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Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le prime realizzazioni dell'elettronica sono state i circuiti radio riceventi e


trasmittenti; senza dubbio Guglielmo Marconi e Nikola Tesla furono dei pionieri, ma
le loro prime radio non avevano nulla che non si potesse considerare pi di una
applicazione dell'elettrotecnica ad un problema nuovo. Il vero salto di qualit
avvenne per opera dell'ingegnere britannico John Ambrose Fleming dell'University
College di Londra, che nel 1904 invent il primo dispositivo elettronico a due
terminali, il diodo a vuoto, cio la prima valvola termoionica. Segu a breve
(1906) il primo componente elettronico a tre elettrodi di Lee De Forest, il triodo
a vuoto, che permetteva anche di amplificare un segnale.

Dopo la prima guerra mondiale l'elettronica si svilupp rapidamente, soprattutto


per merito della radio, che in quel periodo era la sua applicazione di punta; nella
teoria dei circuiti una pietra miliare fu nel 1927 l'invenzione del primo circuito
a reazione, che permetteva di raggiungere con pochi componenti prestazioni
nettamente superiori, mentre gli apparecchi radio si facevano sempre pi
sofisticati passando dai primi semplici schemi circuitali omodina, o sincrodina, a
pi complessi schemi eterodina e supereterodina, che garantivano una migliore
separazione fra le stazioni radio e minor rumorosit.

Una nuova svolta si ebbe dopo la seconda guerra mondiale con l'invenzione del
transistor, componente attivo che poteva assolvere le stesse funzioni delle valvole
termoioniche ad una frazione del costo, dell'ingombro e della potenza necessari
alle valvole: inoltre, pi transistor possono essere integrati in dispositivi
complessi, i circuiti integrati appunto, che possono contenere oggi anche molti
milioni di transistor (e altri componenti come resistori, condensatori, diodi ecc)
e quindi possono svolgere cos funzioni molto complesse con costi e ingombri
contenuti.

Con i transistor prima e con i circuiti integrati poi, l'elettronica conosce un


vero boom, che a tutt'oggi non ancora terminato.

Metodiche[modifica | modifica wikitesto]


Dal punto di vista teorico l'elettronica adotta sia le leggi dell'elettromagnetismo
classico e dell'elettrotecnica sia la meccanica quantistica che alla base della
tecnologia dei semiconduttori. Sono inoltre utilizzati i metodi matematici
sviluppati dalla teoria dei sistemi per definire la risposta in frequenza del
sistema elettronico e dall'algebra di Boole.

I componenti elettronici attivi, cio i diodi e i transistor, sono coperti da una


trattazione teorica completa ed possibile prevederne il comportamento in ogni
condizione; anche alcune tipologie di circuiti, come gli amplificatori lineari a
bassa potenza, gli amplificatori operazionali e gli oscillatori, dispongono di una
base di teoria che pu in parte guidare il progettista, ma in generale il progetto
di un nuovo circuito un lavoro che deve combinare teoria e creativit.

Ambiti[modifica | modifica wikitesto]


L'elettronica si divide in due grandi settori:

l'elettronica analogica, si occupa di segnali analogici, cio che variano nel tempo
in modo continuo, e che in linea di principio potrebbero assumere un valore
qualsiasi in qualunque istante di tempo dato (per esempio voci, suoni, intensit
luminose ecc.): operazioni tipiche compiute su questi segnali sono
l'amplificazione, la modulazione, la miscelazione, il filtraggio.
l'elettronica digitale, che invece tratta dei segnali elettrici che possono
assumere soltanto alcuni valori (predeterminati e finiti) "legittimi" di tensione,
convenzionalmente due valori utilizzando il sistema binario: "alto" o "basso" che
sono associati ai valori logici "vero" e "falso". In questo caso ci si riferisce a
segnali binari che in genere vengono sottoposti a operazioni logiche booleane come
l'AND, l'OR, il NOT ecc. proprio questo settore dell'elettronica che ha permesso
la nascita e lo sviluppo del moderno calcolatore elettronico.