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Videopotere

La televisione sta cambiando luomo e sta cambiando la politica. La prima trasformazione ricomprende la
seconda. Ma il videopotere la forza che ci sta plasmando. La videopolitica trasforma la politica nel pi
ampio contesto di un videopotere che sta trasformando in uomo oculare lhomo sapiens prodotto dalla
cultura scritta.

In Europa la videopolitica avanza, ma ancora impacciata da molteplici lacci. Negli Stati Uniti la
videopolitica si dispiega invece allo stato puro, essendo la televisione interamente privata, interamente
pluralistica, e pochissimo regolata. Negli Stati Uniti la videopolitica si dispiega al massimo anche perch non
trova lostacolo dei partiti.

Negli Stati Uniti i partiti sono oramai poco pi che etichette; di partitocrazia non c nemmeno lombra.

Oggi come oggi, negli Stati Uniti lelezione dipende, pi che da ogni altro singolo fattore, da quanti soldi
consentono di assoldare quali strateghi e pagare quanto spazio televisivo.

Il succo questo: mancando il potere del partito come entit a s stante, come macchina organizzativa,
come coagulante del voto popolare, quel che rimane uno spazio aperto nel quale il potere del video e la
videopolitica hanno agio di dilagare senza imbattersi in contropoteri. Pertanto negli Stati Uniti pi che in
ogni altro paese che registriamo lemergere di una nuova politica, della politica videoplasmata. Il modo di
fare politica sta profondamente cambiando. Quali ne sono, o saranno, le conseguenze? Una prima
conseguenza gi stata individuata: il rafforzamento del localismo. Cominciamo da qui.

Localismo

Da quando c democrazia c politica locale, e cio leletto che si adopera a proteggere e soddisfare le
proprie clientele e i suoi elettori. Finch il rappresentante coperto dal voto segreto, oppure dal partito
in condizione, volendo, di sacrificare linteresse locale allinteresse nazionale. Ma il rappresentante USA
nudo: tutto trasparente, i suoi voti (palesi) sono debitamente registrati e riferiti ai suoi elettori, il
partito non gli fa da copertura. Questo , demopotere, maggiore democrazia.

A prima vista, che la televisione rinforzi e esasperi il localismo affermazione sconcertante. Televisione e
localismo rinforzato non sono mutuamente esclusive. Coesistono, per esempio, nel villaggio globale di
McLuhan; a suo predire, il villaggio globale ci responsabilizza ovunque e di tutto.

Per Meyrowitz, la televisione fonde comunit discrete e cos facendo rende qualsiasi casa o.tema un
valido oggetto di interesse e di preoccupazione per qualsiasi membro del pubblico, ci sentiamo
responsabilizzati di questioni lontane, che a noi non appartengono.

Il problema che il globo che televediamo soltanto quello dove la telepresa liberamente ammessa. Ma,
dove scomoda, la telepresa non ammessa. Larghe fette del mondo la fanno franca sfuggendo al controllo
della televisione libera; cos siamo indotti a giudicare i casi del mondo con due pesi e due misure, con
parametri distorti e ingiusti.

La obiettivit dellimmagine

Si dir: daccordo, i parametri sono iniqui e restiamo con met mondo; ma quella met che vediamo, la
vediamo oggettivamente. Vengo cos al secondo punto, la molto ripetuta tesi che il giornalismo scritto
pu mentire. Non vero. Se c lintenzione di distorcere o mentire, la televisione ci riesce con efficacia
centuplicata. Tanto per cominciare, nel giornalismo per immagini la distorsione pi facile che mai:
bastano le forbici. Tra cento immagini occorre sceglierne una sola. Inoltre, non per nulla vero che
limmagine parli da sola. Ci viene mostrato un morto. Chi lo ha ucciso? Limmagine non lo dice; lo dice una
voce, la voce di chi controlla il microfono. Infine, la natura stessa dellimmagine che si presta quasi
inevitabilmente a inganni di, o da, fuori contesto. La decontestualizzazione che si accompagna alla
immagine che parla da sola di per s sufficiente a falsare tutto. Il paragone tra il giornalismo scritto e
quello per immagini (il notiziario televisivo) depone a sfavore del secondo anche per altri rispetti. In primo
luogo, in termini quantitativi. Luomo della cultura scritta leggeva di venti eventi di rilevanza nazionale o
internazionale al giorno. Questi venti eventi sono ridotti dalle notizie del mondo serali a circa dieci, e
vengono menzionati in momenti ( il gergo tecnico) che vanno dai trenta ai sessanta secondi. La
compressione-omissione gigantesca. Limportanza di un evento soprattutto nelle sue qualit
telegeniche; per cui eventi di indubbia importanza finiscono nel cestino, mentre il video si riempie di
pseudoeventi.

C da dire comunque che il contrasto tra i networks nordamericani e la BBC inglese nettissimo e
dimostra, ad onore di questultima, che anche la televisione pu essere seria. Lo spartiacque nei talking
heads, nelle teste parlanti, e quindi nella domanda: sul video, le vogliamo o no? Il grosso della televisione
europea la testa parlante la tiene. Per contro, i talking heads sono oramai anatema per le grandi reti
americane: non fanno spettacolo.

Quel che esiste soltanto il visibile, e soprattutto il visibile che fa colpo: eventi di morte, fuoco, violenza,
protesta, catastrofi naturali, incidenti, arresti, lamenti. La testa parlante cita dati sulla disoccupazione e
discute come combatterla e ridurla. Abolita la testa parlante, ai dati che discute sottentra un operaio sotto
Natale che stato licenziato e si trova mal messo. Non per nulla la stessa cosa; ma loperaio commuove, e
tanto basta.

Aggressivit e tendenziosit

In aggiunta alla promozione del localismo e alla decapitazione delle teste parlanti, altri aspetti distintivi
della TV negli Stati Uniti sono:

1) laggressivit,

2) le false statistiche;

3) la trappola del sondaggio.

Dico aggressivit per riassumere tutto sotto un titolo. Il vanto dei media americani di eccellere in
straight news, nel raccontare le cose come sono, senza fronzoli e senza condizionamenti. Straight news ,
per un verso, oggettivit-imparzialit e, per laltro, indipendenza dal potere, specie dal potere politico. La
televisione italiana senza dubbio troppo compiacente, timorosa del palazzo. La televisione americana
va allaltro estremo: si ritiene in dovere di essere critica e avversaria ad ogni costo. Lattacco
spettacolare, la difesa non fa spettacolo. Pertanto il video si riempie di cortei, cartelli, urlatori, dimenatori,
picchettatori, che vincono sempre perch alla loro voce non si oppone nessuna controvoce.

Il secondo tratto, le false statistiche, davvero distintivo.

Si prenda il modo nel quale viene data prova di discriminazione razziale, mettiamo di discriminazione
contro i neri. Questa: che i neri sono sottorappresentati, in rapporto alla loro proporzione demografica, a
Wall Street, tra i miliardari, nelle Universit, etc. Che la sproporzione ci sia indubbio; ma come si fa a dire
che causata da discriminazione? Data una distribuzione anomala, non (nota) la causa, o le cause, che
la producono. Difatti, i negri sono altamente sovrarappresentati in taluni sport: pugilato, corsa, e varie
attivit atletiche. E forse perch nello sport si d discriminazione contro i bianchi? Se qualcuno lo
sostenesse, tutti griderebbero alla sciocchezza. Ma la stessa sciocchezza invertita viene proclamata ogni
giorno. E qui il falso grave.

Il terzo tratto distintivo la trappola dei sondaggi di opinione. I sondaggi sono oramai la bussola pressoch
quotidiana della politica americana; non c controversia che non arrivi sul video sotto forma di sondaggio.
Ma si tratta davvero di demopensiero? O si tratta, piuttosto, di un effetto riflettente dei media, che
stabiliscono le priorit degli americani, ne comandano lattenzione e ne definiscono i criteri che ne
informano il giudizio. La cosiddetta voce del popolo in larga parte voce dei media nel popolo.

La sondaggiomania si sviluppa poi in sondaggiodirezione. Gli uomini politici vivono, in America, con lo
stetoscopio allorecchio, attenti ad ogni pulsare degli umori popolari. davvero necessario? No. Tanto per
cominciare, i sondaggi ad uso media non accertano la intensit delle opinioni; aggiungi che molte opinioni
nascono al momento della domanda oppure sono inventate sul nulla, sullinesistente.

Alla resa dei conti, la sondaggiodipendenza eccessiva, sovente ingiustificata, e altrettanto spesso nociva. I
sondaggi non sono tanto strumento di demopotere, quanto espressione del potere dei media sul popolo.

Il paradosso dellopinione pubblica americana

La video-politica, si riteneva, d senso e visibilit alla elezione diretta di un capo dello Stato. Invece no: il
processo non ha pi senso e la visibilit non rivela nulla. La video-politica trasforma i sistemi presidenziali in
sistemi dazzardo, in sistemi ad altissimo rischio.

La discesa in basso dei media americani, e segnatamente delle tre reti nazionali, viene giustificata in nome
della politica come spettacolo, della politica come show business, a sua volta giustificata dalla necessit di
essere concorrenziali.

Il paradosso che gli Usa il paese che pi si piega ai dettati della pubblica opinione, ma che
massimamente difetta di una pubblica opinione degna del nome. Lopinione degli americani mal servita in
sede di res pubblica, e ignorantissima, in sede di cose internazionali.

Lerosione della cultura scritta e la sua sostituzione con una cultura visiva produce un uomo oculare, la
persona video-formata che sempre meno un animale mentale capace di astrazione, di capire al di l del
vedere. Mentre noi ci preoccupiamo di chi controlla i media, lo strumento in s per s, che controlla la
formazione stessa dellhomo sapiens.