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Universita degli Studi di Genova

Dottorato di Ricerca in Fisica XX ciclo

Corso di Fisica Astroparticellare

Roberto Pesce

Dark Matter particellare e sua rivelazione

Sommario
Il problema della materia oscura o dark matter rappresenta uno dei maggiori
interrogativi dellAstrofisica Particellare contemporanea, in quanto non trova
una diretta spiegazione nei modelli standard cosmologico e delle particelle.
Diverse indicazioni sperimentali portano alla conclusione che la materia visibile
e solo una piccola parte di tutta la materia presente nellUniverso.
Verra presentato un breve stato dellarte riguardo alle piu importanti evidenze
sperimentali della dark matter. Quindi verranno presentati alcuni modelli
particellari circa la sua natura ed i principali metodi di rivelazione, con una
panoramica sugli esperimenti presenti e futuri.
Roberto Pesce Dottorato di Ricerca in Fisica XX ciclo
Corso di Fisica Astroparticellare
Dark Matter particellare e sua rivelazione 28 luglio 2005
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Indice
1 Il problema della dark matter 2

2 Principali evidenze sperimentali 2


2.1 Curve di rotazione delle galassie a spirale . . . . . . . . . . . . . . . . . 2
2.2 Massa degli ammassi galattici . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 2
2.3 Osservazioni della radiazione cosmica di fondo . . . . . . . . . . . . . . 3

3 Ipotesi particellari sulla natura della dark matter 4


3.1 Neutrini . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 4
3.2 Assioni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 6
3.3 Particelle supersimmetriche . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 6
3.4 Particelle di Kaluza-Klein . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 7
3.5 Superheavy dark matter . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 7
3.6 Limiti sperimentali . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 8
3.7 Ipotesi non particellari . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 8
3.7.1 Materia oscura barionica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 8
3.7.2 MOdified Newtonian Dynamics (MOND) . . . . . . . . . . . . . 9

4 Metodi di rivelazione diretta 9

5 Metodi di rivelazione indiretta 10


5.1 Raggi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 10
5.1.1 Telescopi ground-based . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 11
5.1.2 Telescopi space-based . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 13
5.2 Neutrini . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 13
5.3 Positroni ed antiprotoni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 15
5.4 Osservazioni nelle radiofrequenze . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 16

6 Conclusioni 16

Riferimenti bibliografici 17

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1 Il problema della dark matter


Una stima dei parametri cosmologici, ottenuta dalle misure sulle anisotropie della
radiazione cosmica di fondo (satellite WMAP) e basate sullo spettro delle fluttuazioni
di densita delle galassie (collaborazione SDSS), indica che la materia contribuisce per
circa il 27% alla densita di energia cosmica e che soltanto il e 4% di questa e dovuta
a barioni. Il 23% dellenergia delluniverso e pertanto da accreditarsi alla cosiddetta
dark matter, la cui composizione e al momento sconosciuta.
La materia oscura ha le seguenti proprieta:
Non e osservabile otticamente e non puo irradiare energia elettromagnetica.

Ha poca interazione con la materia ordinaria.

E prevalentemente poco relativistica allepoca dellequivalenza


radiazione-materia.

E abbastanza fine su scala galattica (senza granularita).

E classica, in modo tale da essere confinata su scala galattica.


Le due ultime proprieta pongono un limite superiore ed inferiore alla massa di eventuali
particelle di dark matter: 25 eV . mDM . 104 M 1071 eV.

2 Principali evidenze sperimentali


2.1 Curve di rotazione delle galassie a spirale
Le curve di rotazione delle galassie a spirale la prova piu diretta dellesistenza della
materia oscura. In pratica si misura la velocita di rotazione una particella di test
in funzione della sua distanza r dal centro galattico combinando osservazioni della
riga a 21 cm dellHI, dello spostamento Doppler dello spettro dellHII e delle emissioni
luminose delle stelle
del disco galattico. A grande distanza dal centro, ci si attenderebbe
unandamento 1/ r per la velocita, ma le osservazioni mostrano invece che essa e
approssimativamente costante (fig. 1). Pertanto dovrebbe esistere un alone di materia
oscura avente massa M (r) r e densita (r) 1/r2 .
Un caso interessante e costituito dalle galassie a bassa luminosita superficiale, in cui
probabilmente e prevalente il contributo della dark matter.

2.2 Massa degli ammassi galattici


La massa complessiva degli ammassi di galassie puo essere determinata studiando il
profilo (temperatura e densita) della radiazione X associata allemissione di gas, oppure

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Figura 1: Curva di rotazione della galassia a spirale NGC 6503. Le linee a puntini,
tratteggiata e mista rappresentano rispettivamente i contributi del gas, della
materia luminosa e della dark matter.

applicando il teorema del viriale alla distribuzione radiale delle velocita. Il contributo
barionico alla massa dellammasso puo invece essere determinato supponendo che esso
sia dominato dai gas e dalle stelle visibili.
In media si trova che per un ammasso
Mbarionica
10% 20% di cui il 9% gas
Mtotale
Dal momento che gli ammassi hanno dimensioni spaziali molto grandi, si puo ritenere
che questo rapporto sia rappresentativo dellintero Universo.

2.3 Osservazioni della radiazione cosmica di fondo


Attualmente lanalisi delle anisotropie della radiazione cosmica di fondo (CMB)
consente di verificare i diversi modelli cosmologici e di mettere dei vincoli stringenti sui
parametri; in pratica, partendo da un modello cosmologico, con certi parametri fissati,
si fa un fit dei parametri liberi. I dati ricavati dagli studi piu recenti mostrano che la
abbondanza di materia barionica nellUniverso vale

b h2 = 0.0224 0.0009 (1)

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in accordo con le previsioni teoriche dai modelli della nucleosintesi


(0.018 < b h2 < 0.023), mentre labbondanza totale di materia e

M h2 = 0.135+0.008
0.009 (2)

dove h = 0.73 0.03.

3 Ipotesi particellari sulla natura della dark matter


La presenza di particelle con massa non nulla, elettricamente neutre, debolmente
interagenti con le altre particelle note (sezione durto < 106 pb) e con vita
media lunga (Weakly Interagent Massive Particles, WIMP) puo spiegare una buona
parte della densita di materia delluniverso. Se tali particelle hanno lo stesso tipo
di interazione di gauge e simili costanti di accoppiamento di quark e leptoni, si puo
prevedere che siano state prodotte in abbondanza nelluniverso primordiale quando la
temperatura era sufficientemente elevata da permetterne la produzione nelle collisioni
fra particelle presenti. Espandendosi luniverso e diminuendo la temperatura, la
produzione di tali particelle cesso ad un certo punto. La probabilita di annichilazioni
fra tali particelle diminupure essa rapidamente, perche lespansione ridusse la loro
densita. Nel caso in cui la loro vita media sia sufficientemente lunga, esse sono quindi
rimaste come erano al momento del loro disaccoppiamento. Se le particelle di materia
oscura si disaccoppiano quando sono ancora relativistiche si parla di Hot Dark Matter
(HDM), se si disaccoppiano quando hanno raggiunto velocita nonrelativistiche allora
si parla di Cold Dark Matter (CDM).
Sia X una generica WIMP; si trova che il suo contributo alla densita di materia dipende,
a meno di termini logaritmici, dalla sezione durto e non dalla massa mX [6]:

3 1027 cm3 s1
X h2 (3)
< v >
Di seguito vediamo le principali ipotesi sulla natura di queste particelle (neutrini
massivi, particelle supersimmetriche, assioni, particelle di Kaluza-Klein,. . .). Nella
figura 2 sono riportati le principali tipologie di WIMP.

3.1 Neutrini
Nelluniverso primordiale, i neutrini sono in equilibrio termico grazie allinterazione
debole con le altre particelle; raffreddandosi luniverso, a temperature dellordine del
MeV, il rate di interazione dei neutrini diventa minore del tasso di espansione
delluniverso (parametro di Hubble) e si ha pertanto il disaccoppiamento dei neutrini
dallequilibrio termico con elettroni, positroni e fotoni. Dopo il disaccoppiamento il

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Figura 2: Possibile natura delle WIMP. Sono state considerate particelle per cui e possibile
avere X h2 1. In ascissa e riportata la massa, in ordinata il valore tipico della
sezione durto di interazione con la materia ordinaria. La dicitura WIMP indica
altri tipi di particelle (Kaluza-Klein,. . .).

gas di neutrini si espande adiabaticamente; successivamente gli elettroni ed i positroni


si annichilano in fotoni (che danno origine alla radiazione fossile). La temperatura T
dei neutrini rimane costante mentre quella dei fotoni T aumenta. Si ricava che
r
T 3 11
= (4)
T 4
Poiche attualmente la temperatura della radiazione fossile e T 2.7 K, il fondo
cosmico di neutrini ha una temperatura media di T 1.9 K. Da questi valori si
possono ricavare la densita n e la densita di energia dei neutrini:
 3
3 (3) kb T
n = 2N (5)
4 2 ~c
( 2
N 7 T 4 per m T
120
= P (6)
i m i n per m T

dove N e il numero di flavour per i neutrini ed mi la massa del neutrino di tipo i.


Attualmente la densita di neutrini fossili e n,0 2N 103 cm3 . E pertanto immediato

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ricavare che, nel caso in cui la massa dei neutrini sia superiore alla temperatura del
fondo cosmico (circa 104 eV) P
2 i mi
h = (7)
93.2 eV
Il limite superiore attuale alla massa del neutrino ricavato da dati sperimentali e, al
95% di livello di confidenza, 2.05 eV; pertanto si ha un limite superiore anche alla
densita dei neutrini del fondo cosmico:
h2 . 0.07 (8)
Il limite alla massa del neutrino e valido per tutti gli autostati di massa, dal momento
che le differenze di massa sono molto piccole (m2 7 105 eV2 per i neutrini solari
e m2 3 103 eV2 per quelli atmosferici).
Da questi numeri segue che i neutrini potrebbero spiegare solo una minima parte della
dark matter. Inoltre, essendo i neutrini relativistici e poco interagenti al momento
del disaccoppiamento e della formazione delle strutture a larga scala delluniverso,
tendono ad eliminare le fluttuazioni primordiali di densita, sotto una scala di
40 Mpc (m /30 eV).1 In questo scenario si sarebbero originate delle strutture molto
piu grandi delle galassie oggi osservate.
Neutrini con masse piu elevate e quindi non relativistici al momento del
disaccoppiamento sono possibili senza esaurire il bilancio di massa delluniverso. Se
neutrini di Dirac dovrebbero avere m & 2 GeV, se neutrini di Majorana m & 6 GeV.
Tali masse sono pero incompatibili con i limiti sperimentali attuali.

3.2 Assioni
Lassione e una particella pseudoscalare introdotta per risolvere il problema della
violazione forte di CP. Modelli di evoluzione stellare e di dinamica delle supernov
richiedono che massione . 0.001 eV. Inoltre dovrebbe essere debolmente interagente con
le particelle ordinarie e pertanto gli assioni non erano in equilibrio termico nelluniverso
primordiale. Il calcolo del residuo di assioni e incerto e dipende dal modello considerato;
tuttavia rappresenta un valido candidato per la materia oscura. [8]

3.3 Particelle supersimmetriche


Senza entrare nei dettagli delle teorie supersimmetriche (si veda ad esempio [7]),
ricordiamo solamente alcune proprieta del Minimal Supersimmetric Standard Model
(MSSM):
1
In pratica le particelle di materia oscura diffondono da regioni sovraddense a regioni sottodense
livellando le disomogeneita, poiche i loro moti (che non hanno natura collisionale) risentono del
campo medio totale delluniverso e non di quello dovuto alle disomogeneita locali. Questo processo
di dissipazione va sotto il nome di free-streaming.

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Si associano dei partner fermionici (gaugini ) a tutti i campi di gauge; in


particolare i gluini g per i gluoni, i w,0 per i W ,0 ed il b0 per il bosone di
ipercarica debole B 0 .

Si associano partner scalari ai fermioni, in particolare a quark e leptoni.

Si introduce un secondo campo di Higgs; a ciascun membro del doppietto di


Higgs (H10 , H20 ) e associato un partner supersimmetrico (h01 , h02 ) avente spin 1/2.

In questo modello si definisce la R-parity R (1)3(BL)+2s , dove L e il numero


leptonico, B il numero barionico e s lo spin della particella; essa vale +1 per le particelle
ordinarie e -1 per quelle supersimmetriche ed e conservata.
Unimportante conseguenza di cio e il fatto che la particella supersimmetrica piu
leggera (LSP) e stabile e pertanto e un buon candidato per la materia oscura;
lidentita della LSP dipende dal modello considerato, in particolare dal modo in cui
viene rotta la supersimmetria. Questa particella potrebbe corrispondere al partner
supersimmetrico del neutrino, ma lipotesi e esclusa dalle osservazioni sperimentali.
Anche i corrispondenti supersimmetrici del gravitone e dellassione potrebbero essere
interessanti ma sono praticamente impossibili da rivelare.
Il miglior candidato supersimmetrico per la materia oscura e pertanto il neutralino
piu leggero; i neutralini sono i 4 autostati di massa che si ottengono dal mixing delle
superparticelle h01 , h02 , w0 e b0 ; in genere il neutralino piu leggero e denotato con .

3.4 Particelle di Kaluza-Klein


Nellambito dei modelli di extra-dimensioni, supposto che queste siano compattificate
allinterno di un cerchio di raggio R, tutti i campi hanno momenti quantizzati in
termini di p2 1/R2 . Pertanto ogni campo possiede un insieme di modi di Fourier
detti stati di Kaluza-Klein, aventi massa mn = n/R. I modelli in cui tutti i campi
possono propagarsi nelle extra-dimensioni vengono detti universali; in questi modelli,
la conservazione del momento nelle extra-dimensioni porta alla conservazione della
KK-parity. In maniera analoga alla supersimmetria e alla R-parity, la particella di
Kaluza-Klein piu leggera (LKP) e stabile e pertanto costituisce un valido candidato
per la dark matter [11]; lidentita di questa particella dipende dallo spettro del primo
livello KK, in particolare e associata al primo livello delleccitazione KK del bosone di
gauge di ipercarica debole (indicato con B 1 ).

3.5 Superheavy dark matter


I valori sperimentali attuali sullabbondanza di materia oscura DM h2 , uniti al
fatto che per una particella massiva esiste un valore massimo per la sezione durto
di annichilazione, portano ad un limite superiore alla massa della materia oscura

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particellare, mDM . 34 TeV.


Nel caso in cui pero le particelle di dark matter non fossero in equilibrio termico
nelluniverso primordiale, si potrebbe avere mDM > 1010 GeV; particelle di questo
genere vengono dette wimpzilla. La loro abbondanza cosmica non dipende dalla sezione
durto di annichilazione, ma da quella di produzione; il modello piu comune e quello
di produzione gravitazionale al termine della fase inflativa delluniverso. Inoltre il
decadimento di queste particelle supermassive potrebbe spiegare lorigine dei raggi
cosmici di energia superiore al limite GZK ( 7 1019 eV).

3.6 Limiti sperimentali


Le misure effettuate con i collider pongono dei vincoli alle masse dei possibili candidati
particellari per la materia oscura. Purtroppo questi dati dipendono fortemente dal
modello fisico utilizzato. Nella tabella 1 riportiamo i principali risultati.

Larghezza di decadimento del bosone Z ZXX <4.2 MeV


Massa del neutralino piu leggero m &40 GeV
Massa del partner supersimmetrico del neutrino m &85 GeV
Massa di particelle con carica di colore mX 200 GeV

Tabella 1: Principali limiti sperimentali alla dark matter particellare

3.7 Ipotesi non particellari


3.7.1 Materia oscura barionica
Vi sono essenzialmente due possibili soluzioni al problema della materia oscura che
coinvolgono oggetti costituiti da materia barionica:

Il mezzo interstellare e composto principalmente da idrogeno neutro (HI) ed


idrogeno molecolare (H2 ); mentre lHI e facile da rilevare nella riga a 21 cm, lH2
e piu difficile da mettere in evidenza e potrebbe essere una parte della materia
oscura osservata; tuttavia lH2 non e presente in tutte le galassie [5]. In ogni caso
il contributo alla densita e piccolo: gas . 0.01.

Potrebbero esistere dei MAssive Compact Halo Objects (MACHO), cioe degli
oggetti barionici, piccoli e poco luminosi, nellalone delle galassie e degli ammassi
galattici. Esempi di MACHO potrebbero essere buchi neri, pulsar, nane bianche
e brune, stelle oscure,. . . [4]. In questo modo si potrebbe spiegare circa il 20%
della dark matter.

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3.7.2 MOdified Newtonian Dynamics (MOND)


La MOND e un modello fenomenologico creato ad hoc per spiegare le curve di rotazione
delle galassie senza che vi sia il bisogno di introdurre la materia oscura; si basa su una
modifica alla legge fondamentale della gravitazione.
Il pregio di questa teoria e il buon accordo con i dati sperimentali; tuttavia essa viola
il principio di equivalenza, la conservazione della quantita di moto, linvarianza di
Lorentz e non permette la sovrapposizione dei campi gravitazionali. [3]

4 Metodi di rivelazione diretta


Lidea di base e quella di rivelare le WIMP che attraversano la Terra mediante la loro
interazione con la materia. Il rate di interazione e approssimativamente dato da
X
R Ni nX < iX > (9)
i

Dove lindice i rappresenta le varie specie di nuclei nel rivelatore, Ni e il numero di


bersagli, nX la densita locale di WIMP e < iX > la sezione durto WIMP-nucleo
mediata sulle velocita delle WIMP rispetto al rivelatore.
Numerosi esperimenti per la rivelazione della dark matter sono attualmente operativi
od in fase di progettazione ed usano le tecniche piu disparate.
In particolare alcuni esperimenti cercano di evidenziare una modulazione nel rate
degli eventi dovuta alla rivoluzione della Terra intorno al Sole e una forte asimmetria
giornaliera nella direzione di rinculo del nucleo, dovuta alla rotazione della Terra
intorno al proprio asse; questi effetti, se rilevati costituirebbero uninequivocabile
segnatura dellorigine astrofisica degli eventi, tuttavia e necessario avere unampia
statistica.
In questo tipo di esperimenti e necessario avere unelevata efficienza nel tenere sotto
controllo il background, a causa del basso rate degli eventi; e inoltre necessaria una
bassa energia di soglia, dal momento che lenergia di rinculo del nucleo e dellordine di
20 keV.
Nella tabella 2 riportiamo una sintesi delle tecniche attualmente utilizzate e degli
esperimenti relativi. In figura 3 sono invece riportati i principali risultati sperimentali
sui limiti alla sezione durto (spin independent) WIMP-nucleone. Lesperimento
DAMA ha dichiarato un risultato positivo nella rivelazione della dark matter; tuttavia
le misure di altri esperimenti (come EDELWEISS e CDMS) sono in contraddizione con
questa affermazione.

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Esperimento Tecnica Materiale


CUORICINO Criogenica 41 kg TeO2
GENIUS-TF Ionizzazione 10-40 kg Ge in N2
HDMS Ionizzazione 0.2 kg diodi Ge
IGEX Ionizzazione 2 kg diodi Ge
DAMA Scintillazione 100 kg NaI
LIBRA Scintillazione 250 kg NaI
NaIAD Scintillazione 46 kg NaI
ZEPLIN-I Scintillazione 4 kg Xe liquido
XENON Scintill. + Ionizz. 3-10 kg Xe liquido
ZEPLIN-II Scintill. + Ionizz. 6 kg Xe liquido
CDMS-I Criog. + Ionizz. 1 Kg Ge + 0.2 Kg Si
CDMS II Criog. + Ionizz. 2-7 kg Ge + 0.4-1.4 Kg Si
CRESST-I Criog. + Scintill. 0.262 kg Al2 O3
CRESST-II Criog. + Scintill. 0.6-9.9 kg CaWO4
EDELWEISS-I Criog. + Ionizz. 1 kg Ge
EDELWEISS-II Criog. + Ionizz. 10-30 kg Ge
PICASSO Camera a bolle 20 g Freon
ROSEBUD Criog. + Scintill. 50 g Al2O3 + 67 g Ge + 54 g CaWO4

Tabella 2: Principali esperimenti per la rivelazione diretta della materia oscura

5 Metodi di rivelazione indiretta


Oltre alla rivelazione diretta delle WIMP, si puo pensare di rivelare la radiazione
prodotta nellannichilazione delle WIMP (raggi , neutrini, positroni, antiprotoni,. . .)
nellalone o nel centro della Galassia, nel centro del Sole od in altre regioni (chiamate
genericamente amplificatori), dove si puo avere unalta densita di materia oscura.2
Il Sole e la Terra possono catturare le particelle di dark matter poiche esse perdono
energia nelle collisioni con i nuclei al loro interno; tuttavia, soltanto i neutrini possono
uscire dagli oggetti densi e pertanto essere rivelati. Inoltre bisogna tenere presente che
le particelle cariche risentono dei campi magnetici ed e pertanto impossibile considerare
sorgenti puntiformi di tali radiazioni.

5.1 Raggi
Losservazione diretta dei raggi deve essere effettuata dallo spazio in quanto,
nel range di energie dal GeV al TeV, la produzione di coppie limita la lunghezza
2
Infatti il flusso di radiazione e legato al rate di annichilazione che e direttamente proporzionale
alla densita.

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-4
10

WIMP-nucleon scattering cross-section (pb)


EDELWEISS-I 00-03, 62.0 kg.d
EDELWEISS-I 00-02, 13.6 kg.d
CDMS 03 SUF, 28.3 kg.d
CDMS 04 Soudan, 19.4 kg.d
CRESST 04, 20.5 kg.d
-5
10

-6
10

2 3
10 10 10
WIMP mass (GeV/c2)

Figura 3: Principali limiti sperimentali alla sezione durto spin independent WIMP-nucleone.
La curva chiusa rappresenta i risultati dellesperimento DAMA.

dinterazione dei fotoni a circa 38 g cm2 , mentre latmosfera terrestre ha una


profondita di circa 1030 g cm2 ; pertanto non e possibile rivelare i da terra in
maniera diretta, ma soltanto indirettamente.

5.1.1 Telescopi ground-based


E possibile osservare indirettamente i raggi da terra tramite la rivelazioni degli sciami
di particelle secondarie e la luce Cerenkov originati dallinterazione nellatmosfera
terrestre. Le tecniche di osservazione della luce Cerenkov sono telescopi imaging e
non-imaging, array solari, scintillatori o contatori Cerenkov ad acqua. Nei telescopi la
luce viene raccolta da un sistema di specchi ed un foto-rivelatore multi-pixel accoppiato
ad unelettronica veloce ne registra unimmagine3 ; si richiede la capacita di contare il
singolo fotone ed una buona risoluzione temporale. La discriminazione tra uno sciame
iniziato da un e uno iniziato da un nucleo e effettuata in base alla forma e alla
direzionalita dellimmagine.
Nella tabella 3 sono riportati i principali telescopi Cerenkov a terra.
3
Nei telescopi non-imaging viene registrato soltanto il conteggio integrale e pertanto non e possibile
distinguere tra una sorgente puntiforme ed una estesa.

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Imaging
Gruppo Sito Telescopio Soglia
Num.Apert. (TeV)
Whipple Arizona, USA 10 m 0.4
Crimea Ukraine 62.4 m 1
SHALON Tien Shen, Ru 4m 1.0
CANG-II Woomera, Au 10 m 0.5
CANG-III Woomera, Au 410 m 1
HEGRA La Palma, Es 55 m 0.5
CAT Pyrenees, Fr 4.5 m 0.25
TACTIC Mt. Abu 10 m 0.3
Durham Narrabri 37 m 0.25
7TA Utah, USA 72 m 0.5
MAGIC La Palma, Canary 17 m 0.1
HESS Khomas Highland of Namibia 412 m 0.1
VERITAS Arizona, USA 412 m 0.35

Non-Imaging
Gruppo Sito Tipo Telescopi
Potchefstroom South Africa Array 4
Pachmarhi India Array 25
Beijing China Double 2

Array solari
Gruppo Sito Eliostati Soglia
(GeV)
STACEE Albuq., USA 32 (48) 180
CELESTE Themis, Fr 40 (54) 5010
Solar-2 Barstow, USA 32 (64) 20

Non - air Cerenkov


Gruppo Sito Tipo Soglia
(TeV)
Milagro Fenton Hill, US Cer. ad acqua 0.5-1.0
Tibet AS Tibet 700 Scintillatori 3

Tabella 3: Principali osservatori Cerenkov per raggi a terra.

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5.1.2 Telescopi space-based


Il primo telescopio spaziale per losservazione dei raggi e stato EGRET, che ha
osservato in un range di energie fino a 30 GeV; tuttavia il 60% delle sorgenti di
individuate non sono state identificate. Nel prossimo futuro verra messo in orbita
GLAST, il quale migliorera le performances di EGRET in area effettiva, risoluzione
angolare ed energetica (questultima dipende dallenergia del primario). GLAST sara
in grado di rivelare i grazie alla segnatura caratteristica della produzione di coppie
e+ e nellinterazione del primario con uno strato di tungsteno fino ad energie dellordine
di 100 GeV.
Lapproccio spaziale e complementare rispetto a quello terrestre per lampio campo
di vista e lelevato duty cycle. In figura 4 sono mostrate le sensibilita dei principali
esperimenti a terra e nello spazio.

Figura 4: Sensibilita degli esperimenti presenti e futuri per losservazione dei raggi .

5.2 Neutrini
I neutrini sono piu difficili da rivelare rispetto ai raggi a causa della loro debole
interazione con la materia ordinaria; nel range di energie del GeV-TeV vengono rivelati
grazie alla luce Cerenkov emessa durante lattraversamento del rivelatore da parte
dei muoni prodotti dalle interazioni di corrente carica nel mezzo in cui e posto il
detector. In particolare possono essere utilizzati per la rivelazione grossi volumi di
acqua o ghiaccio.
Nellambito della supersimmetria, non ci sono diagrammi ad albero per lannichilazione
diretta del neutralino () in neutrini; indirettamente e possibile rivelare neutrini

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dallannichilazione del in quark pesanti, bosoni di gauge, e bosoni di Higgs. Lo


spettro dei neutrini cosprodotti e ampio, ma con energia tipiche pari a circa 1/3 della
massa del .
Se M < MW = 80.4 GeV, domina lannichilazione in (bb, con una piccola
componente in + ; in questo caso si avrebbero neutrini con energie inferiori ai
30 GeV, molto difficili da rivelare. Per valori maggiori di M diventa rilevante
lannichilazione in quark top e bosoni di gauge e si possono rivelare neutrini prodotti
nei decadimenti Z e W l .
Nel caso in cui le WIMP siano particelle di Kaluza-Klein, le possibilita di rilevazione
dei neutrini sono migliori, in quanto questi ultimi sono maggiormente energetici. La
LKP puo annichilarsi direttamente in una coppia di (3-4%), leptoni carichi (60-70%)
oppure quark up (20-30%). Il canale + e quello che contribuisce maggiormente al
flusso di neutrini.
Nel caso in cui le WIMP vengano catturate allinterno del Sole, si puo vedere che [2] il
loro rate di annichilazione e
1 2 1  
2
= A N = C tanh C A t (10)
2 2
dove N e il numero di WIMP, C il rate di cattura nel Sole, A la sezione durto
di annichilazione per unita di volume e t leta del Sole. I neutrini prodotti nei
decadimenti perdono energia attraversando il mezzo solare; la probabilita che un
neutrino di energia E esca dal Sole senza aver interagito e [1] P = exp [E /Ek ],
dove Ek 150 200 GeV dipende dalla specie di (anti)neutrino considerata.
Una piccola frazione di che arrivano al rivelatore vengono convertiti in muoni
per mezzo di interazioni di corrente carica; i muoni, propagandosi, originano della
radiazione Cerenkov che puo essere rivelata dai fotomoltiplicatori del detector. La
perdita di energia dei e

dE cm2 cm2
= E con = 2.0 MeV , = 4.2 106 (11)
dX g g
mentre il loro range e invece
 
1 + E
R log (12)
+ Eth

dove e la densita del mezzo e Eth lenergia di soglia del rivelatore.


Nella tabella 4 riportiamo i parametri relativi ai piu importanti esperimenti
attualmente in opera per la rivelazione dei neutrini. Non e possibile invece osservare
un segnale di neutrini proveniente dallannichilazione di WIMP nella Terra, in quanto
e poco massiva rispetto al Sole e si avrebbero solamente interazioni scalari.
Ci si puo aspettare inoltre un flusso di neutrini provenienti dal centro galattico; questi

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Esperimento Sito Mezzo Area effettiva Soglia


4 2
AMANDA Polo Sud ghiaccio 5 10 m 30 GeV
ANTARES Mediterraneo acqua 6 104 m2 10 Gev
2
IceCube Polo Sud ghiaccio 1 km 50-100 Gev

Tabella 4: Principali esperimenti per la rivelazione dei neutrini

eventi sono accompagnati da un elevato flusso di raggi , pertanto losservazione dei


neutrini puo confermare lesistenza di eventi originati dallannichilazione di materia
oscura.

5.3 Positroni ed antiprotoni


Evidenze per lannichilazione di materia oscura si sono trovate anche negli spettri dei
positroni e degli antiprotoni cosmici.
Nel 1994 lesperimento HEAT ha osservato un flusso di positroni in eccesso rispetto
a quello previsto, con un picco attorno ai 10 GeV. La sorgente di questi positroni e
sconosciuta ma il segnale rivelato potrebbe essere dovuto al decadimento di materia
oscura di natura supersimmetrica o di Kaluza-Klein.
Lannichilazione diretta in e+ e e soppressa per i neutralini dalla conservazione del
momento angolare, mentre e possibile per la LKP. Anche decadimenti in ZZ o W + W
sono in grado di originare positroni aventi energia pari a meta della massa della WIMP.
Dal momento che sono particelle cariche, i positroni e gli antiprotoni vengono deflessi
dai campi magnetici e pertanto non e possibile risalire direttamente alle loro sorgenti.
In tabella 5 sono riassunti i principali esperimenti per la loro rivelazione.

Esperimento Tipo Particelle Range


HEAT pallone e+ 1 30 GeV
BESS pallone p+ 200 MeV 3 GeV
CAPRICE pallone p+ 3 40 GeV
PAMELA satellite e+ 50 MeV 270 GeV
p+ 80 MeV 190 GeV
AMS ISS on-board p+ 0.5 GeV 3 TeV

Tabella 5: Principali esperimenti per la rivelazione di positroni ed antiprotoni.

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5.4 Osservazioni nelle radiofrequenze


Le emissioni radio provenienti dallalone galattico, in particolare dal centro, possono
provare indirettamente lesistenza della dark matter. Infatti i protoni e gli elettroni
originati dallannichilazione delle WIMP emettono radiazione di sincrotrone nelle
radiofrequenze propagandosi nei campi magnetici galattici. In particolare sono possibili
osservazioni nella nostra Galassia; tuttavia e necessario conoscere il profilo di densita
della materia oscura, in particolare nelle regioni piu interne, di cui purtroppo si conosce
ancora molto poco.

6 Conclusioni
E ormai pienamente accertata lesistenza di materia oscura nellUniverso. Tuttavia si
sa ancora poco o nulla sulla sua natura e sulla sua origine; ci sono molte ipotesi al
riguardo: la maggioranza di esse vede in alcuni tipi di particelle, conosciute oppure
esotiche, un possibile candidato per la dark matter.
Diversi esperimenti sono o saranno realizzati per verificare queste ipotesi, a terra
e nello spazio, rivelando direttamente la materia oscura oppure i suoi prodotti di
decadimento (raggi , neutrini, antiprotoni,. . .).
In modo particolare sono tenuti sotto osservazione il centro della Galassia ed il Sole
(dove i rate non dipendono dalla distribuzione di dark matter nellalone), regioni dove
e alta la probabilita di avere annichilazioni di materia oscura. In futuro potranno
essere interessanti anche osservazioni di galassie esterne e di sottostrutture locali.

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