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PREFAZIONE

Francesco De Mura uno dei pi importanti pittori del Settecento, non solo napoletano, ma italiano.
Condusse vasti cicli di areschi a Napoli, a Montecassino ed a Torino e diede prova di un decorativismo
tipicamente settecentesco di grande nobilt e scioltezza discorsiva, espresso con un colorito delicato e gen-
tile.
Nonostante tanti contributi parziali, che coprono una vasta bibliografia, da decenni si sentiva la neces-
sit di una monografia completa e ricca di immagini, che contribuisse a far conoscere ed apprezzare a
studiosi ed appassionati un cos importante artista.
Ci siamo avvalsi della collaborazione del massimo esperto del De Mura: Vincenzo Rizzo, autore della
voce relativa allartista nel Dizionario Biografico degli Italiani edito dalla Treccani ed abbiamo riportato
integralmente alcuni suoi esaustivi contribuiti, ricchi di note e documenti, pubblicati tempo fa sulle pa-
gine della gloriosa rivista Napoli nobilissima.
Abbiamo poi dato la parola alle immagini, pi eloquenti della frase pi ricercata, oltre cento, tutte a co-
lori, attinte dallarchivio di Dante Caporali.
Il risultato finale stato un viaggio entusiasmante tra musei, chiese e collezioni private alla ricerca del
bello e finalmente De Mura, siamo certi, sar contento.

Napoli luglio 2017

ACHILLE DELLA RAGIONE

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lopera gioVanile di franceSco de MUra

Tentare una ricognizione storico-critica su ci che con tutta carit nelli principi del disegno; dopo del
resta della produzione giovanile di francesco de Mu- qual spazio di tempo venne a morte quel buon Uomo
ra questo pittore che, per tanti versi, anchegli [il Viola]2.
pi noto che conosciuto1 allo scopo non solo di ri- nel 1708, a dodici anni, de Mura entra nella fa-
percorrerne lo sviluppo stilistico, nel ventennio di mosa scuola dellabate francesco Solimena, il quale
formazione 1714-1734, ma anche dintenderne me- sapprestava ad arescare il Trionfo domenicano nella
glio le cause provocatrici, le sollecitazioni, le intuizio- sacrestia di S. domenico Maggiore (1709), dopo aver
ni e le prime sue novit poetiche, non certo impresa realizzato la grande tela nella chiesa napoletana di S.
facile; si tratta in realt di soermare lo sguardo su girolamo delle Monache; opera densa di annotazioni
poco pi duna cinquantina di opere superstiti, con- felici, col gruppo di religiose intorno a S. francesco
siderato che molte sono andate cancellate per sempre, che d loro la regola: una delle opere perfette in tut-
tra cui quelle maggiori (erano ventisette) per labbazia ti i numeri dellarte anzi che vien giudicata la mi-
di Montecassino (distrutte nel 1944), quelle per S. gliore e la pi superba di questa in ogni parte am-
gaudioso (incendiate nel 1799) e per S. Spirito di pa- mirata dipintura, che apparisce nita con sommo
lazzo (scomparse con la demolizione del tempio) ed amore, pulizia e maestria di pennello3. preso subito
inne, per menzionare le pi rimarchevoli, il sotto a benvolere dallillustre suo maestro, ne segue diligen-
per lalcova della regina nel palazzo reale di napoli temente gli insegnamenti e, appena due anni dopo,
(fatto sparire nel 1943). nel 1710, suscita lammirazione del Solimena copian-
Sugli inizi di de Mura, il biografo settecentesco do le sue opere con pastosit e dolcezza, con pulizia
Bernardo de dominici prodigo di notizie, soprat- e morbidezza, senza que tagli, ne quali inciampano
tutto per il periodo dellinfanzia e della prima adole- per lo pi i scolari nel copiare le pitture in disegno.
scenza: egli ci ragguaglia sulla mania del piccolo fran- inoltre, fu meraviglia vedere un fanciullo, che di po-
cesco di disegnare le immagini dei Santi, trascurando co passava gli anni dieci, copiare una mezza gura
labaco ed i numeri; sulle percosse a carne nuda, da- duna Beata Vergine col Bambino, e S. giovannino
tegli bestialmente da un sacerdote violento, certo senza dare nel secco avendo adempiuto alla parte
niccol Battimelli che, vista la caparbia insistenza del del disegno, e massimamente nelle mani, che son.
ragazzo a copiar con la penna quei Santini, lo ba- ben disegnate e ben dipinte4.
ston spietatamente; e poi sul convincimento dei ge- il giovinetto si rivela subito, nellambito della
nitori a condurlo presso un pittore nominato feli- scuola, il pi dotato, poich comincia ad assimilare
ce, scolaro del Simonelli, che li consigli a mandarlo nellintimo la lezione del maestro: avanzatosi adun-
alla scuola del cavalier domenico Viola, dal quale que a grandi passi copi in et di 17 anni un S. Mi-
fu con amorevolezza raccolto, e lam a tal segno in chele arcangelo, che scaccia lucifero, con suoi segua-
appresso, che non sapea vivere senza del suo diletto ci dal paradiso, per labate zola, Maestro di cerimo-
francischiello; anzich udita raccontare la barbarie nie del card. pignatelli, e perch riusc la copia per-
usata dal Maestro di lettere, si accese di tanta collera, fettamente imitata dalloriginale del Solimena, vi sin-
che voleva andare a caricarlo almeno dingiurie, tut- gannarono due professori forestieri che la videro, giu-
toch fusse da pi dun mese succeduto dal fatto; ed dicandola per loriginale: anzicch lo stesso Solimena
inne che circa un anno, o poco pi si trattenne dal vedendola molto la commend al mentovato abate:
Viola il nostro bene incamminato fanciullo, istradato ma perch costui voleva con prezzo tenue rimunerare

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Questopera, nonostante si presenti oggi molto
scura e bisognosa di restauro, indica bene come il gio-
vanissimo pittore, allora diciassettenne, sia stato gi
in grado di esprimere appieno lactus tragicus nelle
tre gure: il crocesso, che si scorge grazie a precise
lame di luce, il S. giovanni dolente, a anco della
croce, e la Vergine, ai piedi del patibolo, che a mala-
pena lo sguardo intravvede dove si pu vedere lardi-
re e lo spirito dun giovanetto principiante6. Quel
cristo perfettamente inserito nello spazio, stagliato
dolorosamente sulla croce, innanzi a cui congiunge
le mani il S. giovanni, sono gi una valida prova di
autentica capacit espressiva, di resa totale del pathos,
alla maniera del preti e dei grandi seicentisti napole-
tani.
nel quinquennio successivo, od oltre (1715-20),
va posta la realizzazione di alcune opere, eseguite sot-
to la pi stretta osservanza della lezione solimeniana;
e cio in quel periodo di piena aderenza al dettato del
maestro, che andava sempre pi aezionandosi a de
Mura, ritenendolo il pi osservante ed ortodosso dei
suoi allievi; raramente, infatti si ebbe una intesa cos
profonda tra docente e discente. da antonio rovi-
glione sappiamo che francesco de Mura, detto
franceschiello del Solimena questo genitivo mol-
to signicativo ebbe in sorte dapprender la pittura
1. f. de Mura, Immacolata (1715-18 c.). napoli, sacrestia della sotto i sicuri precetti di questo celebre artece che,
chiesa del divino amore. scorgendo nel giovine una buona disposizione, dol-
cezza di colore e nobilt di tenta [sic], lo ha portato
il giovanetto, ne sentiva pena, raccontando il caso, egli avanti con molto impegno. a questo punto
medesimo, ad un galantuomo, nominato d. niccol dobbligo considerare attentamente il S. Antonio di
Mariano, il quale, perch vi sinterposero varj amici, Padova (1715-1716) della pinacoteca del pio Monte
apportando varie ragioni per venire in aggiustamento, della Misericordia: una piccola tela che, come gi ri-
venne poi in mano dello stesso abate zola, pi in mo- lev il causa, potrebbe benissimo esser confusa con
do di cortesia, che per condegno onorario5. un dipinto del Solimena stesso; poich, per de Mura,
dopo aver menzionato, solo per esattezza storica, il in quegli anni di formazione, non cera possibilit
S. Francesco dAssisi (di palmi 5X8) che ladolescente de umana di sfuggire alla suggestione del gran vecchio7.
Mura dipinse a dieci anni (1706), e che fu veramente la lintensa macchia chiaroscurale, levidenza dei chiari
sua prima tela (se la tenne in casa, infatti, sino alla mor- sulla forte espressione dei volumi, tutto il codice gu-
te), passiamo ora, ad esaminare lopera con la quale ini- rativo di Solimena applicato proprio alla lettera; ep-
zi lattivit pubblica: il Crocesso con la Vergine e S. Gio- per gi balza evidente quella politezza dei volti, delle
vanni (1713), eseguito per la chiesa di S. girolamo delle mani, delle pieghe delle vesti, per le quali Solimena
Monache, in cui ancora prepotentemente avvertibile stesso si era compiaciuto: Vedi come fa bene france-
quel tenebrismo che reu in lui durante i dodici mesi schiello; vedi come mi ha saputo bene imitare cosa
di discepolato presso il pretiano domenico Viola (gi che questi altri non hanno mai fatto8. Questo S.
allievo di andrea Vaccaro) e che risente appieno della Antonio, inoltre, presenta gi quella dlicatesse che sa-
atmosfera plumbea e greve in cui il Viola usava immer- r limprescindibile caratteristica, il segno di qualit
gere i suoi personaggi, realizzati, s, con grande mestiere, della sua produzione futura; inne ha ascendenze an-
ma con mancanza quasi assoluta di talento come appa- cora pi lontane e precipue: non vi chi non veda, in
re, per esempio, nelle sue tenebrose dodici tele della tutta la scarna gurazione pittorica, quella stessa pre-
chiesa napoletana di S. antonio abate. ziosit e gentilezza che stanno nel S. Antonio di ca-

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vallino nel museo di capodimonte: persino nelle dita
delle mani del santo, ausolate, tenere, morbide co-
me quelle di Bernardo; e lincanto, poi, di quel lilium
candum che, pur posto sullestremo limite della ba-
se della tela, spicca prepotente nella sua essenziale ed
ancora seicentesca beante. laddove si vede, come op-
portunamente scrisse roberto longhi nel 1920, che
anche de Mura riesce a riallacciare qualche lo della
tradizione locale della prima met del Seicento9.
dunque, Solimena, apprezzandone la tenace fe-
delt al suo dettato pittorico, si accese di grande aet-
to per questo discepolo, piccolo di statura ma ammi-
revole per entusiasmo, per volont e per caparbio ar-
dore. egli cominci ad aiutarlo in tutti i modi, sia fa-
vorendolo pi degli altri nellapprendimento del me-
stiere, sia facendogli ottenere commissioni di lavori,
a volte nelle stesse chiese dove gi esistevano o si an-
davano realizzando opere eseguite da lui stesso.
anche di questo stesso momento la Immacolata
con Angeli (g. 1), visibile nella sacrestia del divino
amore, a napoli, eseguita per incarico delle Monache
di S. Maria porta coeli, detta crocelle ai Mannesi;
chiesa che and distrutta nel 1876. la tela tra i rag-
giungimenti pi alti della prima produzione di de
Mura (1715-1720 circa), poich, pur nella persisten-
te, inevitabile dipendenza dai modi di Solimena, reca
una schietta ventata di nuovi ardori e sentiti palpiti
emotivi, sia nella ragurazione della Tota pulchra che
2. f. de Mura, Madonna con Bambino e S. Domenico (1718 c.).
negli angeli adolescenti che lattorniano, di una cor- Bozzetto. napoli, museo della floridiana.
posa venust alla giordano-de Matteis e, in partico-
lare, nei due punti carnosamente pregnanti che sor-
reggono la mezza luna, volumetricamente perfetti, da un sasso, slanciano e fanno lievitare lintera gura,
preludenti gi, nellintensit della loro vivezza, a quel- con unimpostazione ascensionale tipicamente rocail-
li torinesi degli anni 1741-43. questo un dipinto le; ben diversa dalla impaginazione barocca dellAs-
musicale: si pensi alla presenza a napoli, nel 1708, sunta del Solimena, al carmine Maggiore di napoli,
dello hndel (che venne a trarre ispirazione per il suo che del 1708.
Messia) ed alla sua amicizia con alessandro Scarlat- in realt, nellImmacolata al divino amore, de
ti, del quale era intimo il Solimena, dilettante della Mura smembra ed assottiglia le ombre, al punto da ri-
musica, avendo continuamente in casa virtuosi di tal durle allindispensabile sintesi plastica e cromatica,
materia che, dopo le sue fatiche del giorno, la sera lo anch losservatore non sia disturbato da quelli che
divertivano10. potevano essere i presupposti squisitamente tecnici
occorre per indugiare alquanto sullesemplare dellautore. egli andava alla ricerca di una maggiore
atteggiamento di questa Immacolata: gli occhi abbas- limpidezza di linguaggio, sia cromatica che formale,
sati, le dita verginali che appena si toccano sono come per cui elimina il maggior numero possibile di zone
una farfalla che delicatamente agita le ali; una grazia dombra, attraverso un processo di semplicazione.
innita pervade il volto soave della Madonna, che la suggestione e la qualit cromatica delle opere
campeggia e sovrasta quei giri concentrici dellampio giovanili non solo una questione di mestica, come
manto azzurro, avvolgenti come vorticose onde ma- giustamente osserv il causa11, poich la sola mestica
rine tutto il suo corpo; il graduale e ritmico allargarsi indubbiamente di tonalit rosata e non bruno scuro
delle sue vesti, le cui pieghe ondeggianti si predispon- come adoperava il Solimena non avrebbe ovvia-
gono musicalmente, quasi circoli prodotti sullacqua mente risolto il problema della luminosit cromatica:

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sare a Boucher e pare che avanzi leziosa ed infervora-
ta, reduce da une fte champtre. e sono sucienti le
palpebre abbassate per attenuare laccento mondano
dellinsieme. Si sente, insomma, in questopera, lan-
sia di scoperta che animava allora il giovane artista.
V, poi, da considerare quel Ritratto di donna, del
muse des Beaux-arts di Tolosa, incluso da Bologna
nel catalogo delle opere di Solimena e che mi fu cor-
tesemente segnalato, nel 197413, da Michel laclotte,
come opera giovanile di de Mura. Supposizione che
reputo molto fondata poich, sia per limpostazione
generale, sia per il raronto con la tela certamente pi
tarda (Cristo e ladultera della coll. Weitzner di new
York) da longhi indicato alla griseri, il Ritratto di
donna di Tolosa ben si inserisce in questo momento
di piena acquisizione dellimpostazione globale soli-
menesca, sol che si guardi alla sionomia del volto
muliebre, svolto con lo stesso rigore chiaroscurale.
epper, malgrado lattaccamento, pressoch ossessi-
vo, di de Mura al gusto di Solimena, in questo primo
periodo, dal 1708 al 1725, vi furono episodi notevoli
di sue tele, pervase di un inequivocabile inusso gior-
danesco che occorrer debitamente valutare.
come si sa, il 3 gennaio 1705 (de Mura aveva cir-
3. f. de Mura, S. Oronzo che predica (1723 c.). Bozzetto. na- ca nove anni) moriva in napoli luca giordano14 il
poli, sacrestia della cappella del Tesoro di S. gennaro. quale, gi a firenze fra il 1682 ed il 1686, per gli af-
freschi di palazzo riccardi, e da poco tornato dal-
lesaltante soggiorno spagnolo (1692-1702), scopr,
infatti ci che sostanzialmente distingue le opere dei nel 1704 gli areschi col Trionfo di Giuditta nella
due maestri che il pi giovane ha assimilato la lezio- cappella del Tesoro di S. Martino, che sono sciogli-
ne del giordano, attraverso le seduzioni di del po e mento tumultuoso, iridescente e felice, di una libera
di de Matteis, ed ha innervato il colore mediante una visione daria chiara laddove luca porta alla ma-
composizione tonale che, nelle ombre, esclude le terre turit un empito sconnato, in quelle sue innite e
per porre i colori in tonalit pi basse, con una subor- larvali delicatezze, dove in realt apre anche, e
dinazione scura del colore stesso: ne vien fuori una vi- con la perfetta lucidezza di cui neppure un uomo
sione dinsieme che tende, gi in tali esperienze gio- nuovo sarebbe riuscito ad avere il dominio, il respiro
vanili, a risolvere il tutto in chiarit luminosa. del secolo appena iniziato15. per nostro convinci-
Vicinissime a questopera12 sono la Madonna delle mento, il giordano mostra il livello di superiore ci-
Grazie con S. Rosa e S. Giovanni, al pio Monte, e la vilt pittorica che va iscritto fra i punti di arrivo pi
Vergine del Rosario con S. Domenico e S. Caterina, al acutamente presettecenteschi dellarte deuropa16,
Monte Manso di Scala, il cui bozzetto al museo del- gi largamente presente, non solo nelle sue tele napo-
la floridiana di napoli (g. 2), mancante per della letane dellascensione a chiaia (1657), di S. agostino
S. caterina che inserita nella tela denitiva. il volto degli Scalzi (1658), dei SS. giuseppe e Teresa a pon-
della Vergine pressoch il medesimo, con la stessa ti- tecorvo (1660), di S. Teresa a chiaia (1664), dellaf-
pizzazione e con unintensit chiaroscurale di pretta fresco ai gerolamini (1684), e della cappella Merlino
derivazione solimenesca; ma il Bambino delle due te- al ges nuovo (1687), ma ancor pi nelle quattro
le gi esorta ad un largo respiro di marca rococ, so- modernissime tele nel transetto dei SS. apostoli
prattutto in quella al Monte Manso, dove le tenere (1690-1692), in cui la trasparenza dei colori in toni
carni si percepiscono morbide e delicate e la Vergine grigio-perla unanticipazione della sensibilit roco-
rivolta ai due santi genuessi, col lembo capriccioso c, che incant persino il cochin, per il loro grand
delleburneo mantello che le sta alle spalle, fa gi pen- eet, dune couleur suave et fraiche e che nella Nativit

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della Vergine rilev toutes les graces de Pietro da Cor-
tona; mentre il Saint-non, nel 1773, fece riprodurre
questultimo dipinto su un disegno di fragonard, tut-
tora esistente nella coli. andrien paris di Besancon.
a queste tele precorritrici che va riferito linteresse
precipuo di de Mura verso la grande lezione del
giordano, dal cui ume in piena, comunque, tutti at-
tinsero nel corso del sec. XViii; e per quanto attiene
in particolare a de Mura, gli dovette apparire degno
di ogni ricerca ed approfondimento quel neoveneti-
smo suadente di cui cochin diceva il est peint dun
pinceau facile, trs molleux et fondu e Saint-non
pour pharmonie, ce ton argentin et suave, enn ce
charme de coloris quil a porte au suprme degr.
al giordano, denso di spirito moderno, anticipatore
di istanze e di sollecitudini rococ dagli sfondi paesi-
stici moderni (valga, per tutti, quello della S. Anna e
la Vergine bambina, allascensione a chiaia), ai suoi
colori trasparenti e celestini, impalpabili e trasognati,
andava diretta lattenzione delle ultime leve. 5. f. de Mura, Assunzione della Vergine (1727 c.). airola, sacre-
stia nuova nella chiesa dellannunziata.
a questultimissimo giordano, dunque, massi-
mamente ai suoi eccellenti dipinti dei SS. apostoli,
indirizzava il suo interesse de Mura che, pertanto, si citate dal pane17, dipinte per adornare le pareti late-
ciment in due tele giovanili di dicile datazione, rali nella cappella della Beata aglaia nel convento di
S. gregorio armeno, nelle quali palese il desiderio
di avvicinarsi, per quanto gli fosse possibile, ai modi
di luca, pur nel persistente impianto solimenesco,
soprattutto nellatmosfera dorata che le avvolge e nel
frmissement delle pieghe, che ritroviamo anche nel
bozzetto Lentrata dellImperatore Ludovico II a Mon-
tecassino, eseguito nel 1731-32, per la cappella di S.
Bertario dellabbazia benedettina, dove lincedere or-
goglioso del monarca si fonde dinamicamente col vi-
cino ondeggiante pallio verdino, che copre il croce-
sso astile in processione: ed , pur nella semplicit
della rievocazione, tutto uno smuoversi di stoe e di
corpi, di putti monocromati sulle nuvolette, da cui
promana lansia del giovane de Mura di rendere la
rappresentazione quanto pi movimentata possibile,
appuntando linteresse su un vecchio inturbantato
che avanza faticosamente nella sua corpulenza e, in
primo piano, nella bocca vogliosa del neonato che si
nutre al seno della madre, distratta dal corteo che
passa18.
Un pi rapsodico omaggio a giordano, de Mura
lo render nella Predica del Vescovo S. Oronzo, che il
coabbate grassi gli commission nel 1720-1723 per
il ricco altare della cappella Marescalli, dedicata al
protettore di lecce, in S. pietro a Maiella a napoli:
4. f. de Mura, S. Oronzo che predica (1723 c.). particolare del
bozzetto. napoli, sacrestia della cappella del Tesoro di S. gen- questa unopera gi tutta idealizzata, con un tenue
naro. sfondo paesistico in cui la testa calva del vecchio bar-

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ture e il tempo hanno alquanto appannato, mostrano
profondi interessi anche per la pittura del preti e, co-
munque, unattenzione speciale per una obiettivit
rappresentativa che presenta annotazioni della realt,
come si vede nel dinamico giovane ossesso seminudo
che, con i muscoli tesi dallo spasimo, convulsamente
stringe la nuca fra le mani, contorcendosi tra le brac-
cia di una giovane inginocchiata: anche se solo per un
attimo, in questa Guarigione dellossesso, si tratta pure
di autentica verit rappresentativa, cio di uno sforzo
per essere quanto pi possibile vicino al vero. nella
tela di fronte, invece, dove il S. nicola, con la destra
protesa, ordina a un diacono di dare un colpo di mar-
tello ad un oggetto luccicante a terra, ancora pi
evidente un certo attenuato tene-brismo che, attra-
verso il Viola, gli era pervenuto dalla pittura di Mat-
tia; col completamento, per, delle testarde esperien-
ze conservatrici del de Maria23.
di qualche anno pi tardi, presumibilmente verso
il 1726-27, sempre per S. nicola alla carit ma
questa volta per il cupolino antistante la cappella del
Santo titolare laresco dedicato ai miracoli del
protettore di Bari che, purtroppo, malridotto com,
6. f. de Mura, Compianto sul Cristo morto (1727 c.) airola, sa- non ci permette unagevole lettura. per fortuna resta
crestia nuova nella chiesa dellannunziata. al pio Monte un grande bozzetto preparatorio24, che,
condotto con estrema cura, opera nita di per s, in
cui si coglie la persistenza ad una svolta vieppi coe-
buto vive lansia dellascolto e, di anco al Santo rente rispetto alle istanze rinnovatrici del momento.
che calpesta un busto di dio pagano , una intensa in alto, adorabili puttini pauti, gi creano, pur nella
maternit che, appunto, aonda le sue radici nelle insistita rimembranza pretiana per gli areschi sulle
oride Madonne giordanesche e qui ne rinnova la porte di napoli, una leggerezza descrittiva inequivo-
prorompente umanit popolaresca. il bozzetto (gg. cabilmente proto-rococ. cos, gi si palesava, in tut-
3-4), che si custodisce nella sacrestia della cappella del
Tesoro di S. gennaro19, ore un preziosismo croma-
tico maggiore per la soave delicatezza dei colori che
hanno del translucido20 e sembrano precorrere le
esperienze giaquintesche dei SS. Eutichete ed Acuzio
pel duomo di napoli (1744 ) e dei dipinti del palazzo
reale di Madrid, del 1754-61. e non da escludersi
che de Mura abbia tratto ispirazione anche dal de
Matteis autore delle diciotto tenere tele, eseguite nel
1712 circa, per la cappella dellidria nel chiostro di S.
gregorio armeno21 e di quella Immacolata (datata
1713) dalle uenti e profane chiome bionde nel tran-
setto di S. Brigida a napoli.
allincirca negli anni 1723-25 comincia il rappor-
to di lavoro che de Mura intratterr con i padri pii
operai di S. nicola alla carit in via Toledo, e che si
prolungher, con lunghi intervalli, sino allinoltrata
vecchiaia, nel 177322. le due piccole tele oblunghe, 7. f. de Mura, Adorazione dei pastori (1727 c.). airola, sacrestia
sotto larco della cappella di S. nicola, che le ridipin- nuova nella chiesa dellannunziata.

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ta la sua intensit, il carattere della pittura religiosa di
de Mura: misticismo gurativo che gi da ora si im-
pone come uno dei vertici del Settecento europeo.
non a caso, parallelamente, proprio in quello stes-
so tempo, giambattista Vico, nel dicembre 1725, scri-
vendo al de angelis, osservava che le idee dei poeti so-
no identiche a quelle dei pittori, non dierendo tra lo-
ro che per le parole e i colori25 e, contemporanea-
mente, circa il senso della provvidenza che esaltava in
quel periodo i grandi spiriti del momento, sar oppor-
tuno indicare che, nella prima edizione della Scienza
Nuova (anche del 1725) lo stesso Vico, sostenendo la
conoscenza della storia in opposizione al razionalismo
cartesiano, concludeva che questa Scienza porta
indivisibilmente seco lo studio della piet, e che, se
non siesi pio, non si pu daddovero esser saggio26.
Ma nonostante tutte queste imposizioni idealisti-
che e spirituali, in seguito alle sue nozze con anna
debre27, de Mura esegue il Ritratto della moglie (da- 8. f. de Mura, Madonna con Bambino (1725 c.). napoli, coll.
tabile al 1728-30), uno degli esempi pi intensi, po- priv.
tremmo dire di neo-naturalismo, nella ritrattistica
settecentesca in italia: quel vezzoso cagnolino che
guarda la leggiadra padrona la quale, su un tenebroso immagini di Santi dipinti a fresco in mezze gure ne
sfondo oreale (una rosa bianca e certi ori rosso cu- cantoni della nuova casa alla strada de Scalzi di S.
po), savvolge il ricciolo mentre locchio vellutato agostino32, opere di cui purtroppo non sussiste
scruta lastante con aristocratica ironia28 sono, pur traccia, ma delle quali abbiamo recuperato la polizza
nellinsieme ancora realizzato alla solimenesca, il di pagamento; esse dovettero essere notevoli, se si
timbro vocale pi proprio del gusto del momento, pensa alle lodi che sollecitarono e al compenso riscos-
cio del rococ napoletano, con quelle mani muliebri so, circa 500 ducati33. nel corso dello stesso anno fu-
che quasi si torcono, aprendosi come corolle di ori rono dipinte le cinque tele per il duomo di capua, e
sotto la luna; e linsieme cos spiritoso e frizzante da la tela, rmata e datata, ora presso la rhode island
uguagliare certe arguzie dellhogarth. School of design di new York (g. 22).
del 1727 il gruppo di opere eseguite per la sa- intanto, il suo maestro Solimena metteva mano
crestia nuova della chiesa dellannunziata di airola, nel medesimo tempo al gruppo di areschi che i pa-
nel Sannio, dove laerea volta (g. 5) dellAssunzione dri dei girolamini gli commissionarono perch deco-
della Vergine il cui bozzetto si custodisce nella pina- rasse tutta la sontuosa cappella, dedicata a S. filippo
coteca del pio Monte29 unanticipazione della lu- neri, la cui esecuzione si protrasse dal 1727 al 1733
minosit a medio dia per il catino absidale della nun- e non dal 1727 al 1730 come aerm il Bologna34.
ziatella, di quattro anni dopo; aresco airolano che, occorre premettere che se il barocco di Solimena fra
pur con le ridipinture e i guasti, ci presenta ancora il 1677 ed il 1690 cosa di autentica pcesia e di leva-
brani pregevoli nei gruppi di putti di una leggerezza tura europea35, lopera matura dello stesso fu senza
assoluta; e nel vecchio di spalle, ricoperto da un man- dubbio limitata come suscitatrice di poesia36; ci
to giallo, che solleva il niveo sudario del sarcofago ed nondimeno, ci sono alcune opere di quegli anni
un insieme di volti e di sentimenti, di emozioni e (1725-45) che, in un processo di revisione dei tra-
preziosismi cromatici30. Sullaltare della sacrestia, il scorsi orientamenti classicistici, riescono a rinnovare
Compianto della Vergine sul Cristo morto (sembra un i suoi giovanili entusiasmi barocchi e le sue originarie
commento gurato al quasi coevo Stabat Mater di propensioni per una pittura volta ad una resa concre-
pergolesi) ci ore un nudo virile (g. 6) su cui spicca ta e tangibile delle cose e delle umane passioni37; e
il volto doloroso della madre31. tuttavia, sempre sul ciglio pericolosissimo dellacca-
nel giugno 1727 de Mura ricevette, dal ricchissi- demico e del vuoto formale38, il maestro giunge a
mo don Bartolomeo di Majo, lincarico per quattro realizzare quello che, a nostro modo di vedere, il ca-

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no, in uno sfolgorio di tinte, la gura del S. Felice
Cappuccino, che cosi vivo da sembrare un religioso
questuante che si riposa al cantone dun vicolo di na-
poli; e la immagine radiosa della Vergine apparsa a S.
Filippo: un richiamo ineluttabile pure a tanti anni
di distanza alla grandezza di luca. e, dunque, luca
il punto di riferimento imprescindibile, anche per
Solimena.
de Mura si soermer certamente dinnanzi a que-
sti areschi esaltanti; come avr visto anche, nel
1739, lEnea che appare a Bidone, per il palazzo Tarsia
Spinelli, quella opera eccellente piena di episodi e di
poetici ritrovati e da entrambe le opere avr tratto gli
9. g. del po, Allegoria della Famiglia Carafa. incisione da un di- ultimissimi insegnamenti dal Solimena, completando
segno di g. del po del 1691 in Historia Geneal. della Famiglia cosi la svolta denitiva per la formazione del suo pro-
Carafa di B. aldimari.
prio stile.
Ma quali, dunque, gli impulsi della nascente sen-
polavoro della sua vecchiaia; dove anche un com- sibilit rococ? ci si sta rendendo conto sempre di
mosso ritorno a giordano, e cio la ripresa naturali- pi che il primo trentennio del Settecento napoletano
stica degli areschi ai girolamini. infatti il suo puri- stato ricchissimo di invenzioni plastiche e gurative
smo e, nello stesso tempo, i tratti classicistici, ci dan- e, comunque, di novit straordinarie in tutte le bran-
che dellarte, dalle pi nobili alle pi umili, ma molto
ancora da scoprire nel mare magnum degli archivi
napoletani. gi il pane ebbe a chiarire che nei primi
anni del secolo gli architetti sono anche pittori e
scultori, i quali spesso, come si vedr col Solimena ed
il Vaccaro, svolgono la loro diversa attivit nella stessa
opera, dando compiutamente, in un solo insieme, la
misura della loro volont e del loro talento39. di re-
cente per sono stati portati a conoscenza degli stu-
diosi i primi risultati pi concreti di un gruppo di ri-
cerche portate avanti dal Borrelli, sulla base di sicuri
documenti40; e si potuto accertare che, nel primo
quarto del secolo, al tempo cio delle precoci aerma-
zioni del rococ napoletano, durante il governo vice-
reale austriaco, per le esigenze culturali di cessazione
con le vecchie istanze barocche e di anticipazioni ro-
cailles, si andavano aermando folte schiere di mae-
stri pittori, decoratori, scultori, architetti, maiolicari,
scenogra, marmorari, pipernieri, tessitori, ricamato-
ri, ecc.; che lavoravano, si potrebbe dire, in concerto
per realizzare un tuttuno inscindibile, nella ostenta-
zione quasi teatrale del momento. ed era una espres-
sione compatta ed indivisibile di stile decorativo del
rococ partenopeo, che impront il secolo intero per
leuropa tutta, squisitamente articiato dalla magica
virt del Solimena, del de Mura4i, molto spesso
anteriore a quella che si sarebbe poi sviluppata a pari-
10. f. de Mura, Scena del Massimiano. incisione da un disegno
gi; perch, come gi stato ampiamente dimostrato,
di f. de Mura, nelle Tragedie Cristiane di a. Marchese, na- il rococ napoletano ha origini proprie ed il frutto
poli 1729. dellesasperata fantasia barocca volta in crisi dal so-

10
11. f. de Mura, Adorazione dei
Magi (1731-32). napoli, chiesa
della nunziatella.

pravanzare dei mutati gusti ed esigenze di vita, per sione del 1691 che qui riproduciamo, g. 9), vi erano
cui esso da considerarsi quale frutto di una cultura il peresi, il Borremans, il de Matteis, nicola Maria
autonoma42 che, daltra parte, gi nel 1631 era stata rossi, il coccorante45, il Vaccaro, Tommaso Martini,
felicemente anticipata dal fanzago nella sontuosa de- nicola Malinconico, il cenatiempo, il Maya, Santolo
corazione marmorea delle porte angolari sotto gli am- cirillo46 lo Spinga47, il di falco, il liani; inoltre il Sa-
bulacri del chiostro della certosa di S. Martino a na- racino, filippo Buonocore e la stimolante presenza a
poli, con quelle capricciosissime invenzioni di attor- napoli, nel 1706, del messinese filippo Juvarra che
cigliamenti di pseudo foglie, accompagnate a serti di aveva lavorato come scenografo al S. Bartolomeo ed
frutta e ori, che hanno indotto il Weise43 a conclu- ai progetti per alcune facciate di chiese napoletane; e,
dere che fanzago il precursore del grande rococ tra gli scultori, lo stesso Vaccaro, il Bottigliero, il pa-
europeo. n, inne, devesi escludere, nellarea napo- talano, giacomo colombo, nicola fumo, il gra-
letana, lapporto del Borromini che, negli anni 1638- nucci, il pagano, il guglielmelli anche per le boiseries,
42, con laltare realizzato per il filomarino nella chie- il Bastelli48, il Saggese49, lancora pressoch sconosciu-
sa dei SS. apostoli fa apparire per la prima volta to per la produzione napoletana Mattia gaspari-
la curva sinusoidale di S. carlino e la balaustra si ni, cio lautore dei deliziosi salotti rococ al palazzo
articola no a formare uno spigolo acuto e il gradino reale di Madrid e, tra gli architetti, il poliedrico Vac-
sottostante si ritrae in una increspatura mistilinea di caro, il Tagliacozzi canale, il nauclerio, il Sanfelice,
una grazia gi settecentesca44. a parte il caso unico il fuga, il Solimena, il raguzzini che si maturava in
della de Julianis, molto lodata dal Solimena ed ap- attesa del capolavoro urbanistico di piazza S. ignazio
prezzata da de dominici per i suoi naturalissimi o- a roma; e tanti altri che gli studi vanno man mano
ri fatti di seta, e che hanno gli odori secondo le specie identicando. e in questo denso e fervente rococ, si
loro, e per i suoi cimiteri rappresentanti cadaveri ed rileva quella simbiosi tra pittura, scultura e architet-
ossa spolpate, la quale gi nel 1703 rmava e datava tura in perfetta unit espressiva, come gi stato no-
una sorprendente ceroplastica in cui, su uno sfondo tato.
di paesaggio dipinto e vascelli nel porto, si vede Lesta- Ma in particolare occorre tener presente che, pri-
si di S. Francesco Saverio, riverso sulle rocce, conforta- ma di morire, il 16 novembre 1726, colui che fu
to da un superbo arcangelo, tra gli indigeni e i puttini laedo del rococ napoletano50 cio giacomo del
reggi-ghirlandette (coll. Marisa catello, napoli) ci si po, nel 1724 aveva dipinto a napoli tre tele per i sof-
trova dinnanzi ad una stupefacente opera di mise en tti del palazzo del Belvedere del principe di Savoia a
scne, che ingloba pittura-scultura-scenograa; ed a Vienna, la pi esaltante delle quali, Le arti liberali do-
parte lincomparabile giacomo del po (si veda linci- po la guerra, era un trionfo di leggerezza e di colore,

11
presenta sfumate chiarit azzurrognole e grigio-argen-
tate, la Vergine che presenta il Bambino al Mago in-
ginocchiato (quanta sontuosit e grazia nel valletto-
scugnizzo che gli sorregge lampio viluppo del man-
tello azzurro) di oridezza giordanesca, una genero-
sa popolana di forcella o della pignasecca, intonata
per al nuovo gusto corrente; il bianco cane bastardo,
che abbaia al centro della zona inferiore della tela,
lo spigolo di un triangolo equilatero, entro il quale si
armonizza tutta la impaginazione della movimentata
scena: i dorsi traboccanti dei cammelli, lo smuoversi
dei panneggi e delle sete, il dinamismo dei famigli; il
tutto si equilibra, sia col gruppo della madre e della
glioletta in primo piano, sia con quello retrostante
dellomaggio dei Magi al Messia; vicino ai quali cam-
peggia il valletto biondo trombettiere, che precorre
sorprendentemente certe soluzioni tiepolesche54.
Questopera (che engass ebbe il torto di non con-
siderare) anticipa lo splendido aresco, di tre anni pi
tardo, della nunziatella, e ne rivela i presupposti mo-
derni, le escogitazioni strutturali e poetiche; laddove si
fondono mirabilmente, secondo i canoni di Blaise pa-
12. f. de Mura, Predica di S. Bertario (1731 c.). Bozzetto. Bo- scal ma per mera capacit intuitiva di de Mura ,
logna, coll. priv. sia lesprit de geometrie che lesprit de nesse55.
nel 1729 egli godeva gi di tanta alta reputazione
lattualizzazione pi coerente delle istanze estetiche da prender parte, insieme al Solimena ed al Vaccaro,
del momento; una composizione al di fuori di ogni al corredo illustrativo delle Tragedie Cristiane del
schema coevo e al di sopra di ogni immaginativa; Marchese di cammarota (un imitatore napoletano di
opere51 che tanta parte avranno avuto non solo nella corneille e racine), con una incisione per lopera II
formazione del de Mura stesso ma anche in quella Massimiano; dove purtroppo, anche nella eleganza
del Vaccaro che, oltre alle tele per la sua chiesa della gestuale, la staticit dei personaggi (certo per colpa
concezione a Montecalvario (1724) quanto singo- dellincisore Baldi) denuncia una atmosfera da sce-
lare quella sua Addolorata sorretta dagli angeli ed a neggiata napoletana, senza creare la bench minima
quelle di S. Michele, del 1731, dipingeva i tre teloni emozione per la pugnalata appena infetta al morente;
per la volta di Monteverginella (1728) e quelli per la illustrazione didattica, e non di pi (g. 10).
cattedrale di Marigliano, dove ampiamente respira la in tanto galoppante idealismo, riscuoteva successo
sottile enfasi del rococ. ed interesse, negli anni 1729-33, il colto nicola Ma-
in tanto ispirato operare artistico, uno dei pi co- ria rossi, colui che aveva esordito con de Mura (nel
spicui risultati di rinnovo fu la realizzazione di dieci 1723 circa) per le tele sotto larco della cappella di S.
tele, con le Virt e una grande Adorazione dei Magi, nicola alla carit. costui, reduce da Vienna dove
per la navata di S. Maria donnaromita a napoli, di- aveva entusiasmato la nobilt per i suoi naturalissi-
pinta con magia di colori52 che de Mura port a ter- mi ritratti, e protetto dallautorit del vicer austria-
mine nel 1728, proprio quando la chiesa veniva fasto- co, conte di harrach, che gli era amico ed estimatore,
samente trasformata e rivestita con migliara doro - ebbe modo di dipingere con acuta sensibilit tre te-
no a foglia e con mirabili pavimenti maiolicati, scul- lieri di straordinario vigore descrittivo, pregni di neo-
ture, arredi, ecc. diventando cos uno scrigno della ci- naturalismo, in particolar modo quello del Vicer alla
vilt napoletana della prima met del Settecento53. Festa dei 4 Altari (datato 1729), in cui oltre a brani di
delle gagliarde Virt fu subito apprezzata, oltre al- grande bellezza (vi si contano diecine di ritratti virili
lestremo equilibrio, comparabile a quello di deit dalle sionomie le pi diverse, e che farebbero alzare
greche e pagane, la leggerezza rococ e la squisitezza dalla fossa g.B. della porta!) vi davvero lo spirito di
del colore: ma nellAdorazione dei Magi, il cui sfondo quegli anni di pre-illuminismo.

12
13. f. de Mura, Martirio di S. Bertario (1731 c.). Bozzetto. Bo- 14. f. de Mura, Predica di S. Bertario (1731 c.). Bozzetto, Bo-
logna, coll. priv. logna, coll. priv.

i padri gesuiti, che avevano sede in quegli anni al zione teatrale nel suo pieno dinamismo (si pensi alla
ges Vecchio, grazie allalto livello culturale che ave- intensa attivit di quel momento dei teatri nuovo e
va sempre contraddistinto il loro ordine, restarono S. Bartolomeo) e le gamme cromatiche raggiungono
colpiti dalla bellezza ed attualit di gusto delle undici eetti di luminosit, soprattutto nei bianco-neve con
tele nella vicina chiesa di donnaromita, e (1731-32) gli azzurri tenui e le palme ed i lecci ondeggianti sul
dettero incarico a de Mura di arescare il catino ab- paesaggio mattinale ricordano certi boschi di de
sidale della loro nuova chiesa pel noviziato, che San- Troy, di nattier, di Boucher, e fanno gi presagire
felice aveva terminato di edicare a pizzofalcone, quelli di hubert robert e di fragonard. Qui Solime-
commissionandogli lo stesso soggetto gi svolto nella na pressocch assente, e se vero che de Mura sep-
tela grande a donna-romita, cio lAdorazione dei pe scegliere nellopera del maestro la parte che meglio
Magi; ne venne fuori (g. 11), uno dei culmini della gli si confaceva57 anche vero che dinnanzi alla ab-
locale produzione di quella prima met del secolo, cui bagliante preziosit e novit di questa avvincente
fecero ricorso schiere di pittori e pittorucoli nei de- Adorazione ingiusto generalizzare sostenendo che il
cenni successivi: qui de Mura brillante e festo- Trionfo domenicano di S. domenico Maggiore
so56, ogni cosa uniformemente illuminata e ci de- (1709) la fonte principale da cui tolse tutto il suo
riva dal fatto che i colori sono stati usati, bagnati ed sapere58; poich, invece, da pensare anche (e, se-
in minima quantit, sulla supercie di calce; per cui, condo me, soprattutto) alla ben pi moderna Caccia-
nellasciugarsi, essi hanno conservato il bianco mede- ta dei mercanti (1684) di giordano e alla volta del Te-
simo della calce, rendendo un eetto stupefacente soro nella certosa di S. Martino e alla Vergine condotta
sulle immagini che conservano una vigorosa corposi- in processione da Santi domenicani per il rosariello alle
t bench siano completamente disciolti nel colore pigne; inoltre, alla levit del de Matteis della cappella
che diventa, pertanto, luccicante, vivissimo, tutto in- di celestino V, in S. pietro a Maiella, e al del po della
triso di luce, liquescente; quella lattea bellezza dat- volta nella cappella della santa titolare, in S. caterina
mosfera come dice il Bologna. promana da que- a formello; ed inne, come ovvio, a quellimpeto
stopera una gioia terrestre ed umana; si noti quanto spontaneo e naturale di invenzione geniale, maturata
partecipe il volto della Vergine; una rappresenta- man mano in de Mura, che da porsi a base del va-

13
15. f. de Mura, Ges giovinetto
nel tempio (1739). napoli,
sala del capitolo nella certosa
di S. Martino

lore intrinseco dellartista e della sua poetica indivi- ziatella, del 1734, di S. Ignazio in gloria davanti alla
duale. certo che egli dovette sentirsi rapito dal S. Madonna col Bambino; qui, se nella macchia il timbro
Francesco Saverio battezzatore (1690) che giordano ancora solimenesco e vi sono drammatici contrasti
esegu fulmineamente per la chiesa di S. ferdinando: di luce e dombra come in Mattia preti62 nella tela -
nellaria azzurrina il tutto sommerso in unatmo- nale tutta latmosfera vellutata su valori cromatici
sfera liquefatta e sognante59; opera modernissima ed deliziosi e leggieri; inesistenti in Solimena, come gi
anticipatrice che va iscritta fra i punti darrivo pi aveva puntualizzato opportunamente anche il di-
acutamente presettecenteschi dellarte deuropa60; e mier, nel lontano 1909: franceschiello est,
a questa pala luminosa certamente francesco pens lgard de Solimene, ce quest chez nous fragonard a
nellarescare lEpifania alla nunziatella. lgard de Boucher. Son coloris segaie en des nuances
inne, dicile non pensare come in questa ra- tendres, que [Solimena] na pas connues63.
diosa Epifania, nellaccorrere ritmato e, direi, danzato nel 1733 i due artisti furono chiamati entrambi,
e processionale, dei re Magi e del loro corteo, tra gli insieme con Sanfelice che aveva rammodernato la tri-
adolescenti trombettieri squillanti, londeggiare delle
palme, dei lecci, delle piume, nonch il fruscio delle
gualdrappe dei cammelli e dei cavalli, e quello dei
panneggi degli angeli e dei putti, con un paesaggio
lontano che lascia supporre boschetti arcadici e para-
disiaci, sembra trovarsi proprio ad un passo per un
Embarquement pour Cythre.
n il fascino irresistibile di Solimena durava, in
quanto che, proprio nel 1733, il vecchio maestro di-
pingeva per la cappella di S. Martino, nellomonima
certosa napoletana, due scurissime e tenebrose tele,
dedicate alla vita del santo guerriero, dove inspiega-
bile si mostra, in tanto massiccio fermento di inven-
zioni rococ, il ritorno toto corde allo spirito del sec.
XVii, in cui si scorgono vere e proprie violenze
dombra, a loro modo neo-pretiane61. e come giu-
stamente ebbe ad osservare engass, Solimena rimase
assolutamente un prodotto del Seicento come si ve-
de anche nella tela elogiastica dellOmaggio del Con-
te dAlthan a Carlo VI, del 1728, malgrado il Bologna
si sforzi di farcelo apparire il pi proteso verso le nuo-
ve istanze del secolo. daltra parte, questo balzo dal
vecchio al nuovo di de Mura risulta chiaramente, raf-
frontando il bozzetto e il dipinto, sempre per la nun- 16. f. de Mura, Autoritratto (1740 c.). firenze, Uzi.

14
buna, a decorare la chiesa di S. gaudioso (i cui dipin-
ti purtroppo sono andati perduti nel 1799); rimango-
no per le entusiaste segnalazioni del de dominici.
de Mura vi dipinse una Samaritana, una Adultera ed
una Crocissione.
ora la sua fama si espandeva: nel marzo 1731 i be-
nedettini di Montecassino lo incaricarono di decorare
la cappella di S. Bertario. ci restano di questopera tre
bozzetti64 il migliore dei quali (quello del Santo che,
a libro aperto, predica per i fedeli che lo attorniano)
ci testimonia (g. 12) col paesaggio lontano che
una visione trasognata di chi guarda la natura con oc-
chi di poeta (e rimanda ai coevi grandi paesisti fran-
cesi) e con la monaca giordanesca al centro della tela 17. f. de Mura, Achille Bambino (1741). Torino, gabinetto delle
(quante volte il nostro avr meditato sul giordano a miniature in palazzo reale.
S. gregorio armeno!) il continuo richiamo alle leg-
gerezze cromatiche di luca, del quale, del resto, alcu-
ni tra i pi ispirati areschi decoravano appunto la il can. nicola de rosa gli commission, nel 1734,
volta della chiesa di Montecassino, che avranno pure per il rifacimento settecentesco della basilica di S. re-
costituito fonte di studio per il ricettivo de Mura, e sti-tuta, quattordici tondi per la navata che de do-
una totale morbidezza delle pieghe delle stoe, delle minici denisce pitture molto lodate de suoi pen-
mani, dei volti, da rendercelo nel pieno della sua asce- nelli66, i quali si inseriscono tra i molti incarichi che
sa creativa. non si pu comunque non riferirsi anche il nostro andava svolgendo per i benedettini di Mon-
al preti, nel bozzetto del Martirio di S. Bertario (g. tecassino e che costituiscono una prova della capacit
13), per quei corpi di scorcio, nella luce sinistra della di rendere, nel breve spazio duna tela circolare, la
morte, nellestremo angolo di destra, alla base della pienezza simbologica e sentimentale degli apostoli,
tela. In nuce, per, vi gi tutto quanto verr svilup- di Maria e del cristo: in questi ultimi due la densit
pato dieci anni pi tardi nei SS. Severino e Sossio. chiaroscurale impreziosita dalla estrema cura dei
nella Predica di S. Bertario (g. 14) si osservi con volti e delle mani che, come porcellane, spiccano nel
quanta autentica spigliatezza reso il brano del glio- contesto pittorico e ne determinano, da soli, il pro-
letto che si aggrappa alla madre in ascolto del Santo, fondo fascino. la mano della Vergine, infatti, la
di una naturalezza degna di Traversi. prova concreta dellalto grado di perfezione e qualit
confortati dai documenti ritrovati, sappiamo che cui era giunto de Mura, capace di focalizzare linte-
il terzo incarico avuto per S. nicola alla carit, quello resse nei particolari come un orafo del rinascimento.
degli areschi nella cupola maggiore (che sono quasi e quegli apostoli sono tutte gure imponenti e mae-
del tutto svaniti) fu condotto dallagosto 1733 al suc- stose, che incantano e suggestionano secondo la mas-
cessivo 1734, per il compenso veramente considere- siccia lezione del preti, del giordano, del Solimena67.
vole di mille ducati; cosa che ci conferma la piena af- del 1737 sono i due bozzetti del pio Monte, pre-
fermazione di de Mura a napoli, pur nellancora va- paratori delle distrutte opere nella cappella di S. Mi-
sta attivit del Solimena, e a farci capire il perch della chele a Montecassino: nellAgar e Ismaele, in un con-
fastosa dedica che il do solimenista antonio rovi- testo di eccezionale fascino evocativo, appare un an-
glione essendo molto savio nel dar giudizio sopra i gelo, quasi dioniso greco, che si impone per laccen-
viventi arteci65, gli indirizz nella edizione del 1731 tuato valore plastico, che sta a farci comprendere
dellabecedario dellorlandi, denendolo magnico quanto inusso pu avere esercitato de Mura, prima
pittore che merita di essere amato come giovine ancora che a Torino, sugli scultori di quegli anni a
dotato di modesti costumi e dal quale saspettano co- napoli, non escluso il Sam-martino68; pi corale ri-
se maggiori, per esser sul trentesimo quarto di sua et sulta invece la Visione di Giacobbe, in cui la scalata
e vive a napoli con seguito di molti allievi, a quali monocromata degli angeli che ascendono alleterno
presiede come capo e maestro; riconoscimento u- padre, nello sfavillo di ori trascoloranti, dimostra
ciale che dovette certamente irritare lonnipotente So- lacquisizione di de Mura della luce-colore di gior-
limena. dano.

15
come gi stato annotato dal causa e da numerosi al-
tri71.
Va riettuto, inoltre, il fatto signicativo che al se-
vero visitatore cochin72 questa radiosa Aurora piac-
que molto, mentre critic gli areschi coevi che, nella
stessa suite palatina, il Solimena aveva compiuto pur
nella inoltrata et73: gli che il venerando abate non
riuscendo a sboccare verso larguta divagazione del
rococ, rasent a lungo il pericolo dellesaurimento,
sul limite della formula accademica74, tanto che
nemmeno il ritratto per carlo, eseguito quattro anni
prima, nel 1734, non riusc di tutta soddisfazione
della corte75.
18. f. de Mura, I giuochi olimpici (1742). Torino, terza camera dello stesso anno 1738 lAllegoria della Monar-
degli archivi in palazzo reale. chia, nella sala del Baciamano della reggia, per la qua-
le il pittore dovette inviare preventivamente i bozzetti
a Madrid, necessitando lapprovazione della regina
nel 1734 al governo dei vicer austriaci subentra madre: per queste pinturas hechas por el famoso
la monarchia di carlo di Borbone, glio di elisabetta francischiello76 come scriveva il marchese di Salas
farnese. al giovane sovrano de Mura dedic un di- a Madrid la sensibilit rococ evidente nei leziosi
segno che custodito alla certosa di S. Martino: nei pattini che decorano la prospettiva intorno allare-
pochi tratti leggieri della sanguigna, egli ssa le miti sco e nei monocromati, en grisaille su sfondo oro, che
sembianze del re, con il garbo e lincidenza di un sono una grande novit mondana per la napoli arti-
coypel. nel 1738, chiamato insieme a Solimena per stica di quellanno; anche se vi il precedente, ma in
adornare le alcove dei giovani sposi carlo ed amalia forma minimizzata e alquanto diversicata, del de
Walpurga, egli arescher, oltre a varie altre allegorie, Matteis per la volta di S. ferdinando a napoli, del
quella di Aurora e Titone, nel cui doppio bozzetto al quale per egli assimila ed ingloba la sontuosit e cer-
pio Monte si vede sino a che punto si elevava la sua ta sensualit corporea come presenti, appunto, nelle
capacit creativa per visioni favolose di cavalli con- tele di paolo del 1726, per le crocelle al chiatamone,
dotti per le vie del cielo, da bellezze muliebri idealiz- laddove si riscontrano gli eetti del suo soggiorno
zatissime lui che era ideologo metasico, trasgura-
tore della realt , tra una schiera di geni alati che di-
stribuiscono rose rosse e bianche. Quanta risponden-
za trovasse questo modello di allegoria nel gusto del
momento, da costituire un prototipo assai richiesto
da tutta la nobilt negli anni successivi, si vede dalla
copia integrale di questo soggetto, fatta, una diecina
di anni dopo, dallallievo pietro Bardellino, in villa
Tito alle falde del Vesuvio69. oltre a lui, per, tra i
tanti giovanissimi pittori che andavano nutrendo la
loro sete di sapere anche alle rinnovate foci di questo
de Mura cos egregiamente allineato al prorompente
gusto rococ, non manc neppure di abbeverarsi al-
le sue prime prove colui che pi volte stato de-
nito il pi grande pittore napoletano del secolo, cio
gaspare Traversi, poich costui, nelle sue due elegia-
che tele di S. Maria dellaiuto (1749), in cui
gioia di contrasti chiaroscurali assai pi sinceri di
quelli che si annidano nei gorghi accademici del So-
limena in quei bellissimi strappi di color rosso ci- 19. f. de Mura, Partenza di Teseo (1742). Torino, terza camera
liegia70 attingeva ampiamente anche dal nostro, degli archivi in palazzo reale.

16
francese. inoltre, da tener presente laltro cospicuo
precedente del romano luigi garzi (1638-1721) che,
in S. caterina a formello, negli anni 1695-1697, af-
frescher tutta la volta con toni chiarissimi e assai ag-
ganciati alla sensibilit settecentesca, con grigi nudi
monocromati, che svolgono festoni sullo sfondo di
arabeschi dorati77. Ma se osserviamo pi attentamen-
te quel frizzante bozzetto sulla Allegoria dellestate, nel
palazzo reale di Madrid, pubblicato dalla griseri, ci
rendiamo conto che, nel 1738, anche de Mura riu-
sciva ampiamente, in tutto quel contorcersi di corpi,
di cigni, di ori e di frutta, e di nuvole e panneggi;
cos anche nella monocromata Allegoria dellEuropa
21. f. de Mura, Diana ed Endimione (1740 c.). napoli, museo
rmata e datata, alla granja di Segovia, intensamente della certosa di S. Martino.
curvilinea e quasi, nel suo insieme, come aperta co-
quille, a concretare quelle idee che oriscono libere
da ogni remora formalistica, sciolte nello splendore gli chiedono lavori di gran mole e di lunga esecuzione
pungente dellaria: vortici elegantissimi e adorni, da che si protrarranno sino alla vigilia della partenza per
parer ghirlande78. Sicch in quegli anni egli si trova- Torino, nel luglio 1741.
va sullo stesso parallelo innovativo del Vaccaro, dalle intanto i certosini di S. Martino, sempre deside-
cui conclusioni, comunque, avr tratto sicuramente rosi di adeguarsi al gusto artistico del loro tempo, in-
ispirazione ed incentivo per una maggiore aderenza caricarono de Mura, nel 1739, di realizzare una gran-
alla temperie rococ. de tela rappresentante Ges nel tempio (g. 15), senza
a questo tempo la fama di de Mura comincia a minimamente dispiacersi di togliere dalla sala del ca-
dilagare, e, oltre ad opere che gi vengono richieste ed pitolo un dipinto dello stesso soggetto e delle stesse
inviate in Spagna ed inghilterra e ai numerosi incari- dimensioni, opera di paolo finoglia81 e lo stesso fa-
chi di ordini religiosi e di privati, gli sopravvenivano ranno nel 1757 quando, peggio ancora, pur di avere
gli insistenti inviti, con cospicui anticipi di denaro, altre sue tre tele, toglieranno dalla cappella dellas-
del re di Sardegna carlo emanuele iii di Savoia, del sunta tre pale di Battistello.
6 marzo e del 17 aprile 1738, per invogliarlo a recarsi Questo Ges nel tempio un barbaglio di stoe
al palazzo reale di Torino; ma egli, in quei mesi, im- preziose in movimento, sistemate con paziente regia;
pegnato con carlo di Borbone, con i benedettini dei anche qui, come nellAdorazione dei Magi a donna-
SS. Severino e Sossio79 e con le ricche monache di S. rmita, in un triangolo pressoch equilatero, il cui
giuseppe dei ruo80 e tutti e tre questi committenti vertice capovolto sta alla base del vecchio sapiente al
centro della tela: v una foga cromatica smagliante di
grande libert compositiva, che deve provenire anche
dalle smosse fragranze dei teloni di n.M. rossi. Ma
leggiamo la vasta tela: nella prima met presente an-
cora il respiro aannoso della Vergine, che appena ap-
pena si acquetata per aver ritrovato il figlio smarri-
to, e quel garzone di spalle, vestito in abiti settecente-
schi, che, nel suo accorrere ansioso, si mette una ma-
no sul petto, vale, per ricchezza e-legante, quanto un
sontuoso paggio di le Brun. nella seconda met, la
descrizione scenograca cosi intensa, che persino le
grosse pagine dei quattro libroni spalancati dei sa-
pienti vecchioni fanno parte integrante del grande
stupore alle parole del cristo giovinetto. Si potrebbe
dire che le interpreti del quadro sono le pieghe larghe
20. f. de Mura, Partenza di Teseo (1742). Torino, terza camera e profonde delle stoe, quei loro copiosi giuochi chia-
degli archivi in palazzo reale. roscurali, quasi bocche pluriatteggiate, smosse da

17
22. f. de Mura, Il sacricio di I-
genia. new York, rhode island
School of design, Museum of
art.

unautentica foga compositiva, dove la luce serotina cavava dai numerosi brani prebarocchi del correggio,
allesterno del tempio, sora e, a tratti, lievemente ac- verso il quale, come not il Bologna, si fece riferi-
carezza le vesti dei personaggi. ricostruzione, s, com- mento per tutto il Seicento) ma ha desunto anche dal
mossa dello episodio evangelico, ma sottilmente lanfranco della cupola del Tesoro di S. gennaro pi
mondana che sar stata molto utile allevolversi di un che dalle volte dei SS. apostoli; epper il riferimento
lorenzo de caro o di un falciatore. dipinta poco palese anche per gli areschi di Solimena a donna-
dopo il concludersi del settennale rapporto coi bene- regina, a quel Miracolo delle Rose (1684) in cui nel va-
dettini di Montecassino, questo capolavoro ci fa ca- sto senso del palpito dellaria vi un preludio gigan-
pire appieno che cosa abbiamo perduto nella distru- tesco alle pi vaste scene del Tiepolo.
zione delle 27 tele di de Mura nellabbazia. Sebbene la produzione giovanile idealmente si
il 1741 fu lannus mirabilis per il pittore: appena concluda col Ges nel tempio per S. Martino, ed an-
terminata la volta ai SS. Severino e Sossio, lavorava al- che col vivissimo Autoritratto (g. 16), oggi agli Uzi
la cupola di S. giuseppe dei ruo e il io luglio sareb- (del 1740 circa), il risultato e il culmine di tutta la ri-
be giunto a Torino con la moglie, per iniziare la de- cerca di questo primo trentennio da riconoscersi so-
corazione di sei sotti, il primo dei quali, nel gabi- prattutto nei sotti torinesi dove, sollecitato dagli al-
netto delle miniature del palazzo reale, era incentrato tri ricchi esempi pittorici che gli si squadernavano
sulla Educazione di Achille. sotto gli occhi (Van loo, ricci, il nogari, Beaumont,
il grande aresco della cupola di S. giuseppe dei liotard, ecc.) e dallorgoglio di soddisfare quel re sa-
ruo, cominciato allinizio del 1741 e terminato do- baudo che tanto lo aveva invocato, de Mura eetti-
po i diciotto mesi di soggiorno torinese, verso il mar- vamente rese il meglio di s, reinventando addirittura
zo 1743, il meglio conservato dei suoi areschi na- e proprio col primo aresco sulla Educazione di
poletani di et giovanile. in questopera, che ci risulta Achille, nel gabinetto delle miniature gli antichissi-
pi lieve ed aerea della volta dei SS. Severino e Sossio, mi miti greci del Mediterraneo, in una resa nissima
e che nasce da una serie di leziosissimi puttini mono- delle storie di omero e della mitologia, componendo
cromati in grigio, di schietta vitalit rococ, de Mura entro una libera cinta di alberi e massi, uno scenario
non solo si ricordato di g.B. Beinaschi di S. Maria popolato di are sacricali con acque lontane azzur-
degli angeli a pizzofalcone, da cui ha tratto certe con- rate e personaggi dai gesti pronti, in panneggi concreti,
comitanze di chiarezze dei toni ed una insistita ma bianchi-serici, che assumono il valore di un chiaro
vellutata corposit delle gure (che il piemontese ri- omaggio agli intenerimenti dellultimo giordano82.

18
Si osservi il brano di Achille bambino (g. 17) che iii
si fa trascinare sulle acque del mare da una coppia di
mostri acquatici, mentre dinnanzi a lui, sullo sfondo a.S.B.n. Banco del Salvatore, gior. di cassa, matr. 839,
di una grossa conchiglia trasformata in carrozzella di partita di ducati 30 estinta il 21 agosto 1728, pag. 25 re-
tro:
mare, grazie ad un arco di rossi coralli ed un sedile di
. A d. elena giudice ducati 30 e per essa con autenti-
erbe marine, due tritoni in sarabanda danno ato al- ca notar Sigismondo a francesco della Mura, e sono a
le loro buccine: ed tutta una preziosa ricostruzione, conto del prezzo delli quadri di gure ad oglio fatti e fa-
ricercata e sapiente, dellinfanzia del mitico eroe ciendi per la loro chiesa di S. Maria d. romita, secondo
omerico. dagli altri tre lati del sotto, tra centauri, il loro convenuto con detto francesco. e per esso a filippo
cetre, pastori, faretre ed are sacricali, gli episodi della Mura.
proseguono in un ininterrotto ondeggiare di fronde,
in unarcadia impareggiabile (gg. 18-20) per sicura iV
descrizione ed essenzialit di fatti: alla presenza di
tanta intensa invenzione poetica83, di tanto fascino a.S.B.n. Banco del Salvatore, gior. di cassa, matr. 835,
partita di ducati 40 estinta pn settembre 1728:
cromatico da indispettire persino il Beaumont, appa-
a d. elena giudice ducati 40 e per essa con autenti-
re indiscutibile che de Mura da inserirsi tra i pi ca di notar Sigismondo a Francesco della Mura, esserno a
dotati protagonisti della pittura europea del Sette- conto del prezzo della pittura delli quadri che ha fatti e fa-
cento. ciendi per la loro chiesa di Santa Maria donna romita di
pertanto, nei diciotto mesi torinesi e nei successivi napoli. e li paga in conformit del convenuto per detto
napoletani (g. 21), egli dimostr di essere veramen- francesco.
te luomo nuovo della pittura napoletana84; lui che
ormai, s, aveva saputo e sapeva contrapporre con fer- V
ma coerenza ai concerti per doppio coro ed orche-
stra del suo granitico maestro che allora andava spe- a.S.B.n. Banco del Salvatore, gior. di cassa, matr. 834,
partita di ducati 100 estinta il 18 dicembre 1728:
gnendosi, le sue incantevoli composizioni per auti,
ad. elena giudice ducati 100 e per essa con auten-
cembali e viole d a-more85 con cui aermava la tica notar Sigismondo di napoli a Francesco della Mura
sua preponderanza poetica in seno alla civilt gura- Pittore e sono per saldo e nal pagamento di tutto il prezzo
tiva napoletana del secolo XViii. convenuto di undeci quadri di gure pittati ad oglio sopra
tele da esso fatteli consignare nella loro chiesa di Santa Ma-
Vincenzo rizzo ria donna romita e con detto pagamento resta intiera-
mente saldato.

docUMenTi inediTi Vi

i a.S.B.n. Banco del popolo, gior. di cassa, matr. 1046,


partita di ducati 500 estinta il 2 gennaio 1733:
a.S.B.n. Banco dei poveri, giornale di cassa, matr. a p. Tomaso pagano procuratore ducati 500 e per es-
1070, partita di ducati 40 estinta il 16 giugno 1727: so a d. Francesco Solimena celebre dipintore a compi-
a Bartolomeo de Majo ducati 40 e per esso a France- mento di ducati 3000, atteso gli altri 2500 lha ricevuti
sco Mura a comp. di ducati 255 atteso laltri ducati 215 per lo Banco dello Spirito Santo con altra polizza a credito
lhave ricevuti in diverse partite et esserno docati 210 il dellinfrascritta cappella di S. filippo neri e tutti detti
prezzo di 3 quatri consegnatili, e docati 45 in conto del ducati 3000 sono per saldo, compimento e nal paga-
quarto che dover consegnarli. mento di sua ricognizione di tutte le pitture da esso Soli-
mena fatte per la suddetta cappella e suo nimento eretta
ii dentro la chiesa della congregazione delloratorio non
restando esso don francesco altro a conseguire per la cau-
a.S.B.n. Banco del Salvatore, gior. di cassa, matr. 829, sa di dette pitture, e col presente pagamento si dichiara che
partita di ducati 60 estinta il 27 luglio 1728: sintenda fatta ampia quietanza per aquilianam stipulatio-
a d. elena giudice, e per essa con autentica con atto nem et pactum de non petendo et in ampia forma a bene-
per notar d. felice Sigismondo di napoli ad Agostino G cio di d. cappella, et in suvvenzione di detta congrega-
arzillo a conto delle migliara doro no a foglia che ha con- zione qual pagamento lo fa in nome e parte e come procu-
segnato per indorare la loro chiesa di S. Maria donna ro- ratore di proprio denaro di detta congregazione e per esso
mita. a don gabriele Solimena per altritanti.

19
1
Vii f. Bologna, Francesco Solimena, napoli 1957, p. 149.
2
B. de doMinici, Vite dei pittori, scultori ed architetti napo-
a.S.B.n. Banco del SS. Salvatore, gior. di cassa, matr. letani, napoli 1742-45, iii voi., p. 694.
3
927, pag. 34 retro, partita di ducati 100 estinta il 19 ago- B. de doMinici, op. cit., p. 590.
4
sto 1733: B. de doMinici, op. cit., p. 694.
5
B. de doMinici, op. cit., p. 695.
a padre d. francesco guido de pii operai ducati 6
B. de doMinici, op. cit., p. 695.
100 e per esso a Francesco Di Mura a compimento di du- 7
r. caUSa, Opere darte al Pio Monte della Misericordia, na-
cati 500 atteso li altri ducati 400 lha ricevuti cio ducati poli 1970, p. 108.
270 di contanti e ducati 50 per lo Banco dello Spirito 8
B. de doMinici, op. cit., p. 703.
Santo ed altri ducati 80 per lo Banco di S. giacomo e det- 9
r. longhi, Recensione sul Luca Giordano di Petraccone, in
ti ducati 500 sono a conto delli ducati 1000 per il prezzo Saggi, firenze 1920, i voi., p. 459.
stabilito tra detto francesco e li padri predicatori della 10
a. roViglione, Abecedario pittorico (commento allorlan-
chiesa e casa di S. nicol dei pii operati a Strada Toledo di), napoli 1733.
per la pittura da farsi da detto francesco della cupola 11
r. caUSa, op. cit., p. 66.
12
Maggiore della suddetta chiesa di S. nicol come il tutto Una replica dellImmacolata al divino amore di napoli
chiaramente sta espresso e dichiarato nel suddetto paga- di minore qualit mi stata gentilmente segnalata e mostrata
menti di ducati 50 per lo Banco dello Spirito Santo, al in fotograa dallamico prof. V. pacelli, dal quale ho anche sapu-
quale in tutto e per tutto si habbia relazione. to che lopera si trova in calabria, a S. andrea sullo Jonio (ca-
tanzaro).
13
cfr. lettera n. p/Ml/md 600 del 4 marzo 1974, intestata
Viii
Ministere des aaires culturelles, Muse du louvre, paris, scrit-
ta dal conservateur en chef du department des peintures, prof.
a.S.B.n. Banco del SS. Salvatore, gior. di cassa, matr. Michel laclotte ed a me diretta: ainsi je soupeonne que le
942, partita di ducati 50, tari 1, grana 8, estinta il 27 ago- trs beau portrait de femme du Muse de Toulouse (qui est re-
sto 1734, pag. 64 retro: produit dans le livre de Bologna) est plutt de francesco de Mu-
a d. fr. guido ducati 50.1.8. e per esso a Francesco ra.
de Muro li paga in nome e parte della chiesa e casa di S. 14
B. de doMinici, Vita di Luca Giordano, in g. a. Bello-
nicola de pij operai] a Strada Toledo, a comp. e nal pa- ri, Le vite, roma 1728: fu portato il suo cadavere con un
gamento dei ducati 1000 prezzo stabilito fra detto fran- grande lugubre accompagnamento per la piazza di Toledo alla
cesco ed i padri di detta chiesa per la dipintura della cu- chiesa di S. Brigida e non vi fu persona che con sommo orgo-
pola Maggiore di detta chiesa gi terminata da detto fran- glio non corresse a vederlo, ragionandosi dappertutto delle sue
cesco ed i restanti ducati 40 sono per un piccolo ore a belle opere, e dellonore, che per esse avea apportato alla patria
contrassegno de suoi favori compartiti in occasione della la virt di luca giordano viver nella memoria degli uomini,
perch uomo virtuoso eternamente vive.
suddetta dipintura e non resta altro da conseguire. 15
f. Bologna, Settecento napoletano, Torino 1962, p. 51.
16
f. Bologna, op. cit., p. 54.
iX 17
r. pane, Il monastero napoletano di S. Gregorio Armeno,
napoli 1957, pp. 32 e 122.
a.S.B.n. Banco di S. eligio, gior. di cassa, matr. 1038 18
ii detto bozzetto, per cortese comunicazione orale del
partita di ducati 120 estinta il 7 febbraio 1736: prof. Spinosa, sarebbe copia del Bardellino da originale del mae-
a domenico dalesio ducati 120 e per lui a d. an- stro.
tonio Maria del Verme, per altr. e per lui a d. Francesco di 19
e. e c. caTello, La Cappella del Tesoro di S. Gennaro, na-
Mura e sono a comp. dei due. 225 e tutti sono in conto poli 1977, pp. 51 e 142.
20
di ducati 625 intiero prezzo di 5 quadri della altezza di canTalaMeSSa, Divagazioni critiche a prop. di un quadret-
palmi 15 e larghezza palmi 12 che ha convenuto fare per to di Corrado Giaquinto, in Boll. darte, 1915, p. 345 e sgg.
ornamento del capitolo del Monastero di Montecassi- corrado giaquinto che non agguaglia il de Mura come dise
no. gnatore, ma lo vince per vaghezza di colorazione e non so che au-
ra di riposo ristorativo che spira dalle sue pitture; M. Volpi,
Corrado Giaquinto e alcuni aspetti della cultura gura tiva del 700
X
in Italia, in Bollettino darte, 1958, p. 278.
21
V. de MarTini, Introduzione allo studio di Paolo de Mat
a.S.B.n. Banco del SS. Salvatore, gior. di cassa, matr. tea, in nap. nob., 1975, pp. 209-228.
1133, partita di ducati 179,4,19 estinta il 16 marzo 1745: 22
in cinque tempi vanno calcolati gli apporti dellartista per
al padre d. giulio andrea de palma ducati 179, 4,19 S. nicola alla carit: 1) presumibilmente tra il 1718-1723 le due
e per esso a Frane, de Muro, disse ess.no a comp. di ducati tele oblunghe sotto larco della cappella di S. nicola; 2) presu-
800 e sono in conto di ducati 1800 prezzo convenuto di mibilmente tra il 1723-1727 gli areschi nella cupoletta anti
30 quadri di ponteci del loro ordine cas-sinese che deve di stante la cappella di S. nicola; 3) dallagosto 1733 allagosto
suo pennello dipingere nella loro chiesa di S. Severino, re- 1734 come attestano i documenti Vii e Vili in appendice gli
stando a suo conto e spesa il metterci le tele. areschi della cupola; 4) nel 1758 od oltre le due tele sovrappor-

20
ta nel transetto; 5) inne, nel 1773, le tre tele nella cappella di del 16 luglio 1782.
28
S. liborio, nella navata di sinistra. inoltre antonio roviglione ci r. caUSa, Opere darte, p. 108.
29
fa sapere (cfr. Abecedario dellOrlandi con le aggiunte di A. Rovi- Questo bozzetto inequivocabilmente riferibile allaresco
glione, napoli 1731) che Solimena lo fece per la prima volta dellAssunzione della Vergine nella sacrestia nuova di airoia del
comparire al pubblico ne due quadri istoriati nellarco della cap- 1727, per cui va corretta lasserzione del causa che lo data al
pelletta di S. nicol, entro la sua chiesa alla carit. il de do- 1751: cfr. r. caUSa, Opere darte, p. no.
30
minici, da parte sua, ci informa pi tardi che a fare il quadro di M. roTili, Larte nel Sannio, Benevento 1952, p. 142.
31
mezzo dellarco della medesima cappella, contemporaneamente Unaltra tela della stessa sacrestia ad airoia, con una Ado-
ai due di de Mura, fu nicola Maria rossi (1690-1755) che lo razione dei pastori (di cui abbiamo trovato altra redazione, di
dipinse anche con la direzione del Solimena, che diresse anche grande qualit e che qui pubblichiamo presso lanti quario
gli altri due dipinti laterali di franceschiello, e le fu molto loda- Bugli di napoli) ci mostra lo stesso volto di Vergine, di stretta ti-
to. le tre tele, dunque, vanno allinarca datate intorno al 1723 pologia solimenesca, ma di soavit maggiore, che gi abbiamo
(quando cio il rossi contava trentatr anni e de Mura ventiset- veduto, negli anni precedenti, sia nella Vergine con S. Giovanni e
te) od anche prima. ci fu perci senza dubbio amicizia tra i due S. Rosa al pio Monte, sia nella Vergine con S. Domenico e S. Cate-
e bisogner aggiungere nel sodalizio laltrettanto do solimenista rina al Monte Manso di Scala, sia nelImmaco- lata con Angeli al
paolo de Majo (1703-1784) che, in quel tempo, dipinger le divino amore e sia, inne, nella stessa Vergine assunta nellare-
tele nella cappella che precede, tra cui lo Sposalizio della Vergine sco della volta nella sacrestia di airoia. includerei inoltre anche
(cfr. M. a. paVone, Paolo de Majo, Pittura e devozione a Napoli la Vergine dellAdorazione dei pastori di S. Maria di Betlemme a
nel secolo dei lumi, napoli 1977, pp. 115, 136, 137. napoli (del 1740 circa): e con ci si dimostra come de Mura,
23
infatti, sar utile sottolineare che, partendo dalla estrema per un certo tempo, rimase at taccato profondamente a un certo
purezza formale dei pennacchi classicistici del domenichino nel tipo sso di ideale femminile.
32
Tesoro di S. gennaro (1641) e dalla luce chiara e ondu lante, nella speranza di rintracciare le opere che de Mura dipin-
fasciante, dolce e sfumata del lanfranco (cfr. g. c. ca Valli, se, in giovent, per il di Majo, ho visitato lomonimo palazzo
Maestri della pittura del Seicento emiliano, catalogo cri tico, Bolo- sanfeliciano presso il ponte della Sanit, scoprendo lesistenza di
gna, 1959, p. 218) e, attraverso lo Stanzione (Annun ziata di due incantevoli sotti nello stesso appartamento nobile dove
Marcianise, 1655) e di pacecco de rosa (1607-1656) che si ca- oper de Mura: il primo, laddove era allogata la cappella, con
ratterizza per le sue forme polite, alabastrine nel linsistenza serva un aresco (del Sanfelice?) rappresentante la Resurrezione
per una bellezza idealizzata, per una tipizzazione modulare ed di Cristo; il secondo, contornato da una delle pi fastose in cor-
astratta di classicista in partibus indelium (cfr. r. caU- niciature in stucco dorato che mi sia capitato di vedere (con
Sa, La pittura del Seicento a Napoli, in Storia di napoli, voi. Vi, quattro enormi cariatidi muliebri a sirena in ogni angolo, proba-
t. 2, napoli 1972, pp. 919 e 946, e La Madonna nella pittura bile opera di da. Vaccaio) rappresentante una Allegoria familia-
del 600 a Napoli 1954, pp. 35-36) (vedi LAnnunciazione in S. re: entrambi i sotti di grande bellezza e singolarit, degni di
gregorio armeno del 1644 e, soprattutto, lEstasi di S. Tommaso ogni ulteriore ricerca.
33
dAquino del 1652 in S. Maria della Sanit) nonch dei francesi cfr. in appendice il documemo i.
34
presenti, per lelaborato sottile del purista charles Mellin (LAs- f. Bologna, Francesco Solimena, p. 195 e 116.
35
sunzione per S. Maria donnaregina del 1647) e di Simon Vouet Ibidem, p. 97.
36
(1633) per i toni schiariti, bril lanti, tersi, si giunge al buon Ibidem, p. 154.
37
disegno di francesco di Maria (1623-1690) che stette a bottega n. SpinoSa, Acquisizioni, napoli 1975, p. 36.
38
dal domenichino, arti sta ritardatario (il de Maria) che inutil- f. Bologna, f. Solimena, p. 116.
39
mente tenta il compro messo tra la vecchia educazione e le nuove r. pane, Architettura dellet barocca in Italia, napoli
formule (si vedano le sue tele a S. giuseppe delle Scalze a pon- 1939, pp. 144 e ss.
40
tecorvo e in S. gregorio armeno) e che risulta perci il rappre- g. Borrelli, due conferenze sul tema Le origini del rococ
sentante del pi decoroso conservatorismo reazionario (causa), napoletano, tenutesi presso il circolo artistico politecnico di na-
si pu consta tare che le sue asserzioni (vedi lAssunta e il Reden- poli il 16 e il 23 marzo 1977 con proiezioni di opere inedite.
41
tore in S. lorenzo Maggiore a napoli, del 1660), suggestionate S. orTolani, Giacinto Gigante e la pittura d paesaggio a
dalla ma niera grande e terribile del preti degli anni napoletani Napoli e in Italia dal 600 alleoo, napoli 1970, p. 80.
42
1656- 1660, sfoceranno poi, in certa misura, nel de Mura stesso, g. Borrelli, Le origini del rococ napoletano e lo stile Ro-
come ha gi notato il causa (r. caUSa, La pittura del Seicento caille, in realt del Mezzogiorno, n. 8 e 9 (1968), pp. 681-
, p. 947). e, in realt, nelle due piccole tele sotto larco a S. ni- 719.
43
cola alla carit, si scorge ispirazione sia dal preti che dal lultimo r. caUSa, LArte nella Certosa di S. Martino a Napoli, cava
de Maria. dei Tirreni 1973, pp. 44-45: come qualicheremo, dun que,
24
Una seconda redazione fu venduta dalla pia istituzione nel fanzago? come vuole il Weise, il precursore del grande rococ
1845 cfr. r. caUSa, Opere darte, p. 109. europeo? il torcersi delle volute, limprovviso goccio lare della
25
g. B. Vico, Lettera al De Angelis (del 25 dicembre 1725), materia fatta quasi molle e viscida; g. WeiSe, Vitalismo, ani-
in B. croce, Estetica, Bari 1958, pp. 244-245. mismo e parapsichismo nella decorazione del Cin quecento e del Sei-
26
g. B. Vico, La Scienza Nuova, voi. ii, Milano 1963, pp. cento, in critica darte 1959, pp. 375-398 e i960, pp. 85-96.
44
592-593. p. porTogheSi, Francesco Borromini, Milano 1977, pp.
27
g. ceci, Lo studio di F. De Mura, in rass. St. nap. J933> 61-62.
45
pp- 107-108; Il testamento di F. De Mura, manoscritto presso g. Borrelli, Leonardo Coccorante e del realismo magico, in
larchivio storico del pio Monte della Misericordia, con codicillo realt del Mezzogiorno, n. 12 (dicembre 1974) pp. 957-972-

21
46 59
Santolo cirillo non ha mai goduto di particolare considera o. ferrari - g. ScaVizzi, Luca Giordano, napoli 1966,
zione da parte della critica. partito anchegli da convincimenti voi. i, p. 177.
60
giordaneschi, andava conducendo un suo discorso separato dalle Bologna, Francesco Solimena, p. 69.
61
coeve esperienze solimenesche, pi accostandosi a Vaccaro che Ibidem, p. 118. Mi pare opportuno notare, per la verit,
ad altri, e non scevro comunque di suoi pregi soprattutto croma- che nella piccola tela S. Martino e il povero di St. Martin in the
tici (si veda la volta della sacrestia della cattedrale di napoli, del fields a londra, ho recentemente riscontrato la trasposi zione, su
1734) ed anche drammatici, come nel pallido volto del mira co- scala ridotta ma con linguaggio ben pi moderno, di quella
lato che strabuzza gli occhi, nella tela del 1733 per S. caterina a omonima alla certosa di S. Martino di napoli.
62
formello, nonch le tele oblunghe nel transetto di S. restituta e. engaSS, op. cit., p. 136.
63
del 1735, e la troppo denigrata sovrapporta a S. paolo Maggiore l. diMier, Un mot sur lcole napolitaine in les arts,
del 1737. Questo artista merita tuttavia unattenzione pi appro- Vii, sett. 1909, p. 28.
64
fondita, per dargli il posto che gli spetta nella civilt gurativa Sono grato al prof. n. Spinosa che mi ha generosamente
della prima met del sec. XViii. permesso la riproduzione dei tre bozzetti, della coli. Molinari
47
ii Celestino V che rinunzia al Papato, nellascensione a pradelli di Marano di castenaso (Bologna).
65
chiaia, che da sempre gli studiosi hanno attribuito a de Mura B. de doMinici, op. cit., p. 663.
66
(dal chiarini al ceci, dal doria al Sica, ecc.) senza dubbio al B. de doMinici, op. cit., p. 696.
67
cuno di alfonso di Spinga (come suoi sono anche lAgar soccorsa i modelli di questi Apostoli servirono a de Mura, in segui-
dallAngelo e Abramo davanti agli Angeli, lunettoni dietro laitar to, per riproporre le stesse gure per dipinti pi grandi, come il
maggiore, nella stessa chiesa), sia perch non vi sono i caratteri Santo eremita al pio Monte. cfr. r. caUSa, Opere darte op.
propri di de Mura (anche se da riscontrarsi, a mio parere, un cit., p. 114.
68
certo demurianismo) e sia perch de dominici parla chiaro in T. fiTTipaldi, Attivit dello scultore Giuseppe Sammartino,
proposito. cfr. de doMinici, op. cit., pp. 721-722; g. alpar- in arte cristiana, roma 1973, pp. 71-104. a. griSeri, Le Me-
cne, Alfonso di Spinga, napoli 1968. tamorfosi del Barocco, Torino 1967; a. griSeri, Francesco De Mu-
48
Su giuseppe Bastelli stiamo per concludere unapprofon- ra fra le corti di Napoli, Madrid e Torino, in para gona, 1962.
69
dita ricerca, ricca di documentazioni, che metter nella giusta lu- n. SpinoSa, Areschi del Settecento nelle Ville vesuviane, in
ce la sua personalit deccezione. antologia di Belle arti, 1977, pp. 97-112.
49 70
anche su antonio Saggese maestro piperniere stiamo com r. longhi, Da Cimabue a Morandi, Milano 1973, p. 974.
71
pletando una ricerca specica. r. caUSa, La pittura napoletana dal sec. XIV al XIX, Ber
50
g. Borrelli, Le origini del rococ napoletano, p. 712. gamo 1961, pp. 68-70. V. pure Enciclopedia dellArte, garzanti,
51
Sono grato al prof. Borrelli per avermi permesso di studia- 1973, p. 663, ecc.
72
re attentamente le sue diapositive a colori su queste opere vien- ch. n. cochin, Voyage dItalie, tome second, paris 1758,
nesi di giacomo del po. p. 230; tome premier, p. 165, 166, 178.
73
cfr. anche donald raBiner, Additions to del Po, in pan- f. Solimena aresc nel gabinetto Le 4 parti del mondo con
theon, marzo 1978, pp. 35-41: del po holds a special po-sition il Carro di Apollo al di sopra e, nellalcova, Imeneo, Ercole, la Fede
among painters of the late Baroque in naples as the initiator of e lUnione matrimoniale con LAbbondanza, e accompagnamento
stylistic and iconographic trends which reached their full expres- di puttini per alludere alle felicissime nozze dei nostri clemen-
sion in the works of francesco de Mura (p. 35); e manner tissimi regnanti: cfr. B. de doMinici, op. cit., iii, p. 609.
74
in which del po utilizes materials from such diverse sources f. Bologna, Mostra del ritratto storico napoletano, napoli
presages the appearance in naples of such festively secular pain- 1954. pp- 35-36.
75
tings of religious themes as de Muras Epipbany in nunziatella B. de doMinici, op. cit., p. 609.
76
(p. 38). Urrea JeSUS, Nuevas obras de F. De Mura en Espaha, in
52
B. de doMinici, op. cit., p. 691. di questo fastoso com Storia dellarte, n. 23, firenze, genn.-aprile 1975, pp. 73-75-
77
plesso decorativo pressoch nulla resta e nanco le undici tele di Su luigi garzi abbiamo recuperato il seguente documento
de Mura vanno morendo; speriamo che le autorit preposte alla che attesta la sua presenza a napoli nel 1703: a.S.B.n. Banco
salvaguardia dei beni culturali, a cui le abbiamo segnalate ripe- dei poveri, giornale di cassa, Matr. 790, 12 gennaio 1703: a fra
tutamente, vogliano presto intraprendere gli urgenti restauri per homo Bonocanti, d. 100 a luigi garzi pittore a comp. di 400
la sopravvivenza di ci che ivi ancora resta. convenuto prezzo di tre Quadri e per esso a lonardo libri.
53 78
V, rizzo, Commento su alcune opere inedite di F. De Mura, f. Bologna, Le arti gurative, p. 75.
79
in cenacolo fraggianni, napoli 1978 (di prossima pubblica- Si rietta anche su quella schiera di trentadue Vescovi e
zione). ponteci benedettini, tuttintorno alla immensa navata dei SS.
54
e. engaSS, Francesco De Mura alla Nunziatella, in Boll. Severino e Sossio (opere del marzo 1745, come dal documento
darte, aprile-giugno 1964, pp. 136 e segg. ritrovato) che pare danzino un interminabile minuetto in una
55
g. c. argan, LEuropa delle capitali, ginevra 1964, p. 215. sfera incantata.
56 80
a. griSeri, Le metamorfosi del Barocco, einaudi, Torino a. S. giuseppe dei ruo, prima di arescare la cupola, de
1967, p. 248; cfr. pure la premessa di a. griseri, in catalogo del- Mura aveva dipinto una tela, negli anni giovanili (forse pri ma
la Mostra del Barocco piemontese, Torino 1963, p. 14; e, in- del 1727-30) che aveva lasciate soddisfatte ed entusiaste le mo-
ne, a. griSeri, Francesco De Mura tra le corti di Napoli, Madrid nache. la lettura critica di questopera sarebbe stata utile ai risul-
e Torino, in paragone nov. 1962, pp. 22-43. tati di questa ricerca, ma i miei ripetuti tentativi di accedere
57
f. Bologna, F. Solimena, p. 149. nellarea conventuale della clausura sono falliti. pertanto, di que-
58
Ibidem, p. 111. sto quadro parla il de dominici (donde ne restarono appa-

22
gate quelle dame di aver opera s perfetta, giacch aveano nella del Tempio per S. chiara, egli realizza un neo barocco di colata
medesima chiesa altro suo quadro, dipinto nel primo anno che contorta e ricca, e di gamma infocata, quasi rubensiana (lon-
uscito di scuola, si ritir a dipingere nella sua propria casa: cfr. ghi) dove la pasta cromatica si fatta ancor pi uida, brillante,
B. de doMinici, op. cit., pp. 702-703). arricchita di imprevedibili preziosit luministiche, mentre lo
81
r. caUSa, Larte nella Certosa di S. Martino, p. 52 e sgg. stesso impianto scenograco contribuisce col suo straordinario
82
a. griSeki, Le Metamorfosi, op. cit., pp. 341-342. sottins ad accelerare il ritmo veloce della corsa verso lalto di
83
Qui in calce mi pare legittimo e doveroso annotare come un cielo acceso di bagliori miracolosi (Spinosa); epper i suoi
queste nouveauts attirassero persino i pi di solimenisti come interessi si andarono allargando allorquando cio tra il 1740 ed
il de Majo, il liani, il Bonito e, come gi s visto, il Tra versi, a il 1755, si dilett in un colorito pi acceso, di un impasto pi
cominciare dal 1740, costringendoli ad una revisione, anche se a sensuale e vibrato che non fosse quello dei solimenisti (lon-
volte solo temporanea, del timbro cromatico e caratteriologico ghi) giungendo secondo me ad esprimere talvolta persino in-
della loro pittura, aderendo pienamente allormai co dicato e negabili aderenze con de Mura, nei raddolcimenti dei volti mu-
celebrato stile del de Mura. ecco qualche esempio: del Traversi liebri e per tenerezze cromatiche di sicura marca demuriana, co-
a S. Maria dellaiuto abbiamo gi chiarito; del de Majo, gi nel- me evidente nella sconosciuta tela di S. Tommaso a capuana,
la grossa tela dedicata al Miracolo di S. Vin cenzo Ferreri per la a napoli, La Vergine con Bambino e S. Tommaso Apostolo e S. Gen-
chiesa di ges e Maria (del 1742) e, poi, si direbbe sino alla ne naro (una seconda redazione della quale, ma pi scadente, stata
(valga, per tutte, la tela dellAddolorata nellantisacrestia di S. Te- gi studiata dallo Spinosa, nella sacrestia dellarciconfraternita
resa a chiaia, rmata e datata 1760, che demurianissima e che dei pellegrini, del 1755), nelle due tele di S. giovanni e Teresa
sfuggita alla catalogazione del mas simo esegeta del de Majo: allarco Mirelli, dove la Vergine un chiaro omaggio alla poetica
cfr. M.a. paVone, op. cit., pp. 105- 123) la rispondenza e lade- sionomica e coloristica del nostro, ed inne, nelle tele per S.
renza quasi totale; per il liani (che pure il meno solimenesco) raaele a Materdei. grande interesse per de Mura, dunque, an-
si vedano i tre dipinti nella pic cola cappella del palazzo reale di che da parte di pittori aermati; ecco spiegato perch il Troyli,
napoli, ma soprattutto la copia demurianizzata della Adorazione nel 1751, scriveva che egli il maggiore dipintore oggi in na-
dei Magi, del 1740 dove, co piando integralmente la celebrata te- poli. cfr. p. TroYli, Historia generale del Reame di Napoli, tomo
la del Solimena a donnalbina del 1700, v una completa rivalu- iV, napoli 1751, p. 445.
84
tazione cromatica che non pu non essere derivata dalle coeve r. caUSa, Opere darte al Pio Monte, p. 74.
85
esperienze di grande successo del de Mura; inne, e mi pare Ibidem, p. 67.
lesempio pi probante, pur se nel momento di maggiore succes- ringrazio vivamente tutti quelli che hanno collaborato per
so del de Mura a Torino nel 1742, il Bonito restava ancorato ad la realizzazione di questa ricerca e, in special modo, gli amici
un tenebrismo ormai fuori moda (anche se splendido e spiritoso) prof. Spinosa, pacelli, ling. elio catello, eduardo nappi, mons.
con la tela allegorica della Carit per la sacrestia del Monte di allibrasi per le traduzioni dal latino, nonch il prof. Borrelli e il
piet di napoli, dove pre sente tutta la nostalgia per la lezione prof. pane. ringrazio inoltre il prof. Michel laclotte del museo
del preti, dieci anni dopo, e cio nel 1752, il discorso pittorico del louvre e il maestro pietro annigoni per avermi incoraggiato
di Bonito totalmente diverso. nel bozzetto con la Dedicazione in questa fatica.

23
LA MATURIT DI FRANCESCO DE MURA

Dopo i grandi onori ricevuti a Torino, tributatigli fresco de La battaglia di Velletri, che io sappia sino ad
personalmente dal re che, preferendolo ai suoi pittori oggi sconosciuto alla critica, per il salone delle feste
francesi, gli don, dinnanzi a tutta la corte, la zampa di palazzo Marigliano, a S. Biagio dei Librai, commis-
del cervo abbattuto, nello splendore agreste della pa- sionatogli dallomonimo duca. Opera di pregio, ma
lazzina di caccia di Stupinigi, De Mura torn trion- che purtroppo non mi stato permesso di fotografa-
falmente a Napoli, dove lo accolsero festosi gli amici. re; in essa spiccano molte delle nuove ideazioni gi
Bernardo De Dominici, nel terzo volume delle sue realizzate negli ultimi sotti arescati della reggia di
Vite dei pittori..., nanziatogli da Domenico Antonio Torino; particolarmente in quello detto dellultima
Vaccaro e pubblicato nel 1744, a conclusione delle camera degli Archivi, con Storie di Teseo (1742), o
tredici pagine dedicate a Francesco, testualmente an- nella terza camera, con I giuochi Olimpici, dove c
not: [Egli che]... per mezzi maravigliosi riuscito sventolio di bandiere e moltitudine di cavalli e cava-
quel pittore che il mondo sa... ed ha avuto ed ha tanti lieri; ed anche se oggi laresco di palazzo Marigliano
onori... felicemente attende tuttavia ad adornare con ci appare orribilmente restaurato,in seguito ai dan-
lopere del suo ingegno...1. ni bellici, ho potuto nondimeno constatare che alcu-
Sempre numerose, intanto, erano le richieste di te- ni squarci, soprattutto quelli con soldati a cavallo ed
le che gli provenivano dalla nobilt francese, inglese e altri di paesaggio, nelle angolature della lunga volta
piemontese, nonch napoletana, come lo stesso De rettangolare, sono ancora integri e ci permettono per-
Dominici ci fa sapere. Ma il primo notevole impegno ci di constatare una alta qualit esecutiva. Laresco
al ritorno nella citt nativa, dopo aver completato databile a dopo il 1744, essendo stata combattuta la
la cupola con la Gloria di S. Giuseppe per S. Giuseppe battaglia proprio in quellanno; la ricca composizione
dei Ruo, lasciata incompleta suo malgrado fu laf- non esente da inessioni stilistiche veneziane, con

1. GIUSEppE MAGLIARI, Estasi di S. Guglielmo da Vercelli (part., 1710 c.), da Francesco Solimena.

24
una luminosa chiarit argentina che si dionde in (databile agli anni 1765-75), sia nel coevo bozzetto
tutta lariosa rappresentazione, laddove la capacit di coli. Catello, LAdorazione durante la fuga in Egit-
poetica del pittore viene librata in una lattea bellezza to (fig. 16). Lescogitazione pi notevole quella
datmosfera2. E a ben guardare si possono supporre delle ombre; sebbene non si tratti di ombre vere e
squarci di autentica invenzione naturalistica, come ci proprie, ma di toni su toni, e quindi c il colore an-
dato vedere nellesemplare episodio dei due astanti; che nelle ombre; cio luce che scopre il colore,
il vecchio, curvo sulla stampella, e il giovane seduto, comera nel pi significativo Giordano, a comincia-
nella terza camera degli Archivi al palazzo reale di To- re da quel palinsesto che il S. Alessio alla chiesa del
rino (g. 2); o come nello spontaneo terzetto di scu- purgatorio ad Arco.
gnizzi napoletani della stessa camera. Questa ininterrotta ricerca degli eetti di luce na-
per quanto mi risulta, trascurabile linteresse - turale fu ancora pi intensa in Giaquinto (che pure a
nora rivolto alla peculiarit degli eetti di luce natu- De Mura aveva guardato a lungo)9; in lui, anzi, fu ad-
rale. Nel 1962, la Griseri ebbe ad accennarvi, sottoli- dirittura trascolorante; ma Francesco lo supera per
neando variamente che De Mura prediligeva dipinge- squisitezza.
re a lume vero3; in unambientazione pregna di Daltra parte, come ho accennato, il problema lu-
aspetti naturalistici4; ricca di personaggi dai gesti ministico fu uno dei cardini intorno al quale si mosse
pronti5; in un cielo vero e naturale, scorciando abil- larte gurativa del secolo XVIII, da Giordano a Del
mente a favore di una profondit che accentua il libe- po, senza escludere la migliore scultura10.
ro sfondo atmosferico6; e ci egli realizz, non solo per un ultimo esempio, si pensi a quel brano ec-
schiarendo al massimo la gamma pittorica, ma svol- cellente di paesaggio marino, con barche e pescatori,
gendo panni luminosi e naturali, di reale spessore, che a sinistra della gi menzionata tela La Partenza
con una bellezza mansueta e palpitante...7. di Enea11; qui si pu constatare come con acque lon-
Dunque, come acutamente ebbe a indicare la Gri- tane e azzurrate, e personaggi dai gesti pronti, in pan-
seri, quella di De Mura fu anche una particolare ri- neggi concreti bianchi-serici e scorci ampi, che assu-
cerca a lume vero; insomma una pittura di luce: la mono il valore di un chiaro omaggio degli inteneri-
luce che, daltronde, fu impegno fondamentale di menti dellultimo Giordano12, De Mura realizzi, con
tutto il Settecento. pertanto, noi, oggi, a guardare pi qualit rara, una composizione in cui la medesima lu-
attentamente le sue tele8, e non solo quelle torinesi ce presente ovunque, con uguale armonica intensi-
ma anche quelle napoletane dal 1750 in poi, ci accor- t; e si percepisce la sua commozione innanzi al mi-
giamo che si applic particolarmente a rendere la luce racolo della natura e della luce naturale; quasi il som-
in tutte le sue metamorfosi. messo ardore di una preghiera, lanelito verso un as-
Lesaltazione luminosa costante perch egli ten- soluto: una lunga polifonia vegetale ed acquatica, tes-
deva a fermare, per quanto gli fosse possibile, leffet- suta con una sbalorditiva maestria. E la esecuzione
to delle vibrazioni ottiche: si guardino, ad esempio, cos perfettamente fusa che riesce arduo individuare
quelle due tele di collezione romana, in tal senso pa- la bench minima pennellata.
radigmatiche, databili al 1755 o dopo, e rappresen- Quando gi egli abitava alla Strada di Chiaia (gen-
tanti Paride che saetta Achille e La Partenza di Enea; naio 1746), come ci viene attestato da un documento
oltre ad offrirci esempi tra i pi alti, per qualit ed di recente reperito (cfr. doc. n. 3), ebbe, dallarciba-
invenzione, di quadri del genere, esse ci permettono dessa di S. Chiara, lincarico di dipingere la prima tela
di attestare, in favore di De Mura, una approfondita importante per quel tempio che, come si sa, veniva
ricerca di atmosfera, di ambiente, di luce naturale. allora totalmente trasformato, secondo il corrente gu-
Lo stesso dicasi per la nota Allegoria delle Arti, al sto rococ; era la tela per il catino absidale, ragu-
Louvre, dove la luce scorre sulle sete, costruendo rante S. Chiara mette in fuga i Saraceni col SS. Sacra-
una perfetta sinfonia cromatica, pur se qui non rag- mento (g. 3), che De Mura ebbe a ripetere una ven-
giunge, per essere stato raffrenato da concetti acca- tina di anni dopo, con lievi modiche, per il transetto
demici, la creativit delle altre allegorie del palazzo della chiesa di S. Francesco di Aversa. Opera com-
reale di Torino. E ci non vale solo per le composi- plessa, di grande elaborazione dinamica, andata pur-
zioni, per cos dire en plein air (vedasi lAllegoria troppo distrutta nel 1943; in essa si vedevano, sotto
della Carit o lAssunzione alla Nunziatella), ma an- un gruppo di undici Clarisse capeggiate da S. Chiara
che per le atmosfere sertine come esemplarmente (di ispirata e fedele ascendenza giordanesca) sei caval-
evidente, sia nella Maddalena penitente al pio Monte li, due morti e quattro in furioso combattimento, con

25
1746), e che la tela sovrapporta ai SS. Severino e
Sossio, rappresentante Ges e la Maddalena in casa del
Fariseo. Vi possiamo constatare quale fosse in De Mu-
ra la capacit di rendere la couleur cos fraiche e
di fare le ombre tanto belle quanto le luci, e come il
suo pennello fosse morbido e leggero: quelle che era-
no, in realt, alcune componenti essenziali del suo ge-
nio. Ma opportuno soermarci su una successiva e
inedita redazione autografa di quel soggetto, di colle-
zione pucci (g. 5), la quale ci lascia intendere quanta
corposa veemenza egli sapesse infondere, pur nella ri-
corrente soavit della sua pittura addirittura, in
2. F. DE MURA, Astanti al lancio del giavellotto (1743). Torino, questo caso, con piglio tizianesco nella Maddalena
palazzo reale, terza camera degli Archivi. che profuma i piedi del Nazareno, egiata in modo
da apparirci come un esempio di scoperta sensualit.
Infatti essa turgida e rigogliosa, espressione di pro-
forte spicco di quello centrale, per il suo biancore ec- rompente femminilit. Si osservi la chioma bionda e
cezionale. Ma ci che stupiva, nella cascata doro di uente che lambisce il piede di Ges e la spalla nuda,
cherubini e di angeli giovinetti, sorreggenti lEterno la devozione bisbigliata dalle labbra carnose: a vedere
padre, era la naturalistica vivacit dellinsieme, il gro- tanto palpitante naturalismo, viene spontaneo chie-
viglio di corpi, di animali e di simboli; la capacit di dersi sul come si potuto aermare che De Mura
aver saputo, nel chiuso di un atelier, rendere vivo e un pittore non emozionato; uno, cio, che dipinge-
perfetto il senso del moto furioso: quelle corazze lu- va esclusivamente personaggi-marionette nellambito
centi, i vessilli avvolgentisi come gorghi marini, i volti dellirreale. A tal riguardo, appaiono perlomeno ec-
atterriti e urlanti; il tutto contrapposto alla sovruma- cessive e dannosamente generalizzanti talune recenti
na serenit e sicurezza delle monache che, sotto il Sa- aermazioni, secondo le quali, se da una parte si ri-
cramento sorretto dalla Santa, restano attonite e di- conosce che il De Mura la sola personalit di gran-
staccate, rapite dalla presenza del divino. Daltronde, de rilievo della cultura gurativa a Napoli, alla met
vi si ritrova lo stesso movimento dei sotti di Torino del Settecento, nonch il pittore che meglio seppe
e della volta di palazzo Marigliano, la medesima sa- esprimere aspirazioni e tendenze di gusto allora pre-
piente rega. valenti nei settori dominanti della societ napoleta-
Anche nel 1746 fu realizzato limmenso telone per na15, dallaltra si asserisce in modo alquanto contrad-
laltare maggiore, sovrastante la gigantesca tomba di dittorio, e nello stesso contesto, che le creature fra-
Roberto dAngi, e che era destinato a costituire il gilissime del suo delicato mondo pittorico sono
punto focale di tutto il rifacimento settecentesco di S. lontane da ogni accenno di tensione emotiva (?) e
Chiara: vera e propria scenograa da palcoscenico, si muovono con eleganza in un mondo che esclude
densa di ben cinquanta personaggi. In questa S. Chia- (?) ogni umana passionel6. Ed invece, sia umane
ra con Santi nella gloria eucaristica (g. 4), che fu am- passioni che tensioni emotive, unite ad una matri-
mirata da inglesi e francesi, in visita a Napoli per il ce considerevolmente naturalistica, sono presenti as-
Grand Tour, come il Fragonard e, ancora prima, il sai frequentemente, non solo nei ritratti che, per la
Cochin, che testualmente scrisse su questopera: un verit, imponevano tali speciche qualit (si pensi al
grand tableau... compose avec genie... il y a des cho- presunto Ritratto della moglie, a quello di Padre Ilde-
ses gracieuses et nement dessines; la couleur est fonso del Verme, al Ritratto del Cardinale Sersale non-
trop frache et tient de lven-tail, surtout dans les ch alle varie redazioni dellAutoritratto, ecc.) ma an-
ombres qui sont aussi belles que les lumires; le pin- che in numerose tele profane e sacre, anche dellulti-
ceau en est ou et doucereux...14. Queste parole di mo decennio di vita, come sar indicato in seguito.
ammirazione, pur se con qualche riserva, da parte del In aggiunta, va detto pure che, se vero che i toni
Cochin, che di pitture eettivamente se ne intendeva consueti delle sue composizioni sono da teatro meta-
e su scala europea, essendo lesperto darte del re di stasiano e che ci che conta soprattutto un senso
Francia mi fanno pensare subito a quellautentico intimo di grazia sottile e di supremo decoro, che solo
capolavoro, eseguito anche in quegli anni (1745- poteva concretamente esprimere, in forme visibili, la

26
3. F. DE MURA, S. Chiara mette in
fuga i Saraceni col SS. Sacramento
(1746; distr.). Napoli, chiesa di S.
Chiara.

concezione aulica, profondamente di classe che il appoggiate sul dorso, o con quanto naturalismo di-
De Mura e i suoi colti committenti avevano della re- pinto lo scalpellino-marmoraro che sta modellando
alt contemporanea, tradotta nelle apparenze del mi- un pezzo di marmo e, nella lontananza prospettica
to antico o del racconto storico17, anche vero che della tela, nel netto stagliarsi del tempio in costruzio-
a tutto ci sempre si associa una sionomia naturali- ne (al cui sommo le quattro piramidi fanno pensare
stica dei personaggi (si confrontino, ad esempio, i curiosamente a quelle esistenti, nella medesima posi-
bozzetti per i SS. Severino e Sossio, quelli per la Nun- zione strutturale, a S. Caterina a Formello) i due ope-
ziatella, le tele per la SS. Annunziata, ecc.), che perci rai intenti allargano, sopra limpalcatura, si ergono a
stesso vivono la verit di sensazioni autentiche e non simbolo di tutta la tela (che si sarebbe potuta chiama-
sono aatto esclusi dalle umane passioni. E se, poi, re il lavoro, visto che tutta veristicamente incen-
queste passioni non sono travolgenti ed esasperale trata su di esso, e persino lampollosa e metastasiana
(come lo sono quasi sempre nei caratteri sionomici gura del re, che non campeggia aatto, ma passa in
dei personaggi di Gaspare Traversi), ed ogni emozio- secondo piano). Amore del vero, dunque, pur ade-
ne o sensazione si stempera nel ritmo sommesso di rendo allo spirito del rococ internazionale, con i
unelegia pastorale18, ci non dovuto aatto alla consueti risultati di ranatezza formale. E come
mancanza di una resa palpitante dei personaggi e del- stato notato, quella di De Mura fu, sulla scia del Me-
le situazioni che, al contrario, sempre nitidamente tastasio, una ripresa del classicismo che, attraverso i
si percepisce bens ad una trasgurazione poetica modi dellArcadia, assunse una ben diversa funzione
che si distingueva con quei suoi specici, inconfondi- modernizzante, lontana dalle intenzioni di monu-
bili accenti. mentale eroicit che, ereditate dallespressione baroc-
Daltra parte, a confermarci linteresse del De Mu- ca, avevano sempre caratterizzato lopera del Solime-
ra per una pittura pi aderente alla realt viva c la na, anche nel suo momento di maggior rigore forma-
terra perduta tela per S. Chiara, Salomone che dirige le e compositivo, e pronta a registrare invece, con De
ledicazione del tempio, che gli fu pagata la sbalordi- Mura, le variazioni del nuovo clima spirituale matu-
tiva somma di 1112 ducati; opera compiuta nel 1754 rato19.
(g. 8), in cui ci che balza evidente, in un primis- Rimane ancora da osservare che il paventato peri-
simo piano che costituisce pi della terza parte del- colo di unaccademizzazione dei modi dellArcadia
lintera tela , lindustrioso aannarsi, sotto i ba- pittorica, insomma di un vuoto formulario retorico,
gliori di un cielo estivo, di ben dieci artigiani, tra il De Mura non lo aggir solo con lo sveltimento dei
maestri muratori, scalpellini, carpentieri, pipernieri, tagli compositivi, sempre condotti sul lo di unestre-
stuccatori, ripresi nel vivo del loro operare. E, non c ma eleganza, ma anche con il permeare le persone e
chi non veda quanta realt ragurata nello sforzo le cose di una luminosit trasparente, e dando soprat-
sico dei portatori di ceste (i cosiddetti cuofene) tutto corpo alle ombre colorate, come dice il Cochin

27
1685 (oggi alle Gallerie di Capodimonte), che dav-
vero, come stato notato dal Levey, a blaze of blue
and white, a pean of Joy in light and colour which
makes the vision something delightfully visionary for
the spectator. Nella visione globale, come si riscon-
tra nellAssunzione alla Nunziatella, c quel tramen-
dous pa-nache... in which the majority of its inhabi-
tants are blond and smiling, dressed in pale colours
and each moving in an aura of luminosity as if mo-
tes in the white radiance of eternity. Such pictures are
like great Windows of glass erected where previously
there were walls20.
Nellulteriore preziosa decorazione realizzata nella
medesima chiesa, De Mura21 nella volta, nei puttini con
ori, nelle irregolari conchiglie rococ, nelle gure al-
legoriche, sia in grisaille che a colore (gg. 7 e 10)22
rende ogni cosa sousa di tenui cromatismi da non
potersi evitare il parallelo dobbligo tra questo insie-
me, unico nel suo genere a Napoli, e quellaltro che,
nel Cabinet du Conseil, a Fontainebleau, per ordine
di Luigi XV (a cominciare proprio dal 1751 e sino al
1753) Charle Van Loo, Jean-Baptiste pierre, Alexis
peyrotte e Francois Boucher ebbero a realizzare, sotto
le direttive architettoniche del Gabriel, ottenendo un
nouveau dcor che, a giusta ragione, stato denito
uno dei pi belli del XVIII secolo. Esso adorna i nu-
merosi pannelli delle pareti, en boiserie, di squisite al-
legorie (molto simili, per morbidezza e tipologia, a
quelle del De Mura) dipinte en camdieu bleu ou rose
che, ripeto, nella loro visione dinsieme, comunicano
4. F. DE MURA, S. Chiara con santi nella gloria eucaristica (1746- lo stesso senso di pienezza decorativa che si riceve sot-
1748; distr.). Napoli, chiesa di S. Chiara. to la navata della Nunziatella23, nonostante si trattasse
di scuole e sensibilit diverse ed assai distanti nel loro
operare.
(dans les ombres qui sont aussi belles que les lumi- Ma, in realt, e qui giova ripeterlo la ricerca
res) a tal proposito, illuminante lo squisito boz- degli eetti della luce naturale costitu lintento pre-
zetto di Imeneo e la Pudicizia (databile dal 1755 al dominante del De Mura; una vera e propria opposi-
1760) del museo della Fiori diana di Napoli. Quel zione programmatica che si appuntava soprattutto
pericolo incombente lo aggir aumentando la qualit contro quella sublime capacit di ventilate aperture
descrittiva e cromatica, che poi divenne specicamen- di cielo, a smuovere bandiere, a disfar cavalli, a scio-
te sua (e gli allievi cercarono di emularla a diecine, gliere in linfe e rifrangenze preziose immagini e paesi,
spesso senza risultati); basti pensare a quellinsieme di cui sul nascere del secolo Luca Giordano sera fatto
stupefacente, per colore e invenzione ritmica, che maestro24; straordinario in lui, dunque, anche nella
lAssunzione nella volta della Nunziatella (1751), l maturit, linusso giordanesco, per una pittura pi
dove si accentua tutto lo spirito decorativo pi denso moderna ed aerea, come fu quella di Torino e, poi,
del Settecento napoletano; insieme di colori e di dcor del primo e del secondo intervento alla Nunziatella.
che sarebbe immensamente piaciuto a Giacomo Del Anche se bisogna pur riconoscere che leccessiva di-
po e che proviene indubitabilmente dai numerosi latazione di certe composizioni religiose (vedi in SS.
prototipi di Luca Giordano, vero iniziatore di tutto Severino e Sossio, S. Chiara, la Nunziatella ecc.), che
quello specico tipo di cromatismo en plein air, e spe- dovevano servire al precipuo scopo di incrementare il
cialmente della sua Madonna del Baldacchino del culto e la devozione, e che costituiscono, in n dei

28
conti, le sue pi note e celebrate opere, avendo ssato
nel tempo e nella memoria, per cos dire, lo schema
demuriano, sono le meno rappresentative, qualitati-
vamente parlando. Al contrario di certi bozzetti, co-
me quello dellinedita Adorazione durante la Fuga in
Egitto, che qui presentiamo e che vale molto meglio a
dimostrare lalta ranatezza pittorica, la presa di pos-
sesso del colore e la ricerca dellimmagine nella luce.
Altro costante impegno del De Mura, contro la
vuota accademizzazione, fu quello dellintrospezione
psicologica, che egli non trascur mai, nemmeno
nelle compisse composizioni di gruppi di persone o
di folle. Del resto, un autentico grande artista come
lui viveva a contatto con prestigiosi scultori ritratti-
sti, come lo erano D.A. Vaccaro, M. Bottigliero, F.
pagano e G. Sanmartino25, e non avrebbe potuto
sorvolare sullimportanza di questa specialit che,
coltivata presso il Solimena, gli permise di orire una
prova eccellente sin dal 1727, con il Ritratto della
moglie. Ma per gli anni dopo il 1750 si tengano pre-
senti il Ritratto di S. Francesco di Geronimo, esempio
di trasgurazione nellumano, scavato volto di un re-
ligioso gesuita, laddove le tormentate mani giunte,
che si toccano nella preghiera, sono leggere e insieme
di un verismo assoluto. Ancora, limponente Autori-
6. F. DE MURA, Allegoria della Carit (bozzetto, 1751). Napoli,
tratto di Londra, reso noto dal Bologna, databile ver- coll. privata.
so il 1755, in cui la maestosa impostazione si con-
giunge ad una resa sionomica obiettiva. Certo, ver-
so gli anni 1760-1770 vi fu uno specialista del ritrat- di corpo, a lui commissionati dal duca De Sangro
to psicologico, oltre al grande Traversi, voglio dire (cfr. doc. n. 29).
Francesco Liani; come pittore ritrattista ho trovato Notevoli introspezioni psicologiche De Mura ren-
di lui numerosi documenti, tra cui, in calce a questo der nel 1756 con quellintensa ricerca sionomica
saggio, mi piace pubblicarne uno di particolare inte- che il Ritratto del card. Antonio Sersale26 e nel 1758
resse, che del 1765, per tre ritratti a gure intiera con il Ritratto di Niccol Fraggianni, giureconsulto.
Nel 1750 (cfr. doc. n. 5) aveva dipinto i due teloni
per lAnnunziata di Capua: lUltima Cena e La Visita-
zione, e di questultima esistono due bozzetti al pio
Monte, che ci mostrano, su due timbri cromatici di-
versi, quale grande colorista egli fosse, nel rendere il
senso dellatmosfera, con tutto il circostante paesaggio.
per di pi, grazie a un documento recuperato di
recente (cfr. doc. n. 4), apprendiamo che De Mura fu
richiesto anche come elaboratore di disegni per ar-
genti: infatti, nel 1750, per un Trionfo da tavola, da
orire in dono a Carlo di Borbone, largentiere Fran-
cesco Del Giudice si avvalse di un suo specico dise-
gno preparatorio, che possiamo immaginare nella sua
complessa composizione se solo teniamo presenti
quei Trion che ci sono pervenuti, adorni di Net-
5. F. DE MURA, Ges e la Maddalena in casa del fariseo (part. tuni e di sirene, di dee marine, delni e conchiglie, in
1746 c.). Napoli, coll. Catello-pucci. un concerto di asimmetrie rococ. Questo nuovo

29
sendo De Mura convinto della validit e dellimpor-
tanza del suo rinnovato classicismo, pur nelladesione
profonda al rococ: risultati che otteneva anche per
le nove sovrapporte che andava ultimando per il pa-
lazzo reale di Torino, e che invier da Napoli nel
1758, come evidente nella Donna guerriera che com-
batte il leone (g. 12), dove nella minuziosa nezza
dellesecuzione, la bellezza davorio della gura fem-
minile presenta la stessa tipologia di certe donne del
Sud dItalia o della vicina Grecia, parecchi caratteri
delle quali sono spesso riscontrabili nella statuaria an-
tica, come stato gi notato27.
Inoltre, come nellallegoria con la Fortezza della
monarchia (del 1759; g. 13) non aatto vero che,
dopo il 50, in De Mura fosse assente lo spirito di ve-
rit sionomica e psicologica, come stato con legge-
rezza aermato28 in quanto tale spirito che, daltra
parte, in un autentico artista non sarebbe mai potuto
essere assente riscontrabile anche in varie altre
7. F. DE MURA, Allegoria della Carit (1751). Napoli, chiesa della
opere dellultimo suo decennio: vedi il volto di S. Pla-
Nunziatella.
cido a S. Giorgio dei Genovesi e, ancor pi, quelli di
S. Francesco di Sales e S. Margherita Frmiot di Chan-
tal, ai Gerolomini, opere databili dopo il 1770.
aspetto rivela pertanto la complessa personalit di De Altro notevole risultato egli otterr nella tela Santi
Mura che, tuttavia, per essere squisitamente pittore, Gesuiti che invocano la SS. Vergine per la cappella del
non manifesta la versatilit di un Domenico Antonio Monte Manso di Scala, una delle sue rarissime tele
Vaccaro, di un Giacomo del po o di un Ferdinando rmate e datate (1758) dove ripropone la ricerca ca-
Sanfelice. ratteriologica non solo nel S. Ignazio, nel S. France-
per lArciconfraternita dei pellegrini dipinger, nel sco Saverio e nel S. Francesco di Geronimo, ma an-
1756 non avendolo potuto fare il Giaquinto che si cora pi genuinamente nellinsieme della Vergine e
era gi impegnato, e che fu colto prematuramente del Bambino (la solita popolana napoletana col suo
dalla morte la tela rappresentante la Vergine interce- glioletto, colti in una istantanea aermazione di
dente per le anime del Purgatorio; qui sorprendono i schietta verit) e nel gruppo di giovani nobili poveri,
nudi delle anime purganti, nellatto di protendere le inginocchiati alla base della tela, in cui evidente lo
mani invocanti, cos realistiche nelle pieghe della pel- sforzo di rendere autentici caratteri umani di matrice
le, e cos vere nel loro voltarsi, da far pensare ad naturalistica (g. 9). pi compiuta trasgurazione sa-
unammirazione specica di De Mura per Giuseppe r realizzata, invece, lanno seguente, nei quattro ovali
Ribera. E che dire dellangelo che, planando, scende (cfr. doc. n. 8) con le allegorie della Sicurezza, della
dallalto in un cos ardito scorcio prospettico da far Disciplina, dellInnocenza e della Fortezza, oggi alle
pensare agli angeli caravaggeschi della tela del pio gallerie di Capodimonte, dove il colore non ha tutte
Monte? le sue migliori vibrazioni: ci nonostante, pur se sta-
Nellanno seguente, cio nel 1757, egli realizzer to scritto che sembrano creature svuotate di ogni se-
il trittico per la cappella dellAssunta, nella chiesa del- gno psico-emotivo 2\ risultano invece a mio giudizio
la certosa di S. Martino, laddove il colore rende unat- sucientemente credibili anche come ritratti mulie-
mosfera terrestre che di aba e di Arcadia, senza mai bri, come si vede specialmente nellallegoria della Si-
far mancare le notazioni realistiche: cos il benissimo curezza. Se poi si legge attentamente il doc. n. 8 ci si
cane, in fondo a sinistra, nella Visitazione e, nellAn- accorge come il pittore, al momento della commissio-
nunciazione, la seggiola di paglia, col gatto che fa le ne dunopera, fosse a volte strettamente tenuto ad at-
fusa e gli attrezzi da lavoro nella cesta; ricerca del co- tenersi scrupolosamente ad ogni dettagliata indicazio-
lore al massimo grado, grazia del tutto esente dallaf- ne del committente, persino con la specica sottile di
fettata cerimoniosit, eleganza sottile e schietta, es- motti latini (per la Sicurezza: Tutior et pietate Secu-

30
ritas publica; e per la Disciplina: Qua sine dilabitur
pietas); e ci si rende conto che la sua libert inventi-
va e compositiva veniva pur in qualche modo ridotta
e compromessa. Talvolta, anzi pericolosamente per i
risultati qualitativi ed espressivi dellopera.
Ma c un De Mura elegiaco-intimista sul quale
occorre appuntare lo sguardo: un creatore di atmosfe-
re acquietanti, com il caso del bozzetto (coli. Vin-
cenzo Catello) che qui riproduciamo, la veglia serale
dellAdorazione durante la fuga in Egitto, ben pi in-
tenso della grande tela conservata al pio Monte. Sia-
mo verso il 1760, e i volti sono porcellanati e alaba-
strini30; ma la soavit dellinsieme che trascina los-
servatore, quel breve bisbigliato colloquio tra la Ver-
gine e il Bambino, che ci lascia in trepida attesa di un
evento che sintuisce al di sopra dellidilliaco paesag-
gio circostante.
Daltronde questo stabilire con tocchi, a prima vi-
sta impercettibili, tutto il suo senso emotivo di una
scena, pur cosi perfettamente realizzata nel suo com-
posito scenario naturale, prerogativa di vero pittore.
Inoltre, signicativo osservare come De Mura, an-
che se per un piccolo brano, abbia voluto, ancora nel
1759, e cio a dodici anni dalla morte rendere un
chiaro nostalgico omaggio al suo maestro Solimena.
Infatti, chi guardi attentamente lispirata tela S. Bene-
detto adora la Vergine e il Bambino (g. 15), apposita-
mente dipinta per il sontuoso altare vanvitelliano nel
transetto dei SS. Marcellino e Festo in concomitan-
za con le sculture sottostanti di mano del Sanmartino
e si soermi ad analizzare la testa del S. Benedetto, 8. F. DE MURA, Salomone dirige ledicazione del tempio (1754;
ne coglier la grande somiglianza col disegno di Soli- distr.). Napoli, chiesa di S. Chiara.
mena (verso il 1710), per la famosa incisione di Giu-
seppe Magliari, glio di Andrea, con la ragurazione duna torre, che ricorda quella di Castelnuovo, una
dellEstasi di S. Guglielmo da Vercelli (g. 1), incisa folgore uccide un guerriero-giustiziere che barcolla,
sotto la sua direzione e che fu considerata a giusta ra- mentre la santa, con le mani sui seni amputati, esala
gione la migliore stampa fatta in Napoli31, da cui si lultimo respiro fra il raccapriccio degli astanti. Oltre
evince, ancora una volta, unevidente attestazione ba- allequilibrato dinamismo dei personaggi, disposti
rocca del vecchio pittore. con la solita sapiente regia, ci che colpisce la gam-
Va detto, inoltre, che di teste di S. Benedetto, il ma cromatica, poich tutta la scena avvolta in unat-
De Mura ne aveva dipinte diverse prima del 1759, sia mosfera cilestrina, con vapori grigio-argentei, che
a Montecassino che ai SS. Severino e Sossio ed altro- danno il senso del miracoloso e dellultraterreno. Ul-
ve. evidente perci che si sia trattato, nel caso pre- teriore dimostrazione, dunque, della sua grande abi-
sente, di un devoto e denitivo omaggio al Solimena, lit coloristica, come nella Strage degli innocenti, col-
che lo aveva sempre considerato, per capacit e quali- locata proprio di fronte e ricomposta dopo lo scoppio
t, superiore ad ogni altro suo discepolo. duna bomba nel 1943. La manifestazione pi alta
Subito dopo, forse per diretto desiderio di Luigi della sua arte compositiva e cromatica la riscontro
Van-vitelli che grandemente lo stimava, egli realizz, nellAnnunciazione, che domina labside vanvitellia-
nel 1760, le tre tele che decorano laltare maggiore na, dove lArcangelo Gabriele esempio paradigma-
dellAnnunziata. Nel Martirio di S. Barbara colpisce tico duna soavit pittorica degna di un philippe de
la rarefatta atmosfera mattinale, in cui, sullo sfondo Champaigne, per lestrema levit corporea ed il fasci-

31
armonia con la forza dinamica degli angeli, paludati
di seriche vesti, in una gamma cromatica calda e sen-
suale. Si tenga conto che la cappella dei Riario di
Corleto sta di fronte a quella arescata da Del po ed
presumibile che De Mura vi sia andato a nutrire le
sue riessioni.
Com noto, nel 1764 Napoli fu aitta dalla peste
che caus 30.000 morti e dalle eruzioni del Vesuvio33;
queste calamit, forse, ispirarono il Nostro per le di-
verse Scene di terrore che si trovano al pio Monte, in
cui il colore trova accenti di assoluta trasparenza e
preziosit, in un concerto di movimenti equilibrati,
che tuttavia esprimono langoscia incombente di un
cataclisma.
Il suo atelier contava diversi scolari sempre pi
presi dalle sue aperture stilistiche. Uno dei suoi primi
allievi devessere stato Alfonso di Spinga (si guardino
le sue tre tele demuriane, anteriori al 1740, allAscen-
sione a Chiaia); Jacopo Cestaro, autore delle tele
nellabside dei SS. Filippo e Giacomo (1759); Giacin-
to Diano, nel 1759, nei teloni del coro di S. pietro
Martire, concepiti nella pi stretta osservanza dei ca-
noni compositivi del maestro (cfr. doc. n. 16). E poi,
da Girolamo Starace Franchis al Dominici; da Mi-
chele Foschini a Francesco Narici; da Domenico
Mondo a pietro Bardellino, che sar demuriano per-
sino nella vasta tela per la Biblioteca oratoriana dei
9. F. DE MURA, Santi gesuiti invocano la SS. Vergine (f. e d. Girolamini, del 1792 (cfr. doc. n. 14): insomma il
1758). Napoli, palazzo del Monte Manso di Scala. meglio della pittura napoletana post-solime-niana an-
dava ad apprendere tradizione e mestiere da lui, per-
seguendo gli stessi intenti e la medesima tipologia
no della persona. cromatica, persino per oltre un ventennio, come ac-
La Vergine emerge da un viluppo di stoe celesti, cadde in particolare a Bardellino e a Diano. Senza di-
rosa e rosse, con allusione ad una maternit di chiara re poi di decine di pittori ancora sconosciuti, le cui
estrazione popolare, come mai neppure Solimena tele demuriane adornano gli altari delle chiese della
seppe dipingere. Giustamente, perci, questa poetica Campania e di altre regioni meridionali.
Annunciazione costitu un prototipo assai autorevole
per tante altre chiese o cappelle dedicate alla Vergine,
tra cui quelle di S. Maria di piedigrotta, di S. Cateri-
na a Chiaia, ecc. Una replica felice, arricchita di co-
lombe e nature morte, conservata nella chiesa del-
lAnnunziata di Caiazzo32; in essa le vesti della Vergi-
ne, pi giovanile e di maggiore avvenenza, presentano
tonalit rosa ancora pi suggestive.
Intanto, De Mura lavorava ai sovrapporta per il
duca di Chiablese, con Le quattro part del mondo ed
arescava per conto dei Corleto, nella loro cappella ai
SS. Apostoli, i quattro peducci della cupola, con gli
Angeli sorreggenti i simboli della Croce: essi orono il
meglio della sua ispirazione in quel momento. La
prospettiva dal basso verso lalto si esplica in perfetta 10. F. DE MURA, Putti (1751). Napoli, chiesa della Nunziatella.

32
Fu nel 1764 che De Mura esegu quella tela densa
di esortazioni mondane che lAllegoria della Pudici-
zia per la sala della primavera nella reggia di Caserta,
servita poi da modello per lomonimo arazzo, ora nel-
la reggia di Napoli: Imene appare sfolgorante nella
sua prestanza sica, a anco alla pudicizia che non lo
degna duno sguardo; ed anche qui sottilmente si in-
travvede la presenza di quellEros che stato pi volte
disconosciuto al De Mura e che, invece, al momento
opportuno, egli ben sapeva implicare nel contesto
della composizione, magari in forma subordinata.
Nel 1765 dipinse, per la cappella Carmignano, in
S. Lorenzo Maggiore, lAngelo custode; tela che svolse
un nuovo schema, a cominciare dalla posizione obli-
qua del grande angelo femmineo, che d la mano al
bambino ignudo, in una componente cromatica che
si accentua nei bagliori delle ali. Lopera occupa un
posto a parte nella produzione dellartista maturo,
che volle qui, in qualche modo, allontanarsi dalle sue 11. F. DE MURA, Ritratto del Duca di Savoia bambino (part.,
1742). Torino, palazzo reale.
visioni consuete. Si sente persino qualche lontana re-
miniscenza caravaggesca nellangelo che occupa la
maggior parte dello spazio (g. 17).
Nel 1767, anno in cui vi fu uneruzione del Vesu- terno (labbraccio) e la imposizione morale (la conse-
vio particolarmente calamitosa, ebbe luogo lespulsio- gna della regola). Del resto, i quadri della cappella vi-
ne da Napoli di circa trecento gesuiti per conto dei cina, dipinti da Luca Giordano, presentano analoghi
quali, alcuni anni prima, De Mura aveva eseguito La eetti pittorici.
Vergine con i due S. Luigi per laltare maggiore del Ge- Lultimo suo autentico capolavoro fu, senza dub-
s Vecchio; inoltre, aveva arescato alcuni ambienti bio, Il Martirio di S. Placido esempio di nobile sem-
nei palazzi Berio, Maddaloni e Gravina. Il 20 giugno plicit e pacata grandezza dipinto per laltare dei
1768 muore la moglie Anna dEbre che, insieme alla principi di S. Angelo, nel transetto di S. Giorgio dei
glia adottiva, tanti aanni gli aveva arrecato, per le Genovesi, in cui presente ancora di pi quella sua
molte inquietudini non compatibili alla mia et ed impalpabile atmosfera mattinale, fra azzurrina e per-
alle mie applicazioni, essendo stato obbligato a con-
cedere alla neonata della glia adottiva migliaia di du-
cati per solo amore della quiete tanto a me necessa-
ria34. Anche nel 1768 concluse il rapporto ultra tren-
tennale con la corte sabauda, inviando otto quadri
come modelli per arazzi.
Nel 1770 dipinse la Maddalena penitente, per la
quarta cappella a destra in S. pietro ad Aram e, stanco
per let e i relativi acciacchi, chiese di essere esonera-
to dallincarico di direttore della Reale Accademia di
Nudo. A questo periodo vanno datate le due tele: S.
Francesco di Sales indica la regola a S. Margherita di
Chantal e S. Filippo Neri abbraccia S. Francesco di Sa-
les giovinetto; entrambe nellomonima cappella dei
Girolamini. Vi si vede come egli, anche senza im-
piantare una composizione aollata, anzi restando
allessenziale, con due sole gure raggiunge eetti as-
sai incisivi e determinanti per la resa di un sentimen- 12. F. DE MURA, Donna guerriera combatte il leone (1758). To-
to e di una situazione specica: un atto di amore pa- rino, palazzo reale.

33
lacea35. Seppure il primo a saltare agli occhi il boia
robusto che sta per calare sul capo dellestatico placi-
do largentea scimitarra, tutta la calcolata sapienza
compositiva della scena si accentra nel prestante ca-
valiere dalle piume celesti, che in groppa ad un caval-
lo bianco, ordina lesecuzione del martirio. Anche qui
si ritrova un delicato equilibrio cromatico di cilestri,
rosati, blu intensi, grigi argentei, gialli antichi, neri
cenere e bianchi nivei.
La musicale intensit cromatica e rappresentativa
di questa tela si lega suggestivamente alla presenza, a
Napoli, proprio in quei giorni (vi risiedette col padre
Leopold, dal 14 maggio al 25 giugno del 1771) del se-
dicenne Mozart, che suon in pi di unoccasione, in
consenso di spirito con la eccellente scuola nostrana36.
per quanto concerne poi lestrema levit coloristi-
ca, legittima lipotesi che per la sua posizione privi- 14. F. DE MURA, Allegoria (1758). Torino, palazzo reale.
legiata di pittore di Carlo di Borbone (gi dal 1738 e
forse prima), nonch, in seguito, di direttore dellAc-
cademia reale di nudo, egli abbia avuto la possibilit, quali spett, comunque, al De Mura medesimo, come
in quegli anni, di osservare da vicino le prime pitture si legge nel testamento del maestro, che parla di un
che venivano alla luce in pompei, cogliendo stimoli compenso per questa sua consulenza e supervisione.
dalle nezze cromatiche di quelle antiche pitture. Si deve ammettere, per, che da questo momento
Era quello il tempo in cui il Vanvitelli, ammirato- (1772-73) innegabile uno scadimento generale del-
re del poussin, pur non essendo prodigo di lodi per la sua pittura; scadimento dovuto a molteplici ragio-
gli artisti suoi contemporanei soprattutto se napo- ni: alla vecchiezza, ai dispiaceri familiari, alla illimi-
letani lealmente dichiar 37 che il migliore di tutti tata solitudine di cui soriva, alla partecipazione ese-
li pittori che presentemente sono a Napoli, egli don cutiva di scolari non sempre allaltezza. Eppure non
Francesco di Muro. mancano mai, qua e l, furtivi guizzi e scintille di an-
Il grande architetto aveva colto nel segno, nono- cora pregevoli squarci pittorici, come nel S. Francecso
stante lintenso adoperarsi dei vari demuriani: Mon- dAssisi che implora la Vergine e Ges Cristo per laltare
do, Diano, Starace Franchis e Bardellino, gi assoldati maggiore di S. Francesco degli Scarioni (1773), dove
per le decorazioni a Caserta. Il giudizio sullopera dei egli ripropone certe modulazioni gi svolte nella
grande tela per laltare maggiore di S. Chiara, massi-
mamente per il S. Francesco. C sempre linvenzio-
ne, il brano magistrale che incanta; cos i serti di rose
della porziuncola, stretti nelle dita di tre cherubini
(pi adatti a un boudoir che ad una pala daltare),
dalle tenere carni eburnee, tra cui spiccano due drap-
pi, uno celeste e uno rosso che sembrano messi l
senza un particolare impegno ed invece costituisco-
no un elemento di calcolata elaborazione cromatica
(celeste-avorio-rosa-rosso) che trover poi unampia
e generica volgarizzazione nei vari De Majo, Del-
lAsta, Volpe ecc.
Nello stesso 1773 dipinse la Pentecoste, per laltare
maggiore della chiesa dello Spirito Santo; tela che, gi-
gantesca per dimensioni, dilata al massimo il disegno e
la colorazione, ma si inserisce perfettamente nel bian-
core scenograco dellabside. Alla concezione della
13. F. DE MURA, Allegoria (1758). Torino, palazzo reale. quale volle avvicinarsi, con risultati a mio giudizio ne-

34
pinse la tela dei Beati Burali dArezzo e Paolo Marino-
ni38, in cui spicca la verit espressiva di Maria Burali,
inginocchiata, che raccomanda al beato il bambino
biondo, la dettagliata descrizione degli abiti, la dorata
stoa della gonna e dei merletti delle maniche. Ma non
pi labbagliante magia di ventanni prima.
Anche la sua estrema attivit dignitosa: dipinge-
r nel 1778 i Tre martiri carmelitani per lultima cap-
pella a destra nella chiesa del Carmine maggiore, in
cui a un disegno sempre equilibrato si unisce un in-
sieme di tonalit mirabili; le variazioni cromatiche vi
sono leggerissime e graduali, tanto da ottenere una
perfetta fusione e produrre a prima vista, limpressio-
ne di un monocromo. pittura devozionale, s, ma che
sottolinea la profana bellezza di un angelo adolescen-
te, in primo piano, reggente una mitria giallo-antico,
mentre sembra scrutare lastante. Opere, in cui, come
s osservato, interviene a tempo una misura, una
sua eleganza, la capacit del colpo dala che talvolta
per improvvise, imprevedibili illuminazioni vale a
proiettare limmagine in una rarefatta atmosfera di
grazia istintiva, che al passo con la temperie spiri-
tuale di quegli anni39.
I paesaggi con giuochi di putti, per lalcova del re nel-
la reggia di Caserta, terminati poco prima della morte
poich ne parla nel terzo ed ultimo codicillo testa-
mentario, dovendone ancora riscuotere il compenso 40
furono da lui realizzati; non solo per preciso deside-
rio del re e del Vanvitelli, ma per conferire, col suo no-
me illustre, prestigio a tutta la decorazione pittorica del
grande palazzo. Questi putti che giuocano a fare i re, a
conferire onoricenze, a conversare entro paesaggi te-
neramente arcadici, pur nellinsorgenza del Neoclassi-
co, formano la morbida, ranata decorazione dei
15. F. DE MURA, S. Benedetto adora la Vergine e il Bambino quattro sovrapporta. La quinta tela, un sovraspecchio,
(1759). Napoli, chiesa dei SS. Marcellino e Festo. che la pi composita, sarebbe stata ancora degna del
palazzo reale di Torino, con le sue anfore doro, dai ric-
gativi, Francesco Celebrano, con LAssunzione dipinta chi manici come ricci di violino, col satiro a pancia in
per il transetto della stessa chiesa; dimostrando cos fuori che fa sberle41, le ceste di frutta e le nature mor-
che, se pur a prima vista dava lidea di esser facile, la te, quellanguria appena tagliata, quella zucca unita alle
pittura di De Mura, al contrario, era in realt elabora- pesche ed alle pere ammucchiate vero campionario
tissima e irripetibile. Lanziano maestro, mettendo a di verit naturale dinanzi ad un paesaggio sertino,
frutto la sua cospicua esperienza di disegno e di colore, denso di evocazioni: tele dipinte quando era ultraot-
vi consegu un risultato suggestivo, come sar per il li- tantenne, nel 1780 od oltre. Si rietta, inne, sul fatto
neare e armonioso S. Liborio che mostra il sasso per che, per quanto concerne le nature morte di frutta,
lomonima cappella in S. Nicola alla Carit e per il S. queste di De Mura rappresentano uneccezionalit nel
Giovanni Nepomuceno della cattedrale di Caiazzo, altro panorama napoletano del secolo che, come si sa, in
esempio di ecacia descrittiva e coloristica. Contem- questo genere, poco o quasi nulla ha dato.
poraneamente al soggiorno napoletano di Jean Honor E, certo, sospinto dalla sua vena pittorica e dalla
Fragonard, che andava sempre pi ammirando e sco- sua sensibilit poetica, dipinse sino alla ne42, come
prendo Luca Giordano soprattutto ai SS. Apostoli, di- dimostrano lEstasi di S. Rocco e la S. Chiara, abboz-

35
zata e incompiuta, al pio Monte. Ma sulla base di
quella sua fedele e mirabile coerenza, condotta sino
agli estremi della vita, risulta chiaro che ci che rende
universale la sua pittura, proprio quel suo cos ge-
nuino e lieto rappresentare il mondo; con colori in-
dimenticabili, quasi con i ritmi di una danza ininter-
rotta e soave, che costituirono la sua inconfondibile
visione del mondo.

VINCENzO RIzzO

DOCUMENTI INEDITI
SU FRANCESCO DE MURA

1. - A.S.B.N., Banco del SS. Salvatore, Giornale di


Cassa, Matr. 852, 5 dicembre 1729, p. 312 retro:
Al padre Gio. Batt. Lionetto, ducati 56 e per esso a
Francesco di Muro, a compimento di 100, a saldo e nal
pagamento della pittura fatta dal medesimo nella Cappel-
la, Cuppolino et angoletti avanti la Cappella del glorioso
S. Nicola nella loro Chiesa con dichiarazione che resta in-
teramente soddisfatto e detto pagamento lo fa in nome e
parte della loro Chiesa e Casa di S. Nicol dei padri pii
Operai in Strada Toledo, e di suo proprio denaro e per esso
a Francesco De zangario. 17. F. DE MURA, Langelo custode (part.; 1765). Napoli, chiesa
di S. Lorenzo maggiore.

2. - A.S.B.N., Banco del SS. Salvatore, Giornale di


Cassa, Matr. 868, 9 settembre 1730, p. 143:
Al p.F. Gio. Ant. Sepes Can. Generale di Terra Santa,
ducati 150 e per esso a Francesco Della Mura, a conto per
lavorarli quindici quadri, che il medesimo deve dipingerli,
per li Santi Luoghi di Gierusalemme per la nota da esso
consegnateli e fatta in sua presenza e sono cio dei mede-
simi cinque, e sette con Misterii della passione di N.S. e al-
tri sei dellistessa misura coi Misteri della Vergine SS.ma,
altri 2 di palmi tre e cinque col S. Cristoforo e un altro di
palmi tre per sei con la Nascita di Nostro Signore, che so-
no al numero di quindici onde ducati 150 sono a conto di
558 prezzo tra loro convenuto et aggiustato e bench detti
quadri ne pretendeva D. Francesco ducati 750, nulla di
manco vedendo servire detti quadri per li Santi Luoghi di
Gierusalemme, have rilassato per elemosina ducati 200 a
detti S. Luoghi e si il medesimo Francesco convenuto e
contentato di 550 ducati.
3. - A.S.B.N., 18 gennaio 1746, Banco dello Spirito
Santo:
Ducati sessanta pagherete al signor Gaetano Janni, di-
te sono per la terza maturata di quattro di questo mese di
Gennaro mille settecento quaranta sei per causa dellatto
tengo dellultimo appartamento grande della sua casa pa-
16. F. DE MURA, Adorazione durante la fuga in Egitto (1760- laziata sita in questa Citt alla Strada di Chiaja, alla regio-
1765 c.). Napoli, coll. V. Catello. ne di docati cento ottanta lanno, tale atto termine a 4

36
del veniente mese di maggio di questanno mille settecento detta Regia Udienza e la suddetta D. Grazia, comunemen-
quaranta sei... rmato D. Francesco de Mura. te convenute e terminate dette controversie.
4. - A.S.B.N., Banco dei poveri, Giornale di Cassa, 8. - A.S.B.N., Banco della piet, Giornale di Cassa,
Matr. 1416, 30 aprile 1750: Matr. 2147, 3 settembre 1759:
A Filippo Mezzafede, ducati 12 e per esso a Francesco Al nostro Monte della piet, ducati 300 e per esso a
Del Giudice per la spesa di cere rosse e fatiche fatte dal me- Francesco Di Mura, giusta conclusione del 16 agosto
desimo per il modello del Triunfo in argento dover for- 1759, in picciola riconoscenza e prezzo di due ovati, cia-
marsi giusto il disegno fatto dal magnico pittore France- scuno di palmi quattro alto e tre largo, dipinti di sua ec-
sco La Mura per il regalo da farsi nel venturo maggio a Sua cellente mano e situati per ornamento nella stanza del-
Maest Dio Guardi per Don pietro Guido Sersale Regio lUdienza di questo pio luogo, in uno dei quali ovati si
portolano, giusto lo stabilito dellEcc.ma piazza nel 1741. simboleggia la piet sotto la gura della Sicurezza pubblica
5. - A.S.B.N., Banco di S. Giacomo, Giornale di Cassa, vestita dArmi bianche col Genio del Banco, che le mostra
Matr. 1143, 28 settembre 1750, p. 853: le chiavi doro, ed il Grifone custode del Tesoro, e con un
A D. Gennaro di Nocera, ducati 50 e per esso ad An- ara fumante in segno di riporre in Dio tutta la sicurezza del
tonio Sapio per altritanti, e per esso al pittore don France- motto Tutior et Vietate Secu-ritas Publica. E nellaltro, ova-
sco Di Mura a compimento di 200 ducati atteso che li altri to si esprime la piet stessa sotto sembiante della Discipli-
li ha ricevuti per contanti e sono per caparra di uno delli na, sopra gli uciali subalterni minacciante con la sferza
due quadri deve fare per la real Chiesa dellAve Grazia pie- una fanciulla, cherra leggendo, ed un fascetto di memo-
na della citt di Capua, e propriamente al cappellone sotto riali di accuse, e nei due lati del quadro un albero di limo-
la cupola a man destra dellAltare maggiore col Mistero ne ed una pianta di assenzio, entrambi ingrati al palato ed
della Sacra Cena e laltro sar la Visitazione di Maria Ver- utili allo stomaco, per simboleggiare la Dispiacenza ed il
gine a Santa Elisabetta. frutto della correzione o sia Disciplina col motto Qua sine
6. - A.S.B.N., Banco di S. Giacomo, Giornale di Cassa, dilabitur Pietas, restando con detto pagamento interamen-
Matr. 1168, 29 ottobre 1751, p. 389: te il detto Don Francesco soddisfatto per detta causa. E per
Ad Ant. M. palomba, ducati 213 e per esso a Dome- lui ad Angelo Monticelli per altritanti.
nico palomba e gli per altritanti, e per esso a Francesco 9. - A.S.B.N., Banco di S. Maria della piet, Giornale
La Mura, disse sono per due terze maturate alli 22 agosto di Cassa, Matr. 2155, 29 febbraio 1760:
1751 per lanni trecento-venti, che da loro se li pagano per Al Nostro Monte della piet, ducati 50 e per esso a
il capitale delli ottomila ducati da loro dovutoli per il resto Francesco De Mura, con polizza del 5 febbraio corrente,
distromento di mutuo di ventimila rogato a 14 agosto per un semplice ore per un ovato di palmi 4 alto, e palmi
1749 per notar Gennaro Tarantino di Napoli, il suddetto 2 di largo, dipinto di Sua Eccellente Mano contenente il
di restante la restituzione da loro fatta a detto D. France- ritratto della Maest del Re Ferdinando IV Nostro Signore
sco, di i2mo a conto con tutte le terze decorsa come dal- Dio Guardi, servito per la stanza dellUdienza del nostro
latti presso il suddetto notaro Tarantino li restassero dove Sacro Monte, giusta la certica in dorso, e per lui a Don
dalli detti 8.000 di capitale e con il presente pagamento re- Nicola Mensele.
sta soddisfatto.
7. - A.S.B.N., Banco di S. Giacomo, Giornale di Cassa,
Matr. 1168, 29 ottobre 1751, p. 389: DOCUMENTI INEDITI
A D. Antonio M. palomba, ducati 106.3.6 e per esso SU pITTORI DEMURIANI ED ALTRI
a D. Francesco La Mura e sono per due terze maturate a
22 settembre 1751 per causa delli annui centosessanta che 10. - A.S.B.N., Banco del SS. Salvatore, Giornale di
da esso in esecuzione di decreto della Regia Generale Cassa, Matr. 1397, 18 settembre 1758, p. 137 retro:
Udienza dellEsercito furono con patto di re-trovedere Al Duca di Casacalenda ducati 30 a pietro Bardel-li-
quantunque venduti per detto D. Francesco per capitale di no, valuta di un quadro fatto per la Cappella del suo Casi-
4.000 al quattro per cento e da detto D. Francesco delegati no di Resina e resta soddisfatto senza dovere altro a conse-
pagarsi a Donna Grazia De Ferdinando, oggi D. Grazia La gnare.
Mura, come Figlia adottiva del medesimo da doversi per 11. - A.S.B.N., Banco del SS. Salvatore, Giornale di
fare deposito. in detta Regia General Udienza dellEsercito Cassa, Matr. 1419, 26 ottobre 1759, p. 240:
come dallistromento sotto a 23 settembre 1747, per notar A Giuseppe Maselli ducati 100 e per esso a Francesco,
Gennaro Tarantino di Napoli al quale da esso sono fatti va- pietro e Giovanni Battista Bardellino, fratelli e maestro
ri depositi in detta Regia Generale Udienza, die varie an- Carmine Coppola fabbricatore a compimento di 300, e
nate, e terze, per causa di detti 160 annui a tenore dellob- tutti sono in conto di quelli devono conseguire dal mae-
bligo fattone nel citato istromento pure essendo cessate le stro datti D. Gennaro Bottis, per causa delle fabbriche, la-
controversie restavano in detta Regia Generale Udienza tre vori di legnami, ferri, pitture, piperni, ferramenti ed ogni
detto D. Francesco e Gio. Antonio Severino Suarez Val-de- altro fatto nelle case di detto Bottis site da sotto il giardino
parez marito di detta Donna Grazia a cui segu decreto di di Montecalvario a tenore dellistro-mento rogato per no-

37
tar Gennaro Gioia, e con rma di Francesco e pietro Bar- del detto aresco fatto nella sotta quanto degli altri due
dellino. quadri collaterali del medesimo coro fatti gi dallistesso
12. - A.S.B.N., Banco di S. Giacomo, Giornale di Cas- professore ad oglio sopra tela sin dallanno passato a totale
sa, Matr. 1453, 11 agosto 1759, p. 84 retro: compimento di 160.
A D. Are. di S. Carlo ducati 20 e per esso a pietro Bar- 17. - A.S.B.N., Banco del SS. Salvatore, Giornale di
dellino a compimento di 40 a saldo e prezzo di un nuovo Cassa, Matr. 869, io ottobre 1730, p. 199:
quatro dal medesimo fatto e consigliatili con lImagine Ad Antonio Spirito, ducati io e per esso a Nicola Cac-
della SS. Vergine e S. Nicola di Bari e S. Gaetano che do- ciapuoti a soddisfazione di tutte le gure di chiaroscuro et
vr situarsi nella nuova cappella edicata nella chiesa arci- ogni altro ha fatto nella Tribuna della Chiesa del Monastero
pretale della Rocca pepirozzi. del Gies delle Monache di Napoli a porta S. Gennaro.
13. - A.S.B.N., Banco del popolo, Matr. 1848, Gior- 18. - A.S.B.N., Banco dello Spirito Santo, Giornale di
nale di Cassa, 20 ottobre 1767, p. 374: Cassa, Matr. 1291, 28 marzo 1735, pag. 236:
Al principe di Torella ducati 30 a pietro Bardellino AD. Ferdinando Vincenzo Spinelli principe di Tarsia
pittore e sono a compimento di 147 a conto di 215 prezzo ducati 20 a Nicola Cacciapuoti pittore in conto di ducati
convenuto della pittura dei quadri della portantina e dei 45 prezzo accordato per tutta lopera di pittura ad olio del-
quadri istoriati che sono in potere della Duchessa sua Ma- li 3 quadri grandi che vanno alla volta della galleria del
dre cio di un ovato della Madonna col Bambino alla testa quarto di basso del suo palazzo, da farsi detta pittura dalle
del letto e di un ritratto del Re restando perci a consegui- sue mani della qualit e bont migliore che lui sappia fare
re altri ducati 31 a saldo e nal pagamento. ed a disegno a suo gusto come altres di tutti lovati di pit-
14. - A.S.B.N., Banco di S. Maria del popolo, Giornale ture ad olio di gure da farsi da lui su tutti li balconi di
di Cassa, Matr. 2532, 1 settembre 1792, p. 27: detta galleria similmente ad olio sopra stucco collimpri-
AD. Carlo Antonio De Rosa ducati 550 a 24 marzo mitura da farsi da lui, con lumeggiature doro che dovr
1792. li paga a D. pietro Bardellino a compimento di far detto Giovanni De Simone....
1100 ducati atteso li altri mancanti 550 li ha ricevuti dal 19. - A.S.B.N., Banco di S. Maria del popolo, Giornale
medesimo nostro Banco, prezzo con noi convenuto di un di Cassa, Matr. 1079, 11 agosto 1735, p. 23:
quadro dal medesimo Bardellino dipinto dinotante la Ver- A Ferdinando Spinelli principe di Tarsia ducati io a
gine SS.ma con corteggio di Santi sotto il titolo della Ve- Nicola Cacciapuoti, e sono in conto delli tre quadri di pit-
nerabile Congregazione dellOratorio di Napoli e dalla tura che sta facendo nella volta della galleria del quarto di
chiesa della medesima situato detto quadro nellAltare basso del suo palazzo.
maggiore di detta chiesa e resta detto Bardellino soddisfat- 20. - A.S.B.N., Banco dei poveri, Giornale di Cassa,
to e con autentica di Giacomo Bardellino di Napoli. Matr. 1182, 4 maggio 1735:
15. - A.S.B.N., Banco di S. Eligio, Giornale di Cassa, Al Canonico D. Francesco De Martino ducati 6 e per
Matr. 1346, 28 settembre 1758: esso a Nicola Cacciapuoti pittore e disse esserno in conto
A Scipione Manzo, ducati 200 a Giacomo Cestaro a del quadro che il medesimo sta attualmente facendo per
compimento di 240, e sono il convenuto prezzo delli 2 lAltare maggiore della Chiesa del Venerabile Consiglio di
quadri fatti fare laterali alla Cona dellAltare maggiore nel- S. Maria della puricazione (o Gloricazione) e S. Gioac-
la Chiesa del Conservatorio dellArte della Seta, giusta il chino detto di pontenuovo, il quale pagamento si fa in no-
convenuto con istromento stipulato per notar Francesco me e conto del detto Conservatorio....
Maria Castellano di Napoli e laltri 40 se li pagano pi del 21. - A.S.B.N., Banco del SS. Salvatore, Giornale di
convenuto per conclusione fatta dalli Consoli e Governa- Cassa, Matr. 1000, 2 dicembre 1737, p. 322:
tori attesa la promessa che se li fece che riuscendoli li detti AD. Ferdinando de Ferdinando, ducati io a Nicola
quadri di soddisfazione del Governo, se li sarebbe pagata Cacciapuoti pittore esserno per caparra di 2 quadri di pal-
altra somma per tele e colori, essendo li detti quadri riusci- mi 11 ad oglio con lEgie di S. Luca e laltro con LIm-
ti dintiera perfezzione delli Governatori. macolata Concezione per il convenuto prezzo di 340 com-
16. - A.S.B.N., Banco del SS. Salvatore, Giornale di presse le spese delle tele e dei colori da doversi ponere con
Cassa, Matr. 1417, 5 ottobre 1759, p. 187: loltramarino.
Al padre Giuseppe Maria Crepicelli ducati 12 a Gia- 22. - A.S.B.N., Banco di S. Giacomo, Giornale di Cas-
cinto Diano e sono per ultimo e nal pagamento di 160 sa, Matr. 925, 22 aprile 1740:
ducati... in cagione del quadro a fresco rappresentante La A Filippo Falciatore ducati 55 e per esso a Nicola Cac-
Delazione della miracolosa Imagine di S. Domenico in So- ciapuoti a compimento di ducati 140 per lintiero prezzo
riano dipinto dallo stesso sopra la sotta del coro di S. di sue fatiche in abbozzare le gure, che sono nella lammia
pietro Martire, di questa Citt, per il prezzo di 160, si sta- e mura della Congregazione del SS. Sacramento della Na-
bil sborsarseli subito che aveva egli terminato a perfezione zione Spagnuola, e con detto pagamento resta interamente
il detto quadro et aveva egli consegnata la macchia del- soddisfatto.
listesso, giusta istromento notar Aniello Ra-gola, al quale 23. - A.S.B.N., Banco dello Spirito Santo, Giornale di
sabbia relazione, e resta egli soddisfatto interamente tanto Cassa, Matr. 1542, 17 novembre 1749, p. 314:

38
Ai Nostri di Banco dello Spirito Santo ducati io a Ni- S. Maria della Misericordia del piano di Sorrento, e ducati
cola Cacciapuoti, a compimento di ducati 70 a conto 80 per il legname dello stra-gallo e 3 per lindoratura del
dellopera di pittura e quadri sta facendo per ornamento medesimo.
delle stanze delludienza di nostra S. Casa. 31. - A.S.B.N., Banco della piet, Giornale di Cassa,
24. - A.S.B.N., Banco dello Spirito Santo, Giornale di Matr. 2147, 12 settembre 1759:
Cassa, Matr. 1542, 17 dicembre 1749, p. 418: A D. Antonio de Santis ducati 20 e per lui a Michele
Ai Nostri di Banco, a conto nuovo, ducati 15 a Nicola Foschini, a conto di 3 quadri di pittura da esso terminati
Cacciapuoti a compimento di 115, a conto dellopera di per la chiesa dei pp. Minimi di Bonati, avendo avuto gi
pittura di gure da lui fatte nelle stanze dellUdienza di con questo e due altri pagamenti da lui fattili, uno di du-
Nostra Casa e Banco come anche dei ritratti che sta facen- cati io e laltro di ducati 30 in uno la somma di ducati 60
do della Maest del Nostro Signore Dio Guardi. riportando col di pi che fu convenuto avanti dellopera a
25. - A.S.B.N., Banco dello Spirito Santo, Giornale di quanto fu da lui spiegato nella fede di credito di ducati io
Cassa, Matr. 1566, 8 settembre 1750, p. 61: anche di questo Banco.
A Nicola Tagliacozzi Canale ducati 15 e per esso a Ni- 32. - A.S.B.N., Banco di S. Giacomo, Giornale di Cas-
cola Cacciapuoti pittore a compimento di ducati 40 atteso sa, Matr. 1425, 5 settembre 1759:
laltri 25 lave ricevuti a saldo e nal pagamento di tutti li Alli Governatori della casa Santa degli Incurabili, du-
lavori di pitture di gure fatte da detto Cacciapuoti nella cati 30 a Giovambattista Rossi, pittore di gure, in conto
casa di D. Carlo Denza sita nella sua Villa di portici cos di 70, prezzo convenuto di un quadro ad oglio che sta fa-
per colori et ogni altro restando nullaltro a pretendere. cendo per la lamia della sacrestia nuovamente rifatta di
26. - A.S.B.N., Banco di S. Giacomo, Giornale di Cas- stucco di quella S. Casa, con andare a suo carico il costo
sa, Matr. 1239, 17 settembre 1753, p. 290: della tela che bisogna per il quadro suddetto.
Al Marchese di Liveri ducati 6 a Nicola Cacciapuoti 33. - A.S.B.N., Banco del SS. Salvatore, Giornale di
pittore a compimento di ducati 92, a conto di quattro sof- Cassa, Matr. 1420, 17 dicembre 1759, p- 494:
tte dipinte in quattro camere e di quella del Gabinetto Alli Deputati della Fabrica del Nuovo Sedile di porto
del quarto nuovo del suo palazzo nella Terra di Liveri. ducati 200 delli 2000 esistenti in nostro Banco loro perve-
27. - A.S.B.N., Banco di S. Giacomo, Giornale di Cas- nutili dal sig. D. Attanasio piscopo per la causa e condizioni
sa, Matr. 1487, n ottobre 1760, p. 352 retro: nella partita di nostro Banco e per loro a Giovanbattista Na-
A Francesco Boucharlat, ducati 7 a D. Francesco Lia- tali disse a conto di 500 per le pitture a fresco che il mede-
ni a compimento di 25 per limporto dun taglio di un abi- simo deve fare nel loro Sedile di porto, cos nel Soprasesto,
to di drappo di seta detto Monforte, lavorato color ceneri- come nelli pilastri, intercolumni, grossezza degli archi, tri-
co oscuro; e tutti i detti 25 ducati sono li medesimi che buna, con prospettiva nel fondo; zoccoli ed impresa rappre-
detto D. Francesio Liani ha pagati per conto di detto Bou- sentantino le Famiglie, nella metope del cornicione a dar di
charlart a Filippo de Grado per limporto di un ramo colla tinta tutta lintiera architettura di rilievo nella parte interna
gura sincise di S. Raael, daccordo e convenuto per io di esso Sedile il tutto con lapprovazione del loro Ingegnere
prezzo di ducati 30. Don Mario Gioredo direttore dellintiera opera.
28. - A.S.B.N., Banco di S. Giacomo, Giornale di Cas- 34. - A.S.B.N., Banco del SS. Salvatore, Giornale di
sa, Matr. 1489, 17 settembre 1760, p. 117: Cassa, Matr. 1417, 15 dicembre 1759, p. 408 retro:
A Francesco Espinosa, ducati 20 e per esso a France- Al Duca di Casacalenda, ducati 120 a Giovanbattista
sco Liani per limporto di un quadro fattoli e per esso al Natali a saldo di tutta la pittura dornamenti fatta nel pri-
Monastero di S. Maria della Speranza dei padri Agostinia- mo quarto nobile della Galleria del loro palazzo sito a S.
ni Spagnoli. Domenico Maggiore e resta interamente soddisfatto.
29. - A.S.B.N., Banco del SS. Salvatore, Giornale di 35. - A.S.B.N., Banco del SS. Salvatore, Giornale di
Cassa, Matr. 1548, 12 settembre 1765: Cassa, Matr. 1417, 15 dicembre 1759, p. 408 retro:
Al Duca Don Domenico de Sangro, ducati 40 e per Al Duca di Casacalenda, ducati 50 a Giovanbattista
esso al pittore Francesco Liani a conto di tre ritratti intieri Natali per haver dipinto a fresco la lamia della stanza da
di corpo misura palmi 7, e nove, rappresentanti la sua per- letto osia alcova nel suo palazzo a S. Domenico maggiore.
sona, un altro del fu suo fratello Don Nicola e laltro di 36. - A.S.B.N., Banco del SS. Salvatore, Giornale di
Don placido dichiarando che solo il suo sta fatto e termi- Cassa, Matr. 1417, 5 novembre 1759, p- 39:
nato, dovendo fare laltri due poi aggiustare e pagare intie- Alli Governatori della Casa di Costantinopoli ducati
ramente limporto di tutti e tre i detti ritratti. 45 a Francesco Antonio Serio per sue fatiche fatte per ria-
30. - A.S.B.N., Banco di S. Eligio, Giornale di Cassa, ver dipinto il quadro grande con legie della Madonna
Matr. 1408, 1 settembre 1762: del Rosario sita al cappellone di man destra dellAltare
AD. Casimiro porzio, ducati io e per lui al Cavaliere maggiore di loro Chiesa avendo il medesimo a spese del
D. Giuseppe Bonito e sono per tanti dal medesimo spesi padre rettore di loro chiesa ricevuto il telaro.
per far costruire una cassa di legno per custodia del quadro 37. - A.S.B.N., Banco del SS. Salvatore, Giornale di
dallo stesso Bonito fatto per la chiesa del Conservatorio di Cassa, Matr. 1438, 9 agosto 17,56, p. 41 retro:

39
A Tomaso Giannettasio ducati 12 ad Evangelista secondo appare dalle polizze contribuite e secondo la con-
Schiano pittore per laccomodo a 4 quadri nella Congre- venzione fatta nellAlbarano al quale si rimette in omni-
gazione del SS. Rosario eretta nel Monastero di S. pietro bus.
Martire. 44. - A.S.B.N., Banco di S. Eligio, Giornale di Cassa,
38. - A.S.B.N., Banco SS. Salvatore, Giornale di Cassa, Matr. 1149, 17 dicembre 1745:
Matr. 1398, 20 settembre 1758, p. 150 retro: A Domenico Antonio Vaccaro ducati 8 e con rme di
A D. Giuseppe Majulli ducati 100 a Gaetano Magri a D. Alfonso, don Andrea, don Ferdinando, don Lorenzo e
compimento di 550 a conto delle pitture della galleria ed Don Ludovico Vaccaro, come li medesimi sono gli et ere-
altro che sta facendo nel palazzo di portici nel largo detto di universali del suddetto quondam Don Domenico An-
Villapalma del principe della Riccia dordine e proprio de- tonio Vaccaro fu loro padre.
naro del quale da esso se li fa detto pagamento.
39. - A.S.B.N., Banco di S. Maria del popolo, Giornale
di Cassa, Matr. 1093, 30 ottobre 1736, p. 211: 1
B. DE DOMINICI, Vite dei pittori, scultori ed architetti napo-
Al Monastero della SS. Trinit delle Monache ducati letani, Napoli 1742-1744, III voi., p. 705.
20 con conferma di Suor Anna Matilde Caprocecco, Ab- Avendo gi trattato criticamente della pittura giovanile di De
badessa al pittore Filippo Falciatore a conto delle picture Mura (cfr. Lopera giovanile di Francesco De Mura, in Napoli no-
fatte e faciende nelli due laterali dellAltare Maggiore della bilissima ,vol. XVII, fase. Ili, maggio-giugno 1978, pp. 93-113)
loro Chiesa della Trinit delle Monache. mi sembrato doveroso, onde completare la disamina, e solle-
40. - A.S.B.N., Banco di S. Maria del popolo, Giornale citato dalle opere esposte a cura dello Spinosa alla Mostra della
di Cassa, Matr. 1093, 22 novembrt 1736, p. 261: Civilt del Settecento, leggere pi approfonditamente anche
lopera della sua maturit, con particolare riguardo alle opere ine-
A D. Giuseppe De Guevara ducati 200 e per esso a
dite o comunque poco conosciute. Il corredo di nuovi documen-
Santi Cirillo a compimento di 950 atteso laltri 750 lha ri-
ti, venuti alla luce recentemente, permette inoltre di correggere
cevuti in pi volte in diverse altre maniere e detti 950 se li varie datazioni errate. Tale messa a punto dovuta allinsoppri-
pagano in conto di ducati 1500 che dover conseguire da mibile necessit storica e culturale, ma anche allintento di ono-
essa Venerabile Casa di S. paolo per la pittura che deve fare rare la memoria del grande pittore del quale, tra due anni, e cio
al quadro grande sopra la porta maggiore di questa Chiesa nellagosto 1982, si compiranno i duecento anni dalla morte.
di S. paolo e delli sedici quadri sopra gli archi cos della na- 2
F. BOLOGNA, Le arti gurative, in Settecento napoleta-
va maggiore come della Croce di essa loro Chiesa, in con- no,Torino 1962, p. 76.
formit dellobbligo fattone con pubblico istromento ro- Segnalo, nel salone delle feste di palazzo Marigliano, due tele
gato per notar Ignazio Buonanno a 28 marzo 1736. rettangolari, rappresentanti Giuochi di putti in un paesaggio, assai
41. - A.S.B.N., Banco di S. Maria del popolo, Giornale annerite e degne di restauro, che, a mio avviso vanno assegnate
di Cassa, Matr. 1093, 12 novembre 1736, p. 237: anche alla mano di De Mura, avendo riscontrato in esse i carat-
A Giuseppe De Guevara, ducati 12 e per esso da Ale- teri peculiari del maestro. Nellannessa cappellina o sacre-stiola,
alcuni putti sorreggenti simboli della passione, dipinti su legno,
sio Mosca disse pagarli per diversi legnami serviti per lan-
non sempre facilmente leggibili, fanno anche pensare alla mano
nito della Chiesa fatta per il pittore Santi Cirillo, quale le-
di Francesco.
gname e notato in foglio a parte restando con detto paga- 3
A. GRISERI, Francesco De Mura fra le corti di Napoli, Madrid
mento soddisfatto. e Torino, in paragone, n. 155, 1962 ,p. 35. Inoltre, ibidem, p.
42. - A.S.B.N., Banco della piet, Giornale di Cassa, 35: Linsieme delle opere torinesi che colpirono il Lanzi, il quale
Matr. 2112, 5 ottobre 1757: ne parla nel capitolo della scuola di Napoli come di un momento
Alli Governatori della Venerabile Congregazione di S. essenziale nellattivit del De Mura, conta alcuni brani di prima-
Matteo Maggiore al Lavinaio, ducati 20 e per essi ad An- ria importanza per un preciso risarcimento, e qui vanno subito
tonio Sarnelli virtuoso dipintore, a compimento di 30 per ricordate, anche se di tempo inoltrato, le sovrappone di palazzo
tanti convenuti pagarseli per la formazione di un quadro Chiablese, ma in particolare le vlte di palazzo Reale. Quivi ap-
di palmi io e 6 rappresentante Maria SS.ma Assunta in pare unambientazione a cielo e a lume vero, come se ne dipinge-
Cielo fatto per laltare della loro venerabile congregazione vano poche in quegli anni; e lampiezza del taglio paesistico and
secondo il suo disegno e di gi consegnato e situato allal- man mano crescendo, no a raggiungere, nelle ultime sale,
tare a 13 agosto 1757. unimportanza decisiva per la pittura di quegli anni, non solo a
Torino. Cfr. anche R. CAUSA, Opere darte al Pio Monte della
43. - A.S.B.N., Banco di S. Eligio, Giornale di Cassa,
Misericordia, Napoli 1970, p. 73 e sgg.
Matr. 1124, 20 dicembre 1743: 4
A. GRISERI, bidem, p. 38: ... con una verve che si atteg-
A Domenico Antonio Vaccaro, ducati 15 e per lui a giava a nuova compostezza anche se era piuttosto laspetto natu-
Cristofaro Amitrano Ricciardi disse sono a conto della ralistico a sostenere le sorti di questa nuova scenograa.
stampa del libro intitolato Vite dei pittori, Scoltori et Ar- 5
Ibidem, p. 38.
chitetti napolitani, cominciato a stampare dal fu Francesco 6
Ibidem, p. 35.
Ricciardi nella sua stamperia, e per la quale stampa si da 7
Ibidem, p. 40.
lui a Ludovico pagliarini contribuito altra summa in pi 8
Ibidem, p. 42: ... tanto che si potrebbe applicare al De Mu-
volte, come anche al detto quondam Francesco Ricciardi, ra il commento del Lanzi per le sete vere del Subleyras.

40
9 28
M. VOLpI, Corrado Giaquinto e alcuni aspetti della cultura N. SpINOSA, La pittura nap. da Carlo a..., p. 518: bastereb-
gurativa del 700 in Italia, in Bollettino dArte, 1958, p. 278. bero due soli esempi per respingere lasserzione dello Spinosa, se-
10
V. Rizzo, Sculture inedite di D. A. Vaccaro, Bottigliero, Pa- condo la quale De Mura dopo il 1750 fosse assente di spirito di
gano e Sanmartino (I), in Napoli nobilissima, XVIII, fase. II, verit sionomica e psicologica: il ritratto del Card. Sersale del
marzo-aprile 1979, pp. 41-61 e XVIII, fase. IV, luglio-agosto 1756 e quello di Maria Burali dArezzo ai SS. Apostoli, che de-
1979, pp. 133-147. G. BORRELLI, Sanmartino scultore per il pre- gli anni seguenti al 1770.
29
sepe napoletano, Napoli 1966, p. 83. G. BORRELLI, 27 presepe na- N. SpINOSA, La pittura nap. da Carlo a..., p. 474.
30
poletano, Napoli 1970, p. 229. R. CAUSA, Opere darte al Pio Monte..., p. 77.
11 31
N. SpINOSA, in Catalogo Civilt del 700 a Napoli (1734- Cfr. B. DE DOMINICI, Vite dei pittori..., voi. III, 1744, pp.
1799), Firenze 1979, p. 198; N. SpINOSA, La pittura del 700, in 636-637: Molte opere del Solimena son pubblicate a Stampa, e
La voce della Campania, anno VIII, n. 2, gennaio 1980, p. 460 molti suoi disegni sono nei frontespizi di varj libri, e in questi
e sgg. giorni siamo stati ragguagliati di alcune opere sue incise a Londra
12
A. GRISERI, Ibidem, p. 35. Cfr. anche: A. GRISERI, Le me- da famoso bolino, e delle quali si far diligenza d pi distinta
tamorfosi del Barocco, Torino 1967, p. 248; A. GRISERI, catalo- notizia, ma la migliore stampa fatta in Napoli quella del S. Gu-
go della Mostra del barocco piemontese, premessa, Torino 1963, glielmo da Vercelli, incisa sotto la sua direzione in foglio impe-
p. 14. riale da Giuseppe Magliari, gliuolo di Andrea, che assai meglio
13
Si confrontino gli armoniosi e naturalissimi cavalli del De del padre intagliava, e che la morte avara rap nel pi bel ore de-
Mura con quelli sempre innaturali e disarmonici di Giaquinto, gli anni suoi, quando da lui speravano i professori veder incise
che presentano teste troppo piccole (e inespressive) rispetto al altre belle opere del Solimena; giacch per mala sorte non ha Na-
corpo, come risulta evidente nelle opere di Giaquinto esposte al- poli avuto intagliatore in rame di gran valore, che lopere pi in-
la reggia di Capodimonte, per la Mostra della Civilt del 700 a signi avesse dato alla luce; per la qual cosa vedendo egli, che mol-
Napoli. ti desideravano vedere in stampa lopere sue, ha fatto venire a sue
14
C. N. COCHIN, Voyage dItalie, t. I, paris 1758, p. 165. spese il Virtuoso Monsieur pierre Gaultier dalla citt di parigi....
15 32
N. SpINOSA, Catalogo della mostra della Civilt del 700 a Essendo chiusa la chiesa dellAnnunziata a Caiazzo, dove
Napoli, cit., p. 138. la vide gi il Ceci, repertandola, la tela dellAnnunciazione stata
16
Ibidem, p. 138. trasportata in un ambiente della sacrestia della cattedrale di Ca-
17
Ibidem, p. 198. iazzo.
18 33
Ibidem, p. 198. per ragguagli sulla peste del 1764 v. p. COLLETTA, Storia
19
N. SpINOSA, La pittura napoletana da Carlo a Ferdinando IV del Reame di Napoli.
34
di Borbone, in Storia di Napoli, voi. VIII, Napoli 1971, p. 470. Archivio storico del pio Monte della Misericordia, mano
20
M. LEVEy, Rococ to Revolution, London 1966, pp. 14-26; scritto del testamento del pittore Francesco De Mura, (con co-
SOAVIzzI FERRARI, Luca Giordano, Napoli 1966, voi. I; F. BOLO- dicillo del 16 luglio 1782), p. 12 retro e 13.
35
GNA, Francesco Solimena, 1957. Atmosfera azzurrina e perlacea come resa nelle sovrapporte
21
Circa i capricciosi ornamenti rococ che contornano le con le Storie di Alessandro, per il palazzo reale di Torino, e come
pitture di De Mura, nella volta della Nuziatella, sono in grado di doveva essere anche nel Trionfo di Bacco e Arianna, tela perduta,
rivelare il nome del pittore ornamentista che li esegu: Tomase gi a Berlino nel Kaiser Friedrich Museum (riprodotta dallo Spi-
zini (attivo, per i documenti noggi da me ritrovati, dal 1750 nosa in La pittura del 700, La voce della Campania, cit., p.
al 1759) il quale ricevette, nellagosto 1751, ducati 225 pi altri 461); atmosfera che, nel 1778, Giacinto Diano riproporr tei
ducati 25 per fatiche straordinarie. quel in una delle tele per labside dei pellegrini, quella rappresen-
Si segnala, inoltre, il bel bozzetto dellallegoria della Carit, tante S. Filippo e i confratelli che alleviano le soerenze dei malati.
36
di collezione privata napoletana, che rivela la squisitezza pittorica Wolfgang Amadeus Mozart suon in S. Maria della piet
ed il possesso del senso del colore e della ricerca dellimmagine dei Turchini (o nel maggio o nel giugno 1771), che di fronte
vista nella luce. alla chiesa di S. Giorgio dei Genovesi a non pi di dieci metri di
22
Bisogna andare nella chiesa della Nunziatella a pizzofalco- distanza. A quellepoca, alla piet dei Turchini, gi era stata issata
ne nelle ore del mattino delle giornate di estate o di primavera, la tela del maestro, sopra laltare del cappellone che era propriet
quando il sole al massimo grado di splendore, per rendersi con- della famiglia dei principi S. Angelo, come indicato nella data-
to di quei colori luminosi che piovono sugli occhi, in un abba- zione alla base della colonna dellaltare, e pu darsi che Mozart
glio decorativo che realmente unico nel suo genere. vi si sia recato, per ammirare la pittura del De Mura, per gli in-
23
E. ENGASS, Francesco De Mura alla Nunziatella, in Boll. negabili motivi delle Wahlverwandtschaften.
37
dArte, aprile-giugno 1964, pp. 136 e sgg. N. SpINOSA, Luigi Vanvitelli e i pittori attivi a Napoli nella
24
R. CAUSA, Opera darte al Pio Monte..., p. 71. seconda met del Settecento: Lettere e documenti inediti, in Storia
25
Cfr. V. Rizzo, Sculture inedite di D. A. Vaccaro..., in Na- dellArte, Firenze, 14, 1972, p. 210: lettera del 3 settembre
poli nobilissima, XVIII, fase. II, marzo-aprile 1979, pp. 41-61 1772.
38
e XVIII, fase. IV, luglio-agosto 1979, pp. 133-147. La tela anchessa nella chiosa napoletana dei SS. Apostoli,
26
N. SpINOSA, catalogo della Mostra..., p. 200: giustamente nella prima cappella a sinistra.
39
Io Spinosa lo denisce: splendido ritratto della avanzata matu- R. CAUSA, Opere darte al Pio Monte..., p. 73.
43
rit, intenso ed elegante quanto e forse pi di un ritratto del Ba- Cfr. V. Rizzo, Notizie su artisti e arteci dai giornali copia-
toni degli stessi anni. polizze degli antichi banchi pubblici napoletani, in Le arti gura-
27
N. SpINOSA, A propos dun tableau de Francesco de Mura au tive a Napoli nel Settecento (documenti e ricerche), Napoli
Louvre, in Revue du Louvre, nouvelles acquisitions, 1976, p. 372. 1979, p. 229, doc. n. 12.

41
41
Questo vaso doro dipinto, col manico elaboratissimo co- graca testimoniata dallultimo codicillo del testamento mano-
stituito da un satiro a pancia in fuori in atto di far sberle, (in scritto custodito nellArchivio storico del palazzo del pio Monte
relazione al doc. n. 4), deve farci avere unidea ben precisa di della Misericordia recante la data del luglio 1782, cio a un mese
quanto elaborato fosse stato il modello per il Trionfo in argento dalla morte, avvenuta il 19 agosto successivo.
composto per il re Carlo Borbone, per cui ebbe commissione del Ho il dovere di ringraziare tutti gli studiosi e gli amici non-
disegno preparatorio nellanno 1750. ch i collezionisti che mi hanno aiutato nella ricerca e in parti-
Si guardi, inoltre, al vaso doro ricoperto di allegorie rococ colar modo lamico prof. Gennaro Borrelli, il prof. Roberto pane
presente nel dipinto di collezione romana Paride saetta Achille, e il prof. Anthony Blunt per la gentilezza di avermi dettagliata-
esposto alla reggia di Capodimonte per la Mostra della Civilt mente segnalato i De Mura che si trovano in Inghilterra.
del 700 a Napoli. Inne ringrazio ling. Elio Catello, il sig. pucci ed Eduardo
42
Che egli dipingesse sino alla ne, dichiarazione autobio- Nappi dellA.S.B.N.

42
Elenco delle figure

Lopera giovanile di Francesco De Mura Fig. 20. - F. De Mura, Partenza di Teseo (1742). Torino, terza
Fig. 1. - F. De Mura, Immacolata (1715-18 c.). Napoli, sacre- camera degli archivi in palazzo reale.
stia della chiesa del Divino Amore. Fig. 21. - F. De Mura, Diana ed Endimione (1740 c.). Napoli,
Fig. 2. - F. De Mura, Madonna con Bambino e S. Domenico museo della certosa di S. Martino.
(1718 c.). Bozzetto. Napoli, museo della Floridiana. Fig. 22. - F. De Mura, Il sacrificio di Ifigenia. New York, Rho-
Fig. 3. - F. De Mura, S. Oronzo che predica (1723 c.). Bozzet- de Island School of Design, Museum of Art.
to. Napoli, sacrestia della cappella del Tesoro di S. Gennaro.
Fig. 4. - F. De Mura, S. Oronzo che predica (1723 c.). Partico-
lare del bozzetto. Napoli, sacrestia della cappella del Tesoro di La maturit di Francesco De Mura
S. Gennaro. Fig. 1. - Giuseppe Magliari, Estasi di S. Guglielmo da Vercelli
Fig. 5. - F. De Mura, Assunzione della Vergine (1727 c.). Airo- (part., 1710 c.), da Francesco Solimena.
la, sacrestia nuova nella chiesa dellAnnunziata. Fig. 2. - F. De Mura, Astanti al lancio del giavellotto (1743).
Fig. 6. - F. De Mura, Compianto sul Cristo morto (1727 Airola, Torino, palazzo reale, terza camera degli Archivi.
sacrestia nuova nella chiesa dellAnnunziata. Fig. 3. - F. De Mura, S. Chiara mette in fuga i Saraceni col SS.
Fig. 7. - F. De Mura, Adorazione dei pastori (1727 c.). Airola, Sacramento (1746; distr.). Napoli, chiesa di S. Chiara.
sacrestia nuova nella chiesa dellAnnunziata. Fig. 4. - F. De Mura, S. Chiara con santi nella gloria eucaristica
Fig. 8. - F. De Mura, Madonna con Bambino (1725 c.). Na- (1746-1748; distr.). Napoli, chiesa di S. Chiara.
poli, coll., priv. Fig. 5. - F. De Mura, Ges e la Maddalena in casa del fariseo
Fig. 9. - G. Del Po, Allegoria della Famiglia Carafa. Incisione (part., 1746 c.). Napoli, coli. Catello-Pucci.
da un disegno di G. Del Po del 1691 in Historia Geneal. della Fig. 6. - F. De Mura, Allegoria della Carit (bozzetto, 1751).
Famiglia Carafa di B. Aldimari. Napoli, coli, privata.
Fig. 10. - F. De Mura, Scena del Massimiano. Incisione da un Fig. 7. - F. De Mura, Allegoria della Carit (1751). Napoli,
disegno di F. De Mura, nelle Tragedie Cristiane di A. Marche- chiesa della Nunziatella.
se, Napoli 1729. Fig. 8. - F. De Mura, Salomone dirige ledificazione del tempio
Fig. 11. - F. De Mura, Adorazione dei Magi (1731-32). Napo- (1754; distr.). Napoli, chiesa di S. Chiara.
li, chiesa della Nunziatella. Fig. 9. - F. De Mura, Santi gesuiti invocano la SS. Vergine (f. e
Fig. 12. - F. De Mura, Predica di S. Bertario (1731 c.). Boz- d. 1758). Napoli, palazzo del Monte Manso di Scala.
zetto. Bologna, coll. priv. Fig. 10. - F. De Mura, Putti (1751). Napoli, chiesa della Nun-
Fig. 13. - F. De Mura, Martirio di S. Bertario (1731 c.). Boz- ziatella.
zetto. Bologna, coll. priv. Fig. 11. F. De Mura, Ritratto del Duca di Savoia bambino
Fig. 14. - F. De Mura, Predica di S. Bertario (1731 c.). Boz- (part., 1742). Torino, palazzo reale.
zetto, Bologna, coll. priv. Fig. 12. F. De Mura, Donna guerriera combatte il leone (1758).
Fig. 15 - Ges giovinetto nel tempio (1739). Napoli, sala del Torino, palazzo reale.
Capitolo nella certosa di S. Martino Fig. 13. F. De Mura, Allegoria (1758). Torino, palazzo reale.
Fig. 16. - F. De Mura, Autoritratto (1740 c.). Firenze, Uzi. 14. F. De Mura, Allegoria (1758). Torino, palazzo reale.
Fig. 17. - F. De Mura, Achille Bambino (1741). Torino, gabi- Fig. 15. F. De Mura, S. Benedetto adora la Vergine e il Bambino
netto delle miniature in palazzo reale. (1759). Napoli, chiesa dei SS. Marcellino e Festo.
Fig. 18. - F. De Mura, I giuochi olimpici (1742). Torino, terza Fig. 16. F. De Mura, Adorazione durante la fuga in Egitto
camera degli archivi in palazzo reale. (1760-1765 e). Napoli, coli. V. Catello.
Fig. 19. - F. De Mura, Partenza di Teseo (1742). Torino, terza Fig. 17. F. De Mura, Langelo custode (part.; 1765). Napoli,
camera degli archivi in palazzo reale. chiesa di S. Lorenzo maggiore.

43
Elenco delle tavole

Tav. 1 - Adorazione dei pastori - Napoli, palazzo Reale Tav. 24 - Gloria di Santi - Napoli, pinacoteca del pio Monte
Tav. 2 - Allegoria delle virt di Carlo di Borbone e Maria Ama- della Misericordia
lia di Sassonia - Napoli, palazzo Reale Tav. 25 - Maddalena penitente - Napoli, pinacoteca del pio
Tav. 3 - Assunzione di Maria - Napoli, Museo di Capodimonte Monte della Misericordia
Tav. 4 - Aurora e Titone - Napoli, Museo di Capodimonte Tav. 26 - SantAgostino Cardioforo - Napoli, pinacoteca del pio
Monte della Misericordia
Tav. 5 - San Benedetto accoglie Totila - Napoli, Museo di Ca-
podimonte Tav. 27 - San Paolo eremita - Napoli, pinacoteca del pio Mon-
te della Misericordia
Tav. 6 - Selene e Endimione - Napoli, Museo di S. Martino
Tav. 28 - Scena di terrore - Napoli, pinacoteca del pio Monte
Tav. 7 - Allegoria della Giustizia - Napoli, Museo Duca di
della Misericordia
Martina
Tav. 29 - Scena di terrore - Napoli, pinacoteca del pio Monte
Tav. 8 - Allegoria della Mansuetudine - Napoli, Museo Duca
della Misericordia
di Martina
Tav. 30 - Visitazione - Napoli, pinacoteca del pio Monte della
Tav. 9 - Allegoria dellAbbondanza - Napoli, Museo Duca di
Misericordia
Martina
Tav. 31 - Visitazione - Napoli, pinacoteca del pio Monte della
Tav. 10 - Allegoria dellEucaristia - Napoli, Museo Duca di
Misericordia
Martina
Tav. 32 - Allegoria della Piet come Fortezza - Napoli, Galleria
Tav. 11 - Figure di ignudi - Napoli, Museo Duca di Martina
di palazzo zevallos di Stigliano
Tav. 12 - Figure di ignudi - Napoli, Museo Duca di Martina
Tav. 33 - Allegoria della Piet come Generosit - Napoli, Gal-
Tav. 13 - Gloria di angeli - Napoli, Museo Duca di Martina leria di palazzo zevallos di Stigliano
Tav. 14 - Imeneo e la Pudicizia - Napoli, Museo Duca di Mar- Tav. 34 - Allegoria della Piet come Innocenza - Napoli, Galle-
tina ria di palazzo zevallos di Stigliano
Tav. 15 - La Vergine appare a San Luigi Gonzaga - Napoli, Tav. 35 - Allegoria della Piet come Saggezza - Napoli, Galleria
Museo Duca di Martina di palazzo zevallos di Stigliano
Tav. 16 - Madonna col Bambino e San Filippo Neri - Napoli, Tav. 36 - Pannello di porta - Napoli, Museo di Castelnuovo
Museo Duca di Martina
Tav. 37 - Mos salvato dalle acque - Napoli, Istituto pontano
Tav. 17 - Madonna del Rosario - Napoli, Museo Duca di Mar-
Tav. 38 - Imeneo e la Pudicizia - Caserta, palazzo Reale
tina
Tav. 39 - Estasi di San Francesco - Montella, Museo di S. Fran-
Tav. 18 - Rebecca al pozzo - Napoli, Museo Duca di Martina
cesco a Folloni
Tav. 19 - Riposo durante la fuga in Egitto - Napoli, Museo Du-
Tav. 40 - Madonna col Bambino - Sorrento, Museo Correale
ca di Martina
Tav. 41 - attrib. - San Vincenzo de Paoli in gloria - Bari, pina-
Tav. 20 - Transito di San Giuseppe - Napoli, Museo Duca di
coteca provinciale
Martina
Tav. 42 - Visitazione - Bari, pinacoteca provinciale
Tav. 21 - Aurora e Titone - Napoli, pinacoteca del pio Monte
della Misericordia Tav. 43 - Annunciazione - Bari, pinacoteca provinciale
Tav. 22 - Gloria dei principi - Napoli, pinacoteca del pio Tav. 44 - Apparizione del Crocisso a SantElisabetta dUnghe-
Monte della Misericordia ria - Foggia, Fondazione Banca del Monte
Tav. 23 - Gloria di San Giuseppe - Napoli, pinacoteca del pio Tav. 45 - Cristo alla colonna - Cosenza, Banca Carime
Monte della Misericordia Tav. 46 - San Giovanni Battista - Cosenza, Banca Carime

44
Tav. 47 - Cristo risana il cieco - Cosenza, Galleria Nazionale Tav. 84 - Disputa di Ges nel Tempio - Napoli, Certosa di S.
Tav. 48 - Giudizio di Salomone - Roma, Galleria Nazionale Martino
dArte Antica Tav. 85 - Virt - Napoli, S. Maria Donnaromita
Tav. 49 - Ritratto di Vincenzo Caracciolo - palermo, Quadreria Tav. 86 - San Gennaro - Napoli, Cappella del Monte di piet
di palazzo dOrleans Tav. 87 - Gloria di San Giuseppe - Napoli, S. Giuseppe dei
Tav. 50 - La leggenda di Teseo - Torino, palazzo Reale Ru
Tav. 51 - Adorazione dei Magi - Napoli, Nunziatella Tav. 88 - Gloria di San Vincenzo de Paoli - Napoli, padri della
Tav. 52 - Assunzione della Vergine - Napoli, Nunziatella Missione
Tav. 53 - La Carit - Napoli, Nunziatella Tav. 89 - San Carlomanno rinuncia al laicato - Napoli, padri
della Missione
Tav. 54 - La Fede - Napoli, Nunziatella
Tav. 90 - San Francesco Borgia al sepolcro di Isabella di Casti-
Tav. 55 - La Bont - Napoli, Nunziatella
glia - Napoli, padri della Missione
Tav. 56 - La Divina Sapienza - Napoli, Nunziatella
Tav. 91 - I Beati Giovanni Marinoni e Paolo Burali dArezzo -
Tav. 57 - La Giustizia - Napoli, Nunziatella Napoli, SS. Apostoli
Tav. 58 - La Liberalit - Napoli, Nunziatella Tav. 92 - I Santi Angelo e Pier Tommaso - Napoli, S. Maria del
Tav. 59 - Puttini - Napoli, Nunziatella Carmine
Tav. 60 - Vergine in gloria - Napoli, Nunziatella Tav. 93 - Incontro tra San Francesco di Sales e Santa Francesca
Tav. 61 - Predica di San Francesco Saverio - Napoli, Nunziatella di Chantal - Napoli, Girolamini
Tav. 62 - SantIgnazio di Loyola che adora la Vergine - Napoli, Tav. 94 - Incontro tra San Filippo e San Francesco di Sales - Na-
Nunziatella poli, Girolamini
Tav. 63 - Visione di San Benedetto - Napoli, SS. Severino e Tav. 95 - Pentecoste - Napoli, Spirito Santo
Sossio Tav. 96 - Madonna del Rosario - Napoli, S. Caterina da Siena
Tav. 64 - Miracolo di San Benedetto - Napoli, SS. Severino e Tav. 97 - SantAgostino - Napoli, S. Caterina da Siena
Sossio Tav. 98 - San Luigi Gonzaga accolto in cielo - Napoli, Ges
Tav. 65 - San Benedetto accoglie Mauro e Placido - Napoli, SS. Vecchio
Severino e Sossio Tav. 99 - La Madonna intercede presso la Trinit per i dannati -
Tav. 66 - Incontro tra San Benedetto e Totila - Napoli, SS. Se- Napoli, SS. Trinit dei pellegrini
verino e Sossio Tav. 100 - Madonna col Bambino in gloria tra angeli, santi, ge-
Tav. 67 - San Benedetto distrugge lidolo - Napoli, SS. Severino suiti e collegiali del Seminario dei Nobili - Napoli, Semina-
e Sossio rio dei Nobili
Tav. 68 - Angelo con i simboli vescovili - Napoli, SS. Severino Tav. 101 - Madonna del Rosario - Napoli, Seminario dei Nobili
e Sossio Tav. 102 - attrib. - Battesimo di Ges - Napoli, S. Giovanni
Tav. 69 - Visitazione - Napoli, S. Nicola alla Carit Maggiore
Tav. 70 - Convito in casa del Fariseo - Napoli, SS. Severino e Tav. 103 - Addolorata - Torre del Greco, Annunziata
Sossio Tav. 104 - San Giovanni Evangelista - Torre del Greco, An-
Tav. 71 - Nativit - Napoli, S. Nicola alla Carit nunziata
Tav. 72 - San Liborio - Napoli, S. Nicola alla Carit Tav. 105 - Compianto su Cristo morto - Torre del Greco, An-
Tav. 73 - San Michele Arcangelo - Napoli, S. Nicola alla Carit nunziata
Tav. 74 - LArcangelo Raaele - Napoli, S. Nicola alla Carit Tav. 106 - Madonna col Bambino - Marcianise, Convento di
Tav. 75 - Paradiso e Dottori della Chiesa - Napoli, S. Nicola al- S. Francesco dAssisi
la Carit Tav. 107 - attrib. - Madonna con San Giacomo e San Nicola -
Tav. 76 - San Benedetto - Napoli, SS. Marcellino e Festo Massalubrense, S. Maria delle Grazie
Tav. 78 - Martirio di Santa Barbara - Napoli, SS. Annunziata Tav. 108 - Annunciazione - Caiazzo, SS. Annunziata
Tav. 77 - Predica di SantOronzo - Napoli, S. pietro a Maiella Tav. 109 - attrib. - San Ludovico - Caiazzo, Cattedrale
Tav. 79 - Strage degli innocenti - Napoli, SS. Annunziata Tav. 110 - Allegoria delle Arti - parigi, Louvre
Tav. 80 - Angelo custode - Napoli, S. Lorenzo Maggiore Tav. 111 - La partenza di Enea - Brest, Muse des Beaux-Arts
Tav. 81 - Annunciazione - Napoli, Certosa di S. Martino Tav. 112 - Minerva e il Trionfo delle Arti - Salisburgo, Salzbur-
ger Barockmuseum Sammlung Rossacher
Tav. 82 - Visitazione - Napoli, Certosa di S. Martino
Tav. 113 - San Gennaro esce illeso dalla fornace - Stoccarda,
Tav. 83 - Assunta - Napoli, Certosa di S. Martino Staatsgalerie

45
Tav. 114 - Allegoria delle virt di Carlo di Borbone e Maria Tav. 122 - Allegoria di Malta - La Valletta, National Museum
Amalia di Sassonia - Madrid, palazzo Reale del pardo of Fine Arts
Tav. 115 - Tobiolo e langelo - Oxford, Ashmolean Museum Tav. 123 - Autoritratto - Minneapolis, e Minneapolis Insti-
Tav. 116 - Ratto di Proserpina - Hinton Ampner, Hinton tute of Art
Hampner National Trust Tav. 124 - La Carit - Orlando, Cornell Fine Arts Museum
Tav. 117 - Morte di Virginia - Manchester, Manchester Art Tav. 126 - Apparizione della Vergine a San Tommaso dAquino -
Gallery Tulsa, philbrook Museum of Art
Tav. 118 - Ritratto di Marie Xavire Romano - Newgate, Bo- Tav. 125 - Allegoria della Saggezza e della Verit - Houston,
wes Museum Museum of Fine Arts
Tav. 119 - Allegoria della Liberalit - Cambridge, Fitzwilliam Tav. 127 - Bacco e Cerere - Notre Dame, e Snite Museum
Museum of Art
Tav. 120 - Allegoria della Nobilt - Cambridge, Fitzwilliam Tav. 128 - Alessandro che condanna il falso elogio - Washin-
Museum gton, National Gallery of Art
Tav. 121 - Gloria di San Nicola - Compton Verney, Compton Tav. 129 - Allegoria della Carit - Chicago, e Art Institute
Verney Art Gallery Tav. 130 - Piet - Baltimora, Walters Art Museum

46
TAVOLE
Tav. 1 - Adorazione dei pastori - Napoli, Palazzo Reale

Tav. 3 - Assunzione di Maria - Napoli, Museo di Capodimonte

Tav. 2 - Allegoria delle virt di Carlo di Borbone e Maria Amalia


di Sassonia - Napoli, Palazzo Reale Tav. 4 - Aurora e Titone - Napoli, Museo di Capodimonte

49
Tav. 5 - San Benedetto accoglie Totila - Napoli, Museo di Capodimonte

Tav. 6 - Selene e Endimione - Napoli, Museo di S. Martino

50
Tav. 7 - Allegoria della Giustizia - Napoli, Museo Duca di Mar-
tina

Tav. 8 - Allegoria della Mansuetudine - Napoli, Museo Duca di


Martina

51
Tav. 9 - Allegoria dellAbbondanza - Napoli, Museo Duca di Martina Tav. 10 - Allegoria dell'Eucaristia - Napoli, Museo Duca di Martina

Tav. 11 - Figure di ignudi - Napoli, Museo Duca di Martina

52
Tav. 12 - Figure di ignudi - Napoli, Museo Duca di Martina

Tav. 13 - Gloria di angeli - Napoli, Museo Duca di Martina Tav. 14 - Imeneo e la Pudicizia - Napoli, Museo Duca di Martina

53
Tav. 15 - La Vergine appare a San Luigi Gonzaga - Napoli, Museo
Duca di Martina Tav. 17 - Madonna del Rosario - Napoli, Museo Duca di Martina

Tav. 16 - Madonna col Bambino e San Filippo Neri - Napoli,


Museo Duca di Martina Tav. 18 - Rebecca al pozzo - Napoli, Museo Duca di Martina

54
Tav. 19 - Riposo durante la fuga in Egitto - Napoli, Museo Duca
di Martina

Tav. 20 - Transito di San Giuseppe - Napoli, Museo Duca di Mar-


tina

55
Tav. 21 - Aurora e Titone - Napoli, Pinacoteca del Pio Monte della Misericordia

Tav. 23 - Gloria di San Giuseppe - Napoli, Pinacoteca del Pio


Monte della Misericordia

Tav. 22 - Gloria dei principi - Napoli, Pinacoteca del Pio Monte


della Misericordia

Tav. 24 - Gloria di Santi - Napoli, Pinacoteca del Pio Monte della


Misericordia

56
Tav. 25 - Maddalena penitente - Napoli, Pinacoteca del Pio Monte
della Misericordia

Tav. 27 - San Paolo eremita - Napoli, Pinacoteca del Pio Monte


della Misericordia

Tav. 26 - SantAgostino Cardioforo - Napoli, Pinacoteca del Pio


Monte della Misericordia

57
Tav. 28 - Scena di terrore - Napoli, Pinacoteca del Pio Monte della Misericordia

Tav. 29 - Scena di terrore - Napoli, Pinacoteca del Pio Monte della Misericordia

58
Tav. 30 - Visitazione - Napoli, Pinacoteca del Pio Monte della Misericordia

Tav. 31 - Visitazione - Napoli, Pinacoteca del Pio Monte della Tav. 32 - Allegoria della Piet come Fortezza - Napoli, Galleria di
Misericordia Palazzo Zevallos di Stigliano

59
Tav. 33 - Allegoria della Piet come Generosit - Napoli, Galleria Tav. 35 - Allegoria della Piet come Saggezza - Napoli, Galleria di
di Palazzo Zevallos di Stigliano Palazzo Zevallos di Stigliano

Tav. 34 - Allegoria della Piet come Innocenza - Napoli, Galleria


di Palazzo Zevallos di Stigliano Tav. 36 - Pannello di porta - Napoli, Museo di Castelnuovo

60
Tav. 37 - Mos salvato dalle acque - Napoli, Istituto Pontano

Tav. 39 - Estasi di San Francesco - Montella, Museo di S. France-


Tav. 38 - Imeneo e la Pudicizia - Caserta, Palazzo Reale sco a Folloni

61
Tav. 42 - Visitazione - Bari, Pinacoteca Provinciale

Tav. 40 - Madonna col Bambino - Sorrento, Museo Correale

Tav. 41 - attrib. - San Vincenzo de Paoli in gloria - Bari, Pinacoteca


Provinciale Tav. 43 - Annunciazione - Bari, Pinacoteca Provinciale

62
Tav. 44 - Apparizione del Crocisso a SantElisabetta d'Ungheria -
Foggia, Fondazione Banca del Monte
Tav. 46 - San Giovanni Battista - Cosenza, Banca Carime

Tav. 45 - Cristo alla colonna - Cosenza, Banca Carime Tav. 47 - Cristo risana il cieco - Cosenza, Galleria Nazionale

63
Tav. 48 - Giudizio di Salomone - Roma, Galleria Nazionale dArte Tav. 50 - La leggenda di Teseo - Torino, Palazzo Reale
Antica

Tav. 49 - Ritratto di Vincenzo Caracciolo - Palermo, Quadreria di Tav. 51 - Adorazione dei Magi - Napoli, Nunziatella
Palazzo dOrleans

64
Tav. 54 - La Fede - Napoli, Nunziatella

Tav. 52 - Assunzione della Vergine - Napoli, Nunziatella

Tav. 53 - La Carit - Napoli, Nunziatella Tav. 55 - La Bont - Napoli, Nunziatella

65
Tav. 56 - La Divina Sapienza - Napoli, Nunziatella

Tav. 58 - La Liberalit - Napoli, Nunziatella

Tav. 57 - La Giustizia - Napoli, Nunziatella

66
Tav. 59 - Puttini - Napoli, Nunziatella

Tav. 60 - Vergine in gloria - Napoli, Nunziatella Tav. 61 - Predica di San Francesco Saverio - Napoli, Nunziatella

67
Tav. 62 - SantIgnazio di Loyola che adora la Vergine - Napoli, Tav. 63 - Visione di San Benedetto - Napoli, SS. Severino e Sossio
Nunziatella

Tav. 64 - Miracolo di San Benedetto - Napoli, SS. Severino e Sossio

68
Tav. 65 - San Benedetto acoglie Mauro e Placido - Napoli, SS. Severino e Sossio

Tav. 66 - Incontro tra San Benedetto e Totila - Napoli, SS. Severino e Sossio

69
Tav. 67 - San Benedetto distrugge lidolo - Napoli, SS. Severino e Sossio

Tav. 68 - Angelo con i simboli vescovili - Napoli, SS. Severino e


Sossio Tav. 69 - Visitazione - Napoli, S. Nicola alla Carit

70
Tav. 70 - Convito in casa del Fariseo - Napoli, SS. Severino e Sossio

Tav. 71 - Nativit - Napoli, S. Nicola alla Carit Tav. 72 - San Liborio - Napoli, S. Nicola alla Carit

71
Tav. 73 - San Michele Arcangelo - Napoli, S. Nicola alla Carit Tav. 74 - LArcangelo Raaele - Napoli, S. Nicola alla Carit

Tav. 75 - Paradiso e Dottori della Chiesa - Napoli, S. Nicola alla Carit

72
Tav. 76 - San Benedetto - Napoli, SS. Marcellino e Festo Tav. 78 - Martirio di Santa Barbara - Napoli, SS. Annunziata

Tav. 77 - Predica di SantOronzo - Napoli, S. Pietro a Maiella Tav. 79 - Strage degli innocenti - Napoli, SS. Annunziata

73
Tav. 82 - Visitazione - Napoli, Certosa di S. Martino

Tav. 80 - Angelo custode - Napoli, S. Lorenzo Maggiore

Tav. 81 - Annunciazione - Napoli, Certosa di S. Martino Tav. 83 - Assunta - Napoli, Certosa di S. Martino

74
Tav. 84 - Disputa di Ges nel Tempio - Napoli, Certosa di S. Martino

Tav. 85 - Virt - Napoli, S. Maria Donnaromita

75
Tav. 86 - San Gennaro - Napoli, Cappella del Monte di Piet Tav. 88 - Gloria di San Vincenzo de Paoli - Napoli, Padri della Mis-
sione

Tav. 87 - Gloria di San Giuseppe - Napoli, S. Giuseppe dei Ru

76
Tav. 89 - San Carlomanno rinuncia al laicato - Napoli, Padri della Tav. 91 - I Beati Giovanni Marinoni e Paolo Burali dArezzo - Na-
Missione poli, SS. Apostoli

Tav. 90 - San Francesco Borgia al sepolcro di Isabella di Castiglia - Tav. 92 - I Santi Angelo e Pier Tommaso - Napoli, S. Maria del Car-
Napoli, Padri della Missione mine

77
Tav. 93 - Incontro tra San Francesco di Sales e Santa Francesca di Tav. 95 - Pentecoste - Napoli, Spirito Santo
Chantal - Napoli, Girolamini

Tav. 94 - Incontro tra San Filippo e San Francesco di Sales - Napoli,


Girolamini Tav. 96 - Madonna del Rosario - Napoli, S. Caterina da Siena

78
Tav. 97 - SantAgostino - Napoli, S. Caterina da Siena Tav. 99 - La Madonna intercede presso la Trinit per i dannati - Na-
poli, SS. Trinit dei Pellegrini

Tav. 100 - Madonna col Bambino in gloria tra angeli, santi, gesuiti e
Tav. 98 - San Luigi Gonzaga accolto in cielo - Napoli, Ges Vecchio collegiali del Seminario dei Nobili - Napoli, Seminario dei Nobili

79
Tav. 103 - Addolorata - Torre del Greco, Annunziata

Tav. 101 - Madonna del Rosario - Napoli, Seminario dei Nobili

Tav. 102 - attrib. - Battesimo di Ges - Napoli, S. Giovanni Maggiore Tav. 104 - San Giovanni Evangelista - Torre del Greco, Annunziata

80
Tav. 107 - attrib. - Madonna con San Giacomo e San Nicola - Mas-
salubrense, S. Maria delle Grazie
Tav. 105 - Compianto su Cristo morto - Torre del Greco, Annun-
ziata

Tav. 106 - Madonna col Bambino - Marcianise, Convento di S.


Francesco dAssisi Tav. 108 - Annunciazione - Caiazzo, SS. Annunziata

81
Tav. 110 - Allegoria delle Arti - Parigi, Louvre

Tav. 109 - attrib. - San Ludovico - Caiazzo, Cattedrale

Tav. 111 - La partenza di Enea - Brest, Muse des Beaux-Arts

82
Tav. 114 - Allegoria delle virt di Carlo di Borbone e Maria Amalia
di Sassonia - Madrid, Palazzo Reale del Pardo

Tav. 112 - Minerva e il Trionfo delle Arti - Salisburgo, Salzburger


Barockmuseum Sammlung Rossacher

Tav. 113 - San Gennaro esce illeso dalla fornace - Stoccarda, Staatsgalerie

83
Tav. 115 - Tobiolo e langelo - Oxford, Ashmolean Museum Tav. 116 - Ratto di Proserpina - Hinton Ampner, Hinton Hampner
National Trust

Tav. 117 - Morte di Virginia - Manchester, Manchester Art Gallery

84
Tav. 118 - Ritratto di Marie Xavire Romano - Newgate, Bowes
Museum

Tav. 120 - Allegoria della Nobilt - Cambridge, Fitzwilliam Mu-


seum

Tav. 119 - Allegoria della Liberalit - Cambridge, Fitzwilliam


Museum

85
Tav. 121 - Gloria di San Nicola - Compton Verney, Compton Verney Art Gallery

Tav. 122 - Allegoria di Malta - La Valletta, National Museum of Tav. 123 - Autoritratto - Minneapolis, e Minneapolis Institute
Fine Arts of Art

86
Tav. 124 - La Carit - Orlando, Cornell Fine Arts Museum

Tav. 126 - Apparizione della Vergine a San Tommaso dAquino -


Tulsa, Philbrook Museum of Art

Tav. 125 - Allegoria della Saggezza e della Verit - Houston, Mu-


seum of Fine Arts Tav. 127 - Bacco e Cerere - Notre Dame, e Snite Museum of Art

87
Tav. 128 - Alessandro che condanna il falso elogio - Washington,
National Gallery of Art
Tav. 130 - Piet - Baltimora, Walters Art Museum

Tav. 129 - Allegoria della Carit - Chicago, e Art Institute

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