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colophon nuova serie 5 - aco 2017 ova sta letra Bizioni Alegre semestae di leeratur sociale, nuova serie n.5, maggio 2017, prez di copertina euro 10, ab bbonamento annwale 2 due numeri ero 15, abbonamento annuale express con spedizione con cor- rere euro 20, da verse su Iban 1T76810569603215000003459x60, Intestao a "Edizioni Alegte soc coop. gioralistica,C.ne Casting 172174 -00176 Roma”. Cause ‘sbbonsmento Lereraria’. Oppure tramite PayPal dl sto della asa olitsce Aucorzzaione del Tribune di Bologns n.8078, nilsciata in data 24 aprile 2010 Riva foadats de Stefino Taina Calerive redcionale Sv Albers, Bruno Apa Wolf Bukowsl, Gilio Calla, Salvatore Cannas, Giseppe Call, Mati Rosa Cura, Angelo Frac, Franco Fash, Lua Gavaga, Agostino Giordano, Milena Magnani, Gianni Marcher, Critina Macca, Alero Prune Sergio Rotino, Albert Seb Paco Vachine, Maso Voge, WuMing Hanno collabora ‘Valerio Evangelist, Luigi Franchi, Roberto Gastaldo, Daniele Gigliol, Fabrizio Loruso, Franco Minganti, Gian Pero Puc, PLV, Gino Seansta Direttore responsable Sabratre Canad Progetto grafico Le Iramagin- ereara Inpaginasione ed elaborazion gafche aula Manzo Stampa Ari grafiche La Moderna Via Tor Cervara 171, 00155 Roma iS S & ° a Fevuteieclie a eae il mare di Giuseppe Ciarallo Le immagini della rivoluzione 3 di Silvia Albercazi PACOMEARTE sy Quadrato nero su fondo bianco 5 i Cristina Muceili ‘Ascesa ¢ declino di un valido strumento di lotta popolare di Ginseppe Ciarallo RNa ‘Ovunque la morte i possa sorprendere di Franco Foschi La costruzione del caos-mondo 23 diSilvia Albercari della capitana i Alberto Pruett La “secessione” femminista di Maria Rosa Cutrufél per sbiancare la storia diPlv Gioia, trasgressione e conoscenza di Sergio Rotino Narratori di turtoil mondo... 47 di Luigi Franchi Larivoluzione eil suo disastro 51 di Daniele Giglolt Sul ras della stazione di Preston... di Franco Minganti [SESE anche le pietre camminano 4i Paolo Vachino Prendere la fabbrica o prendere il potere? di Agostino Giordano Folle, ferocemente intransigente, velleitaria di Roberto Gastaldo Un oscuro canto di corvo di Wolf Bukowski Sotto la protezione delPAltissimo di Gino Scatasta Tutt il potere ai soviet! di Gian Piero Piretto Gli spetri della casa azzurra di Daniel Bensaid (introduzione di Giulio Calella) ‘An iinjury to one isan injury to all di Valerio Evangelist Tipericolo i perdere le parole di Alberto Sebastiani Il colore della terra di Fabrizio Lorusso Biobibliografie autori Vi DALLA DEFINIZIONE DI SOVIET E DALLA BREVE STORIA 1984, son. lind DELLA FORMAZIONE DEI PRIMI CONSIGLI ORGANIZZATI eee aaa AD ALCUNI RISCONTRI SOGIO-CULTURALI DEL CONCETTO, | profsioisi equa sci TRA CINEMA E ICONOGRAFIA, FINO ALLE DERIVAZIONI LESSICALI NELLA STORIA DEI SETTANT’ANNI DI POTERE — Tutto il potere ai soviet! di Gian Piero Pireteo “x stato senza dubbio lo slogan pits : sentito, pitt potence e piit famo- 611 cartelloni di propaganda s0 di turta Tepopea rela ate | proponeva il soviet come realta a emar(ucclpaceseven, | Wnouatiud e luminosa, asieme alla Coner (sover) (pronuncia fonesi- | fzbbrica e al cinema, secondo un ca ge ve) in sso significa con- |” Frnanso aarticolo di Trotsky del 1923, siglio. La sua prima applicazione in ambito politico, 2 0 " i inteso come assemblea di deputati dei lavoratori, i- | ricettiacolo di attivitd, dinamismo, Sik genous aimns el pte asc open | HO@r«ione, in opposizione le tichieste del popolo nella famigerata domenica di | aloscurantismo obsoleto di chiese e sangue. II concetto, ¢ la realth istituzionale, sarebbero | hertole ancona troppo popolari presso i stati ripresi nel Febbraio del 1917 quando alcune de- ettole ancora troppo popolari presso cine di inelleruali socialist di opera siriunirono a | prodetar 91 nuova vista letteraria Pietrogrado nel palazzo di Tauride con V'intenzione di garantire una leadership ai tumulei che stavano dila gando nelle strade della capitale. L'appello a lavoratori «€ soldati perché si unissero all organizzazione fece sa- lire il numero di parcecipanti, gia nella serata del 27 febbraio, ad alcune centinaia. Il comitato esecutivo fia ‘composto quasi esclusivamente da intellettuali, ma il nome del primo soviet di Pietrogrado fu “soviet dei deputati, dei lavoratori ¢ dei soldat”. Inizialmente i soviet furono gestiti da socialisti moderati in collabo- razione con vati settori del governo provvisorio dando vita al cosiddetto periodo di dovevlatte (doppio po- tere). La collaborazione non sarebbe durata a lungo, visti gli interessi assolutamente non corrispondenti delle due parti in causa, Quando Lenin, ancora pro- fugo in Finlandia, dichiard che, vista la maggioranza ottenuta nei soviet sia di Pictrogrado che di Mosca, i bolscevichi avrebbero poruto ¢ dovuto prendere ¢ gestire il potere, molti dei suoi compagni restavano favorevoli a un secondo congresso panrusso dei soviet. Ma il leader fu irremovibile: soltanto un'insurtezione avrebbe potuto scardinare il governo prowvisorio. 1] 10 ouobte, rientrato a Pietrogrado, ottenne la maggio- ranza nella decisione del comitato centtale per pro- cedere con una sollevazione armata. Il tentativo del governo di Kerenskij di ostacolare i bolscevichi sop- primendone gli organi di stampa octenne l'efetto con- trario. I 24 ottobre soldatie guardie rosse occuparono i punti chiave della citi. I! giomo successivo i bol scevichi comunicarono ai delegati riuniti in assemblea di aver preso il potere nel nome dei soviet ¢ di voler procedere alla formazione di un governo di operai e contadini Dall'ormai mitologico incrociatore Aurora partirono le prime cannonate a salve dirette contro il Palazzo dinverno dove erano asserragliati i ministri del governo provvisorio. Le guardie rosse occuparono il Palazzo, Yalerettanto mitologica “presa del Palazzo dinverno”, mentre i rappresentanti dei menscevichi, per procesta, abbandonavano lassemblea, Il 26 orto- bre quel che restava del secondo congresso dei soviet sotoscrisse un proclama, redatto da Lenin, in cui si dichiarava spodestato il governo provvisotio € si sta- biliva che la terra andasse ai comitati dei contadini, che il controllo della produzione passasse agli operai € che si formasse un'assemblea costituente. Il nuovo governo, tutto composto da bolscevichi, vedeva Lenin come presidente, Trotsky come commissario (mini stro) per gli affari esteri e Stalin come ministro per le ‘questioni di nazionalica La costivuzione del 1918 stabili che i soviet dei vil laggi c della cittd costituissero la base piramidale di una setie di sovier in settori sociali, cultural, 82 professionali, ricoprendo talora le funzioni di un sindacato 0 di una corporazione, assoggettati a quello che, dopo la fondazione dello stato sovietico nel 1924, sarcbbe diventato il congresso dei soviet dell'Unione. Operai c contadini russi, i neonati proletari, faturi signori dello stato sovietico secondo l'utopia rivolu- 2ionatia, erano stati servi della gleba fino al 1861, al- ‘meno sulla carta. E noto che non esisteva aleuna co- scienza di classe, che i servi non erano consapevoli di essere tali e che molti di loro, non avendo idee chiare sullaffrancatura dalla schiaviti, né disponendo di strumenti per poterle sviluppare, decisero di restate con i padroni, assecondando un istinto atavico ¢ assai difficile da scalfre. II potere era sempre stato identi- ficato in una figura umana, autorevole ¢ autoritaria, che poteva andare dallo zar al pope, dall’anziano del villaggio al padre di famiglia. Non necessariamente tenera con i propri sottoposti, anzi, ma ritenuta giu- sta, nonostante Teventuale crudeled, vista Porigine divina del pocete che gestiva, a cui ci si assoggettava con affertuosa sottomissione ¢ a cui si riservava 'ap- pellativo di basjutka (caro padre). Anche questa fu tra le ragioni dello spaesamento che colse il popolo russo all'atro della rivoluzione. Uno degli ennesimi blitz che Pandamento della storia russa ben conosce. Momenti di radicale inversione di percorso rispetto a quanto era stato fino ad allora, rinnegamento totale di un passato definito erroneo ¢ obsoleto a cui bi- sognava reagire adeguandosi a una realtd sconosciu- 1a, nuova ¢, per molti versi, in totale contrasto con quanto si conosceva o si credeva di conoscere. Penso alla conversione al cristianesimo, voluta dal principe Vladimir nel 988, alla cosiddetta europeizzazione del paese imposta a fine xvut secolo da Pietro il Gran- de, alla gi citata liberazione dalla servitit della gle- ba, non ultima alla Rivoluzione d’ottobre. Untidea di potere affidato a un concetco complesso e ignoto come il soviet non aiutd certamente il coinvolgimen- to delle masse. Anche per questo si fece ricorso pron- tamente alfinvestimento iconografico © idealistico nella figura di Lenin, addiciteura contro il suo volere personale, Liidea astratta ¢ lontana di soviet trovava in Vladimir IPié unincarnazione a cui fare tiferimen- to secondo abitudini inveterate che i nuovi principi ideologici cercavano di scardinare. Nonostante la vo- lone’ del direrto interessato circolavano molti ritratti di Lenin, e ancora di pitt ne sarebbero cis la sua morte nel 1924, stilisticamente vivaci stampe popolari (Jubok) di sci-settecentesca memoria, che di grande favore avevano goduto nel gusto dei contadini, che a quanto Majakovskij e i PIRETTO suoi compagni auspicavano come real’ illustrativa: tuna sobria “icona leniniana” rigorosamente in bian- coe nero, priva di orpellie inutili ornamenti. Questa avrebbe dovuto prendere il posto dell'icona religiosa, immancabile in ogni dimora, sistemata nell"angolo bello”, il pitt accogliente della casa, che a sua volta si sarebbe dovuro trasformare in “angolo di Lenin” Molti investimenti furono realizzati per familiarizzare il popolo con l'ancora astruso concetto di soviet. La cartellonistica di propaganda proponeva il soviet come realtd innovativa luminosa, assieme alla fabbrica ¢ al cinema, secondo un famoso articolo di Trotsky del 1923,) ricettacolo di attivita, dinamismo, liberazione, in opposizione all’oscurantismo obsoleto di chiese & bettole ancora troppo popolari presso i proletar.‘ Un colorito manifesto del 1925 propone in chiave fol- cloristica adattata alla nuova reat politico-culturale, lo stornello sovietico, un conflito amoroso in cui i favori della fanciulla in questione vanno al giovanotto che invece di perdere il suo tempo in retrogradi atteg- giamenti 'ha portata al soviet ad ascoleare i discorsi di Lenin, Un altro dello stesso anno, sempre dedicato alle don- ne ~ interlocutrici privilegiate negli anni della guerra Civile visto che gli uomini si trovavano al fronte per combattere¢ pit che mai nell'anno in questione in cui imperversavano le tentazioni rinate con la Nuova po- licica economica ~ iavitava la popolazione femminile ad abbandonare le cucine, simbolo per antonomasia, 1984, Managua, Plaza de la Revolucion. La festa dopo il cominio di chiusuta di Daniel Ortega leader del Frente sadn deiberaciin nacional della schiavicit muliebre, ea recarsia vorare al soviet. A sostegno della campagna una frase di Lenin del 1917, citata in verita in maniera non del tutto corretca, se- condo la quale ogni cuoca avrebbe dovuto prendere parte alle ativiti di governo. Quello di Lenin era stato tun auspicio,* ma nella retorica del manifesto di pro- paganda git si era trasformato in dato di fatto. Maja kovskij, nel suo poema dedicato a Lenin, rimette le cose a posto: wNoi, anche a ogni cuoca insegneremo a dirigere lo stato».6 Tl testo del manifesto recita: «Ogni cuoca deve impara- rea dirigere lo stato, Lenin, Non stare a casa in cucina, vai a votare al soviet. Prima loperaia era oscurantisa, oggi risolve i problemi al soviet» Driga Vertov realizzd nel 1926, coordinando i suoi inoki, un film documentatio dal titolo signifcativo, Sagaj sovet! (Avanti, Soviet),? in cui Vinquadracura inisiale del soviet di Mosca, rornaca a essere capitale, e seguita da una breve sintesi di alere ealti nuove e positive, operose fabbriche, opific, riscaldamento a vapore, acqua corrente, eleterificazione, lascia il passo a pit dettagliaci resoconti di un passato prossimo da incubo: la guerra civile, la fame, il freddo, il sfo, il colera, la morte. Reale a tutti cristemente ben nove per esperienza personale a cui si opponevano le con- t t | nuova vista letteraria uiste ottenute grazie alla rivoluzione. Il valore sacra- Je del soviet come spazio ideale e simbolico, opposto all'obsoleta realti del palazzo imperiale, & conferma- to nella scena in cui Lenin (in effetti invisibile), dal balcone del soviet, chiama a raccolta pet la lotta, per 1a rivoluzione, per la costituzione degli stessi sovict. 1 cartelli con i titoli, progressivamente, conducono verso T'dentificazione di Lenin con il soviet stesso, realta affini che con la medesima mano apostrofano € guidano il popolo verso la vittoria finale della rivo- luzione. A situazioni passate di distruzione e sfacelo fanno da contraltare conquiste e realizzazioni. Ed @ ill Soviet a incitare eispirare costruzioni e progresso. Nel finale del film il soviet, chiamaro dal regista a coscruire € marciare, si identifica sempre pity con Pattiviea, la collettivita, la causa stessa di Lenin defuunto ormai da due anni e finge da garanzia per una ennesima frase dello statisca: «Dalla Russia della Nep nasceri la nuova Russia socialistay. I congresso dei soviet, in ambito governativo, sarebbe stato soppresso dalla costituzione scaliniana del 1936 che lo avrebbe sostituito, in realta spodestandolo, con il Verchounyj Sovet Ssr (Soviet supremo dell'Urss), ‘composto dal soviet dell'Unione e dal soviet delle Na- zionalita, A regolarlo, il Przidium Verchoonago Soveta Ssr (Presidium del Soviet Supremo dell'Urss), al cui presidente spettavano le Funzioni solitamente atttibu- ura rappresentanza ¢ subordinata a quella di segretario generale del partito, ite un capo di stato, carica ben pitt importante ¢ operativa, Laggettivo sovetskij (sovietico) aveebbe progressi- vamente coinvolto ogni realti, sociale, politica e culturale, Inizialmente fonte e motivo di orgoglio per la nuova “donna sovietica’,* per lencusiasmante “realed sovietica”, per il trionfante “sport sovietico” si sarebbe riprodotto e avrebbe dilagato a oltran- za fino a diventare inflazionato ¢ ridondante. Lo slogan soverskoe - znaéit otliénoe (sovietico significa ottimo), concepito nella seconda meta degli anni Trenta,’ paradossalmente in contemporanea alla fase pitt terribile del terrore staliniano, come inno alla superioric’ della produzione sovietica rispetto a quella occidentale smise di convincere gi nell'era post-chru8ééviana, quando passd a suscitare addi- titcura batcute ironiche e leteure sarcastiche. In pa- rallelo a un altro costrutto lessicale, homo sovieticus, il cui pseudo-latinismo irride la retorica di certe trattazioni scientifiche ¢ sottolinea la pochezza della realta effertuale rispetto a quella virtuale delPide- ologia. Lo studioso Aleksandr Zinov'ev, dissiden- te emigrato, intitold cosi un saggio dei primi anni 94 Oteanta’® in cui riprendeva la definizione coniata nel 1918 dal filosofo ortodosso Serge} Bulgakov per identificare soldati e marinai rivoluzionari con una connotazione aberrante. A questa si aggiunse, sem- pre in chiave denigratoria, il termine, sovok, con- trazione di sovetskij éelovek (uomo sovietico). Sovok cra il conformista modellato sul potere, il filisteo riciclato, il becero grossolano ¢ rozz0 che del sovie- tismo aveva fatto propric le componenti peggiori ¢ pitt triviali: assenteismo, alcolismo, mancanza di responsabilia inettitudine. Il sovok si esprimeva in novojaz," la variance russa del newspeak di Orwell, tuna lingua dalla grammatica semplificaca, dalla retorica facile e demagogica, da cui erano state ti- mosse le complessica e le sfaccettature che rendo- no un idioma parte fondamentale della culeura, La perestrojka promossa da Michail Gorbacév avrebbe assestato il colpo finale a quanto restava dell’ utopia dei soviet, portando nel fatidico 1991 all’ammai- naggio della bandiera rossa con falce ¢ martello ¢ alla dichiarazione di fallimento dell'esperimento socialista-sovietico, La rivincica, il recupero di certi valori svenduti e di sprezzati, complessa ¢ delicata da trattare in quanto ancora in corso e ben lungi dalPessere esautrita, sa- rebbe iniziaca nella seconda meta degli anni Novan- 12.001 i fenomeno noto € studiato come “nostalgia sovietica”, Non tanto, in realti, nostalgia per il siste- ima dei soviet in senso strettamente politico, quanto per la componente umana che, a dispetta delle de- monizzazioni ¢ delle accuse, si era sviluppata e che, a impero rottamato ¢ perduto tornava in forma di mitologia pitt che di storia. Fenomeno che avrebbe interessato anche la ex Germania orientale dopo la riunificazione ¢, in forma meno virulenta, le ex re- pubbliche della Jugoslavia.”? Ricordi di un passato rivissuto attraverso il filtro della memoria persona- Je, di una storia da cui i traumi venivano rimossi in nome della valenza positiva di molke delle esperienze trascorse. Dopo una prima fase che definirci estetico- ‘emotiva il fenomeno si sta allargando anche sul fron- te politico, Il rigurgito di nazionalismo e di prese di distanza da Europa ¢ Occidente che sta interessando Ja Russia negli ultimi tempi rimanda, in molte forme della sua gestione, a modalita che erano state proprie del regime sovietico, e non certamente le migliori. II centesimo anniversario della rivoluzione, importan- te € delicato allo stesso tempo, metteri presidente € governo di fronte alla necessith di non passare sotto silenzio una ricorrenza di tale portata, Dalle scelte cche caratterizzeranno le eventuali celebrazioni si po- PIRETTO. tranno intuire, leggendo anche tra le righe dellesteti- a politica, quali atteggiamenti e segnali si mandano oltre confine. Rispetto al passato remoto e prossimo del paese ma anche, e soprattutto, nei confronti del resto del mondo che, secondo un progetto messiani- co, ancor piit antico dell’ utopia sovietica, dalla Rus- sia avrebbe dovuto soltanto imparare. Note 1 Piretto G. P, i popolo russ ilsacrifico, in Ago R. (a cura di), ILsacrficio, Biblink, Napoli 2004, pp. 49-75. 2 Tumarkin N., Lenin lives! 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