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APPELLI D’ESAME:

-Internazionale: 26 maggio 10 giugno 7 luglio


-Penale: 31 maggio 23 giugno 8 luglio
-Comunitario: 24 maggio 14 giugno 5 luglio

13-14-15-aprile
ADATTAMENTO DEL DIRITTO INTERNO AL DIRITTO INTERNAZIONALE
( come gli ordinamenti interni traducono le norme che si rivolgono per principio
solo agli stati?)
- Il diritto internazionale si rivolge agli stati ( enti soggetti di diritto internazionale). gli individui
non sono destinatari diretti delle norme internazionali!tuttavia oggigiorno il diritto
internazionale tende ad ampliare la sfera dei propri contenuti ( sono sempre più destinati a
incidere su posizioni soggettive degli individui / tendono a dispiegare efficacia nei cfr degli
individui)

Ergo:Norme che si rivolgono agli stati ma hanno contenuto pronto a incidere su posizioni
soggettive

- Lo stato deve far si che le norme indirizzate allo stato si trasformino in nome che possono
essere invocate sul piano del diritto interno!

• Importante è la diatriba monismo (la giuridicità delle regole interne di


adattamento deriva dal diritto internazionale) dualismo (la giuridicità del diritto interno è
indipendente da quella del diritto internazionale)

• i vari ordinamenti contengono procedimenti di trasformazione del diritto


internazionale in diritto interno ( invocabile dinanzi alla giurisdizione interna)

il procedimento di adattamento nell’ordinamento ITALIANO
 procedimento ordinario di adattamento: procedimento attraverso cui la legislazione
interna adotta norme di legge ( leggi ordinarie, costituzionale / provvedimenti amm.vi ) che
riproducono in tutto e per tutto il contenuto del trattato internazionale. la legge entra in vigore e
si applica ai rapporti individuali. Tale norma avrà una vita sua autonoma e formalmente
indipendente, anche se legata al contenuto della norma internazionale
aspetti positivi: è facile riprodurre le norme internazionali
aspetti negativi: la legittimazione della norma interna è svincolata da quella del d. internazionale ( es.
l’interpretazione è libera, è lasciata al giudice interno )

se una legge ordinaria pone in atto un adattamento di un trattato internazionale. se il trattato cessa di
avere vigore, la legge continua ad essere vigente finchè non interviene un’abrogazione! ( ecco
l’autonomia: è svincolata da vita e sorti del trattato internazionale)

sembra un meccanismo semplice! Ma può dar luogo a problemi di interpretazione nascenti dal fatto che
la normativa di adattamento trae la propria legittimità unicamente dal fatto che è stata emanata dal
legislatore interno!

Obbligatorio per le norme non self executing


 procedimento speciale di adattamento: ( largamente usati nell’ordinamento italiano)
( detto anche procedimento di adattamento mediante rinvio: il legislatore interno scrive il
contenuto delle norme interne che traducono le regole del diritto internazionale! ma opera un
rinvio al contenuto delle norme internazionali!
⊕ Vantaggi:
1) diversamente dal procedimento ordinario il meccanismo del rinvio elimina il
problema della vigenza della normativa interna separata dalla vigenza della
normativa internazionale ( ERGO:se una norma internazionale cessa di avere
vigore, automaticamente l’ordinamento interno si adatterà al contenuto della
norma internazionale!)
2) in caso di problemi di interpretazione:col procedimento mediante rinvio ( si
rimanda al interprete di ricavare le norme interne da quelle internazionali) non c’è
l’effetto di produrre un’interpretazione errata generalizzata

ciò detto vale nei limiti in cui la norma internazionale abbia carattere self
executing ( = è completa nei suoi contenuti e può essere direttamente applicata ai
rapporti)
se la norma è non self executing ( non contiene tutti gli elementi per essere
applicata) il procedimento di rinvio non può funzionare completamente quindi
bisogna ricorrere al procedimento di adattamento ordinario!

c’è un complesso di norme internazionali che non sono pronte ad essere


direttamente applicate nell’ordinamento interno ( diritto penale : pene)

come procedimento ordinario e speciale sono applicati nell’ordinamento italiano?


 Procedimento speciale:
→ Normativa consuetudinaria
si ricava dall’art. 10 co.1 cost “ il diritto italiano si conforma alle regole del diritto
internazionale generalmente riconosciute*”dove si stabilisce in via automatica e con regola
di rinvio continuo, il fatto che le regole del diritto internazionale consuetudinario man mano
che si formano entrano a far parte della legislazione italiana ( si parla di SISTEMA DI
ADATTAMENTO AUTOMATICO definizione di perassi:trasformatore permanente del
diritto internazionale in dirotto interno.

L’interprete deve ricavare dal contenuto della prassi internazionale il significato delle norme
di diritto internazionale ( è difficile). Ma il legislatore è dispensato dal dover trascrivere il
contenuto della norma

*Regole del diritto internazionale generalmente riconosciute: secondo molti autori bisogna
limitare il funzionamento di diritto internazionale alle regole che valgono per tutti ( escluse
quindi le consuetudini regionali).
Diversa concezione di una parte della dottrina⇒( rolando quadri autore che sostenne idea
per cui l’art. 10 cost. mediatamente fa riferimento alle norme consuetudinarie e poiché tra
queste ultime esiste anche la norma “pacta sunt servanda” l’art. 10 contiene un rinvio anche
a tutte le norme dei trattati / si dovrebbe riconoscere un principio di adattamento
automatico anche nei cfr dei trattati)
art. 10 ( le norme di diritto internazionale vengono ad avere un rango importante
nell’ambito dell’ordinamento italiano a tal punto che è interptretazione consolidata che una
norma contraria al diritto internazionale consuetudinario potrà essere soggetta al giudizio di
costituzionale perché si può ritenere che violi indirettamente l’art. 10 cost.

le norme di diritto internazionale possono derogare alle norme ordinarie interne?


Si può stabilire equivalenza tra normativa internazionale immessa nel diritto interno e
normativa costituzionale?
Giurisprudenza, sebbene oscillante sostiene che le regole del diritto consuetudinario non
possono violare alcuni dei principi fondamentali della costituzione ( art. 139 cost. e limiti
impliciti)

→ Normativa PATTIZIA
⊕ procedimento di ordine di esecuzione dei trattati internazionali
⊕ Per i trattati non esiste una norma costituzionale di adattamento automatico
⊕ Non c’è nessuna legge che imponga all’ordinamento italaiano di ricorrere al
procedimento di esecuzione dei trattati internazionali ! si è affarmato nella prassi
⊕ l’ordine di esecuzione contiene la volontà del legislatore italiano di far si che il
trattato in questione sia applicato all’interno dello stato senza riformulare le norme
del trattato, ma rimettendo a interprete, giudice…la ricostruzione e la
interpretazione delle norme del trattato
⊕ l’ordine di eseguire il trattato viene dato in un momento in cui il trattato non è
ancora vigente nell’ordinamento italiano ( se un trattato internazionale non è
vigente ma c’è l’autorizzazione alla ratifica,quando entra in vigore il giudice
italiano è autorizzato a ricavare le norme di adattamento…se la norma è self
executing)
⊕ ordine di esecuzione è generalmente collegato all’autorizzazione alla ratifica del
trattato ( N.B. esistono trattati in forma semplificata, destinati a entrare in vigore,
senza ratifica…ma con la mera firma. In relazione a tali trattati la giurisprudenza
sostiene che si debba dare esecuzione a tali trattati attraverso un meccanismo di
adattamento il più delle volte di tipo ordinario
⊕ rango formale: qual è il rango formale delle norme immesse nell’ordinamento
italiano attraverso l’ordine di esecuzione del trattato? ( norme del trattato
immesse nell’ordinamento italiano) è identico a quello del meccanismo che pone
in essere l’adattamento ( l’adattamento è posto in essere con legge ordinario) …
ergo saranno norme aventi lo stesso rango formale della legge ordinaria
italiana!

Problema: la norma successiva deroga la precedente!cosa succede se una norma di
legge ordinaria….
Una norma ordinaria successiva può derogare una norma immessa nell’ordinamento
attraverso l’ordine di esecuzione del trattato?
Principio di specialità ( utilizzato dalla giurisprudenza per sostenere inapplicabilità di
leggi ordinarie successive interne contrastanti con le norme immesse con trattato):
poiché si tratta di un meccanismo speciale di immissione di norme internazionali nel
diritto interno, la normativa internazionale prevarrebbe rispetto a legge ordinaria
interna . principio che è stato accolto fino a quando la l.cost. 2001 ha posto un ordine
secondo cui la legislazione statale deve essere esercitata nel rispetto di obblighi
internazionali, sanzionando un obbligo del legislatore di rispettare gli obblighi
internazionali dell’italia. Naturalmente le norme della costituzione prevalgono!!!!
⊕ Ergo:Una norma del trattato immessa attraverso ordine di esecuzione è una
norma sul quale può essere esercitato il sindacato di costituzionalità da parte
della corte costituzionale

⊕ Ordine di esecuzione del trattato istitutivo di organizzazioni internazionali:.


Un sistema di normativa che si applica anche se non posta in essere da organi
deputati alla funzione legisltatiiva interna ( è uno scandalo o no?)…la prassi è
ancorata a che, quando si tratti di atti posti in essere da organizzazioni
internazionali occorra un atto di adattamento ordinario all’atto
dell’organizzazione!. Se il trattato ( trattato comunitario) stabilisce che un tipo di
normativa ( regolemanto) è di per sé direttamente applicabile…c’è poco da fare
per il povero legislatore italiano ( regolamento comunitario è direttamente
applicabile a prescindere da un qualsiasi adattamento comunitario) . nella prassi
legislativa quando c’è un atto di organizzazione internazionale che è vincolante
( es. risoluzione del consiglio di sicurezza) si ricorre a meccanismi di adattamenti
ordinari!

ADATTAMENTO DEL DIRITTO INTERNO AL TRATTATO COMUNITARIO


la Problematica dell’adattamento si lega alle caratteristiche particolari dei trattati comunitari
la corte di giustizia della comunità europea tende a porsi come garante delle corretta interpretazione del
diritto comunitario. Caratteri di tale adattamento:
1) Adattamento fatto dal legislatore italiano attraverso una legge ordinaria
2) La tematica dell’adattamento al diritto comunitario deve tenere a mente l’esistenza dell’art. 11
cost ( che non c’entra nulla con la comunità europea…l’art. 11 redatto con la speranza di far si
che l’italia entrasse a far parte delle nazioni unite…) art.11 l’italia consente alle limitazioni di
sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia tra le nazioni…non
si riferisce alla comunità europea…ma rileva sul piano di prevalenza!

 Tale tipo di adattamento risponde a caratteristiche peculiari dei trattati comunitari

 La giurisprudenza della corte fa sovente leva sull’art. 11 ( non era stato formulato per
regolare i rapporti con le istituzioni comunitarie, che ancora non esistevano, ma per regolare
rapporti con le nazioni unite, di cui l’Italia voleva divenire membro
 L’Italia ha dato esecuzione ai trattati comunitari, in un primo tempo con legge ordinaria
( ordine di esecuzione)
 REGOLAMENTI ( fonti principali)⇒ art. 849 TUE stabilisce la diretta applicabilità dei
regolamenti negli ordinamenti internazionali ( abbiamo una rottura dello schermo della sovranità
dello stato perché il regolamento mette in atto normative che si inseriscono direttamente
nell’ambito dei diritti nazionali) NON SERVIREBBE ALCUN ATTO DI ADATTAMENTO
PERCHE’ LE NORME DEI REGOLAMENTI SIANO IMMESSE NELL’ORDINAMENTO ( =
rottura del sistema classico per cui solo gli organi legislativi previsti dalla costituzione possono
produrre norme produttive di diritti). Le norme dei regolamenti possono essere fatte valere
dall’individuo davanti al giudice come fossero norme interne
→ Problemi in relazione ai regolamenti Non self-.excecutive ( contenuti di
regolamenti sono carenti e necessitano di leggi di adattamento ordinartio al
regolamento che lo completino)
→ Fenomeni per cui ci sono leggi di adattamento ordinarie che riproducono
regolamenti completi che sarebbero direttamente applicabili nell’ambito del
nostro ordinamenti
 DIRETTIVE: atti che si rivolgono solo agli stati ( non entrano a far parte del sistema di
regolazione interindividuale dei rapporti giuridici)
→ sono vincolanti per quanto riguarda il risultato da conseguire. Lo stato può
avvalersi di qualunque mezzo giuridico opportuno per il perseguimento dello
scopo.
→ Lo stato si avvarrà di provvedimenti ordinari ad hoc ( solo in quel momento le
direttive saranno suscettive di valere dinanzi al giudice italiano).
→ Da tempo si è affermata la nozione di efficacia diretta della direttiva
comunitaria ⇒ direttive che sarebbero in grado di esplicare determinati effetti
immediati, incidenti sui diritti e doveri degli individui e dei cittadini e quindi
potrebbero essere fatte valere davanti al giudice nazionale
ergo:ci sarebbero direttive direttamente applicabili ( ci sono direttive che non
dovrebbero essere complete ma sono complete in tutti i loro elementi…sono
self-executive dice la corte di giustizia delle comunità europee )
Le regole contenute nella direttiva direttamente applicabile hanno effetto
orizzontale ( si può far valere solo nei cfr dello stato che non ha adottato la
direttiva comunitaria)…si fa strada l’idea che si possa parlare altresì di effetto
verticale ( se uno stato non applica la direttiva comunitaria si afferma la
possibilità per l’individuo titolare de diritto nn ancora tipizzato di ottenere un
risarcimento)

 Qual è il rango delle norme comunitarie introdotte in modo automatiche hanno


nell’ordinaento italiano?
1. 1965costa contro enel : rinvio pregiudiziale ( principio per cui il giudice
nazionale, in caso di questione interpretativa può rimettere la questione davanti al
giudice comunitario per stabilirne la corretta interpretazione) da parte del giudice
nazionale alla corte di giustizia delle comunità . corte costituzionale prevede che:
problema del rapporto norma interna/ norma comunitaria seguono la regola
relativa alla successione delle leggi nel tempo ( se sopravviene una legge nazionale
successiva e contrastante con la normativa di adattamento al diritto comunitario, questa
legge successiva sarebbe prevalsa) non si riconosce alcuna prevalenza al diritto
comunitario

2. 1975 la corte afferma il principio per cui la violazione di norma di


diritto comunitario da parte di leggi successive interne comportava una violazione
indiretta dell’art. 11 costituzione ( le leggi successive ordinarie = illegittime). ERGO
ogni volta che si ponesse il principio della possibile contrarietà di normativa interna rix
a normativa comunitaria ci si dovesse rivolgere alla corte costituzionale per accertare
violazione dell’art. 11.
3. 1984 posizione tuttora vigente della corte costituzione in virtù del quale
si teorizza separazione di ordinamento italiano e ordinamento comunitario tale per cui i
rapporti fra leggi emanati nei due sistemi sono rapporti autonomi. Il giudice interno
deve rispettare il contenuto della norma comunitaria senza andare ogni volta
davanti alla corte costituzionale. Ciò ha comportato il fatto che il giudice italiano è
autorizzato a disapplicare autonomamente la normativa interna contraria al diritto
comunitario senza il previo controllo da parte della corte costituzionale ( riconosciuta
autonomia al diritto comunitario grazie all’adesione ai trattati comunitari) SISTEMA
AGILE CHE ASSICURA IL PRIMATO DEL DIRITTO COMUNITARIO SENZA
DOVER PASSARE ATTRAVERSO LA CORTE!

problema della possibile incompatibilità delle norme comunitarie rispetto ai principi


della costituzione italiana.
Prima fase: i.l diritto comunitario è soggetto a controllo di costituzionalità da parte della
corte in relazione a norme materiali
Successivamente: principio per cui è la corte di giustizia delle comunità europee che
dovrà valutare se le regole comunitarie corrispondano a certi principi fondamentali degli
ordinamenti dei paesi membri della comunità ( marginalizzazione della corte
costituzionale) ⇒ ciò è stato reso possibile grazie al crescente sviluppo di normative
europee in tema di tutela dei diritti fondamentali ( carta dei diritti fondamentali etc.)

Se ci troviamo dinanzi a palese contrasto di norme comunitarie con principi


fondamentali, la corte costituzionale tuttora può entrare in gioco!

DIRITTO DEL MARE


 REGOLA rapporti che si svolgono sulla parte di aree rappresentate dai mari
 ci sono state convenzione internazionali relative a tale materia: le 4 convenzioni di
Ginevra del 1958 ( 1) convenzione sul mare territoriale 2) convenzione sull’alto mare, 3)
convenzione sulla pesca e risorse geologiche, 4) convenzione sulla piattaforma continentale)

 Convenzione del mare ( 10 dicembre 1982 sul diritto del mare)(ci sono voluti 12
anni per ricevere tutte le ratifiche necessarie alla sua entrata in vigore) . convenzione di montez-
gobain

 Importante evoluzione nell’ambito del diritto del mare


→ Parte dal principio fondamentale della libertà di utilizzo dei mari ( sia
come mezzo di navigazione e come sfruttamento delle risorse marine) le navi
di qualsiasi stato possono passare ovunque e le risorse sfruttate da chiunque
⇓tamen
Gli stati costieri cercavano di esercitare un controllo costiero nella parte di
mare adiacente alle proprie coste

→ Principio del controllo da parte dello stato costiero delle porzioni di mare
adiacenti alle proprie coste è andato affermandosi a scapito del principio
della libertà dei mari ( limitazione e compressione della regola della libertà)
È teorizzato nella convenzione di montez-goban la quale definisce:
1) mare territoriale zona di mare adiacente alle coste dello stato costiero che
attraverso una prassi che è andata affinandosi. Il limite del mare territoriale è
collocato a 12 miglia dalla costa ( prima si estendiva fin dove arrivava la
bomba più potente dello stato adiacente alla costa!!! Ahahah :) ). Qui lo stato
ha un potere di piena sovranità

il potere sovrano dello stato è o meno illimitato? La convenzione di montez-


gobain riconosce due limiti al potere sovrano dello stato sui mari territoriali:
1) diritto riconosciuto a navi straniere di passaggio inoffensivo sul mare
territoriale ( passaggio delle navi, anche di quelle da guerra purchè sia
contiguo e rapido)
2) principio della bandiera: la giurisdizione penale è esclusiva della nave
che passa per fatti e crimini commessi all’intero della nave e che non
riguardino in alcun modo l’ordinamento dello stato costiero

2) zona contigua ( dalle 12 alle 24 miglia c’è questa sorta di fascia di sicurezza)
è un’ulteriore porzione di mare su cui lo stato costiero può esercitare
determinati poteri non corrispondenti pienamente alla sovranità statale
( circoscritta a:vigilanza sanitaria, vigilanza doganale, vigilanza relativa al
controllo immigrazione). Si estende sino a 24 miglia dalla costa
da dove si calcolano queste miglia??? ( vedi il conforti)
se ci sono isole che appartengono a stato costiero: principio per cui tutta la parte ricompressa
tra isola e territorio nazionale sarebbero acque interne

se le sinuosità e i golfi di uno stato costiero raggiungono ampiezze molto rilevanti: rischio di
definire acque interne, zone di mare molto elevate e sottrarle alla navigazione e alla libertà dei
mari ( convenzione stabilisce limiti: fino a 24 miglia si possono chiudere le baie) ( purchè non
si tratti di baie storiche)

3) piattaforma continentale ( risorse presenti nel sottosuolo marino) ( es. di


consuetudine istantanea: che si è formata rapidamente nella vita del diritto
internazionale) stabilita da
truman ( gli statunitensi rivendicano il diritto allo sfruttamento di risorse
marine sfruttabili fino al limite in cui la parte di sottosuolo marino non sfondi
negli abissi)

norma consuetudinaria che rivendica un diritto funzionale e limitato allo


sfruttamento delle risorse marine presenti sul sottosuolo marino. Non comporta
limiti alla libertà di altri stati ( gli altri stati non possono sfruttare il sottosuolo
senza autorizzazione dello stato costiero)

situazione di stati che si fronteggiano che possono avere divergenze in merito


all’ampiezza della piattaforma continentale ( sentenza della corte internazionale di
giustizia del 1958 tra olanda e germania. Si è affermato il principio dell’equidistanza…si
vede tracciare una linea che divida esattamente a metà la piattaforma continentale…
danneggerebbe stati con forma convessa della corte .
si è affermato il principi o della necessità di un accordo tra gli stati relativo
anche a principi di equità che contemperino le esigenza dei due paesi!
4) zona economica esclusiva zona di mare ( non di sottosuolo marino )che
darebbe diritto allo stato costiero, allo sfruttamento di risorse biologiche
minerarie delle acque fino a un limite di 200 miglia dalla costa. Diritto di
natura funzionale, non di sovranità e limitato allo sfruttamento delle risorse
biologiche che consentire agli altri stati l’esercizio di diritti! ( diritto di sorvolo,
di posa di cavi…diritti riconosciuti in base al principio di libertà di mari)

va affermandosi il concetto di mare presenziale⇒concetto di tutela delle


risorse biologiche minerarie da parte dello stato costiero anche al di là delle
200 miglia ( principio per cui lo stato costiero ha diritto che le risorse non
vengano utilizzate indiscriminatamente ( ratio: diritto di preservazione delle
risorse che avrebbe lo stato costiero)

alto mare: vige principio fondato su libertà di navigazione. Ha posto il


problema dello sfruttamento delle risorse presenti nell’alto mare. Per molto
tempo si è affermata l’idea secondo cui sul sottosuolo marino esistevano dei
noduli polimetallici e noduli di manganese che potevano rappresentare una
ricchezza importante e di cui era necessario stabilire regolamentazione
riguardo al loro sfruttamento ( si era affermato il principio per cui si trattasse di
patrimonio comune dall’umanità)

che palle sta robaccia! :(

GIURISDIZIONI INTERNAZIONALE ( si occupano di responsabilità penale


internazionale)
 accanto a convenzione di montez-gobain le parti contraenti della convenzione hanno
provveduto a istituire un tribunale internazionale sul diritto del mare ( fenomeno della
proliferazione delle giurisdizioni internazionali a partire dalla seconda guerra mondiale, tendenza al
moltiplicarsi di corti e tribunali internazionali che si affiancano ai tribunali e alle corti tradizionali come la corte
internazionale di giustizia, chiamata a dirimere le controversie tra stati)

 uno dei processi di sviluppo del diritto internazionale più rilevanti si è avuto con la
creazione di una serie di corti e tribunali internazionali incaricati non di regolare controversie tra
stati ma di perseguire e punire crimini che vanno sotto il nome di crimini internazionali che si
occupano di responsabilità individuale per la commissione di crimini di guerra. Importante in
questo senso, è distinzione tra diritti umani e diritti umani
- Diritto umanitario ( ius in bello: diritto che regola il modo di condurre le operazioni militari e
pone dei limiti alla ferocia delle armi diverso dallo ius ad bellum riguardante la legittimità o meno del
ricorso alla forza umana. ) : sequenza di disposizioni risalente a tempo più antico della dottrina che
si occupa di diritti umani. Risale alla metà dell’800, ai primi tentativi di umanizzare la guerra
( tendenza a proteggere coloro che non sono combattenti e sono indifesi: prigionieri di guerra,
feriti). Diritto dell’Aja ( si ricollega alle prime convenzioni dell’aja tendenti a individuare i
limiti dell’uso di strumenti bellici) diritto di Ginevra ( collegato alle convenzioni di Ginevra e
tendente a proteggere i non combattenti). Le giurisdizioni internazionali si sono sviluppate
attraverso un processo abbastanza recente e tendono a perseguire e punire le violazioni più gravi
del diritto umanitario, non sul piano della generica condanna o della imposizione di sanzioni
agli stati che consentano tali trattamenti, ma sul piano della responsabilità individuale di crimini
che offendono il genere umano genocidio…)

Fasi che hanno condotto alla creazione dell’istituto della resp. individuale per
crimini di guerra
1) Si incomincia a parlare di responsabilità individuale per crimini di guerra dopo la fine della
prima guerra mondiale (= nel trattato di pace concluso con la Germania una disposizione
prevedeva la creazione di tribunale che giudicasse il kaiser per la commissione di
determinate azioni. Tale tribunale, non fu mai creato!!!)

2) Processi di Norimberga e Tokio ( dopo la seconda world war / primi esempi di giustizia
penale internazionale esercitata nei cfr di leader politici e militari considerati colpevoli di
questi crimini) . processi che determinano un turning point nel processo di evoluzione della
giustizia penale internazionale (⇒ xk’ primo esempio di applicazione del principio di non
impunità per le gravi violazioni del diritto umanitario)

3) Si parla della possibilità di istituzione di un tribunale internazionale permanente


competente a giudicare conflitti come una normale corte penale di diritto interno. I primi
timidi tentativi fatti nell’ambito delle nazioni unite di dar vita a negoziato serio per
l’istituzione di una tale tipologia di corte, si scontra con il sopravvento della guerra fredda.
Nel 1949 vengono adottate e approvate le 4 convenzioni di Ginevra sui diritti umanitari (
convenzioni su malati e feriti a terra e in mare/ non si limitano a stabilire i comportamento
che gli stati devono rispettare per rispettare i civili etc… ma indicano un modo di assicurare
il rispetto del diritto umanitario attraverso la via della competenza data alle singole
giurisdizioni nazionali

Si manifesta l’idea di poter far qualcosa per dare una competenza rafforzata ai giudici
nazionali ( che devono punire i crimini che violano il diritto umanitario)

→ Crave bridish ( violazioni gravi…sono diverse dalla serious violation) sono enucleate
nella convenzione di Ginevra e sono le infrazioni più gravi rispetto al diritto umanitario. Gli
stati si impegnano a punire i responsabili di queste gravi infrazioni e si prevede una sorta di
giurisdizione universale dello stato ( lo stato potrebbe punire i responsabili di un’infrazione
grave anche se non c’è collegamento tra chi ha commesso tale infrazione e lo stato). Il
rispetto del diritto umanitario è stato tradizionalmente affidato alle giurisdizioni nazionali
attraverso l’attribuzione di competenze che assumono le vesti di giurisdizioni universali
degli stati ( esercitata senza necessità di collegamento tra responsabile del crimine e giudice
chiamato a giudicare)

4) 1989 cambiano molte cose ( cade muro di berlino…NASCO IO!!! ). Nell’assemblea


generale nazioni unite si alza un delegato di un paese caraibico suggerendo di riprendere il
problema relativo all’istituzione di un tribunale internazionale non per la necessità di punire
le più gravi violazioni di diritto umanitario, ma per punire crimini che i paesi caraibici non
erano in grado di controllare ( controllo del traffico della droga). Ciò mette in moto la macchina della
possibile istituzione di una corte penale internazionale!
5) primi anni ’90 bufera umanitaria con la guerra nei paesi dell’ex Jugoslavia ( fattore di
sviluppo del processo di sviluppo di giurisdizioni penali internazionali) nei primi anni’90
tale conflitto si estende sempre più ed viene portato a conoscenza di tutti.

L’opinione pubblica mondiale chiedeva una risposta immediata che desse il senso di una
società civile e umana che si mobilitasse contro tali avvenimenti)

[reazione opinione pubblica mondiale + fatto che i paesi non sapevano come
intervenire]⇒impulso a fare qualcosa sul piano della repressione dei crimini

1993 con risoluzione del consiglio di sicurezza, viene istituito un tribunale penale
internazionale ad hoc per i crimini commessi nella ex-Jugoslavia. Processo rapido di
durata di circa qualche mese. Quando il consiglio di sicurezza inizia ad esaminare la
possibilità di istituire un tribunale penale internazionale per la Jugoslavia raccolse i progetti
di vari paesi ( Francia, Italia..). non si è trattato di un negoziato, ma della redazione di un
progetto di statuto da parte di esperti. Tale progetto fu approvato a maggio e divenne lo
statuto di un tribunale di nuova istituzione, statuto che risente della necessità di rispondere
direttamente alle aspettative dell’opinione pubblica mondiale. È uno statuto agile. Non c’è
un numero sterminato di disposizioni.
Caratteri dello statuto del tribunale internazionale della ex Jugoslavia
→ Il principio di legalità è rispettato ( sono elencati i crimini sottoposti alla
giurisdizioni del tribunale ma con formulazioni bisognose di essere riempite da parte
del giudice)
→ Statuto improntato alla tipologia di processo dei paesi di common law ( di tradizione
anglo-americana) [era semplice usare un solo tipo di processo anziché effettuare
una sorta di contaminazione] si tratta di processo quasi esclusivamente accusatorio
→ Non c’era tanto tempo per definire le regole del processo una ad una
dettagliatamente! ERGO: caratteristica del tribunale è quello per cui le regole di
procedura venivano demandate ai giudici ( = competenti a predisporre le regole
dettagliate del processo)
→ N.B .tribunale che si riferiva a un confitto che si sperava stesse per concludersi…
conflitto rispetto a cui le grandi potenze che comandano nel consiglio di sicurezza si
sentivano abbastanza tranquille. ( tutti sapevano quale fosse il conflitto e quali
fossero i possibili imputati).
Se una critica può farsi a questo tipo di tribunale è quella di essere un tribunale non
dei vincitori, ma delle grandi potenze ( il consiglio di sicurezza si crea il tribunale
per punire chi ha commesso tali crimini)

6) 1994 tribunale ad Hoc sulla Ruanda, istituito dal consiglio di sicurezza.


o Il consiglio di sicurezza provvide ad istituire tale tribunale per la punizione dei
crimini commessi in quel periodo e in quel territorio
o Per la prima volta soni stati criminalizzati nello statuto, certi crimini commessi
nei conflitti non internazionali ( nei conflitti interni)[invece nello statuto
Jugoslavia i giudici hanno dovuto pervenire a una tale considerazione mediante
interpretazione]. C’è una speciale disposizione che punisce le violazioni comuni
dell’art.convenzione di Ginevra ( necessità di non fare certe cose nei conflitti
interni): tale disposizione viene messa nello statuto ruanda per dire che fare certe
cose = crimine!

7) 1994 tribunali ad hoc creati dal consiglio di sicurezza


si sviluppa progetto di creazione di corte penale intrernazionale partendo da iniziativa delle
nazioni unite.
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