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F I R DU S I

P O E MA EP I C O

A
C TO D AL PER SI NOA IN V ER SI A ANI
I T LI

DA

I TALO PI ZZI

L

p e s i a n a n e l s u o in si em e p
e p o p ea r ro
d u ce l i m p e ss i o n e d ll i mm
, ,

b il

r e n co e n su r a e,
si mi l e a ll a i sta d e l c i e l o ste ll ato h i
v c e r u
mi ce n e i s u o i f l g i d i s i s te mi di s te ll e l in
,

s u
ni ta pl u a l i t de i m o n d i
r

S
. .

CHACK .

VOLUME SECONDO

T O R NO I
V I N C E NZ O B O NA

T i p o g a fo di
r S. M .

1 8 8 7
IL RE K AV U S

I . La c o nq u is ta d e l M ze n de r n

I . I l D v o c a n to r e .

( Ed . Cal c . p .

Arbor fecondo poi c h e i n all crebbe


,
'

0
,

O ve l inc o lga dal rotante ciel



!

O fi e sa o danno pallide le fo g lie


Mostra ed allenta le ra d ici su e ,

S i che i l vertice altero i n g i declina


Primieramente ; e se mai ! i a che un giorno '

Tolto d i la deserto lasci il 10 0 0


,

Ov ei so r ge a quel loco a d u n novello


Germe abbandona e la pompa de vagh i

Fiori gli a f da l e novel l e frond e


,

E l a m e no g ia r din la vi vid a u r a
'

Di pri m avera che rispl e nd i n to r no e

Come fulgida lampa Or s e da quelle . .

R ad ici d e l caduto arbor p i m la r o '

Sorge tristo rampollo a q u e l l a ntic o ,


Tronco non darai tu de l tr is l germe u

Col pa nessuna Allor c h a l d o lce fi glio


. e

Lascia su o loco il ge n it r c h e m uore u


,
8

E ogni secreto del cuor suo con dolce


Cura gl i svela s e del padre estinto
,

T r a gg e nel fango il nome i llustre e tutta


L a maest l ing r a to glio nome

R i di glio non m erta ; u n u o m straniero


Gi ustamente il dirai S e la via dritta .

De suoi maestri a che lasci alcuno


Ben si c o n vie n che di nemica sorte


I colpi e i senta Oh s l tale d i questa
.
,

D e ll u o m dimora antica dura legge


E c e la si di lei principio o m eta


A mortal sg u a r do C h e se alcun scoprisse .

Sua trista legge so gg io r nar qui i n terra


,

Lu n ga sta g ion no n amerebbe alcuno


Del genitor quando si prese il trono
K avus re glorioso il mondo intero ,

Da con ne a c o n n gli era soggetto ,

Ed e i colmi vedea tutti i te so r i .

E servo i l mondo a lui ; vedea la pompa


Di collane lucenti e di regali
Fulgid i seggi e d o r e c c h ini e ovunque

Dorati serti c on smeraldi e mandre ,

D arabi corridor con dense e sciolte


Sulla cervice l e criniere I n terra .

Non uno e i c o no s c ea c h e u gu a l gli fosse .

E avvenne un d ch egli se de a bea to


I n ameno g ia r din vino gu stando ,

Puro e soave Era l in mezzo un trono


.

A u r if u l g e n te e n eran di cr i stallo

Alti i sostegn i e se pr a vi s e de a
,

I l maggior sire de la terra I l prence .

Di cose varie u mili ed alte avea


, ,

Co principi d I r a nia il suo consiglio


E dic e a : Per la terra oh ! chi signore ?


E se me togli chi del regal seggio
,

E degno qui ? Da vve r ! c h e mi s a ddic e


.

R egio grado quaggi ! Cercar con me c o
Liti o contrasti non ardisce alcuno .

Bevve del vino e seguit o q u e detti

L a l te r o prence si che tutti intorno


E prin c ipi ed eroi ne furon tocchi


D u n a l ta meraviglia Un Devo allora

.
,

I n vaghe spoglie d i c a n tor se n venne

De l e porte al custode e aperto i l varco


Al r e gli chiese D e l Ma zn d le ville .
,

Disse lasciando qui so n io cantore


, , ,

Fra gente dotta i n m u sic ar ti Al suo


.

Eccelso trono i l tuo signor deh ! m a pr a

Graz ioso la via se a lcun servigio


,

P o ss io c o ni pie r pe r lui ! Si mosse allora


Da l e porte i l custode e ratto e ero


A I re s e n venne O re disse un cantore .
, ,

A l e porte s i s ta R eca un l i uto .

E col l i uto molti d i q u e l l a r te


Allettamenti E g li ti chiede a ccesso


.

Fino al trono O signor che ci comandi ?


.
,

E K avus fe precetto onde i1 cantore


F o sse gli addotto e loco in fra la schiera


D e musici trovasse Un dolce suono

.

Trasse i l cantor da l suo liuto e un canto


Incominci che dal Ma z n d ven i a .

L a nostra terra del Ma z n d u n canto


Abbia da noi De h ! possa eternamente
.

Esser beata quella terra ! Sempre


L e rose agli orti suoi sp ie g a n la pompa
Di lor tinte vivaci e sovra i monti ,

Cres c e n giacinti e tulipani l aria .


Limpida e mite pieno i l suol d i or i


, ,

E freddo i vi non non l a r su r a


De giorni estivi ma vi regna eterna


Primavera gioconda Entro ai giardini .

Canta n o gli usignuoli e per l i prati


Errando vanno le g a zzelle e mai
Non posan esse da l cercar l amena

Campagna i n to rno Son colori acces i .

E vagh i aspetti e fragranze per tutta


L e t dell anno e tu diresti a ncora

C h e n e ruscelli suoi che s c e ndo n ratto


Acqua scorre di rose onde no str a l m a ,


Sente ignoto contorto e si rallegra .

Di Dey ne l mese o d i B e h m n ne giorni ,


Di A d h r o F e r ve r din sempre vedrai ,

Tulipani orenti in quella terra


Benedetta dal ciel c h e tutto l anno ,

R i de di ori ai ruscelletti i l margo ,

E son falchi pugnaci in ogni loco


L a preda i n tenti a insidiar Ma l ampia

.

Cam pagna intorno tutta b ella e vaga


Negli ornamenti suoi d oro e d argento ,

R icca e d i drappi e d ogni cosa ele tta


E prez i os a L e fanciulle poi


.

H an corone dor a te ed ogni prence ,

R ecas i un cinto d or No chi q u e l l a l m a



.
.
,

Te r ra non V ide n v i fe soggiorno

I l pi dolce desi o de l s u o bel core ,

Di su o spir to i l des i o non colse mai !


R e I i v u s a l l u dir quella canzone

, ,

Pensier novello c o nc e p Quel suo .

Cor te mpestoso di battaglie amante


, ,

Da novello desi o vinto r e sto ss i


Per reca r nel Ma z nd l armi guerriere

E conquistarlo E disse allor rivolto


.
,

A prenci suoi fa mosi i n guerra : I l nostro


Cor n e l pensier d i feste e di conviti


Troppo s i m m e r s e ed avvil i S e un forte

P r ende costume d i coda rdo mai ,

Sa zio d i sonno e d ig na vo ri poso

R i n o n sar ; se un garzoncello inclina


11

Ad opre abiette e ree quella sua v iva ,

Mente s i accascia e l anima si oscura


.

Ma di G e m sh d io si maggior mi tengo
, , ,

Di re K o bd maggior di q u e ll a ntic o ,

Da hk arabo prence e per propizi a


, ,

Stella e per maest per nascimento ,

Illustre Ond e che pi d a ssa i di loro


.

Virt guerriera vo S pie ga r c h e un prence


Incoronato disiar l impero

Debbe del mondo I o recher o de miei .


Prodi lo stuolo nel Ma z nd q u e ll a m p ia ,


Terra per conquistar con la mia clava .

Quest e parole de presenti eroi


,

Quando ferir gli orecchi intenti bello ,

Non mostrarono a lor ne savio o accorto


I l consiglio regal Pa llid i in volto
.

E c o r r u c c ia l i si fer tosto Guerra .

Nessun volea co Devi maledetti

Abitatori del Maz n d ; eppure


Niu n rispondere o s dritto e spedito
Al suo signor ; pien di corruccio i l core
Aveano e il labbro sospiroso e mesto ,

E ta c e a n tutti e G h e v e l u s e i l prode
'

Behr am Gurgh i u e G de r z valoroso


, ,

E K h ar r ad e K e sh vd R uppero al fi ne .

L alto silenzio e dissero a una voce :


Siam noi tuoi servi e sol per tu o comando ,

Noi c a m m inia m per l ampia terra E poi



.

Tutti in disparte si adun ar per voglia


Di sgo m be r a r da l cor del sire il detto ;
S e d e a n pensosi e questo a quel d ic e a :
,

Oh ! qual ne venne da la sorte avversa


C olpo fatal su l nostro capo ! I l sire
Questa c h e in mezzo a l vin fatal parola
Pronunciar volle se non scorda e lasci a
, ,

Danno minaccia a tutta I r a nia e a noi


0
1 v

Senza riparo Oh si i ve dr e m deserta


. .

Q u e st a l m a terra in to r b ida te l a c q u e

E devastati i pingu i colti Grande .

G e m sh id era da vve r con regal serto ,

E regal gemma e gli o bb e dia n fedeli ,

A n c e gli augelli e i soggiogati Devi


E l e a late Per i ; ma s i a s te ne a
Dal ricord e r pur de l Ma z nd il nome ,

N e disi o coi Devi mai la guerra


'

Oltraggiosi e possenti Era di molta .

S cienza ornato e m ag ic a r ti ancora

R e F r e d n possedea ma non cedette ,

A tal voglia giammai C h e s e bastava .

Chiaro nome e valor natali illustri ,

E tesoro regal per correr tutta ,

Del Ma zn d l aspra via la m a n distesa


A lla g r a n d o pr a Mino c h r p e r pri mo


A vr ia di certo e senza compimento


Lascia ta non a vr a del su o gran core
Questa voglia Or qui da noi
Arte si cerchi a d isto r na r la rea
S ventura che minaccia arte novella ,

P o ng a s i in opra Deh ! si cerchi almeno


.

Valevole riparo onde tal danno ,

Da ll ir a nic o suol lungi s e n vada !


E Tus a llor cos i a q u e prenci : O for ti


C he molte g i vedeste orride p u gne


E di valor eri contrasti a questo ,

Nodo intricato un modo sol vegg io

Per d isc io r lo e d aprir P o ng a si adunque .

In opra e ve dr e m noi che non e grave


, ,

Come si estim a si gran cosa Un messo,


.

Ma nd ia m veloce a Zal glio animoso ,

Di Sani antico e noto a lui si renda


,

Q uesto caso novello Ecco gli dica .


, .

Se pol ve i l cri n ti o us c a a tuoi lavacri

,

Non c o m m e tte r la fronte e la persona ,

Ma desta ndo un pensier nella tua ment e


,

Acuto e forte i l volto tuo s bello


,

Fa c h e veder po ssia m l Vieni o signore ! ,

Anche gli narri il m e ssagg ier qual nova


Opra medita in cor malvagia e stolta , ,

K avus regnante onde a vr poi n e l core


Inutile pe ntir S i si n d uopo


.
, ,

C h e Zal accorra e tosto Una parola


,
.

Grave di senno egli dir che scenda


De l nostro prence al Dica quel messo
C h e Ahrim an fraudolento il r e o consiglio
In mente gli cacci c h e non dato , ,

Mai non dato d e sp u g nar l e rocche


Dei tristi Devi Oh ! da la stolta e folle


.

I nte n zi o n ritragga il pro guerriero


L alma del re ; se no l umile grado


Precipita con l alto alla rovina



.

E co n vennero allor tutti gli eroi


Che Zal dovesse la faccenda grave
A ppia na r col suo sen no E bb e r fra loro .

Molte parole acconcie e i l messaggier o ,

Poser veloce i n su la via Sen venne .

Del Nimr u z a la terra e corse ratto


L ir a nio messo n c h e a Zal dinanzi

, ,

Lu c e del mondo ascese ed il messaggi o


, ,

Gli die di q u e famosi : Inclito eroe


F iglio d i Sam c h e d alta stirpe scendi


,

Mir a bil cosa oggi ne accadde tale ,

C h e misurar con sap i enza umana


Veracemente non si p u Se ratto .

Non ti accingi n accorri i campi e i frutt i ,

Non ri marranno e p e r ir a n le stirpi


Degli abitanti Sorse novello
Pensiero i n cor del re ; davver che i l tol se
Dal diritto se n tier l arte maligna
fra udolento ! Ei de suoi padri
'

D A h r im an

Sdegna i mitar le celebrate imprese


E i l lu ngo fa tic ar R egi tesori .

C h e la s u a man non acquist d u n ero


I l pungono d es i o s i ch egli a gogna


Per appagarsi del Ma z nd la terra .

Che se t grave a c c o r r e r tosto a noi


Sappi c h e partir n porr ind ugio , ,

I l nostro re Cos i dispersa al vento


.

A n d ra nne ogni opra t ua quando a principio ,

Tante per r e K o bd fatiche e stenti


Con fermo core tollerasti Allora .

Insieme al glio tuo R s te m gagliardo ,

Come leon che non gust o giammai


Del s e n materno i l latte a anchi i ntorno ,

L arm i guerriere ti cin gesti e ero


Leon tu pur sembrasti Or queste chiare .

Imprese tu e meno c h e nulla i l prence

tima i n suo cor ; q u e ll a l ma sua superba

I n questa brama s ar r o ve l la e cruccia

A tale annunzio si crucci o d e ll a l m a


,

Zal per grave dolor c h e gi vedea ,

Tutte a l suolo cader vizze l e foglie


Di quella de regnanti arbore eccelsa

E maestosa E disse allor : Di strane


.

E pazze voglie d e l l ir a n io prence


Si nutre i l cor presunt u oso Tutte .

Egli ancor non prov di questa terra


Le rapide vicende e i detti niega ,

Ascoltar de la gente in molte cose


Esperta e saggia C r e d io si c h e mai
.

L o sc u r a notte da l l o r dir non posi


Disegni strani Eppur chi alto s i asside


.
,

Sul maggior trono d e la terra e molti


Anni vide passar molti mutarsi ,
15

E soli e lune vede ancor pel solo


, ,

Pensier d i quella s u a spada lucente ,

Trem a r dinanzi a lui piccioli e gra ndi


Compresi di Ma s e non crede
A l mio fervente s u pplic a r costui ,

Merav iglia non b e n che tra tto,

Al cor m i sentir qua ndo i miei d etti


Non degner a d ascolto E per converso

.

Fa che ricusi questo cor l inc ar c o

Fa che del su o signor questo mio core


Pensiero non si dia ; l epra codarda

Iddio non gradira non l a vr a n cara ,


K avus m edesmo e d e l l ir a n ia terra


I prenci Eppure andr Qual cosa .

Fuori uscir dalla mia mente a lu i ,

Dir con fermo cor Gran giovamento .


,

S e accoglie i l mio pregar verr fo r s a n c o


A I r a nia tutta S ei resiste e fermo


.

I n su a voglia si tie n sgombra la via


, ,
.

Qui meco R ste m co ga g liardi suoi !

E quella notte che si lunga corse ,

Stette in tale pensier L aurea corona .


Mostr o a l n de suoi raggi a lta pel cielo


Q u e st a l m o sole e d e i si cinse i anchi


, ,

C o p r e n c i c h e i l segu i r ratto s i mosse


Verso a l ostel lo del suo r e Ne giunse



.

Novella a Tus n e bbe G u r gh in l a nnu nzio


,

E G d e r z anco e G h e v e q u e ll ill u s tr e

Behram e gli a ltri valorosi prenci ,

E intese ognun c h e d I r a n ia a i conni


Era i l glio d i Sam ch erane apparso ,


All orizzonte il fulgido vessillo


A ppo r ta to r d i lieta sorte Incontro .

Mo ss e r g l i a llor festosamente i prodi ,

Incontro a lui c h e di guerrier d i prence ,

A vea s u l capo la celata E allora .


Ch e i f u vicino si gi tt ar d un moto

Subitamente gi di sella tutti


E gl i fer plauso ancor benedicendo ,

Ad alte voci Ne ll a ndar con lu i


.

A l ostello regal di tutti i l primo


Tus a parlar s i di e : Prence an imoso ,

Cos i tu adunque de la lunga via


Sopportasti i disagi e per cotesti ,

Eroi d I r a nia alla tranquilla pace


Del tuo tetto nat i o fatiche e stenti


H ai posto i nnanzi ! Ma noi siam col core
Devoti a te ; per lo S p lendor d i questa
Corona tua lode acqu is tiamo e pregio .

Zal r ispose a q u e gl inc l iti : Colu i

C h e da m o lt a nni attrito o g no r d e vec c h i


Padri ne l cor serba i consigli e questo ,

Ciel che si volge sovra a noi giustizia ,

Gli rende Or io de miei consigli

Defraudar gi non vo d I r a nia i l sire

C h e vera m ente d e consigli miei


Alto bisogno in l ui ; m a s e spregiando


Ne rifugge con l alma u n pen ti mento

E i n e avr poi con un dolor tardivo .

E quelli r ispo nde a n tutti a una voce :


Noi siamo i servi tuoi Prece o consiglio .

Non u dir e m che da te sol preclaro ,

Figlio d i Sam ! E tutti allora i n amp i o


Drappello accolti n e l l a u g u sta vennero
,

Di r e K avus presenza innanzi al tro n o ,

Imperial dinanzi alla corona


,

Di gran nome quaggi Zal fu d i tutti .

Ad accostarsi primo e gli eran dietro , ,

Con aurei cinti al anco i va lorosi ,

Prenci d I r a nia Ma d i Sa m quel glio



.
,

Appena e i vide su quel trono eccelso


Seder con lieto volto i l suo signore
( Detto a v r e st che Mino c ih r tornato

Era tornato al serto su o di prence )


, ,

Giunse le mani a sommo i l petto e innanzi


Si fe con fronte china in n che giunse

A pi del seggio imperial Ma poi .

Lau di fe al s u o signor quali eran degne


Di lui ill ustre e disse O r e de ll a m pia


,
-

Terra soggetta che fra i prenci illustri ,

Alta sollevi la regal tua fronte ,

Primo fra tutti questo loco eccelso , ,

Questa corona mai non vider tale


Che u gu al ti fosse n q u e st a l to cielo
'

Mai contempl o si avventurosa sorte


Qual t a sse c o n da Ben sei tu signore

.
, ,

Degno del lo c o tuo della corona ,

D e prenci antichi n mai venne i n terra


, ,

N m ai verr chi ti pareggi Oh ! sii .

Lieto e vincente a tutti gl i anni ricco ,

Di sap ienza i l cor giusta la mente ! ,

E quel signor di chiaro nome in terra


C on a fi e tto l ac c o l se ed al suo anco

I l fe seder ; di suo v iaggio poi


Di su e fatiche per la lunga via ,

Di R stem b attagl ie r l in te r r o gava

E degli eroi della su a terra illus tre .

II C o n s i g l i di
. Z l .

( E d Ca l c p 2 3 4
. . .

Zal cos i disse al re : Vivi tu lieto


E vittoria ti segua ! Il c apo tuo
Sempre c ircondi giovinezza e forti ,

Sian le tue membra e l anima gio c o n da !

a us II i, . 2
18

Mai non s all e nti la regal cintura


Ai anchi tuoi c h e per la tua fortuna


,

Tutti viv e n quaggi felici e lieti ,

E per la gloria del tuo seggio in alto


Levan la fronte i miseri mortali !
P e sc ia un sermone incominci la porta ,

A parole schiudendo acconce e oneste ,

E disse : Almo signor d i questa terra


Che degno s e i d i rega l seggio degno ,

Della corona tua regale erede ,

Di r e Fr e d n possente il fato in cielo ,

Mai non ti tolga l amor su o propizio !

Cosa novella e grave assai frattanto


Udii signore e seppi c h e tu pensi
, ,

Alle campagne de l Oh ! porgi ,

P o r g im i ascolto i nclito r e ! Tu accogli


,

Un mio consiglio che la via ti mostri ,

Nel la grandezza tua R egal possanza .

E di corpo belt con m ae sta te


Di r e g na to r ben sono in te ; dovizia
C h e d a grandezza vien bont pur anco ,

I n te vegg io L uom giovane c h saggio


R icco d alti pensieri i n terra mai


D a ltr u i ri mbrotti non ascolta e sempre


, ,

I n tutti gli anni l ieto va d i su e ,

Opre leggiadre e a sapienti a savi


,

Egli piace d a ss a i L nella sede



.
,

Degli spirti i mmortali a Dio signore ,

Nella presenza e i non ha te ma i n petto


P e r d isonesto o pr a r paz i enza .

In uman cor quaggi ben raro pregio ,

E lagri mar c o nvie nsi o ve r e pu gni


A pazi enza alcun L uo m saggio e ac c orto .

Con gran senno e virt n e l ma ! nel bene , ,

Savio i ndugio conosce e per quel senno , ,

Pel su o accorto pensier p e l suo consiglio , ,


V

Alle campagne del Ma z nd La casa .

Dei Devi quella operator d inc a nti


,

E un talismano l cui forza avvince ,

Di possente mag i a Non pu la spada


.

D is c i r quel talismano e per tesori ,

Non si vince davve r non per scienza ,

Arcana mai Qu e l l intr ic a to nodo


.

Estr ic a r non si pu Tesori e vite .

Di genti in armi non dispe r de r dunque ,

Si g nor possente non monete Infausto


,
.

Ognun qui estima quel v iaggio e niuno ,

Partir desi a di qui s i che l esercito ,


No non s a ddic e in q u e remoti campi


,

S tr a sc ina r Niun dir c h e tal consiglio


.

B ello i n un prence sia ! S e questi eroi


Al tuo comando sono addetti servi ,

Di Dio signor son come te I l sangue .

Di lor spargendo guarda c h e u na pianta


,

Tu non piant i cos i per trista voglia


Di grandezza maggior c h e biasmo e tarda ,

Mal e dizio n non rechi poi per frutto


Nel suo crescer fatale Oh ! non fu mai .

Questo il costume de regnanti prischi !

K avus rispose allor : De tuoi consigl i


Senza bisogno non so n io Ma forza .

Maggiore io sento i n m e di q u e ll a ntico

G e m sh id maggiore di F r e d n e regia
, ,

Maest con monete io qui posseggo


I n pi grande misura ! Anche del saggio
Re Mino c ihr e di K o bd c h e i l nome
Del Ma z nd paventoso unqua no n vollero
Pronunciar d i guerrieri assai maggiore
,

Stuolo poss ie contar maggior tesoro


E cor pi fermo assai Sotto l acuta .


Punta del ferro mio si sta soggetta


Q u e s t a m pia terra Quella spada a c u ta

.
A nc he tu sollevasti e cadde il mondo ,

Vinto dinanz i a te Perch dovremo .

C elar la spada Lascia ch io vada

E tutti avvolga in intricato laccio


I m i ei nemici e della spada adopri
La legge e nome a cquisti O nella terra .

De l Ma zn d avverr ch i o pi non lasci


Mortal vivente o ch io grave un tributo


,

Grave imponga un bal ze l Tutti so n vili .

Dinanzi agli occhi miei gli abitatori


Di quella terra e dispregiati e Devi ,

E maghi insieme E tu novella avrai .


,

E pe ne tr a r d e ntr o agli orecchi tuoi


Dovr l a nnu n zio c h e d i lor la terra


Io tut ta liberai Ma stento grave .

L impresa arrecher a perch compiuta


Sia questa brama del mio cor Tu intanto .

Con R ste m qui ti resta alla custodia


D e ll a m pio regno vigile ed attento

D I r a n ia pr o te tto r M e amico Iddio



.
,

Autor del mondo e de feroci Devi ,


Segno la testa a colpi miei tremend i

Qual destinata preda E tu s e meco .


,

Discendere non vuoi fr a l arm i in giostra

Non voler ch io m i segga inerte in soglio



.

Zal come u d quella parola a quella


, ,

Parola non trov ne o principio ,

Tanto fu stolta ; disse poi : Signore


Tu se noi servi ; ma per grave pena

Che abbiam p e r te sciogliem m o a fa ve lla r ti


,

La lingua nostra Parli giusto o suoni .


,

Men retto i l voler tuo conforme a quello ,

C h e i mponi d o bb ia m noi mover l e piante


,

E fa ve l la r Ma i ntanto ogni pensiero


.

Liberai dal mio core e c i che seppi , ,

Dissi con franca lingua Ecco ! la morte .


Nessun pu a llo nta na r da la persona ,

N alcun potr giammai l ar ti del Fato


Deluder con sua cura e del bisogno , ,

Triste bisogno per cercar eb uo m faccia


,

Niun si pu liberar Queste tre c ose .

Non concedono sca mpo anche s e forte ,

E un n o m ch ami la gloria E tu signore



.
, ,

Abbi sorte pr e p izia ! Iddio conceda


C h e n e ll a ng o sc ia tua queste parole

R ic o r dar tu non de gg ia e c h e de ll e pr e

Che farai non ti colga il pentimento !


,

Cor sia felice il tuo lume a te S plenda ,

R eligi on con retta Di queste


Parole m ie d eh ! non si crucci i l sire
Di nostra terra c h per forte brama ,

Di g io var g li col dir parlai soltanto .

R apidamente a c c o m ia to ss i allora
'

Zal dal suo prence e f di doglia e d a nsia

Pieno i l cor pel v iaggio alla fatale


R eg i on del Ma zn d Usc i d innanzi

A K vu s prence e fosco agli occhi suoi ,

Parve q u e st a l m o sol fosca la luna


, .

Tutti d intorno s a tf o llr gli eroi


Incliti in guerra e Tus e G h e v e i l saggio


, .

B e h r m con G de r z b a tta g l ie r ; ma primo


G h e v g l i si volse a llor Questo da Dio .

Gi supplicai con mesto core c i disse , ,

Perch ci proteggess e O ve non giunga .

Di r e K vu s potere i n alcun loco ,

N u lla vogl io stimarlo o m e n c h e nulla


,
.

Ma da te lungi ogni pi stolta brama


R esti o glio di Sa m turpe bisogno
, ,

Resti lungi da te resti la morte , ,

E non ti a rrivi mai trista possanza


De tuoi nemici ! I n ogni loco dove

Andiamo noi dove to r nia m venendo


, ,
23

Sempre ndia m r isu o nar benaugurose


Parole in lode tua c h dopo Dio , , ,

F a tto r del mondo in te soltanto ferma ,

Ogni speme d I r a n ia Oh ! qual fatica


.

Tollerasti o signo r pe r questi prenci


, ,

Qui ti trae n do p e r dirotta via ,

Aspra Ed or s e bene intendi


, ,

Un so l desi re in noi R egni su noi .

L eroe soltanto che i l Nim r z governa !


E Za l rispose allora : Un solo saggio


E sapiente e questi Iddio ! Qual cosa
,

E i decret non concesso a noi


,

Tramute r n v h a modo Obbedi enti


,

.

Siate voi d u nque a l vostro re n grave ,

Al cor vi sia p e r la lontana guerra


Partir con lui Nel petto una spera nza .

Io nutro s i vie nm i da Dio tal speme


, ,

Che lieti ancor vi rivedr Ci detto .


,

E i di q u e prenc i uno poi l altro al seno


Strinse con molto amor poscia s a c c inse ,


A correr del S istn la via dirotta .

Poi c h e del regno o l tr e pa ss quel prode


Zal l e frontiere alla partenza tosto ,

Lo stu o l de forti s a ppr e st F e cenno



.

K vu s a T u s a G d e r z f precetto

Perch traendo fuer l e invitte schiere


, ,

E ntr a sse r del Ma zn d la via lontana .

III P a r te n za
. de l re Kavu s p e l Mze n d e r an .

( Ed . Cal c .
p . 23 7

Quando la notte si fe giorno il sire

Co suoi guerrieri del Ma zn d si volse


A l l a spr o calle Del par tir nell ora



.
,

L ir a n ia terra e i l serto e d e tesori



La regal chiave col regal suggello
A Mil ad a id S e a lcun nemico
.
,

Disse si mostrer dalla guaina


, ,

Della vendetta non trarrai la spada


Ma in ogni mal c h e ti sovrasti al prode ,

Zal tu ricorri e al glio suo bennato ,

R ste m in tendi Di seder sul trono


,
.

Degni so n veramente al m o sostegno ,

Delle schiere de forti Al di novello


.

Di ti mpani un fragor e alto s inte se

T u s e G de r z p a r t a n seco menando ,

Ampio stuolo d e r o i K vu s onore


.
,

D e ll e ser c ito su o pose l e tende


L dinanzi a l A spr z altero monte

, ,

I n un loco selvaggio ove de l sole ,

U n raggio animator mai non entrava ,

E l f i l loco a riposarvi i l loco


D e suoi sonni c i vi f Devi feroci



.

E rano intorno al solitario monte ,

E p er quel loco erano i De vi ancora


Compresi d i terror Tappeti intesti .

Di fu lg id o r f stender s u la terra

Aspra e montana quel signor possente ,

E l aria intorno d e l l o do r soave


D un dolce vin fu pregna Intorno al trono



.

S e de a di K vu s ogni eroe pi illustre ,

E in quella notte una gioconda festa


Beati celebrar Quando l e vr si .

Al pri mo albor dai dolci sonni a piedi ,

Venner del lor signor da varie parti ,

Venner con gli elmi in su la fronte e i cinti


Intorno a i anchi E K vu s fe precetto .

A G h e v cos i : T u scegli inclito prence , ,

D u e volte mille eroi quanti la clava ,

Trattano ponderosa Essi i castell i .

Apr a no del Ma znd Soggiunse poi .


,
w5
9

A parlando ancor : Spiega l a r tigl io


Gh e v

D e l tuo valor Va va ; tu le superbe.


,

Porte raggiungi d ogni vi lla in queste

Campagne del Maze n d e con la clava ,

Ponderosa e col ferro ove tu ve gga ,

Un garzoncello o un v e cchio una persona ,

Fanne d anima priva I pingui colti


Ard i ovunque col fuoco e tetra notte


Porta con l armi tu e l ve r i splende

Luce de l di Fin c h e novella giunga


.

Ai Devi ma ledetti oh ! fa che resti ,

Libero il mondo in ogni s u o conne


D og h i pi tristo fa c ito r d inc a n ti !

E Gh e v allor la sua cintura ai anchi


Strinse rapida m ente e usc i da l ermo

Ostello de l su o re Scelse ogni prode .

Fra l esercito armato e alle superbe


Ville o ve giunse del Ma znd gra vose ,

Clave e tagl ienti ferri in g i dall alto

Dovunque c i f cader Donne e fanciulli


.

E vecchi infermi che la via se n vanno


Tastando col baston dalla su a spada ,

Non e bb e r scampo ch egli corse tutta ,


La munita citt l ar se nel fuoco ,


N balsamo ve r s sul le ferite ,

Ma un rodente velen Vide in q u e l o c hi .


U n a m e n a citt qual para diso


Veracemente che letizia avea ,

Nel gaio aspetto I n ogni via dovunque .


, ,

I n ogni piazza erano ancelle e schiave ,

C h e numerar non s i potean con ricchi ,

Mon ili al collo e d orecchini e va ghi ,

Giovinetti anche p i come lu c ente ,

Luna n e l volto con elmetti e caschi ,

S u l b iondo crine Eran tesori ovunque .

R icolmi d or monete ovunque e gemme


,
I n ogni parte Anche v e de a nsi i ntorno
.

Greggi e mandre innite Oh s i ! cotesta .


,

D e beati la sede in rimirarla


Detto tu avresti E allor c h e ne fu data


.

A re K vu s novella e gli fu nota


Gaiezza tanta d i quel loco e il vivo
Splendor c h e il circondava Oh ! a ppie n felice , ,

Disse in gran g i u bilio v iva colui ,

C h e a fferm del Ma zn d esser la terra


A paradiso egual ! T u b e n diresti
Che l a mena citt bella qual tempio

D ideli ornato o ve cinesi drappi


Con fresche rose formano u n leggiadro


Ornamento E son l vaghe fanciulle
.
,

Quali son veramente in quella sede


D e spirti in ciel R izv an a n g io l beato

.
, ,

V olle adornar de l e fanciulle il volto


Con un color di porporine rose .

Sette g iorni trascorsi ogni rapina ,

Cess ar gl I r ani sc io l tisi da l a rmi


,

.

N a nd novel la del Ma zn d al sire


E il suo cor si turb o si f pensosa ,


Quella sua fronte p e l dolor Gli stava .

Nel cospetto fra gli altri un ero Devo ,

S ing e h dolente a l cor dolente a l l a l m a


, ,

Per tal novella Il re gli disse : Parti


.

E ratto come so l pel ciel rotan te


Al Devo Bia nco v a D i gli che venne .

D e l Ma znd nella terra a far rapina


Ampio stuolo d I r a n ia A r se r gi tutte

D e l Ma zn d l e ci tt della vendetta ,

Accesero la a mma in aspri assalti ,

E r e K vu s li add uce un u o m che cercasi ,

Nel mondo potest Nelle su e schiere .

Sono armigeri molti giovinetti ,

D i m pe r te r r ito cor Sappi c h e aita



.
V eran cavalli ed uomini con fregi

Ed ornamenti Di cristallo un trono .

S o r g e a n e l m ezzo de l reg a l recinto

( Detto tu avresti c h era quello i l sole


C h e in ciel risplende) e su quel trono i n alto , , ,

S e de a r e K vu s con i n fronte il serto


Imperial S e de a n tutti al l int e rno
.

D e l l e se r c ito i prodi ess i c h e in tutte


L opre d e l lor signor nel mal n e l bene


, , ,

Gli a ddita va n la via Si v olse allora .

K vu s ai prenci e favell o i n tal guisa :


Prenci d alto valor b e n io m a vve g go

C h e a m e fedeli ogni precetto mio


Seguite e i l mio sentier con m e calcate ,

Conforme alle m ie norme Or io soggetto .

A m e far con questa i nvitta mano


D e l Ma zn d i l signor grave iattura ,

Portando ai Devi Ma non v o c h e innanz i .


A colui guardian delle frontiere


, ,

Per epis tole regie o per messaggi


Da noi si sciolga a fa ve l lar la lingua .

Dimani al fo lg o r a r del primo sole


,

D a l l O r i e nte d e l Ma zn d la terra

Pi add entro correrem n su quel trono ,

Un prence io l a sc ie r non le su e schiere ,

C h la sua terra da un conne all altro


Conquisteremo noi sotto l e zampe ,

D e cava lli ferrati l e nem iche


Teste c a l pes te r e m tutta a i feroci ,

Devi togliendo la possanza e i l prisco


Vigor fra l armi Calpestando questa

.

Lontana region deh ! ci s ia dato ,

Desiderio toccar del nostro core !


Toccarono la terra i prenci allora
Con la fronte i nchinata e benedissero
A l l a nim a del re : Lungi la mano

29

D o gni

n emico da te resti o sire , ,

E propizia ti si a tutta la terra


E amico il Fato su nel c iel ! Tuoi servi
Siam noi signore al tuo comando addetti
, ,

Devotamente noi che dardi e spade , ,

E clave u sia m Donde si trasse a dietro.

Per fatiche uno s tu o l c h e nutre e a lleva


C ol su o tesoro i l Noi questa vita
Pegno m e ttiam p e r te de prenci tutti ,

A l mo signor per te faremo assalto


,

Degno di Solta nto in quest i lochi , ,

Deh ! n on appaia vindice temuto


I l Devo Bianco Fa c ito r possente .

d inc anti costu i pi d ogni Devo


(

E i Devi del Maznd songli soggetti


Ed e i n i l duce S e fra l armi in questa

.

Lotta vicina e i non verr sterminio ,

Dei Devi farem noi tremendo e atroce .

Cos i stetter cianciando in no a notte


E m illantr gran cose i pren c i Irani ,

Di pugnar gi bramosi e i n questa guisa , ,

Fin ch e il vespro sorvenne i n tutto il gior n o ,

K avus c u o c e a nel cor 1a bile acerba .

IV . A c c e c a m e n to di re Kav u s e de l l e s e r c it o

.

E
( d . C al o . p . 24 0

Venne la notte e su l ir a nio campo ,


U n nugolo si stese Era la terra .

Ne le tenebre avvolta e detto avresti ,

C he u n l ago fosse di te n ace pe c e


Il mo n do attor n o ov era spe n ta e morta ,

Ogni luce del ciel De ll a tr a pece .


Un n egro padiglio n distese il f umo


80

Al to sul campo ed o sc u r o ssi il mondo


E gli occhi in te ne b r r P io ve an dall alto .

Del ciel rotante giavellotti e pietre ,

E s i spe r d e an per la campagna i forti


C h e d I r a nia v e nia n ; molti la grave

Pioggia distese al suol No di nemi c a .


,

Sorte niun segno allor manc Ma intanto .

Ripresero l a via ch a I r a nia mena

Per l a c e r bo dolor c h e li toccava


Del re dei r e molti guerrieri ; e allora ,

Che la notte pass c h e gi vicina ,

Parea l alba novella era una densa


Oscurit ne l e pupille sta n che


De ll ir a n io signor Ne ll a m pio esercito

.

D u e di tre parti de suoi prodi erravano


S enza lume negli occhi e per lui solo ,

La mente degli eroi famosi in guerra


Ardea d un ira Ma d egli occhi i l dolce

.

Lu me allor ch ei perd e grave svent u ra

Cos i p e r l opre su e stolte e superbe


Sorvenne a prodi suoi Vanno dispersi


.

I tesori d e l r e gemono in ceppi ,

I pi forti guerrieri e quella gloria ,

Nuova d i nuovo r e sembra che invecchi


All improvviso

La m ir a bil storia.

Deh ! v im pr im e te in cor ch meraviglia


Ivi succede a meraviglia e attonita


R esta la mente d i chi ascolta Intanto .

L infe l ic e signor c h e a s dintorno


Tanta sciagura rimirava i n pianto ,

D ic e a sovente : C o nsig l ie r di vigile


Alma ed accorto pi d a ssa i che regio

Tesoro ha prezzo Ahim ! c h e l e parole .

Di Zal prence ani moso udir n on volli


, , ,

E qui men venni ri ottoso e tristo !


Cosi nel ero d uol di sette gior n i
31

T empo corse per lui n de suoi prodi

Il dolce aspetto contempla r con occhi


Veggenti gli fu dato Il Bianco Devo .

Al giorno ottavo url : Stolto sovrano


C h e non d i frutti come tri sto sal ce ,

A ll a c q u e in riva gran potenza invero


Agognasti nel cor quand o ai orenti


Paschi volgesti l invid o c c hio ai paschi

Irrigui del Ma znd Come elefante .

Per disfrenata foia i l vigor tuo ,

Solo vedesti e niun di te pi assai


,

Forte credesti e valoroso Pace .

T u non avesti col tuo serto in trono


Ed ingannas ti ant iveder de saggi


.

E qui frattanto n el Ma zn d la cara


, ,

Togliesti a molti libert d i molti ,

Troncasti i giorni con la ponderosa


Clava ferrata Ma notizia alcuna
.

D e l Devo B ia n c o a l l o r tu non avevi /

Forse di lui c h e spazza via le stelle


, ,

Dalla v l ta del cielo Or questa m isera .

Sorte tu merti e ben ti s ta La meta


,
.

C h e il tuo cor d isi per questa v ia ,

F u raggiunta da Che se alla mente


Maestro non mi fosse alto consiglio ,

Ben i0 ti toglierei questa tua vita


Grama cotanto e niun d e prodi tuoi
,

V ivo qu i l a sc ie r ei tutto a rapina ,

Mandando i l regno tuo Ma resta in forza .


,

D in c a n ta m e n ti miei solenne u n patto


E u n i m pr o m e ssa con G h e r sh spe antico


S c o m p igliato r d a vve r se squadre o n d io


Al reg n o irani c non farei con l armi

Guerra pi mai S e no tutto a rovina .


,

Gi questo c ampo messo avrei Ma inta n to .

Voi qu i ne l d u o le e ne l l a ngo sc ia o pre nc i

,

D I r a ni a iterr n c h e all estremo
r ,

Giunga per s vostra vital giornata .

Cosi con ira c h e gli ardea nel petto


,

C ontro a r e K avus con acerba voglia ,

I l Devo maledetto favellava


I n quel loco deserto I Devi allora .

Pi tracotanti e eri a cui n el pugno ,

Brillava u n ferro e i scelse ratto e furono , ,

Dodicimila bellicosi e forti ,


.

Questi e i lasci qua l V i gili custodi


D e g l I r a n i infelici onde p i grave

E i f e agli eroi l angoscia I Devi intanto



.

A ppr e str ceppi a i som mi duci e allora ,

C h e f u l opra compiuta un s c arso cibo


, ,

C h e in vita appena li tenesse i l Bianco ,

Devo appo r t perch d i giorno in giorno


,

R e sta sse r vivi a stento ; indi il tesoro


Imperi al tutta la regia scorta
, ,

L e corone ingemmate e i troni tutti


Ornati di turchesi e quante e i vi de ,

Elette cose in q u e sta parte e in quella ,

Ad A r zh ng a d ch era di tutte ,

L e schiere d e l Ma zn d prence c signore .

Al re gli d isse re c herai tu questi


, ,

Eletti doni ; anco dirai c h e cessi


I lagni suoi contro Ahrim an ch io tutto ,

Quanto era d uopo gi compii l abie tta


, ,

Mandra de suoi nemi c i a l suol batte n do


S fatta e dispersa D e gl I r an i i prenci .


D e gl I r a ni i l signor d ora i n avanti


Pi non ve dr a n q u e st al mo sol lucente

L inta tta luna non vedranno A loro



.

Io gi n on volli minacciar la morte ,

Perch al la mente lor chiaro si fa c cia


L a l te r nar del destin no a quel gior n o

C h e n el pianto e n e l d uol venga la morte


E n iu n l orecc h io a questo annunzio intenda

.

A r zh n g u d quelle parole e ratto ,

C orse da l sire del Ma znd S e n venne .

Con ampio stu o l con la raccolta preda , ,

C on c aptivi e destrier fregiati e adorni ;


Al sire de l Ma znd fe degli eletti

Doni l o fferta e s i parti sui monti


Dalla pianura si ritrasse Fatta .

L ar dita impresa il Bianco Devo ancora


Si ritorn se n venne al su o soggiorno


,

C ome fulgido so l mentre n e campi ,


Deserti del Ma znd ri mase a dietro


K vu s a dir : Peccato m io gli questo !

V . Me s s a g g i o d i re K av u s a Z al .

E
( d . C al o . p . 24 2

P e scia d I r a nia l in c l ito signore


Lacerato nel cor fuori un eroe ,

Mand dal campo r a tto come augello ,

C h e voli ardito Era c o stu i lontano .

D al c ampo e dal suo re si c h e se n venne ,

Libero a lui correndo ; e K vu s t e sto


I n Zab l l invi no alle case

Di Zal possente c o m e r a tto un fum o ,

C h e in alto sale e gli d ic e a : La sorte ,

Qual su l capo mi addusse orrido nembo


Di mali ! I l trono de ll ir ania terra

C o n la corona giace al su o l ! Cotesta


Inclita schiera di pug n anti eroi ,

Ad e rna e bella c o m e rosa al temp o


D i primavera tutto l or con gli ampi ,

Tesori su o i questo rotante c ielo


Ai Devi con fer i T u be n d iresti .

F II
I R DU S I , .
Che venne un turbo e spazz o via Ma intanto .

oscurit negli occhi nostri e oppressa ,

Nostra s o r te si s ta g ia c c io n travolti
,

E i l serto e il trono m io Cosi da fi era .


,

Doglia tra tto in potest venuto


,

Mi sent e d A h r im n ; da qu esto petto


Ei sc ie r r fo r s e l alma mia dolente



.

Ma q u an do mi ricordo almo guerriero , ,

I tu o i consigli dal pro fondo petto


,

M esce u n sospiro Non fei senno allora



.

C h e tu i l vo l e vi e p e r la mia stoltiz ia
,

Venne tal danno a m e C h e se non cingi .

Ratto l armi perci grave rovina


Minacc ia al mio p o te r che fu s i grande !


Come volante auge ! via come fumo ,

Dal Ma zn d si p a rt quel messaggiero ;


E poi c h e giunse camminando al loco
Di Zal lontano ci c h e vide e seppe
, ,

Ci c h e u d gli ridisse Onta si fece


,
.

A tal novella il vecchi e eroe co pugni

Al pe tto e al capo ma prudente e saggio ,

Non agli amici rivel l arcano

Non ai nemici Ben da lungi c i v id e


.

Col previdente cor quanta s ventura


Al su o si g nor ven i a dal fato e vo l to ,

A R ste m cos i disse : I l brando acuto


Nella guaina pi no n sta n bello ,

qui per n e i d o r a in avante star c i


Fra le bevande e fr a gli eletti cibi ;


Per altr e intento alla regal c o r o na
Fummo allevati ne i Dentro a l e fa u c i .

D un pestifer e serpe il r e del mendo


Cadde e g l I r a ni un cumulo di mali


,

Oppresse nel Ma znd Vedi c h e d uopo .


c h e tu ponga a R akhsh la sella e c h ie gga


Con la tua spada c h e don gl im pe r i

,
86

U g na l non ebbe in quella di guerriero


Inclita fama E ti a servo i l mondo
.
,

E tremera nno i Dev i al no m e tu o .

Lunga o padre la via R s te m rispose


, , , ,

Ed io c o m e po tr e i per tal vendetta


C o n q u e st a r m i partir ? G i da s e i mesi

K vu s d I r a n ia si part i ; la terra

Cos i c i toccava del Ma zn d Ma quando .

Io sar giunte incolu me la regia


,

Famiglia ancor sar ch egli d e l seme ,


Di K o bd sire ? Da q u e st a m pio regno

Zal di rima ndo allor s apron d u e vi e ,


Aspre e di stenti seminate e piene


D alto spavento Una pi lunga e quella

.
,

E che r e K vu s gi percorse L altra



.

Di sette e sette di pareggia in tutta


Sua lunghezza i l ca m min ma tutta pien a ,

Di leoni e di Devi e d i profonde


Tenebre accolte Oppressi gli occhi tuoi
.

Ne resteranno Questa via tu scegli


.
,

E in essa vedra i tu meravigliose


E strane cose ; Iddio dall alto cielo

P r o te gg ito r ti s ia ! Anche se molte


Fatiche so n pe r l aspra via la meta

Essa a l n toccher ; c e l p i veloce


La scorrer dal l una all altra banda

R akhsh generos e E d io p e r l atra notte



.
,

Fi n ch e do m a ni romper la luce
D e l di l o m b r e notturne a Dio signore

Nel cospetto star pregando assai ,

Pregando c h e mi sia concesso ancora


D i riveder questa tua fr o n te e il petto
E l e r e tta cervice e i l braccio tuo

La tua mane e la clava E se la morte


. .

Sar c h e mand i a te de i tristi Devi


P er la possanza I ddio s ig no r del mondo , ,
8 7

Chi mai chi mai potr l antico detto


,

Render vano onde ognun che in terra sce n de


,

A d ab i ta r partir n e de e pur ance ?


,

Niun qui resta per sempre e s e qualcuno ,

Lungamente rest voce possente ,

Il richiama d i l Ma chi p e r nobile .


!

Des i o di gloria va s c orrendo l ampia

Terra qual vinc i to r p e r la partenza ,

Dal su o tett e na t e mai n o n si accora .

A q u el l illu str e padre su e rispose


R ste m all e r c o si : Pronte m i vedi ,

O pa dre a cenni tuoi Q u e pr e nc i antichi


,

.

Non aveano per questo p en sie r o


Di scender volontari alle temute
Chiostre d inferno e c h i non anche sazio

D e l v iver suo n o n va contro a l e o n i


Feroci e bie c hi Or p er strett e a i anchi .

H o il m io cint o regal gi la partenza ,

Mi scelsi e par tir ve d i Dio l aita

Sola chiedendo La persona mia .


,

Q u e st a l m a pongo a liberar dai ceppi


I l m 1 o S i gnor ch tutti i talismani ,

Onde s a o r za di perversi maghi


L a b ie tto corpo i nfr a ng e r S e vi v e



.
,

Al c un sar de prenci i rani meco

Il trarr la su a cintola guerriera


,

Gli c ing e r No n l asc ie r c h e viva


.

A r zh ng non S in ge h n o n P u l d malvagio
, , ,

Figlio di G h n di no n i l Dev e Bianco , ,

Non B e d feroce P e r quel santo no m e .

Di Dio signore unico Iddio dal l ar du a , ,


Sella di R akhsh non scender sul su o l o


R ste m mai pi n c h e le man da tergo ,

Strette non abbia con v incolo immane


Al ero A r zh n c inge nde g li un capestro g
o ,

Attorno al collo Le cervella e i l capo .


38

Di P u ld c a l c h e r mentre la terra , ,

Qua e l balzando R akhsh da ll im o fondo ,


S c o m p igl ie r con la ferrata zampa .

Ma quando il s o l dietro la notte ombrosa


L e v i fulgid i rai quando la terra ,

A I novell e splendor parve un giardino


A primavera s i vest i la grave
,

Fatal corazza i l va lo r o so e tu tto


E i s i brand i della persona Il padre .

Il benedisse a llor : P o ssa qu i i n terra


D e l tuo giovane cere a u g u m e nta r s i
Ogni desire e de nemici tuoi
,

Tutta si strugga la persona ! Sempre


Si stenda ovunque glori os a ed alta
Fama di te mentre su l ardua sella
,

Tu t inn al zi di Rakhs h Cos i dal cielo



.

Iddio c h fo nte di giustizia e a mo r e


T i ra ff orzi pr e pizio e in gi la fr o nte ,

Si u m ilii e atterri d ogn i tuo nemico


.

R ste m allor come elefante in giostra


, ,

Mo nt a Rakhsh in arcioni e d i su e gote ,

I l c o lo r no n mut fermo e sicuro ,

Gli rest i n pe tto il cor Ve n ne R u db eh .

Assai p iangendo e l ag r i m a va intanto


,

Zal a l su o anco La leggiadra donna .

Cos i a R ste m parl : Tu parti adunque


E me qui lasci al dolor m io ; qual speme
H a i tu nel ciel c h e si t a fdi ? O madre

O dolce madre mia R s te m r ispo se , ,

Non io per voglia c h e bbi in cor mi scelsi

Q uesto viaggio Ma dal m io destino


.

Venne tal sorte a m e ; deh ! tu accomanda


Alla grazia del ciel la mia persona
E q u e s t a ni m a m i a !

La madre e i l padre
S a c c o s ta r o no a ller p e r salutarl e

.

Oh ! chi sapca chi dir po tr se ancora


,
Il rivedranno ? Cos i volge in cielo
La s o r te nostra Essa n on ha dinanz i
.

Al saggio alcun valor Ma in ogni tristo .

Gior n o c h e scorre pensa tu c h e in terr a


,

Reca taler quel di qual c he buon frutto .

Dalla presenza di q u el padre i llustre ,

Dal c o n n de l Ni m r z cos si tolse ,

L a n i m o so guerrier La notte os c ura



.

Computando nel di f in un sol giorno ,


Di du e giorni il v i aggio e il pi del su o ,

Nebil destrier corse la via dirotta


Nel chiar e giorno e nella notte osc u ra .

Ma quando le su e membra alcun ristoro


Chiesero a ff rante e turbamento grave
P r o v quel cor dinanz i agli occhi su o i
,

Piena d o n g r i che p a sc e an si aperse


Una campagna Punse il c aval ie r e


.

Il suo R akhsh d a lc u n po c o e i presti o ngr i


F r lenti al su o balzar ch n o n han scampo ,

L e selva tiche belve innanzi al laccio


Del prode o innanzi al pi de l suo destriero ,

Innanzi al cavalier Quel su o regale .

Lac c io avventa l eroe ; de n tr o a q u e nodi


Cade un o ng r o b e n c h e forte e destr e


, ,

E quegli il tr a gg e a s ratto l a tte r r a ,


Ne l l ista nte medesmo e su vi balza


Come leone in su o furer Col ferro .

D un giavellotto allor da un vivo sasso


Il fu oco suscit c on spine ed aridi


,

C espugli e legni i l fomentando e allora ,

Ch ei l distese senza m o to e vita


L u c c isa belva acconciamente sopra


Al v ivo fuoco l a r r o s ti La voglia



.

Spense del cibo in quelle carni e l ossa

G itt o lungi da s Cos i gli f u e .

Desco e c alda ie insie m l arid e suolo


40

Del vasto c a m po Al n d e ll e pr a e i tolse


.

L e br iglie a l suo destrier libero intorno ,

Il lasci gir pel dile tte so loco


Ai paschi usati e poi pel suo riposo , , ,

Un loco scelse i n un verde canneto .

Loco d alto terror parve a ll e r e e


Da ogni dan no securo ed c i con quella , ,

Spada lucente sotto al capo a l so nno ,

Come leone r e c l in la fronte .

VI . A v ve n t ur a prima di R u s t e m
n el a l v ia d el Maze n d e r an .

( Ed . C al e . p .

In quel canneto era l e r r ib il covo

D un feroce leon L e verdi canne



.

Osato non avr ia n per far se n cibo


G li elefanti troncar Quando fu scorsa .

Una v igilia della notte i l fe r e ,

L eon se n venne per tornarsi ardite


Al covo usato A d de r m e n ta te e i s co r s e
.

Fra l e canne un gagliardo e accanto a lu i ,

U n nobile destrier veloce ardente , ,


.

Or si m e d uopo e i d isse in cor c h e atterr i


, ,

In prima il corridor s e pur vogl io ,


C h e in po te r m io n e venga i l c a va lie r e !
C o si d i un balzo e s u l destrier g i tto ssi .

Arse qual a m ma c h e divampi a un tratte ,

I l nobi le destrier ; lev l e gambe


E s i m pe nn colp i con la ferrat a

Za m pa la belva in su la testa e eri


Morsi co denti l e segn a cuti

Per l ampia schiena Al suo l la stese a bran i


.
,

La compage l e fe delle su e membra

,
41

E p e r tal ar te alla selvaggia era


Ogni difesa tolse Allor che desto .

R ste m s i f l uo m dai possenti artigli


, ,

E vide ingombro da la belva e tutto


Ottenebrato il vasto lo c o c i disse : ,

Rakhsh fe r s e nna to c h i ti f precetto ,


Di pugnar co E s e tu spento

Cadevi qui so tto agli artigli suoi ,

Q uesta corazz a mia questa guerriera ,

Celata e h ! co m e mai recato avresti


Ne c ampi del Ma zn d ? e il laccio e l arco

E la clava possente e i l ferro acuto ?


Destrier veloce c h e t u g u a gl i mai

Non vidi pel valer per la rattezza


, , ,

Pel do l c e core e pe r il sangue a cceso


Entro alle vene Perch con alto
Nitr ir non s e venuto a m e d accanto ?

S e mi f e r a quel tuo n itr ir ben noto


Gl i orecchi se riscosso io pur m i fossi
,

Dal dolce sonno c o l leon la pugna ,

Stata per te sa r i a breve e leggera .

Disse L inc lite eroe forte e gagliardo


.

, ,

S a dde r m e n t per lungo tempo ancora


R istorando su e forze E allor che il so l e .

Dalla montagna tenebrosa apparve ,

S tanco del sonno si de st quel forte .

Rakhsh c i fe puro da la polve e mendo


E la sella gl im pe se e f di Dio

Dator di grazie ricordanza e ratto , ,

S come nembo al s u o destrier veloce


In ar me n i ba lz L u om generoso .

L avventura seconda iva cercando



.
V II . A v v e n tu r a se c o n da .

( Ed . C al o . p . 24 6

V e n n e gl iinnanz i una d irotta vi a


C h e vi ta r non dovea ma superarla

Con molto ar dir Deserto interminato .

Era se nz a c q u e caldo assai ; gli augelli


,

Ne avean l a ttr a ve r sa ndo e rotte e sfatte


, ,

L e penne e l ale e la pianura intorno


, ,

Tutto quel loco si c u o c e a pe l molto


Ard e r de ll e tr a c h e un in c endio quivi

Esser passato con l e am me su e


Detto tu avresti Il nobile destriero .

Avea stanche l e membra e p e r la sete ,

F a ve lla r non potea p e r la cocente ,

Vampa d e l cavalier la lingua attratta


,
.

Dal palafreno e i gi discese e in mano


Un dardo si rec pe l vasto loco ,

E r r c o m e b b r o vacillando Niuna

.

Via di scampo c i trov si c h e la fronte ,

Sollev o a l cielo e sospirando d isse :


Almo signor c h e rend i a chi la chiede
Piena giustizia su l mio capo a dunque ,

Ogni a ff anno p i crudo ogni do l o r e ,

Ti piacque a c c u m u l ar C h e s e t caro .

Questo lungo so ffrir s e in quella eter n a ,

Vita futura in ciel molti io m i posi


Tesori a parte la dirotta vi a ,

Percorrer o n c h e l Ete r n o i l s u o

Favor ridoni al desolato sire


D I r a n ia K avus Da feroci artigli

.
,

Dei Devi tracotanti egli c h e i1 p u ote , ,

G l I r a n i a ffranchi senza danno e o ff esa


,
44

Di cui non p e nne la corrente addotti


I navicelli superar quell ende ,

I n un istante con travolte glebe


Io colmerei per la virt c h e dona
Dio santo e pro i ett e r Ma qu i frat tanto .

Forza e vir t c h e va lg o n mai ? La sor te


C h e p r o te gg e a m i un d i cieca s fatta ;

E i n q u esta terra desolata in questa ,

Arsura c h e farei ? R e s ta m i forse


Incanto ad arrestar morte c h e viene ?
Di questi detti al n dalla cocente ,

Sete f u vinto il corpo suo gagliardo ,

A r a n to dal dolor si ch egli cadde


'

S u l l i n fu o c a to suol L o rr e n da arsura

G li arricciava la lingua entro a l e fauci .

Allor dinanzi a lui con brevi passi


, ,

L o r r ida landa attravers una capra


C h e pingui i anchi avea Sorse un pensiero .

Di R ste m nella mente all i mprovviso

Passar d e la capretta o n d e gl i disse ,


A s stesso cos : Dove so n mai


F onti o zampilli in questi E questa
Certa grazia de l ciel che nell istante

Della distretta pi c r u de l mi giunge !


Strinse la spada allor nella man destra
E in pi levossi c o l favor d i Dio
P r o te gg ito r Con quella spada i n pugno
.
,

Con l e briglie d i R a lt h sh nel la sinistra


Mano c i s i mosse a pi l orme leggiere
, ,

Della capretta seguitando Innanzi .

Ella sen g ia ; quel di bened icendo


A l ui pr e p izio la segu i a bra moso
,

L a ss e ta to guerrier L nella via



.
, ,

Una fonta na appar ve allora e a quella ,

Sa l tellando giugnea col capo eretto


La pacica bel va Al ciel la fro nte
.
m
45 _
R ste m lev Signor disse pia ngendo
.
, ,

Giudice antico che il tuo de tto osservi ,

Orme non vegge qui di questa fonte ,

Sul verde margo d agili caprette ,


E niun vin c o l d amor questa selvaggia


Belva a me lega Oh quando pi grave


.

Cosa innanzi ne vien soltanto i n Dio ,

Cercar tu d e i riparo ; e chi da Dio ,

Unico e santo si dilunga mostra


, ,

C he poco senno ha nella m ente su a .

R ste m allor con lieto c or q u e ll a g il e


, ,

Capretta benedisse : Alcun periglio


Mai no n venga su te dalla rotante
V o lt a de l cielo ! L e tu e valli apriche ,

Le tu e campagne e l e r b e tue mai sempr e

Sian verdi e molli e de bramosi veltri ,


Non entri i n core a danni tuoi m a ligna

Voglia giammai ! Chi stender la mano


Alle frecce ed all arco infranto al suol o

V e g g a l arco c ader l a nim a su a



'

R esti fosca nel duol c h e bb e r ristoro


E r iviss er per te l e membra a ff rante


Di questo eroe S e n o delle fu neree
.
,

B ende gi gi so r g e a nel la su a mente


Il pensier tristo c h se de n tro a ll a m pia
,

Strozza d u n fe r e drago egl i non fosse


Venuto pur sar i a gradita preda


,

R e sta te ai lupi del deserto e quell a ,

Sua corazza di guerra e quella ricca


Tenda ch ei reca or qu i sar i an dispers e

I n perduti frammenti A suoi nemici .


Sar i a giunta d i lu i questa reliquia !


Poi c h e l a lingua sua n pregh iera ,

La sella e i tolse a Rakhsh velo c e e il corp o ,

Tutto i n q u e ll o nda n e l a v c h e limpida


S c o r r e a fra l e r b e e come so l c he splende


, ,
_ 46 _
Usc dall acqua i l nobile destriero

P u r i c a to E i bevve allora e tosto


.
,

C h e la sete si tacque i ntorno mosse ,

A far preda pe l campo entro al turcasso ,

Gittati in pria sonanti dardi Un fe r e .

O n g r o egli a tte r r come elefante ,

A I primo assalto i mpet u oso e ratto ,

Ne trasse i l cuoio e n e s pic c l e cosce


E il anco ne s q u ar c i S i come sole .

Suscit o un fuoco rapido e ve r a c e ,

E tolta i n pria de la spartita belva


D a l l a c q u a il corpo su quel fuoco ardente

Con molta cura l ar r o st Compiuta


.

L e pra gra dita e i si c ib d i quelle


Carni fumose e stritol o l e bianche


Ossa fra l e su e mani Anche n e venne .

A l chiaro fonte p e r su e fresche linfe


E bevve e di dormir voglia si prese .

A R akhsh amante di battaglie il prode


, ,

Cos aller fa ve l l : Tu con alcuno


No n pugner a i non cercherai c ompagne
,

I n questi lochi S e nem ico giunge


.
,

Tu vieni a me ch non vegl io c h e primo


,

Tu con Devi o leoni a l l a battagl ia


Bra moso scenda Me cre l Ete r no .

Alla gloria de ll a r m i e te a la sella


E alle su e cinghie destin o soltanto .

Cos i s a ddo r m e nt c o si riposo


Ebbe quel prode n d isciolse i l labbro


E R akhsh n c h e sal i a media la notte
, ,

And pascendo per i l campo attorno .

V I II . A v ve n t ur a t e r za .

E d Cal c p ( . . .

Venne allor dal deserto un fe r e d rago


Da cui non gli elefanti a vr ia n giammai
Trovato scampo Oh ! c h e dir e m de ll o r r ida
.

Belva s e n on che a ottanta essa gi u gnea


,

Cubiti dalle fauci a lla ritor ta ,

Squamosa coda ? In quel deserto i l lo c o


Era del su o covil n per timore ,

C h e avean d i l e i p a ssa va n l e daccanto


,

I Devi mai n osa vano i n que lochi


,

Entrar leoni agresti e d elefanti ,

Non Devi ardi mentosi Ogni vivente .

C h e l g iu ng e a di quel maligno drago


,

No n sfuggiva a l l a r tiglio I n quella notte



.

Venne al s u o covo e l trov nel sonno ,

Addormentato un prode accanto a lui ,

Animoso un destrier Cura ben grave .

Questa si fu qual cosa mai dovesse


,

Uscir n e non attesa e chi mai fosse ,

Quei c h e osa va posar nel tristo loco .

E in pria si volse a R akhsh Corse veloce .

Il nobile destrier l ve giacea

Il suo signor picchi o con la ferrata


,

Zampa il s u ol risona nte e come t u ono


Alto frem e spirando da l e nari
,

Un alito d i fuoco Il valoroso .


,

Desto dal sonno la su a mente un giorno


, ,

Piena di senno tutta emp i d un ero


,

Di battaglie desi o Volse gli sguardi .

I n ogni parte de l d eserto e ratto ,

I nvisibi l si fe a l o r r i do serpe

S i c h e a r issa r si incominciava i l prode


Vanamente c o n R akhsh c h e a ve ag li desto
Il capo stanco E quando u n al tra volta
.

Al sonno i n grembo e i r ito r ne ssi ratto ,

l l mostro usc dal tenebroso loco .

E Rakhsh correva allo r velocemente


A R ste m e b a tte a con l unghia forte

Il suol profo n do e s c alpitava Ancora .


L eroe dormente si dest o di molta

Ira s a c c e s e e f ross e le gote


All improvviso c h volgendo intorno


Al deserto gli sguardi c i nul la v ide


Fu e r che la notte e l ombre su e Si volse
.

Al su e destrier c h e tanto amor nutr i a


Per lu i n e l core e disse : Invan ti adopri
, ,

Ch non potrai l ombre notturne sperdere


.

Altro non fai c h e scuotermi dal dolce


Sonno mio ; parmi inver c h e t ab bia vint o

Un insa ne des i o perch m i resti


Io qui Ma s e ancor ne l camp o
Susciterai tant e s c ompiglio invano ,

Io s i ti troncher o con q u e st a c u ta

Spada la testa e a pi verso la terra


,

Mu o ve r de l Ma zn d recando io stesso ,

Q u e st e l m o e i l ferro e la gravosa clava



.

Sol ti d iss io c h e se un leon muovesse


Improvviso all assalto io pe r te solo


Atterrato l avrei ; ma non diss io


C h e i n questa notte a m e venir tu de g g ia


Con tanto Tu qu i sta dal sonno ,

Fin ch io non lev i da m e stesso il capo



.

C os i nel sonno ancor la mente su a


Per la terz a fiata si raccolse ,

Ed ebbe i l petto suo difesa e scudo


L ampio arnese di guerra Il fe r e drag o

.

U r l no ve ll a m e nte e spir a r am me
Dalla bocca sembr Lasciava i l pasto .

Subitamente R akhsh ma non osav a ,

Correr vi cino al su o signor Lo strano .

Prodigio ne tr ae a l anima forte

In d u e parti contrari e e tema i n lui ,

Era d i R ste m e pel fe r e drago


Alto spavento Ma il suo c or pel molto
.

Amor gi non q u ie t si ch ei si mosse ,



49

E vol come ve nto i mpet u oso


Appo R s te m guerrier Quivi fremendo .
, ,

Nitrendo ancor scav o c o n la sonante ,

Unghia ferrata il suol s i c h e s u fesse ,

Intorno qua e col Da quel soave .

Sonno R s te m s i scosse e gi con ira ,

A R a h h sh e i si vo lg e a fedel compa gno ,

E a iu ta to r quando l Ete r n o in su o
,

Consiglio arcano che i l profondo s u o l o .

Nascondesse il dragon pi non concesse .

R ste m il vi de nella fosca e greve


Tenebra avvolto sc intill a r f i l brando ,

Dalla guaina e qual tonante nube ,

A primavera url pieno all interno , ,


F e d un fuoco di assalti e di tenzoni


Quel loco vasto Al drago c i disse : Di mmi .

Dimm i il tuo nome c h la terra e il cielo ,

D ora in avanti a grado tuo pi mai


Veder non t concesso Oh ! non bello


.

C h e l alma tua dal tenebroso corpo


Esca per mano mia senza ch io senta ,


Il nome tuo da te Disse la belva .

Maligna e stolt a : Dagli artigli miei


Niun trova scampo Questo pian deserto .

In cento e cento lochi s u oi gradito ,

M e ad ab itar ; de l ciel l aura vivace


Io voland o respiro e spie gar l ale ,


Su questo capo mio non osan l a q u ile

E il tristo campo i do lc i astri non v ede


Nell ore date al se nno

E qui si tacque . .

Soggiunse poi : Quale il tuo nome ? E sappi


Che pia nger la tua morte i l padre tuo
Dovr fra poco ! E d i rimando il prode :
R ste m son io di Zal glio bennato , ,

Di Sa m nipote da Nir m disceso ,


.

Ben c h e solo cosi tanto son io ,

a us Il i , .
50
'

Quanto una schiera di pugnaci eroi


Incliti in arm i e l ampia terra intorno
,

R akhsh cavalcando generoso tutta ,

Io sc o r r e vinc ito r Val e r d un forte


.

Or tu vedra i nella battaglia I l tuo .

Impuro capo n e ll a du sta polve

Far balzar c o l brando mio possente .

Il dragon s a vve nt ferocemente


Alla battaglia ma non ebbe scampo


,

Da quel valente al n d e ll e pr a Eppure


.

Cos i a principio c i s i s c agli c h e parve ,

R ste m toccar la sua scontta Allora .

C h e vide Rakhsh qual era in quelle fosche


Membra strano vigor come a quel sire , ,

Donator d i corone c i s a vve n ta sse ,


Col ero artiglio gi abbass gli orecchi


,

( Oh ! meraviglia ) e si S ospinse innanzi


E agli omeri a dde nt l o r r ib il mostro

Con l e zanne possenti A brani intorno .

Come leone gl i lev l e cuoia ,

S i che l eroe stup i R atto la spada



.

Egli allora cal l o r r ida testa


,

Via f balzar dal tenebroso corpo


D e l vinto dra go e da q u el corpo sfatto


,

I l sangue gorgogli o qual negro ume .

Parve c he sotto a le squarciate membra


Tutto sparisse il vasto campo ; un rio
Ne sgorgava di sangue e il valoroso , ,

Quando ri mase a con templar l e stinta

Orrida belva e la cervice e l ampia

Vorago della strozza onde il pestifere


Alito u sciva e ri pens o che molto
,

Spavento ella inc u te a di meraviglia ,

Ne l r ig ua r da r sentissi vi nto il core .

Ed ora i l cam po n era sgo m bro e solo

Il caldo sangue su la terra o sc u r a


Ri vide l u c c ic a r qual vivid o c c hio

D un augello selvaggio e v era accanto


Un nappo d or colmo di vino ; carni


D a r r o s ti to capretto i vi eran poste


E bianco pane e sale rilucente


Dentro a un va s e l con dolce sapa intorno .

Rese grazie a l l Ete r no allor che i l loco


Vide si bello e dilettoso i l prode ,

C h quello era de maghi a llor c h e giunse


R ste m all improvviso i l giornaliero


Pasto imband ito e i Devi al suon tremendo


, ,

Della sua voce si fu ggian Discese


,
.

Il nobile guerrier da l pala freno


E l e v gli la sel la Or per q u e pani
.
,

Meravigliava e per l e carni apposte


E i valoroso d i n c l it o r m e e i n riva

, ,

Alla fontan a si a sside a Un nappo .

Di fulgido rubin quivi si stava ,

Coimo d un vin possente e armonioso


V era un timballo ch piacente loco


Era di festa quel deserto Ratto .

Si prese i n grembo il timpano sonoro


L eroe gagliardo e un suon n e trasse e questa

Canzone incominci con voce allegra :


R s te m a gello de nemici suoi

Ma parte alcuna d i serena gioia


I n lieto giorno mai non ebbe I l loco .

Della battaglia la palestra a lui


Destinata dal ciel ; monti e deserti
Sono il g ia r din d i su e delizie Eterna .

Guerra a Devi egli fa c o n tr o a feroci ,

Dragh i combatte n si scioglie ma i


,

Da deserti o da Devi I l dolce vino .


,

L e colme tazze l e purpuree rose


,

E lor fragranza i lochi dilettosi


, ,

La sorte gli neg Sempre la pugna .


53

Ne l mar l co suoi mostri e sempre



a tte n d e

L a tte n do no a g io str a r l e belve in campo



.

Giunse agli orecchi d una maga i l canto

G iunse di R ste m la ballata e giunsero


D e l timballo le note ed ella ra tto ,

Le gote si pingea qual dell anno ,


La pi vaga stagion ben c h e tai fregi ,

Mal s a ddic e a no a lei A R ste m venne



.
,

E fragr a nze spirava e di vivaci


Tinte sple nde a costei ; m o lte gli fece
Inchieste e si sedette accanto a lui .

E R ste m ne l su e cor Dio venerava


E grazie gli rendea perch n e l vasto ,

Deserto de l Ma znd avea di cibo


R invenuto il conforto e vin giocondo ,

E lieto suon di musici stru menti


Avea toccato e giovinetta allegra ,

Con cu i del dolce vino alcu na stilla


In disparte gustar Gi non sap e a .

Ch era maga costei d inc a nti piena


Non sap c a c h e A h r im n sotto quel v a go


Aspetto si a s c o nde a L e pose in mano .

Colma una tazza di giocondo vino ,

E Dio d i grazia pri m o autor con voce


, ,

Di gioia ricord Quando la voce .

C h e ricordava Iddio fonte d amore


E i die la m aga si mut nel volto


,

Subitamente L alma su a si fosca


.

Lodar l Ete r no non sa pea la lingua


Una preghiera a mormor a r compunta


Poter non ebbe mai si c h e quel nome , ,

Di Dio sant e in udir tetra ed oscura ,

Ella in volto si fe R s te m la vi de
. ,

E ratto come nembo i l e ss e so


Laccio a vve n t dentro que nodi at tor ti
,

Strinse e i m pig l i de l a malvagia donna


54

All improvviso il capo Or m i d irai



.

Chi s e tu la in c h ie d e a con alta voce ;


I l viso tu o qual veracemente


, ,

Mostrami aperto ! Dentro al laccio suo


Era caduta puzzolente vecchia
Di rughe piena e d inc a nti e di molte

Frodi e mal i e Col rapido tr ae r e


.

Le squarci o i l anco il valoroso e ingombro


F e a tristi maghi di spavento i l core

.

X . A v v e n tu r a qu i n ta .

( d E . C a le . p . 25 1

Come solingo vi ator si tolse


R s te m a l lora da l in fa u s to campo

E riprese sua v ia Giunse a d un loco .

O ve luce non era Una profonda .

Caliginosa notte era n e ll e tr a

N in q u ella notte risplendean l e stelle ,

La luna non s ple nde a Ben detto avr esti .

Che incatenato i l so l l u ngi dal cielo


Era co raggi suoi c h e r a n o avvinte

Dentro a no di d u n laccio l e ridenti

Fa celle de la notte Il valoroso .

L e briglie a R ak h sh abbandon sul collo


E trasse inn a nzi n dintorno e i giunse
,

P e r l ombra fosca a s c e r n e r monti o valli


Non umi o ruscelletti E poi d un tratto .


,

Giunse ad un l o c o luminoso e chia ro .

L ve la terra qual d u n verde ammanto


Tutta c i vide coperta Eran l e messi .

Nel pri mo or dovunque ; ivi la gente


R ing io va n ia dopo vecchiezza e v erano

Erbe verd i a l in terno e corsi d acque


.
55

D un tepido sudor tutta era molle


La veste mi litar su la persona


Di R u st o m b a tta glie r si c h e gli venne ,

Alto un desi o ne l cor di sonno e quiete ;


E tosto c i si lev la su a villosa
Spoglia di tigre c h e c o pr iagli i l petto ,

Dal s udor penetrata o nde stillava ,

Il f u lgid e l m o ancora e l uno e l altro


Arnese al fo lgo r a r de caldi raggi

Egli espose del so l Poi c h e d i quiete .


,

Poi che di sonno pi possente in lui


Nece ssit si fe a sentir l e briglie ,

Tolse rapidamente a l suo corsiero ,

E libero i l l asci pei verdi colti ,

P er le ca mpagne se m inate Ancora .

E i si vest i la sua cora zza e l elmo


Come il so l li a s c iu g d un fasci o poi ,


D erbe virenti qual leon selvaggio


, ,

Si f giaciglio e po stas i la targa


Di sotto a l c a po e d inanz i la spad a ,

La man gagliarda vi pos su l e lsa


.

Ma de campi il custode allor c h e vide


Libero entrar ne verdeggianti colti

Di R ste m i l d estrier correndo venne ,

P r e C I pl to so e u n urlo ambe le l a bbra


,

Gli sgangherava A R akhsh al c ava l ie r e


.
,

Ei s ac c o s t b a tt con un nodoso

Legno costui ne pi B e n si destava


.

R s te m dal sonno eroe gagliardo e quegli , ,

Gridava intanto con stridente voce :


Ahri m an c h e s e tu perch sciogliesti
,

Il tuo des trier ne verd i campi ? Libero

Perch i l lasciasti contro a chi nessuna


O e sa ti rec ?
'

Sent i nel petto


Una grand i ra alle parole strane

Il prence diva m pa r Ratto e i si lev a . .


Ambo gli orecchi a ll im po r tu n o a fferra

E li stringe e li attorce e li dive lle


Da lla radice n parola seco
,

Fa buon a o trista Ambo raccolse allora


.

G li orecchi suoi fra disperate grida


Il custode de c a m pl e l r e sto ssi

Attonito e stordito alcun i istanti


Forte piangendo In quella terra aprica
.

Eu l d era signor prence guerriero


, ,

Inclito in armi e giovinetto A lui .

Venne con pianti i l misero custode ,

Fra l e man sangui nose i du e divelti


Orecchi suoi recando e si gli disse : ,

Un uomo l di p aventoso aspetto


,

Qual negro Devo e cinge una villosa


,

Spoglia di tigre e d ha ferrato l elmo


.

Egli A h r im n che la vasta p ianura


Tu tta occup da questa parte a quella ,

Ovvero un serpe che dorm ia n e l cavo


Della corazza Io corsi a lui dai ca mpi
.
,

Per disc a c c iar quel suo destriero e libero ,

R i non l a s c io m m i gi pei verdi campi


N volle c h e al destriero io m a c c o s ta s si ;

Ma quando mi sc o ve r s e i n p i levossi ,

Subitamente ; non a t ma i ntanto ,

A mbo gli orecchi mi d ivelse e ancor a ,

G i si gitt o pe r r i pig lia r quel sonno .

U di cotesto e si lev d un balzo


E u ld rapidamente e per la molta ,

Ira del cor si cacci fuori i n guisa


D un negro fumo E i si veder bram ava

.
,

Chi mai fo sse costui pe r qual cagione ,

Tanto mal fatto a vesse a quel fedele


E se m plice custode A i ca mpi suoi .

Verdi e orenti e i venne adunque e molti ,

G iovinetti i l seguir famosi in guerra ,


57

Con spade a guzze Con tal scorta ratto


.
,

E i l e briglie volt del palafreno


Verso quel loco ove segna ! gli fue
Dato di R s te m Q ua nd e i fu vicino
.

( E d i battaglia era bramoso ) al su o ,

Destrier s i volse e ba lz ratto i n sella ,

Fuori traendo la fu lmi nea spada ,

R ste m guerriero e s a va n z qual nube


Che tuona i n ciel Ma quando l un dell altro


.

Accanto s i trov l arcano evento


,

Questi a quel dichiar con pronta lingua .

Qua l nom e rechi ? Eu ld primiero disse .

E chi se tu ? quale il tu o r e ? qual lo c o


De l l a m p ia terra i l tuo

I n questi
C a mpi re c are i l pi bello no n era ,

Qui deve so n feroci Devi amanti


, ,

Di t enzoni e di zu ff e E al mio custode .

A che da la radice ambo divelti


Gli orecchi e il c orsier tuo pei seminati
Campi hai disciolto Or io q u e st a m pia terra

Oscura e trista render p e r sempre


Dinanzi agli occhi tuoi gi nella polve ,

Far balzar q u e l l e lm o tuo ferrato



.

E il prode allor : Quel nome m io c h e chiedi


Nuvola se i l sai Ma questa nube
,
.

Se ha forza d un leon spade ferrate


E giavellotti gi da ll alto piove

In strana guisa e de la terra ai duci


, ,

Conquisi ai eri colp i l e recise ,

Teste gitta ne l grembo Oh ! se il mio nome .

Ti venisse agli orecchi e l alma e l al ito ,


E il sangue d e l tuo cor s a ggh ia de r e bb e r o

S u bitamente Ovver non ti feri a


.
,

Gl i orecchi mai de l laccio mio dell arco ,


De l l ir a nio campion certo ricordo ?


Oh ! quella madre c h e don alla luce


58

Figlio a te p a ri gli cuc i le bende


,

Funerali in quel d i ne pianse il fato , ,

Come per noi si d ice E tu che tanta .

Schiera ad ducevi contro a me davvero ,

Che a tr u l la r ti provasti al ciel di contro !


Cos i dicendo il brando su o d i morte ,

A p po r ta to r dal fodero lucente


,

F uscir d un tratto ed a ll a r c io n sospese


Il laccio suo dai molti nodi Un solo .

Colpo del brando rilucente i n du e


Bast o a spa r a r bast a gitta r su l suolo
,

D un combattente la persona In mezzo



.

A quello stu o l g itto ssi i l valoroso


Come leone i n caccia e quanti v ennero ,

Incontro a lui distese morti I capi


,
.

Divelti e i dispe r de a co eri colpi

E d isia va i tracotanti eroi


Grava r di ceppi Ma l avve r so stuolo
.

Si disperse atterrito ; i n nanzi a lui


F u gg ir o n tutti e avean l ani ma fosca

E um iliata La pianura e i l colle


.

Di cava l ieri c h e f u gg ia n si videro ,

Ingombri a un tra tto e quelli si ritrassero ,

Dispersi al monte Ma ven i a corre ndo .

Come elefante in suo furor quel prode


Figlio di Zal col laccio suo sessanta
,

Volte al cubito attorto E allor c h e i l suo .

N e bil destriero E u l d raggiunse par ve ,

Al fuggitivo tenebra notturna


Questa luce de l di ch sciolse i l laccio ,

R s te m e l avvent o dentro a q u e nodi


Cadde d e ll u o m si riottoso e altere


Il capo eretto G i d i sella il prode


. .

G itto s si aller strinse l e ma n da tergo


,

A l l in fe lic e e pe r la via dinanzi


A s i l cacci Balz o i n arcioni e disse :


.
60

Ed alpestre la via c h e vi ti mena .

Fra d u e gran monti un paventoso loco ,

S a pr e e distende e l a q u ile r a paci


Non osano volar p e l tempestoso


Ciel c h e d alto il ricopre I n mezzo a cento

.

E cento spechi tenebrosi e fond i


Uno v pur c h e m eraviglia ed alto

Terrore incute a chi l rimira Quale

E quante sia non fu concesso mai


,

Misurando trovar Dodicimila .

Devi pugnaci stanno a guardia intorno ,

L sovra i l monte nella notte e capo , ,

N P u l d b a tta gl ie r glio temuto


Di G h ndi antico e vigili custodi


,

Son Bed e S ing e h Ma dei Devi tutti .

il Bianco Devo il re S i come foglia .

Di salce tremolante il paventoso ,

Monte sotto a su o i pi s i crolla e tre ma



.

E se il vedrai ch egli qual monte e i stesso


,

Nella persona ti parr c h il petto


'

, ,

E la cervice e le robuste spalle


Giungon d i dieci corde a lla lunghezza
Nella Ma con questa tua
Alta statura e questa man possente ,

Con quest arte i n rotar l acuta spada


E le briglie i n voltar la clava e l asta ,


In a do pr a r ne l ca m po anche se molta ,

Perizia hai tu ne la persona eccelsa


,

B e n c h e grande cos i col Bianco Devo ,

Bello non che a pe r igl ia r tu scenda


In s ingo la r E se quel loco
Potrai del Devo supera r deserta ,

Una pianura troverai di acute ,

Pietre taglienti tutta sparsa intorno .

Non osano passar pel maledetto


Pian le gazzelle ; ma p i in l con torbide ,
A cque un ume vedrai nella sua ampiezza ,

Di b e n du e parasanghe alla misura


Egual Custode al paventoso passo
.

Un Devo siede K u na r ng d i molti


, ,

Devi e prence e s ig no r Di l si stendono .

Dei B u zg sh le campagne in no al loco


De Nerm py s i temuto e di trecento

-
,

Parasanghe la via Dalle contrade .


,

Orrido albergo de i B u zg sh a quella ,

Citt superba d e l Ma znd cammino


Periglioso si volge e parasanghe ,

Son m o lte e a superar gravi d assa i

Ch so n l cavalieri in ogni lo c o ,

Sparsi dell ampio regno e s o n migliaia


Di mille e mille Con q u e ll a r m i fu lgide


.

Con q u e ll o r che possied e e h ! non vedrai


I n alcun tempo umiliato e tristo


Alcun di quella schiera E vi so n a nc e .

Elefanti da guerra e so n dugento ,

E mille ancor si c h e per essi loco


,

Non resta o spazio in la citt E tu .

Sei so l o e solo vai S anche di ferro .


Tu fossi e prode alla possente lima


, ,

Che t a ppr e s ta A hr im n ti roderai


,
.

Rise quel prode a tali accenti e d isse :


S e verrai meco nella via dirotta ,

Ben tu vedrai qual danno e qual rovina


Da questo eroe so le tte alla famosa
Schi era de i Devi toccher Con quella .

Forza di Dio sempre vincente e quella


Sorte propizia a me col valor mio , ,

Con la mia s pada e le volanti frecce ,

Non appena vedranno i ma ledetti


Devi il poter che questo petto a ff orza
E questo braccio e de la clav a i colpi
,

Udranno r isu o na r c h e pe r la tema,


Ben parr che su l do r so a lor la pelle
E si levi e s i schianti I n quel terrore .
,

Briglia da sta ffa o da guerresco arnese


S c e r n e r pi non Ma tu frattanto
Mostra la via no al deserto loco
O ve K v u s r e s ta L va ti e spoltri
. .

Dette in ar cio n b a l za va a l suo destriero


,

Allegramente e i nnanzi a lui correndo


, ,

Qual turbo andava Eul ad Non ri posando


, .

N al giorno chiaro n alla notte oscura ,


Cos i giunse a toccar quel valoroso
D A spr z l e falde al monte o ve s u e schiere

, ,

K avus gi poste avea l v e l i n c o l se


Tanta rovina da maligni Devi


E da maghi nemici E allor c h e scorse .

Di quella nette paventosa e oscura


Met de ll o r e un t umulto innito

, ,

Un orrendo fragor sorse da quella


Sterminata campagna I n quella terra .

D e l Ma znd s a c c e n d e a n fuochi dovunque


I n ogni loco una facella incensa


S e l l e va r si ve dea R ste m si volse
.

A E u ld allora : Ond c h e a dritta e a manca

Si levan l e ammelle ? E u l d rispose :


D e l Ma zn d queste son della superba ,

Citt l e porte e nella nette oscura


,

Non osan di tre parti ai dolci sonni


Abbandonarsi d u e De i foschi Devi .

P u l d i l duce con A r zh n g e il ero


B e d tracotante eroi d i quella trista
,

Schiera del Bianco Devo Eccelso antico .


,

Arbor tu ved i l che tra le nubi


Cela i l vertice suo tocca le stelle ,

Che mandano quaggi s i dolci i rai .

Sotto l a r b o r vetuste la di mora


Del Devo A r zh ng ; e i r isu o na r fa l etra


In ogni tempo d i selvagge strida .

R ste m allor si addorment Ma quando .

Questo fulgido sol m o str o ssi a l varco


I n oriente a un a rbore vicino
,

E u ld egli leg forte il stringendo


,

Ne spessi nodi del suo laccio attorto



.

X I Av v e n tu r a
. s e s ta .

( E d Ca l c p 2 5 5
. . .

Cos i a dunque al levar del primo sole


,

Del monte ombroso su la vetta allora ,

C h e p i bella si fea q u e s t a m p ia terra


E pi adorna p e r lui levossi il forte , ,

Donator di corone ai prenci invitti ,

Dal dolce sonno E i s a c c o st veloce


.

A Rakhsh ed a ll a r c io n de ll a vo su o '

La clava gli a ppe nde a part i a col core ,

I n tremendi pensieri Avea sul capo .

L e l m e regal sul pe tto la corazza


Di sudor molle e si vo lg e a correndo


,

D A r zh ng in traccia ch signor dei Devi



.
,

Quando a quel campo de nemici e i giunse

Disi oso di p u gna un fe r e grido ,

L e v n e l mezzo a tanta schiera e parve ,

C h e gi crollasse la montagna e lunge


Vi rispondesse i l mar Dal padiglione .

Il Devo A r zh ng fuori b a lz q u e l l a l to ,

Grido allor che ambedue gli penetrava


Da lontano gl i orecchi e il valoroso ,

Ne l vide appena che sospinse innanzi


I l su o destrier qual d A ze r g ash aspe

Il sacro fu oco Allor ferocemente


.
,

Al Devo egl i a ff err la testa e il collo


E gli orecchi pendenti e via dal busto ,

S ve l s e gl i i l capo qual leon La testa


, .

Insanguinata e via d a l corpo tratta


Del Devo estinto egli g itt alla schiera
Dei De vi accolti Oh s i ! la fera vista
.

Di quella clava del guerrier nel petto


A tutti il cor spezz per timor grande ,

Della man si gagliarda Essi lasciando .


,

Ogni pensier per quella terra amena


E i pingui colti suoi cerc ar la via ,

De l la fuga piangendo e i padri innanzi ,

A le r gl i saltr Trasse la spada



.

Vendicatrice R s te m battagliero
E via s go m br la falange temuta
De i foschi Devi Gi s c e n de a dall alto

.

Qu e st a l m o s o l c h e illumina la terra

Oud ei red i a sino alle falde ombrose


Correndo de ll A s pr z Quivi e i disciolse



.

A E u ld gli attorti nodi e ambo sedettero ,

Di q u e ll a r bo r e eccelsa alle ra dici



.

R s te m chiese la via dal prigioniero .

La via della citt dove si stava ,

R e K vu s ne l suo d u ol Quando ben certo .

Indizio ebbe da lui ratto e i si pese ,

Per q u e ll aspr o sentier ; c o r r e a g l i innanzi


E u ld a piedi e pe r la via dirotta


Gu idava i passi suoi Ma q u a ndo giunse .

Vicino alla citt l uo m c h e d serti

Alto i l suo R akhsh ni tri si co m e tuono , ,

All improvviso Ben l ud i lontano


K vu s prence infelice indi conobbe ,

Di ci principio ed esito qual fosse


V eracemente onde si volse ratto
,

A g l I r a n i e grid : G i tocca o prenci


, ,

A l termin suo la ria distretta ! Un chiaro


Nitr ir di R a h h s h or mi fe r a gli orecchi ,
_ 65 _
E q u e st anim a mia questo mio core

Refrigerio sent i a m per quel s i chiaro


E giocondo nitr ir Quando la guerra .

Contro al r e di Turania arse n e campi

Al tempo di K o bd questo nitrito ,

Solea levar quel no b ile de str i e r o !

E quei dic e a n fra lor sommessa mente :


Principe K vu s ne suoi gravi ceppi

La ra gione smarr i L antico senno .


La prudenza e di r e quella si grande


Maest si f u ggir dalla s u a mente .

Sembra ch ei narri u n
Arte o riparo
Non abbiam ne i da ceppi e la fortuna

Da ne i s a llon ta n Non eran giunti



.

Di questi detti al n c h e delle sue ,

Armi vestito l b a l z nel mezzo


E a K vu s re si appresent o quel forte
Di pugne amante a c c e n dito r possente ,

D un fuoco di battaglie Allor ch ei venne



.

Dinanzi al suo signor dintorno i grandi ,

Gli si a ffo llr G de r z e Tus e il prode


,

G h e v battagliero e G u s te h m gagliardo ,

S h e d sh B e h r m leone i n guerra Pianse


, ,
.

Il generoso a quella vista assai


E f omaggio al su o re del lungo d u o le

Lagrimando il richiese E quegli a l petto .

Fortemente i1 serrava e l inc h ie de a


'

Di Zal antico e della via lontana


E de perigli su o i quind i soggiunse

Che tu nasconda il tuo destrier fa d uopo

Da questi maghi S e verr novella .

Al Bianco Devo che da A r zh ng la terra


Libera h a i fat ta che a re K v u s giunse
,

Il fortissimo eroe da I r a nia bella ,

Tutti s i aduneranno in una fe sc a


Sch ier a i Devi feroci e senza fru tto .

FI R D U S I , Il .
Ogni tuo lungo fa tic a r p e r loro
Si res ter di le r drappelli armati
,

Sar ingom bra la terra Or tu la via .

Prendi che mena alla deserta casa


D e l Bianco Devo e questa tua persona ,

Le frecce e il brando riconduci a ll o pr a


Gi nella polve g itte r a i la testa


Tronca d e maghi se dall alto Iddio

Santo t
Ma tu i n pria di sette
Monti l e cime va l ic a r dovrai ,

L ve son Devi in ogni parte accolti


In molte schiere Una caverna allora .

Vedrai profonda e spaventosa piena


, ,

Di sgomento e terror s i come udii ,

Narrar pi v o l te Guardano l entrata .


Devi p u gnaci tracotanti e eri , ,

S i come pardi alla battaglia sempre


Parati i n armi ; e l nella profonda ,

Caverna oscura il Devo Bianco ha sede , ,

Da cui speme e timor l e genti armigere


Attingono mai sempre Oh ! tu potessi .

T r a r lo a morte l c h a tutti egli signore ,

E sostegno fra l armi Ai prodi miei


.

Per l a c e r b o dolor la vis ta intanto


S in te ne b r questi occhi miei dolenti


S e bb e r da l l o m b r e danno e o ff esa E quelli



.

C h e s o n d e l medicar dotti nell arte


Vist e l a spr o mio duol questa speranza


Mi fecero per del Bianco Devo ,

Il sangue m a ddi tr qua le riparo

Dal cor spremuto e dal c e r b r e I l saggio .

Cosi m i disse in medic arti esperto : ,


Fa c h e del sangue de ll e stinto Devo


'

Cadan tr e g o c c ie come son del pianto ,

L e stille dentro agl i occhi tuoi Col sangue


, .

La tenebra uscir dalle pupille


68

Le cime alpestri o ve d i molti Devi


,

Si videro le schiere i ntorno accolte ,

A una caverna tenebrosa e senza


,

Fondo vicino c i si trov ; dintorno


,

Una folla e i s c 0 pr i di Devi in armi .

R i d isse a E u ld : P e r quel ch io ti richiesi


Nel vero ti trovai Ma qui ben grave .

Impresa m dinanzi e qui tu d e i


D isc i r la lingua a fa ve lla r tu saggio ,

Che propizia hai la sorte Allor c h e tempo .

D andar verr l as pr o sentier mi addita


Ogni arcano di ciogli s Allor c h e il so le .


,

E u l d cos i ris pose invia pi calda ,

La va mpa assidua s ab b and o na ai dolci ,


Sonni ogni Devo Tu vittori a avra i


.

Su t utti lor pugnando ; or per attendi


Un poco ancor Tu non vedrai nessuno
.

D esti Devi qui assiso e qualche mago


Qua e l soltanto a specular ve dr a ssi


Lungi dagli altri S e t amico Iddio
.

Sempre vincente lieto andrai solta nto


,

Di vittoria in quell ora Alla partenza


.

R s te m allor n o n s a ff r e tt ma volle

Tanto aspettar che risplendesse in alto


Questo fulgido so l La testa e i pied i .

Forte avvinse ad E u l d quind i si assise ,

Sui capi attorti d e l suo laccio : e allora


Che tempo venne i l brando su e guerriero
,

Trasse d a la guai na e come un tuono


U r l dal loco su e di Dio gri dando ,

Compunto il nome Qual bufera in vo l ta .

Ei s i gitt o n e l l o s te avversa e m olti


Ca pi d e r o i tr o n c col brando ; e allora


C h e contro a l suo vigor non era in quelli


Forza o possanza d i lor dolce vita,
69

Ebb e rtimor per quella spada Niuno .

R imase fermo ne ll a ssa l to ni uno


Gloria ardissi cercar pugnando seco ,


.

X II . A v v e n tu r a s e tt im a .

( Ed . Ca l c . p . 25 7

Di l se n venne al Devo Bianco in guisa ,

Di sol lucente e una caverna scorse ,

Qual di mora infernal Non si vedea .


,

Per l ampia oscurit del mago i l corpo


, ,

S i che i l prode rest col fe rro i n pugno ,

P e r alcun tempo dubitoso Loco .

L non era al veder ; via l non e r a


C h e desse scampo E f r e g o ssi l e ciglia .

R ste m e chiara f su a vista e dentro


Assai cerc per la caverna oscura ,

Fin che ne ll o m br e una montagna c i scorse


E n era ingombra la caverna Il volto



.

Del mostro orrendo come notte in c ielo


Era fosco e d il pel come l e giubbe
,

D un m o nta no l ie n Parea c h e l ampia



.

Terra e i dovesse ricoprir con quella


Immane su a grandezza Allor che i l vide .

Addormentato ne ll o sc u r o speco

R ste m non volle gi la cara vita


T o rgli cosi ma qual selvaggia belva
,

L e v un urlo tremendo Oh ! si riscosse .

I l Devo allor si che a gio s tr a r sen v enne


,

Subitamente ed una pietra immane


, ,

Qual macina a fferr l e vo l l a i n alto


, ,

E s a va nz contro il guerrier di negra


Colonna i n guisa di vagante fumo .

D a lto spavento dell eroe lo spirto



Pi e no allor ; te m e a c h e veramente
fu
L e s tr e m o d i fosse vicino Eppure

.

L antico ardore c i suscit n e l petto


Come leone e diri zz o l acuta


,

Spada al anco del Devo I l ferro acuto .

Cui di R ste m vigor forte sping e a ,

Una mano ed u n pi dalla persona


Via s pic c de l nemico I l mutilato .

S a c c a pig li col prode in quella guisa


C h e s a c c a pigl ia altero u n elefa nte


Con u n fe r e leon Con un sol piede .

La pugna e i continu con q u e ll ill u str e

E la caverna paventosa tutta


A soqquadro manda va Al petto a lne .

E al collo egli a ff err p e r a tte r r a r lo ,

Sotto a suoi pi q u e ll u o m gagliardo ; e a l petto


E al collo l a ffe r r con fermo polso


R ste m famoso Questo a qu el strappa va


.

L e carni a brani e quello a questo e il suolo


, ,

Tutto si r ic e pr ia d una poltiglia

Di sangue intrisa Oh ! se la dolce vita.

Oggi poss i e salvar R ste m dic e a


Nel cor profondo eternamente vivo ,

Da vve r ! ch io rimarr Gi gi si fugge



.
,

Cos frattanto n e l suo cor pensava


I l Bianco Deve pe r la dol ce vita
,

Ogni spem e da S e dagli artigli


D e s te drago feroce io mi disciolgo

Ben che ferito al pi ben che l e cuoia ,

C a d a n m i a brani intorno in quella terra ,

Fatata de l Ma znd questa mia faccia


Non ve dr a n pi de prodi suoi famosi

Non i servi gia mmai non i possenti ! ,

C o s i parlava n e l profondo core


I l Bianco Devo e una lieve speranza
,

R i pur dava a l s u o cor Cos i la pugna .


Ferocemente pr o se gu ian que due

C on pi fiero desi o ; sudor con sangue


R igava il suol Ma R ste m con q u e ll a l ta

.

Forza di Dio in grave doglia e va m po


, ,

Molto in pugnar persever o A l n e .

Si trasse a dietro l inc lito campione

Da ll a spr o a ss a lto e dall a pugna Dritta



.

La man distese e qual l i on feroce


I n alto il Devo sollev di su e ,

Spalle all altezza e i l f cader Sul suolo


,

.

Fortemente i l b att come una belva


I n s bito furor si che dal corpo
,

Sprigion o l al ma al Devo Entro nel core



.

Il pugna l gli c c R ste m vincente ,

Quindi dal nero petto i l sanguinoso


Fegato dista c c Quel corpo informe
.

Tutta ingombrava la caverna oscura ,

E un mar di sangue era la terra intorno .

I Devi che m ir ar la portentosa


,

Opra del forte si fu ggir da lui


,

Velocemente : oh no ! l non rim a se ,

Nessu n d i quelli al loco infausto Fuor i


, .

G itto ssi allor da la caverna il prence


Di pugne amante e la rega l ci ntura ,

Da l anco si dis c iolse e la corazza


Dal petto si lev la sottoveste ,

Si tolse ancor Ma poi per far su e preci


.
, ,

In un onda scorrente il capo e tutta


La persona lav o scelse un acconcio ,

Loco a pregar libero e d ampio e quivi


, ,

U m ili sul verde suol la fronte


E supplicando d isse : O de mortali

Giudice primo almo Fatte r del mondo


, ,

I n ogni male a servi tuoi rifugio


Veramente se i tu Di cor fermezza .

E so vrano poter tu mi donavi ;


72

Forza e valor con maest di prenc e ,

Con vigor d i guerrier c o m io cercai ,


Della luna e del sol dai moti arcani ,

A m e largivi tu S e no nel mondo.


,

P i misero d i me pi tristo alcuno ,

Io veder non potea Dolor tristezza .


, ,

Fatiche e stenti e d egro stato e quanto ,

O di bene e di mal tocca qui in terra


L ue m pellegrino e su a grandezza ancora

E suo vil stato e la propizia sorte ,

La vittoria e il valor la dolorosa ,

Scontta da te s o l tutto o Signore


, , ,

Scorgo venir per tua giustizia Niu no .


,

Niun altre petr i a m ai stender la mano


A tanto e ffetto Ond c h e per tua legge
.

Anche l inse tto vil splende qual sol e


Per la tua maest splende qual c ie lo


L obolo vil

Come ni s u e preci
.
,

Si rivest i gl i arnesi su o i di guerra


L ero e gagliardo e venne e i suoi legami

Disciolse a E u l d e q u e l l a tte r to laccio

Quel laccio suo real sospese a l alto ,


Culmine de la sella A Eu ld il fegato .

Strappato e i d iede e per tornar s i mosse


A re K vu s cos i Lungo la via .

E u l d f questi detti : O leon bieco


Tu conquis tasti con l acuta spada

La terra tutta Nel Maz e n a nessuno


.

veramente c h e con te la pugna


Osi cercar c h d i vittoria sem pre
,

Ad ogni opera tua fortu na arride ,

E degno se i d i regal trono degno ,

Della corona d un gran re Ma bello



.

Or sar che tu a me volga lo sguardo ,

Se pure i detti miei conformi a l vero


Per te f r sempre Vedi tu c h e questa .
73

Persona mia de ceppi tuoi si forti

I segni reca ; dentro a lacci tuoi

Tutte le me m bra m ie sento spezza rsi


Dogliosamente Ed or per quel c h e un gi orno
.
,

Annunzi asti a m e con impromessa


Dolce al mio cor la dolce mia speranza ,

Di r i u dir q u e ll im pr o m e ssa ancora


Desi o m infe nde E non s e tal c h e bello



.

Patti infr a nge r ti s ia ; l i on gagliardo


Sei veramente ed h ai di re l aspetto
.

La terra del Ma znd R ste m rispose , ,

Da con ne a c o nn nobile dono ,

A te dar Ma innanzi altra una i mpresa


.

Mi sta fatica d i uturna quale


, ,

Alterno reca in s montar del fato


Con disc e n de r veloce E in pria di seggio .

Precipitar n d uopo i l re sovrano


Del Ma znd e gittarlo in un profondo


Pozzo la testa in g i Di mille e mille
,
.

Devi c h e l ar ti h a n d i magia si cara


D u e p e troncar l e teste abbominate


Col ferro pu n ite r q u e st a m pia terra ,


Per ch io d allora in poi libero scorra ;


S e n e con teco a l im pr o m e s sa mia


Ritornar non potrei Ma da quel giorno .


, ,

Da ogni rancura i ti far disciolto

Ti dar l in Ma znd poter sovrano .

Ma rivolti alla via de prenci Irani

Eran gli occhi bramosi Il gran guerriero .

Quando mai torner ? Con la v i ttoria


E i si tornava da ll o r r e n da pugna

Del ero Devo to l tag li dal busto ,

La testa i n pria con la fulminea spada .

Oh ! allor da quegli eroi s i lev un grido


Di mo lta gioia : Ecco ! ritorna i l prence ,

E splende l al m a sua !

cos i si disse ;
_ 74 _
E quei con molto ossequ i o i ncontro a lui
, ,

Balz ar correndo e super misura ,

La lode che gli tean Ma il valoroso .


,

Come l i on che stampa fortunate


L orme su l suol venne diritto innanz i

A r e K vu s e d isse : Inclito sire


, ,

C h hai sapi enza in cor t a llegr a omai


Del tuo nemico per la morte Il petto .

Al Bia nco Devo io lacerai ; speranza


C h e s a ppu n ta va in lui cadde a l temuto

Signore del Ma zn d Il bruno fegato .

Io ne trassi dal Oh ! qual comando


Mi d il gran prence c u i vittoria arride ?
K vu s allora il benedisse Oh ! mai .
,

S c la m piangendo senza te non resti ,

La mia coron a e l ampio stu o l de forti !

Ma quella madre c h e produsse un glio


A te sim i l non sar mai che alcuno
,

Senza b e ne dizio n senza preghiere , ,

R i c ord i i n terra Ed io pi fortunato .

Dir m i potr d ambo i parenti tuoi

C h il n o b il e g u e r r ie r c h e al su o lo atterra
'

I leoni furenti il servo mio , .

Or tu quel sangue dentro agli occhi miei


Fa s tillar dolcemente e dentro a gli occhi
Di questa gente ancor per che il tu o vago ,

Aspetto riveder ci sia pur dato ,

E l E te r no dal ciel ti sia propizio !


R s te m a l lor del trucidato Devo


Innanzi il cor rec nelle pupille ,

De ll a f itto signor n e fe la bruna


Goccia cader del sangue : Oh ! c o m e sole ,

Del sang u e al penetrar fra l e palp e bre ,

R ifu l s e r gli occhi ottenebrati ; e il prede ,

Senza indugi a r con molto senno e cur a


, ,

Del fegato divelto il nero sangue


E di gran senno qui s i vuol c h e il tempo ,

D e ll a ff r e tta r si b e n discerna e quel lo


D e l l in d u g ia r Vada costui de l sire



.

Del Ma znd alle case e quel su o core ,

Susciti e svegli e la torbida mente


Con u n forte pensier r e nda gli grave .

Di ci ben si compiacque il va l o r o so
Figlio di Zal ; d i c i b e n si compiacque
Ogni prence guerrier c h e gli er a eguale .

X III . L e tt e r e di re K av u s
e de l re del Maze n d e r an .

( Ed . Ca l c . p . 26 1

Al nuovo giorno allor c h e s u l azz urro ,


P arve u n manto gittar fulgido e chiaro


Questa v o lta del ciel c h e rat to muove ,

Su bianca seta una rega l scrittura ,

In parte piena d i terror di spem e ,

Adorna i n parte bellamente il regio ,

Scriba compose di prudenza ricco , ,

E liete cose a nc e v e spr e ss e accanto

Ad altre ere assai Nel bel principio


,
.

R i f lod i a l l E te r no Ogni alto pregio



.
,

Dic e a viene da lui pe r l a mpia terra ;


Senno all uomo e i don cre la v lta


Del ciel rotante amor erezza ed i ra , ,

Pose ai mortali i n cor Ma da lui solo .

Venne al retto e al mal far libera possa ,

Da lui ch sire d e l l e r r a nte sole


,

Della luna signor Tu se giustizia .


,

Segui n e ll o pr e tu e s e i l cor ti adorna


Una illibata f lode soltanto ,

Da tutti ascolterai Ma s e nel pe tto .


_ 77 _
T r iste albergh i un pensier s e di malvagie ,

O pre ti rendi r e o grave dall alto ,


Cielo a c o l pir ti scender sventura .

C h e s e Iddio d i gi ustizia prima fonte ,

Dal su o comando chi petri a sottrarsi


E non temer ? Ma la condegna pena
Che a ll e colpe si dee ve di c h e Iddio ,

Seppe a de pr a r c h tutti c i sterminava


,

E i magh i e i Devi E s e novella m a i .

A te giugnea de l tr a m u tar si ratto


Della fortuna se ti fu maestra
,

La tua mente a pensar l anima tua ,


S e c i t a ppr e se d e l Ma zn d il serto

Lascia lascia cost i vieni al mio piede


, ,

I n questa reggia come servo E poi


,
.

Che vigor non hai tu c h e ti sostenga


Contro a R ste m guerrier manda il tributo , ,

C h non h a i scampo e di vassallo i doni ,

R eca dinanzi a m e Se il regal seggio .

Ti spetta del Ma znd ved i se questa ,

Sola ragion ti pu sg o m b r a r la via .

Se no pel vi ver tuo d al core in bando


,

Gitta ogni speme come gi lasciolla ,

A r zh n g e il Devo Oh ! tu non sai


C h e gi n e l mar la fo r m i dabil spada
Temon di R ste m b a tta gl ie r q u a n d eg l i ,

Alla pugna si accinge i mostri ancora ? ,

Quando quel foglio ebbe al suo n condotto


L a c c o r to scriba e sap i ente un a mpi o

S u gge l vi a ppe se con intenta cura


D ambra e di muschio ; e il re subitamente

F e r h d a s invit di ponderosa ,

Clava e di s pada gran maestro il ore ,

De grandi in la citt da o g n O p r a stolta


Alieno alien o da travagli e cure


,
.

Diss e g li allor : Questa regal scrittura


78

Che molto senno accoglie al tristo Devo ,

C h e via balz o da l e catene s u e ,

F e r h d rechera i tu
,
B a c i la terra
.

F er h d gagliardo come u di cotesto ,

E i l foglio si port Dentro a l e m u ra


.

Dove stanno i Nerm py ( son cavalieri -

Di feroc i cavalli ; o ve li miri ,

Gambe han d i cuoio deboli e sottili ,

E da lontana et s ebbe tal nome

Per ci appunto ciascun ) dentro a le mura ,

D e ll a l te r a citt stava il signore


Del Ma zn d e con lui sta va n si molti


Prenci animosi e battaglieri Un messo .
,

C h e annunz i asse del Ma zn d al sire


Il venir su o dinanzi a s mandava
,

F e r h d allor Ma no n appena ud i a
.

Da re K vu s venir quel messaggiero


Prudente e accorto che i l signor temuto
, ,

Di prenci d e l Ma znd come leoni , ,

Forte un drappel per i nviargli incon tro ,

Scelse i pi prod i fra l e schiere e volle


C h e gran virt mostrassero costoro
Ne la faccenda grave Oggi egli disse .
, ,

Separar s i convieu guerresco ard ire


Da natura d i Devi Ora d i pardi.

Prender dovete e l indole e il costume


Perch in vostro poter rechiate il capo


Di q u e s t u o m ini saggi Un penti mento

Cos avverr c h e i l m e ssa g g ie r d I r a nia

Senta nel core e nel vedervi tremi


, .

C o n l e ciglia aggrottate incontro al messo,

Tutti balz ar Ma la faccenda grave


.

Conforme a le r desi o non tocc ne .

Quando a F e r h d si valoroso e saggio


Furon da presso c on ar dir con forza
, , ,

Un si mosse di lor la man gli prese


,
79
'

E si la strinse che con l ossa i nervi


,

Tutti gli storse e svi ncol o Ma in volto .

F e r h d non si f smorte e l a spr o d u o le


A frodi o inganni quella mente sua


Non gli condusse gi si c h e fu tratt e ,

Del Ma zn d al signor nella presenza


Qu e ll u o m gagliardo E l inc h ie de a costui

.

Di K v u s re de l fa tic a r per l a spr o


,

Solitario sentier quel regal foglio ,

F orgea ratto allo scriba Una mistura .

Era spars a di muschio e pure vino


Su quel foglio di seta e allor c h e il lesse ,

Ad alta voce u n sacerdote assai ,

Pel dolor si contorse il ero pren c e


'

Al belligero foglio Ud i a frattanto .

Di R ste m i l valor la n e ud i a ,

Del Bianco Devo e gli occhi suoi di lagri me


R atto s e m p r gono di pianto i l core

.
,

R i disse nel cor suo : Scende a ll o c c a so


Q u e st a l m o so l la notte vien gli tempo


, ,

Propizio a l sonno e al r ip o sa r ma quest a ,

Ampia terra non posa e la tien desta ,

R ste m con l armi sue Quella tenace



.

Sua vita al termin su o mai non discende .

Cos i d A r zh ng del Devo Bianco ucciso


, ,

Di B e d si dolse e di P u l d c h e glio ,

Era di G h ndi q u e ll antic o prence


,

.

Quando il foglio regal fu letto innanzi


In ogni parte sua ambo fe molli ,

Di pianto gli occhi suoi Nelle su e case .

Tenne F e r h d qual os pite onorato ,

Accanto a prenci suoi d e molti amici


Entro la schiera per tre giorni ; a 1 quarto ,

Cos gli fa ve ll : Va ti ritorna ,

Allo stolto tuo re novello sire ,

Che nulla sa Questa risposta mia


.
80

Tu gli dara i per m e : Dentro la coppa


De l l ir a mia ferve u n gagliardo vine

Ed se nz a c q u a E tu nella stoltizia

.

Del tuo furor non sai ch io ben di molto

Alta sollevo in mezzo a prenci tutti

La fronte eretta Io s o n colui d i contro .


,

Al quale o si a vv e ntar sup erbi detti


E comandar c h e la su a terra c i lasci
E venga alla tua Io p i de l tuo
Bello e superbo ho un gran palagio e mille ,

E mille prodi pi d a ssa i mi vegg e

Attorno in armi Allor c h e alla battaglia .

Essi muovon compatti ogni splendore , ,

Ogni bellezza d i nemica terra


Svanisce innanzi a lor Com e quel fo r te .

S ing e h ch mi o fedel dugento prodi


Cavalieri son qui c h e di lor m a no ,

L o r r e n da stretta al r e g n a to r d I r a n ia

S i s i provar faranno E s ie da questo


, ,
.

Loco mi m u o ve r pe r g i venirne
In cam po d armi vedrai tu c h e nulla

S c e r n e r potra i non qui non su nel cielo


, , ,

Non gi nel mare E gi nulla ti resta .

Della tua vita omai c h in questa terra ,

Destino pu ni to r ti c o nd u c e a
Da I r a nia tua Su ti prepara a d unque
.
,

Non t indu g ia r ch io gi di qui alla pugna



Preparando mi vo Tale una schiera .

I o mener o qual di leoni in caccia


, ,

Nei vasti ca mpi c h e dai dolci sonni ,

Leva r ben vi far l into r pidi to

Capo una volta Son d ugento e mille .

Gli elefanti guerrieri e tu nessuno ,

N hai nella reggia tua Va che d I r a nia



.
,

Turbo di negra polve al ciel sereno


lo le v e r Scernere allor nessuno
.
Di vo i potr l alto dal basso loco

F e r h d come ascolt quelle parole


,

Tracotanti e superbe e ere assai


Con tanta ira e furor pose su a cura ,

La risposta a toccar ma ratto poi ,

Mosse a tornarsi da ll ir anio prence


.

E venne e disse a lu i c i c h e veduto


, ,

C i c h e u dito egli avea d ogni secreto


Il vel squarciando a l su o signor Dell a lto .


Cielo soggiunse poi pi alto il prence


, ,

Si stima del Ma zn d Sue voglie altere .

U m ili a r n o n sa Dai detti m iei


.

R ifugg i con disdegno e questa terra ,

Agli occhi suoi meno c h e nulla vale .

R ste m allora a s invit le cose ,

C h e dette avea F e r h d rapidamente ,

K vu s gli espose Oh ! tutti i peli suoi


.

Arricc iarsi sent i per la persona ,

Tanto R ste m c r u c c io ssi a quel racconto .

A K vu s c i d ic e a : Da l l e n ta grave

Io fr a n c h e r questa guerriera gente .

Fargli intender de gg ie c h e la guai n a

Abbandon questa mia spada acuta


Veracemente Qual pugnale aguzzo
.

Fa che un tu o detto io rechi a lui su foglio ,

Regal notato come tuon c h e assorda


, ,

Terribile messaggio Io qua le un nunzio .

Andr da lui ; vedrai che u n rio di sangu e


S c o r r e r far co detti miei possenti

.

E re K vu s a lui cos i rispose :


I l suggello regal la mia corona ,

H anno per te splendor Tu messaggiero .

Mi se i tu prence valoroso e forte


,

Come elefante e s e leone altero


,

In ogni campo tr a i l fragor do l l a r m i

.
X IV . Me s s a g g i o di R u s te m .

( Ed . C al o . p . 26 4

E comand o c h e innanzi gl i venisse


Il regie scriba Qual punta di strale
.

I l calamo aguzz o dopo su e laudi ,

A Dio creante disse : O fuorvi ato


,

Dal sentier della f sappi che bello ,

I n u o m saggio non gittar parole


Inutilmente S e la tua superbia
.

Deporrai di mio schiavo al cenno mio


,

Assu m endo costume e la tu a terra ,

No n lasc ie r a i c h e va da a ferro e a fuo c o ,

Ma senza o ff esa e senza sd egno in petto .

Qual si convi eu m invi e r a i tributo


,

Io si far c h e tu rimanga lieto


Ne l Ma zn d e periglio c h e sovrasta
,

Alla tua vita pe r la man del fo r te


R ste m sfuggirai tu Se no tu pensa
, .
,

Qual di forti in battaglia orrida schiera


Avventer su te da questa a quella ,

Sponda del mare l i traendo ; e un ume


S c o r r e r far di negro sangue in queste
Campagne d e l Ma zn d al su o l calpesto ,

L e tronche teste de tuoi prenci invitti


Ab battendo col ferro Ovver qual mai .


,

Necessit dietro a qualcun m i spinge ?


R s te m vi basti nella pugna l I n armi
Allor ch ei scende alla palestra i capi

De biechi Devi insanguinati abbatte


Nella polve de l campo E ni un guerriero .

L u g u a g l ia i n terra per valor nel mondo


Niun gli pari in battaglia I suoi ne m ici .


,
84

A ff e r r ,li contorse con i mmane


Sforzo ne ll ir a sua Quando la pianta

.

Dalle fo n de radici egli ebbe svelta


Col tronco grave si c h e alcuna o ff esa ,

Alla persona ne l tocc l e vo lla ,

Qual giavel lotto nella man D a vvero ! .

Che stup i r tutti a quella vista ; e allora


C h e ai messi d e l Ma zn d c i f u vicino
Su lor veloce la s c a gl i Ben molti .

Sotto a q u e rami cavalieri e i trasse



.

Ma di que prenci del Ma znd innanzi


Uno si mosse ( era costui di tutti


I prenci i l duce) e d a ff err la mano
Di R ste m e la strinse e fe la prova

A tormentarlo Ma di lui si rise .

Quel valoroso e i ntenebr o la vista


,

Degli altri tutti n e ll a c c o l ta schiera


.

Egli allor con quel riso i n su la bocca


, ,

Serr o nella sua man ferocemente


La man dell altro e tutte gl i f al polso

S c o ppia r l e vene e i m p a lli d ir la faccia ;


E l uom c h e misurar possanza volle

D e l l ir a nio guerrier tutta la sua


Perdette a un tratto e cadde gi di sella .

Ma corse allora de l Ma znd al sire


Uno de caval ier partita mente

A r a c c o n tar ci c h e pur visto avea ;


E del Ma znd il sire a ltro invitava
Feroce cavalier c h e incontro al messo ,

N a nda sse ratto K e l a h vr n il nome



.
,

E tutta del Ma znd era per lu i


Piena la terra di tumulti In guisa .

Di bieco leopardo era maligno ,

D a s s a lti e di battaglie avea soltanto


Fiera voglia nel cor si c h e pi assai ,

Di questo ciel c h e rota in giro i l prence ,


85

Pel valor l e sa l ta va A s c h iam o l lo



.

E disse : Ad incontrar l ira nio messo

Tu vanne amico mio No ve l la m e nte


,
.

Del valor tuo fa chiara mostra Salga .

Per opra tua color de la vergogna


Sul volto al m e ssaggie r gi vi discenda ,

Dagli occh i i l pianto ! E K e lah vr se n venne ,

Come leon selvaggio alla presenza ,

Di R ste m ba ttaglie r C o n molte inchieste .

L a ssa li come belva nell aspetto


Feroce e tristo indi la man gli stese


, .

De l l e r o e che recava alta la fronte


Qual nobi l e elefante egli la mano ,

Strinse e il d o lo r quella robusta mano


,

Li vida fe Si dolse ma sospetto



.
,

Non lasci a K e lah vr de l dolor suo ,

Qual se decreto d i viril fermezza


Egli avesse dal sol La poderosa .

Mano d i K e lah vr e i prese pe i


E si forte la strinse c h e ne caddero ,

L u ngh ie divelte come da una pianta


C a g g io n l aride foglie Oh ! con la mano



.

Pendente in g i con l u ngh ie rotte i nervi


,

Cadenti e a brani la r ig o n a cute ,

Si torn K e lah vr rec quei segni ,

Per mostrarli al suo r e No no gridava .


, , ,

Non si cela dolor quand gaglia rdo


.

Migliore assai d u n inc o nsu l ta guerra


la pace pe r te ! Non far signore , ,

Che pe r te si converta la propizia


Fortuna in rio destin Poter non hai .

Contro cotesto eroe C h e s ei v asse nte .


Nulla meglio d e fi r ir g li ampio tributo


Obbed i enti e pronti E n e i per queste .

Castella del Ma znd su prenci e servi ,

Il dividendo con ben giusta norma ,


86

Da r e m lo a gara Oh s i l . travaglio ,
l

as pr o

A l le vi a r si vuol Meglio
b e n questo
.

C h e a bb a ndo na r n o str a l m e sbigottite


A coteste paure ! Alle pa role


Di K e l a h vr perduto e umiliato ,

Il maligno signor si fe lo stolto

, ,

T r is te e dolente Entrava allor quel prode


.

Figlio di Zal come elefante sciolto


,

Correndo innanz i al r e Stette a mirarlo .

Il signor del Ma znd poscia a d un loco ,

Il fe seder di molto onor l inc h ie se


D i K avus re de prodi suoi paro l e


,

F e del travaglio di sua lunga v ia


E come superata egli n e lochi


Alti l avesse e n e pro fondi e poi


A fave llar gl i incominci : Tu se i


R ste m guerrier c h petto hai veramente
,

E braccio d un eroe Per te cadea



.

T r a tto il Bianco Devo ; umili ata


P e r te si china al suol l a fronte mia !
Umil servo son io R ste m rispose , ,

S e pur d i servi t degno so n io .

Dove si reca R ste m valoroso ,

Opra vana la mia c h veramente ,

Egli u n eroe gra n pren c e e c a va lie r e


,
.

P e r se l in c lito foglio alto messaggio


De l suo prence superbo e gli die a nnunzio ,

C h e i frutti suoi gi gi reca va i l brando ,

Le tr e nc h e teste de nemici alteri

Portando i n grembo E allor che quel messaggio .

Intese c lesse il regal foglio tristo


, ,

Si f ne l volto del Ma znd i l sire


E pensoso rest meravigliando ;


Ma disse poi : Queste parole e queste
Domande stolte perch R itorna
Al tu o prence e gli di : Se tu d I r a nia
87

Prence ti vanti anche se core e artiglio


,

H ai di fer e l ion prence e signore


,

Del Ma znd io mi so n con una eletta


Sch iera di forti ed ho rega l corona
,

I n fronte e seggio tutto d or Chiamarmi


.

Stupidamente al tuo cospetto cosa ,

C h e dai costumi de r e gh a n ti prischi


Rifugge e dall e norme inviolate


Di nostra fede Su vi pensa e il trono
.
,

Non cercar d e regnanti Oh ! ben p e tr i a



.

Nascer di qui la tua rovina Intanto .

D I r a nia alle citt volgi l e redini


:

Se no la lancia del Mazn d la morte


,

Ratto ti a ppr e ste r C h e s e con queste.

Falangi m ie di qui verr la testa ,

S c e r n e r p i non potrai dai piedi tuoi


Nel tuo fo r te sto r dir Ma tu cadesti
s
.

I n un folle pensier veracemente .

Or per senno fa , ti riconsiglia ,

Deponi l arco tuo Q u a nd io vicino



.

A te sar queste pa r o l e tu e
, ,

Queste i re tue si ta c e r a n per sempre


Una vesta regal per su o comando
Apprestata fu allor fu l recata ,

A pi di R ste m cavalier Ma il prode .

La regal vesta e l oro e d i cavalli

R ic u s ch ven i a da quella o fferta


,

D un serto e una cintura onta al su e nome



.

Poi c h e la stella gi propizia al sire


Del Ma znd oscurarsi in ciel vedea
Subitamente fu e r da quella reggia
,

Si g itt corrucciato I n questa guisa .

E i lasci del Ma zn d l a r du e castella


E grave era la mente e pensierosa


Per tante cose E quando alla presenza
.

Ei venne del su o re mentre nel core ,


88

Il sangue gli fe r ve a p e rl ira accolta

D e l Ma zn d ci c h e u d , ci c h e pu r vide ,

D I r a nia al prence d is ve l poi disse :


Tu non darti pensier prendi baldanza , ,

E d e i Devi feroci a lla battaglia


Ti appresta omai Del pe po lo nemico .

Sappi c h e vili sono agli occhi miei


I principi e gli eroi Quanto di polve .

E un pugno essi non hanno al mio cospetto


,

Valor nessuno Uc c ide r o l l i tutti


.

Sotto la clava mia ; s i tu vedrai ,

Che a compiuta la tua voglia A questo .

A ff anno d e l tuo cor ben io conosco


Quale a ppr e sta r si d e e farmaco eletto .

XV B a t ta g l i a
. di re K av u s
co l re de l Maze n d e r an .

( Ed . C a le . p . 26 8

Allor che si ritornava


d al Ma znd
R s te m guerrier si prepar a battaglia ,

Il r e dei maghi I padiglioni suoi .

Trasse dalla citt nella pianura ,

Tutte disciolse le su e schiere ; e quando


Di l dal mezzo si lev la polve
Di tanta g ente al ciel fulgor d e l sole ,

I n te n e b r o ssi La campagna sparve


.
,

Sparve il deserto e sparve il monte e il suolo ,

Degli elefanti sotto al pi si scosse


E cedere sembr La terra allora .
,

Gi vel d ic e a s o sc u r tutta e il cielo


,

D un color negro si ritinse quale


E d i liquida pece al turbinio ,

Della volante polve I prodi suoi .


,
89

Come nembo invasor sospinse i nnanzi ,

Il sire de l Ma znd e alcun indugio


E i non cerc del c a m m in a r nell ora

.

Giunto l a nn u nzio che ven i a dei Devi


E g i vici n o era lo stu o l f cenno ,


K vu s regnante che vestisse l a rmi


R ste m pe l pri mo gen e roso glio ,

D e l vecchio Zal pe r la vicina pugna , .

Quindi a G de r z e a Tus ai cavalieri ,

De l sangue d i K e sh vd a G h e v possente , ,

A G u r gh in ed a quanti eran con lui


Nobili eroi di preparar le schiere
, ,

L aste di leviga r le targhe ancor a


, ,

E i fe precetto Degli eroi le tende



.
,

La tenda i mperial lungi ne campi

Deserti del Maznd furon po rta te ;


E Tus di Nvdh e r animoso glio
, ,

S ta va si al corno destro ; ogni recesso


D alta montagna d un clangor d i trombe

Pieno allor si sent i a Vennero i ntanto .

K e sh vd e G de r z a sinis tra e parve ,

Di ferro un monte quella schiera eletta


In ogni parte Nel b e l mezzo il d u ce
. ,

Prence K v us and ; tutto al l interno ,


Ala gli fe e n de prodi suoi le le

In b e ll o r din schierate e in n anzi a tu tti


Quei c h e ignorava di scontta il nome


De l l a r m i tra i l fragor R s te m ven i a

.
,

Cosi da questa e quella parte in ordine


, ,

Furon poste le schi ere e la battaglia


C h ie de a n di qua d i l fo r te gridando , ,

I valorosi allor c h e un u o m gagliardo


,

Fuori ba l z che dal Ma znd ven i a .

Clava pesante avea su l collo e i l nome ,

E r a G i ya e cercav a inclito un nome


,

Fra l armi In pugno q u ella s u a nodosa



.
_ 90 _
Mazza e i vibra va e co sonanti colpi

Tempestava da vve r Vnia concesse .

D e l Ma zn d il signor ; G i y a a v ve nto s s i
E corse innanzi a K avus re Sul petto .

A mpia s ple n de a la sua corazza e al vivido ,

B a g lie r d e l brando suo parea dintorno


Arder la terra Ei s ava n z d inanzi
.

Al campo ir an io tr a pass veloce ,

E il monte e il piane r isu o nar di su e


Voci tremende Egli dic e a : Chi meco
.

Cerca la pugna ben stu pende cose


,

Far de e com e colui c h e la vagante


,

Onda sapesse in turbinoso nembo


Di polv e convertir ! Cos i dicendo ,

Con alte voci con urli e con fremiti


, ,

Con spu mose l e labbra c i s a gg ir ava ,


Tra l una schiera e l altra Oh ! gi non venne



.

Nessun de prodi centro a lui c h e intanto


L l si stava ed a tte nde a la pugna .

A g l I r a n i si volse e f tai detti


K vu s allor : La via della battaglia ,

E che ? non trova pi d i vostra mente


I l caduto pensier ? Ma niun balzava
F u o r d i sue le a G i y a i ncontro e parve ,

C h e non battesse in l e r polso di vene


O c h e sangue non fosse in quelle vene .

Allor con alte voci Oh ! c h e v a c c a dde


, ,

Re K vu s domand forti campioni , ,

Uomini eletti a glori ose imprese ,

Perch si smaga il vostro cor dinanzi


A questo Devo ? Al suon della sua voce
La vostra fronte si o sc u r Nessuno .

Rispose allor di q u e gagliard i al suo

Prence e signor ma parve a G i y a innanzi


,

Perdersi l amp io stu o l R ste m allora



.

Volse le briglie si re c sul collo


,
Inclito il nome e s a va nz dal loco ,

Quale un gran monte c h e gi scende Oh ! allora .

Tutta s in te n e b r l anima altera


De l suo nemico Egli volt l e briglie .

E la fronte vol t vinto gli cadde ,

Ogni des i o di contrastar col pr e de


Figlio di Zal Di nanzi al glori oso .

E i s invo l fuggendo e dietro a lui


R ste m url c o m e leon selvaggio .

Quindi a tergo gl i corse e parve un nembo ,

Di campagne invasor dritta la punta ,

D e ll a sta sua volgendo alla cintura


E la punta i l ferm a glio de l l a r ne se

Colp i d iritto ; niun fermaglio o nodo


R esistere pot della corazza .

Ta l fu dell asta i l rovinoso colpo


Di G i y a al anco che nessun nel mondo ,

Mai n e vide l e g u al con gli occhi suoi


Meravigliati Oh si l da ll a r du a sella
.
,

R ste m via lo rap i l e vo ll o in alto , ,

E come augello a d uno spiedo in sse


Il fe rotar D al l alto del cavallo

.

Gi il fe cadere al suol piene le fauci


Di negra polve la lorica infranta ,


.

Tutti i guerrieri del Ma z nd al fero


Spettacolo stordir tutti i suoi prenci ,

Animosi e gagliardi A quella gente .

Il core si s pezz smorta la guancia ,

Si f p e r tema e un fremere di voci


Tutto percorse i l contrastato campo .

Ma de l Ma zn d i l r e da questa a quella
Parte correa de ll a m pia schiera accolta

I n un sol gruppo e Sollevate in alto , , ,

Fiera mente gridava oh ! sollevate ,

La fronte o prod i miei e v i gittate


, ,

Entro la p u gna d a nim o s e belv e ,



93

Tutta spiegando l indole feroce

Udirono gli eroi da questa a quella


Parte la voce del signor belligero ,

E tosto entro la pugna si gittaron e


Molti e molti guerrier del l innito

Stuolo de i Devi A quella vista fuori


.
,

B a l z dal loco suo com e ra d uopo

, ,

D I r a n ia il sire e i n quel momento un alto


S q u illa r d i trombe e un tremer d i timballi


Fieramente s o r g e a da questa a quella
Schiera agguerrita Gi s o sc u r a il cielo
.

E s inte nebr a il suol mentre le spade


Traendo fu e r tutti d un colpo questi

S a vve n ta r o n su quelli Una sinistra


Luce intorno s par g e a n tr a e r i e clave ,

Qual da nu vole fosche in cielo accolte


E sc o n fulgidi i lampi ; e l aria tutta

Or tingersi parea di vio l e tte ,

Or di rosso color di bruno ancora, ,

A l l ag ita r s i de vessilli in cento


Foggie dipinti e de l l a ste lucenti

Al lampeggiar Parea quel vasto l o c o


.

Un mar di pece c he gorgoglia e l onde ,


G itta van clave e sibilanti frecce


E spade acute E intanto ai rimuggenti
.

Urli d e i Devi al tu r b inar de ll a tr a


Polve pel cielo al n itr ir d e cavalli


,

C h e aman la pugna de timballi a l fremito



, ,

Parea la terra sgretolarsi fendersi ,

L e rupi ai monti Oh no ! si orrenda pugna


.
,

Nessun vide giammai Detto tu avresti .

Veracemente allor d un assordante

Tuono il mondo e c h e gg ia r gi nelle tte ,

O m bre d i notte esser nascosto il giorno


In sempiterno Un rompersi tremend o
.

Di sp a de e clave di lucen ti dard i ;


,
94

U n g o r g o g liar di sangue i n s u l terreno ,

Sangue d i prodi i n ampie pozze ; e un mare


,

Da conne a c o n n parea la terra ,

Orrendo mar che spade rilucenti


Vedea guizzar nodose clave ancora ,

E n e ll o n de s u e rotte i cavalieri

Agitarsi e rincorrersi l un l altro

Quai navicelli per desi o nel core ,

D e stinata tenzon Sovra gli elmetti



.
,

Sovra i ci mieri gi pio ve a n l e clave ,

Quante i l vento a u tu nna l foglie d un salce

Atterra al suolo Caddero recisi .

Mo l ti capi d erei come rotanti


Globi scagli ati e v eran petti e visceri


,

E squarciati e divelti e sotto e intorno ,

I l sangue r ib e llia Tutti avvent arsi .

I palafreni come in acqua scende


,

Un navicelle Detto avresti allora


.

Ch a i mmergersi nel sang u e essi anelavano



.

R ste m intanto c o n do ttie r d er e i


, ,

S co m pig l ia to r d ogni nemica schiera


Con quella spada c h e to g li e a la vi ta


A l l a vve r s a r o l a tte r r a n d o i n a lto

Su R akhsh veloce si tc h ea seduto ,

E un gran monte parea Dentro la schiera .

Gittandosi dei Devi allor c h e il suo ,

Acuto ferro in gi dal palafreno


Egli calava tutto in isc o m piglio
,

A n da va n e lo stu o l degli accorrenti


Dev i pugnaci Oh si ! con un sol colpo
.
,

Die c i teste e i cacci v ia da le spalle ,

Sanguinose e disfatte Ogni sua voce .

Fea sc h ia ntar de leoni i n petto il core

La terra si f e nde a della su a mazza


Sotto ai valid i colpi e s o ffu s c ava ,

Questa v o lta del ciel tanta e si densa ,


95 o

Polvere in alto c i so spinge a Ma tosto .

C h e dal robusto poll ice l e su e


Saette c i liberava ogni guerriero ,

Alto nel cor sentiva u n turbamento


D a n go sc ia e a ff anno ; e q u a n do il e ssii o so

La ccio e i rotava p e r gittarlo i prodi ,

A s tr a e a qual con l al ito un serpe


,

Quel laccio attorto Ogni vi vente allora .

Stup i da vve r mirando al pi a l e sta ffe


, , ,

E parve lagrimar la terra oppressa


Ai colpi d e l su o brando I n questa guisa .
,

Entro a ll o r r ida pugna i l valoroso


Molti atterr o di q u e ll in c l ita schiera


.

Cos i p e r sette giorni i due nemici


Eserciti p e r voglia generosa
,

Che avean d onor n e l sanguinoso ca mpo


Si contrastar Levossi da la fronte


.

Il serto i mperi al K vu s regnante


Al giorno ottave e i nnanzi a Dio se n venne ,

Giudi ce eterno c h e ai mortali guida ,

E l i n pi si rest forte piangendo ,

Indi sul suolo abba ndon la fr onte


E supplicando disse : Almo Signore ,

Giudice ver itie r la terra e l a c q u e


,

H ai suscitate un di Su questi Devi .

Tracotanti che nullo hanno timore ,

N spavento gli oppri me a l braccio mio ,

Tu conced i vittoria e domatrice


Virt e poter L impe r ial mio seggio
.

Di nov ello S plendor tu adorna e i nvesti .

Sul capo a llor si pose la celata


E venne a i pr o di suoi Levossi un alto .

C langor di trombe e di corni strepenti ,

E s avve nt qual monte oh e rovina


, ,

De p ugnanti lo s tu o l K vu s precetto

.

F a Tus e a G h e v che i timpani traessero



v

Innanzi a tutti ( eran da se zzo l e tosto ,

G de r z accorse con R u h m col glio ,

Di S ha ve r n Z ng h e h preclaro e il forte
, ,

G u r g h in pugnace Come agreste verro


.

G u r ze h s a vv e n t levando in alto

Un vessillo di quattro e quattro cubiti


Spiegato al vento ; d ietro a lui quel prode
G u ste h e m m e e F e r h d Behr am gagliardo , ,

E K h a r r d e B e r zin e G h e v correndo , ,

Vennero innanzi a r inno va r la pugna .

Nel mezzo allor della nem i ca schiera


R s te m per pri mo si cacci la terra ,

L a v col sangue degli eroi cad uti


Sotto a suoi colpi e da man destra venne

G de r z glio a K e sh vd recando seco ,

L armi e i timballi e i prod i suoi con tutte


Le provvigioni e da destra a sinistra


,

Rapi damente G h e v correa qual lupo ,

Fra una mandra d agnel li In questa guisa


.
,

Da l l a lb a no a c h e n e l l o c c id e nte

Si spense i l sole come d acqua u n rio


Il sangue scorse Ogni pudor fu tolto


.
,

D am e r fu tolto ogni costu me allora


C h e g i d a ll alto ciel piover le clave


Sembravano dav ve r Cumu li intorno .

Si levaron d e stinti e d i cervella


, ,

Che dai capi sc h izzr s in tr ise r l e rbe ,



.

R s te m si volse a quella parte allora ,

Con tut ti i prodi suoi l ve si stava ,


Del Maznd il signor F r e me a no intanto .

S i come tuono in ciel timpani e c o r ni ,

E ques to so le inte ne br Quel l o c o .

G i no n lasci pe r alcun tem po il sire


Del Ma znd ma ferm sul tristo campo
,

Fortemente i d ue pi ; quindi i suoi Devi


E gli elefanti s u oi forti e pu gnaci ,
97

Ed egli stesso innanzi si gittaron e ,

Tutti in u n gruppo Ai prenci suoi si volse .

Il ero d uce e disse allor : Famosi ,

B elligeri guerrieri a che si ac c h i ,

Oggi n e ll a spr o assalto ? Il valor vostro


Qui vi r a e r m i omai qui vi sostenga ! ,

Trassero i prenci l e nodose clave ,

Trassero i br and e quella schiera immensa ,

Tutta si m e sc o l si che levossi ,

De la pugna pel campo u n negro turbo


Di vorticosa polve onde la faccia ,

Arrossava del sol Ma q u e l l ill u str e .


Figlio di Zal ben ricord con pia


Bocca l Ete r no e l asta sua si a cuta

Porgendo al le sc u die r trasse la clava ,

E orribile dest o scompiglio intorno .

Tutta l etra echeggi o de gridi suoi


Altisonanti Molti eroi disfece .

Di q u e ll inc lito stu o l sotto a i tremendi


Colpi d e l ferro suo dentro la p u gna ,

E le voci di lui d ogni nemico ,


Prence gagliardo vinc ito r parea ,

Togliere i sensi ai Devi agli elefanti ,

Ogni senso rapir Qu e l l a m pie loco .


S par se all interno si vedea di tronche


Proboscid i e gl i uccisi a molte miglia


,

L si ve de a n in tristi m ucchi A l ne .
,

Con tutt i i prenci suoi con tutti i forti ,

Dell a su a terra in orrida battaglia ,

Entr col sire de l Ma zn d q u e ll inc l to

Figlio d i Zal S i si tutto l esercito


.
, ,

Intorno ne stup i Di quel maligno .

Si pose i n faccia l correndo e u n gri do , ,

Feroce gli mand qua l ( l elefante ,


Che accorre in su o furor Stirpe di Devi .


,

S c l a m signor da nulla or qui ti ferma


, ,

a vs r, II .
98

Nella palestra de ll o r r e ndo assal to

E il sire del Ma znd quando quel forte ,

Alto e possente l s c o ve r se i nnanz i


, ,

G itto s si urlando come lupo agreste


Che la strage des i a Corse e d i fronte .
,

Quando a R s te m c i fu trasse la clava ,

Pesante dall ar c io ne Oh ! allor que d u e



.

De mag h i i l re di qua R ste m di contro


, ,

S a v ve nta r o n o a corsa alto fremendo


S i come tuon che assorda Una ferrata .

Lanci a R ste m cerc poscia diritto ,

Al r e si volse de l Ma zn d Su quella .

Acuta lancia b e n g itt costui


Gli occhi e nel cor tutta sent i mancarsi
La erezza e sb o ll ir lo sdegno accolto .

Ma di R ste m pi assai per era voglia


I n petto i l cor b a l z si c h e un tremendo ,

Grido lev come leon gagliardo ,

E di q u e ll a sta un rovinoso colpo


Infer i al cinto d el nemico I l ferro .

La corazza pass nelle giunture ,

Entr del corpo ma quel corpo a u n tratto, , ,

Per forza di mag i a pietra d ivenne ,


.

Tutti gl I r a ni r ig u ar d r stupiti

La cosa orrenda e l restava il prode ,

Meravigliando L asta acuminata .


Su l omero appoggi quando v a c c o r s e


R e K vu s e i l segu i r tutti i suoi prenci


,

Con gli elefanti coi vessilli in alto ,

E coi timballi Disse i l re : Guerriero


.

C h e alta rechi la fronte oh ! che t a vve nne


S e qui a lungo ti stai ? Quando pi ero


Infuri ava qui l assalto il prode
'

Figlio di Zal rispose e allor c h e un raggio ,

Splender parea d i vigil sorte i l sire ,

Del Ma znd m i sc e vr i ment r i e sul co llo ,



1 00

Scaravent o Degli stupiti Irani .

L a s c ia va l a in p o te r ma i n pria Ti mostra , , ,

Esci gridava dagl inc a n li tuoi


, , ,

Lasci a le tu e m ag i e S e no coi bran di .


, ,

Con l e bipenni i n mille schegge attorno ,

Far saltar l a tua sformata pietra .

L ud i si che ben tosto in un leggiero


Lembo c a ng io ssi qual d i nebbia e i n capo ,

Avea l elmo d a c c ia r o e intorno al petto


La rilucente sua corazza Oh ! allora .

R s te m i l prese per la man ; r ide a


Nel rimira rlo e r apido h a ndava

Al suo signor Vedi gli d isse il prode .


, ,

Ch io trassi innanzi a te questo d i monte


Altero brano Negli artigli m iei .

S n ito cadde c h ti mor lo vinse ,

Delle bipe n ni acute ! E i l riguardava


Principe K vu s e v e dea palese
C h e di trono regal d i regal serto ,

Indegno era colui c h volto avea ,

Bestia ! lung a e sotti l la sua persona


, ,

E capo e collo e denti aguzzi qual i ,

Son pur d i verro agreste E ricordava .

L antico s u o dolor d I r a n ia i l sire ;


Quel cor n era tratto ed i sospiri


Erano ancor su quelle labbra oud ei ,


F e a pr e cetto ai c a r n e c i c h e tosto
Con la spada tagliente in mille brani
S pa r tiss e r quelle membra Ed al comando .

Del possente signor del vinto sire ,

P hr d ivel te le membra e intorno sparte .

Poi c h e soggiacque alle nemiche punte


L o l tr a c o ta to re cui la corona

Non s a d dic e a col rega l cinto al suo


Campo lontano alcuni eroi dati


K vu s tosto invi Velea la preda .
,
1 01

Quanta si fosse d i regal tesoro , ,

Di corone e di gemme e d i lucenti


Armi e d i spade e d i cavalli e troni ,

E d i cinti dorati i n alti cumul i ,

Si raccogliesse ovunque E l q u e ll a mpia .


Schiera d ere i si r a g u n Ciascuno



.

S ebbe dal re u n te se r premio condegno ;



,

Quei tocc p i che di maggior fatica


,

Ebbe gravame Comand o c h e tronca


.

F o sse la testa ai ribellanti Devi ,

Onde Un alto spavento i n ogni core


S a nn ida va e i n un loco o v e comune

Sentier s apr i a fosser gittati i corpi


, .

Di l poi si ritrasse i n un lontano


Loco a pregar quel re possente e d isse ,

Il suo secreto innanzi a Dio : Signore ,

Donator di giustizia operatore ,

Di cose eccelse tu m i festi sciolto


,

Da ogni tristo bisogno Ecco ! s u i maghi .

Mi donasti vittoria e la cadente


Fortun a mia tu rinnov a sti ancora .

Cosi per sette giorni innanzi a Dio


, ,

Santo egli stet te venerando e al suolo


Tenne la fronte i n atto u m i l Le porte .
,

Al gio r no ottavo, d e tesori apr ia

Alla misera gente assai donando


Con mano liberal Ben sette giorni .

Trascorsero cos i m o ntr ei don ava ,


A chi dar s i dovea Come ordinate .

F dr l altre cose all al tra setti mana


Principe K vu s d iman d del v ino ,

Di s c c ino e rubin tazze lucenti ,

E fe soggiorno del Ma znd n e v asti


C ampi per sette d i con quelle coppe ,

Colme d u n vin gagliardo entro la mano



.
1 02

XV I . R i t o r n o di re K av u s

( Ed . Cal c . p . 2 74

A re K vu s allor cos i quel prode


R ste m parl : Viene a recar suoi fr utti
Ogni mortal quaggi Tutti m i vennero .

Da Eu l d i pregi miei ch egli la v ia ,


Dovunque m a ddit Ma speme intanto


E i nutre pel Ma zn d ch io veramente


Tal promessa gli feci Or s i conviene .

C h e il r e d e i r e pr o te g gite r d e suoi

Servi devoti fra cotesti forti


,

Eul ad esalti ; e si c o nvie n che regio


Dono gl i dia con un editto e un aureo
Regal suggello verame nte o nd e i ,

Prence sia detto de l Ma zn d e gli altri


E r oi possenti gli prestino omaggio .

Servo fedele egli sar tributo ,

Invi er a come si debbe o sire


, , ,

Alla tua reggia Non appena ud i a


.

D e l su o do guerrier quei detti onesti


C h e l e man giunse al petto e i pr e n m tutti
Convoco dal Maznd K avus regnante
E d Eu l d f pa r o le i ndi Nessuno

, , ,

Aggi unse ancora al su o comando m a i,

S o ttr a r si voglia perch p e i del fatto


.

Con degna pena egli non porti Intant o .

Ampio dono regal po r s eg li e d isse : ,

Ben tu farai c h e sempre nel tuo core


R etta si annidi in te n zi o n ! Con q u esti
Detti i l trono regal gli consegnava ,

E d i l si vo lg e a di Persia ai ca mpi .

Quando tocc l e i raniche castella


1 04

Giovinette che avean cinture aurate ,

E cento ancor tutte piacenti e belle


Con nerissimo il crin Cento caval li .

D i gran valor con briglie in fu l gid e r o

Cento cammelli di pel fosco i n auree


Cinghie v erano a n c o r Di regie s to e

.
"

E cinesi e pe h lvic h e e d i Grecia


A n c e venute eran le some erette
,

Alto stipate E vi rec ar ben cento


.

S po r te l l e colme d i m o n e te d oro

, ,

D e gni soave odor d ogni bellezza


E d ogni cosa preziosa Accanto


E ra vi un nappo di r ubin di puro ,

Muschio ripieno e di turchesi un altro , ,

Pieno d acqua d i rose Anche un regale


Foglio f u aggiunto a tanti doni e i n seta ,

Era quel fogl io con odori scritto ,

E d a mbra e d ale e d in ta tto muschio


Di vin di c r o c e prezi oso Al prence


,
.
,

Luce de ll a m pia terra i l foglio suo


K vu s medesmo consegnava e sire


I l fea con quello del Nim r z alpestre
No v e lla m e n te Del Nim r z i n trono
.
,

Dopo quel foglio i mperi al sedersi ,

Altri p i non po tea con regal serto .

K vu s all e r benedicendo disse :


R ste m privo di te niun questo sole
,

V e gga o la bianca luna ! Il cor de prenci


Di molto amor per te si scaldi e questa ,

Anima tua sempre modestia abbelli


E saggezza l a de r ni ! I n pi levossi

I l valoroso e baci i l trono e ratto


Sua partenza ordi n l e erette some ,

Tutte colme apprestando A lto so r g e a .

Di timballi u n fragor p e r la munita


Citt d un tratto e parte a quella gioia

,
1 05

Ebbe la gente tutta Un suon strepente .

Di sonagli di timpani e di trombe


,

Un e c h e gg ia r levossi in ogni parte .

Cos i parti a quel valoroso glio


Di Zal antico e il r e sedendo in trono
, , ,

Con giuste norme f pi bella e a do r na


!

Q u e st a m pia terra I n trono egli se de a



.

Dipinto d or con molta gioia e intanto


, ,

A vi olenza a o pr ar m e n giusto chiusa


, ,

La porta egli te ne a Spart i a la terra .

A prenci suoi dalle citt incantate


Del Ma znd al ritorno e di su e schiere ,

L alto comando c i diede a T u s Da I r a nia



.

Lungi tieni ogni mal disse gli e i ntanto , ,

A G der z b a ttaglie r la terra c i diede


Fiorente d I spah n con regal trono

E regal dignit P e sc ia la ma no .

Al vino c i stese ed al piacere e al mondo ,

Apprese ancor quanta possanza i n lui


Era veraceme n te Ogni pi cru d e .

A ff anno egl i tronc o di su a giustizia


Con la diritta spada e niun pensiero
Turb o di morte in quel tempo si fa usto
Qu e l l a n im o so cor La terra intanto

.

Bella si f d erbe orenti e d a cque


Qual d I r m i l giardino E quella s u a



.

Fermezza e l o pr ar s u o giusto e leale


Il fe possente all e r che r a r e na ta


D A h r i m n fu la destra insid i osa


Intenta al mal Ma gli alberi dintorno .


,

C on tanti frutti le r con tante fronde , ,

Pareano al serto di ta l prence e al tro n o


Una lode cantar ne l l o m br e quete ,

Della notte e ne l d i : Sempre disce n da ,

A tutte l ore su ta l re da Dio


B e n e dizio n c h e cento volte e mille


1 06

Si rinnovi per lui C o n sua giustizia


.

Adorna il mondo questo sire e accanto ,

Alla giustizia sua s i sta la grazia ,

Ned c i la scorda ! Allor per tutto i l mondo


, ,

Fama vol c h e del Ma znd il seggio


A v e a si tolto con la sua corona
K vu s regnante e n e s tu pir o n tutti ;
,

S tu p ir o n s i che giunto a tal grand ezza


,

E i fosse onde ve nia n da tutte parti


,

Con doni eletti con fulgi de gemme


,

Da S pargere al su o pi su quel la porta


,

Imperi al formando u na compatta


E lunga la E questa terra adorna
.

Un paradiso parve allor d i molte ,

R icchezze piena e d opre d i giustiz ia



.

Uditi hai tutti del Ma znd gli assalti ,

D H a m a vr alle pugne or porgi ascolto



.
1 08

Q u e st a l m o sol per l a volante polve


De cavalli accorrenti e per la polve

Niun d iscerner potea la man d e prodi

G li ele fanti o l e briglie ; e questa i n quel la


Schiera d i guisa u r t c h e parve un onda ,

Spumosa c h e nel mar g o n asi e leva .

G de r z c h e vi de lo s pe tta c e l ero ,

R atto staccava da ll ar c io n la mazza


F orte e pesante e con ben mille e r o i


,

Il destriero incit o mille c h e fr e c c ie


, ,

Aveano e d a ste a tr a p assar veloci


L e corazze nemiche E i si avventava .

Entro la schiera l di c ontro e tutta ,

Ne sgomin o la media parte A lui .

K vu s c orrendo era a l e spalle Oh ! allora .

Ben detto avresti che nessun fra i Berberi


Rimase cav a lier c h e dentro al nembo
,

Della polve le vata un u o m non era


Che l asta su a reggesse E nell antica

.

De Berberi citt chi gi dagli anni


Attrito si senti a quando s a vvide


,

C h e di vittoria i n a l tra par te oma i


Vento spira va a K vu s re s e n venne
,

Nella presenza e d i m a nd perdono ,

Ferito di dolor Tut ti noi siamo


.
,

G l in fe l ic i grid ar tutti siam noi


Soggetti e servi a tanto re Chiniamo .

Nostra cervice al su o tributo e i n loco ,

D i monete darem fulgide gemme


Ed oro intatto e del regal tesoro
,

Al custode fedel grazie per ne i


Ancor si renderanno E perdonava .

Il magnanimo re liete ed oneste,

Le accoglienze fa c ea loro i mponendo ,

Nuove leggi e c o stu ni i Alto un fragore .

Di timpani e d i trombe e d i sonagl i


1 09

A llor levossi e quando le su e schiere


,

K v u s re d i l trasse in guisa orrenda ,

Scuotersi parve il sol Luce nessuna .

Ri mase al d Ma la citt dei Berberi


.

E i frattanto lasciava e le regioni


D O r ie n te e del K a f e cc elso monte

, ,

Ratto sc o r r e a L nella terra a llora


.
,

C h e giugnea di tal re novella certa ,

Per fargli omaggio si pr e nde a n la via


G l i abitatori Innanz i a lui ve nino
.

I prenci tutti e p ie ga van la fronte


Gravi tributi ad invi a r Ma quando .

E bb e r quelli obbedito al la su a legge


E scelta la su a via l ir anio prence ,

D i l si tolse con le su e falangi ,

Senza o ffesa d a l c u n Trasse l esercito



.

D i Zab l in c o nn lo trasse a quella ,

O Sp ita l casa di De s tn de l glio .

Tutto un mese ih Nim r z l inc l ito sire


'

Allor rimase e vino e do lc i canti


,

Chi ese tal e r tal e r falconi e veltri


,
.

Ma non pass lunga stagion c h e spine ,

L del g iar d in nel pi riposto loco


, ,

Spun tarono dal suol La dura prova .

C h e impone i l ciel nato mortal non p u ote ,

Con sua cura evitar ch in gi ruina ,

Chi e sto lle r si c r e dea Quando nel mondo .

Tutte conforme d i giustizia a i riti


Le cose si r e gge a n d arabi prenci ,

R ib e llio n si mostr Volsero alteri .

Da re Kvu s la fronte ogni conne ,

Travalicando che de servi freno


.

E r a vi un u o m d u n i ndo le superba

D a l te r e vo g lie pieno i l cor che molti


Avea tesori e sollev di Siria


,

E d Eg itto n e camp i un suo vessillo



.
1 10

Come pervenne al re de l mondo annunzio


C h e un e m u le vi avea de l grado eccelso
Di re dei re f battere i timballi
,

Ind i si tolse dal Nim r z Part i a .

Lieto nel cor quel r e gna to r che lu c e


Dava alla terra ma con s quel prode ,

R s te m non trasse Nella sua d imora .


,

Nel su o castello egli l lasci Ma i prenci


.
,

Tutto d I r a nia i l or seco egli addusse


Per guerra far per ve n dic a r l e ltr a gg io


,

Del nome s uo Sui risonanti scud i .

Scrissero i l nome le r tutti q u e prodi

E dentro alla guaina i n suono orrendo


La spada s a g it S i come nave

.

S u l l o n de azzurre questo suol p rofondo


Parve allora balzar ve lo ssi i n cielo ,

Questo fulgido sol d ietro la polve


Di tanta schiera Ma quel r e possente .

G i trasse al mar d alle campagne i prodi ,

S i c h e n e l v ide alcun nemico e quivi ,

Di barche e navicelli una gran copia


A ppr e s ta r f c h e non avea conne

E l esercito s u o su i nav icelli


Su le barche a llo g Certo c h e mill e


. .

Parasanghe c i percorse ove tal via ,

A pi qualcuno computar volesse ;


Ed c i pi s a va nz n che tr o vo ss i

D i tre regni nel mezzo c i vera mente ,

Che tanta parte conquistar volea


De l l a m pia terra L e c itt d Eg i tto

.

Erano a manca e da man destra i campi


D e Berberi pugna c i e la su a via

Correa nel mezzo A questa egli mirava .

Con d isi oso cor c h l d i contro ,

D H a m a vr l e citt ve de a nsi tutte


E i n ogni terra s a c c o gl ie a d ar m ig e r i
1 12

Sotto a le zampe de cavalli e intanto


'

De Berberi nel suol detto tu avresti


Al fr e m e r de timballi esser la terra


Un campo d armi Quando pi vicina



.

F u questa a quella schiera ( ed ogni core


E r a pien di vendetta ed ogni mente ,

La pugna disi ) quando da questa ,

A quella parte fu r l e l e tutte


I n b e ll o r din disposte e avea cias c uno

Un pugnal nella man sovra l e turgide ,

Labbra la schiuma da ll ir a nio campo ,


Forte e c h e ggiar timpani e trombe e fuori ,

G u r gh in B e h r m e Tus diedero un balzo


, .

G de r z d i contro con K e sh vd si mosse ,

Con S h e d sh e c o n G h e v con l a nim o so ,


F e r h d e l gittaron e l e briglie
,

Sul c ollo a 1 p al a fr e n libere e sciolte


E la punta dell asta in un commisto

Veleno r itu ffr Quindi la fronte .

Gi chin ar su la sella e d i bipenni ,

Alto strepito sorse ed alte grida


Levaronsi dovunque Oh ! tu ben detto .

Avresti allor c h e ferro altri fendesse


O macigni e che il ciel traesse in terra .

K vu s allor dal mezzo de suoi prod i


Si mosse ratto e questa in quella schiera


,

Con g ra n d i m p e to u r t Smarr i la vista



.

La pupilla de forti e questo cielo

, ,

Azzurro i n pria s i c o lo r d un fosco ,


B a gl io r rossastro qual d i minio e gra n di n e , ,

Parve piovesse i l ciel purpurei ori ,

Seminasse del c a m po in fra l e pietre .

Scintille usc i r da l l a ste e fu la terra

Tutta a l interno quale un mar d i sangue



.

Ma le tre schiere de nemici ai colpi

C h e g l I r a n i infe r ia n male s stesse


, ,
1 13

Stordite , d un tremend o
c o n o sc e a n . Gh e v

G r i do fe il lo c o r isu o n a r Levatevi

.
,

Prenci egli d isse e dentro a esti malnati


, ,

Impeto fate Non bello a ne i .

Volger le terga alla battaglia s anche ,


Profo n dere do bbia m l anima forte

I n lagrimoso assalto A quegli ac c enti .


Quanti eran prodi ne ll ira n ia schiera

I destrieri incit ar qual negro fumo .

Questi un l i on par ea dai forti artigli ,

Un elefante c h e su a gloria ha cara ,

L altro sembrava e quello un serpe e questo


, ,

Leopardo fero c e e tutti insieme ,

Contro ai nemici r ivo lg e a n l e spade


Della ven detta Oh ! quante al suol cal p esto .

Si videro cader teste recise !


D gl i s u dia gridar cotesto tuo !

, , ,

Piglia questo ! e pio ve a n spessi dall alto


,

Giavellotti ferrati e dardi acuti ,

Come gragnuola a primavera ; il rapido


De l l as te s c intillar de ferri aguzzi

, ,

T o g l ie a la vista a chi vibr o la spada .

Ma su ne l ciel si come fosca nube , ,

S a gg lo m e r la polve onde p e r de a no

Luce la luna e il sole ; e l aria torb id a

Tutta ingombrava d a gita te lancie

Una foresta si c h e i n grave cura,

Entra va i l cor dei cavalieri Intanto .


,

Gi vel di o c a di molti or vermigli ,

Parea coprirsi i l contrastato campo


Per molto sangue che sc o r r e a la terra
I n ogni parte e questo sol ammante ,

I m p a ll idir sembrava a quelle alterne


Luci di ferri adamantini al rapido ,

De le penne volar d a q u i le agresti

Inserte al sommo de le frecci o In alto .

Fl n nu s t , Il
114

Sal i a la polve ad e s c u r ar l azz urra

V l ta d e l ciel gi gi l ar ia o ff uscata

Tutta o c c u p a va n gli a vo lto i c h e cibano


Carni d u c c is i E si ve de a n dovunque

.

Mani e stinchi d ivisi e g i nessuno ,

S c a m pa r dovesse da l l o r r e n da pugna

D a vve r s embrava I cumuli d e morti



.

I n ogni loco alto so r g e a n la terra ,

Era di sangue tutta intrisa e molle .

Cos i adu nque f dr vi nti e sgominati


Tre regnanti e tre schiere Ad uno ad uno .

Vennero allor perdon chiedendo e primo ,

D H a m a vr il signor gitt o la spada


La grave m azz a via g itt Con molto .

Dolor nell a l m a e i domand perdono


A K vu s vinc ito r ch b e n conobbe


,

Esser quel giorno di sventura e danno


Giorno pe r lui Questo fu il patto : grave
.

Tributo egli dar i a pe r le superbe


Castella d H a m avr con armi e seggi

R egali e d elmi e pala freni in copia ,

Tutto a r e K avus i nvian do ; e allora


C h e mandato egli a vr ia quel grave dono ,

Partito anche sar i a q u e ca mpi suoi


,

Nessuna schiera calcherebbe I n questa .

Guisa promessa f e a n d Eg itto il si re

E d e Berberi i l re di Siria ancora


Il sovrano superbo Il le r messaggio


.

K vu s u d pel m e ssa g g ie r poi diede ,

Al s u e di r tal risposta : Or che alla mia


Corona e al seggio con bramosi sguardi
Pi non m ira te tutti siete vo i
,

Sotto alla mia difesa insie m raccolti .


1 16

Propizio il prence rend i a m e la s u a ,

Mente tu piega con parole dolci ,

D i gli a n c or c h e n e l mondo i prenci tutti


Sperti di molte cose un alleanza ,

Cercarono con m e c h e veramente ,

Luce dal serto mio questo riceve


Sol ra diante e l ampia terra base
,

A I mio segg i o regal che in bianco avorio


sculto e splende Chi d e l seggio mio .

No n ha riparo all ombra protettrice


Privo di forza e d i sos t egno Or sappi .

Che alleanza con te la nostra pace ,

P e r adornar dim a n do e vo Leggiadra



.
,

Figlia s asc o nde dietro a le cortine


D e penetrali tuoi degna di questo


Mio trono i mperial s come udii , ,

D a vve ne nte persona e d a vve n e nti


Tratti nel volto in ogni villa in tutte , ,

L e adunanze dei r e con molte lodi


Levata al ciel Vedi s i gnor che genero .
, ,

Avrai tu il glio di K ob ad ; c h e il sole


Ti fe giustizi a in ci conosci e intendi

,
.

Qu e ll u o m s i accorto e di vincente lin gu a


D H a m a vr a l s i gnor ratto sen venne



.

Sciolse la lingua a fa ve ll a r fe caldo ,


E dis ioso i l cor l e labbra a dolci


Parole preparando E i n pri a giocond i .

Voti e saluti c h e r e K avus manda ,

Di quel s i gnor nella presenza espresse ,

E il s u o messaggio ripet e L ud i e

.

Il prence d H a m a vr ma il cor nel petto


Gl i fu colmo di duol grave e pensosa ,

Si fe la m ente sua Ben che regnante



.
,

Di c e a n e l cor ben che signor gagliardo


,

De l l a m pia terra e vinc ito r sovrano


Di l i bero poter ben c h e si vanti


1 17

L i r a ni o

prence a m e su questa terra ,

Unica glia sta Pi cara assai .

D e la v ita gioconda a questo core


La glia mia Cos se al messaggiero
.
,

Io parler con freddi e contegnosi


Detti ben so che fermo pi mi manca
,

Nella battaglia e valido sostegno ;


Se per c onverso la diletta gl ia
, ,

C h luce agli occhi miei per me s invia


A chi la chiede i l volto mio con gli occhi ,

S a ttr is ta e oscura O n d che assai pi giusto



.

Consiglio a del cor l a c e r b a dogli a


,

A d do r m e ntar con arte e l ira tutta


Dissimular 4 Cos poi c h e ben molti


.
,

E bbe pensieri la prudenza e il senno


,

E pose in opra e al m e ssa g gie r d al dolce


,

Parlar rispose : Qual principio o quale


Del desiderio del tuo re sia ne ,

Mal pu o ssi indovinar Du e cose e i chiede .

A m e d i gran valor tali c h e un altra


Non conosciamo a lor paraggio eguale .

Eran sostegno a m e gli ampi tesori


De padri miei ; tutti e i li volle E questa

.

Fa nciulla mia solo conforto al core


vera mente D ora in poi la vita

.

Non l asc ie r a m m i Eppur se i l prence ir anio. ,

Cosa a m e toglie ci ch ei vuol con tutta ,


F gli dar dal su o precetto mai


, ,

Dal voler suo non volger la fronte .

Allor la glia su a nel su o dolore , ,

A se chi am con lei molte parole


,

F e d i re K avus e soggiunse poi


'

Da tal re che solleva al ciel 1 a fro n te


Alta e superba c h e per sua grandezza, ,

P e r sua bont della miseria altru i


Non ha sentor qui venne un messaggiero, ,
1 18

di detti accorti e avea


F a ve lla to r ,

Foglio in mano regal con molte e molte ,

Proposte sue B e n vuol quel re possente


.

Malgrado mio togliermi a l cor la pace ,

Toglierm i il Or c h e di tu ? Da quale

Par te inclina i l tuo cor ? Per cosa grave


Qu a nt cotesta qual consiglio i l tuo ?

S e difesa non Sud abeh disse , ,

Niuno migliore o padre mio di lui , ,

Oggi consolator Per alleanza .

Col maggior prence della terra a cui ,

facil cosa le citt l e case ,

Ai regnanti rapir p e r c h di tanto , ,

Padre t a figgi ? Mai non s u ole alcuno


,

Gran danno reputar ci ch letiz ia


.

Il sire d H am avar conobbe e v ide


C h e molesta non era alla sua f iglia


La novella di manda A l l o pr e sue .

Fra se pensando e a quel della fortuna


Incessante mutar questa sentenz a ,

R i c ord o : Chi una glia ha dietro a i veli


Di su e stanze infelice anche s e ha un serto
,

Il regal messo a llor chiam ; sugli altri


Prenci adunati de stin g li u n seggio
Di maggior dignit quindi con lui ,

Ferm o quel patto a riti suoi conforme ,


Qu ali erano a que di l e leggi e gli usi


.

Co prenci suoi per sette giorni i nteri


, ,

Attese d Ha m a vr l antico sire


Alla faccenda grave i ndi con mesto , ,

E doloroso cor trecento ancelle


,

P uor trasse e ben quaranta palanchini ,

M ille destrieri ed altrettanti muli


E cammelli cotanti e d i splendenti ,

Sto ff e e monete d i valor le some


Tutte fe colme U n palanchino a parte

.
1 20

U n nunzio a K avus invi S e caro .

Di r gli fece per lui d o spite mio .


T il nome o re con tutta la regale


, ,

Pompa vieni a m ie case Alto ne a vranno .

D H a m a vr l e citt pregio e d onore


Quando d i s gran r e vedranno il volto .

III . P r ig io n i a di re Kavu s .

( Ed . Cal o . p . 2 82

Arte sottil pe r questa via cercava


Contro a l i r anio c h e m aligno il c ore

, ,

F ermo il consiglio avea purch restasse ,


.

Con l e citt la dolce glia a lui ,

Purch e su l capo suo non s a ggra va sse

Tributo di quel re De l genitore .

Tutto S u dbeh indo vin i l disegno ,

Di lui c h e lite meditava i n core


Apprestando una festa e a K avus disse : ,

R etto consiglio non e questo e d o sp ite


1

Alcun loco p e r te non appo lui .

Senza pretesti senza scusa in mano


, ,

Egli t avr a No no con la sua festa



.
, ,

Ch ei non appicchi una battaglia ! Oh ! qu este


Proposte sue sono per me ; da queste


Nulla venir ti pu c h e scorno e duolo .

Ma d i Sud abeh non credette il s i re


Alle parole c h e per lui nessuno
,

Era n e l l Ha m a vr c h e d uom si avesse


Me r ta to nome ; onde a vvio ssi e molti


Prenci addusse con s e molti guerrieri , ,

E d e l re d H a m a vr ospite amico

Scese con essi De ll a ntic o sire .



121

La superba citt nome si avea


Shah e h famosa ed era veramente
, ,

Atta conviti a celebrar gioconde ,

Feste e tripudi Fra q u e l l a lte mura


.

E i fe a soggiorno e quiv i era il s u o trono


, ,

E quivi in regal foggia ogni ornamento


R i spiegava in quel d Quando la soglia .

Di Sh ah h val ic d I r ania i1 sire

A fronte eretta gli fe omaggio tutta


,

L O pu le nta citt Gemme versarono



.

I cittadini e za ff erano e fulgide ,

Monete ed ambra mescolando sparsero ,

S u ll o sp ite regal Tutta echeggiava



.

Di canti e suoni la citt ; q u e canti

S in tr e c c ia va n fra lor come l o r dito


E il r ipie n d una tela Appena scorse



.

D Ha m a vr i l signor l ospite s u o

Mossegli incontro a p i con quanti pren c i


Eran nella s u a terra ; e l da quella ,

Soglia regal no a l e porte interne ,

Perle e rubini e f u lgid o r gi piovvero

Da tutte parti ; da dorate lanci


Elli vers ar quella mistur a ed ambra ,

Odorosa gitt ar d alto su l capo

E muschio intatto U n seggio in auro sculto


.

F u posto allora in mezzo all aula e quivi

K vu s lieto a ssidea Con u n fumoso .

V in nella destra in una fonda coppa


Sette d l rest c h e gli p ia c e a
,

Quel loco ad a bita r gli era quel seggio ,

Dilettoso a l suo cor Dinanzi a lui .

T e ne a si intanto come servo i l prenc e


Antico d H a m avr cinto a l e reni

, ,

E notte e g iorno e v i si tenner tutti


,

Cinti a le reni i prod i suoi ser vendo


, ,

D e gl l r a n i al cospetto In questa guisa



.
,
122

Fin c h e ntr sicurezza in og ni core


Del come e del pe r c h d ogni temenza ,


Di grave danno d Ha m avr l e genti ,


Caduti i sette di con fermo core ,

S a ppr e s tr si lev ar c h e ogni disegno


, ,

Era compiuto Il seppero gli eroi .

De Berberi vicini e poi che ugua le


Disegno avean n e l cor rapidamente ,

Si gitt ar su la via V enne la notte .


,

E fragor si lev d i corni e trombe ,

Di qua di l s i corse e niuno intanto


, ,

De g l I r a n i sa pe a c h e far dovesse

O si volesse in quel tumulto Allora .

C h e d e Berberi venne a lle su e porte


Il drappello fedel fera una gioia ,

N e bb e nel core d H a m a vr il prence



.

Tutti l s a vve ntr s u bitamente


E K avus fe r prigione e i prodi suoi


Fa mosi in guerra Tus G de r z antico , , ,

G u r gh in e G h e v di S h ave r n i1 glio
, ,

Z n gh e h preclaro Furon presi e avvinti .

Di gravi ceppi tutti ; il t rono e l a lta


,

I r a nia maest fu riversata .

Oh ! c h e dir q u e ll u o m d i m ente accorta

Ne ll e ve nto s strano ? Oh ! che mai pensi


O in ogni cosa veramen te esperto ,

Di quel che q ui si narra ? O ve di sangue


Sacro vinc o l non mai non s i creda ,

Sicuro un u o m d e ll a r ti altrui ch e spesso

, ,

Anche se i l lega vincolo di sangue ,

Ogni suo a ffetto c h e p e r te nutr i a ,

U n altro spegne n e l suo cor la fronte ,

Da te rivolge in altra parte Allora .

Que l segreto livor tutto e i palesa


Che avea pe r odio In pria mentiva e ingiuria .
,

In ci ti fea costui Ma se giocondo .


,
1 24

Di K avus a guastar sotto a lor piedi ,


A c al p e star le Ma l e vide appena.

Sud abeh e ratto lac e r l e su e


,

Vesti rega li intorno a anchi ; a suoi

Bruni c a pe gli entro cacci le mani ,

L e gote i nsanguin o c h eran orenti


Rose con l u g ne e eramente disse :


,

Queste catene e la rancura in flitta


Da gente d i valor non avran mai
Encomi o laudi Perch mai nel giorno .

Della battaglia l avversario prence

Carco non fste vo i de v ostri ceppi

Quando la veste su a forte corazza


Era e suo trono il pal a fr e n i Ma il core .

D a l to terror vi r i e m pia n col fremito


De lor timballi e T us e G h e v e il prode


G d e r z du ci d e r o i s c h e quel seggio

, ,

Aureo nell ora de l convito un loco


,

F e ste d in sidie e infranto fu p er vo i


D e l sangue il patto allor ' Cagne impudiche


Ella chiam n e ll ir a sua l e ancelle

Mentre d i sa ngue era cosparso il petto ,

Bianco qual gelsomino e rotte voci ,

L e s i a ggr u pp a va n nella strozza Io lungi .

Da K avus non vivr di o c a piangendo , ,

Anche se i l loco su o dentro la terra


S a r la t omba C h e se tratto in ceppi.

Esser K avus dovea toglier la vita ,

Era d uopo a me ancor ben c h e i nnocen t e


, .

Quelle parole r ife r ia n l e ancelle


Al vecchio genitor Truci pensieri .

D a spr a vendetta gli a o l l r la mente


Pie n di corruc c io fu i l su o cor Ma intanto .

R i la inv i ava nella torre a quello ,

Marito s u o tanto bra mato ansante ,

Per l aspra doglia con cadenti stille


,
125

Di p i an t o gi p e l volto Ella s i ass i se .

Col prence ir a nio a un loco istesso e a lui


Fu ancella e del dolor consolatrice .

IV . R i s c o s s a di A fr as y ab .

( Ed . C al e . p . 2 85

Fama intanto vol per l ampia terra

C h e dal verde giardi a nemica forza


Avea schia ntato il b el cipresso Oh ! allora .

Che s inte se narrar c h e avvinto i n ceppi


Era quel re di serti disi oso ,

Tutta de prodi suoi l in c l ita schiera


In I r ania torn Come sul seggio .

A u r i fu lg e nte non fu visto un sire ,

Ognuno amb i quella corona e tosto ,

Di Turania dai c ampi e dai deserti


D a sta ti eroi da tutte parti esercito

, ,

Immane s a du n Grande la schiera



.

C h e Afrasy ab r a c c o glie a L anima su a



.

Las c i desi o di sonno e di q u iete ,

Des i o di cibo e da ll ir a nia terra


,

Levossi un grido i n ogn i parte e quella ,

Pace che il mondo allor godea si volse ,

R a tt o a guerra e tumulto Ecco balzava .


,

Il regnante Afrasy ab dalle sue l e


In gran tempesta e era una battaglia
Avean d a lui l e arabe genti Allora .

La man distese alla ferrata clava ,

E l V e disce nde a n q u e colpi suoi


C a de a n o oppressi i combattenti In questa .

Guisa lo s tu o l de suoi guerrieri innanzi

Tu tto in un gruppo s i sospinse quale ,

Cad ente un monte Con la spada acuta .


1 26

Mol ti al suolo atterr prenci e guerrieri


Di q u e ll inc lito stu o l miseramente

E ratto c h e pel sangue rosseggiava ,

Qual miniera di rubini i l campo ,

F ulgido i n pria qual m ar d i di amanti


Pei molti ferri degli uccisi i corpi
,

Sotto i pi fu r travolti de cavalli

A lto ferrati Acuti bra n di e clave


-
.

Gi dall al to pio ve a n si c h e la v ia

Ben trov ar de la fuga i valorosi


Vinti da tema C ome fugge innanz i
.

A ll a r tiglio d e l lupo una capretta


Cos i d e prodi si fu ggia l esercito


Grande in nito Q uella guerra avea


,
.
,

Di tr e lune p e l corso una si grande ,

Schiera in armi tenuta ! Oh ! davan l alm a

P e r il serto regal ! Tocc scon tta


Pel tu r a nio valor le arabe genti ,

E a m bizio n di potest reale


Trasse danno con s Tutto si sperse .

P e r l e ville d I r an ia e l e castella

De Turani l o stu o l ; donne fa nciulli


, ,

Uomini ancor di ceppi dolorosi


E bb e r le m a ni av vinte E della grama .

Vita i l costu me ben cotesto A ffanni .

E sventure procaccia ogni mortale


A s per tri sta a m bizio n ma poi ,

Ogni suo duol con ogni suo contento


Tocca il termine suo Morte i mplacata .

Il va cercando qual dovuta pre da .

Gadder fra i ceppi d e i Turani allora


D I r a n ia i prenci e s o sc u r la dolce

Vita d e l mondo agli o c chi lor Ma due .

Parti di tre sen vennero dolenti


Alle montagne d e l Za b l ; chiedendo
Soccorso e a ita a quel gagliardo gl io
,
G iunse novella poi del r e tradito ,

Di su e catene e delle insidie e chiara ,

Si f c o ndizi o n de prodi tutti


Dispersi e afflitti Dal K ab l raccolse


.

R ste m allora n e l Zab u l d i genti


Ampia una schiera e si vest i l e su e
Armi di guerra e seco t rasse i prodi
A nuovi assalti Parve una gran amma
.

C h e si destasse allor parve un gran nembo ,

C h e ratto corre quando l oste e i trasse


De belligeri suoi Ma un uomo accorto



.
,

R atto c a m m ina to r mandava in pria ,

Di r e K avus in cerca e tal m essaggio


Gli fe a recar : Venni o signor con ampia , ,

Schiera di forti ; d H a m avr i o reco

La guerra a l prence tempestosa lite ,

P e r c h io gli meni meni a quanti eroi


Son fra i campioni di su a terra Intanto .

Lieto v ivi o signor ; soverchiamente


,

Non t a figga il tuo duol ch i o son vicino


E gi so n dentro alla nemica terra


Un valoroso ancor de pi prestanti

S e n v e nne al p rence d Ha m a v r Un foglio



.

Scritto R s te m gli avea di paventose ,

Parole pieno ; d i sonan ti clav e


R icordo vi si fe a di spad e a cu te
'

E d i battaglie in questa guisa : Al prence


,

Che d I r a n ia ven i a tu d unque o stolto


, , ,

Preparas ti l e insidie il sacro patto ,

Gi fermato con lui contaminando


Con opra vile e rea No n cotesta .

D un valoroso la virt ricorso


Far nella guerra a tenebrosi i ngann i .

Tu non seguisti gi d un generoso

Alligator la via che nel l istante


,

Della pugna non va per trista voglia , ,


1 29

Insidie a r ipe nsar ben che quel core ,

Tumido sia d i brama d i vendetta .

Or i o ben ti dir c h e da ll a l te zza

Del loco tuo ra tto discend i e va i


De vili p e l sentiero Ecco tu pensa :

.
,

O K avus re va sciolto e il fero artiglio ,

Evi terai di quel c h e ti m i naccia


Drago possente ; ovver se da m ie i detti ,

Tergiversando vai ben manifesto ,

A me sar c h e tronca la tua testa


Via dal busto vuoi tu Forse t ignoto .

Che han rancura a l ba gl io r de lla m ia spada


Tutti i mostri del mar q u an d io n e l core ,


Sento una rabb i a d i battaglia ? In petto


Abbi adunque piet della tua terra ,

De tuoi congiunti perch poi di doglia


Dilani ato a ll a lm a tu non sii !

Se no t a ppr e sta alla battaglia meco


,

Misura il m i o pot e r tutto su l collo ,

Il sostenendo ch io qu i giuro in nome ,


D e l Signor della terra e d i q u e st a l mo


Sole e degli astri giuro per la fera ,

Gioia d e ll a r m i e de l re gal convito


P e i terrori de ll a l m a e per la speme


Di ve nd ic ar su te stolto che nome ,

Hai di monarca il signor mio con quanti ,

Prenci d I r a nia son con lui Tu certo



.

Udito hai r a m m e ntar da ogn i tuo prence


Qual recai nel Ma zn d orrida pugna .

Scese ne ll Ha m a vr quel messaggiero


E l e parole r i pe t del grande


E celebra t o eroe nella presenza ,

De l r e Quel foglio ben leggea costui


.

E pensoso si fea ; s inte ne b r a va

La t erra agli occhi suoi D e h ! quel suo c ore .


,

S i lieto in pria si conturb o D i un grid o


,
.

Fi n nu s i n
. ll
1 30

Il fero prence ( parve un improvviso


S c o pp ia r di tuono i n cupa no tt e ) e poi
Cos i rispose alteramente : Il piede
Lib ero e sci olto alla campagna mai
R e K avus non trarr S e tu ne V ieni .

De Berberi a l c o nn di cavalieri

T in c o ntr e r u no stu o l c h e tutti e forte


San governar l e briglie Anche i tuoi c eppi .

E il carcer tuo son preparati e questa ,

S la tua voglia soddisfatta app ieno


Sar la brama de l tuo core Anch io .


Co prodi miei verr a battag lia teco ;


Di tal foggia u sia m noi costumi e leggi .

Cos i dicend o al m e ssa ggie r f un atto

D alto dispregio e i l disc a c c i Parea



.

Che d i vendetta egli spirasse un fuoco


Di vo r a to r n e l l i r a sua Ma intanto

.

E i r a g u na va un ampio stu o l d i forti ,

S i c h e il di rilucente in t enebrosa
Tetra notte m u to ssi e d eran tutti ,

Armati l con poderose clave


, ,

Con as t e a cute principi e d ero i


,

C h e avean alta la fronte usi la spada ,

A vib rar ne ll assa l to Il messaggiero



.

Di l tor n con ero incesso e quando .

Gi unse da presso de valenti al d uce

A R ste m e i narr o partitamente


Del maligno signor parole e d opre .

V B a tta g l i a d i R s te m coi re

d H am v e r n ,

d E g i t to e de i B er b er i .

E
( d Cal c
. . p . 281

Quando quel forte la r i spos t a amara


Intese ogni suo prode i n t orno a lui
,

R apidamente s a du n Precetto

.
1 32

S te s e r la mano a ll aste i cavalieri

Alto grid ar come elefanti al primo


S c o ppia r d e l l ir a e la vasta campagna

Parve un canne t o per le molte lancie


Levate in su ; dietro q u e ll a ste il sole

S in te n e b r con gli astri suoi la luna


'

Sar i a scomparsa Ma si spinse al mezzo .

Della schiera nemica i l va loroso


Figli o di Zal s i come nembo ratto
, ,

E parve che pe r nulla egli curasse


De ll H a m a vr gli eroi Rec e ssi in collo

.

La possente su a clava e il palafreno


I n c it col tallon l s i sospinse ,

In gran tempesta Ma il nemico stuolo .

Quan do mir quel petto e la cervic e ,

La clava in pugno e d e l Zab l gli eroi ,

Tutti i n un gruppo c h e c r o lla van l aste

E pareano un gran monte in s raccolti ,

Si f come colui c h e i1 core in petto


Sente mancarsi Si shand ar costoro.

Al t error c h e li prese e l e castella


,
,

Entr ar fuggendo d Ha m a vr Davvero !


.

C h e tutta si f u g g ia la schiera i mmensa


Dinanzi a R s te m valoroso ! E allora
Che nel mezzo s e de a dei consiglieri
D Ha m a vr i l signor d u e giovinetti

Fra gli a ltri e i scelse e in quell ora m e d esm a


'

D E g i tto li mand s i come ne m bo


R atti e veloci alle citt dei Berberi


, ,

A le castella Avea ciascun regale


.

Un foglio i n pugno e col dolor de ll a l m a ,


Era scritto quel foglio allor c h e lagrim e ,

D alto a an no pio ve a n Dai vostri regni


( Vi s i leggea ) non lontano il nostro ;


Anzi fra lor l a vve r s a e la propizia

Sorte h a n comune i sanguinosi assalti ,


1 38

E le feste gioconde Or se vo i ste .

Uniti a me nella battaglia nulla


,

Di R ste m te m e r Voi d a cotesta


.

Parte da questa noi gi si r u ini


, ,

Entro la pugna con l o r r ibil drago

C h e ne minaccia Male se negate


.
, ,

A tutti s0pra sta Lunga la mano


.

Della sventura e in ogni par t e arriva !


Q u ando giunse quel fogl io e l s inte se

C h e i n armi tratti avea tutti i suoi prodi


R ste m al campo uno spavento ero
,

Entr d o g nu no in cor Tutti levaronsi



.
,

E dei due regni s appr e str gl i eserciti


Subi ta mente D Ha m a vr s i t rassero


.

Alle castella e parve ammonticc h iarsi


,

Da conne a c o n n quel vasto piano ;


Le le dilu ngr di tanti ero i
Da mon te a monte e sparve ancor vestigio
,

Dal suol calpesto di vagant i bruchi .

Come vide cotesto i l va loroso ,

Figlio d i Zal veloce u n su o gagliardo


Nascostamente pose in via che tosto
A re K avus ne andasse Ecco d ic e a .
,

Quel suo messaggio di t re regni a mici ,

Tre prenci contro a me vo l se r la fronte ,

B ramosi d i pugnar Ma se dal mio .

Loco m i avvento alla battagli a questi ,

Eroi gagl iardi dalla testa i l piede


S c e r n e r pi non potranno i n quel furore ,

D e colpi miei Pur non c o n vie n c h e male



.

Incolga a te signor c h da maligna


, ,

Gente aspettar si dee qualche mal igno


E tristo gioco sempre A me d e l tr o no
,
.

De B erber i non cale e non m d uopo


Quando pe r esso al mio signor sventura


Incogliere dovesse E quei rispose :
134

di ci non ti darai pensiero


R ste m , ,

C h distesa non fu q u e st a m p ia terra


Un di p e r m e soltanto E fu cotesto .

Fin dal di c h e s i m osse il ciel rotante ,

C h vedrai tu c h e a m iel soave u n rio


Velen si mesce e c h e al l a m o r si accoppia

Vi olenza quaggi Pur m propizio .


Iddio signor dall alto e m difesa

La su a grandezza e l amor su o Tu inta nto


.

Scuoti l e briglie a Rakhsh la tua ferrata ,

Lancia in dr izza r rasenta con la punta ,

Gli orecchi suoi Ma de nemici nostri


.

Fa c h e nel mondo nessun resti vi vo ,

In loco ascoso o aperto E se a m ai .

C h e dall alto d e l ciel pel mio nemico


Danno m i to c chi tu l ir ania terra


,

Custodisci col senno e la tua grazia


Dispensa e fa gi u stizia e accorto sii .

Il m e ss aggie r c h e ud i a si ritornava ,

R apidamente n c h e accan t o venne


A R ste m valoroso Ivi l e udite .

Parole ripet e q u e l l u o m valente

Nella presenza dell eroe c h e ratto

Per su a risposta ad ostinato assalto


,

Si prepar Quel suo destrier veloce


.

Sospinse al corso e d e r o i fe ricerca

Amanti d i gio s tr a r Cosi con l armi .


,

E i si te n e a pronto all assalto e gli occhi


T e n e a volti a nemici Ei b e n c h ie d ea

.
,

L eroe possente u n avversario in mezzo


Alla folla de prod i o nel drappello


De pi prestanti ma nessuno ard i a


L aspr o a ssa lto a ff r o n ta r Lunga dimora



.

R i fe in quel loco libero e d aperto


Fin che discese in mar d i questo sole


Il vivo raggio e so tte ntr la fosca
1 36

Chi agevole trov ? Ma da man destra ,

Ma da sinistra si s c h ie r r gli eserciti ,

E d iina ndr con risonanti voci


Gli eroi la pugna Si p o ne a dal destro .

Corno G u r ze h e da cotesta parte


Venner le provvigioni Era a sinistra .

L uom glori oso qual leone in guerra


, ,

Z e vr e h b a tta g lie r che un fero drago,

Era fra l armi e l nel mezzo il prode


Fi glio d i Zal nepote a Sam antico


, ,

In armi si te ne a l a tto r to l accio


,

Legato i n pria de la ferrata sella


Al colmo ad u nco D Ham a vr il prence
.

C h e da lungi vedea di qual rattezza


R ste m balzava l nel mezzo un ero ,

Cruccio sent i nel cor volle la pugna ,

Incominciar ben c h e gi in pria la pugna


,

Egli evitasse Da man destra i nnanzi


.

E da sinistra i prodi suoi condusse ,

E la men t e s to r dia di tanti prodi


Al fero grido di battaglia In mezzo .

D Ha m a vr stava il re dintorno a lui


Un esercito i mmenso e il suol tremava ,

P e l gr a ve peso e per quel mon t e eretto


In duro ferro c h e da questa a quel la
,

Parte si diste nde a Ma l a tra polve .


Tutto i l mo n do vel come se questo ,

Fulgido sol fosse rinchiuso i n cave


Oscure chiostre Allor l ir a nio duce
.
,

Quando nel campo i prodi suoi condusse


E di tre prenci d i tr e regni amici
Vide gli eroi cos i si volse ai forti
,

Che dietro gli te ne a n con alta fronte :


Oggi terrete vo i b e n ferme e aperte
L e p alpebre a mirar dei palafreni
Il collo eretto e l e criniere e l auree
137

Briglie disciolte Alla ferrata punta


.

D e l l a ste s i an d iretti i vostri sguardi ;


E se mille sar a nno e mille ancora


I cavalieri de nemici o un solo

Inco n tro ne star non di gran cose ,

Novero sterminato di guerrieri


Operator fu mai Q u a ndO n am i co
.

Iddio santo da vve r ! c h e de nemici


,

Al suolo abba tte r le tronche teste !


E c o m a nd che ato nelle t rombe
Desser gli eroi c h e tutta da l su o loco
,

Gi quella schiera s a vve ntasse In tale


.

Guisa sgo m br ar l odio r i pos t o in core


In tal guisa il lasci ar libero e sciolto ,

E corser fuori si che tosto un alto


,

Fragor levossi di cozzanti ferri


E di clave e di fr e c c ie e un lago al suolo ,

Si fe del sangue dei tr a tti eroi



.

Un sc intil lar d i gi avellotti e spade


Sorgeva al lor cader da l l e tr a incurv o
,

Parean su l tristo suol ori vermigli ,

Detto a vr e st c h e del Zem la ri viera


Pel molto sangue era i l deserto allora ,

No n di R ste m fortissimo la pugna ,

Veracemente E furon molti uccisi


.

Di quella schiera c h su lor si volse ,

Della sventura il ciel P e r l opre triste .


Di forsennato re l alta sciagura

Tanti eroi c o nq u ide a Sorgono i cumuli .

Degli uccisi su l campo e su le falde


Dei monti attigui e da ogni parte fu ggono
,

In ampie torme i superstiti eroi ,

Molti son capi l caduti al mezzo


Della palestra come globi e scorre ,

Di nero sa ngue un rio Ma per la terra .

V e de a ns i i capi via recisi ancora ,


1 38

Entro agli elmi disfatti e per l e valli , .

Per la pianura le corazze sparte


,

In ogni loco Il suo corsier gagliardo


.

R s te m s 05 pinse allor ch d e l l ig n o b ile


Volgo e i sprezzava il sangue abietto e i nnanzi ,

Pi e pi si fe del re di Siria l orme


C er c ando e il loco Lo raggiunse e i l s u o


.

L a c c i o s c a gli con l i m p e to del vento


E d entro ai nodi fortemente a tt or ti


Prese il nemico Oh si ! parve che i anchi
.
,

Del vinto re la corda entrasse Intanto .

Dall ar c io n e il lev s i come globo


C h e sottil verga con maestro colpo


I n al t o vibra e l a tte r r Le mani
,

.

Gli avvinse a tergo e ben sessanta eroi ,

Dei Siri col monarca eran prigioni .

Ma inta nto i l mon t e e la pianura tinti


Eran di sangue per i molti uccisi
Di questa e quella schiera Entro gli artigli .

Di G ur az b attagl ie r cadde prigione


De Berberi il s i gnor con ben quaranta

Alteri prenci , e sovra il re d Egi tto

Come leone in su o fu ror g ittava si ,

Ze vr e h in gran tempesta Un ero assalto .

E i comi nci col bellicoso sire ,

Cavalier di gran core e su la testa ,

Tal colpo gli sfe r r con la su a spada


Tinta e ritinta nel velen c h e in du e ,

Parti il d ivise dalla testa ai anchi


Miseramente Uno spavento atroce
.

Cos i nel cor de belligeri prenci


Egli cacciava Ora poich ne l campo


.
,

Cadea per mano d i Ze vr e h ard ito ,

Gran cavalier quel principe famoso


, ,

Ze vr e h non q u ie t ma in tutte parti ,

Corse e ricorse come in im provviso


,
14 0

Ma il signor d H a ma vr poi c h e bb e t ra tt o

F u o r da l castello K avus re coi pren c i ,

Con Tus G de r z e Gh e v l armi forbite


, ,

Di t re regni possenti e insie m c on quelle


Di tre prenci il te so r le auree corone ,

E gli alti seggi e i padiglioni e i molti


Elefanti pugnaci e i prez i osi ,

Turchesi i troni i n leviga to a vorio


, ,

I diademi i fulgidi broccati


, ,

L e perle c h e fr e g ir d a ntic h i pren c i


Il serto in fronte l e possenti clave , ,

L e spade in India lavorate e molte


Gem m e lucenti e palafreni d alto

E cospicuo va lor novero immenso ,

D elmi ferrati e di gualdrappe e assai


Pi c h e mille elefanti avvezzi al fero


Gioco de ll a r m i e c i c h e di pi bello

Ancora e i vide o ritrov depose ,

Con cura i ntenta n e l regal tesoro


D e l l ir a nio monarca Un palanchino

.

Tutto i ncros ta t o d or K avus allora

Che sple n de a come s o l nell ampio cielo

Fece a dorn a r d i serici broccati


C h e la Grecia invi V era un bel serto

.

Di fulgidi rubini alto un sedile ,

Di turchesi distinto e a i negri veli ,

C h e attorno il r i c in g e a n gemme splendenti ,

Erano inteste Un pal a fr e n veloce .

B ravi sotto e rilucean l e briglie


,

Di fu lg id o r gittate alla cervice


, ,

E un legno d a lo fresco e tenace

Ne formava la sella in cui so n sse ,

Molte gemme e d iverse Il re a Sud abeh .

F e tal comando e disse : Or qui regina


, ,

Ti assidi e va ; tu partirai celata


Come q u e s t a l m o sol c h e nella notte

14 1

Scende sotterra E i perdonava intanto


.

D Ha m a vr al signor n quelle gravi


C atene ricord si che ne andava ,

Costui allora ed opera novella


Incominci risollevando il capo
,

Dopo t an t a i attura E in pria di fulgidi . . ,

Turchesi adorno come la serena ,

V lta del ciel prepar un trono ( eguali


,

Eran l e ge m m e rilucenti agli astri ) ,

Dugento vesti d u n ricco brocca t o

V a gg iu nse ancor dove parea che a gem m e


L o r dito fosse col r ipie n Quaranta



.

Fanciulle e cento ancor con vaghe armille


A u r ifu lg e nti g l o vine tti imberbi
,

C on cinture dorate ( eran dugento) ,

E cavalli e cam m elli che nessuno


P o tr ia contar di fulgide monete
,

C archi e di drappi variopinti queste ,

Egli invi pregiat e cose e belle


A K avus re si c h e d I r a nia il s i re
,

Lieto divenne qual fiorente rosa .

E poi dalla citt sen venne al ca mpo


,

( Cos cercasi l uom quaggi pel mond o


P ossa e r icchezza ) e s a ppr e st in I r a n ia

A far ritorno i prenci bellicosi


,

A r a c c r nuovamente Anco dai Berberi .

Venne i mmenso uno stu o l fanti e pu gnaci ,

Cavalieri Cos i d intorno a ll inc lito


.
,

I r a nio prence s a d u nr de Berberi


D Egitto e d Ha m a vr b e n centomila

Prodi a cavallo Ma trecentomila .

Fu il novero c h e aggiunse una s i grande


Schiera e il vinse ancor pi ; tutti con fulgide
,

Corazze i prodi e con gu aldrappe tutti ,

Seduti in sella E in quella gente eletta


.

Opre leggiadre ognun c o m pie a confor me ,


14 2

A sua possa e virt mentre dintorno ,

A ll ir a nio signor prenci sovrani


Dagli aurei seggi e di gran cor ve nino ,

S i c ome schiav i al su o comando accinti .

VII . Di s f a tta di A f r as y ab .

( Ed . C al e . p . 29 3

Allora un cavalier c h e divorava


,

R a tt o la via fu da ll ir a nio sire


Mandato a l greco Imperator R ecava .

Questo comando : Or s i c o nvie n d i Grecia


Ogni prode inviarmi ogn i famoso ,

C h e scorra vinc ito r p e r l ampia terra



.

Alla mia mente desolata e oscura


Luce egli apporti E s i an tutti q u e prodi .

E sperti assai reggan l e briglie i n pugno


, ,

E queste e i forti risonanti scud i


Abbiano cari Ogni pi grave cosa .

Qui far dnno con me levando ai nugoli ,

L aste ferrate Gotal gente i o voglio



.

Che di Grecia a m e venga ; essi la terra


D n no s c o r r e r con m e colta ed a mena
Ne i piani che gli as t a ti cavalieri
S c o r r o n d A r a b ia d Ha m a vr giugnea

Novella i n t an t o Ben s inte se al lora.


Ci c h e R ste m o pr nella nemica


Terra d Eg itto e ne battuti ca mpi

De Berberi nel di c h e aspro un assalto


Egli diede a quei re S e ppe si a n c ora .

Ch ei tornava in I r ania alto a r ichiedere


Dalle tu r a n ie stirpi la fa ti ca
D i nuova guerra E si lev ar ce rcarono .
,

Un n o m gagliardo un cavalier le briglie , ,


14 4

signor ben vide il sire


A l l ir a n io ,

Che acconcie e belle eran parole in esso ,

E di quei che i l mand ar d i molte lodi ,

L opra fe segno Ad Afrasy ab allora



.

Un rega l foglio ad inviar si accinse .

K avus r e di Turania al ero prence


,

Un foglio scrisse allor Lascia l I r ania .


( Dic e a quel foglio) e non cercar grandezza


Qui di regnante La mia mente piena .

Di tumulto p e r te Ti basti assai .

Di Turania la terra ; e tu la mano


A che folle cos i stend i a malvagie
, ,

Opre mai sempre ? Ond c h e se tu d altro

Necessit non hai regal possanza ,

Lascia d a m bir c h lungo duol b e n tosto


Innanzi ti verr Ma bello ancora .

Sar per t e se d u m il t costume

Riprenderai la tua persona iste ssa


,

Difendendo Non sa i che l r a nia


E i l seggio mio che tutta l a mpia terra ,

E a m e sogge tt a ? D un l i on l a r tiglio

Gi non osa a r o nta r ben che pugnace

, ,

Un leopardo in suo furor Ma intanto .

L a r dita voglia d e l tuo cor sfogasti


Con l e battaglie e ci c h e ti detta va


Il tuo desire hai fatto e nuovamente
, ,

Ordinasti un esercito e i l vessillo


Di tua superbia sollevasti al cielo .

Ond c h e molto mal tu ne vedesti


Con molto bene Ed or ci c h e ti addita .

Il senno tuo tu scegli Il pen ti men t o


. .

A nulla giova a llor c h e dalla terr a


, ,

Dai campi intorno de gl i nc e ndi il fu mo ,


Levasi i n a lto Oh ! c h e d ic e a quel fero


.

Leone al leopardo ? Allora allora , ,

Esso dic e a che a c c o r c ia si ed intenebra


,
14 5

D

capretta la vital giornata
a g il ,

Ella suo mal suo be n pi non ha in cura


, ,

Ma viene in c ontro a noi correndo ratta


E te pur vegge in t ale stato e nullo

Segno ritrovo nella mente tua


Di qualche senno E ppur molto pensiero .
,

Da r ti dovresti in ci l antico senno


In tua risposta r ic o vr a r c h e pronta '

Ti rechi aita C h e se mai battaglia .

Io ti dar co prod i miei la terra

Dinanzi agli occhi tuoi render scura ,

Tante l ingo mbr e r an clave d er e i


E spade a cute Allor questo tuo capo .


,

Gi nella pol ve abbatter o dall alto

Delle nub i o ve sta Tu non vedrai .

N della pugna il contrastato campo


N la via del fu gg ir t an t e dintorno ,

A vrai clave possenti e ferr i aguzzi ,

E la tua testa io c a l c h e r col piede ,

La tua corona c al c h e r scendendo ,

Co prodi m i e i di qui R ste m guerrier o



.

Meno che nulla estima te con quanti


Eroi della tua gente Ascolta in ne . .

Tu se i n Turania hai potest d I r a nia


, ,

Perch pe n si al signor che far t d uop o ,


C on le citt di prodi i ncl it o albergo ?


.

Giunto quel foglio al termin su o famoso ,

Sceglieva un m e ss a gg ie r d I r a nia il sire ;

E quei sen venne ad Afrasy ab correndo ,

S i come nave sopra l onde Giunto



.

Appo turania gente al lor signore ,

L a ddu sser o gli eroi Lesse il regale



.

Foglio Afrasy ab e quella mente un cupo ,

Di vendetta pensier tutta f ingombra

D ansia fu pieno i l cor Ma tal risposta



.

Egli i nvi : D un u o m protervo e reo


a m II u . . 0 1
14 6

Degni soltanto questi E tu


S e d I r a n ia e r i pago alcun bisogno

Gi non av e i d a nda r ne alle campagne

De l l H a m a vr Ma ben tu sai c h e i n core



.

Q u a nd io m a c c o lg o di pugnar des i o

Anco a i mostri del mar ero spavento


Conquide il cor p e r la m ia spada Or i o .

Venni alla pugna preparato e a l cielo


Il vessillo levai splend ido e bello .

Da conne a c o n t n vas si ordinata


L oste mia con sue clave e fr e c c ie ed aste

E spade acute Oh no ! n e l fatal g i orno


.
,

Della battaglia i n contro a me nessuno


,

H a forza o a r dir non belve alla foresta , ,

Non mos tr i gi nel ma r ch i o sono un prence ,


Fra gli altri eroi di leonino core


Armato e per valor famoso e grande


,

Quaggi ne l mondo E se verrai tu meco .

Nella palestra a contrastar ben fermo ,

Ti tieni e sta se d u o m ini pugnaci


,

L opre vuoi r im ir a r ch io tal costume


T in s e g n e r u o m dispregiato e vile

, ,

Che d I r a nia mai pi favellerai


Ne di venturi Aggi u nse poi : Per due



.

R agioni m ia l ir a n ia terra e giusta


Parola ud ir si de e Fu l avo m i o .

Tur d i prence F r e d n e perci solo ,

L ir a nia terra la mia sede eletta



.

Io poi col braccio mio la liberai ,

Di spada armato da le turbe infeste ,

Degli Arabi campioni ; e questa mia


Lucente spada non sa i tu c h e a i monti
,

I vertici rap i g i da l e fosche,

Nubi del ciel f l a q u ile cad ere ?

Il m e ssa gg ie r di l si tolse e parve ,

Nembo c h e voli A K avus re l e cose .


14 8

Asta lucente c h e to gl ie a la vita ,

Ogni colpo segnava a molti illustri


D e car i giorni i l n Molti egli uccise

.

Prodi famosi e palafreni e tutto ,

A soqquadro e i mand q u e l l innito

S tu o l di Tura nia Parve c h e in eterno


.

Sonno dei forti d Afr a syb allora

S a d do r m e n ta sse la fortuna E i vide



.
,

Il regnante A fr a syb v ide cotesto , ,

E qual v in c h e gorgoglia arse d i rabb i a ,

( E fuoco l non era ) e con orrenda


Voce grid : Compagni m i e i fra l armi

Pre n ci eletti d a m e come leoni ,

In perigliosa giostra io per tal guerra ,

V a ll e va i nel mio g rembo O r co ne m ic i



.

Fate giu o c ar l e spade orrendamente .

Inferite un assalto in quel l a guisa


C h e gl i Arabi vinceste Or resistete .
,

Sostenete la pugna e fate angusta ,

Al prence ir a nio ad ab itar la terra .

Sentan gli eroi de vos t r i ferri i colpi


D e giavellott i il te m pe sta r ; lor teste


Voi spiccate da corpi E quel malnato



.

D e l S e g e stn come leone al core


, ,

Di cui q u e st a l to ciel teme la spada


S e avverr c h e p e r voi p e r forza e ardire , ,

Vada carco di ceppi e dentro a i nodi


Venga il suo capo d un a tt or t o laccio

Quello qua lunque e i s ia c h e cos i avvinto


, ,

In questo campo gi il trarr dall alta

Sella coperta de ll ir su ta spoglia


,

Di le O par do al s u ol gi nella polve


, , ,

Un regno avr da m e La glia m ia .

Dar g li ancora e dignit regale


Di duce e nome aggiunger Le ville .

D I r a nia tutta gli saran concesse



149

Da me che no al ciel c h e ro ta in giro


, ,

Sapr e sa l ta r lo ed onorarlo a ncora .

E i Turani c h e ud i an queste parole


, ,

Tutti d un m o t o alla ba ttaglia ancora


Si ritorn ar Ne ll o stina ta pugna


.

Sembr un fuoco avva m par ; l a ste l u centi

Fiamme parean scintille era n le spade ,

Vibrate attorno E la volante polve .

Saliva a l cielo come un fumo denso ,

E della luna qual p e r doglia acerba


, ,

La gota si o fi u sc Ma i prenci tutti


D I r a n ia i duci suoi forti e valenti


, ,

Tenendo i n pugno l e pesan ti clave ,

Tanta fer strage in m ezzo alla nemica


Tura n ia schiera ch e spar i r di sotto ,

Ai cadaveri e il monte e la pianura


E la u m a na ancor Du e di tr e par ti .

Caddero uccise dei Turani e il sa ngu e ,

P e l tri sto suol fe una poltiglia quale


fa n go in sulla via Cadde la sorte .

De Turani sepolta i n u n profondo


Sonno cos i ; dinanzi a l battagliero


Figlio di Zal volse a fu gg ir l e piante
A fr asyb r e g na to r ; con una schiera
Di Gh r i egli fu ggia Danno gli venne .
,

Ben c h e vittoria ricercasse ; e allora


Ch ei not della sor t e un di s i lieta

L i m pr o vviso mutar venne i n Turania


Dalla t erra dei G h r i Ampia ferita .

Avea ne l cor vedea della su a schiera


,

Du e di tre parti uccise Avea da questa .

Terrena vita una dolce bevanda


Chi esta con gran desi o velen toccava ,
.
15 0

VIII . P a zzi a d e l re K av u s .

( Ed . C al e . p . 29 7

D i Persia alle citt sen ritornav a


K avus allor Per lui la gente tutta
.

Nel nuovo ga udio r ipr e nde a novello


Costu m e c h egli o r n l alto suo se ggio
,

E f giustizia e del piacer la porta


Dischi use e del gioir Mand un guerriero .

In ogn i loco vigile e imperante


, ,

D alma serena e colloc possenti


Schiere ovunque di forti in Balkh re mota , ,

In Merv i n Nish a p r n elle castella


, ,

D H e r i munita E furono comprese



.

Di su a giustizia tutte insie m le genti ,

E fu gg ia n dagl i agnelli i lupi agresti


In q u e g i orn i beati ; e perch molti

Avea tesor i quel gran re di prence ,

Sovrana maest con d ig nitade ,

Er a n gli servi O bbed i enti e d i


Gli uomini tutti e le Per i leggiadre
E i Devi ancor Tutti dinanz i a lui .

S e ntia ns i um i li e dentro a l e sue schiere


,

Erano prenci coronati e grandi .

A R ste m dignit di gran vassallo


D e l regno K avus confer i ch tutti ,

I giorni suoi pi bell i e pi giocondi '

E i da lui r ipe te a Ma quando i n core .

Pi non ebbe timor del su o nemico


E i l trono su o l im pe r ial coron a
,

Vide securi a tort u osa via


,

Si volse alquanto la sua sorte Vedi .

C i che fe questo r e pr e su n tiio so !



15 2

Ma l aria tutta era splendente e pura


E parea c h e dal ciel dolce una piova


D un puro vi n scendesse E veramente

.

Ogni giorno dell anno era una gaia

Eterna primavera e le orenti ,

Rose di gu anc ie porporine e belle


Di giovinette avean sembianza Lungi .

R e stava si ogni cor da incresci osa


F atica e doglia con tristezza e solo ,

Avean rancura faticando assai


Maligni i Devi Ma per quella piena
.

Giustizia di tal r e p e l suo costume ,

Nobile e d a lto d inc lito maestro

Sonno il fato p ig li Eran captivi .

I soli Devi ne l dolor la pena ,

Da r e K avus in flitta urlar l i fea .

IX . V O 10 a er e o del re K av u s .

( Ed . Ca l e .
p . 2 98

E avvenne poi c h e u n a du na nza fece

Un giorno Ibl i s di gran mattin celato


, , ,

Al suo signor Cos i egli disse ai Dev i


. :

Oggi ben grave la fatica e d uro


Il servir con tal r e Qui vu o lsi o amici .
, ,

Di mano pron t a un Devo Egli i l costume .

Sappia di corte e gli us i e le ben certe


Norme e sen vada L anima di questo
,
.

K avus re tiri g i dalla via dritta ,

Renda del fa tic a r pi lieve il duolo


A questi Devi ; dal pensier di Dio
Distornando la mente a quella sua ,

Maest di gran re polvere e fango


Scagli di con t ro e la ricopra I Devi .
15 3

U di r o n giusto ed a ffe r r r profondo


Nella mente un pensier ma niun rendea , ,

Di K avus per timor risposta acconcia,


.

Un De vo allora pi feroce e rio


I n pi saltando cos disse : Questa
Opra sottile mia sar La mente .

Da reverenza c h e a l Signor s i debbe ,

D isto r n e r ben io ; la tenebrosa


Astuzia fu o r di m e nessuno adopri .

E i n giovinett e s i converse Avea .

Pronta favella e far cortese quale ,

Tra la gen t e si vuol Stette aspettando .

Fin c h e alla caccia dalle su e frontiere


L inc lito sire usc i Si mosse allora

.

E innanzi a lu i baci la terra e i n t an t o ,

Al su o prence e signor di rose un mazzo


Egli po r g e a Cos i parl : Con tale
.

Maest di regnante e di sovrano ,

degno loco tuo q u e st a l to cielo

C h e muove ratto Oh si ! la terra tutta


.

Al voler tuo si sta soggetta ; illustre


Pastor s e i tu la greggia tua son prenci
,

Che hanno eretta la fronte A te dinanzi .

In pi si stanno come servi e i Devi


, ,

E le alate Per i gli uom ini tutti


, ,

C h del mondo s i gnor sei veramente


Come un tempo G e m sh id Sola una cosa .

Ti resta a conseguir prence nel mondo , , ,

Perch poi d i te segno unqua non manchi .

Perch mai questo sol v e rr i a celarti


De l l e sse r suo l alto secreto e il come

Del salir del cader ? Che sia la b i anca


,

Luna e la notte ? e i l di che sia ? chi mai


E supremo signor dei sempiterni
Moti d e l Ben t u saper dovresti
Le cose t u tt e e i tenebrosi arcani .
15 4

Per ta l ar te cosi maggior grandezza


, ,

Aggi ungerai La terra conquistasti


.
,

Ci c h e bramavi tuo ; fa che nel laccio,

Del tuo poter venga del c iel 1a v o lta !


P er quel Devo cos i perdea sua via
Il cor de l re ; q u e ll a nim a fu tolta

Da ogni g i us t o pensier ch ei sempre e sempre ,


In ques t a O pin ion te n e as i fermo :


Il ciel c h e volge sovra noi qu i in terra ,

Gioconda sempre m i mostr la faccia !


N sa pe a l infelice esser nel cielo

Nullo sostegno c h e l e stelle molte


,

Son verame n te unico Iddio che tutte


, ,

Sotto al comando suo ar t e non hanno


Che da questo l e sciolga H anno ben giuste .

Norme e diritta via corso felice ,

Per gl i spazi de l ciel Ma Iddio c h e il mondo .

Un di creava d i tal mondo alcuna


,

Necessit non tocca e per te solo . ,

Nato mort a l f r d q o e cielo e t erra


,

.

Piena l al ma del re di questo solo


E cos t an t e pensier come po t esse ,

Volar se nz a l i al ciel Ne fe richiesta



.

Ai sa pi enti e domand q u a l f osse


Da ques t a terra de la luna al cerchio
Distanza vera ; e quelli ud i an esper ti ,

Gl i astri del cielo in computar l inchiesta ,


Del re possente e t or t uoso e stolto


,

Consiglio i n mente ordir Vollero in ora .


,

Propizia al sonno c h e per lui ne andasse ,

Esperta gente d a q u ile rapaci

Ai nid i eccelsi E quei lev ar g l im plu m i


.

In copi a grande e per le case ovunque , , ,

Ne poser due perch per anni e mesi


,

A ve sse r qu ivi nutrimento augelli ,

Loro apprest a ndo e carni rosolate ,


15 6

Quando vigor ne volatori augelli

Pi non rest quando rincrebbe il lungo


,

F a ti ca r quando l ale un sudor m olle


D un trat to f a l le nta r precipitar ono


A c apo in g i da l e nu vole fos c he ,

Per l aer traendo i1 regal seggio e l aste


Tronche e divelte Scesero alla selva .

Ch di Cina al c o nn la super c ie

Della terra tocc ar d A m l non lungi

N per prodigio la sua sor t e avversa


Trasse a morte i l gran re Molte in secre to .

Serbava cose a ll a vvenir la sorte

Ch S iy vish dovea saggio e gagliardo


Venir da K avus e dove a cos t u i ,

Per a lcun tempo ancor del vin giocondo


Gustar la stilla e prender cibo Spento .

S e allor cadea nel solitario loco


Il possente s i gnor K h u sr v regnante ,

Non sar ia na t o mai Q u a n d e g li cadde


,
.

In qu el loco d o r r o r senza speranza


E i l ri mase n e l suo duol ; quel core


Parve sc h ia nta r Cos i de l trono i nvece
.
, ,

Di su a grandezz a in loco ebbe costui ,

E pentimento e a ffanno Entro la selva .

Egli rest p i angen t e u miliato , ,

Idd io pregando e al fallir su o perdono


Chiedendo a lui C e r c ava lo dovunque
.

La gente sua d alto dolor compresa



.

R s te m a l n n e bb e novella a un tempo

Con Tus e G h e v Con innita schiera .

Con timballi parti r Si volse allora


,
.

G de r z an ti co a quel g liu o l preclaro


Di Zal e disse : Da quel d i che il latte
Mi po r g e a la m i a madre i n questa terra ,

Molti troni vi d io molte corone


E prenci molti di vigi l fortuna ,


15 7

Ne ll a m p io

regno Ma nessuno io mai .

Vidi sim i l fra tanti prenci e t an ti


,

Ser vi a costui presunt u oso e stolto


, , .

L anima un Devo gli possiede e senza


Retto consiglio e senza m ente ad ogni ,

Vento c h e giunge un crollo d Nessuno ,


.

Consiglio in lu i non r etta f no n senno , , ,

E quel suo cor non al suo loco Intanto .

Nessun pensier c h e forma abbia o sostanza ,

Levasi in lui s i c h e diresti nullo ,

Esser cer ebro in quella testa In cielo .

De pr i schi re non sal i mai qualcuno ;


E i secreti del ciel chi mai vo r r ia


Ardito penetrar se non lo stolto ,

Cui la fronte o sc u r malvagi o un Devo ?


D ira accesi cos i l opre b i asm an d o

Del lor signor pe r r issar si con lu i , ,

Gli si a c c o str gli eroi G de r z fu primo .

A fa ve llar : L o ste l de mente c atti

Pi assa i della citt veracemente


Ti s i addice o signor T u a tuoi nemici
,
.

Sempre abban d on i i l loco tuo n vuoi ,

Far parte ad altr i d ogni t uo consiglio

Per voglia stolta Per tre volte i n questi .

Lacci se t u caduto e q u esta prova


Alla tua mente non fu ancor maes tra .

Menasti a i campi d el Ma znd un am p i o


Stuolo d e r o i ; ben ve de st qual da n no

Tutti ne incolse l Ma un altra v olta .


Ospite discendesti al tuo nemico ;


Eri l idolo suo ; poi div entasti

Servo addetto al suo culto E per q u e st a m pia .


Terra nessun rest f u o r c h e Iddio san to , ,

C h e non leggesse squadernato ed itto


C h e il ferro t uo notava E poi che i n armi .

Corsa la terra avevi ora del cielo ,


15 8

L impresa a udace osi c o m pir Vi ncevi



.

Ed eri gran d e i n questa parte e in quella ,

Correvi tosto a r inno va r 1a prova


In aspro assalto Vedi omai l e tante
.

Sventure tu e cui gisti incontro quali ,

A fatica evitasti Un d i la gente.


,

Dopo tua morte narrera ben strane,

C ose di te c h e un re volava a i sommi


,

Cerchi del cielo a contemplar la luna


E i l sol am mante a numerar l e stell e,

Ad una a d u na Oh ! via ,

Fa come gli altri r e vigi li e accorti


C h e lodavano Iddio c h ie de a no il bene ,

Con la fede del cor Con quanta forza .

ancora in te lo servi e non d ar mano


, ,

Ad opra senza lui b ella o malvagia !


, ,

Da verace parlar nessuna o ffesa


Viene a giustizia e i r ispo nde a Tu i l vero
,
.
,

G de r z d i c esti a me n i l parlar tuo


, ,

F u ingiusto o prode In un possen t e laccio


,
.

M hai preso e l alma m i a non se n e scioglie


,

.

Poi vergognoso s i rest d i tanti ,

Prenci e di tanti eroi l nel cospetto ,

E lagri me v e r s Dio ricorda ndo


Con anima compunta Un palanch i no .

Apprestava e l d en t ro egl i a sside a ,

Con pentimento e con dolor Ma quando .

Pervenne all a lta su a di mora e attrito


Era quel cor p e r c i ch ei fece i n piedi

Ei si tenne a pregar quaranta giorni


Nel cospe tt o di Dio g itto ssi al suolo ,

E i l seggio suo vuoto lasci n fuori ,

Usc mai pi dal suo palagio tanta ,

Vergogna l o ppr im ea Detto t u avresti



.

C h e disfatto era il corpo E i f r a le preci .

F e a d isc e n de r dagli occhi ardenti lagrime


Di s i gran prence ch gli furon servi ,

Quanti regn a nti so n quaggi d evoti ,

E di assai m e ntr e i te ne asi in alto


,

Sovra quel trono c h e Spl e nde a di gemme ,

Col serto in fronte e quella clava i n pugno


Da l capo d i giovenca In questa gu i sa .
,

Secondo il su o d es i o p er l ampia terra ,


Corse e ricorse e fu quel cor ben lieto


, ,

In ogn i voglia e i satisfatto e in m olto


Onor venuto E i fea giustizia e intgra
.
,

Vedea giustizia ; quanto un aura lieve

Stimava il mondo e l opre sue Ma dove

E t al re che giustizia a chi la chiede


Imparte e fa d uopo non c h e alcuno
,

O interced a o protegga Onde quel sire .

Tutte nel regno suo trov compiute


Del cor l e brame co suoi prenci illustr i

Coi gloriosi suoi Lauto convi to .

E la palestra son su a cura e i l prode ,

R ste m e Tus ne sono i dolci amici .

Maest di G e m sh id pensiero eccelso ,

Di r e F r e d n sono i suo i pregi e il serto ,

E il trono suo non vider mai signore


Eguale a lu i Ma se n e tempi n ostri
.

Fosse un cinto servil solo d inanzi ,

A r e Mahm u d cingersi alcun dovrebbe .

Di tal leggenda ci che udii con tutta .


,

Fede qui raccontai ; nessun ne avea


Certa memoria Tale ad unque un tempo
.

Fu costume de i re c o tal g i visse ,

R s te m il d uce d ogni eroe Ma libero



.
,

Poi ch io son da l narrar le imprese an ti che


Di K avus re d i eri eroi la pugna


,

Ecco ! ch io m a ppr e stai pel verso m io



.

Oh ! c h e di c e a q u e l l u o m preclaro e forte

D a n tic h e istorie narrator c h e ere


,
161

Tenzoni avea ne gl im pr o vvisi a ssalti


,

Con leoni possenti ? E i di sse un giorno :


S e fama cerchi d uo m gagliardo e l indica

Spada nel sangue tinge r vuoi nessuna ,

T abbi difesa da periglio allora


Che t empo a t e verr d armi e di pugne


.

Qu a ndo verr l estremo di v icino


Quando sar per tua difesa mai


,

Non sar c h e quel d i ritorni a dietro .

Ma se pugnando associar vuoi di morte


Il pensier con pr u denza ogni guerriero ,

Mal ti potr con t ar fra quei che l aS pr o

G i uoco de ll ar m i han caro H anno di versa



.

Via la f la p rudenza e chiuse stanno


, ,

Sotto suggelli l e parole acconci e


Ecco c h e i l viver m i o trenta gi supera
Anni fugaci e trenta ancor dal giorno ,

Che a impresa grave assa i me stesso accinsi .

Tempo gi venne d e l partir per altra


Di mora ; oh ! accanto a Dio possa un eletto
Loco esser d a t o a m e l ch io mi so n tale ,

Che ben diresti c h e non vidi il mondo ,

N a l l e pr e antiche v olsi il cor sepolte


Gi nel silenzio Eppur quando quel giorno


.
,

Di sommo gau di o spunter a meglio ,

C h e d opre un bel tesoro anche se gravi


, ,

T abbi riposto e riserbato



Intanto .

Di R ste m ba ttag lie r leggenda viene ,

Adorna molto e dilettosa e vaga .


3 . La c a c c ia d i B a s te m e dei s e tt e e ro i

I . La ca cc ia n ei g i a r di n i di A f r as y ab .

( Ed . Cal e .
p . 302

Udii c h e R ste m fortissimo eroe ,

Un giorno i n loco dilettoso ai forti


, ,

Lieta una festa prepar Quel loco .

C h ia m a va si Ne vn d l v eran torri

Eccelse e piena di ornamen ti assai


,

Era og ni torre Ne l deserto un loco


.

Fu propizio alla cac c ia ; ora vi splende


Il F uo c o d i B er zin guida ai mortali ,
.

D I r a n ia i prenc i er a n col seduti


A quel loco di cene ampia una schi era ,

D in c l iti in armi Q u e ll ill u s tr e v era



.

Tus e G de r z con l u i di K e sh vd prole , ,

Behr am e G h e v nobi li prenci e il forte


, ,

G u r gh in con Z ngh e h a S h a ve r n i llustre


A n i moso gl iu o l con G u ste h e m m e
, ,

Con K h a r r d b a ttaglie r B e r zin c h e eretta ,

Avea la fronte a fulminar la spa d a


,

Atto nel ca mpo e quel ch era d i tutti


, ,

La corona ed i l or G u r ze h D essi ,
.

A ve a si ognuno alquanti eroi Drappello .

Era b e n questo valoroso e illustre !


Tal di festa appr e st loco giocondo
R ste m guerri er c h e questo sol ammante
,
E ntr e r e m di Turania e dal cacciarvi
E dal correr qua e l non a vr e m posa .

Oh s i ! u o m prode e glorioso pure


, ,

Dolce mia brama sempiterno a 1 mondo ,

Un r i cor d o lasciar Dimani all ora .


,

C h e rompere su in ciel fia manifesto


Del d i novello ben sar se a caccia
,

A quel loco verrai Farem scompiglio .

Di vin d i napp i e d a tte r r a te belve


,

Forte un licor gustando insie m Convennero .

In tal proposta i prenci tutti e n i uno ,

D altro consiglio si f autor Nell ora



.

C h e dai sonni lev arsi al pr i mo albore ,

Qual fu desire s a ppr e star o n t u tti


,

A partir que gagliardi ; elli n a nda r o no


Con veltri e falchi e palanchini adorni ,

Con gran bal d anza accelerando i l passo ,

D e l S h e h d no a lle spiagge a b e i giardini


Del regnante A fr a syb Da ques ta ban d a .

Era il monte e dall altra le correnti

Del vago u me ; da ll e ppo sta riva

Di S e r lt h s la citt p i en d i gazzelle
'

, ,

Pieno di capr i a te r m e e r a d i faccia ,

Il deserto innito E l discesero .


,

L ungo le spiagge d e l vagante u me


Baldi e festosi ancor pel molto vino
Esilarante i cavalieri e tosto
, ,

Si emp i d i tende e padiglioni intorno


Il vastissimo campo Oh ! quei stupirono .
,

Tante gazzelle in r im ir a r ; ma poi


Vennero al loco della caccia assai ,

Disiosi d un pasto e disiosi


D una battaglia E i suscit ar le ere



.

E pel monte e pe l campo e l a lte grida

Fino al cielo elev ar Cos i fu sgombra .

La terra tutta di leoni agresti ,


1 65

E sentor ne sal i no agli augelli


Pel ciel volanti Cumuli dovunque
.

F r di augelli e di belve i ntorno intorno ,

Qual tratto di freccia e qual gi spento , .

Tutti s i a ssise r poi l alma alla gioia ,


Abbandonando via dal cor le triste


,

Cure cacc i a t e e la mesti zia In pugno .

Avean tazze profonde e negli orecchi


Il dolce suon d e l e r ibe be intanto ,

Che pingui cosce d a tte r r a ti cervi

Stavano a r o so la r sovra la am ma .

Poi c h e trascorsi furon sette giorni


In questa guisa con un vin gagliardo
,

Entro a l e C oppe letiziando i forti


Al fumoso licor troppo devoti ,

Del giorno ottavo al primo albor s e n venne


Savio consiglio a proclamar quel prode
Figlio di Zal fra i suoi compagni Ei disse .
,

V o l to si a q u e gagliardi incliti in guerra


Prenci duc i e d eroi da l alta fronte :


,

Or senza dubbio a d Afrasy ab giugnea


, ,

Certo annunz io di no i n sar i a bello ,

C h e qualche trama la ma ligna volpe


Ordisse co suoi prenci Egli p e t r i a

.

Qualche astuzia tramar veni r con l armi ,


E ai nostri veltri pel selvaggio camp o


Pr e cludere la via B e n si conviene
.

C h e alcun di noi guardi il sentier che appena ,

E i di quel tristo abb i a novella alcuna ,

Venga e l a nn u nzio d e l nemico stuolo


Qui signichi a noi Facciasi almeno .

C h e non ci tolga del tornar la via


Il m a lvagio signor G u r ze h allora
.
,

Sire ai gli di G h e v s e n venne a ccinto ,

A l l a l ta impresa Andr disse a q u e l l in c l ito


.
, ,

E andr con lieto cor Va g l i rispose .


,
1 66

R s te m , corri o illustre alla selvaggia


e , ,

Sponda del ume Su la via dirotta .

Vigile e accorto a guardia sta Custode .

Sii tu di questi eroi P ar tia si allora .

G u r ze h qu a l leon r i cco di gloria , ,

Ed erano c on lui celebri e forti


Alcuni cava li eri Oh ! quel drap pello
.

Che qual G u r ze h ha una vedetta in armi ,

Meno c h e nulla estimar dee le pe r de


Arti nemiche ! Quegli and ; s i volsero
G li altri a far caccia nuovamente e niuno ,

Di nemico guerrier cura si prese .

II B a tta g l i a
. di R u s t e m coi T u r an i .

(Ed . C al e . p . 3 05

Ma poi nell ore della notte oscura


,

Tempo al sonno propizio annunzio certo ,

Ne giunse a d A fr asy b Tutti i pi esperti .

Egli raccolse t ra i suoi prodi e molte ,

Cose di R ste m raccont dei sette ,

Pugnaci cavalier pari a gagl i ar di ,

Leoni tutti e disse poi di tanti


, ,

Prodi suoi nel cospetto : Or s i davvero


Che strano evento accadde a noi ! Ma i n pria
Qualche tr ama sottil po ng a si in opra
Onde assal t o improvv iso a b bia n d a no i
Gli ard imentosi Che se i n nostra mano
.
,

C h e se in nostro poter trarremo i sette


Eroi d I ra n ia angusta e incresci osa

A K vu s r e g na to r farem la terra .

E aggiunse poi rivolto ai pi famosi,

I n guerresca tenzon : Non d in du g i


T empo cotesto ; ma c o nvie n c h e in pria


1 es

Ma ratto e i gli grid : R ste m leone , ,

Tua gioia l ascia intempestiva ! Un ampio


Stuolo qui presso che misura o computo ,

Non so ff re alla pianura i n sua grandezza


,

Veracemente u gna l Dentro la polve .

Che pogg i a i n alto come sol risplende ,

Del maligno Afrasy ab l ardua ban di era

R ise a l l u dir q u e concitati detti


R ste m e rise forte Oh ! la vincente


, .

Fortuna s t a con noi Ma tu ,

Del tu r a nio signor della volante ,

Polve dei ca valieri c h e i l tu ra nio


Suolo invi perch s i ,
I suoi
Prodi non vanno in l di centomila ,

Cavalieri le briglie a volger usi


,

Con le gualdrappe sul destrier S io fossi .


In questo campo qui solo soletto


Con questa clava e la corazza e il mio
Rakhsh battagliero d A fr a sy b di tanto ,

S tu o l de suoi pro di e di sue pazze furie


Alcu n pensier non mi darei Qu i bas t i .

Solo un campion d i noi nel fatal campo ,

C h veramente son ben poca cosa


Nella battagli a d i Tura nia t u tt a
I cittadini Questo a me s a ddic e
.

Campo d i guerra e no n m d uopo alcuno


,

Guerrier d I r a n ia Qui s i am sette eroi


.
,

Cavalieri presta nti incliti i n guerra , ,

Di spade armati e bas t a uno di noi


,

Contro a duemila e cinquecento astat i


Cavalier di destrieri incitatori
, .

Che se volge sua brama a questa parte


De l regal u me i l glorioso in armi
Afrasy ab r e gn a to r la s u a fortuna,

D a vve r che gli manc q u a n d e i s i tra gga


A ques to Tu c e ppie r frattanto , ,


1 69

Di v i no de l Za b l m e m pi una tazza

In no al l o r lo

. G li ve r s quel vi no
E gliel porse il c o ppie r velocemente ,

E ratto i l prode g iu bil del suo


Porgere acconcio Ei si rec quel nappo
.

Splendido i n pugno e di re K avus pr i m a


Il nome pronunci Del re del mon d o .

Per me s i faccia ricordanza e i disse ; ,

La sua persona e l alma sua rallegri

Eterna gioia ! Un altra vol t a ancora


E i ne prese e die un bacio al suol profondo


E disse poi : Questo giocond e v i no
E a lla faccia di Tus ! T u tti levaronsi
I prenci allora del s i gnor de l mondo
E fecero all e r o e dura un inchiesta :

Tempo non per noi di vu o ta r nappi ,

E bevendo con t e ma le p e tri a


Lottare i l Devo Ibl i s Nessun resiste .
,

Altri che te alla clava da un so l colpo


,

Di Sam antico e della pugna al campo


E al ber profuso ! E R ste m in un nappo ,

Tutto splendente del Zab l un rosso


,

Vino bevve a ll o no r de l suo fratello


Ze vr e h b a tta g lie r Ze vr e h allora


.
,

Che i n man si pose una ricolma tazza


R i c o r d d e l suo prence inclito i l nome
E bevve e baci i l suol R ste m di molte .

Lod i i l fe segno e disse : Ecco il fratello


Beve dal nappo d e l frate! Li one .

veramente quei che a un colmo nappo


Avidamente corre dietro E pO l .

C h e non cessava da l goder dal bevere , ,

E la g ioia c r e sc e a tristezza andava


, ,

G h e v cos i disse a l l in c lito campione :


Amor del sire e degli eroi la via ,

A toglier corro ad A fr a sy b Da questa .


170

Parte del ume non vogl io ch ei scenda


.

Del ponte chiuder l uno de capi

A quel malvagio da l l o ppo sta parte ,


Per alcun tempo i l trattenendo i nos t r i ,

Perch vestano intanto le guerriere


Da vve r ! c h e de l gioir d e gi uochi

Intempestivi oltrepassata l ora !

Dell arco allora a le due par ti estreme


La tesa corda e i r il e g poi venne ,

Ratto correndo verso a l l u n d e capi

D e ll ar d u o ponte Ma vicino a l pon t e



.

Egli era gi quando il vessillo scorse


, ,

Al g iu ng e r suo del suo nemico Scesi , .

Da questa parte erano tutti il ume ,

Superando gli eroi ; sta va ne a capo


,

Il regnante Afrasy ab G h e v an i moso .

A R ste m grande ne spe dia l a nnu nzio


.

E R s te m si vest i la sua d i tigre


Irsut a spoglia e b a l z i n groppa al suo
,

Impet u oso pa lafr e n Sen venne .

A far battaglia contro a l l o ste avversa

De Turani e g r i da va i n strana guisa


'

Qua l fero d rago c h e s avve nta Allora


.

C h e il sc o ve r se Afrasy ab nelle b e ll a r m i

Tutto rinchiuso che fu ggian da lui ,

La mente e i l senno d e tt o avresti ; forte


R i tem e di quel bracc i o e di q u e ll a m pio

Irsuto petto e della man possente ,

De ll e r e tta cervice e d e la clava


Recata in collo Ma d un tratto i l prode .


Tus e G de r z c on lui l asta nel pugno ,


G u r g h in e G h e v gran c a va lie r e e il g lio ,

Di S h a ve r n Zngh e h preclaro e il forte


, ,

Behr am B e r zin F e r h d ne l l ar m i esperti


, ,

D er e i questo drappel gagliardo in armi


Con l aste i n mano e l e spade lucenti



1 72

F

scendere una pioggia e l etra intorno

Ne ingo m b r tutta come a primavera ,

Nu vola fosca S o ll e v sul capo


.
,

A quella vista paventosa il prode ,

G u r zm lo scu d o e s a v a n z Con l asta



.

R aggiunse il capo d e l destrier nem ico ,

E G u r gh in ba tta gl ie r precipitava
D a ll a r du a sella Ma giugnea quel prode

G h e v all istante ; r i m ir i l caduto


E d ira s in a m m come un leone


Che rugge nella selva alta una voce ,

Mand a G u r zm E ratto l a ffe r r a va .


Al cinto e gi il tr a e a dal loco suo


Q u e ll u o m prestante e poi con un pugnale

A p r ia gl i il petto Oh si ! pien di spavento


.
,

E i de superbi fece i l cor ! Ma intanto


De Ne vdh e r idi il regal duce in pugno


Con quella clava poderosa orrendi ,

Colpi sferrava in su la testa ai prodi ,

E G u r ze h l d en t ro s i Sping e a
Col bran d o ac u to come agreste verro ,

In rabb i oso furor G de r z d i contro .

Tale assalto infer i a c h e scempio e i fece .

D alme tu r a nie e qual leone in giostra


, ,

Con l arco al bracc i o cavalcando un forte


Destrier Z e vr e h dalla par t e opposta


,

S ping e a si innanzi Con eletta s c hiera .

Di giovani campioni incliti in armi ,

Correa fra ttan t o come nembo i n cielo , ,

G u r gh in possente e trassero le spade ,

E le clave brand i r forti e pesanti


E F e r h d e B e r zin tra i pi fa mosi .

G h e v n e l tu mu lto della pugna orren d a


, ,

Voce mand contro a l tu r a n io sire ,

Prence illustre Afrasy ab T u r a nio sire .


,

G r id c h e avversa hai la fortuna o v ile


, ,
173

C he il nome tuo perdesti a che tal vampo , ,

A c h e t a nto sbracciarti i n O pra dura


Veramente a smaltir ? Di menticasti
Forse l e pugne degli eroi se ancora ,

Qui s e tornato con possente s t uolo


D ar m i ge r i guerrieri ? O forse nulla


Sai tu di questi eroi prenci famosi ,

D I r a n ia bella R s te m imperante

, ,

G de r z G u r g h in magnanimo e va l ente
,

Cavalier ? Nulla sai di Tus gagliardo ?


Scompiglieranno i prodi tuoi cotesti
Veracemente e m a nde r a n riverso
Gi nella pol ve i l seggio t uo regale .

E R ste m di r i ncon t ro url selvaggio


Come bieco leon l r isto dic e a .

, ,

C h e hai tristi segni perch ma i correndo ,

Balzasti i ncon t ro a me tal pugna osasti ,

Con tanti eroi meco Ne l loco


Do v R ste m guerrier fermo a ll assalto

Esercito non sta non regal seggio , ,

Non re sovrano A me d a l c u n l aita


.

U 0po non nella battaglia e molti ,

Siamo da vve r se qui so n i o col prode


,

G h e v b a tta g lie r con t ro Turania tutta !


D uom veramente niun de tuoi Turani

Nome d a noi riceve ; en t ro la pugna


Donne sono e non pi Cos i dicen do .

L e v la spada sua tagliente acuta , , ,

E grid come tuona in fosco c i elo


Nuvola errante ; e poi pe r la seconda ,

Volta d i voce e disse : Orbe tu r a nio


,

, ,

Ebbro di razza vile atto a lla p u gna


, ,

Degli eroi t u non sei Se v izzo e acco .


E vivo non se i tu ! Vanne e ti prend i


Qual femminetta e conocchia e bambagia ,

Vanne a pia tir con le g liu o le tu e


1 74

Tra le cortine di tua casa A tale .

G iunse t uo stato che t d uopo omai ,


La mano tua r itr ar dalla battaglia .

Or tu ve d ra i di combattenti prodi
Le spa d e acute si c h e mai di pugna ,

Non ti verr pensier d en t ro la mente


Da questo giorno i n poi Con ques t o ferro .

D indic a tempra i l capo tuo superbo


S i si r ec ide r G i per t e piangono


, ,
.

La tua corazza e i l fu lg id e l m o tuo


.

Afrasy ab come u d i q u e detti acerbi


,

Pieno di a mbascia e bbe si il core E i ta cque .


,

Ch forte egli te m e a del valoroso


Figlio di Zal n a disi ar la pugna ,

E i s a r e tt ma tutti i suo i guerrieri



Con gran desire a s chiamando i nnanzi ,

Spinse le le con i nfranta lena .

Vide e l a mazza poderosa i n collo


,

R ste m s i tolse allor strinse le cosce ,

Ferocemente e s a vve nt con ero,


Ardimento l _inna nzi da l esercito


.

R u gg ia come l eon ma q u e ll ill u str e


Figliuolo di K e sh vd e r a g li dietro ,

E avea sul petto la corazza e in pugno


Una clava d acciaio I cavalieri
.

D I r a nia tutti e i prodi suoi co rrendo


, ,

V e n ia n con archi e sibilanti fr e c c i e ,

Con mazze in pugno e la m p e g g iavan ferri ,

Acuti i ntorno e per timor la t erra ,

Iva a soqquadro Ma poich s m a r r ia .

De Turani la vista e poi che il cielo


Parea t occar con l elmo suo lucente

R ste m guerri er di P i ran f di ma n do


A f r a sy b e d ic e a : Loco d i pugna
Ques t o o di Discendemmo noi
Come leon i in questo campo e prodi
176

C he nessun cavalier rester vivo


A I loco suo ! No non bello il core ,

A c o ta l pugna Ma qua ndo


Famoso un cavalier per era brama
D a spr a vendetta e per impulso d ira

U sc i r vorr contro gl I r a n i e questo

R ste m malnato abba tt er a la m i a ,

Corona gli dar trono e cintura ,


.

Cos i disse A fr a sy b tristo e crucciato


P e l mutar d e la sorte e la sua mente ,

D ansia era pie na E un valoroso allora


( N era

il nome P i l s m prode che amava ,

La gloria cavalier di regal stirpe


, ,

E V sah il padre suo nobile e grande , ,

P i ran invitto fratel suo ; nessuno


In I r a nia fra l armi e r a g li pari

Non in Turania fu o r c h e R ste m ero


, ,

A m a to r di battaglie ) il valoroso , ,

Cotesto come u di ero le ciglia ,

Per disdegno a g gr o tt Venne al regnan t e .

Afrasy ab col pensier pien di battaglie


, ,

Pieno d ansia col petto e l dinanzi


, ,

Al tu r a nio signor fe questi detti : ,


Giovane e forte i n mezzo a t uo i guerrieri

Prence son io Tus ani moso e grande


,
.
,

E G h e v gagliardo qual leon fra l armi ,


Inclito e forte e Zng h e h i l rinomato


, ,

Figlio di S h a ve r n G u r ze h e i pure , ,

Fra i belligeri eroi B e h r m gagliardo , ,

Dinanzi a me son come pol ve abietta .

Anche q u e ll u o m d i m pu r a stirpe nato


Nel S e g e stn d anima fosca sempre


,

Di cui ricanta il su o signor le lodi ,

Un nulla estimo C h e se i l re precetto .

Men fa come leon l n e l b e l mezzo


,

Di tanti ero i m a vve nte r sol io


177

Ardi mentoso ! A questi c h e la fronte ,

Levano in alto con l acuta spada ,


La testa s pic c h e r dalla persona ,

Involgendo d i tenebre di morte


La loro stella Oh si ! gi nella polve .
,

Io le corone abba tter o deg l i nc liti

Divelto i l capo col guerresco brando !


Giovinette guerrier r i spose i l prence , ,

O di fesa de forti inclito sire

D e gni pi illustre ne l l o r r e nda pugna


Esser t u possa v incitor i L e imprese


De tuoi nemici opere son da nul la

Misere e grame L andar tuo n el mezzo .


Della ba ttagl i a lieto sia ; poi t orna ,

Con la vittoria a m e con nome illustr e ,


.

Idd io d i grazia donator ti sia


, ,

Pr o te gg ito r D e h ! sia sospeso il c apo


.

Di chi t avverso a un legno ! E poi che


, va i

Contro a R s te m cosi poi c h e t a c c ing i ,


Alla battaglia seco assai ten guar d a , ,

C h n e ll o pe r e sue ma lvagio e in do

Egli di tristo cor pieno la mente


, ,

D ing a nn i e san g uinario Oh ! t u potessi



.
,

A ver vittoria su quel tristo ! E lu i


Prima c a g io n di tal iattura in armi !

III B a tta g l i a
. di R s te m con P l s e m e A lk s .

( d E . C al e . p . 31 1

Come u d i del suo prence este parole ,

P ilsm d i un gr id o e parve acuto fremi to ,

D un timpano di bronzo Egli balzava


.
,

R atto qual nembo al pa la f r e n su l dorso , ,

De tto a vr e s t c h e in cor tema nessuna


FI R D L S I ,
ll 12
178

Per l

assalto avesse Egli qual turbine


a s pr o .
, ,

D e ll ir a n ic o s tu o l g itto s si al mezzo

E da destra e da manca i l ri lucente


Brando agit o v ibro la sua guerriera
,

Clava poss e nte Come un uragano .


,

E i fu sopra a Gurgh i u come una era ,

In suo furor gridando e q u e ll a c u ta ,


Spada sul capo del destrier di lui


Cal P e r l a s pr o d uol cadde i l destriero
.

A capo i n gi Ma G u ste h m che i l vide


.
,

Di pugna esperto G u s te h m sen venne ,

Simile a vampa dal su o loco e ratto ,

E i fu sopra a P ils m come leone ,

Al proromper de ll ir a e ero assalto

Incominci con lui ne l subitano ,

Di va m pa r del s u o sdegno E in pria la lancia .

Gli cal rovinosa alla cintura ,

Ma niun danno arriv della cintura


Ai solidi fermagli ; anzi la lancia ,

Gli s i ruppe nel pugno allor c h e ratto


E i la calava onde g itt quel tronco
,

D e ll a sta infranta B e n not q u e l l a tto



.

P ils m ; la s pada tuor traendo allora


Tagliente e acuta pien di vampo e d ira ,

Venne con fermo cor Con quella spa d a .


,

Di G u s te h m m e su la testa a sommo ,

D e l l e lm o tal s ferr o colpo mortale


, ,

C h e via dal capo gli divelse l el mo


S i come globo D is c o ve r to il capo


.
,

Con l asta infranta al suol l n e l fragore


De ll o r r e n da tenzon s ta va si in piedi

Come stordito G uste hm m e E quando .


,

Dal destro corno degli eroi l assa lto ,


E il fermo core desig n con gli o c chi


Z ng h e h d i S ha ve r n venne a l soccorso ,

Di G u s te h m rapidamente Il vide .
1 80

E corse a lui gridando urlando e gemiti ,

Alti ca c ciando E d isse a G h e v : Ben vegge


.
,

Principe c h e fra l armi in vo i non resta


,

Senno e prudenza s e con un sol uomo , ,

Di leonino cor quattro guerrieri ,

Stan raccol ti a pugnar Della b attagli a .

Ne l momento fatal s i come legge ,

D u o m i ni veri un contro un altro bello


De ll a r m i p e r ig lia r

Cos i dicendo .

S a vve nt contro a lor s i che la polvere


Fino al cerchio lev de l ciel rotante .

Ma l di contro fra i pugnanti eroi .

Come leone in sanguinosa giostra ,

R ste m ven i a con fero cor Mie te a .

De Turani l e teste or con la spad a


Or con la clava poderosa e quando ,

S a c c o r s e di P ilsm d i pugne amante


Rakhsh incitando venne accanto a lui


R apidamente Un disperato assalto.

A Pilsm infer i famoso in guerra , ,

Ma con lui non o s ben che gagliardo , ,

Provarsi l altro cavalier ; fuggissi


Da quel drago funesto E i ben sa pe a .


,

P ilsm valente c h e d a lui non era ,

Nessuna via d i scampo ; e quelli intanto ,

Prenci d I r a nia tutti i d uci su oi


, ,

Con le clave nel pugno e le saette


E gli archi adunchi tanti al suol distesero ,

Turani eroi che della luna al cerchio


,

De corpi estinti si le va r no i cumuli



.

L e v gli sguard i e lo spe tta c o l ero


Afrasy ab c o n te i n pl Trasse dal pe tto .

Grave u n sospiro e d im a nd : Quel fo r te


A l li l S dov c h e degl i eroi la pugna

T a nto g i Quando briaco


E g l i giacea c h ie de a d i G he v la pugn a
. ,
181

Con R ste m preparava e sempre e sempre ,

Era d I r a nia i l fa ve lla r di l u i


Or dov quel suo ardor la sua superbia


Dove n a nd ?
Corse novella intanto
Ad A lk s d esti detti e qual principio

Fatto v a ve sse di Turania i l sire



.

E A lk s c h e gi le mani ave a si pron te


,

Sa ngue a versar spr o n quel suo cav a llo ,

Nero q u al notte e s a vve nt nel mezzo ,


De l l a m pia s c hiera no a l r e tu ra n io

Aprendosi la via Gridava allora : .

U o m di guerra so n io Fermo dinanzi .

Alle le de prodi i o so restarmi

Con non timido cor Se il mio signore .

Men fa precetto s c e nder n ell ampia ,


Mischia da solo Di Turania il sire .

C ome ascolt quelle parole Eleggi , ,

Gli disse i d uc i di mia schiera


, Allora .

Uscirono con lui ben pi d i m ille


Prodi a cavallo bellicosi eroi , ,

E vennero con lancie u se le teste ,

A c o lpir de nemici ; u sc ir o n tutti


Fulgidi come l astro de l mattino

Come l astro di Giove Allor che giunse



.

L nel cospetto de ll ir a ni a schiera


, ,

Ei v e l questo sol copr i la luna ,

Con la polve levata Ecco nel mezzo .


,

Z e vr e h apparve b a tta g l ie r Si volse .

Contro a lui ratto e si pens che quello


R s te m si fosse ; apertamente lui
Esser conobbe d i quel seme eletto
De ll a n tic o Nir m Venne a battaglia

Con lui Ze vr e h e avea l a lancia in pugno , ,

Come leone i n su o fu ror Ma quella


'

A s ta acuta e possente in d ue si franse


A I primo colpo onde nel cor quel prode ,
182

Alto spavento ebbe d A lk s La ma no

Ei stese ra tt o e fu o r da lla gu a ina


F e lampeggiar la sua tagliente spa da

E i l mon do s o s c u r sotto la polve


Dei cavalieri In q u e ll o r r e n da p u gna


.

Anco le spade ne ll u r tar s infr a ns e r o



S i c h e la mano rapid i qual nembo


, ,

Alle clave rec ar que d ue cam pioni

E pri mo A l k s f r o v inar di su a

Clava u n gran colpo quale un monte Oh ! allor a , .

Oppress e l rest dal grave colpo


Ze vr e h e venne meno in su la sella
E gi precipit sul d uro suolo ,

Umil iato D isc e nde a veloce


.

Sovra i l ca duto A lk s ; gi gi volea ,

T r o n c a r g l i i l capo Quando R s te m vide


.

In tal guisa fratel s i come vampa ,

Mossa dal vento s a ti rett o ; mand a va


,

Urlo s i ero contro A l k s che morta ,

Gli f la mano e ri ntuzz o la spada



.

S i s i la voce del guerrier tremenda


, ,

Quando A lli s bene u d detto tu avresti ,

C h e via dal sen gli si schiantava i l core


Al s b ito terror R atto qual nembo .

I m pe tiio so torn i n sella ; oh ! niuna


,

Gli venne in petto ricordanza allora


Di s u o antico valor ma s i fe accan to ,

E dim a nd : R s te m sei tu ? Pensiero


V e n ne m i s i che tu costu i mi fossi !
E quegli r is po nde a : Tu d un leone

Non misurasti quanto e qual l a r tig l io

Perci gra n vampo era quel tuo ! Ma intanto


Z e vr e h s i torn con molto stento
Su l a rdua sella pien d i sangue o ffeso

, ,

Da l te m pe s ta r della nemica clava ,

E A lk s che ricoperta avea la sella


1 84

Da con ne a c o n n molti lasciandone ,

In ogni p a rte un con il ca po e l altro


,

Col capo tronco via dal busto Allora .


,

Loco pi non rest nel combattuto


Campo de ll a r m i e del pas ar la v ia

,
s

A superstiti lor non r ima ne a


IV . F u g a di A fr as y ab
e r i to r n o di R s te m con g li al tr i er o i.

( Ed . C alo . p . 3 14

R atto dal contrastar si trasse a dietro ,

Come ci vide di Turania i l prence , ,

Volse le briglie e i rapidi sentieri


F uggendo prese Egli correa s i ratto .
,

Come nube pel ciel fosca e piovosa ;


Ma R ste m cavali e r sos pinse i n corsa
Quel suo R a k hsh a ni moso ed inc ito llo ,

A tergo d A fr a sy b d i eri assalti


A pportatore e fe ta i detti : A mico


,

Accorto e saggio ne ll o r r e n do campo ,


Non t a r r e sta r ma fa ch io ti sedendo


, ,

Alto sul do r so questo re malnato ,

D a n im a privi e del suo sangue tutta


Facci a rossa la terra A quegli accenti .


,

L a r d e n te pa la fr e n cos i s a c c e s e

Di novello desi o che detto avresti ,

Fuori da i anchi gli s pu n ta sse r l a li


.

S i ratto egli b a l z Quando vicino .

Fu al tu r a nio signor questo pensiero ,

In cor gli nacque : Or s i che veramente ,

Giunse de l v iver suo l estremo giorno !

De la sella da l culmo il laccio suo


R s te m disciolse e volle entro a q u e nodi

Il tu r a nio im pig l ia r Ben le disc iolte .

( l orde a l l e l m e tto s a vving h ir ma i l prence


,
1 85

Al ero colpo si sottrasse e i l rapi do ,

Suo corridor b al z come u na vampa ,

S i c h e dal l a c c io del l eroe fortissimo


l l cavalier si liber le gote ,

Molli di pianto e d arida la strozza ,

E i c avalieri suo i con l armi infrante

Con l alma oppressa dietro a lui v e n ino


Correndo ansanti Come nembo i n cielo .


,

Afrasy ab r eg na to r fu ggia dinanzi ,

D e l G ih n l e correnti in conc it a t a
Furia varcava Ma quel su o gran core .

Era tratto e gli g ia c ea no estinte


,

Di tr e parti b e n due de suoi guerrieri


'

Di lui che ch i es t o avea dalla fortuna


,

Un miel soave e ne tocc veleno !


Oh si dell ampio stu o l d i pugne amante
,

Due di tre parti pi non fe a n ritorno


Ai padiglioni d i Tura nia ! Morti
Erano gli altri o d a nemico ferro
Piagati ed altri i n potest caduti
,

Di quella schiera di vincenti eroi .

Di t esor i e d i seggi in auro sculti ,

Di corone e di cinti e di corazze ,

D elmi e di spa d e e di fulgide gemme


Di palafreni d i valor c h e in oro ,

Avean l e briglie di cela t e in ferro , ,

Di tr a e r i con foderi dorati ,

Di molte pi d a ssa i cose l eggiadre

D alto prezzo rest copia in nita


De g l I ra n i i n poter Tutta rac c olsero



.

L e l e tta preda con festoso core


Ne l ritornar dal contrastato campo ,

Ma degl i ero i nessu no i corpi estinti


Denudar vol le e ni uno o s le spoglie
De caduti fr u ga r R e nde ans i tutti

.

Al loco della caccia r o m o r o sa


1 86

E cavalli la ricca preda


a dd u c e a n ,

R e c a va n seco Elli sc r ive a no un foglio


.

A Kvu s re de l campo e della caccia


,

E della pugna pe r na r r a r g li tutto


Il lieto evento e come niun de fo r ti
,

Spento gia c esse ; il pro Ze vr e h e i solo

, ,

Era ca d u t o g i di sella Disse .

R s te m prode a G u r g h in : Tu pa r ti adunque
Con lieto cor con anima serena
, ,

E questo foglio a K avus re porgendo ,

D i gli c i che oper volger de l cielo .

Doni eletti i nv i c o l fo g lio ancora ,

E doni fece ai valorosi e poi ,

Per se tt e giorni al fortunato campo


E per sette altri ancor si r im a ne a
Co prod i suoi godendo e letiziando

, .

Quel gran glio di Zal ; ma della terza ,

Settimana a ll e n tr a r tutti ve nino


Appo l ir a n io principe ve nino


A contemplar q u e l l inc lita corona


.

Di nostra v ita c h s i breve ques to

costume e per essa altri va lieto


,

Di gagliarda persona altri si cruccia ,

In assiduo dolor Cos i la sorte .

H a lontano poter cosi la sorte ,

Molti inganni possiede e vari sono ,

E diver i ; cosi quando nel cielo


s
,

Spunta un sereno d i non vi s i afd i ,

L uom con la speme non disperi allora


Che i l giorno vien della distretta Il tempo .

E per questo e per quel ratto trascorre .

Perch dunque ne a r ri a dolore il saggio ?


Vennero a l ne l e parole omai
Di tal leggenda qual d iscese a noi ,

Dalle memorie d i trascorsi tempi .


1 88

In ogni loco E se qualcuno accende .

Un fuoco a l tempo suo ch egli arda e bru c i ,


Meraviglia non Arde quel fuoco .


,

C h ne l l a r do r sta sua natura come


Spun to pur sempre da radice antica


Novello un ramo L a lito di morte .

terribile incendio e non ha tema ,

Di garzoni o d i vecchi Oh ! perch m a i .

Solo i n terra godr chi imberbe ancora ,

S e di morte c a g io n non vecchiezz a


Pri ma e sola c a gione ? Appo la morte ,

Se in t ua religi on non vuo i difetto ,

Vecchiezza e giovent son veramente


Una sol cosa E a te se pien d i luce .
,

Della f rechi l cor som messo d q o

T a c e r c h servo sei di Dio Costume


, .

D a do r a r l o ti prend i i n tua distretta


E a l estremo de giorni in tutte l epre


Ti appa recchia costante E non a rcano .

Ne l l O pr e date a Dio s e pur congiunto


A ll a l m a tua non si f un Devo Attendi



.

A q u e s t e pr e cosi n che tu passi


P e r questa terra Dio l a bba ndo nar s i


.

Premio sar che a l n t a c q u is te r a i

Di S o h r b la tenzon veracemente
Or io dir q u a nd e gl i al padre suo
,

Per era voglia d im a nd un as sal to .

Il . Arr ivo di R s te m a S e m e n g an .

( Ed . C ale . p . 3 16

Una leggenda di memorie antiche .

Conforme a r a c c o n ta r del borgomastro ,

Mi accingo a r ic o mpo r Narrava i detti . .

D un sacerd ote ripetendo i l saggio


,
1 89

C he un giorno al pri mo albor R ste m levossi


, ,
.

Avea cruccioso il cor s i che g li a rnesi ,

Di sua caccia apprest o l alta si strin se ,


Cintura a i anchi e di sonanti dardi


Si c o l m la fa retra E i venne allora .

E a R akhsh b a l z i n a r c i o n spr o n quel forte ,

S u o pa la fr e n c o m e l e fa n te e volse

Di Turania al c o nn Parea leone .

In suo corruccio allor c h e la su a preda


,

Cercando va Ma quando a lla turania


.

Terra e i giunse vi cin d o na gr i piena ,


La campagna sc o vr i da q uesto a quello


C o n n remoto O h ! allor s ac c e se i n volto

.
,

Q u al fresca rosa quel di serti regi


,

Possente donator Sorrise alquanto.


,

Indi dal loco suo s pr o n il destriero ,

Ind i con l arco e l e saette alate


Con la clava e col laccio una gran t urba ,

Di ere al suol b a tt pe r la campagna .

Con ram i allor con aridi vi lucchi


, ,

Con secche spine una gran va mpa accese


,

E fomento le di Q u ando si sparse


.

P e legni i l fuoco un arbore vetusto


Cerc per farne spiedo e un forte o ngr o ,

In q u e l l a lb e r o in sse u n forte o ngr o


C h e non di tanto gl i era grave in pu g no


Quanto la pi u ma d un a u ge l Le carni

Poi che fu r rosolate acconciamente ,

L e d ispart i se ne c ib d a l l o s sa

, ,

L e v il dolce midollo Ind i sen venne .

R apido e ero ad una fonte e quando ,

Del bevere fu sazio a un dolce sonno ,

Si abbandon Dorm i a s i riposava


.
,

Dai moti di quel d i mentre pel prato ,

Errava pascolando il s u o destriero .

P e r quel loco d i caccia un brev e stuolo


1 90

Di cavalieri d i Tura nia ( sette


Erano ed otto) fe a n passaggio allora .

Di R akhsh pel ca mpo videro le chiare


Vestigia e al margo delle l m pid a c q u e
,

R apidamente si a c c o str Ne l campo .

Da lungi e i r inve nia n R akhsh generoso ,

S i che il destriero ad im piglia r n e lacci


Balz ar d un moto Da ogni parte corsero



.

I cavalieri e lacc i elli avventarono


Di regal fog g ia e R akhsh che li vedea , ,

Come bieco leon g itto ssi i nnanzi ,

E co denti feroci i l capo altero


Ad un guast di sotto a ll u ngh ia forte


,

Due c a l pe st d i q u e g agl iar di Al suolo


.

Cos i giacquero i n tr e disfatti e morti ,

Ma il pugnace destrier dentro a q u e nodi

Preso rest pe r la cervice Il colsero .

Ne lacci duri ed a ff rettando il trassero


A lla citt ; cias c un volea del nobile


Destrier possesso on d e alle mandre e i ven n ero
,

Lieto frutto per trarne Udii c h e venti .

Puledre e venti ancor si sottomise


R akhsh valoroso ed una poi gagliarda ,

Ebbe prole d a lui con molta doglia .

Quando fu desto dal suo dolce sonno


Il gran glio d i Za l u 0po gli venne ,

De l l a m ic o destrier G i r per l a mpia


Foresta i l guardo ma il destrier non vide ,

In nessun loco E forte e i si crucciava.


,

C h non rinve nne i l palafreno o ud ei


, ,

Con turbata la mente a ll a r du e mura .


Di S e m e ng n vo lge a correndo il passo ,

E d ic e a ne l su o cor : Con alma fosca


Per l onta c h e qui soffro oh ! dove mai

A ndar po ss io correndo a

De ll a r m i

Cinto cos i con la faretra e l el mo


,

,
192

Di S e m e ngn il prence oh ! chi mai teco ,

La pugna o s tentar ? Dentro a le mura


Siamo noi tutti a mici tuoi qui attenti ,

Al tuo comando e al cenno tuo La nostra .

Persona e i l nostro aver son ben tue cose ,

E d e prenci la testa e la gioconda


Vita so n sacre a te R s te m che i detti .

Notava e ben vedea che d a ogni tristo


Pensier lontana e r a del re la mente ,

Cos i rispose : In queste ampie foreste


Il mio R a li h sh lungi and dal anco mio
Senza le briglie sue senza le barde , .

Segni de ll o r m e ch ei stampi) da quella


Sponda de l um e e dal canneto v e nn e '

In no a S e m e ngn Mercede avrai .


,

Se t u il cerch i per me degno compenso ,

Di grato cor Che se il mio R a li h sh an c ora


.

Non s i appalesa qui di molti eroi ,

Da vve r che i capi tr o n c h e r ! R i pose s

Il re di S e m e ng n : Forte che rechi


Alta la fronte , opra s i trista e rea
Farti niuno ardir R esta qui meco .

Ospite mio lascia q u e ll ir a ; in breve


,

Conforme a l voler tuo sar compiuta ,

Ogni cosa c h e brami I n questa notte .

Con u n vin dolce r a l le g r ia m c i il core


Via ne scacciando ogni pensier c h l ira

E il furor non dan frut to e con parole ,

Dolci e lusingh e da sua tana oscura


Esce un serpente N celato i l nob ile .

Destrier d i R s te m pi r la terra tutta ,

S i celebrato rester Di lui ,


.

Farem ricerca e l a dd u r r e m veloci

O eroe prestante in g rand i cose e per to


,
s .

a l le g r t) delle parole oneste


ien

R u st m guerrier s i che da cure sciol ta


o ,
Fu q u e l l a nim a sua P ia c q u e gli i n casa

.

Entrar d i questo r e s i c h e alla lieta ,

Pro ff erta g iu b il nel cor profondo


L ospi te illustre Se trovar potea

.

Quel suo d iletto Rakhsh inclita parte ,

Di suo stato felice e di su a gioia


R ic o vr a va i l guerrier Ma quel cortese .

Duce e sire d er e i nella sua reggia


Un loco a R ste m destin o ; si tenne


In pi d ina nzi a lui posc i a da quella ,

Citt d a ll a mpio stu o l de suoi guerrieri


,

I prenci c o nvo c tutti li volle ,

Con molta gioia al valoroso accanto ,

Figlio di Zal seduti E fe precetto


,
.

C h e r e c a sse r l e mense i regi scalchi ,

In b e ll o r din cos i dinanzi a i prodi


, ,

Le disponendo Un gran c onvito allora


.

A ppr e sta r o n que forti e v aghi nappi


Che di Cina ve nia n c h ie de a n ricolm i ,

Da tu r a nio c o ppie r Ma perch mesto .

R ste m non fosse giovi nette vaghe , ,

Da Tir az mo venute i ntor n o e accan t o


Ai musici po sr vaghe fanciulle ,

Con nerissimi gli occh i a mbe le gote ,

Color di rosa c h e m e sc e a n d e l vino


,

E into nava n canzoni Allor che il prode .

Ebbro divenne e giunse ora per lui


Dei dolci sonni de ll a s side r lungo
,

Quando na c q u e gl i i n cor grave rancura ,

A ppr e sta va g li i l re con d egno un loco ,

Loco di sonno e di riposo e muschio ,

Vi spa rse con un onda che olezza va

Di rose intatte I n quella sta n z a il prode


.

Figlio di Zal q u ie t da l vin posando ,

E da l travaglio della lu nga via .


1 94

III . No zze d i R u s te m e di T e h m n e h .

( Ed . Ca le . p . 3 18

Poi c h e una parte della notte ombrosa


Pass veloce allor che per la v lta
,

Del ciel rotante del mattin la stella


Sal i a raggiando corsero parole ,

Secrete l d accanto e quella porta

Della s t anza s apr i pe r un impulso

Lento e leggiero S a va nz u n a nc e lla .


Fino al g u a nc ia l de ll e bbr o sire in mano

Lampa reggendo c h e soave attorno


Odor d ambra spa r g e a Dietro l a nc e lla

.

Una vaga fanciulla ; oh ! come un vivo


Sol c h e a m m e g g ia e r a c o s te i di molte , ,
.

Fragra nze sparsa e di be i fregi adorna !


Eran le ciglia sue s i come un ar co ,

Era n quai la cci e ssii o si e attorti


L e tr e c c ie sue come cipresso altero ,

Alta e d eretta la statura I n guisa .

Di s o l lucente dagli orecchi suoi


P e nd e a l anel degli orecchini I n lei

L anima il senno e d uno sp i r t o int e gro


'

N la persona s i che dir ben puoi


Che in lei parte non terrena e vile .

Di l e i meravigli o Dio sovra lei ,

Invoco R te m leonino core s


, ,

E per dim a nda va : Oh ! il nome t uo ,

Dimmi q u al ? Che cerchi per l o m b r o sa


,

Notte ? Qual d esi o che q u i ti mena ?


E quella gli rispose : l o son T e h m ne h .

B e n tu di res ti che pe r aspra doglia


Si spezza questo cor Figlia de l sire .
1 96

Nostra citt s e m e vuoi tu son i o


, ,

Per te qui Non mi vide alcun augello


.
,

Non un degli animanti i n sen de ll o nde

Questo in pria ti dir c h e tal d ivenni


Per te che tutto pe r l amor smarri i
,

L antico senno ! Oh ! se avverr che in seno


Dio mi ponga di te qualche rampollo ,

Quale tu s e i ta le egli sia pe r molta


,

Forza e vir t ; fort u na i l ciel gli doni


Con questo sol con l altre ,Sa ppi

Sappi ancor che per me r e so ti a


Il tuo R akhsh e c h e tutta a piedi tuoi

S e m e ng n addurr sommessa e schiava .

Vennero a n de la fanciulla adorna


I detti e R s te m gl i ascoltava i ntento
,
.

Ma q u an d e i c o nte m pl meravigl iando


Quel volto di Per i vide c h e molto ,

Senno era in lei Di R akhsh ella gli d ava .

Un lieto annunz i o s i c h e a gloriosa ,

Meta soltanto pa r ve g li la sua


Avventura toccar Dolce c h ia m o lla .

A s daccanto il valoroso ed ella ,

Sen venne accanto a lui correndo ratta ,

Qual bel cipresso c h e cammini Allora .

Le fe cenno l eroe che un sacer d o t e


Di v irt grande a dim a nd a r la al padre ,

l to sa r a Sen venne un saggio antico


.

Al r e d i S e m e ng n parola disse ,

Di quel duce d e r o i prode e famoso

Quando al signor d i S e m e ng n la lieta


Novella giunse a l l im pr o vvi sa gioia,

Il core in petto gli ba l z Quel core .

Gio i per questo c h e il congiunse al prode ,

Patto novello ed e i bra ndissi quale


,

Un agile cipresso Ec c o i a quel forte .


,

Il r e di S e m e ng n la glia sua
1 97

Donava allor come erano le norme


,

E i riti sacri d a quei di C o nfo r me


'

A consiglio a voler q u ale del prode


, ,

Elezi one esser dovea fermato ,

Con molto intento fu d a lui novello


Patto d amor Ma nell istante allora

.

C he a l nobi le guerrier la glia su a


A i d il padre un g iubilo fu quello,

Per giovinetti e vecchi Essi con molta .

E ffusion de l l a lm a in tanta g ioia



Benedissero al prode : Ora costei ,

C h qual luna novella appo a te sire


, , ,

Viva beata ! De nemici tuoi

Cada rec i so al suol l a lte r o capo !

Quando l a sposa sua ve n ne con lui


'

In chiuso loco quella notte oscura,

Lunga gi non gli parve Una lucente .

Ge m ma di gra n valor di molta fama ,

Per l ampia terra al braccio ebbe q uel forte ;


Ora e i la porse alla sua sposa e disse :


Serba tal gemma con amor S e un giorno .

Ti recher il destin can did a glia ,

La prendi e ratto a suo i capei l intr e c c ia

Sotto un astro benigno e con propizia


Sorte c h e allieti il mondo E se pel fato .

Picciolo infante d a te nasce questa ,

Gemma lucente al bracc i o suo t u annoda ,

Segno del genitor Poi q uel mio glio .


,

Uguagli Sam che fu prog e n ie illustre


,

Di Nir m n e ll a l te zza ; e nel v a lore


,

Nella virt K e r im n redivivo


,

Sia veramente Gi d a lle vaganti .

Nubi del ciel l a q u ile tragga ardite


Volatrici de l l e tr a e questo sole


Mai non gli splenda c o n sinistra luce .

Di sventura c a gio n ; ma come giuoco , ,


1 98

Stimi e i la p u gna coi leoni e indietro


Non si ritragga dal pugnar d a forte
Con gli elefanti ardimentosi e eri !
Cosi e i passava appo la bella sposa
La lunga notte e innanzi a lei di molte
E molte cose favell o Ma quan d o .

Mo n t pe l ciel questo ammante sole


Con rin n ovato amor tutta la terra
Adornando cos i per dirle a ddi o
,

Si strinse al petto l a vve ne nte sposa

R ste m e la baci pi volte in fronte


E n e begli occhi Lagrimando assai

.

Si dis c iolse d a lui la giovinetta


Bella come Per i congiunta al suo ,

Cordoglio e al suo dolor S e n venne ratto .

Appo l eroe l inc lito r e novelle


Del suo riposo e d i sua s t anza ombrosa


Gli chiese e al n d i su e parole acconcie
,

Lieto annunzio gli di del suo destriero .

Il core de l guerrie r che regi serti


A i re don di lui ben s i compiacque
'

, ,

Ed e i si mosse e fe carezze a l suo


.

Fedel compagno e gli pos sul dorso


La ricca sella Egli gioi a per esso
.
,

Pel re di S e m e ng n gio i a nel core .

Cos i lieto e i part i s i come nembo ,

Venne al S istn le intravvenute cose


,

Molto pensa n do in cor Scese veloce .

Di S istn in Zab l di c i c h e vide , ,

Di c i c he u d i non fece motto ad altri


,
.
2 00

R inomato guerrier Tu a scolta disse


.
,

Quella madre preclar a e ti rallegra ,

Del detto mio Tu l ira tua non m uov e re


.

Figlio di R ste m fortissimo eroe


Vera mente sei tu dalla semenza ,

Vieni di Zal d i Sam di q u e l l a n tic o


, ,

Nir m gagliardo Perci appunto o glio


.
, ,

Pi d i q u e st a lto ciel s a de r ge il tuo


Eretto capo d a che a t e sen venne


,

Da tal nobile stirpe inclito seme .

Da l d i c h e Iddio q u e s t a m pia terra fece

Un cava liero non apparve mai


Che R ste m uguagliasse Egli ha davv ero .

Cor leonino egli ha d un elefante


,

Vigor possen t e nelle membra sue ,

Egli del mar fu e r trae da l onde azzu rre


Gli alliga tori Oh ! non fu i n terra mai


.

Eguale un prode a Sa m glio benna t o ,

Di Nir m ! Ques to ciel che volta i n giro ,

Toccar non ne osa la superba fronte .

Di R ste m ba tta g lie r tr ae a pur anco


Un foglio e d a S o h r b nascostamente
M o stra va lo ; tr e fulgidi r ubini
E tr e s portello colme d or recava

Quali g i g l invi d I r a nia i l pa d re



.

Q u a n d e g li nacque da lla madre sua


Questi bei doni con un s u o messaggio


Mandati gli ebbe il genitor Tu ved i .
,

T e h m n e h disse ; queste cose elette


S o rli a con molto amor c h il pa d re tuo ,

Qui per te le invi g lio bennato ,


.

Ben si c o nvie n che tu l e serbi quale


Dolce ricordo ; veramente un giorno , ,

D u e p e verranno a te Ma i l padre tuo


Ove sapesse c h e se tal con alta

Questa tua fronte e la cervice o retta ,


2 01

Ti chiamerebbe a s d accanto e allora

Sar i a tra tto il cor della tua ma d re


Di era angoscia E disse poi : Non giunga
.

Afrasy ab r e g na to r questo c h e dissi ,

A c o no sc e r gia mmai n al suo principio ,

N al ne suo ch egli mortal n emico


Di R ste m celebrato e molto pianto ,

Sta pe r lui sol nella turania terra ,

In ogni parte Deh ! non sia c h e t eco


.

E i venga a contrastar ! Pel genitore


Il glio u c c ide r ia nel suo disdegno .

Queste cose nessun quaggi nel mondo ,

S o h r b rispose pu celar Gagliardo


,
.

Un glio qual so n io non partoristi


, ,

F orse ? In celarmi si gran cosa quale ,

Norma o legge la tua ? Perch serbasti


Alto secreto a me ? Forse che il m i o
Nascimento non fu benauguroso
E conforme a tuoi
I prenc i tutti
Avvezzi all armi d a gran tempo molte

C ose di R s te m van di cen d o a i nostri


Giorni o nd io l e ve r schiera i nn ita
,

D a r m ig e r i turani e con un ero


Des i o di pugna s c e n de r nei campi


D I r a ni a bella sollevando al cielo

, ,

Nell ora del pugnar la polve oscura


,
.

K vu s vogl io prec i p it ar dal seggio


E di Tus c a n c e llar l orme da l suolo

D I r a nia t u tt a non lasc i ar che viva


G de r z guerrier co prenci suoi nessuno


De belligeri eroi nessun de gl in c liti



.
,

A R ste m la corona e il r egal seggio


Coi tesori dar seder fa r o llo ,

Di K vu s re sul trono ; e po i d I r a nia ,


In Turania tornando alta una bra ma ,

Avendo in cor d i pugna al suo regnante ,


Io di fronte star Q u e l l a lto seggio .

R a p ir ad A fr a sy b l asta ferrata

Levando pi che il so l Ma te signora .

Far delle citt d I r a nia bella

Poi che fra l arm i d un leon ben degne


Opre mostrate avr Se il padre mio .

R s te m veramente il glio suo ,

S e pur son io nessun monarca i n terra


,

R estar dovr Quando risplende in cielo


.

Qu e st a l m o sol quan d o la luna splende


, ,

A che do vr ia n de raggi lor far pompa

Qual di corona le lucenti stelle ? ,

V . Il ca va l lo di S o h r b .

( Ed . Ca i o .
p . 322

S o h r b gagliardo cos i disse ancora


Alla sua madre : L epra mia preclara

Pi e pi s i fa per me Poi c h e vogl io .


In I r a nia calar se pur concesso ,

Mi sar di veder quel padre mio


Benedetto dal ciel ben si con vi ene ,

Ch io m a bb ia un pa la fr e n ra pido al corso

Co pi ferrati a d isc r o lla r le rupi


Atto sul monte Come un elefante .

Abbia vigor come un a u ge l c h e voli


, ,

Prestezza e vinca i1 mar quale de ll a c q u e


, ,

Veloce abita to r come gazzella .

R atto sia nel deserto E i la mia clava .

De e sostener l azza ferrata e questa


Mia persona d eroe c h non bello

A pi avventarm i nella pugna a llora ,

Che mi porr d e ll a vve r sa r o a fronte


.

E quella madre come u d i cotesto ,

Dal g lio suo lev la fronte al sole


,
04
2

folgore da vv e r nella presenza ,

una montagna oh si ! monte c h e tutte ,

Supera e varca le frapposte valli ;


E vola pe l deserto come in alto ,

Vola un a u ge l Sui vertici dei monti .

E i va correndo come nibbio in caccia ,

Egli ne ll o n de come pesce o smergo

S o r vo la to r S come freccia alata


.

Gh esce dall a rco i l nobile puledro


pe r i l campo e quando e i va su l l o r m e ,

Del suo nemico rapido i l r a ggiunge ,


.

E s a ll ie t delle parole oneste


S o h r b e rise a lquanto e fe le gote


Pi vive e accese Gl i a ddu c e a no i ntanto .

Quel d i vago color no b il puled ro ,

S i l a dd u c e a no a lui prode e ga g liardo


E senza indugio Esperienza a llora .

E i n e fe c o n sua forza Oh ! veramente



.

Fermo e degno di lui quel palafreno !


Lieve il palp gli fe carezze e al dorso ,

Gli s o vra ppo se la dipinta sella


In a r c io n gli pos q u e ll u o m pre tante


s
,

Figlio d erei ; su l ardua sell a i nnanz i


Me n tr e i ven i a di Bisut u n la rupe


E i sembr a va da v ve r Prendendo allora .

U n as ta i n pugno qua l colonna eretta


I l garzoncello con auguri e voti


Cos i parlava : Poi c h e giunse questo
Pala freno i n mia man d i c a va lie r e ,

Costume prender far di tenebre ,

Tetro a K vu s il di ! Questo egli disse


E torn fiera mente al le sue ca se
E de g l I r a ni a d a ppr e s ta r la guerra

Attese con ardor Ma perch gra nde .

Era sua stir pe ed l la spada acuta


G i tra ttava da eroe molti a d u na r o ns i ,
2 05

Dintorno a lui prod i guerrieri in armi


Da tutte parti R atto egli correa
.

De l l a vo s u o nella presenza V nia


Chiedendo e a it a e facolt E il sire .

Di S e m e ngn che il braccio suo vedea


,

E quale e quanto gli don molte arm i, ,

Arnesi molti fulgide corone


,

E troni ed elmi e splendide cinture ,

E cammelli e cavalli e d oro e gemme ,

Corazze greche e bellici s tr o m e nti ,

Mera vigliando assai di quel fanciul lo


-

Quasi lattante ancor Con mol t a grazia .


,

Con giustizia il gran re schiuse la mano


, ,

Usi e leggi dei r e tutte adoprando .

Al regnante A fr a sy b novella g i unse


C h e S o hr b giovinett e all e nde in d e

Gittar volea fragil barchetta R i seppe .

C h e presso a lui si r ac c o g lie a falange


D u o m ini ero ! che in alto egli l a fronte

Osava so lle v a r come ci presso


In bel giardino che dal labbro suo
, ,

Ben c h e spirasse odor di latte ancora ,

In cor pensiero gli ven i a di spade


E di saette C os i adunque tutta
.

L ampia terra e i volea lavar ne l sangue


Col ferro su o bramando i l ero assa lto


,

Di K avus r e g na to r Gi molti e molti.

Erano i prod i al cenno suo venuti ,

Ned e i cura o pensier d altri si dava


.

Ma i lunghi detti a che pro tr ar ? Valore


Pi assai che non do vr ia per la sua stirpe ,

Disvelato era i n lui Nessun potrebbe .

Questo pensar c h e sia cod a rdo e vile


Chi da R s te m discende ; e gi novelle
Ebbe Afrasyab d i R ste m valoroso ,

Fi g lio di Zal e di T e h m ine h ancora


,
.
2
06

VI I d o n i d A f r as y ab
.

( E d C l p 3 24
. a e. .

Come A fr asyb este novelle i ntese ,

B e n si compiacque e rise forte e gioia


Addimostr o Fra tutti i prenc i suoi
.

Di magnanimo cor nell ampio esercito ,


Quel li s c e gl ie a c h e poderose clave


Eran usi a tr a tta r Due d uci egl i erano .
,

B a r m n e H um an c h e non v o l e a no i ndugi
,

Nella battaglia con gli eroi F e sce lta .


Di ben dodicimila ardimentosi


Da lo stu o l de suoi prodi e in a fda r li

A q u e due cos i disse : Ecco r i manga


L ar c a no mio sepolto ! E poi soggiunse :


L arte ch io vi dir ponete in O pra


Quaggi nel mon d o e la serbate a s c e sa


, ,
.

C h e il genitor conosca il glio su o


Come indotto d a a m or d a quel secreto ,

V in c o l de ll a l m a o d a natura bello

, ,

Non per noi G l invio grande un esercito


.

Ed e i vada in I r a nia al pri mo i sta nte ,

Di pugnar disioso Allor che incontro .

L una all altra verranno ambe l e schiere


Dubbio non c h e bramera l assalto


'

R s te m p e l pri mo S e l anti co eroe



.
.

Ben che s i forte rester tra tto ,

Da questo leoncel l ir a nia terra ,


Di R s te m pri va i n potest d i noi ,

Cad r : la terra noi faremo angusta


A K avus r e g na to r La ma no allora .

A S o h r b s te nde r e m poi nella notte , , ,

Eterno un sonno a vvinc e r e mg l i a l l a l m a


.
2 08

R ecarono i Tur ani A llor c h e a nda va ne


.

A S o h r b la novella a d inc o ntr a r li ,

Cintura strinse ai anchi suoi S e n venne .

E ratto corse come nembo incontro


A H um an con l avo suo vide la grande

Oste de prodi e quel suo cor gio i a


, .

Ma quan d o il r im ir con quelle late


Spalle e con l alta sua cervice i l prode

H um a n valente d i stupor r e s to ss i
,

Tutto compreso al pri mo istante Poi .

Gli di il foglio regal gli addusse i doni , ,

I muli i palafreni e le gravose


,

R icolme some Eroe pari a leone


.

Di fermo cor gli disse l a n im o so


,

H um a n d uce di prod i e c ava lie r e ,

Legger ti piaccia del tu r a n io sire


Il foglio e vedi qual perci ne dai
Lieto comando E quei di gloria amante
.
, ,

Lesse il foglio regal ra pidamente ,

Di l si tolse tutti i valorosi


,

Adducendo Sal i an alto sui rapidi


.

Cavalli i prenci in molte cose esperti ,

Conquistatori di citt nemiche ,

E S o h r b te m p e s ta r di eri col pi
F e i timpan i sonanti e i n via si pose

.

Piena di prod i fu la terra piena ,

D a l te grida guerresche e i n quel viaggio


'

, ,

No non fu alcuno c h e a S o h r b osasse


,

Venir per contrastar leone l fosse , ,

O fe r e alligator Verso l I r a n ia.


E i trasse i prodi suscitando incendi ,

Nulla intatte lasci ne colti campi


.
2 09

V II . La R o c c a B i a n c a .

( Ed . Ca l e .
p . 3 26

La torre c h e c hiamav ano la Bianca


Era i n qu e lochi e stava in quel castell o


De g l l r a n i la speme Il c a ste l l a no

.

He g ir nome s i avea de ll ar m i esperto


, ,

Di fermo cor la clava e le mortali ,

Punte a vvezzo a vibrar Piccolo ancora .

Era in quel tempo G u ste h mm e e in quella


Sua fanciullezza o i fea gran cose e prode ,

E forte era davve r S tavagli accanto .

Una sorella di maligne voglie , ,

Eroin a ed illustre e di destrieri


,

Cavalcatrice con leva ta fronte ,

A ll a l to ciel Qu a ndo novella intese



.

De ll e s e r c ito avverso H e gir la sua


Corazza si vest i come leone .

R atto c h e giunse a quel castel di so tt o


Prence Sohr ab da l alto lo sc o ve r se ,

H e gir gagliardo e come nembo i n sella


Al su o destrier b al z dal pi veloce
E rapido discese al fatal campo
De ll a r m i dal castel Ma n d una v oce

.

Di Turania alla schiera e cos i disse


L eroe glio d erei : Questi guerrieri

Questi prodi e chi sono ? e questi d uc i


De ll o pr e esper ti e di ben fermo core ?

Chi vien meco a pugnar nel con trastato


Campo de ll ar m i chi fr a i d uc i a rditi

Di c o tal schiera ? Ma nessun per voglia


Che avesse d i pugnar ve nne g li incontro , ,

C h forte ed alto era colui d i m olta ,

Destrezza e d i vigor nelle batta glie .

Fm II
p u si , . 14
210

di pugna d isioso ratto


S o h r b , ,

C h e d a l u ngi il s c o ve r s e una grand ira


Sent i ne l petto e sfoder o la spada .

B a l z co m e leon dalle sue schiere ,

E fermo e ardito s a vve nt all incontro

D He gir con questi detti a lui rivolti


'

, ,

Gi d i battaglie esperto : Oh ! come mai


Solo cos i qual per insa ne ardire
, ,

S e i disceso all assalto ? Oh ! perch mai


Solo venisti a contrastar da folle ?


Ardimentoso se di sceso adunque

D a ll ig a to r i alla tenzone ! Or dimmi :


Chi sei tu ? quale i l nome e d a qual s tirpe ,

S c e se ti vanti ? Piangere b e n tosto


Dovr colei che un di ti pa r to r ia !
He gir gli r isp o n de a : Nessun tu r a nio
M e amico n i l vogl io ch di pugna c i

, ,

Eroi son vinc ito r gran c a va lie r e , ,

Ed un leon b e n c h e gagliardo volpe


, ,

Q u i ne l cospetto mio Signore e duce


,
.

Son d i guerrieri He gir mi chiamo e fermo , ,

H o il core qu i Ma la tua testa ratto .

Dal busto spic c h e r ; cos recisa


Al maggior prence della terra i o stesso
L invie r mentre al tuo corpo sfatto

La sepoltura gli a vo lto i daranno .

I detti audaci penetr ar gli orecchi


Di S o hr b c h e ne rise Egli s i volse .

R apidamente e allor l aste ferrate


I nc ro c ia r o n q u e forti e fu s i ratto

, ,

C h e sc e r n e r non potea quella da ques ta


La ncia chi s t ava a r ig u a r d a r Qual vampa .

Corse innanzi l eroe gagliardo e ero

E sospinse il destrier come un gran monte


Dalla base divelto Un ero colpo .

H e g ir con l asta g l infe r i mirando


,
2 12

Era da vve r di chiaro no m e i n t u tti


,

Gli assalti ad ogni di Nome e ll a ve a .


Gurd a fe r id e al c un fra le battaglie


-
,

C h i u g u a l le fosse mai non vide Al lora ,


.

T an t a vergogna per H e gir l e venne ,

C h e del s u o vol to il bel color qual vivido ,

Tulipano si spense e si fe o sc u r o
,

Qua l tristo ore funeral Vestissi .

De cavalieri la corazza in guerra


Ch loco d indu gia r quello non era


In cosa grave tanto Ella nas c ose .

S o tt o l a r ne se le su e tr e c c ie e in ca po

L elmo a nno d di greca foggia Scese



.

Come l eena dal castel col cinto ,

Ai anchi intorno e i1 pa la fr e n d i so tt o ,

Veloce a l corso qual procella E lei .

Venne dinanzi alla turania schiera


Come turbo d i polve e die tal grido
Tremend e qual di tuon : Questi oh ! chi sono
Guerrieri i n armi e quale i l duce ? I l fe r e
,

Giuoco d i guerra qual d esti campioni

H a dilettoso e caro ? Oh ! chi d i vo i


Vuol la prova tentar meco in battaglia
Qual fe r e al ligator d anima ardita ?

Ma de guerrieri di q u e ll a m pio esercito


Niuno incontro le venne Oh ! lei pur vide .

E rise a lquanto e s i morse le labbra


Co denti il giovinette incli to e forte

V in c i to r d i leoni Ecco ! gridava.


, ,

Ne l laccio d i colui che ha forza e s pada ,

Ancora ancor cadde la belva ! E tosto


R i s i vesti a la fulgida corazza ,

R atto qual nembo si po h ea sul capo


Cinese un elmo e a d incontrar sc e nde a
G urd a fe r id Quando l a lte r a vergine
-
.

C h e a ttorti lacci sprigiona va i l prode ,


213

tese la stridente corda


S c o v e r se ,
Dell arco e dila t l ampio su o petto ;

Dell arco suo nessun a u g e l le punte


S fu gg ir potea ! Cos i sonante pioggia ,

D a o uti dardi fe cader sul prode


E d a man destra e da si nistra assalto


Qual de cavalieri incominciava

.

Vide coteste ebbe verg ogna e in cere ,

Una grand ira suscitando ratto

S o h r b venne a batta glia E in pria sul capo .

Si re c la su a targa indi s i mosse , ,

E ca ldo gli fe r ve a d en t ro a le vene


P e r quella pugna i l sangue Oh ! ben s a vvi de

.

Gurd afe r id che l avve r sa r o in c ontro


-

S i come vampa le ven i a correndo , ,

E sospese q u e ll a r c o e quella cor d a

Al braccio suo R a tt o si mosse e venne .

L e c c e l so pala freno e d ella i n t an t o


V o lg e a dell asta la tremenda punta


Contro a S o h r b Le briglie su e fe ratte .


F e ratta l asta sua s i c h e di rabb i a


Arse il giov a ne eroe si trasse innanzi ,

Come pardo alla pugna E poi c h e vide .

Che l a vve r sar o e di destrezza e d arte


Gio c ava in q u e l l a ssalto e i pur l e briglie

Torse veloce e d inc it il cavallo


E s a vve nt qual 1a sacra amma

D A ze r ga sh sp e Grave sdegno i l suo



.
,

Grave lo sdegno de l leone ; e d egli


D e l l a sta sua la rovinosa punt a

Contro al nemico dir izz Ma i n pria .

Q u e ll a sta avvezza la vitale amma


A togliere da l c or stretta nel pugno , ,

S o h r b a dietro con la punta trasse ,

Indi sferrando il colpo alla cintura


, ,

Gurd a fe rid colp i t u tta le infranse


-
,
214

Sulla persona la corazza ; e intanto


Di sella e i la to gl ie a si come globo ,

Che la mazza v ibr ratta qual nembo .

Ma la fanciulla che travolta ca dd e


D a l l a r d u a sella s fo de r l acuta

Spada dal anco di S o h r b i n due ,

L asta recise e con un balzo ancora


In arcioni torn Le vo sm m alto .

Di sotto al suo destrier la negra polve .

Seppe che non potea col giovinett e


Di forza contrastar V olse la terga .

E d a lui s invo l la era vergine


Ma quel sire d erei sciolse le briglie

A l palafreno e parve in q u e l l ista n te

Per l ira sua rapir tutta la luce


A questa te rra intorno Egli raggiunse .

La fuggitiva in suo furor ruggendo


, ,

E s a vv e nt dal capo il rilucente


El mo le tolse Quelle chiome allora .

F r liberate dai legami attorti


Della corazza, e la m pe ggi quel volto
Come i n limpido ciel q u e st a lm o sole
.

S o h r b n e l l a v ve r sa r o una fa n ciulla

Conobbe allor vide le b i on d e chiome


,

C h e corona l e fe a n s i c he d i molta ,

Meraviglia compreso Oh ! dunque disse , , ,

Da ll ir a n ic o stu o l questa mi viene


Fanciulla a contrasta r con l armi in campo !

Ma i cavalieri bellicosi a l giorno ,

Della battaglia veramente all alto ,


Fino alle nubi le ve r a n la polve ,

In denso turbo ! Se le ir a n ie donne


Son tali oh ! che saranno i prodi in guerra
,

Che dnno assalti ? In questi detti e i sciolse


L a tto r to laccio d a la sella e ratto

L av vent o Vi cadea de n tro a que nodi


.
,

,
2 16

Ella m os trava al giovinette e i denti ,

Le si ve de a n fra le pu rpuree labbra .

Era costei da vve r quale u n giardino


Di paradiso e simile cipresso
, ,

Alto cos i non pia nt l uom de campi


,

.

Erano gli occhi suo i come cervetti ,

Le ciglia un arco e r io r ir sue gote


,

In ogni t empo detto avresti Allora .

Il giovinette le parl : Da queste


Promesse tu e non ti r i tr a r ch vis to ,

M hai tu nella battaglia e del tuo core


Non avvin c e r la speme alle cadenti


R ovine d un castel ch non s o n esse

Pi assai d i questo cielo alte e s u perbe .

Della mia clav a i risonanti colpi


L e s c r o lle r e bb e r tutte e niun de tuoi

Giungerebbe a sc a l r con la sua l a ncia


Questa cervice mia V o l t le redini
.

G urd a fe r id verso la rocca i l suo


-
,

Destrier sospinse c h e recava altera


La fronte eretta e venne al anco suo
,

S o h r b con gran des i o Scese al vestibolo .

G h e zde h m della ro c ca e furon tosto ,

A un cenno suo schiuse le porte Dentro .

G u rd a fe r id g itto ss i allor tr a tta


-
,

L a v ve n e n te persona e a n c o r dal laccio


Avvinta di So h r b e furon chiuse ,

Le porte dietro a lei A c c o r se r tutti .


,

Tutti f r mesti ; pien d i d ogl i a il core ,

Lagrimose le ciglia e pe r l affanno ,


D He g ir captivo pel dolor di quella


Vaga fanciulla giovinetti e v e cchi


,

Stavano a f itti e costernati Ancora .

Venne a lla glia su a con altri eroi ,

D inc l ita fama G h e zde h e m m e e di sse :


, ,

Donna d i fer m o cor d i belve in giost r a ,


217

Vincitrice possente i l c or d i tutti ,

Era i mmerso ne l d uol per te soltanto ,

C h tu la pugna disiasti e a ll a r ti

Festi ricorso e d agl inc a nti e niuna

Vergogna ebbe per te la nostra casa .

Grazia ques ta di Dio s ignor dell alto ,


Sereno ciel poi che nullo t inc o lse


,

Danno alla vita dal nemico tuo !


R ise forte colei ; sen v enne poi
Delle mura su l l al to e alla campagna

L eser c i to mir Seduto in sella


R atto c h e scorse i l giovinett e Oh ! d i sse , , ,

Eroe di Cin a e di Turania in questa ,

Pugna perch tan t o furor Deh ! torna ,

Torna pe r la tua via torna dal campo ,

Che l arm i c o ntr a str !



S o h r b l e disse :
Per la luna pel sol pe r la corona , ,

Di regnante e pel trono io qui ti giuro , ,

Vaga fanciulla m i a c h e al suol le tue ,

Mura far cader te pur pigliando , ,

I n da e r e a Ma qu a ndo alla distretta


.

Sarai p e r l as pr o duol tutta storcendoti


,

Anco ti pentirai delle tue c ia nc ie .

Ove n and o q u e ll im pr o m e ssa tua


C h e squadernasti a m e ? Rise la bella


E motteggiando gli rispose : I pren c i
C h e d i Turania son lor vaghe donn e ,

Non tro va n fra gl I r a ni e se i n tal giorno

Q u e st a vve ntu r a mia non tocc ne


Conforme al tuo b ramar per gran duolo ,

Non ne aver tu Da vve r ! c h e tu medesmo .

D l T u rania non se i n fr a i guerrieri , ,

Se non per lieti auguri inclito un loco ,

quello tuo Con ques t a forza e questo


.

Braccio l a lte r a tua cervice e ques t e


,

T u e late spalle alcun non ha i che pari ,


218

Ti sia fra tanti eroi Ma la novella


.

Quando a l re giunger tu r a nio stuolo ,

Aver qui a dd o tt o un giovinette prence ,

Si le ve r an d a le lor case e il prode


R ste m e i l re dei r e n voi di nanz i ,

A quel gagliardo star potrete V ivo .

Nessuno e i lasc ie r delle tu e schiere ,

N so qual danno gi sovrasti al tuo


Ca po innocente Oh s i ! dolor m assale
.
,

S e l e belve del c ampo a queste t ue


Leggiadre membra dara n sepoltura !
Meglio per te se al mio consiglio cedi
E volgi ancora al la turania terra
L in c l ita go t a ch i l tuo bracc i o assai

Non ti francheggia e un d i ben i o lo vegg e


, , ,

P a sc e r a n l erba che su t e na sc e a

L e stupid e giovenche alla c ampagna .

E bbe vergogna come u d i q u e detti


Prence S o h r b da c h e l acquisto a lui


,

Del nobile castello erasi o fferto


Agevole cota nto Un pic c io l tratto
.

Era l sotto alla superba rocca ,

O ve ben ferme su ben fermo suolo


Ne po sa va n le mura Il giovinett e .

Tutte ne d vast le piante e i colti


Campi all interno e s a ppr e s t a m a l o pr a

.

E c o si disse in cor : Senza giocond e


Frutto passava il d i ; la nostra mano
Nella pugna fu inerte Oh s i ! dimani .
, ,

Al primo albor d istr u gg e r e m le mura


,

D e l superbo maniero e in questo loco


Aspre tumulto de ste r e m di guerra .

Disse e le briglie volse e in via si pose ,

Al loco suo prese l a v ia ne l campo .


Con quello stu o l d i pugne amante l a rmi ,

Arditamente H e gir si cinse e un balzo


Diede e sul d orso de l destri er v eloce
Si pos ; d i S o h r b de ll a r m i esperto

Cos i sen ven n e a l l a presenza e d io ,

Pi ne l vid i restar sul pa lafreno


Di quanto t e m po vu o lsi on d e le ciglia
Possa chiudere u n prode o una fragranza ,

Da le nari sa lir no al cer e bro !

Ch da ll ar c io n S o h r b i l to l se e tutti

R imasero stupiti i riguardanti


Di quel bracc i o al poter Vive e d sano .

He g ir e s t a d e l vin c ito r possente


,

Nella custodia pieno i l cor d a a nno


,

Piena di doglia la persona Inta nto .

Io dir c h e gi vidi esperti i n guerra


Molti turani cavalier ; ma un pro d e
Mai non udii c h e si come costui , ,

Governasse le brigli e Un u o m d i guerra .

Non nel mondo pari a lui se il prode ,

Eccettui s o l da l e r e tta cerv i ce


.

Oh si ! del mondo in questa parte e in quella


, ,

F u o r che R ste m d i Zal non fr a l armi


Competi tor che sia d i lui b e n degno !


Deh ! non avvenga mai ch entr e la pugna

Fra le d ue schiere con la man possente ,

Egli a fferri un guerrier ! No non vorrei



,

Che tale in campo contro a lui si stesse


Competitor fo ss a nc h e una montana

Eccel sa rupe A vr ia d i quella rupe


.

La terra anche piet quand o i n u n giorno ,

Di ero assa lto con t ro v inc ita sse

Il pa la fr e n Ma s e d I r a nia

In ci s indu g ia i l r e g na to r n muove

R atto le schiere n gli agguati appres ta


, .

Pensi d a vve r c h e tutta s e n ita


La maest d I r a nia bella pens i

Che per la punta di sua spada i l mondo


A soqquadro ne a n dr Poi che costui .

E lo s t esso Valor t e rr cos t u i ,

L e cose nostre tutte e aita alcuno ,

Non gli dar c h niu n v e de a pel mondo


Di briglie un r e gg ito r come quel prode .

Egli Sam tu diresti il c a va lie r e


, , ,

E tal nome gli bas t a E noi tapini .


,

Per con t ras t ar con l u i dentro nel core ,

Non abbia mo virt con t ro a tal clava ,

R estando e a q u e ll a r tigl io e a quella foga


C h e qu i lo trasse La fortuna antica .


,

Pensa de forti s a ddo r m i ; gi tocca


,

Q u e st a l to cielo di S o h r b l altezza

.

Ma noi nell ore della notte insieme


,

R ac c o g lie r e m le masserizie nostre ,

Ci r e c h e r e m di ques t o regno i n parte


Pi a sc e sa c h se qui c i r e stia m noi
,

Con pazi ente cor non farem nulla ,

E nulla dir e m noi Queste alte mura .

Contro a S o h r b non han fe r m e zza e lento ,


Corre un leon q u a nd e g li balza i n armi


.

Poi c h e supposta fu al su gge l l e pisto la

Sorse di notte il messo e fe parole

E Gh e zde h m gli disse : Or va tu adopra ,

Che dimani al mattin nessu n ti ve gga


, ,

Della schiera nemica Il foglio su e .

Cos mand per la diritta via


L antico prode e in pi levossi poi

.

Sotto la rocca era una via secreta


C h e G h e zde h m ben c o no s c e a R accolse .

L e masserizie su e di l partendo ,

E per l a ng u sta via S parve d un tratto



.

I n quella notte per l oscuro calle

De l castello cos i coi cari suoi , ,

Usc all aperto G h e zde h e mm e antico



.
Ma quan d o il s o l su l vertice del colle
L e v l a fronte la turania gente
,

L armi ratto vesti S o h r b guerriero



.
,

Di tutti a capo con un asta i n pugno


,

R atto b a lz sopra un destrier veloce ,

Con questo in mente della rocca i prodi ,

Sorprender tutti e come zebe in gravi, ,

Ceppi gittar Ma ratto ch egli venne


.

Di quelle mura al pi n vide alcuno ,

Di un alto grido qual leon che tutta


Fa sc 0 ppia r l ira su a Corse e le porte

.
,

F r spalancate ma nell ampio ostello


Nessun prode guerrier fu visto allora


Da l alto capo Eran fuggiti i forti

.

Con G h e zde h e m m e nella notte ombrosa


I cavalieri a c u sto dir gi pronti
Il superbo maniero Oh ! allor che giunse .

Dentro al castel co prodi suoi bramos i

Il giovinette G h e zde h m non vide


,

L su le mura ad aspettarlo Intanto .

Quei c h e rimasti eran pur quivi tutti ,

Colpevoli e innocenti a lui sen vennero ,

Sommessi al voler suo graz i a chiedendo ,

Ciascun pe r la su a vita ; ed e i frattanto


Gurd a fe r id cercava en t ro la folla
-
,

Ma rivederla non pot D amore .


V inc o l soave quel suo cor volea


Con lei s i adorna Oim e d isse u na fosca
.
, ,

N ube mi to lse la mia bianca luna !


Poi giunse al r e di G h e zde h e m m e il foglio .

Molto s i dolse in cor l inc l ito sire

Come u d i le parole Ogni pi eletto .

Prence dintorno a s dell a mpio esercito

Egli raccolse e fe parole assa i

Del novello argomento Erano assisi .

Con l ir a nio signor tutti i suoi pre n ci


,
Sappi che venne d i Turania un duce
E fe co prodi suoi nel nostro regno

Impeto a forza E i si pos con tutte .

Le sue falangi nella r o c a altera


C h e Bianca detta a i difensori a un tra tto ,

La via troncando Egli u n eroe possente .


,

Di saldo cor come ele fante ard ito


,

Nella persona qual leon gagliardo ,

Nel cor che non ha tema E ni un d I r a nia


'

H a vigor contro a lu i se la sua gloria ,

Tu qu i non vieni a inte ne br a r Gran glio .

Tu se d erei d i leonino core


, ,

Tu che a i nemici i l cor con la possente


Spada schianti dal sen Con fronte eretta .
,

Con alta al cielo la cervice adorno ,

D in c l ita fa ma fra gli eroi del mon d o


Tu che levi la testa un celebrato ,

Du c e tu s e i come elefante in gu erra


,

Forte e vale n te degli eroi sostegno ,

A m or d i tutti Oh s i ! d i quanti prod i


.
,

I r a nia vanta il cor t u sei la pri ma


, ,

Difesa tu c h e de leoni il ero


,

Artiglio vanti e la fermezza Un giorno .

De l Ma z nd le citt v inte pi g liasti ,

Sciogliesti i ceppi d Ham a vr ; e questo

Fulgido sol sembra c h e gema a i colpi


Della tua clava e Marte i n ciel si crucci
Al te m pe star del ferro tuo Solleva .

Rakhsh in alto la polve e sembra un ume ,

Torbido e negro e gli elefanti in giostra ,

Non osano venirne a te di contro .

Cos i quel laccio tuo porta a i leoni


Orrenda stretta e l asta tua ferrata ,

I monti scrolla ch tu s e a l l I r a n ia

Difesa in ogni danno e per te solo


Levano a l ciel le r fulgide corone
l prenci suoi B e ne dizio n d iscenda
.

Da Dio c h sire de l tremendo giorno


Del su o giudizio su G h e r s hspe antico , ,

S ovra Nir m di S a m su l alta fronte


, .

Illustre cavalier s e in te cotale ,

Ebbe r la d iscendenza e d i l e r seme


l l lon t ano rampollo un u o m di puro ,

Na sc imento del mondo e di su a gloria


,

C o nq u ista to r che abba tte r suol leoni


,

In ero assalto Oh s i ! la mia fortuna .


,

S a nima e avviva nel t uo aspetto ed io


Prego dal c iel che lieto sempre e forte


Esser tu Intanto u na ben grave
Cosa i nc ontro ne venne e questo core ,

Grave prese travaglio in tal pensiero .

Sedettero co n me t u tti i miei prenci


A parl a mento e lessero l e pisto la

Di Gh e zdeh m Ratto avv is ar con meco


.

1 valorosi i n ci c h e a te venisse ,

C hev i llustre a recar ques t o mio foglio


Perch del mal de l ben che vi s t a scritto
, ,

Abb i notizia certa Allor che letta .

Questa epistola avra i sia notte o giorno , ,

A favel lar d e str anie cose i l labbro


Non scioglier tu ; se nella man di vagh i


Fiori hai la pom pa d o do r ar l i an c ora ,

Non ti prenda des i o ma ratto in mente ,

Ferma un consiglio poderoso e a no i


Mostra i l tuo volto ancor S e ai dolci sonni .

T u posi i n grembo tosto balza in piedi , ,

E se i n p i edi se i g i per alcun tempo ,

Fermo non ti tener m a qui c on tutti ,

I c avalieri tuoi di mol to senno


Vieni e n dal Zab l tremendo un grido
Leva di guerra A quel che gi ne disse .

G h e zde h m del tu r a nio a lui di contro ,

a usx , I l. 15
Niun fuer d i t e competitor a degno
, ,
.

Letto che avrai q u esto mio foglio ( indugio ,

No non fara i ) t a ppr e sta all arm i e adduci


, ,

Alla battaglia i prod i t uo i guerrieri .

B runo qual pece d ambra i nsie m commista ,


A c r o c e prezi oso a mpio un suggello ,

Pose a quel foglio il re Cos i lo porse .


,

Poi c h e quel foglio fu al su gg e l supposto ,

R apidamente a G h e v gagliardo e pro d e


E cos i disse : Va t affr e tta : tempo,

Le briglie di toccar del tuo veloce


Destrier sul collo Non c o n vie n c h e a lungo .

Tu resti nel Zab l che l t indu gi ,


Quan d o appo R ste m sarai giunto E notte .

Quan d o t u arrivi ? e tu riparti al g i orno ,

Che verr dietro Gli dirai c h e guerra .

Ne incalza omai S e no possente e ero .


,

Sar l e str a nio prode Il tuo nemico



.

Vile e dappoco tu stim ar non puoi .

L e pisto l a s i prese e and veloce


G h e v b a tta g lie r n pe r la v ia lontana


,

Cerc sonno o quiete I m p e tii o so .

Vento e i parea t an t o la notte e il giorno


,

Corse di cibo e di bevan d a mai


,

Non dandosi pensier n alcuna cura .

Quan d o al Zab l gi s i a ccosta va un grido ,

Delle vedette venne a Zal : D I r a n ia

Qu i tr agg e un cavalier ra tto qual nembo , ,

E gli sta sotto un pa la f r e n veloce


Che d ivora la v ia ! Con la sua schiera
R s te m gl i venne in c ontro e i prenci suoi ,

l o n e a n s i i n fronte i c a s c h i lor Si mosse



.

C hev a p i con gli eroi umili o illustri , ,

Che pri ma erano in sella Anche d iscese .

Dal suo destrier l inc l ite eroe f e inchieste

D I r a n ia bella e del suo re ; ma po i



228

Superbi il capo Intanto egli si beve .


,

Il dolce vin con labbro d a cui spira


Del latte ancora la fragranza e tosto , ,

N d ubb i o v b a chieder Oh ! dunqu e


Vieni C hev a l mio tetto alla dimora


, , ,

A ndia m di Za l con molta gioia e poi ,

Q ual di fortuna sia consiglio i n questa


Cosa noi c e r c h e r e m ve dr e m c h i sia ,

L eroe tu r a nio di gioconda sorte



.

Alla dimora di Dest an se n venne


R ste m allor fortissimo guerriero
, ,

D e r e tta fronte e d egl i e G h e v l ostello


Di Nir m penetr ar Qu i v i alcun tempo .

Elli arrest arsi e senza doglia furono ,

Poi cos i R ste m fa ve l l : Nessuna


Tema per ci c h i l n d ogni mortal e ,

Nella terra si Ma di ; non disse

Non disse alcun donde l i llustre venne

Ch io non intendo d a qual parte sorse


Il c a va lie r e di Turania ? E a lui


Cos i rispose i l regal messo : Lunga
No n l et di q u e ll a l te r o eppure

Come u n a r d uo cipresso egli per ferm o


Nella statura su a mentre nel pugno ,

Gli sta la clava e dal l a r c io n gli pende

L a tto r to laccio Forti le su e mani



.
,

Forte la su a persona ; egli dal cielo


Schianta l e stelle Ma quegli anni suoi .

Di sette e sette ancor non sono al computo ,

E d e i per sua virt gi tocca il cielo


Che si volge su lui Dir s i petr i a .

Che di battaglie ancor tempo non giunse


Per esso c h e alla gioia i n u n convito
,

Atto ancora e i non ; ma se tu chiedi ,

E roe famoso come e i scese in guerra


,

Contro gl I r a ni dal destriero e i tolse


,
Il magnanimo H e gir coi forti nod i ,

Del laccio suo d a capo a pi l avvinse


, ,

.

Anco d un leoncel proprie non sono


C oteste imprese ben che forte e grande ;


,

Ma s egli tal non per in m e s annida


T ema o sgomento Iddio d ogni nemico



.

S cempio far Cos i gli r is po nde a


.

Il fortissim e eroe : Prence gagliardo ,

S g o m ina to r d ogni nemica schiera


Oggi r e stia m c i qui lieti e giocondi ,

Nulla del re nulla de prenci suoi


,

R icordando o di cen d o Un giorno solo .

R e stia m c i a l r ipo sa r propizio g i orno


,

Mentre noi ba gne r e m l arid e labbro

Di vin con una stilla Indi n a n dr e m o .


Dal nostro r e per a dditar la via


D I r a n ia a i O forse pi no n vigila

Lieta sorte pe r noi S e no cotesta .


,

Grave i mpresa n o n Quando si levano .

L onde ne l mar la furibonda vampa


De l fuoco ardente a ll a c q u e sollevate


R esis ter n o n petr i a Cos i da lungi .


,

Quan d o vedr l e r e tto mio vess i llo


Il tu r a nio guerrier di gioia i n tempo ,

Pianto sar dentro al suo c or Somigli .

A R s te m pur glio di Zal di spa d a


, ,

G ran maestro e di clava anche somigli ,

A Sam prode ne ll a r m i e s ia ga gliardo

, ,

Prudente e accorto ; non a mai ch ei venga

Con tal foga a Cotesta impresa


A ss a l ir rat to non bello adunque
,
.

S te se r la mano al rubicondo vino


E furon ebbri De l l ir a n io prence

Il nome r ic o r dr d i Zal divennero ,

Al nome poscia e a l giorno appresso a ll ora


, ,

D e ll a lb e g g iar dai fumi del possente


,
230

Vi no stord ito a nc or R s te m ne an d ava ,

La sua partenza a d appr e s ta r ; q uel giorn o


Tutto e i s aste nne d a l u sa ta ebbrezza

\ l d i c h e segu i poi d i s u a partenza


-
,

Non gl i venne pensier ma fe precetto ,


A dispensieri suoi nell ora s t essa


L e mense d im b andir R atto con sunta



.
,

L im b a n dig io n festa lucente i pro d i


A ppr e s ta r o n gioiosi e c h ie se r vino


E musici e cantori ; e allor c h e sparve
Anche quel d i qua l del so l la gota ,

F ulgida festa pel novello giorno


R ste m volle a ppr e sta r De l t erzo g i orn o .

All alba prima vin rec quel forte


Figlio d i Zal n gli torn pensiero


,

Di K avus re Ma G h e v levossi a l giorn o


.

C h e fu quarto e a l l e r o e d i valorosi

, ,

Duce valente si rivolse e disse :


,

Saggio K av us non ma ri ottoso , ,

N so n liev i al suo cor l e raccontate


Cose da G h e zde h m P e r s i dolse .

Assai di gran desi o quel cor si accese


, ,

Lungi furon d a lui quiete e riposo


E d i cibo il pensier Ma se pi a lung o .

Qui n e l Za b l ind u g ia m ne i la terra ,

Angusta fa rem ne i per nostro indugio


A K vu s re Da vve r ! che u na gra nd ira
.

Spiegher con tro a noi d I r a nia i l prence

E a pu n ir ne verr per reo consiglio


Di quel su o cor Deh ! quante volte e i d isse
.

A m e nell ora del partir : G i presso


all ir a nio c o n n nemica sch iera !


E R s te m r ispo n de a : Nessun pensiero


Di c i non darti c h pe r l a mpia terra ,

Con trop po a r d ir niun ci verr d i contro .


23 2
o

Di lui non far mi pi ! C hev a que detti


Ferito an d ava n e l profondo core ,

Di qual foggia e i lev a r do vr ia la mano


Contro quel pro d e E K avus pi s ac c e se .

Corrugata la fronte e ri tto e fermo ,

Come leon nella foresta iroso ,

C o n tr o al glio di Za l gittando u n guar d o


E contro a G h e v ( e si rest ar di duolo ,

Di meraviglia i circosta nti oppressi ) ,

F e cenno a Tus V a gli grid tu append i



.
, ,

A un albero esti d ue Vivi li append i ! .

Cos i dicendo gi b a lz dal t rono


Principe K avus come vampa acceso ,

Che s app ig lia a un canneto E allor ne venne



.

Tus e d i R ste m a ff err la mano


(Attonito e sospeso ogni guerriero
S ta vasi a r igu a r da r ) f uori p e r tr a r l o
Dalla presenza de ll ir a to sire

Te m endo assai ch a indegna e i d iscendesse

Opra ne ll ir a sua R ste m tal colpo



.

Gli di e di man o i n su la man distesa


'

C h e detto avresti toccar quegli un col po


D un elefa nte A capo in g i dall a lto

.
,

R o vin Tus e R s te m n e l s u o cruccio


,

Sul corpo gli pass L ira de ll a l m a .


Contro a l ir a nio prence o i sciolse allora


T an t o vampo grid dentro al tuo petto


, ,

Deh ! non covar ! De l l e pr e tue peggiore

Una dell altra assai n a t e s a dd ic e


Dignit d i regnante Una corona .


,

Quale cotesta sovra un capo abie tto , ,

Meglio s ta r ia dentro a le fauci a sce sa


Di fe r e Q u e ll i ll u str e i o sono

Figlio d i Za l R s te m guerrier che il ca po


, ,

Non piega innanzi a r e c h e ti somigli .

D Eg itto e Cina e d Ha m a vr la gente


,
23 3

Del S egsr de l Ma znd i valorosi


, ,

Di Grecia i forti ancor tutti n e l c ore ,

Del ferro m i o delle m ie fr e c c ie alate


,

Recano i segni e innanzi a R akhsh u m i li


Son come servi e tu per grazia mia ,

Vivo se i qu i Perch ne l tristo core


!

S i gran disdegno a c c u m u la r ? Tu appendi


A un albero S o h r b vivo l a ppe ndi ,

Con lui ti adira e al tuo nem ico oltraggio


Reca a tuo grado C h e se mai nel core .

Io d es t o l ira mia K vu s regnante


Che sar mai ? Perch do vr ia la mano


Tus levar con t ro a me ? Chi costui ?
Di K vu s re perch dovrei s i grande
L ira temer ? Dinanzi a me c h e vale

K vu s c h e va l d i terra un pugno ? Tutto


,

Il valor mio la mia vittoria ancora


,

Da Dio non gi dal r e procede e scen d e


, , ,

Non d a schiere d er e i si che la terra

a m e soggetta e R akhsh i l t rono mio


M e suggello real la ferrea clava

E mia corona la celata Al lampo .

Di ques t a spada l ombre fo lucenti

D e la squallida notte e in campo d ar m i


F o l e teste balzar divelte al suolo .

Ma l asta mia ma la m i a clava questi


, ,

G li amici miei son veramente ; il core


E del mio braccio la virt son questi ,

I prenci miei Perch perch do vr ia .


,

O ff endermi costui ? Servo non s ono ,

Ch io so n servo d i Dio G i m invitar o no



.

A regal dignit d I r ania i prenci

E il trono m a pp r e s tr con la corona ;


Ma non gittai per voglioso un gua rdo


Al regal seggio c h se rba r v e ll io ,

Di m i a c asa i l costume e i riti e quelle


23 4

Norme de padri miei Che se la regia



.

Corona e il trono avessi tolto oh ! allora ,

Questa gran d ezza e ques t a d i regnante


Propizia sorte non a vresti ! Oh ! certo
Degne di m e so n quelle c h e avventasti
Parole stolte ! Questo era i l favore ,

La graz i a tua per me Su questo seggio .

K o bd io posi un di ; ma di costu i
C h e mai d e g gi o saper ? C h e val la sua

Ira che vale un a lita r di vento ?


,

S e dalle cime d e ll A l b r z addotto


A ll ir an ic o suol mai non avessi


R e K o b d m e g itt an d o i n fra i nemici


,

Per loro a ffanno stretta a i anchi tuoi ,

Mai non avresti la rega l cintura ,

N de ll o ffe sa impugneresti i l ferro


N tal gran d ezza n disciolto e libero ,

Avresti i l voler t uo n tante indegne ,

Cose or diresti di Dest an illustre ,

Di Sam progenie E s io la poderosa .


Clava sul collo m i recando a i piani ,

P e r te venuto del Ma zn d non fossi ,

Chi le cervella e i l cor del Bianco Devo


Strappati a vr ia ? Nella virt del braccio
Chi di voi r ipo ne a sua speme ancora ?
E questi e d al tri assai detti sdegnosi
S c a gl i l eroe De suo i consi gli poi

.

Schiuse la porta e fa ve ll coi prenci .

S o h r b verr disse a g l I r a n i i l ero


, ,

T u r a n io eroe n a ch egli risparmi


Piccioli o gra ndi Ma di vo i ciascuno .

Ben s a do pr i a salvar la cara vita


Prudenza qual riparo al sovrastante


Danno si rechi Ne ll ir an io suolo.

Non mi vedrete vo i d oggi in avanti


.

A vo i la terra a m e la sepoltura
,

Dian gli a vo lto i c h e va n p e l ciel rota ndo .


K avus ancor sul trono i mperi ale
, ,

In sua le ti zia e de regnanti i v oti


,

Sovra il suo capo c i pronunci Ma poi .


,

Quando ne ll H a m a vr d i ceppi grav i


Altri gli avvinse il pi per lui soltanto ,

I r e possenti trucid quel prode ,

N mostr i n fuga in Ha m a vr l e terga ;


Ma n u ovamente al trono suo l a dd u sse

E gli f ossequ i o come a re sovrano



.

C h e se d i c i gli ricompens a a un albero


Andarne a ppeso n i una via d i sca mpo
,

V e dia m qui no i fuer della fuga Inta nto .

B e n tempo d o pr a r c h g i da presso

Ne incalza i l tempo n c o nvie n c h e giu n gano ,

I nemici quaggi rapid i i n volta ,

Q uando apprestati no n ci ve gg a n tutti


Alla battaglia Or c h e farem s e parte
.
,

R ste m cos i rendendosi a ff rettato


,

L nel Zab l ? Non sc e nde r e m gioiosi


Nella battaglia senza lui ch voglia ,

D im pu g na r l armi s i part i a d a no i

S i come vento ratta Oh ! vada alcuno .

Rapido i n corsa e ci ri meni i l prode !


Ma i l glio d i K e sh vd G de r z i llustre , ,

S ignor di genti v enne al re con molta


,

Severit nel suo sembiante e disse :


R ste m c h e fece mai se in i sc o m p igl io ,

Oggi t u ma n di i l regno tuo ? La sorte


Dimenticasti d Ham a vr d e i Dev i

L nel Maznd l o pre malvagie a n cora

Di m enticasti s e d a pp e nde r vivo


,

A un albero quel prode a noi tu festi


Comando imperi oso Ai r e parol e .

Stolte gittar bello non


, Ma i ntanto
Ch ei si part i che gi s a va nza esercito

Innito d erei con u n guerriero



Duce d i forti quale agreste lupo
, ,

Quale h a i prode q uaggi che in contrastat o


Campo discenda e levi c ontro a lui
Negro nembo di polve ? I prod i tuoi
Tutti conobbe G h e zde h m li vi de , ,

E deboli e possenti e c hiaro e aperto ,

Disse ancor c h e mai pi sorgere i n c ie lo


,

Do vr ia q u el d i che un cavalier bramass e


Contrastar col tu r a nio H a poco senno .

Chi prode o ffende a R s te m pari ; e sen n o


Ben si c o nvie n c h e nella mente alberghi
Di regnante signor S d egno inconsulto .
,

P r e c ipite so o pra r non recan frutto , .

Di G der z come u d i quelle parole


L a fflitto prence e riconobbe e vide

C h e il costume e la legge i l n o b il d uce


T u tt a osservava E si pent i n e l c ore
.

Di ci che d isse e perch d ira a c cesa,


And la mente sua senza rag i one ,

Onde a G de r z parl : Sono i tuoi detti


Onesti e acconc i e veramente u n vecchi o
,

Labbro che parli per c onsigl i e pr ie g h i ,

Migliore assa i d ogni altra cosa Intant o


.

A vo i la cura d i tornar su l orme

Del prode che parti di fa ve llar gl i ,

Con molto amor con molta grazia a n cora


, ,

Di sgo mber ar la mente s u a dal cruccio


P e r l ira mia d a n nu nzi ar g l i u n g i orno
'

Pi lieta sorte Oh ! t u mel rico n duci


.
,

Perch l anima mia c h trista e fosca


Si rassereni ancor ! Levossi i l prenc e


Dalla presenza del suo re veloce ,

Corse di R ste m sovra l orme Tutti


.

Venner d I r ania i prin c ipi con lui


E dietro al prode si pigli ar bra mosi


Il selvaggio sentier Videro al n e .
,
23 8

Videro nella via l eroe fortissimo

E tutti s a d u nr quanti eran pre nci


D i nc l ito nome intorno a lui P r e s ta r e ng li


.
,

Omaggio t u tti e d isser poi : Deh ! vivi


Eternamente eroe d alma serena
,

E tutta sottomessa a piedi tuoi


R esti la terra ! Il loco t uo l a ltezza


Sia d u n trono

Ma t u conosci
C h e non h a senno K avus re c h e bello ,

Non i l suo dir quando furor lo pi g lia .

Parole a cerbe avventa allor ma poi ,

R atto s i pente e all amicizia an ti ca


Torna con lieto cor C h e se dal prence .

Tanta o ff esa tocc R s te m guerriero ,

Non colpa ag l I r a ni on d e l e nostre


Citt lasciando i l suo fel ice aspetto


Egl i nasconda a noi L antico sire .

Pentissi omai d i sue parole e intanto


Mo r de si n e l su o d uol la m ano al dorso .

E i l prode r ispo nde a : Niuna m i to c ca


Necessi t pe r K avus r e La sella .

E i l trono m i o corona la cela ta


, ,

E veste i mperial la m ia corazza ,

E ques t o cor devoto a I detti ,

I detti indegni m erano dovuti

Quali avvent o ne l l ir a sua da stol to

Questo m o nar c a l cost u i si c h e un tempo


, ,

Trassi dai ceppi suoi per ricondurlo


Al regal seggio e a l l a corona Un giorno .

F u la bat tagl i a d e l Ma znd coi Devi ,

Col prence d Ha m a vr f u la tenzone


In altro d i C os i dalle catene


.
,

Cos i dalla d istretta io lo d isciolsi ,

Quando i n poter d e l suo nemico i l v idi !


Ma d i prudenza la sua testa m ai
Sentor non ebbe e dentro v i s a nnida no,

24 0

Ne strapperei d a me medesmo ! In guerra ,

G d e r z G de r z t u sai c h e i n alcun t empo


, ,

Io non fuggii Ma il prence mio fa s ti ma


.

Troppo lieve di me B en s a c co r g e a .

R s te m di tanto che miglior consiglio ,

E ra s ei ritornava al regio ostello



.
,

Involandosi a ll o nta entr i n cammino


, ,

Del prence e i s i r e nd con ero incesso


Nella presenza Si lev d a lungi .
,

Appena i l vide e c hiese gli assai sc u se,

P e r c i c h e avvenne il re L ira e i dic ea



.
, , ,

Natura mia l indole i n m e cotesta


,

E quale Id dio pia nt ben si conviene ,

C h e arbore cresca Ma il cor mio pel nuo v o .


,

Nostro nem i co temerario e a u d ace ,

Si r inse r r si fece angusto e gra mo


,

Qual la luna al pr i mo Ma pri ma


S e i t u difesa ai prodi miei su ques t o ,

Regal mio seggio la corona fulgida


Veramente se i tu s i che ogni giorno ,

A ll o no r tuo libo la coppa e sempre


, ,

Da mane a sera per l amor tuo grande ,


Si strugge questo cor Da t e m i venne .


,

Dal tuo poter dal valor t uo regale, ,

Questa d i sire dignit Noi d ue .

De l l a ntic o G e m sh id veracemente

Ne po ti siamo ; ond ch io qui nel m e ndo


Amico mio ti dico e tu m i sei ,

In ogni evento aiu ta to r Per questo .

Or io ti chiesi e poi c h e qu i g iu g ne sti


,

E tardo e lento l ira mia destai



.
,

Che se t u o prode n hai do lor pentito


, ,

Ec c o m i l e fango nella strozza mia !


,

T u tto i l dominio tuo de l l a m pia terra

Disse g li i l prode allor Noi ti siam servi . ,

Tutti e i l poter gli t uo Ma perch un ce n no


,
.
24 1

A me tu fac c ia qui m e n venni Sire ,


.

Tu sei de l mondo e schiavo t uo son io , ,

Ch alla tua porta o re servo m i ass id e , ,

Pronto e fedel se pur son io b e n degno


,

De ll u m il grado

Sempre s i a serena
.

La b e ll a nim a t ua K vds dic e a


E roe famoso ! Ma per noi ben meglio


Sar se a ppr e s te r e m lauto convito
,

In questo g i orno A la novella luce .

L a cura a ssu m e r e m delle battaglie .

Cos i una festa egli ap pr e st d i prence ,

Ben degna e di signor ; qual pri mavera


Lieta e gioco nda s abbell i q u e ll a m pio
,

Ostel d i regi e fer cortese invito


,

Ai prenci tutti valorosi e gemme ,

Spar sero attorno i n tanta gioia Un vino .

B e vve r gagliardo no a mezze l ore


!

Della notte a gridar sciogliendo il labbro


,

Nomi di antichi eroi C os i la dolce .

Bevanda elli gust ar n c h e di tenebre


La terra s i vest i Torbido e fosco .

Pel mol t o vino d e gagliardi il core ;

E bbr i eran tutti allor che si tornarono ,

E il su o corso comp i a lenta la notte .

XI . P a r t e n za d i re Kav u s p e r l a g u e r r a .

( Ed . C al e . p . 34 3

Quan d o co raggi suoi ruppe a la n otte


I foschi veli questo so l che fuori


Fiammante ne b al z K avus precetto ,

A Tus fe c e e d a G h e v perch s u l dorso


Degli ele fanti ra tt o elli avvincessero
I timpani sonori Egli le porte .

F I R D US I , I I . 16
De

tesori s c hiu de a la giornaliera ,

Moneta a d ispen sa r po h ea l e schiere ,

In b e ll o r din di pugna e fea copiose


Provvigioni a ppr e sta r L inc l ito duce .


Con centomila eroi che avean corazze


Fulgide al petto scelti cavalieri ,

Da ll a m pio stu o l de comba tt en ti fuori


Dalle frontiere de ll ir a ni a terra

Usc al deserto De cava ll i a un tratto


.

La negra polve i n t enebrava il cielo ;


Torbida l etra bruno i l suol qual d ehan e

Atra la scheggia e traballava forte ,

De timpani al fragor l ampia campagna


Cos i d a sta zio n pass l esercito

A d altra sta zi o n mentre i l amm a nte


,

Sole a un tratto o sc u r mentre ne l mezzo ,

D e l l a tr a polve turbinante i l vivido


D e l l a s te l u c c ic a r d e giavellotti

, ,

Fuoco parea c h e manda guizzi a un negro


Velo da sezzo E p e r l e molte lanc i e
. ,

Pei vessilli e le targhe i n fu lgid o r o


"

E i dorati calzari oh ! detto avresti


Che l e va va si allor nuvola fosca
E di resina gialla ardenti stille
Gi pioveva su l campo Ecco ! alla terra .

S c e r ne r non si potea n l ore no tt urne


Dalle diurne ; asseverar potevi ,

Le Pleiadi nel ciel con la serena


Volta scomparse I n questa guisa andava .
,

Principe K avus n che sotto e i giunse


Al castello e s pa r ia n dinanzi a lu i
,

Monti e campagne Per d u e mig l i a i n t orno .

I ricinti e i distese e i pa diglioni


E ratto f sparir la terra i ntorno

S o tto al p i d i cavalli e d e l e fa nti



.

Venne da le vedette un alto grido ,


24 4

Trasse la no tt e sovra i l d i sen venne ,

R s te m gagliardo al suo signore acc i n t o ,

A una battaglia con d es i o nel petto


,

D un assalto improvviso O signor mio


.
,

Vnia sia data a me d isse ch io vada , ,


Di qu i se nz e l mo e senza cinto Il nuovo


Prence chi s i a b r a me veder c h i sono ,

I grand i suoi e i l c o ndo ttie r Rispose .

Principe K vu s : Opra tua cotesta ,

E roe gagliardo L alma tua gioconda



.

Sempre s i resti e forte la persona ,

E l E te r no ti guard i e il voler suo


Sempre conforme a l t uo d es i o s i muova ,

Conforme al tu o consiglio al tuo costu m e ! ,

R apidamente si vest i l eroe


Un tu r a n ic o arnese ed a l castello ,

Cel a ta mente s ac c o s t S e n venne



.

Cosi so le tte ; e com ei fu vi cino

Al nobile maniero u d l e voci ,

De Turani e i l gridar d i tutti intese



.

Anche v e ntr q u e l l a nim o so quale



Maschio e forte un leon s tu o l di gazze lle


Si muove ad a ssal ir Vide que prenci .

Ad uno a d un l i r im ir le gote ,

F e come rosa porporina a l s b ito


G iu b il ar del suo cor Vide seduto .

S o h r b su l trono convival seduto ,

Da questa mano Zinde h r zm dall altra -


,

H u m n ard ito cavalier d i contro ,

B a r m n illustre qual leone in guerra


,
.

Che l ampio seggio tutto egli occupava


Detto tu avresti d i S o h r b gagliardo


Alto come cipresso a cui le fresche
A cque danno vigor Le braccia su e .

Erano cosce d i cammelli i l petto ,

Qual pe tto d i leon rosso quel volto ,


24 5

Come stilla d i sangue Erano cento .

I prodi in torno a lui giovani alteri , , ,

Come leoni generosi e forti ,

E cinquanta fanciulle i n bei smanigli


S ta va n si i nnanz i a lui luce dei cuor i , ,

D inc lita sorte Ad una a d una intanto


C a n ta va n lodi quella celebrando


,

Alta statura e quel rega l suggello


Del giovinett e e la regal corona .

R ste m frattanto si te ne a lontano


Al loco su o mirando i cavalieri
,

Di Turania sed uti allor c h e u sc ia ,

Per cosa necessaria e repentina ,

Z inde h r zm all a perto E i vid e un prode



-
.

Com e un alto cipresso entro la selva ,

N di Turania fra l e schiere alcuno


Era che u gu al gli fosse E i l a ffe r r a va
,
.

D u ramente pe l braccio e fea d imandi


Con ratte voci E chi s e i tu ? gli disse ;
.

Rispondi a me vieni alla luce e i l volto


,

Mostrami aper to Il valoroso i ra nio


.

Tal gli s fe r r su la cer vice un colpo


Di man tremendo che vol dal corpo ,

L al ma d i Z inde h r zm E gl i s i giacque

-
.

Steso rigido al suol ; pe r lui cessava


De conviti e dell a r m i i l dolce tempo

.

P e r l ungo tempo a d aspettar si stette


S o h r b n ritornava al anco suo
, ,

Pari a leone Zin de h r zm G uard ava


,
-
.

P rence Sohr ab dove ito fosse i ntanto


Z in de h r zm c h di lui sgombro vedea
-
,

Il segg i o convi val Ma ratto u s c ia .

Tale allora e ve d ea disteso al suolo ,

A capo i n g i con l al ma che dal corpo


,

E ra partita Z ind e h r zm L evento



-
.
,

A S o h r b altri disse ed e i f amaro ,



24 6

A medesmo e il riposo e il convito


s .

U sc ir o n t u tti e r i m ir ar quel prode


Sconciamente ri verso riposato ,

D e c o nvi ti e de l l a r m i dal pensiero


'

In sempiterno Con gran pianti e strida


.
,

Pieni d a ffa nno r ito r n ar o n tutti


, ,

T o r nr col core che s tr u gg e a s i in pett o


Ne ll a s pr o duol C os i la ria novella

A S o h r b s i ridisse : Ecco ! l giace


Estinto Z inde h r zm C e ss per lui
-
.

L opra per sempre di conviti e d armi !


Come c i intese b a lz ratto in piedi ,

Dal suo loco S o h r b ; simile a un turbine


Di negro fumo a Zindeh r zm e i corse
,
-

E lo segu i an musici e schiavi i n pugno ,

L e incense faci Egli sen venne e spent o


.
,

A t erra i l vide Alto stupor lo prese


. ,

E a tt on it o rest ; ma poi raccolti ,

G uerrieri e prodi a s dintorno i n tale ,

Guisa lor d isse : In ques t a notte o amici , ,

Non concess o r ipo sa r m a i n tutte ,

L ore notturne ben sar c h e arroti


Ognun la punta di sua la n cia Un lupo .

Entr nel gregge e d in tumulto i cani ,

R invenendo e i pastori in mezzo a i prod i ,

Un agnella rap i tutta d i sangue


Aspersa la g itt vilmente al suolo ,

In turpe guisa ! Ma s e Iddio dal cielo


Amico ne sar quando la ferrea ,

Zampa de l mio destrier ferocemente


R asper a il suolo d isc io r r l a tto r to

Laccio m io d a la sella a questi Irani ,

Di Z inde h r zm chiedendo aspra vendetta


-

Sen venne ancor si assise al loco su o ,

No ve lla m e n te a s i nvitando intorno


,

Tutti i suo i prodi A lor s i volse poi .

E cos i disse quel leon g a gliardo :


24 8

Di Turania a d alcun d I r a nia a un solo ,


E i non somiglia e tu diresti forse


,

C li e g l i Sam cavalier C i bas ti ; e i ntan to



.

Del colpo c h e sfe r r la man serrata


D i Z inde h r zm su la cervice assai
-
,

Fu protratto i l narrar Mai pi costui .

D e conviti e de ll a r m i al t empo venne



.

Musici e vino furon chiesti e all armi ,


Tutta la notte s a ppr e st l esercito


XII . I n ch i e s te di S o h r b .

( E d C l p 34 7
. a o. .

Ratto c h e sollev q u e s t a l m o sole

Il suo disco lucen t e e di fortuna


La gran vicenda s i de st n e l cielo ,

Una corazza di guerresca foggia


S o h r b s i rivest i b a lz in arcioni
,

Al su o bruno corsier Gi gl i pe nde a .

S u ll a m pio petto una tagl iente spa d a


Temprata i n India e su la fronte un serto


B r il l a v a g li regal ; sessanta volte
Vedevi attorto d e la sella al culmo
Un laccio no d o sovra nodo e il viso
, ,

Del giovinett e era turbato e fosco .

E venne allora e scelto u n collicello ,

In loco donde contemplar l ir a nio


.

Vallo e i potea chiese c h e innanzi a lui


,

H e g ir venisse ratto Acuto un dardo .

T o r tii o s o non v a n i l segno attinge


,

Chi non va dri tto per sua via gli disse , ,

E chi leva la fronte i colpi s u o i ,

Meno disferra E tu frattanto al giusto


.

Mira in ogni opra tua s e pur tu vuoi ,


24 9

C he non t inc o lga danno E cco tu i l vero



.
,

A me rispondi i n qu el che dim a ndar ti


Vogl io ; non ricercar falsi consigli

Frodi non meditar C h e se tu brami .

Da m e r iaver tua libert per d u t a


S i c h e fr a tutti alta lev ar la fronte
Dato a te s ia ci c h e d I r a nia bella
,

Ti chieder t u m i rispondi i n niuna


, ,

Guisa giammai dalla tua dritta via


T a llo n tan a n do Se di ra i tu il vero

.

In ogni cosa mol ti a compensarti ,

Beneci t a vr ai ch io di tesori

Splendidi e r icchi ti far b e l dono ;


Molti otterrai doni d a me con molte ,

Suppellettili ancor Ma se a g l inga nn i .


La mente t ua s i vo lg e r catene ,

E carcer tetro i l loco tuo saranno .

D e ll ir a n ic a gente in ogni c osa


Che il mi o sig n or dima nder rispose ,

H e gir cos i c i ch io c onosco aperto



, ,

Ben gli d ir Come dovrei con frodi.

E i ngann i fave ll ar ? Tu non vedrai


Arte nessuna in me che anco non sia
E giusta e v era ; il pensier m i o non corre
Alle frodi giammai Niuna qui i n terra .

Pi nebil ar t e di giustizia e nullo ,

E p i tristo pensier della menzogna .

D isse g l i allora i l giovinett e : Tutte


Cose inc h ie de r vogl io di tanti eroi

Del lor signor della su a greggia I prodi ,


.

Incliti i n armi vo saper di quella

Regi on K av u s re T u s celebrato
, , ,

G de r z e i forti de l l ir a n ia terra

E i combattenti suoi G h e v che di molte ,

Lodi l oggetto e G u ste h m q u e ll inc l ito


, ,

R s te m possente con Behr am T u m ind ic a


.
25 0

Le cose tutte ch io d imand e e i segni

Ma n ife s ta m i ancor partita mente ,

Se pur vuoi c h e ri manga il c a po tuo


Congiun to al corpo e l al ma si ritrovi

Sempre al suo Or di : vegge un recint o

Di variopinti drappi e di villose ,

Spoglie di pardi ricoperti molti


Son padiglioni nell interno Cento
.

Stanno elefanti in su l entrata i n gravi

Ceppi furenti e riottosi e un trono


, ,

In mezzo sta di fulgidi turchesi , ,

Come l acqua del Nil lucenti e a zzurri



.

Anche un vessillo che l im m a gin reca

Del sole giallo vi si scorge In alto


, ,
.

U n a ur e a luna lo sormonta e i l campo


vio le tte Di chi mai l e le tto


.

Loco nel mezzo all ampio vallo ? i l nome


,

Qual de l prence fra i gagliardi Irani ?


D I r a n ia quello i l re disse e leoni

, ,

Ed elefanti al limitar di lui


Sempre si stanno Da man destra chiese
. -
,

Il giovinette allor molti si v e gg e no ,

Cavalieri gagliardi ed elefanti .

Suppellettili molte E s te so intorno .

Di color negro ampio un recinto e stanno ,

Schi erati i forti in ampio giro e dentro .

Son padiglioni pi d a ssa i che tutti

Si possano contar Leoni a vvinti .

S o n vi d inanzi ed elefanti a tergo .

c o n tto nel suol dinanzi al prence


A lto un ve ssi l che d e l e fan te reca

L immagine e v icino au reo calzati


,
-

Gli stanno i cavalieri Oh ! fra g l I r a ni .


Il nome suo qual mai sar ? Tu dimmi


Del suo riposo dove sia la terra .

Fi g lio d i Nvdh e r egli Tus rispose . ,


Tutti del capo Gli da presso a lui .
,

Pari in al t ezza u n pa l afr e n Non vid i


, .

U g na l destrier giammai c h fra s stesso ,

In ogni tempo c i freme ; oh ! tu diresti


C h e del mare cos i l onda spumosa

Levasi e mugge Molti con gualdra ppe .

Elefanti vi sono e al loco su o ,

R ugge sempre q u e l l u o m No non prode


.
,

In tutta I r a nia ch e i l pareggi in quella


Altezza su a G i no al pi l a tto r to
.

Laccio gli pende Mira i l suo vessillo ! .

R eca d un d r a go l o r r ida gura


E l asta ne sormonta i n f u lg id o r o

Sculto un leone Oh ! qual s ar del forte .


,

Del cavalier che ad ogni istante rugge


A guisa di leon l i nc l ito nome ? ,

H e gir allora in cor d ic e a : Se indizio


R e n de a costui del fortissimo eroe ,

A q u e s t u o m di gran cor c h e scende in guerra


Come leone repentino a morte ,

Egli R ste m t rarr Miglior consiglio .

F orse non ch io lo nascond a e il nome


Tolga di lui fra gl i altri eroi ? Soggiunse


Ad alta voce poi : Venne d i Cina
Un alleato e non tempo l ungo
, ,

D I r a n ia a l prence E quei n e d im a nda va


A H e gir il nome e r ispo nde a costui : ,

Quel nome non ricordo Il nome suo .

Qual s usa i n Cina d i tu almen c h ie de a


S o h r b n o ve ll a m e n te ; e q u ei ri sposta

Dava cos i : Prudente incl ito sire , .

V inc i to r d i l eon i in questa rocca ,

Er io nel tempo c h e l eroe che chiedi


Venne al prence d I r a nia ; e cre d o e penso


C h e d i Cina l e r oe d a c h e gl i arnesi

Vari son ch egl i reca e l armi sue


,

25 3

Son d inu sa ta foggia E bbe corruccio



.

Profondo il core d i S o h r b ch mai ,

Non gli ven i a d i R s te m alcun segno


D H e gir d a le ri sposte E ppur ben chiaro

.

Dato indizio gl i avea del caro padre


Un di la ma d re su a ; ved ea q u e segni
,

E l e cose vedute a l v e r conformi


Non tornavano a lui B e n dalla bo c ca .

D He g ir e i r ic e r c d i udir quel nome


Se mai quel caro s u on l ansia del core

A c quetata gli avesse Altro decreto .

Era scritto di lui n in pi n in meno


,

Dal comando del ciel d ovea partirsi .

Tornava a dim a ndar : D er e i d i prenci

Vegge steso un reci nto a quella es t rema


Parte del campo Molti cavalieri
.

Ed elefanti so nvi i n pi ; n e pa r t e
U n suo n d i trombe fragoroso In alto .

Un vessillo s i s t a con l a gura


Di lupo agres t e e la sua punta d oro
,

L e nuvole rasenta Un trono posto


.

Del recinto ne l mezzo e i n amp i o giro


Vi stanno attorno giovinetti pa ggi .

Di ta l prence d I r a nia i l chiaro nome


Svelami e dove il loco suo origine ,

Da chi mai s ebbe


E quei r ispo se zl l gli o
.

Di G de r z costui G he v c h e ogni prode


, ,

Il valoroso suol c h ia m a r Di tutti .

I Gu de r zidi egl i si gnor di tutti ,

Il ore eletto e de l l ir a nia schiera


'

Egli duce a d ue parti Inclito genero .

R i di R s te m si vanta e i n tutta I r a n ia,

Pochi sono gli eroi simil i a lui .

Da quella par t e o ve i l ammante sole


Sorge al mattino il giovi nette aggiunse
, ,

B ianco ve gg e un recinto e be i broccati , ,


Tessuti i n Grecia s o nvi a ttorno Innanzi ,
.

Ben pi di mille so no i cavalieri ,

In ordine schierati ; i fanti i n pugno


Aste recano e targhe e in sie m raccolti ,

Forman stuolo in nito Anche s o n veli .

Dipinti e belli g i da q u e b r o c c a ti ,

Pendenti e paggi sono intorno assai


, ,

Ord inati a cavallo In trono eccelso .

D a vo r io scul t o s i e d e i l prence e sopra


Quel bianco a vorio i n b e n compatto legno


A lto i l sedil Fra tanti prenci i llustri .

Quale il nome di lui ? Di regal stirpe


Egli forse o d er e i no b il progenie ?,

F e r ib r z tu l a p pe lla H e g ir gl i disse

.
,

R i del nostro signor glio s i vanta ,

Nebi l corona d ogni eroe S a ddic e



.

S i gl i s a ddice t an t o onor soggiunse


,

Il giovinette ; c h progenie illustre


E d un regnante e d ha corona A lu i

.

V e ng o n d a parte d e l l ira n io si re

Principi a gara ed han lor casch i i n fronte .

E d un recinto e i chiese poi d i gialli


Dra ppi coperto : Sta dinanz i un fulgido


Vessillo ritto i n p i mentre da ttorno
, ,

E gialli e rossi e violetti a ssai


Altr i vessilli e d ogni foggia in alto

Son dispiegati Ma d a sezzo a tutti .

Un vessillo sovrasta e la g ura


R eca d un verro ; su la punta in al t o

Una luna d argento e un asta i l regge

Lunga d a ssai Fra gli altri eroi qual nome


.
,

G li d la gente ? Dillo a m e se ancora ,

Serbi indizio di lui Gur az e i d isse .


, ,

il nome su o Gi non r a ttie n le briglie .

Nella pugna costui contro a i leoni ;


Egli saggio e di C hev sceso dall alta ,

25 6

V in c ito r di leoni ai monti suoi


,

Si rese nel Za b l c h tempo questo


,

Di b a nc h e tta r p e r lui ne b e i giardini

Di fresche rose Oh s i ! questo dirai


.
, ,

Questo p iuttosto dira i tu soggiunse , ,

C h e la fronte levar debbe quel prode


Alla battaglia nuova E in molta pace .

E i s e de r del regno i l gran vassallo ?


,

Di ci rider po tr ia n garzoni e vecchi !


Ma un patto oggi fra no i Dir che brev i .

Son le parole m ie Se a m e tu additi .

L eroe preclaro tra la folla i n alto


Il capo leverai Far ch e nullo


.

Bisogno i n t erra mai ti tocchi aprendo ,

Miei tesori n ascosti O ve poi sia .

C h e a me t u celi q u e st a r c a no e i l vero

Palese a d altri chiudi a me la tua


, ,

Bella persona al loco suo la testa


Da vve r ! c h e pi non v uol ! Scegli tu adunque
Fra d ue pr e po ste Oh ! tu non sai qua l cosa
.

Gi disse a un prence i l sacerdote allora ,

C h e gli svelava altissimo secreto ?


Cosa non detta ancor disse qual gemma , ,

Che non t occa s i sta gi g i riposta ,

Ne ll invo l u c r o su o Ma s ella n esce



.

E rompe il suo legame ecco ! diventa ,

F u lg id issi m o anel che non ha prezzo


H e gir cos i rispose : Ove del su o
Serto regal d e l trono suo del fulgido
, ,

Anel di prence stanco il s i gnor mio ,

Cerchi cerchi quaggi l o r r ido assalto


,

Di chi toglie la vita agli elefanti


A rdimentosi C h e se tu vedrai
.

Q uella sua m a n quel suo tremendo aspetto


, ,

La s u a gura e la cervice allora ,

Ben saprai che da lui non trovan scampo


25 7

Feroci Devi non leoni in g i os t ra


, ,

Non eri draghi Con un colpo solo .

Di quella clava che sgretola e rompe


Le incudini sonanti e i le cervella ,

Via fa sc h izzar di ben dugento schiere .

A quei che viene a c o ii tr asta r c on lu i ,

R ste m atterra fosse pur nel cielo , ,

L a l te r o capo Non in terra a lcuno



.

Elefa nte che seco in aspro assalto


Possa gio stra r non riviera in terra
,

Che la polvere uguagli al ciel levata


Dal pi del suo destrier Di cento ero i .

H a forza i l c orpo suo ; supera il c apo


Ec c elsa pianta ; e s e i ri desta i n core

Di pugna a l g i orno l ira sua che sono

, ,

Che sono i nc on tro a lui nella battaglia


Elefanti e leoni e valorosi
Che aman la pugna ? Non vorrei che alcu n o
Se c o venisse in libera campagna
A l o ttar fo ss e i pur montana rupe
,

.

di R ste m valor quaggi nel mon do


Innanzi a prenci manifesto ; e tu
Non bas ti a contrastar seco fra l arm i

Qu a n d e gli i n pugno stringer a l a c c ia r o


D i n d ic a tempra Oh no ! visti non hai



.
,

Gli ero i qui in terra che b r a ndia no un g i orno ,

La po d erosa clava E su quel tuo .

A frasy ab re di Cina e i prenc i tutti


Del tu r a nic o s u o l R ste m gagliardo
G i fe cader con la vindice spada

Fiamme d i fuoco s tr u ggito r dall alto


.

S o h r b illustre disse : Oh ! fosca sorte


Del glio di K e sh vd G de r z c h e d q o , ,

Ora c h ia m a r siccome te fanciullo , , ,

Ben che si forte e sapiente e saggio !


Uomini bellicosi oh ! dove mai
FI R D U S I . Il . 17
25 8

Vedesti se fragor di ferree zampe


,

Udito non h ai t u di palafreni ,

S e per R ste m soltanto hai s u la lingua


Parole e il lodi o g no r ! S io lo vedessi

Allor ben ti sar i a chiaro alla mente


In qua l guisa per vento impet u oso
Il mar si leva E temi tu del fuoco
.
,

Mentre placido i l mar dentro al suo seno


Ondeggia ? Allor c h e dall a zzu r r o mare

Si lever a dal loco suo spumosa


L onda fremente alcun vigor la amma

Del fuoco non avr dinanzi a ll o n da


.

Cade in letargo la notturna t e nebra


Tosto c h e tr ag ge la sua spa d a il sole .

Cos i dic e a quel gio vinette prode ,

E dolente e tra tto a quan d o a quan d o


Meste parole mormorava Intanto .

Questi pensieri nel cor suo profondo


Fea l ine sp e r to He gir : S e i n di z i o o segno

Di quel possente che leoni atterra ,

R e n de a costui c h e d i Turania v enne


E d ha forza e valor cerv ice e etta ,
r

E regal pa l a fr e n d all a m pia schiera


,

Ogni pi forte aduner a spronando ,

Il suo destrier fortissim e Per questo .

Vigor del braccio suo per la cervice , ,

Per gli omeri ca dr sotto gli artigli


,

R ste m ucciso n verr qui alcuno


,

Di tanti prenci bellicosi a lui


Che osi starsi d i fronte E poi c h e alcuno .

V indice non verr d I r a n ia bella


Di K avus prence l a ltissi m a sede

Costui si prender Ma un saggio e antico


.

Sacerdote dic e a : Con nebil gloria


Meglio mor i r che vivo una malnata
,

Gioia al nemico partorir Se ucciso


X III . A s s a l t o di S o h r ab .

( Ed . Cal c .
, p . 3 5 3- 35 5 )

Come ascolt quelle parole dure ,

Rapidamente de ga gliardi il sire

Volt l e terga Egli c e l la fronte


.

Da He gir n fece motto a quegli oscuri


, ,

Detti meravigliando E poi dall a lto .


Per s bito furor gli die tal colpo ,

Con riversa la man che al suol lo stese , ,

E r ito r no ssi al loco suo Ben lunghi .

Pensieri e i fece e s appr e st di guerra

Molti arnesi e d iversi Ivi dintorno .


,

Si strinse a i anchi la regal cintura


Per vicina tenzon l aurea corona ,

Dal capo si lev tolse u n arnese , ,

E un grec o elmetto rapido qual turbine , ,

Si pose in fronte Q u e ll e r o e di Devi .


Inclito do m a to r l asta a ff errava


,

E l arco e il laccio e la clava possente


Ind i mentre per l ira accolta i n petto


,

F r e m e a g li i l sangue e gli b a tte a no i polsi


R apidi e spessi al suo destrier veloce
,

In arcioni b a l z Co m e elefante .

Ebbro d i foia egli discese al campo ,

E sotto a lui qual monte che ca m mina


,

Via balz o il pa la fr e n d al loco o v era


.

Usc i dentro nel cor con era brama


,

Di contrastar nel campo alto alla luna .

La pol ve sollev Cos i sen venne .

Al medio loco de ll ir a n io vallo

R atto correndo e giunse ai padiglioni


,
26 1

Di Kavus re Fuggirono d a lu i
.

Tutti i pi forti come stu o l d o ngr i ,


Fugge l a r tigl io d un leon Quel braccio



.

Mirando e quella man quel pi q u e ll asta , ,


Tutta l u cente e l al te sta ff e e l auree

Briglie a tt or t e nessun de pi famosi


,
i

De l l ir a nico stu o l levar gli sguardi


Al giovinette in fronte o s Ma poi .

Tutti que prenci s a du n r confusi


In un so l loco ed Eccoti dic e a no , , ,

Il fortissimo eroe ! Mir a r gli in viso


Agevole non Corrergli incon tro .

E disdar lo ch i oser di noi ?


Maledicendo a K a vus re die un grido ,

Eroe S o h r b N e bil signor dic e a


.
, ,

Quale hai facenda i n questo campo d armi ?

Perch di K a v us re nome ti festi ,

Se fermezza n on h ai co forti i n giostra ?

Fa c h e ne l pugno l asta mia ferrata

Crolli per poco e t u tti i prodi tuoi ,

Esani mi far Sedendo a cena


.

In questa notte allor c h e u c ciso cadde


,

Zin de h r zm sacramen t o o r r ib il feci


-
,

P e r c h io vivo nessun las c iassi mai


De prenci astati di tua terr a e te


, ,

K avus re perch v ivo alto appendessi


,

A un tristo Or quale hai tu d I r a nia

Prence gagliardo che a me v enga i n questo


Campo di pugna ? Do v T u s valente

E Gh e v e G de r z F e r ib r z tuo glio , ,

E G u ste h m par i a leone ? Il primo


Cavalier del tuo regno i l s i famoso ,

R ste m dov ? Quel che gli assalti agogna


Ze ngh e h eroe dov ,


Vengano e ch i aro

Me str ino a me valor di prodi in ques t o ,

Loco di pugna per v endetta e d ira !


,
2 62

Disse e d un lungo fe silenzio poi ;


,

Ma n i un rispose d e gl I r ani Allora


.

R i si b a l z dal loco s u o s e n venne ,

Al ricinto del re L ripiegando .


,

Indietro alquanto la person a un colpo ,

V ibr dell asta poderosa e dritta


Con impeto selvaggio e b e n setta nta ,

Cavicchi svelse R o vin g ran parte


.

De l recinto e s o r g e a squillo di trombe


,

Di qua di l d a tutte parti Grave .

N e bb e cordoglio K avus re ; tal grido


E i fe intendere allor : Prenci d a ntic a


E nebil stirpe la fatal novella


,

A R ste m ba tta g l ie r recate omai !


Dite che degli eroi s t or d i la mente
Per cotesto tu r a nio E non ho u n prode .
,

Un cavalier non ho che pari a lui


Sia nella pugna c h nessun d I ra nia
,

A questa i mpresa ar d i portar la mano !


Tus and E i rec del suo signore
.

Il m e ssagg io a l guerrier le udite cose ,

Gli ridicendo Oh ! t u non sa i rispose


.
,

R ste m dolente c h e ogni an ti co sire


,

Che i mprovvisa di me fa c ea richiesta ,

Per la guerra ta lor talor per lieti ,

Banchetti era cotesto Altro non ebbi .

Da K avus r e g na to r che pugne assai ,

Fatiche e stenti E cenno fe che tosto



.

Posta fosse la sella al suo destriero ,

C h e i caval ieri suoi torvi d aspetto


, ,

A g g r o tta sse r le ciglia I l valoroso .

Dalla su a tenda alla pianura intanto


Volse gli sguardi ; vide che passando
G h e v per l