto, che esso era cominciato quando ci si era liberati dalla ti
mida e unilaterale direzione di Schulze e che perci era dovuto allin-
llnenza indiretta dell'agitazione di Lassalle. La politica dellAssociazione
generale degli operai tedeschi non aveva niente di inaudito. Difficil
mente i seguaci di Lassalle avrebbero potuto contare su una vittoria
totale se si fosse eletto un parlamento con il suffragio universale- Ma
si pu affermare che lintero carattere di quella assemblea muter
tinche se vi entrer soltanto una mezza dozzina di socialdemocratici de
cisi. D a quel momento anche tutto il modo con cui la questione so
ciale affrontata nella stampa dovrebbe cam biare. Ed era gi qual
cosa, diceva Lange, tanto pi che il sistema delle tre classi non per
metteva di affermarsi a nessuno che appartenesse a questa corrente,
quale ohe fosse lesito delle elezioni.
Schweitzer pot registrare con soddisfazione queste osservazioni di
Lange. La sua discussione con Lange sboccava nello stesso punto in cui
era sboccata la discussione con Engels, una prova di pi che que
sto era il punto centrale di tutta la polemica scoppiata dopo la morte
di Lassalle e decisa praticamente dagli operai molto prima che essa aves
se fine nella teoria.3

3. La decisione degli operai

La dichiarazione con cui Marx ed Engels rinunciavano a collaborare


al Social-Demokrat fu pubblicata nel n. 29 del giornale. Questo breve
spazio di tempo era stato sufficiente per far crescere lalberello cosi
saldamente, che esso pot affrontare la violenta tempesta.
I trionfi che la fine dellanno 1864 aveva portato alla causa operaia
proseguirono ininterrottamente agli inizi del 1865. Bernhard Becker
non era un abile agitatore, ma quando in gennaio visit i distretti dei
tessitori slesiani bast la sua comparsa per guadagnare allassociaz:one
pi di mille iscritti; ben presto nacquero col dieci comunit delle quali
una contava cinquecento membri, unaltra quattrocento e la maggior
parte pi di duecento. Il nuovo comitato del distretto del Meno con
voc per la prima domenica di febbraio una grande assemblea a M a
gonza nella Sala di marmo del principe elettore , dove duemila ope
rai si pronunciarono con etusiasmo a favore dei principi di Lassalle.
Poco prima Hillmann aveva fatto unardita puntata a Remscheid, Hagen,

895
Iserlohn con splendidi risultati. Fra i nuovi iscritti si trovavano Hasen-
clever e Tlcke.
La situazione di Iserlohn occup per qualche mese lattenzione del
l opinione pubblica assai oltre gli ambienti dellassociazione. Quando un
burocrate decideva di estendere a suo piacimento larbitrio poliziesco,
risultava che ai suoi capricci non erano posti confini. Il borgomastro
Hiilsmann aveva semplicemente deciso di non permettere il sorgere del
movimento operaio a Iserlohn; dove credeva di scorgerne un barlume,
proibiva, perseguitava, imprigionava. Tra l'altro egli aveva ordinato che
i funzionari di polizia avrebbero dovuto sciogliere ogni assemblea in cui
si fosse parlato di operai o di associazioni operaie >. Gli sguardi
dellalta burocrazia naturalmente si posarono con compiacenza su questo
solerte e valido funzionario. Tuttavia Tlcke riusc a domarlo, anche
se a male estremo dovette opporre estremo rimedio.
Infatti il 22 marzo egli fece inviare dalla Associazione operaia di
Iserlohn un telegramma di auguri per il compleanno del re Guglielmo
e per la serata convoc una festosa riunione degli iscritti per acco
gliere la risposta reale. Essa pervenne puntualissima e graziosissima, i
funzionari di polizia ne proibirono la lettura, poich era indirizzata ad
una associazione operaia e questa parola secondo lordine del borgo
mastro non poteva essere pronunciata in pubblico. A questo punte do
vette intervenire il presidente distrettuale, il quale non os proibire la
lettura e controvoglia dovette cosi impartire unamara lezione al fedele
servo Hiilsmann. impossibile enumerare tutte le mosse con cui Tlcke
riusc a mettere in difficolt il borgomastro; nel settembre 1865 questo
povero diavolo era arrivato al punto da dare veramente di fuori:
eman un ukase alle trattorie e alle mescite di Iserlohn che le minacciava
di revoca della licenza di esercizio se nei loro locali avessero tollerato
lex scritturale e adesso disoccupato K arl Wilhelm Tlcke o gli avessero
dato in qualunque modo cibo o bevande . Non sarebbero state ammesse
scuse di non conoscere il detto Tlcke. Contro una tale ordinanza era
certamente aperta la via delle querele, ma a coloro che si sentivano of
fesi sarebbe stata tolta la licenza di esercizio come persone che non da
vano sufficienti garanzie di esercitare con ordine la loro attivit . Questo
eccesso di ridicolaggine colp persino la polizia prussiana. Tlcke pot
ben presto sul Socid-Demokrat ringraziare per linvio di magnifiche
salsicce della Vestfalia ed altri regali che gli erano stati mandati da amici
borghesi dellumorismo per proteggerlo dalla morte di fame.
Ma lagitazione cominci ad estendersi soprattutto a Berlino. G i nel

896
suo discorso di Ronsdorf, Lassalle aveva detto che lassociazione operaia
di Berlino cominciava a diventare un terreno difficile per il partito pro
gressista. Ci gli era stato rinfacciato come una vanteria. Ma dopo la
sua morte si dimostr che non era cosi. Quanto pi si sviluppava la
grande industria, tanto pi urgentemente si faceva sentire negli operai
il bisogno della libert di coalizione; se il partito progressista fosse stato
ben consigliato, sarebbe intervenuto a tempo per questa che era una
conseguenza della sua stessa teoria liberoscambista. Con l abituale dop
piezza esso per voleva, come quel filisteo del 1848, la repubblica con il
granduca. La famigerata Associazione centrale per il benessere delle classi
lavoratrici, che era dominata dai manchesteriani, decise nellottobre 1864
unagitazione per la libert di coalizione, per una libert di coalizione
per con la museruola: si sarebbero dovute stabilire delle pene contro
ogni suo cattivo uso. Gli operai chiamati alle discussioni notarono bens
dove si mirava, ma prima che essi potessero esprimere il loro disaccordo
il degno Gneist li prevenne con unartificiosa mozione d ordine, e lasso
ciazione centrale si pronunci per una libert di coalizione che in realt
non era tale. Il malcontento dilag ben presto negli ambienti operai e
l'associazione operaia di Berlino convoc per il 22 gennaio 1865 una
assemblea di massa nella Tonhalle j>, per protestare contro-le decisioni
dellassociazione centrale e in particolare contro qualsiasi limitazione della
libert di coalizione non dovuta al normale codice civile.
Il Social-Demokrat si colleg con grande abilit a questo movi
mento. Senza nascondere che la libert di coalizione era una pura e
semplice conseguenza del regime economico liberale e non aveva niente
a che fare con il socialismo, esso la difese come un diritto inalienabile
della classe operaia. Allassemblea operaia del 22 gennaio erano stati
invitati i deputati progressisti, ma se ne presentarono appena una ventina
e fra questi grandi tribuni non uno trov il modo di dire una parola che
riscaldasse i cuori degli operai. Essi cercarono di far passare i trafficoni
dellassociazione centrale per nobili filantropi, e affermarono che gli
operai non dovevano meravigliarsi se il partito progressista difendeva
anche interessi diversi da quelli degli operai. A l che gli operai procla
marono chiaramente nei loro discorsi che ne avevano abbastanza dei
capi progressisti II relatore Dittmann dichiar che il culto di nobili fi
lantropi era idolatria e che gli operai non volevano essere sottoposti piu
a lungo a leggi eccezionali; ohe Lassalle aveva forse sopravvalutato il
suffragio universale, ma esso era un diritto della classe operaia e il diritto
doveva rimaner tale. Cosi parl quello stesso operaio che neppure due

897
anni prima aveva presieduto il pronunciamento contro Lassalle. L'assem
blea approv ll'unanimit la protesta proposta da Dittmann e Schulze
insieme a Faucher, si lasci indurre a proporre alla camera dei deputati
di abolire i paragrafi 181 e 182 dellordinamento professionale prussiano,
dei quali il primo proibiva la coalizione degli imprenditori, il secondo
la coalizione degli operai.
A questo punto intervenne il Social-Demokrat smascherando la vol
gare truffa tramata ai danni degli operai con questa proposta. Schulze
e Faucher avevano passato sotto silenzio i paragrafi 183 e 184 dellordi
namento professionale, il primo dei quali minacciava con multe e pene
detentive il collegamento tra operai di fabbrica, garzoni, aiuti o appren
disti, e 1 altro la violazione di contratto degli operai come anche ogni
loro atto di disobbedienza o di ribellione. Bernhard Becker incaric i
fiduciari dell Associazione generale degli operai tedeschi di convocare
dappertutto grandi assemblee operaie, per farle deliberare che la pro
posta Schulze-Faucher non soddisfaceva le giuste rivendicazioni della
classe operaia, e che gli operai volevano Fillimitata libert di coalizione
e dovevano chiedere 1 abolizione di qualsiasi clausola eccezionale conte
nuta contro di loro nellordinamento professionale.
Il tentativo dei presentatori della proposta di giustificare la loro mossa
insidiosa vers altro.olio nel fuoco. Schulze disse che il paragrafo 183
era gi stato annullato dalla costituzione, la quale ammetteva asso
ciazioni, la cui tendenza non contraddicesse il Codice penale; abolirlo
espressamente voleva dire mettere in dubbio la validit giuridica della
costituzione ed attentare ai pi sacri diritti fondamentali del popolo.
Tutta questa chiacchierata era al massimo una triste dimostrazione di
quel che gente del genere osava offrire agli operai. Secondo i verdetti
del tribunale supremo non importa quanto spregevoli, ma formal
mente validi le leggi speciali restrittive non erano state abolite dai
principi generali della costituzione. L abolizione del paragrafo 183 non
intaccava alcun sacro diritto fondamentale , bens eliminava una
trappola, che rendeva il diritto di associazione del proletariato ancora
piti illusorio di quello della borghesia. Inoltre Schulze disse che il
paragrafo 184 poteva si essere odioso ma per il momento non si poteva
abolire se non insieme con quelle restrizioni che ancora limitavano per
altri versi la libert personale. Schulze era veramente limitato da
credere onestamente a questi cavilli, ma la Volkszeitung fu ancora
pi sincera, quando dichiar che il partito progressista voleva mantenere
le sanzioni penali contro la violazione del contratto, naturalmente sol

898
unto per gli operai. Essa si degnava di ammettere che il paragrafo 184
poteva essere mitigato nelle sue clausole penali, ma un operaio che vio
lasse il contratto commetteva un reato e i reati debbono essere puniti.
Soltanto degli agitatori ignoranti potevano affermare che le sanzioni
penali contro la violazione dei contratti avessero alcunch da fare con la
libert di coalizione e vedete, vedete, vedete, voi operai; da gente
di questo genere siete aizzati contro persone che con cognizione, con
saggezza e con accortezza difendono la vostra causa . Nello stesso giorno
in cui questa indignazione morale veniva sfogata, le persone compe
tenti, sagge, ed accorte , decisero di fare ci che gli agitatori igno
ranti pretendevano : la commissione della camera dei deputati che do
veva discutere la proposta Schulze-Faucher la estese ai paragrafi 183 e
184. La frusta del Social-Demokrat aveva svegliato dai dolci sogni ca
pitalistici i tribuni progressisti; Faucher confess sospirando che la
preoccupante estensione del movimento non permetteva di indugiare
oltre. Alla met di febbraio si giunse nella camera al famoso dibattito
sulla coalizione, che dur tre giorni e che in questa rappresentanza di
capitalisti provoc la confusione della torre di Babele. Schulze strillava,
non scatenate la bestia, Faucher proclamava che le Trade Unions erano
il rimasuglio reazionario delle corporazioni medievali, Leonor Reichen-
heim recitava la parte dellinnocenza perseguitata e esaltava i fabbri
canti tessili slesiani come i pi amorevoli protettori dell umanit soffe
rente. Un quarto eroe del progresso promise che le cooperative di Schulze
avrebbero trasformato gli operai, individuo per individuo, in borghesi
benestanti, un quinto disse invece che si potevano aiutare gli operai
singolarmente ma non la classe operaia, un sesto suscit la piu grande
ilarit dicendo la piacevole battuta che Albert Lange stava a Las-
salle come Knipperdolling 1 a Maometto. Ebbra di questi trionfi oratri
la maggioranza progressista volle poi accettare la proposta della com
missione. Ma quando esamin piu da vicino la sua opera, risulto che
essa, fraintendendo del tutto la questione chiaramente posta dal pre
sidente, aveva deciso soltanto labolizione dei paragrafi 181 e 182.
Niente di pi naturale che gli operai si indignassero e vedessero nel
ridicolo incidente una perfida manovra, tuttavia il Social-Demokrat li
tranquillizz. Scrisse che certamente unassemblea operaia mai avrebbe
preso un granchio come quello, ma che questa volta ai progressisti era

1 Anabattista tedesco giustiziato nel 1536 a Miinster.

899
stata completamente tolta la cattiva volont dallenergico atteggiamento
degli operai. Quei grandi parlamentari, aggiungeva il giornale, ave
vano soltanto voluto far vedere che l dove finiva la loro cattiva volont,
cominciava la loro inettitudine.
Il partito conservatore e il governo non chiusero la discussione sulla
coalizione meglio dei progressisti. Wagener balz in sella al suo zoppi
cante cavallo di battaglia del suffragio universale, storpiato corporati
vamente, e present la famigerata proposta di incitare il governo all'ini
ziativa nella soluzione della questione sociale. Bismarck fantastic sui re
dei poveri quali gli Hohenzollern sarebbero stati sin dalle origini. Il
ministro del commercio von Itzenplitz, a sua volta, dichiar ufficialmente
che il governo era pronto ad assicurare la libert di coalizione, ma che
ci non bastava. Bisognava formare una commissione composta di im
prenditori e di operai per discutere in quale misura, favorendo il recente
sistema cooperativo, le associazioni di consumo, di prestito e produttive,
la condizione della alasse lavoratrice, potesse essere migliorata ma
terialmente in notevole m isura. Il Social-Demokrat prese o fece finta
di prendere sul serio questa dichiarazione per servirsene contro i pro
gressisti. Questo sarebbe poi stato il punto che Marx non approv nel
la posizione di Schweitzer verso il movimento per la coalizione. Altri
menti questa posizione corrispondeva assolutamente alle idee che Marx
stesso aveva manifestato.
Nel Soaal-Demokrat di quel tempo non si pu scoprire la bench
minima traccia di una tendenza al settarismo. Esso si allacciava dap
pertutto ai movimenti reali della classe operaia, per difendere energica
mente gli interessi del proletariato. Col consiglio e con l'azione, esso
assiste i pannaiuoli di Burg, i calzettai di Apolda, i compositori tipo
grafi di Lipsia, e si fece sentire ovunque scoppiasse la lotta per migliori
condizioni di lavoro. In particolare lo sciopero dei compositori tipografi
di Lipsia nel febbraio 1865 fece grande impressione; si trattava della
prima cessazione del lavoro in Germania che in qualche modo avesse
potuto attuarsi, giacch nel regno di Sassonia da alcuni anni vi era un
certo grado di libert di coalizione. I compositori lottavano per un
aumento di salario che dopo dieci settimane di lotta ottennero soltanto
a met; la loro energia fu spezzata perch ai proprietari delle tipografie
riusc far lavorare in numero sufficiente dei crumiri. Il Socid-Demokrat
fu praticamente l'unico giornale nella Germania che non polemizzasse
con i tipografi in sciopero e non li insultasse, e senzaltro l'unico che
difese con costanza ed abilit la loro causa. Nella maniera pi eloquente

900
I SSO fece vedere agli operai quanto riprovevole fosse il modo di agire dei
i rumiri, e ci voleva dire qualche cosa in un'epoca in cui Sonnemann ed
altrettali amici degli operai esaltavano il crumiraggio come cosa al
tamente meritoria, e per esempio lodavano i maniscalchi di Francoforte
ihe avevano paralizzato uno sciopero dei maniscalchi parigini.
Questo sviluppo delle cose spiega in modo esauriente che, se la massa
dellAssociazione generale degli operai tedeschi si pronunci per la tat
tica di Schweitzer, in ci non ebbe alcun ruolo la simpatia per la sua
persona. Schweitzer come per linnanzi era ancora assai poco amato
dagli operai; lassemblea generale di Dusseldorf non lo rielesse nella di
rezione, da cui la sorte lo aveva fatto uscire, ed anche il riconoscimento
del Social-Demokrat come organo dellassociazione non avvenne senza
difficolt. Quando riconoscevano la tattica di Schweitzer come la pi van
taggiosa per gli interessi del proletariato, le masse operaie erano guidate
unicamente dal loro naturale istinto di classe. Tanto meno le spaventava
il preteso civettare con la reazione . La politica della borghesia libe
rale aveva risvegliato nel proletariato un tale disprezzo per questo par
tito, che Schweitzer allora e pi tardi pot con buona ragione respingere
il rimprovero di aver aizzato gli operai contro lopposizione borghese
e pot dire egualmente a ragione che. non che scatenare lodio contro
il partito progressista, assai spesso aveva dovuto piuttosto frenarlo per
ragionevoli motivi politici.
La prima decisione a favore della sua tattica fu presa da un congresso
operaio della Renania Vestfalia, che ebbe luogo il 12 marzo a Barmen
e al quale furono inviate delegazioni da Diisserdolf, Elberfeld, Wermels-
kirchen, Solingen, Iserlohn, e altre comunit minori. Fu stabilito che
gli operai potevano ben essere soddisfatti dellatteggiamento del Social-
Demokrat, poich esso difendeva pienamente lindipendenza del partito
operaio: si approv anche la decisione di attendere a pronunciarsi sulle
proposte del governo nella questione operaia; si afferm che non era
affatto improbabile che il governo abolisse il sistema delle tre classi e
lo sostituisse con il suffragio universale. D ei tre oratori che parlarono
a favore di questa posizione, due appartenevano alla vecchia guardia ri
voluzionaria dei giorni della Neue Rheinische Zeitung, Hillmann e poi
Rser, che non aveva rinnegato la causa del comunismo come Becker e
Biirgers, con i quali era stato condannato al processo contro i comunisti.
La risoluzione del congresso della Renama-Vestfalia fu approvata da
tutte le comunit, una dopo laltra. La seconda festa per la fondazione
dellassociazione, celebrata il 23 maggio 1863 a Francoforte con delegati

901
di 32 comunit, si svolse magnificamente; in pari tempo il Social-De-
mokrat annunci che dal 1 luglio avrebbe cominciato ad uscire quoti
dianamente.
Certo vi era ancora un'opposizione in forza della quale a Berlino,
Altona, Colonia, Solingen, Magonza e in parecchie altre localit si svi
lupparono comunit separate di opposizione. Esse ebbero un organo co
mune nel Nordstern, che si era messo a disposizione della contessa
Hatzfeldt. Se ancor oggi si vuol avere una prova per cosi dire materiale
del motivo per cui la tattica di Schweitzer doveva vincere, basta mettere
a confronto il Social-Demokrat e il Nordstern del 1865. Dal primo spicca
tutto ci che nel mondo operaio di quel tempo era vivo ed attivo con
immediata freschezza, nel secondo si riconoscono di tutto ci a mala
pena alcuni pochi tratti assai confusi. Vi era un profondo significato nelle
parole di Lassalle: che lo spirito delle masse commisurato alla loro con
dizione sempre diretto verso scopi oggettivi e concreti e che le voci
di singoli inquieti personalismi si perdono senza neppure farsi sentire
in quell accordo di voci. Quante di queste voci risonarono senza lasciar
traccia nel Nordstern! Per dire soltanto dei piti noti, le dichiarazioni di
Herwegh e di Riistow furono tanto pompose quanto insignificanti. Egual
mente doveva lasciare molto indifferenti gli operai il fatto che Martiny,
il quale non si era mai curato dell'associazione, intingesse adesso per la
prima volta la penna per dare le sue dimissioni. Persino le parole fran
che con cui Johann Philipp Becker per tutta una serie di numeri prese
in giro Bernhard Becker, alla lunga dovettero stancare. Questo vecchio
combattente tent almeno di organizzare le comunit dell'opposizione
Tuttavia l'unico risultato dei suoi sforzi fu che esse si dissolsero comple
tamente. Contro il suo piano di trasformare la presidenza dellassocia
zione in un direttorio di tre membri che doveva essere sottoposto al
controllo di un comitato di undici membri, la contessa Hatzfeldt si pro
nunci con estrema violenza e la cosa fini nel nulla, dopo una o due
assemblee di delegati che si riunirono a Lipsia senza costrutto. I
resti dell'opposizione ritornarono allora ben presto e per la maggior
parte al vecchio tronco.
Marx ed Engels non ebbero con tutto ci niente a che fare. Liebknecht
invece nelle comunit dell opposizione berlinese si scontr ben presto
con i seguaci della contessa Hatzfeldt, con i quali naturalmente non po
teva andare d'accordo. Frattanto egli tenne nellassociazione dei garzoni
tipografi delle conferenze sulla guerra dei contadini, delle quali il Social-
Demokrat dette notizia con parole di elogio. Nell'estate del 1865 Lieb-

902
li Deche fu espulso dallo Stato prussiano e con lui, pi o meno nello
Mr .st) periodo, Bernhard Becker. La reazione feudale dimostra sempre una
premura materna nel chiarire al movimento operaio la necessit di una
Nidda coesione adoprando una identica brutalit contro le sue varie cor
icati.

-I Tattica e organizzazione

Nella camera dei deputati l'opposizione borghese non si ricopri di


una gloria tutta particolare soltanto con il dibattito sulla coalizione. Per
la questione dello Schleswig-Holstein essa non aveva in generale pi al
cun programma e meno che mai sul conflitto costituzionale. Ormai non
c la cavava pi neppure con le sue frasi infocate. Quando Gneist affib
bi al ministro della guerra il marchio Caino dello spergiuro e Roon
replic che Gneist era un tipo spudorato , il malfattore si inchin
umilmente e il vicepresidente von Unruh, che quel giorno presiedeva,
si content di fare la faccia sbalordita del gatto che sente tuonare.
In tutta questa miseria il vecchio Ziegler, che vi si era lasciato at
tirare, si riscosse e nel discorso pi commovente che mai fosse stato udito
in quella sede egli gett in faccia al partito progressista le amare parole
di Armand Marrast: La perversit vi montata al cervello e ormai non
riuscite pi a pensate decentemente . Sulla Reform Guido W eiss scrisse
a proposito di questo discorso : Con un inizio innocuo e poi conti
nuando in modo piacevole, facendo persino delle digressioni con le vi
vaci immagini della vita quotidiana, esso aggred improvvisamente gli
ascoltatori sorridenti e assest loro una terribile unghiata non sappiamo
se nel petto o soltanto sul panciotto . Purtroppo era soltanto il pan
ciotto. La Volkszeitung liquid il discorso con sette righe incomprensibili
e sulla Elberfelder Zeitung un corrispondente parlamentare ufficioso si
lasci andare a dire che Ziegler era il buffone del parlamento e che, an
che se non ne veniva fuori gran che, era tuttavia divertente. Ormai era
impossibile smuovere questa palude, neppure a bastonate. Dopo che la
sessione parlamentare fu chiusa in giugno con le solite contese, il partito
progressista volle come di consueto celebrare col tintinnio dei bicchieri
le imprese che non aveva compiuto. Questa volta per Bismarck gli gua
st le uova nel paniere, sia perch non pot reprimere l'innata brutalit,
di cui bisognava sempre tener conto in lui, sia forse perch, come allora
qualcuno disse, linanit di una tale opposizione nuoceva anche a lui

SO)
e la voleva spingere a qualche azione per convincere il re che era in
dispensabile chiamarlo a salvare lo Stato. L11 luglio il presidente della
poLzia di Colonia proib una festa dei deputati, che avrebbe dovuto aver
luogo il 22 e il 23 luglio nella capitale renana. 11 divieto era puro
arbitrio poliziesco e mancava di un qualsiasi, anche falso, fondamento
giuridico- Parve allora che il partito progressista volesse alfine com
portarsi virilmente. Il comitato per la festa di Colonia, che era presieduto
dal deputato cittadino Classen-Kappelmann, dichiar pubblicamente che
la festa avrebbe avuto luogo in ogni caso e su duecentocinquanta depu
tati invitati centossessanta promisero di intervenire inviando lettere in
focate.
Il Socid-Demokrat a sua volta si affrett ad invitare gli operai ad
appoggiare energicamente il partito progressista in un caso in cui questo
partito voleva difendere con l'azione un diritto borghese. Per ordine
di Bernhard Becker il 23 luglio ebbero luogo, in tutte le localit della
Germania dove l'Associazione generale degli operai tedeschi era rappre
sentata, grandi assemblee operaie, nelle quali gli operai promisero al
partito progressista la loro piena simpatia e il loro fattivo appoggio nella
difesa del diritto di riunione, sanzionato dalla legge. N ellassemblea ber
linese, su proposta di Schweitzer, fu creato un comitato permanente per
discutere i passi ulteriori, e questo comitato, nel quale erano rappre
sentate tutte le associazioni operaie berlinesi, convoc per il 30 luglio
un assemblea di massa all'Alhambra. Frattanto quasi ogni giorno il
Socid-Demokrat veniva sequestrato dalla polizia, le comunit di Berlino
e Magdeburgo furono sciolte per pretesa infrazione della legge sulle
associazioni e Bernhard Becker ricevette l'ordine di abbandonare entro
ventiquattro ore il territorio prussiano. Tanto pi grandiosa risult
1 assemblea di massa del 30 luglio; essa protest energicamente contro
1 espulsione di Becker e di Liebknecht, come anche contro ogni limita
zione al diritto di associazione.
L opposizione borghese era ben lontana dal dimostrare una simile
energia. Invece dei 160 deputati che avevano promesso di andare, se ne
presentarono soltanto ottanta. In particolare mancavano i presidenti del
la camera dei deputati; in compenso Grabow aveva mandato per i brin
disi e per gli evviva il suo busto che pesava quarantacinque libbre. Come
agli invitati cosi anche agli ospiti mancava il capo: Classen-Kappelmann
nei due giorni delle celebrazioni aveva passato i confini belgi per paura
di essere arrestato. Questa fuga eroica fu pubblicamente giustificata con
1 affermazione che l'arresto di questo uomo, amato dal popolo, avrebbe

904
potuto causare sanguinosi tumulti che dovevano ad ogni costo ^essere
vitati; in segreto gli uguri1 erano concordi sul fatto che con 1arresto
di Classen-Kappelmann si sarebbero volatilizzati anche quei pochi de
putati che erano venuti. La bisboccia di Colonia fu impedita dai soldati
< dalla polizia. Il giorno seguente i partecipanti alla festa si recarono in
vaporetto a Oberlahnstein, dove tennero il banchetto senza essere di
sturbati dalle truppe del Nassau, che giunsero troppo tardi. Tuttavia
non fu elevata nessuna protesta contro gli abusi della polizia, ma fu
inviata soltanto una lettera di ringraziamento a Classen-Kappelmann che
soltanto quarantasei deputati osarono firmate. Il professore Eckhardt, un
democratico meridionale, che si era recato a Colonia per magnificare le
gesta eroiche promesse dai progressisti, scriveva mezzo divertito e mezzo
indignato: dorm i tranquillo, Bismarck questi signori non fanno la
rivoluzione, essi vogliono essere innocentemente festeggiati, mangiare
tranquillamente, fare dei bei discorsi, esser messi sui giornali, ma oppor
ti resistenza... no, perlomeno mai con le armi, piuttosto con 1 indigna
zione! . Ancor pi amaramente scriveva lo storico liberale Baumgarten,
che allora viveva allestero : Avrei voluto che i signori che avevano
organizzato questa festa fossero stati testimoni del disprezzo con cui
nelle settimane seguenti le nazioni europee parlavano della Germ ania.
Della Germania, cio della borghesia tedesca.
Perch gli operai tedeschi avevano fatto in pieno il loro dovere,
senza curarsi dei ringraziamenti della borghesia, cui essi non ambivano
e che del resto non ricevettero. A Berlino la Volkszeitung trov a ridire
sul fatto che fra gli operai i seguaci di Schulze agivano d'accordo con 1
seguaci di Lassalle per un interesse comune, a Colonia 1 bravi borghesi
strapparono i manifesti che invitavano all'assemblea di protesta degli
operai, e a Francoforte Sonnemann scrisse con evidente maligno com
piacimento: I socialdemocratici giocano va banque e perderanno la
p artita. Le anime spaurite della borghesia per niente tremavano piu
che per i capitali investiti nei loro giornali, per esse quindi era partita
persa che il Socid-Demokrat fosse stato sequestrato dalla polizia dodici
volte, una dopo l'altra, e avesse ricevuto quasi altrettante denunce in
base a tutti i possibili paragrafi elastici del codice, denunce che al redat
tore responsabile Sohweitzer procurarono sedici mesi di carcere e la
perdita dei diritti civili per un anno. Ma politicamente la partita era piu

1 Cio gli iniziati, nel senso del famoso detto di Cicerone.

905
che vinta. Nessun giornale in Germania aveva difeso neppure lontana
mente il minacciato diritto di associazione con la stessa coerenza e lo
stesso coraggio del Social-Demokrat\ in questa lotta, come gi prima
nella lotta per il diritto di coalizione, gli operai avevano trovato una guida
di cui potevano fidarsi ben diversamente che di tutta la stampa pro
gressista. Il repentino mutamento delle loro idee fu cosi evidente, che
Schulze-Delitzsch quando l'associazione operaia di Berlino lo invit a
tenere una conferenza pubblica allAIhambra accett soltanto a condi
zione che al suo discorso non seguisse la discussione.
Garantito contro ogni incomodo contraddittorio, Schulze concluse la
sua conferenza con la gentile osservazione che tutti i socialisti sarebbero
dovuti andare in manicomio. Allora, Schweitzer convoc gli operai ber
linesi per l8 e il 15 ottobre, sempre all'Alhambra, per spiegar loro, con
piena libert di discussione, il programma socialista, per dimostrare
che esso non era affatto cosi pazzesco come Schulze diceva. Gli operai
vennero allora in fitte schiere. Ben presto videro che si dava loro un
cibo spirituale del tutto diverso dalle frasi stantie di Schulze e il loro
interesse aument cosi rapidamente, che il comitato operaio permanente,
costituito alla festa di Colonia, convoc il 6 novembre unassemblea
di massa allAlhambra per discutere sulle due principali correnti nella
questione sociale. Il comitato invit da una parte Schulze-Delitzsch,
Faucher, Prince-Smith e Michaelis e dallaltra Schweitzer e Wuttke.
Schulze e Faucher erano partiti, Wuttke fu impedito per altri motivi,
mentre Michaelis e Prince-Smith si rifiutarono sprezzantemente di in
tervenire.
Nellassemblea sovraffollata Schweitzer non trov alcun avversario-
che valesse soltanto la met di lui. Egli valut del tutto esattamente il
suo successo dicendo che, contro il caos dei pregiudizi diffusi dalle
classi dominanti, era difficile portare a conoscenza degli operai in maniera
ordinata i principi socialisti, ma non appena ci fosse avvenuto,
quei principi sarebbero giunti con forza invincibile a dominare sem
pre pi incontrastati. Accanto a queste assemblee operaie generali,
Schweitzer tenne, in sostituzione delle comunit sciolte dalla polizia,
assemblee libere di operai socialdemocratici, cui intervenivano dalle
quattrocento alle cinquecento persone. Purtroppo questa agitazione cosi
ricca di prospettive fu presto interrotta dallarresto di Schweitzer, che
avvenne negli ultimi giorni di novembre, subito dopo la sua prima
condanna.

906
Tutto ci fece una tremenda paura al partito progressista. Subito
dopo la morte di Lassalle i suoi capi, come testimonia Albert Lange,
avevano lanciato la parola dordine di fare la congiura del silenzio at
torno al movimento operaio, ma in questo modo non erano andati molto
lontano. Allora, per soffocare la profonda impressione che la difesa del
diritto di associazione da parte del partito operaio aveva fatto in tutta
la Germania, fu diffusa la voce che negli ambienti feudali si facevano
collette per Schweitzer e Hofstetten. Questa miserabile calunnia, lanciata
per due volte anonimamente sui giornali progressisti croll per due
I' volte. La terza volta, il valoroso Eugen Richter la riprese dopo larre
sto di Schweitzer e con delle frasi staccate, prese da dichiarazioni per
sonali che erano state scambiate durante la crisi dellAssociazione gene
rale degli operai tedeschi, mise insieme uno scritto disordinato e pette
golo, poi pubblicato anonimamente come Storia del partito socialdemo
cratico in Germania dalla morte di Ferdinand Lassalle. Questo pamphlet
era maligno come il carattere del suo autore, tuttavia fu inviato con no-
* tevoli spese dal partito progressista a tutte le associazioni operaie ad esso
* accessibili. Friedrich Stephany, che pi tardi divent il degno compare di
1 Eugen Richter nell insultare la classe operaia, si rifiut allora, come pre-
; sidente dellassociazione artigiana dei sobborghi, di distribuire tra i
\ membri le copie di quello sporco libello inviategli gratuitamente; e tra
gli altri complimenti allautore disse in una dichiarazione pubblica:
| Questa pretesa storia del partito socialdemocratico si distingue per es
sere una diffamazione estremamente sgradevole, se non addirittura
B nauseante, di certe personalit del partito socialdemocratico, in partico-
lare del redattore von Schweitzer, che adesso in carcere e perci non
| pu neppure difendersi. Se parlava cosi questo finto amico degli ope
rai, si capisce facilmente qual sorte fu riservata a questo libello quando
, capit in autentiche mani di operai.
Non cera niente da fare. Il re nel campo sociale fu costretto a
il confutare scientificamente il socialismo se voleva ancora fare im-
K pressione agli operai. Sotto il titolo Labolizione del rischio commerciale
da parte del signor Lassalle, Schulze-Delitzsch pubblic la sua risposta
al Bastiat-Schulze di Lassalle, quasi due anni dopo che questopera era
stata pubblicata. Certo Schulze riusc a beccare questa o quella contrad-
B dizione nelle associazioni produttive con credito statale, nella misura
1 in cui questa rivendicazione di Lassalle era ancora inficiata da un ul-
E timo residuo di socialismo piccolo-borghese, ma anche questo irrile-
vante successo l apostolo del risparmio lo ottenne soltanto fngendo
che Lassalie avesse calcolato le sue rivendicazioni nel quadro della
societ capitalistica, nel quadro delle singole aziende costruite sul ca
pitale e sulla speculazione. Altrimenti le due idee su cui si basava
lo scritto di Schulze si affibbiavano, come due pagliacci nel circo, so
lenni ceffoni. Per esaltare il suo aiuto reciproco, Schulze dichiarava
che il destino economico dellindividuo dipendeva in maniera assolu
tamente preminente dalle sue capacit e attitudini personali; per sal
vare il guadagno dei padroni, dichiarava, viceversa, che chi rischiava
lavoro e patrimonio in un affare correva sempre il pericolo di perdere
ambedue, e doveva essere risarcito con il profitto capitalistico per que
sto rischio ineliminabile. Naturalmente la stampa borghese esalt que
sto scrittarello come una brillante confutazione di Lassalie, ma
dove esso avrebbe dovuto dare davvero i suoi frutti fu sottoposto a
critica demolitrice.
Le associazioni operaie di cultura, sotto linflusso intellettuale del
l'agitazione socialdemocratica erano diventate sempre pi difficili. Gi
al loro terzo congresso, riunitosi nellagosto del 1865 a Stoccarda, ave
vano preso la decisione che ogni operaio doveva agire per la conquista
del suffragio universale. A ci si aggiunse che il loro organo, la Koburger
Arbeiterzeitung, che si era sempre distinta per gli insulti a Lassalie e
che aveva sempre detto cosi bene di Schulze, si mise a demolire lultima
opera di costui come un guazzabuglio di irrimediabile grettezza e di dis
simulato inganno- Essa concludeva la sua recensione : Per davvero anche
un critico che non sia personalmente in causa deve dominarsi rigoro
samente per non sfogare il suo senso della giustizia offeso con smo
derati scoppi di meritatissimo sdegno e con il rimprovero di calcolata
malafede. Ma come pu il signor Schulze giungere a cose che toccano
profondamente la coscienza umana? Come si spiega che un uomo cosi
rispettato sino ad oggi si dimostri cosi privo di coscienza? Ci deve
essere un errore nella sua mente, che porta la confusione nel suo cuore.
Noi vediamo soltanto una soluzione di questo enigma: il signor Schulze
ciecamente dalla parte degli imprenditori e non si pu immaginare
nessuna situazione nella quale lattuale concorrenza dei singoli capitali,
lo speculare di affare in affare, la guerra reciproca di tutti i milioni di
talleri possa in qualche modo finire. Il signor Schulze non pu saper
niente delloperaio, assolutamente niente, sebbene stranamente egli si
rivolga sempre agli operai... Della gigantesca questione del grande ca
pitale in lotta con il lavoro salariato egli non sa una parola; non co
nosce labe delle enormi crisi del XIX secolo. Egli si d da fare aggrap

908
pandosi e cavillando sulla questione secondaria: come pu reggere l arti-
gianato contro linvadenza della grande industria? Questa la sua spe
cialit e li bisogna lasciarlo stare, perch non fa torto a nessuno. Ma
almeno il signor Schulze si contentasse di quel che sa fare e non pre
tendesse sempre di parlare della "questione operaia" o addirittura di
risolverla! N oi speriamo di rendergli un servigio con questo giudizio,
che cio egli alla fine impari a conoscere se stesso e in futuro prenda la
parola soltanto su utili e opportuni provvedimenti polizieschi dello Stato
c stia attento a lasciar stare la questione sociale. Perch, anche se Lassalie
fosse stato il pi grande chiacchierone del suo secolo, non per questo
Schulze-Delitzsch sarebbe, sia pure di un iota, m igliore. In questo
modo i pi fedeli vassalli cominciarono a ribellarsi al re nel cam
po sociale .
Dopo questo lavoro preparatorio da parte borghese, Schweitzer stesso
si accinse a dire la sua sul tentativo del morto Schulze contro il vivente
Lassalie. Ci avvenne in una serie di brillanti articoli, che Schweitzer
scrisse in prigione; purtroppo questo fu l'unico dei suoi lavori economici
che oggi sia ancora noto ad una cerchia pi larga, per essere stato ri
stampato separatamente. In questo lavoro egli pose laccento sull attua
bilit pratica, sugli enormi vantaggi della produzione associata e tratt
le associazioni produttive con credito statale come un puro e semplice
mezzo di transizione; in altre parole egli si rifece assai pi al Bastutt-
Scbulze che alla Lettera aperta di Lassalie. Cosi nello spirito di Lassalie
cercava sempre di escludere tutto ci che poteva esservi di attaccabile
e di fraintendibile nelle parole di Lassalie. Completamente sbagliata
lopinione che Schweitzer sarebbe stato un epigono di Lassalie nel senso
che si sarebbe fermato aUa superficie delle questioni; per smentirla basta
alo sfogliare le vecchie annate del Social-Demokrat.
Con questo non si vuol dire che teoricamente Schweitzer fosse andato
iltre Lassalie o che egli fosse gi giunto a idee, che soltanto Marx piu
ardi ha sviluppato nel Capitale. Sotto questo riguardo si pu dire sol
ante che Schweitzer seppe capire, dalle opere precedenti di Marx pa-
ecchie cose meglio di Lassalie. In una lunga polemica con la Nord-
leutsche Allgemeine Zeitung, egli riprodusse una volta il programma
Massico del materialismo storico, che Marx aveva steso nella prefazione
illa sua opera del 1859, e seppe utilizzarlo eccellentemente per una ded
uzione storica della grande Rivoluzione francese. Cosi pure, secondo
[e idee di Marx, egli spieg che lespressione adoperata molte volte da

909
LassaUe stato operaio era inesatta, che i vecchi stati storici '
erano scomparsi nella societ borghese moderna e al loro posto erano su
bentrate le classi. Invece nelle questioni che soltanto Marx pi tardi
ha chiarito nella sua opera principale, nelle questioni della legge ferrea
del salario, nella concezione giuridico-morale del plusvalore e altre del
genere, Schweitzer rimase sulla via tracciata da Lassalle; ma la segui
avendo sempre di mira il suo obiettivo finale rivoluzionario, l'obiettivo
che era gi stato posto nel Manifesto comunista.
Schweitzer trattava le associazioni produttive con credito statale come
una scure che doveva abbattere la societ capitalistica ed aprire la strada
a quella socialista. Egli si preoccup di evitare lequivoco secondo il
quale esse avrebbero dovuto creare una nuova classe di piccoli borghesi
benestanti e sottoline energicamente che le associazioni produttive se
condo i principi di Lassalle o di Schulze non si distinguevano quantita
tivamente bens qualitativamente. Le associazioni produttive che la bor
ghesia voleva per gli operai erano comuni imprese commerciali e spe
culazioni senza un pi profondo significato, mentre le associazioni pro
duttive cui il proletariato per s aspirava erano tentativi sociali, che
prendevano luomo tutto intero per lattuazione di una grande idea di
civilt.
In polemica contro un foglio conservatore, Schweitzer scrisse a pro
posito del piano dei cento milioni di Lassalle: Qualsiasi persona ra
gionevole, che voglia giudicare onestamente, sa che Lassalle con ci vo
leva soltanto dimostrare con quali mezzi relativamente piccoli si po
teva aprire,la strada al nuovo modo di produzione. Mai in nessun punto
egli ha detto che se gli fossero stati messi a disposizione questi cento
milioni, li avrebbe accettati e avrebbe saputo adoperarli per questi scopi .
Conseguentemente Schweitzer si attenne sempre ad una giusta spiega
zione del suffragio universale e dellaiuto statale che Lassalle aveva ri
vendicato. Non faceva un segreto n del fatto che vi era suffragio uni
versale e suffragio universale, a seconda che esso fosse rivendicato dalla
democrazia borghese o dalla democrazia sociale, e neppure del fatto che1

1 Arbeiterstand (ceto, stato operaio); la societ medievale, o genericamente


anteriore alla Rivoluzione francese, era appunto divisa nei tre ordini, o ceti,
o stati (Stnde cfr. lespressione Stati Generali per indicarne le rappresentanze
parlamentati ) della nobilt, del clero, delle citt (borghesia, o terzo suro );
perci a indicare la classe operaia si adoperata, ancora in tempi recenti, l'espres
sione c quarto stato >.

910
vi era Stato e Stato, a seconda che si trattasse dello Stato delle classi pos
sidenti o dello Stato delle classi nullatenenti, e che si trattava di cose
completamente diverse. Per la democrazia borghese, la democrazia delle
classi possidenti, il suffragio universale era una rivendicazione di egua
glianza giuridica, di libert della persona; per la democrazia sociale, la
democrazia delle classi lavoratrici, esso era il dominio immediato su tutti
gli organi del potere statale. Per le classi possidenti lo Stato era un mezzo
per domare le classi nullatenenti, per queste ultime esso era un mezzo per
abolire tutte le diseguaglianze sociali. Per questo le classi possidenti, al
contrario delle classi lavoratrici, avevano un grande interesse ad un forte
potere statale. L'interesse delle classi lavoratrici era di non tollerare nes
sun presidente, e meno che mai un presidente irresponsabile, alla testa
del potere statale e piuttosto di amministrare esse stesse gli affari dello
Stato con organi responsabili, e far si che lo Stato corrispondesse per
fettamente alla societ. La monarchia costituzionale e la repubblica bor
ghese erano le forme statali pi adatte per gli interessi delle classi pos
sidenti; nellinteresse delle classi nullatenenti era la repubblica sociale,
nella quale il popolo, e non soltanto una. singola classe sociale privile
giata, era sovrano, oppure una forte monarchia assoluta che gelosa
del prepotere della propriet cercasse il suo appoggio nelle masse. Certo
una tale monarchia non poteva eliminare la base dell'antagonismo delle
classi ed assicurare la libert politica: questo era possibile soltanto con
listaurazione del puro Stato popolare sociale, lo Stato ideale che la classe
lavoratrice doveva conquistare.
In un unico caso Schweitzer non ha protetto leredit spirituale di
Lassalle da equivoche parole d'ordine, ma anzi ve ne ha aggiunta una.
Per il primo anniversario della morte di Lassalle egli stamp la bozza
di un discorso che Lassalle aveva tenuto agli operai berlinesi e nel quale
si diceva : Quanto io abbia la posizione pi ostile proprio contro la
reazione e quanto, anche, io sia nemico del partito progressista solo nella
misura in cui esso stesso sta ancora sullo stesso terreno della reazione,
lo potete cogliere nel modo piu conciso dalla dichiarazione che recente
mente ha fatto alla camera un deputato reazionario, il conte Wartensle-
ben. Il signor Virchow aveva portato fin negli ambienti della Camera
la calunnia che io sarei un alleato della reazione. Al che il conte Wartens-
Icben replic testualmente : Lassalle tanto poco nostro alleato quanto
io lo ritengo un alleato del partito progressista. Egli sta alle porte come
nostro comune nemico . Niente si pu obiettare contro la verit di
questa dichiarazione. Il conte Wartensleben mi chiama vostro comune

911
nemico, dei reazionari e del partito progressista, nemico che gi davanti
alle porte e da cui voi dunque dovete difendervi in comune. Di
nanzi a me quindi la differenza e i contrasti che altrimenti dividono il
partito reazionario e quello progressista scompaiono, dinanzi a me, no
nostante queste differenze, essi dunque si fondono in un unico comuni-
partito reazionario . N ei tempi che seguirono il Social-Demokrat si
richiam frequentemente a queste parole di Lassalle quando ogni giorno
10 colpiva una nuova calunnia progressista o una nuova vessazione poli
ziesca. D i qui si svilupp un po alla volta il termine della massa reazio
naria formata da tutti gli altri partiti di fronte al partito operaio, un
termine che piu tardi, quando se ne dimentic l'origine vera e propria,
fu concepito, molto a torto, come una tesi di principio della politica di
Lassalle e in questo senso ha provocato parecchi malintesi. Certamente
pi nella teoria che nella pratica, perch il liberalismo borghese non ha
mai minimamente rinunciato a dimostrare verso il movimento operaio
unostilit perlomeno altrettanto violenta che quella della reazione feudale.
Senza abbandonare minimamente il principio socialdemocratico,
Schweitzer con la sua tattica aveva colto in un anno notevoli successi.
11 proletariato del distretto del Meno come quello del distretto industriale
della Marca era tutto animato da tendenze socialiste. La propaganda
si allarg da Amburgo allo Schleswig-Holstein, da Dresda a Lipsia a
Chemnitz, Glauchau, nello Erzgebirge. N el Brunswick una piccola co
munit con grandi prospettive si svilupp sotto la cura attenta di W il
helm Bracke, un giovane commerciante che, ardente del pi puro ideali
smo per la causa dei poveri e dei diseredati, sapeva unire lentusiasmo
fanatico con lo spirito di iniziativa. Nella provincia prussiana della Sas
sonia 1 Associazione generale degli operai tedeschi si ramific verso Mag-
deburgo, Naumburg, Erfurt e di qui nei piccoli Stati della Turingia,
Apolda, Weimar, Jena. A oriente dellElba, le comunit slesiane di
ventarono basi sempre pi solide dellassociazione, a Stettino si raccol
sero i primi seguaci e a Berlino si aprirono le migliori prospettive. Ma
forse ancora pi importante deUimmediato propagarsi dellassociazione,
fu la corrente che sospingeva il movimento proletario sempre pi va
lidamente su posizioni socialiste.
Dal punto di vista pratico, la necessit della lotta di classe fu incul
cata nelle masse operaie dalla resistenza ostinata contro la quale ogni
movimento per migliorare il loro tenore di vita urtava presso la bor
ghesia; dal punto di vista teorico, esse furono illuminate dalla lotta con i
loro compagni socialdemocratici cui la borghesia cercava di costringerle.

912
I affermazione progressista, secondo cui soltanto gli elementi inetti del
proletariato aspiravano alla pioggia doro del denaro di Stato lassalliano,
si rivelava sempre pi come una menzogna tendenziosa. I giornali bor
ghesi pi intelligenti dovettero a questo punto ammettere un poco alla
volta ci che Albert Lange aveva immediatamente capito, che cio per
l'appunto i proletari pi intelligenti ed energici erano attivi nel movi
mento socialdemocratico e che nellAssociazione generale degli operai
tedeschi prendeva vita una ben altra potenza che nelle innocue associa
zioni di cultura e nelle cooperative di consumo di Schulze. Le feste so-
i ialdemocratiche si rivelarono non ultimi mezzi di una vigorosa agita
zione. Il proletariato cosciente seppe fin dai suoi inizi mostrare alla bor
ghesia indebolita e invecchiata in che modo i partiti politici avrebbero
dovuto celebrare le loro feste. N ei discorsi celebrativi di semplici operai
erompeva la piena di una forza spirituale in germoglio; il discorso che
il cimatore Wahl, il quale, giovanissimo ancora, doveva purtroppo morire
lanno seguente per un cancro allo stomaco, tenne nellautunno del 1865
in occasione della commemorazione di Lassalle ad Augusta fece grande
impressione anche negli ambienti borghesi.
Nonostante tutti questi progressi, per, i compiti posti dalla morte
di Lassalle erano stati risolti soltanto a met. Lorganizzazione del gio
vane partito operaio non era allo stesso livello della sua tattica; certo la
rigida centralizzazione dellassociazione aveva dimostrato nelle azioni
politiche per la libert di coalizione e per il diritto di associazione van
taggi cosi grandi che nessuno osava pensare ad intaccarla. Essa aveva
avuto effetti morali che andavano assai oltre il peso che lassociazione
poteva gi realmente gettare sulla bilancia. Ma un effetto morale, per
quanto grande possa essere, ancora ben lontano dallessere una po
tenza politica; accanto allo spirito che sapeva illuminare e convincere,
il movimento operaio aveva bisogno di un corpo in grado di agire e
di colpire.
Ma qui le cose andavano male. LAssociazione generale degli operai
tedeschi, come corpo politico, non aveva ancora un solido terreno
sotto i piedi, le mancava ancora cio la spina dorsale di una buona
amministrazione finanziaria. Il Social-Demokrat era sostenuto con i mezzi
privati di Hofstetten; aveva appena qualche centinaio di abbonati ed
era ben lontano dal coprire le spese. La dittatura personale di Lassalle
nelle mani di Becker era degenerata in una caricatura. Le poche disposi
zioni ragionevoli impartite da Becker gli erano state suggerite da Schweit-
zer; ma quando cercava di agire da solo combinava quasi sempre dei

913
disastri. Il suo unico merito verso lassociazione rimase il viaggio di
propaganda che aveva fatto nel 1865 nei distretti dei tessitori slesiani.
Come avvelen la polemica fra Marx e Schweitzer con il suo intervento
personale, cosi anche compromise lassociazione in altri casi: quando si
dette le arie di presidente dellumanit , oppure quando provoc uno
spiacevole scandalo locale a Francoforte per essersi recato, ospite inde
siderato, in una birreria progressista, oppure quando nel Brunswick, co
me attesta Bracke, stup col suo contegno privo di tatto gli operai
appena conquistati. Era impossibile che le cose andassero avanti cosi.
Il terreno conquistate a fatica poteva essere consolidato soltanto se si
toglieva allassociazione ogni tendenza alla setta, se essa si allargava real
mente fino ad essere un partito operaio, che, sia pure con una rigida
centralizzazione, fosse organizzato in modo da non rimanere paralizzato
per loccasionale incapacit del presidente- Questa era lopinione di
Schweitzer e pi o meno di una serie di membri fra i pi attivi, come
Audorf, Bracke, Fritzsche, York ed altri.
Il contrasto tra il presidente dellassociazione e la redazione dellor
gano dell'associazione scoppi pubblicamente quando Becker si mise
ad insistere perch la seconda assemblea generale fosse convocata a
Francoforte il 25 novembre 1865, dove egli aveva preso domicilio dopo
lespulsione da Berlino. Formalmente era giustificato a dare questor
dine, ma in realt era questo un passo ulteriore verso la degenerazione
settaria dellassociazione. La prima assemblea generale aveva avuto luo
go a Dusseldorf, poi la festa della fondazione, unassemblea generale
piuttosto informe, era stata celebrata a Francoforte; a questo punto an
che la seconda assemblea generale avrebbe dovuto aver luogo nella Ger
mania sud-occidentale, proprio mentre nella Germania nord-orientale
si preparava una grande catastrofe politica e il movimento operaio in
cominciava ad assumere grandi proporzioni nel suo punto centrale: a
Berlino. Ci voleva dire, in un certo senso, allontanare lassociazione dalla
portata delle decisioni politiche e al tempo stesso protrarre l'inetta dit
tatura di Becker almeno per un anno. Proprio a Francoforte egli aveva,
dallepoca della sua migliore attivit, qualche seguace e si poteva preve
dere che lassemblea generale, se avesse avuto luogo in quella citt, si
sarebbe svolta con una debole partecipazione dall'esterno. Specialmente
non si poteva pretendere dalle comunit sassoni e slesiane di far fare,
per la terza volta in un anno, ai loro delegati un viaggio relativamente
costoso e lungo. Ma per riorganizzare lassociazione era necessaria una
assemblea quanto pi possibile numerosa, e perci Schweitzer chiese

914
che essa avesse luogo a Lipsia, preferibile a Francoforte sotto ogni ri
guardo.
Tuttavia le ragioni che egli espose per lettera a Becker non ebbero
1 successo. Dapprima costui rispose evasivamente poi con minacce. A que
sto punto il Social-Demokrat inizi unazione pubblica e il 19 novem
bre chiese il trasferimento dellassemblea generale a Lipsia, mettendo in
i luce soltanto i motivi di oportunit e di equit che parlavano per
Lipsia. In molte localit la sua proposta incontr la pi vivace approva-
I zione. Ma Becker il 21 novembre rimand lassemblea generale a tempo
' indeterminato e si dimise dalla presidenza trasmettendo i suoi poteri a
Fritzsche quale vicepresidente.
I , Non possibile stabilire con sicurezza, tanto pi che in generale
egli non era uomo dalle chiare decisioni, se Becker mirasse con ci
! a deporre le armi una volta per sempre o a creare una confusione da
cui potesse riuscire vincitore. In ogni caso egli cre una grande con-
K fusione ancora aumentata dall'arresto di Schweitzer in quei giorni. Fritz-
sche, che era d'accordo con i piani di Schweitzer, il 26 novembre and
a Francoforte per farsi consegnare da Becker i documenti dellassocia-

1
zione, si trov invece davanti alcuni delegati che erano giunti per las-
L semblea generale, che nel frattempo era stata' rimandata; questi otten-
I nero che Fritzsche convocasse a Francoforte una nuova assemblea ge
li nerale per il 30 novembre. Si trattava di una procedura molto affret-
I tata, poich all'assemblea generale convocata da Fritzsche mancava per
sino la validit giuridica formale, cui lassemblea generale convocata ori
li ginariamente da Becker poteva pur sempre richiamarsi. Le ragioni che
determinarono l azione dei delegati convenuti a Francoforte erano molto
! diverse: gli uni, come Hasenclever e Tlcke, ritenevano e dicevano che
la preoccupazione per 1esistenza minacciata dellassociazione doveva es-
sere anteposta ad ogni altra esigenza; altri, come Hillmann, sembravano
prevenuti per ragioni meno fondate, come risult dal loro atteggiamento
posteriore, contro una radicale riorganizzazione dellassociazione e la
a conseguente eliminazione della cattiva amministrazione finanziaria. Con
H i suoi accenni ad un necessario mutamento degli statuti, Fritzsche in-
1 contr la disapprovazione generale, e quando il 30 novembre apri ras-
li semblea generale da lui convocata sub subito una specie di voto di sfi-
ducia, perch fu presentata una mozione per la nomina di un altro pre-
sidente. Fritzsche allora abbandon lassemblea generale, dopo aver tra-
I smesso i suoi poteri di vicepresidente a Hillmann e ritorn a Lipsia
per dimettersi col anche dalla sua carica di fiduciario. Si dedic preva-

915
lencemente alla fondazione di un sindacato di sigarai, la cui organilo,
none era in corso da lungo tempo.
L assemblea generale di Francoforte si riun il 30 novembre e il
dicembre. Ad essa 9.421 aderenti di 58 localit furono rappresene,
da 20 delegati venuti in maggioranza dal distretto industriale della M,.
ca. Dopo discussioni tempestose, fu presa una serie di risoluzioni chi
erano al tempo stesso un compromesso e qualche cosa di provvisori,,
L assemblea generale espresse la sua decisa disapprovazione .1
Socud-Demokrat per aver esso criticato pubblicamente latto assoluta
mente giustificato compiuto da Becker convocando lassemblea generale
tuttavia elesse Tolcke al posto di Becker come presidente per la durala
di un anno con la riserva dellapprovazione della sua elezione da parte
de e assemblee di base degli iscritti. Fino a quel momento gli affati
dell associazione avrebbero dovuto essere curati dal vicepresidente Hill-
mann. Come cassiere fu nominato Forsterling al posto di Lewy. Queste
decisioni provocarono ancora violente discussioni in molte comunit
particolarmente perch la loro validit giuridica era molto discutibile.
I uttavia aspirazione di assicurare innanzi tutto una buona volta lesi-
; t: r n dC,ll,'aSSOaa2One prevalse SU tutte le obie2oni> e il 1 gennaio
1866 Tolcke pot assumere la guida dellassociazione, poich le as
semblee di base avevano confermato la sua elezione.
Anche il Social-Demokm ammise che le decisioni dellassemblea
generale di Francoforte avrebbero dovuto essere riconosciute provviso
riamente per preservare lassociazione dalla scissione. Ma aggiungeva
che si doveva convocare, non appena possibile, una nuova assemblea ge
nerale per discutere sulla riorganizzazione dellassociazione e proseguiva
icendo che tale riorganizzazione doveva essere preparata nel senso di
una raccolta di tutti gli elementi socialdemocratici. Albert Lange, che
adesso manteneva i pi amichevoli rapporti con gli iscritti di Duis-
burg, spieg molto esattamente tutta la crisi sul Bote vom Niederrhein,
scrivendo che il Social-Demokrat lavorava per creare un partito social-
democratico e eliminare quegli atteggiamenti unilaterali che impedivano
1attuazione di questa aspirazione, mentre i suoi avversari ritenevano
necessaria una chiusura dellassociazione di tipo settario. Perci, quan
do fu denunciato da un settario di Solingen come nemico degli ope
rai , Lange ricevette da unassemblea di iscritti della Renania-Vestfalia,
riunitasi il 17 dicembre a Duisburg, un bellattestato onorario. Vahlteich
intese la situazione in maniera simile a Lange e invi alcune righe
a Social-Demokrat, nelle quali si dichiarava pronto a giustificare il

916
,o atteggiamento nel conflitto con Lassalle davanti alla prossima as-
rmblea generale od anche sull'organo dell'associazione. Hillmann cre-
,lette di poter utilizzare contro il Social-Demokrat la pubblicazione 1
,mesta breve e assolutamente dignitosa dichiarazione, definendola un
volgare insulto al nostro grande maestro L assalle, ma se ne ebbe una
risposta cosi pertinente sul terrorismo presidenziale e il fanatismo
settario che rinunci , a discutere ulteriormente. In compenso neg.
Il penultimo giorno della sua vicepresidenza, al Social-Demokrat il
diritto di chiamarsi organo dellassociazione. Ma ci torn molto a
proposito per il giornale, che dal suo ultimo numero del 1865 in poi
,| denomin organo del partito socialdemocratico.
L avvento di Tolcke alla presidenza prometteva la fine di^ tutta que
sta confusione. Tolcke, uomo energico ed abile, era di tuttaltra pasta
che Becker. Energico lassavano e tutto compreso del valore di una rigi
da centralizzazione, non era tuttavia inaccessibile alle altre idee di
Schweitzer. Egli promise subito nella sua prima manifestazione di chie^
dere sempre lapprovazione della direzione per decisioni importanti a
3 eccezione che nei casi urgenti. Accolse spontaneamente il piano de a
revisione dello statuto e riconobbe, fino ad una definitiva decisione della
, direzione, il Social-Demokrat come organo dellassociazione. Adesso vi
erano tutte le premesse per creare unorganizzazione che potesse rac-

t
cogliere i frutti della tattica. Peccato che vi era ancora molto da fare
per sviluppare lassociazione come potenza politica; nella cassa vi erano
appena sei talleri, quando Tolcke assunse la direzione. Dovevano passare
I ancora molti mesi prima che si potesse rimediare a ci che sotto Becker
era stato trascurato, e ci avvenne in unepoca in cui ogni giorno co-
I minci a diventare prezioso.
Sullorizzonte politico infatti si erano addensate grevi nubi tempo-
talesche e prima che la giovane semenza della rivoluzione dal basso
potesse essere assicurata da solidi argini, la rivoluzione dallalto si ro
vesci su di essa come un torrente fangoso.

917
La rivoluzione dallalio

1. Il conflitto fra gli Asburgo e gli Hohenzollern

d u c i ! r , m T naa aV6Va aPPena P0rtatO nell'obre del 1864, ,


ducan dell Elba al possesso comune dell'Austria e la Prussia, che quest.
lino ! 7 7 C.m'ndar0nO 2 Jiti* arsi il bottino. Il gabinetto di Ber
aassolutistiche
s s o lu t i s i0 d, ennrd. rStato
d colpi d6gn rUn alla
e quanto <Jell'akr0 ^Uant0
completa a b t^
assenza di osen-
su .

lVPoerdnei,a qUeStOne '^ S c h le s w W te in B i s n i


nubjo " dei SU01 emul- egualmente reazionari, sul Da

d a lla ia C f" * ^ dal,a elosia e ^ e tormentata


m novr deUa r iw k * i n e , era rimasta irretita nelle
H ^ e in r ,3ne P/ im aPPariIe ddla qUeSt0De dell Schwig-
picco, qUCSt KSa aWVa C0ntrariat a P-ticolarism o degli
c o d "a 6 C0S1 aVVa meSS in Perkol il sostegno pi si-
deZ t u U Pred7 ,n, nella "federazione tedesca. La compropriet
dello Schleswig-Holstem poteva risarcirla tanto meno da quel danno
niase cheqUroSt n0n che farsene. Non le ri-
ders! a L t r V r r ' a SUa antica politka e * c i -

s -j -*
, R , a decisi0ne ^ella questione dello Schleswig-Holstein

v a n ta lo a , L, a rare la parte del.magnammo a


2 l i ' AUgUStenburg' M Pi egli avrebbe tollerato questo
p r e d e n t e sprovveduto come vassallo della Prussia. Ma questa pietanza
lui ammano,ta nelle condizioni di febbraio del 1865, era cosi poco

918
appetitosa per la gelosia dellAustria ed era condita con tanta ironia
t derisione dalle sue penne ufficiose per la presunzione dinastica dello
Augustenburg e degli altri reucci per grazia di D io, che divent sto
machevole sia allAustria sia al particolarismo dinastico. La diplomazia
prussiana lavorava per la potenza dinastica degli Hohenzollern cosi
come quella austriaca per quella degli Asburgo, alluna e allaltra erano
estranee posizioni tedesco-nazionali e i rimproveri, con cui esse si bom
bardavano a vicenda, di favorire la rivoluzione dovevano essere
intesi da ambedue le parti in senso pickwickiano L unico punto a fa
vore di Bismarck era che la continuazione deHamministrazione confe
derale e la creazione di un impotente staterello nei ducati dellElba era
in clamoroso contrasto con tutti gli interessi economici della Germania,
e ci favori la politica di violenza e di annessione della Prussia.
N ellestate 1865 si era gi giunti ad una completa rottura fra
Austria e Prussia. Ma per il momento i due avversari non si sentivano
j abbastanza forti per un conflitto armato decisivo- Essi, ancora una volta,
composero alla meglio il dissidio con il trattato di Gastein, che, fer
mo restando il diritto al possesso comune, dava il ducato dello Holstein
allamministrazione austriaca e il ducato dello Schleswig a quella prus
siana. Tutti sapevano che cosi si cercava soltanto di guadagnare tempo,
e nessuno meglio dei due alti contraenti. Ambedue si misero a cercare
1 alleati ed anche qui Bismarck aveva le carte migliori. La Russia era
stata conquistata con il servizio da sbirro prestato dal governo prus-
siano in occasione dellinsurrezione polacca e Bonaparte fu indotto dalle
gravi difficolt della sua politica interna ed estera a gettare al movimento
italiano una nuova briciola con il Veneto, cui lAustria non voleva ri
nunciare n con denaro n con buone parole. N el settembre 1865 Bis
marck si rec alla corte di Bonaparte per ricevere da questo elevato
protettore delle nazionalit il benevolo permesso per l unificazione
tedesca . La cospirazione con lestero per fini di conquista dinastica
era la politica tradizionale della Prussia, e Bismarck non venne meno
alle gloriose tradizioni del vecchio Fritz, quando pens di entrare in
scena come eroe nazionale con unalleanza aggressiva italo-prussiana
contro lAustria, sotto la benevola protezione di Bonaparte. Lopinione,'
allora largamente diffusa, che egli avrebbe accenato determinati impe-1

1 Dal noto romanzo di C. Dickens; cio : non potevano essere prese


sul serio .

919
gni per cedere, in caso di successo, territorio tedesco alla Francia pu
essere esagerata almeno in questa forma; sicuro il fatto che egli ali
mentava continuamente l'appetito bonapartista di terra tedesca e ci
pu bastare a definire il suo patriottismo tedesco . Non si deve
certo dimenticare che tutti gli altri statisti tedeschi , fossero essi
a Vienna, Monaco, Dresda, o altrove, in un caso simile non avreb
bero agito diversamente. Sacrificare gli interessi nazionali agli obiettivi
dinastici era il loro gradito e tradizionale mestiere; tuttal piu ad essi
sarebbe mancata la capacita di Bismarck di ingannare Bonaparte alla
resa dei conti. Dal punto di vista morale erano tutti dello stesso cali
bro; ma Bismarck era superiore ad essi, come al suo buon amico sulla
Senna, per due qualit che in politica vogliono dire moltissimo; egli
aveva, in primo luogo, una volont e, in secondo luogo, un fine.
Il piano per la riforma della confederazione era strettamente legato
al protettorato bonapartista e all alleanza con l Italia. Quando venne a
Berlino come negoziatore italiano, il generale Govone gli disse che
con la questione dello Schleswig-Holstein si poteva facilmente determi
nare un casus belli, ma questa questione era un pretesto troppo pic
colo per una grande guerra. Bisognava mettere in giuoco l'intera que
stione tedesca; se si fosse trattato di grandi interessi nazionali, l'Euro
pa sarebbe stata a guardare con molta maggiore tranquillit. In questo
caso Europa voleva dire Bonaparte, e la riforma della confederazione
progettata da Bismarck si fece avanti zoppicando sul bonapartista pi
forcuto. Dopo che fu conclusa, 18 aprile 1866, lalleanza aggressiva
italo-prussiana contro lAustria, il governo prussiano present il 9 aprile
al Bundestag la proposta di convocare unassemblea con elezioni dirette
e suffragio universale dellintera nazione per una data da fissarsi, allo
scopo di ascoltare e discutere le proposte dei governi tedeschi per
una riforma della costituzione confederale; nel frattempo i governi avreb
bero dovuto preparare d accordo tali proposte. La motivazione ufficiale
della proposta conteneva il solito fiume di parole con cui ogni bonapar
tismo solito travestire la sua politica priva di idee ma piena di in
sidie. Il suffragio universale diretto era raccomandato come un princi
pio conservatore da preferirsi, dal punto di vista conservatore, a qual
siasi altro sistema elettorale basato su combinazioni artificiose. L attuale
costituzione confederale abbandonava la Germania nelle grandi crisi
europee o alla rivoluzione o al dominio straniero; per evitare tutte e
due le cose era necessaria una riforma della confederazione, che dopo
le esperienze del 1848 non poteva essere ottenuta n con azioni unila-

920
ferali dei governi n con azioni unilaterali della nazione; soltanto dalla
cooperazione di questi due fattori, diceva la proposta, sulla base e nel
quadro della vecchia confederazione, poteva nascere una nuova creatura
vitale. Bismarck quindi raccomandava il famigerato principio dell ac
cordo per il quale i parlamenti del 48 erano falliti, come infallibile
panacea per la confusione tedesca. Egli cosi rimase vittima di uno
di quei buffi equivoci dei quali solitamente il suo intelletto interessato
era vittima quando analizzava avvenimenti storici, oppure, ed anche
per questo si possono addurre numerosi esempi dalla sua politica, per
velare i suoi scopi reali, non gli importava qualche frase retorica in
pi o in meno.
Questi scopi reali risultavano senza possibilit di equivoci dalle ma
nifestazioni della sua stampa ufficiale ed ufficiosa. Secondo il modello
bonapartistico Bismarck aveva un doppio giuoco ed anzi un doppio
doppio giuoco: da una parte un doppio giuoco fra le dinastie e la na
zione, dallaltra un doppio giuoco fra la borghesia e il proletariato. La
Kreuzzeitung diceva ai governi degli Stati piccoli e medi : prendete
ci che ancora potete ricevere; ci che vi offre Bismarck non vi sar
mai piu offerto; da soli non riuscirete mai a dominare il movimento
borghese-nazionale; se volete colpire il parlamentarismo con le sue stesse
armi, avete bisogno di un parlamento tedesco. Ci vorr dire, senza
dubbio, dare il via alla commedia parlamentare; ma contro siffatti
eccessi vi una ricetta assai semplice: non farci caso. Che ci sia pos
sibile lo dimostrano nel modo pi eloquente gli ultimi sei anni di storia
prussiana . Inversamente la Norddeutsche Allgemeine Zeitung diceva.
La Prussia deplora di dover costatare che talvolta si creata limpres
sione che i governi tedeschi si preparino a prendere le armi contro la
riforma nazionale. evidente che il Wiirttemberg, lo Hannover, la
Sassonia, lAssia-Darmstadt ed altri Stati confederali non vogliono mette
re in giuoco la loro esistenza per amore del principe di Augustenburg; si
va molto vicini alla verit se si afferma che i governi i quali si armano
in vista di una possente lotta contro la Prussia mettono in pari tempo le
loro truppe in campo contro lattuazione delle pi modeste rivendicazio
ni nazionali . Dopo di che il principale giornale ufficioso minacciava
appena velatamente la rivoluzione, vale a dire lo spodestamento vio
lento dei piccoli despoti riluttanti, ad opera della Prussia.
Parallelamente a questo doppio giuoco fra la borghesia e la na
zione si svolgeva il doppio giuoco fra la borghesia e il proletariato.
La Provinzialkorrespondenz, giornale semiufficioso, allettava il partito

921
progressista illudendolo che la cosiddetta riforma confederale avrebbe
rovesciato i gravami militari della Prussia su tutta la Germania a causa
della costituiione unitaria delle forze armate tedesche, e cosi avrebbe
eliminato il conflitto costituzionale. Lo Staatsanzeiger a sua volta offriva
alla borghesia un piatto ancor pi allettante enumerando, come carat
teristiche fondamentali della riforma confederale, tutta una serie di ri
forme economiche, come la libert di domicilio, di professione, un si
stema di monete, di misure e di pesi unitario, la protezione del com
mercio tedesco allestero, consolati tedeschi e parecchie altre cose anco
ra che promettevano di demolire in maniera abbastanza radicale le bar
riere che inceppavano il modo capitalistico di produzione.
Se la borghesia rifiutava, si doveva adescare il proletariato con il
suffragio universale diretto. Bismarck credeva adesso di poter osare
questa carta. Egli faceva affidamento sulle masse della popolazione agri
cola ad oriente dellElba, la cui notte intellettuale non era ancora illu
minata dal . barlume di unaurora di conoscenza politica; egli sperava
di limitare lelettorato passivo rifiutando le indennit ai deputati, mentre
allargava l'elettorato attivo abolendo il sistema delle tre classi; infine
si pasceva ancora della dolce illusione di un Lassalle monarchico/.
vero che pi di un campanello di allarme avrebbe dovuto disturbare
questo piacevole sonnecchiare; in una relazione ufficiale il presidio di
polizia di Berlino ammise in seguito seccamente che dapprima aveva
contato su di un assennata e legale agitazione dellAssociazione ge
nerale degli operai tedeschi, e perci l'aveva tollerata nonostante la
violazione del paragrafo 8 della legge sulle associazioni {collegamento
fra le associazioni politiche), ma in occasione della festa di Colonia gli
si erano aperti gli occhi e si era affrettato a chiudere la comunit ber
linese. Solo che il geniale statista era ancora lontano dal comprendere
ci che il buon senso dei poliziotti comprendeva. Per il momento Bis
marck credeva di poter scherzare con il fuoco.
N ellestate 1865 era stata convocata la commissione per la discus
sione della questione operaia, la cui formazione il governo aveva pro
messo in occasione del dibattito sul diritto di coalizione, ma dopo qual
che prolissa discussione essa si sciolse senza lasciar dietro di s altro
che un ammasso di cartacce prive di valore o, per dirla col linguaggio
dei burocrati prussiani, di c prezioso materiale . Il fantasma rosso do
veva essere scongiurato pi vigorosamente. Nellottobre del 1865 Bu-
cher scrisse a Marx per chiedergli la collaborazione all'ufficiale Staats-

922
anzeiger; lasciato a mano vuote da M arx ', si rivolse con la stessa richie
sta al libero docente Eugen Duhring, che allora si era fatto conoscere per
alcuni lavori di economia politica. Duhring aveva ripreso la vecchia
idea di Sismondi sul sottoconsumo della classe lavoratrice come la prin
cipale piaga del modo di produzione capitalistico ma non voleva, come
Rodbertus, curare il male con una giornata lavorativa normale introdot
ta dallo Stato, bens con l iniziativa indipendente degli operai, che avreb
bero dovuto conquistarsi migliori condizioni di lavoro con libere coa
lizioni. Duhring accett la collaborazione allo Staatsanzeiger, per rom
pere subito dopo con la redazione. Tuttavia, nellaprile del 1866, Wa-
gener and da lui e gli ordin, ad uso interno del governo, un me
morandum sulla questione come si potesse fare qualche cosa per gli
operai >. Duhring assolse anche questo compito. Poi Schweitzer il 9
maggio ebbe il permesso di lasciate la prigione, dopo che tutti i certi
ficati medici che egli aveva presentato durante linverno sul suo cattivo
stato di salute erano rimasti fino a quel momento senza alcun effetto.
Infine la contessa Hatzfeldt dallinizio del 1866 riprese con decuplicata
energia i suoi intrighi, mai del tutto abbandonati. Nella sua cieca pre
sunzione, ella vide nella riforma prussiana della confederazione ladem
pimento del programma nazionale di Lassalle, ed i suoi sforzi dema
gogici tesero a fare dellAssociazione generale degli operai tedeschi uno
strumento di Bismarck, sia che ella adesso stesse in rapporti pi o meno
stretti con il grande ministro , sia che attingesse i ricchi mezzi finan
ziari, da lei profusi a piene mani, dal suo stesso patrimonio o da altri
fondi.
Questa era la rivoluzione dallalto. Essa era straordinariamente forte
contro la miserabile amministrazione del Bundestag. Per abbatterla sa
rebbe stata necessaria la rivoluzione dal basso. M a la rivoluzione dal
basso apparteneva al regno delle cose impossibili. La classe operaia che
voleva farla, non poteva ancora, e la classe borghese, che poteva farla,
non la voleva ormai pi neppure a parole, figuriamoci poi a fatti. Non
appena le cose assunsero un andamento critico la tanto vantata com
pattezza del partito progressista si dissolse in una tremenda confusione.
N egli uni il particolarismo prussiano si fece strada con tutti gli orpelli
della retorica nazionale. Twesten dichiar che qualsiasi alternativa era1

1 Si veda in proposito la lettera di Marx a Kugehnann, 7 dicembre 1867,


in K. M arx , Lettere a Kulgemann, cit., p. 55.

923
da preferite alla sconfitta della politica prussiana , Ziegler proclam
ai suoi elettori di Breslavia che il cuore della democrazia era sempre
stato accanto alle bandiere del paese. A loro volta gli altri si esaurirono
in impotenti lamenti sugli interessi materiali borghesi minacciati dalla
guerra imminente e in altrettanto impotenti maledizioni per la viola
zione delia pace nazionale. In ci si distinse particolarmente la Societ
nazionale che condann solennemente anche la riforma bismarckiana
della confederazione. La consorteria di Bennigsen aveva fatto tanto per
il chiodo prussiano che adesso non le rimaneva quasi pi niente da
fare; a questo punto si mise a gridare allassassino, perch il chiodo
prussiano si era rivelato per quello che era e poteva soltanto essere.
Un terzo gruppo fu formato dal Partito popolare tedesco, che, aven
do perso la fiducia nella politica del partito progressista e della Societ
nazionale, aveva cominciato da molto tempo a distaccarsi dai progressisti.
Nelle sue file er&no parecchi onesti e valorosi democratici come Biichner,
Eckardt, Ladendorf, Pfau, ma anche elementi assai ambigui, repubbli
cani provinciali francofortesi dello stampo di Sonnemann, particolaristi
degli Augustenburg e della casa guelfa, che sui diritti minacciati dei
loro sovrani aviti versavano lacrime altrettanto cocenti se non piu co
centi di quelle versate per tutte le altre infamie di Bismarck. Quando
il Partito popolare tedesco, nel settembre 1865, tenne la sua assemblea
costituente a Darmstadt, risult immediatamente che non era possibile
alcun accordo sui due problemi decisivi del tempo, la questione nazio
nale e quella sociale. I particolaristi si aggrappavano al loro amato prin
cipio federativo, a proposito del quale per di piu restava non definito
se andava inteso in senso monarchico o repubblicano, mentre i demo
cratici della Borsa erano ostili alla richiesta di riforme sociali con la
quale Biichner ed Eckardt volevano avviare un avvicinamento allAsso
ciazione generale degli operai tedeschi. Il Deutsches Wochenblatt di
Mannheim, organo del Partito popolare tedesco, dichiar di voler trat
tare la questione nazionale e quella sociale, come questioni ancora
aperte!
Sulla questione pi urgente si venne tuttavia ad una specie di com
promesso, dichiarando che una confederazione degli Stati piccoli e
medi avrebbe dovuto costituire il germe dellunit e della libert te
desca. Ludwig Pfau spieg in un opuscolo speciale che in questo modo
non si sarebbe dovuta riscaldare la minestra della vecchia idea della
triade, cio la divisione della Germania fra Austria, Prussia e la Federa
zione degli Stati piccoli e medi; questa idea era un aborto dalle tre

924
teste, generato dalla presunzione professorale e dal servilismo verso i
sovrani nel talamo profanato della rivoluzione. La coalizione degli
Stati medi, cui aspirava il Partito popolare tedesco, non era una mta ben
s un inizio, non era uno scopo bens un mezzo, un primo nucleo attorno
al quale si sarebbero potute raggruppare le altre stirpi. Eckardt scriveva
sul Deutsches Wochenblatt che si rimproverava al Partito popolare te
desco di portare al tempo stesso una bandiera legittimista ed una re
pubblicana. Ma questa era una contraddizione soltanto apparente. I mem
bri del partito erano repubblicani, tuttavia pensavano sinceramente alla
confederazione degli Stati piccoli e medi che sarebbe stata lultima
offerta del popolo tedesco ai suoi sovrani. Se i sovrani volevano uno
Stato confederale monarchico, il Partito popolare tedesco avrebbe in
vitato il popolo ad appoggiarli, se non lo volevano avrebbero dovuto
rassegnarsi ad essere inghiottiti da Bismarck. Se persino le menti p i
oneste e pi chiare del Partito popolare tedesco si perdevano in queste
idee, certo onestamente concepite ma disperatamente poco chiare, que>-
sto partito non poteva risolvere la questione tedesca.
In questo caos disordinato di interessi e di opinioni contrastanti,
il giovane partito operaio doveva adesso cercare la sua strada.

2. La classe operaia di fronte alla guerra tedesca

Dallepoca degli articoli su Bismarck il Socid-Demokrat aveva per


seguito coerentemente la stessa politica tedesca, evitando per di ri
correre ai dubbi arabeschi di cui erano stati adornati gli articoli su
Bismarck. Mentre in quelli aveva parlato della notevole politica
di Bismarck, comment il pellegrinaggio di Bismarck alla corte di
Bonaparte con un sarcastico sospiro sulla povera Prussia che piena
dei suoi grandi piani si affrettava previdentemente ad andare a Pari
gi , per ottenere i favori di Bonaparte a prezzo di territorio tede
sc o . Il Social-Demokrat si tenne assolutamente lontano dalla vecchia
democrazia prussiana dei Waldeck e degli Ziegler. Esso diceva che
il chiodo prussiano era per lappunto il chiodo prussiano e che la con
fusione dominante sarebbe diventata anche pi grande se esso si fosse
mostrato come reazione travestita, come pseudoliberalismo. La Prussia,
diceva, era per la sua intima essenza uno Stato assolutistico, una Prussia
liberale non era mai esistita e non avrebbe mai potuto esistere. Aspet-

925
tarsi che ci possa in qualche modo cambiare vuol dire aspettarsi qual
cosa di intimamente impossibile . C i si poteva aspettare con lo stesso
fondamento che i muft e gli ulema turchi si mettessero a predicare
la fede cristiana.
Con la stessa energia adoperata contro l assolutismo prussiano
il Social-Demokrat si rivolgeva contro la politica austriaca dei com
promessi . LAustria era la culla del frazionamento della Germania
e per questo i governi reazionari degli Stati piccoli e medi erano dalla
sua parte. Ma, se l'austrificazione e la prussificazione della Germania era
no egualmente odiose e dannose, la triaderia 1 era ridicola e sprege
vole da ogni punto di vista. Il Social-Demokrat salut il Partito popolare
tedesco come un tentativo di organizzazione, degno di riconoscimento,
degli elementi democratico-borghesi che ancora esistevano in Germania
e si dichiar disposto a collaborare tatticamente con esso appena lo ri
chiedessero gli interessi della classe operaia, ma denunci senza riguardi
la sua mancanza di chiarezza nella questione nazionale e sociale. Sotto
line che i Beust e i Dalwigk, e altrettali diplomatici degli Stati piccoli
e medi, che adesso volevano gabellarsi come statisti solamente tede
schi , erano ministri dellepoca della piu sanguinosa e crassa reazione,
veri e propri servi dei sovrani e la confederazione degli Stati pic
coli e medi , cui tendeva il Partito popolare tedesco, era liquidata dal
Social-Demokrat con la semplice osservazione che se la situazione
fosse diventata seria, e se ad esempio un qualsiasi sovrano avesse do
vuto decidere definitivamente e irrevocabilmente se voleva rinunciare
alla sua piena sovranit a favore del popolo o a favore di una grande
dinastia, questo principe avrebbe preferito gettarsi piagnucolando ai
piedi del suo collega piuttosto che attraversare le strade della sua capi
tale fra il giubilo del popolo . Il Social-Demokrat vedeva lunica via per
lunit e la libert tedesca nella rivoluzione tedesca. Poich lultima spe
ranza per una tale rivoluzione era data dalle possibilit che potevano
sorgere dallo scontro violento delle grandi potenze tedesche, il gior
nale non uni la sua voce al coro pacifista della borghesia. Allo stesso
modo Albert Lange scriveva nel Bote vom Niederrhein che chi per
profondi motivi desiderava realmente che Bismarck desse libero sfogo al
partito repubblicano con il tentativo di attuare il suo programma, avreb-

1 Cio lidea della triade di cui si parla a p. 924. L'astratto coniato nel
testo tedesco, Triaselei, comico anche perch fa pensare a Trieselei, come dire
c tri-asineria .

926
be dovuto lasciarlo agire in pace fino al punto in cui egli non avrebbe
pi potuto tornare indietro. E in unassemblea di progressisti e nazio-
nalunionisti di Lipsia, dove furono levati lamenti da spezzare il cuore
sulla guerra imminente, Bebel come unico oppositore dichiar che non
si doveva avere tanta paura; dalla guerra avrebbe potuto nascere qual
cosa di ben diverso da quel che credevano i belligeranti; il popolo
si sarebbe sollevato al momento giusto per terminare la guerra a suo
modo. Stare in agguato pronti a colpire, armati per la battaglia e per
lazione senza aver fiducia in alfri che in se stessa: questa era la po
litica che il Social- Demokrat nella crisi del 1866 raccomandava alla
classe operaia.
Esso vide una prima possibilit di intervento pratico nella mossa
di Bismarck per il suffragio universale. Naturalmente non si illuse
, sui moventi di Bismarck, e agli allettamenti della stampa ufficiosa ri
spose : Per quel che ci riguarda, sappiamo che non vogliamo n
una grande Prussia, n una grande Austria, bens una Germania libera
ed unita per volont della nazione. Se la Prussia vuol contribuire ad
E attuare tutto ci, bene, essa pu fare il tentativo di diventare esatta
mente lopposto di ci che stata finora. In questo senso, se essa ha
fatto della sua causa, la nostra, noi vogliamo ancora procedete insieme,
ma in nessun altro... Questo sentono gli operai, ed essi non ci sem
brano n piu n meno favorevolmente disposti verso la grande Prussia,

se si vuol definire la posizione che ad essi conviene di fronte al go


verno prussiano e alla sua brama di potenza . Il Social-Demokrat
diceva apertamente che Bismarck era stato indotto alla sua incon
cludente mezza convocazione del Parlamento non spontaneamente
bens costretto dalla situazione ; con altrettanta franchezza affermava
| che sarebbe stata la cosa pi miserevole di tutte se gli operai si
( fossero lasciati illudere da tutto ci. Nondimeno consigliava di sfrut
tare limbarazzo del ministro prussiano. Mai si era compiuto un pro-
i; gresso storico per la buona volont dei potenti, molto spesso per
per il loto imbarazzo intelligentemente sfruttato. La classe operaia
| doveva servirsi dellarma che le veniva offerta non come costoro
vogliono, bens come noi vogliam o. Perci il Social-Demokrat lan
ciava la parola d ordine: N o i votiamo! Ma non votiamo perch
Bismarck ha convocato questo parlamento e neppure votiamo sebbene
egli lo abbia convocato. N oi votiamo perch respingiamo la politica
imbelle dello stare a guardare senza far niente, perch vogliamo par
tecipare a tutto ci che accade negli affari pubblici e perch soltan-

927
to noi, il partito degli operai, possiamo impedire che il vile libo
ralismo borghese tradisca ancora una volta la causa del popolo . Al
tempo stesso il Social-Demokrat raccomandava la pi energica agita
zione per il suffragio universale, onde spingere avanti Bismarck sull
strada intrapresa contro la sua volont.
Questa tattica che abbiamo qui brevemente riassunto, attraversa co
me un filo rosso tutti gli articoli che il Social-Demokrat pubblic sulla
questione tedesca prima e dopo larresto di Schweitzer. Se il governo
si riprometteva segretamente qualche cosa nel dimetterlo dal carcere,
Schweitzer non ha pagato il prezzo desiderato, proprio come Marx
non ha abboccato allamo di Bucher. Non possibile trovare in tutto
questo periodo anche soltanto una frase del Social-Demokrat che mi
rasse direttamente o indirettamente a favorire la politica di forza della
Prussia. La politica che Schweitzer raccomandava alla classe operaia era
senza dubbio la stessa politica che Lassalle, se fosse stato ancora vivo,
le avrebbe raccomandato.
Non nella tattica dellAssociazione generale degli operai tedeschi
era allora il punto debole, bens nella sua organizzazione. Essa non era
ancora un organismo cosi compatto per non essere sconquassata dalla tem
pesta irrompente della guerra. La grande massa degli operai tedeschi
non era giunta ancora alla coscienza di classe, e quegli strati che
lavevano raggiunta non erano cosi in chiaro sui loro interessi di clas
se, da non essere trascinati nel turbine della catastrofe generale, cui
le cose tedesche andavano incontro. La vecchia guardia dellassociazione
tenne duro con grande coraggio, ma non fu abbastanza forte da do
minare le onde sollevate dalla rivoluzione dallalto.
In nessuna regione della Germania i contrasti nazionali e sociali si
scontravano cosi violentemente e in un ambito cosi ristretto come nel
regno di Sassonia. La borghesia e il proletariato erano l uno di fronte
all altra immediatamente, in quel piccolo paese industriale altamente svi
luppato, che adesso, incuneato fra la Prussia e lAustria, minacciava di
diventare il teatro della guerra. Beust un partigiano dellAustria e
forse il pi abile, in ogni caso il pi infame di quei diplomatici in se
dicesimo che ancora grondanti del sangue e dellabominio del terrore
bianco si davano attorno con parole dordine tedesco-nazionali que
sto Beust guidava la politica sassone. La sua politica di armamenti su
scitava il malcontento della borghesia, che a nessun prezzo voleva ve
dere disturbati i suoi affari e che in parte anche, specialmente nei
grandi centri industriali e commerciali del paese, era stanca della me-

928
ut hinit di quei piccolo Stato e desiderava essere inghiottita dalla Prus-
, 1,1 in tal modo il proletariato sassone si trov in una situazione molto
difficile. Non poteva entusiasmarsi n per Bismarck, n per Beust; non
poteva fare la rivoluzione ma non poteva neppure, come per esempio
Il proletariato della Renania-Vestfalia, assumere una posizione di attesa
rinata, ch il fuoco della guerra lo toccava troppo da vicino. A parte
ti, proprio in quel periodo nel proletariato sassone era in corso una
evoluzione molto consolante. Le associazioni operaie di cultura sassoni
sono state in generale il nucleo e lorigine delle associazioni operaie
di cultura tedesche. Quella di Dresda fioriva sotto la direzione del cal
zolaio Knfel; Bebel manteneva allantico livello quella di Lipsia e fra
gli insegnanti di questa associazione, Liebknecht, che dopo la sua espul
sone da Berlino si era trasferito a Lipsia, era particolarmente attivo.
In particolare si doveva agli sforzi di Bebel se le associazioni operaie di
cultura sassoni si erano fuse in una lega regionale, in tutto 29 associa
zioni con 4579 iscritti, con le quali erano collegati, come istituti coo
perativi, 5 casse di risparmio, 2 associazioni di prestito, 5 cooperative
di consumo, 1 forno di consumo, 4 casse malattie, 2 casse invalidi, 2
casse di sepoltura e unassociazione di tessitori. Fra queste associazioni
c le comunit sassoni dellAssociazione generale degli operai tedeschi
esisteva gi un accordo molto amichevole, le due correnti erano solite
tenere grandi assemblee popolari in comune, e proprio allora 1associa
zione operaia di cultura aveva rotto decisamente con lagitazione pro-
gressista-manchesteriana della Volkszeitung. Anche la questione nazio
nale in un primo momento non dette luogo a divergenze d opinione.
Il 28 aprile si riun a Dresda unassemblea con la partecipazione di
2500 operai, convocata da Frsterling e Knfel e da loro presieduta in
comune. Essa chiese la convocazione di un parlamento tedesco costituente
sulla base del suffragio uguale e diretto, con votazione segreta e eleg
gibilit illimitata, non soltanto per risolvere i problemi politici ma an
che per affrontare la questione sociale e chiese inoltre, in appoggio a
questo parlamento, la nazione armata. Dal punto di vista di principio
questa risoluzione concordava assolutamente con latteggiamento del
Social-Demokrat, che dichiar senzaltro che solo la rivoluzione tedesca
poteva salvare lunit e la libert della Germania. Tuttavia con questo
non si era ancora detto niente sullatteggiamento tattico del proleta
riato verso le potenze in lotta.
Questa questione divent scottante quando la borghesia di Lipsia
sotto la guida delle autorit cittadine chiese al ministero sassone l'imme-

929
diato disarmo ed inizi un'agitazione filoprussiana. Contro di essa l'H
maggio si riun a Lipsia unassemblea popolare di circa 6000 persone
alla quale parteciparono, come allassemblea di Dresda nella stessa ini
sura, le due correnti del proletariato sassone. Fritzsche, Wuttke, Bebel
e Liebknecht erano presenti allassemblea, Steinert che, come successore
i Fritzsche, guidava la comunit dellAssociazione generale degli operai
tedeschi a Lipsia ebbe la presidenza. Questa assemblea, nella sua giusti
ficata opposizione alle tendenze bismarckiste dei finanzieri borghesi,
and oltre i limiti che il Social-Demokrat pensava di dovere mantenere!
Vecchi democratici del 1848 affermarono che, se anche si poteva dire
qualcosa contro il passato di Beust, costui adesso, come lAustria, aveva
assunto una posizione tedesca. Una risoluzione presentata da Bebel te
neva fermo essenzialmente alla risoluzione di Dresda, ma si dichiarava
unilateralmente contro la politica di conquista prussiana ed approvava
gli armamenti del governo Beust come provvedimenti difensivi , men
tre una risoluzione presentata da Wuttke incoraggiava, praticamente
senza riserve, la politica di Beust. Le due risoluzioni furono approvate
all unanimit dopo che, oltre che i presentatori, altri tra cui anche
Fritzsche e Liebknecht ebbero parlato in loro favore; si cornei cosi una
prima notevole deviazione dalla politica del Social-Demokrat.
Simili a quelli del regno di Sassonia erano i rapporti nel distretto
del Meno, solo che qui l antagonismo fra borghesia e proletariato non
si era ancora cosi sviluppato. La tempesta che scuoteva dalle fondamenta
la Germania mise a nudo nella Germania sud-occidentale un terreno
ancora piccolo borghese. U nassemblea, che ebbe luogo il 20 maggio
a Francoforte alla presenza di 3000 persone, fu dominata dai mata-
dores del Partito popolare tedesco, anche se vi parteciparono degli
operai, come Bebel, per le associazioni operaie di cultura, e Welcker
per lAssociazione generale degli operai tedeschi. Le risoluzioni di que
sta assemblea si differenziavano in maniera molto significativa da
quelle di Dresda e di Lipsia. Esse si pronunciavano esclusivamente
contro la politica bellicista di Bismarck e definivano vilt e tradi
mento ogni neutralit. Respingendo incondizionatamente la riforma
prussiana della confederazione, richiedevano l immediata costituzione
dello Schleswig-Holstein come Stato particolare e inoltre, senza fare
una qualsiasi menzione del sistema di votazione, chiedevano un par
lamento costituente e dotato dei poteri necessari e infine chiedevano
assurdamente ai governi 1 istituzione legale della nazione armata .
Welcker parl molto energicamente contro queste risoluzioni, mentre

930
Bebel le approv e entr nel comitato del partito popolare che do
veva elaborare un programma di resistenza contro la brama di po
tere prussiana. Il programma, pubblicato quasi subito dopo, si atte
neva alle risoluzioni dell'assemblea di Francoforte, ma in un certo
senso le modificava perch respingeva dichiaratamente oltre quella
prussiana, anche legemonia austriaca. Esso voleva creare 1unit tede
sca come un collegamento federativo degli Stati tedeschi sulla base del
lautodecisione e mitigare il pericolo di una guerra a fianco dell Austria
affermando che gli alleati dovevano perseguire nella lotta una politica
nazionale e non dinastica. Questa rivendicazione in s era eccellente,
ma diretta a Beust e compagni non poteva avere alcun altro effetto
pratico che invitare le iene a non profanare i sepolcri bens a pasco
lare come tanti agnellini sui prati.
Un congresso delle associazioni operaie tedesche non ebbe luogo
in quell'anno a causa dellagitata situazione; tuttavia il comitato si riun
il 10 giugno a Mannheim dove risult che una minoranza era favorevole
alla Prussia e la maggioranza al punto di vista del partito popolare.
Altrimenti furono levati molti lamenti sulla indifferenza delle associa
zioni operaie di cultura; la grande maggioranza di esse era in arretrato
con il pagamento dei contributi. La confusione negli ambienti del pro
letariato tedesco appariva cosi grande, che Albert Lange abbandon la
speranza di unazione fruttuosa. Egli decise di cessare la pubblicazione
del Bote vom Niedctrhein e nellultimo numero, il 29 giugno, scrisse
di aver sempre cercato di indurre gli operai allunit, alla riflessione
e alluso regolato del loro potere. Adesso le masse erano eccitate da
agenti che perseguivano scopi mtti diversi e sembravano disporre di
mezzi abbondanti. In autunno U n g e si trasfer in Svizzera da dove egli
purtroppo non doveva ritornare in Germania che mortalmente am
malato. .
Anche il Social-Demokrat attacc vivacemente gli agenti dotati di
ricchi mezzi. Esso per chiam le cose col loro nome ed accus la contessa
Hatzfeldt di essere dietro questi agenti. Secondo il Social-Demokrat, ella
cercava di guadagnare gli operai con la speranza illusoria di montagne
doro e di potenti protettori, ma lAssociazione generale degli operai te
deschi non doveva dimenticare di essere un partito tedesco democratico,
cui la libert premeva quanto leguaglianza e che senza la liberta non
poteva mai giungere alleguaglianza.
Poich la contessa non poteva rivelare agli operai le sue vere in
tenzioni, cerc di sfruttare due circostanze esteriori. In primo luogo

931
il fatto che la polizia di Lipsia, dove lAssociazione generale degli operai
tedeschi aveva la sua sede, non voleva riconoscere l elezione di Tolcke
a presidente prima che questi non avesse dimostrato che con la perdita
della coccarda nazionale prussiana non aveva perduto anche i diritti ci
vili; e in secondo luogo il fatto che lo statuto dellAssociazione era
stato violato per la fusione della presidenza con la segreteria. Il 12
maggio la contessa ebbe un colloquio con Tolcke a Vohwinkel presso
Elberfeld, nel quale essa lo invit ad un colpo di Stato salutare .
Tolcke di suo arbitrio avrebbe dovuto dichiarare non valido tutto ci
che era accaduto nell associazione dallepoca dellassemblea generale di
Dusseldorf e proclamare se stesso immediato successore di Lassalle e
Willms segretario dellassociazione. In cambio la contessa prometteva
di eliminare la resistenza della polizia di Lipsia alla sua elezione.
Tolcke tenne duro ma, per sottrarre alla contessa il pi possibile il
pretesto di nuove contese, eman il 29 marzo una disposizione con
la quale separava di nuovo la segreteria dalla presidenza e nomina
va Hasenclever segretario dell associazione. Il 1 maggio Hasenclever
avrebbe dovuto trasferirsi a Iserlohn dove Tolcke abitava. Quanto allo
stipendio tra i due era stato preso un accordo che non toccava la
situazione della cassa . Inoltre Tolcke nomin, previo riconoscimento
della polizia, il fiduciario di Amburgo, Perl, vicepresidente.
Naturalmente ci non bast alla contessa Hatzfeldt. ^ebbene ella
nelle sue trattative avesse accusato specialmente Hillmann come respon
sabile della cattiva amministrazione finanziaria dellassociazione, con
unardita conversione fece di questuomo tanto accusato il proprio
uomo e Hillmann accett questo ruolo poco invidiabile. Finch le
autorit non riconoscevano lelezione di Tolcke a presidente, questi
non poteva prendere alcuna decisione giuridicamente valida; lunico
rappresentante autorizzato dellassociazione era pur sempre Hillmann,
cui lassemblea generale di Francoforte aveva affidato lattuazione del
le elezioni nelle organizzazioni di base, dalle quali Tolcke era riuscito
presidente. Queste erano le argomentazioni di Hillmann, della con
tessa Hatzfeldt e della polizia di Lipsia.
L atteggiamento di questultima fu estremamente ambiguo. La fa
ziosa amministrazione prussiana della giustizia dopo il colpo di Stato di
novembre aveva tolto la coccarda nazionale a molte persone oneste, cosi
anche al vecchio Ziegler, che era solito ironizzare sulla perdita di que
sta preziosa decorazione. Ma, mentre junker prussiani pregavano Z ieg
ler di smetterla di punzecchiarli con le brutte figure di cui malvo

932
lentieri si ricordavano, un'autorit cittadina borghese, come lufficio di
polizia di Lipsia, si servi di quella stessa punizione per preparare a
Tolcke una specie di capestro morale. Inutilmente Tolcke dimostr
con prove giudiziarie che egli era da lungo tempo nuovamente in
possesso dei diritti civili anche se realmente li avesse mai perduti:
la polizia di Lipsia volle un certificato da quella di Iserlohn, ma il sin
daco Hiilsmann, nemico accanito di Tolcke, lo rifiut. Ma non basta!
Quanto pi la polizia di Lipsia si dava da fare a cercare la pagliuzza
nellOcchio di Tolcke, tanto meno si curava del trave nellocchio di H ill
mann. D a circa un anno Hillmann aveva fatto fallimento e secondo le
leggi sassoni sulle associazioni non poteva essere neppure membro di
unassociazione politica, figuriamoci poi presidente. Probabilmente lo
strano atteggiamento della polizia di Lipsia si spiega con la stessa cir
costanza che lo fa apparire doppiamente strano a prima vista; come
autorit cittadina, essa dipendeva dal consiglio cittadino e dai deputati
della citt, i quali proprio in questo periodo rivolsero la loro bene
volenza alla politica bismarckiana, per lappunto come la contessa Hatz
feldt, che non si stancava di vantare la sua influenza sulla polizia di
Lipsia.
Il 10 maggio Hillmann effettu il colpo di Stato che Tolcke si era
rifiutato di fare. Egli indisse per il 20 maggio le elezioni di un nuovo
presidente con votazioni primarie, per il 3 giugno convoc un assem
blea generale straordinaria a Barmen e nomin W illms segretario del
lassociazione, facendogli balenare davanti agli occhi il miraggio del
legato di Lassalle. Tolcke rispose al colpo di Stato convocando la dire
zione ad Amburgo per il 21 maggio; a questo punto la situazione di
vent disperatamente confusa. I vecchi membri certo erano rimasti
fedeli e le elezioni indette da Hillmann per il 20 maggio ebbero luogo
soltanto in talune comunit. M a adesso risult nuovamente quanto la
triste amministrazione finanziaria avesse indebolito la forza d azione
dellassociazione. Il Social-Demokrat aveva gi dovuto cessare le sue
pubblicazioni giornaliere il 1 aprile, e usciva nuovamente tre volte
alla settimana, perch i lamenti degli iscritti sul troppo alto prezzo
dellabbonamento non avevano fine. La cassa dell associazione era com
pletamente allasciutto, mentre la contessa Hatzfeldt profondeva oro a
piene mani. Tolcke non pot neppure far fronte alle spese di viaggio
per presentarsi alla seduta della direzione da lui convocata ad Am
burgo. La direzione non si riun neppure in numero sufficiente a
prendere delle decisioni; soltanto appena sei dei suoi membri erano

933
presenti, la maggior parte di Amburgo o di localit vicine: accanto
ad Audorf e Perl, York di Harburg, Deckwitz di Brema, Bracke di
Brunswick e Forsterling di Dresda.
Da Berlino venne Schweitzer come rappresentante dell'organo del
lassociazione, ma anche la contessa Hatzfeldt. Ella rivel apertamente
i suoi piani, promise di ovviare a tutte le necessit dellassociazione e
di stipendiare di sua tasca il presidente e il segretario a condizione che
Hiilmann fosse eletto presidente. La maggioranza dei membri della di
rezione presenti le rispose con le parole di Lionel nella Pulzella di
Orleans : Madama tornatevene a casa! Vogliamo vincere con buone
armi e non con donne. Ma la contessa tir dalla sua Deckwitz e
in particolare il cassiere dellassociazione Forsterling, che si rec in
Renania e si mise immediatamente a disposizione di Hiilmann e Willms.
L organizzazione dellassociazione era cosi completamente dissolta, poi
ch ormai non aveva pi un solo funzionario incontestabilmente valido.
In queste circostanze Schweitzer e i membri della direzione rimasti
fedeli si misero daccordo per cedere alle pretese della polizia di Lipsia.
Essi contavano sul fatto che la maggioranza dei membri assai difficilmente
si sarebbe lasciata ingannare dal giuoco evidente della contessa Hatz
feldt. Quindi, se lassemblea generale si fosse rifiutata di eleggere pre
sidente una creatura della contessa Hatzfeldt, si sarebbe ovviato nella
maniera pi sbrigativa alla confusione che regnava. Poich Tlcke non
si era presentato ad Amburgo e quindi non si pot raggiungere unin
tesa con lui, fu deciso di proporre pubblicamente, attraverso il Social-
Demokrat, Perl come il candidato su cui avrebbero dovuto confluire
i voti di tutti gli- iscritti che non volevano far cadere lassociazone
nelle mani della contessa Hatzfeldt e dei suoi agenti. Nelladempiere
questo incarico il Social-Demokrat spieg eloquentemente agli operai
che essi finalmente dovevano preoccuparsi di un ragionevole finan
ziamento dellassociazione, e che non era degno di loro cedere a re
gali e ricatti. Se era comprensibile che non avessero voluto sacrificare
i loro centesimi, data l inaudita amministrazione del denaro che
finora si era avuta nell'associazione, adesso era necessario che creas
sero e mantenessero una buona organizzazione finanziaria. Il movi
mento operaio tedesco non poteva fallire per un ostacolo cosi meschino
per il quale le associazioni operaie inglesi e francesi non erano mai fallite.
Questo energico intervento ebbe effetto. La contessa Hatzfeldt e i
suoi uomini di paglia a questo punto cercarono di guadagnare ancora
tempo con intrighi, rimandarono lassemblea generale dal 3 al 17 giugno

934
c, quando gli operai della Renania-Vestfalia si distaccarono in massa da
Hiilmann, la trasferirono da Barmen a Lipsia. M a tutte queste manovre
non servirono a niente. Il 17 giugno la terza assemblea generale si riun
a Lipsia ed elesse presidente per il resto dellanno Perl con 6082 voti
contro i 3140 di Hiilmann. Erano rappresentate 34 localit da 12 dele
gati. La maggioranza per Perl sarebbe stata anche pi grande se i col-
legamenti ferroviari con loccidente non fossero g i stati interrotti, sic
ch delle comunit della Renania-Vestfalia, che avrebbero votato quasi
tutte per lui, allassemblea generale fu rappresentata soltanto Barmen.
Hiilmann promise di sottomettersi alle decisioni della maggioranza e
per il suo comportamento si ebbe il ringraziamento dellassemblea gene
rale, ci che tuttavia non imped a lui e alla sua protettrice di dare
inizio a nuovi intrighi fin dal giorno dopo.
La polemica sulla carica di segretario aveva perso il suo mordente
pratico per il fatto che sia Hasenclever che Willms erano stati richia
mati nella milizia territoriale. Provvisoriamente I. Levien di Amburgo
e I. M. Hirsch di Erfurt furono rispettivamente nominati segretario e
cassiere. Hirsch era titolare di un negozio di vini, ma nonostante la sua
professione un autentico figlio del proletariato, suo padre era un tes
sitore ed egli gi a quattro anni aveva lavorato al telaio e aveva assa
porato fino alla feccia tutta la miseria della classe dei tessitori prole
tarizzata dallintroduzione delle macchine, finch il caso lo fece entrare,
dapprima come fattorino, in un negozio di vini.
Cosi lassociazione, per il momento, era di nuovo rinsaldata e po
teva pensare ad azioni politiche. Durante tutte le settimane di confusione
anche il Social-Demokrat era rimasto politicamente paralizzato; aveva
interrotto una serie di articoli su Asburgo-Hohenzollern e la socialde
mocrazia tedesca osservando amaramente che era ridicolo fare della
politica socialdemocratica, finch lAssociazione generale degli operai te
deschi non fosse diventata da associazione di intrighi e di liti un serio
partito dazione. La leggenda secondo cui Schweitzer dopo il suo con
gedo dal carcere si sia dato, in parte sul Social-Demokrat e in parte con
viaggi di agitazione, a proditorie macchinazioni per la politica di Bis-
marck per lappunto una leggenda. Del mese di giugno noi abbiamo
tre sue manifestazioni, un articolo sui numeri del 6 e dell8 giugno del
Social-Demokrat, una conferenza da lui tenuta l'11 giugno a 1500 operai
di Erfurt e infine una conferenza tenuta a Lipsia il 16 giugno, alla
vigilia dellassemblea generale. Tutti e tre questi documenti attestano
sia la sua onest che il suo talento.

935
Larticolo sul Social-Demokrat trattava le casse di prestito isti
mite dal governo prussiano alla met di maggio, allo scopo di emettere
obbligazioni per un ammontare di 25 milioni di talleri, che dovevano
essere accettate al loro pieno valore nominale in tutte le casse pubbliche
senza che si dovesse accettarle forzosamente nel commercio privato.
Quale scopo delle casse fu indicato il rimedio alle esigenze del ere
d ito , il che si fece sentire in maniera tanto pi forte specialmente
sui piccoli borghesi, quanto pi la crisi politica portava con s la
crisi economica. In questo senso le casse di prestito erano indubbia
mente un espediente della politica di Bismarck. La stampa conserva
trice come quella liberale ne esagerarono limportanza, ma in due di
rezioni opposte. I giornali conservatori cominciarono a dire che listi
tuzione delle casse di prestito era un meraviglioso colpo di genio
del governo, che in tal modo voleva ovviare radicalmente alle soffe
renze economiche delle masse. I fogli liberali invece mettevano in
guardia dallaccettare quel denaro fa lso , poich il diritto costitu
zionale del governo ad istituire le casse di prestito era perlomeno
assai dubbio, e d altra parte l'approvazione della camera dei deputati,
necessaria almeno in seguito, non si sarebbe mai ottenuta. Essi af
fermarono inoltre che le casse di credito avrebbero servito soltanto al
grande capitale, del quale quei bravi manchesteriani tutta un tratto
cominciarono a spaventarsi.
D i fronte a questa demagogia di destra e di sinistra, Schweitzer
ademp il proprio dovere di pubblicista, smascherare cio linganno e
illuminare le masse sulla questione, per esse estremamente importante,
che cosa fosse questo nuovo denaro. Egli esaminava innanzi tutto le
condizioni tecnico-finanziarie dellemissione del denaro e giungeva al
risultato che un pezzo di carta non era certo denaro, bens poteva sol
tanto rappresentare il denaro, ma che le obbligazioni delle casse di
prestito erano sicure quanto la carta denaro dello Stato prussiano. Alla
circolazione monetaria non importava se una carta fosse emessa costi
tuzionalmente e 1altra no, poich essa, pi di qualsiasi altro elemento
nella societ umana, tiene conto della reale situazione delle cose e non
di un litigio teorico dottrinario, come quello nel quale il conflitto co
stituzionale prussiano era da lungo tempo degenerato. Se le cose an
davano bene per la Prussia, non cera pericolo ad accettare le obbliga
zioni, in caso contrario cadeva ogni garanzia, poich in tempi difficili
i governi si sbarazzano assai presto degli obblighi assunti.
Sulle casse di prestito stesse Schweitzer diceva che non erano certo

936
una scoperta geniale, bens un mezzo anche in passato adoperato molto
spesso dai governi per mitigare in una certa misura gravi crisi. Esse
per non potevano mutar nulla nel complesso della situazione economica.
Responsabili della crisi economica attuale erano coloro che per scopi
dinastici avevano evocato il pericolo della guerra; con le casse di pre
stito la crisi non era eliminata bens appena attenuata. Al grande capi
tale queste casse giovavano soltanto in quanto nella societ capitalistica
tutto finisce per giovare a questo capitale; dato questo presupposto ge
nerale, esse per giovavano principalmente al piccolo capitale certo
soltanto nel modo unicamente possibile, e non molto consolante, nelle
1 attuali circostanze . Per quanto riguardava gli operai essi erano sfruttati
dal capitale grande o piccolo che fosse; per loro le casse di prestito even-
! oralmente avevano il vantaggio che la possibilit di uno sfruttamento
ulteriore pur sempre preferibile a morire semplicemente di fame. Se
mediante lagitazione progressista contro le casse di prestito si fosse po
tuto assicurare il diritto allapprovazione del bilancio da parte della rap
presentanza popolare, gli operai avrebbero dovuto essere nelle prime file
dei combattenti, ma di ci non vi era la minima speranza, dopo che la
' vilt della borghesia liberale da lungo tempo aveva mancato al momento
opportuno di intervenire in modo decisivo.
La conferenza che Schweitzer tenne 111 giugno a Erfurt riguardava
il socialismo e la propriet fondiaria privata. N el modo pi chiaro
! possibile spieg lessenza della rendita fondiaria e dissolse le illusioni
I chimeriche di cui ancor oggi sono prigionieri i riformatori agrari. Di-
f mostr che soltanto la produzione socializzata poteva sanare 1 tremendi
' mali che la propriet privata fondiaria cagionava alle classi lavoratrici.
1 La conferenza non una delle cose migliori di Schweitzer, ma appar-
f tiene, certo, a quel che di meglio la letteratura socialista ha sulla que-
[ stione agraria; tale questione forse non mai stata trattata con cos
trasparente chiarezza e in uno spazio altrettanto ristretto.
Infine la conferenza di Schweitzer a Lipsia riguardava i compiti del
partito socialdemocratico in quel momento. Egli ricapitol la concezione
della questione tedesca sviluppata sul Social-Demokral. La situazione era
estremamente difficile e compromessa, perch ormai si trattava soltanto
di sapere se in Germania avrebbe dovuto dominare la Prussia o lAustria,
dato che in quel tempo e per un vicino futuro una terza alternativa non
era possibile. Il giovane partito operaio, che esisteva soltanto da alcuni
anni, non poteva trasformare la situazione con un tocco di bacchet
ta magica; in quel momento funesto poteva soltanto costatare che,

937
se 1 insurrezione del popolo contro le sue dinastie era impossibile,
la borghesia liberale e in particolare quella piccolo-tedesca, quella ili
Gotha, ne era responsabile. Il partito operaio non poteva cntu.su
smarsi n dell'assolutismo prussiano n della politica di istupidimento
seguita dall Austria, poteva soltanto impegnare le sue energie a crii
sformare in una conquista la reale concessione che il governo prus
siano era stato costretto a fare alla classe operaia per la difficile si
tuazione politica. In tutto Io Stato prussiano, e in seconda line
in tutta la Germania fin dove la nostra influenza arriva bisogna
tenere assemblee di massa che richiedano imperiosamente e anzi mi
nacciosamente al governo prussiano il suffragio universale come un
diritto inalienabile e naturale del p opo lo . Se infine ci si chiedeva
se gli operai non dovevano prender partito anche nella contesa fra
l Austria e la Prussia: la risposta era: N o n ancora! Ma se ci riesce di
spingere ancora il governo sulla via delle concessioni se le cose si
mettono in modo che soltanto in Prussia noi possiamo avere la nostra base
operativa, mentre in Austria fino a questo momento abbiamo le mani
legate allora si, allora noi prenderemo partito, non, come calunniatori
e stupidi chiacchieroni dicono, contro il diritto e la libert della nazione,
bens contro il governo austriaco e il sistema confederale; allora noi
spereremo e desidereremo, allora noi faremo il possibile perch la vit
toria sia data non alle bandiere dellAustria, bens alle bandiere della
Prussia, non alle bandiere di Benedek bens alle bandiere di Bismarck
e di G aribaldi. Conformemente a questa concezione, il giorno dopo
1 assemblea generale decise di iniziare immediatamente lagitazione per
il suffragio universale, con il quale avrebbero dovuto essere eletti non
soltanto il parlamento tedesco ma anche i parlamenti dei singoli Stati.
Quando fu presa questa decisione, il dado era gi stato tratto per la
sorte del popolo tedesco.

3. La classe operaia dopo la guerra tedesca

Nel giro di poche settimane si era creata una situazione com


pletamente diversa. Con rapidi colpi lesercito prussiano sconfisse la
potenza militare austriaca e le truppe degli Stati medi, che nel mo
mento decisivo si erano messi tutti dalla parte degli Asburgo. I go
verni vinti, compreso quello di Vienna e a eccezione della corte di

938
Karlsmhe, dimostrarono il loro patriottismo tedesco cercando aiuto
ira le braccia di Bonaparte. L'intervento francese interruppe la mar
cia vittoriosa delle armi prussiane e fu conclusa la pace secondo le
proposte francesi. Anche in ci la rivoluzione dall alto mantenne la
sua caratteristica di fermarsi necessariamente a mezza via, arrestata
dal dettato di un despota straniero.
Cosi le cose restarono in sospeso. LAustria rinunciava a qualsiasi
ingerenza negli affari tedeschi, ma in questo modo anche le sue province
1 tedesche erano perdute per la Germania. Gli Stati a nord del Meno for
marono uno Stato confederale ma in modo tale che la dinastia prus
siana, la quale si era ancora notevolmente rafforzata annettendosi lo
Schle'swig-Holstein, Hannover, l'Assia elettorale, il Nassau e Franco
forte, opprimeva con il suo peso una massa di piccoli vassalli. G li Stati
a sud del Meno invece, la Baviera, il Wurttemberg, il Baden e una
, parte dell'Assia-Darmstadt erano in una situazione incerta; dipendeva
da loro di fare, singolarmente o insieme, la parte delle potenze europee
oppure di entrare in un collegamento nazionale con la federazione
J I settentrionale, tutto come a loro piaceva.
Fin dagli inizi fu evidente che questa situazione non poteva durare
ed effettivamente nessuno credeva che durasse. Infatti 1 intera Germania,
comprese le province austro-tedesche, si poteva conquistare soltanto con
una rivoluzione dal basso, con una rivoluzione che dopo lo schiacciante
successo delle armi prussiane era stata rimandata pi che mai dall epoca
del marzo 1848. Ma la linea del Meno, per quanto corrispondesse alle
I tradizioni dellarte politica prussiana e quale che fosse la funzione che
essa ebbe nelle trattative di Bismarck con Bonaparte, aveva perso il suo
! antico significato di tradimento della patria, da quando 1 Austria era
; stata cacciata dalla Germania. A Koniggrtz non aveva vinto il maestro
; di scuola prussiano, come voleva affermare una battuta di spirito per
spiegare la vittoria dei fucili ad ago, bens 1 Unione doganale, che da
trent anni aveva creato una grande zona economica. I bisogni economici
di questa zona, nella quale il modo di produzione capitalistico guada-
S gnava ogni giorno terreno, furono la base reale dalla quale nacquero
le aspirazioni all'unit nazionale. I vincoli politici che collegavano questa
i zona economica con lAustria poterono essere spezzati tanto pi facil-
mente in quanto essi erano diventati catene opprimenti per il suo con-
I solidamento economico; ma ancor meno era possibile spezzare con
I sofismi di diritto pubblico il nuovo intrecciarsi di interessi economici.
I; Gli Stati meridionali non potevano recitare la parte di potenze euro-

939
pee, non potevano neppure diventare vassalli francesi o austriaci, a
meno che una grande zona economica, sviluppatasi nel corso di tren
tanni e che si trovava nella fase ascendente dello sviluppo capitali
stico, non potesse essere fatta in mille pezzi: ma ci apparteneva alle
impossibilit storiche.
Bismarck capi la situazione e, con innegabile abilit, seppe ade
guare ad essa la sua politica. Adesso si trovava nel pieno del programma,
che aveva spiegato o si diceva avesse spiegato nel 1864 al consigliere di
Stato russo Ewert: Io comprer gli uni, spaventer gli altri, altri an
cora abbatter e alla fine li avr tutti dalla mia parte, guidandoli contro
la Francia . Bismarck dovette placare la voracit del re, che era stato
indotto alla guerra soltanto con la violenza, ma adesso minacciava di
abdicare se non fosse riuscito a inghiottirsi secondo il modo tradizionale
prussiano tanto territorio e tanti abitanti quanti in quel momento erano
in suo potere. Come lAustria, anche gli Stati meridionali si ebbero la
pace a condizioni assai miti; le alleanze difensive ed offensive che Bis
marck ottenne in cambio da loro e che in un primo momento furono
tenute segrete, avevano per lui assai pi valore che qualche miglio qua
drato di territorio bavarese o svevo. Il buon Bonaparte per, che adesso
bussava sommessamente alla porta per delle compensazioni , fu trat
tato da Bismarck secondo il detto : A briccone, briccone e mezzo! .
D a quel momento egli si mise a recitare la parte del rigido protettore
dellonore tedesco non per sentimenti nazionali, che erano estranei a lui
ed al suo re, bens perch aveva ben capito gli interessi della politica
prussiana. Ancora una volta riusc a trattare in maniera dilatoria
lappetito bonapartista di territorio tedesco, ma questo trattamento era
soltanto unesca per attirare la volpe nella tagliola.
A suo modo anche la borghesia cap la situazione, ma certo soltanto
a suo modo. Prima che la guerra scoppiasse, Bismarck aveva sciolto la
camera dei deputati, e questa volta la sua speculazione sui sentimenti
nazionali riusc meglio che nel 1863. Lo stesso 3 luglio, nel quale fu
combattuta la battaglia decisiva della guerra tedesca, la maggioranza
progressista della camera dei deputati si dissolse nelle elezioni primarie,
per di pi il partito fino ad allora dominante si scisse; come dal vecchio
partito feudale si era distaccata una frazione liberale conservatrice, che
infine aveva compreso che senza certe concessioni al capitalismo non si
poteva ottenere la prussificazione della Germania, cos la frazione na
zional-liberale si distacc dal partito progressista rinunciando finalmente,
senza tante storie, alle pretese di potere politico della borghesia a patto

940
che fossero soddisfatti gli interessi materiali di questa classe. Essa fu
profondamente commossa quando Bismarck chiese lindennit per lamnii-
nistrazione finanziaria senza bilanci degli ultimi anni; senza comprendere
o senza voler comprendere quanto questa idennit fosse necessaria al
governo, senza fare un tentativo di modificare larticolo 89 della costi
tuzione in modo tale che per il futuro fosse garantito inequivocabilmente
alla camera dei deputati il diritto dellapprovazione dei bilanci; la
grande maggioranza della camera dei deputati approv la legge di
indennit, per sentirsi poi dire dal re che in situazioni analoghe avrebbe
sempre agito come negli anni del conflitto costituzionale. Non a torto
Wagener spieg questa specie di indennit dicendo che essa non ovviava
ad un torto del governo bens ne sanzionava la ragione.
Almeno se da quel che era rimasto del partito progressista e che
teneva fermo al vecchio nome e al vecchio programma si fosse formata
una democrazia piccolo-borghese! M a anche questo non avvenne. N el
partito progressista si trovavano elementi molto diversi; accanto a de
mocratici piccolo-borghesi sedevano conigli costituzionali come Classen-
Kappelmann, prussiani fanatici come Waldeck e Ziegler, scaltri si
cofanti del grande capitale come Eugen Richter, che era nato per di
ventare procuratore presso Bleichrder e nel dolore di una mancata
carriera si era indotto alla disgraziata idea di fare il capopartito e
luomo politico. Soltanto un uomo del vecchio partito progressista pen
sava con grande onest e coraggio di tenere ancora alti gli ideali
borghesi a dispetto dei despoti vittoriosi; Johann Jacoby disse con la
legge romana delle dodici tavole contra hostem aeterna auctoritas etto,
contro il nemico della libert non cessa mai il diritto del popolo.
Il proletariato non fu in grado di fare una politica cosi meschina
come quella della borghesia. I suoi grandi obiettivi finali non erano in
generale toccati dal rivolgimento tedesco, ci si poteva soltanto chiedere
se la via verso questi obiettivi fosse cambiata. Ed anche questa domanda
trov immediatamente la sua risposta in quanto la vittoria del prussiane-
simo era anche una vittoria della reazione; in quanto la lotta per la li
bert politica, senza la quale il proletariato non poteva raggiungere i
suoi obiettivi, era diventata tanto pi difficile e quindi anche tanto
pi necessaria. Perci rimaneva soltanto da decidere come si poteva
condurre nel modo pi efficace la lotta per lemancipazione del prole
tariato: se partendo dal terreno della nuova situazione o al di fuori di
questo terreno. Si trattava di valutare esattamente la questione se la
giornata di Kniggrtz era stata una decisione storica o il caso fortu-

941
nato di una politica avventuristica, se lo sviluppo tedesco si era avviato
su una nuova strada o si era perduto in un vicolo cieco, dal quale do
veva prima di tutto essere tratto fuori. La maniera diversa con cui si
rispose a questa questione provoc unannosa contesa nella classe operaia
tedesca, che pag cosi un ultimo tributo alla miseria del frazionamento
della Germania.
L Associazione generale degli operai tedeschi si decise a lottare sul
terreno della nuova situazione. Persino durante la guerra, lagitazione
decisa allassemblea generale di Lipsia per il suffragio universale aveva
assunto proporzioni ragguardevoli. Per disposizione del nuovo presidente
Perl, che si era trasferito per qualche tempo a Berlino, furono i tessitori
slesiani a tenere per primi grandi assemblee che si svolsero durante la
prima settimana di luglio a Ernsdorf, Dreissighuben, Langenbielau, Pe-
terswaldau, Steinseifersdorf, Stollbergsdorf, Wiiste-Giersdorf e si con
elusero con un congresso degli operai slesiani a Wiiste-Waltersdorf. Nella
seconda settimana di luglio le comunit settentrionali convocarono gli
operai ad Amburgo, Altona, Kiel, Pinneberg, Elmshorn, Gliickstadt,
Itzehoe, Brema, Harburg, Hannover, Brunswick, Magdeburgo, Stettino;
questa serie di assemblee culmin in un congresso operaio della Ger
mania settentrionale che si riun ad Amburgo. Nella seconda met di
luglio agirono allo stesso modo le comunit della Germania centrale e
meridionale: Lipsia, Thonberg, Sttteritz, Neustadt, Oberkiindler, Griina,
Plauenscher Grund, Grossenhain, Glauchau, Dresda, Leissnig, Bohlen,
Naumburg, Apolda, Beerfelden, Erfurt, Magonza, Francoforte sul Meno,
Offenbach, Augusta, Asch in Boemia; un congresso degli operai della
Germania centrale e meridionale tenne a Lipsia le conclusioni. Infine
vennero le comunit della Renania-Vestfalia: Colonia, Barmen, Elber-
feld, Ronsdorf, Remscheid, Solingen, Wald, Wermelskirchen, Dusseldorf,
Gerresheim, Hilden, Derendorf, Duisburg, Meyderich, Diinnwald, Miihl-
heim, Altena, Hagen, Iserlohn, Horde, e molte altre ancora; un congresso
degli operai della Renania-Vestfalia a Barmen termin l intera mani
festazione, a suo modo grandiosa, nel mese di agosto.
In questo periodo il fumo delle polveri si era abbastanza dissipato
per permettere uno sguardo dinsieme sui risultati della guerra. Nessun
altro giornale della Germania fu capace di far ci in modo cosi chiaro
e lungimirante come il Social-Demokrat. Esso flagell senza miseri
cordia lo spregevole servilismo del gabinetto austriaco e della genta
glia dei piccoli Stati verso Bonaparte, ma attacc con lo stesso
vigore in un numero che fu sequestrato dalla polizia tre volte, una dopo

942
1altra, l agitazione per la linea del Meno che la Kreuzzeitung e la Na-
tionalzeitung conducevano in amorevole accordo. Se voi avete chiesto
.soltanto sangue e ferro per far trasformare il vergognoso frazionamento
della nostra patria in una lacerazione ancora pi vergognosa, chiaro
che siete stati tanto incoscienti da versare il sangue del nostro popolo
per miserabili interessi din astici. Alla vigilia della conclusione della
pace il Social-Demokrat respingeva sia le accuse antiprussiane per la
linea del Meno ormai creata, sia anche lesaltazione filoprussiana della
ormai creata unita tedesca. La nuova Germania non la Germania
della linea del Meno... L progettata lega meridionale pu condurre
di fronte alla potenza della Germania settentrionale consolidata, data
la situazione, soltanto lombra di unesistenza, sicch non c da pen
sare ad una seria contrapposizione alla Prussia, ed anzi anche li le
aspirazioni nazionali per interna necessit finiranno col gravitare at
torno alla Prussia. Lintera Germania meridionale diventer un paese
secondario con la tendenza costante ad unirsi al paese principale .
Ma anche se non si poteva parlare di una linea del Meno in senso
tradizionale il governo prussiano era non meno da biasimare. Esso
non poteva portare la responsabilit del sangue versato se da questa
guerra non sorgeva un vero organismo nazionale. Il foglio ufficiale
del governo prussiano chiedeva, quasi come un dovere patriottico, di
cessare lagitazione per uno Stato che comprendesse tutta la patria.
Solo che non ci che gradito o sgradito al governo prussiano
e alla sua gazzetta ufficiale bens il diritto permanente imprescrivi-
bile della nazione preso qui in considerazione. vero che non
riceviamo la linea del Meno, m a altrettanto vero che noi non ab
biamo ottenuto una Germania unita. L agitazione nazionale per non
pu cessare prima che la grande ed intera Germania sia compiuta nel
cuore dellEuropa
Il Social-Demokrat espose molto significativamente il suo punto
di vista criticando il discorso con il quale Johann Jacoby aveva protestato
nella camera dei deputati contro il nuovo assetto della Germania. Il
Social-Demokrat riprodusse il discorso in prima pagina, il che gli pro
cur ancora una volta il sequestro della polizia; ed aggiunse : Come
poteva questo discorso non suscitare la nostra ammirazione! In mezzo ad
una situazione di disperante tradimento e di grande confusione sentiamo
risuonare la voce robusta di un uomo che, senza lasciarsi indurre in errore
dalla prepotente pressione di quel brano di storia universale che si
svolto dinanzi ai suoi occhi, senza tener conto dei tradimenti e dei ce-

943
dimenti nel proprio campo leva il vecchio grido della libert: il grido
di battaglia di tutta la sua lunga v ita . Tuttavia, se Jacoby aveva
affermato che non poteva rallegrarsi delle vittorie prussiane, perch
esse avevano ulteriormente allontanato lo scopo desiderato dellunit e
della libert tedesca ancor pi del vecchio Bundestag e della situazione
precedente alla guerra, il Social-Demokrat gli obiettava che a questo
punto era da eliminare un equivoco. Certo le vittorie prussiane era
no da deplorare, perch la creazione dellunit tedesca aveva avuto
inizio con una guerra dinastica, non con il sollevamento indipendente
e popolare della nazione. Ma avvenimenti decisivi si sono verificati,
n noi possiamo far tornare indietro la storia. Le due grandi potenze
della Germania hanno combattuto per il predominio sulla nostra pa
tria, la Prussia ha vinto e da ora in poi vi soltanto una grande
potenza tedesca. Non la soluzione che noi volevamo; ma una
soluzione: e questa soluzione esiste nella realt. Se per la situazione
era tale che la questione era posta soltanto fra lAustria e la Prussia
e non fra la nazione e queste potenze, gli elementi liberali della
Germania ed in particolare la classe operaia debbono rallegrarsi che
i prussiani si siano trovati davanti a Vienna e non gli austriaci da
vanti a Berlino. Intendiamoci bene: che la questione fosse posta fra
Asburgo e Hohenzollern stato un fatto profondamente deplorevole,
ma la colpa non ricade su noi, sul nuovo partito operaio appena fon
dato. Ma, una volta che la questione era effettivamente in questi termi
ni, stato meglio che abbia vinto la Prussia e non lAustria. Che cosa
ci avrebbe portato la vittoria degli Asburgo? Il rinnovamento del sistema
confederale con la consueta debolezza e impotenza della Germania verso
lestero, con una situazione ridicolmente meschina allinterno, e per di
pi gesuitismo, ferrea oppressione e svirilizzante corruzione. N oi sap
piamo bene che anche la Prussia non ci porta gran che di buono,
ma qui vi tuttavia la speranza del meglio, e proprio ad attuare questa
speranza adesso deve indirizzarsi lagitazione di tutti gli elementi de
mocratici in Germania. N o, non siamo pi lontani dallunit tedesca di
quanto non lo fummo allepoca del sistema confederale.
Non pu esservi dubbio che questa concezione corrispondeva alle
idee che prevalevano nelle masse operaie, specialmente in quelle della
Germania settentrionale, ma parzialmente anche della Germania cen
trale e meridionale. Dopo tutta la miseria che il sistma del Bundestag
avea rovesciato proprio sul proletariato, era pi che naturale che questa
classe sentisse come un male minore una svolta della situazione che per

944
lomeno le prometteva unatmosfera un poco pi libera, dato che non
si poteva avere qualcosa di meglio. Nessuna protesta si lev dagli am
bienti dellAssociazione generale degli operai tedeschi contro la presa
di posizione del Social-Demokrat; vi furono piuttosto alcune dimostra
zioni che si spinsero troppo in l, in senso prussiano, rispetto al Social-
Demokrat. Hasenclever, che aveva servito nella milizia territoriale ed
era acquartierato nel castello avito dellAugustenburg, pubblic in un
giornale di Flensburg una poesia a Bismarck creatore dellunit e Tolcke
in una lunga serie di articoli svilupp un programma del partito che
mirava ad una completa unione della Germania in un impero de
gli Hohenzollern con piena libert politica e di professione. Anche
qui, come per lavversione degli operai contro il partito progressista,
Schweitzer intervenne non per istigare ma per moderare,
In una serie di articoli sul programma del nostro partito egli
spieg contro Tolcke che la rivendicazione sociale del proletariato, leman
cipazione del lavoro dalle catene del capitale, era al di sopra di tutti
i mutamenti della situazione politica; altrettanto chiaro era il fatto che
la socialdemocrazia tedesca poteva pretendere la soluzione della questione
operaia soltanto da uno Stato popolare e che gli operai tedeschi non
avrebbero mai potuto diventare strumenti di junker ambiziosi. La vittoria
della Prussia sullAustria aveva reso gli elementi reazionari in Prussia
pi potenti che mai; nella questione della libert perci continuava an
cora la vecchia battaglia. Nella questione dellunit era intervenuto un
mutamento, in quanto era caduto il dualismo tedesco. I l governo della
Prussia ha il merito di aver creato un nucleo di energia nazionale che
non ancora ma pu e deve diventare e, se la nazione far la sua parte,
diventer la base della potenza e della grandezza . N on era lecito per
ci illudersi che il governo prussiano non agisse nellinteresse del prus-
sianesimo autentico e che il suo preteso interesse allunit tedesca non
fosse altro che una vacua assicurazione. Ma in politica queste millanterie
sono pericolose: qualcosa doveva pure accadere per renderle credibili.
Cosi, continuava il Social-Demokrat, il governo prussiano aveva proposto
un parlamento tedesco a suffragio universale, e di questo piano per il
corso degli eventi erano rimaste soltanto le rovine, ma anche il parla
mento della Germania settentrionale, per quanto fosse un debole stru
mento di fronte al governo prussiano divenuto cosi potente, doveva essere
utilizzato dalla classe operaia al servizio della causa nazionale; esso po
teva in determinate circostanze diventare una potenza. Ma il compito
nazionale non poteva essere quello di fare come se nel 1866 non fosse

945
accaduto niente, di restaurare l'antico dualismo o di mettere al posto
degli ambienti ireazionari prussiani quelli di gran lunga pi reazionari
dellAustria.
A Berlino era il centro di forza sul quale bisognava influire per
creare lunit tedesca. Non soltanto bisogna attrarre gli Stati della
Germania meridionale al nocciolo che ora esiste, anche lAustria tedesca
ci appartiene e ci apparterr sino a quando vi si parler la lingua te
desca . Ma era necessario uno Stato unitario e non federale. Uno Stato
federale, nel quale un singolo Stato pi forte di tutti gli altri presi
insieme, era in se una contraddizione permanente, una menzogna aperta,
anzi, per la causa della libert, era pi pericoloso di uno Stato unitario.
Infatti il governo di uno Stato predominante avrebbe avuto realmente
tutto il potere in mano, mentre la frza popolare ad esso contrapposta sa
rebbe stata innaturalmente spezzettata e divisa. C erto pu darsi e
ci induce molti in errore che in uno staterello si possa parlare a
voce pi alta che nello Stato principale, ma si tenga conto che tutto ci
che li si potesse dire e fare non avrebbe alcuna importanza >. Perci
la classe operaia doveva appoggiare il governo prussiano contro le mene
particolaristiche e asburgico-dualistiche, soprattutto e in questo caso
col pieno amore e ardore del sentimento patriottico in un conflitto
contro ingerenze straniere. Ma con tutto ci non doveva mai dimenticare
che di fronte a s non aveva un governo popolare libero e conservare
con attiva vigilanza in ogni momento, senza lasciarsi confondere dagli
ingannevoli elogi dei despoti, il palladio di tutti gli autentici partiti
popolari: la diffidenza democratica.
Quando Schweitzer pubblic questo programma, gli operai sassoni
sotto l'impressione della guerra si erano gi accordati su di un altro
programma, che era stato discusso ed accolto il 19 marzo 1866 a Chem-
nitz in una assemblea regionale della democrazia sassone . Lassemblea
era composta esclusivamente o quasi da delegati delle associazioni operaie
sassoni, la maggioranza dei quali, come Rossmssler, Bebel, Liebknecht,
Knfel, gli avvocati Schraps e i fratelli Freytag, era stata inviata dalle
associazioni operaie di cultura e una minoranza dalle comunit dellAsso
ciazione generale degli operai tedeschi di Dresda, Lipsia, Glauchau, Lim-
bach e Chemnitz. Dopo sei ore di discussione, fu approvato un pro
gramma che raccomandava la partecipazione alle elezioni per il parla
mento della Germania settentrionale, ma soltanto allo scopo di combat
tere implacabilmente la situazione creata dalla guerra, di mantenere la
corrente dellunit democratica grande tedesca intatta, e di ottenere la

946
convocazione di un parlamento costituente con deputati di tutti gli
Stati tedeschi, compresa lAustria tedesca.
Le altre rivendicazioni del programma di Chemnitz riguardavano la
piena democratizzazione dello Stato, il suffragio universale per le elezioni
a tutti gli organismi pubblici, l'esercito nazionale in luogo dellesercito
permanente, la libert di stampa e la libert di riunione e di associazione,
lautoamministrazione dei comuni, l'indipendenza dei tribunali, la sepa
razione della scuola dalla Chiesa e della Chiesa dallo Stato, la riforma
delle scuole elementari ed altre cose del genere. Per il proletariato si
chiedeva lemancipazione del lavoro e degli operai da ogni oppressione e
da ogni catena, il miglioramento delle condizioni della classe lavoratrice,
la libert di domicilio e di professione, il diritto generale alla cittadinanza
tedesca, lincremento e lappoggio al sistema cooperativo, in particolare
alle cooperative di produzione per eliminare lantagonismo tra capitale e
lavoro. Esternamente tutte queste rivendicazioni corrispondevano al pro
gramma dellAssociazione generale degli operai tedeschi, ma se ne di
versificavano essenzialmente perch erano poste in senso democratico
borghese. Per suffragio universale non intendevano il dominio della
classe operaia sul potere statale, e nemmeno intendevano con lappoggio
statale alle cooperative il rovesciamento rivoluzionario del modo capitali
stico di produzione. Sotto la presidenza di quello stesso Rossmssler che
aveva opposto una cosi violenta resistenza al programma di Lassalle,
anche se adesso era cosi onesto da riconoscere in una certa misura il
torto fatto a Lassalle, fu discusso il programma di Chemnitz, e il nuovo
partito si denomin Partito popolare sassone, considerandosi una di
ramazione del Partito popolare tedesco. Certo, poich esso aveva unorigi
ne operaia, non poteva cadere nella confusione del Partito popolare te
desco, che dopo la prime confuse mosse a Darmstadt e a Francoforte
non sapeva ancora che cosa voleva ne nella questione nazionale, n in
quella sociale. Soltanto nel Wurttemberg si era in qualche modo or
ganizzato, e qui il suo particolarismo svevo era in pieno rigoglio. Cosi
lo Stuttgarter Beobachter, il suo organo centrale, sfrutt il fatto secon
dario che il parlamento di Weimar aveva cancellato qualche migliaio
di talleri dalla lista civile del duca, per far vedere ai sovrani meridionali
conformemente al suo ruolo di fedele Eckart che cosa li minacciava
da parte della confederazione settentrionale; se invece essi si fossero
decisi a far causa comune con il Partito popolare tedesco e a fondare
una confederazione militare e parlamentare del sud, il popolo si sarebbe
sentito obbligato in modo tale che proprio per la sua mentalit una

947
scossa alla base economica dei troni sarebbe stata assolutamente invero
simile . Naturalmente il Partito popolare sassone era al sicuro da queste
triaderie \ I principi del programma riproducevano in modo perfet
tamente chiaro il suo punto di vista sulla questione tedesca: U nifi
cazione della Germania in una forma statale democratica. Non potere
ereditario centrale: non piccola Germania sotto la guida della Prussia,
non Prussia ingrandita con le annessioni, non grande Germania sotto
la guida dell Austria, non triadi. Queste e simili aspirazioni parti-
colanstico-dinastiche che possono soltanto portare all'assenza della li
bert, allo spezzettamento della Germania e al dominio straniero deb
bono essere combattute nel modo pi deciso dal partito democratico.
In linea di principio questa era la stessa concezione che anche l'Associa
zione generale degli operai tedeschi difendeva. La differenza stava sol
tanto nella questione se i rivolgimenti del 1866 imponessero una nuova
tattica. Il programma di Chemnitz rispondeva di no, il Social-Demokrat
di si.
Gli iscritti all Associazione generale degli operai tedeschi che avevano
partecipato alla discussione del programma di Chemnitz riferirono in
proposito all'organo dell'associazione, che in alcune osservazioni reda
zionali sulle corrispondenze consigli la p ru den za; chi era amico
degli operai poteva semplicemente aderire al partito socialdemocratico.
Tuttavia non si venne ad un aperto contrasto. Le due organizzazioni po
tevano benissimo sussistere luna accanto allaltra. Il movimento operaio
socialista aveva, e vero, avuto origine nel regno di Sassonia, ma proprio
qui non si era sviluppato in rapporto alla prosperit industriale del paese
come ad Amburgo e nella Renania-Vestfalia. Non vero, come si
affermato, che ci sia avvenuto perch gli operai sassoni erano troppo
illuminati per non essere disgustati dal preteso carattere filoprussiano e
settario dell'Associazione generale degli operai tedeschi; proprio la forma
realmente filoprussiana e realmente settaria del movimento operaio te
desco, il Iassallianismo ortodosso della contessa Hatzfeldt, si era annidato
in quel periodo in Sassonia e vi aveva trovato un terreno di reclutamento
piu fertile che altrove; si pi vicini alla verit se si suppone, come
probabile anche per molti altri fatti,' che da un lato il radicalismo
borghese in Sassonia era ancora abbastanza sano per legare gli strati
operai pi avanzati alla sua bandiera, mentre dall'altro una parte note-1

1 Cfr. la nota a p. 926.

948
vole del proletariato sassone, in particolare gli operai dellindustria a
domicilio, erano relativamente ancora assai poco evoluti.
Se questa ipotesi giusta, era un progresso importante che gli ele
menti democratici del proletariato sassone si organizzassero sulla base
di un programma, che gi per il suo contenuto era pieno di spirito pro
letario, e bastava solo togliergli la forma borghese per farlo coincidere
con il programma dell'Associazione generale degli operai tedeschi. La
tattica dilatoria nella questione nazionale doveva essere accettata come
un male necessario, poich la concezione del programma di Chemnitz
rispondeva indubbiamente alle idee degli ambienti operai sassoni e in
generale di molti altri Stati tedeschi piccoli e medi. Realmente pericoloso
tuttavia era il fatto che il Partito popolare sassone, ben sapendo di non
poter fare da s una rivoluzione grande-tedesca, cercasse di collegarsi al
Partito popolare tedesco, con il quale sostanzialmente non aveva niente
in cofnune, se non la caratteristica puramente negativa dellodio per la
Prussia. Un odio che per di pi, da una parte e dall'altra, nasceva da
fonti assolutamente diverse: nel Partito popolare sassone soprattutto da
sentimenti democratico-rivoluzionari, nel Partito popolare tedesco soprat
tutto dalla grettezza particolaristica o da altri motivi per i quali il pro
gramma grande-tedesco serviva a mascherare scopi assai equivoci. Gli
aderenti allAssociazione generale degli operai tedeschi nutrivano per
una bandiera attorno alla quale si raccoglievano Sonnemann e simili
nemici del proletariato cosciente una ripugnanza evidente quanto giu
stificata.
Due settimane dopo lassemblea di Chemnitz, l'Internazionale tenne
i l suo primo congresso. Esso si riun a Ginevra, dove Johann Philipp
Becker aveva creato per le sue sezioni tedesche un centro di organizza
zione e pubblicava dagli inizi del 1866 il Vorbote, un mensile, come
organo centrale della sezione di lingua tedesca. In Germania vi erano
solo sezioni piccole ed isolate dellInternazionale: in Slesia, in Sassonia,
nello Schleswig-Holstein e in Renania. In tutto, il congresso, che si
riun nella prima settimana di settembre, ebbe la partecipazione di 60
delegati, 3 tedeschi, 7 inglesi, 7 francesi; la maggioranza era costituita
naturalmente da delegati svizzeri.
Il consiglio generale fu rappresentato da Odger, Eccarius e dal
lorologiaio Jung; questultimo guid i dibattiti del congresso. Il pro
gramma e lo statuto dellInternazionale furono definitivamente approvati
con modifiche trascurabili, e fra queste fu respinta a grande maggioranza
la proposta dei delegati francesi di ammettere come membri dellasso-

949
dazione soltanto operai manuali; ma unampia esposizione dei dibattiti
del congresso riguarda la storia dellInternazionale; qui si pu parlare
soltanto di quelle decisioni del congresso, e furono senza dubbio le pi
importanti, che ponevano scopi comuni alla lotta comune di emancipa
zione del proletariato internazionale.
La decisione di organizzare una statistica generale sulla situazione
della classe operaia moderna non poteva avere in un primo momento
altro che il valore accademico di unutile sollecitazione. Sulle associa
zioni cooperative il congresso decise nel senso dell'Indirizzo inaugurale :
il loro grande valore era di dimostrare che lasservimento del lavoro da
parte del capitale era superfluo agli scopi della produzione, ma esse non
potevano di per se stesse rovesciare la societ capitalistica. Per impedire
una loro degenerazione in iniziative commerciali di tipo borghese, il con
gresso raccomand alle associazioni cooperative di trasformare una parte
delle loro entrate complessive in fondo di propaganda e di dare a tutti
gli operai da esse occupate, non importa se fossero o no azionisti, la
stessa quota di partecipazione al guadagno; come espediente puramente
transitorio essa concedeva agli azionisti un basso interesse sui loro
investimenti.
Pi importanti di tutte furono le decisioni del congresso di G i
nevra sulla legislazione per la protezione degli operai e le associazioni
sindacali, su quelle armi della lotta per lemancipazione proletaria che gli
operai inglesi erano inclini a sopravvalutare e i francesi e i tedeschi a
sottovalutare. Il congresso proclam il principio che la classe operaia
doveva conquistarsi con la lotta le leggi per la protezione degli operai:
La classe operaia ottenendo queste leggi, non consolida il potere domi
nante, al contrario trasforma quel potere che adesso adoperato contro
di essa in un suo strumento >. Con una legge generale essa ottiene ci
che volere ottenere attraverso sforzi individuali isolati sarebbe un inutile
tentativo. Il congresso raccomandava la limitazione della giornata la
vorativa come una condizione senza la quale tutti gli altri sforzi del
proletariato per lemancipazione erano destinati a fallire. Essa era neces
saria per ristabilire lenergia fisica e la salute della classe operaia, per
garantirle la possibilit di uno sviluppo intellettuale, di rapporti sociali
e di unattivit politica e sociale. Il congresso propose come limite le
gale della giornata lavorativa le otto ore, che avrebbero dovuto essere
stabilite in un determinato periodo della giornata, in modo che tale
periodo comprendesse le otto ore di lavoro e le interruzioni per i pasti.
La giornata lavorativa doveva valere per tutti i maggiorenni, uomini

950
donne, a cominciare dal diciottesimo anno compiuto. In linea di prin-
ipio bisognava respingere il lavoro notturno, le eccezioni indispensa
bili avrebbero dovuto essere stabilite dalla legislazione. Le donne dove-
ano essere escluse con il massimo rigore dal lavoro notturno e da ogni
Itro lavoro pericoloso per la loro salute o contrario alla morale.
Nella tendenza dellindustria moderna ad immettere bambini e per
one giovani dei due sessi nel lavoro per la produzione sociale, il con
cesso vedeva un salutare e ragionevole progresso, per quanto fosse da
espingere la forma con cui esso era attuato sotto il dominio del ca
ntale. In una ragionevole situazione sociale ogni bambino avrebbe
lovuto, senza distinzione, dai 9 anni in su diventare un operaio pro-
luttivo, cosi come nessuna persona matura avrebbe potuto essere esone-
ata dalle leggi generali della natura: cio lavorare per mangiare e
avorare non soltanto con il cervello, ma con le mani. Nella societ at-
:uale era raccomandabile dividere i bambini e i giovani in tre classi e
rattarli in modo diverso: bambini dai 9 ai 12, dai 13 ai 15, giovani
: ragazze dai 16 ai 17. Il tempo di lavoro della prima classe doveva essere
imitato in qualsiasi luogo di lavoro o a domicilio a 2 ore, quello della
conda classe a 4 e quello della terza a 6, a questultima classe doveva
:ssere riservata uninterruzione del lavoro di almeno unora per i pasti
; la ricreazione. Tuttavia il lavoro produttivo dei bambini e dei giovani
poteva essere permesso soltanto se collegato con listruzione che com
prendeva tre aspetti: istruzione intellettuale, educazione fisica e infine
educazione tecnica per insegnare i principi scientifici generali di tutti
i processi produttivi e in pari tempo iniziare la nuova generazione al
luso pratico degli strumenti elementari di tutti i mestieri.
Quanto alle associazioni sindacali, il congresso di Ginevra decise che
la loro attivit era non soltanto opportuna ma anche necessaria. Esse era
no il mezzo per opporre lunico potere sociale che il proletariato aveva,
cio il suo numero, al potere sociale concentrato del capitale. Finch
esisteva il modo di produzione capitalistico, non si poteva fare a meno
di associazioni sindacali, anzi esse dovevano generalizzare la loro atti
vit con un collegamento internazionale; opponendosi consapevolmente ai
continui soprusi del capitale, sarebbero diventate spontaneamente i nodi
centrali dellorganizzazione della classe operaia, cosi come i comuni
medievali erano diventati le basi della classe borghese. Con continue
scaramucce nella lotta quotidiana fra capitale e lavoro, le associazioni
sindacali sarebbero diventate ancor pi importanti come leve organizzate
per abolire il lavoro salariato. Fino a quel momento le associazioni sin-

951
dacali avevano tenuto di vista troppo esclusivamente la lotta immcdi....
contro il capitale, in futuro non avrebbero dovuto tenersi lontane dui
movimento generale politico e sociale della loro classe. Esse avrebbrm
avuto la pi larga diffusione se la grande massa del proletariato si fossi
convinta che il loro scopo, ben lungi dallessere limitato ed egoismo
si dirigeva piuttosto alla liberazione universale di milioni di oppressi
Cosi le prime assise internazionali della classe operaia moderna jirr
paravano con sguardo lungimirante e sicuro la liberazione dell'umanii,
mentre lEuropa rimbombava ancora del tuono delle battaglie che evo
cavano una nuova epoca di sangue e di ferro .

4. La prima prova del suffragio universale

Nonostante tutti i suoi grandi successi, Bismarck non poteva pensare


a ritirare la carta del suffragio universale, che aveva giocato prima della
guerra. Aveva bisogno di una goccia di olio democratico per ungersi
davanti allEuropa come lesecutore della volont nazionale e per atte
nuare lo stridente cigolio delle porte attraverso le quali i sovrani piccoli
e medi della Germania settentrionale dovevano penetrare nel tempio
dellunit tedesca.
Non senza ragione egli contava sul fatto che il suffragio universale,
sotto limpressione della guerra vittoriosa, gli avrebbe procurato un
parlamento ancora pi servizievole di quello che adesso possedeva nella
camera dei deputati prussiana. Questa degna rappresentanza del popolo
era dello stesso parere e cercava di garantirsi diminuendo i poteri del
parlamento settentrionale pi di quel che Bismarck volesse; essa gli tolse
il potere dell accordo e gli lasci il potere dellapprovazione, riser
vando ai parlamenti dei singoli Stati il potere di confermare o di respin
gere le decisioni del Reichstag. Bismarck accett con doppia soddisfa
zione. Adesso egli era tanto pi libero di fronte al Reichstag della Ger
mania settentrionale e, da politico astuto, sapeva naturalmente assai
bene che una volta che i governi si fossero accordati, con un parlamento
eletto mediante il suffragio universale, sulla costituzione della Confede
razione della Germania settentrionale, le rappresentanze censuarie nei
singoli Stati non avrebbero potuto farci niente.
Per la classe operaia la questione poteva esser soltanto di sapere se
il suffragio universale eguale diretto e segreto, promesso da Bismarck,

952
poteva diventare unarma utile ai suoi scopi. Il Social-Demokrat sottoli
neava che il Reichstag della Germania settentrionale stava inerme, senza
la prospettiva di concentrare attorno a s le forze rivoluzionarie del
popolo, di fronte ad un governo che, vittorioso allinterno e allestero,
aveva a sua disposizione un grande esercito e tutti gli altri strumenti
di potere di un grande Stato. Era difficile trovare nel passato un parla
mento cosi privo di poteri reali. Tuttavia gli operai avrebbero dovuto
votare, in primo luogo perch dal semplice non far niente e dal sem
plice stare a vedere non poteva nascere nulla. In secondo luogo perch
era molto importante che gli operai motivassero le loro rivendicazioni
in un organismo statale regolare e potessero cosi porre fine al sistema
della congiura del silenzio e delle calunnie dei loro avversari. In terzo
luogo perch non era verosimile, ma tuttavia era possibile, che le cir
costanze che rendevano inerme il parlamento cambiassero. La parola
dordine era dunque votare e non soltanto votare ma votare dopo una
attiva preparazione.
Schweitzer non trascur nulla per questa preparazione. Lamnistia
proclamata dopo la guerra lo liber dal resto della sua pena detentiva
e da una massa di nuove accuse. Aveva nuovamente le mani libere e le
adoper attivamente. L dove le comunit dellAssociazione generale degli
operai tedeschi erano state disciolte dalla polizia, come a Berlino, egli
istitu associazioni operaie socialdemocratiche e, per aiutare in qualche
misura la cassa dellassociazione, tenne in un elegante albergo sulla Unter
den Linden sei conferenze, con biglietti di ingresso da un tallero, su
capitale e lavoro, cui assistettero molte persone degli ambienti borghesi.
Tuttavia questi ed altri sussidi erano soltanto gocce dacqua su di una
pietra infocata. Le conseguenze disastrose della guerra pesavano pi di
tutto sulla classe operaia, ed era impossibile che essa potesse affrontare
grandi sacrifici finanziari per le elezioni. Il momento per una riorga
nizzazione dellAssociazione generale degli operai tedeschi era somma
mente sfavorevole, e a ci si aggiunga che la contessa Hatzfeldt conti
nuava con indefesso ardore i suoi intrighi. Ella dichiar non valida 1ele
zione di Perl a presidente, perch era avvenuta in una assemblea gene
rale e non mediante le votazioni dirette degli iscritti. Qui aveva contro
di s la lettera chiara e indubitabile dello statuto, ma non le importava
di ricorrere alle interpretazioni pi artificiose per stravolgerne il senso
nel diretto opposto. Oggi inutile spendere una parola sui suoi so
fismi e sui suoi cavilli; ci che effettivamente premeva alla contessa
era far eleggere una sua creatura a presidente dellassociazione e per
raggiungere questo scopo aveva purtroppo mezzi ancora pili efficaci
degli artifici interpretativi, per i quali avrebbe potuto fare invidia a
qualsiasi teologo ortodosso.
La sua potenza stava nel prestigio che, come vecchia amica di Las-
salle e come la presunta pi esatta conoscitrice della sua volont, la
circondava agli occhi di molti operai, e nella sua cassa di guerra sempre
piena, con la quale guadagn a s alcuni agitatori influenti nei punti
nevralgici del movimento: Hillmann in Renania, Frsterling in Sas
sonia, Florian Paul in Slesia ed anche alcuni iscritti ad Amburgo. Con
il loro aiuto essa fece diffondere tra le masse un programma elettorale
e lo fece approvare in assemblee operaie; questo programma con il
suo ortodosso riallacciarsi a parole isolate di Lassalle era mezzo utopi-
stico-rivoluzionario e mezzo limitato-nazionale, mentre nella sua parola
dordine pratica libert attraverso lunit! assomigliava, come si so
migliano due gocce dacqua, al programma nazionalliberale. La contessa
sperava di raggiungere finalmente la meta dei suoi desideri e di fare
eleggere Frsterling presidente allassemblea generale ordinaria, che
era stata convocata da Perl per il 27 dicembre ad Erfurt.
Tuttavia alla quarta assemblea generale si dimostr che il vecchio
tronco dellassociaz'one non poteva essere scosso; 12 delegati, che rap
presentavano 26 localit e tra i quali erano Audorf, Ellner, Tlcke, non
pensavano affatto di seguire la volont della contessa. Dei partigiani di
questultima se ne presentarono 6, tra i quali Frsterling e Deckwitz.
Essi videro immediatamente che la partita era persa e si rifiutarono di
far esaminare i mandati che pretendevano di avere avuto da Brema,
Amburgo, Dresda e Chemnitz, affermando che Perl non poteva con
vocare unassemblea generale giuridicamente valida. La stessa contessa
Hatzfeldt era venuta a Erfurt e Schweitzer, prima che ancora lassemblea
si riunisse, aveva allacciato con lei amichevoli trattative, nelle quali si
era straordinariamente avvicinato alle sue pretese. Concesse che il pre
sidente non dovesse dora in poi ricevere uno stipendio e che lo stipendio
del segretario fosse fissato come allepoca di Lassalle a quattrocento tal
leri; propr o per gli sforzi di Schweitzer lassemblea generale approv
il programma lanciato alle masse dalla contessa, soltanto con alcune ine
quivocabili, anche se non sostanziali, correzioni. Poi i 12 delegati con
i 6 seguaci della contessa si riunirono insieme, e Audorf fece la pro
posta che lelezione del presidente, cui lopposizione avrebbe potuto
partecipare dopo la consegna e la verifica dei mandati, avrebbe dovuto
essere approvata o respinta con le votazioni primarie di tutti gli iscritti

954
allassociazione. Dopo parecchie ore di discussione, Frsterling e i suoi
compagni si presentarono alla contessa con questa richiesta, ma non ri
tornarono prima di mezzanotte, allora lassemblea generale elesse Perl
presidente, Audorf segretario, e J. M. Hirsch cassiere. Poich lelezione
di Frsterling a presidente era impossibile a priori, la contessa Hatzfeldt
non si impegn per niente.
La tattica raccomandata da Schweitzer allassemblea generale fu senza
dubbio molto temeraria. Essa cost al Social-Demokrat la collaborazione
dellultimo^dei vecchi socialisti che fino ad allora gli era rimasto fe
dele; Moses Hess respinse il programma elettorale di Erfurt. In ralt
la prima frase di tale programma che voleva abolire qualsiasi fede
razione o lega di Stato, unificare tutte le stirpi tedesche in una unit sta
tale intimamente e organicamente fusa e marciare attraverso lunit verso
la libert esercitava una pericolosa attrattiva su ogni specie di equi
voci amici degli operai,,che in questa questione capitale .volevano
essere un cuore ed unanima col proletariato. Questi ritenevano anche
di poter accettare per lessenziale gli altri punti del programma elet
torale: suffragio universale con pagamento di indennit ai deputati per
tutti i parlamenti tedeschi, garanzia dei diritti popolari, potere legisla
tivo e non soltanto consultivo del Reichstag della Germania settentrio
nale, libere associazioni degli operai secondo i principi di Lassalle per
aprire la strada alla soluzione della questione sociale; tuttal pi face
vano la riserva che la questione dellaiuto statale alle associazioni operaie
non era particolarmente urgente. Tutto ci certamente era molto peri
coloso, se non altro perch era gi di per s spiacevole che il giovane
partito operaio marciasse nella sua prima battaglia elettorale sotto una
band era assai discutibile. Ma per Schweitzer ancora pi grave era il pe
ricolo che, presentando alla vigilia della battaglia elettorale un pro
gramma rigido, si provocasse una guerra fratricida in seno al proletariato
e quindi si dovesse scendere in campo con le file disgregate. Se la con
tessa Hatzfeldt era inchiodata al suo stesso programma, si poteva atten
dere che le arti seduttrici della borghesia, che in questo programma do
vevano svolgere la loro azione, sarebbero fallite da s contro 1 avan
guardia sperimentata dellassociazione. Inoltre Schweitzer dette agli operai
il saggio cons'glio di chiedere soltanto in seconda linea agli amici bor
ghesi del proletariato quale fosse la loro posizione verso il programma
elettorale di Erfurt, invece di chiedere in primo luogo se essi volevano
rappresentare il proletariato come classe, e in caso di risposta evasiva
di voltar loro immediatamente le spalle.

95>
Fortunatamente la fiducia di Schweitzer nel buon senso degli operai
si dimostr fondata. Il programma di Erfurt non caus alcuno sbaglio
pratico e invece paralizz completamente lagitazione della contessa
Hatzfeldt per il periodo delle elezioni. Ella sfog indegnamente la
sua rabbia per questo fatto cercando di annullare, con grande gaudio
degli avversari progressisti e reazionari, le prospettive di successo che
Schweitzer aveva nelle due circoscrizioni elettorali dove era candidato.
A Elberfeld-Barmen incit Hillmann contro Schweitzer e inond la
circoscrizione con un opuscolo stampato a Ginevra pieno delle pi
infondate accuse contro lAssociazione generale degli operai tedeschi;
a Reichenbach-Neurode i suoi agenti fecero sfacciatamente propaganda
al presidente distrettuale Olearius contro Schweitzer. Schweitzer non
fu che pochissimo danneggiato da tutto ci, ma la contessa Hatzfeldt
distrusse anche quel poco di prestigio che fino allora aveva goduto
fra gli operai slesiani e renani.
Grazie ai suoi eterni intrighi, lAssociazione generale degli operai te
deschi entr quasi disarmata nella battaglia elettorale, opponendosi iner
me al potere del governo, armato di tutto punto, e alle mille invisibili,
ma tanto pi pericolose, armi del denaro. Gli operai cercarono di sosti
tuire ci che loro mancava in mezzi esterni con un vero ardore. Il ter
mine delle elezioni fu stabilito con molto ritardo dal governo per il 12
febbraio 1867 e la battaglia decisiva fu contenuta entro poche setti
mane. La socialdemocrazia ebbe il successo relativamente maggiore nel
distretto industriale della Marca dove raccolse circa 18.000 voti. Ad
Altena-Iserlohn 1.124 voti toccarono a Hasenclever, a Hagen 1.589
al medico Reincke, che con la sua abnegazione si era conquistato laf
fetto degli operai, unendo ai suoi sentimenti umanitari convinzioni so
cialiste. Rittinghausen, che aveva ancora mantenuto qualche cosa delle
tendenze utopistiche del socialismo prequarantottesco e nella legislazione
diretta del popolo scorgeva lunico mezzo di una societ socialista, ebbe
a Colonia 1.095 voti; Schweitzer ne ricevette a Dusseldorf 664, il sarto
Schob a Mlheim sul Reno 1.059, il fabbro ferraio Bohm a Duisburg
1.686, Martiny a Solingen 1.437, Audorf a Lennep-Mettmann 4.034 e
Schweitzer a Elberfeld-Barmen 4.668.
A Elberfeld-Barmen Schweitzer ebbe come avversari Bismarck, can
didato conservatore, e Forckenbeck, presidente della camera dei depu
tati prussiani, quale candidato liberale. Il 70 % degli elettori partecip
a questa lotta che concentr su di s lattenzione di tutta la Germania.
Gli insulti che i giornali conservatori ed ancor pi quelli liberali rove-

956
sciarono su Schweitzer superarono ogni misura. N on solo gli fu rinfac
ciata fino alla nausea la deviazione sessuale della sua giovent, ma fu
denunciato come truffatore e ladro. Ma linfamia dei suoi avversari bor
ghesi fu quasi superata dagli attacchi calunniosi della contessa Hatzfeldt
e dei suoi agenti. Gli operai di Elberfeld-Barmen non si lasciarono mi
nimamente ingannare. Essi dichiararono semplicemente : noi votiamo per
Schweitzer anche se fosse un assassino e un ladro. Sapevano anche
troppo bene perch il loro candidato era cosi attaccato. Hillmann, che
per due anni era stato lagitatore pi amato della Renania, ricevette
come controcandidato socialdemocratico appena 52 voti. Certo gli ope
rai non poterono conseguire la vittoria; Schweitzer non entr nep
pure in ballottaggio, poich Bismarck e Forckenbeck avevano ricevuto
rispettivamente 6.523 e 6.123 voti.
L agitazione elettorale socialdemocratica, dopo che nella Renania, ot
tenne i suoi pi grandi successi nella Germania nordoccidentale. Perl
ebbe nelle due circoscrizioni cittadine di Amburgo 3.223 voti, York ad
Harburg 3.660, lo scrittore sassone Walster a Brunswick 2.267. Dopo
questi 9-000 voti veniva la Slesia con i suoi 4.000, di cui 3.109 a Rei-
chenbach-Neurode toccarono a Schweitzer, e 891 al tessitore Heinrich
Schnabel, un vecchio ed attivo membro dellassociazione, a Waldenburg.
N el regno di Sassonia Wiirkert come candidato cittadino di Lipsia
e Fritzsche come candidato alla provincia di Lipsia ricevettero ciascuno
1.000 voti circa, Wiirkert qualcosa di pi, Fritzsche qualcosa di meno.
AllAssociazione generale degli operai tedeschi toccarono ancora 6.000
voti sassoni di cui 800 a Dresda, 1.300 a Chemnitz e 3.081 a Freiberg,
ma essi si concentrarono quasi esclusivamente su seguaci della contessa
Hatzfeldt. Dei candidati del Partito popolare sassone, Bebel riusc vin
citore a Glauchau-Meerane e Schraps a Zwickau-Crimmitschau, ambe
due con il ballottaggio. Liebknecht questa volta fu sconfitto a Stoll-
berg-Schneeberg, probabilmente perch laver dovuto gustare i primi
amari frutti dell'unit tedesca gli aveva impedito di svolgere una
larga agitazione. Dopo la promulgazione dellamnistia prussiana ave
va visitato Berlino e parlato ad una associazione di garzoni tipogra
fi; arrestato e accusato di aver violato la proscrizione, fu condanna
to a tre mesi di carcere, che dovette scontare fino allultimo giorno,
persino i giudici si vergognarono un poco dello scandaloso verdet
to e nella motivazione balbettarono alcune frasi di giustificazione,
ma ci non bast a trasformare per Liebknecht lodore di cimici del
carcere cittadino nellaria mattutina della libert tedesca. Nelle tre

957
circoscrizioni elettorali, dove Liebknecht, Bebel e Schraps erano can
didati, lindustria a domicilio combatteva la sua tremenda battaglia
mortale con il lavoro meccanizzato; nel 1863 a Glauchau-Meerane
erano attivi 30.700 telai a mano, nel 1880 soltanto 3.194; i telai
meccanici, in mezza generazione, avevano reso superflue almeno
40.000 persone in questo distretto. >Non si pu dire neppure ap
prossimativamente quanti voti nelle elezioni del febbraio 1867 tocca
rono al Partito popolare sassone, perch questo partito non disponeva
allora di un proprio organo per registrare esattamente il suo sviluppo;
nella misura in cui le notizie disperse permettono un giudizio, esso do
vrebbe aver ricevuto dai 12.000 ai 15.000 voti.
Esso per ottenne due mandati, mentre lAssociazione generale de
gli operai tedeschi con i suoi 40.000 voti non aveva conquistato neppu
re un seggio. In ballottaggio era solo Audorf a Lennep-Mettmann, men
tre in alcune altre circoscrizioni, Dusseldorf, Elberfeld-Barmen, Reichen-
bach-Neurode, gli elettori socialdemocratici dovevano scegliere fra i
candidati conservatori e quelli liberali. Il Socd-Demokrat aveva lan
ciato per le elezioni la parola dordine di non concludere in nessun caso
compromessi elettorali e, piuttosto che accettare a spese dei principi una
alleanza contro natura, votare anche senza nessuna prospettiva di suc
cesso e pur restando minoranza irrisoria, secondo i principi e per i pro
pri candidati. Ci che invece secondo le situazioni locali il Socd-De-
mokrat dichiar lecito furono transazioni con gli altri partiti in modo
per che, senza toccare i principi reciproci, gli operai potessero votare
in una circoscrizione per i candidatrtii-un partito borghese, a patto che
questo partito si impegnasse a garantire la vittoria del candidato social-
democratico in unaltra circoscrizione. Questa possibilit in generale
non si present nelle elezioni primarie, e non fu considerata seriamente
neppure nei ballottaggi. Nel febbraio 1867 la situazione era molto sem
plice. Se a Lennep-Mettmann i progressisti appoggiavano il candidato
socialdemocratico contro il bismarckiano Sybel, i socialdemocratici pote
vano aiutare i candidati progressisti ad avere la meglio contro i conser
vatori a Dusseldorf, Elberfeld-Barmen e Reichenbach-Neurode. Tuttavia
gi allora i galantuomini progressisti, come quasi sempre in seguito, pro
fessarono la curiosa concezione che i loro inconcussi petti virili non
sarebbero stati macchiati se nei ballottaggi avessero votato per il pi
irragionevole reazionario piuttosto che per il pi ragionevole socialde
mocratico, mentre se gli elettori socialdemocratici nei ballottaggi non
tiravano la carretta progressista erano da loro bollati come mercenari

958
della reazione . A Lennep-Mettmann si decisero per Sybel contro
Audorf.
Cosi gli elettori socialdemocratici nei ballottaggi dovettero contare
soltanto sulle loro forze. A Dusseldorf votarono per il candidato pro
gressista, perch la libert politica era estremamente importante per il
bene del popolo ed era anche la base indispensabile per le aspirazioni
della classe operaia. A Elberfeld-Barmen invece decisero di astenersi dal
voto, perch il partito operaio per ragioni di principio non poteva votare
per il candidato del partito conservatore, ma neppure poteva marciare
con il partito progressista per il suo comportamento, inaudito e inde
gno. Le due decisioni furono proposte da Schweitzer e attuate a D us
seldorf come a Elberfeld contro la violenta resistenza degli operai i quali,
condannati alla fame dai fabbricanti progressisti, avrebbero preferito vo
tare per i candidati conservatori. Del resto anche la decisione di Elberfeld
era assolutamente giustificata. Se Bismarck o il suo buon amico
Frckenbeck, che in conclusione era un suo strumento, avesse avuto
un seggio nel Reichstag della Germania settentrionale era una cosa
relativamente indifferente, mentre per il partito operaio era una ur
gente necessit spezzare finalmente la rete di menzogne con la quale
il partito progressista riusciva pur sempre ad ingannare sull agitazione
socialdemocratica una grande parte della classe operaia. A Reichen-
bach-Neurode le cose stavano quasi come a Elberfeld-Barmen, ma non
andarono allo stesso modo, se non altro perch gli operai slesiani si
astennero effettivamente dalla votazione o forse aiutarono il candidato
liberale Twesten, sicch egli batt Olearius, mentre gli operai renani
si decisero per Bismarck contro Frckenbeck.
Questa decisione, oltre che dallindignazione per la prassi elettorale
dei progressisti, fu certo determinata dalla considerazione che con la
vittoria di Bismarck, il quale era gi stato eletto in una circoscrizione
della vecchia Marca, si sarebbe resa necessaria una nuova competizione
elettorale. Schweitzer defin la decisione degli operai un passo fu
nesto , ma disse anche che era una severa lezione per il partito pro
gressista. Sia come risposta alle sordide contumelie e alle indegne limi
tazioni del diritto elettorale che la borghesia aveva inflitto al proleta
riato, sia anche come un omaggio non al candidato del partito conser
vatore, bens al ministro che aveva restituito di sua iniziativa un diritto
popolare che lopposizione liberale aveva cosi tenacemente dimenticato
di rivendicare. Effettivamente Bismarck rifiuto il mandato e si ebbe una
seconda votazione, nella quale Schweitzer e il candidato liberale Gneist

959

11.
giunsero al ballottaggio rispettivamente con 4.919 e 4.291 voti. I con
servatoti a questo punto dissiparono tutte le illusioni su una loro pre
sunta amicizia per gli operai decidendo la vittoria di Gneist. Cosi si
dissolse lultima speranza che il proletariato cosciente fosse rappresen
tato nel primo Reichstag della Germania settentrionale. Ma gli operai di
Elberfeld-Barmen non si erano inutilmente impegnati a fondo per otto
settimane; essi, come Scbweitzer disse prendendo congedo dai suoi elet
tori, avevano imparato due cose, in primo luogo che il partito progressi
sta cercava di reprimere la causa operaia con la violenza pi estrema,
impiegando tutti i mezzi anche i pi ripugnanti, e in secondo luogo che
anche il partito conservatore, nonostante tutte le belle parole, al momento
buono li abbandonava.
Sullesito generale delle elezioni il Social-Demokrat scrisse: Il 12
febbraio da tanto tempo atteso e desiderato passato: e noi siamo stati
battuti su tutta la linea. Certo pochi di noi si attendevano questo risul
tato, che per molti ancora un enigma insolubile. Tutte le grandi e in
neggianti assemblee con il loro entusiasmo e i loro trionfi, limpetuoso
movimento delle masse... e purtuttavia soccombere, in poche localit ono
revolmente, in parecchie altre vergognosamente . Questo sentimento
di amara delusione era anche troppo giustificato. Se i risultati elettorali
anche l dove la sconfitta era pi onorevole non corrispondevano ad
aspettative giustificate, vi erano larghe zone della Germania, dove lagi
tazione socialdemocratica si era radicata da anni e dove imponenti as
semblee elettorali sembravano garantire una vittoria certa, nelle quali il
partito tuttavia il giorno delle votazioni si era sentito mancare il ter
reno sotto i piedi come sulle sabbie mobili. Cosi nei distretti della Tu-
ringia, cosi nel Meno, culle di tanti trionfi. A Francoforte, Welcker ebbe
appena 150 voti, mentre 40 volte di pi ne toccarono al vitello doro
che il miscuglio dei partiti borghesi gli aveva opposto nella persona di
Rothschild. Ancor pi lamentevole fu la sconfitta a Berlino, la cui po
polazione operaia due anni prima aveva gi cominciato a raccogliersi
attorno alla bandiera della socialdemocrazia. In tutte e sei le circoscri
zioni elettorali il garzone tipografo Feisel, candidato comune di tutti
gli operai berlinesi che non volevano pi andare a rimorchio del par
tito progressista, ricevette appena 75 voti.
Certo si potevano addurre molte ragioni per scusare e spiegare la
sconfitta. A Berlino, dove tra i filistei imperversava lo sciovinismo, la
reazione aveva presentato come suoi candidati ministri e generali che
sfruttavano la vittoria conseguita nella guerra del 66; per impedire al

960
meno la loro vinoria, molti operai allultimo momento si decisero a dare
il voto ai candidati progressisti. In Renania ed anche altrove unastuta
geometria elettorale aveva fatto la sua parte; la vittoria di Audorf a Len-
nep-Mettmann era mancata particolarmente perch i villaggi di tessitori
del Wuppertal non erano stati messi insieme a Solingen, come era av
venuto per le elezioni alla camera dei deputati prussiana, bens a Rem-
scheid, dove lartigianato era ancora relativamente forte. A ci si ag
giunsero le grandi lacune delle liste elettorali, le vessazioni della polizia,
i metodi daffamamento dei fabbricanti e tutto ci che altrimenti ap
partiene al vergognoso capitolo della prassi elettorale burocratica e ca
pitalistica. Ma al contrario dellopposizione borghese, che solita cer
care le cause delle sue sconfitte elettorali dappertutto meno che in se
stessa, lopposizione proletaria ha sempre seguito il lodevole principio
di far pulizia prima di tutto in casa propria, quando non raggiungeva
ci che voleva. Essa seppe rendere conto onestamente dei propri errori
e chiarire a se stessa che stava davanti ad una alternativa.
I numerosi successi, che aveva ottenuto da quattro anni, le erano
sempre sfuggiti di mano, perch non aveva un forziere dove-poter cu
stodire i tesori acquistati. Il partito conservatore disponeva della vec
chia e solida organizzazione del potere statale, il partito liberale della
invisibile ma onnipresente efficacia del potere sociale del denaro; se il
partito operaio voleva combattere con successo contro avversari cosi forti,
doveva crearsi una solida ossatura durevolmente vigorosa. Non poteva
continuare la situazione nella quale un solo portafoglio gonfio, come
quello della contessa Hatzfeldt, aveva esposto per anni al ridicolo il
movimento operaio. Senza dubbio la bandiera attorno alla quale la vec
chia guardia continuava a raccogliersi minacciava di essere ammainata;
i pochi mezzi del Social-Demokritt erano praticamente esauriti ed esso
avrebbe dovuto cessare le pubblicazioni se lAssociazione generale degli
operai tedeschi non avesse finalmente conquistato una solida base finan
ziaria. Non si trattava di distruggere lorganizzazione di Lassalle, ch
ad essa lassociazione doveva ancora perlomeno la sua potenza morale,
bens di realizzarla per sostenere la potenza morale con una potenza
politica.
Passando dalle cose alle persone, ci non voleva dire se non che
la dittatura morale, esercitata da Schweitzer dalla morte di Lassalle,
doveva essere trasformata in dittatura politica. U n po lla volta i an
tipatia degli operai per Schweitzer era scomparsa; a questo proposito
le calunnie di cui laveva colmato la stampa borghese avevano rag-

961
giunto esattamente lo scopo opposto. Schweitzer era troppo intelli
gente per illudersi che un movimento proletario di massa potesse ri
manere a lungo sotto la dittatura di una sola persona, ma anche gli
aderenti all'associazione erano troppo perspicaci per non vedere che
una dittatura temporanea nella situazione d'allora, cosi critica da mol
teplici punti di vista, era pur sempre necessaria. Come attesta Tolcke,
persino York, un democratico integrale, cui gi la dittatura di Lassalle
non era andata a genio, aveva previsto la necessit provvisoria della dit
tatura dello stesso Schweitzer per un lungo periodo. Ogni dittatura fu
nesta in sommo grado per il dittatore stesso, ed anche Schweitzer ha
dovuto soccombere a questa fatalit pagando abbastanza caro la sua colpa
con l'onorabilit del suo nome, ma ci non muta niente al fatto che nel
1867 i pi vecchi e fedeli membri dellassociazione ritennero necessaria
la sua d.ttatura.
D i fatto egli era gi stato la guida del movimento elettorale; dopo
le elezioni fece convocare dal presidente Perl per il 19 maggio una
assemblea generale straordinaria a Brunswick. Ad essa parteciparono 18
delegati, che rappresentavano 45 localit con 2.508 iscritti. La cifra de
gli iscritti era estremamente bassa, non arrivava neppure alla quarta parte
degli iscritti che un anno prima erano stati rappresentati all'assemblea
generale di Lipsia, tuttavia queste cifre, finch non si poteva fare un
rigoroso controllo sui pagamenti delle quote, avevano un valore molto
problematico.
La quinta assemblea generale approv prima di tutto un programma
che metteva alla porta i seguaci della contessa Hatzfeldt. I suoi punti
principali erano: Stato unitario e libero del popolo; produzione so
ciale comune e, per aprire la strada alla nuova societ, associazioni
produttive con credito statale secondo i principi di Ferdinand Lassalle;
comunanza degli interessi degli operai di tutte le nazioni civili; introdu
zione del suffragio universale eguale diretto e segreto, pagamento delle
indennit ai deputati, per influenzare i poteri pubblici. Sulla base di
questo programma le liste dell'associazione dovevano essere rivedute e
tutti i membri che non lo approvavano senza riserve essere espulsi.
Quindi doveva aver luogo una nuova elezione di tutti i fiduciari, che
avrebbero dovuto durare in carica nel periodo compreso da unassem
blea generale ordinaria allaltra. La conferma della loro elezione rima
neva riservata al presidente, anzi il presidente riceveva formalmente il
diritto illimitato di nominare i fiduciari, perch la polizia nella loro
elezione aveva scoperto il contrassegno di associazioni indipendenti .

962
Tuttavia fu nominata una commissione che avrebbe dovuto accogliere
eventuali accuse verso il presidente e presentarle alla seguente assemblea
generale. Per impedire le persecuzioni della polizia furono eliminate
anche tutte le altre disposizioni riguardanti la formazione di filiali ;
fu abolita la denominazione di comunit per le organizzazioni locali;
il carattere unitario e compatto dellassociazione fu fissato in modo che
essa avesse la sua sede a Lipsia e sottostasse alle leggi sassoni sulle as
sociazioni, mentre nelle varie localit potevano aver luogo soltanto as
semblee degli iscritti: misure precauzionali, che ebbero a Berlino e
altrove un successo momentaneo, ma che, data la elasticit e la lacunosit
delle leggi tedesche sulle associazioni, non potevano offrire una prote
zione durevole contro gli arbitri polizieschi. Per garantire una buo
na amministrazione finanziaria, fu stabilito fra laltro che almeno
la met dei contributi locali fossero versati alla cassa dellassociazione e
il cassiere dovesse pubblicare sul Social-Demokrat tutti i mesi i nomi
delle localit che erano in arretrato con il pagamento delle quote. J. M.
Hirsch mantenne la carica di cassiere; tuttavia, poich quasi subito dopo
fu arrestato per la pubblicazione del primo libro di canti socialdemocra
tici e condannato a vari mesi di carcere, questa carica fu data a Bracke.
Schweitzer fu eletto presidente e la segreteria fu trasferita dove egli ri
siedeva; al posto di Audorf, che lanno seguente and in Russia, fu no
minato lo stenografo Roller.
La prima conseguenza di questa riorganizzazione fu di fare piazza
pulita con la contessa Hatzfeldt. Ella fond allora una setta a parte sotto
il nome di Associazione generale lassalliana degli operai tedeschi. Le
riusc di togliere alla vecchia associazione circa un sesto degli iscritti, la
massa principale dei quali era nel regno di Sassonia e qualche grup
petto a Kiel, Brema, e altrove. Ella fece eleggere Frsterling presidente,
accanto a lui la sua mano destra era il giovane Fritz Mende, cui manca
vano anche le pi elementari caratteristiche intellettuali e morali per es
sere un capo operaio. Non c e scusa alcuna per il modo come la con
tessa macchi la memoria del suo amico scomparso. I suoi intrighi non
erano piu pericolosi perch, come realmente avvenne, si poteva preve
dere che le poche migliaia di operai onesti che ella riusc ad ingannare
con il nome di Lassalle ben presto avrebbero capito e sarebbero tor
nati alla vecchia associazione o avrebbero aderito al Partito popolare sas
sone. Tuttavia fu sommamente penoso il fatto che la borghesia per un
po danni potesse lanciare i suoi rozzi sarcasmi per lindegno comporta
mento della contessa.

965
L Associazione generale degli operai tedeschi con le decisioni del
l'assemblea generale di Brunswick era di nuovo alla testa del movimento
socialista in Europa; la pietra di paragone ne fu il secondo congresso
dellInternazionale, che ebbe luogo poco dopo, nella prima settimana di
settembre, a Losanna. Ad esso parteciparono 64 delegati, la maggior
parte svizzeri, poi 6 tedeschi, 6 inglesi, 17 francesi, 2 italiani e 2 belgi.
Fra i delegati tedeschi erano Albert Lange, Ludwig Biichner e Ladendorf.
Il congresso decise che lemancipazione sociale della classe operaia
era inseparabile dalla sua emancipazione politica, che la conquista della
libert politica era la prima e assoluta necessit. Ci si accordava com
pletamente con il programma di Brunswick, ma in seguito al congresso
dellInternazionale emersero profonde divergenze di opinioni sulla pro
priet collettiva della terra, a proposito della quale lAssociazione gene
rale degli operai tedeschi, gi da lungo tempo, aveva idee chiare. Questa
rivendicazione socialista non era direttamente allordine del giorno del
congresso di Losanna, ma simpose in parecchie occasioni, sia per la
questione delle associazioni cooperative ancora una volta affrontata, a
proposito della quale il congresso decise che esse, limitate alla societ
capitalistica, avrebbero finito per formare un miserabile quinto Stato;
sia anche a proposito della questione, cui il congresso rispose afferma
tivamente, se le comunicazioni e i trasporti avrebbero dovuto essere sta
talizzati. In particolare i francesi si pronunciarono appassionatamente
per la propriet individuale della terra, mentre altri che erano per la
propriet comune, come Ladendorf, erano ben lontani dalla versione ri
voluzionaria e comunista di questa idea. Praticamente solo Eccarius e
Lessner, vecchi membri della Lega dei comunisti, che erano nel consi
glio generale dellInternazionale, trattarono la questione cosi a fondo
e cosi chiaramente come Schweitzer un anno e mezzo prima nel suo
discorso di Erfurt.
Un mese dopo a Gera si riun il quarto congresso delle associazioni
operaie tedesche. Durante i dibattiti gli spiriti cominciarono a dividersi
sempre pi nettamente. Uhlich present una serie di risoluzioni secondo
le quali la scuola elementare avrebbe dovuto essere organizzata secondo
le leggi eterne dellanima umana e Sonnemann sorprese il congresso
con l interessante comunicazione che egli adesso aveva finalmente risolto
la questione sociale e con la Stamperia sociale di Francoforte aveva
istituito una cooperativa di produzione nella quale era un semplice col
laboratore dei tipografi, che dopo cinque anni sarebbero diventati
proprietari in fraterna comunanza con lui. Come chiaro, si trattava di

964
una trovata capitalistica; la Stamperia sociale di Francoforte oggi
una grossa impresa nella quale l amico degli operai Sonnemann sfrutta
i suoi tipografi come un qualsiasi capitalista. In benefico contrasto
con questa odiosa pubblicit, Bebel descrisse nel suo modo eloquente il
terribile disastro della miniera di carbone di Lugau, dove pi di cento
operai erano caduti vittime della criminale avidit di profitto del capitale
e della colpevole trascuratezza della polizia mineraria sassone; mentre il
pannaiuolo Motteler descrisse in una impressionante relazione la miseria
senza nome del lavoro infantile nelle fabbriche. Ambedue chiesero un
intervento risoluto del potere statale contro lo sfruttamento capitalistico.
Gli elementi pi energici delle associazioni operaie premevano irresi
stibilmente verso una pi stretta coesione di quella che fino ad allora
era stata creata con unorganizzazione dispersa per tutta la Germania. I
tentacoli delle leggi tedesche sulle associazioni, anche qui, dovettero es
sere aggirati con ogni genere di sottili distinzioni. Una delle associa
zioni maggiori ebbe il compito di occuparsi degli affari generali del
congresso; la sede di questa associazione divenne sede centrale del con
gresso; sette membri ne costituirono il comitato e tra questi sei consi
glieri dovevano essere eletti dallassociazione dirigente dal suo seno, il
presidente invece dal congresso stesso. In sostanza si trattava di sapere
se il congresso doveva rimanere sotto la tutela capitalistica o svilupparsi
verso lindipendenza proletaria. Alle elezioni del presidente, Bebel e Max
Hirsch si trovarono opposti l'un laltro come candidati. Bebel vinse
con notevole maggioranza; un grande passo avanti era stato fatto.
N el frattempo la riorganizzazione dellAssociazione generale degli
operai tedeschi procedeva attivamente. Il 22 novembre si riun a Berlino
la sesta assemblea generale, alla quale 3.408 membri furono rappresen
tati da 20 delegati. Il numero degli iscritti era ancora un poco incerto;
anche questa volta l'assemblea generale non applic la decisione di
Brunswick, secondo cui si sarebbero dovuti ammettere soltanto i dele
gati di quelle localit che avevano adempito i loro obblighi verso la
cassa dellassociazione. Ma Bracke aveva messo in ordine esemplare la
situazione amministrativa, gli abbonati del Social-Demokrat dallinizio
dellanno si erano quasi triplicati. Da 450 erano passati a 1200; 83 lo
calit ricevevano dieci copie, 25 localit ne ricevevano 25. E in testa
a tutte erano Francoforte con circa 50, Elberfeld-Barmen con circa 175,
ma soprattutto Amburgo con circa375. La rielezione unanime di Schweit-
zer a presidente era sottintesa. Tuttavia lassemblea generale fece al
lo statuto una modifica molto importante, gi progettata a Brunswick ma

965
allora rimandata: d'ora in poi il presidente avrebbe dovuto essere eletto
con votazioni dirette degli iscritti almeno sei settimane prima di ogni
assemblea generale ordinaria. Questa decisione fu presa con 2.264 voti
contro 838, mentre i 306 voti di cui Schweitzer disponeva si astennero.
A llopposizione erano specialmente gli iscritti di Amburgo e di Iserlohn.
Destinata a democratizzare il pi possibile la dittatura effettiva del pre
sidente, questa decisione era tuttavia a doppio taglio; perch aumentava
il potere del presidente rispetto agli altri funzionari e alle altre istanze
dellassociazione.
Per il momento nessuna nube oscur l'accordo ristabilito. Schweitzer,
che mirava sempre a favorire il modo di pensare autonomo degli operai,
organizz in questa assemblea generale, per la prima volta, una seduta
pubblica, nella quale fu discussa una serie di problemi importanti. Lor
dine del giorno era forse troppo ampio : la Prussia e la questione tedesca,
il suffrag o universale, labolizione delle leggi sullusura, il lavoro delle
donne, il lavoro forzato, ladulterazione dei generi alimentari e la pubbli
cit, la giornata lavorativa normale e la legislazione di fabbrica inglese:
di tutte queste questioni si doveva discutere. Era inevitabile che fossero
dati parecchi giudizi unilaterali e superficiali. Ma la ferrea tenacia degli
oratori e degli ascoltatori non manc per questo di far effetto sugli or
gani pi perspicaci della stampa borghese. Essi scrissero: questi social-
democratici meritano tutto il nostro rispetto! Quando mai accaduto
che uomini del popolo resistessero per undici ore in una giornata, in
ambienti a:sai poco riscaldati, per discutere questioni di riforme? N ei
grandi congressi delle varie scienze la gente sapeva stare assai pi co
moda e mitigare di tanto in tanto gli sforzi intellettuali con un tempe
stivo ristoro del corpo.
Allalto morale di questa assemblea generale contribu non poco il
fatto che lAssociazione generale degli operai tedeschi aveva da poco
condono la sua prima campagna parlamentare non senza perdite ma
tuttavia con onore.

5. 1 primi passi della socialdemocrazia in parlamento

La costituz'one, che il Reichstag eletto il 12 febbraio aveva discusso


con i governi confederati della Confederazione della Germania setten
trionale, era riuscita completamente secondo le prescrizioni di Bismarck.

966
La colpa principale di ci fu della borghesia degli Stati piccoli e medi,
annessi o non ancora annessi, cui il solo pensiero delle cose meravigliose
di una grande ed unitaria regione economica faceva venire lacquolina in
bocca; come aveva messo a disposizione della Societ nazionale di felice
memoria i suoi pi rumorosi eroi della parola, cosi adesso essa metteva
a disposizione dellassolutismo prussiano, nella persona di quegli stessi
sta tisti , i pi miserabili rinnegati. Gli avanzi del veccchio partito
progressista si lagnarono in una dichiarazione ufficiale, con collera giu
stificata anche se confusamente come sempre: L a nuova costituzione
ha dato al governo pi diritti e ha tolto al popolo pi diritti di quelli che
essi avevano. Ma il suffragio universale almeno era rimasto, anche se
Bismarck era riuscito ad ottenere, facendone una questione di fiducia,
il rifiuto dellindennit ai deputati. N oi non faremo morire di fame i
nostri deputati, dissero gli operai, e con rinnovato vigore si misero al
lopera, quando il 31 agosto 1867 fu eletto il Reichstag della Germania
del nord, per il quale, nella nuova costituzione della confederazione, era
previsto un periodo legislativo di tre anni.
I successi numerici della socialdemocrazia questa volta furono ab
bastanza inferiori ai risultati delle elezioni di febbraio. A d eccezione delle
circoscrizioni di Essen e della citt di Hannover, che entrarono per la
prima volta nella lotta con 1.100 voti, non si guadagn altro terreno,
e ad eccezione delle citt di Elberfeld-Barmen dove Schweitzer ottenne
al primo colpo 6.110 voti, in nessun luogo furono ottenuti gli stessi voti
che sei mesi prima. Persino la roccaforte di Amburgo, dove era can
didato il libraio August Geib, dette solo poco pi di 2.000 voti. Tuttavia
nel mezzo delle sue fresche speranze per la riorganizzazione che proce
deva vigorosamente, lassociazione non prov alcuna particolare de
lusione, e questo tanto pi in quanto tutti gli altri partiti dovettero
accusare una diminuzione di voti ancora pi seria. Schweitzer entr in
ballottaggio sia a Elberfeld-Barmen che a Reichenbach-Neurode, seb
bene in questultima circoscrizione avesse ricevuto appena la met dei
voti di febbraio. Inoltre, ad Essen, Hasenclever fu opposto nel ballottag
gio al presidente distrettuale Devens, candidato conservatore, e a Lennep
Mettmann Reincke al vecchio Ludolf Camphausen. Reincke, che du
rante lestate aveva condotto una lunga polemica sui giornali della Vest
falia con il progressista Hatkort sulla giustificazione del socialismo e cosi
si era conqmstato la grata riconoscenza degli operai, era stato portato
in tutta una serie di circoscrizioni della Renania-Vestfalia come can
didato socialdemocratico, oltre che a Lennep-Mettmann, a Dusseldorf,

961
Mlheim, Duisburg, Solingen e Hagen. Inutilmente Schweitzer, cui la*
semblea generale di Brunswick aveva affidato la direzione delle di
zioni, aveva attirato lattenzione degli operai sul fatto che essi non
dovevano esitare tanto per candidature operaie; lopinione, egli di
ceva, secondo cui un operaio non avrebbe abbastanza prestigio per esseri-
un candidato al parlamento, era un maledetto pregiudizio > che doveva
essere radicalmente estirpato, perch le classi dominanti lo avevano in
culcato negli operai soltanto nel loro interesse. Ma, in questo comi-
in altri casi, soltanto lesperienza pratica doveva dimostrarsi efficaci-
ammaestratrice. Per i ballottaggi Schweitzer aveva lanciato la parola
d ordine che gli operai dovevano partecipare ad essi in tutti i casi, anche
se si trattava soltanto di due candidati borghesi, per la ragione di prin
cipio che gli operai, data la indissolubile connessione di ci che po
litico con ci sociale, avrebbero sempre avuto un qualche interesse
alla vittoria di questo o quel candidato; per la ragione pratica che un
partito politico deve farsi valere in ogni occasione. Quanto alla questione
quale dei partiti in lotta gli operai dovessero appoggiare, era decisivo in
prima linea latteggiamento che questi partiti avevano avuto verso gli
operai, in modo particolare durante le elezioni primarie. Come giovane
partito, diceva Schweitzer, la socialdemocrazia doveva innanzi tutto met
tere solide radici e spezzare la rete di calunnie con cui i vecchi partiti
volevano reprimerla: a Dusseldorf, osservava ancora Schweitzer, nelle
elezioni di febbraio gli operai avevano deciso la vittoria del partito pro
gressista, ciononostante per tutta lestate la Rheinische Zeitung non
aveva fatto altro che pubblicare articoli velenosi e pieni di insulti per
il movimento operaio. Bisognava togliere labitudine ai liberali di com
battere in questo modo indegno; l dove essi si rendevano colpevoli di
cose del genere gli operai dovevano senzaltro votare, nei ballottaggi, per
il candidato avversario; la causa del partito doveva prevalere su ogni
altro riguardo. Dove per i liberali combattevano il partito operaio
in maniera onesta e concreta, ci che naturalmente era loro dovere,
gli operai nei ballottaggi avrebbero dovuto votare per i candidati li
berali, tenendo conto per che i cosiddetti nazionalliberali non potevano
essere considerati dei liberali. Questi non erano nientaltro che reazionari
ipocriti con la pelle d agnello liberale e ancora pi nocivi dei conserva-
tori aperti.
I ballottaggi si svolsero secondo queste considerazioni nel distretto in
dustriale della Marca. A Dusseldorf gli operai aiutarono il bismarckiano
Michaelis a vincere sul candidato progressista Biirgers; mentre una parte

968
itegli elettori conservatori e nazionalliberali contribuirono alla vittoria
.li Schweitzer a Elberfeld-Barmen contro il candidato progressista Lowe-
Kalbe. Questa tattica seguita dal partito socialdemocratico fu allora
biasimata violentemente da divers parti; certamente aveva i suoi lati
equivoci. Soltanto era sbagliato dire che riposasse su un qualsiasi segreto
e perfido accordo con il partito conservatore o il governo. Essa invece,
lungo tempo prima delle elezioni di primo grado, era stata pubblica
mente proclamata sul Socid-Demokrat non come una tattica giusta in
linea di principio bens invece come una tattica ingiusta in linea di
principio, ma imposta in determinati casi estremi dalla indegna politica
senza principi del partito progressista. In ogni caso essa ebbe il van
taggio di ottenere quello che doveva ottenere. Non appena il partito pro
gressista vide che gli operai non si lasciavano trattare a pedate come
un inerte gregge elettorale, si adatt a comportarsi decentemente. Per
reciproco accordo gli elettori socialdemocratici a Hagen e a Solingen
votarono per i candidati progressisti, mentre gli elettori progressisti, a
Essen e Lennep-Mettmann, votarono per il candidato socialdemocratico.
Il risultato fu che Harkort vinse a Hagen e Reincke a Lennep-Mettmann,
mentre Hasenclever a Essen e Eugen Richter a Solingen caddero. A
Reichenbach-Neurode, Schweitzer fu battuto dal candidato liberale
Twesten.
In questo modo l'Associazione generale degli operai tedeschi aveva
conquistato due seggi nel parlamento della Germania settentrionale. Il
partito popolare a sua volta non si afferm soltanto nelle circoscrizioni
di Glauchau-Meerane e di Zwickau-Crimmitschau, ma conquist due
nuovi seggi; Liebknecht vinse a Stollberg-Schneeberg e il medico Gotz
nella circoscrizione di Lipsia campagna. Forsterling conquist la circo-
scrizione di Chemnitz in circostanze piuttosto ambigue. N el ballottaggio
aveva di fronte a s un democratico grande-tedesco e si disse allora che
i 3500 voti che Forsterling ottenne in pi delle elezioni primarie pro
venissero in parte da ambienti ostili agli operai, i quali speravano di
poter danneggiare la causa socialdemocratica con la prevedibile entrata
di Forsterling in parlamento.
Stiano cosi le cose o no, in ogni caso Forsterling, quando il Reichs-
tag si riun il 10 settembre per la sua prima sessione, perse ogni possi
bilit di prestigio parlamentare con la discussione sul messaggio del
la corona, perch si mise a balbettare vacuamente qualche fram
mento isolato degli scritti di LassaUe. Ma anche lAssociazione generale
degli operai tedeschi perdette uno dei suoi deputati, poich Reincke colse

969

[
la prima occasione per rinnegare la lotta di classe proletaria e dichiarare
che compito del socialismo non era affatto quello di aizzare luno contro
1altro il proletariato e la borghesia bens di conciliarli. AllAssociazione
non rimase altro da fare che rompere qualsiasi rapporto con questo
rappresentante parlamentare: ci che accadde allassemblea generale di
Berlino. Gotz e Schraps erano sostanzialmente democratici borghesi che,
con 1 inasprirsi della lotta di classe proletaria, diventarono ben presto
accaniti avversari della socialdemocrazia, mentre Bebel si trovava ancora
in una fase di maturazione dalle concezioni radicali-borghesi a quelle
socialdemocratiche. Cosi la difesa parlamentare del punto di vista pro
letario rivoluzionario era principalmente nelle mane di Liebknecht e di
Schweitzer, ma fra loro divamp immediatamente la vecchia contesa sulla
tattica da seguire.
Liebknecht nella confederazione settentrionale vedeva unopera rea
zionaria della violenza e del torto che doveva essere distrutta in ogni
caso, per non consolidarla respinse qualsiasi collaborazione pratica ai
compiti legislativi del Reichstag; la tribuna parlamentare gli serviva
soltanto per scagliare tra le masse la sua protesta contro il nuovo as
setto delle cose tedesche. Schweitzer invece vedeva nella confederazione
settentrionale un fatto punto piacevole e punto gradito e tuttavia irrevo
cabile, con il quale la socialdemocrazia doveva fare i conti e sul cui ter
reno doveva organizzarsi come opposizione estrema se voleva restare un
partito politico. Mentre Liebknecht lo derise chiamandolo sosia di
W agener, Schweitzer non afferm mai che Liebknecht lavorasse al
servizio o nellinteresse dei sovrani detronizzati e del governo austriaco,
bens disse di non poter condividere il punto di vista di Liebknecht, per
ch la distruzione della confederazione settentrionale non era pi pos
sibile, dopo che la borghesia era passata nel campo di Bismarck, a meno
di non ricorrere alla violenza dello straniero, ci che avrebbe voluta
dire finire dalla padella nella brace. Di fronte agli intrighi bonapartisti
e alla brama di rivincita di Beust, allora diventato primo ministro del-
1 Austria, la classe operaia, secondo Schweitzer, doveva solidarizzare con
tutte le altre classi della nazione, mentre Liebknecht nella cacciata di
Bismarck da parte di Bonaparte e di Beust vedeva il destino logico di
una politica violenta di conquista.
Coerentemente a ci, Liebknecht il 17 ottobre prese la parola durante
la discussione della nuova legge confederale sul servizio militare ob
bligatorio, per dimostrare che la storia sarebbe passata sopra la confe
derazione settentrionale, che era frutto di una politica di violenza e non.

970
significava altro che divisione, indebolimento e asservimento della Ger
mania, che essa sarebbe passata sopra il Reichstag della Germania setten
trionale che altro non era che la foglia di fico dell assolutismo. Liebknecht
protest contro gli eserciti permanenti come gli strumenti di questa po
litica di violenza quale Bismarck laveva attuata; ma non riusc a pre
sentare una risoluzione per la costituzione di un esercito nazionale su
modello svizzero, perch quando cerc di farlo rimase impigliato nei tra
nelli della procedura. Il discorso di Liebknecht colpiva spietatamente
tutti i punti deboli della rivoluzione dallalto, e il tremendo fracasso che
i falsi patrioti delle classi dominanti fecero contro loratore, onor dop
piamente il suo coraggio. Ma una critica chiara ed esatta non vuole an
cora dire una critica giusta in tutti i punti. Se Liebknecht prevedeva che
Bismarck avrebbe dovuto misurarsi con Bonaparte e che la sorte della
confederazione settentrionale sarebbe stata decisa dalla bilancia della
guerra, Schweitzer vedeva ancora pi lontano, prevedendo che questa bi
lancia si sarebbe abbassata a favore di Bismarck, dato il complesso della
situazione storica.
Schweitzer chiese la parola dopo il discorso di Liebknecht per sotto-
lineare che cosa lo divideva da quest ultimo. Allora esisteva ancora la
lista degli oratori, nella quale Schweitzer si fece iscrivere contro il pro
getto di legge. Quando poi fu presentata la proposta di chiudere la di
scussione, prima di votarla fu letta la lista degli oratori e risult che
Schweitzer era il nono degli oratori iscritti a parlare contro la legge,
mentre in favore della legge erano iscritti soltanto due oratori. Allora
Schweitzer, per poter prendere la parola, si fece passare dalla parte
degli oratori che volevano parlare in favore della legge; una prassi
parlamentare diffusissima, finch esistette la lista degli oratori, quando
si trattava di fare una bretfe precisazione o dichiarazione, che non toc
cava largomento vero e prprio della discussione. O ggi non varrebbe
la pena fare il minimo accenno a questo episodio, del tutto insigni
ficante, se esso non avesse costituito da sempre una delle prove prin
cipali del preteso tradimento di Schweitzer. Egli aveva parlato a favore
del militarismo prussiano, infatti la lista ufficiale degli oratori del
Reichstag ne dava la prova documentata.
In realt Schweitzer non ha parlato n votato a favore della legge
confederale sul servizio militare obbligatorio. Egli fece soltanto una breve
dichiaraz'one, della quale poteva a buon diritto dire che la faceva a nome
delle migliaia di operai che lo avevano eletto loro capo: una dichiara
zione nel senso che era daccordo con Liebknecht nell opporsi alla situa-

971
zione interna della confederazione settentrionale, ma non nellaspira
zione a distruggere questa stessa confederazione. Sottoline in particolare
che lui e gli operai della sua tendenza di fronte agli stranieri stavano
dalla parte della Prussia. Se a questo proposito adoper la pericolosa
espressione di non voler denigrare quelle qualit della Prussia che nel
lanno precedente un mondo ostile aveva riconosciuto con ammirazione,
questa esagerazione era stata provocata dallesagerazione di Liebknecht,
che aveva detto che la confederazione settentrionale allestero era ancora
pi disprezzata del Bundestag di felice memoria. Oggi che ormai questi
contrasti appartengono alla storia, sarebbe iniquo cavillare sulle parole
delluno o dellaltro. Tuttavia lopinione di Liebknecht, secondo cui chiun
que insieme con Schweitzer riconoscesse lopera della politica del sangue
e del ferro era separato dalla socialdemocrazia da un grande e incolma
bile abisso, era esatta soltanto nel senso che allora esisteva realmente
nel proletariato cosciente un grande ma non incolmabile abisso. Esso sa
rebbe stato colmato prima del volgere di un decennio.
In fondo, il nuovo dissidio fra Liebknecht e Schweitzer risaliva alle
loro vecchie divergenze. 11 discorso di Liebknecht era una manifestazione
puramente propagandistica. Quando, allepoca del conflitto, i radicali de
mocratici andavano in visibilio per un esercito popolare di tipo svizzero,
Engels scrisse sprezzantemente : Cosi come la si rappresenta, questa
cosa oggi impossibile per un paese di diciotto milioni di abitanti e
con confini cosi esposti, ed anche in unaltra situazione non sarebbe pos
sibile in questo modo '. Certo anhe Liebknecht lo sapeva assai bene,
ma a lui importava soltanto fare la propaganda agli ideali democratici.
Invece Schweitzer era dellopinione che un partito operaio politico do
veva fare una politica pratica, una politica pratica naturalmente non nel
senso di un qualche opportunismo borghese, bens partendo dal terreno
dei principi proletari. Egli vot contro la legge sullesercito ma non
credette di dover puntare su di essa, per ottenere qualcosa per la classe
operaia, bens su di unaltra questione.
Il centro di gravit del Reichstag tedesco-settentrionale non era nel
campo militare bens in quello economico. Questo debole parlamento non
poteva mutar niente al fatto che le istituzioni militari della Prussia erano
state estese allo Stato medio della Sassonia e alle poche decine di piccoli1

1 F. En g e l s , Die preussische Mililarfrage und die deutsche Arbeiterpartei,


Amburgo 1865, p. 21.

972
Stati che appartenevano alla confederazione. Esso aveva bens da dire
la sua nella legislazione economica, che in una certa misura doveva fare
piazza pulita del ciarpame feudale corporativo. La soddisfazione dei suoi
interessi materiali era il prezzo per il quale la borghesia aveva venduto
a Bismarck i suoi ideali politici, prezzo che Bismarck doveva e voleva
pagare. Attraversare immediatamente la strada con le rivendicazioni pi
urgenti della classe operaia alla borghesia, che spianava il terreno sul
quale pensava di sfruttare tanto pi a fondo il proletariato: questa
era secondo Schweitzer la politica pratica che i deputati socialdemocra
tici avrebbero dovuto fare nel Reichstag della Germania settentrionale.
Quando furono abolite le leggi sullusura, Schweitzer present una
proposta per la quale, secondo il modello della legislazione inglese, lusu
ra doveva essere proibita per prestiti inferiori a 100 talleri, e motiv
la sua proposta con un discorso eccellente, che per la prima volta svi
luppava in un parlamento tedesco alcune delle idee basilari del comu
nismo scientifico. Con non minore bravura egli difese una proposta del
partito progressista per labolizione del divieto di coalizione. Tuttavia
il suo principale lavoro parlamentare, in quella breve sessione, fu una
legge per la protezione del lavoro contro il capitale. Il progetto
constava di 47 paragrafi, che in parte compendiavano ci che la legisla
zione prussiana aveva gi stabilito sul divieto del lavoro infantile e del
sistema dei compensi in natura; essi contenevano ancora: giornata lavo
rativa di dieci ore per tutti gli operai adulti, insediamento di ispettori di
fabbrica con larghi ed adeguati poteri e, infine, commissioni parla
mentari permanenti per elevare e consolidare le condizioni degli operai
della citt e della campagna nel territorio della confederazione tedesca
settentrionale . La legge doveva estendersi a tutte le imprese che oc
cupavano almeno dieci salariati, e non solo alle fabbriche in senso
stretto ma anche alle propriet terriere, ai cantieri navali, alle ferrovie,
alle navi a vapore e infine anche allindustria a domicilio. Sulla base
delle esperienze della legislazione di fabbrica inglese, Schweitzer pose
laccento principale sullistituzione di unefficace sorveglianza nelle fab
briche con cui si sarebbe ottenuto molto di pi che con i divieti
e le minacce di punizioni, che sulla carta paziente della raccolta legi
slativa conducevano unesistenza contemplativa. Taluni deputati pro
gressisti, cui Schweitzer present il suo progetto, dichiararono con supe
riorit che non valeva niente e che avrebbero presentato emendamenti
ancora pi efficaci, al che Schweitzer, che conosceva bene i suoi polli,
rispose seccamente: mi farete un piacere.

973
Innanzi tutto egli cerc le quindici firme di cui aveva bisogno pei
presentare il suo progetto presso i deputati che erano stati eletti dagli
operai. Tuttavia Frsterling e Reincke si rifiutarono, mentre Liebknecht
dich ar per s e per i suoi compagni pi vicini che non poteva sotto
scrivere una proposta tendente a sostenere la confederazione con im
portanti istituzioni. Allora Schweitzer si rivolse ai sapientoni del partito
progressista che lo avevano criticato; questi promisero le loro firme, ma
il giorno dopo ritirarono subito il loro consenso in base a una deci
sione della frazione. I conservatori si dimostrarono pi accondiscen
denti, ma solo a condizione che fossero esclusi gli operai agricoli, il
che naturalmente Schweitzer non accett. Alla fine con fatica indicibile
Schweitzer ottenne che i progressisti, i nazionalliberali e i conservatori
si impegnassero a fare alzare cinque deputati nel caso che il presidente
ponesse la questione dellappoggio. 11 presidente Simson, un borghese
integrale che dette sempre prova della pi vergognosa parzialit contro
i rappresentanti parlamentari del proletariato, dichiar invece che ci non
gli bastava e che voleva vedere quindici firme. E allora nuovi tentativi
di Schweitzer, nuove fughe dei partiti, nuova caparbiet del presidente,
finch alla chiusura di quella breve sessione quei patrioti paurosi respi
rarono di sollievo.
Liebknecht ed altri hanno pi tardi rimproverato Schweitzer di
aver voluto con questo progetto mettere il movimento operaio nelle
mani di Bismarck e quindi di essere d'accordo con Wagener. Il progetto
invece era basato completamente sulla legislazione di fabbrica inglese
e non conteneva niente che pi tardi non fosse ripetuto allo stesso modo
nei progetti socialdemocratici per la protezione degli operai. Quanto
a Bismarck, egli era allora come sempre uno dei piu ostinati avversari
di qualsiasi protezione legale degli operai e il nuovo Bundesrat, la rap
presentanza dei governi, non si cur minimamente del progetto di
Schweitzer ed anzi per il momento lasci cadere anche la proposta del
partito progressista, gi accettata dal Reichstag, di abolire il divieto di
coalizione. vero, ed egli stesso lo ha riferito subito con tutti i par
ticolari sul Social-Demokrat, che Schweitzer ha trattato come con i pro
gressisti e i nazionalliberali cosi anche con i conservatori per la que
stione dellappoggio; ed anche abbastanza verosimile che in questa oc
casione abbia parlato con Wagener, ma prefer rinunciare allappoggio
conservatore, perch lo poteva comprare soltanto con una concessione
contraria ai principi, e cosi non si vede di che cosa lo si debba rim
proverare.

974
Schweitzer aveva agito semplicemente secondo il punto di vista enun-
i iato l'anno precedente dal congresso dellInternazionale a Ginevra,
piando fu detto che le leggi per la protezione degli operai non conso
lidavano il governo bens lo trasformavano in uno strumento della classe
operaia.

975
L opera principale del comunismo scientifico

Lanno 1867 fa epoca nella storia della socialdemocrazia tedesca anche


perch vide la pubblicazione del primo volume, per lungo tempo anche
lunico, della grande opera con la quale Marx port a classica com
piutezza la sua critica delleconomia politica1. Descrivendo il processo di
produzione del capitale, Marx conquist la cima dalla quale lintero pa
norama dei moderni rapporti sociali poteva essere dominato con chia
rezza, cosi come di fronte allo scalatore che salito sulla cima pi alta
stanno le catene montane pi basse.
Nella prima sezione della sua nuova opera, Marx riassumeva ancora
una volta ci che aveva esposto nella sua opera del 1859 sulla merce
e il denaro2. La sua descrizione era questa volta incomparabilmente pi
ricca in una cornice che abbracciava il mondo intero e in un quadro
pieno di sfumature finissime. Poche cose nella letteratura universale
possono essere paragonate per maestria letteraria a questi capitoli. La
loro famigerata difficolt vale soltanto per il lettore cui manca la scuola
della dialettica; con un serio sforzo ad ogni sano intelletto si dischiude
questa fonte di conoscenza che scaturisce dalla profondit del processo del
divenire umano, una fonte cosi chiara e pura che sul suo fondo si pu
contare ogni granellino di sabbia.
Marx passava poi ad indagare in che modo il denaro si trasforma
in capitale. Se nella circolazione mercantile valori uguali si scambiano

1 Si tratta, com noto, del primo volume del Capitale; per la traduzione
italiana si veda quella, qui utilizzata, degli Editori Riuniti, che comprende,
in otto tomi, tutti e tre i volumi del Capitale (Roma 1970').
Cio nell opera Per la critica delleconomia politica, trad. italiana, Editori
Riuniti, Roma 1969J.

976
reciprocamente, come pu il possessore di denaro comprare merci al loro
valore e venderle al loro valore e tuttavia trarne pi valore di quello
che vi ha investito? Egli pu far questo, perch nelle attuali condizioni
sociali sul mercato delle merci si trova una merce con caratteristiche cosi
singolari che il suo consumo una fonte di nuovo valore. Questa merce
: la forza-lavoro. In questo modo Marx risolveva lenigma a causa del
quale leconomia classica era fallita, e attorno al quale il socialismo pic
colo-borghese si era inutilmente tormentato, in questo modo egli stabi
liva la differenza fra il salario del lavoro e il prodotto del lavoro, che
sembrava contraddire in maniera cosi stridente la legge capitalistica del
valore.
La forza-lavoro esiste nella forma delloperaio vivente, che, per la
sua esistenza come pure per mantenere la propria famiglia, la quale
assicura la continuazione della forza-lavoro anche dopo la sua morte,
ha bisogno di una determinata somma di mezzi di sussistenza. Il tempo
di lavoro necessario per procacciare questi mezzi di sussistenza rappre
senta il valore della forza-lavoro. Questo valore pagato con il salario
per di gran lunga minore del valore che il compratore della forza-
lavoro pu spremere da essa. Il pluslavoro delloperaio oltre il tempo
necessario a fornire il suo salario la fonte del plusvalore, dellaumento
sempre crescente del capitale. Il lavoro non pagato delloperaio mantiene
tutti i membri della societ che non lavorano; con esso vengono pagate
le rendite fondiarie dei proprietari terrieri, i profitti dei capitalisti, le
tasse statali e comunali, su di esso fondata lintera societ nella quale
viviamo.
Certo, il lavoro non pagato, non , in s, una caratteristica della so
ciet borghese moderna. D a quando esistono classi possidenti e classi
nullatenenti, la classe nullatenente ha sempre dovuto fornire lavoro non
pagato. Finch una parte della societ possiede il monopolio dei mezzi
di produzione, loperaio, libero o non libero, deve aggiungere al tempo
di lavoro necessario per la sua conservazione tempo di lavoro eccedente
per produrre i mezzi di sussistenza per i proprietari dei mezzi di pro
duzione. Il lavoro salariato soltanto una forma storica particolare del
sistema del lavoro non pagato, che domina da quando esiste la divisione
in classi, una particolare forma storica che deve essere indagata come
tale per essere rettamente intesa.
Per trasformare il denaro in capitale, il proprietario del denaro deve
trovare loperaio libero sul mercato delle merci, libero nel duplice senso
che egli espone, in quanto persona libera, della sua forza-lavoro come

977
merce sua e che egli non ha da / enc^ere a'tre merci, che privo e libero
di tutte le cose necessarie per rea^zzare *a sua forza-lavoro. Non si tratta
di una condizione risultante dall^ s10113 naturale, perch la natura non
produce da una parte proprietari ^ ^anar o di merci e dallaltra sem
plici possessori della propria foi? a"lavoro. Non neppure un rapporto
sociale comune a tutti i period1 ^e^a stor*a> bens il risultato di un
lungo sviluppo storico, il prod/110 molteplici rivolgimenti econo
mici, del tramonto di tutta una serle P' antiche formazioni della
produzione sociale.
La circolazione delle merci ^ Punt di approdo del capitale. Pro
duzione mercantile, circolazione merc* e circolazione sviluppata
delle merci, commercio costituisti110 1 Presupposri storici nei quali esso
nasce. Dalla creazione del conni/1010 moderno e de] mercato mondiale
nel sedicesimo secolo data la storla ^6^a vita moderna del capitale.
Lillusione degli economisti volgi*11 secondo * quali ci sarebbe stata una
volta una lite laboriosa che accumulava la ricchezza e una massa di
straccioni fannulloni che infine non ebbero altro da vendere se non
la loro pelle, una sciocca puei'^'ta altrettanto sciocca quanto la pe
nombra nella quale gli storici btfrf ^ 6S1 raPPresentano esclusivamente la
dissoluzione del modo di produi10116 f id a l e come emancipazione del
loperaio, invece di rappresentarlain Par temP come trasformazione del
modo di sfruttamento da feudaleln capitalistico. Quando gli operai ces
sarono di appartenere immediati 16016 31 mezz* di produzione, come
schiavi e servi della gleba, i me!21 ^ Pr0(bizione cessarono di apparte
nere loro, come avveniva con il contadino, con l'artigiano indipendente.
Mediante una serie di metodi vi^entl e cru<deli, che Marx descrive am
piamente nel capitolo suiraccurfu^azi0ne originaria desumendoli dalla
storia inglese, la grande massa ^ P0P1 fu privata della terra, dei
mezzi di sussistenza e degli strui161111 ^avoro- Cosi nacquero gli ope
rai liberi di cui il modo di pro^uzione capitalistico ha bisogno. Il ca
pitale venuto al mondo g ra n d /16 sanSue e fango dalla testa ai piedi,
da tutti i pori. Non appena p6 refflers* da s, esso mantenne non
soltanto la divisione tra lopera0 6 *a propriet sulle condizioni di
realizzazione del lavoro, bens 1 riprodusse su scaia sempre crescente.
Il lavoro salariato diverso ^al t*P* precedenti di lavoro non pa
gato per il fatto che il movimi1110 ^ caP*tale smisurato e la sua
fame di pluslavoro insaziabili ^ e^ 6 formazioni economiche della
societ dove prevale non il vaio!2 ^ scambio bens il valore duso di
prodotto, il pluslavoro limitato1^3 una cercbia pi o meno ampia di

978
bisogni, ma dal carattere della produzione non nasce il bisogno illimitato
di pluslavoro. Altrimenti stanno le cose dove prevale il valore di scam
bio. Come produttore della laboriosit altrui, come spremitore di plusla
voro e sfruttatore di forza-lavoro, il capitale sopravanza per energia,
smoderatezza ed efficacia le cime raggiunte da tutti i precedenti processi
di produzione, basati direttamente sul lavoro coatto. A d esso non im
porta il processo del lavoro, la produzione di valori duso, bens il pro
cesso di valorizzazione, la produzione di valori di scambio dai quali pu
spremere pi valore d i quanto ve ne ha immesso. La fame di plusvalore
non conosce saziet, la produzione di valori di scambio non ha il limite
che posto alla produzione dei valori d'uso con la soddisfazione dei
bisogni.
! Come la merce unit di valore di scambio e di valore d uso, cosi
il processo di produzione della merce unit del processo di formazione
del lavoro e del valore. Il processo di formazione del valore dura fino
al punto in cui il valore pagato con il salario alla forza-lavoro so
stituito da un valore equivalente. Da questo punto in poi esso diventa
processo di produzione del plusvalore, processo di valorizzazione. Come
unit di processo di lavoro e di valorizzazione esso diventa processo di
produzione capitalistico, forma capitalistica della produzione mercantile.
N el processo di lavoro la forza-lavoro e i mezzi di produzione colla-
borano; nel processo di valorizzazione gli stessi elementi che costitui
scono il capitale si presentano come capitale costante e capitale variabile.
Il capitale costante si converte in mezzi di produzione, materia prima,
materiali ausiliari e mezzi di lavoro e non cambia la sua quantit di
valore durante il processo di produzione. Il capitale variabile si trasforma
in forza-lavoro e muta il suo valore nel processo di produzione; esso
riproduce il suo valore e in pi uneccedenza, il plusvalore, che a ma
volta pu cambiare, essere maggiore o minore. Cosi Marx si apre una
chiara strada per indagare sul plusvalore, del quale egli trova due forme,
il plusvalore assoluto e quello relativo, che hanno avuto una funzione
diversa ma ambedue decisiva nella storia del modo di produzione ca
pitalistico.
Il plusvalore assoluto prodotto in quanto il capitalista estende la
giornata lavorativa oltre il tempo necessario per la riproduzione della
forza-lavoro. Se le cose andassero secondo i suoi desideri la giornata la
vorativa sarebbe di 24 ore, poich quanto pi lunga essa tanto Plu
plusvalore essa produce. Allinverso loperaio ha la giusta sensazione che
ogni ora di lavoro che fornisce oltre la compensazione del proprio salario

979
gli viene sottratta ingiustamente; egli deve provare sul suo stesso corpo
che cosa vuol dire lavorare troppo a lungo. La lotta per la durata della
giornata lavorativa in corso dal primo presentarsi nella storia di ope
rai liberi sino ad oggi. Il capitalista combatte per il suo profitto e la
concorrenza lo costringe, non importa se personalmente un gentiluomo
o un mascalzone, a protrarre la giornata lavorativa sino allestremo limite
delle forze umane. Loperaio combatte per la sua salute, per qualche ora
di riposo quotidiano, per potere vivere da uomo oltre che lavorando,
mangiando e dormendo. Marx descrive in maniera efficacissima il mezzo
secolo di guerra civile che la classe dei capitalisti e la classe operaia hanno
combattuto in Inghilterra per la giornata lavorativa, dalla nascita della
grande industria, che spinse i capitalisti ad abbattere ogni barriera che
la natura e la morale, let e il sesso, il giorno e la notte opponevano
allo sfruttamento del proletariato, fino alla emanazione della legge delle
dieci ore, conquistata dalla classe operaia come una potentissima bar
riera sociale, che impedisce alla classe operaia di vendere se stessa e la
sua stirpe alla morte e alla schiavit mediante un contratto volontario con
il capitale.
Il plusvalore relativo viene prodotto in quanto il tempo di lavoro
necessario alla riproduzione della forza-lavoro abbreviato in favore del
pluslavoro. Il valore della forza-lavoro viene abbassato aumentando la
forza produttiva del lavoro in quei settori dellindustria i cui prodotti
determinano il valore della forza-lavoro. A questo scopo necessario
un continuo rivoluzionamento del modo di produzione, delle condizioni
tecniche e sociali del processo lavorativo. Le considerazioni storiche, eco
nomiche, tecnologiche e psicologico-sociali che Marx fa a questo pro
posito in una serie di capitoli che trattano la cooperazione, la divisione
del lavoro e la manifattura, le macchine e la grande industria, appar
tengono a ci che di pi notevole egli abbia mai scritto. Persino uno
dei suoi biografi borghesi ironizza sul fatto che i manuali accademici
di economia politica invece di attingere a questa ricca minie. t di scienza
continuano a ripetere superficialmente ci che Adam Smith ha detto pi
di cento anni fa sulla divisione del lavoro. Tuttavia bisogna dire a loro
discolpa che pi facile strappare ad Ercole la sua clava che un pen
siero ad un rivoluzionario come Marx e versarlo senzaltro nella man
giatoia delle universit.
Marx mostra non soltanto che le macchine e la grande industria
hanno creato una miseria pi spaventosa di qualsiasi altro precedente
modo di produzione, ma mostra anche che, rivoluzionando continua

980
mente la societ capitalistica, esse preparano una forma superiore di so-
( ict. La legislazione sulle fabbriche la prima reazione cosciente e
pianificata della societ alle forme spontanee del suo processo di pro
duzione. Regolando il lavoro nelle fabbriche e nelle manifatture, essa
dapprima si presema soltanto come uningerenza nei diritti di sfrutta
mento del capitale. Ma la forza dei fatti la costringe ben presto a re
golare anche il lavoro a domicilio e ad intervenire sullautorit dei ge
nitori, ma con ci anche a riconoscere che la grande industria dissolve,
col fondamento economico del vecchio sistema familiare e del lavoro
familiare che ad esso corrispondeva, anche gli stessi vecchi rapporti
familiari. Dunque, per quanto terribile e repellente appaia la dissolu
zione della vecchia famiglia entro il sistema capitalistico, cionondimeno
la grande industria crea il nuovo fondamento economico di una forma
superiore della famiglia e del rapporti fra i due sessi, con la parte
decisiva che essa assegna alle donne, agli adolescenti e ai bambini dambo
i sessi nei processi di produzione socialmente organizzati al di l della
sfera domestica. Naturalmente altrettanto sciocco ritenere assoluta la
forma cristiano-germanica della famiglia quanto ritenere assoluta la for
ma romana antica o la greca antica, oppure quella orientale che del resto
formano fra di loro una serie storica progressiva. altrettanto evidente
che la composizione del personale operaio combinato con individui
il'ambo i sessi e delle et pi differenti, bench nella sua forma spontanea
c brutale, cio capitalistica, dove loperaio esiste in funzione del processo
di produzione e non il processo di produzione per loperaio, sia pestifera
fonte di corruzione e di schiavit, non potr viceversa non rovesciarsi,
in circostanze corrispondenti, in fonte di sviluppo di qualit umane \
La macchina che degrada loperaio a suo mero accessorio, crea in pari
tempo la possibilit di aumentare la forza produttiva della societ ad
un grado tale che potr permettere uno sviluppo egualmente degno
delluomo per tutti i membri della societ, per cui tutte le forme sociali
precedenti erano troppo povere.
Dopo aver indagato la produzione del plusvalore assoluto e rela
tivo, Marx d la prima teoria razionale del salario che la storia del
leconomia politica conosca. Il prezzo di una merce il suo valore
espresso in denaro, e il salario il prezzo della forza-lavoro. N on il
lavoro si presenta sul mercato delle merci, bens loperaio che offre la sua1

1K . M a r x , Il Capitale, I, 2 p. 203.

981
forza-lavoro al migliore offerente, e il lavoro nasce soltanto attraverso il
consumo della merce forza-lavoro. Il lavoro la sostanza e la misura im
manente dei valori, ma esso stesso non ha alcun valore. Tuttavia nel
salario il lavoro sembra essere pagato, perch loperaio riceve il suo salario
soltanto dopo aver compiuto il lavoro. La forma del salario dissolve qual
siasi traccia della divisione della giornata lavorativa in lavoro pagato c
non pagato. il contrario di ci che avviene con lo schiavo. Lo schiavo
sembra lavorare soltanto per il suo padrone anche in quella parte della
giornata lavorativa nella quale reintegra il valore dei suoi mezzi di sus
sistenza; tutto il suo lavoro appare come lavoro non pagato. Al contrario
nel salario persino il lavoro non pagato appare come pagato. L il rap
porto di propriet cela il lavorr per se stesso dello schiavo, qui il rap
porto monetario cela il lavoro gratuito del salariato. Si comprende perci,
dice Marx, limportanza decisiva della trasformazione del valore e del
prezzo della forza-lavoro nella forma del salario, ovvero nel valore e nel
prezzo del lavoro stesso. Su questa forma fenomenica, che rende invi
sibile il rapporto reale e mostra proprio il suo opposto, si fondano tutte
le rappresentazioni giuridiche delloperaio come del capitalista, tutte le
mistificazioni del modo di produzione capitalistico, tutte le sue illusioni
sulla libert, tutte le fandonie apologetiche delleconomia volgare.
Le due forme fondamentali del salario sono il salario a tempo e il
salario a cottimo. Sulla base delle leggi del salario a tempo, Marx di
mostra in particolare la vacuit interessata delle frasi con cui insaziabili
sfruttatori, primo fra tutti il bravo Bismarck, son soliti opporsi alla li
mitazione legale della giornata lavorativa: quelle frasi secondo cui il
salario con una tale limitazione verrebbe abbassato. vero proprio
lopposto. Un accorciamento momentaneo della giornata lavorativa fa ab
bassare il salario, ma una riduzione durevole lo eleva; quanto pi lunga
la giornata lavorativa, tanto piti basso il salario.
Il salario a cottimo non altro che una forma trasformata del sa
lario a tempo; la forma di salario che meglio corrisponde al modo
di produzione capitalistico. Si estese particolarmente durante il periodo
vero e proprio della manifattura, e servi nel periodo pi tumultuoso
della grande industria inglese come leva per prolungare la giornata la
vorativa e diminuire il salario. Il salario a cottimo molto vantaggioso
per i capitalisti, poich rende in gran parte superfluo il controllo sul
lavoro, e per di pi offre i pretesti pi vari per trattenute sui salari e
simili soperchierie. Per gli operai invece esso presenta grandi svantaggi :
esaurimento per il sopralavoro, che dovrebbe aumentare il salario mentre

982
in realt tende a farlo cadere, acuita concorrenza fra gli operai e in
debolimento della loro solidariet, infiltrazioni di parassiti tra i capi
talisti e gli operai, di mediatori che distolgono Una porzione sostanziosa
al salario pagato e altro ancora.
Il rapporto di plusvalore e salario fa si che il modo di produzione
capitalistico non soltanto riproduce costantemente il capitale al capi
talista, ma riproduce anche la miseria degli operai: da una parte i
capitalisti, che sono i proprietari di tutti i mezzi di sussistenza, di tutte
le materie prime e di tutti gli strumenti di lavoro, e dallaltra la grande
massa degli operai, che costretta a vendere la sua forza lavoro ai ca
pitalisti per una certa quantit di mezzi di sussistenza, che nel migliore
dei casi basta soltanto a mantenerli in condizioni di poter lavorare ed
allevare una nuova generazione di proletari in grado di lavorare. Ma
il capitale non si riproduce soltanto, esso si ingrandisce ed aumenta co
stantemente; al processo di accumulazione Marx dedica l'ultima se
gone della sua esposizione del processo di produzione del capitale.
Non soltanto il plusvalore nasce dal capitale, ma anche il capitale
dal plusvalore. Una parte del plusvalore prodotto annualmente viene
consumata come rendita dalle classi possidenti, fra le quali suddivisa:
unaltra parte per viene accumulata come capitale. Il lavoro non pagato,
che stato spremuto alla classe operaia, serve adesso come mezzo per
spremerle sempre pi lavoro non pagato. Nella corrente della produ
zione, ogni capitale anticipato originariamente diventa in generale unt
grandezza che impercettibile a paragone del capitale accumulato diretta
mente, vale a d :re del plusvalore ritrasformato in capitale o plusprodotto
sia che funzioni in mano a chi l ha accumulato o in mano altrui, l a legge
della propriet privata fondata sulla produzione e sulla circolazione delle
merci si rovescia per la sua stessa inesorabile dialettica interna nel suo
diretto opposto. Le leggi della produzione mercantile sembravano fon
dare il diritto di propriet sul proprio lavoro. Possessori di merci con
eguali diritti erano luno di fronte allaltro, il mezzo per appropriarsi della
merce altrui era soltanto lalienazione della propria merce, e la propria
merce poteva essere prodotta soltanto con il lavoro. Adesso la propriet,
dalla parte del capitalista, si presenta come il diritto di appropriarsi
lavoro altrui non pagato o il suo prodotto, dalla parte delloperaio, come
limpossibil't di appropriarsi il proprio prodotto.
Quando i proletari moderni cominciarono a capire questo stato di
cose, quando il proletariato urbano di Lione suon la campana dallarme
e il proletariato delle campagne inglesi fece spiccare il volo al gallo

983
rosso , gli economisti volgari escogitarono la teoria dellastinenza ,
secondo cui il capitale esiste per l' astinenza volontaria dei capitalisti,
una teoria che Marx flagella senza misericordia, come gi aveva fatto
Lassalle nel Bastiat-Schulze. M a ci che realmente contribuisce allaccu
mulazione del capitale l astinenza imposta agli operai, il forzato
abbassamento del salario sotto il valore della forza-lavoro allo scopo
di trasformare parzialmente il fondo necessario di consumo degli operai
in un fondo di accumulazione del capitale. D i qui hanno la loro vera
origine lo scandalo sulla vita lussuosa degli operai, le litanie senza
fine su quella bottiglia di spumante che i muratori berlinesi una volta
avrebbero bevuto, le facili ricette dei riformisti sociali cristiani e tutto
ci che in questo campo si trova nella polemica sofistica dei capitalisti.
La legge generale dellaccumulazione capitalistica questa. L incre
mento del capitale include lincremento della sua parte variabile, ovvero
trasformata in forza-lavoro. Se la composizione del capitale rimane
inalterata, una determinata massa di mezzi di produzione richiede sempre
la stessa massa di forza-lavoro per essere posta in movimento, cosi
evidentemente la domanda di lavoro e il fondo di sussistenza degli ope
rai aumentano relativamente insieme con il capitale, tanto pi rapida
mente quanto pi rapidamente cresce il capitale. Come la riproduzione
semplice riproduce continuamente lo stesso rapporto capitalistico, cosi
laccumulazione riproduce il rapporto capitalistico su scala allargata:
pi capitalisti ovvero pi grandi capitalisti a un polo, pi salariati al
laltro. Accumulazione del capitale quindi incremento del proletariato,
e nel caso esposto essa avviene nelle condizioni pi favorevoli per gli
operai. Dal loro crescente plusprodotto trasformato in misura sempre
crescente in nuovo capitale ritorna loro una parte maggiore nella for'ia
di mezzi di pagamento, sicch essi possono allargare la cerchia dei loro
consumi, aumentare il loro fondo di consumo per vestiti, mobili ecc.
Tuttavia il rapporto di dipendenza e di sfruttamento nel quale essi si
trovano non affatto toccato, n pi n meno di quanto uno schiavo ben
vestito e ben nutrito cessi di essere uno schiavo. Essi debbono pur sempre
fornire una determinata quantit di lavoro non pagato che pu dimi
nuire certo, ma mai fino al punto in cui il carattere capitalistico del
processo di produzione possa essere messo seriamente in pericolo. Se i
salari aescono oltre questo punto, si spunta il pungolo del profitto e
laccumulazione del capitale rallenta, finch i salari non sono caduti
nuovamente ad un livello corrispondente ai suoi bisogni di valoriz
zazione.

984
Tuttavia soltanto se nellaccumulazione del capitale il rapporto fra
la sua componente costante e quella variabile non muta, la catena doro
che il salariato forgia a se stesso si allenta e si alleggerisce. In realt
per con il progresso dellaccumulazione si produce una grande rivolu
zione nella composizione organica, come Marx la chiama, del capitale.
11 capitale costante cresce a spese del capitale variabile, la crescente pro
duttivit del lavoro fa si che la massa dei mezzi di produzione aumenti
in modo relativamente pi rapido della massa della forza-lavoro in essi
incorporata, che la domanda di lavoro non aumenti uniformemente con
l accumulazione del capitale bens relativamente diminuisca. Lo stesso
effetto in forma diversa ha la concentrazione del capitale che, indipen
dentemente dalla sua accumulazione, avviene per il fatto che le leggi
della lotta di concorrenza capitalistica portano allinghiottimento del pic
colo capitale da parte del grande capitale. Mentre il capitale addizionale
formatosi nel processo dellaccumulazione attrae in rapporto alla sua
grandezza sempre meno operai, il vecchio capitale riprodotto nella nuova
composizione respinge sempre pi operai che un tempo occupava. Cosi
nasce un esercito di riserva industriale relativo, vale a dire una popo
lazione operaia eccedente i bisogni di valorizzazione del capitale, che
in epoche di affari cattivi o mediocri pagata d di sotto della sua
forza-lavoro ed occupata irregolarmente ovvero affidata alla carit
pubblica, ma in tutte le circostanze serve a paralizzare la forza di re
sistenza degli operai occupati e a tenere bassi i loro salari.
Se lesercito di riserva industriale il prodotto necessario dellac
cumulazione e dello sviluppo della ricchezza su base capitalistica, esso
diventa allinverso una leva per laccumulazione capitalistica, anzi una
condizione per lesistenza del modo di produzione capitalistico. Con lac
cumulazione e il parallelo sviluppo della forza produttiva del lavoro
aumenta la forza di espansione improvvisa del capitale, che ha bisogno
di grandi masse umane per gettarle, improvvisamente e senza interrom
pere la scala produttiva, in altre sfere, su nuovi mercati, o in nuovi settori
della produzione. Il ciclo vitale caratteristico dellindustria moderna, la
forma di un ciclo decennale interrotto da piccole oscillazioni, da periodi
di media vitalit, di produzione a tutto regime, di crisi e ristagno, si
basa sulla formazione costante, sullassorbimento maggiore o minore e
sul riformarsi dellesercito industriale di riserva. Quanto pi grande la
ricchezza sociale, il capitale in funzione, il volume e lenergia del suo
incremento, quindi anche la grandezza assoluta della popolazione operaia
e la forza produttiva del suo lavoro, tanto pi grande la sovrappopola-

985
zione relativa o esercito industriale di riserva. Esso aumenta in pro
porzione geometrica rispetto alla ricchezza.
Quanto pi grande per lesercito industriale di riserva rispetto
allesercito degli operai attivi, tanto pi estesi sono gli strati operai la
cui miseria in rapporto inverso con le tribolazioni del loro lavoro.
f Quanto pi grande infine lo strato di sottoproletari nella classe operaia
e lesercito industriale di riserva, tanto pi grande il pauperismo
ufficiale. Questa la legge generale assoluta dellaccumulazione capi
talistica.
Da essa deriva anche la sua tendenza storica. D i pari passo con
laccumulazione e la concentrazione del capitale si sviluppa su scala
sempre pi estesa la forma cooperativa del processo del lavoro, la con
sapevole applicazione tecnologica della scienza, lo sfruttamento pianificato
comune della terra, la trasformazione degli strumenti di lavoro in stru
menti adoperabili soltanto in comune, e cosi pure leconomizzazione di
tutti gli strumenti di produzione con il loro impiego come mezzi di
produzione comuni del lavoro sociale combinato. Con il numero in co
stante diminuzione dei magnati dei capitale che usurpano e monopoliz
zano tutti i vantaggi di questo processo di trasformazione aumenta la
massa della miseria, dell'oppressione, dellasservimento, della degrada
zione, dello sfruttamento, ma aumenta anche la ribellione della classe
operaia sempre pi numerosa e addestrata, unita ed organizzata dal
meccanismo del processo stesso della produzione capitalistica. Il mono
polio capitalistico diventa una catena per il modo di produzione che
con esso e sotto di esso si affermato. La concentrazione dei mezzi di
produzione e la socializzazione del lavoro raggiungono un punto tale
nel quale esse diventano inconciliabili con il loro rivestimento capitali
stico. Lora della propriet privata capitalistica suonata, gli espropria-
tori vengono espropriati. La propriet individuale fondata sul lavoro
personale viene ristabilita ma sulla base delle conquiste dellera capitali
stica: come cooperazione di liberi operai e come loro propriet comune
sulla terra e sui mezzi di produzione prodotti dal lavoro stesso. N atu
ralmente la trasformazione della propriet capitalistica, di fatto gi basata
su un esercizio produttivo sociale, in propriet sociale ben lontana
dallessere lunga, dura e difficile, come lo fu la trasformazione della
propriet dispersa e basata sul lavoro personale degli individui in pro
priet capitalistica. Qui si trattava della espropriazione della massa del
popolo da parte di pochi usurpatori, l si tratter della espropriazione
di pochi usurpatori da parte della massa del popolo.

986
Naturalmente impossibile nello spazio di poche pagine dare unidea
approssimativa della ricchezza di idee e di dati contenuti nel primo vo
lume del Capitale. Ci che in un riassunto di questo tipo sembra una
affermazione pi o meno non dimostrata edificato nel libro pietra su
pietra, senza calce e senza cemento, e trova la sua connessione nella
forza incisiva della logica e in quella concreta dei fatti. Nella abbon
danza di tesori intellettuali che sono sparsi in tutta lopera quasi con
mano prodiga, esso porta il sigillo pi autentico del genio: il lettore
ha sempre la sensazione che lautore pi grande della sua opera.
Marx criticando leconomia politica la port a compimento. Egli
edific sulle basi che Adam Smith e Ricardo avevano gettato, prosegui
l'indagine sul modo capitalistico di produzione, l dove quei pensatori
indipendenti lavevano interrotta, o meglio lavevano dovuta interrom
pere, perch il gioco delle sue leggi immanenti non si era cosi ampia
mente sviluppato da potere essere conosciuto sino in fondo. I successori
borghesi degli economisti classici avevano fatto la via inversa; quanto
pi il modo di produzione capitalistico rivelava il suo volto vero, e certo
non bello, tanto pi essi avevano rinunciato ad indagare e spiegare, e si
erano messi ad abbellire e a minimizzare, chiamando la loro opera pro
gresso della scienza . Quando fu pubblicato il libro di Marx, essi ten
tarono dapprima di applicare il sistema preferito della congiura del
silenzio e quando ci non fu piu possibile levarono alti lai sulla
tendenziosit antiscientifica. Estremamente caratteristica a questo pro
posito una critica cui il primo volume del capitale fu sottoposto sulla
Augsburger Al/gemeine Zeitung otto anni dopo la sua pubblicazione e
non da un qualunque manchesteriano, bens, come risulta dal contenuto,
da uno che apparteneva alla scuola storica.
Quel bravuomo spiegava che chi avesse voluto penetrare lessenza del
capitale avrebbe dovuto accingersi ad indagare scientificamente la storia
reale del capitale, ma per far questo gli sarebbe occorsa la forza di un
gigante e la pazienza di un nano. Chi avesse voluto parlare dellin
giustizia dellattuale distribuzione dei beni avrebbe dovuto indagare i
fatti degli attuali guadagni e salari, della propriet, del suo incremento
e del suo tramonto. Soltanto cosi si sarebbe potuto dimostrare qualche
cosa a lettori competenti. A questo punto ci si potrebbe aspettare la
conclusione che Marx aveva risposto a tutti questi requisiti. Ma no!
Marx si pone coscientemente e di proposito, ignorando sprezzantemente
ogni ulteriore progresso della scienza o meglio senza averne in realt
conoscenza, dal punto di vista delleconomia poltica inglese di cin-

987
quantanni fa. Egli si sforza di sviluppare ulteriormente e di completate
David Ricardo nella sua maniera astratta, quasi a voler completare
lultima parola non detta da costui. Con la presunzione tipica dellauto
didatta, si appiglia a presupposti che ritiene indiscutibili, ma che altri
da lungo tempo ritengono confutati. Ricardo e gli autori pi antichi
hanno il merito, che non deve essere contestato, di aver applicato e mi
gliorato la logica economica, ma ci accaduto da un bel pezzo ed ha
fatto il suo tempo. Chi oggi crede di promuovere la scienza tentando
di liquidare le questioni scottanti legate alla propriet capitalistica per
mezzo di quella vecchia logica si illude: ed ha dormito per tutta una
generazione di vita della scienza. L intera generazione nella quale
Marx avrebbe dormito era riempita da una parte dai sofismi con cui
Bastiat e i bastiatidi falsificavano le teorie di Adam Smith e di Ricardo;
dallaltra dalle evoluzioni dettate dalla paura con cui Roscher ed altret
tali maestri del metodo storico cercavano di eludere le scomode
conseguenze dell'economia classica.
Questo saggio, che in tutta la sua ottusit classico per dare unidea
della misura di comprensione con cui leconomia borghese ha saputo
parlare per anni e per decenni dellopera di Marx, pu bastare. Alla
lunga anchessa non pot sottrarsi alla sua influenza. Lo stesso sviluppo
delle cose conferm le conseguenze che Marx aveva tratto in modo anche
troppo eloquente perch questa dimostrazione non si imponesse anche
agli occhi dei miopi. Nessun economista borghese oggi osa pi ri
spolverare la robaccia fossile con cui ventanni fa da quella parte fu
salutato il primo volume del Capitale; si pu dire persino, senza esa
gerazione, che ogni lavoro concreto che leconomia borghese ancora riesce
a fare sta direttamente o indirettamente sotto linfluenza di questo libro.
Quando essa non ha voluto combattere il comunismo scientifico con delle
pagliuzze ma con armi un po pi solide ha dovuto tem- rare queste armi
al fuoco di quellopera. Cionostante non pu sottrarsi al suo destino,
cosi come le orde dei selvaggi non si sottraggono al loro destino anche
se alla fine cercano di difendere le loro condizioni sociali superate con le
armi della civilt.
Tuttavia anche la classe operaia aveva bisogno di essere educata dallo
sviluppo economico per cominciare ad assimilare lopera di Marx. La
causa di ci era quello stato di cose cui Marx stesso accenn nella pre
fazione dicendo che la Germania, come tutto il resto dellEuropa occi
dentale continentale, era tormentata non soltanto dallo sviluppo del modo
di produzione capitalistico ma anche dallassenza di quello sviluppo. La

988
lunga serie di miserie ereditate che nascevano dal vegetare di modi di
produzione antiquati e superati, con il loro seguito di condizioni poli
tiche e sociali arretrate, nascondeva ancora agli operai linterna con
nessione delle miserie moderne che lopera di Marx scopriva. Joahnn
Philipp Becker battezz quellopera bibbia della classe operaia , un
paragone teoricamente maldestro ma storicamente azzeccato. Essa in
fatti dapprima fu piti considerata con stupore che letta, pi ammirata
che compresa, pi interpretata con zelo ortodosso che con intelligenza
critica. Allora il rimprovero di fanatismo dogmatico aveva pi senso di
oggi, che il continuo progresso della grande industria tedesca spiega
ogni giorno con quanta esattezza Marx abbia riconosciuto la sostanza
esemplare della grande industria inglese e quanto poco la sua opera
sia dogmatica e quanto invece sia unopera storica.
U nopera storica che descrive un determinato periodo del processo
di evoluzine dellumanit non pu essere una fonte infallibile di sag
gezza per tutti i secoli, e nessuno era pi lontano di Marx da una tale
pretesa. D a trentanni a questa parte, il modo di produzione capitali
stico ha maturato taluni fenomeni che egli non ha conosciuto e previsto
in questa maniera; il corso caratteristico dellindustria moderna non
pi compreso nella forma di quel ciclo decennale di cui Marx parlava.
Finora, per, ogni deviazione nei fatti non ha che convalidato lesattezza
della tendenza che Marx vedeva dominare nel modo di produzione
capitalistico. Inutilmente si cerca di confutare limpoverimento che il
modo di produzione capitalistico procura alla classe operaia, citando i
progressi che questa classe fa pi che altrove l dove quel modo di pro
duzione sviluppato al massimo. Proprio questa la tendenza dellaccu
mulazione capitalistica dimostrata da M arx: che cio la grande industria
con la sua frusta dellasservimento e della fame addestra e istruisce
quanto pi a lungo tanto pi intensamente lesercito operaio che estir
per le sue radici capitalistiche. La famigerata saggezza che vorrebbe
togliere alla classe operaia il gusto della lotta di classe economica e
politica, cercando di far passare come un preteso frutto della grande in
dustria ci che a questa industria stato strappato in difficili lotte dalla
lotta di classe del proletariato, pu passare nel migliore dei casi come
una battuta dellumorismo macabro con cui il modo di produzione ca
pitalistico abbrevia le stazioni del calvario della sua inevitabile fine.
Se le cose buone hanno bisogno di molto tempo e se il primo vo
lume del Capitale soltanto a poco a poco diventa patrimonio spirituale
del proletariato tedesco, questo processo di assimilazione cominci su

989
bito dopo la sua pubblicazione. Schweitzer per primo recens questopera
sul Social-Demokrat, comprendendone pienamente il contenuto, in una
lunga serie di articoli che Marx dichiar assai notevoli. Poi sul Demo-
kratisches Wochenblatt, che Liebknecht pubblicava dagli inizi del 1868
come organo del Partito popolare sassone, apparve una presentazione
anonima che si protrasse per due numeri e che indubbiamente dovuta
ad Engels '. Il primo operaio tedesco cui spetta lonore di aver dominato
intellettualmente il capolavoro del comunismo scientifico fu Josef Dietz-
gen, un conciatore, che allora viveva a Pietroburgo, e di qui mand al
Demokratisches Wochenblatt una critica del Capitale, che in ogni riga
respirava lo spirito di quellopera poderosa.
Marx si rallegr al massimo di questo fatto; nel segno della com
prensione che il suo lavoro gigantesco trovava nella classe operaia stessa
egli vide il suo migliore salario . Egli era solito chiamare Dietzgen,
che un anno pi tardi in unopera sullessenza del lavoro mentale del
luomo svilupp autonomamente la concezione materialistica della sto
ria, il nostro filosofo . 1

1 Questa recensione di Engels pubblicata in appendice al primo volume


del Capitale, trad. cit-, I, 3. .

990
I sindacati tedeschi

Se la crisi del 1857 aveva dato il primo colpo, sia pure soltanto in-
illtetto, al risveglio del movimento operaio in Europa, la crisi del 1866
ebbe questo stesso effetto ma in modo assai piu forte e diretto. Grandi
Cric bancari di ditte inglesi portarono alla completa paralisi della spe
culazione. Mentre subentrava una generale stagnazione dei traffici, nu
merose fabbriche dovevamo limitare o cessare del tutto la loro produ-
rione; i salari caddero e la disoccupazione aument, mentre i prezzi dei
mezzi di sussistenza necessari alla classe operaia salirono notevolmente
< rapidamente a causa dei cattivi raccolti del 1866 e 1867.
Sotto questa pressione economica il movimento operaio in Europa
crebbe impetuosamente. Secondo il livello raggiunto nei singoli paesi,
fumana ribellione del proletariato contro quelle condizioni disumane as-
unse forme diverse. In Irlanda predomin il terrore dei Feniani e nel
l'elgio i minatori si ribellarono con una insurrezione per fame contro
I*1 tremenda miseria; questa rivolta fu domata dallo Stato modello della
borghesia con la polvere e il piombo. In Austria, dove la sconfitta del
1866 aveva portato ah governo la borghesia di lingua tedesca, si svi
lupp immediatamente una opposizione proletaria la cui forza interna
certo non era ancora nel giusto rapporto con le imponenti forme assun
te da essa allesterno.
N ei paesi in cui il movimento operaio era gi giunto ad un certo
livello, la resistenza contro i colpi spietati della crisi si manifest in
numerose cessazioni del lavoro; ci avvenne in stretto collegamento con
I Internazionale. Una conferenza dei delegati delle Trade Unions, riu
nitasi nel 1866 a Sheffield, esort nella maniera pi insistente que-
" f associazioni ad aderire all'Internazionale, il cui appoggio si era
"velato di grande utilit per gli scioperi dei meccanici, dei bron

991
zisti, dei sarti, dei canestrai e di altri mestieri avvenuti a Londra. In oc
casione di una serrata dei bronzisti parigini, nella primavera del 1867,
laiuto dellInternazionale garanti a questi operai la libert di coalizione
appena ottenuta, e cosi pure essa procur, nella primavera del 1868,
la vittoria agli operai edili di Ginevra quando entrarono in lotta con un
grande sciopero per l'aumento del salario e la riduzione della gior
nata lavorativa.
In Germania gli effetti della crisi economica furono fino ad un certo
punto impediti e celati dagli effetti della crisi politica, che lo stesso
anno 1866 aveva portato con s. La recente amicizia fra la borghesia te
desca e lassolutismo prussiano fu turbata per la prima volta da una lite
edificante sulla questione chi fosse responsabile della miseria che regna
va ovunque e che in certe regioni, come nella Prussia orientale, giun
geva sino alla fame nel senso pi terribile della parola. La stampa uffi
ciosa dichiar guerra mortale alla disgraziata dottrina economica della
borghesia liberale, accusandola di tutto il male; mentre i giornali li
berali affermarono con non minore enfasi che i governi con i loro eterni
armamenti e con il pericolo di guerra, in tal modo continuamente
alimentato, creavano la miseria generale paralizzando la produzione e i
traffici. G li organi della classe operaia dissero ai compari che litigavano
che ognuno di loro poteva battersi il petto, tuttavia questa volta tro
varono che la causa prossima della disoccupazione erano i governi. Sol
tanto il modo di produzione borghese, cosi spiegava il Social-Demokrat,
determina in generale i ristagni nella produzione che portano alla mise
ria delle masse, ma il governo il colpevole se, su quella base, soprav
venuto il ristagno specifico attuale; analogamente il Demokratisches Wo-
chenblatt diceva che il seme della politica del sangue e del ferro ma
turava nella disoccupazione, nella fame . nellimpoverimento del po
polo.1

1. Demokratisches Wochenblatt e Social-Demokrat

Nonostante questo modo comune di vedere le cose, il contrasto fra


lAssociazione generale degli operai tedeschi e il Partito popolare sassone
non che diminuita fu notevolmente inasprita con la pubblicazione del
Demokratisches W ochenblatt.
Il motivo non fu tuttavia un piti fiacco atteggiamento politico del
Social-Demokrat. Proprio in questo periodo, Schweitzer attaccava il go-

992
verno prussiano con unasprezza tale che procur a lui un fuoco in-
i toriato di accuse e di pene detentive e al giornale il fuoco incrociato dei
equestri di polizia, con una asprezza tale che fu riconosciuta senza ri
serve persino dalla Volkszeitung. Certo il Social-Demokrat per poter
uscire con una certa regolarit era costretto negli attacchi personali ai
i uppresentanti del governo di Berlino a prendere delle precauzioni di
cui il Demokratisches Wochenblatt a Lipsia non aveva bisogno. Questa
prudenza dettata dalla necessit non torn tuttavia a disonore del Social-
Demokrat, tanto pi che esso affrontava le singole questioni politiche
all'ordine del giorno in modo molto pi penetrante e comprensibile del
Demokratisches Wochenblatt. Senza dubbio non aveva torto a parlare
della libert di stampa sassone pi o meno allo stesso modo con cui Les-
sing aveva parlato cento anni prima della libert di stampa prussiana
sotto il vecchio Fritz 1. Il Demokratisches Wochenblatt non fu denunciato
per offese a Bismarck bens per offese a Bonaparte. In generale per
esso godeva di una invidiabile libert, mentre il Social-Demokrat ri
mase l organo di stampa pi perseguitato in Germania, e cosi come il
giornale di Lipsia non merita un rimprovero perch sfruttava la sua
situazione favorevole, anche il giornale di Berlino non meritava un rim
provero perch non voleva rompersi la testa contro il muro.
Le divergenze reali fra i due giornali consistevano in primo luogo nel
fatto che il Social-Demokrat conduceva la sua opposizione partendo dal
terreno della Confederazione della Germania settentrionale, mentre il
Demokratisches Wochenblatt voleva distruggere questa confederazione,
e in secondo luogo nel fatto che il Social-Demokrat era molto pi avan
zato del Demokratisches Wochenblatt nella conoscenza scientifica della
societ. Lorgano del Partito popolare sassone faceva assegnamento sulla
possibilit che gi in un prossimo futuro lopera del 1866 sarebbe stata
annientata. A Bismarck esso contrapponeva Beust il quale si sarebbe
preso con am ore2 la sua rivincita per K on iggrtz, introducendo in
Austria il regime parlamentare, liberando la stampa, istituendo il diritto
di associazione, subordinando lesercito al parlamento, preparandosi ad
annullare il Concordato; persino per la famigerata legione gu elfa123 il
Demokratisches Wochenblatt ebbe parole di scusa. Al contrario gli man-

1 In una lettera a Friedrich Nicolai, del 25 agosto 1769, della quale Mehring
parla anche nella sua opera La leggenda di Lessing, p. 283 della trad. italiana,
Edizioni Rinascita, Roma 1951.
2 In italiano nel testo.
8 Guelfi etano detti i sostenitori dellex re di Hannover.

993
cava qualsiasi comprensione per la posizione politica, e in particolare an
che sociale, assunta dal Social-Demokrat. Esso diceva che l'Associazione
generale degli operai tedeschi non aveva altra base se non un paio di
frasi di Lassalle sullaiuto statale eternamente ripetute , unafferma
zione la cui durezza era superata soltanto dalla sua ingiustizia. Al gran
numero di articoli istruttivi che il Social-Demokrat dedicava continua-
mente ai problemi del comunismo scientifico, il Demokratischei Wo-
chenblatt poteva contrapporre assai poco che avesse lo stesso valore delle
due recensioni pubblicate sul primo volume del Capitale. Arriv persino
a rispolverare ancora una volta la moneta-lavoro di carta del socialismo
piccolo-borghese per rimediare allattuale costo della vita e ristagno
degli affari e, in una serie di articoli su aiuto di Stato e aiuto indi-
pendente, difese certo la posizione giusta dal punto di vista di prin
cipio, ma dette ad essa unaccentuazione polemica errata affermando che
Lassalle avrebbe lanciato alle masse la parola dordine dellaiuto statale sen
za aver ben chiaro quale Stato avrebbe potuto e dovuto dare tale aiuto, e
aggiungendo che Lassalle certo non era mai stato un uomo politico .
Pi favorevole che su Lassalle era il giudizio del Demokratisches
Wochenblatt su Johann Jacoby, dalla cui energica capacit di azione si
riprometteva una rinascita della democrazia tedesca. N el gennaio 1868
Johann Jacoby aveva tenuto un discorso ai suoi elettori berlinesi sui
fini del Partito popolare tedesco e lo aveva cc sp ietato subito dopo con
una lettera ad uno dei suoi seguaci. Tutte e due queste manifestazioni
lo rivelavano per ci che egli era: un carattere nobile e puro, ma
anche un uomo politico formalista ed ideologo, cui le lotte di classe
della societ borghese moderna rimanevano precluse. Le sue formule ge
neriche, applicate alle questioni concrete del tempo, potevano signifi
care qualche cosa di molto rivoluzionario ma anche di molto reazionario.
La sua rivendicazione che ogni popolo, ogni singola stirpe aveva lo stesso
diritto alla libert e allautodecisione poteva essere intesa con un po
di buona volont nel senso della rivoluzione nazionale; ma cosi come
Jacoby la intendeva, come diritto allautodecisione degli abitanti dello
Schleswig-Holstein e di altre nazioncine del genere, questa rivendica
zione era decisamente reazionaria, e sboccava in una concezione che
aveva contribuito non poco a far fallire la rivoluzione di Marzo e che
era sempre stata combattuta nella maniera pi decisa da veri rivoluzio
nari come Marx, Engels e Lassalle.
Altrettanto equivoco era il programma sociale di Jacoby. Egli chie
deva unequa distribuzione del reddito della produzione tra capitale e

994
lavoro, limiti all'abuso di potere del grande capitale e della grande pro
priet fondiaria, e, per gli operai, invece del salario miserabile appena
sufficiente a sopravvivere, la quota che loro spettava sui proventi della
produzione, la piena rendita del lavoro. Erano, questi, modi di dire
ideologici che potevano significare tutto. Ma proprio per questo dove
vano provocare la pi grande confusione, come anche realmente accadde.
Bracke, un carattere nobile e puro come Jacoby, le interpret nel senso
che lequa distribuzione dei proventi della produzione tra capitale e
lavoro e il diritto delioperaio alla piena rendita del lavoro non erano la
stessa cosa; non il capitale aveva il diritto di sfruttare ulteriormente la
forza-lavoro, bens al lavoro che solo creava tutti i valori spettava la
piena rendita del lavoro. Invece Sonnemann spieg il programma di Ja
coby nel senso che salario e rendita erano la stessa cosa e che il salario
garantiva un minimo della rendita del lavoro; perci bisognava assi
curare all'operaio oltre il salario una quota della rendita eccedente; ci,
egli diceva, era interesse sia del fabbricante che delloperaio, perch la
produzione aumenta se loperaio sa per che cosa lavora. Sarebbe man
canza di umorismo dire chi comprendeva esattamente le rivendicazioni
di Jacoby: se lonesto rivoluzionario sociale Bracke o il capitalista Son
nemann che voleva sfruttare ancor pi intensamente gli operai.
Il Demokratisches Wocbenblatt capiva benissimo che Johann Jacoby
non era un socialdemocratico, ma riteneva che fosse molto vicino alla
socialdemocrazia e che bisognava aiutarlo per creare un grande partito
democratico ed iniziare la lotta preparatoria politica contro il cesarismo
bismarckiano sul terreno che pi gli era proprio. A parte laspetto teorico
della questione, era una posizione errata se non altro perch sopravvalu
tava di molto linfluenza politica di Jacoby. Dietro di s Jacoby non aveva
nientaltro che un pugno di ideologhi borghesi, che avevano il loro or
gano nella Zukunjt di Guido Weiss, il giornale pi onesto e pi intelli
gente, ma anche il meno letto, fra quelli borghesi. La piccola borghesia
berlinese seguiva o la Volkszeitung che navigava sulla scia della bor
ghesia oppure, nella misura in cui cominciava ad aprire gli occhi sul
modo di produzione capitalistico, abboccava allesca untuosa ed ipocrita
Che il demagogo redivivo Held le gettava con la Staatsburgerzeitung
Verso una leale alleanza con il proletariato cosciente, essa nutriva lan
tico orrore.
Schweitzer, che viveva in mezzo a questa situazione e sapeva para
lizzare abilmente gli intrighi di Held, abbassandosi persino a scontri
oratori pubblici con queirinetto chiacchierone, ebbe di fronte al pro

995
gramma di Jacoby un atteggiamento assai pi disincantato del Demo-
kratisches Wochenblatt, tuttavia nientaffatto ostile. Egli ne sottolineava
lincertezza, ma concordava con tutto il cuore con quel che Jacoby
aveva detto: il partito popolare e le associazioni operaie debbono
marciare uniti fianco a fianco, soltanto cosi si pu raggiungere il fine
comune ad ambedue, la nobilitazione delluomo , ma aggiungeva :
certo noi vogliamo marciare fianco a fianco con gli elementi pi decisi
della borghesia, ma come partito operaio indipendente con principi pro
pri . Soltanto quando, il 19 luglio 1868, una numerosa assemblea popo
lare nelle vicinanze di Wolfenbittel approv, su proposta di Bracke e se
condo la sua interpretazione, una risoluzione secondo la quale non esi
stevano divergenze di principio quanto ai fini tra il programma di Ja
coby e il programma della socialdemocrazia, il Social-Demokrat ricorse
a espressioni forti. Affermando, in s con piena ragione, che accettare
le confuse frasi di Jacoby voleva dire fare indietreggiare il socialismo
europeo di decenni, le definiva sciocche e vacue chiacchiere di un
borghese che si d delle arie ; il che voleva dire buttare via il bam
bino con l'acqua sporca. Jacoby era assolutamente alieno da qualsiasi
presunzione. Certamente la sua amicizia per gli operai era onesta, anche
se non capiva che cosa si dovesse fare; di fronte alle interpretazioni
diametralmente opposte date al suo programma, egli si rinchiuse in un
profondo silenzio.
Queste considerazioni possono essere sufficienti per definire le di
vergenze di opinioni che esistevano fra il Demokratisches Wochenblatt
e il Social-Demokrat. Parlarne oggi con spirito di sufficienza sarebbe
gratuito, quanto gratuito vedere da una parte soltanto il tradimento
e dallaltra soltanto la saggezza. Si trattava piuttosto di contrasti storici
che come tali dovevano essere combattuti sino in fondo, prima che si
potesse trovare il loro equilibrio storico. Per il momento la massa degli
operai sassoni e della Germania meridionale non comprendeva il So
cial-Demokrat, come la massa degli operai berlinesi, di Elberfeld, di
Amburgo e in generale della Germania settentrionale non comprendeva
il Demokratisches Wochenblatt.

2. Lassemblea generale di Amburgo e il congresso di Norimberga

Lascesa del movimento operaio favori sia lAssociazione generale de


gli operai tedeschi che il Partito popolare sassone. Per quanto il Demo-

996
kratisches Wochenblatt e il Social-Demokrat fossero lontani, erano pur
.tempre i due unici organi dai quali gli operai tedeschi erano vigorosa
mente appoggiati nella loro dura situazione. Essi non conquistarono la
loro crescente influenza con belle frasi demagogiche , come afferma
vano concordemente gli eroi della stampa capitalistica ed ufficiosa, bens
nel modo pi legittimo del mondo, con lappoggio fedele che essi da
vano alla classe operaia in ogni occasione.
Orme nel 1867 cosi anche nel 1868, i lettori del Social-Demokrat si
triplicarono, gli abbonamenti da 1200 passarono a 3.400; sparsi per pi
di 215 localit. Come sempre Amburgo era alla testa con 807 abbona
menti, veniva poi Berlino con 224, quindi Elberfeld-Barmen con 161,
Hannover con 154, Essen con 107, Brunswick con 89, Harburg con 61,
Al tona con 60, Kassel con 58, Francoforte con 53, Parigi con 50. Da
unni a Parigi esisteva un gruppo di fermi e fedeli seguaci di Lassalie tra
i quali si distinguevano per alacrit e intelligenza Petersen, il vecchio
compagno di W eitling, e Leo Frankel, che fu poi ministro del lavoro
nella Comune di Parigi.
L Associazione generale degli operai tedeschi fu sempre del tut
to aliena da qualsiasi tendenza grettamente nazionale. Seppe dire
anche a questo proposito ci che gi era possibile e ci che ancora non
lo era. Quando il movimento operaio austriaco, sul finire del 1867, prese
un poderoso impulso, Schweitzer indirizz un ottimo manifesto agli
operai di Vienna, nel quale spieg i compiti e gli scopi che erano co
muni agli operai di tutti i paesi civili. Egli sottoline 1 unita interna
che legava gli operai tedeschi e quelli austriaci. N oi sappiamo di es
sere una nazione e vogliamo rimanere una nazione. Mai ci si potr
convincere che siamo allestero quando ci troviamo al Prater di Vienna
o sui monti del Tirolo. Fin dove risuona la lingua tedesca vi la pa
tria tedesca . M a Schweitzer non si nascondeva che nelle circostanze
esistenti ogni tentativo di creare ununit esterna avrebbe messo in
pericolo lunit interna. Su questo punto Hofstetren aveva opinioni pi
esaltate. Con il suo viaggio a Vienna per fondarvi un giornale operaio,
cre una confusione tale che danneggi sia il movimento operaio te
desco che quello austriaco. Prevedendo ragionevolmente che la borghesia
viennese avrebbe scatenato una campagna contro di lui accusandolo di
essere un bismarckiano e un p ru ssian o , Hofstetten entr con falso
nome nellAssociazione operaia di cultura di Vienna; un passo che na
turalmente, quando la maschera cadde, non solo provoc in misura piu
grave ci che voleva evitare, ma rese diffidenti anche gli operai vien

997
nesi. Nel rimproverare questa azione di Hofstetten, pur avendo il pi
grande riguardo per la persona del suo pi fedele e provato amico
e riconoscendo in pieno i meriti di Hofstetten verso lorgano dellasso
ciazione, Schweitzer ademp un dovere imprescindibile.
L organizzazione interna dellassociazione adesso era completamente
ristabilita e funzionava in maniera egregia. Certo lantica speranza di
Lassalle di poter raccogliere tutti gli operai coscienti nellassociazione
svaniva sempre di pi; persino ad Elberfeld-Barmen e ad Amburgo,
dove gli operai di tendenza socialdemocratica erano migliaia, vi erano
a malapena 500 iscritti allassociazione; soltanto ad Iserlohn Tolcke riu
sc con la sua infaticabile energia a organizzare quasi tutti gli operai
che aderivano ai principi socialdemocratici. In questa citt relativamente
piccola lassociazione contava 700 iscritti. Lassociazione costituiva sol
tanto il nucleo del partito, un nucleo per al quale, non appena era ne
cessario, si collegava facilmente una massa di 6-10-12 volte superiore.
Quando nel marzo 1868 ebbe luogo una elezione suppletiva a Essen,
dove erano 300 iscritti, Hasenclever ricevette nelle elezioni primarie
2.065 voti; nel ballottaggio fu poi battuto dal candidato conservatore,
perch gli elettori progressisti ritennero il presidente reazionario della
polizia di Colonia pi degno del vecchio democratico Hasenclever a rap
presentarli. In compenso nel luglio 1868 quando Reincke depose il suo
mandato si riusc a conservare la circoscrizione di Lennep-Mettmann,
dove Fritzsche nelle elezioni primarie ricevette 3.223 voti, e nel ballot
taggio batt il candidato conservatore, che era stato raccomandato da
Schulze-Delitzsch e indirettamente era stato appoggiato dalla maggio
ranza degli elettori progressisti con lastensione dal voto.
Anche le finanze dellassociazione sotto la cura attenta di Bracke
erano bene ordinate. I contributi degli iscritti erano come sempre di
5 centesimi e nelle zone particolarmente povere, come i distretti dei
tessitori slesiani e sassoni, la met di questa somma, per settimana. Tut
tavia dovunque la met dei contributi ricevuti doveva essere trasmessa
alla cassa dellassociazione. L amministrazione era estremamente parsi
moniosa; lassemblea generale di Berlino stabil lo stipendio del segreta
rio, lunico funzionario dellassociazione stipendiato, a 20 talleri al mese,
e per i sei mesi nei quali Roller aveva gi tenuto questa carica dallepoca
dellassemblea generale di Brunswick approv soltanto una indennit
complessiva di 25 talleri. Se alla met del 1867 il presidente poteva di
sporre ogni mese di circa 25 talleri per gli scopi dellassociazione, questa
somma un anno e mezzo dopo era gi salita a 300-400 talleri.
Una gran parte delle entrate fu destinata per il momento a coprire
Il deficit dell'organo dell'associazione, che era costretto a tirare avanti
Iniuosamente da s dopo che, con l'esaurirsi dei fondi di Hofstetten, si
ita trovato pi volte sullorlo del fallimento. Per resistere Schweitzer nel
Militato 1868 dovette decidersi a lanciare un pressante appello agli
l*i ritti per collette straordinarie. Poich non poteva fare alla borghesia
il piacere di dire apertamente di che cosa si trattava, egli disse soltanto
i he erano in giuoco importanti interessi dellassociazione e che alla pros
it ma assemblea generale avrebbe reso conto nel modo dovuto dellim-
l'iego dei denari raccolti. Lappello tuttavia ebbe un buon successo. A
Nihweitzer non toccava alcun stipendio come redattore dellorgano del-
Uijociazione, n gli toccava come presidente. Quando Hofstetten era
inibito a Vienna e le questioni legate con la direzione dellassociazione
I estesero sempre pi, introdusse come collaboratore nella redazione
Wilhelm Hassen, un giovane studente di chimica che, nato a Brema e
mnasto precocemente orfano, fin da bambino era stato affidato alla be
neficenza di ricchi parenti e aveva assaggiato fino in fondo tutta lama-
lr//a che di solito legata a un destino del genere. D a queste tristi
esperienze della sua giovent gli derivava quellaria di ostile chiusura,
' he lo caratterizzava anche esternamente. Feroce odiatore del capitalismo,
i per di pi dotato di una sveglia intelligenza, egli seppe subito trovarsi
I suo agio nel campo della politica sociale. Le sue capacit non egua
gliavano quelle di Schweitzer ma era un bravo giornalista dallo stile vi
goroso, anche se tendeva piu ad eccitare gli animi che a stimolarli.
Dopo tre anni di duri conflitti, Schweitzer adesso era arrivato allo
uopo che si era posto dopo la morte di Lassalle. Attenendosi allorga
nizzazione e alla tattica di Lassalle aveva saputo guidare il movimento
nperaio sullampia e libera via del Manifesto comunista. Con Marx egli
veva rapporti amichevoli \ Quando, nellestate del 1868, vi fu il pro
getto di abbassare i dazi sul ferro e gli industriali del ferro cercarono
ili far ribellare gli operai della Renania-Vestfalia con frasi demagogiche,
(khweitzer preg Marx di dargli un consiglio. Egli spieg poi agli operai
i Ite lindustria siderurgica tedesca poteva ben sopportare una diminu
itone dei dazi data la situazione del mercato mondiale, ma che anche1

1 Questa affermazione di Mehring va modificata con i negativi giudizi


ili Marx e Engels su Schweitzer contenuti, per esempio, nel Carteggio Marx-
I ugels (trad. it., Editori Riuniti, Roma 1972J). Mehring, quando scrisse il suo
Miro, non li conosceva ancora.

999
conservandoli essa non sarebbe stata ostacolata nel suo sviluppo. Si trat
tava di un conflitto in seno alla classe capitalistica, che poteva essere
deciso in un modo qualsiasi, senza che perci ne fosse danneggiato lo
sviluppo nazionale. Gli operai quindi dovevano preoccuparsi unicamente
dei loro interessi di classe. Se gli industriali protezionisti chiedevano il
loro appoggio dovevano rispondere semplicemente: bene, siamo dispo
sti a farlo, ma chiederemo che prima di abbassare i dazi sia fatta una
inchiesta sulla situazione della produzione siderurgica; noi poniamo sol
tanto la condizione che questa inchiesta si estenda non soltanto agli
interessi dei capitalisti ma anche agli interessi degli operai, in particolare
al salario, al tempo di lavoro e alle condizioni di vita degli operai oc
cupati nella produzione siderurgica. Sulla base di questa direttiva di
Schweitzer, Tolcke convoc a Hagen un congresso degli operai della
Renania-Vestfalia cui furono invitati gli industriali siderurgici. M a nes
suno di questi falsi amici si present e allora il congresso decise che la
riduzione dei dazi non costituiva alcun pericolo per gli interessi com
plessivi della classe operaia e quindi non vi era ragione che gli operai
dessero agli industriali protezionisti l'aiuto richiesto.
Questo, sia detto di sfuggita, fu lunico caso in cui Schweitzer de
termin con i suoi pieni poteri dittatoriali latteggiamento dellassocia
zione nella politica sociale. Egli si richiam espressamente al fatto che
per giudicare esattamente la questione dei dazi sul ferro erano neces
sarie conoscenze scientifiche specifiche e che aveva chiesto l opinione
della p i notevole autorit scientifica del nostro m ovim ento. Egli
non cercava di esercitare una dittatura in un senso soggettivamente ar
bitrario, sapeva assai bene che i proletari moderni non sono un gregge
che si lasci guidare ciecamente. Certo le persecuzioni incessanti della
polizia e delle autorit statali potevano favorire deprecabili tendenze
dittatoriali, imponendo una sempre pi rigida centralizzazione. Tuttavia
Schweitzer dette sempre un valore decisivo al completo accordo con las
semblea generale e la direzione ed anche con la massa degli iscritti. N o
nostante il suo potere formale in questo campo, non nomin mai un
fiduciario che non gli fosse stato proposto dagli iscritti della localit in
teressata. Egli intendeva la sua dittatura soltanto nel senso di unazione
energica, chiara e rapida, e la concepiva come un martello che poteva
essere adoperato pi vigorosamente dallindividuo, ma doveva essere for
giato dalla collettivit.
Tuttavia anche per una dittatura cosi limitata cominciarono a porsi
compiti troppo grandi. Quando nel 1865 in Germania si ebbero i primi

1000
inizi del movimento degli scioperi, il Social-Demokrat aveva assunto
una posizione favorevole e benevola, tuttavia attenendosi ancora all opi
nione di Lassalle, per il quale la liberta di coalizione era buon diritto
della classe operaia ma non il mezzo per rimediare sensibilmente ai
suoi mali. I numerosi scioperi che nel 1867 scoppiarono in Inghilterra
e in Francia indussero il giornale ad esaminare piu a fondo il problema.
Esso diceva: dovunque l'industria moderna ha raggiunto un certo li
vello, gli scioperi scoppiano con violenza nonostante tutti gli ammoni
menti degli economisti borghesi e socialisti, nonostante le amare espe
rienze pratiche che gli operai sogliono fare quando cessano il lavoro,
impossibile che gli operai si ingannino cosi testardamente e cosi com
pletamente sui loro interessi, gli scioperi debbono avere una interna
giustificazione. Questa giustificazione il Social-Demokrat la trov nel
fatto che il proletariato cominciava a riconoscersi come la classe danneg
giata e oppressa nel rapporto salariale, e quindi su tale rapporto impe
gnava prima di tutto gli sforzi per la sua emancipazione; nel fatto che
gli scioperi avevano la caratteristica importante, non mai abbastanza ap
prezzata, di risvegliare dal suo letargo una popolazione operaia, che non
era ancora giunta a conoscere la propria situazione di classe e di ren
derla cosciente della sua degradazione nella societ e in pari tempo
della comunanza dei suoi interessi. Ma, siccone teneva fermo allopinione
che gli scioperi dovevano rimanere necessariamente senza risultato dal
punto di vista economico, quindi erano soltanto un mezzo per far ma
turare la coscienza di classe del proletariato, il Social-Demokrat ne de
duceva che di regola essi non erano da approvare l dove la classe ope
raia agiva gi apertamente per i suoi ultimi obiettivi.
Tuttavia Schweitzer nel 1868 fece un passo avanti da questa posi
zione. Pu darsi che dall'opera di Marx egli avesse imparato dal punto
di vista teorico che la legge ferrea del salario aveva le sue lacune; dal
punto di vista pratico lesperienza quotidiana gli insegnava che anche
gli operai con una coscienza di classe non rinunciavano affatto agli scio
peri e che linutilit economica degli scioperi non era un dogma inattac
cabile. Sin dalla fine del 1865, Fritzsche aveva fondato lassociazione dei
sigarai, poi verso la met dell'anno seguente era nata la lega dei garzoni
tipografi; adesso anche Schob fond unassociazione sindacale dei sarti
e Liibkert unassociazione sindacale dei carpentieri. Nelle culle della so
cialdemocrazia, come Elberfeld-Barmen, Essen, Amburgo, scoppiarono
numerosi scioperi con esito alterno, ma in generale non sfavorevole. Gli
aumenti di salario ottenuti servivano certo per lo pi ad equilibrare

1001
soltanto laumento dei prezzi dei mezzi di sussistenza e, in questo senso,
piu che confutare confermavano la legge ferrea del salario, ma anche
cosi dimostravano, appunto, che gli scioperi a seconda dei casi potevano
essere molto necessari.
Particolarmente istruttivi furono gli avvenimenti di Berlino, dove la
miseria imperante aveva disperso gli ultimi fumi dellubriacatura pa
triottica sciovinista e il movimento operaio riprese ad agitarsi energica-
camente piu o meno come, per la prima volta, a Breslavia, la patria di
Lassalle, che era rimasta per lungo tempo al di fuori del movimento. A
Berlino l'organizzazione sindacale dei tipografi e quella dei sigarai ot
tennero notevoli successi: tipografi imposero labolizione del lavoro
domenicale, i sigarai in parecchi mesi di lotta gloriosa riuscirono a
respingere un degradante regime di fabbrica che gli industriali volevano
loro imporre. I fornai, i muratori, i carpentieri cominciarono a ribellarsi
contro i salari miserabili e la troppo lunga durata del lavoro e per la
prima volta si alz un poco il velo che celava gli spaventosi misteri del-
1 industria delle confezioni, che a Berlino aveva preso un grande svi
luppo e gi menava il vanto di essere la prima del mondo.
Lo sfruttamento in questa industria aveva raggiunto punte cosi alte,
che i capitalisti nella loro impudenza non si peritavano neppure di far
vedere alla luce del sole i loro metodi furfanteschi. Essi avevano labi
tudine di fornire alle loro lavoratrici a domicilio della lana umida, che
nella lavorazione si asciugava, e quindi, quando veniva consegnata la
merce pronta, di sfruttare la differenza di peso per trattenute sul salario
o sulle cauzioni. Una ditta, la Schulze-Siebenmark, arriv fino al punto
di denunciare al procuratore dello Stato per sottrazione indebita una del
le sue vittime, che non voleva lasciarsi ingannare. Tuttavia loperaia accu
sata fu assolta dal tribunale, perch dallistruttoria risult th la ditta
Schulze-Siebenmark era solita ingannare sistematicamente le sue ope-
raie, gi sfruttate a sangue. Questo processo fece scalpore e attir lat
tenzione generale sullindustria berlinese delle confezioni; risult cosi
che la sua prosperit era dovuta soltanto alla rovina morale e fi
sica in cui aveva precipitato decine e decine di migliaia di giovani
operaie.
Dalle prime ore dellalba fino a notte fonda, queste povere creature
dovevano lavorare se volevano guadagnare abbastanza per non morite
troppo rapidamente di fame. Quando, alla fine, i loro stanchi occhi non
ce la facevano piu per la misera illuminazione, alla quale lo sguardo vi
ziato dei benestanti non avrebbe potuto riconoscere un filo, lunico

1002
sollievo erano poche ore di sonno inquieto, lunico piacere che loro ri
servava la vita. Con tutto questo tormento guadagnavano cucendo panno
0 rascia al massimo 10 soldi al giorno, cucendo la biancheria circa 8,
In lavori di tappezzeria 3 o al massimo 5 soldi. Lunica via duscita da
questa terribile miseria era per queste operaie la prostituzione, che le
portava sotto il controllo della polizia, nelle case di lavoro, nella pri
gione e a una morte miserabile.
Bisogna riconoscere che, quando questa situazione fu conosciuta, gli
ambienti borghesi furono percorsi da un brivido di orrore. Persino i pi
autentici manchesteriani giunsero almeno a biasimare i metodi furfan
teschi con cui le operaie dellindustria delle confezioni venivano deru
bate di quei pochi miserabili centesimi dei loro salari di fame. Soltanto
la polizia prussiana si rivel assolutamente allaltezza dei metodi cri
minali del saccheggio capitalistico; essa disciolse le assemblee operaie
nelle quali si doveva discutere la situazione delle operaie delle confe
zioni, perch vi partecipavano queste stesse operaie. N on aveva il di
ritto di farlo, neppure secondo la legge prussiana sulle associazioni; ma
era spinta a far ci unicamente dal piacere sadico di veder soffrire i
pi poveri fra i poveri ; la monarchia sociale si rivelava qual era.
D i nuovo il Social-Demokrat, come tre anni prima, si lev in di
fesa del minacciato diritto di associazione, con energia estrema e sen
za curarsi dei sequestri polizieschi. I sapientoni progressisti gli zop
picarono dietro, proprio come solo tiepidamente assecondarono lener
gica azione di Schweitzer diretta a portare di nuovo in discussione al
Reichstag la proposta, fatta lanno prima, per la concessione della libert
ili coalizione. La maggioranza conservatrice-nazionallibetale del Reichstag
per il momento non volle cedere in nulla, ma ormai era stabilito che
la libert di coalizione sarebbe stata decisa nellanno seguente, sia pure
anche soltanto in forma limitata! Per quanto la polizia continuasse a
perseguitare gli operai in sciopero con ogni sorta di soprusi, la pro
cura di Stato non aveva pi sollevato alcuna denuncia per violazione
del divieto di coalizione, da quando nel 1865 i tribunali avevano assolto
278 operai accusati di aver violato il divieto di coalizione durante lo scio
pero dei pannaiuoli a Burg. Era da prevedere che il riconoscimento
legale della libert di coalizione avrebbe promosso il movimento degli
scioperi e che il prossimo futuro della classe operaia sarebbe stato con
trassegnato dalle lotte sindacali.
A questo proposito, Schweitzer non si faceva illusioni. Egli con
tinuava a definire come unillusione inaccettabile per ogni socialista

1003
lipotesi che il modo di produzione capitalistico potesse essere spez
zato con degli scioperi, ma capiva che la massa degli operai non sarebbe
giunta alla coscienza di classe se prima non si fosse liberata dalla
tutela dello Stato di polizia e del potere del denaro, fino a quando essa
non avesse imparato con esperienze pratiche di quale ferocia, di quale
incredibile odio le classi dominanti sono capaci quando gli operai prc
tendono sia pure soltanto un minimo miglioramento della loro situa
zione. Gli scioperi in una parola sono lo stadio di passaggio sto
ricamente necessario verso la piena affermazione del movimento so
cialista e comunista . D i qui discendeva naturalmente la conseguenza
di abbreviare il pi possibile con una giusta organizzazione degli scioperi
questo stadio di passaggio, di premunirsi contro la tendenza esisterne
nella massa operaia allo sparpagliamento e al frazionamento, di armarla
almeno nel miglior modo possibile contro il modo di produzione capi
talistico e di conservare una stretta connessione degli scioperi con l'a
gitazione politica.
Fin qui, seppure non oltre, arrivava Schweitzer. Egli per non ri
conosceva al movimento sindacale eguaglianza e indipendenza di fron
te al movimento politico. Per lui era piuttosto soltanto una leva per
imprimere un impulso tanto piu forte al movimento politico; in un
certo senso considerava il movimento sindacale come la fortezza, dietro
le cui mura potevano essere addestrate nuove reclute e, in caso di ne
cessit, i reparti combattenti del proletariato potevano trovare un ri
fugio. Anche se risult in maniera sempre pi evidente che lorganiz
zazione politica comprendeva soltanto una lite della classe operaia,
non per questo fu meno violentemente perseguitata dalla polizia e dalla
procura di Stato, che cercavano e trovavano sempre nuovi pretesti per
molestare l'Associazione generale degli operai tedeschi. Allincirca un
terzo delle organizzazioni locali dellassociazione era gi stato attaccato
sotto laccusa di costituzione di associazioni filiali; in certi posti,
come a Berlino stessa, lassociazione era riuscita ad ottenere in prima
istanza verdetti assolutori, ma i procuratori si rivolgevano subito alle
istanze superiori la cui decisione era per lo meno imprevedibile. Quando
Schweitzer nellestate del 1868 convoc ad Amburgo lassemblea gene
rale dellassociazione, ci accadde nel triste presentimento che questa
settima assemblea sarebbe stata anche lultima.
Essa si riun dal 22 al 26 agosto. Schweitzer laveva convocata ad
Amburgo per onorare gli iscritti di quella citt per il loro contegno
contrassegnato dalla disciplina pi rigida, come anche dalla fedelt ai

1004
principi, dallenergia e dalla abnegazione, un contegno esemplare per
tutta lassociazione. Per ringraziarlo della sua grande opera, Karl Marx
Iti invitato come ospite onorario con una lettera ufficiale della direzione.
Affari urgenti gli impedirono di andarvi, egli si scus con una lettera
nella quale con piacere costatava che lassemblea generale aveva
posto all'ordine del giorno delle sue sedute pubbliche i punti dai quali
lieve partire ogni serio movimento operaio: agitazione per la piena li
bert politica, regolamento della giornata lavorativa e cooperazione in
ternazionale pianificata della classe operaia nel grande compito storico
Ile essa deve assolvere per lintera societ. Lassemblea generale decise
ili lottare con tutti i mezzi legali per ottenere la libert politica, essa
dichiar necessaria lintroduzione legale della giornata lavorativa di dieci
ore e condann il lavoro domenicale, che defraudava gli operai del
l'ultimo giorno di riposo e deUultima possibilit di godersi la fami
glia, come il massimo della tirannide sociale; infine approv una riso
luzione secondo la quale gli sforzi degli operai avrebbero potuto avere
successo soltanto se essi fossero proceduti unitariamente in tutti i paesi
livili, quindi era dovere del partito operaio tedesco procedere in co
mune con tutti i partiti operai dei paesi civili che erano guidati dagli
stessi principi.
Le tre sedute pubbliche dellassemblea generale furono manifestazioni
imponenti. Gli operai amburghesi si rivelarono degni della loro antica
faina e costituirono un grato ed intelligente uditorio di seimila persone.
Dalle quattro sedute segrete furono risolte le questioni vere e proprie
ilellassociazione. 83 localit con 7274 iscritti, che pagavano regolarmente
le quote, erano rappresentate da 36 delegati, mentre le 50-60 localit
che per la maggior parte erano state conquistate nel corso dellanno non
avevano mandato alcun delegato. L assemblea generale approv che il
presidente avesse innanzitutto adoperato le eccedenze finanziarie per man
tenere lorgano dellassociazione e Schweitzer come proprietario del Social-
Demokrat rimase garante allassociazione di 1000 talleri. Inoltre lassem-
blca generale decise di far fare allassociazione gli abbonamenti che
mancavano fino a far pareggiare il bilancio del Social-Demokrat e di
adoperare questi esemplari per lagitazione. Essa invece respinse come
inopportuna la proposta di un iscritto di Wolfenbiittel di passare il
Social-Demokrat in propriet dellassociazione ed anche una proposta
di un iscritto di Dusseldorf di separare la redazione dalla presidenza.
Quando il Social-Demokrat fosse stato in grado di coprire le proprie
spese, e si contava che ci potesse avvenire in due trimestri circa, i

1005
mici e non come si andava raccontando dalle presunte arti di con
vinzione di Liebknecht, il quale era lontano sia dal Demokratischei
Wochenblatt che dalla lega come tale. La lega aveva un suo organo nella
Arbeiterhalle, che si pubblicava a Mannheim. Ma quanto pi chiara
mente gli elementi proletari delle societ operaie cominciarono a capire
che la lega, se voleva ancora significare qualcosa, doveva assumere una
posizione precisa sulle questioni scottanti in campo politico e sociale,
tanto piu attivamente gli elementi borghesi si apprestarono a difendere
lultima posizione che la borghesia ancora aveva nel proletariato. Non
appena da Lipsia, sede della presidenza, fu convocato il congresso per
il 5 settembre a Norimberga e si fece conoscere lintenzione di proporre
come program ma della lega i punti principali dello statuto dellInterna
zionale, tutte e due le parti si dettero un gran da fare per mandare
delegati al congresso, e la parte borghese non risparmi gli sforzi per
far salire artificiosamente il numero degli operai e delle societ operaie
ad essa favorevoli. Tuttavia essa non ebbe fortuna di contro al movi
mento elementare che si faceva strada nelle masse operaie. Il congresso
di Norim berga decise di accettare il programma proposto da Lipsia
e di fondare sindacati centralizzati, respingendo una proposta di Sonne-
mann che voleva listituzione di casse per la vecchiaia a favore degli
operai per mezzo della posta, quindi come istituti che sarebbero stati
controllati dallo Stato. Sulla questione decisiva del programma 72 so
ciet votarono con 69 voti contro 37 societ con 46 voti. La minoranza
borghese fece ancora un tentativo per salvare la propria causa affer
mando che la maggioranza aveva dietro di s appena 1800 iscritti delle
societ operaie, mentre la minoranza ne aveva 8800. Bebel smascher
immediatamente questa impostura con una convincente dichiarazione.
Certo anche dai suoi calcoli risult che 5876 iscritti erano per la mino
ranza, e soltanto 6480 per la maggioranza, ma risult subito dopo che
la minoranza, la quale usci immediatamente dalla lega, in generale non
era pi in grado di agire. Essa cerc di fondare una federazione degli
operai tedeschi senza tuttavia uscire dalla fase iniziale. Le societ della
minoranza finirono ben presto con laderire alla maggioranza oppure si
sciolsero; fra tutte queste ve n e ancora oggi una: la societ operaia
di Berlino, che del resto allora si scisse in due societ delle quali luna
col vecchio nome teneva fermo al programma progressista, mentre laltra
come societ operaia democratica ader alla Lega delle societ operaie.
Come il congresso di Gera, cosi anche quello di Norimberga costitu
un grande passo in avanti ma non condusse ancora alla fondazione di un

1008
| mri ito operaio socialdemocratico. Formalmente la lega fu mantenuta
< Hcbel fu eletto nuovamente presidente, Lipsia sede della presidenza.
Al congresso avevano mandato delegazioni le societ operaie austriache
r svizzere, il consiglio generale dell'Internazionale fu rappresentato da
In arius e alcuni membri dellAssociazione generale degli operai tedeschi
i he avevano partecipato allassemblea generale di Amburgo, Kirchner
di Hildesheim e Karl Hirsch di Berlino, parlarono vigorosamente nel
senso della maggioranza. Tuttavia nella maggioranza vi erano ancora
parecchi elementi che non avevano niente in comune con la lotta di
ellisse proletaria: tipi onesti come Ladendorf, reclute malsicure come
Sonnemann, furbacchioni di tutti i generi del Partito popolare tedesco,
che si erano lasciati indurre ad accettare il programma dellInternazionale
perch non conteneva niente che riguardasse la politica nazionale della
i lasse operaia. Il Partito popolare tedesco aveva inviato una delegazione
ufficiale al congresso di Norimberga e cosi pure il congresso di N orim
berga fu rappresentato ad una conferenza del Partito popolare tedesco
ihc ebbe luogo a Stoccarda il 19 e il 20 settembre e, dopo tre anni
di doglie, partor finalmente un programma sulla questione nazionale
c sociale.
Il Partito popolare tedesco si era ridotto a un partito della Germania
meridionale, se si eccettuano alcune appendici augustenburghesi e guel
fe, che conducevano una esistenza stentata nello Schleswig-Holstein e a
1lannover, come anche i pochi seguaci di Jacoby e soprattutto il Partito
popolare sassone che, formato prevalentemente da operai, si sviluppava
alacremente in senso socialdemocratico. Ma proprio nella sua limitatezza
provinciale, il Partito popolare tedesco avrebbe potuto conquistare una
importanza storica negli anni tra Kniggrtz e Sedan se, di fronte al
l'impotenza e allinettitudine dei governi meridionali, sotto la prote
zione della gelosia di tutta lEuropa, avesse sviluppato unenergica pro
paganda democratica, che in pari tempo avrebbe potuto essere il mezzo
pi sicuro per rendere difficile la vita alla reazione berlinese. Ma il m o
mento giusto fu mancato, perch, come nei giorni della rivoluzione te
desca, il particolarismo provinciale ebbe la meglio su tutte le frasi de
mocratiche repubblicane, perch, come Albert Lange amaramente di
ceva, lunico movente del Partito popolare tedesco era un odio cieco
contro la Prussia che faceva il giuoco dei nemici.
Il programma nazionale, che esso alla fine neilautupno del 1868
aveva formulato, non era niente altro che un particolarismo retrogrado
impastato di vacue frasi sulla libert e lautodecisione, il suo programma

1009
sociale era ancora peggiore. Il Partito popolare tedesco dichiarava in
linea di principio la sua adesione al programma accettato al congresso
di Norimberga, e poneva una serie di rivendicazioni sociali che, come
lelevamento della scuola popolare, la libert di domicilio, la libert di
professione, non andavano oltre lorizzonte borghese, anche se in taluni
punti, come labolizione degli eserciti permanenti e la partecipazione
degli operai ai profitti netti, traeva le conseguenze capitalistiche in
maniera un po pi radicale o un po pi scaltra dei liberali setten
trionali. Queste rivendicazioni si accordavano con il programma del
lInternazionale cui esse aderivano come il capitale con il lavoro.
comprensibile che, dopo questi capolavori, Marx definisse una tra
scurabile meschinit il conflitto fra i tedeschi settentrionali nazional-
liberali e i tedeschi meridionali del partito popolare. Allo stesso modo
Engels disse che la storia degli anni seguenti avrebbe dimostrato che
i nazionalliberali e i popolari si combattevano cosi violentemente sol
tanto perch erano i poli opposti di ununica e medesima limitatezza.
Mentre la maggioranza di Norimberga era ancora collegata con il
Partito popolare tedesco, le decisioni dell'assemblea generale di Amburgo
si accordavano assai pi con le decisioni che nello stesso periodo furono
prese dal terzo congresso dellInternazionale. Questo si riun dal 6 al
12 settembre a Bruxelles e vi parteciparono 97 delegati, di cui pi della
met erano belgi; la Francia fu rappresentata da 18 -delegati, lInghil
terra da 11, la Svizzera da 8 e la Germania da 4. Il congresso di Bru
xelles prese sulla necessit dellazione politica e limportanza degli
scioperi per la classe operaia le stesse identiche decisioni dellassem
blea generale di Amburgo, e per la prima volta si pronunci per
la propriet comune della terra, sia pure contro una nutrita mino
ranza, la cui spina dorsale era costituita dai delegati francesi. Schweit-
zer aveva ricevuto un invito ufficiale al congresso di Bruxelles, ma
non pot presentarsi, perch, incessantemente preseguitato dalla pro
cura di Stato, doveva sostenere parecchi processi. Nella sua risposta
alla lettera di invito, disse che lAssociazione generale degli operai
tedeschi si trovava completamente sul terreno dellInternazionale ed
era trattenuta dallentrare formalmente nellInternazionale soltanto dal
le leggi tedesche sulle associazioni. Proprio allora queste leggi furo
no nuovamente utilizzate per distruggere lassociazione anche come
organizzazione nazionale. Il tribunale sentenzi in seconda istanza che
lorganizzazione locale di Berlino doveva essere disciolta come filia
le autonoma. Contro questo verdetto era ancora possibile lappello,

1010
ma il 16 settembre la polizia di Lipsia ordin lo scioglimento del
l'Associazione generale degli operai tedeschi. Come pretesto, questa vol-
u , fu addotta la clausola secondo cui la met delle quote pagate dagli
iscritti potevano essere impiegate per scopi locali, per cui gli iscritti
delle singole localit non si presentavano semplicemente come membri
deHAssociazione generale degli operai tedeschi, bens come membri di
unassociazione locale con una propria amministrazione. Poich si trat
tava di un puro e semplice pretesto, Schweitzer non ricorse ad alcuna
azione giuridica contro la decisione della polizia di Lipsia, ma si limit
a ordinare che lassociazione si sciogliesse, non per obbedienza alle
autorit come spiegava agli iscritti bens, perch data la situazione
la cosa pi ragionevole che possiamo fa re . Schweitzer cap, e lo
disse anche apertamente, che il colpo inflitto a Lipsia veniva da Berlino;
egli voleva evitare che sulla questione delle societ locali indipendenti
fosse pronunciato un verdetto del tribunale supremo, valevole per tutti
i tribunali prussiani; con lo scioglimento volontario dellassociazione,
egli si teneva aperta la possibilit di ricostituirla in forme nuove che
escludessero ogni possibile pretesto.

3. Il frazionamento del movimento sindacale

In due decisini, nonostante tutte le altre divergenze, lassemblea ge


nerale di Amburgo e il congresso di Norimberga si erano trovati dac
cordo, poich sembravano aprire un campo dazione comune a tutto il
proletariato cosciente della Germania: nelladesione allInternazionale e
nella fondazione dei sindacati. In questo modo intese la situazione an
che il Demokratisches Wohenblatt. Nel suo numero del 12 settembre
scriveva : Ad Amburgo, Norimberga, Bruxelles, le stesse aspirazioni,
gli stessi scopi. Liberazione del lavoro dalle catene del capitale, aboli
zione del dominio di classe e della schiavit del salario, creazione di
uno Stato basato sulla libert e sulleguaglianza . Contemporaneamente,
sulla Zukunft fu pubblicata una corrispondenza da Lipsia nella quale
si diceva che ormai la fusione pi o meno completa delle societ operaie
democratiche con lAssociazione generale degli operai tedeschi era sol
tanto questione di tempo.
Per meritorie che fossero queste aspirazioni unitarie, erano perse
guite su di una strada che portava lontano dallo scopo desiderato. Sulla
corrispondenza da Lipsia della Zukunft eia detto che questo e quello

1011
si opponevano per ragioni personali allunificazione degli operai tr
deschi. Ancor pi chiaramente parl il Demokratisches WochenbUtl,
quando, sullo stesso numero che in prima pagina riconosceva le dee
sioni democratiche dellassemblea generale di Amburgo, invit tate
goticamente, in seconda pagina, il presidente dellAssociazione gene
rale degli operai tedeschi a prendere provvedimenti contro un iscritto
di Amburgo, il calzolaio Praast, che, secondo quanto affermava un gio
naie guelfo-popolare, avrebbe elogiato in occasione di una celebrazioni
in onore di Lassalle a Hannover le annessioni prussiane . In proposito
non era nemmeno sicuro che Praast - il quale, sia detto di passato,
un anno pi tardi pass da Schweitzer a Liebknecht avesse realmente'
commesso uninfrazione contro i principi dell'associazione; la pura c
semplice affermazione di un giornale, che lottava per lunit e la li
bert tedesca allombra della corte guelfa, non poteva essere accettata
come una prova convincente. Anche questo articolo del Demokratisches
Wochenblatt fu subito ripreso dalla Zukunft. Fino a quel momento
Schweitzer aveva lasciato senza risposta tutti gli attacchi del Demokra
tisches Wochenblatt alla sua integrit personale e politica. Ora rispose
al Demokratisches Wochenblatt che lAssociazione generale degli operili
tedeschi non poteva essere tenuta responsabile per ogni dichiarazione di
singoli membri; che il presidente non poteva stare dietro ogni oratore
come uno sbirro o un censore; che, se si voleva sapere quale fosse la
sua posizione verso ci che avrebbe detto quelliscritto di Amburgo, egli
diceva: L a creazione dello Stato unitario del popolo tedesco cui noi
aspiriamo non pu essere favorita n dalle manovre annessionistiche, mi
litaristiche e poliziesche della Prussia, n dallo stupido e ripugnante odio
antiprussiano che negli Stati piccoli e medi alimentato dal partito
popolare e dagli strumenti dei sovrani spodestati . Alla corrispon
denza da Lipsia della Zukunjt Schweitzer rispose per che lAssociazione
generale degli operai tedeschi sarebbe proceduta fianco a fianco con la
maggioranza delle societ di Norimberga come di tutti i partiti amici
e con opinioni simili. Ma, egli continuava, non si poteva parlare di
fusione, a meno che le societ di Norimberga non entrassero nellAsso
ciazione generale degli operai tedeschi, dove sarebbero state le ben
venute. In nessun caso per poteva essere mutata la rigida organizza
zione fondata da Lassalle per far posto ad un v ag o confusionarismo .
Questa espressione era certamente molto scortese, anche se era sol
tanto una trascurabile rozzezza in confronto alle cattiverie che da no
ve mesi Schweitzer aveva dovuto lasciarsi dire dal Demokratisches

1012
Wochenblatt. In ogni caso non era possibile fraintendere che cosa
Schweitzer intendesse per v ago confusionarismo s>. Egli alludeva non
I programma dellInternazionale, cui aveva per lappunto aderito, ben
s ai confusi rapporti delle societ di Norimberga con il Partito po
l l a r e tedesco. Ci nonostante il Demokratisches Wochenblatt cadde
nellequivoco, affermando che Schweitzer con quella sua scortese espres
sione aveva inteso riferirsi soltanto alla dottrina di Marx, che era
diversa da quella di Lassalle soltanto perch la privava di qualsiasi
mordente. Cosi ancora una volta Schweitzer fu definito traditore del
socialismo e della democrazia.
A questo punto soltanto il movimento sindacale rimaneva come
i ampo per unazione comune. Tuttavia le societ di Norimberga non
mandarono delegati al congresso operaio convocato da Schweitzer e
Fritzsche per il 27 settembre. Non perch, come Liebknecht pi tardi
ha ammesso, esse erano rimaste urtate da un presunto rifiuto di
Schweitzer ad ammettere la societ di Norimberga al congresso. Le
cose stavano invece nella maniera seguente. Dopo che lAssociazione
generale degli operai tedeschi era stata disciolta dalla polizia di Lipsia,
il Social-Demokrat dichiar che, tenendo conto della disposizione della
legge sulle associazioni secondo cui associazioni politiche non potevano
essere collegate una con laltra, associazioni operaie che hanno un
programma politico, come lAssociazione generale degli operai tedeschi,
c la maggioranza di Norimberga, non potevano essere rappresentate al
congresso come tali . Questa disposizione era dunque semplicemente
una disposizione formale, che avrebbe dovuto proteggere il congresso
da soprusi polizieschi; tuttal pi avrebbero avuto motivo di lamentarsi
le societ della minoranza di Norimberga che non avevano un program
ma politico, ma ciononostante, come aggiungeva il Social-Demokrat in
una nota, non avrebbero potuto essere rappresentate come tali al con
gresso, perch altrimenti si sarebbe fatto praticamente un trattamento di
favore ad un partito politico. Il congresso era aperto senza alcuna li
mitazione a tutti i rappresentanti dei sindacati gi esistenti, a tutti
i delegati di assemblee dei vari mestieri, o anzi di assemblee operaie in
generale.
Se mai pi che giustificato laltro rimprovero contro Schweitzer
e Fritzsche : che essi avevano cio precipitato la convocazione del con
gresso, non avevano atteso lesito del congresso di Norimberga per af
frontare poi insieme con la maggioranza vittoriosa lorganizzazione del
movimento sindacale; la questione del resto non era neppure particolar-

1013
mente urgente, poich cera ancora da aspettare molto tempo prima che
fosse concessa la libert di coalizione. Tuttavia Schweitzer e Fritzschc
avevano delle ragioni valide per battere il ferro finch era caldo. Essi
volevano avere gi organizzati i loro battaglioni e gi colma la cfssa
di guerra prima che sonasse ri segnale della lotta, inoltre a loro doveva
necessariamente importare di fronte alla resistenza nel loro stesso
partito che avrebbe guadagnato nuovo terreno per una speculazione molto
problematica sui risultati del congresso di Norimberga di creare al
pi presto un fatto compiuto e soprattutto importava loro impedire una
perfida manovra del partito progressista, che si stava accingendo ad
impadronirsi del movimento degli scioperi proletari per portarlo su una
falsa strada. pura invenzione dire che Liebknecht e Schweitzer si
fossero accinti alla fondazione dei sindacati, dopo che M ax Hirsch aveva
fatto un viaggio in Inghilterra per studiare le Trade Unions e trapian
tarle in Germania. liebknecht conosceva molto bene le Trade Unions
dallepoca del suo esilio inglese, e da quando era ritornato in Germania
aveva attirato su di esse lattenzione degli operai tedeschi con nume
rose conferenze, mentre Schweitzer da lungo tempo si era occupato delle
relative questioni sul Social-Demokrat, molto prima che M ax Hirsch
avesse la bella idea di ingannare sui loro veri interessi gli ambienti
operai ancora vicini al partito progressista con una imitazione deteriore
delle Trade Unions. La sua attenzione era caduta sulle Trade Unions
quando gi era in Inghilterra, dove si trovava per studiare le asso
ciazioni cooperative, e ci era accaduto a causa di Lujo Brentano che
realmente studiava i sindacati inglesi. U n saggio eloquente degli studi
di Max Hirsch il fatto che, dopo aver vantato agli operai tedeschi
per settimane gli uffici dei probiviri come la panacea della questione so
ciale, egli si rivolse chiedendo aiuto a Brentano, affinch lo aiutasse con
i suoi dati poich non aveva purtroppo nessun materiale sugli uffici
dei probiviri inglesi. Se questa formidabile ignoranza escludeva che
Liebknecht e Schweitzer avessero qualcosa da imparare da Max Hirsch,
la leggerezza con cui costui ciononostante pensava di mettersi a fondare
associazioni sindacali tedesche rendeva tanto pi desiderabile unazione
rapida contro i suoi intrighi.
N el frattempo lappello di Schweitzer e Fritzsche si era diffuso negli
ambienti operai tedeschi. Al congresso operaio, che fu aperto il 26 set
tembre, comparvero 206 delegati, che rappresentavano 142.008 operai
di 110 localit e dei pi diversi mestieri. Dettero come era naturale la
partecipazione pi attiva: i centri dellAssociazione generale degli operai

1014
IilrIli, Berlino con 27 e, se si calcola la vicina Brandenburg, addirittura
..... '12 delegati, Amburgo-Altona con 22, Elberfeld-Barmen con 11,
lliiiuswick con 7. Tuttavia anche dalla Germania meridionale venne un
minino non trascurabile di delegati, da Offenbach, Mannheim, H ei
delberg, Friburgo, Spira, Stoccarda, Augusta, Wiirzburg, cosi come non
malie .irono delegati dal regno di Sassonia, da Dresda, Freiberg, Glauchau
i> Lipsia.
Cosi il partito progressista fu colto di sorpresa. Esso pot, appena
tur giorni prima dellapertura del congresso, convocare quel che rima
neva degli operai meccanici che ancora lo seguivano circa 400 o
MIO persone ma tra i quali per si faceva gi strada lopinione che
non ci si doveva tenere lontani da una cosa buona solo perch i social
democratici avevano preso liniziativa. Persino Sohulze-Delitzsch dovette
gettarsi sulla breccia con un discorso nel quale vant se stesso come il
cupo nato degli oprai e infuri rumorosamente contro le chiacchiere
oziose di individui buoni a niente . Lassemblea elesse dodici delegati
i he, guidati da Max Hirsch, si sarebbero dovuti presentare al congresso
operaio per protestare contro lorganizzazione della guerra sociale.
Naturalmente questo tentativo di far fallire il congresso non riusc;
quando Max Hirsch nella prima seduta si abbandon a chiacchiere pro
lisse e inconcludenti, fu allontanato con il suo codazzo, mentre Schulze,
inesso con le spalle al muro da un inviato di Schweitzer, fu costretto a
negare, pi per prudenza che per amore della verit, di aver alluso con
la frase oziose chiacchiere di individui buoni a niente allappello di
Schweitzer e Fritzsche. Questo comportamento tuttaltro che eroico gli
procur una risoluzione molto ruvida da parte del congresso, che di
chiarava in pari tempo di riconoscere nei meccanici di Berlino i propri
fratelli e che lallontanamento dei loro delegati era diretto soltanto contro
dei malintenzionati. Purtroppo questa benevola dichiarazione non servi
a placare loffeso spirito di corpo dei meccanici berlinesi, che aderirono
piu strettamente al partito progressista. Per il resto il congresso operaio
si svolse in piena armonia, e dopo quattro giorni di dibattiti port alla
fondazione di dieci maestranze e di una lega delle maestranze. Ci si
era decisi per la parola maestranza perch la maggioranza dei delegati
temeva che la parola sindacati risvegliasse in molti operai sgraditi ri
cordi di aspirazioni corporativistiche1. Le dieci maestranze che furono

1 In tedesco la differenza tra Arbeiterschaft e Gerwerkschaft : le due


parole sono state tradotte qui, seguendo per la prima il Sacerdote, rispettivamente
< maestranza e sindacato .

1015
costituite immediatamente erano: i calzolai, i sarti, i muratori, i fornai,
i metallurgici, gli ebanisti, i manovali e gli operai di fabbrica, i lega
tori di libri, i sellai, gli operai delle miniere, delle fonderie e delle sa
line, infine i tintori,' i tessitori, e gli operai delle manifatture. Pei
ognuno dei sindacati il congresso elabor progetti di statuto che da essi
potevano essere accettati, modificati o respinti, secondo il loro parere,
soltanto come membri della lega erano obbligati ad osservare i principi
e vi potevano entrare appena contavano 500 membri. La lega a sua volta
era organizzata secondo il modello dell'Associazione generale degli ope
rai tedeschi come una collettivit di lotta per attuare vittoriosamente gli
scioperi. La presidenza, costituita da tre membri e da due supplenti,
era eletta con il suffragio universale di tutti i membri; allassemblea
generale venivano inviati delegati locali dalle singole maestranze, e di
essi ognuno disponeva dei voti corrispondenti al numero dei membri
della maestranza della localit da lui rappresentata, nel comitato infine
ogni maestranza era rappresentata dal fiduciario, che disponeva di un
voto per ogni 500 membri della sua maestranza. Tuttavia il comitato
aveva poteri incomparabilmente pi vasti della direzione, l'istanza cor
rispondente dellAssociazione generale degli operai tedeschi. Esso solo
in particolare poteva decidere se uno sciopero doveva essere considerato
come una questione riguardante lintera lega e avrebbe dovuto essere
listanza deliberante, mentre la presidenza era soltanto esecutiva.
Fra i sindacati gi esistenti, i sarti entrarono provvisoriamente nella
lega con la riserva dellapprovazione della loro assemblea generale, mentre
i delegati dei sigarai e dei carpentieri dichiararono di voler racco
mandare energicamente l'ingresso alle loro assemblee generali. Il rappre
sentante della lega dei tipografi respinse ladesione, affermando di avere
i poteri per votare soltanto per un collegamento federalistico e non cen-
tralistico dei singoli sindacati. La proposta di attendere a costituire la
lega, finch le singole maestranze si fossero organizzate e quindi di
convocare una nuova assemblea generale fu motivata accennando ad
altri elementi socialisti che non si potevano respingere, ma fu re
spinta dopo una esauriente discussione, durante la quale gli oratori della
maggioranza convalidarono la loro opinione affermando che tutte le
correnti della classe operaia tedesca avrebbero potuto farsi rappresentare
al congresso, che una nuova assemblea generale avrebbe causato grandi
spese e che bisognava negare agli avversari borghesi della causa operaia
la possibilit di nuovi intrighi. Il congresso si defin prima assemblea
generale e insedi la prima presidenza, di cui facevano parte Schweitzer,

1016
Ffiuscile e Klein, un operaio di fabbrica di Elberfeld. Parimenti fu co-
tl li ulto immediatamente il primo comitato nel quale i delegati dei
litinticri che si volevano organizzare in maestranze elessero ciascuno un
Ailm iario. Il Social-Demokrat fu scelto come organo della Lega.
Il 5 e l8 ottobre Schweitzer aveva scritto a Marx a proposito del
ningresso. Il testo delle sue lettere fino ad oggi non si conosciuto, si
0 mosce invece la risposta che Marx scrisse il 13 ottobre a Schweitzer1.
l'i'i quanto se ne pu dedurre, Schweitzer aveva chiesto a Marx un
pni'tjrc sulle sue proposte al congresso e di fare da mediatore nel mo
vimento sindacale fra lAssociazione generale degli operai tedeschi e le
voi ict di Norimberga. Marx si dichiar disposto a questa mediazione e
|innnise una piena imparzialit; aggiunse che, come segretario dellInter-
IHuionale per la Germania, aveva gi ripetutamente ammonito per la
concordia, che alla risposta datagli - che cio Schweitzer stesso pro
vocava la guerra e gli si mandavano in proposito dei brani del Social-
1h-mokrat come prova aveva dichiarato di doversi necessariamente
limitare al ruolo di chi imparziale davanti a un duello. N on si pu
pillare pi lealmente di come Marx qui parla; tuttavia anche questa
volta egli non era esattamente informato sulla situazione in Germania.
Schweitzer non ha provocato la guerra e anche Marx deve essersene
( torto sulla base delle prove che gli erano state inviate, nelle quali
Schweitzer si limitava a respingere delle provocazioni, altrimenti dif
ficilmente avrebbe scritto in maniera cosi amichevole a Schweitzer.
Proprio in questa lettera egli riconosce incondizionatamente lenergia
i' l'intelligenza, con cui Schweitzer agiva nel movimento operaio te
desco, ben diversamente dal Demokratiscbes Wochenblatt che un paio
ili settimane prima aveva accusato Schweitzer di tradimento della de
mocrazia e del socialismo per lennesima volta.
Tuttavia Marx, se era leale verso Schweitzer, era anche onestamente
contro di lui. Non nascose che lo statuto della Lega delle maestranze
era sbagliato dal punto di vista di principio. Lorganizzazione prescelta,
i Ile si adattava bene alle societ segrete e ai movimenti di setta, era in
contraddizione con lessenza delle Trade Unions. Egli la riteneva im
possibile, ma, anche se fosse stata possibile, non sarebbe stata desiderabile,
unto meno per la Germania. Qui dove loperaio era trattato burocra-

1 La lettera di Marx a Schweitzer stata pubblicata recentemente in M a r x -


I NGELS, Ausge-whlte Briefe, Berlin 1953, p. 246. Si vedano per le lettere di
questo periodo in Carteggio Marx-Engels, trad. it. cit., voi. V, pp. 244-266.

1017
ticamente fin'da ragazzo e credeva all'autorit, alle istanze superiori, bi
signava innanzitutto insegnargli ad agire in modo autonomo. Lo statuto
non era adatto neppure a promuovere la rapida azione che Schweitzer
aveva in animo: lassemblea generale, il comitato, la presidenza intera
mente superflua, tre poteri indipendenti di origine diversa, sarebbero
entraci in conflitto ad ogni occasione; nelle Trade Unions si trattava
quasi sempre di questioni di denaro e in queste cessava qualsiasi dit
tatura. Ci nonostante Marx ammetteva la possibilit che gli errori
dellorganizzazione potessero forse essere pi o meno eliminati con una
prassi ragionevole.
Marx non approvava che Schweitzer ponesse ad un movimento di
classe la richiesta di subordinarsi ad un movimento di setta. Questo
rimprovero era perfettamente giustificato in quanto Schweitzer voleva
aggiogare il movimento sindacale, come un mezzo sussidiario di secondo
ordine, allorganizzazione politica; ma non era giustificato in quanto
Marx in questa lettera parlava di Lassalle come del fondatore di una
setta e dellAssociazione generale degli operai tedeschi come di un mo
vimento settario, e sarebbe stato doppiamente ingiustificato se Marx
anche se non lo diceva apertamente e forse neppure lo pensava ma
lo si poteva leggere fra le righe della sua lettera avesse ritenuto le
societ di Norimberga e il Partito popolare sassone come il solo mo
vimento di classe del proletariato tedesco. In Germania le cose non sta
vano cosi. Si pu dire piuttosto che lAssociazione generale degli operai
tedeschi era una forma del movimento di classe incomparabilmente pi
sviluppata delle societ di Norimberga e del Partito popolare sassone.
Lo stesso 13 ottobre in cui Marx scrisse la sua lettera a Londra, il
Social-Demokrat pubblicava a Berlino un articolo di Schweitzer che spie
gava il concetto e lessenza dellInternazionale assolutamente come li
intendeva Marx. In esso era detto che chi apparteneva allAssociazione
generale degli operai tedeschi apparteneva anche allInternazionale, pi
o meno come un cittadino del cantone di Uri anche un cittadino
della Svizzera. Le organizzazioni nazionali degli operai erano necessarie
perch, e fino a quando, nelle varie nazioni civili esistevano grandi di
versit di cui la battaglia per lemancipazione del proletariato doveva
tener conto. Ma le cose si sviluppavano in modo, e questo sviluppo do
veva essere favorito, che la direzione centrale dellInternazionale avrebbe
potuto sempre pi sostituire l azione dei centri nazionali del movimento
operaio. Non erano queste, certo, opinioni da caposetta e Schweitzer,
per il fatto che Marx gli rimproverava anche errori di cui si sapeva

1018
libero, deve essere stato indotto a sottovalutare involontariamente il peso
ilei rimprovero che Marx gli faceva con ragione. Ma se rimaneva del
l'opinione che il movimento sindacale fosse un mezzo sussidiario, subor
dinato del movimento politico, le sue maestranze erano ideate in modo
l'crfettamente conseguente e logico; egli deve essere stato indotto a non
li ner conto della disapprovazione di Marx anche perch i suoi avversari
progressisti riconobbero che, se si trattava della guerra fra capitale e
lavoro, la Lega delle maestranze era egregiamente organizzata.
I progressisti, subito dopo la chiusura del congresso, si misero a
fondare associazioni sindacali, secondo il famigerato principio che fra
i iipi tale e lavoro vi armonia di interessi. Hirsch, lapostolo dellarmonia,
avrebbe dovuto sostituire Schulze, lapostolo del risparmio, ormai fuo-
il uso. Trascurando il fatto che gli operai organizzati nelle Trade
I tmions dovevano alle loro faticose lotte decennali, condotte con i pi
Immensi sacrifici, se venivano trattati nelle Camere di arbitraggio a
purit di diritti, Max Hirsch si illuse o fece finta di illudersi che la
guerra cui le Trade Unions unicamente e soltanto dovevano i loro
nuocessi, fosse stata un colossale errore, e che la passabile situazione di
pace, cui i fabbricanti inglesi si erano adattati per rispetto verso il potere
delle Trade Unions, fosse la naturale situazione fra capitale e lavoro. I
progetti di statuto delle associazioni sindacali progressiste imitarono lo
uatuto delle grandi Trade Unions togliendogli per la spina dorsale;
essi invitavano i padroni come gli operai ad unamichevole adesione
c Max Hirsch dichiarava che le sue associazioni sindacali non do
vevano affatto assicurare esclusivamente i diritti e gli interessi degli
operai ma nella stessa misura i diritti e gli interessi degli sfruttatori.
Le prospettive pratiche di questa organizzazione riposavano sullipotesi
die i padroni tedeschi avrebbero concesso volontariamente alle associa
zioni sindacali bene intenzionate ci che le Trade Unions avevano
strappato ai padroni inglesi. Il primo industriale con cui si dovette fare
la prova fu Borsig. Egli avrebbe dovuto licenziare su richiesta del sin
dacato progressista dei meccanici un caporeparto che aveva schiaffeg
giato un operaio; ma quando Schulze-Delitzsch e Max Hirsch si presen
tirono al re delle locomotive, questi non fece altro che metterli alla
|xirta con uno schiaffo morale.
Era da prevedere che i sindacati progressisti ben presto sii sarebbe
ro arenati. Anche la resistenza che la frazione della contessa Hatzfeldt,
attaccandosi nella sua maniera ortodossa alle parole di Lassalle, opponeva
al movimento sindacale non poteva avere molto peso. Il frazionamento

1019
del movimento poteva essere evitato, se lAssociazione generale degli
operai tedeschi si fosse messa daccordo con le societ di Norimberga e
il Partito popolare sassone. Marx aveva mantenuto la sua promessa ed
era intervenuto come mediatore. A suo modo il Demokratischei Wo-
chenblatt parl in maniera relativamente amichevole del congresso ope
raio di Berlino. Quindi Bebel, come presidente della Lega delle societ
operaie tedesche, pubblic su questo giornale lo statuto, da lui progetta
to, per unioni sindacali tedesche, che teneva il mezzo ed anzi il giusto
mezzo tra le vie battute da Schweitzer e Max Hirsch. Esso cominciava
ledificio non dal comignolo bens dalla fondamenta, e rinunciava ad
ogni centralizzazione dittatoriale dei sindacati, mentre i singoli sinda
cati si organizzavano come robuste leghe per assicurare gli interessi e
i diritti dei loro membri verso il capitale. Per la sua semplicit e man
canza di pretese lo statuto di Bebel fece unimpressione pi favorevole
del torreggiarne e artificioso edificio di Schweitzer e delle chiacchiere
dottrinarie e annacquate dello statuto progressista; in confronto a que
sti statuti esso era much more workmanlike1 come disse un conosci
tore inglese delle Trade Unions.
In pari tempo unassemblea di delegati degli operai di Lipsia, riuni
tasi il 26 novembre sotto la presidenza di Bebel, approv allunanimit
una risoluzione approvata da Liebknecht, secondo la quale, respinta qual
siasi alleanza con i sindacati progressisti, le maestranze di Schweitzer e
i sindacati delle societ di Norimberga avrebbero dovuto convocare,
dopo reciproco accordo, unassemblea generale sindacale allo scopo della
unificazione e della fusione. Fino a quel momento per avrebbero dovuto
entrare in un rapporto contrattuale, cio appoggiarsi reciprocamente con
le loro casse e possibilmente eleggere un comitato provvisorio comune.
A questa offerta, resa nota di nuovo per la prima volta dalla Zukunft,
la presidenza e il comitato della Lega delle maestranze risposero, pure
con una decisione allunanimit, con un secco rifiuto. Laccordo fra gli
operai era la prima esigenza perch i sindacati fiorissero. La fondazione
di un terzo gruppo di sindacati, a loro parere, suscitava la discordia degli
operai; i signori Bebel e Liebknecht potevano quindi risparmiarsi di
ricostituire con lofferta di un accordo la concordia da loro disturbata. Se
essi veramente non volevano turbare la concordia del movimento sinda
cale, era loro dovere entrare nella Lega delle maestranze, agirvi allinter-

1 Molto pi adatto per gli operai.

1020
I
no per le modifiche che loro sembravano giuste e in ogni caso sotto
mettersi alla maggioranza.

In questo modo il frazionamento del movimento sindacale era deciso.


La colpa non ricade esclusivamente n sulluna n sullaltra parte; il che
significa in altre parole soltanto che il frazionamento, con tutti i suoi
deplorevoli effetti, era dato dalla situazione. Anche se i tentativi di
unificazione fossero andati pi avanti di quel che accadde, prima o poi
si sarebbero arenati nel punto in cui dovevano fallire. La frattura che
divideva la classe operaia tedesca era ancora troppo profonda per poter
essere colmata dalloggi al domani. Per colmarla era necessario che i
contrasti si esaurissero completamente.

1021
I l Partito operaio socialdem ocratico

Dopo la conclusione del congresso operaio di Berlino, il 10 otto


bre 1868, Schweitzer insieme con altri compagni aveva ridato vita al
lAssociazione generale degli operai tedeschi, con quelle modifiche nel
lordinamento che erano diventate necessarie per le varie decisioni dei
tribunali e della polizia, allo scopo di sottrarre il pi possibile alle auto
rit tutti i pretesti formali per perseguitare il movimento operaio. Al
tempo stesso Schweitzer trasfer la sede dellassociazione a Berlino. Anche
questo gli stato severamente rinfacciato come un colpo da furfante ,
come un consegnare il movimento operaio a Bismarck, mentre senza
dubbio era la tattica pi giusta che Schweitzer potesse seguire. A Lipsia
o a Amburgo lassociazione non era pi sicura che a Berlino; proprio
a Lipsia la polizia aveva cominciato una perfida e meschina campagna
contro il nascente movimento sindacale, mentre, se si fosse sviluppata
con sempre maggiore energia nel centro della politica tedesca, in piena
legalit, sia pure rispettando le leggi sulle associazioni, lassociazione
poteva difendersi meglio che altrove.
possibile che il governo prussiano volesse avere a Berlino la sede
dellassociazione per tollerarla o reprimerla secondo i bisogni della sua
politica; ci si potrebbe argomentare almeno dal fatto che esso, nono
stante tutte le altre vessazioni, per alcuni anni non disciolse lassociazione
come tale. Da quando la borghesia era diventata la sua serva devota,
linteresse demagogico di Bismarck per il movimento operaio si era
notevolmente raffreddato. Il memorandum di Diihring era stato degra
dato da azione politica a speculazione privata. Wagener lo aveva redatto
sotto il proprio nome senza lapprovazione dellatore, che perci gli
intent un noioso processo. Ma Bismarck sapeva sempre che la pi dif
ficile prova della sua politica non era ancora venuta, e sulla fine di quel
decennio non si mise a perseguitare il movimento operaio come gli
sarebbe piaciuto. Era una situazione ibrida, cui Schweitzer si adatt come
l.iebknecht e Bebel si adattavano alla ibrida situazione della libert di
tampa in Sassonia; il suo scopo finale rimaneva, come in passato, far
diventare il movimento operaio in tutte le circostanze, favorevoli e sfa
vorevoli, una potenza che non potesse essere pi repressa, neppure tem
poraneamente, dalla politica di violenza dello Stato reazionario di polizia.
Egli poteva certo considerare come un bel successo il fatto che lo
wioglimento dellAssociazione generale degli operai tedeschi non aveva
provocato nessun sbandamento nelle file del partito. Dopo tre settimane
di paralisi il suo sangue fluiva tanto pi rdente e tanto pi rapi
damente. Quando Schweitzer, il 1 dicembre 1868, entr in carcere per
espiarvi una condanna di tre mesi, pot annunciare in un discorso sulla
situazione finanziaria che con linizio del nuovo anno si sarebbe comin-
i iata lagitazione sistematica con propagandisti stipendiati, sicch era
stato raggiunto uno degli scopi che Lassalle si era posto nella Lettera
aperta. Durante la prigionia di Schweitzer, Tolcke, che perci si trasfer
a Berlino, assunse la direzione dellassociazione; Fritzsche, quella della
lega; Hasselman, la direzione del Soctd-Demokrat. Allinizio del nuovo
unno alcune elezioni suppletive confermarono la forza crescente del par
tito. Per la prima volta a Duisburg esso conquist una vittoria nelle
elezioni di primo grado. Hasenclever vinse con 6.792 voti sia sul can
didato conservatore che su quello nazionalliberale. A Celle nelle elezioni
primarie York ebbe 2332 voti ma fu sconfitto di stretta misura nel
ballottaggio, dove ottenne 5259 voti.
Sul finire dellanno Schweitzer ebbe qualche settimana di permesso
per la sepoltura del padre e per mettere ordine nelle questioni dellere
dit. Egli utilizz la libert riconquistata per indire lelezione del pre
sidente e convocare lassemblea generale per Pasqua a Elberfeld-Barmen
e anche per iniziare l'agitazione nella Germania meridionale e nel regno
di Sassonia. A questo proposito il Demokratisches Wocbenblatt si per
mise osservazioni molto maligne: Schweitzer aveva ottenuto un per
messo per ragioni di famiglia allo scopo di seminare la discordia nel
movimento democratico, adesso che la creatura di Bismarck si trovava
di fronte ad una crisi difficile. Queste allusioni velenose non avevano
una base reale. La creatura di Bismarck non si trovava davanti ad una
difficile crisi e Schweitzer non fece se non ci che imponevano gli in
teressi dellassociazione. La convocazione dellassemblea generale e la
organizzazione delle elezioni del presidente dovevano accreditare l

1023
ricostituzione dellorganizzazione, ed erano concessioni al principio de
mocratico. Quanto allagitazione nella Germania meridionale e in Sas
sonia, Schweitzer non fece altro che eseguire una decisione dellassemblea
generale di Amburgo.
Anche nellattuare praticamente questa decisione egli non agi uni
lateralmente. Utilizz il suo soggiorno a Francoforte per discutere lagi
tazione nella Germania meridionale con 25 membri della direzione e
fiduciari. Su loro proposta egli la affid al tecnico von Bonhorst di
Wiesbaden, al calzolaio Klsche di Magonza e al metallurgico Hau-
stein di Offenbach, ne stabili la durata in sei settimane e per essa
diede 200 talleri alla cassa dellassociazione. Egli quindi regol in ma
niera analoga lagitazione a Berlino e nel regno di Sassonia. Questa
fu affidata al sarto Liebisoh di Amburgo e al calzolaio Schumann di
Berlino.

1. Agitazioni nella Germania meridionale e in Sassonia

Nella Germania meridionale il movimento operaio dalla morte di


Lassalle era andato avanti assai lentamente. Il vecchio odio per la Prus
sia, che gli avvenimenti del 1866 avevano rinvigorito, si allarg da
gli ambienti piccolo-borghesi a quelli proletari, allontanandoli perci
dallAssociazione generale degli operai tedeschi.
Nel Wurttemberg per esempio, lagitazione socialdemocratica fino
al 1869 non era mai riuscita a prendere veramente piede. Certo le
illusioni alla Schulze erano completamente finite nella Lega delle so
ciet operaie del Wurttemberg; la rapidit con cui il grande capi
tale spazzava via ogni genere di piccole istituzioni per il mutuo soc
corso, le associazioni dei tessitori, le banche per gli artigiani, le
cooperative per la costruzione di case operaie, apri ben presto gli
occhi agli operai. Durante la guerra tedesca la lega aveva tenuto
lassemblea annuale a Biberaoh, nella quale si fece sentire la pi de
cisa tendenza ad occuparsi di questioni politiche con grande dispetto
degli Edurad Pfeiffer, Kilian Steiner, Gustav Siegle ed altri magnati
della borsa e dellindustria di Stoccarda, che fino a quel momento
avevano dettato legge nelle associazioni operaie di cultura. Il loro sde
gno ebbe il solo effetto di far trasferire la sede della lega, nellas
semblea annuale del 1867, da Stoccarda a Goppingen, dove rimase da
quel momento in poi e dove anche cominci ad uscire un piccolo men

1024
sile come suo organo. Pfeiffer e compagni mantennero sotto il loro con
trollo soltanto la societ operaia di Stoccarda che essi dominavano con
i primi operai e i capiofficina delle fabbriche chimiche di Siegle; oltre
a quella societ a Stoccarda esisteva una societ operaia democratica. Ma
miche se aveva rotto con Schulze, la lega rimaneva ancora legata al Par
tito popolare svevo la cui cassa regionale aveva sopportato le spese per
inviare i suoi delegati al congresso di Norimberga. Allinizio del 1869
l.t lega contava 21 societ con 1564 iscritti che formarono con le societ
sassoni il pi forte sostegno della maggioranza di Norimberga; nel nu
mero di gennaio dellorgano della lega fu dichiarata guerra ai propa
gandisti di Schweitzer nel caso che si fossero presentati in terra sveva.
Pi o meno come nel Wurttemberg, stavano le cose nella maggior
parte della Germania meridionale. Anzi, persino in regioni industrial
mente molto sviluppate, il movimento proletario qualche volta non era
neppure arrivato fino a quel punto. Le vecchie societ operaie di Fiirth
c di Norimberga rimasero, anche dopo il congresso di Norimberga,
nella scia del partito progressista, e soltanto gli operai piu avanzati erano
vicini al partito popolare. A Fiirth essi erano organizzati nella societ
operaia Avvenire che si occupava pi di questioni politiche che so
ciali aveva un atteggiamento ostile verso il movimento di Lassalle,
perch non ne comprendeva ancora il carattere di classe. In essa i de
mocratici borghesi avevano voce in capitolo, ma la loro influenza trov
ben presto un contrappeso in Gabriel Lowenstein, un passamanaio, presi
dente della societ, che aveva presieduto il congresso di Norimberga ac
canto a Bebel, un uomo dallingegno estremamente pratico ed attivo
che nelle questioni pi immediate dellamministrazione comunale, nella
lotta contro la cricca cittadina, seppe illuminare se stesso e i suoi com
pagni sugli interessi di classe del proletariato. A Norimberga, dopo il
congresso, una piccola frazione si distacc dalla vecchia societ operaia,
per organizzarsi indipendentemente sotto il nome di societ dei Pio
nieri e pi tardi sotto il nome di Societ operaia di cultura. Era un
piccolo gruppetto che agli inizi condusse unesistenza molto stentata,
ma sempre pieno di coraggio e sempre senza denaro. Un po alla volta
per questo gruppo si fece sentire dalla vecchia societ operaia, che
per parte sua aveva capito che i mestatori progressisti si curavano della
societ soltanto quando ne avevano bisogno. Del resto il fallimento di
una cooperativa di consumo, ad essa strettamente collegata, le dette il
colpo di grazia.
Assolutamente senza risultati, tuttavia, lAssociazione generale degli

1025
operai tedeschi non era rimasta anche al di l del Meno. Da Magonza la
sua propaganda si spinse fino a Worms, Heidelberg e in particolare a
Mannheim, dove ben presto 400 membri si raccolsero attorno alla sua
bandiera. Ad Augusta resisteva un gruppo energico e tenace di aderenti,
alla cui testa era il compositore tipografo Tauscher. Insieme col compo
sitore tipografo Neff, Tauscher aveva fatto propaganda anche a Monaco,
dove ben presto si trasfer N eff per agire con il compositore tipografo
Franz in mezzo al proletariato della capitale bavarese; con il loro in
stancabile zelo questi uomini riuscirono a portare lassociazione a Ans-
bach, Wiirzburg, Schweinfurt, Hof, Kaufbeuren e Kolbermoor. Invece
non riuscirono a stabilirla a Fiirth e Norimberga.
N el frattempo lo sviluppo economico spazzava via le trincee di carta
dietro le quali si era schierato lastioso odio per la Prussia del particola
rismo tedesco meridionale. LUnione doganale non scherzava. Rinno
varla era interesse della borghesia come del proletariato, cosicch queste
grandi classi della societ borghese moderna, l dove erano giunte a
prendere una netta fisionomia, misero risolutamente da parte tutte le
sofferenze del particolarismo monarchico e repubblicano. Quando la
Camera bavarese si oppose al rinnovo dei trattati dellUnione doganale,
Tauscher convoc per il 29 ottobre 1867 nella Sala dei tre re una
assemblea cui parteciparono migliaia di operai incoraggiati dai loro pa
droni. Tauscher lesse con voce tonante e fra tempeste di applausi il pro
getto di un messaggio alla Camera in cui si chiedeva categoricamente
lapprovazione dei trattati dellUnione doganale. Sebbene egli stesso a-
vesse scelto lo stile della rottura, necessario per far luce nelle teste
dure degli junker, ad alcuni redattori liberali il messaggio sembr re
datto in modo ancora troppo sobrio ed essi chiesero di inserire
una frase nella quale si prometteva alla Camera che, se si fosse osti
nata a rifiutare, avrebbe sentito i pugni degli operai battere alle sue
porte. Con questo abbellimento, accettato ben volentieri, il messaggio
parti per Monaco e due giorni pi tardi gli junker batterono in
ritirata.
Sulla base dei trattati dellUnione doganale, ebbero luogo nella pri
mavera del 1868 nella Germania meridionale le elezioni per il parla
mento doganale. Soltanto poche centinaia di voti toccarono ai candidati
operai, di cui 152 a Tauscher ad Augusta, ma luso pratico del suffragio
universale non manc davere un effetto duraturo sugli operai meridio
nali. Lo stesso si pu dire per il movimento sindacale cominciato nella
Germania settentrionale. Lassociazione dei sigarai si estese a Mannheim

1026
e persino a Stoccarda, dove anche i tipografi avevano una rigida orga
nizzazione che abbracciava quasi tutti i garzoni; ad Augusta in pochis
simo tempo si ebbero 1500 operai organizzati, fra i quali 800 operai
delle manifatture e 400 metallurgici; anche a Norimberga cominciarono
a stringere le file i metallurgici, i calzolai e i sarti. Il proletariato della
Germania meridionale si muoveva nei luoghi pi diversi sicch gli au
spici, sotto cui Bonhorst, Klsch e Haustein iniziarono la loro agita
zione, erano abbastanza favorevoli.
La borghesia meridionale seppe anche valutare il pericolo e fece di
tutto per cacciar via questi temibili intrusi. Ci le riusc a Karlsruhe e
Pforzheim, in compenso fu battuta tanto pi vergognosamente a Fri
burgo dove quella vecchia mummia di Venedey cerc di opporsi agli
apostoli dellodio , appoggiato in questo dal giovane e speranzoso
pensatore Adolf W agner con una eloquenza, a sentire le testimonianze
degne di fede della stampa capitalistica, demolitrice . D altra parte
questa vittoria rimase anche lunico grande successo che i propagandisti
registrarono su di un terreno ancora vergine. Altrimenti essi dettero al
lagitazione un nuovo impulso dove essa gi esisteva: a Worms, Heidel
berg, Mannheim, poi ad Augusta, Monaco, Wiirzburg. A Fiirth e a
Norimberga, dove li accompagn Tauscher, dovettero lottare sia contro
i progressisti che contro il partito popolare. Lassemblea di Fiirth fu di
sciolta dalla polizia, allassemblea di Norimberga vinsero i popolari. Gli
agitatori lasciarono da parte il Wiirttemberg, ad eccezione di una piccola
spedizione a Ulma, ma anche qui il ghiaccio cominciava a rompersi.
Verso la Pentecoste del 1869 lebanista Leickhardt di Stoccarda, che
per due anni aveva lavorato tra gli iscritti dellAssociazione generale de
gli operai tedeschi ad Amburgo, torn nella citt natale e vi inizi lagi
tazione socialista. Gli agitatori della Germania meridionale avevano fatto
abbastanza per una prima avanzata; il rumore della stampa borghese ri
vel quanta paura i suoi padroni avessero per quelle poche vittorie di
Pirro, che essi erano riusciti ad ottenere. Lagitazione ebbe un risultato
pi sfavorevole nel regno di Sassonia, sebbene Liebisch e Schumann si
impegnassero fino al pieno esaurimento delle loro forze fisiche. Essi a-
vrebbero dovuto ristabilire lunit dellelemento operaio tedesco para
lizzata dalle aspirazioni separatiste della contessa Hatzfeldt e dei
signori Bebel e Liebknecht , ma era pi di quel che potessero fare.
Lassociazione della contessa Hatzfeldt era certo in pieno dissolvimento,
ma proprio allora la lotta contro i sindacati aveva infiammato ancora
una volta il fanatismo della setta, e nel marzo 1869 in una votazione

1027
suppletiva a Freiberg Mende era stato eletto al parlamento contro un
candidato conservatore particolarista. Tuttavia sarebbe stato facile su
perare questo avversario se gli agitatori sassoni non avessero dovuto
logorare le loro forze migliori nella lotta con le societ operaie e
le societ popolari che si raggruppavano intorno al Demokratisches
Wochenblatt.
Dal punto di vista politico, questo giornale si atteneva ancora alla
linea ostile alla Prussia e vicina al partito popolare; nel suo numero di
Capodanno del 1869 esso salut lAustria ringiovanita e armata per
vendicare la perfida aggressione del 1866. In netta opposizione il Social
Demokrat scriveva nello stesso periodo sulla truffa liberale borghese
in Austria che contro gli operai agiva in maniera piu brutale, arbitraria
ed odiosa di quanto mai fosse avvenuto in Prussia. Non molto tempo
dopo anche Marx disse che in Austria pi che altrove la classe media
liberale rivelava i suoi istinti egoistici, la sua inferiorit intellettuale e la
sua rabbia meschina contro la classe operaia; mentre Albert Lange non
trovava espressioni sufficientemente amare per la triste sorte del libe
ralismo con cui Beust cercava ipocritamente di mascherare i pi mise
rabili colpi di mano della reazione. Ma, accanto allodio unilaterale per
la Prussia, il carattere proletario del Demokratisches Wochenblatt si ri
vel tanto pi nettamente da quando la Lega delle societ operaie te
desche, nel dicembre 1868, lo aveva scelto come suo organo. Indebolita
dalla scissione di Norimberga essa aveva dovuto lasciare che la Arbeiter-
halle di Mannheim cessasse le pubblicazioni; adesso Bebel curava sul
Demokratisches Wochenblatt le questioni del Capoluogo e degli
operai , occupandosi poco di alta politica ma tanto pi a fondo e
abilmente di una pi rigorosa organizzazione della lega, che era an
cora poco compatta. In questo fu appoggiato energicamente da Motteler,
che gli era pari per doti organizzative e a Crimmitschau svolgeva con
grande successo una propaganda sindacale e politica tra il proletariato del
l'industria tessile.
Delle 72 societ della maggioranza di Norimberga, un poco alla
volta 5 si distaccarono per diverse ragioni, invece nel corso di un anno
se ne aggiunsero altre 42, sicch la lega contava 109 societ con 10.000
iscritti. Tuttavia essa doveva combattere con le pi grandi difficolt,
specialmente finanziarie. Poich ogni iscritto doveva pagare soltanto un
soldo come quota annuale, le entrate annuali arrivavano a poco pi di
300 talleri, con cui si dovevano coprire non soltanto le spese di agi
tazione e organizzazione ma anche i notevoli deficit del Demokratisches

1028
Il"ochenblatt. Con una circolare nel marzo 1869, Bebel invit gli iscritti
versamenti volontari straordinari, sottolineando che la cassa della lega
lino a quel momento aveva dovuto contare sull appoggio di altri amici
die erano al di fuori della nostra cerchia ristretta. Questi amici era
no l'architetto di corte Demmler di Schwerin, coraggioso- democratico
|ii,into famoso artista, e soprattutto il fondo per la rivoluzione, che
un tempo Kinkel e W illich avevano raccolto negli Stati Uniti e adesso
eia amministrato a Zurigo da Ladendorf ed altri profughi. D a questo
loinlo la lega delle societ operaie tedesche aveva ricevuto poco per volta
DUO franchi impiegati in parte notevole per il Demokratisches Wocken-
b U tt.
Nel pieno di questo difficile lavoro di riorganizzazione, scoppi lagi-
luzione ostile dellAssociazione generale degli operai tedeschi e il respin
gerla inghiott le gi misere somme, che avrebbero potuto essere utilizzate
pei scopi pi utili. Cosi si spiega laccanimento violento con cui Bebel e
Mrbknecht attaccarono Schweitzer e il successo che essi ebbero con gli
operai sassoni. Essi stessi per sottolinearono di essere in linea di prin-
ripio sullo stesso terreno dellAssociazione generale degli operai tede-
si Ili, e infatti IT I febbraio la prima assemblea di operai di Lipsia, nella
,inale Bebel e Liebknecht si scontrarono con Schumann, si concluse con
la decisione di convocare il 7 marzo, in occasione di unassemblea re
gionale del Partito popolare sassone, un congresso di operai a Hohen-
itcin-Ernstthal, per cominciare lagitazione contro la reazione sassone
i he aveva preso a mostrare le unghie. Per la convocazione di questo con
gresso fu costituito un comitato nel quale accanto ad un seguace della
(ontessa Hatzfeldt sedevano tre membri dellAssociazione generale de-
rli operai tedeschi e del Partito popolare sassone. Tre giorni dopo ebbe
termine una seconda assemblea di operai di Lipsia, nella quale Liebisch
parl e fece una specie di tentativo di unificazione presentando la pro-
Isosta che Liebknecht e Schweitzer discutessero in unassemblea pub
blica le loro accuse reciproche.
Certo non si mai potuto sapere chiaramente se questa proposta fu
accettata o respinta. Tuttavia Liebknecht, che come Bebel non aveva
assistito allassemblea, si dichiar pronto in una dichiarazione pubblica
.1 dimostrare da solo o con Bebel, a Lipsia o a Berlino o nella prossima
assemblea generale dellAssociazione generale degli operai tedeschi, o
m un giuri davanti al Consiglio generale dellInternazionale, che Schweit-
/.cr, per denaro o per inclinazione, sabotava sistematicamente dalla fine
ilei 1864 lorganizzazione del partito operaio, faceva il giuoco del ce-

1029
sarismo bisrr ckiano e faceva fallire tutti gli sforzi per stabilire lunitt
del partito, li Socd-Demokrat accett questa sfida nel senso che Bebcl
e Liebknecht furono invitati ufficialmente allassemblea generale del
lAssociazione generale degli operai tedeschi, per dimostrare in quella
sede le loro accuse contro Schweitzer.

2. Il congresso di Eisenach

Mentre accadevano queste cose, Schweitzer era di nuovo in carcere.


Ma Tlcke poteva essere sicuro, accettando la sfida di Liebknecht, di
aver agito secondo le intenzioni di Schweitzer, il quale non poteva au
gurarsi niente di meglio che il tentativo di Liebknecht di accusarlo da
vanti allassemblea generale. Con la sua rielezione quasi unanime a pre
sidente, aveva ricevuto da poco un voto di fiducia da parte dellassocia
zione, che non poteva accettare le note accuse di Liebknecht senza rin
negare i suoi sei anni di storia. Cosi Schweitzer, quando il 5 marzo fu
nuovamente rilasciato dal carcere per la riapertura del Reichstag della
Germania settentrionale, dichiar che avrebbe adoperato tutta la sua
influenza perch persone non iscritte allassociazione potessero interve
nire allassemblea ed accusarlo. Ma aggiunse che non pensava di liti
gare con chiunque volesse attaccarlo. Il suo atteggiamento e la sua atti
vit, egli diceva, erano cosi evidenti che chiunque dei suoi seguaci laves
se ritenuto necessario, poteva difenderlo.
Il tono sprezzante di Schweitzer non era affatto un mantello per
nascondere una cattiva coscienza. Guardando ai cinque anni trascorsi,
Schweitzer poteva ben dirsi di avere sviluppato e promosso il movimento
operaio tedesco pi vigorosamente di qualsiasi altro, ed era pi che
comprensibile che agli eterni pettegolezzi sul suo tradimento opponesse
la ferma consapevolezza del proprio valore. Tuttavia avrebbe dovuto ri
cordarsi del vecchio proverbio che lorgoglio precede la caduta. La ma
ledizione di ogni dittatura che il dittatore non riesce mai a capire
quando la sua dittatura cominciava a diventare superflua. Non solo Schweit
zer ma anche la grande massa degli iscritti riteneva ancora necessaria
la direzione dittatoriale dellassociazione, e per questo modo di vedere
si potevano del resto addurre ragioni molto valide. Tuttavia il movi
mento operaio, quanto pi si rafforzava e si estendeva a terreni sempre
pi vasti, tanto piu si sottraeva alla direzione di un singolo. Lo sprezzo

1030
he Schweitzer cominci a dimostrare fu veramente il principio della
Ime, sia perch, senza volerlo, fece vedere che la dittatura '*ra intima
mente superata, sia anche perch cosi si era messo su di un piano in-
i linato sul quale doveva irrimediabilmente precipitare.
D a lungo tempo si era risvegliata una certa opposizione contro la
ua dittatura nellAssociazione generale degli operai tedeschi. Uomini
Mime Bracke e York e anche Geib che si era guadagnato un grande
prestigio tra gli operai di Amburgo per la sua attivit costante e piena
ili abnegazione per la classe operaia vedevano nel Partito popolare
sassone e nella Lega dlie societ operaie tedesche pi che linvolucro del
partito popolare il vigoroso risveglio della coscienza di classe proletaria
e dimostrarono cosi di avere la vista pi acuta di Schweitzer. Ancor piu
decisamente le comunit della Turingia si avvicinarono agli operai sas
soni, il cui pessimismo antiprussiano era diventato per loro molto com
prensibile da quando alla miseria antica del frazionamento statale si
erano aggiunti ancora lesattore e il sergente prussiano. Anche a Berlino
In dittatura di Schweitzer port a parecchie contese personali fra i suoi
pi vicini collaboratori, in particolare con il segretario dellassociazione
Roller e ancor pi con Hofstetten, che, dopo il suo completo fallimento
n Vienna, pretendeva di nuovo il diritto di partecipare alla direzione
del Social-Demokrat cui diceva di aver rinunciato, con la sua partenza
per Vienna, solo temporaneamente e non, come Schweitzer affermava,
definitivamente. Ancor oggi non dato di veder chiaro nello spiacevole
conflitto che ne nacque. Non si poteva parlare di una frode di Schweitzer
nel senso del codice penale, perch prima di tutto il Social-Demokrat
non era mai stato oggetto di possesso e, in secondo luogo, perch
Schweitzer riconosceva completamente il diritto di Hofstetten alla met
di un possibile guadagno netto. Inoltre il giornale come potenza spiri
tuale non era lopera di Hofstetten bens di Schweitzer. E poich H of
stetten dichiarava apertamente che adesso avversava la politica di Schweit
zer, lorgano dellasscciazione sarebbe stato completamente paralizzato, se
gli fosse stato restituito il diritto alla condirezione. Se Schweitzer agi in
modo non amichevole verso il suo vecchio compagno ed oggi come
allora non possibile deciderlo perch gli accordi in questione erano
stati presi a quattrocchi egli non lo fece per denaro, bens per la sua
influenza politica, ma proprio per questo motivo le lagnanze di Hofstet
ten rafforzarono la diffidenza verso la dittatura di Schweitzer in tutti
quelli che gi per altre ragioni la nutrivano.
D altra parte Schweitzer assicur il suo diritto di propriet sullorgano

1031
dell associazione rinunciando, da quando l associazione aveva ripreso la
sua attivit, ad ogni contributo della cassa dellassociazione e coprendo
d. sua tasca con leredit del padre, il nuovo forte deficit del giornaie
che da quando erano stati fondati i sindacati aveva notevolmente aumen-'

a L d azio n ear ee d T ^ $ aUr tUtte le Ia nan2e - a t t o


reda one, che da molte parti era accusata di agire in modo parziale
e privo di scrupoli nell accettare le notizie. P
La posizione di Schweitzer per non era ancora seriamente scossa
da tutto questo malcontento, ed egli attese con f m,
generale Onesta v 6 ese con terma fiducia 1 assemblea
generale. Questa volta 1 aveva convocata a Elberfeld-Barmen dove a

citt, che per primi con una tenacia senza esempi T n n o r S o t j o m l "
bile avevano saputo adoperare larma del suffragio u n i v e r s a l f s c h
si limit a presentare allassemblea generale una mozione per' uno stretto
collegamento del associazione con lInternazionale, nella misura in cui
lo permettevano le leggi tedesche sulle associazioni; nel motivare la sua
mozione sottoline che la compattezza internazionale degli elementi
reazionari e antipopolari, dellassolutismo aperto e velato delle sfer
dominanti militaristiche feudali e clericali, del potere del capitale era
la ragione decisiva per il collegamento internazionlae del proletariato
" U r e Ur0D0 16 m 210ni P a t a t e dai membri dellassociazione
Per la maggior parte concernevano questioni particolari dell'agitazione
della propaganda, ma alcune cercavano di limitare la d i t t a t u r a ^ pre
dente, sia concentrando la direzione in un luogo, sia proponendo la
eazione di una commissione stampa o la separazione d el/p resid en za
dall organo de1 associazione. Pi lontano di tutti andarono il S m a c is ta
Vogel e tre a tri iscritti di Berlino, i quali affermarono che si poteva
fare a meno della .g u id a di determinate p erson e, e chiesero la con"
vocazione di un congresso, durante il quale tutti gli elementi socialde
mocratici n Germania avrebbero dovuto intendersi su di un programma
cannine e una comune organizzazione.
L ottava assemblea generale si apri il 28 marzo 1869. Ad essa erano
p resen tate 126 localit da 57 delegati, dietro i quali erano 12 053
entri che pagavano regolarmente le quote. Liebknecht e Bebel che fu-
on o ascoltati subito il primo giorno, fecero a Schweitzer le accuse gi
rese note dal Demokratisches Wochenblatt. Schweitzer aveva tradito nel
Reichstag, aveva riconosciuto la Confederazione della Germania setten-
tonale, aveva preso la parola a favore della legge militare, aveva de

1032
finito confusionario il programma di Norimberga, aveva escluso dal
congresso operaio le societ di Norimberga e cosi via. Un delegato di
Duisburg propose immediatamente di confermare al presidente dell'as
sociazione la piena fiducia degli operai tedeschi, poich nelle argo
mentazioni di Liebknecht e Bebel non vi era niente di nuovo e di
rilevante, e questa proposta sarebbe stata approvata all'unanimit o
quasi, se Schweitzer non avesse rovinato la situazione, a lui molto
favorevole, continuando inopportunamente nei suoi atteggiamenti dit
tatoriali.
Egli rimase fermo al suo vecchio punto di vista: una fusione con
altri partiti era impossibile, chi voleva essere socialdemocratico doveva
aderire allAssociazione generale degli operai tedeschi, tuttavia era pos
sibile un rapporto pacifico ed amichevole con altri partiti che perseguis
sero scopi analoghi, ed egli, cosi affermava, era disposto a ci non ap
pena Liebknecht e Bebel gli volessero presentare, come al presidente
eletto dellassociazione, le loro richieste, invece di attaccarlo continua-
mente e minare lorganizzazione dellassociazione. Schweitzer per non
entr nel merito delle accuse fattegli, bens chiese semplicemente un
voto di fiducia non per la sua direzione in generale, che doveva ancora
essere sottoposta allesame dellassemblea generale, ma come una dichia
razione secondo cui le accuse avanzate da Bebel e Liebknecht non erano
fondate. Ma parecchi delegati non seppero risolversi a far ci e invero
non perch rifiutassero il voto di fiducia, bens perch prima volevano
che fosse esaminata la situazione complessiva dellassociazione. Dopo
una lunga discussione di procedura il voto di fiducia fu dato da 42 de
legati con 7400 voti, mentre 14 delegati con 4635 voti si astennero dalla
votazione. Nella maggioranza erano Bonhorst, Ellner, Fritzsche, Hasen-
clever, Tolcke, nella minoranza Bracke, Geib, J. Hirsch, Perl, Vogel, York.
Schweitzer accusai il colpo, ma non ne trasse i dovuti insegnamenti.
Al secondo giorno dei dibattiti, cui Liebknecht e Bebel non erano pi
presenti, dichiar che la minoranza dei delegati lo aveva piantato in asso
di fronte ad estranei, e perci avrebbe chiesto una votazione diretta di
tutti gli iscritti delle localit da cui questi delegati erano stati mandati,
per sapere se gli concedevano o no ulteriormente la loro fiducia. I de
legati della minoranza replicarono, in parte attaccando violentemente
Liebknecht e Bebel, che astenendosi dal voto non avevano assolutamente
inteso dare un vtddTsfiducia; essi non avevano voluto soltanto cedere
a una pressione e in generale non ritenevano che fosse loro compito
saltar su ad ogni occasione per difendere il presidente. Dai loro discorsi

1033
risult che una vera e propria sfiducia verso Schweitzer esisteva tuttal
piu in certi delegati, cosi ad esempio in J. M. Hirsch, che rappresen
tava gli iscritti della Turingia, e in Vogel, che tuttavia ritir le sue
mozioni poich non avevano probabilit di essere accettate. Ma i discorsi
della minoranza rivelarono anche che le pose dittatoriali di Schweitzer
avevano preparato la strada alle mozioni che tendevano a porre la pre
sidenza sotto un controllo pi stretto.
Infatti lassemblea generale decise di creare una commissione di re
dazione di tre membri come istanza per le lagnanze contro il Social-De-
mokrat e di dare alla direzione poteri pi vasti di quelli che aveva avuto
fino ad allora. II numero dei suoi membri fu abbassato da 25 a 15, dei
quali 12 vale a dire tutti, se si eccettuavano il presidente, il segretario
e il cassiere dovevano abitare nello stesso luogo, cambiando per la
residenza ogni anno, e dovevano costituire una specie di commissione di
controllo sui tre funzionari veri e propri dellassociazione. A questo fine
il periodo di tre mesi, entro il quale il presidente doveva avere lappro
vazione1della direzione per le decisioni prese di propria iniziativa, fu
abbassato a 8 giorni, la direzione ricevette anche il diritto di destituire
presidente, segretario e cassiere in casi di disonest politica o di gravi
mancanze amm inistrative. Tuttavia questa decisione era legata ad una
confermi da ottenere entro 14 giorni per mezzo di unassemblea ge
nerale straordinaria o di una votazione diretta di tutti gli iscritti, cui
del resto dovevano essere sottoposte tutte queste decisioni in quanto con
tenevano modifiche allo statuto. Schweitzer accett tutto, anzi la pro
posta di dare provvisoriamente alla direzione il diritto di destituire i
funzionari, parti addirittura da lui. Ma difficile che facesse ci senza
riserve mentali. Egli disse: giusto che esista un contrappeso ai grandi
poteri del presidente e che questi possa venire destituito in base allo
statuto in caso di abusi, ma finch il presidente in carica la sua atti
vit libera ed energica non pu essere ostacolata. Ma questo non era il
senso che lassemblea generale dava alle nuove prescrizioni, che piutto
sto miravano soprattutto ad un controllo pi rigido degli affari correnti.
Dopo cinque giorni di discussione lassemblea generale si sciolse in
relativa quiete. Al posto di Roller fu eletto segretario Tolcke e, come
Tolcke, anche i membri della nuova commissione di redazione, Fritzsche,
Liibkert e Schumann erano fedeli partigiani di Schweitzer. La nuova di
rezione fu trasferita per il primo anno ad Amburgo, dove il carattere
profondamente leale di Geib non meno che la chiarezza di idee e il
fermo atteggiamento degli iscritti, ormai saliti a 1300, offrivano la pi

1034
sicura garanzia contro qualsiasi intempestiva prepotenza del presidente.
Nella polemica fra Hofstetten e Schweitzer lassemblea generale si di
chiar incompetente data la natura della questione; tuttavia Vogel, che
cerc di appoggiare le dichiarazioni di Hofstetten con un aspro attacco
che per non divent mai sgarbato contro Schweitzer, fu espulso
dallassociazione allunanimit dai delegati. Anche con Liebknecht e Bebel
ebbe luogo un certo avvicinamento. L assemblea generale accett la mo
zione di Schweitzer per uno stretto collegamento con lInternazionale,
e Schweitzer dichiar di non intendere di attaccare Liebknecht e Bebel
a patto che costoro lo lasciassero in pace. Anche il Demokratisches
Wochenblatt cess, agli stessi patti, i suoi attacchi a Schweitzer, poich
adesso vi erano fondate speranze per laccordo, se non addirittura per
la fusione delle correnti socialdemocratiche.
Purtroppo contemporaneamente a questo ragguaglio del Demokrati-
sches Wochenblatt fu pubblicata sul Frankfurter Journal, un organo
del partito popolare, una corrispondenza, certo disapprovata da Bebel
ma nondimeno sfruttata dalla stampa capitalistica, per compromettere
Schweitzer. Vi era detto che Schweitzer non si era difeso contro le accuse
motivate in modo assolutamente oggettivo da Liebknecht, ma aveva
prefet to chiedere per quattro volte un voto di fiducia che gli era stato
dato con 6500 voti ma negato con altri 4500; estremamente costernato,
proseguiva la corrispondenza, Schweitzer tuttavia non aveva dato le di
missioni, nonostante la sua dichiarazione di volersi dimettere se una no
tevole minoranza gli avesse negato la fiducia. Irritato per questo nuovo
attacco, la cui descrizione dei fatti si pu certo spiegare soltanto con
lunilateralit dei tempi di guerra, Schweitzer ritorn sulle sue prece
denti intenzioni e fiss per tutte le localit i cui delegati si erano
astenuti dal voto e Elberfeld-Barmen una votazione degli iscritti sulla
questione di fiducia. Egli ebbe la soddisfazione che, ad eccezione di
Brunswick-Wolfenbiittel e di Eisenach, gli iscritti gli confermarono la
loro fiducia contro il loro delegato, ma il suo successo era costato
caro per i nuovi attriti e i malcontenti inevitabili. Tuttavia questa
prima ventata pass senza fare troppi danni. A meta di aprile il Demo
kratisches Wochenblatt e il Social-Demokrat dichiararono che era stato
preso un accordo secondo il quale bisognava sotterrare 1 accetta di guerra
fra lAssociazione generale degli operai tedeschi e il Partito popolare
sassone.
Vi erano abbastanza ragioni urgenti per fare fronte comune contro
i nemici comuni. In quella primavera il parlamento della Germania set-

1035
tentrionale discusse il nuovo regolamento per le industrie e i mestrui,
e in questa occasione i rappresentanti parlamentari della borghesia !
abbandonarono a vere orge. Essi costituivano una stravagante combric
cola: il buffone Braun che aboliva la questione operaia con freddure ila
birreria renana, il fariseo Lasker, che nel suo orrendo tedesco predicava
la morale a tutti ma specialmente al proletariato, lingordo Stumm, ria
si mangiava la socialdemocrazia a colazione senza neppure immaginar!
quanto avrebbe sofferto per linsanabile mal di stomaco che gli sarebbe
venuto nei trentanni seguenti, e tutta laltra gente di questo generi
Persino Miquel, il piu intelligente di questa compagnia, che da organi
zatore comunista di insurrezioni contadine si era trasformato in cliente
delle marmitte speculative della Diskontogesellschaft , fu capace di
battere il preteso amico degli operai Wagener limitandosi a ripetere
gli argomenti del Manifesto comunista contro il socialismo feudale,
ma aggiungendo prudentemente che aveva trovato queste eccellenti
idee in uno scrittore inglese .
Sdhweitzer si era preparato a tempo per dire la sua in questo bacca
naie capitalistico. Gi nel dibattito generale aveva fatto un eccellente
discorso sulle questioni generali del moderno rapporto di lavoro, sulla
base del Capitale di Marx, come egli stesso sottoline; nel dibattito par
ticolare present un gran numero di emendamenti che, come il suo pre
cedente progetto di legge per la difesa dei lavoratori, erano ricalcati sulla
legislazione di fabbrica inglese, ma si mantenevano in limiti assoluta-
mente modesti. Chiedeva nelle questioni del lavoro domenicale e not
turno, del lavoro delle donne e dei bambini, della giornata lavorativa
normale, niente di pi di quel che la borghesia avrebbe potuto concedere,
se avesse bene compreso i propri interessi. Ma anche se la borghesia nel
suo pervicace accecamento avesse rifiutato, leconomia della classe ope
raia si opponeva in maniera tanto pi brillante, intellettualmente e mo
ralmente, alleconomia della classe borghese. Spalla a spalla con Schweitzer
condussero questa battaglia Fritzsche, Hasenclever ed anche Bebel, la
cui avvincente eloquenza sapeva mirabilmente rimbeccare gli Stumm
e consorti.
Lopposizione proletaria non ebbe quasi alcun successo pratico. Sol
tanto una mozione di Bebel per abolire l'obbligo legale dei libretti di
lavoro fu approvata con una stentata maggioranza. Con grande fatica
si riusc a salvare le insufficienti disposizioni della legislazione prus
siana sul lavoro infantile e sul sistema del pagamento in merci, ma il
Reichstag si rifiut ostinatamente di accettare listituzione di ispettori

1036
ili iiibbrica, che pur da inizi cosi stentati forse nonostante tutto avreb
bero potuto far nascere una parvenza di protezione legale degli ope-
Ml Inutilmente Schweitzer chiese l introduzione di ispettori di fab-
hi ir a, nominati dal governo ma con la conferma del Reichstag. Soltanto
Ilei conservatori si trov un interesse molto sospetto per questa prima
llvcndicazione di una reale legislazione per la protezione degli operai. Il
|iitrtito progressista si dava da fare contro di essa con lapostolo del ri-
l'iirmio Schulze e lapostolo dellarmonia Max Hirsch, mentre il buffone
Miuionalliberale Braun dichiarava che in vita sua assai spesso gli era toc-
i irto di lavorare pi di quindici ore al giorno senza per questo morire.
Il diritto di domicilio, egli diceva, non doveva essere indebolito con
nucrventi polizieschi, bens doveva essere rafforzato, nessuno avrebbe
poiuto essere sicuro di notte nel suo letto contro gli ispettori di fabbrica,
dato che essi per giustificare il loro intervento avrebbero potuto sem
plicemente dichiarare che credevano che li fosse unimpresa industriale;
Il controllo sulle fabbriche, diceva ancora, sarebbe diventata una Her-
nutndad spagnola, una specie di tribunale della Verna. 1 rappresen-
innti della propriet e della cultura salutarono questa filastrocca di
tremende sciocchezze con grandi applausi, una generazione dopo che
nano stati introdotti gli ispettori di fabbrica in Inghilterra e dopo
che la loro efficacia era stata da lungo tempo testimoniata da una
ficca letteratura. Spesso par di sognare a leggere i dibattiti di quel
icmpo e vedere con quale presunzione noncurante, cui certo da allora
Mino stati disawezzati radicalmente, i rappresentanti del capitalismo
cercavano di liquidare le pi modeste rivendicazioni della classe operaia.
Da un punto di vista naturalmente del tutto diverso, Liebknecht
nspingeva il parlamentarismo di Schweitzer. Egli vi vedeva il sacri
ficio dei principi, la degradazione della dura lotta politica in un duello
parlamentare; nella mozione di Schweitzer sugli ispettori di fabbrica
volle scorgere lintenzione di consegnare il movimento operaio a Bis-
inarck. Il 31 maggio Liebknecht parl ad unassemblea pubblica della
Societ operaia democratica sulla posizione politica della socialdemocra
zia, in particolare riguardo al parlamento. La Societ operaia democratica
aveva assai pochi seguaci fra gli operai di Berlino; invece vi erano rap
presentati in misura relativalente notevole giovani letterati e commer
cianti come Adolf Hebner, Karl Hirsch, Paul Singer ed altri; i seguaci
di Schweitzer deridevano questa opposizione, non numerosa ma attiva e
scomoda, chiamandoli intellettuali e macinatoti d acqua . Respin
gendo il parlamentarismo come effetto della miopia o del tradi-

1037
m e n to , Liebknecht dichiar che il socialismo era una questione .Il
forza, che non poteva essere risolta in parlamento, ma soltanto per I#
strada, sul campo di battaglia. Parl a favore di una pi stretta collabo!#
zione della socialdemocrazia con la democrazia borghese quale rr
rappresentata da Jacoby. La grande maggioranza degli operai, dissi-,
aveva un atteggiamento indifferente verso la socialdemocrazia, perch
questa conduceva soltanto la lotta di classe e non la lotta politica con
tro la borghesia, perch la reazione sfruttava il socialism o nazion.il
liberale , la cui assurdit risultava se non altro dal fatto che esso
era sulle stesse posizioni politiche della borghesia nazionalliberale, il
cui dominio sociale voleva invece spezzare.
Pi tardi Liebknecht ha preso in giro gli incorreggibili ragazzetti
che erano soliti citare questo discorso contro di lui, perch, in circostanze
mutate, anche le sue opinioni sulla posizione politica della socialdemo
crazia erano cambiate. Certamente al giudizio storico interessa unica
mente e soltanto se la tattica di Liebknecht era adeguata alle circostanze
in cui egli la raccomandava. Ma qui si deve rispondere con un no ile
ciso. Il parlamentarismo, come Io intendeva Schweitzer e con lui Bebel,
era stato raccomandato dal congresso ginevrino dell'Internazionale, ed an
zi sullo stesso Demokratisches Wochenblatt persino da Engels. Engels
scriveva nella sua recensione del Capitale: Il prossimo parlamento del
la Germania settentrionale dovr anch'esso discutere un ordinamento
industriale e insieme ad esso una regolamentazione del lavoro di fabbri
ca. N oi contiamo che nessuno dei deputati imposti dagli operai tedeschi
prenda parte alla discussione di questa legge senza essersi prima del
tutto familiarizzato con il libro di Marx. Molte cose si possono imporre
in questo campo. ... Quattro o cinque rappresentanti del proletariato sono
una potenza in queste circostanze, se sanno servirsi della loro posizione,
se sanno anzitutto di che cosa si tratta, il che i borghesi non sanno '.
Proprio cosi, con il primo volume del Capitale in mano, Schweitzer si
era dato al suo parlamentarismo . M a anche la lotta politica il Social-
D em okrat la conduceva almeno con la stessa decisione della Zukunft.
Nelle questioni dellopposizione politica i due giornali al massimo si
differenziavano, perch Schweitzer trattava la democrazia particolaristica
ancora p i negativamente di Guido Weiss. Ma anche questa differenza
non era molto grande, perch Guido W eiss conosceva anche troppo bene1

1 F. ENGELS, Studi sul Capitale, Edizioni Rinascita, Roma 1954, p. 16.

1038
In ilnazione tedesca per sperare che i sette Svevi del Partito popolare
Ifilrwo potessero liquidare la Confederazione della Germania settentrio-
liiilr A parte ci, Schweitzer conduceva la lotta politica addirittura con
piti decisione di Johann Jacoby. Quando Liebknecht riprodusse il suo
illi urso sul Demokratisches Wochenblait, Leo Frankel gli mand da
lm igi una lettera aperta, nella quale prendeva risolutamente partito per
*1. liwcitzer contro questi attacchi. Certo era stato un grave errore di
Iti liweitzer vedere in Liebknecht e Bebel gli zimbelli di un partito po
llila) puramente borghese, ma il modo con cui Liebknecht lo attaccava
unii buiamente, doveva rafforzarlo nel suo funesto errore.
Giustizia vuole che si riconosca tutto ci, mentre non si pu pi
giustificare latteggiamento che Schweitzer ormai aveva assunto. Egli
non riusciva a sopportare le limitazioni alla sua dittatura e, poich vi
valeva il risultato di una congiura segreta, non esit a liberarsene in
un modo qualsiasi. Le circostanze gli erano diventate abbastanza favore
voli. La votazione sulle modifiche dello statuto aveva urtato nella grande
indifferenza degli iscritti, appena 50 localit avevano ritenuto che va
lesse la pena votare. Tuttavia le decisioni dellassemblea generale erano
ime approvate da una schiacciante maggioranza, ma non senza ener
giche opposizioni, sollevate dalle grandi comunit della Renania come
llitrmen, Elberfeld, Dusseldorf. Quando Schweitzer and ad Amburgo
|wr stabilirvi la nuova direzione, la vecchia guardia dellassociazione lo
accolse con grande giubilo e con lo stesso entusiasmo egli fu salutato a
Hannover, dove lassociazione era in pieno rigoglio e contava gi un mi
gliaio di iscritti che pagavano le quote. Nello stesso mese di maggio in
ui Liebknecht bollava il parlam entarism o di Schweitzer davanti a
malapena 60 iscritti della Societ operaia democratica, 6000 operai ber
linesi acclamavano all Alhambra proprio questo parlamentarismo;
il Social-Demokrat poteva concludere la corrispondenza su quella im
ponente assemblea di massa con le orgogliose parole : Berlino ci ap
partiene! Grandi scioperi degli edili berlinesi, guidati abilmente ed
energicamente da Liibkert, portarono la lotta di classe proletaria negli
sitati, ancora vasti, della massa operaia berlinese che non erano stati an
cora toccati dal movimento politico, il 22 maggio Schweitzer convoc
l'assemblea generale della Lega delle maestranze a Kassel per passare in
rivista lesercito che ormai poteva adoperare larma del diritto di coa
lizione.
Certo il regolamento per le industrie e i mestieri della Germania set
tentrionale aveva di proposito tolto un po di mordente a questa arma.

1039
L inimicizia del parlamento tedesco settentrionale verso gli operai non si
lasciava domare nemmeno quando si trattava di trarre alcune semplici
conseguenze, dalla teoria del libero scambio, che potevano essere van
taggiose per gli operai. Il liberalismo tedesco fu cosi pavido che os de
cidere la libert di domicilio e la libert di professione soltanto nei li
miti approvati dalla burocrazia e lasci tranquillamente sussistere il so
pruso principale, il sistema burocratico delle concessioni. Tanto pi esso
fu propenso a mutilare la libert di coalizione in modo tale che, come
diceva Lasker, una polizia potente ed energica s> poteva mantenere
qualsiasi movimento di sciopero nella legalit, vale a dire nei limiti che
facevano comodo alle classi dominanti. Non solo il diritto di coalizione
fu negato agli operai agricoli, ma fu aggiunto anche un particolare para
grafo penale che poteva domare il cosiddetto terrorismo degli operai in
sciopero e che era concepito in modo cosi elastico da paralizzare con
quel minimo sforzo di cattiva volont, che la polizia sempre disposta
a fare, qualsiasi movimento proletario per i salari. A questo privile
gio, odioso per gli operai coscienti, il Reichstag della Germania setten
trionale aggiunse un privilegio favorevole ai crumiri: contro la viola
zione di accordi presi sulla base del diritto di coalizione non poteva ele
varsi n querela, n eccezione legale.
Nonostante tutto, un brano della libert di coalizione era stato sal
vato, sicch l'assemblea generale della Lega delle maestranze a Kassel
si svolse in unassemblea combattiva e fiduciosa. Erano presenti cento
delegati che rappresentavano 220 localit con 35.232 iscritti che paga
vano le quote; si calcolava che l intera organizzazione contasse pi di
50.000 iscritti che pagavano le quote. A Kassel erano rappresentati pi
di tutti i sigarai con 10.000 iscritti, i carpentieri con 5585, i muratori
con 3955, i manovali e gli operai di fabbrica con- 3666, i metallurgici
con 3281, gli operai del legno con 2137, i calzolai con 1308, gli operai
delle manifatture con 1742, i minatori e i siderurgici con 1558, i sarti
con 671. Altre categorie come i fornai, i legatori di libri, gli imbianchini
e i verniciatori non erano ancora uscite dalle prime fasi organizzative.
Lassemblea generale si occup prevalentemente di questioni di organiz
zazione e di agitazione; nella presidenza accanto a Schweitzer e a Fritz-
sche entr, al posto di Klein che non aveva potuto trasferirsi a Berlino,
Liibkert. I membri della presidenza come tali non ricevevano stipendio,
tuttavia attorno a quest'epoca furono stanziati 45 talleri di stipendio
mensile per Schweitzer come presidente dellAssociazione generale degli
operai tedeschi, da una commissione che era stata insediata a questo

1040
topo dallassemblea generale di Elberfeld-Barmen. A quanto pare an
che lo stipendio del presidente fu inteso come una limitazione della sua
dittatura, in ogni caso Schweitzer oppose resistenza e diminu da 45 a
25 i talleri per lui stanziati, senza riscuoterli neppure. A Kassel del re
sto non si fece sentire quasi pi traccia del malumore che aveva domi
nato a Elberfeld-Barmen in una parte dei delegati; il voto di fiducia per
Schweitzer richiesto da un delegato della Turingia fu dato allunanimit
contro 6 voti. In complesso i cinque giorni di dibattito furono un trionfo
per Schweitzer, il quale sembrava ottenere in campo sindacale gli stessi
successi che nel campo politico.
A ci si aggiunse che egli seppe tirare dalla sua parte i seguaci della
contessa Hatzfeldt. Mende, che adesso fungeva da presidente dellA s
sociazione generale lassalliana degli operai tedeschi, era stato arrestato
a Monaco-Gladbach sotto laccusa di aver provocato un tumulto, di cui
invece era responsbaile la polizia, che aveva sciolto illegalmente una
assemblea operaia. Tuttavia il Reichstag neg, su proposta immediata
mente presentata da Schweitzer, il suo consenso, necessario secondo la
Costituzione, allarresto di Mende, e cosi fra le due frazioni socialdemo
cratiche che si richiamavano a Lassalle era aperta la strada ad amichevoli
rapporti. Subito dopo per Liebknecht tenne alla Societ operaia demo
cratica quel discorso che doveva risvegliare in Schweitzer lopinione che
con un tale avversario non era possibile alcuna intesa duratura; mentre
Bebel inizi un viaggio di agitazione nei distretti della Turingia, du
rante il quale parl con grande successo a Gera, Pssneck, Apolda,
Jena, Weimar, Gotha ed Erfurt. Bebel evit di attaccare Schweitzer e
si pronunci soltanto per un accordo di tutte le frazioni socialdemocra
tiche, incontrando cosi un vivo consenso anche presso gli iscritti dellAs
sociazione generale degli operai tedeschi in Turingia. Nella maggior
parte di queste assemblee furono approvate risoluzioni in questo senso,
in alcune per non senza propugnare in pari tempo anche un accordo
delle frazioni socialdemocratiche con la democrazia borghese. Schweitzer
in ogni caso tenne fermo alla sua richiesta che tentativi di accordo di
questo genere dovevano essere fatti soltanto con lui come rappresentante
eletto dellAssociazione generale degli operai tedeschi. Nellagitazione
di Bebel in Turingia vide la violazione di un patto e ritenne giunto
il momento per attaccare.
Il 18 giugno il Social-Demokrat a Berlino e la Freie Zeitung, organo
della contessa Hatzfeldt, a Lipsia pubblicarono un retorico proclama di
Mende e di Schweitzer nel quale si proponeva al popolo sovrano di

1041
ristabilire 1,unit del partito di Lassalle alle seguenti condizioni : le
due associazioni finora divise dovevano essere disciolte dai due presi
denti il 24 giugno, e nello stesso giorno doveva essere fondata una soli
e nuova associazione con il vecchio statuto del 23 maggio 1863. Il prc
sidente di questa associazione avrebbe dovuto essere eletto subito dopo
a suffragio universale in tutte le organizzazioni e il risultato delle eie
zioni doveva essere proclamato il 3 luglio. Quindi allo stesso modo do-
veva aver luogo lelezione di una nuova direzione che avrebbe dovuto
restare in carica fino alla seguente assemblea generale; infine Mende
avrebbe dovuto presiedere provvisoriamente la nuova associazione nel
periodo dal 24 giugno al 3 luglio. Queste proposte furono diffuse da
Mende e da Schweitzer agli iscritti delle due associazioni, con la dispo
sizione ohe si sarebbe dovuto votare col si o col no entro il 22 giugno.
Era questo un vero e proprio colpo di Stato di Schweitzer, cui ormai
la dittatura non era pi semplicemente un mezzo per il fine, bens il
fine stesso. L'associazione della contessa Hatzfeldt soffriva di una crisi
inguaribile. I segni di vita che essa ancora dava di s erano spasmodiche
convulsioni di una setta morente, come laccanita opposizione allorga
nizzazione sindacale e la rozza violenza con cui in marzo aveva im
pedito l'assemblea regionale del Partito popolare sassone a Hohenstein-
Ernstthal, e in tal modo aveva fatto fallire anche il progetto di un
congresso cofnune degli operai sassoni. Schweitzer, che un anno pri
ma aveva minacciato di dare le dimissioni se lassemblea generale di
Amburgo non gli avesse permesso lorganizzazione dei sindacati, si
alleava adesso con i nemici giurati di questa organizzazione, e men
tre rinunciava ad ogni concessione al superiore sviluppo della sua
associazione, faceva al lassallianismo settario dellaltra associazione lim
portante concessione di ristabilire il vecchio statuto di Lassalle. Era
quindi chiaro che cosa gli premeva: rinnovare la sua dittatura illi
mitata. Non da ultimo la sua segreta intenzione era rivelata dalla
pretesa che il popolo sovrano dovesse accettare o respingere, en
tro tre giorni, tutte le sue proposte. Certo egli poteva sostenere che
la grande fretta era necessaria perch la polizia avrebbe potuto scioglie
re le due associazioni con il pretesto che esse erano in collegamento,
ma questa difficolt formale laveva creata proprio lui con il suo modo di
agire. Egli contava sul disgusto di tutti gli operai pi attivi per i litigi
di frazione, sul loro desiderio sincero e pressante di unit che li avrebbe
fatti passar sopra a tutte le esitazioni. E questo calcolo si rivel general
mente giusto.

1042
Le sue proposte furono accettate dalle due associazioni con schiac-
i imite maggioranza nelle votazioni di tutti gli iscritti. La nuova dire
zione ad Amburgo pose soltanto due condizioni: in primo luogo la
(omessa Hatzfeldt non doveva essere accolta nellassociazione unificata,
In secondo luogo Schweitzer doveva impegnarsi ad intervenire alla pri
ma assemblea generale della nuova associazione perch fossero rinnovate
Ir decisioni prese a Elberfeld-Barmen. Quando Tlcke, che era venuto
personalmente ad Amburgo, accett queste condizioni a nome di Schweit-
rr, la direzione si dichiar daccordo e cosi si disciolse. In un primo
momento soltanto alcuni iscritti si opposero apertamente a Brunswick,
(ielle, Harburg, Magdeburgo, Erfurt, Gotha, Francoforte; fra questi erano
liracke, York, Bonhorst, Ellner. In un appello del 22 giugno essi pro
posero un congresso generale di tutti gli operai socialdemocratici della
Germania per creare una organizzazione veramente democratica: il colpo
ili Stato di Schweitzer, si diceva nellappello, era una vera e propria so
praffazione; il sospetto che Schweitzer si servisse dellassociazione ai fini
i Iella sua ambizione, volendola degradare a strumento di una politica rea
zionaria e ostile agli operai, era ormai diventato certezza. Il giorno dopo
Bebel e Liebknecht, che per l'agitazione in Turingia erano stati accusati
pubblicamente da Schweitzer di aver rotto il patto . dichiararono che
erano pronti alla lotta e che si sarebbe visto se avrebbero vinto la cor
ruzione, la volgarit, la venalit dellaltra parte o l'onest e la purezza
di intenzioni dalla nostra parte . A questo punto Schweitzer manc alla
parola data per voce di Tlcke; sul Social-Demokrat scrisse che la con
tessa Hatzfeldt non poteva essere esclusa dallassociazione e che nep
pure era opportuno un cambiamento dello statuto del 1863, e allora
fu abbandonato anche da dieci iscritti di Amburgo con alla testa
Geib e altri membri della passata direzione.
Questi avvenimenti furono accompagnati da una violenta polemica
fra il Demokratisches W ochenblatt e il Social-Demokrat. Come sempre
in questi casi, si manc da tutte e due le parti. D a una parte Schweifcer
veniva presentato come un mercenario di Bismarck e Tlcke come un
sinistro delinquente che non godeva nemmeno dei diritti civili; dallal
tra Liebknecht era accusato di essere un segreto alleato della borghesia e
Bebel uno stipendiato dellex re di Hannover. La borghesia non poteva
che rallegrarsi di queste reciproche accuse, ma per fortuna cosi facendo
non vide il grande progresso che in questa difficile crisi si compieva
nel movimento operaio tedesco. Il 17 luglio il Demokratisches Wochen
blatt pubblic un appello ai socialdemocratici tedeschi con il quale

1043
si convocava un congresso generale degli operai tedeschi socialdi....
oratici per il 7, l8 e il 9 agosto a Eisenach. L appello era firmato d
63 ex iscritti dell'Associazione generale degli operai tedeschi, da tre
seguaci della contessa Hatzfeldt, da un comitato degli operai austriio I,
dal comitato centrale delle societ operaie tedesche della Svizzera, dalli
sezione tedesca dellInternazionale a Ginevra, dallAssociazione rcpulii
blicana tedesca di Zurigo ed infine dalla Lega delle societ operaie tedi
sche per la quale avevano firmato circa 100 iscritti, fra cui Bebel, Lieti
knecht, Vahlteich, Metzner, Hugo Hillmann, Motteler, Stolle, Galli lui
Lowenstein, Karl Hirsch, J. M. Hirsch, Hepner, Vogel e 'Wilhelm
Eichhoff.
Quando fu pubblicato questo appello, era ormai certo che la mauM
dellAssociazione generale degli operai tedeschi avrebbe mantenuto il
suo presidente rieletto Schweitzer, e che quindi il congresso di Eiscnm li
avrebbe reso in una certa misura irrevocabile il frazionamento della tu-
cialdemocrazia tedesca. In questo senso la gioia maligna della borghesia
poteva essere giustificata. In realt le cose stavano in modo diverso. Fin
ohe continuavano a sussistere le cause reali che frazionavano il proietta
riato tedesco, una organizzazione separata delle due correnti era da prr
ferirsi a tutti i tentativi di unificazione, che fallivano sempre, proprio
per quelle cause, e procuravano sempre rinnovata amarezza. Meglio ili
una febbre insidiosa e corrosiva era la guerra aperta che con tutti gli
svantaggi aveva anche grandi vantaggi, che portava in luce con chia
rezza i contrasti realmente esistenti e, in certo modo, li riduceva alili
loro formulazione pi concisa e piu breve, stimolava enormemente In
propaganda e creava due possenti organizzazioni le quali, non appena lo
sviluppo storico avesse eliminato gli ostacoli reali per lunificazione, po
tevano concludere una pace nella quale non vi fossero n vinti n vin
citori.
La guerra cominci subito al congresso di Eisenach. Schweitzer si de
cise a mandarvi dei delegati con la speranza di riuscire a soffocare in
germe la nuova organizzazione, o di metterla in ombra fin da principio
con un imponente schieramento di forze. Poich Schweitzer doveva scon
tare ancora due mesi di carcere, si present Tolcke alla testa di 110 de
legati che rappresentavano 102.000 operai; le spese per la delegazione
furono sostenute, met per ciascuno, dalle casse dellAssociazione generale
degli operai tedeschi e della Lega delle maestranze. Della parte avversa
erano presenti 262 delegati che avevano dietro di s 140.000 operai. Si
cominci con le accuse reciproche di falsificazione dei mandati da
lidi) < due le parti con egual energia o anche, in un certo senso, con
agiitil i.igione. Poich tutta la crisi aveva suscitato un grande fermento
Hl mondo degli operai tedeschi e i mandati erano stati dati per gran
Mila da assemblee di massa, le cifre in s potevano non essere false, ma
inm erano una falsificazione non potevano neppure essere un metro
limo della forza delle parti in lotta. Schweitzer era ben lontano dal-
|' w organizzato sindacalmente e politicamente 102.000 operai, ma an-
tlir alla nuova organizzazione che fu fondata ad Eisenach non aderivano
147000 operai.
Prima di tutto le truppe ausiliarie austriache e svizzere erano pura-
minic decorative. Schweitzer aveva ragione di dire che un collegamento
uignnizzativo degli operai tedeschi ed austriaci era unillusione; esso fut
ili vi a non fu pi unillusione, se non altro perch la partecipazione degli
ii|irrui austriaci al congresso di Eisenach forni il pretesto alla reazione
un tinca per reprimere con perfide persecuzioni il giovane movimento
ii|ii riiio sul Danubio con la stessa rapidit con cui era cresciuto. In realt
la nuova organizzazione si componeva di due elementi: la Lega delle
m et operaie tedesche e coloro che erano usciti dallAssociazione ge
ni i de degli operai tedeschi. N on stato possibile stabilire con cifre
unite l'entit numerica di costoro; Tolcke diceva 300, Liebknecht in
vite 5000 e la verit non era tanto nel mezzo quanto abbastanza vicina
ni In valutazione di Tolcke ed abbastanza lontana da quella di Liebknecht.
I lilialmente essi potevano essere un migliaio, ma tra loro erano molte
lorze eccellentemente provate e sperimentate nella lotta di classe orga
nizzata. La Lega delle societ operaie tedesche a sua volta contava 10.000
Imi itti che, secondo una lista fatta allora da Bebel, erano organizzati in
IH localit della Sassonia, 25 del Wurttemberg, e in altre del Baden, del-
i Assia e della Baviera. A queste bisognava aggiungere alcune deboli or
ganizzazioni a Berlino e sul Reno. Dopo una tumultuosa discussione dalla
i|uale risult impossibile una collaborazione, ognuna delle due correnti
irnne il suo congresso separato ad Eisenach, che naturalmente per i de
legati dellAssociazione generale degli operai tedeschi fu soltanto una
manifestazione dimostrativa. La parte avversa invece si costitu in Partito
operaio socialdemocratico, sostanzialmente secondo i piani che Bebel da
lungo tempo aveva preparato per riorganizzare la lega da lui guidata.
Alla base dei principi del programma di Eisenach furono poste le tesi
ilei programma di Norimberga, e per le rivendicazioni im m ediate le
lesi del programma di Chemnitz. Qui si dimostr tra gli eisenachiani e
lassali iani cosi come da allora in poi, a parte certe denominazioni

1045
di guerra assai piu scortesi, le frazioni avversarie furono solite chiamimi
non esistevano divergenze di opinioni fondamentali. Se Liebkncslii
a buon diritto diceva che nel programma di Eisenach erano contenute Ir
ultime conseguenze del comunismo, Tlcke poteva con eguale diritin
dire che il programma di Eisenach era sostanzialmente il programma ili
Lassalle. Esso non conteneva alcun punto che il Social-Demokrat non
avesse sostenuto negli ultimi cinque anni. Anzi la tesi realmente discuti
bile del programma di Lassalle ebbe in quello di Eisenach una formuli!
zione ancora pi discutibile, in quanto su proposta di Karl Hirsch, tra
le rivendicazioni immediate che potevano essere raggiunte tutte gii!
sul terreno della societ borghese, fu accettato anche laiuto statale alle
cooperative e il credito dello Stato per libere cooperative di produzione
con garanzie democratiche, sicch il senso rivoluzionario delle associa
zioni produttive di Lassalle con credito statale, che Schweitzer molto
spesso aveva sottolineato, fu di nuovo obliterato.
Pi sostanziali erano le differenze nellorganizzazione. Bebel era un
troppo abile organizzatore per non vedere i vantaggi dellorganizzazione
di Lassalle, ma poich bisognava evitare la dittatura e anche impedire il
pi possibile ogni sopruso da parte della polizia, egli aveva davanti
a s una strada ben delineata. La direzione del partito fu affidata ad
un comitato di cinque persone, al disopra del quale vi era una commis
sione di controllo di 11 membri; le due istanze dovevano essere elette
dagli iscritti delle localit nelle quali il congresso del partito avrebbe sta
bilito la sua sede. Essi avevano anche la funzione di istanze superiori
dellorgano del partito, ma sottostavano al congresso, che doveva riunirsi
almeno una volta allanno. Ogni delegato doveva portare al congresso
un voto, ma gli iscritti di una localit non potevano inviare pi di cin
que delegati. Come quota ogni iscritto doveva pagare un soldo al mese,
da consegnare al comitato o da adoperare per labbonamento allorgano
del partito. Gli iscritti di ogni localit venivano impegnati a fondare,
sulla base del programma del partito, associazioni operaie socialdemo
cratiche che dovevano pagare ogni mese un soldo per ciascun iscritto
agli scopi dellagitazione generale. Il Demokratisches Wochenblatt fu
dichiarato organo del partito, esso avrebbe dovuto uscire due volte alla
settimana a partire dal primo ottobre, prendere il nome di Volksstaat
e appartenere al partito. La sede del partito fu trasferita ad Eisenach,
il comitato a Brunswick Wolfenbiittel, la commissione di controllo a
Vienna. chiaro che questa organizzazione era molto pi democratica,
ma anche molto pi debole e fragile, dellorganizzazione di Lassalle.

1046
Sulla posizione verso l Internazionale, il congresso di Eisenach non
decidere diversamente da quanto gi avevano deciso le assemblee
Hturi ali di Amburgo e di Elberfeld-Barmen. Bebel disse allora ci che
Ol Sihweitzer aveva cosi spesso sottolineato: I n tutte le circostanze
il partito socialdemocratico deve costituirsi innanzi tutto in Germania,
l**! t li accanto alla organizzazione internazionale indispensabile quella
nat limale e. quella senza questa sarebbe soltanto uno m b ra. Certo il
Hingresso di Eisenach raccomand agli iscritti di entrare personalmente
in II Internazionale, ma questa decisione doveva rendere ancora pi pe
lame la gi complicata organizzazione a meno che essa non rimanesse
mila carta. Anche ai sindacati che si erano formati sulla base degli sta
imi di Bebel il congresso raccomand lorganizzazione internazionale e
ila allora in poi essi furono denominati Sindacati internazionali. Ve ne
fumo ancora pochi: i legatori di libri si erano organizzati a Lipsia, i
minatori e i siderurgici a Zwickau, gli operai delle manifatture, delle
fabbriche e i manovali a Crimmitschau, i metallurgici cominciavano ad
umanizzarsi a Norimberga, i muratori e i carpentieri a Dresda, i calzolai
a Lipsia. Da prncipio queste leghe erano ancora deboli; gli operai delle
manifatture delle fabbriche e i manovali, che tennero il loro primo con
gresso per Pentecoste a Lipsia, contavano circa 3000 iscritti, e, sotto
l'abile direzione di Motteler, si erano sviluppati relativamente con pi
i-ncrgia.
Quando il congresso di Eisenach ebbe chiuso i suoi lavori, la Lega
delle societ operaie tedesche si riun per il suo ultimo congresso. Fon
data sei anni prima, come baluardo della borghesia contro le prime
ondate del movimento proletario, essa ormai era stata sopraffatta e som
mersa. Conflu perci nel Partito operaio socialdemocratico.V

V Le prime lotte di frazione

Se gi nella stesura del programma di Eisenach era apparso chiaro


che non esistevano divergenze di opinioni fondamentali in seno al pro
letariato cosciente della Germania, le lotte dei mesi seguenti comincia
rono ben presto a sgombrare gli ostacoli pratici per un accordo. Esse lo
gorarono la dittatura che dominava i lassalliani e spezzarono i vincoli
che collegavano gli eisenachiani al Partito popolare tedesco.
Dapprima le co;e presero un corso favorevole per Schweitzer. Il quarto

1047
congresso dell'Internazionale, riunitosi a Basilea dal 5 al 12 settembre,
si era concentrato particolarmente sulla discussione della questione agra
ria. Essa, certo, era gi stata risolta al congresso di Bruxelles un anno
prima nel senso del comunismo scientifico, tuttavia contro una forte mi
noranza dei delegati francesi. Per chiarire completamente la questione,
il Consiglio generale laveva messa al primo punto dellordine del giorno
del congresso di Basilea. A questo congresso si presentarono .78 delegati
di cui esattamente la terza parte veniva dalla Francia, e fra questi era
Varlin, il nobile martire della Comune. II Consiglio generale aveva inviato
Applegarth, Lucraft, Cowell Stepney, Eccarius, Jun g e Lessner, dei te
deschi erano presenti oltre Liebknecht, che rappresentava gli eisenachiani,
Moses Hess, Rittinghausen, il maestro Spier di Wolfenbiittel e il pro
fessore Jannasch di Magdtburgo, degli svizzeri Johann Philipp Becker,
Btirkli e Greulich, come rappresentante degli operai napoletani venne
Bakunin. Era un'assemblea molto nutrita e la sua decisione, come a Bru
xelles, riguard la principale questione in discussione. Il congresso di
chiar con 54 voti che la societ aveva il diritto di trasformare la terra
in propriet comune, e con 53 voti che questa trasformazione era nel
linteresse della societ. La minoranza prevalentemente si astenne dal
voto, contro la seconda risoluzione votarono soltanto 8 delegati francesi,
contro la prima soltanto 4. M a se la concezione del comunismo scien
tifico aveva cosi riportato un successo decisivo sulle illusioni piccolo
borghesi del proudhonismo, ancora una volta la lotta si aren nella que
stione del diritto ereditario, che era al secondo punto dellordine del
giorno. Eccarius difese lidea coerente del Consiglio generale, secondo
cui il diritto ereditario sussiste e cade assieme alla propriet privata, men
tre Bakunin scambi la sovrastruttura ideologica con la base economica,
volendo abolire il diritto ereditario per ragioni di equit come fonte in
dipendente della diseguaglianza. Nessuna delle due concezioni ottenne
la maggioranza e la questione rimase in sospeso.
Le risoluzioni di Basilea sulla propriet fondiaria provocarono una
generale eccitazione nella borghesia tedesca. Non soltanto patriottici
uomini della scienza , come Adolf Wagner, le condannarono come
superficiali, indegne e barbare, ma anche i valorosi guerrieri del Partito
popolare tedesco rovesciarono un fiume di ingiurie contro gli straccioni
avidi di potere dellInternazionale e denunciarono la maggioranza di
Basilea come la segreta ausiliaria degli uomini malati di Berlino e
Parigi. Schweitzer, appena uscito dal carcere, ebbe la soddisfazione di
poter dire agli operai: finch lInternazionale difende inequivocabil-

1048
mente il punto di vista socialista essa calunniata dallopposizione
borghese proprio come lagitazione di Lassalle. Sulla propriet in co
mune della terra Schweitzer non ebbe da spendere molte parole, dato
che aveva gi da lungo tempo trattato questa questione con esau
riente chiarezza sul Social-Demokrat. Egli scrisse invece due eccel
limi articoli sul diritto ereditario, ohe dimostravano in maniera no
tevole come egli dominasse perfettamente il comunismo scientifico
La sua concezione coincideva fin nei minimi particolari con la rela
zione che il Consiglio generale aveva inviato al congresso di B a
silea sul diritto ereditario, solo che questa relazione apparve per la
prima volta nel fascicolo di ottobre del Vorbote, mentre Schweitzer
alle prime notizie frammentarie dei giornali sulle discussioni di Ba
silea aveva pubblicato i suoi articoli nei numeri del Social-Demo
krat del 17 e 19 settembre. Schweitzer spiegava in maniera esauriente
Che labolizione del diritto ereditario unutopia nella societ capi
talistica e una rivendicazione superflua nella societ socialista. M a che
essa ha la sua grande importanza pratica per la dittatura del prole
tariato nel periodo di transizione dalla societ capitalistica e quella so
cialista. Naturalmente Schweitzer non esit a sfruttare il suo vantaggio.
Egli poteva adesso sostenere che lAssociazione generale degli operai te
deschi era non soltanto il partito operaio organizzativamente pi com
patto ma anche quello pi avanzato teoricamente. Si sforz di rimanere
in pace con lInternazionale e riconobbe limportanza delle decisioni di
Basilea, anche se disse che la scuola di Karl Marx aveva i suoi fa
stidi con il mezzo socialismo nei congressi internazionali. Tanto
pi aspramente egli attacc il Partito operaio socialdemocratico che non
osava dichiararsi favorevole alle decisioni di Basilea; gli ex lassalliani,
egli disse, che formavano il comitato di Brunswick non erano altro che
fantocci, e non era permesso loro di aprir bocca contro i borghesi del
partito popolare.
In realt il comitato di Brunswick, cui appartenevano Bracke, Bon-
horst e Spier, aveva intenzione di pronunciarsi ufficialmente a favore delle
disposizioni di Basilea. Ma in questo aveva incontrato la resistenza di
Liebknecht. Gi a Basilea, aveva sollevato delle obiezioni pratiche a fare
oggetto di una risoluzione programmatica la propriet comune della terra,
per quanto egli si dichiarasse decisamente a favore di questo corollario
del comunismo scientifico. Adesso, come scrisse al comitato di Brunswick,
non voleva litigare prematuramente con il Partito popolare tedesco e
riteneva che fosse sufficiente che l'organo del partito non respingesse le

1049
risoluzioni di Basilea. Alla domanda quale posizione intendesse assumi l i
il Partito operaio socialdemocratico verso queste posizioni, il Demol ,i
tisches Wochenblatt rispose nel suo ultimo numero: Nessuna. Ogni
iscritto al partito pu e deve prendere posizione. Il partito come tuie
non ha questo compito, tanto pi che esso non legato in nessun modo
dalle risoluzioni, proprio come lAssociazione internazionale degli opr
rai . Questa concezione per era attaccabile da moltissimi lati, e non dii
ultimo dal punto di vista tattico, ohe per Liebknecht era quello decisivo
Schweitzer disse allora che gli eisenachiani non osavano pronunciarsi
sulla tesi cardinale del comunismo scientifico, la socializzazione dei mezzi
di produzione, e che il Partito popolare tedesco voleva che si respiri
gesser apertamente le risoluzioni di Basilea.
Cosi si venne alla rottura che Liebknecht per il momento avreb
be voluto evitare. Alcuni capi del partilo popolare avevano ancora
partecipato al congresso di Eisenach, come Sonnemann, il quale al
cuni anni fa ha cercato di smentire questo fatto con il bel risultato
di vedere confermata sulla base dei documenti la sua presenza. Che
cosi buoni conoscitori del modo di produzione capitalistico come lui
e i suoi pari abbiano potuto illudersi sul significato di principio dei
programmi di Norimberga e di Eisenach difficilmente credibile;
probabilmente essi avevano voluto tenere le mani in pasta per ten
tare fino allultimo di dominare gli operai. Si pu piuttosto sup
porre a svantaggio dei piccoli borghesi svevi che essi semplicemente
non abbiano capito che cosa era stato deciso a Norimberga e Eise
nach; ma ora che le risoluzioni di Basilea li avevano colti di sor
presa, saltarono su come morsi dalla tarantola. In particolare cerca
rono di fare uscire dal Partito operaio socialdemocratico gli iscritti
della Germania meridionale. Essi specularono sulle sopravvivenze di spi
rito campanilistico fra gli operai svevi, e anche non del tutto senza suc
cesso. La Lega regionale delle societ operaie del Wurttemberg non si
sciolse, nonostante la sua adesione agli eisenachiani, e il suo segretario
Bronnenmeyer, che era stato sempre lanima di questa lega, si espresse
in termini molto diffidenti sullo Stuttgarter Beobacbter contro la dit
tatura di Marx, che egli scorgeva nella risoluzione, assolutamente inno
cente, del congresso di Basilea, secondo cui il Consiglio generale dellIn
ternazionale in caso di necessit avrebbe dovuto fare da intermediario per
il collegamento internazionale dei sindacati.
M a Bebel svent abilmente e rapidamente gli intrighi del partito
popolare. Dal 5 al 30 novembre egli fece un viaggio di agitazione nella

1050
<.rimania meridionale che lo port, attraverso Coburgo, Bamberga, Er-
langen, Fiirth, Norimberga, Ratisbona, Augusta e Monaco in una serie
.li localit nel Wiirttemberg e servi a chiarire completamente le idee agli
operai della Germania meridionale. La Lega regionale sveva rinunci a
rominuare ad esistere separatamente, e a Stoccarda, dove Bebel parl
tirila grande sala della Lederhalle , sarebbe praticamente avvenuta la
rottura completa con il partito popolare se il redattore dello Stuttgarter
Hvobacbter non fosse intervenuto come mediatore. Ma proprio lo Stutt-
y.trler Beobachter pubblic tre articoli contro il discorso di Bebel, che
prr la mirabile ignoranza delle questioni sociali erano ancora al disotto,
ne fosse stato possibile, della sapienza di uno Schulze-Delitzsch; essi era
no dovuti alla penna di Julius Freese, un mangiaprussiani del partito po
l l a r e , che ben presto sarebbe diventato un rettile degli Asburgo. Bebel
rispose sul Volksstaat con una serie di articoli che egli pubblic anche
in una raccolta dal titolo I nostri fini. Era la sua prima opera; scritta
con grande freschezza e vigore in pi di un luogo rivelava uno studio
diligente del Capitale di Marx, ma sostanzialmente si basava ancora sugli
scritti agitatri di Lassalle. A questo punto anche Liebknecht la fece fi
nita con il partito popolare; il 13 gennaio 1870 egli lo descrisse agli
operai di Lipsia con questi termini assolutamente pertinenti : un
partito doccasione, nato dal caso; assolutamente impotente, non potr mai
distruggere la Confederazione del Nord. Pu soltanto far del baccano,
niente di pi. Nella Germania settentrionale, che economicamente piu
sviluppata della Germania meridionale, conta nelle sue file appena un
paio di nomi, soltanto nella Germania meridionale, ed anche qui sol
tanto in Svevia, ha delle masse dietro di s, ma li un miscuglio dei
pi diversi elementi tenuti insieme momentaneamente dalla lotta contro
la prussificazione . Pochi mesi dopo Liebknecht teneva nello Schiit-
zenhaus di Meerane una conferenza sulla questione agraria che di
fendeva energicamente le risoluzioni di Basilea contro gli attacchi del
partito popolare e che, stampata in seguito in pi esemplari, divenne,
come lo scritto polemico di Bebel, una valida arma per lagitazione degli
eisenachiani.
Senza dubbio per liniziale riserbo di questa frazione verso le ri
soluzioni di Basilea contribu a consolidare nuovamente la posizione
di Schweitzer. Gli abbonamenti al Social-Demokrat non aumentarono in
ottobre, come gi da due anni avveniva per ogni nuovo trimestre,
ma neppure diminuirono. In 16 localit erano diminuiti, ma in 12
aumentati, come sempre Amburgo era alla testa con 1214 abbonati, poi

1051
venivano Berlino con 765, Elberfeld-Barmen con 176, Hannover con I MI
In tutto il Social-Demokrat si manteneva sui 5000 abbonati, mentre II
Volksstaat ne aveva soltanto 2000. Nel pubblicare un esatto resoconto
sugli abbonamenti, il Social-Demokrat osservava con aria trionfante <li*
il grande assalto della democrazia borghese non aveva ottenuto almi
risultato che quello di arrestare per un momento la marcia Vittorio*
della classe operaia. Certo laffermazione degli eisenachiani che Schwcim f
aveva dietro di s soltanto pi un gregge fanatizzato era completameli ir
sbagliata. Le disciplinate masse operaie di Amburgo e della Renai un
sapevano assai bene perch rimanevano fedeli alla vecchia bandiera e i h
loro che avevano sostituito Bracke, Geib e York erano uomini non
meno validi ed attivi: il tessitore Harm di Elberfeld, il falegname
Dreesbach di Diisseldorf, il sigaraio Reimer di Altona, il meccano o
Frolline e il sigaraio Meister di Hannover, il falegname Pfannkuch ili
Kassel, il falegname Reinders di Breslavia, i carpentieri August e Orni
Kapell di Berlino, e molti altri ancora. Schweitzer intraprese adesso un
vaggio di organizzazione per la Germania, che dur sette settimane, allo
scopo di cancellare le ultime tracce di confusione in seno allassociazione
Si rec prima a Stettino, di li a Breslavia e Peterswaldau, poi nel regno
di Sassonia a Dresda, Limbach e Lipsia, di qui passando per Stassfurt,
Egeln, Magdeburgo ad Amburgo, Altona, Kiel, Neumiinster, Hat-
burg, Liineburg, Hannover, Brema, Kassel. In Renania visit Elberfeld,
Barmen, Dusseldorf, Essen, Remscheid, Colonia e infine nella Germani*
meridionale Francoforte, Offenbach, Karlsruhe, Stoccarda, Augusta, Mo
naco e Wiirzburg. In tutte queste citt egli tenne assemblee di iscritti
chiuse e permise ad ogni iscritto di interrogarlo sulle accuse personali
che gli erano state fatte; come onorario per questo faticoso viaggio egli
ricevette la somma stabilita per gli agitatori dellassociazione: il denaro
per il viaggio in terza classe e un tallero e mezzo di diaria.
Ancora durante la sua assenza, Tlcke conquist finalmente Berlino
D al 1866 il partito progressista non riusciva pi a comprendere la
realt, a nessun costo voleva mancare al tavolo degli interessi materiali
che Bismarck imbandiva per la borghesia, ma non voleva neppure get
tare sotto questo tavolo i suoi ideali politici con la stessa noncuranza
dei nazionalliberali, bens adoperarli quasi come un innocuo ornamento
di quel tavolo: ma i nervi di Bismarck non tolleravano tutto ci. Per
questo dilemma esso andava dissolvendosi; quando nellestate del 1869
tent di organizzare un piccolo spettacolo contro la fondazione di
un piccolo convento nella citt dellintelligenza si vide quanto esso

1052
1 ,,'ic diventato decrepito e paralitico; un energico fabbro ferraio raccolse
I pochi elementi ultramontani che erano a Berlino e naturalmente fece
imi bel buco nella grancassa culturale che i progressisti avevano cercato
Il battere. Allora tentarono un altro colpo. I deputati progressisti al
I andtag invitarono solennemente il governo prussiano ad agire per vie
diplomatiche per il disarmo generale dei grandi Stati europei. Questa
proposta non era n carne n pesce: alla vigilia della guerra franco-
in losca, che ogni europeo capace di pensare prevedeva, non aveva nep
pure senso dal punto di vista che il buon borghese solito chiamare
|Militica p ratica, mentre come protesta di principio contro il mili
tarismo era un debole mezzo termine; per di pi era stata presentata
lill Camera prussiana dei deputati, dove la maggioranza conservatrice-
rmzionalliberale aveva il comodo pretesto della non competenza, perche
gli affari diplomatici e militari erano stati trasferiti alla Confederazione
Iella Germania settentrionale. Ma proprio perch questa proposta non
gli imponeva nessuna seria responsabilit politica, il partito progressista
li era indotto a farla, vedendovi un mezzo di agitazione per legare
nuovamente alla sua bandiera le masse gementi sotto il peso crescente
del militarismo. Per il 7 novembre, in una mattina domenicale, esso
convoc unassemblea popolare nellimponente sala del Konzerthaus
r pose allordine del giorno la sua mozione per il disarmo. N on soltanto
il comunicato parlava di unassemblea popolare, m a anche i fogli
progressisti sottolineavano espressamente che essa non doveva essere
unassemblea di partito bens unassemblea di popolo, sebbene sapessero
che ad una assemblea di popolo convocata senza differenza di partito
avrebbero partecipato anche gli operai socialdemocratici. La Volkszeitung
affermava con sicumera che il comitato promotore, nel quale sedevano
praticamente tutte le grandezze progressiste, aveva preso le necessarie
precauzioni contro eventuali tentativi di disturbo della grandiosa
dimostrazione .
E fu effettivamente una grandiosa dimostrazione ma non a maggior
gloria del partito progressista. Dopo lapertura dellassemblea, risult im
mediatamente con lelezione del presidente che la stragrande maggioranza
dei presenti era formata da operai socialdemocratici. Tolcke fu eletto
presidente, al che lo stato maggiore progressista, che si era gi siste
mato comodamente alla presidenza, spari per una scala secondaria senza
lasciar traccia di s. A questo punto, la minoranza progressista nella sala
tent di disturbare le discussioni con un grande frastuono ma, piu o
meno gentilmente a seconda di come si comportava, essa fu immedia-

1053
tamente allontanata; dopodich i dibattiti proseguirono in completa
tranquillit sotto la presidenza di Tolcke. Furono ascoltati con attenzione
non soltanto i lassalliani ma anche gli eisenachiani e i seguaci di Schulze
che chiedevano la parola. Lassemblea si chiuse con una risoluzione che
definiva la mozione progressista un imperdonabile mezzo termine; i po
poli europei avevano bisogno dellabolizione degli eserciti permanenti e
dellorganizzazione di milizie popolari fondate sulleducazione militare
della giovent; i deputati progressisti erano rappresentanti della bor
ghesia, agli operai poteva venire del bene soltanto dai deputati che ap
partenevano al partito socialdemocratico. Il partito progressista si ab
bandon a lamenti assordanti, perch il diritto dassemblea era stato
violato. Quelle stesse persone che avevano mandato in aria, o avevano
tentato di farlo con la piu grande disinvoltura, le assemblee di partito
chiuse di Lassalle, facevano adesso la parte dellinnocenza offesa, perch
la prova di forza da loro stesse provocata aveva avuto esito sfavo
revole. Costoro e soltanto costoro avevano violato la libert di assem
blea, in quanto i loro capi si erano rifiutati di riconoscere lelezione le
gale di Tolcke e il loro codazzo aveva cercato di disturbare la prose
cuzione delle discussioni sotto la presidenza di Tolcke. Il punto di vista
del Social Demokrat era semplice quanto chiaro: Se si convocano as-
semble popolari cui possono partecipare tutti senza distinzione di par
tito, bisogna aspettarsi che, in tutti i casi che a noi piacciano, anche il
nostro partito sia sul posto. Secondo il generale uso democratico, in tutte
le assemblee del genere si deve fare eleggere il presidente dalla maggio
ranza. Se non si vuole aver nessun socialdemocratico si convochino al
lora soltanto assemblee di un determinato partito. Ad assemblee
del partito progressista e del partito popolare noi non p arteciperem o.
Perci anche non era stato affatto opportuno che la Societ operaia de
mocratica, i cui membri avevano parlato senza essere disturbati al Kon-
zerthaus, offrisse a tutti i p artiti unalleanza per la protezione
della libert di riunione, richiamandosi per di pi espressamente alla sua
appartenenza allInternazionale. I partiti borghesi non cessarono per
questo di considerarla con disprezzo, mentre Tolcke chiedeva a buon
diritto che cosa avrebbe detto il Consiglio generale deHInternzionale
di una simile tattica. La conseguenza purtroppo inevitabile di questo
sbagliato modo di procedere fu unodiosa polemica condotta a base di
insulti. Il Volksstaap per parte sua dichiar onestamente che ai pro
gressisti non era avvenuto niente di pi di quello che essi meritavano,

1054
anche se deplorava che i frutti della vittoria fossero andati prima di tutto
al socialismo di Corte .
Tuttavia la borghesia in cerca di vendetta non poteva rifarsi sol
tanto lanciando false accuse. Essa indusse gli operai meccanici che an
cora la seguivano a convocare di nuovo per una mattina di domenica, il
28 novembre, unassemblea generale all< Universum , dove l a mag
gioranza degli operai berlinesi avrebbe dovuto condannare energi
camente il modo dagire selvaggio e scandaloso di Schweitzer . Una
violenta campagna nelle associazioni e nei giornali progressisti prepar
questa manovra insidiosa, che fini per provocare un piccolo putsch fra gli
operai di Berlino. Linizio dellassemblea era stato stabilito per le 11,
ma gi alle 9 gli operai progressisti volevano entrare nell Universum
da una porta secondaria, in modo che alle 11, quando gli operai so
cialdemocratici fossero venuti, avrebbero trovato la sala gi occupata.
I mestatori progressisti speravano che ne sarebbero nati disordini e
tumulti, e con quanta comprensione la polizia apprezzasse questo fior di
coraggio borghese lo dimostr lo spiegamento di tutti i poliziotti che
la mattina decisiva, agli ordini dello stesso presidente della polizia, ave
vano occupato le piazze e le strade attorno all U niversum . Ma Tolcke
era un abile stratega. Quando circa 1000 operai progressisti si presen
tarono verso le 9 essi trovarono lUniversum circondato da 4000 operai
socialdemocratici, che nonostante il gelo di quel mattino invernale si
erano trovati al loro posto fin dalle 7; una piccola avanguardia delle
truppe progressiste si era appena introdotta sotto la protezione della
nebbia attraverso la porta secondaria, quando gli operai socialdemocra
tici scoprirono e immediatamente bloccarono questa porta. Quando
per le schiere nemiche si trovarono le une di fronte alle altre nella
strada, negli operai progressisti si fece sentire irresistibilmente la co
scienza di classe. A nessun prezzo uno scontro fra gli operai per il gaudio
della borghesia e della reazione: in questo pensiero i cuori si incon
trarono. Alle 11, quando le porte dell Universum furono aperte, le
masse entrarono tranquillamente. Loperaio meccanico progressista An-
dreack apri i dibattiti esortando fervidamente allaccordo e alla pace fra
g li operai, quindi Tolcke e Liibkert furono eletti presidenti e, dopo un
vivace ma pacifico dibattito, lassemblea decise che i disordini nel Kon-
zerthaus erano stati provocati dal partito progressista, perch non ave
va voluto riconoscere la decisione della maggioranza e che chiunque
disturbasse con i rumori o con una scorretta direzione dei lavori unas
semblea compiva un vergognoso attentato contro la libert di riunione.

1055
Ormai il dominio del partito progressista sugli operai di Berlino et
finito.
Cosi la stella di Schweitzer sembrava brillare pi lucente che mai
Ma il movimento operaio moderno non pu mai diventare il trastullo di
brame dittatoriali. Esso si vendica inesorabilmente di qualsiasi tentativo
di fare per mezzo suo il giuoco dellegoismo personale. G i durante il suo
viaggio, che era stato in generale un suocesso, Schweitzer aveva ricevuto
un solenne ammonimento. Gli iscritti bavaresi erano, anche dopo il
congresso di Eisenach, tra i suoi piu fedeli seguaci. Essi respinsero un
tentativo di avvicinamento che gli eisenachiani fecero durante un con
gresso operaio a Norimberga. Erano gi cosi avanti da poter mantenere
a Monaco un piccolo settimanale, il Proletarier', ma a Schweitzer ci non
piaceva. Giunto ad Augusta, dopo aver elettrizzato gli iscritti con un
avvincente discorso, pretese la fine del Proletarier, perch, come vi era
una organizzazione, cos( doveva esservi soltanto un giornale. Egli voleva
risarcire gli editori del Proletarier in modo che Franz e Tauscher rice
vessero ciascuno 400 esemplari del Socid-Demokrat da vendere a pro
prio vantaggio. Ma i bavaresi si rifiutarono, sebbene Schweitzer dicesse
che preferiva perdere tutte le organizzazioni della Germania meridio
nale piuttosto che tollerare ancora la pubblicazione del Proletarier. Egli
ancora prese da parte Tauscher per lavorarselo a dovere, ma questi
dichiar che non si sarebbe separato dai suoi compagni. Allora Schweitzer
cerc di far decidere il giorno dopo in ima assemblea degli iscritti di
Monaco la cessazione della pubblicazione del Proletarier, ma anche qui
falli. Le voci sulle sue intenzioni si diffusero come un fuoco di fila tra
gli operai di Monaco, che ormai amavano il Proletarier. Quando Schweit
zer si present fu accolto ostilmente. N on disse una parola sulla fine del
Proletarier e spari per non tornare mai pi.
La conseguenza di questi avvenimenti fu la separazione di tutte le
organizzazioni bavaresi dallAssociazione generale degli operai tedeschi
Esse convocarono per il 23 gennaio 1870 un congresso operaio generale
ad Augusta per fondare un partito operaio lassalliano che da una par
te doveva liberarsi da tutti i capi e dallaltra distinguersi nettamente
dal Partito popolare tedesco. A l congresso parteciparono quasi soltanto
operai bavaresi. Per incarico del comitato di Brunswick si present Bebel
allo scopo di perorare ladesione dei bavaresi al Partito operaio social
democratico. Il suo discorso fece una buona impressione e probabilmente
avrebbe raggiunto lo scopo, se Bonhorst non avesse diffuso in sala un
pamphlet, nel quale Tauscher veniva presentato come una creatura di

1056
Schweitzer ubriacata di champagne. Amareggiati da queste asserzioni
<ompletamente inventate, i bavaresi decisero per il momento di aspettare
l'ulteriore svolgimento delle cose. Essi si costituirono in quarta frazione.
Come quarta, perch nel frattempo la contessa Hatzfeldt aveva di
nuovo rotto con Schweitzer. Ella lo accus di aver violato il patto; se
condo le sue accuse, Schweitzer non si atteneva allobbligo assunto con
l'unificazione di far passare sempre pi in secondo piano il movimento
sindacale e di impedire il pi possibile scioperi organizzati. Schweitzer
contest di aver mai accettato un simile obbligo; afferm di aver dato
ai sindacati e agli scioperi in confronto al movimento politico una po
sizione subordinata, ma di non avere mai promesso di andare oltre in
questo senso. difficile supporre che egli si sia cosi compromesso come
la contessa Hatzfeldt affermava. Ma non ha neppure dimostrato o anche
soltanto tentato di dimostrare di aver convertito i seguaci della contessa
alla sua concezione del movimento sindacale. Se tuttavia aveva accettato
la fusione si era addossato una colpa che adesso doveva amaramente scon
tare. Mezzo anno dopo lunificazione solennemente annunciata dal partito
operaio tedesco, questo era spezzato in quattro tronconi e questo de
plorevole risultato di una politica dittatoriale inflisse un duro colpo al
prestigio del dittatore. Certo non senza ragione, Schweitzer disse che
la contessa Hatzfeldt con la nuova secessione era seguita soltanto da una
piccola parte dei suoi seguaci di un tempo; effettivamente la sua setta
da quel momento in poi scompare dalla storia della socialdemocrazia te
desca, se si accettuano un paio di segni di vita fantomatica, ma per il
momento ebbe ancora tanta forza da convocare una specie di assem
blea generale a Halle, dove furono fatte a Schweitzer violentissime ac
cuse che lo compromettevano assai piu se non etano vere che se lo
erano. Come poteva aver mancato cosi di perspicacia da ingannarsi sulla
fidatezza dei suoi alleati?
Ma, quel che era ancora peggio, il movimento sindacale fu danneg
giato realmente e gravemente dalla tattica di Schweitzer. In s esso era
in un periodo di felice sviluppo. Tutta una serie di scioperi furono
combattuti fino in fondo, sempre con onore e spesso anche con successo,
in grandi centri industriali. A Berlino i muratori e i carpentieri otten
nero con la loro lotta un aumento salariale e la riduzione della giornata
lavorativa. Ad Amburgo gli operai del legno e i metallurgici della
fabbrica di vagoni Lauenstein respinsero con un tenace sciopero pieno
di vivaci incidenti una riduzione del 33 Vi per cento delle loro tariffe
di cottimo, che la direzione della fabbrica aveva disposto con la graziosa

1057
motivazione che gli operai non avevano bisogno di lardo sul pane. Ad
Augusta gli operai effettuarono due grandi scioperi per allontanare ilei
superiori dispotici; i fonditori di ghisa nella fabbrica di macchine
Augsburg vinsero dopo una settimana per lunanime compatte/./ \<
degli operai; invece gli operai della tessitura K r a u s soccombetti! n
dopo due settimane, perch al proprietario riusc di assoldare 500 tessi
tori in Boemia e farli venire ad Augusta con un treno straordinario. Con
quanto spirito di sacrificio fossero condotti questi scioperi lo dimostra il
fatto che in sole due assemblee, delle quali lun a ebbe luogo a Augutiu
e laltra a Monaco, furono raccolti 700 fiorini per sostenere gli sciopr
ranti. Ma se gli operai socialdemocratici combattevano fino in fonilo
le lotte sindacali, sempre con onore e spesso con successo, le associazioni
di mestiere progressiste ebbero un colpo mortale con lo sciopero di Wal-
denburg. Per controbattere lagitazione socialdemocratica, Max Hirsch
aveva cercato di trasferirsi con la sua agitazione nei distretti di Wal
denburg, ma i minatori sfruttati presero sul serio le sue futili manovre
e in 6500 cessarono il lavoro, mentre la maggior parte dei proprietari
liberali delle miniere maltrattarono lapostolo dellarmonia come un ma
ligno provocatore di disordini e imposero con larma della fame lo sciogli
mento del suo sindacato. Lo sciopero fini con una completa e, fin
ch si trattava di Max Hirsch e dei suoi tirapiedi progressisti, vergo
gnosa sconfitt. I minatori slesiani dovettero pagar caro il loro errore,
e da gente ragionevole passarono alla socialdemocrazia, proprio come gli
operai di fabbrica di Forst che subito dopo fecero con M ax Hirsch ana
loghe tristi esperienze. Appena cominciato, il giuoco del partito pro
gressista rimase paralizzato.
Tutte queste prospettive favorevoli al movimento sindacale furono
gravemente danneggiate dalla politica dittatoriale e personalistica di
Schweitzer. In quasi tutte le maestranze penetrava il dissidio politico,
soltanto i muratori e i carpentieri, sotto Lubkert, si mantennero fedeli
a Schweitzer. Le altre maestranze di scissero, talch i loro presidenti,
compreso Fritzsche, si allontanarono da Schweitzer, mentre una parte
pi o meno considerevole degli iscritti gli rimase fedele. La discordia
delle frazioni avvelenava lorganizzazione sindacale assai pi di quella
politica, perch per la sua essenza essa le era estranea, disperdeva inu
tilmente le forze gi conquistate e spaventava tanto pi le masse ancora
da guadagnare, in quanto sulla discordia delle frazioni ricadeva la re
sponsabilit della sconfitta in parecchi scioperi, cosi per esempio di uno
sciopero dei sigarai a Lipsia. Ma Schweitzer adesso era tanto accecato da

1058
mui imune ancora nelle sue pose dittatoriali; tornato dal suo viaggio
iilgniuzzativo, propose di fondere tutte le maestranze in una Lega ge
liti .ile ili solidariet, il che voleva dire semplicemente raddoppiare gli
ninni dell'organizzazione sindacale da lui fondata.
Alla nona assemblea generale dell'Associazione generale degli operai
Ifilesi hi, che si riun il 5 gennaio 1870 a Berlino e a cui parteciparono
VI delegati, che rappresentavano 8062 membri che pagavano le quote,
I costat che lopposizione contro la dittatura di Schweitzer non era
flou scomparsa. Si ebbero parecchie e spiacevoli discussioni. Schweitzer
i Ingn dell' aristocrazia dellassociazione e degli intellettuali che
(rovinavano sempre confusione; disse di non comprendere come degli
Uomini potessero perdere le giornate in pettegolezzi, ne aveva abba-
o.in/ii di dover polemizzare a questo modo prima con gli avversari del-
l'mjociazione, poi con i membri dellassociazione; al che giustamente
l'Iminkuch replic che proprio Schweitzer con la sua alleanza con la con-
li'ss.i Hatzfeldt aveva imposto allassociazione il pettegolezzo. Tutto som
mino per i sei giorni di dibattito ebbero un decorso abbastanza favore-
ville per Schweitzer. In particolare laccusa sempre ripetuta dagli eisena-
i Inani che Schweitzer attingeva i mezzi per lagitazione dai fondi se
g u ii del governo prussiano, non dimenticando nel far ci i suoi interessi
personali, dopo un accuratissimo esame della situazione di cassa, fu di-
i Inarata completamente falsa. Schweitzer riusc anche a mantenere pra
ticamente intatta la sua dittatura. Come in passato, il presidente avrebbe
dovuto essere eletto con i voti di tutti gli iscritti, non pi per prima
bens dopo ogni assemblea generale. Fu respinto il passaggio del Social-
I >cmokrat in propriet dellassociazione e la commissione per la stampa
non fu rinnovata; soltanto la direzione ricevette poteri un poco pi vasti.
SI rimase alla sua dispersione in tutta la Germania, ma i suoi membri
dovevano intrattenere un carteggio regolare e riunirsi alcune volte al
l'anno. Essa ebbe il potere di intervenire contro ogni abuso di potere
del presidente, i cui pieni poteri altrimenti rimanevano integri. Se
gretario fu eletto Tolcke e cassiere Hasenclever, che entr anche nella
redazione del Social-Demokrat.
Subito dopo questa assemblea generale, si riun quella della Lega delle
maestranze, alla quale 20.674 iscritti che pagavano le quote furono rap
presentati da 89 delegati. Anchessa dopo tre giorni di discussione si
i onciuse con un successo di Schweitzer. La situazione di cassa era rego
lare e la proposta di Schweitzer per la fusione di tutte le maestranze in
ununica lega fu accettata con circa 12.000 voti contro circa 9000. Te-

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nendo conto di questa forte minoranza, lassemblea generale decisi- <11
rimandare l attuazione pratica di questa decisione fino al 1 luglio 1870
M a con questo non si voleva mostrare sfiducia verso Schweitzer. Gim i
risultava dai dibattiti, la minoranza non era affatto contraria alla pr
posta di Schweitzer, la voleva attuare soltanto gradualmente per rigumilu
ai pregiudizi corporativi di molti operai.
Subito dopo queste assemblee, Schweitzer riport ancora una vitto
ria su Johann Jacoby. La presidenza del secondo collegio elettorale ili
Berlino convoc per il 20 gennaio gli elettori nel Neues Gesellschafu
haus alla porta di Kottbus per ascoltare la relazione dei loro dcpu
tati, il consigliere cittadino Runge ed appunto Johann Jacoby. Fra quest I
elettori erano molti socialdemocratici. Essi apparvero sotto la guida ili
Schweitzer e di Hasenclever, i quali pure abitavano nella circoscri
zione. A llelezione del presidente risult che essi avevano la grande mug
gioranza. I capi progressisti fecero di nuovo la parte dei galantuomini
offesi e con Runge alla testa piantarono tutto. Jacoby per pensava in
modo abbastanza logico per professare il principio democratico non
soltanto a parole ma anche nei fatti. Egli rimase sotto la presidenza di
Schweitzer e parl nonostante la sua fievole voce, ascoltato con grande
rispetto dagli operai, sugli scopi del movimento operaio. Il suo discorso
conteneva la frase poi diventata famosa : La fondazione della pi pii
cola associazione operaia avr per il futuro storico della civilt un va
lore pi grande del giorno della battaglia di Sadow a. Con quel di
scorso egli si avvicin al comunismo scientifico nella misura che era pos
sibile per un ideologo borghese, tuttavia abbastanza per riempire dello
stesso spavento i progressisti di Berlino e i democratici di Francoforte
Questo discorso per si guardava dal fare, teoricamente come pratica
mente, lultimo parso. N con esso egli si dichiarava favorevole in linea
di principio alla propriet collettiva dei mezzi di produzione, che rende
impossibile qualsiasi sfruttamento, n nella pratica si dichiarava favo
revole alla lotta di classe; tutto si accordava col fatto che Jacoby poco
tempo prima aveva firmato un appello dei manchesteriani progressisti
per gli operai di Waldenburg, nel quale si diceva che in Germania non
vi era posto per una lotta di classe. Jacoby voleva risolvere la questione
sociale facendo andare di pari passo lo Stato, il padrone e loperaio, e cosi
fu assolutamente giusto che lassemblea su proposta di Hasenclever dee i
desse che Jacoby aveva accolto talune verit socialiste ma era rimasto
fermo a mezza strada.
Ma se Schweitzer credeva di aver inflitto cosi un grave colpo agli

1060
Iirnnchiani, sopravvalutava considerevolmente il suo successo. Dal punto
ili vista pratico il discorso di Jacoby non aveva alcuna importanza par
ili nlarc. 11 Volksstaat lo stamp integralmente e lo difese anche contro
mH intacchi di Schweitzer, ma era troppo immerso nella tempesta della
lumi di classe per lasciarsi indurre in errore da Jacoby. Sia il governo
musone che i fabbricanti sassoni distruggevano con le loro persecuzioni
l'utopia di una pacifica collaborazione fra gli sfruttatori e gli sfruttati,
il essi avrebbero fatto ci anche se questa utopia fosse nata in qualunque
.1l i u parte che nella dotta atmosfera dello studio di Jacoby. Gli eisena-
Illuni avevano da lottare molto duramente, in specie contro le ristret
tezze finanziarie; il fondo per la rivoluzione, i cui amministratori repub-
hlii ano-borghesi cominciavano a sollevare difficolt, continu ad aiutarli
..... 3500 franchi per far fronte ai primi ostacoli, ma essi si aprivano
la strada combattendo senza risparmiarsi e si crearono specialmente nel
proletariato sassone un baluardo inespugnabile. Nellaprile del 1870
lIiiuen, la pi importante citt industriale del Vogtland dove Max Hirsch
nel 1869 era riuscito a vincere in una votazione suppletiva, fu conqui
stata da Bebel; Max Hirsch stesso dovette riconoscere costernato che do
veva soltanto alla generosit di Bebel se ancora poteva prendere la parola
mine rappresentante eletto della circoscrizione. Ad eccezione di Zittau
e di Frankenberg, adesso il predominio manchesteriano-progressista sugli
operai in Sassonia era scomparso dappertutto. Gli abbonati del Volksstaat
-..ilirono, fino alla met del 1870, a poco pi di 3000; ve ne erano 198
Lipsia; 159 a Dresda, 128 a Colonia, 124 a Crimmitschau, 119 a
( ilauchau, 96 a Magonza, 93 a Zwickau, 91 a Meerane, 88 a Breslavia,
H5 a Chemnitz, 78 a Brunswick, 75 ad Amburgo, 71 a Stoccarda, 63 a
Berlino, 61 a Werdau, 55 a Pest e 40 ad Augusta e a Norimberga.
Esternamente le contese tra le due frazioni assunsero forme molto
piacevoli. Adesso sulla stampa volavano accuse reciproche di tradimento
della causa operaia e nelle assemblee operaie avvenivano spesso inci
denti tumultuosi. Sul primo punto la maggior parte della colpa era degli
eisenachiani, sul secondo dei lassalliani. Ma nonostante questa lotta, e
anzi in un certo senso per mezzo di essa, si comp un crescente avvici
namento delle frazioni. Tipico fu a questo proposito lo svolgimento del
secondo congresso che gli eisenachiani tennero la Pentecoste del 1870
a Stoccarda. La commissione per la verifica dei mandati costat che erano
presenti 74 delegati da 111 localit; 47 localit in cui il partito contava
dei seguaci non erano rappresentate. Il numero complessivo degli iscritti
rappresentati a Stoccarda ammontava a 15.398, quindi soltanto alla de-

1061
cima o alla nona parte degli operai che erano rappresentati a Eisenm li,
e persino questa cifra poteva essere contestata, perch non era limimi
ai soli membri che pagavano le quote e comprendeva anche parect lui-
migliaia di operai austriaci e svizzeri. Il Volksstaat, cui non si potrvn
certo rimproverare una concezione pessimistica dei successi del proprio
partito, valut il numero degli iscritti attivi secondo il panorama offerto
dal congresso di Stoccarda a 10.000.
I lassalliani cercaroho di disturbare il congresso. A causa dellattiv
agitazione di Leickhardt, essi avevano messo solide radici nel terreno, del
resto sfavorevole, della capitale della Svevia. Poche settimane prima del
l'apertura del congresso, altri agitatori vennero da fuori e riusc loro
di raccogliere circa 250 operai in una rigida organizzazione capace di pii
ralizzare lorganizzazione stoccardese degli eisenachiani nelle assemblee
pubbliche. Quando il congresso degli eisenachiani si riun, decise in una
discussione preliminare a porte chiuse di ammettere ma di non lasciar
parlare alle assemblee pubbliche i non iscritti; tutto ci port durante
la prima assemblea pubblica a scene tempestose e alla interruzione
prematura delle discussioni. Il congresso pot assicurarsi la con
tinuazione indisturbata dei lavori escludendo anche dalle sue riunioni
pubbliche i non iscritti.
Nonostante questo sfavorevole inizio, i lavori del congresso di Stoc
carda contribuirono molto a chiarire i rapporti fra le due frazioni, per
quanto riguardava lorganizzazione, i princpi e anche la tattica. Ben
presto era risultato che lorganizzazione decisa ad Eisenach era troppo
ingombrante. Si lasci il comitato a Brunswick-Wolfenbittel, ma la
commissione di controllo fu trasferita ad Amburgo-Altona-Harburg. Inol
tre non era stato possibile attuare la decisione secondo cui ogni eisena-
chiano doveva essere membro deUInternazionale, del partito e di una
associazione locale. L invito alladesione personale allInternazionale era
stato seguito toltanto da un piccolo numero di iscritti ed era rimasto
sulla carta. Il congresso di Stoccarda invece abol lobbligo per gli iscritti
di fondare associazioni locali. Stabil che le organizzazioni locali dove
vano eleggere nuovi fiduciari e revisori per tenere rapporti con il co
mitato, e in tal modo si avvicin notevolmente allorganizzazione dei las
salliani. A dire il vero sotto un altro aspetto la differenza tra l'organizza
zione delle due frazioni fu acuita, tuttavia in un modo tale che risult
chiaro che gli eisenachiani erano nel giusto. Il Social-Demokrat nella
sua coerente interpretazione del comunismo scientifico era ancora assai
superiore al Volksstaat, ma lampio spazio che lorgano degli eisenachiani

1062
l a rvava alla reciproca intesa degli iscritti aveva anche un lato buono
<n (pianto ne stimolava efficacemente l interesse intellettuale. A Stoc-
<ida fu decisa la fondazione di una societ letteraria per azioni per la
.lilliisione della letteratura del partito e alla frazione bavarese, che adesso
I era definitivamente fusa con gli eisenachiani, fu concesso di conti
nuare le pubblicazioni del Proletarier. Subito dopo K arl Hirsch fond
(irimmitschau il Burger- und Bauernfreund, il primo giornale locale
<iuotidiano del partito. D altra parte anche Schweitzer per battere il
Proletarier e conquistare meglio le masse della Germania meridionale
iliiccordo con la direzione, aveva fondato il 1 aprile 1870 il giornale
Agitai or, un piccolo settimanale il cui prezzo di abbonamento era cosi
basso che, anche nella pi favorevole delle ipotesi, avrebbe potuto co
prire le spese soltanto se avesse avuto 50.000 abbonati. M a esso non
onquist piu di 15.000 abbonati e per di pi danneggi il Soctal-
Demokrat, di cui con tutta labilit dei suoi redattori era soltanto una
topia; tanto che questo organo centrale dei lassalliani dal 1 luglio do
vette essere pubblicato nuovamente in formato ridotto. La centralizza
zione troppo rigida aveva davvero i suoi lati negativi.
Per quanto riguardava le questioni di principio il congresso di Stoc
carda dichiar su proposta di Bebel ch e lo sviluppo economico della
societ moderna imporr come una necessit sociale di trasformare le
terre in propriet collettiva . In questo modo era sanzionata l'unit
delle due frazioni in una delle questioni pi importanti del comunismo
scientifico. Un altro punto daccordo fu raggiunto nella questione sin
dacale, sebbene pi che a idee chiare esso fosse dovuto piuttosto alla
mancanza di idee chiare. La fusione dei sindacati in una unica asso
ciazione fu caldamente raccomandata anche a Stoccarda e respinta sol
tanto per la stessa ragione per cui una forte minoranza vi si era opposta
allassemblea generale della Lega delle maestranze: perch era raccoman
dabile riallacciarsi alle corporazioni gi note per il passato e care agli
operai. Cosi spieg il relatore York, e il congresso di Stoccarda su sua
proposta dichiar che la formazione e lincremento di associazioni pro
duttive comuni era il compito principale dei sindacati.
Non a torto uno scrit.ore borghese dice che non si riesce a capire dai
dibattiti come il congresso di Stoccarda sia giunto a questa decisione A
ci contribuirono a quanto pare due motivi. Si era diventati diffidenti
a causa degli scioperi, che nella prima met del 1870 si erano molti
plicati in modo caotico e in proporzione inversa allesitante svilupparsi

1063
dei sindacati. Come si presentasse la situazione risulta da un rendiconto
presentato da Schweitzer nel settembre 1870; secondo questo documento,
il fondo amministrativo della Lega delle maestranze ammontava nei primi
otto mesi del 1870 a 637 talleri; quello per lagitazione a 217 e quello
per gli scioperi a soli 395; somma con cui erano stati sostenuti 11 sciope
ri: ad Amburgo, Kiel, Liineburg, Ulzen, Magdeburgo, Elberfeld, Solingr,
Miinster e Monaco. vero che Schweitzer calcolava che le quote <I"
le casse delle singole maestranze e le collette volontarie di compagni
residenti allestero, senza tener conto delle collette locali, avevano versalo
per quegli scioperi, ammontassero a 22.500 talleri. M a anche questo rum
voleva dire molto, e inoltre i sindacati dei lassalliani erano senza d u b b io
i pi forti. Come la presidenza della Lega delle maestranze, cosi anche il
Volksstaat aveva gi protestato contro gli scioperi insensati e York
a Stoccarda ammoni di non vedere negli scioperi, nei quali la maggmi
parte dellenergia era sperperata senza successo, il com pito assoluto
dei sindacati. Inoltre non si faceva ancora abbastanza differenza fra coopr
rative e sindacati, tanto che un proletario cosi avanzato come York li
confondeva indifferenziatamente. N el partito solo singole voci si leva
rono contro la decisione del congresso di Stoccarda. significativo il ir
siano stati due ex lassalliani a farlo, Hugo Hillmann e il sellaio Krikn
di Breslavia. Essi spiegarono sul Volkstaat che la decisione dava luogo
agli equivoci pi pericolosi e disconosceva la sostanza storica dei simili
cati, al che la redazione osserv, non tanto rispondendo quanto evitando
la risposta, che le aziende produttive che i sindacati avrebbero dovuto
fondare avrebbero avuto soltanto un valore sperimentale, come le io
ciet cooperative inglesi.
Nelle questioni della tattica il congresso di Stoccarda decise, sull
base di una relazione di Liebknecht, di partecipare alle imminenti -le
zioni autunnali per il Reichstag e per il parlamento doganale sempll
cernente per motivi di agitazione. I rappresentanti del partito eleni
avrebbero dovuto in generale tenere un atteggiamento negativo e sfrui
tare ogni occasione per smascherare i lavori dei due organismi come un
istrionesca commedia. Tuttavia n ella misura del possibile avrebbero
anche dovuto agire nellinteresse delle classi lavoratrici. Con il che di mio
vo ci si avvicina in misura notevole al punto di vista dei lassalliani. Pi
o meno nello stesso periodo, Schweitzer precis salAgitator i compiti
dei deputati socialdemocratici, scrivendo che per essi il Reichstag < Il
parlamento doganale erano sostanzialmente niente di pi che m cul

1064
per l'agitazione. Essi avrebbero dovuto enunciare ad ogni occasione i
principi socialisti, smascherare pubblicamente le mene reazionarie e pseu-
loparlamentari e prender parte a votazioni importanti (ad esempio
contro tutte le imposte). In realt la differenza nella primavera del 1870
Iti questa: Bebel e Liebknecht parteciparono molto poco ai dibattiti par
lamentari e, quando lo fecero, gettarono il guanto di sfida in maniera
npramente provocatoria ai partiti borghesi, mentre Schweitzer partecip
pi regolarmente alle sedute e difese il punto di vista socialdemocratico
ton una critica pi concreta, anche se non meno incisiva, dei singoli
progetti di legge.
Se in questo modo Schweitzer seguiva una tattica che lesperienza dei
prossimi decenni avrebbe dovuto confermare come giusta, in unaltra
i|tiestione tattica egli si compromise in modo tale da far vedere a tutti
Che ormai, con le sue manie dittatoriali, era veramente decaduto al livello
di un limitato caposetta. Il congresso di Stoccarda aveva deciso di non
v tingere alleanze e compromessi elettorali con nessun altro partito, ma
l dove il partito non presentava altri candidati, di appoggiare quei can
didati che almeno dal punto di vista politico fossero sostanzialmente
Mille sue posizioni e in particolare autentici candidati operai presentati
da altri partiti. La direzione dellAssociazione generale degli operai te
deschi invece decise un mese piu tardi a Hannover, sotto la presidenza
di Schweitzer, di presentare candidati propri ovunque fossero degli
iscritti e di votare nei ballottaggi per i candidati liberali pi avanzati
ma mai per un reazionario o un eisenachiano; si stabili cosi di astenersi
dai voti nel ballottaggio tra un reazionario e un eisenachiano e di votare
per il candidato liberale in caso di ballottaggio fra un eisenachiano e un
liberale. Cosi in caso di ballottaggio fra Bebel e M ax Hirsch gli iscritti
dellAssociazione generale degli operai tedeschi avrebbero dovuto votare
per Marx Hirsch. Questa assurda decisione fu motivata con la presunta
ipocrisia degli eisenachiani, che era assai pi dannosa che utile alla causa
degli operai, anche se fossero state raggiunte le rivendicazioni politiche
del programma di Eisenach. M a il comitato eisenachiano di Brunswick
rispose molto giustamente a questo deplorevole sofisma ohe ci voleva
dire mettere operai contro operai, socialdemocratici contro socialdemocra
tici e che il Partito operaio socialdemocratico sarebbe rimasto fermo nel
suo proposito di dare la preferenza a qualsiasi candidato degli operai
contro qualsiasi candidato borghese.
La dittatura di Schweitzer doveva finire miseramente sulla strada
sbagliata su cui ormai si era messa. Fu ancora una fortuna che essa scom-

1065
parisse, prima di degenerare completamente, nel gigantesco temporale <lir
port via con s anche la ragione pi profonda del contrasto che in Gei
mania divideva il proletariato cosciente. Se il campo di battaglia di Kb
niggratz era stato la culla di questo contrasto, il campo di battaglia di
Sedan ne fu la tomba.
La fondazione dellimpero e la socialdemocrazia

Dal 1866 la guerra diplomatica fra Bismarck e Bonaparte era con-


iinnata ininterottamente, tuttavia sempre in modo tale che Bismarck pot
giocare le carte migliori.
Egli rappresentava una necessit economica, il consolidamento na
zionale di un grande territorio economico, ormai capace di reggersi sulle
proprie gambe, mentre Bonaparte era sospinto dalle crescenti difficolt
>11 un dispotismo in decadenza e tuttal piu ancora dalla bramosia di pro
fitto della borghesia francese, che voleva una vendetta per Sadow a.
Il Ixmapartismo al di l del Reno era da lungo tempo in fase discen
dente, mentre al di qua del Reno era ancora in fase ascendente; in un
im o senso Bismarck poteva ancora permettersi dei lussi mentre laltro
11 a costretto a tentare i colpi disperati di un cavaliere di ventura perduto.
M.t nessuno si sentiva di arrischiare: n la Danimarca, n lItalia, n
l'Austria, che Bonaparte voleva conquistare ad un'alleanza aggressiva
contro la Confederazione del Nord, e neppure Bismarck, cui il tentatore
li m anto andava proponendo baratti di ogni genere con paesi e popoli.
Non per questo la politica di Bismarck, naturalmente, fu una politica
onesta, popolare o tanto meno rivoluzionaria. Quando rifiut al Baden
dii entrare nella Confederazione della Germania settentrionale, affer
mando che cosi si sarebbe dato il casus belli con la Francia, il vero mo
tivo di questo rifiuto non era il caso di guerra come tale, bens il fatto
i he questo caso di guerra era troppo onesto e popolare. Se Bonaparte
avesse scatenato la guerra per ingerirsi in questioni squisitamente tede-
ut he, le passioni nazionali in Germania avrebbero potuto infiammarsi
m i un grado che Bismarck aveva tutti i motivi di aborrire. Egli voleva

In guerra con la Francia, ma la voleva come guerra dinastica e controri-


voluzionaria e cosi fabbric la trappola per il suo vecchio amico della
Senna con gli avanzi di una politica di gabinetto da lungo tempo su
perata. Brig segretamente per la candidatura di un principe del ramo
cadetto degli Hohenzollern per il trono spagnolo, che nel 1868 era staio
reso libero da una rivoluzione. Se il suo avversario lo avesse lasciato fate
tranquillamente, le conseguenze di questo intrigo diplomatico sarebbero
state assai pi funeste per gli interessi tedeschi che per quelli francesi.
Ma Bonaparte inciamp goffamente in questo tranello grossolano, e di
chiar la guerra per la presunta offesa che sarebbe stata inflitta all'onore
francese con la candidatura dello Hohenzollern al trono spagnolo. Bis-
marck allora, che era il pi abile fra i due negromanti, riusc a dare alla
dichiarazione di guerra di Bonaparte limpronta di uninfame aggres
sione: con il giochetto di prestigio con cui stravolse il senso del tele
gramma di Ems fino a fargli dire esattamente il contrario, con la stu
pefacente faccia di bronzo con cui contest, in una serie di dichiara
zioni ufficiali, di aver preso parte alla candidatura dello Hohenzollern
e con altri tiri del genere.
In Francia e in Germania la borghesia vacill dietro il suo Bona
parte, mentre di qua e di l dal Reno il proletariato cosciente vide chia
ramente il vero carattere della guerra. Sul Reveil del 12 luglio i membri
francesi delTInternazionale lanciarono un appello agli operai di tutte li-
nazioni nel quale era detto che la guerra per una questione di preponde
ranza o a causa di una dinastia, non pu essere altro, agli occhi di tutti
gli operai, che una stoltezza criminale >, e in numerosi analoghi messaggi
gli operai francesi condannarono questa guerra esclusivamente dina
stica. Queste manifestazioni ebbero una grande eco nel proletariato
tedesco; esse furono approvate incondizionatamente nel corso di as
semblee di massa a Chemnitz, Lipsia, Fiirth, Norimberga, Monaco. In
altre assemblee di massa invece, e in particolare a Brunswick e a Ber
lino, dove parlarono rispettivamente Bracke e Schweitzer, nonostante
lapprovazione di principio, si fece valere la riserva reale per cui questa
volta Bonaparte aveva rotto la pace e la Germania doveva accettare come
un male inevitabile la guerra difensiva, a meno che laggressore non
fosse tempestivamente liquidato dalla nazione francese. Tutte e due le
assemblee ebbero luogo il 16 luglio, e il 23 luglio anche il Consiglio
generale dellInternazionale in un indirizzo sulla guerra, sia pure con
dannando aspramente sia la politica di Bonaparte che quella degli Ho
henzollern, afferm che la guerra da parte tedesca era una guerra di di
fesa, cui gli operai tedeschi dovevano limitarsi a non permettere di per

1070
lini il suo carattere strettamente difensivo, mentre Johann Philipp
lln Iter flagell vigorosamente sul Vorbote lo sciovinismo, che celebrava
li mi- orge anche nella democrazia borghese della Francia.
Non c dubbio che, come in generale nelle masse popolari tedesche,
im i anche nella massa del proletariato tedesco predominava il desiderio
li respingere a mano armata l'aggressione bonapartista. Difficilmente
Ir tose sarebbero andate in modo molto diverso, anche se gli intrighi
diplomatici di Bismarck fossero stati gi allora noti come lo sono oggi.
IV i quante fossero le colpe di Bismarck e per quanto la Confederazione
Iella Germania settentrionale avesse poco a che fare con lideale di uno
Mimo nazionale, adesso bisognava far vedere finalmente allestero che la
Germania era risoluta e capace di avere una propria volont. A l di l di
lime le menzogne diplomatiche il popolo vedeva soltanto un fatto, che
d a i bisognava fare la guerra per garantire 1esistenza della nazione. Le
dinastie e i parlamenti della Germania meridionale furono trascinati da
nini corrente irresistibile e i soldati della riserva e delle milizie nazio
nali accorsero con spirito battagliero alle bandiere. Nella misura in cui
la guerra rappresentava la difesa da un attacco bonapartista, essa era
ru ternamente popolare e le autorit ufficiali della Confederazione della
Germania settentrionale si affrettarono a dichiararla guerra strettamente
difensiva, contro il governo francese ma non contro il popolo francese.
Il parlamento tedesco settentrionale riunitosi il 19 luglio in seduta
urnordinaria approv allunanimit i richiesti crediti di guerra. Tuttavia
I iebknecht e Bebel si astennero dalla votazione, perch non potevano
li dare un voto di fiducia al governo prussiano, che con i suoi atti nel
IH6(> aveva, secondo loro, preparato la guerra attuale, n approvare la
politica criminale e scellerata di Bonaparte. Come tale questo atto di
mostrativo era assolutamente logico, perch in s le manovre di Bismarck
erano ripugnanti quanto quelle di Bonaparte. Ma questa dimostrazione
morale avrebbe potuto essere politica pratica, solo se vi fosse stata una
possibilit di fermare Bismarck e Bonaparte. Poich questa possi
bilit mancava, bisognava stabilire quale causa era la peggiore e quale
vittoria sarebbe stata la pi funesta. A questo proposito per non pote
vano esserci dubbi. Con ragione, il Social-Demokrat scriveva: La vittoria
di Napoleone significa la sconfitta degli operai socialisti in Francia. Si
gnifica lonnipotenza del bonapartismo militaristico in Europa, signi
fica lo smembramento completo della G erm ania. Perci i rappresen
tanti parlamentari lassalliani votarono per lapprovazione dei crediti di
guerra e non solo Schweitzer e Hasenclever, ma anche Fritzsche che era

1071
passato agli eisenachiani, mentre gli ex lassalliani del comitato di U r t il i
swick furono estremamente scontenti dellastensione di Liebkflecht
Bebel.
Egualmente scontenti essi furono dellatteggiamento del Volkisl.i.'i
che in quei giorni dimostr veramente come sia impossibile fare una
politica conseguente con puri sfoghi moralistici. Questo giornale nel
suo numero del 17 giugno scriveva che la grande e potente Conferir
razione del nord ammainava le vele dinanzi alla sfida bonapartisti r
che chi non viveva nel mondo della poesia nazionalliberale doveva ine
vederne il risultato: se la Prussia avesse accettato la sfida francese- |
vrebbe commesso, una pazzia . Nel suo numero seguente del 20 luglio
il Volksstaal era costretto ad abbandonare questa posizione sbagliata c a
dire, questa volta cogliendo nel segno: Bonaparte vuol consolidar!- il
suo trono vacillante umiliando la Prussia e ammannire al movimento re
pubblicano sociale della Francia una Sadowa interna . Il trono di ili
cembre un pilastro dellEuropa reazionaria. Se Bonaparte cade, cade II
principale rappresentante del dominio classista e militarista modemn
Se Bonaparte vince, vinta con quella francese la democrazia europea
Il nostro interesse richiede lannientamento di Bonaparte. Il nostro in
teresse in armonia con linteresse del popolo francese. Ma nel nu
mero ancora seguente del 23 luglio si diceva di nuovo: S i batiimo
pure da soli il cesarismo tedesco e quello francese accompagnati dai loro
finanziatori, noi proletari non abbiamo niente in comune con la guerra
Questo atteggiamento dellorgano del partito provoc un grave con
flitto con il comitato di Brunswick, che in un manifesto del 24 luglio,
pur tenendo fede pienamente ai principi democratici e socialisti, difen
deva lidea che la guerra, in quanto e fintantoch era una guerra di di
fesa, avrebbe dovuto essere appoggiata dagli operai tedeschi.
Nelle settimane seguenti questi contrasti giunsero ad un grado assiti
alto di tensione. Bracke parlava amaramente della monarchia Lieti
knecht e dei fantocci che sarebbero stati membri del comitato, mcn
tre Liebknecht affermava che non era possibile che cinque persone a
Brunswick imponessero come una norma per il partito la loro concezione
individuale; ci era ridicolo, egli diceva, quanto il collegio dei cardinali
che aveva giudicato Galilei. Ma le cinque persone di Brunswick
erano la direzione del partito eletta al congresso, e la loro concezione
aveva incontestabilmente dietro di s la schiacciante maggioranza del pr
letariato cosciente ed era quindi assai meno individuale di quell
di Liebknecht. Ancora una volta un conflitto nella questione nazionale

1072
minacciava di dividere la classe operaia tedesca, ma fu fortunatamente
l'ultimo conflitto del genere.

I Sedati, Lotzen, Versailles

Questo conflitto fu risolto dalla politica di tradimento delle classi


dominanti. La rapida vittoria degli eserciti tedeschi aveva in breve
Irmpo mandato in frantumi il trono di Bonaparte. Con la giornata di
ftcdan al di l del Reno era stata assicurata la repubblica borghese, al di
l>ni del Reno invece lunit tedesca, almeno in quanto ormai essa era
posta allordine del giorno. Adesso la Germania poteva dettare una pace
i Ite garantisse pienamente il suo onore e i suoi interessi, ma al tempo
stesso rendesse possibile ai due pi eminenti popoli civili del continente
unii convivenza amichevole, e con ci garantisse un presupposto defi
nitivo allo sviluppo pacifico della civilt europea. M a proprio questo non
nudava ai sovrani e agli junker tedeschi. Come ci si poteva aspettare una
|n>litica generosa e lungimirante nel momento in cui essi potevano in
fliggere alla nazione francese una ferita insanabile, a questa nazione
t he tanto dolore bruciante aveva causato allo splendore del feudalesimo
romantico? Certo il re di Prussia aveva dichiarato ripetutamente e so-
Irnnemente che non faceva la guerra alla nazione francese bens allimpe-
nitore francese, che adesso era stato messo fuori combattimento. Ma la
lorghesia tedesca assunse volentieri la funzione del ratto che con dente
assiduo rodeva il pentagramma al margine della guerra di conquista.
Questa classe media che nelle sue lotte per la libert civile dal 1846 al
1870 aveva dato un esempio inaudito di irresolutezza, di incapacit e di
vigliaccheria, si senti naturalmente assai lusingata di rappresentare sulla
si ena europea la parte di ruggente leone del patriottismo tedesco \
scrisse Marx con amaro disprezzo.
Sin dal 30 agosto notabili progressisti e nazionalliberali si radu
narono a Berlino per chiedere in un messaggio al re di Prussia e in un
appello al popolo tedesco lannessione dellAlsazia-Lorena e preparare
cosi la guerra di conquista. Accanto ad un Reich unito essi rivendi-
i vano frontiere protette , e che il mondo sapesse che sovrano e

' K . M a r x , Secondo indirizzo del Consiglio generale sulla guerra franco-


in u s s ia n a , in K. M a r x , La guerra civile in Francia, Editori Riuniti, Roma 1974,
|ip. 39-40.

1073
popolo erano decisi a prendersi ci che non avevano preso nel 1811,
l'Europa, essi dicevano, aveva scontato questa colpa della diplomazia | hi
mezzo secolo con la pace armata, e non era lecito che ci si ripetesse, (ili
eroi borghesi del disarmo dichiararono fidenti che lEuropa avrebbe pii
turo disarmare, se la Germania si fosse annessa lAlsazia-Lorena con m i n
guerra di conquista. Tuttavia non si affidarono soltanto alla forza pri
suasiva di questa profonda dimostrazione, ma scatenarono sulla stampa
borghese una spudorata campagna terroristica contro tutti coloro che I
opponevano alla guerra di conquista. Essi si appellarono al popolo ,
perch escludesse risolutamente dalla sua vita, dalle sue assemblee nell
citt e nello Stato queste persone malvage, e per spiegar meglio il loro
pensiero aggiungevano nei giorni in cui i tedeschi erano cacciati du
Parigi se noi fossimo francesi, come avremmo saputo tenerli a segno
Oggi questi sfoghi di fanatismo insulso paiono assai piu ridicoli che
temibili, ma nellardore di una grande guerra essi non furono cosi
innocui, e il governo non esit a coronarli con una serie di atti di
violenza.
D i fronte alla ormai evidente guerra di conquista, il comitato di
Brunswick e il Volksstaat raggiunsero immediatamente laccordo ed an
che i Iassalliani si allinearono nella lotta contro la follia patriottarda Ma
mentre il Social-Demokrat si limit a criticare aspramente la politica
delle classi dominanti, il comitato di Brunswick invit, con un manifesto
del 5 settembre, gli operai tedeschi a organizzare in assemblee di massa
grandiose dimostrazioni contro lannessione dellAlsazia-Lorena e per
una pace onorevole con la repubblica francese. Nel lappello erano state
inserite alcune frasi contenute in lettere di Marx, al cui consiglio quelli
di Brunswick erano ricorsi nel loro conflitto con Liebknecht. In esse Marx
previde con estrema esattezza tutte le conseguenze funeste che lannes
sione ha realmente avuto: l'inimicizia a morte fra la Germania e la
Francia, legemonia europea della Russia; egli defin lannessione come
il mezzo pi infallibile per trasformare la pace imminente in un puro
e semplice armistizio. Cosi pure si avverata laltra sua profezia: que
sta guerra nella quale la Germania ha dimostrato che essa capace di
andare per la sua strada indipendentemente dagli stranieri, anche esclu
dendo lAustria tedesca, avrebbe trasferito il centro di gravit del mo
vimento operaio sul continente dalla Francia alla Germania. Ancor piu
a fondo lassurdit storica della politica di annessione era bollata in un
secondo indirizzo del Consiglio generale dell'Internazionale sulla guerra
emanato il 9 settembre; da allora in poi il Volksstaat scriveva in ogni
,iio numero: Pace equa con la repubblica francese! Niente annessioni!
Punizione di Bonaparte e dei corresponsabili!
Alcuni eroici nazionalliberali denunciarono il manifesto di Brunswick
I generale Vogel von Falckenstein, che era governatore generale di H an
nover e aveva gi messo in carcere contro ogni legge e diritto alcuni
innocui danesi e guelfi \ Per ordine di Falckenstein i membri del com i
tato di Brunswick, Bracke, Bonhorst, Spier, il sarto Kuhn e il carpen
tiere Gralle furono arrestati e portati in catene nella fortezza di Boyen
presso Lotzen alla frontiera russa. Lo stesso giorno subirono la mede-
lima sorte lottonaio Ehlers, che aveva fatto parte del comitato, e Sievers,
un proprietario di tipografia sessantenne mezzo paralizzato e per giunta
avversario politico della socialdemocrazia, il cui delitto era di aver
|>ermesso che il suo amministratore stampasse il manifesto, a sua insa
puta, per guadagnarci. La canaglia patriottarda pot divertirsi iniqua
mente durante i tre giorni in cui i prigionieri furono trasportati at
traverso le province della patria, che, speranzosa, assaporava gli inizi del
timore di D io e dei pii costumi. Bracke e i suoi compagni furono
ora ingiuriati come trafugatori di cadaveri e banditi, ora guardati con lo
stesso stupore riservato al governo francese recentemente fatto prigio
niero, ora trattati con indignazione moralistica, perch si permettevano
di mangiare e di bere non appena potevano. Essi sopportarono le gen
tili critiche dellindignazione patriottarda con lumorismo dei condannati
che non li lasci neppure quando il comandante di tappa della stazione
di Potsdam a Berlino, preso dal sacro furore della guerra, li salut con
le parole tangheri, straccioni, e vigliacchi , che a Lotzen avrebbero
avuto il pane per i loro denti . A Lotzen da principio essi furono trattati
molto duramente, poi un po meglio.
Una serie di altri arresti, tra cui anche quello di York ad Amburgo,
complet questa azione di Stato patriottica, ma questi arrestati rimasero
nelle carceri delle loro citt. Geib invece fu anche egli portato in ca
tene a Lotzen, quando la commissione di controllo di Amburgo, S U
invito di Liebknecht e Bebel ebbe nominato un nuovo comitato,
con sede a Dresda, che non sottostava agli ordini di Falckenstein. Que
stultimo imped le assemblee di protesta contro lannessione e proib
anche il Volksstaat nella zona delle province costiere. Il filisteo liberale
accompagnava tutti questi illegali atti di arbitrio con compiacimento
segreto o con gioia manifesta. Soltanto quando anche Johann Jacoby fu 1

1 Cio partigiani delia ex casa reale dello Hannover.

107 ^
arrestato e trasportato a Ltzen perch durante unassemblea a Knigsberg
aveva protestato contro lannessione, negli ambienti progressisti si lev
qualche voce contraria.
Falckenstein non aveva alcun pretesto politico con cui giustificare
i suoi atti. vero che nelle zone costiere era stato proclamato lo stato
d assedio ma non anche labolizione della misura, garantita dalla legge,
di libert di stampa e di riunione o della prescrizione costituzionale se
condo cui nessuno poteva essere sottratto al suo giudice ordinario. R i
spondendo a una protesta delle autorit cittadine di Knigsberg, Bismarck
si trincer dietro questa scusa : il movimento contro lannessione rinvigo
riva la resistenza dei francesi, perci il potere militare doveva mettere
nellimpossibilit di nuocere i promotori delle proteste, in forza del suo
diritto di eliminare tutto ci che poteva impedire il raggiungimento
dei fini bellici. Unaffermazione che, a parte la sua insostenibilit giu
ridica, aveva gi il difetto di contenere due cose non vere in una parola.
Prima di tutto le proteste tedesche contro lannessione non rafforzavano
affatto la resistenza del nuovo governo francese, i cui organi piuttosto
dicevano con piena ragione che Bismarck non si sarebbe lasciato con
fondere da tutto ci nella sua guerra di conquista; in secondo luogo
quando le proteste ebbero luogo lannessione non era ancora stata affatto
riconosciuta come scopo della guerra. La classe operaia che, guidata dalle
nobili idee della civilit umanistica, protestava contro lannessione, aveva
esattamente lo stesso diritto costituzionale di esprimere liberamente la
propria opinione come la borghesia che, guidata dalla brama di profitto
per un nuovo mercato di sbocco, organizzava dimostrazioni in favore.
Le poche e timide proteste che si levarono dal seno della borghesia con
tro lannessione partirono fra laltro dagli industriali del cotone, e furono
motivate con la paura della concorrenza dellindustria cotoniera alsaziana.
Alcune circostanze mostrano che Bismarck, non per motivi di diritto
bens per motivi politici, non vide particolarmente di buon occhio
latto arbitrario del generale Falckenstein in questa situazione. Ma rin
negare un generale prussiano per atti illegali era, se non al di sopra della
sua volont, al di sopra del suo potere; il militarismo non si lasciava ri
prendere neppure da lui. Egli allora utilizz le elezioni al Landtag prus
siano del novembre per mettere in libert con una ordinanza regia del
24 ottobre quei sudditi prussiani fra i prigionieri di Ltzen per
i quali nel frattempo non fosse stato deciso larresto giudiziario e con
riserva di un eventuale procedimento giudiziario che dovesse essere ini
ziato contro di loro . Tra i membri del comitato di Brunswick, Bonhorst

1076
come cittadino dellannessa provincia del Nassau era lunico prussiano,
gli altri dovettero tener duro fino al 14 novembre, finch il tribunale di
Brunswick non ebbe ordinato il loro arresto per l istruttoria come so
spetti di alto tradimento e furono trasportati legati con corde nel
carcere di Brunswick. N ei primi giorni di dicembre anche il senato di
Amburgo trov il coraggio di reclamare Geib, e a Ltzen rimase sol
tanto Sievers. Poich in lui mancava anche l ombra della colpevolezza
egli dovette secondo l affascinante logica della giustizia prussiana pa
gare particolarmente caro; soltanto per Natale fu rilasciato, dopo che
la sua esistenza civile era stata distrutta con la chiusura della sua tipo
grafia ordinata da Falckenstein. Ma almeno questo misfatto non rimasto
del tutto impunito; dopo lunghi anni di processi, Sievers ottenne dalla
corte di cassazione di Brunswick un verdetto che condannava Falckenstein
a pagare un indennizzo.
Intanto i sovrani tedeschi avevano rabberciato lunit tedesca nel
modo peggiore possibile. Ad ascoltare i loro intimi desideri, lunit te
desca non sarebbe progredita di un passo; il re di Prussia, come scrisse
alla sua sposa, si trovava in penosa emozione perch doveva affron
tare questo inconveniente; il re di Baviera, allora gi quasi cmpleta-
mente pazzo, mordeva il freno che ad un Wittelsbach era stato posto da
un Hohenzollem. Praticamente soltanto il principe ereditario prussiano,
un uomo amabile e, anche se non dotato di una notevole intelligenza,
abbastanza familiarizzato con la cultura moderna per guardare con sin
cero orrore alle crudelt dei campi di battaglia, aspirava allunit tede
sca; certo anchegli pi per ambizione dinastica che per sentimenti na
zionali. Fu nuovamente, come gi per la fondazione dellUnione doga
nale, una ferrea necessit economica a creare la nuova comunit tede
sca. Essa pieg i grandi eroi sotto il suo pugno vigoroso e dinanzi
alla sua prosaica necessit si dissolse ogni suscettibilit dinastica. Del-
briick, un burocrate prussiano, ma un burocrate che alla scuola del
lUnione doganale, con tutta la sua aridit, aveva compreso la necessit
dello sviluppo capitalistico, guid le trattative con i governi della Ger
mania meridionale, i cui risultati furono sanzionati al quartier generale
di Versailles. Il progresso storico che cosi si comp era in una certa
misura un compenso agli ignoti caduti dei campi di battaglia, il cui
sangue versato a fiumi divent il solido cemento del nuovo edificio, che
sovrani e ministri non potevano erigere pi misero e fragile.
La costituzione della Confederazione della Germania settentrionale,
che non conteneva neppure i diritti assicurati al popolo dalla costitu-

1077
zione prussiana e che dal fedele patriota Miquel era stata definita come
tale che poteva al massimo servire a soccorrere temporaneamente la
breve esistenza dello Stato militare della Germania del nord , fu presa a
base della costituzione tedesca, tuttavia con sostanziali peggioramenti.
Le dinastie della Germania meridionale confermarono quello che Schweit-
zer aveva detto, che esse cio si sarebbero sottomesse pi volentieri a
uno dei loro piuttosto che fare la minima concessione agli interessi na
zionali. Non solo, esse confermarono anche laffermazione sprezzante di
Bismarck che la politica prussiana era troppo liberale per gli Stati della
Germania meridionale. Specialmente il particolarismo bavarese aveva
ora una grande occasione per infliggere un grave colpo al tracotante
e prepotente prussianesimo promovendo vigorosamente, rispetto agli
junker orientali, gli interessi delle classi borghesi per tacere di quelli
del proletariato. Un'idea abbastanza esatta della potenza che quel par
ticolarismo possedeva per il favore delle circostanze la d il fatto che
esso dei 79 paragrafi della costituzione settentrionale riusc a modificarne
26, alcuni certo soltanto formalmente, e ad abolirne totalmente o par
zialmente altri 25. Ma nessuna delle sue rivendicazioni mirava ad allar
gare anche solo minimamente i diritti del popolo. Piuttosto si dette
da fare per rendere ancora pi meschina, di come laveva fatta il parti
colarismo prussiano, lunit tedesca. Per il particolarismo bavarese era
un pruno in un occhio specialmente la progredita legislazione della
Confederazione settentrionale sul domicilio e sul matrimonio; che il cit
tadino bavarese il quale in Prussia o in Sassonia contraesse matrimonio
senza il permesso del suo re potesse avere ancora il diritto, aUinterno
dei confini biancoazzurri \ di trattare i figli di quel matrimonio giuridi
camente come dei bastardi, fu uno dei nobili fini per i quali il partico
larismo bavarese sprec le sue preziose fatiche. Nelle trattative di Ver
sailles alle masse popolari furono elargiti soltanto i sonanti nomi roman
tico-feudali di Kaiser e Reich , e qui si ebbero anche parecchi
tragicomici incidenti. Il re di Prussia dichiar che a lui non importava
niente >, e il re di Baviera dovette essere costretto con la pistola al petto
a firmare la magnanima r> lettera, scritta da Bismarck, con la quale si
offriva al re di Prussia la corona imperiale tedesca.
Fin da principio le dinastie tedesche fecero di tutto affinch la voce
del popolo non fosse ascoltata nel determinare il suo futuro destino.
Certo furono costrette a chiedere lapprovazione dei loro accordi di Ver-1

1 II bianco e lazzurro sono i colori della Baviera.

1078
1 ailles da una parte al Reichstag della Germania settentrionale e dal
l'altra ai parlamenti meridionali. Ci avvenne con la gentile minaccia che
bisognava prendere o lasciare e che, se fosse stato modificato anche
! loltanto un piccolo paragrafo, lunit tedesca sarebbe stata nuovamente
compromessa. Era naturale che le Camere meridionali, sebbene di mala
voglia, dovessero adattarsi; ma anche il Reichstag della Germania set
tentrionale, la cui competenza era stata prolungata nella sessione di
luglio fino alla fine dellanno, non os opporre alcun efficace resistenza.
Esso fu aperto il 24 novembre con un discorso della corona che, in
Stridente contraddizione con il discorso della corona di luglio, affer
m che Bonaparte.aveva fatto la guerra con laccordo di tutta la na
zione francese . Cosi annunciava lannessione dellAlsazia-Lorena come
lo scopo della guerra, per la cui prosecuzione richiedeva un nuovo presti
to. A questo punto Liebknecht e Bebel presentarono una mozione per la
quale il Reichstag negava il prestito e il cancelliere della confederazione
era invitato a concludere al pi presto la pace con la repubblica francese
1 rinunciando a qualsiasi annessione di territorio francese; ma per questa
| proposta, a parte loro, votarono soltanto Schweitzer e Hasenclever. Nella
, votazione per il prestito votarono negativamente anche Fritzsche, Mende,
Schraps e il particolarista guelfo Ewald; Frsterling aveva gi in pri
mavera rinunciato al suo mandato. Egualmente i sei deputati socialdemo-
cratici si trovarono concordi nellopposizione contro il trattato di Ver-
| sailles e contro i titoli di Kaiser e Reich. Soltanto neEa votazione del
trattato bavarese si aggiunsero i voti progressisti e persino qualche volto
B nazionalliberale.
Ciononostante la rinascita del Kaiser e del Reich non avvenne certo
sotto auspici edificanti. Delbriick pos la corona imperiale appena sfor-
I nata sul tavolo della dinastia come un campione di merce sconosciuta,
della quale neppure egli sapeva chiaramente a quale rubrica delle tariffe
' doganali appartenesse. Al principe ereditario dispiacque questo atteg-
! giamento affaristico, e anche Bismarck ammise che Delbriick si sarebbe
dovuto preoccupare di una migliore messa in scena. C solo da do-
mandarsi se quel brano di storia universale avrebbe guadagnato
gran che da un allestimento teatrale. N el modo come si svolse almeno
esprimeva senza abbellimenti il vero stato delle cose. Il leader dei li
berali conservatori Friedenthal, che univa nella sua persona il grande
proprietario fondiario e il grande industriale, domand con la prosaica
aria delluomo daffari se il popolo tedesco non avrebbe avuto un capo
supremo, e Delbriick con la sua voce inespressiva lesse per tutta rispo-

1079
sta la magnanima lettera che Bismarck aveva estorto al re eli 11
viera. I partiti della maggioranza borghese dettero il loro assenso x^li
accordi dei sovrani ben sapendo di creare non un impero della Iilici m
bens un impero della borghesia; sacrificarono ancora una volta Inni
ideali politici agli interessi materiali della loro classe e aggredirono.....
ila selvagge Liebknecht e Bebel che, quali portavoce deUopposizuiim
socialdemocratica, avevano difeso con coraggiosa risolutezza i diritti in
lienabili del popolo. Rispondeva del resto al vero stato delle cose chi
dopo la chiusura della sessione parlamentare Liebknecht e Bebel r u h i
loro Hepner, che era entrato nella redazione del Volksstaat, fossero ar
restati per cospirazione e alto tradimento, nello stesso tempo in cui una
deputazione di 30 persone della maggioranza del Reichstag si recava
Versailles con un messaggio redatto da Lasker nel suo tedesco imposi!
bile per implorare il re di Prussia di accettare, nellinteresse della patria,
la corona imperiale germanica.
I rappresentanti della nazione tedesca attesero nella corte del c.i
stello di Versailles come gi un tempo limperatore Enrico a Cano.ua
E furono colmati di scherni e dileggi. Cortigiani e nobilucci di cani
pagna variavano in tutti in toni le parole sprezzanti del re di Prussia :
Ah, quale onore mi fa il signor Lasker! Tuttavia la deputazione ito
v a Versailles unanima gemella nella persona di Stieber, che Bismari k,
valutando esattamente il suo sistema di governo, aveva di nuovo nomi
nato direttore della polizia politica. Lo spergiuro montatore del processo
dei comunisti di Colonia ebbe la giusta sensazione che gente del smi
calibro poteva avere migliori prospettive di buon impiego nel re
gno della borghesia che nello Stato assolutistico-feudale, e cosi si mise
a scodinzolare servizievole attorno alla deputazione del Reichstag. Que
sta non fu neppure ingrata, e Stieber ricevette in una lettera solenne il
suo pi sincero ringraziamento e la sua completa devozione *.
Egli invi la lettera a Berlino affinch fosse conservata per i discendenti
come un attestato d onore del loro avo e scrisse: La deputazione mi ha
dato molto da fare per procurarle unaccoglienza onorevole. Il partilo
di Corte e dei militari era piuttosto freddo, io ho rappresentato qui il
partito civile e il popolo tedesco. Strani tempi! . Si, i tempi erano
davvero s tr a n i , e si capisce che persino quel peccatore incallito sr
ne meravigliasse.
La guerra di conquista tedesca risvegli la resistenza ostinata e te
nace della nazione francese. I franchi tiratori facevano la guerra collu
se avessero studiato la legge della milizia territoriale prussiana del 1811,

1080
i lliunarck era furioso coatro gli assassini , che meritavano di essere
liuti impiccati, proprio come a suo tempo Napoleone aveva fatto fuci-
|,m come brigands gli ufficiali di Schill. Solo dopo sei mesi di combat
timenti, che costarono ai due popoli sacrifici immensi, la resistenza fran
imi' pat essere spezzata. Il 26 febbraio a Versailles furono conclusi i
preliminari della pace, con la quale la Francia si impegnava a cedere
l'Alu.zia-Lorena e a pagare 5 miliardi alla Germania. 11 3 marzo, sotto
I Impressione recente della pace alfine conclusa che era anche una vit
ti il in della reazione, si svolsero le elezioni al Reichstag tedesco. Era que-
ii il momento pi sfavorevole possibile per la socialdemocrazia, lunico
punito che si fosse opposto con coerenza incrollabile alla guerra di
i unquista, quel partito che aveva sofferto pi di tutti sotto la pressione
drilli guerra, una gran parte del quale era ancora in Francia sotto le
lini, una parte relativamente assai pi numerosa di quella di qualsiasi
punito borghese. Tuttavia 101.927, circa il 3 % di tutti i voti, tocca-
limo ai candidati socialdemocratici: 62.952 ai lassalliani, 38.975 agli
(pUcnachiani. I lassalliani avevano la loro roccaforte nel regno di Prus-
iit (46.313), e qui ancora in Renania (14.821) nello Schleswig-Holstein
( 11, 182) e nello Hannover (6805). Gli eisenachiani nel regno di Sas-
Miniii (21.043). I lassalliani ebbero in Sassonia soltanto 2246 voti, gli
fflscnachiani in Prussia soltanto 2144. Gli eisenachiani predominavano
In Baviera con 2519 voti e nel Brunswick con 2486 voti, i lassalliani
m Assia con 3973 voti, a Lubecca con 543, a Brema con 1506, ad Am
burgo con 5071; ma tutte queste cifre hanno soltanto un valore relativo
ili fronte alle circostanze eccezionali nelle quali ebbero luogo le ele
zioni del 1871. A Berlino, dove poco prima della guerra 4000 lassalliani
uvevano partecipato ai funerali di Waldeck in file compatte sotto la
guida di Schweitzer, il garzone falegname Grau ebbe solo 2058 voti in
tutte e sei le circoscrizioni. N el Wiirttemberg, ancora, dove gli eisena-
ihiani erano decisamente assai pi forti dei lassalliani, i 491 voti che
erano toccati ai socialdemocratici furono dati ai lassalliani, che a Stoc-
mrda avevano presentato un candidato proprio. Nella Germania meridio
nale in generale, la novit delle elezioni e la preparazione estremamente
miserabile delle liste degli elettori ostacolarono la partecipazione degli
operai alle elezioni. Ma quanto piu grandi erano le difficolt con cui
l'agitazione elettorale doveva combattere, tanto pi notevole fu il pro
gresso numerico assai considerevole che essa pot registrar^ dal 1867.
Tuttavia la maggioranza dei mandati socialdemocratici fu perduta. Dei
lassalliani non pi di tre passarono in ballottaggio, ma furono sconfitti:

1081
il sarto Bruer ad Altona, Hasselmann nella circoscrizione elettorale Inni
noveriana di Goslar, e Schweitzer a Elberfeld-Barmen, dove con H I //
voti dovette soccombere contro una coalizione di tutti i partiti borglinl
che ottenne 9-540 voti. Degli eisenachiani soltanto Bebel riusc a (limi
chau-Meerane a vincere contro Schulze-Delitzsch, che la borghesia (ili
aveva dimostrativamente contrapposto; inoltre Schraps vinse a Zwicloitl
Crimmitschau e a Mittweida, Spier fu battuto dallavversario nazionalll
berale nel ballottaggio.
Il 24 marzo Schweitzer dichiar di avere intenzione di ritirarsi 1I.1IU
direzione dellAssociazione generale degli operai tedeschi. Egli motivavi
la sua decisione dicendo di aver sacrificato per lunghi anni al parlilo
tempo, lavoro, tranquillit, denaro; nessuno, diceva, poteva pretendere
che egli continuasse a sacrificarsi cosi e perci gli era lecito chiedile di
essere sostituito. Non possibile stabilire in che misura Schweitzei <1
fosse intimamente convinto della insostenibilit della propria dittatimi,
esteriormente essa aveva gi trovato la fine, perch Schweitzer non po
teva pi sostenere il Social-Demokrat, che in seguito alla guerra rt
caduto a 2700 abbonati. Egli non poteva neppure continuare la pul
blicazione del giornale fino a quando lassemblea generale da lui convn
cata si fosse riunita alla met di maggio; lultimo numero usci il '<<
aprile. Ma se il giornale passava al partito stesso, la dittatura di Schweitzei
non poteva pi continuare come in passato. possibile che la sconfini
elettorale sia stata determinata per la sua decisione. Egli stesso lo ammliv,
dicendo che ormai non era pi legato verso i suoi elettori. In realt
anche la perdita della posizione di superiorit, che era riuscito ad a.vii
curarsi con la sua attivit parlamentare, toglieva alla sua dittatura un
altro importante pilastro. Durante la guerra il suo atteggiamento poliiitn
era stato assolutamente giusto, ma pi debole rispetto a quello di Licb
knecht e di Bebel; ormai doveva aver capito di aver completamente sbii
gliato nei riguardi degli eisenachiani, che dopo Sedan la fusione dc-lli
due frazioni era questione di tempo, e che per la sua dittatura non vi
era pi posto nel movimento operaio tedesco. Ci deve aver contribuito
non poco a maturare la sua decisione.
La decima assemblea generale, riunitasi il 18 maggio a Berlino con
la partecipazione di 5356 iscritti che pagavano le quote in 74 localii.i
e rappresentati da 34 delegati, espresse il proprio disappunto per il fallo
che Schweitzer non potesse per ragioni personali mantenere ulterior
mente la guida del partito, lo ringrazi della sua accorta direzione dii
rata per tanti anni con un voto di fiducia unanime, e raccomand agli

1082
(ih li li ili eleggere Hasenclever come nuovo presidente. A Schweitzer fu
III.litio il disbrigo degli affari correnti fino al 1 luglio. Come gi nel-
iW m b lrn generale dellanno precedente, la situazione di cassa fu esa-
li I..... . nel modo pi scrupoloso e tutto fu trovato in regola. Schweitzer
m i'iir ni partito il diritto di propriet sui due organi, e in cambio
flMimblca generale si assunse i debiti del Social-Demokrat sino al-
l'mit montare di 1000 talleri. Fu stabilito che l'Agitaior doveva servire
fOmr organo del partito fino al 1 luglio e poi cessare le pubblicazioni,
Minino il Socal-Demokrat avrebbe dovuto nuovamente uscire tre volte
tillii .rttimana come solo organo del partito. Allassemblea generale della
|i?gN generale tedesca di mutuo soccorso, riunitasi il 25 maggio, 19 de-
Itgiin rappresentarono 2457 iscritti di 27 localit. Certo la guerra aveva
imiriliuito grandemente al rapido declino dellorganizzazione sindacale,
Min anche la confusione creata con il mescolare i vari mestieri aveva s d
ii viiio perplessit negli iscritti; lassemblea generale decise di eliminarla
.limino in quanto si permetteva agli operai della stessa professione, do
vunque lo ritenessero necessario, di creare unorganizzazione propria e
li denominarla secondo il loro mestiere. I muratori si erano riservati
qursia posizione di privilegio sin dallinizio.
Il 1 luglio il presidente neoeletto Hasenclever assunse la presidenza
e lo stesso giorno usci il primo numero del Neuer Social-Demokrat.

! I 'illuminazione di Bismarck

Il 18 marzo 1848 il principe di Prussia era stato cacciato da Ber


lino dalla rivoluzione come il rappresentante pi rigido dell'assolutismo
prequarantottesco. Questo stesso uomo il 17 marzo 1871 faceva il suo
ingresso a Berlino come imperatore tedesco, ritornando vittorioso in pa
li in da Versailles e acclamato dalle classe dominanti come il degno erede
'lugli Ottoni e degli Hohenstaufen. Egli poteva dire a se stesso di non
essere, il 17 marzo 1871, diverso dal 18 marzo 1848. Cosi anche nel suo
spirito limitato pu essersi fatta strada lidea che le lotte interne per
In libert, svoltesi da pi di due decenni sul terreno tedesco, non erano
nitro che menzogne ed inganno e che la sua corona per grazia di Dio
i ta eterna, come eterno era il Signore dei cieli dal cui tavolo egli diceva
di averla presa.
Egli si abbandon a questo sogno, ma gi il giorno dopo sulla parete
del suo palazzo apparve la mano invisibile che scrisse il suo Mene tekel

1083
pbares\ Il 18 marzo 1871 il proletariato di Parigi insorse e dimmi iA
che la storia europea dal 1848 aveva avuto un grande significato, uni In
se pagato a caro prezzo dai popoli. Ovunque in terra tedesca fossi un
proletariato cosciente, lentusiasmo pi autentico accolse linsurrezionr il
voluzionaria degli operai parigini. N i lassalliani n gli eisenachiani rl
tarono sia pure un attimo; assemblee di massa a Berlino, Amburgo, III.
ma, Hannover, Elberfeld, come anche a Dresda, Lipsia, Chemnitz, I.
chiararono la simpatia e l'omaggio degli operai tedeschi alla rivoluzioni!
sociale a Parigi, inviando ai suoi combattenti i loro saluti fraterni II
Social-Demokrat e il Volksstaat irrisero con lo stesso disprezzo la < III
genua spudoratezza di alcuni fogli borghesi i quali pretendevano chi l i
socialdemocrazia tedesca rinnegasse la Comune di Parigi o almeno |
suoi orrori s>. possibile che con una tattica furbesca di questo ti|w
si sarebbe potuto ottenere questo o quel piccolo vantaggio, ma sarebbe
stata una tattica vergognosa e la socialdemocrazia sarebbe caduta rulli
malattia ereditaria del liberalismo tedesco, il quale per qualche meschini)
e incerto vantaggio si giocava non solo il proprio onore e la propri.) di
gnit ma anche un grande e durevole guadagno. Ladesione senza riservi
alia Comune di Parigi ha abbondantemente ricompensato la socialdenm
crazia tedesca. Oggi gli orrori della Comune sono diventati una pile
rile sciocchezza; ogni borghese mediocremente istruito sa, cosi bene come
lo seppero fin da principio gli operai tedeschi, che i veri orrori sono Mini
commessi dai nemici della Comune, dai campioni del regime borghese,
che la debolezza della Comune non fu la sua disumanit bens il suo
rifuggire da provvedimenti radicali.
Con la stessa risolutezza della socialdemocrazia tedesca, il Consiglio
generale dellInternazionaile si pronunci a favore della Comune di
Parigi. 'Nell'indirizzo sulla guerra civile in Francia, Marx innalz ini
mediatamente la bandiera sfolgorante per lesercito in lotta della classe
operaia, la cui ala francese aveva da poco subito una cosi terribile scoli
fitta. Nessuno meglio di Marx sapeva che cosi facendo egli metteva in
pericolo 1 esistenza dell Internazionale, che fini in parte proprio per Ir
conseguenze e le ripercussioni di questo mirabile Indirizzo. Non tutti
i partiti europei erano politicamente gi cosi maturi come la social
democrazia tedesca, e in particolare le Trade Unions inglesi arretrarono
spaventate dinanzi allo spettro del terrore, che la borghesia europea cerc1

1 Cio contato, pesato, diviso, le parole che, secondo il racconto bibllm


CDaniele, 5, 25-28), preannunciarono al re Baldassarre la fine del suo regno,

1084
ili ricavare dalla Comune di Parigi. Ma a Marx non importava niente
ili>1In forma quando bisognava salvare la sostanza. E la sua politica non
iinirvii essere giustificata meglio che dallIndirizzo stesso, che, buttato
lini sotto l'impressione recente dei fatti, ancora oggi rappresenta quanto
ili meglio sia stato scritto da allora sulla Comune di Parigi. Sebbene
Avesse il fine di giustificare la Comune in un momento in cui bisognava
m ere pr o contro, il suo pr non fu attenuato perch si soffermava
i/r.li errori dell'insurrezione; lIndirizzo sottolineava con tale chiarezza
fi mume le questioni decisive, che fino ad oggi rimasto lopera classica
mll.i Comune di Parigi.
Fu Bismarck che allora mise in giro la frase secondo cui la Comune
gli avrebbe procurato la prim a notte insonne. Una frase che, labbia
egli detta o no, in ogni caso definisce bene la sua situazione in quel
Irmpo. Linsurrezione degli operai parigini gli fece vedere che la sua
diplomazia poteva essere molto intelligente di fronte ad un Beust
ii ad un Bonaparte, ma diventava vacua e ridicola nel confronto con i
glandi movimenti di massa del secolo. Come risultato dei suoi esercizi
Intellettuali notturni, egli port al Reichstag la stupefacente scoperta che
l i sostanza giustificata della Comune di Parigi era stata il desiderio del-
l'ordinamento cittadino prussiano, questa parodia di amministrazione
indipendente dei comuni. Bebel, lunico socialdemocratico che sedesse nel
primo Reichstag tedesco, dichiar dessere molto meravigliato che una
assemblea di persone serie non si fosse abbandonata alla piu grande
ilarit ed aggiunse per conto suo: Siatene certi, tutto il proletariato
europeo, tutti coloro che ancora portano in petto il sentimento della
libert e dellindipendenza guardano a Parigi. Ed anche se per il mo
mento Parigi oppressa, io vi ricordo che la lotta a Parigi esoltanto
un piccolo scontro di avamposti, che la questione principale in Europa
i i attende ancora, e che passeranno pochi decenni e il grido di battaglia
del proletariato parigino, guerra ai palazzi, pace alle capanne, morte
alla miseria e allozio! , diventer il grido di battaglia di tutto il pro
letariato europeo . Quella nobile assemblea credette di dover acco
gliere queste parole con la sfrenata ilarit che le era mancata per le
sciocche trovate di Bismarck. Pi tardi Bismarck stesso ha ammesso che
questo discorso di Bebel stato il raggio di duce che lo ha illuminato
sulla sostanza del movimento socialdemocratico, e che da quel momento
egli cerc di combatterlo e di reprimerlo come un nemico, contro il
quale lo Stato e la societ si trovano in condizioni di legittima difesa.
Non c bisogno qui di dubitare della sincerit di questa confessione, se

1085


non altro perch essa abbastanza umiliante per questo presunto sin
tista. In realt allora ebbe inizio la lotta aperta di Bismarck contro In
socialdemocrazia, dapprima condotta a sbalzi, con orgogliosa noncuranti,
poi in una lotta disperata per la vita e la morte, sempre pi disperili,!
finch Bismarck croll ingloriosamente.
Se Bismarck apparentemente aveva considerato le violenze illegali
di Falckenstein con una benevolenza appena un poco turbata, adesso
esse gli sembrarono buone abbastanza per infliggere un primo colpo ni
proletariato cosciente. Alla fine di marzo sia i prigionieri di Brunswiik
che quelli di Lipsia erano stati rilasciati, dopo aver trascorso rispettiva
mente duecento e cento giorni nelle mura del carcere, per non aver fatui
assolutamente niente. Nel frattempo tutto il materiale che era stato ai
raffato con numerose perquisizioni nelle abitazioni degli arrestati o del
loro compagni di fede era stato passato al setaccio della polizia, della
procura di Stato e dei giudici istruttori, per stabilire il reato di alio
tradimento e di lesa maest, tuttavia senza nessun risultato. Questo ri
sultato finale di tante fatiche doveva essere tanto piu spiacevole in quanio
il materiale raccolto non lasciava niente a desiderare per la sua esaurirmi'
completezza; limprovvisa aggressione di Falckenstein aveva messo tulli
i carteggi e i registri della direzione eisenachiana nelle mani dei suoi
persecutori. N i tribunali del Brunswick n quelli della Sassonia dimo
strarono una particolare inclinazione a occuparsi ulteriormente della
noiosa faccenda, e a ci deve avere contribuito anche il modo con cui
si pretendeva che questi tribunali facessero la parte degli umili ausiliaii
delle violenze militari. Il procuratore di Stato a Wolfenbiittel ordin di
sospendere il procedimento contro gli arrestati di Brunswick per prepi
razione di alto tradimento e il senato di accusa della Corte suprema
accett la proposta. Certo ci si riservava di procedere contro Bracke c
compagni per altri delitti, non di competenza del senato criminale, ma
era evidente che questa locuzione doveva servire soltanto a mascherare
in qualche modo il fatto vergognoso che persone assolutamente inno
centi fossero state private per mesi della loro libert.
Ma questo conto a Brunswick era stato fatto senza loste di Berlino.
Bismarck impose di annullare la riserva del procuratore di Stato di
Wolfenbiittel e il 10 ottobre 1871, piu di un anno e mezzo dopo che
gli arrestati erano stati liberati, il procuratore di Stato Koch a Brunswick
port a termine lingrato compito di fabbricare unaccusa almeno contro
Bracke, Bonhorst, Spier e Kuhn. Alcuni elastici paragrafi del vecchio
codice penale del Brunswick e del nuovo della Germania settentrionale

1086

\
servirono come nebulose pezze dappoggio dellaccusa, impostata sul de
litto di turbamento dell'ordine pubblico. Effettivamente il tribunale pro
vinciale condann dopo tre giorni di dibattiti Bracke e Bonhorst a se
dici mesi di carcere, Spier a quattordici e Kiihn a cinque, tenendo conto
dellarresto istruttorio. Ma la corte suprema cancell questo verdetto con
dannando Bracke e Bonhorst a soli tre mesi, Spier a due mesi e Kiihn
a sei mesi d arresto per aver fatto parte di unassociazione con scopi
illegali. Anche questa sentenza era molto discutibile, perch si fondava
su di una vecchia disposizione prequarantottesca, ma, per quanto im
pugnabile in linea di principio, essa in pratica determin la liberazione
degli accusati, perch la Corte suprema consider espiata la pena inflitta
con larresto istruttorio.
Pi compiacenti degli addottrinati tribunali di Brunswick verso le
pretese berlinesi, si rivelarono i giurati borghesi di Lipsia. Liebknecht,
Bebel ed Hepner subirono nel marzo 1872 un processo durato due set
timane davanti al tribunale dei giurati di Lipsia sotto laccusa di aver
preparato un alto tradimento. Il materiale a carico era sostanzialmente lo
stesso di quello del processo di Brunswick, solo aumentato da un muc-
chietto di prove che non provavano niente se non che agli accusati
doveva essere fatto a qualsiasi prezzo un processo tendenzioso. Ai giurati
furono presentati non meno di 140 documenti di prova; lettere, discorsi,
articoli di giornale, programmi, una massa confusa delle pi varie m a
nifestazioni della letteratura rivoluzionaria a partire dal 1848, i cui autori
non erano soltanto gli accusati e i loro compagni di fede ma anche i
loro avversari politici. Non uno di questi documenti forni sia pure
lombra di ima prova che gli accusati avevano preparato lalto tradi
mento nel senso del codice penale. In compenso, il presidente von Miicker
soccorse con la sua direzione partigiana dei dibattiti, che allora era an
cora abbastanza inconsueta in terra tedesca e fu aspramente condannata
quasi senza eccezioni dalla stampa indipendente di tutti i partiti bor
ghesi. Del resto non mancarono ogni genere di pressioni sui giurati, dei
quali 8, il numero esattamente necessario per la condanna, si decisero
infine per la colpevolezza di Liebknecht e Bebel. La corte li condann
a due anni di fortezza tenendo conto dei due mesi di carcere istruttorio,
mentre Hepner fu assolto.
M a Liebknecht e Bebel avevano ragione di dire che il processo aveva
cosi enormemente contribuito a diffondere i principi socialdemocratici
che accettavano volentieri i due anni di fortezza. N on solo avevano
guadagnato la simpatia personale che tutte le persone oneste sogliono

1087
avere per condannati innocenti, ma avevano fatto anche una propaganda
estremamente efficace ai loro obiettivi politici e sociali. Mentre Hepner,
che sin dallinizio aveva avuto una parte secondaria in questo dramma
giudiziario, si content prudentemente di far dello spirito sulle accuse
mossegli, Liebknecht e Bebel difesero la causa che doveva essere colpita
nelle loro persone con dignit e seriet, e in modo cosi energico e con
vincente, da respingere facilmente i goffi attacchi del presidente e del
procuratore. Liebknecht, che fino a quel momento si era tenuto pi
lontano di Bebel dalle masse operaie, svilupp quella sua magnifica ca
ratteristica che in un momento guadagn i cuori dei proletari al sol
dato della rivoluzione . Cosi i dibattiti processuali ebbero un grande
valore propagandistico, essi sgombrarono pregiudizi largamente diffusi
sul movimento operaio; il loro gioco di domande e risposte assunse
laspetto di una stimolante introduzione nel mondo ideale della socialde
mocrazia.
N el luglio 1872 Bebel fu ancora vittima della giustizia di classe. Il
tribunale distrettuale di Lipsia lo condann per lesa maest, perch in
una assemblea pubblica aveva detto la verit incontestabile che il re di
Prussia non aveva mantenuto la promessa secondo cui frutto della guerra
avrebbe dovuto essere lassetto unitario e libero della Germania. La
sentenza fu di nove mesi di carcere e perdita dei diritti derivanti da
elezioni pubbliche . Il tribunale annull lelezione di Bebel e questo
fu tutto il succo della faccenda. Nella prima sessione del Reichstag te
desco era diventato ben presto un combattente temuto; senza il sostegno
di un partito, completamente solo, egli aveva saputo dalla tribuna del
parlamentarismo borghese abbattere elegantemente un paio dei pi ri
nomati eroi borghesi, sia il bravo Lasker che, messo da Bebel con le
spalle al muro, aveva minacciato con il randello del filisteo e poi
aveva falsificato la relazione stenografica, perch questa terribile mi
naccia era parsa a lui stesso troppo ridicola, sia anche il bravo Simson
che, colto in fallo da Bebel per una grossolana violazione dellordine del
giorno, si era potuto salvare soltanto perch la maggioranza borghese
lo aveva assolto da quella colpa contro la sua stessa coscienza. N el con
dannare questo malfattore il tribunale distrettuale di Lipsia non ven
dicava soltanto il re per grazia di Dio ma anche il parlamentarismo bor
ghese.
M i bravi tessitori della circoscrizione di Glauchau-Meerane si adat
tarono malamente a questo gioco di patrioti e rispedirono Bebel al
Reichstag con 3000 voti in pi di quelli che aveva avuto nelle elezioni

1088
precedenti. A questo punto quellalta assemblea dovette assumersi il com
pito del carnefice; respinse la proposta di Schraps di reclamare Bebel, il
quale nel frattempo aveva cominciato a Hubertusburg il suo periodo
di fortezza. E quale patriota poteva rimproverarla se non voleva pi
sentire la voce chiara e sonante di chi sapeva spiegarle cosi bene su
quali basi di argilla fosse fondato lo splendore del nuovo impero te
desco!

1089
L on data dei m iliardi

1. Vertigine di speculazioni e Kulturkampf

Come la rivoluzione dallalto era stata assicurata mediante un com


promesso tra lo Stato militare prussiano e la borghesia tedesca, che in
sieme avevano portato la guerra di conquista fino a Sedan, cosi queste
due forze si divisero la preda. Moltke liquid il singolare miraggio dei
notabili liberali, per i quali lannessione dellAlsazia-Lorena avrebbe
dovuto portare al disarmo europeo, dicendo molto freddamente: C i
che abbiamo conquistato in mezzo anno con le armi, dobbiamo difen
derlo con le armi per mezzo secolo affinch nessuno ce lo tolga . Il mili
tarismo si prsentava nel rigoglio dei suoi peccati; giunse a pro
porzioni tali quali neppure i pi neri pessimisti di quel decennio avreb
bero ritenuto possibili, e la borghesia liberale dovette bene o male ac
conciarsi a questa conseguenza della sua geniale politica.
Le cose le andarono meglio con laltra conseguenza della guerra di
conquista. Le mazzate degli eserciti tedeschi le avevano largamente aper
to le porte del mercato mondiale. vero che la pioggia di miliardi si
risolse soprattutto a vantaggio dello Stato militare per pagare debiti,
dotazioni e pensioni, costruire fortezze e caserme, rinnovare i contingenti
di armi e di effetti militari, ma lenorme incremento del capitale dispo
nibile e della massa di denaro circolante dette un possente impulso alla
giovane grande industria. La concentrazione del capitale si estese a tutti
i settori della vita economica; tra il 1871 e il 1873 i capitali in azioni
superarono i 1200 milioni di talleri, allincirca lammontare delle ripara
zioni di guerra della Francia; le piu varie forme di istituti bancari e di
societ industriali spuntarono come funghi dal suolo. Acciaierie e mi
niere di carbone furono fondate in gran numero, i progetti di linee fer-

1090
rovmrie assunsero proporzioni enormi. Era una ubriacatura frenetica di
*!' i illazioni, nella quale la borghesia perdette lultimo avanzo di una
posizione politica.
Essa si inchin fino a terra davanti all uomo del seco lo , che.le
aveva regalato tutta quella splendida ricchezza. Quando Ludwig Bam-
I v r g c r , che dopo la sua fuga a Parigi in seguito all'insurrezione del
lUdcn-Palatinato aveva fatto amicizia con personalit della Banca e
della Borsa, disse con lanima del funzionario tormentato: a lla fine
non siamo che cani! , questa amara espressione ebbe risonanza popolare
imi con un significativo equivoco fu intesa come la confessione politica
di Bamberger e dei suoi amici nazionalliberali. N el campo della legi
slazione economica Bismarck per il momento lasciava ancora mano li
bera alla borghesia liberale. A causa di ricche dotazioni, da rappresen
tante della piccola nobilt semirovinata egli era diventato rappresentante
della grande propriet fondiaria su base capitalistico-industriale, di una
i lasse che aveva un vivo interesse a liquidare le rovine del feudalesimo
corporativo. Senza dubbio i suoi istinti bonapartisti dovettero essere gra
devolmente solleticati dallubriacatura speculativa che aveva trasformato
il mondo borghese in una bisca, per poterlo giuncare en masse. Bismarck
non ebbe niente da obiettare quando Delbriick, che in quel momento
i ra ancora il suo braccio destro in politica economica, proclam con
i inica compiacenza dal banco del governo che il segreto dellepoca era di
non perdere interessi e che nessuna legislazione poteva impedire che
gli stupidi perdessero il loro denaro. Certo le nuove leggi sul diritto ci
vile comune e sulla libert di domicilio, sulla libert di professione, sulle
misure le monete ed i pesi unificati, sulla protezione del commercio al
lestero e cosi via per quanto lasciassero a desiderare nei particolari
costituirono nel loro insieme un progresso storico, ma significava ro
vesciare la verit quando Treitschke, il profeta del nuovo impero, assi
curava nel suo stile retorico che la borghesia aveva regalato questa le
gislazione alla classe operaia per il senso di responsabilit dei ceti
superiori , nel giusto riconoscimento dei suoi doveri sociali . R a
ramente, o anzi mai per il passato, delle classi dominanti hanno sanzio
nato un progresso da lungo tempo necessario dello sviluppo economico
in maniera cosi gretta ed egoistica come in questo caso; ci venne subito
in luce quando scoprirono che la borghesia non pu marciare in avanti
senza che anche il proletariato marci in avanti.
Ci si verific addirittura prima, quando lopposizione particolaristica
contro la fondazione dellimpero si raccolse in un grande partito parla

1091
mentare. Indirettamente le armi tedesche avevano rovesciato anche il
potere temporale del Papa e perci avevano mobilitato tutte le forze
combattive del cattolicesimo. Sotto il nome di Centro fece il suo in
gresso nel primo Reichtstag tedesco una frazione specificamente cattolica,
forte di 57 deputati. Veramente essa non ebbe intenzioni ostili in an
ticipo verso Bismarck, il quale ancora poco tempo prima della guerra
franco-tedesca aveva esaltato i gesuiti come preziosi alleati e si era op
posto a tutte le richieste di impedire con passi diplomatici la proclama
zione del dogma dell'infallibilit nel Concilio Vaticano del 1870. Ma era
nella natura delle cose che la nuova frazione diventasse il centro di rac
colta di tutti gli elementi particolaristici. Nelle province cattoliche, in
Renania, in Slesia, in Baviera, lantipatia contro il prussianesimo vero e
proprio era sempre stata molto forte. Si aggiunsero ancora i cattolici
polacchi e poco dopo anche i cattolici alzaziani; anzi il carattere partico
laristico del Centro predomin fin dagli inizi sul suo carattere religioso
talch ad esso si unirono anche i Guelfi, protestanti ortodossi. Sotto la
bandira comune dellultramontanismo si raccolsero tutti gli elementi
che per motivi particolaristici si opponevano agli splendori del nuovo
impero tedesco; una massa formata dalle pi diverse componenti poli
tiche e sociali, che seguivano le pi varie tendenze, dalle concezioni della
democrazia dei piccoli contadini e piccolo-borghese sino alle concezioni
del romanticismo feudale e del provincialismo corporativo; fu signifi
cativo il fatto che a capo di questa variopinta schiera fosse lex ministro
guelfo Windthorst, che non era un uomo di principi ma un diploma
tico della vecchia scuola di Bismarck, anche se molto piu raffinato di
questultimo.
Per un uomo politico che fosse non diciamo geniale ma soltanto "un
poco addentro nella vita della civilt moderna, niente poteva essere piu
semplice che paralizzare questa opposizione. Essa avrebbe dovuto dissol
versi nei suoi eterogenei e tutto sommato retrogradi elementi, non ap
pena il nuovo impero non fosse stato governato col bastone del ca
porale prussiano bens come un moderno Stato civile. Ma Bismarck
dopo il 1870 non fu pi capace di fare quello che, in una certa misura,
veva fatto dopo il 1866; egli non seppe sfruttare la situazione con un
po di abilit; lincenso bruciato all Ercole del diciannovesimo secolo
gli aveva annebbiato la vista, che ormai giungeva soltanto fino al vecchio
orizzonte di junker. Egli credeva di marciare alla testa del secolo pro
prio quando lasciava andare i colpi del bastone da caporale prussiano su
tutti coloro ohe non si adattavano ai suoi voleri. Chi non si piegava

1092
docilmente ai suoi capricci ed ai suoi nervi era un nemico dell im
pero e veniva bandito dal Reich. In particolare ladesione dei polacchi
ni Centro eccit il suo cieco odio antipolacco. Il Centro si mantenne in
qualche maniera sulla via giusta quando, delle due rivendicazioni pro
grammatiche pubblicate nella primavera del 1871, mise in prima linea
il punto di vista particolaristico, lindipendenza e lautodecisione dei
singoli Stati, soltanto in seconda linea il punto di vista religioso, la pro
tezione delle associazioni religiose contro le ingerenze della legislazione
secolare. Fraintendendo tragicomicamente la situazione, Bismarck si il
luse di poter domare lopposizione particolaristica attaccando briga con
la Chiesa cattolica. Egli la incalz con ogni specie di leggi eccezionali e
di interventi violenti nella sua vita interna, sebbene ai suoi giovani anni
egli stesso avesse sperimentato in che modo egregio il prete di Roma
sa rimbeccare il gendarme prussiano. Invece di combattere con le armi
della libert borghese, impose queste armi al Centro e lo rese cosi in
vincibile per la sua politica reazionaria, anche se si vantava che non sa
rebbe mai andato a Canossa.
Se la sua follia poteva ancora essere superata, fu superata dalla follia
della borghesia liberale che lo segui goffamente in tutto e per tutto an
che su questa via, sebbene essa non potesse neppure far valere per s la
circostanza attenuante di essere cresciuta con idee feudali. Persino un
uomo della cultura di Virchow non ritenne di cattivo gusto battezzare
questa farsa con il rispettabile nome di Kulturkampf V D altra parte per
la banda matricolata degli speculatori questo Kulturkampf non era
che una quinta, dietro la quale si potevano saccheggiare tanto pi co
modamente le masse; si poteva giurare che chi in Parlamento e sulla
stampa tonava nel modo pi violento contro Roma ed evocava solen
nemente lombra del povero Ulrich Hutten era immerso sino alla gola
nella palude delle speculazioni. Molte decine di deputati combattenti del
Kulturkampf attinsero i loro mandati dai prospetti sprillativi per indo
rare le loro ingannevoli promesse e si misero al servizio delle potenze
finanziarie patriottiche , in particolare la Diskontogesellschaft e la
casa Bleichrder, i due colossi tra le societ che si inghiottivano il benes
sere delle classi medie. Un posto preminente nella coorte parlamentare
della Diskontogesellschaft aveva Miquel, un tempo comunista e adesso
uno dei capi del partito nazionalliberale; come condirettore della Diskon-1

1 Cio lotta per la cultura, o per la civilt, intesa come lotta contro l'o
scurantismo clericale.

1093
togesellschaft in quattro anni incass entrate per 1.338.730 marchi e 10
pfennig, ma si lament con gli occhi lacrimosi dellinnocente calunniato
quando ad un indiscreto nemico dellimpero venne lidea che egl i
doveva avere svolto una attivit corrispondente a quella somma nelle
atroci speculazioni della Diskontogesellsebaft\ Miquel sostenne di avere
avuto la bella sommetta soltanto in cambio di pareri giuridici di nes
suna importanza, che qualsiasi poveraccio di assessore avrebbe fatto con
gioia per un paio di migliaia di marchi come stipendio annuale. Non
meno graziosamente si espresse von Kardorff, junker slesiano e uno dei
capi del partito liberale conservatore, che aveva un posto preminente
nella coorte parlamentare di Bleichrder; egli aveva partecipato a tutta
una serie di sfacciate speculazioni per potersi occupare della sua atti
vit parlamentare senza perdite di patrimonio e conservare alla patria
la sua energia insostituibile di legislatore.
Della stessa levatura dei campioni parlamentari della borghesia li
berale erano i suoi campioni letterari. Al posto di Gustav Freytag con
il suo Grenzbote subentr Paul Lindau con la sua Gegenwart, un talento
letterario di infimo rango che non seppe importare in Germania altro che
i rimasugli della letteratura del Secondo Impero. Ruge, che dopo il 1866
era passato a Bismarck, adesso scriveva deluso : Bluntschli fa scuola
come scrittore e Redwitz viene recensito. questo il presente ? 1
questa la nostra epoca?... Lindau ha messo insieme tutte le celebrit senza
differenza di correnti e la storia sembra essere pura speculazione . Ed
essa era realmente pura speculazione. Guido W eiss fece con la Wage
lultimo tentativo di innalzare un vessillo della democrazia borghese, ma
per quanto quel piccolo settimanale per carattere, spirito e conoscenze
fosse ben al di sopra della Gegenwart di Lindau, non riusc a vivere che
pochi stentati anni.
Nella stampa quotidiana borghese brulicavano i pennivendoli come i
vermi in un cadavere. Per non parlare della stampa della Borsa e del
commercio, dalle quali soltanto uno sciocco poteva aspettarsi qualcosa di
diverso, anche la grande > e aristocratica stampa politica fu intaccata
dalla corruzione. Fin sulle colonne della pia Krewzzeitung andavano a fi
nire le inserzioni della Borsa, i redattori commerciali della nazionallibe-
rale Natiortalzeitung e della progressista Vossische Zeitung abusavano
della loro posizione pubblica per ingannare il pubblico, e la democratica
Frankfurter Zeitung riceveva la sua quota per ogni speculazione che pas-1

1 In tedesco presente si dice Gegenwart.

1094
sasse i confini della Borsa di Francoforte. Il suo redattore commerciale
Bernhard Doktor scrisse al Times : Se non avessimo lo spirito di rivolta
di demagoghi stravaganti che sobillano gli operai contro i loro padroni e
li allettano con speranze che non possono mai essere realizzate, tutte
le classi della societ si troverebbero bene ed il paese godrebbe un be
nessere mai conosciuto per il passato . Marx lo tratt rudemente, come si
meritava, senza per presentire, con tutto il suo acume, che non sarebbero
passati cinque anni e tutta la Germania ufficiale, dal geniale statista
Bismarck sino al non meno geniale capo dellopposizione Eugen Richter,
avrebbe fatto sue le dichiarazioni di quelloscuro uomo della Borsa.

2. Socialismo agrario e socialismo della cattedra

In mezzo alla vertigine delle speculazioni capitalistiche, si sviluppa


rono due tipi di socialismo borghese, che non erano sostanzialmente
nuovi e che assunsero la loro forma particolare nella, situazione allora
esistente in Germania, forma con la quale essi cercarono di influire
sulle lotte di classe dellepoca.
Il socialismo agrario nasceva dalle difficolt di credito dei no
bili campagnoli prussiani, la cui propriet terriera era fortemente grava
ta di ipoteche, sia a causa di una cattiva amministrazione, sia a causa
di cambiamenti di propriet, alienazioni o divisioni di eredit, sia an
cora per altre ragioni. Certo anche questa classe nonostante la sua esi
stenza retrograda partecipava a suo modo allo sviluppo dell? grande
industria, giacch con laumentare della popolazione c: ebbero i prezzi
dei cereali. Ma il profitto capitalistico saliva con rapidit ancora mag
giore della rendita fondiaria e cosi la propriet terriera degli junker per
deva di valore. La terra come tale non possiede un valore di scambio
indipendente, perch non un prodotto del lavoro umano; il suo ap
parente valore di scambio sorge per il fatto che nei rapporti sociali la
rendita fondiaria di un terreno considerata come linteresse di un ca
pitale e viene capitalizzata secondo il tasso di interesse corrente. Il va
lore di scambio di un podere che fornisce 4000 marchi di rendita fon
diaria ammonta, nel momento in cui il tasso di interesse sia il 4 % , a
100.000 marchi. Ma il tasso di interesse si regola sul profitto del capi
tale; se questultimo sale pi rapidamente della rendita fondiaria, il va
lore di scambio della terra cade. Se, nellesempio succitato, la rendita

1095
fondiaria sale a 4500, ma in pari tempo il tasso di interesse passa dal
4 al 5 % , il terreno vale soltanto pi 90.000 marchi; il suo valore di
rendita salito di pi del 12 % ma il suo valore di scambio caduto
del 10 % . Tra il 1855 e il 1870 il tasso di interesse era realmente pas
sato dal 4 al 5 % , mentre la rendita fondiaria cresceva in modo molto
piu lento, sicch il valore della terra coltivata era diminuito di circa un
quinto. Ma in questo modo la piccola nobilt campagnola della Prus
sia orientale, che sin dai giorni del vecchio Fritz era stata tenuta a gal
la soltanto con laiuto pi o meno pudico dello Stato, si trov di fronte a
una questione di vita o di morte.
Si noti bene: questa frazione delle classi possidenti e non, come
gli junker amavano affermare, la produzione agricola stessa. Gli junker
non andavano in rovina, perch la produzione agricola era in esauri
mento. Bens la produzione agricola pareva essere in esaurimento, per
ch si trovava nelle mani di una classe feudale gretta e piena di debiti.
Essa attendeva ansiosamente vigorose mani capitalistiche che potessero
adattarla al grande modo di produzione moderno e la portassero cosi ad
un livello senza precedenti. Questo sviluppo risultava cosi necessaria
mente dalle condizioni di vita della societ borghese moderna, che in
terreno capitalistico non era cresciuta nessuna mala erba contraria. I ri
medi sperimentati o proposti ebbero la sorte di tutti i tentativi di op
porsi ad una necessit storica: essi aumentarono la pressione che vole
vano indebolire. Le numerose banche per le ipoteche, che tentavano
di rimediare alle difficolt di credito degli junker trasformando le
ipoteche in valori di Borsa e di mercato mondiale, si tormentavano inu
tilmente, come diceva Rodbertus, per far volare un ronzino; se le
le ali artificiali potevano servire al ronzino per sollevarsi un attimo, la
caduta subito dopo era tanto pi sicura e pi rovinosa. M a anche la
cura consigliata da Rodbertus non era gran che di meglio. D a autentico
utopista egli voleva sostituire il capitale ipotecario rimborsabile con la
lettera di rendita non rimborsabile; la merce avrebbe dovuto essere
prodotta come merce ma non scambiata come tale; Rodbertus voleva
proteggere la rendita fondiaria, che sorge soltanto come conseguenza del
modo di produzione borghese, con la lettera di rendita medievale, la
forma di indebitamento del modo di produzione feudale, da tutte le sgra
devoli avventure nelle quali poteva incorrere nel mondo borghese. Se
questo progetto fosse stato attuabile, cosi come non lo era per una
decina di motivi, esso avrebbe definitivamente messo nei guai gli junker,
giacche essi avrebbero ottenuto dalla borghesia il capitale di cui ave

1096
vano bisogno sulle lettere di rendita non rimborsabili, solo a condizioni
assai pi sfavorevoli che sulle ipoteche rimborsabili.
Tutta la questione non toccava dilettamente il proletariato. Gli operai
non avevano nessun motivo di versare una lacrima sulle stirpi sto
riche della vecchia Prussia, che da parecchi secoli spossessavano i pic
coli contadini per essere ora esse stesse spossessate dalla grande bor
ghesia moderna, e la trasformazione delleconomia agricola patriarcale
sulle basi della grande industria, se non era un rimedio efficace, era
almeno un male minore per il proletariato agricolo. Tuttavia vi era un
punto di vista partendo dal quale si poteva stabilire una comunanza di
interessi tra gli junker e il proletariato. Le difficolt di credito de
gli junker nascevano dal fatto che il profitto capitalistico cresceva piu
rapidamente della rendita fondiaria; come sarebbero andate le cose, se la
quota del capitale nel reddito nazionale fosse stata diminuita dalla cre
scente quota del salario, in modo che 1 aumentato consumo di pane e di
carne da parte degli operai facesse salire rapidamente anche la rendita
fondiaria? Il socialismo agrario, che ebbe in Rodbertus ed in Rudolf
Meyer i suoi pi eloquenti campioni, partiva da questa riflessione.
Rudolf Meyer era di trentanni abbondanti pi giovane di Rodbertus.
La sua nascita e la sua educazione lo misero nella cerchia di interessi
dellagricoltura della Prussia orientale, mentre la sua vigorosa autoco
scienza e le ricche conoscenze che si era fatto in campo storico ed eco
nomico lo protessero a sufficienza dal pericolo di perdersi nel romantici
smo feudale o diventare un servo letterario degli junker. Egli era
uno stretto concittadino di Wagener, sotto la cui direzione si fece
strada nella stampa conservatrice. M a n Wagener n soltanto Rodbertus
influirono esclusivamente su di lui. Rudolf Meyer era gi il figlio di
una nuova epoca, che cominciava ad essere dominata dalla lotta di classe
proletaria. Per le utopie nelle quali viveva Rodbertus egli provava pi
unammirazione accademica che un interesse reale; in compenso com
prese tanto meglio ci che in ultima analisi era sempre rimasto in
comprensibile a Rodbertus. Autentica tempra di combattente, R u
dolf Meyer sentiva unaffinit elettiva per la lotta di emancipazione
del quarto stato , le cui testimonianze egli raccolse con mano diligente
ed esperta sulla Berliner Revue e poi anche in un opera piu vasta. Men
tre faceva una guerra sprezzante al manchesterismo liberale, partecipava
volentieri alle assemblee socialdemocratiche e da tipo onesto, quale egli
dal suo particolare punto di vista era, fu considerato dagli operai come
un ospite gradito. Se non fosse stato gi troppo onesto, era troppo intel-

1097
ligente per fare della demagogia sociale: non nascondeva agli operai
che la loro strada e la sua erano in conclusione molto diverse, ma il
tratto che Voleva fare con loro non conduceva fuori di strada in una pa
lude, ma era realmente sul loro cammino: ad esempio fino alla pietra mi
liare della giornata lavorativa normale.
Presso gli operai Rudolf Meyer incontr quella comprensione con
dizionata corrispondente alla sua amicizia condizionata per loro. Gli jun
ker invece, che egli voleva incondizionatamente aiutare, gli negarono
incondizionatamente qualsiasi comprensione. Se essi gi erano diffidenti
verso Rodbertus che propinava loro le sue pillole in forma diplomati
camente zuccherata, col tempo si spaventarono sempre pi dello stile
da conservatore barricadiero di Rudolf Meyer. Rusticus troppo stu
pido si lamentava Rodbertus. Certo alla lunga anche il socialismo agra
rio non poteva soccorrere gli junker, ma avrebbe potuto assicurare loro
una sepoltura storica decorosa, dopo una vita cui era venuta sempre pi
mancando qualsiasi traccia di decoro storico. Quei valorosi preferi
rono secondo il vecchio sistema ricorrere alla facolt di far leggi , per
acquistarsi con un pi intenso sfruttamento e asservimento delle masse
una dilazione alla loro condanna a morte, e fintantoch la rendita fon
diaria continu a salire non si accorsero neppure di essere cosi vicini
alla fine.
Politicamente in quellepoca essi si dividevano in tre frazioni. I con
servatori liberali si reclutavano tra le file dei grandi proprietari fondiari
che erano al tempo stesso grandi capitalisti e praticavano l'agricoltura
gi su basi industriali. Essi si dettero alle speculazioni in bella gara con
la borghesia; cosi come Kardorff era il portavoce parlamentare di Bleich-
roder, i duchi Ujest e Ratibor si aggiogarono al carro di trionfo dellav-
venturiero capitalista Strousberg; diventati compagni di classe, gli junker
di questa corrente non esitarono neppure a sfruttare le difficolt di
credito dei loro compagni di ceto. Per una moderata provvigione essi
costituirono il consiglio di amministrazione, puramente decorativo, di
quella famosa Societ centrale del credito agrario che fu chiamata
in vita da sei grandi societ di speculazione: Rothschild, Oppenheim,
Fould, Fremy, Bleichrder e Hansemann-Miquel, ed era stata dotata dal
governo con privilegi straordinari, in parte persino impugnabili dal
punto di vista giuridico, col presunto scopo di salvare la propriet fon
diaria, in realt per consegnarla nelle mani del capitale. I neoconserva
tori, invece, erano formati dagli junker che o non possedevano niente o
avevano una propriet cosi piccola che dipendevano completamente dal

1098
governo, e dal coro dei presidenti distrettuali , che si lasciava guidare
inondo come il vento spirava dallalto. Infine i vecchi conservatori erano
Ir vere e proprie formazioni di combattimento dei nobilucci di campa
gna che non avevano ancora capito quel che stava avvenendo nel mondo,
lessi credevano di potere estorcere con preghiere e maledizioni il ritorno
dei tempi patriarcali; il brontolio delle ruote e gli sbuffi della macchina
a vapore, come Rudolf Meyer diceva ironicamente, equivalevano per
loro al giudizioso sussurrio della ruota del telaio e al suono del corno
da caccia; essi volevano correggere con delle punizioni gli operai
per infliggere il colpo mortale al movimento socialdemocratico.
11 socialismo della cattedra, cresciuto nella serra accademica, aveva
un atteggiamento pi esitante e pi timido del socialismo agrario di un
Rodbertus e di un Rudolf Meyer. Alle sue origini esso fu una rivolta
di dotti contro la sapienza manchesteriana che, poich tutto si adempiva
cosi magnificamente, col tempo aveva finito per perdere la testa. Essa
strombazzava ogni interesse del profitto capitalistico come una sacra
conquista dellumanit, e il pi squallido ottimismo, che in Inghilterra
c in Francia poteva provocare al massimo una scrollata di spalle compas
sionevole, imperversava come scienza delleconomia politica per i
mercati e per i vicoli della Germania. Se Lassalle aveva detto con sar
casmo esagerato che i manchesteriani tedeschi avrebbero con il massimo
piacere abolito lo Stato e venduto la giustizia al minor offerente, quel
bello spirito di Braun in quel tempo dichiarava con molta maligna se
riet che lo Stato faceva la parte dellamministratore senza responsabi
lit della societ borghese, vale a dire capitalistica, quando amministrava
la giustizia; il pronunciare verdetti era secondo lui affare dei tecnici
del diritto che quella societ onorava della propria fiducia; lo Stato do
veva semplicemente eseguire i loro verdetti. Bamberger a sua volta esal
tava la Borsa come una gigantesca officina; egli affermava che forme di
esistenza della societ diverse da quella attuale erano inaccessibili al pen
siero umano come la rappresentazione di unesistenza extramondana; i
manchesteriani arrivarono addirittura a dichiarare che lindagine sta
tistica della societ moderna era un rompicapo superfluo, poich leco
nomia nazionale era governata da leggi naturali eterne.
Contro questa tregenda si ribell un certo numero di studiosi, per
lo pi giovani, che si erano formati negli studi storici e statistici. La
statistica ispirava loro dubbi eretici sulle leggi naturali eterne del man-
chesterismo e, attraverso la storia, essi avevano conosciuto anche forme
di esistenza dellumanit diverse dal modo di produzione capitalistico.

1099
Allo scopo di denunciarli ai governi per un tal sacrilegio e di metterli
in cattiva luce presso i borghesucci, essi furono battezzati socialisti del
la cattedra dai manchesteriani adirati, e anzi una di queste anime offese
riusc a spremere alla sua prosaica mentalit di affarista il bel versetto:
per diventare Liebknecht e Bebel manca a loro soltanto il coraggio. In
realt i socialisti della cattedra non avevano niente a che fare n con
il comunismo scientifico, n con la lotta di classe del proletariato. Essi
non erano generalmente una scuola chiusa. La loro ala destra, cosi come
ad esempio la rappresentava Held, nutriva una antipatia di princi
pio verso i principi e si differenziava assai poco da un manchesteri-
smo un poco pi ragionevole. La loro ala sinistra per, cosi come po
teva rappresentarla Adolf Wagner, ricopiava talvolta, certo con malde
stra goffaggine, lo stile polemico di Lassalle oppure civettava con Rod-
bertus, per assumere quindi di nuovo il ruolo della volenterosa collabo
ratrice della reazione nella Chiesa o nello Stato.
'Non era un caso che il centro di gravit del socialismo della catte
dra si trovasse nella sua corrente media. In essa lideologia borghese,
nella misura in cui poteva ancora esistere in Germania, reagiva contro
il crearsi di un abisso nella societ borghese tra le classi, in lotta per la
vita e per la morte, della borghesia e del proletariato. Il libro di Schmol-
ler sulla piccola industria tedesca e quello di Brentano sui sindacati in
glesi, due opere storiche di valore permanente, contenevano il nucleo del
socialismo della cattedra, per quanto esso fu un fenomeno storico degno
di nota. Il socialismo della cattedra era favorevole alla legislazione sulle
fabbriche e ai sindacati, non per nel senso del comunismo scientifico,
che vi vedeva delle tappe nella lotta per lemancipazione proletaria, bens
proprio all'inverso nel senso delleconomia borghese, che vuole conser
vare la societ borghese in quelle condizioni in cui essa logicamente
pu essere conservata. Non che avversari della classe borghese questi so
cialisti della cattedra erano piuttosto i suoi amici pi ragionevoli. Essi
sbagliavano nel ritenere in generale possibile una durevole conservazione
della societ borghese, ma se tale conservazione era ancora possibile lo
era certo soltanto sulla via proposta da Brentano e da Schmoller. Se i
loro consigli fossero stati ascoltati al momento giusto, il movimento ope
raio rivoluzionario in Germania non sarebbe stato certo soffocato, ma
notevolmente rallentato.
Tutto quello che i socialisti della cattedra seppero fare fu soltanto
opera di alcuni singoli esponenti. Il loro tentativo di organizzarsi e di
dettare leggi come unistanza superiore alle classi in lotta era destinato

1100
anticipatamente alla pi completa sterilit. Esst non avevano alcun pnn-
cipio in comune e potevano accogliere le menti pm diverse soltanto sotto
il nebuloso manto del pathos etico . Cosi era aperta la porta a qual
siasi confusione: e ci avvenne puntualmente, tanto che dopo poc i
anni il Congresso dei socialisti della cattedra fini per trovarsi sulla s sa
piattaforma del Congresso degli economisti. La sua influenza sulle lot
di classe degli ultimi decenni stata praticamente nulla
Per parte sua la borghesia mostr nella primavera 1873 che cosa
intendeva per pathos etico . Wagener, che dal 1866 era ritornato al
servizio ddto Stato, si era lasciato trascinare dalle vecchie ndenze a
trarre un poco di profitto dalla vertigine delle speculazioni. Egli no
era pi peccatore degli altri, e si era limitato a partecipare agli affari
della ferrovia centrale della Pomerania, un'impresa in se stessa utile,
con la cui fondazione si commisero violazioni della legge assai piu in
nocenti che in cento altre speculazioni, a paragone delle ferrovie Han-
nover-Altenbeken e Lohne-Bienenburg fondate da Benmgsen la ferrov
centrale della Pomerania poteva avere addirittura 1aspetto lm o
neonato al bagno. Anche quelle poche migliaia i talleri 1 *
che Wagener si era riservato erano per quellepoca di miliardi una tale
bazzecola, che in seguito nella Borsa si disse ironicamente: che Wagene
era stato giustamente punito, perch aveva guastato gli affari con imi
meschinit. Ma Wagener, che era stato tenuto dai liberali come il cat
tivo genio di Bismarck, a causa della sua anzianit stava per essere no-
minafo primo consigliere nel ministero di Stato e come tale egli avrebbe
avuto ilP diritto di riferire personalmente all'imperatore. Questa carica
influente, che fino ad allora era stata appannaggio d. un uomo di fidu
cia della D i s k o n t o g e s e l l i c b a f t , non doveva in nessun caso cadere in mano
ad un avversario giurato e conoscitore profondo del capitalismo, cosi
Lasker, nella cui frazione erano per lo meno una trentina di speculatori
tre volte pi colpevoli, attacc Wagener alla Camera dei deputati prus
siani con grande t pathos etico, annientandolo come il prototipo di
tutta la corruzione degli speculatori.
Era questa una commedia indescrivibilmente sfrontata, ma ottenne il
suo risultato. Bismarck sacrific il suo antico amico alle potenze pa
triottiche del denaro e in quella carica, dalla quale W agener doveva
essere tenuto lontano, entr di nuovo un uomo di fiducia della Dukon-
t o e e s e l l s c h a f t . Inoltre fu costituita una commissione regia di inchiesta
che doveva rivelarsi un ben curioso strumento nella liquidazione delle
speculazioni. Come il socialismo agrario non fu ascoltato dagli junker,

1101
cosi il socialismo della cattedra non fu ascoltato dalla borghesia; per i
suoi sapientoni ogni buon consiglio era troppo a buon mercato; essi
preferirono far aumentare la somma da pagare per imparare il loro
mestiere, finch questa non divent esorbitante persino per le loro ca
paci casseforti, che a questo punto la grande crisi cominci a vuotare.

1102
Lassalliani e eisenachiani

1. Il proletariato nella pioggia di miliardi

Il movimento operaio si riprese rapidamente dai colpi della guerra.


Se la crisi dopo il 1866 gli aveva insegnato a pensare, la prosperit in
dustriale dopo il 1870 gli insegn ad agire. A causa della benedizione
dei miliardi, il denaro si era rinvilito e il costo della vita della classe ope
raia era aumentato; se essa voleva mantenere il suo salario allo stesso
livello, doveva aumentare il suo salario In denaro; un grande movimento
di scioperi attravers tutto il proletariato tedesco.
La stampa borghese boll questo mezzo di difesa indispensabile come
unaggressione incosciente. Ma nel dir ci si impigliava in una caratteri
stica contraddizione. Poich secondo la teoria manchesteriana ogni scio
pero doveva fallire per le eterne leggi naturali delleconomia politica,
di ogni sciopero per quanto vittorioso si cercava di dimostrare, falsifi
cando senza scrupolo i fatti, che gli operai lo avrebbero perduto, ma poi
ch bisognava anche dimostrare che gli operai non avevano alcun mo
tivo per scioperare, essi venivano dipinti, con tutti gli scioperi che avreb
bero perduto, come dei crapuloni che per colazione riempivano di spu
mante i loro bicchieri di birra. Lindignazione morale negli organi della
borghesia faceva un effetto particolarmente delizioso accanto alla com
piacenza con cui, nelle altre colonne dei giornali, si descriveva come du
rante le magnifiche feste degli speculatori si riempissero di spumante
le vaschette dei pesci rossi per divertire gli ospiti con lo spettacolo del
lagonia di quelle bestiole.
In un certo senso le cose stavano proprio allinverso di quello che
affermavano i giornali manchesteriani. In un momento di disattenzione
uno di essi disse una volta, a proposito degli scioperi berlinesi, che spesso

1103
essi avevano avuto dei successi anche se laumento salariale veniva con
cesso talvolta in questa o in quella forma pudica. Ma gli scioperi non
miglioravano le condizioni disagiate degli operai i quali, secondo quel
giornale, avrebbero dovuto consegnare domani alla rendita del padroni-
di casa ci che oggi avevano strappato al profitto del capitalista; in gr
nerale gli aumenti salariali degli operai berlinesi non sarebbero neppure
bastati a far fronte allaumento degli affitti. Si alludeva cosi alla crisi
delle abitazioni che dopo la guerra in una serie di vecchie citt, ed in
particolare a Berlino, aveva procurato molti grattacapi a tutti gli atti
sti della medicina sociale, sebbene essa non fosse che un vecchio feno
meno che accompagnava la rivoluzione della grande industria. Quando
la grande industria si stabilisce in vecchie citt, attira un esercito di
operai e abbatte le case delle tortuose viuzze per creare larghe strade
al traffico moderno; mentre cresce la domanda, cade lofferta di abita
zioni operaie. A Berlino, Breslavia, Colonia la crisi delle abitazioni esi
steva gi in forma cronica dal 1840; dopo il 1870 essa assunse una for
ma acuta a causa del rapido, vertiginoso rigoglio della grande industria.
Questa crisi non era affatto lunico sintomo della opprimente miseria
degli operai; il rincaro dei generi essenziali per la vita si faceva sen
tire dappertutto, soltanto che esso acquistava qui rilievo per gli esorbi
tanti affitti e l per gli esorbitanti prezzi del pane della carne; a Ber
lino vagavano centinaia di senzatetto senza sapere dove rifugiarsi, a N o
rimberga centinaia di affamati invadevano le strade per fracassare le ve
trine dei fornai e dei macellai. Si calcola che in quel tempo a Berlino
gli affitti siano aumentati dell 11,4%, le spese per leconomia domestica
del 67% , e quelle per labbigliamento del 18 % ; lintera economia della
famiglia era dunque aumentata del 66 % . Degli operai berlinesi per
soltanto i muratori ed i carpentieri erano riusciti ad ottenere un aumento
salariale del 90 % , i falegnami e forse ancora gli imbianchini di circa
il 70% ; tutti gli altri operai, con gli aumenti salariali che erano riusciti
ad ottenere, erano rimasti pi o meno molto al di sotto degli aumenti
dei prezzi.
Se dunque ad una parte degli operai tedeschi riusc realmente di
elevare il proprio tenore di vita, mentre unaltra parte riusciva a far
fronte in qualche modo allaumento dei prezzi dei generi di prima ne
cessita con miglioramenti salariali, una terza parte falli, completamente
nel tentativo di migliorare le proprie condizioni di lavoro. Se la se
conda parte era gi piu numerosa della prima, la terza era certo pi
numerosa delle prime due messe insieme. Proprio nei settori decisivi

1104
dell* grande industria o non si riusc a organizzare scioperi di massa
per l'estremo esaurimento degli operai, come nellindustria tessile, o gli
scioperi di massa per lo pi ebbero un esito sfortunato, come tra i mi
natori e i metallurgici. 16.000 minatori della Ruhr nellestate del 1872,
dopo aver combattuto coraggiosamente per parecchie settimane onde
ottenere il turno di otto ore e il 25 % di aumento salariale, dovettero
capitolare senza condizioni. Lo stesso destino avevano avuto nel no
vembre 1871 circa 800 operai meccanici a Chemnitz, e egualmente
senza risultati rimase in quello stesso periodo un movimento per gli
aumenti salariali tra i 3000 operai della grande fabbrica di macchine e
di vagoni Cramer-Klett a Norimberga, anche se questi operai, preveden
do la loro sconfitta, non incrociarono le braccia; anche a Berlino fal
lirono due scioperi degli operai meccanici. In generale l'epoca dei mi
liardi arrec alla classe operaia tedesca, un deciso peggioramento della
sua situazione; alla minoranza cui essa aveva permesso un miglioramento
transitorio, si contrapponeva la maggioranza il cui tenore di vita era
stato abbassato dallaumento dei generi alimentari, senza che i salari
aumentassero corrispondentemente o anche solo in misura limitata.
Se in tal modo gli operai ricevettero una persuasiva lezione sul
lessenza della societ capitalistica, la quale neppure nelle pi favorevoli
circostanze possibili riesce ad offrire al proletariato unesistenza sop
portabile, latteggiamento delle classi dominanti verso gli scioperi mo
strava loro che cosa potevano aspettarsi da questi loro migliori amici .
Il fatto che i padroni adoperassero le serrate e prendessero provvedi
menti disciplinati, formassero delle controcoalizioni e introducessero le
liste nere, era sul terreno borghese un atto di guerra, pi o meno le
gittimo; non era neppure un fenomeno nuovo il fatto che il potere sta
tale, apoena poteva, intervenisse nelle lotte salariali a favore dei padroni
e che in un grande sciopero di muratori a Berlino la monarchia so
ciale prolungasse i contratti per le costruzioni statali ai capomastri e
mettesse a disposizione di costoro i garzoni che stavano facendo il
servizio militare. Piuttosto ci si poteva meravigliare che i pattiti bor
ghesi, senza alcuna differenza di corrente politica, si accanissero con lo
stesso incorreggibile odio contro gli operai in sciopero. Nessuno di loro
si spinse anche soltanto a dare una valutazione obiettiva dei motivi che
provocavano e dovevano provocare i movimenti per gli aumenti sala
riali degli operai. Il massimo della loro saggezza si ridusse a denunciare
gli scioperi come macchinazioni socialdemocratiche , un trucco che era
tutto meno che astuto.

1105
Giacch ci inculcava irrimediabilmente nelle masse operaie la i n
scienza che fra tutti i partiti politici esse avevano un amico costa ni c
mente fedele soltanto nella socialdemocrazia. Non che le frazioni so< tal
democratiche avessero in qualche modo solleticato la voglia di sciopera ri
negli operai. Esse appoggiavano il movimento salariale degli operai di
mostrandone la fondatezza e intervenivano con tutte le loro forze, per
ch gli scioperi avessero successo una volta che erano stati proclamati,
ma niente era pi lontano dai socialdemocratici che il provocare degli
scioperi, ed essi non si stancavano mai di inculcare negli operai l'idea
che dovevano preoccuparsi di essere validamente organizzati prima di dar
mano allarma a doppio taglio della sospensione del lavoro, Persino una
testa irrequieta come il legatore Johann Most di Augusta, il quale in
precedenza era stato attivo nel movimento operaio austriaco e nel 1871
aveva aderito alla frazione degli eisenachiani, non senza suscitare scal
pore fin da principio nel suo partito per certe stravaganze, si sforz a
Chemnitz fino allultimo momento di impedire che scoppiasse lo sciopero
degli operai meccanici. Meglio che a lui and al fabbro Karl Grillen-
berger, ohe aveva guidato con prudenza il movimento salariale nella
fabbrica Cramer-Klett e che riusc a organizzare la ritirata inevitabile
senza le perdite di uno sciopero; per tutto ringraziamento la stampa
borghese e lamministrazione comunale progressista, che era anche lauto
rit di polizia, affermarono significativamente che Grillenberger e quei
pochi socialdemocratici che potevano essere a Norimberga avevano isti
gato i tumulti per il pane avvenuti in quel tempo. A questo punto gli
operai di Norimberga, che fin dopo la guerra erano stati fra i piti fe
deli seguaci del partito progressista, aprirono gli occhi e passarono a
larghe schiere alla socialdemocrazia.
I governi e i partiti borghesi dimostravano per il movimento sinda
cale che si sviluppava dagli scioperi la stessa velenosa ostilit che per gli
scioperi. N el regno di Sassonia, dove la scena politica si era compieta-
mente mutata dallepoca del congresso di Eisenach e dai giorni di Sedan,
ci avvenne nella maniera pi velenosa, da quando il particolarismo sas
sone si era accorto che non poteva pi scherzare con gli operai e neppure
opporsi allegemonia prussiana. Appena gli operai sassoni si dichiararono
apertamente per la lotta di classe proletaria, anche il radicalismo bor
ghese in Sassonia si sciolse come neve al sole; gi nelle elezioni al Reichs-
tag del 1871 esso si era largamente trasformato nel pi insipido nazio-
nalliberalismo e il direttore della polizia di Lipsia Ruder, un vecchio
compagno di lotta di Robert Blum, era diventato uno dei pi accaniti

1106
111 nei mori degli operai sassoni. Tutto larmamentario poliziesco, che un
o lupo era stato escogitato dallo spirito intrigante di un Beust per vessare
l'opposizione borghese, fu adesso adoperato dallopposizione borghese
ut fraterna collaborazione con tutti gli elementi reazionari per paraliz
zate il movimento operaio e il movimento sindacale pi ancora di quello
politico. In un paese, in cui la grande concentrazione dellindustria
lessile, cosi nociva alla salute, con i suoi stabilimenti giganteschi, il lavoro
delle donne e dei bambini, la sua industria a domicilio che da decenni con
doleva una vita stentata, con la sua dipendenza dai mercati, dalle crisi
c dalle stagnazioni dei paesi stranieri, imponeva a una popolazione
operaia indebolita, mal pagata, costretta ad affollarsi in una densit
d i 8000 persone per miglio quadrato, una vera vita di fame, le classi
dominanti, dal governo reazionario sino agli eroi della libert borghese,
versarono il sudore della loro fronte per bloccare qualunque via di uscita
da questa vita di fame. Allinizio del 1872 Motteler descriveva le vessa
zioni cui il movimento sindacale era sottoposto in Sassonia con queste
parole : Ora ci si definisce una lega di associazioni proibita dalla legge,
ora ci si bolla come associazioni politiche, per poter applicare a noi certi
paragrafi del codice. Ora si diffonde la voce che siamo in collegamento
con lInternazionale di Londra e ora si dice che noi minacciamo Lordine
perch ci occupiamo di affari pubblici . Ma se per il momento il g o
verno sassone era allavanguardia di questa guerriglia poliziesca, il g o
verno prussiano si mise ben presto alla pari; nel 1873 esso present agli
organismi legislativi del Reich un progetto di legge per la punizione
penale delle violazioni dei contratti di lavoro, che doveva abolire la li
bert di coalizione appena concessa.
Tutti gli alti lai sul fatto che gli operai tedeschi, a differenza dei
loro colleghi inglesi, si perdono dietro utopie rivoluzionarie piuttosto
di migliorare la loro condizione di classe sul terreno della societ bor
ghese, cadono dinanzi al semplice fatto che gli operai tedeschi sono sem
pre stati respinti sul terreno politico da un raffinato sistema di oppres
sione poliziesca, ogni volta che pensavano di porsi su di un terreno
sindacale. G i di per s vi sono poche cose al mondo che non si lascino
trattare in uno stesso modo come lorganizzazione sindacale della classe
operaia moderna. La possibilit di questa organizzazione e con ci linte
resse degli operai ad essa mutano nella maniera pi varia; essa tanto
pi forte quanto pi i singoli mestieri vengono esercitati ancora su scala
artigianale o manifatturiera; ne'lindustria a domicilio sfruttata capi
talisticamente e anche nelle grandi industrie meccanizzate essa scende

1107
profondamente; risale di nuovo quando nelle industrie meccanizzale la
concorrenza degli operai limitata da particolari esigenze di forza finii n
o di formazione tecnica, ovvero quando una efficace legislazione sulli
fabbriche protegge gli operai da uno sfruttamento senza limiti. Timi
questi ed altri motivi si intrecciano in un variopinto campionario ili
ci che possibile ed impossibile; come noto anche i sindacati inglml
hanno dovuto pagar caro il loro tirocinio prima di diventare una
potenza.
Tuttavia essi poterono diventare una potenza solo perch possali
vano il presupposto, fra tutti indispensabile, di una organizzazioni'
sindacale. Certo i divieti di coalizione inglesi minacciavano e in certi casi
-comminavano punizioni anche pi gravi di quelli tedeschi, ma gli opr
rai inglesi avevano ci che gli operai tedeschi non hanno mai avuto
la libert di stampa e di associazione. Per la libert di coalizione le cose
vanno in modo simile che per il suffragio universale: senza libert di
stampa e di associazione essa un coltello cui manca limpugnatura. Essa
pu ottenere la sua piena efficacia soltanto se si appoggia ad associazioni
in grado di agire e queste associazioni non possono sussistere senza In
libert di stampa e di associazione. Se gli esordi delle leghe sindacali
vengono soffocati da una applicazione vessatoria di leggi reazionarie
sulla stampa e sulle associazioni, agli operai non resta altro che la lotta
politica contro una reazione che impedisce loro ogni inizio di orga
nizzazione di classe.
Perci gli operai tedeschi furono fin dagli inizi costretti alla lotta
politica, e certo non si pu contestare che le loro idee sullimportanza
dellorganizzazione sindacale siano state talvolta turbate da questo fatto.
Analogamente, ma allinverso, lorganizzazione sindacale, con conseguenze
molto pi durevoli, ha falsato le idee delle Trade Unions sullimportanza
dellorganizzazione politica. Infatti verso il 1870 linteresse degli operai
tedeschi era diretto nella stessa misura, se non di pi, allorganizzazione
sindacale e a quella politica. Naturalmente anche qui si fecero sentire-
tutte le caratteristiche che sono proprie della natura dellorganizzazione
sindacale. Se dei due pi antichi sindacati tedeschi, i compositori tipo
grafi conducevano lotte salariali ottenendo migliori successi dei tabac
chini, con ci non voleva dire che i tabacchini sapessero difendere la
loro causa peggio dei tipografi. Neppure il fatto che quelli erano pi
di questi ultimi occupati da lotte politiche di frazione era decisivo, poi
ch Fritzsche come capo sindacale sapeva destreggiarsi abbastanza abil
mente. La vera ragione dei minori successi dei tabacchini era piuttosto

1108
i lic essi avevano una spina al fianco rappresentata dal lavoro a domicilio
r dal lavoro femminile. I compositori tipografi e i tabacchini avevano
ognuno un proprio organo e a questo stesso livello erano i cappellai, gli
orafi, e i lavoratori della porcellana. Forti impulsi ad organizzarsi sinda-
i tinnente esistevano anche tra gli artigiani edili, i muratori, i carpentieri,
I falegnami, gli spazzini. Pi stentamente procedevano i metallurgici, in
patte perch si organizzarono senza una sufficiente differenziazione dei
lettori di lavoro, sicch furono confusi insieme interessi molto diversi e
addirittura antagonistici. I tessitori tennero un congresso nel 1871 a
( ilauchau e nel 1872 a Berlino; ma, bench non mancasse loro la buona
volont di organizzarsi sindacalmente, essi avevano da superare grandi
difficolt.
Nelle organizzazioni politiche della classe operaia vi era ancora una
t orrente che aveva un atteggiamento pi o meno negativo verso lorga-
nizzazione sindacale. Questa corrente era nei lassalliani pi forte che
negli eisenachiani, ma anche tra i lassalliani si ebbero valorosi sinda-
i alisti come il muratore Grottkau e il carpentiere Kapell, i quali dopo
l'emigrazione di Liibkert guidarono rispettivamente la lega dei muratori
e la lega dei carpentieri. Fra gli eisenachiani il sellaio Ignaz Auer, un
bavarese, cominciava ad organizzare i suoi colleghi a Berlino; in Sasso
nia, Motteler svolgeva una instancabile attivit e, quasi pi tenacemente
di tutti, York, lallora segretario del partito, si dava da fare per lo svi
luppo dei sindacati. Fu egli in prima linea a radunare nel giugno 1872
un congresso sindacale ad Erfurt, cui parteciparono le delegazioni di
9920 operai organizzati. D i questi, 6152 aderivano ai sindacati interna
zionali, 3768 alle associazioni di mestiere locali. Non erano cifre note
voli e il congresso non ebbe neppure grandi conseguenze; ma quanto pi
difficili erano gli ostacoli da superare che risiedevano nella natura stessa
della cosa, tanto pi decisivo fu il fatto che quei germi accuratamente tol-
tivati furono estirpati dalla brutale violenza della polizia ogni volta che
se ne present loccasione.
Inutilmente le classi dominanti cercavano di nascondere i loro senti
menti ostili affermando di non volere soffocare i sindacati, ma soltanto
impedire gli abusi dellagitazione sindacale socialdemocratica. Pu darsi
che con questa finzione esse ingannassero i borghesucci, certo non gli
operai. I promotori socialdemocratici del movimento sindacale non vo
levano sicuramente attenuare con tale movimento la lotta per l emanci
pazione del proletariato, ma neppure, e tanto meno, essi volevano farne
un giuoco incosciente. Un cosi ardente uomo di partito come York non

1109
si stancava mai di spiegare che il movimento operaie sindacale dovi v
essere nettamente distinto da quello politico; i due movimenti r i m i l i
ugualmente giustificati, ma ognuno di essi aveva la sua particolare gin
stificazione; per poter prosperare il movimento sindacale non potrv
diventare una pura e semplice appendice del movimento politico. Qui i
che York e i suoi compagni volevano dai sindacati era lorganizza* ini ir
autonoma e indipendente dei lavoratori sul terreno economico. Essi i
pivano le Trade Unions assai meglio dei giornalisti borghesi, assai mcgljn
anche dei professori socialisti della cattedra, che in principio si erunii
entusiasmati per le associazioni sindacali progressiste e dopo pochi anni
avevano dovuto confessare per bocca di Brentano che questi aborti non
erano sindacati bens semplici casse per le malattie, per l'invalidit r
per la sepoltura, i cui membri nutrivano un amore platonico per crii!
ideali sindacali. Il governo e la borghesia tolleravano tuttavia soltanm
con una ripugnanza mal dissimulata persino i sindacati progressisti; bn
stava unorganizzazione illusoria degli interessi economici degli operai
per metterli di malumore e, quando adoperarono le armi politiche contro
gli inizi effettivi di unorganizzazione sindacale, convinsero gli operai
che bisognava innanzi tutto spezzare il potere delle classi possidenti c
dettero al movimento operaio rivoluzionario un possente impulso.
Questo movimento per ricevette un impulso non meno vigoroso an
che nel campo puramente politico. Il sistema di governo'della vecchia
Prussia, che continuava immutato nel nuovo Reich tedesco, mise fini-
molto rapidamente a tutti gli entusiasmi fanatici per limpero e limpc
ratore. I gravami fiscali e militari non diminuivano ed avevano un effetto
doppiamente scoraggiante in tutte quelle regioni della Germania la cui
popolazione non era ancora abituata a questa piacevole ferula. Accanto
agli obblighi militari e fiscali rimaneva in onore, secondo lusanza della
vecchia Prussia, lobbligo di tenere la bocca chiusa. N el nuovo codice
penale della Germania settentrionale gli elastici paragrafi del vecchio
codice penale prussiano erano stati formulati un poco pi nettamente;
allora nel 1873 fu presentato un nuovo progetto di legge sulla stampa
nel cui paragrafo 20 si comminava il carcere o la fortezza fino a due
anni a chi in uno scritto stampato attaccasse in un modo pericoloso per
la morale, il senso giuridico o lamore patrio, la famiglia, la propriet,
la coscrizione obbligatoria o altri pilastri dellordinamento statale, ovvero
presentasse come degne di essere imitate, meritevoli o conformi al do
vere, delle azioni definite punibili dalla legge, ovvero attaccasse in modo
pericoloso per la quiete pubblica le condizioni della societ civile . Co

lilo
ine In legge sulla violazione dei contratti fu in campo economico la
pi una legge eccezionale di Bismarck contro la socialdemocrazia, cosi que
g l i paragrafo lo fu in campo politico; ma nella sua formulazione elastica,

lupetto alla quale i paragrafi elastici di ManteufFel erano orfanelli inno-


u n i i, essa poteva schiacciare anche ogni opposizione borghese, sicch
I>ei lino i partiti borghesi cessarono di trarne soddisfazione. Poich si avvi-
i univano le nuove elezioni, Lasker os persino borbottare qualche timida
parola sui diritti del popolo , ma mal gliene incolse. Bismarck lo re
dargu: N oi tutti apparteniamo al popolo; al popolo appartengo io pro
pini come lei, anche io ho il mio diritto popolare, ma non permetto
i lic si monopolizzi il nome popolo e mi si escluda da esso. Non lo
l'crmetto proprio . L opposizione liberale non trov la risposta ade
guata per questa infame provocazione. I progressisti si differenziarono
mala pena dai nazionalliberali. Lappello elettorale scritto da Virchow,
i Ite essi pubblicarono nel 1873 per le imminenti elezioni al Reichstag,
In onorato da parte del principale giornale ufficioso con la lode assai
meritata secondo cui anche il pi conservatore degli uomini non gli
avrebbe potuto negare il suo plauso e quando un altro giornale go
vernativo fece lipotesi, pur sempre benevola, che lala sinistra del par
lilo progressista non sarebbe stata daccordo con lesercitazione stilistica
ultralealista di Virchow, questa brava gente fece la parte del patriota
offeso e assicur che nessuno dei suoi appelli elettorali veva mai avuto
una cosi unanime approvazione da parte di tutti gli aderenti al partito.
In tal modo il costante estendersi dellinsoddisfazione politica favo
riva quei partiti che dimostravano di avere una salda spina dorsale di
fronte a Bismarck, cio linternazionale rossa e quella nera, come nel
linguaggio dei patrioti del Reich erano chiamati il partito socialdemo
cratico e quello ultramontano. La Chiesa cattolica aveva messo sul piede
di guerra la sua vecchia ma pur sempre valida organizzazione, da quando
Bismarck e i liberali del Kullurkampf erano intervenuti nella sua vita
interna, e con lastuzia che le propria negli affari di questo mondo essa
seppe adoperare le armi della libert borghese che la politica da gendarme
di Bismarck le imponeva. Nelle regioni cattoliche del Reich essa con
vogli la crescente corrente del malumore politico nei suoi canali, e fino
ad un certo punto si mescol con il movimento operaio. Dopo il 1870
l agitazione socialdemocratica aveva preso sul Reno ed in Slesia un ritmo
decisamente pi lento e in Baviera il suo centro direttivo si spost dalle
citt cattoliche di Augusta e Monaco alla protestante Norimberga-Fiirth.
L ultramontanismo non era cosi insensato da allettare gli strati operai

1111
cresciuti sotto ia sua influenza spirituale con rivendicazioni socialiste, il
suo sistema associativo molto ramificato, che esso aveva saputo orga
nizzare abilmente, offriva in particolare ai garzoni artigiani parecchi
punti di attrazione; il programma politico, sociale che il canonico Mou
fang present a Magonza somigliava alla lontana al programma di
Lassalle. Soprattutto la persecuzione brutale di cui erano vittime dette
prestigio ai preti cattolici presso gli operai cattolici assai pi di tutte le
benedizioni terrene e celesti che essi promettevano.
In quelle regioni protestanti invece dove la ferula prussiana non crii
ancora conosciuta, l'agitazione socialdemocratica ricevette un impulso che
and in misura maggiore o minore assai oltre i confini che le erano posti
dalle condizioni storicamente date. Cosi nella Baviera protestante, cosi
nello Hannover e cosi in particolare nello Schleswig-Holstein. Questo
figlio viziato della nazione teutonica sbarr gli occhi dalla meraviglia
quando gli fu finalmente concesso di succhiare il latte dei sentimenti
pii dal seno materno. Accanto ad alcune localit industriali, Altona, Ot-
tensen, Pinneberg, Kiel, Neumunster, dove l'Associazione generale degli
operai tedeschi aveva sempre avuto le proprie organizzazioni, sembr che
lo Schleswig-Holstein con la sua popolazione agricola, la sua classe di
contadini benestanti, il suo radicato particolarismo e non da ultimo anche
con il suo dialetto basso tedesco fosse aperto allagitazione socialdemo
cratica, e infatti i lassalliani dopo il 1870 vi fecero progressi relativa
mente pi grandi di quelli degli eisenachiani nel regno di Sassonia.
Certo erano in giuoco anche motivi sociali. Sui latifondi dello Hol-
stein si era diffusa una profonda agitazione del proletariato agricolo per
ch gli junker avevano gettato sul lastrico grandi masse di braccianti
che gi facevano una vita fra le pi miserabili, e perch la nuova le
gislazione tedesca concedeva dopo appena due anni il domicilio legale
per l'assistenza pubblica, mentre la legislazione dello Holstein aveva
concesso il diritto allassistenza pubblica soltanto dopo quindici anni di re
sidenza. Ma in generale fu proprio lindignazione per i regali politici
del governo di Berlino a gonfiare le vele dellagitazione socialdemocratica
nei ducati dell'Elba e il resto lo fece il sistema poliziesco dello Schleswig-
Holstein, che aveva leguale soltanto in Sassonia.
Si trattava ancora di una situazione relativamente disordinata. Molti
proletari, che per la loro condizione di classe appartenevano al partito
della rivoluzione sociale, giuravano ancora sulla bandiera dellultramonta-
nismo intimamente reazionario, mentre nelle regioni acquistate di re
cente dalla Prussia fra gli aderenti alla socialdemocrazia si trovavano
molte reclute infide. Le forze del partito nello Schleswig-Holstein etano
sottoposte a brusche oscillazioni. Ma parecchi compagni di strada diven
tarono fedeli aderenti al partito e, quel che era pi importante, la so
cialdemocrazia pot dare ci che il liberalismo in generale non po
teva pi dare e lultramontanismo poteva dare solo provvisoriamente:
anche nelle questioni puramente politiche si poteva fare sicuro affida
mento su di essa. Alla socialdemocrazia si dischiuse una nuova sorgente
di potenza che doveva diventare tanto pi ricca quanto pi Bismarck
con la politica di sfruttamento e di oppressione superava se stesso, in
quanto le classi sofferenti e oppresse della popolazione, e non soltanto
il proletariato, impararono a guardare ad essa come ad un baluardo sem
pre fidato.

2. Il Congresso dellAia

La Comune di Parigi non aveva aperto gli occhi a Bismarck soltanto


sulla socialdemocrazia tedesca, ma, a lui ed ai suoi pari, anche sullInter
nazionale. La reazione europea si arm contro la lega degli operai e la
perseguit in tutti i paesi del continente. Soltanto il governo inglese
con grande rabbia di Bismarck, che sulla stampa ufficiosa denunci
la terra britannica come il rifugio dal quale si lavorava per minare la
sacra causa dellordine si oppose ad una comune campagna poliziesca
proposta dal governo spagnolo. Ma anche il governo inglese intervenne
contro le sezioni irlandesi dellInternazionale e si fece fornire informa
zioni sulle ramificazioni della lega dai suoi rappresentanti diplomatici,
mentre il governo repubblicano della Svizzera solo a fatica pot essere
dissuaso dal consegnare i profughi della Comune alla borghesia francese
assetata di vendetta.
Di pari passo con i provvedimenti repressivi che gli intelletti uniti
dei governi europei sapevano escogitare, procedeva la guerra diffama
toria che il mondo civile faceva allassociazione con tutta la forza delle
sue bugie. Storie apocrife e rivelazioni sui misteri dellInternazionale,
telegrammi allarmistici e sfrontate falsificazioni di documenti pubblici
si susseguivano. II telegrafo senza fili annunci a tutto il mondo il gran
de incendio di Chicago come lopera infernale dellInternazionale, e fu
ancora un miracolo che, come disse con sferzante ironia il Consiglio ge
nerale, un uragano che devast allora lIndia occidentale non fosse attri-

1113
buito alle diaboliche macchinazioni deUInternazionale. Questa cam
pagna di odio raggiunse in Europa il suo culmine quando nel settembri-
1872 ebbe luogo a Berlino il convegno dei tre imperatori , dal quali
i banditori patriottici datarono una nuova epoca dalla pace e della fr
licit mondiale. Essi dicevano che lantica lega feudale reazionaria delle
potenze orientali era stata ristabilita per salvare la morale moderna e,
dimenticando linsegnamento secondo cui gli uccelli che al mattino can
tano troppo presto la sera di solito sono divorati dal gatto, spiegarono
la comparsa del piccolo padre a Berlino come la definitiva rinuncia
dei francesi ad ogni desiderio di rivincita.
Apparentemente le loro acclamazioni di trionfo non erano neppure
del tutto prive di fondamento. Infatti in quella stessa settimana di au
tunno in cui limperatore tedesco, quello austriaco e quello russo si
trovavano riuniti nel castello sulla Sprea, lInternazionale terminava
con il suo quinto congresso la sua esistenza storica. Con la caduta della
Comune, lassociazione era venuta a trovarsi in una situazione molto
difficile. Engels, che nel 1870 si era ritirato dalla sua attivit commer
ciale e lavorava insieme a Marx nel Consiglio generale, ha detto a que
sto proposito: lInternazionale veniva sospinta al primo piano della
storia europea in un momento in cui ovunque le era tolta ogni , risi
bilit di unazione pratica efficace. G li avvenimenti che ne facevan > la
settima grande potenza le vietavano allo stesso tempo di mobilitare e
attivizzare le sue forze militanti, pena la immancabile sconfitta del
movimento operaio e il suo arginamento per decenni 12. Le cose stavano
cosi e non altrimenti. Le rispettabili Trade Unions si erano ritirate
dallInternazionale per la presa di posizione del Consiglio generale a favo
re della Comune e il proletariato francese, dopo la guerra che lo aveva
esaurito, la fame sopportata a Parigi e lo spaventoso salasso della Comune,
aveva bisogno di un bel po' di tempo per raccogliere nuove energie. Il pi
lastro che lInternazionale aveva perduto nelle sue sezioni francesi fu solo
in modo dubb o sostituito dai profughi della Comune che si riversavano
sul Consiglio generale a Londra e si dilaniavano in contese infinite,
che sono la conseguenza inevitabile di ogni rivoluzione mancata. Unidea
di questa confusione la dava la signora Marx quando, scrivendo a Johann
Philipp Becker, diceva che si passava per prussiani se non si voleva

1 Cio limperatore d'Austria, quello tedesco e lo zar di Russia.


2 F. ENGBLS, Karl Marx in Ricordi su Marx, cit., pp. 149-150.

1114
gnu me su tutte le fanfaluche francesi sullinganno e la menzogna, e ci
li i iusciva intollerabile.
Mentre cosi l Internazionale perdeva pi o meno terreno in Inghil-
n ii.i c in Francia, essa fu logorata da contese interne in una serie di
paesi economicamente o politicamente meno sviluppati : Belgio, Olanda,
Inlitt, Spagna e una parte della Svizzera. Il proletariato di questi paesi
i i.i parzialmente in un processo di sviluppo che gli operai inglesi, fran-
icsi e tedeschi avevano gi vissuto nellepoca prequarantottesca: nel
p<i iodo del socialismo che non ne vuol sapere della politica, perch
gli operai nelle lotte politiche delle classi possidenti sono sempre stati
Ingannati. Questo socialismo non intende ancora la societ capitalistica
fiondo le sue condizioni storiche di esistenza; esso non comprende n
la necessit della sua nascita, n la necessit della sua fine; perci
miche assolutamente all'oscuro sui mezzi con i quali il proletariato pu
resero liberato. Nella lotta politica della classe operaia vede una ricaduta
uri vecchi errori, una nuova illusione che alimenta un nuovo potere op
pressivo. Vuole distruggere la societ borghese fino allultima pietra,
annientare qualsiasi traccia di dominio economico e politico, ma vuole
realizzare subito, nel presente, lideale del futuro raccomandando al pro
letariato l astensione p o litica, la rinuncia ad una propria organiz
zazione e con ci stesso la rinuncia allunica arma che pu procurargli
la vittoria sui mezzi del potere concentrati delle classi dominanti.
Il socialismo apolitico uno stadio transitorio nello sviluppo storico
della coscienza di classe proletaria. Perci esso necessariamente si tro
vava anche nellInternazionale, il cui compito era proprio di illuminare
i diversi partiti operai dei s:ngoli paesi sul compito storico del prole
tariato moderno e abbreviarne cosi le necessarie fasi di sviluppo. Tut
tavia esso divent un pericolo per lInternazionale, quando Bakunin,
verso il 1870, cominci a raccoglierlo sotto la parola dordine dellanar
chismo e cerc di ottenere pei s con il suo aiuto il predominio nella
grande associazione operaia. Si affermato molto spesso, ma non mai
stato dimostrato, che Bakunin fosse un agente del governo russo 1 e le
ragioni che sembrano provarlo si possono spiegare assai bene con le
tendenze panslaviste di Bakunin, per le quali gi negli anni della rivo
luzione egli era stato combattuto dai suoi vecchi amici Marx ed Engels.

1 Si veda in proposito lintroduzone di M. A. Manacorda a F. Mehring,


Vita di Marx, Edizioni Rinascita, Roma 1953, pp. XXIV-XXVII.

1115
Sarebbe anche dir troppo se si volesse mettere la teoria anarchica di
Bakunin unicamente e soltanto sul conto della sua ambizione personale.
Nato in Russia, egli veniva da un paese che non conosceva neppure i
primi inizi della lotta di classe proletaria e, tenuto lontano per un decen
nio dalla vita civile europea, egli si muoveva ancora interamente nel
lambito delle concezioni socialiste prequarantottesche, quando, nel 1860,
era fuggito dal suo gelido carcere siberiano. D al punto di vista teorico
con il suo anarchismo egli si riallacciava a Proudhon e Stirner e dal
punto di vista pratico aveva molti punti di contatto con Weitling : nella
crescente miseria delle masse vedeva la leva pi efficace della rivoluzione
sociale e nei declassati i suoi pi validi combattenti. Ma in questa mi
sura anche esatto che lambizione personale e la gelosia per Marx eb
bero la loro parte nel tentativo di Bakunin di guadagnare il predominio
sull'Intemazionale, di danneggiarne a questo scopo lorganizzazione e
di respingere il movimento operaio europeo ad un gradino da lungo
tempo superato del suo sviluppo storico.
chiaro che il socialismo apolitico ha una testa bifronte, che da
una parte mostra un volto molto innocente e dallaltra un volto molto
sanguinario. Un socialismo che raccomanda lastnsione politica, ma tut
tavia vuole rovesciare la societ borghese, va a finire o in una innocua
attivit per il mutuo soccorso, nella fondazione di stte e nellutopia
o in congiure segrete, attentati e colpi di mano. altrettanto chiaro
che negli anni attorno al 1848 quando lutopismo era molto di moda,
esso mostr di pi il suo volto innocuo, mentre negli anni attorno al
1870, quando lantagonismo di classe naturale tra la borghesia e il pro
letariato era cosi aspramente rilevato, mostr di pi il suo volto san
guinario. Con la propaganda dellazione gli anarchici ottennero una
certa intesa con i blanquisti, lala pi radicale dei profughi comunardi.
Ambedue erano molto lontani nei loro fini, perch i seguaci di Blanqui
volevano per lappunto impadronirsi del potere politico con un subi
taneo colpo di mano onde esercitare con esso una dittatura rivoluziona
ria, ma tutti e due concordavano nella prassi dei colpi di mano rivolu
zionari. Una prassi che per forza offriva ai governi il gradito pretesto
per adottare contro le classi lavoratrici la prassi dei colpi di mano rea
zionari, che avvenivano con una violenza tale di fronte alla quale tutti
gli attentati e i colpi di mano che i bakunisti e blanquisti, da soli o
in comune, potevano organizzare sembravano giuochi da bambini.
Il Consiglio generale dellInternazionale e Marx, che ne era la mente
direttiva, si opposero con estrema energia agli intrighi di Bakunin e in

1116
condizioni normali avrebbero potuto ben presto averne ragione. Anzi
d avvenne persino nelle condizioni eccezionali subentrate dopo la ca
duta della Comune di Parigi. Ma un'altra questione era quella se il con
servare lInternazionale in grave travaglio esterno e interno non impo
neva al movimento operaio europeo sacrifici sproporzionati. Per Marx
le cose stavano appunto' cosi, ed egli si decise a purificare l'arma tem
prata dal proletariato internazionale per le sue azioni e battaglie pratiche
dalla ruggine anarchica e di ritirarla quindi dal terreno di battaglia, fin
ch non tornassero tempi pi favorevoli. Egli attu il suo proposito al
Congresso dellAia.
Lestensione internazionale del movimento operaio si manifest in
questo congresso in maniera ancora pi chiara e netta che nei prece
denti congressi dellassociazione. Secondo i paesi di origine fra i 64 de
legati presenti vi erano 20 francesi, 16 tedeschi, 8 belgi, 6 inglesi, 3
olandesi, 3 spagnoli, 2 svizzeri, 2 ungheresi, 1 polacco, 1 irlandese, 1 da
nese e 1 corso. Risult immediatamente che il Consiglio generale aveva
dalla sua una forte maggioranza; in particolare gli erano favorevoli i
tedeschi, e con una eccezione anche i francesi, mentre gli inglesi
votarono divisi e in modo ineguale. Il tentativo dei bakunisti di degra
dare, secondo la loro teoria anarchica, il Consiglio generale in una pura
e semplice cassetta per le lettere , in un ufficio per la corrispon
denza e la statistica fu sventato, il Consiglio generale fu confermato
e rafforzato nei suoi poteri di istanza esecutiva dellassociazione. Il con
gresso con una risoluzione solenne declin qualsiasi responsabilit per
le azioni dei bakunisti ed espulse dallassociazione Bakunin e un suo
complice.
Tanto pi difficile divenne per la maggioranza vittoriosa trasferire
il Consiglio generale a New York, cosi come la maggioranza del con
siglio dimissionario, tra cui anche Marx che con Engels assistette perso
nalmente al congresso, chiedeva: i delegati tedeschi si opposero alla pro
posta, che infine fu approvata per un lieve scarto di voti. Decisivo fu
il fatto che i membri del Consiglio generale dimissionario, con poche
'eccezioni, non volessero essere rieletti, in particolare Marx ed Engels,
perch altrimenti sarebbe stato loro impossibile proseguire la propria
attivit scientifica; motivo che naturalmente non doveva essere inteso
e neppure fu inteso in senso soggettivo, bens in senso oggettivo. Cosi
come era pronto ad interrompere il suo lavoro scientifico ogni volta che
si offrisse la possibilit di unazione pratica per la classe operaia, Marx
lo riprendeva di buon grado quando questa possibilit non vi era. Ma

1117
se la precedente maggiorarli, del Consiglio generale si ritirava, l'istanza
suprema dell'associazioi on poteva rimanere a Londra, senza correre
il pericolo di cadere nelle mani o dei blanquisti francesi con la loro tat
tica dei colpi di mano o dei dirigenti operai inglesi con le loro tendenze
rispettabili . Se per si scartava Londra, New York era lunica citt
che unisse le due garanzie necessarie: sicurezza degli archivi e compo
sizione internazionale del Consiglio generale.
Senza dubbio durante queste discussioni e decisioni del Congresso
dell'Aia si procedette in maniera piuttosto diplomatica, il che si spie
gava e si giustificava a sufficienza con la situazione dellInternazionale
in quel momento. Qualche anno dopo Engels scriveva concisamente e
apertamente: vista limpossibilit, di fronte alla generale reazione,
di soddisfare le accresciute esigenze che le venivano poste e di man
tenersi in piena attivit se non a costo di una serie di sacrifici i quali
avrebbero necessariamente dissanguato il movimento operaio, lInterna
zionale, vista questa situazione, si ritir per ora dalla scena trasferen
do in America il Consiglio generale l. E non solo p-r il momento,
bens per sempre, essa si ritirava. LInternazionale tenne ancora un Con
gresso nel 1873 a Ginevra, ma di fatto risult che essa aveva adempito il
suo compito storico. Lidea della solidariet internazionale aveva messo
radici cosi profonde nel proletariato moderno d a non aver piu bisogno
di un appoggio dallesterno, e i partiti operai nazionali si sviluppavano
per i rivolgimenti industriali dopo il 1870 in modo cosi specifico e cosi
energico che oltrepassavano il quadro dellInternazionale; analogamente
il movimento operaio europeo era uscito dalla cornice della Lega dei
comunisti a causa dei rivolgimenti industriali dopo il 1850.

3. Le ultime lotte di frazione

La crisi dellInternazionale non tocc praticamente il movimento ope


raio. Il Consiglio generale dellassociazione in una pubblicazione contro
Bakunin aveva osservato incidentalmente, e per la verit un po senza
motivo, che i lassalliani, dopo aver impedito per anni lorganizzazione
degli operai tedeschi, erano ormai diventati strumenti della polizia;
questo attacco ingiustificato irrit il Neuer Social-Demokrat e lo in-

1 F. E n g e l s , op. cit., p . 150.

1118
clusse ad attacchi non meno ingiustificati contro Marx e lInternazio
nale. M a i lassalliani come gli eisenachiani non avevano niente a che
fare con la teoria e la prassi anarchica di Bakunin.
D allepoca di Sedan le due frazioni erano giunte allaccordo sulla
questione nazionale. Esse conducevano una lotta comune contro il si
stema del governo di Berlino. Anche nella loro posizione di principio
verso il comunismo scientifico, si trovavano allo stesso livello, in quanto
ad ambedue era pur sempre estranea la dialettica del materialismo sto
rico. Hasselmann spieg sul Neuer Social-Demokrat, sulla base del di
ritto naturale , che agli operai appartenevano i prodotti che essi soli
creavano e C. A. Schramm, un funzionario delle assicurazioni che aveva
pubblicato sul Volksstaat una serie di articoli notevoli sui concetti fon
damentali delleconomia, in modo del tutto analogo argoment che
dalla teoria del valore di Marx derivava la giustificazione delle riven
dicazioni socialiste, il diritto degli operai ai valori da loro creati. Persino
Liebknecht present Buckle, lo storico del manchesterismo, come il pio
niere nel campo della scienza storica cosi come Marx lo era in quello
delle scienze sociali e Darwin in quello delle scienze naturali.
Lunico fra gli scrittori socialdemocratici del tempo che a suo modo
avesse compreso il materialismo storico, era Dietzgen, il pi diligente
teorico degli eisenachiani, ma i suoi acuti articoli si mantenevano
troppo rigidamente su binari filosofici, perch potessero fare unimpres
sione efficace sugli operai che si trovavano nel pieno delle loro lotte
pratiche. Una serie di lavori vecchi e nuovi di Marx e di Engels pub
blicati dal Volksstaat, gli articoli sulla guerra dei contadini, lindirizzo
sulla Comune di Parigi, presupponevano troppo per poter diventare
carne e sangue degli operai; e i maestri del comunismo scientifico in
tervennero raramente nelle questioni pratiche e quotidiane, nelle quali
la concezione materialistica della storia avrebbe potuto essere spiegata
nel modo pi persuasivo. I seguaci della frazione eisenachiana si lamen
tavano spesso degli articoli troppo dotti e pesanti del Volksstaat, e per
sino la direzione del partito indic alla redazione come un modello il
modo di scrivere del Neuer Social-Demokrat. Il principale nutrimento
spirituale anche per gli operai di questa corrente rimasero gli scritti
agitatri di Lassalle. Per lorganizzazione noi eravamo eisenachiani,
per i principi e per lagitazione lassalliani, scriveva pi tardi ricor
dando questa epoca Karl Grillenberger, uno dei pi validi rappresen
tanti della nuova generazione eisenachiana.
Senza dubbio il Neuer Social-Demokrat era superiore al Volksstaat

1119
non soltanto nella divulgazione ma anche per la precisa formulazione
dei problemi economico-sociali. Quando la questione della crisi delle
abitazioni occupava tutti, Hasselmann ne prese lo spunto per esporre
in una serie di articoli di una chiarezza esemplare la questione fondiaria,
mentre il Volksstaat dette la parola su questa questione al proudhonista
Miilberger, che si lasci andare a ragionamenti confusi, poi liquidati da
Engels con i suoi classici articoli sulla Questione delle abitazioni Gli
eisenachiani non avevano nessun motivo di assumere il tono di supe
riorit che adoperavano cosi volentieri, e proprio nelle questioni teori
che, contro i lassalliani. La guerra aperta da Bracke contro la proposta
di Lassalle per le associazioni produttive con credito statale port
quelleccellente uomo su di una strada sbagliata; la caricatura che egli
fece della proposta di Lassalle, definendola un socialismo governativo
del re di Prussia che aspirava inutilmente ad essere ammesso a Corte
esisteva soltanto nella sua fantasia; Hasselmann, come gi Schweitzer
prima di lui, difendeva le associazioni produttive con credito statale
sempre nel senso che esse dovevano essere il primo provvedimento pra
tico per la socializzazione dei mezzi di produzione dopo la vittoria del
proletariato. Tra gli eisenachiani si faceva sentire fortemente limpulso
ad una revisione radicale del loro programma, in una forma per che
rivelava soltan:o la ancora grande incertezza teorica di questa frazione.
Nelle loro menti migliori era ancora largamente diffusa una specie di
socialismo eclettico, che comprendeva la riforrrla agraria, labolizione
del diritto ereditario e altre cose del genere, e persino in Bracke non
era ancora caduta la tendenza a venire incontro alla piccola borghesia
radicale con un temporaneo mascheramento dei principi comunisti.
Soltanto in una questione, in quella assai importante dei sindacati,
la chiarezza teorica era decisamente pi grande negli eisenachiani che
nei lassalliani. Nel maggio 1873 il Volksstaat pubblic parecchi eccel
lenti articoli sui sindacati che ancor oggi possono essere letti con pia
cere e profitto. In questi cenni pratici per lemancipazione si dimo
strava che il movimento sindacale era unarma della lotta per lemanci
pazione proletaria che aveva la stessa importanza e la stessa giustifica
zione del movimento politico, ma che bisognava fare una netta distin
zione tra i due movimenti. In maniera illuminante si discutevano i
singoli compiti dei sindacati, si indicava ci che essi possono fare come
leve efficaci per la condizione di classe del proletariato, come sfere per

' Trad. italiana, Editori Riuniti, Roma 1971.

1120
l'esercizio di una autoamministrazione democratica, come germi della
futura organizzazione della societ, insomma come organi della lotta
cosciente per l'emancipazione del proletariato, sempre a condizione che
il movimento sindacale seguisse su di una strada diversa ed indipendente
10 scopo che aveva in comune col movimento politico. G li articoli, ap
parsi anonimi, erano stati scritti dal compositore tipografo Karl Hillmann
e rivelavano un progresso notevole rispetto alle discussioni del Con
gresso di Stoccarda sulla questione sindacale. Certo sul Volksstaat si fece
sentire subito una voce di protesta contro di essi, ma la concezione di
Hillmann fini innegabilmente per prevalere nella frazione eisenachiana.
I sindacalisti lassalliani invece erano in una situazione difficile, che
sarebbe stata ancora pi difficile se gli artigiani edili berlinesi non aves
sero assunto una posizione molto influente nell'Associazione generale
degli operai tedeschi con i loro scioperi vittoriosi. La lega generale per
11 mutuo soccorso si era rivelata impotente di fronte ad un serio movi
mento di scioperi, e il tentativo di rinnovarla su scala locale come Fede
razione degli operai berlinesi non ebbe un migliore esito. I sindacati ar
ticolati secondo i mestieri, come la Federazione dei minatori e dei car
pentieri, furono mantenuti in vita dalla forza dei fatti, ma la resistenza
dottrinaria non cess mai. Essa si fece sentire in ogni assemblea
generale e ottenne sempre anche risoluzioni che volevano liquidare i
sindacati esistenti o quanto meno abbassarli a filiali dellAssociazione
generale degli operai tedeschi.
Nellorganizzazione erano ancora una volta i lassalliani ad avere
la preminenza. Il loro esercito era meglio armato, pi agguerrito e pi
numeroso. Nelle loro assemblee generali avvenute nel 1872, come nel
1871, a Berlino e nel 1873 a Francoforte sul Meno, essi poterono pre
sentarsi con una forza numerica sempre crescente fino a raggiungere
circa 20.000 iscritti attivi; mentre gli eisenachiani, che tennero i loro
congressi nel 1871 a Dresda, nel 1872 a Magonza e nel 1873 ad Eise-
nach, toccavano appena i 10.000. Certo lorganizzazione dei lassalliani
aveva anche i suoi lati oscuri. Tagliata su misura per una direzione ditta
toriale, essa portava necessariamente a dannose rivalit per il predomi
nio, se il presidente era un uomo come Hasenclever, cui nel bene come
nel male mancava la stoffa del dittatore. Accanto a lui erano Hasselmann
come direttore dellorgano dellassociazione, il cappellano Derossi di D us
seldorf come segretario e il cassiere Griiwel, che ogni anno furono rie
letti dallassemblea generale cosi come il presidente fu eletto per vo
tazione diretta di tutti gli iscritti. Nellorgano dellassociazione Hassel-
mann vigilava gelosamente che nessun talento letterario si facesse avanti
accanto a lui; la vita spirituale dell'associazione ricevette da questo fatto,
per quanto poco essa fosse settaria, un colorito settario. Anche gli altri
membri della direzione ebbero sotto Hasenclever uninfluenza troppo
grande rispetto a quella che sotto Schweitzer avevano avuto. Grottkau,
i Kapell e in particolare anche Tolcke, che era tornato a Iserlohn.
Sarebbe stato questo un indubbio progresso, se la direzione del partito
avesse avuto una costituzione democratica nella quale le singole forze
potessero collaborare; ma poich mancava loro questa legittima sfera esse
finirono per trovarsi in conflitto ostile. Il culto che i lassalliani tributa
vano alla loro organizzazione aveva i suoi fondati motivi, ma era di
ventato troppo esagerato; esso trov il suo pi rigido rappresentante in
Tolcke, cui la direzione berlinese non sembrava mai abbastanza centra
lizzata, sebbene egli vivesse in provincia.
Gli eisenachiani dal 1871 avevano trasferito il loro comitato ad Am
burgo, dove le menti direttive erano Geib e York, la commissione di
controllo nel 1871 fu trasferita a Berlino, nel 1872 a Breslavia e nel
1873 a Francoforte sul Meno. La loro organizzazione era molto pi
sciolta di quella dei lassalliani; gli iscritti pagavano con ritardo e con
parsimonia le loro quote; rispetto alle fiorenti condizioni finanziarie dei
lassalliani, gli eisenachiani non uscivano mai dai loro debiti. Ma, nono
stante gli innegabili lati negativi, la loro organizzazione aveva anche
i suoi vantaggi. Era g' un fatto inestimabile che gli inevitabili contrasti
tra i diversi organi della direzione del partito potessero essere sempre
discussi apertamente e concretamente.
In particolare gli eisenachiani avevano una letteratura ed una stampa
pi ricca dei lassalliani. Sin dal 1871 erano sorti accanto al Biirger- und
Bauernjreund di Crimmitschau, il Volksbote di Dresda, la Freie Presse
di Chemnitz, il Volksfreund di Brunswick, come giornali locali del par
tito e subito dopo a Norimberga-Fiirth il Demokratisches Wochenblatt
che nel 1873 pass in propriet del partito. Nuovi giornali locali si mol
tiplicarono anche troppo rapidamente a Hof, Gera, Eisenach, Magonza,
Monaco, dove nel frattempo il Praletarier aveva cessato le pubblicazioni.
Il progetto per una societ letteraria per azioni si era concretato nella
Tipografia libraria cooperativa > di Lipsia che assieme al Volksstaat
curava una produzione sempre pi ricca di opuscoli. Anche Bracke, che
pubblicava a Brunswick il Volksjreund, stamp una serie di scritti del
partito.
Gli intellettuali non dimostrarono affatto di essere cosi nocivi

1122
per gli eisenachiani come affermavano i lassalliani. Soltanto a Norim-
berga-Fiirth un brutto litigio tra gli scrittori, del resto assai dotati, Mem-
minger e Mook aveva portato un certo danno al movimento della Fran-
conia, che poi, dopo che i due disturbatori furono eliminati, riprese con
slancio tanto maggiore nelle salde mani degli operai Grillenberger, G a
briel Lwenstein, Scherm, Wrlein. Il fatto che Bernhard Becker si tro
vasse con gli eisenachiani poteva essere un successo di valore assai dub
bio; la sua direzione del Volksfreund a Brunswick e i suoi velenosi
scritti sullagitazione e sulla fine di Lassalle contribuirono molto a gua
stare i rapporti con i lassalliani. Altrimenti per le giovani energie let
terarie degli eisenachiani fecero assolutamente buona prova: Bruno
Geiser e Max Neisser a Breslavia, Johannes Wedde ad Amburgo, W il
helm Blos, che veniva dal partito popolare della Germania meridionale e
diresse quasi subito assieme a Hepner il Volksstaaat. mentre Liebknecht
scontava la sua pena in fortezza. Nella lontana Knigsberg, il referen
dario Kokosky pubblicava un mensile; i Demokratische Blatter, che d al
tronde non durarono a lungo; Kokosky pass poi al Volksfreund di Brun
swick.
Anche gli operai, tra gli eisenachiani, partecipavano alla produzione
letteraria con opuscoli e sui giornali molto pi attivamente che tra i
lassalliani, presso i quali predominava la propaganda orale. Era una con
seguenza dello sviluppo storico che il movimento operaio in quegli anni
non potesse mettere in campo dei teorici del livello di quelli del 1848,
quando la Lega dei comunisti aveva accompagnato con simpatia pro
fonda le lotte dei filosofi tedeschi e delle scuole socialiste anglo-fran
cesi; lunico che ricordasse i W eitling, Eccarius, Pfander fu Dietzgen. Il
nuovo movimento operaio era stato sin dagli inizi sovraccaricato di com
piti pratici e per il momento erano stati i grandi pensatori del comu
nismo scientifico a compiere il lavoro teorico. Popolarizzare le loro ri
cerche e condurre la lotta quotidiana con gli economisti borghesi, fu il
compito modesto, ma utile e assolto con buoni successi, degli operai che,
nella frazione eisenachiana, presero in mano la penna. Il pi bel colpo
lo fece il compositore tipografo Franz, il quale nel 1870 si era sottratto
ad un processo per alto tradimento intentato dal governo bavarese con
tro di lui come direttore del Proletarier, con lapprovazione dei suoi
compagni di partito, fuggendo a Zurigo. Laggi Viktor Bohmert, un
manchesteriano tedesco, era diventato professore universitario e, poich
apparteneva alla schiera dei rappresentanti pi ragionevoli della sua
scuola, si ritenne obbligato a dimostrare la t legge di natura eterna

1123
per grazia manchesteriana, secondo cui con laccumulazione del capii ulr
aumenterebbe anche il benessere della piccola borghesia e del prolt-tn
riato, sulla base delle statistiche ufficiali del cantone di Zurigo, e a liqiu
dare cosi rapidamente il socialismo. Ma Franz, con un lavoro un poco
rude e piuttosto pesante nel colpire tuttavia eccellente dal punto di
vista del contenuto , dimostr che quel maestro ufficiale della stali
stica leggeva nei numeri da lui addotti esattamente il contrario di ci
che essi realmente dimostravano. Ernst Engel, il pi importante stati
stico tedesco che con la sua caratteristica onest era gi stato un difen
sore di Lassalle, riconobbe allora sulla rivista del regio ufficio statistico
prussiano che Bhmert era stato radicalmente battuto da Franz; Franz
aveva 'provato inconfutabilmente che si era verificata una diminuzione
del ceto medio e con ci un aumento del proletariato sia in senso as
soluto che relativo e che persino nellidillica Svizzera, in una libera re
pubblica, era un fatto innegabile la folle concentrazione del capitale
in mani sempre meno numerose .
Le differenze tra le due frazioni socialdemocratiche avevano le loro
radici nella diversit del loro sviluppo storico. I lassalliani erano la fra
zione pi vecchia e avevano sugli eisenachiani il vantaggio di sei anni
di esperienza di lotta; quando gli eisenachiani cominciarono, le basi
pi favorevoli erano gi nelle loro mani. I lassalliani prevalevano di gran
lunga nellunico grande Stato del nuovo Reich; essi tenevano la capitale
e di li conquistarono anche la Marca del Brandeburgo, il paese di ori
gine dei nuovi imperatori. Essi dominavano il corso dellOder da Bre-
slavia a Stettino. La loro bandiera sventolava sulla vecchia e potente
Amburgo con il retroterra dello Schleswig-Holstein, su Brema, Lubecca
e Hannover, le vecchie citt anseatiche, nelle quali fiorivano rigoglio
samente il moderno commercio e la moderna industria. Nelloccidente
essi possedevano Elberfeld-Barmen con il distretto industriale della Marca,
nella Germania sud-occidentale Francoforte sul Meno con il distretto
del Meno. Gli eisenachiani invece dominavano si un vecchio paese di
civilt tedesca, ma il regno di Sassonia dallinizio de! secolo era sempre
pi rimasto indietro rispetto allo sviluppo nazionale, del che soffrirono,
con lunica eccezione di Lipsia, anche le sue grandi citt. Nella citt re
sidenziale di Dresda i lunghi anni del regime di Beust avevano grave
mente atrofizzato la vita pubblica e la citt industriale di Chemnitz era
conosciuta largamente per lottusit spirituale dei suoi parvenu,f igno
ranti; il Volksstaat stesso dimostr una volta drasticamente che nessuna
citt in Germania, in condizioni per il resto eguali, era ad un livello di

1124
t IvlIiA cosi basso come la Manchester della Sassonia. Le roccheforti degli
ylMHtiuhinni si trovavano quindi nellindustria a domicilio, sfruttata
.liil <a|>itale, dei piccoli Stati della Germania centrale e nei distretti in-
ilmmali degli Stati medi meridionali, che spuntavano come isole dal-
I Industria ancora su scala artigiana. Limpulso a raggruppamenti pro
vim i.ili, che era assai forte negli eisenachiani, era dovuto a questa situa-
........ quando i giornali di questa frazione predicavano talvolta esagera-
imiiuuc la decentralizzazione, ci era pi perch essi facevano di neces-
<11,1 virt che perch misconoscessero i vantaggi della centralizzazione.
l utto ci dimostrava al primo sguardo che le differenze delle due fra
nimi! suggerivano pi un loro completamento che una lotta reciproca.
Ad ogni particolare forza dei lassalliani faceva riscontro una particolare-
debolezza degli eisenachiani, e viceversa. L appoggio reciproco durante
I* scioperi, il lavoro comune nei sindacati, la lotta pratica contro il
mimine nemico, facevano si che in parecchie localit gli aderenti alle
ili- frazioni si unissero; nel Wurttemberg dove i lassalliani del resto
avevano una forte base nella capitale, si era gi creato persino un com
pirlo accordo; la Siiddeutsche VolkszeiPung, che cominci ad uscire nel
IH/ 3 a Stoccarda sotto la direzione di Karl Hillmann, fu fondata da las-
i,illiuni ed eisenachiani. M a i fili della conciliazione tessuti dalla pratica
venivano per lo pi strappati da inevitabili liti di confine; gli eisena-
i Inani accolsero particolarmente male il fatto che Frohme e il calzo
laio Hartmann di Amburgo cominciassero nellestate del 1872 una vasta
agitazione nella Germania meridionale. Una reale conciliazione era pos-
ubile soltanto per via ufficiale e qui le cose stavano in modo singolare.
I lassalliani facevano un po la parte del fratello maggiore cui il mi
nore avrebbe dovuto piegarsi; essi non si affannavano troppo per la que
ll ione dellunificazione; ma quando si esprimevano a questo proposito
lo facevano come si deve: le loro idee sulla poco pratica organizza
zione e sul mezzo socialism o degli eisenachiani. che non prendeva
sul serio la lotta di classe proletaria, potevano essere esagerate o com
pletamente sbagliate, ma permisero una discussione chiarificatrice. Al
l'inverso gli eisenachiani predicavano mol:o pi zelantemente la pace,
ma erano molto maldestri quando si proponevano di attuarla. Ai lassal
liani essi rimproveravano principalmente la loro presunta dipendenza,
consapevole o inconsapevole, dal governo prussiano e in questo modo,
naturalmente, era impedita in anticipo qualsiasi trattativa concreta.
Persino Lassalle fu trattato dalla stampa degli eisenachiani come un
poeta eccellente ma un politico assai cattivo; sul Volksstaat and a

1125
ficcarsi una volta persino la battuta maligna che se Lassalle non d
fosse stato Bismarck avrebbe dovuto inventarlo.
Lunica prova di tutte queste insinuazioni era l'affermazione che i
lassalliani praticamente non venivano disturbati dalla polizia e dalla
procura di Stato, mentre gli eisenachiani dovevano sopportare le pi
pesanti persecuzioni. Lesattezza di questa affermazione, per, lasciava
molto a desiderare. Nello Schleswig-Holstein i lassalliani erano perse
guitati come gli eisenachiani in Sassonia. Frohme, che avrebbe dovuto
condurre la sua agitazione nella Germania meridionale come agente
della polizia , a causa di questa agitazione si ebbe una serie di denunce
e fu trasportato da Brema, dove abitava, da una prigione allaltra come
un delinquente comune e spesso incatenato insieme ai delinquenti co
muni; egli dovette rifare comminando con le catene alle mani e ai piedi
la strada da Bensheim a Lorsch sulla Bergstrasse 1 dove egli avrebbe do
vuto aver perpetrato un crimine di alto tradimento , sebbene soffrisse
per una grave ferita alla gamba; infine fu rilasciato dallarresto istrut
torio per lassoluta inconsistenza delle accuse fattegli, ci che per un
agente della polizia era una storia estremamente singolare. Era tut
tavia vero che il Volksstaat veniva portato in tribunale per crimini di
stampa pi spesso del Neuer Social-Demokrat, ma questa era una situa
zione del tutto provvisoria e non dimostrava niente, cosi come non di
mostrava niente la relativa libert di stampa di cui a suo tempo aveva
goduto a Lipsia il Demokratisches Wochenblatt. Certo non del tu fo
senza ragione il Neuer Social-Demokrat si vantava di saper evitare le
trappole del codice penale e delle leggi reazionarie sulla stampa meglio
del Volksstaat.
Tuttavia la tattica di conciliazione, senza possibilit di successo, de
gli eisenachiani aveva a sua discolpa il fatto che i lassalliani le dettero
una parvenza di giustificazione. Tolcke voleva presentare all assemblea
generale del 1872 una mozione per liquidare tutti i sindacati dei lassal
liani. Hasselmann si rifiut di pubblicare sullorgano dellassocazione
il testo della mozione e la commissione per la stampa approv un bia
simo a Tolcke. Senza dubbio essa aveva le sue buone ragioni per far
ci; non aveva senso gettare negli ambienti operai questo pomo della
discordia, mentre il movimento degli scioperi assumeva le sue pi vaste
proporzioni. Ma Tolcke, nel suo zelo per lorganizzazione pura e intatta
di Lassalle, subodor dietro questa decisione negativa un intrigo di

1 Strada da Darmstadt a Heidelberg.

1126
Hiliwriizer, e in una seduta della direzione, avvenuta il 3 marzo 1872
* II,muover, accus Hasselmann di fare il giuoco di Schweitzer il quale,
mondo lui, si era messo dalla parte dei sindacati per favorire il governo
immillilo e per frazionare la forza del movimento operaio distribuendola
in i muli diversi. Schweitzer, egli diceva, era in contatto con il presidio
Imlla |ilizia di Berlino e riferiva ad esso tutto ci che avveniva nel
movimento operaio. Narrando dellepoca in cui egli era stato vicepresi-
di'inr d .llassociazione, Tolcke disse: Poco prima di entrare in carcere,
Hi liweitzcr mi aveva detto che potevo rivolgermi in ogni momento, se
..... "leva qualcosa,, al presidio della polizia. Schweitzer venne con me
liiggui c mi present dimostrando di conoscere molto bene quel luo go.
Inoltre Tolcke afferm ancora che Schweitzer aveva adopera.o le quote
degli iscritti per i suoi usi; Schweitzer avrebbe anche distolto 500 tal
liti dalla cassa della lega di soccorso per darli al suo banchiere
lai prima reazione a queste rivelazioni da parte degli ascoltatori fu
un'c.clamazione molto naturale: se tutto ci vero, se tu hai saputo tutto
i l e tuttavia sei sempre stato dalla parte di Schweitzer, allora tu sei un
il uditore molto peggiore di Schweitzer. Questo ragionamento era del
limo inconfutabile. O le cose stavano come Tolcke affermava, allora
dall'autunno del 1868 egli aveva svolto un ruolo altrettanto vergognoso
*r non pi vergognoco di Schweitzer, oppure nel suo culto fanatico del
l'organizzazione Tolcke si era abbandonato a fantasticherie di ogni ge
nere per spiegarsi lopposizione, per lui incomprensibile, ad una rigida
ii'staurazione dellorganizzazione lassalliana. Oggi che la situazione dal-
lora chiaramente dominabile, nota vi pu essere alcun dubbio che era
vera la seconda ipotesi. Tolcke era un uomo onesto e credeva a ci che
immaginava; dal punto di vista morale egli discolpato perch in que
sto modo si attribuiva la parte peggiore, ma la completa infondatezza
delle sue affermazioni ha cosi un rilievo tanto magg'ore. Non vai la
pena di perdere una parola sullipotesi che Schweitzer abbia introdotto
il movimento sindacale per rendere un servigio al governo prussiano,
ma anche la visita al presidio della polizia perde ogni aspetto scanda
loso, se ci si ricordano le circostanze nelle quali Tolcke fu chiamato a
Berlino da Schweitzer. Allora, proprio a Lipsa, l'Assciazione generale
degli operai tedeschi era stata proibita e di nuovo fondata senza
troppe formalit a Berlino; se Schweitzer, il quale aveva dato sempre
una grande importanza a mantenere finch possibile lorganizzazione
formale dellassociazione, and con Tolcke al presidio di polizia per ac
certarsi che la vicepresidenza di Tolcke sarebbe stata riconosciuta dalla

1127
polizia, non agi peggio di quando, un anno dopo, Bracke si rec anch'egli
alla direzione di polizia di Brunswick per venire a sapere se sarebbero
insorte difficolt da' parte della polizia verso il comitato degli eisenachiam
che era stato trasferito in quella citt. Schweitzer non sarebbe stato sol
tanto un furfante ma anche un folle se, volendo affidare il movimento
operaio durante la sua prigionia nelle mani di un traditore, avesse
chiamato il suo seguace forte pi abile, lontano un centinaio di migliti,
e poi lo avesse ingaggiato come delatore presso il presidio di polizia
E certamente il vecchio combattente delle barricate Tolcke avrebbe su
bito menato scalpore, se le cose fossero realmente andate come egli si
immaginava cinque anni dopo.
Anche le pretese malversazioni di Schweitzer si dissolvono in un.,
bolla di sapone, se si considerano pi da vicino. In verit egli aveva
preso 500 talleri dalla cassa della lega e li aveva portati al suo banchiere,
ma questo banchiere era anche il banchiere della lega, cui dovevano essere
consegnate le entrate non appena superavano una certa cifra; Schweitzer
aveva soltanto commesso lerrore formale di non.portare con s, conse
gnando la somma, due membri dei comitato della lega, cosi come pre
scriveva lo statuto. Non avrebbe potuto commettere malversazioni senza
la complicit del cassiere dell'associazione e di quello della lega; per
di pi, proprio tenendo conto delle accuse che gi gli eisenachiani ave
vano fatto a Schweitzer, le assemblee generali del 1870 e del 1871 ave
vano esaminato con somma accuratezza lo stato della cassa e avevano con
statato allunanimit il suo completo ordine.
N el corso di queste contese poi Schweitzer stato accusato non gi
di aver saccheggiato illegittimamente la cassa della associazione, bens
di averla dissanguata in forza dei suoi pieni poteri dittatoriali, con il
pieno rispetto delio statuto. Ma Schweitzer aveva svolto gratuitamente
tutto il suo lavoro per lassociazione finch, contro la sua volont, nel
1869 gli furono imposti 45 talleri di stipendio mensile che egli dimi
nu a 25 e che in un primo momento non intasc neppure; se pi tardi
lo ha fatto, ci pu essere accaduto soltanto nellultimo anno della sua
presidenza, cosi come, nel novembre e dicembre 1869, accett le nor
mali diarie per i propagandisti per il suo ultimo grande viaggio in tutta
la Germania. Le altre migliaia di talleri che egli avrebbe sperperato sono
state impiegate soltanto nellinteresse dellorgano dellassociazione, e su
perano di poco lammontare delle spese giudiziarie e delle multe cui il
Social-Demokrat dovette far fronte durante pi di sei anni di vita. Nei
primi anni dellesistenza del giornale i deficit furono coperti con i fondi

1128
.li llofstetten; quando questi fondi furono finiti, fu la cassa dellassocia-
#iuiir a venire in aiuto, finch Schweitzer entr in possesso di un certo
puiimonio alla morte del padre. Allora provvide egli stesso al deficit del
%<> i.il-Demokrat, finch il partito assunse il giornale ed in parte anche i
imi debiti. Le somme che Schweitzer, ma in realt l'organo dellassocia-
iiciiir, ha ricevuto per questa via ammontavano principalmente a quei
1000 talleri che furono stanziati dalle assemblee generali del 1868 e del
IH/I; a ci si aggiungevano ancora somme minori, come qualche cen-
Oimo di talleri che gli iscritti berlinesi sottoscrissero per il giornale del
fartito durante la guerra franco-tedesca. Avversari di Schweitzer hanno
inni volta indicato in 2500 talleri la somma complessiva; sia essa stata
lidi* oppure pi alta o pi bassa, si trattava sempre di inves.imenti per
uno scopo importante, per non dire il pi importante, del partito, di
investimenti che hanno reso a usura e che sono registrati onorevolmente
nella storia del partito: per gli anni '60 il Socid-Demokrat fu lorgano
i lie.sico del proletariato cosi come lo era stata la Neue Rheinische Zelung
per gli anni della rivoluzione e il Sozialdemokrat di Zurigo lo sarebbe
imo per gli anni 80.
In terzo luogo si afferma che Schweitzer non avrebbe nociuto alla
. ussa dellassociazione, ma invece lavrebbe abbondantemente sostenuta
on i fondi segreti del governo, da cui avrebbe attinto anche per s i
mezzi per condurre una vita dispendiosa. Ma le assemblee generali del
1870 e del 1871, dopo - accuratissimo esame, hanno affermato alluna
nimit che mai un soldo di provenienza illegittima affluito nelle casse
laU'associazone; daltra parte le affermazioni sul tenore di vita dispen
dioso di Schweitzer si sono fatte sentire soltanto dopo che egli aveva
ereditato dal padre: prima aveva condotto unesistenza assolutamente
modes a, e dopo essersi ritirato dallagitazione camp a stento la vita
ome drammaturgo.
Abbiamo voluto diffonderci con chiarezza su questi particolari, per-
ch un tempo essi hanno avuto una parte importante nella storia del
partito socialdemocratico e perch da essi continuato a dipendere lono
re di un uomo. Essi per non hanno alcuna importanza per la que
stione storica del torto o della ragione di Schweitzer. Tale questione si
risolve in due altre questioni: ha fatto Schweitzer una politica conse
guente e meditata, che, nonostante certe conte.tazioni, in complesso si
possa spiegare soltanto partendo dagli interessi della glasse operaia e
non dagli interessi del governo? Poteva un movimento, che diventava
sempre pi possente e nel quale erano gli strati pi energici e pi pro-

H29
grediti del proletariato, essere menato per il naso per lunghi anni da
un agente della polizia? I fatti storici rispondono a queste domande.
Le discussioni della seduta della direzione proseguirono nellassem
blea generale che nel maggio 1872 si riun a Berlino. D i nuovo furono
sollevate le piu vivaci accuse contro Tolcke; un delegato ne chiese lespul
sione, cosa pienamente giustificata se tutto era andato come Tolcke affer
mava. In questo modo per l'associazione era minacciata da una nuova
grave crisi e a questo punto si rivelarono gli aspetti negativi del culto
tributato alla rigida centralizzazione. Nelle fine degli eisenachiani questo
conflitto sarebbe stato combattuto fino alle sue ultime conseguenze, quali
che esse potessero essere; per i lassalliani, decisero gli interessi dellasso
ciazione. Ancora durante i dibattiti si intim a Schweitzer, che era pre
sente come spettatore, di abbandonare la sala perch non era pi mem
bro dellassociazione. Quindi la questione fu sottoposta allesame di una
commissione che si ripresent con una decisione secondo la quale contro
Schweitzer vi erano motivi importanti e gravi, seppure non dimostrabili
con fatti assolutamente accertati, di sfiducia, invece Hasselmann era ri
sultato al di sopra di ogni sospetto e Tolcke non aveva potuto agire prima
diversamente perch non aveva prove sufficienti. Tutti e due si erano
messi daccordo, sicch la proposta di espellere Tolcke non aveva pi
motivo di sussistere e lassemblea generale doveva confermare a tutti
e due la sua fiducia. Questa decisione della commissione fu approvata da
tutti contro un sol voto; quindi l assemblea generale decise che Schweitzer
non avrebbe pi potuto essere accolto nellAssociazione generale degli
operai tedeschi. Si ebbero 5595 voti favorevoli, 1177 contrari, 1219 aste
nuti.
Non appena questi fatti furono conosciuti attraverso i verbali del
lassemblea generale, tra gli eisenachiani naturalmente nacque una grande
eccitazione. Il Volksstaat non si limitava a dire: cosi confermato tutto
ci che da parte nostra stato rimproverato a Schweitzer, ma diceva
anche, come molti lassalliani: se Schweitzer colpevole lo sono anche
Hasendever, Hasselmann, Tolcke. N on si poteva rimproverare agli eise
nachiani se essi attaccarono nel modo pi aspro proprio Tolcke, che nel
1869 aveva accusato Liebknecht e Bebel come bugiardi, mentre, secondo
quanto adesso diceva, egli sapeva gi che Schweitzer intratteneva rap
porti segreti con la polizia prussiana. I lassalliani si accorsero troppo
tardi del loro grave errore, e adesso cercarono di cambiar tono. Il Neuer
Social-Demokrat disse che nel condannare Schweitzer non si era trattato
dei suoi rapporti con il governo prussiano, che n erano dimostrati n

1130
gli erano stati rimproverati, bens di tuttaltre cose . Certo quei rap
porti non erano stati dimostrati ma rimproverati senza dubbio, e le
tuttaltre cose non erano altro che alcuni innocui appunti sulla storia
dellAssociazione generale degli operai tedeschi, che Rudolf Meyer aveva
chiesto e ottenuto da Schweitzer per i suoi lavori storici sul movimento
operaio. Schweitzer stesso aveva parlato occasionalmente di questo inno
cente fatto alla redazione del Neuer Social-Demokrat, e il piccolo piacere
letterario, che egli aveva fatto ad uno scrittore conservatore ma indipen
dente e simpatizzante con il movimento operaio, pot essere gonfiato
come un tradimento sol perch il Neuer Social-Demokrat aveva
messo in conto a Schweitzer la forma che Meyer aveva dato alle infor
mazioni ricevute.
Cosi i tentativi di conciliazione delle due frazioni erano compieta-
mente falliti. Gli sforzi del Volksstaat per continuarli, insistendo affinch
i lassalliani si liberassero anche degli Schweitzer dopo essersi distaccati
dallo Schweitzer, potevano ottenere soltanto leffetto contrario. La com
missione di controllo di Breslavia pose fine a questa tattica per lunifi
cazione con unaspra deliberazione che il Volksstaat dovette stampare in
prima pagina; in essa si osservava giustamente che quella tattica invece
di colmare allargava la frattura esistente.
Frattanto la notizia che Schweitzer era stato cacciato anche dai las
salliani aveva fatto il giro della stampa borghese, e, in un primo mo
mento di eccitazione, Schweitzer invi agli organi di questa stampa una
lettera nella quale diceva che simili fenomeni di ingratitudine o di
idiozia non potevano meravigliare in persone di cui soltanto una
piccola parte era mossa dallentusiasmo per unidea nuova, mentre la
stragrande maggioranza era spinta soltanto dallinvidia verso le classi
superiori della societ o da altri motivi non belli , cui poteva giungere
il loro orizzonte limitato. Erano queste, parole assai velenose, che
Schweitzer avrebbe fatto bene a non dire, se non altro per s, ma non
furono le sue ultime parole. Quando, per il torto fattogli, il fiduciario
di Amburgo Bruer usci con alcune centinaia di seguaci dallassociazione,
Scheweitzer si rifiut di assumere la loro direzione e di creare un nuovo
ostacolo al movimento operaio a causa della sua persona. Invece di ulte
riori frazionamenti egli raccomand caldamente in un manifesto di
retto agli operai di Germania lunificazione delle due frazioni. Sul
loffesa subita si limit a dire: Se io sono innocente, lassemblea ge
nerale ha commesso un torto vergognoso ai miei danni. Se sono colpe
vole, l'assemblea generale ha commesso un torto vergognoso ai danni

1131
dell'Associazione generale degli operai tedeschi, lasciando in carica nella
direzione del partito quelle persone che per anni furono nel pi stretto
contatto con me, poterono osservare ogni mio passo, in ogni azione du
rante la mia presidenza furono gli organi esecutivi e quindi furono tutti
miei complici . Quindi Schweitzer motivava in maniera estremamente
chiara, che ricordava i suoi giorni migliori, la necessit e la possibilit
dell'unificazione : con i capi, se costoro vogliono, senza di loro, se ri
mangono inattivi, nonostante loro se si oppongono, unit ad ogni costo .
Si leggono non senza commozione quei fogli ingialliti; l'onesta e intelli
gente parola di congedo di un uomo che aveva guidato con polso sicuro
nei tempi piti difficili il timone della socialdemocrazia e aveva reso
servigi immortali al proletariato cosciente, e che poi, impigliato nelle
conseguenze delle sue migliori azioni, aveva fatto parecchie cose a
torto, e aveva subito un torto ancora peggiore. Poco pi di tre anni
dopo, nel luglio 1875, Schweitzer mori in Svizzera.
Il suo manifesto non ebbe alcuna pratica efficacia, e anche i braue-
riani continuarono ad esistere come una piccola frazione separatista
senza nessuna importanza. Nel 1873 tra le due frazioni la guerra con
tinu in forme ancora pi intollerabili che nel passato. Il Volksstaat ap
prov quando Sonnemann nella primavera di quellanno spieg un tu
multo in una birreria di Francoforte sul Meno affermando che ne erano
istigatori i lassalliani per incarico del governo prussiano, allo scopo
di scuotere le granitiche basi di ogni civile virt, amicizia per luomo
e sovranit popolare, insomma la democrazia della Borsa di Francoforte.
Tlcke a sua volta pubblic un opuscolo nel quale pretendeva di dimo
strare che la contessa Hatzfeldt, Liebknecht e Schweitzer si erano alleati
in segreto, per rovinare il movimento operaio con le loro finte battaglie
in pubblico. Era come se ognuna delle due frazioni si preoccupasse che
nessuna delle due avesse la rimproverare allaltra qualche cosa per il
giorno, che ormai si avvicinava, della conciliazione.

4. Lra di Tessendorff

Le nuove elezioni al Reichstag, che ebbero luogo il 10 gennaio 1874,


rivelarono a tutti che Bismarck nel breve periodo di tre anni aveva man
cato una situazione incomparabilmente favorevole in modo incompa
rabilmente miope. Egli fu cosi punito con i suoi stessi peccati. I suoi

1132
pennivendoli avevano denunciato ogni opposizione al suo dispotismo
come inimicizia per il Reich , ma le elezioni fecero vedere che, senza
contare il mezzo milione di voti progressisti che secondo i calcoli di
Bismarck si dovevano valutare per met amici del Reich e per met
nemici del Reich , di fronte a 2.408.549 voti incondizionatamente
amici del Reich stavano 2.339-936 voti incondizionatamente ne
mici del Reich . Gli amici del Reich dunque disponevano soltanto
della modesta maggioranza di 74.613 voti, e questa maggioranza era
pericolosa minoranza se si teneva conto in che modo parecchie centinaia
di migliaia di voti amici del Reich erano stati estorti con i noti
mezzucci elettorali.
Certamente la distribuzione di mandati risult per Bismarck pi
favorevole del rapporto tra i voti. I nazionalliberali e gli ultramontani in
cifra tonda avevano riportato ciascuno un milione e mezzo di voti, ma
i primi ebbero 150 mandati e i secondi circa 100. Sotto questo riguardo
i pi sfavoriti furono i socialdemocratici. Essi avevano conquistato la
considerevole cifra di 351.670 voti, pi del 6 % del totale, di cui i
lassalliani 180.319, gli eisenachiani 171.351. Ma i lassalliani nelle ele
zioni primarie avevano conquistato soltanto due circoscrizioni nello
Schleswig-Holstein, Altona (Hasenclever) e Plon-Segeberg (Reimer), gli
eisenachiani soltanto sei circoscrizioni, nel regno di Sassonia, Freiberg
(Geib), Mittweida (Vahlteich), Chemnitz (Most), Glauchau-Meerane (Be
bei), Zwickau-Crimmitschau (Motteler) e Stollberg-Schneeberg (Lieb-
knecht). Altri undici candidati socialdemocratici parteciparono al ballot
taggio: a Berlino VI e Westhavelland, Amburgo I e II, Itzehoe e Kiel,
Dresda-Altstadt, Lipsia campagna e Borna, nel principato di Reuss . L. e
a Elberfeld-Barmen. Fra tutti loro vinsero soltanto Hasselmann a Elberfeld-
Barmen e Johann Jacoby nella circoscrizione rurale di Lipsia. Jacoby
per rifiut lelezione, e la sua circoscrizione fu perduta nelle votazioni
supplementari. Dopo il processo per alto tradimento di Lipsia, Jacoby
con una dichiarazione pubblica aveva aderito agli eisenachiani, egli per
non voleva ancora collaborare nella pratica, perch non poteva ricono
scere la violazione del diritto sulla quale, secondo lui, era fondato il nuovo
Reich. Con tutto il rispetto per Jacoby, il Volksstaat rispose che il
nuovo Reich era perlomeno altrettanto legale quanto la costituzione
prussiana e il Landtag, nel quale per lungo tempo Jacoby aveva lavorato,
e se egli aveva questa idea non avrebbe dovuto permettere che lo si
presentasse in una circoscrizione elettorale favorevole. Come diverso era
questo linguaggio da quello del Demokralisches Wochenblatt, che sei

1133
anni prima aveva riposto le pi grandi speranze sulla politica di piu
testa di Jacoby!
Nonostante il piccolo numero di solamente nove mandati conquisi il,
gli elettori socialdemocratici potevano guardare con estrema sodili .l i
zione al risultato dei loro sforzi. N el regno di Sassonia, nello Schlesw ig
Holstein, nelle citt anseatiche di Amburgo, Brema e Lubecca, gi pi
di un terzo della totalit dei voti era toccato ai loro candidati, nei piccoli
Stati della Germania settentrionale e centrale, particolarmente nel Bruii
swick e nella Turingia, essi potevano far mostra di risultati notevoli; Im
tutte le province prussiane Posen era lunica nella quale essi non avesse* n
alcun seguace, mentre nella Prussia orientale potevano contare su 3262
voti e in Pomerania su 4918. Gli 11.279 voti di Berlino non avevano
pienamente corrisposto alle aspettative, tuttavia Hasenclever si trov in
ballottaggio con Schulze-Delitzsch nella roccaforte prc^essista del quar
tiere degli operai meccanici, e il timor panico della borghesia per questo
sintomo premonitore del futuro li ricompens della lieve delusione. Re
latinamente lento era il progresso nella Renania-Vestfalia, in Slesia e
in Baviera, le tre roccheforti dell'ultramontanis no, tuttavia in Baviera
la Franconia protestante costitu con 11.029 voti una gloriosa eccezione.
N el Wurttemberg non si era aperta ancora una strada del tutto chiara;
in parecchie circoscrizioni la socialdemocrazia aveva concluso anticipa
tamente dei compromessi con il partito popolare, mentre a Stoccarda, a
causa delle elezioni, divamp ancora una volta la contesa tra eisenachiani
e lassalliani. Questi ultimi ottennero 1977 voti, i primi 434; in tutta la
regione si ebbero 8954 voti socialdemocratici. N el Baden lagitazione era
guidata, avendo come punto di partenza Mannheim, per i lassalliani da
Dreesbach e per gli eisenachiani dal tappezziere Ehrhart; alle due fra
zioni insieme toccarono 3516 voti. Nella Baviera renana, dove la grande
industria aveva cominciato a stabilirsi, dallepoca della guerra, a Kaisers
lautern e specialmente nel Palatinato anteriore, al proletariato mancava
ancora la necessaria esperienza; quando i tessitori della piccola citt di
Lambrecht, che vivevano in condizioni miserabili, durante le elezioni co
munali presero la brusca decisione di spazzar via dal consiglio comunale
tutti gli industriali, i nuovi consiglieri comunali proletari furono facil
mente messi alla porta, perch non erano ancora in grado di opporsi alle
astuzie e ai soprusi dei loro sfruttatori.
Le frazioni socialdemocratiche avevano marciato separatamente du
rante la lotta elettorale. Apparentemente con loro danno, giacch, se aves
sero operato insieme fin dagli inizi, forse avrebbero guadagnato qualche

1134
........luto di pi. In realt con loro vantaggio, giacch il numero quasi
Uguale dei voti raggiunti dalle due frazioni fece leffetto di una doccia
llnlilii sul reciproco spirito polemico. I lassalliani videro che gli eise-
luii Illuni non erano unappendice della democrazia borghese, e gli eisena-
i Illuni riconobbero che lamicizia dei lassalliani per il governo era una
la vola. L'atteggiamento politico dei lassalliani durante la campagna elet-
luittle era stato addirittura senza macchia; a Francoforte sul Meno dove
lu i ballottaggio dovevano decidere tra Lasker e Sonnemann, nonostante
unto fecero riuscire il loro antico avversario Sonnemann. Le due frazioni
u appoggiarono reciprocamente nei ballottaggi cui partecipavano, sic-
t li la loro unificazione, nei fatti, risale al 10 gennaio 1874. La pressione
rsicrna dette lultima spinta alla completa fusione, ma non ne fu il primo
e decisivo pensiero. La solidariet del proletariato, la sua arma assolu
tamente efficace ma anche lunica, ha il potere elementare di una forza
della natura; essa pu agire devastando e distruggendo quando non
incora in chiaro sui suoi scopi, quando sembra essere in pericolo; cosi
*1 spiegano le lotte di frazione estremamente violente, le accuse reci
proche di uomini che si sono sempre dimostrati combattenti egualmente
fedeli della classe operaia, la dura sorte di Schweitzer; ma l dove la
solidariet del proletariato vede chiaramente la strada dinanzi a s, essa
vi tende con forze irresistibili, come un fiume, che ha dovuto farsi la
strada spumeggiando attraverso un letto roccioso e che infine giunge
in un letto largo e profondo. Certo, questo fenomeno incomprensibile
allintelletto dei borghesi, che altrimenti non si troverebbero da decenni
in una confusione disperata per decidere quando siano possibili le scis
sioni in seno al proletariato cosciente e quando no.
Subito dopo le votazioni fu convocato il Reichstag, e i deputati so-
; cialdemocratici si trovarono, anche personalmente, pi vicini. Il nuovo
presidente von Forckenbeck era, se possibile ancora pi partigiano del
suo predecessore Simson; Bamberger, poi, ebbe la sfacciataggine di in
vitare i rappresentanti parlamentari della classe operaia a un contegno
educato affinch, come ospiti, non riuscissero sgraditi al padrone di casa.
Naturalmente la maggioranza borghese si rifiut di chiedere un permesso
per Liebknecht e Bebel, che erano ancora prigioneri a Hubertusburg,
per la durata della sessione, cosi i sette deputati socialdemocratici furono
indotti ad una stretta coesione. Dapprima si ebbero alcune divergenze
di opinione, ma esse furono liquidate con spirito di partito e dimostra
rono pi ancora quanto il vecchio raggruppamento ostile delle frazioni
cominciasse a dissolversi. I lassalliani presentarono, per la nuova legge

1135
sullesercito, una mozione dimostrativa sullintroduzione di una milizia
popolare, che Liebknecht avrebbe voluto presentare nel 1867; e quando
Motteler riconobbe il Reich come una comunit nazionale, Hasselmann
obiett che senza gli austriaci tedeschi il nuovo Reich non era una co-
mun't nazionale, che la socialdemocrzia doveva volere la Germania
intera, la quale certo poteva diventare unita soltanto nella libert. In tutte
le questioni pratiche della politica le due frazioni erano fianco a fianco;
esse respinsero con la stessa energia la politica da gendarme contro la
Chiesa cattolica e flagellarono con la stessa asprezza la nauseante acco
glienza che la maggioranza sciovinistica riserv ai deputati dellAlsazia-
Lorena al loro primo ingresso in parlamento.
Bismarck ripresent immediatamente al nuovo Reichstag le due leggi
eccezionali contro il proletariato con le quali era fallito nel Reichstag
precedente, sia la legge sulla violazione dei contratti di lavoro, sia anche
il paragrafo 20 della legge sulla stampa, anche se in forma mitigata.
Ma anche questa volta non ebbe fortuna. La legge sulla violazione dei
contratti rimase nella commissione, dopo che Hasselmann alla prima let
tura laveva bollata come una dichiarazione di guerra contro la classe
operaia ; mentre per il momento i partiti liberali non vollero saperne
del paragrafo 20 della legge sulla stampa. Per il resto approvarono la
legge sulla stampa come Bismarck la voleva, una brutta copia della vec
chia legge prussiana sulla stampa, che per la Prussia conteneva migliora-
menti irrilevanti, mentre per molti Stati piccoli e medi rappresentava
un deciso regresso. La maggiore responsabilit di questo peggiora
mento ricade sui liberali prussiani che Bismarck aveva allettato con il
profitto capitalistico; essi barattarono il loro ideale politico di una stam
pa libera per labolizione delle cauzioni e della tassa sul bollo. Il partito
progressista accanto al profitto avrebbe certo volentieri salvato anche la
coerenza, ma quando esso lanci la sua prima terribile maledizione sul
tradimento dei nazionalliberali e respinse qualsiasi responsabilit per un
tale aborto di legge sulla stampa, Lasker dichiar asciuttamente ai pro
gressisti: siamo fratelli sotto uno stesso tetto, e per quanto in generale
sia utile che voi progressisti agitiate instancabilmente la bandiera dei
principi, mentre noi nazionalliberali curiamo gli affari pratici della bor
ghesia, questa volta avete esagerato con i vostri discorsi troppo violenti
e adesso dovete votare con noi per la legge sulla stampa, se noi non
possiamo votare con voi contro la legge sulla stampa. A questo amiche
vole richiamo i progressisti lasciarono perdere la coerenza e salvarono
soltanto il profitto. In questo modo nelle tasche dei proprietari liberali

1136
ilei giornali andarono a finire grosse somme, tuttavia la borghesia aveva
f i l l i o un affare molto cattivo. Per lo meno un pubblicista borghese vide

lii sostanza di questo baratto; Guido W eiss previde giustamente sulla


Il che, se fosse continuata la pressione politica sulla stampa e ne
lusser state migliorate soltanto le condizioni materiali di esistenza, essa
.i v i ebbe assunto ancor pi che per il passato un carattere industriale e
ani he le opinioni si sarebbero adeguate in misura crescente alle leggi
del mercato. Il liberalismo borghese, che oggi impreca con tutta lanima
iinitro la concorrenza della stampa affaristica e senza principi, si da
n fabbricato la frusta che lo flagella.
Ancora pi importante della legge sulla stampa fu la legge sul
l'esercito che il Reichstag dovette discutere nella primavera del 1874;
(Questa legge toccava la questione vitale del parlamentarismo borghese,
non ancora risolta dallepoca del conflitto prussiano e soltanto rimandata
u>n la rivoluzione dallalto. La creazione della Confederazione della G er
mania settentrionale e la guerra franco-tedesca avevano offerto comodi
pretesti per rimandare, con lapprovazione complessiva dei bilanci per
pi anni, la risposta alla domanda se il parlamento doveva approvare
ogni anno il bilancio militare; adesso per non vi erano pi pretesti
e bisognava decidersi. Il progetto di legge sullesercito presentato dal
governo chiedeva, nel suo primo paragrafo, che gli effettivi dellesercito
tedesco in tempo di guerra fossero stabiliti per legge una volta per tutte
a 401.659 uomini. In questo modo, secondo le concezioni che nel 1867
erano state difese anche dai liberali pi tiepidi, si proclamavi il nudo
assolutismo ; se il Reichstag rinunciava allo strumento di gran lunga
pi efficace, fra i pochi che aveva, per lesercizio del potere, lo pseudo
costituzionalismo era consolidato per sempre.
Ma nella primavera del 1874 la borghesia liberale non ebbe bisogno
n di una grande intelligenza n di un grande coraggio per rintuz
zare lattentato di Bismarck contro il suo amato costituzionalismo.
I progressisti e i nazionalliberali insieme costituivano gi una esigua
maggioranza e poich nella difesa del diritto del parlamento ad appro
vare i bilanci avevano dietro di s tutti i nemici del Reich , essi di
sposero di una maggioranza schiacciante. Ma Bismarck conosceva que
sti tipi, ai quali gi una volta con ruvido disprezzo aveva gridato in
faccia che essi non sapevano quanto avrebbero potuto ottenere da lui
nel 1867 con la forza, se soltanto avessero tenuto duro. Con disprezzo
non minore egli disse ora ai nazionalliberali che erano stati eletti
a suo nome e quindi dovevano semplicemente obbedire. Questa

1137
minaccia ed una rumorosa ondata di indignazione, che Bismarck fece
montare dai suoi pennivendoli, bastarono a far cambiare idea alla grande
massa dei nazionalliberali, e il loro capo Bennigsen non si ferm qui
costui, che un tempo era stato alla testa della Societ nazionale, fece adesso
al suo passato pur sempre migliore linsulto di dire che dal 1848 nessun
movimento cosi primitivo aveva attraversato le masse come il clamore
ufficioso menato 'ontro il diritto del parlamento ad approvare i bilanci.
Un gruppo sparuto di nazionalliberali con alla testa Lasker tent di tener
duro, ma quando fece chiedere al partito progressista se cera da contare
sul suo appoggio, giunse la tremenda notizia che anche gli inconcussi
erano in piena fuga. Cosi Bismarck si ebbe il settennato, il sanziona-
mento legale degli effettivi dellesercito in tempo di pace per sette anni,
che corrispondeva ai suoi desideri ancor pi di un sanzionamento defi
nitivo. Infatti il partito militarista e di Corte, che vedeva di malocchio
il suo spadroneggiare, avrebbe potuto pi facilmente esautorarlo, se
il bilancio militare fosse stato portato completamente al di fuori del
parlamento; mentre il diritto parlamentare allapprovazione dei bilanci,
una volta abbandonato per sette anni, riceveva un colpo insanabile. Bis
marck aveva dovuto ricorrere un po prematuramente ad un plebi
scito , ma aveva anche visto che questo estremo rimedio del bonapar
tismo otteneva risultati assai migliori presso i goffi tedeschi che non pres
so i volubili francesi. D a allora gli riserv il posto donore nel suo arsenale
diplomatico.
In tutte queste questioni i deputati socialdemocratici tennero bra
vamente il loro posto. Non neppure vero che essi si limitassero sempre
a discorsi socialdemocratici . Senza aspirare ai dubbi allori dellelo
quenza parlamentare, essi parlavano semplicemente, chiaramente e con
cretamente di ogni questione per cui chiedevano la parola; tuttal pi i
discorsi di Hasselmann, altrimenti molto apprezzati, avevano qualche
volta una forma piuttosto propagandistica. L odio dei nemici non fa
ceva pi alcuna differenza tra le due frazioni; esso si scatenava sugli
eisenachiani come sui lassalliani, con la penna cosi come con il bastone.
Dallepoca delle elezioni il fantasma rosso ' tggiava dalla scrivania
delluomo del secolo fino al tavolo del filisteo nelle birrerie. Ma n luomo
del secolo n il filisteo andarono oltre una stupida paura ed un rancore
sciocco, sebbene non mancassero loro consigli ragionevoli. Dopo il ciar
pame superficiale del manchesterismo sul movimento operaio, la corrente
dei socialisti agrari e dei socialisti della cattedra si era gi pi avvi
cinata ad una comprensione storica, e nel 1874 erano stati pubblicati due

1138
Invoci che presentavano con sufficiente urgenza alle classi dominanti le
tunscguenze della loro cecit suicida.
Il pi importante di questi lavori fu la terza edizione del libretto
ili Albert Lange sulla questione operaia. Parecchie circostanze avevano
nmtribuito a far avvicinare di nuovo Lange alle concezioni del mondo
borghese. Quando, nel 1872, fu chiamato alluniversit di Marburgo egli
ria gi un uomo mortalmente malato; nella Svizzera aveva condotto lotte
gloriose alla testa di un movimento democratico piccolo-borghese e pic
colo-contadino con energia ancora intatta; inoltre l opera di Brentano
lille Trade Unions non era rimasta senza effetto su di lui. Lange rite
neva che i notevoli lavori di Brentano avessero scosso le opinioni
estremiste di Marx, secondo cui una vigorosa organizzazione sindacale
e unefficace legislazione sulle fabbriche sarebbero state prive di si
gnificato di fronte alla necessit di una rivoluzione sociale. M a se Lange
non si rivolgeva pi specificamente agli operai, non per questo aveva
cessato di essere il vecchio amico della classe operaia. Egli continuava a
norr come scopo supremo di ogni seria riforma sociale la reale e com
pleta emancipazione degli operai dalla loro indegna dipendenza dai pa
droni , e, alludendo chiaramente alla banderuola del socialismo della
cattedra Adolf Wagner, diceva che chi in opuscoli appositi citava Fran
klin per dimostrare che gli operai potrebbero migliorare la loro sorte
unicamente con la diligenza e la parsimonia non aveva voce in capitolo.
Lange diceva anche che, con tutto il rispetto per i lavori di Brentano,
cera per lo meno da dubitare che tutte le faticose conquiste degli operai,
che tanto spesso venivano nuovamente spezzate o respinte dal potere
del capitale, non fossero tuttavia da consigliare come preparativi per
una radicale trasformazione della situazione, che si estendesse anche al
sistema statale e alla forma del possesso. In questo modo si avvicinava
molto alla concezione di Marx, che non aveva mai definito insignificanti
lorganizzazione sindacale e la legislazione di fabbrica, ma che certa
mente le aveva sempre intese soltanto come preparativi per una tra
sformazione radicale . Tuttavia in sostanza Lange nella terza edizione
della sua opera parlava ai lettori borghesi, cosi come nella prima aveva
parlato a quelli proletari. Egli dissolveva le illusioni degli economisti
interessati della borghesia nel niente che erano, e ai pregiudizi dei filistei
colti opponeva efficaci argomentazioni; una cultura borghese che ancora
meritasse questo nome non avrebbe potuto augurarsi un piu fedele
difensore.
A un livello notevolmente pi basso era laltra opera che fece sentire

1139
nella primavera del 1874 la sua voce ammonitrice in campo borghese:
La quintessenza del socialismo di Schifile. Testa confusa dal punto di
vista politico prima mangiaprussiani democratico-particolaristico in
Svevia, quindi ministro austriaco del commercio in un governo feudale,
infine ninfa Egeria del socialismo delle elemosine bismarckiano Schif
ile non ha mai compreso le ragioni storiche del movimento operaio, che
Lange comprendeva in cosi alta misura. N el comunismo scientifico ve
deva un sistema utopistico che, sulla base del concetto capitalistico, di
valore, voleva attuare la socializzazione dei mezzi di produzione e giun
geva cosi a tutta una serie di grossolani equivoci. Ma ci che egli ha
dato e il darlo nel 1874 fu un merito reale fu lopposizione aperta
contro l'influenza desolante delle frasi fatte, delle illusioni, delle pas
sioni, dei pregiudizi, dellautoinganno e delle denunce , con cui la bor
ghesia credeva di elevarsi al di sopra dei pretesi spartitori socialisti.
Schifile definiva la socializzazione dei mezzi di produzione un fine il
cui raggiungimento era molto dubbio, ma dimostrava che, se fosse stata
possibile, essa sarebbe stata infinitamente superiore allazienda privata
capitalistica, al m'gliore dei mondi . La sua dimostrazione, come quella
di Lange, non fece alcun effetto all'ideologia borghese; tuttavia prima
che un tale effetto potesse allargarsi e approfondirsi si avanz con tre
mendo clamore laraldo e il profeta del nuovo Reich, per addormentare
di nuovo i cervelli dei patrioti.
Nellestate del 1874, Treitschke pubblic gli articoli sul socialismo e
i suoi protettori, nei quali denunciava come veleni pericolosi a tutti i
patrioti la limonata del socialismo della cattedra e anche il vino genuino
del comunismo scientifico *. Per la sua carriera culturale e per il suo svi
luppo avrebbe dovuto appartenere alla corrente del socialismo della cat
tedra: ma, come il pi sincero e il pi intelligente fanatico dellunit
della borghesia, previde con giusto istinto che nella socialdemocrazia
cresceva la forza che avrebbe vittoriosamente spazzato via tutti i suoi
ideali faticosamente cementati con il sangue ed il ferro. Cosi divent il
pi ardente di tutti gli ammazzasocialisti. Senza aver mai fatto seri studi
economici, egli fu costretto a sbandierare i pi logori luoghi comuni1

1 Nel 1875, Mehring scrisse la sua prima opera indipendente contro gli
articoli di Treitschke, lopuscolo polemico dal titolo Herr con Treitschke der
Sozialistentter uni He Endziele des Liheralismus, cio, Il signor Treitschke
ammazzasocialisti e gli scopi finali del liberalismo, ora parzialmente ripubblicato
in T. H o hlb , F. Mehring, sein Weg zum Marxismus, Berlino 1957.

1140
li l manchesterismo, che faceva rintronare cosi solennemente come se ri-
lornasse dal monte Sinai con un nuovo messaggio di segreti divini. Quan
do affermava di avere attinto la sua sapienza politico-sociale dalla stati
si ita sociale dei liberoscambisti e quindi da una fonte che non era
scaturita mai e in nessun luogo certificava egli stesso la sua com
pleta ignoranza nelle questioni economiche, e quando faceva la stupe
facente affermazione che i liberoscambisti inglesi erano gli autori delle
leggi di fabbrica inglesi, sacrificava anche la sua fama di storico sullaltare
Iella patria. Ma dove la dottrina liberoscambista lo piantava in asso,
si salvava con la dottrina delle scienze naturali. Se la concorrenza, lunico
pr ncipio valido, cadeva in discredito come regolatrice della societ uma
na, si poteva continuare con la stessa comodit sotto la bandiera della
lotta per lesistenza. Lo sviluppo del genere umano dipende dalla eterna
diseguaglianza degli uomini, giacch esso si nutre della miseria delle
masse e si ringiovanisce nei bagni di sangue dei campi di battaglia.
Treitschke proclam legge morale dellumanit ci che Darwin aveva
indicato con tutta la coscienziosit del ricercatore come inconsapevole
istinto di conservazione dellessere animale. A questo proposito Guido
Weiss osserv giustamente: la bestialit dora in poi non ha pi da
vergognarsi del suo nome, andate e imparate dalla belva.
Essi andarono e impararono dalla belva. Per quanto la stampa con
servatrice e liberale esaltassero Treitschke come l'uccisore di draghi final
mente scoperto, Bismarck era un politico troppo pratico per credere ad
un miracolo biblico, per sperare che le mura di Gerico potessero essere
abbattute dagli squilli di una tromba sia pure cosi possente. Egli faceva
i conti con gli strumenti concreti del potere e, poich il Reichstag gli
rifila v a ancora delle leggi eccezionali contro la classe operaia, pens ra
gionevolmente che contro la socialdemocrazia si potesse adoperare, pi a
fondo che in precedenza, larsenale della reazione di Manteuffel. Il suo
principale strumento in questa impresa politica fu il procuratore Tessen-
dorif, un burocrate limitato e giurista acciarpone, ma una di quelle
nature servili che non indietreggiano davanti a nessun servigio da sbirro.
Tessendorff, che come procuratore a Magdeburgo si era distinto per
le accanite persecuzioni contro i propagandisti socialdemocratici, fu
chiamato a Berlino, e nella settima deputazione del tribunale cittadino
berlinese trov un collegio di giudici degno di lui.
G i nel gennaio 1874 Tessendorff si guadagn i suoi primi allori
di salvatore dello Stato ai danni del compositore tipografo Heinsch, il
fiduciario berlinese degli eisenachiani, che non aveva commesso alcun

1141
reato n con la parola n con gli scritti, ma meritava una solenne lezione
come eccellente organizzatore della classe operaia. Heinsch fu accusato
di sobillazione e di altri reati del genere, perch durante una festa di
operai aveva distribuito delle cartoline sul cui retro era stampato un
canto operaio molto diffuso e che non era mai stato proibito. Tessen-
dorff chiese due anni e la settima deputazione stabili un anno di reclu
sione'. Tessendorff annunci che subito dopo avrebbe dato anche a Most
quel che si meritava , perch aveva accettato quella poesia in una
raccolta di canti da lui preparata. Subito dopo la chijisura della sessione
parlamentare, Most fu arrestato a Magonza, trasportato a Berlino, messo
insieme a ladri e furfanti, e infine accusato di avere svolto opera di
sobillazione in un discorso sulla Comune di Parigi, perch aveva detto
che una rivoluzione inevitabile quando le classi dominanti non de
cidono le riforme al momento giusto. A causa di questa sfrontata m i
naccia , che in realt era unespressione usuale anche sulla bocca dei
pili miti socialisti della cattedra, Tessendorff chiese tre anni e mezzo di
reclusione e i degni giudici di Berlino ne sentenziarono uno e mezzo.
Tuttavia Tessendorff e i procuratori del suo stampo non si limitarono
affatto a perseguitare gli eisnachiani N ei primi sette mesi del 1874,
senza contare le inezie liquidate con delle multe, nello Stato prussiano
furono condannati in 104 processi 87 lassalliani per un totale di 211
mesi e tre settimane di reclusione, naturalmente sulla base di paragrafi ela
stici, per oltraggi alle istituzioni dello Stato, per eccitamento allodio tra
le varie classi della popolazione, per resistenza al potere dello Stato, per
offese al re e non da ultimo per offese a Bismarck, che, insieme a molti
altri, Hasenclever dovette espiare con tre mesi di carcere. Luom o del
secolo era giunto ancora a unidea originale che non era venuta in
mente al suo antico protettore Manteuffel; egli fece litografare migliaia
di formulari di querele che nelle ore di riposo adornava della sua firma
per lanciarli contro chi criticava il suo sistema, come contro presunti
calunniatori della sua persona. Le sentenze che colpirono i lassalliani ac
cusati furono dello stesso calibro giuridico di quelle contro Heinsch e
Most, e il vanto della settima deputazione di essere unica nel suo
genere impallid ben presto. Ancora una volta si confermava ci che
Helvtius una volta ha detto dei giudici venduti, e un giurista famoso
come Twesten aveva confermato con parole un po pi cortesi: se la
peste avesse decorazioni e pensioni da accordare, i giuristi dimostre
rebbero che la peste esiste per grazia di D io e in forza del diritto e che
sottrarsi ad essa alto tradimento.

1142
Le persecuzioni, egualmente dure contro i lassalliani e contro gli
eisenachiani, sgombrarono in buona parte il terreno dai vecchi rancori
che ancora dividevano le due frazioni socialdemocratiche. Tuttavia l'as
semblea generale dei lassalliani, che si riun per Pentecoste a Hannover,
respinse una mozione per l'unificazione con gli eisenachiani, mentre il
congresso degli eisenachiani, che ebbe luogo due mesi dopo a Coburgo,
si dichiar disposto allunificazione ma rimand la discussione pra
tica della sua possibilit allanno dopo. L unico ostacolo per la com
pleta fusione adesso era soltanto la questione organizzativa. Gli eisena
chiani non volevano adattarsi a una organizzazione troppo rigida, men
tre i lassalliani non se ne volevano distaccare, sebbene proprio lassem
blea generale di Hannover avesse nuovamente dimostrato che il suo ef
fetto peggiore, gli attriti fra i capi, spuntava continuamente. Allora Tes
sendorff ebbe la sua buona idea per salvare Io Stato : distruggiamo lorga
nizzazione socialdemocratica e il partito socialdemocratico non ci sar
pi. Niente fu pi meritato che lalloro concesso dai giornali socialde
mocratici degli anni 7 0 a questo soccorritore nella necessit.
Subito dopo lassemblea generale di Hannover, i lassalliani pi noti
a Berlino furono sottoposti a perquisizioni di massa, e cestini pieni delle
loro carte furono trasportati al presidio di polizia. Essi capirono a che
cosa si tendeva, e Hasenclever trasfer immediatamente la sede dellAs
sociazione generale degli operai tedeschi a Brema. Ma erano passati i
tempi in cui la reazione rispettava per lo meno il senso e la lettera delle
sue leggi. Tlcke tent ancora una volta di dimostrare sul Neuer Social-
Demokrat che l organizzazione dellassociazione non poteva essere attac
cata neppure con la legge prussiana sulle associazioni, che in realt essa
si era adeguata a questa legge con assai pi rigore dellorganizzazione
di uno qualsiasi degli altri partiti politici. M a ai ragionamenti di Tlcke
la redazione oppose losservazione, concisa quanto pertinente, che se
lassociazione doveva essere disciolta gli scrupoli giuridici sarebbero stati
lultimo ostacolo. Fin dal 25 giugno Tessendorff fu in grado di otte
nere dal tribunale una sentenza che ordinava la chiusura provvisoria
dellAssociazione generale degli operai tedeschi. Si ricorse come pretesto,
allo stesso modo che per le precedenti chiusure, al paragrafo 8 della
legge sulle associazioni che proibiva la creazione di filiali. In maniera
analoga si procedette contro i sindacati lassalliani e lAssociazione delle
operaie, che aveva cominciato a organizzare il movimento proletario
femminile; ben presto tocc anche allorganizzazione berlinese degli

1145
eisenachiani. Come il diritto di associazione cosi anche il diritto di riu
nione divent illusorio per gli operai, poich le loro assemblee veni
vano disciolte col pretesto che costituivano lappendice di unorga
nizzazione chiusa e associata. Insomma lra Tessendorff dimostr che,
nel nome delle leggi reazionarie sulle associazioni, si potevano commet
tere abusi molto maggiori di quelli un tempo commessi contro la bor
ghesia.
In questo modo lunificazione delle due frazioni socialdemocratiche
era diventata una necessit improrogabile. Se le basi esterne dellorga
nizzazione erano state abbattute, il partito rimaneva tanto pi saldo
quanto piu grande esso era. Questo seppero dirsi t lassalliani e agirono
di conseguenza. Fino ad un certo punto anche se in modo del tutto
secondario anche le gelosie fra i capi contribuirono a una piu rapida
fusione con gli eisenachiani; ma principalmente decise il fatto che Tes
sendorff aveva eliminato lultimo pomo della discordia, e con le sue bru
tali persecuzioni aveva saldato insieme la falange compatta ed unitaria
di tutti i proletari coscienti. Tolcke, che fino a quel momento era stato
fra i lassalliani il pi fanatico fautore dellorganizzazione, nellautunno
1874 si rivolse a Geib e Liebknecht, i quali senza esitare strinsero la
mano tesa della conciliazione.
Sui particolari dellunificazione discussero per la prima volta, il 15
dicembre 1874, i deputati socialdemocratici del Reichstag. Quando Geib
domand quali fossero le condizioni dei lassalliani, Hasselmann dichiar
che lesigenza principale era che dalle due parti si riconoscesse senza
riserve la lotta di classe proletaria. Pare che gli eisenachiani rimanessero
un po sconcertati, perch si aspettavano una rivendicazione specifica
del programma lassalliano, per esempio le associazioni produttive con
credito statale; invece Hasselmann, in coerenza con tutto lo sviluppo
storico d!ei lassalliani, aveva potuto per lappunto presentare come lalfa e
l omega dellunificazione soltanto quella esigenza. Naturalmente gli ei
senachiani si dichiararono immediatamente daccordo. La sera di quello
stesso giorno ebbe luogo unassemblea di massa nella quale i deputati
delle due frazioni furono salutati con grande entusiasmo dagli operai
berlinesi.
Tre settimane dopo anche ad Amburgo le due correnti del movi
mento operaio confluirono Luna nellaltra. Il 1. gennaio 1875 era morto,
nel vigore degli anni, il fedele York logorato anzi tempo dal lavoro e
dalla lotta. Lassalliani e eisenachiani lo accompagnarono insieme nellul-

1144
timo viaggio con un imponente corteo di cinquemila persone sul quale
sventolavano una ventina di bandiere. Quando un vecchio amico di
York alla porta di Holstein entr nel corteo e chiese a un operaio che
portava la bandiera a quale sindacato appartenesse quel bel vessillo, il
giovane e robusto operaio gli rispose: Ci non ha importanza; perch
questa domanda? N oi tutti siamo una cosa sola >.

/ 1145
Il Congresso di Gotha

Come potesse essere attuata la fusione delle due frazioni fu discusso


a fondo il 14 e 15 febbraio a Gotha. Per ciascuna delle due parti erano
presenti nove membri: dei lassalliani, Hasenclever, Hasselmann, Hart
mann, i due Kapell, Reinders; degli eisenachiani, Liebknecht, Motteler,
Vahlteich, Geib e ancora Eduard Bernstein, un giovane berlinese funzio
nario di banca, Wilhelm Bock di Gotha, che aveva lavorato con successo
nellorganizzazione sindacale dei calzolai e Ignaz Auer, il quale aveva
rivelato doti eccellenti come capo della lotta elettorale in Sassonia e dal
lestate del 1874 aveva assunto la carica di segretario del partito come
sostituto di York. Bebel era ancora in prigione.
I verbali di questa conferenza preparatoria non furono pubblicati,
furono resi noti invece, come suo risultato, due documenti sullorganiz
zazione e sul programma del nuovo partito unificato. Il progetto di orga
nizzazione, dopo le persecuzioni reazionarie, rinunciava a qualsiasi forma
associativa; al partito poteva appartenere chiunque aderisse al suo pro
gramma e appoggiasse, anche con sottoscrizioni, gli interessi del partito.
Fu eliminata la direzione dittatoriale, mentre nellinteresse di una forte
centralizzazione si stabili che tutte le cariche del partito fossero elette
ogni anno con il congresso. Come istanze di partito figuravano, accanto
alle redazioni dei due organi ufficiali che per il momento continuavano ad
esistere luno accanto all'altro, una direzione di cinque membri, una com
missione di controllo di sette e un comitato di diciotto. Tutti i membri
della direzione e della commissione di controllo dovevano abitare in
una stessa localit, i membri del comitato potevano anche abitare in
localit diverse. Compito del comitato era quello di decidere sulle di
vergenze di opinioni tra direzione e commissione di controllo.
II documento sul programma era un compromesso tra quelli che fino

1146
>i quel momento erano stati i programmi dei lassalliani e degli eisena-
i hiani, un compromesso tuttavia assai pi nella forma che nella sostanza.
Nessuna delle due frazioni ebbe bisogno di abbandonare qualcosa delle
proprie convinzioni, per la semplice ragione che essenzialmente queste
convinzioni coincidevano. La differenza che ancora poteva esserci risie
deva nel fatto che i lassalliani erano la frazione pi evoluta e riuscirono
anche a inserire nel nuovo programma tutte le loro parole dordine
il reddito del lavoro rutto agli operai, la legge ferrea del salario, le asso
ciazioni produttive con credito statale, la massa reazionaria unica ma
il tutto in modo tale che agli eisenachiani non si chiedeva di sacrificare
le loro opinioni. Lunica di queste rivendicazioni che non era abituale
per gli eisenachiani, le associazioni produttive con credito statale, fu
espressamente spiegata nel senso in cui essa sempre era stata posta dai
lassalliani e poteva essere sottoscritta senza esitazione anche dagli ei
senachiani.
G i la prima proposizione fondamentale: Il lavoro la sorgente
di ogni ricdhezza e di ogni civilt, e poich il lavoro utile possibile
soltanto nella societ e mediante la societ, il reddito del lavoro appar
tiene tutto intero e per egual diritto a tutti i membri della societ ,
era patrimonio comune delle due frazioni. Essa era l'esatta formulazione
dellidea per cui, siccome il lavoro socialmente necessario crea tutti i
valori, questi valori appartengono tutti interi a tutti gli operai. La ri
vendicazione delloperaio al pieno reddito del suo lavoro era una
protesta giuridico-morale, gusnaturalistica , contro la rendita fondia
ria e il profitto capitalistico, contro lappropriazione del plusvalore da
parte delle classi dominanti. Tuttavia la concezione del plusvalore come
una leva che rovescia la societ capitalistica trasformandola in societ
socialista, la concezione secondo cui la societ socialista produce come
tale e quindi il reddito del lavoro comune appartiene anche alla societ
e pu essere ripartito fra i singoli membri della societ soltanto decur
tato e soltanto nella misura in cui esso non richiesto per gli scopi
comuni della societ, era ancora sconosciuta alle due frazioni. Quanto
al resto, nella parte teorica del programma erano affermate con piena chia
rezza, a parte certe formulazioni inesatte e contestabili, la trasforma
zione dei mezzi del lavoro in patrimonio della societ, la completa abo
lizione del lavoro salariato, la lotta di classe proletaria come lunico
mezzo per liberare la classe operaia. Con non minore chiarezza si sot
tolineava la necessit di agire prima di tutto nel quadro della nazione

1147
ma anche di adempiere i compiti e i doveri del movimento operaio in
ternazionale.
Le rivendicazioni pratiche che il progetto di programma indirizzava
alla societ capitalistica miravano alla piena democratizzazione dello
Stato, alla libert illimitata di coalizione e ad una legislazione efficai r
per la protezione degli operai. Come mezzo di transizione dalla socie .\
capitalistica in quella socialista figuravano le associazioni produttive
con credito statale, che dovevano essere chiamate in vita sotto il con
trollo democratico del popolo lavoratore e in una misura tale per
1agricoltura cosi come per lindustria che da esse avrebbe dovuto
nascere lorganizzazione socialista del lavoro di tutti.
Come noto, Marx sottopose questo progetto di programma ad una
critica molto aspra, che invi da Londra il 5 maggio a Bracke, Geib,
Auer, Bebel e Liebknecht \ Anche oggi essa estremamente istruttiva
per le sue idee teoriche positive; la sua parte negativa invece era per
molti rispetti errata, e ci per il fatto che essa partiva da presupposti
in realt inesatti. Marx non capi che il progetto di programma rispec
chiava le concezioni teoriche di tutte e due le frazioni; egli credeva
che gli eisenachiani avessero compreso gi il comunismo scientifico in
tutte le sue conseguenze, mentre i lassalliani sarebbero stati una setta
arretrata che, arenatasi a causa dello sviluppo storico, aveva dovuto ce
dere agli eisenachiani. Con questo errore si spiega perfettamente il vio
lento malumore con cui Marx scrisse. Egli non esagerava affatto il va
lore dei programmi, ma diceva molto apertamente: ogni passo del mo
vimento pratico pi importante di una dozzina di programmi. Non
voleva per nessun traffico di principi , e riteneva che piuttosto di
indursi a ci ci si doveva contentare di un accordo per lazione contro il
comune nemico. D i per s questa opinione era assolutamente inattac
cabile; se una delle due frazioni avesse sacrificato anche soltanto una
parte minuscola dei propri principi, il nuovo partito unificato ne sarebbe
stato certamente demoralizzato ; ben presto in tal caso si Sarebbe giunti
a nuove scissioni, tanto pi pericolose in quanto si avvicinava il tempo
in cui la mancanza di un'esauriente concezione teorica si sarebbe fatta
sentire molto nella pratica.
Marx sbagliava nel sopravvalutare gli eisenachiani e nel sottovalu
tare i lassalliani dal punto di vista teorico. Come egli abbia potuto sba-1

1 Cfr. K. M a r x , Critica del programma di Gotha, in K . M a r x , F . E n g e l s ,


Opere scelte, cit., pp. 953-975.

1148
gitimi tini conto degli eisenachiani non pu dirsi con assoluta certezza.
I'hIi In* egli leggeva attentamente e regolarmente il Volksstaat, diffidi
mi mr gli poteva sfuggire quanto socialismo eclettico si faceva ancora
'intir sulle colonne dellorgano eisenachiano. Sembra che Marx abbia
|tiiuil visto la massa del partito eisenachiano incarnata in uomini come
litri /gru e che, dalla lotta del Volksstaat contro il presunto settarismo
tri l,i smlliani, sia stato indotto senza volere a pensare che gli eisenachiani
li user teoricamente pi evoluti di quello che in realt essi erano.
itlh facile capire perch Marx sottovalutasse i lassalliani. Come era
Milito assicurare il Volksstaat allepoca delle lotte di frazione, M arx non
leggeva il Neuer Social-Demokrat, e se si rappresentava i lassalliani co
ti come venivano contraffatti sul Volksstaat egli doveva certo farsi di
I..... unidea fondamentalmente sbagliata.
Come gli eisenachiani non tradirono i loro principi nel programma
ili (lotha, cosi.anche i lassalliani non fecero le riserve di cui Marx li so-
tprit. Abituato in altri casi a giudicare il movimento operaio sempre
uri suo complesso, questa volta mise le cose troppo sotto il microscopio
r dietro piccole ingenuit, difformit, inesattezze dell'espressione ricer-
insidiose intenzioni che in realt non esistevano. Non si pu neppure
negare che la sua antipatia per Lassalle abbia influenzato il suo giu
dizio in questa lettera. Era un rimprovero duro quanto ingiustificato,
quando egli diceva che Lassalle aveva grossolanamente falsificato il M a
nifesto comunista per giustificare la sua alleanza con gli avversari asso
lutistici e feudali della borghesia. Lassalle non ha n concluso questa al
leanza n falsificato grossolanamente il Manifesto comunista. Con la legge
ferrea del salario egli non partiva da Malthus, bens la formulava cosi
come era stata formulata nel Manifesto comunista. Lassalle non ha nep
pure coniato la parola d'ordine della massa reazionaria unica, che era
bens nata, quasi da se stessa, da dodici anni di esperienze della classe
operaia tedesca, la quale, quando voleva appoggiare la borghesia nella
lotta contro lassolutismo e il feudalismo, ricevette i primi e piu duri
colpi sempre dalla borghesia liberale. Un errore non minore commetteva
Marx quando dietro la frase nella societ odierna i mezzi di lavoro
sono monopolio della classe dei capitalisti vedeva uneredit riprove
vole di Lassalle, il quale avrebbe voluto attaccare soltanto i capitalisti
ma non i proprietari fondiari. La classe dei capitalisti derivava pro
prio dal programma eisenachiano, dove essa naturalmente era intesa an
che nel senso generale, che comprendeva la propriet fondiaria, mentre
proprio i lassalliani avevano saputo dibattere la questione agraria e fon-

1149
diaria con molto pi fedelt ai principi degli eisenachiani. In queste e
altre proposizioni, Marx si lasciato portare troppo lontano da un ma
lumore che, se fossero stati giustificati i suoi presupposti reali, sarebbe
stato assolutamente fondato.
La sua lettera ebbe lunico effetto che poteva avere in quelle circo
stanze. Essa contribu alla formulazione pi chiara e netta di certe
proposizioni del progetto di programma, ma non cambi niente alla
sostanza delle cose. Una nuova dimostrazione del fatto che il progetto
corrispondeva al livello teorico delle due frazioni fu il consenso quasi
unanime che esso trov in tutti gli operai coscienti. Esso fu criticato
ancora nel modo piu aspro dal Congresso degli operai della Germania
occidentale che si riun il 15 aprile a Dortmund. Le obiezioni che fu
rono fatte avevano molti punti di contatto con le obiezioni teoriche
sollevate da Marx alcune settimane dopo nella sua lettera sul program
ma, e fu significativo il fatto che, da una parte, al Congresso degli operai
della Germania occidentale fossero presenti delegati quasi esclusivamente
lassalliani e, dallaltra, anche che il Volksstaat accogliesse di malanimo
questa critica. Il 18 maggio Tolcke scrisse in tono conciliante al giornale
che niente era lontano dal Congresso degli operai della Germania occi
dentale quanto lintenzione di gettare un pomo della discordia in mezzo ai
tentativi di unificazione; i delegati, se ne fosse dipesa lunificazione,
avrebbero accettato qualsiasi programma che non tutasse contro i prin
cpi del partito, anche se fosse stato soltanto un pezzo di carta bianca
con su disegnato un pugno chiuso.
Lunificazione fu condotta a termine al Congresso di Gotha, che si
riun dal 22 al 27 maggio. Vi furono rappresentati soltanto quegli iscritti
che avevano pagato le quote dellultimo trimestre per una delle due
frazioni. D a parte dei lassalliani erano presenti 73 delegati con 15.322
voti, da parte degli eisenachiani 56 delegati con 9121 voti. Le discussioni
si svolsero rapidamente e pianamente, senza incidenti degni di nota.
Liebknecht e Hasselmann tennero in pieno accordo la relazione sulla
questione del programma. Liebknecht, veramente, attacc la legge ferrea
del salario, ma non dal punto di vista illustrato da Marx nel Capitale,
bens perch una legge ferrea secondo il linguaggio comune era una
legge immutabile ed eterna, mentre la legge del salario esiste soltanto
nella societ capitalistica ma non in quella socialista. chiaro per che
Lassalle aveva parlato di una t legge ferrea sempre soltanto rispetto
alla societ capitalistica, e su ci non poteva esservi il minimo equivoco;
cos la legge ferrea del salario rimase nel programma. Egualmente vi ri

1150
masero le associazioni produttive con credito statale, delle quali non a
torto Hasselmann disse che erano sempre state fraintese dagli eisena-
chiani ma mai dai lassalliani. Sulla massa reazionaria unica > fu votato
con appello nominale; 111 delegati con 23.022 voti si dichiararono fa
vorevoli, 12 delegati, con 2191 voti, contrari; la minoranza era com
posta per lo pi di delegati sassoni e della Germania meridionale, i
quali non erano affatto contrari a quella parola d'ordine dal punto di
vista del Manifesto comunista, ma volevano eliminarla soltanto come
un ostacolo per ima collaborazione tattica con il partito popolare. Le
discussioni sul programma, proprio perch scarse, dimostrarono che
tra le due frazini non esistevano serie divergenze teoriche.
Anche la questione organizzativa non dette particolarmente filo da
torcere. LAssociazione generale degli operai tedeschi era stata definiti
vamente disciolta con decreto giudiziario del 16 marzo per la Prus
sia e cosi pure la maggior parte dei sindacati lassalliani; dalle esperienze
dellultimo anno si sapeva che alla fine, anche dopo una resistenza ini
ziale, si trovavano sempre tribunali disposti a confermare qualsiasi in
terpretazione della legge sulle associazioni fosse data dalle autorit di
polizia. Il documento sullorganizzazione fu sostanzialmente accettato,
fu mantenuta anche la macchinosa suddivisione delle tre supreme istanze
del partito, contro il parere di Auer, il quale aveva tenuto la relazione
sulla questione organizzativa. N on possibile dire se lorganizzazione
stabilita a Gotha abbia dato buona prova di s, perch essa fu quasi
subito distrutta da Tessendorff. In generale da quel momento in poi
le questioni dellorganizzazione formale ebbero importanza del tutto
secondaria. Grazie ai suoi persecutori, il partito non poteva pi permet
tersi il lusso di un culto dellorganizzazione; esso si limit a scavare
le sue trincee l dove il nemico avanzava, e la solidariet del proletariato
fece in modo che queste trincee fossero occupate tutte le volte da uomini
in grado di resistere. La sede della direzione fu trasferita ad Amburgo,
la capitale della Germania socialista, come diceva Bebel; su sua proposta
furono eletti nella direzione, conformemente al rapporto di forza delle
due frazioni, tre lassalliani e due eisenachiani : Hasenclever e Hartmann,
come presidenti, Auer e Derossi come segretari e Geib come cassiere.
La nuova organizzazione fu battezzata Partito socialista operaio della
Germania.
Sulle questioni riguardanti la stampa di partito si giunse pure ad un
rapido accordo. Dalle due parti si desiderava un unico organo principale,
tuttavia per il momento per motivi pressanti, anche finanziari, furono

1151
mantenuti come organi centrali il Neuer Social-Demokrat e il Volksslaal
Giornali locali potevano presentarsi come organi di partito e esigere
lappoggio materiale e morale del partito solo a patto che la loro crea
zione avvenisse con l'approvazione delle istanze di partito. Si fece sen
tire una certa reazione contro la troppa precipitazione nel fondare gior
nali locali anche presso, gli eisenachiani, che proprio in questo argo
mento avevano raccolto esperienze pratiche; il pr e il contro di una
nutrita stampa locale fu pesato appunto in questa epoca durante una
istruttiva polemica tra Karl Hirsch ed Auer. A questa era legata unaltra
questione, la fondazione delle stamperie cooperative, campo nel quale
gli,eisenachiani a Lipsia erano allavanguardia; mentre i lassalliani fino
a quel momento non avevano voluto gravarsi, come partito di lotta,
del bagaglio di una propriet confiscabile. In questa questione ebbe la
meglio la concezione degli eisenachiani. Nei grandi centri del movimento
il bisogno di organi propri era troppo forte, perch lo si potesse trascurare,
e le stamperie cooperative si raccomandavano per garantire agli iscritti
un diritto di propriet il pi largo e solido possibile sui giornali del
partito.
Nella questione sindacale non vi fu pi motivo di polemiche. Su
proposta di Fritzsche il congresso dichiar che, finch esisteva il lavoro
salariato, 1 organizzazione dei sindacati era necessaria e utile alla causa
degli operai, nella misura in cui poteva esserlo nelle condizioni econo
miche della societ capitalistica. Le organizzazioni sindacali delle due
frazioni si fusero; ma era passato il momento per una grande ascesa del
movimento sindacale.
Il congresso d Gotha si chiuse alla mezzanotte del 27 maggio tra
1 unanime soddisfazione dei suoi delegati. Erano passati esattamente do
dici anni da quando Lassalle aveva fondato lAssociazione generale degli
operai tedeschi. N ei giorni di Gotha, il lassallianismo scomparve per
sempre, ma furono questi i giorni della gloria pi luminosa di Lassalle.
Per quanto Marx potesse avere ragione con le sue obiezioni positive al
programma di Gotha, la sorte della sua lettera sul programma indic
chiaramente che le vie sulle quali in Germania poteva svilupparsi un
potente eT invincibile partito operaio, come portatore della rivoluzione
sociale, erano state giustamente riconosciute da Lassalle.
Il Partito operaio socialista della Germania

I /.'inizio della bancarotta del Ketch

Nella stessa epoca in cui il partito operaio rivoluzionario si fondeva


In un saldo organismo, ebbe inizio una decomposizione reazionaria nella
< massa reazionaria dei partiti borghesi. Il grande fallimento, le cui
('rime ombre erano gi cadute sulle elezioni al Reichstag del 1874,
aveva assunto proporzioni spaventose. Dopo una breve ebbrezza il nuovo
Kcich prov nella lunga nausea che ne segui che cosa significava con
correre alla pari sul mercato mondiale. Esiste un calcolo degli inizi del
1875 secondo cui il valore delle azioni di 556 societ, tra cui 105 fer
rovie, era caduto dai 6770 milioni di marchi della fine del 1872 ai 4425
milioni di marchi della fine del 1874, sicch si era avuta una diminu
zione di valore di 2.345 milioni di marchi, cio del 30 97 L industria
siderurgica da sola calcolava le sue perdite a 455 milioni di marchi.
Nella loro disperazione per la crisi degli sbocchi, i grandi industriali
elevarono un grido straziante per ottenere dazi protettivi. Questa riven
dicazione aveva allora un significato del tutto diverso che una genera
zione prima. Mentre tra il 1830 e il 1850 il dazi protettivi erano stati
chiesti come un mezzo provvisorio di educazione dell'industria nazio
nale, adesso questo ragionamento non era pi valido. L intero commercio
tedesco verso il 1875 era secondo soltanto a quello inglese sul mercato
mondiale; in milioni di marchi nel 1874 esso ammontava (importazione
ed esportazione sommate): Gran Bretagna 13.380, Germania 9300, Fran
cia 6800, Stati Uniti 4980. Nell'industria e nei trasporti la Germania
impiegava pi forza-vapore di qualsiasi altro Stato del continente euro
peo. In queste condizioni il significato storico orginario dei dazi pro
tettivi per lindustria non esisteva pi. I grandi industriali adesso li vo-

1155
levano per il nobile scopo di assicurarsi alti prezzi sul mercato interno,
per poter con successo tanto maggiore concorrere sul mercato mondialr
mediante prezzi bassissimi. Essi volevano dissanguare i propri compii
trioti, affinch i prodotti eccedenti della grande industria potessero esseir
smerciati alle nazioni straniere a prezzi tanto pi bassi.
I grandi industriali protezionisti trovarono potenti alleati nei grandi
proprietari fondiari protezionisti. Nel corso di pochi anni gli junker
orientali diventarono da liberoscambisti accaniti protezionisti altret
tanto accaniti. Lascesa dellindustria aveva aumentato la popolazione in
dustriale relativamente a spese della popolazione agricola e, nellagri
coltura, la produzione di generi di consumo e di materie prime per lindu
stria a spese della produzione di generi alimentari. Il consumo dei ge
neri alimentari sali pi rapidamente della relativa produzione nel paese;
cereali ed altri prodotti agricoli non poterono pi essere esportati bens
dovettero ssere importati. Questa importazione era straordinariamente
favorita dallenorme rivoluzione nei mezzi di trasporto, lo sviluppo in
tensificato delle ferrovie e della navigazione a vapore; in particolare
1 agricoltura degli Stati Uniti divent verso il 1875 unindustria di
esportazione che inondava di carne e di cereali il mercato tedesco cosi
come i mercati europei in generale. Ma cosi caddero anche i prezzi della
carne e dei cereali, e cominci a cadere la rendita fondiaria degli junker
prussiani. In tale crisi questi patrioti sempre fedeli avrebbero tradito
Dio, il re e la patria, sicch non esitarono un istante a gettare nella
spazzatura i loro principi liberoscambisti. Come i grandi industriali essi
decisero di dissanguare le masse per far salire di nuovo la loro perico
lante rendita fondiaria.
Lagitazione protezionistica incontr la comprensione del governo.
Bismarck era sia grande industriale che grande proprietario fondiario, e
il genio che animava luomo del secolo soffriva insieme con quelle due
classi in preda a cosi grave crisi. Inoltre egli aveva anche i suoi parti
colari dolori. I cinque miliardi erano andati in fumo, ma il militarismo
era rimasto e ogni anno esigeva sacrifici sempre piu grandi. Bisognava
trovare nuove fonti fiscali, tali che affluissero in massa e non potessero
essere ostacolate da decisioni parlamentari. Le vie per far ci erano le
imposte indirette, i dazi, la statalizzazione dei grandi settori dellindu
stria e delle comunicazioni. Nel Reich tedesco il monopolio del tabacco
divent lideale di Bismarck, come nello Stato prussiano la statalizzazione
delle ferrovie. Luomo del secolo scopri adesso il suo cuore socialista. I
padri di questo glorioso socialismo erano, per il monopolio del ta-

1154
Immii, il vecchio Fritz, il primo Napoleone e Metternich, ma nella sta
tuitoli/ione delle ferrovie prussiane fece da levatrice la Diskontogesell-
h /m/S, <he aveva imposto al fondo statale per gli invalidi una massa
mi..... ir ili azioni ferroviarie, il cui valore di mercato dopo la crisi
mu in uno sgradevole cattivo rapporto con il loro valore nominale. Cosi
I mquisto a buon mercato delle ferrovie prussiane da parte dello Stato
illviniiS un fine per il quale ogni buon patriota doveva ardere dal pi
11111111111111 del cuore.
Il progettato saccheggio delle masse ci nonostante non era possibile
n li vittime designate non si offrivano spontaneamente ai loro macellai.
I I i lussi piccolo-borghesi si dimostrarono ben disposte a questo servizio
plrno di abnegazione. I contadini si lasciarono facilmente sgomentare
liillii spauracchio della concorrenza americana, sebbene la grande m ag
li inimiza dei piccoli proprietari terrieri, che in generale non produceva
hlmstanza generi alimentari per il proprio bisogno, dovesse risentire
dilettamente il danno dei dazi sui cereali, mentre la piccola minoranza
di i contadini benestanti ne avrebbe tratto al massimo un utile infimo,
Immediatamente risucchiato dalla contemporanea introduzione dei dazi
finanziari ed industriali. Con gli artigiani, che il rapido sviluppo della
g itmie industria aveva declassato in grandi masse, non fu necessa-
i la una grande abilit per convincerli a risvegliare in loro la no-
nilgia per il discreto benessere che avevano goduto con le vecchie barriere
doganali e corporative. Incapaci di intendere lo sviluppo storico, i pic-
ili proprietari della citt e della campagna, quasi aggrappandosi ad un
Insedio come chi sta irrimediabilmente per annegare, si lasciarono in
gannare dalle descrizioni della cuccagna che i protezionisti agrari e in
dustriali fecero balenare davanti ai loro occhi.
Una leva particolarmente efficace della reazione piccolo-borghese, fu
l'Indignazione da brava gente sugli enormi affari del grande capitale.
Oliamo pi chiaramente la crisi rivelava le furfanterie degli anni delle
speculazioni, tanto pi chiaramente risultava anche che nella societ
della grande borghesia non vi era un patibolo per questi ladroni. La com
missione regia di inchiesta, che secondo leroica promessa di Lasker do
veva far luce con la fiaccola fin nei pi riposti cantucci , spense per
sino la pi debole luce crepuscolare che minacciasse di colpire uno fra
i pi nobili e i migliori ; e con la singolare storia del testimone in-
t rovabile Adickes essa anticip lo scandalo francese di Panama. Adickes
doveva deporre sui profitti speculativi che erano stati fatti a Hannover-
Altenbeken, ma la commissione d'inchiesta non riusc a trovarlo nono-

l i 55
stante le sue convulse ricerche, proprio nel periodo in cui Adickes ogni
giorno sedeva sullo stesso banco, come deputato nazionalliberale al
Reichstag, insieme a Lasker e Bennigsen. Quasi tutti i tentativi di ottene
re una punizione giudiziaria per le pi sfacciate frodi degli anni della
speculazione erano condannate al fallimento anticipato o si arenavano;
nel migliore dei casi essi portavano a dibattiti giudiziari nei quali impie
gati occhialuti, giunti al punto morto del labirinto capitalistico, non
riuscivano pi ad andare n avanti n indietro e nel loro imbarazzo giuri
dico balbettavano predicozzi morali sulle calunnie professionali dei
piu stimati uomini . La fede innata del borghesuccio, che il diritto
deve pur essere diritto, diventava una bolla di sapone, e di questo i
borghesucci erano furiosi.
Essi completarono il socialismo dei dazi protezionistici e del
monopolio del tabacco con il socialismo degli allocchi , lantisemi
tismo. Per il contadino e per lartigiano, il capitale che li schiacciava as
sumeva attualm ente laspetto dellebreo e, nella loro concezione limitata
e retrograda, essi presero i rappresentanti di una cosa per la cosa stessa.
Ci si spiegava tanto pi in quanto i finanzieri ebrei durante il periodo
delle speculazioni si erano fatti cosi insolenti da attirare su di s inevi
tabilmente una malevola attenzione; specialmente a Berlino lebreizza-
zione della vita pubblica aveva assunto proporzioni tali da inquietare i
pi impavidi ammiratori del saggio Nathan \ Lantisemitismo trov una
massa di abili penne nel proletariato dellintelligenza , nella genera
zione piccolo-borghese che, da quando la piccola industria era decaduta,
si era salvata con le professioni intellettuali, ma gi soffocava per il so
prannumero e si scagl' sulla concorrenza ebraica che si faceva sentire
anche in questo campo. Nella politica pratica lantisemitismo era un mo
vimento assolutamente privo di senso, e lo era doppiamente sotto legida
di Bismarck, dei grandi industriali e dei grandi proprietari terrieri. Questa
gente in segreto poteva vedere di buon occhio che si desse una piccola
lezione ai finanzieri ebrei, ma era troppo strettamente legata ad essi per
permettere che si facesse loro veramente del male; per loro il socia
lismo degli allocchi era soltanto un mezzo per menare tanto meglio per
il naso gli allocchi .
Tutto questo movimento retrogrado incontr anche unopposizione,
che in circostanze normali avrebbe dovuto spezzarlo. Una parte notevole
della borghesia tedesca non si lasci prendere, per buone ragioni, nella1

1 II sapiente ebreo protagonista del noto dramma di Lessing.

1156
rete protezionistica dei grandi industriali, in particolare i grandi com
mercianti e i grandi armatori, come pure i teorici del liberoscambio. Essi
capirono molto giustamente che questa specie di protezionismo viveva
alla giornata e voleva uccidere la gallina che faceva le uova doro. Lap
poggio statale ai prezzi infimi del Reich tedesco allestero, portava ne
cessariamente alla rappresaglia degli altri Stati industriali, allerezione
di barriere doganali ch restringevano di molto il mercato estero per
la Germania; la capacit di concorrenza dellindustria tedesca era in
misura non minore minacciata dal rincaro dei costi di produz:one, con
seguenza necessaria del rincaro di tutte le merci nazionali; alla lunga i
dazi industriali non offrivano nessun compenso per i danni che i dazi
sui viveri infliggevano allindustria. A ci si aggiunga che la politica
finanziaria e fiscale di Bsm arck doveva considerevolmente restringere
la potenza politica, gi insignificante, della borghesia. Proprio le menti
borghesi pi decise, chiare e lungimiranti tennero fermo ai loro principi
liberoscambisti.
Senza dubbio verso il 1875 la loro situazione era diventata molto
difficile. Essi avevano il nemico nelle proprie file, i loro seguaci piccolo-
borghesi gli sfuggivano dalle mani, la burocrazia mobilitava contro di
loro, e gli junker, da poco convertiti, ritornavano con furia raddoppiata
ai loro vecchi peccati. Era un com pio disperato tenere alta la bandiera
manchesteriana, mentre la favola del regno millenario del liberoscambio
giaceva a terra, frantumata nelle mille rovine del periodo delle specula
zioni. La borghesia liberoscambista era costretta a far sparire con qualche
sortilegio la grande cr:si, a cercare di presentare le speculazioni pi
infami come gli affari pi corretti e ci le riusciva solo imperfetta
mente, nonostante la grande massa di menzogne che gli Eugen Richter
e compagni seppero fabbricare per questo com pro edificante. Tanto me
no essa riusc a disarmare il socialismo degli allocchi > con un filosemi-
tismo artificialmente alimentato, che non era pi intelligente ma anzi
era pi ripugnante dell'istintivo odio per gli ebrei dei contadini e degli
artigiani.
Ci nonostante la borghesia liberoscambista riusc a crearsi una po
sizione dalla quale era difficile cacciarla via. Essa dovette appoggiarsi al
proletariato cosciente, che fin dagli inizi aveva opposto la res:stenza pi
decisa e risoluta alla minaccia del saccheggio ai danni delle masse. N a
turalmente unintesa fra le due parti era possibile solo con la riserva
che esse difendevano in comune il terreno della societ borghese mo
derna, sul quale ambedue erano, contro l aggressione devastatrice di av-

1157
versari storicamente retrogradi. Ma proprio in questa riserva sarebbe stata
anche la forza di tale alleanza, il cui pericolo i protezionisti di tutte le
tinte seppero ben valutare. Essi tentarono di allettare le masse operaie
con parole dordine socialisteggianti d'ogni genere sulla protezione del
lavoro nazionale , anzi spacciarono laumento dei salari come lo scopo
vero e proprio dei dazi protettivi. Bismarck fantastic del monopolio
del tabacco come il patrimonio dei diseredati , risuscit il suo so
cialismo delle elemosine e dei lacch e, di pari passo con i suoi inten
sificati tentativi di reprimere con la forza gli strati politicamente evo
luti della classe operaia, andarono i suoi sforzi per ingannare gli strati
operai politicamente non ancora evoluti con il piatto di lenticchie di
una migliore assistenza pubblica in cambio del loro diritto di primo-
genitura politica.
Quanto pi diminuivano le prospettive di questa demagogia, tanto
pi si imponeva alla borghesia liberoscambista di cercare una salda base
alla sua traballante situazione nel proletariato cosciente. Ma, con la sua
cecit tradizionale^ essa fece esattamente il contrario. Volle fermare il
braccio che il proletariato levava contro la reazione economica. I cam
pioni del libero scambio si vantavano di essere al posto donore nella
lotta contro la socialdemocrazia; e in realt essi nel bestemmiare contro
i capi che dilapidavano i centesimi degli operai e in altrettali fan
donie fecero ancora di pi dei giornali ufficiosi e reazionari. Mentre i
propagandisti del protezionismo con le loro lusinghe sullintenzione di
aumentare i salari riconobbero per lo meno la necessit di un tale
aumento, il ministro prussiano delle finanze Otto Camphausen divent,
accanto a Delbriick, lideale politico della borghesia liberale, che non si
stancava di assicurare essere lunico mezzo per guarire la crisi una di
minuzione dei salari. I giornali liberoscambisti cercarono di addossare
al proletariato le cocenti sconfitte che i padroni tedeschi subirono per
ch. nonostante la loro crescente ricchezza, non volevano rinunciare alle
sordide malizie affaristiche dei loro inizi; secondo la loro benevola rap
presentazione delle cose si doveva alla pigrizia e alla mancanza di abi
lit degli operai se il commissario Reuleaux alla rappresentanza del
lindustria tedesca allEsposizione universale di Filadelfia aveva dovuto
apporre il marchio: a buon mercato e cattiva, oppure se lindustria te
desca del cotone aveva perduto il suo mercato in Cina, perch, come
Treitschke diceva ironicamente, gli asiatici avevano esigenze maggiori
dei pazienti tedeschi per lautenticit della merce. La frottola di B is
marck, secondo cui la lotta di classe proletaria nuoceva alla capacit

1158
lavorativa degli operai tedeschi, trov in Eugen Richter il suo piu fedele
ripetitore. Con questa geniale politica la borghesia liberoscambista capi
tol davanti ai suoi avversari reazionari; essa apri la strada della p o
litica violenta sulla quale Bismarck doveva attuare i suoi piani finan
ziari, fiscali e doganali.
Naturalmente la marcia indietro economico-politica della Germania
non avvenne nel corso di poche settimane o mesi. Ci importava tanto
meno, in quanto essa pot avvenire nella legislazione del Reich soltanto
con un completo rovesciamento dei partiti politici. I nobilucci di cam
pagna della Germania orientale conducevano da tanto tempo una co
si accanita guerriglia contro la politica capitalistica e il Kulturkampf
di Bismarck, che il grazioso accordo tra queste anime belle non si
poteva ristabilire dun sol colpo. Delle due pi forti frazioni del
Reichstag, il Centro, con i suoi grandi industriali renani e grandi
proprietari fondiari slesiani, con il suo seguito di contadini e di
piccoli borghesi e di operai politicamente ancora immaturi, poteva
essere subito conquistato ad una politica economica reazionaria, men
tre tra i nazionalliberali prevaleva la borghesia liberoscambista. Tut
tavia il Centro si era armato fino ai denti contro il dioclezianeo
persecutore di cristiani > Bismarck, mentre i nazionalliberali si era
no sempre piu degradati a docile truppa dell'uomo del secolo, come di
mostrarono ancora nel 1867 con il compromesso sulle leggi giudiziarie.
A Bismarck conveniva gi fare il tentativo di costringere i nazionallibe
rali ad accettare la reazione economica prima ancora di compiere lo spia
cevole pellegrinaggio a Canossa. Giacch tanto era sicuro per questo ge
niale statista, che cio la lotta storica tra Calcante e Agamennone do
veva scomparire come un giuoco d ombre sulla parete se laumento delle
rendite fondiarie e dei profitti capitalistici non poteva essere ottenuto
per altra via.
Tuttavia la grande crisi dette alle cose un andamento relativamente
rapido. Alla met del 1875 la crociata dei nobilucci di campagna contro
Bismarck culmin con gli articoli sull'era bismarckiana della Kreuzzei-
tung, ma nello stesso anno cominci anche a diminuire la rendita fon
diaria, e gi nella primavera del 1876 gli junker si organizzarono, con
il tacito appoggio di Bismarck, economicamente come riformisti del
sistema fiscale e delleconomia, politicamente come partito conservatore
tedesco. Nella stessa epoca Delbriick capi come stavano le cose, e si di
mise prima di essere dimesso. A sua volta, Bismarck dichiar nella ses
sione autunnale del Reichstag del 1875 che il bilancio del Reich doveva

1159
essere paregg'ato quanto pi possibile esclusivamente con imposte in
dirette . Al tempo stesso egli svel i tratti fondamentali della sua fu
tura politica operaia, da un lato con una nuova legge eccezionale contro
la socialdemocrazia, dallaltro con una nuova legge per le casse assisten
ziali che doveva elargire un po di elemosina agli operai per farne i
servi degli industriali e delle autorit comunali.
La socialdemocrazia non si illuse sulla seriet della situazione. Essa
aveva posto fine alle sue lotte interne soltanto per andare incontro a lotte
esterne tanto piu violente. Attorno non aveva altro che nemici. Vide
avvicinarsi la tempesta e si prepar alacremente a resistervi.

2. I successi dellagitazione pratica

Dopo la fusione delle sue due frazioni lagitazione socialdemocratica


procedette con vigore raddoppiato. Le vecchie sperimentate energie la
voravano daccordo insieme, mentre ne sorgevano di nuove: il sigaraio
Molkenbuhr a Ottensen, il compositore tipografo Oldenburg a Rends-
burg, il marinaio Schwartz a Lubecca, il conciatore Schumacher a Solin-
gen, il carpentiere Tutzauer a Dusseldorf, il commesso viaggiatore Kayser
a Berlino, il sarto Kuhn a Langenbielau, il sigaraio Geyer a Grossenhain, il
cappellaio Heine a Halberstadt, lintagliatore in legno Rdiger a Gera,
il fabbro Ulrich a Offenbach, il commerciante Wiemer a Norimberga,
il compositore tipografo Richard Fischer ad Augusta. Il partito ricevette
nuove reclute anche dalle file degli ideologi pi chiaroveggenti delle classi
borghesi: il referendario Viereck a Berlino, il maestro Sabor a Franco
forte sul Meno, il poeta Dulk a Stoccarda e lex ufficiale Georg von
Vollmar, che era nato a Monaco e che, ferito gravemente come im
piegato postale nella guerra franco-tedesca, in lunghi anni di sofferenza
fisica aveva assimilato la concezione socialista del mondo
Gli avversari si preoccuparono a sufficienza, affinch non mancassero
avvincenti argomenti per lagitazione. N ei primi cinque anni del nuovo
Reich le classi possidenti, poich ne avevano lopportunit, si erano lar
gamente beneficate con leggi per favorire i loro interessi di classe; du
rante tutto questo periodo nellinteresse, o piuttosto nel presunto interesse,
delle classi lavoratrici era stata approvata soltanto una legge estrema-
mente ridotta sulla responsabilit, che con le sue clausole in parte per
fide e in parte arruffate, offriva ai padroni lopportunit comoda e lar

1160
gamente utilizzata di sottrarsi alla responsabilit per gli infortuni nelle
loro aziende. Dallo stesso spirito era permeata la legge sulle casse di
soccorso presentata al Reichstag nellautunno 1875. Il progetto del go
verno trattava gli operai, dandosi le arie di far loro del bene, come bam
bini bisognosi di tutela che dovevano essere guidati con le dande ad
ogni passo che facevano; era una grave minaccia per la libert di
domicilio del proletariato e restringeva non meno gravemente lauto
nomia dellamministrazione nelle questioni che lo riguardavano diret
tamente; ostacoli di ogni genere erano frapposti alle casse di soccorso
degli operai. 11 malvolere del governo parve andare troppo in l per
sino ai partiti borghesi del Reichstag. Ma anche essi ne erano sufficiente-
mente forniti : cosi esclusero i deputati socialdemocratici, che erano i pi
competenti sulla questione, dalla discussione del documento in sede di
commissione.
Sebbene la legge sulle casse di soccorso in ultima analisi avesse sol
tanto il fine di togliere ai comuni il peso dellassistenza pubblica, i rap
presentanti parlamentari della classe operaia presero la societ borghese
cosi come essa , e non chiesero niente altro che ci che allinterno di
essa poteva essere accordato agli operai, ed essere equo per tutte le altre
classi. Essi votarono a favore dellobbligatoriet delle casse, ma respin
sero le casse obbligatorie; rinunciarono a tutte le elemosine della bor
ghesia, ma chiesero la piena autonomia amministrativa delle casse ope
raie che dovevano essere nelle mani degli operai. Un numero enorme di
petizioni e di proteste provenienti dai pi diversi strati operai conferm
la giustezza di questa posizione. Era naturale che anche gli operai ancora
lontani dalla lotta di classe proletaria aprissero gli occhi, se dovevano
essere controllati e ostacolati nellamministrazione dei loro pochi soldi
per le malattie da quegli stessi organismi legislativi che avevano di
chiarato appartenere al regno dellimpossibile il controllo e la repressione
delle rapine delle societ per azioni capitalistiche. Ci nonostante la legge
fu accettata in una forma che fu respinta senzaltro dai rappresentanti so
cialdemocratici, anche se lasciava alle casse di soccorso libere degli operai
un raggio di azione un po piu grande di quello che voleva accordare loro
il governo.
In modo non meno rivoluzionario agi la legge politica eccezionale
che il Governo present contro la classe operaia. In un progetto di ri
forma del codice penale, che tentava di rivedere in modo retrogrado i
pochi piccoli progressi del diritto penale tedesco, si trovava un para
grafo 130 del seguente tenore: Chi eccita pubblicamente in modo mi-

1161
naccioso per la, quiete pubblica le diverse classi della popolazione, luna
contro laltra, oppure chi in egual maniera attacca pubblicamente con la
parola o gli scritti le istituzioni del matrimonio, della famiglia o della
societ, punito con la reclusione . Col suo fine tatto Bismarck aveva
chiamato a difendere questo paragrafo davanti al Reichstag il ministro
prussiano degli interni, quello stesso conte Eulenburg che una genera
zione prima, quando era censore, aveva sostenute eroiche battaglie con
le guardie notturne nei bordelli renani e da allora, come scapolo gau
dente, aveva commesso contro listituto del matrimonio borghese tante
infrazioni pratiche da sembrare particolarmente predestinato ad essere il
difensore teorico di questa sacra istituzione. Il conte Eulenburg non na
scose che il paragrafo 130 era coniato su misura per la socialdemocrazia
e per la prima volta rovesci il grande sacco di citazioni, che da allora
doveva assumere un posto donore nellarsenale dellarte politica tedesca.
Mediante singoli articoli, o anche mediante singole frasi tolte dal contesto
della stampa socialdemocratica, egli cerc di dimostrare la perniciosit
per tutti della lotta di classe proletaria; disse che le classi definite meglio
situate non avrebbero mai rinunciato volontariamente ai loro diritti e
che la societ non sarebbe mai giunta al punto di egualitarizzarsi volon
tariamente, senza una costrizione; il paragrafo 130 era dunque assolu
tamente necessario, se non si voleva giungere al punto che le armi aves
sero la parola.
Ad uno stesso livello di persuasiva eloquenza si mosse anche Bis
marck, addossando allagitazione socialdemocratica la responsabilit della
grande crisi e aprendo la strada, con maligne frecciate contro la bona
riet dei giudici tedeschi, ad una corruzione ancora maggiore del
lamministrazione della giustizia in Germania. Scambiando comicamente
i fatti, chiese una maggiore protezione dei poliziotti tedeschi contro il
perfido pubblico, affinch godessero come i poliziotti inglesi delluniver
sale rispetto; dichiar inoltre al Reichstag che avrebbe accettato di vedere
respinto il paragrafo 130, ma si trattava di una di quelle cose che son
dure a morire e i nipoti degli attuali deputati, se gli era lecito consi
derare il periodo di una legislatura come una generazione, sarebbero stati
obbligati ad occuparsi ancora della stessa questione. Nel campo di questi
colpi reazionari Bismarck era sempre buon profeta.
Per il momento il Reichstag gli approv una buona parte del suo
progetto reazionario per la riform del codice penale, ma non ancora il
paragrafo 130. Quel mostro giuridico fu invece respinto allunanimit e
addirittura tra lilarit generale, sicch la dignit politica di quella illustre

1162
casa sarebbe stata messa in pericolo, se il capo progressista Hnel non
lavesse salvata dichiarando pateticamente che il paragrafo 130 era un
grave attacco, assolutamente ingiustificato, ai pilastri della situazione co
stituzionale nel Reich e in ogni singolo Stato, un attacco grave e in
giustificabile a quei principi che tutti i partiti liberali da dieci e venti
anni avevano come fermo obiettivo davanti agli occhi. Nel secondo pe
riodo legislativo quello stesso signor Hnel si disse a questo proposito
proprio secondo le profetiche parole di Bismarck guai a te, tu sei un
nipote! , e persegui lobiettivo non pi lontano ma ormai molto vicino
di colpire a morte la socialdemocrazia con la restaurazione quasi lette
rale del paragrafo 130. Tessendorff dal canto suo vendic il fiasco mo
mentaneo del suo protettore Bismarck, presentando alla fine del marzo
1876 una decisione del tribunale cittadino di Berlino che proibiva nello
Stato prussiano il Partito operaio socialista della Germania per presunta
costituzione di associazioni affiliate .
Mentre cosi le classi dominanti fornivano il pi eccellente materiale
di propaganda gli uguri borghesi si intrattenevano con il presunto re
gresso della socialdemocrazia, che essi con i loro occhi di talpa vede
vano chiss dove. Certamente la crisi economica, che gravava come
mai in precedenza soprattutto sul proletariato, avrebbe potuto esercitare
un influsso paralizzante sulla forza per cosi dire fisica del movimento
operaio rivoluzionario, se in pari tempo essa non avesse rivoluzionato gli
spiriti. Per di pi latteggiamento estremamente ostile delle classi domi
nanti, la menzogna miserabile che faceva ricadere sugli operai la colpa
della grande crisi e altri sfoghi ancora di un odio inconciliabile avevano
tolto le ultime illusioni agli strati operai pi avanzati. Cosi come sta
vano le cose, l'agitazione socialdemocratica guadagnava ogni giorno ter
reno e il congresso del partito, riunitosi a Gotha dal 19 al 23 agosto,
rivel un regresso che sorprese spiacevolmente i profeti della bor
ghesia.
Il congresso era stato convocato come congresso generale dei so
cialisti per permettere di parteciparvi anche a quegli iscritti degli Stati
in cui lorganizzazione di partito era stata chiusa . La maggior parte
degli Stati piccoli e medi inoltre, in prima linea la Baviera e la Sas
sonia, avevano cercato con zelo di emulare le imprese di Tessendorff;
i collegamenti fra gli iscritti delle diverse localit erano possibili ormai
soltanto in una piccola parte del Reich tedesco, nelle citt anseatiche ed
anche in alcuni Stati della Turingia e della Germania meridionale
Tuttavia il congresso del 1876 dimostr che Tessendorff e i suoi

1163
nobili seguaci si erano svegliati troppo tardi; la distruzione dell'orga
nizzazione esterna non serviva ormai piti a contenere lo sviluppo del
partito, ed era invece una leva per dar le ali alla sua ascesa. Al congresso
parteciparono 98 delegati che rappresentavano 291 localit con 38.254
iscritti; nel periodo dall8 giugno 1875 al 10 agosto 1876, vale a dire
in 14 mesi, le entrate complessive della cassa del partito erano state di
58.763 marchi; di cui 4330 marchi provenivano dalleditore del Wbler.
un giornaletto tascabile che usciva una volta al mese ed era venduto a
20 pfennig la copia a compagni chiusi per permettere loro il pa
gamento delle quote. Le entrate della cassa del partito, per, non esauri
vano neppure lontanamente la somma che gli operai tedeschi, nonostante
tutte le gravi difficolt dellepoca, avevano saputo dare per lemancipa
zione della loro classe; Auer, che tenne il rapporto della direzione, valut
le sottoscrizioni per obiettivi locali del partito ad almeno tre volte tanto.
Anche da un altro punto di vista, la relazione di Auer offri un
quadro molto soddisfacente. Il partito aveva a sua disposizione 145 ora
tori ben addestrati che avevano superato tutti con onore la prova del
fuoco delle assemblee; di questi, 8 erano propagandisti a pieno stipendio,
14 propagandisti stipendiati in parte; il partito aveva ancora 46 fun
zionari, soprattutto redattori e diffusori dei giornali di partito. Dal con
gresso per lunificazione erano nati 12 nuovi organi politici e un gior
nale letterario, la Neue Welt. Il partito aveva non meno di 23 organi
politici, di cui 15 erano stampati in tipografie cooperative; 8 uscivano
sei volte la settimana, altri 8 tre volte, 4 due volte e 3 una volta. La
diffusione degli opuscoli raggiungeva le centinaia di migliaia di copie,
un calendario di partito, Der Arme Konrad, fu venduto in 40.000 esem
plari. Cosi Auer pot dire che dello strombazzato regresso della
socialdemocrazia non restava niente altro se non lo spavento in tutte le
schiere nemiche davanti alla crescente potenza del partito operaio.
Egli ricord le persecuzioni soltanto per constatare che, particolar
mente in Prussia e in Baviera, il diritto di associazione per gli operai
era stato praticamente abolito con arbitri illegali. La socialdemocrazia
non si lagnava delle leggi reazionarie sulle associazioni, giacch essa, pur
continuando lagitazione per labolizione legale di quei pasticci reazio
nari, riusciva tuttavia a cavarsela; protestava invece per la maniera ten
denziosa e reazionaria con cui le leggi esistenti venivano interpretate a
suo danno, mentre per tutti gli altri partiti politici esse erano applicate
lealmente. Sulla possibilit di una nuova organizzazione del partito, Auer
si espresse in modo molto rassegnato. Gli iscritti prussiani avevano evi-

1164
uro con la pi accurata esattezza gli scogli e le secche della legge sulle
associazioni, ma quando il governo prussiano era deciso a non tollerare
nella sua sfera alcuna organizzazione socialista, esso trovava sempre pro-
i aratori e giudici che portavano ad adempimento la sua volont tra la
lieta approvazione dei partiti conservatori e liberali. Ma, se il legame
iilliciale poteva essere spezzato, tutti i compagni erano saldamente ed
indissolubilmente legati dalla coscienza di servire una grande causa
i omune, la causa del proletariato, del popolo povero e diseredato.
Il congresso doveva adempiere due compiti principali: in primo
luogo concludere lopera dellunificazione e quindi mobilitarsi per le
imminenti elezioni al Reichstag. N on fu completamente facile liquidare
il dualismo che ancora continuava ad esistere nei due organi centrali delle
li azioni di un tempo; quando si vot sulla questione decisiva se il
nuovo organo centrale dovesse essere pubblicato a Lipsia o a Berlino, la
vecchia differenza emerse ancora una volta in modo acuto: gli ex las-
..dliani votarono prevalentemente per Berlino, gli ex eisenachiani per
Lipsia. Quando risult che 49 delegati avevano votato per Lipsia e 38
per Berlino, mentre 6 si erano astenuti, qualcuno lament che la sede
del congresso aveva dato un predominio senza confronti ai delegati della
Sassonia e della Turingia, e la tensione divenne anche pi grande quando
I lasselmann si rifiut di entrare nella redazione del nuovo organo cen
trale a Lipsia. Tuttavia lonesta volont di mantenere lunit a qualsiasi
prezzo prevalse su tutte le difficolt. Vecchi lassalliani, come Rackow e
/.ielowsky, biasimarono aspramente lostruzionismo di Hasselmann, men
tre Hasenclever si dichiar pronto ad accettare lincarico rifiutato da
I lasselmann. Il nuovo organo centrale doveva uscire sotto il titolo di
Vorwrts a Lipsia dallottobre 1876 con Liebknecht e Hasenclever come
redattori* tre volte alla settimana come gi il Volksstaat dal 1873. Hassel-
mann, che fino a quel momento si era dato da fare per l unificazione delle
I razioni, assunse da allora in poi un atteggiamento di fronda in seno al
partito; dopo la fine del N eaer Social-Demokrat egli se and nella sua
i ircoscrizione elettorale a Elberfeld-Barmen e vi stamp la Rote Fahne,
apparentemente un manifesto elettorale che usciva regolarmente, in realt
un tentativo di concorrenza al Vorwrts, debolmente mascherato. Per
quanto il chiuso carattere di Hasselmann permetteva un giudizio, egli
dovette essere spinto dalla sua ambizione personale delusa. La sua fronda
fu fastidiosa ma non pericolosa; egli non era capace di fare unoppo
sizione reale, e anche se fosse stato possibile creare una nuova setta

1165
d che invece non era pi possibile la personalit di Hasselmanu
non era quella di un caposetta fanatico.
Il secondo compito principale del congresso era la mobilitazione pei
le imminenti elezioni al Reichstag. Dopo un accurato esame della si
tuazione una quarantina di circoscrizioni furono dichiarate ufficiali. ,
vale a dire circoscrizioni nelle quali il partito poteva presentare can
didati con considerevoli possibilit di successo e quindi doveva inter
venire ufficialmente nella lotta elettorale; 12 circoscrizioni della Sassonia
e 5 dello Schleswig-Holstein, le 2 circoscrizioni cittadine e quella pro
vinciale di Amburgo IV e VI, Brunswick I, nella Slesia Reichenbach
Neurode e Waldenburg, in Renania Elberfeld-Barmen, Lennep-Mett
mann e Solingen, nel distretto del Meno Hanau e Offenbach, in Ba
viera Norimberga, nel Wurttemberg Esslingen-Kirohheim e ancora al
cune circoscrizioni nei piccoli Stati della Germania centrale come Anhalt
Bernburg, Sassonia-Meiningen e Reuss . L.
Per dirigere la lotta elettorale fu creato un comitato centrale eletto
rale di 5 persone con sede ad Amburgo, che doveva assumere anche
tutti gli altri compiti di direzione del partito; secondo una sentenza del
tribunale supremo prussiano unorganizzazione che avesse per scopo
una determinata votazione non ricadeva sotto la legge prussiana sulle
associazioni. Nel comitato centrale elettorale furono eletti i membri
della precedente direzione, Hartmann, Derossi, Geib; al posto di Hasen-
clever, che si era trasferito a Lipsia, subentr H. Brasch. Per i due pr
sidenti furono stabiliti 45 marchi di stipendio mensile a testa, 150 per
i due segretari, 135 per il cassiere e 195 per i due redattori dellorgano
centrale. I deputati socialdemocratici avrebbero ricevuto come diaria 9
marchi al giorno se non erano funzionari di partito con almeno 100
marchi di stipendio mensile, in questo caso ne avrebbero avuti soltanto
6 e se abitavano a Berlino soltanto 3 al giorno. Un propagandista fisso
riceveva 135 marchi al mese, per viaggi al di fuori della propria zona,
un celibe riceveva ancora 1 marco e 50 di supplemento giornaliero, uno
sposato 3 marchi. Propagandisti non impiegati costantemente ricevevano,
se celibi, 6 marchi al giorno di diaria, se sposati, 7 e 50. Questo rego
lamento degli stipendi di partito al congresso del 1876 mostrava a suf
ficienza che cosa ci fosse di vero nella frase delle dilapidazioni dei
soldi degli operai , una frase polemica che accanto al presunto re
gresso > faceva le delizie dellintelligente borghesia. Se il partito pa
gava i suoi impiegati con salari di operai qualificati faceva fronte ad
un dovere di onest che esso aveva verso la sua stessa dignit; non po-

1166
lava pagare salari di fame come un capitalista qualunque. A l di l di
qtiaait icrmini, per, il partito non mai andato, e nessuno si mai arric-
i litui ut suo servizio; fra le innumerevoli forze che in questo servizio
<t mio logorate ve ne sono state certamente poche che non avrebbero
1111111111 contare su di una migliore ricompensa del loro lavoro se avessero
vini una professione borghese.
I < elezioni al Reichstag, che ebbero luogo il 10 gennaio 1877, cor-
it*lmi-m alle speranze in esse riposte. Candidati socialdemocratici erano
nati presentati in 175 circoscrizioni ed essi ricevettero 493.447 voti,
piu 'lei 9 % di tutti i voti. La socialdemocrazia era ormai il quarto par
lili! del Reich; una notevole distanza vi era soltanto tra essa e i nazio-
ua!liberali e gli ultramontani, quasi insignificante era la distanza dai
iiimrrvatori; senza considerare i piccoli gruppi del Reichstag, fra i par
ili! veri e propri essa superava gi i progressisti e i liberali conservatori
I * ripartizione dei voti indicava il carattere pi aspro e duro assunto
UH lotta di classe. Il movimento si era arrestato o era addirittura un
|ni Indietreggiato l dove traeva alimento principalmente dalla gene-
insoddisfazione politica; in compenso esso aveva assunto propor
li..... sorprendenti nelle grandi citt, a Berlino, Amburgo, Altona, Bre-
Uvii, Magdeburgo, Brunswick, Brema, Dresda e molte altre. D un sol
* nl|K Berlino riguadagnava il tempo perduto nelle passate elezioni; essa
aveva dato 31.522 voti socialdemocratici, quasi il 40 % di tutti i voti;
una percentuale di poco pi favorevole era rappresentata dai 25.942 voti
a uldemocratici di Amburgo. A questo punto, i demagoghi borghesi
limino costretti a cambiare completamente musica. Se dopo le elezioni
tiri 1874 il successo socialdemocratico era stato addebitato al corrotto >
pmlctariato di fabbrica e alla popolazione dellindustria agricola, men
ile le grandi citt erano esaltate come la culla della cultura e dei buoni
i "numi, adesso le grandi citt erano diventate le tane di una canaglia
anta patria, mentre il contadino assumeva il ruolo onorevole di aver
i Irquilibrato con ferma mano la bilancia oscillante e di aver arrestato
II macigno che minacciava di distruggere lordinamento esistente.
Ormai non vi erano pi province prussiane non infettate , e dei
>1in retti governativi prussiani soltanto 6 erano rimasti immuni. Fra
questi ultimi vi erano certo accanto ad un distretto della Pomera-
niu (Stralsunda) e uno dello Prussia occidentale (Marienwerder), uno
ili-siano (Oppeln) uno della Vestfalia (Miinster) e due della Renania
( Aquisgrana e Coblenza), e ci provava che lagitazione ultramontana era
mora un forte ostacolo per il movimento operaio. Ma risult tuttavia

1167
che anche questo incanto cominciava ad essere rotto: dal 1874 i voli
socialdemocratici nella Renania-Vestfalia erano saliti da 28.824 n
44.690, e nella Slesia da 9004 a 23.449. Alla testa degli Stati medi era
la Sassonia con cifre che indicavano una splendida ascesa; in 6 anni
il numero dei voti socialdemocratici vi si era quasi quadruplicato; esso
ammontava a 123.978, il 38 % di tutti i voti. Anche in Baviera si fetr
sentire, se pure pi debolmente che nella Renania-Vestfalia e nella Slt-
sia, un movimento di riflusso della corrente ultramontana; allavaii
guardia delle province bavaresi era la Franconia con la roccaforte so
cialdemocratica di Norimberga. N el Wiirttemberg e nel Baden i voti so
cialdemocratici erano pi o meno restati al livello del 1874, tuttavia
anche in questi Stati la concentrazione del movimento si fece sentiri-
nelle maggiori citt. A Stoccarda si erano avuti 4609 voti socialdemocru
tici e quasi altrettanti gi un mese prima alle elezioni per rinnovare il
parlamento regionale del Wiirttemberg, cui parteciparono per la prima
volta i socialdemocratici. Con grande preoccupazione e fatica si riusc
a mantenere la Suddeutsche Volkszeitmg, nella cui redazione ed ammi
nistrazione era entrato il compositore tipografo Georg Bassler dopo clic
Karl Hillmann era passato allorgano di partito di Amburgo; dopo IV
manazione della legge reazionaria sulla stampa e da quando si era fatto
sentire il gelido vento del nord, anche nella Svevia erano cominciate le
persecuzioni. Come Stoccarda nel Wiirttemberg, cosi Mannheim nel Ba
den e Ludwigshafen nel Palatinato erano alla testa del movimento.
Mannheim port 1689 voti e sempre nel corso di quellanno Dreesbach
fond il Badisch-Pflziscbes Volksblatt, che usciva una volta la settima
na e ben presto ebbe 2000 abbonati. Per il momento lagitazione del Pa
latinato era condotta ad opera di Ehrhart da Mannheim, dove dopo l'uni
ficazione delle due frazioni aveva avuto luogo il primo congresso ope
raio con delegati di 20 localit. Nelle tre circoscrizioni del Palatinato
furono conquistati 2500 voti, un centro dellagitazione era la fabbrica
di anilina e di soda a Ludwigshafen, che il popolo chiamava la macina
delle ossa e che occupava migliaia di operai; il movimento tuttavia fu
molto ostacolato dal fatto che la grande industria della Baviera renana
pi degli artigiani istruiti attraeva a s piccoli contadini e braccianti
agricoli, che erano prodotti in grande abbondanza dalla crescente eco
nomia parcellare. Questi elementi privi di bisogni e ancora posseduti dal
demonio della propriet erano operai ideali nel senso della borghesia
sfruttatrice e perci difficilmente accessibili alla coscienza di classe pro
letaria.

1168
In ripartizione dei mandati fu di nuovo molto sfavorevole al par
liti' I n decisione sulle 40 circoscrizioni ufficiali era stata abbastanza
ninnili; secondo il totale dei voti ottenuti gli sarebbero toccati 36 man-
l*4i I Di fatto dovette contentarsi di 12 mandati. Nella prima tornata
il panico riconquist soltanto 5 dei 9 seggi precedenti: Altona (Hasen-
i l>vri ), Glaucbau-Meerane (Bebel), Stollberg-Schneeberg (Liebknecht),
/wn lum-Crimmitschau (Motteler) e Chemnitz (Most). Esso conquist
amor Berlino IV e VI (Fritzsche e Hasenclever), le circoscrizioni
MMoni di Auerbach-Reichenbach (Auer), e Lipsia provincia (Demm-
li 1 1 r infine la circoscrizione di Reuss . L. (Blos). D i questi dieci
aggi per Altona fu perduta nella votazione suppletiva, resa neces
saria perch Hasenclever aveva optato per Berlino VI. Inoltre il par
ino aveva partecipato a 20 ballottaggi: Berlino III, Breslavia I e
II, Mngdeburgo e Norimberga, nelle circoscrizioni dello Schleswig-
llnlltcin di Itzehoe, Gliickstadt, Plon-Segeberg, nelle circoscrizioni sas-
ton i di Dresda-Altstadt, Borna, Freiberg, Plauen e Zschopau, nelle
in (iscrizioni renane di Elberfeld-Barmen e Solingen, e in quelle sle-
iiiinr di Reichenbach-Neurode e Waldenburg, e infine a Gotha, Ha-
II,ni e Offenbach. D i tutte queste per esso ne guadagn soltanto
ii Dresda-Altstadt (Bebel), Reichenbach-Neurode (A. Kapell), So
linoci) (Rittinghausen). Bebel opt per Dresda-Altstadt e al suo po
sto a Glauchau-Meerane subentr Bracke. Ma il partito non doveva
giuntarsi la gioia del suo grande scccesso per il numero relativa
mente piccolo dei mandati. Nelle circoscrizioni che aveva perduto, i
Mini voti erano considerevolmente aumentati con lunica eccezione di
l'In-Segeberg, dove i grandi proprietari terrieri avevano intimorito il
proletariato agricolo; nei ballottaggi esso ottenne 62.368 voti in pi
ili quelli che i suoi candidati avevano ottenuto nelle elezioni primarie.
(Questo aumento era dovuto soltanto in piccola parte ad elementi del
partito popolare e ad operai cattolici. Dove bisognava impedire una vit-
i<irla elettorale socialdemocratica, da parte borghese gli elementi pi di
sparati si alleavano senza esitare, a dispetto di tutti gli altri dissensi per
'pianto velenosi potessero essere; ma questa evidente prova della paura
* he il partito faceva ai suoi avversari poteva ben ricompensarlo di non
ver conquistato qualche mandato. Al Reichstag i deputati socialdemo
cratici furono accolti con una ostilit ancora maggiore che nella pre-
* edente legislatura; il deputato nazionalliberale Valentin si acquist una
irista fama con le sue proposte di chiudere le discussioni per togliere
la parola ai rappresentanti della classe operaia.

1169
Il congresso annuale del 1877 fu convocato a Gotha dai deputati so
cialdemocratici al Reichstag per il periodo dal 27 al 29 maggio. Vi par
teciparono 95 delegati in rappresentanza di 251 localit che avevano
dietro di s, nella misura in cui i loro mandati contenevano dati sul
numero dei voti, 32.000 iscritti attivi. Fu Auer di nuovo a tenere il
rapporto per incarico del comitato centrale elettorale, questa volta per
lepoca dall11 agosto 1876 al 30 aprile 1877. In questo periodo di
appena 9 mesi erano affluiti nella cassa del partito 54.217 marchi, 10.000
dei quali da parte dell'editore del Whler. A questo bisognava aggiun
gere ancora gli enormi sforzi sostenuti dalle singole circoscrizioni duran
te la lotta elettorale. D ai conti risultava che Altona aveva speso 30.000
marchi, a Berlino avevano avuto luogo 307 assemblee con conferenze
e discussioni come pure 144 assemblee di propagandisti elettorali; erano
state diffuse dagli iscritti, per lo pi gratuitamente, 1.346.145 copie di
materiale stampato. Inoltre questo breve periodo di lotta ardente aveva
chiamato in vita 18 nuovi giornali; accanto al Vorwrts il partito an
noverava adesso 41 giornali, dei quali 13 uscivano sei volte alla setti
mana, 13 tre volte, 3 due volte, 12 una volta; 25 di questi giornali erano
stampati nelle tipografie cooperative, che adesso in Germania erano 14.
Tra i 44 redattori del partito si trovavano secondo lesposizione di Auer :
12 letterati, quasi generalmente di formazione accademica, 11 composi
tori tipografi, 4 commercianti, 3 fabbri, 1 muratore, 1 conciatore, 1 sel
laio, 1 meccanico, 1 sigaraio, 1 falegname, 1 bottaio, 1 calzolaio, 1 ore
fice, 1 libraio, 2 sarti, 1 maestro, 1 disegnatore. Auer con questa enu
merazione bollava la favola dei geni incompresi , che volevano pro
curarsi una vita dissipata sobillando e sfruttando gli operai. Che cosa
in realt fosse questa vita lo indicavano le richieste di condanna e le
condanne che con laumentare della stampa di partito grandinavano
su di essa; la Freie Presse di Chemnitz nel giro di un anno si era
presa condanne per otto anni di reclusione, e allo stesso modo an
davano le cose per la maggior parte dei giornali del partito. Ma in
queste persecuzioni il partito si rafforzava e, sicuro della propria vita
indistruttibile, il vecchio fanatico dellorganizzazione Tlcke poteva
presentare la proposta approvata aHunanimit e senza discussioni, se
condo cui il congresso tenendo conto della completa illegalit delle
associazioni socialiste in Prussia proclamata formalmente con inaudita
sfrontatezza dalle autorit prussiane rinunciava a qualsiasi organiz
zazione del partito e lasciava affidato agli iscritti il compito di orga
nizzarsi secondo i bisogni e le condizioni locali.

1170
G i allora la socialdemocrazia tedesca era stimata come la possente
vanguardia del movimento operaio internazionale e i proletari di pa
recchi paesi inviavano ai suoi congressi i loro fraterni saluti. Per pro-
( lamare la solidariet dei socialisti di tutti i paesi, il congresso di Gotha
del 1877 decise, su proposta di Vollmar, di inviare una delegazione ad
un congresso mondiale che era stato convocato dai bakunisti per il mese
di settembre a Gand. A questo congresso mondiale convennero allin-
( irta 30 delegati dei partiti operai europei; a rappresentare la socialde
mocrazia tedesca era Liebknecht. La corrente anarchica fu battuta dopo
violente discussioni con 13 voti contro 16. La maggioranza vittoriosa
concluse un patto di solidariet ed eman un manifesto che, nello spi
rito della vecchia Internazionale, motivava la necessit dellazione poli
tica come un potente mezzo di agitazione, di organizzazione e di pro
paganda. Tuttavia Liebknecht stesso sul Vorwrts ammoni di non so
pravvalutare questi fatti; motivi numerosi quanto imperiosi vietavano
il tentativo di rinnovare lInternazionale nella vecchia forma.
In confini pi ristretti del movimento politico si mantenne il movi
mento sindacale. Il nuovo impulso che gli venne dallunificazione delle
due frazioni fu annullato dalla crisi economica che durava da anni, e le
persecuzioni poliziesche danneggiarono il movimento sindacale non sol
tanto esternamente ma cominciarono anche a paralizzarlo internamente
con la polemica sulla migliore forma organizzativa. Una polemica, sia
detto di passaggio, che alle Trade Unions, che non hanno mai avuto a
che fare con 21 diverse leggi sulle associazioni in 26 Stati diversi,
sempre stata risparmiata. Se sul finire del 1877 almeno 50.000 operai
di 1300 localit erano organizzati sindacalmente, questa cifra di per
s poteva essere bassa, ed effettivamente costituiva appena IT ,5 % della
massa operaia che lavorava nei relativi settori industriali, ma ci nono
stante questa cifra era una testimonianza onorevole per lindistruttibile
impulso del proletariato tedesco verso lorganizzazione sindacale.
U naccurata statistica, preparata e pubblicata da Geib nel gennaio
1878, fornisce un panorama dei sindacati di quel tempo. Egli enumer
26 leghe centrali e 5 associazioni locali, ma questultima cifra era deci
samente troppo bassa. 9 leghe centrali avevano la loro sede ad Amburgo
dove i sindacati, sciolti da Tessendorff, si erano rifugiati. Ad Amburgo
si pubblicava anche il pi importante ed il pi letto dei 15 giornali sin
dacali, il Pionier con 9350 abbonati. Esso era lorgano dei bottai, dei car
radori, dei carpentieri e dei falegnami ed anche degli operai della ma
nifattura e dei manovali di ambedue i sessi; di tutti questi strati operai,

1171
la cui cifra complessiva era di 400.000 individui, appena 1250 erano
organizzati. Le pi forti organizzazioni, che comprendevano circa la
met degli operai di un determinato settore e disponevano di sufficienti
mezzi finanziari, erano i tipografi con 5500 e i carpentieri navali con
3000 soci; su 65.000 tabacchini, allincirca met uomini e met donne,
soltanto 8100 erano organizzati, ma anche essi dal punto di vista finan
ziario non stavano troppo bene. Gli orafi che si erano organizzati dap
prima a Pforzheim, la capitale dell'oreficeria tedesca, e poi si erano tra
sferiti a Schwbisch-Gmund, dopo sei anni di esistenza, disponevano
di pi di 18.000 marchi per la loro cassa, di invalidit. I calzolai avevano
la loro sede a Gotha con 3585 soci, i metallurgici a Brunswick con 4000;
da essi si erano separati i magnani e i fabbri in leghe particolari, per
il momento per deboli. I muratori e gli scalpellini contavano 2500
soci e avevano come organo ad Amburgo il Grundstein. Leccedenza
mensile di tutti i sindacati ammontava a circa 8000 marchi, nei quali
i tipografi avevano la parte del leone con 3.538 marchi. Finch durava
la crisi non cera da pensare ad aumentare le quote, tanto pi che i
sindacati si affrettarono a parare il colpo inflitto loro con la legge sulle
casse mutue e a porsi sul ristretto terreno che quella legge aveva an
cora lasciato allassicurazione autonoma per le malattie degli operai.
16 sindacati avevano casse mutue registrate. Geib raccomand come il
prossimo passo da fare la centralizzazione della stampa sindacale, che
era allora molto dispersa; su questa ed altre questioni organizzative do
veva discutere un congresso sindacale convocato per la Pentecoste del
1878 a Magdeburgo.
Ma il passo dei battaglioni operai rintronava pur sempre in
prima linea nel movimento politico. Questi non son pi battaglioni,
sono reggimenti, brigate, divisioni, sono interi corpi darm ata scrisse
la Magdeburgische Zeitung con tragicomico sgomento, quando gli operai
berlinesi il 10 marzo accompagnarono aH'ultima dimora lorganizzatore
delle loro vittorie elettorali. N el fiore degli anni August Heinsch era
rimasto vittima della malattia che mina soprattutti i proletari; il suo fu
nerale si trasform in una manifestazione, quale Berlino non aveva pi
visto dallepoca della sepoltura dei morti del 18 marzo. Poich la polizia,
magnanima come sempre, aveva proibito le bandiere anche se velate,
migliaia e migliaia di persone si radunarono davanti alla casa del morto
con un garofano rosso allocchiello; sulla via per il cimitero, che passava
attraverso i quartieri operai dellest, dai tetti e dalle finestre, sventola
vano bandiere nere, centinaia di migliaia di cittadini si fermavano per

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U unida e scoprivano silenziosamente il capo quando passava il cario
funebre. In modo egualmente solenne fu seppellito il 28 aprile Paul
I tender, un redattore della Prete Presse di Berlino, che minato dalla tisi
tu morto durante il carcere preventivo, sebbene il medico della pri-
l'mur ne avesse chiesto la liberazione.
Un esercito che sapeva onorare in questo modo i suoi combattenti
minti non si lasciava ingannare come la brava borghesia: e lo capirono
Miiinarck e coloro che con lui volevano saccheggiare le masse.

\ Incertezze teoriche. Engels contro Dhring

Tuttavia la preparazione della socialdemocrazia tedesca aveva an


nua una grande lacuna: la sua prassi era molto pi avanzata della sua
teoria, e per le imminenti difficile battaglie essa aveva bisogno con la
tessa necessit della teoria come della pratica. Fino a quel momento
aveva Combattuto il manchesterismo, che dalla semiufficiosa Provtn-
tialkorrespondenz fino alla Volkszeitung aveva migliaia di portavoce;
allesso era imminente una svolta che doveva portarla molto spesso
al fianco dei manchesteriani conseguenti contro correnti ancora pi re
trograde, che pure si mascheravano dietro parole dordine socialiste.
Possente movimento, la socialdemocrazia non poteva pi limitarsi alla
propaganda per gli scopi finali del socialismo, doveva affrontare prati
camente le questioni quotidiane politiche e sociali senza tuttavia di
ventare superficiale nella teoria: questo compito essa poteva assolverlo
non con i risultati bens con il metodo, non con le idee finali, bens con
lintero modo di pensare del comunismo scientifico: tutto ci le man
cava quasi completamente.
Certo il partito er troppo evoluto per lasciarsi allettare senzaltro
dalle banali esche del socialismo reazionario. Il congresso del 1876
aveva gi approvato delle risoluzioni contro il protezionismo e i piani
di statalizzazione di Bismarck, e aveva deciso che i deputati socialdemo
cratici dovevano presentare al Reichstag una legge per la protezione de
gli operai. Tuttavia le discussioni dimostrarono che il congresso non
aveva affatto idee chiare sul significato della protezione legale degli
operai. Il presentatore della mozione, Hasselmann, voleva la legge sol
tanto come un mezzo di attacco contro gli ultramontani, assolutamente
necessario per conquistare le circoscrizioni renane; mentre A. Kapell
vi vedeva addirittura una mossa falsa, contraria ai principi; nessun ora-