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Diversi gradi di estraneit

La nozione che in italiano attribuita allunica parola nemico in latino era articolata in modo
molto pi complesso.

Hostis
In epoca storica, il termine hostis indica univocamente il nemico esterno dello stato, rappresentato
da un popolo con cui si in stato di guerra. La storia di questa parola stata magistralmente
ricostruita dallinsigne linguista E. Benveniste.
I suoi studi, ripresi e ampliati da M. Bettini e A. Borghini, hanno messo in luce una relazione
originaria fra le nozioni di nemico, straniero e ospite, dimostrando che il significato di
nemico si precisa, nella sua autonomia semantica, solo in una fase relativamente tarda della storia
di Roma, successiva alla unificazione del Lazio e alla sottomissione degli altri popoli latini.
Si tratta di un termine di derivazione indoeuropea, che ha corrispondenti nel gotico gasts (cfr.
linglese guest e il tedesco Gast) e nellantico slavo gosti; in queste lingue, tuttavia, il termine
significa ospite, e risulta dunque completamente assente la nozione di ostilit. Ma anche nel latino
arcaico, nelle Leggi delle XII Tavole (V sec. a.C.), hostis significa semplicemente straniero, come
conferma anche Cicerone, accostando il significato arcaico di hostis a quello recente di peregrinus:
hostis enim apud maiores nostros is dicebatur, quem nunc peregrinum dicimus (de officiis, 1,37).
Con colui che viene da fuori si possono in effetti intrattenere sia rapporti positivi di scambio
pacifico e di amicizia (fissati sui patti dellospitalit), sia negativi, di ostilit; in questo caso, si
giunge a una dichiarazione di guerra, regolata peraltro anchessa da un preciso diritto, (lo ius fetiale
amministrato dal Collegio dei Feziali) al di fuori del quale non ci sarebbe guerra ma rapina.
Una glossa del grammatico Festo illumina lorigine della traslazione del significato originario del
termine: ab antiquis hostes appellabantur quod erant pari iure cum populo Romano, erano
chiamati hostes dagli antichi perch godevano di pari diritti col popolo romano. Lhostis dunque
uno straniero con cui si in rapporto di parit e reciprocit; questo specifico aspetto del resto
confermato da altri termini derivati dalla medesima radice: il verbo hostire, uguagliare; il
sostantivo hostia, la vittima che compensa lira degli dei; il nome proprio della divinit minore
Hostilina, preposta a far crescere le spighe di grano tutte uguali. La reciprocit daltra parte
laspetto caratterizzante dellistituzione arcaica dellospitalit: lospite infatti lo straniero con cui
si scambiano doni, che assumono un valore vincolante per entrambe le parti.
Agli esordi della sua storia Roma, che una delle tante popolazioni latine, si trova con gli altri
popoli del Lazio perfettamente simili per lingua, per costumi, per armamento e soprattutto per
ordinamenti militari (Livio 8,6,14) in uno stato di guerra permanente. E la similarit iniziale, e
non il suo contrario, a determinare la guerra, necessaria, stando agli antropologi, per creare quella
alterit di cui si ha bisogno per definire e rafforzare la propria identit collettiva Una volta unificato
il Lazio e stabilita una pace perpetua con i vicini, la parola peregrinus indicher il forestiero nel
senso di colui che non cittadino romano, mentre hostis sar riservato ai nemici perpetui.

Hospes
In conseguenza della traslazione semantica di hostis che abbiamo descritto, la nozione di ospite
viene espressa con un termine diverso: si tratta di hospes, composto di hostis e della particella *pet,
che nelle lingue indoeuropee serve ad attribuire una determinata caratteristica a un individuo
specifico. Hospes dunque lindividuo che ospite di qualcuno. Mentre hostis lo straniero pari
iure cum populo Romano, hospes lo straniero che, lui e solo lui, ha relazione con un particolare
cittadino (Bettini, Borghini).
Barbarus
Si tratta di un calco dal greco brbaros, termine che designa lo straniero non greco, e, nel mondo
latino, lo straniero completamente estraneo, cui non riconosciuta alcuna parit di diritti: sono
barbari, ad esempio, i Galli e i Germani.
Il termine deriva da una radice indoeuropea che ha dato esiti nel sanscrito barbarah e nel latino
balbus, che significano entrambi balbuziente. Il barbarus dunque lo straniero che parla una
lingua incomprensibile, caratterizzato da una assoluta alterit culturale.

Inimicus
Il termine designa lavversario interno alla comunit, e assume una valenza prevalentemente
politica. E composto col prefisso negativizzante in- e laggettivo amicus. La nozione di amicitia
nella societ romana non ha carattere esclusivamente affettivo, ma comporta una solidariet sociale,
una comunanza di interessi politici ed economici; lamicus allora chi partecipa alla medesima
fazione politica, che impiega la propria influenza a vantaggio dellamicus. Il punto di orientamento
dei rapporti fra cives non pu essere che lamicitia. Di conseguenza, la nozione di ostilit interna
espressa mediante una designazione di tipo negativo: il nemico interno definito come il contrario
(o meglio, come la negazione) di ci che la norma stabilisce: il non amico (Bettini, Borghini).