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IL GALLO

Il Gallo richiama il simbolismo solare del leone, ma pi potente, tanto


che i naturalisti favoleggiavano che la belva ne fosse terrorizzata. Per
questo motivo fu consacrato ad Elio e in epoca ellenistica ad Apollo. Si
diceva che fosse sacro a Latona perch le era accanto mentre stava
partorendo Artemide ed Apollo; e siccome aveva assistito alla nascita della
Signora della Luna, divent attributo anche di tutte le dee lunari cui
alludeva la coda a forma di falce. Pitagora infatti scriveva: Nutrite il Gallo e
non immolatelo perch consacrato al Sole e alla Luna. Il legame col Sole
testimoniato anche nella religione mitraica; il sesto grado di iniziazione
era detto Eliodromo, il cui dio protettore era il Sole. Eliodromo precedeva
il dio solare, era la stella del mattino, Lucifero, che con la torcia sollevata
preannunciava lastro diurno; era Cautes che preannunciava linizio del
giorno ma anche della primavera.
Anche nella tradizione europea nordica, il gallo allude alla vittoria della
luce sulle influenze nefaste della notte come dimostra quello dorato
Gullikambi, che canta vicino alle dimore degli Asi e avr il compito di
destare i morti di Odino affinch combattano nellultimo giorno, contro le
forze del male.
Lattenzione con cui il gallo vigila sul pollaio e aspetta il momento
opportuno per lanciare il suo canto annunciatore dellaurora, ispir il
simbolo della vigilanza sulla quale i mitografi greci ricamarono una storia di
adulterio e castigo: quella di Efesto, Afrodite e Ares.
Purtroppo, a causa della sua funzione di guardiano, nellantichit, veniva
sacrificato e sepolto sotto le fondamenta degli edifici per tenere lontane le
disgrazie e il male. Secondo Rabelais le larve e i lemuri fuggivano al canto
del gallo e in particolare quello bianco, in quanto richiamava la luce del
giorno.
In Giappone e Cina lo si impiegava nei riti funebri per tenere a bada gli
spiriti maligni, dato che il suo aspetto richiamava le cinque virt.
Grazie a Socrate, divenne psicopompo: conduceva lanima del defunto
nellaltro mondo, dove sarebbe rinata. Ma il gallo fu consacrato
universalmente anche agli dei bellicosi: Skanda nei Veda, Kartikeya nei
Purana, il dio assiro Nergal e Ares in Grecia, tanto da ispirare lemblema del
coraggio militare. Questo perch la sua combattivit nel difendere il pollaio
ha ispirato ilsimbolo del guerriero. Artemidoro, non da meno, sosteneva
che i galli da combattimento, nei sogni, preannunciassero rivalit e
contese.

Si narrava che il gallo contenesse nel petto il lapillus alectorianus, un


prezioso talismano capace di infondere spirito di decisione, audacia e
vigore. Questo volatile, che provvede a fecondare le galline del pollaio, fu
considerato anche uno degli emblemi della potenza virile e procreatrice.
Consacrato ad Asclepio, divenne simbolo della medicina, di Attis ed Ermes,
il messaggero che percorreva i tre livelli del cosmo, dagli inferi fino al cielo.
Si sosteneva infatti, che la sua propensione a cantare lo apparentasse al pi
loquace e raziocinante di tutti gli dei. Gli astrologi, sostenevano che al
sorgere del giorno ricevesse dal pianeta Mercurio un influsso positivo,
riservato solo al sacro volatile. Il gallo era uno degli animali pi usati nella
divinazione: lalectromanzia era la vaticinazione mediante sgozzatura o altri
metodi incruenti.
Nella cristianit messaggero della luce che dissipa le tenebre e
rappresenta il Cristo, anche per la similitudine fra i termini Cristus e
cristatus (con la cresta). Inoltre il suo canto paragonato alla voce di Dio
nel giorno del giudizio e la sua generosit a quella del Salvatore nei
confronti delluomo (il gallo se scopre del becchime chiama la sua famiglia
per condividere il pasto).

Il sacro animale aveva addirittura ispirato ai monaci orientali il nome di uno


dei due momenti dedicati alla preghiera comune, ilgallicinium. Celebre
lepisodio del Vangelo di Matteo in cui si legge: In verit ti dico: prima che
il gallo canti mi rinnegherai tre volte. Questa frase evoca il simbolo del
Cristo che rammenta ai fedeli la loro condizione di peccatori, esortandoli
alla vigilanza e al risveglio spirituale (vedi Duomo di Messina).
Anticamente si usava porre un gallo di metallo come banderuola sul punto
pi alto delle chiese o in cima ai campanili, a rappresentare il Cristo che
veglia sul popolo di Dio e si oppone alle tempeste che possono giungere da
ogni lato: la banderuola infatti si orienta sempre controvento.
Gli gnostici invece, immaginarono una figura galliforme per rappresentare
IAO, lEterno. Oltre alla testa di gallo e alla frusta in mano, al posto delle
gambe ha due serpenti con testa galliforme, a significare che IAO il
Signore della Luce e delle Tenebre.

Il simbolismo negativo del gallo


La sua potenza virile del gallo, che gli permette di fecondare tutto il
pollaio, ha spinto alcuni simbolisti ad assumerlo quale emblema della
lascivia, sebbene lanimale agisca per istinto, diversamente dai libertini.
Rappresenta anche la collera, visto che i giovani galli si azzuffano
facilmente fra loro. Infine, il Basilisco, mitico mostro medievale, fu descritto
come un gallo con la coda di serpe capace di bruciare le erbe, fulminare
uomini e animali e spezzare persino i sassi. Nato da una goccia di sangue
della Medusa, per riparasi dal suo sguardo erano necessari vetri o specchi,
che confluirono nellimmaginario alchemico: la donnola tiene in bocca uno
specchio che le ripara il muso e affronta il basilisco. In un angolo della
composizione si vede poi il serpente diviso in tre pezzi. Talvolta vi anche
un cacciatore che si ripara dietro uno specchio mentre la donnola attacca il
mostro. Lanimale fantastico evoc anche il simbolo del cristiano pervertito
e degli eretici, mentre i magi ne elogiavano il sangue color pece (Sangue di
Saturno), che diluito diventava pi splendente del cinabro. Gli attribuivano
la buona riuscita delle petizioni presso i potenti, virt terapeutiche e poteri
di amuleto contro le stregonerie.

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