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Questa è una OPV, offerta pubblica di vendita(a costo

zero)
L’Associazione Maestri di Strada, forte dell’esperienza condotta da molti dei suoi
membri per 12 anni nel progetto Chance, per 5 anni nei progetti OFIS e in numerosi
altri progetti per l’inclusione sociale dei giovani in ambito nazionale ed
internazionale, ha elaborato un progetto da presentare a Fondazione per il Sud per il
bando in scadenza il 10 settembre e riguardante il comune di Napoli.
Il bando richiede un capofila del terzo settore e l’adesione di una scuola.
Il presente progetto è stato elaborato – almeno in parte - in collaborazione con un
istituto professionale che però a causa di pregressi impegni alla fine ha dovuto
reclinare l’adesione.
Al momento quindi il progetto non ha nessuna possibilità di essere presentato, né
d’altra parte chi scrive intende mendicare una adesione qualsivoglia. Se qualcuno
dei destinatari di questa comunicazione pensa di essere interessato non ha da fare
altro che farsi avanti.
Tenendo presente.
a) solo l’impianto generale del progetto è ‘prefissato’, per il resto sono possibili
tutte le trasformazioni
b) è di gran lunga preferibile che la scuola sia un istituto professionale; in
subordine un istituto tecnico o ancora qualsiasi altro istituto superiore che
voglia affrontare in modo ampio la dispersione (anche liceo classico, in questo
caso occorre modificare parti significative del progetto ma è meno complicato
di quel che sembra); si può considerare anche una scuola media ma in questo
caso ci sono parecchie complicazioni gestionali in più.
c) Nel mese di agosto chi scrive è disponibile a fare tutto quello che è necessario
a monte (e a rischio) degli organi collegiali. C‘è poi tempo dal primo settembre
– mercoledì - all’otto settembre per perfezionare le decisioni e per firmare le
carte.
d) L’ente capofila e la scuola devono avere sede nel comune di Napoli
e) Data la complessità del progetto (dieci classi e quattro tipi di azione) il budget
previsto è di 500.000 € inclusi eventuali interventi edilizi (nell’ordine dei
50.000 euro). E’ fortemente da preferire, sotto tutti gli aspetti, una scuola che
impegni sul progetto anche risorse proprie.
1.1. IL TERRITORIO
Il territorio comunale di Napoli su cui insisterà il progetto presenta le seguenti
caratteristiche:
• area metropolitana densamente abitata caratterizzata oltre che dai fenomeni
caratteristici delle grandi aree metropolitane dai seguenti fattori:
a) alta presenza di popolazione giovanile
b) elevatissimi tassi di disoccupazione in generale e tra i giovani in particolare
c) presenza di fattori di stress per i giovani e le famiglie:
d) presenza endemica di culture distoniche rispetto al comune vivere civile
Tra i fattori di stress permanente citiamo:
a) strutture abitative inadeguate per estensione e per manutenzione
b) servizi urbani e servizi alla persona inadeguati per quantità e qualità
c) focolari domestici devastati dalla povertà e/o dalle vicissitudini degli adulti di
riferimento
d) assenza o precarietà di reti solidali di aiuto alla persona
e) violenza cronica come principale regolatore sociale
1.2. L’ESPERIENZA di MAESTRI DI STRADA ONLUS
Maestri di strada ONLUS ha svolto attività di promozione di progetti nei seguenti
ambiti:

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a) Sostegno ai percorsi di vita di giovani emarginati
b) Formazione degli operatori in progetti formativi integrati
c) Progettazione e supervisione di progetti formativi integrati (OFIS)
d) Partecipazione a progetti nazionali ed internazionali riguardanti i giovani
emarginati
1.3. L’IDEA PROGETTUALE
1.3.1.Premessa
La città di Napoli è oggetto di sperimentazione educativa e di interventi speciali
riguardanti i giovani almeno dal 1987 (piano nazionale di lotta alla dispersine
scolastica) caratteristica diffusa dei progetti è stata:
a) necessità di recuperare la scolarità come fattore ineliminabile dei diritti di
cittadinanza
b) l’interazione necessaria dell’istruzione con l’attività educativa dentro e fuori la
scuola in quanto l’endemico degrado della convivenza poneva i giovani in
posizione estranea rispetto alla antropologia sottesa al modello educativo
comunemente accettato
c) interazione necessaria con attività di orientamento e di formazione
professionale
Rispetto a queste costanti ci sono state anche sistematiche difficoltà riguardo a:
a) integrazione tra le risorse istituzionali ed integrazione tra professionalità
diverse
b) formazione iniziale e permanente del personale impiegato
c) sostegno alla persona per giovani che nelle condizioni di stress prolungato e
difficoltà di vita hanno maturato condizioni di inappetenza all’apprendere e al
partecipare
d) permanenza strutturale dei risultati
In relazione a queste specifiche difficoltà gli operatori dell’associazione prima in
forma individuale e poi in forma organizzata hanno partecipato a progetti integrati
ove si svolgevano specifiche attività finalizzate a migliorare l’efficacia dei progetti di
promozione e precisamente Maestri di strada ha messo a punto metodologie per:
a) integrare nello stesso contenitore istituzionale le professionalità e le
competenze informai necessarie al recupero integrale della persona
b) sviluppare presenze educative territoriali finalizzate alla partecipazione dei
giovani e alla partecipazione dei cittadini
c) sviluppare un metodo di formazione situata per gli operatori basato su work
discussion e sulla metodologia delle comunità di apprendimento
d) promozione dei cittadini attivi del territorio a operatori della mediazione tra
informale e formale, attraverso attività formative e partecipazione alle comunità
di apprendimento professionale
e) sviluppo di forme associative finalizzate alla permanenza nel territorio delle reti
solidali costruite intorno ai giovani che apprendono.
Sulla base di queste premesse il presente progetto intende confermare i punti di
forza di precedenti esperienze e sviluppare ulteriormente le esperienze per
affrontare problemi ancora irrisolti:
a) integrazione di diversi modi di apprendere: formale informale, dentro e fuori
contesto, sociale/individuale, operativo/teorico
b) integrazione di diversi percorsi e dimensioni dell’apprendimento: istruzione e
acquisizione delle competenze di base; formazione e acquisizione di
competenze lavorative; educazione ed acquisizione di competenze sociali; cura
ed acquisizione di identità e competenze relazionali
c) integrazione delle professionalità dell’istruzione, della formazione
dell’educazione e della cura

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d) integrazione delle risorse istituzionali riguardanti l’istruzione, la formazione,
l’educazione e la cura
e) integrazione tra crescita della persona e sviluppo della cittadinanza sia nei
giovani protagonisti sia nella comunità territoriali
f) apprendimento professionale integrato come costruzione condivisa con i
giovani interlocutori e con la comunità degli operatori
Le questioni in larga parte irrisolte che occorre affrontare sono:
a) sviluppo di processi di partecipazione e trasformazione estese all’intera
compagine scolastica che partecipa ai progetti integrati
b) sviluppo di procedure di progettazione partecipata quali momenti decisivi per
integrare le diverse forme e i diversi luoghi di apprendimento. L’integrazione
tra giovani e comunità
c) sviluppo di processi istituzionali che trasformino con continuità i momenti di
crescita individuali e collettivi in alleanze, patti, contratti che leghino in
permanenza le istituzioni locali ai processi di crescita dei giovani e delle
comunità .
L’idea progettuale infine è la costruzione di un modello funzionante di interazione
complessa tra:
1. iniziative sperimentali e di ricerca nel campo della promozione di
cittadinanza per giovani altrimenti esclusi;
2. iniziative di prevenzione per giovani scarsamente motivati allo studio e alla
partecipazione sociale
3. riqualificazione dell’attività della scuola e dei suoi operatori in rapporto al
contesto sociale e alla specifica missione educativa e formativa.

1.4. OBIETTIVI e RISULTATI ATTESI


1.4.1. Obiettivi
1. Recuperare un gruppo di giovani da considerarsi già danneggiati sotto il profilo
psichico, relazionale e sociale e in età di obbligo formativo, e al tempo
sperimentare metodologie avanzate di recupero e formazione della comunità degli
operatori
2. Svolgere un’azione di prevenzione della dispersione scolastica e civica per giovani
che hanno manifestato i primi sintomi di una possibile esclusione sociale
3. Svolgere un’azione di arricchimento dell’offerta formativa tale da prevenire una
dispersione orientativa ossia un inadeguato sviluppo delle potenzialità dei giovani
di un territorio
4. Far crescere nel territorio una vera comunità educante sviluppando la presa di
coscienza degli adulti, delle strutture produttive e sociali del ruolo educativo che
svolgono presso i giovani
5. Sviluppare i legami sociali e comunitari fino al punto della istituzionalizzazione
ossia quello in cui si stabiliscono alleanze e patti con il sistema istituzionale
esistente
6. Sviluppare la conoscenza scientifica e la cultura diffusa riguardo ai temi della
cittadinanza giovanile
1.4.2. Risultati attesi
1. Conseguimento della licenza media per i giovani che ne sono privi (85-95% dei
giovani che aderiscono al progetto)
2. Conseguimento della qualifica professionale in due anni per 60-75% dei giovani
che hanno aderito al progetto
3. Riduzione della dispersione scolastica nel biennio della scuola superiore del 50%:
ossia riduzione dal 60 al 30% se è 60 il dato storico, dal 30 al 15% se è 30 il dato
storico
4. Sviluppo del tasso di partecipazione dei giovani allievi e conseguente

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abbassamento del tasso di assenteismo (dimezzamento del tasso iniziale)
5. Sviluppo del tasso di soddisfazione dei giovani in relazione alle attività formative
propriamente dette e all’arricchimento dell’offerta formativa offerta dal progetto
6. Sviluppo di centri di attività giovanile in cui i giovani impegnati nel progetto
possano estendere al territorio la propria partecipazione. Impegno di almeno il
30% dei giovani in attività territoriali
7. Produzione di protocolli di intesa tra istituzioni del territorio – intendendosi con
queste le istituzioni statuali e locali, ma anche quelle culturali, associative,
produttive finalizzate alla permanenza delle azioni di inclusione sociale
sperimentate nel progetto.
8. Conferimento agli operatori del progetto di crediti formativi riconoscibili dalle
istituzioni formative previo accertamento delle stesse
9. Attivazione di 10 micro seminari di diffusione delle metodologie messe a punto
nelle istituzioni formative del territorio
10. Organizzazione di almeno due eventi di portata cittadina per la promozione di
una cultura della partecipazione giovanile

1.5. STRUMENTI ED AZIONI


Il Progetto prevede la presa in carico di una “scuola” con la sperimentazione di
progetti educativi integrati che possano da un lato intervenire e dall’altro prevenire
il diffuso fenomeno della dispersione scolastica. Possiamo suddividere tale iniziativa
in quattro macro aree che descriveremo di seguito nel dettaglio.
Le macroaree sono incluse in modo che le azioni a bassa intensità contengano quelle
via via di più alta intensità e minore numero di interlocutori. Il cuore del progetto
sono le azioni di recupero primario e secondario che sono contenute nelle azioni di
prevenzione che a loro volta sono contenute nelle azioni di arricchimento dell’offerta
formativa.
Il carattere sistemico dell’intervento e la stretta integrazione con l’attività ordinaria
della suola sono legate pertanto all’intervento di arricchimento dell’offerta formativa
e allo sviluppo di un programma di sviluppo professionale per i docenti e per gli
operatori, collegato allo sviluppo locale di un sapere pedagogico riguardante
prevenzione e recupero degli emarginati.
Le aree di sviluppo del progetto sono:
Macro-Area 1. RECUPERO INTEGRATO
Riguarda 15-20 allievi in condizione di conclamata esclusione
Macro-Area 2. PREVENZIONE
Riguarda il 40% degli allievi delle classi prime, presumibilmente 120 allievi
Macro-Area 3. ARRICCHIMENTO DELL’OFFERTA FORMATIVA
Riguarda tutti gli allievi delle classi prime e una parte di quelli delle classi seconde
per un totale di 300
Macro-Area 4. FORMAZIONE E RIFLESSIONE
Programma di sviluppo professionale di 200 ore - Riguarda 10 operatori impiegati in
esclusiva sul progetto e 30 docenti tra quelli delle classi prime e quelli che
aderiscono volontariamente al programma di formazione
Programma di informazione e divulgazione di 12 ore: riguarda 100-120 operatori del
sistema educativo integrato (docenti, educatori, esperti etc..)

Descrizione delle azioni


Macro-Area 4. FORMAZIONE E RIFLESSIONE
Le attività di formazione che di seguito vedremo nello specifico avranno l’obiettivo generale

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di trasformare la coscientizzazione in azione produttiva attraverso un continuo lavoro di
riflessione e meta riflessione.

1 Percorso di sviluppo professionale per gli operatori attivi nelle azioni progettuali (60 e
90 ore.)
Verrà proposto un laboratorio di progettazione aperto a tutti gli insegnanti della scuola che
collaboreranno un gruppo di operatori ( 2 educatori, 1 psicologo, 1pedagogista, 2 genitori
sociali, 1 assistente sociale, 1 sociologo) per riflettere e lavorare sulla creazione di
microprogetti con l’obiettivo di mediazioni e sviluppo creativo di strategie di interventi
individualizzati.
2. Accompagnamento Riflessivo verso una Comunità di Pratica (200 ore)
Questo percorso prevede 100 ore di work discussion e 100 di attività riflessive di secondo
livello.

SI pensa, dunque, ad una formazione che si muove su tre livelli:

1. Partecipazione sul campo

2. Riflessione sull’azione e monitoraggio di questa

3. Creazione di una figura esperta di interventi sulla dispersione scolastica che possa
essere qualificata e rappresentare il successore di tale esperienza e metodologia a fine di
tale progetto.
3. Micro seminari di diffusione (10 per 12 ore cadauno)
Per tutta la durata del progetto sono previsti dei micro seminari di diffusione che
avranno come obiettivo non quello di formare ma informare, quindi diffondere un sapere
sulla metodologia e interventi sulla dispersione scolastica rivolti alle scuole e dunque agli
insegnati del territorio napoletano. Tali micro seminari saranno tenuti dapprima dall’equipe
di esperti esterni alla scuola Casanova ma poi dagli stessi frequentatori dei laboratori di
progettazione e formazione. Questi micro seminari avranno, inoltre, lo scopo di produrre
per poi distribuire dei Manuali Pratici di Intervento agli insegnanti e dei Prodotti
Comunicativi per gli adulti della comunità (che vanno dal barista al parcheggiatore ecc.)
4. Eventi culturali
Eventi pubblici con la presenza di studiosi rappresentanti istituzionali

Destinatari: n. 200 operatori della conoscenza e della cultura, insegnanti

Risorse: 1 pedagogista; 2 educatori; 2 genitori sociali; 1 psicologo

1.5.3. Macro-Area 3. ARRICCHIMENTO DELL’OFFERTA FORMATIVA


Si struttureranno azioni socio educative sul territorio con iniziative che possano
coinvolgere i ragazzi del territorio e promuovere una cultura di integrazione tra
strada, famiglia e scuola.
L’idea è quella di strutturare :
• centro di attività giovanile che favorisca l’impegno dei giovani in attività di utilità
sociale. Volontari del servizio civile e giovani del progetto impegnati nella
progettazione e realizzazione di iniziative che coinvolgono ragazzi più giovani (6-
14 anni)
• Centro Iniziative di Partecipazione che adottando metodologie di open space
progetti e realizzazioni sociali riguardanti i giovani – Adozione di spazi urbani;
apertura al territorio di spazi della scuola; apertura al territorio di spazi culturali
• tirocinio di cittadinanza per giovani impegnati in azioni alla pari: incontri ed
attività con volontari del servizio civile e altre organizzazioni di volontariato nel
territorio
• esperienze orientative alle professioni attraverso brevi tirocini formativi presso le

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seguenti aziende o strutture formative:
o aziende del settore edilizio-restauro
o aziende del settore editoriale (azienda ‘interna’ alla scuola, azienda ‘città
del Sole’
o aziende del settore ceramica-arte presepiale
o aziende del settore pizzeria; del settore pubblici esercizi di
somministrazione cibi e bevande
o società di promozione sportiva
o aziende-centri formazione del settore orafo
o aziende-centri di formazione del settore tessile-moda
o aziende del settore riparazione meccanica
o aziende-centri di formazione del settore legno mobili
Macro-Area 2. PREVENZIONE
Attività di prevenzione primaria rivolta ad allievi delle classi prime. In tali classi si
svolgeranno attività di focus group e colloqui individuali per approfondire vantaggi e
svantaggi nella partecipazione degli allievi. Tali attività verranno svolte nell’ambito
del programma ‘zone a rischio’ e non graveranno sul bilancio del progetto. Le azioni
previste sono:
1. sostegno alla persona per tutti gli studenti
2. sostegno alla didattica attraverso la promozione di piccolo gruppi
cooperanti
3. sostegno alla frequenza attraverso attività di ri-motivazione e di
cooperazione con le famiglie
4. sostegno allo studio attraverso la cooperazione in piccoli gruppi
5. sostegno alla genitorialità, corso genitori
6. sostegno alla motivazione attraverso attività operative.
Le attività operative saranno quelle previste al precedente punto, che saranno svolte
a seguito della sottoscrizione di un contratto formativo condiviso dal gruppo docente,
e dagli educatori che dovranno svolgere specifiche azioni di tutoring in relazione alla
partecipazione di detti giovani alle attività previste (gli altri giovani vi partecipano
per propria spontanea adesione)
Macro-Area 1. RECUPERO INTEGRATO
Percorso di recupero per giovani emarginati centrato sul sostegno alla persona, ri-
socializzazione, ri-motivazione.
Dopo la fase orientativa i suddetti giovani (15-20) individuati tra quelli che
partecipano alle attività di bassa intensità, sono avviati o a un percorso
individualizzato nella scuola ordinaria (percorso che prevede una figura di tutor
dedicata al gruppo) o a un percorso di formazione professionale integrata da
concludersi in 1800 ore.
I giovani che non siano in possesso di licenza media potranno – sulla base di una
programmazione personalizzata – sostenere l’esame di licenza media con una scuola
convenzionata e maturare, a seconda dei caso o dei crediti riguardo al successivo
anno di percorso professionale oppure ottenere il passaggio al secondo anno del
corso professionale.
Il percorso professionale si svolge per quanto possibile presso strutture che siano
disponibili a realizzare tirocini formativi

LINEE DI MONITORAGGIO ED AZIONE


Tutte le attività proposte saranno sottoposte ad un costante monitoraggio e
valutazione attraverso l’individuazione di variabili e indicatori da tenere sotto

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controllo in quattro ambiti specifici:
o Indicatori di tipo psicologico – riequilibrio umano
o Indicatori di tipo sociale
o Indicatori per misurare le competenze di base
o Indicatori per la valutazione di contesto (famiglia, comunità, etc)
o Indicatori di successo scolastico
Il monitoraggio delle attività avrà come scopo l’ISTITUZIONALIZZAZIONE di un
modello di intervento attraverso la stesura di protocolli di permanenza istituzionale
sulla base di una sperimentazione, di un eventuale cambiamento di coscienza resi
possibili nei due anni di intervento . L’obiettivo ultimo è costituire comitati di
aggregazione per la rivalutazione della persona, della genitorialità, della
professionalità attraverso un OUTPUT ISTITUZIONALE e PARTECIPATO.
Importante per il monitoraggio la presenza a tutte le attività di un documentarista e
di un osservatore che possano stilare dei verbali e dei protocolli di osservazione utili
alla memoria del gruppo e al monitoraggio delle attività stesse.

CRITERI DI SOSTENIBILITA’
- Promozione di un cambiamento e nei ragazzi e nella comunità adulta coinvolti
(docenti e genitori)
- Formazione dei formatori che rimarranno nella scuola
- Monitoraggio dell’efficacia
- Creazione di Figure Esperte di Interventi sulla dispersione scolastica (con
riconoscimento di crediti formativi per l’università o istruzione tecnica superiore)
- Creazione di un tutor di bottega
- Raccolta di materiali didattiviìci e pedagogii finalizzati a costituire un manuale ad
uso di future attività riguardanti la prevenzione ed il recupero della dispersine
formativa e civile.
- Accordi con le istituzioni del territorio per il riconoscimento nel tempo delle attività
realizzate e delle figure professionali formate. Ad esempio creazione di consulte
stabili su determinati temi.

PARTNERSHIP…..
I partner già disponibili e che costituiranno il Gruppo Tecnico Scientifico (che la
regione Campania chiama di pilotaggio o cabina di regia, e che io preferirei chiamare
col classico nome di Comitato tecnico Scientifico, che ha la responsabilità della
direzione generale del progetto)
1 Una scuola superiore al momento indefinita
2 Una cooperativa sociale disponibile a fare da capofila e che dispone di strutture e
competenze per gestire le attività educative dentro e fuori la scuola
3 L’associazione Maestri di Strada che assume il compito di tenuta generale del
progetto e di sviluppo professionale degli operatori
4 Un ente di formazione professionale disponibile a gestire le attività di
orientamento e di qualifica professionale riconosciuta
5 Associazioni di imprenditori o imprenditori singoli disponibili per tirocini e stage
formativi

Altre associazioni e strutture formative sono disponibili alla partnership su obiettivi e


compiti definiti. Ferma restando la pari partecipazione di tutti i soci singoli o
organizzati, appare necessario, visti gli obiettivi che si pone il progetto, che ci sia un
ben precisa responsabilità riguardo alle grandi aree in cui il progetto si articola,
individuata nel CTS.

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Diversi dipartimenti universitari cittadini o nazionali hanno mostrato interesse a
svolgere presso il progetto dottorati di ricerca e stage formativi. Sotto questo
aspetto potranno aversi anche prodotti scientificamente significativi riguardanti la
sperimentazione.

Condizioni per la partecipazione


Premesse
1. Né l’associazione Maestri di Strada, né la cooperativa sociale hanno particolari
appetiti in termini di quota di bilancio. Entrambe sono però impegnate e
responsabili della qualità del personale impiegato e della cura umana e
professionale affinché esso operi nel migliore dei modi. Ne consegue una
funzione di controllo importante che a non tutti piace.
2. La cura e l’attenzione per il dettaglio – in tutti gli aspetti, da quello
amministrativo a quello logistico - sono decisive per la realizzazione del
progetto. La dimensione della cura che è essenziale per riattivare le risorse
della persona non si realizza attraverso sentimentalismi e moine, ma
attraverso un funzionamento del tutto che deve fare concorrenza al
proverbiale orologio svizzero. Tutto il lavoro svolto viene quindi riconosciuto e
remunerato ma non c’è spazio per incarichi onorifici e per diritti di prelazione.
3. L’emergenza, il conflitto, la disfunzione sono elementi costitutivi di qualsiasi
attività vera tanto più se sperimentale e se centrata su giovani poco motivati e
poco strutturati. Considerare emergenza e conflitto come dimensioni normali
significa curare luoghi e modi di affrontarle in una dimensione di gruppo e
mettere in moto il pensiero e la riflessione soprattutto quando la situazione si
fa difficile. Decisioni di autorità giustificate dall’emergenza in linea generale
non sono ammesse.
4. Il principio sperimentale è l’unico criterio di verità ammesso. Significa che
esiste un sapere costituito e sviluppato e comprovato dalla pratica che viene
rimesso in circolo da chi ha l’esperienza necessaria per farlo, ma che
l’esperienza condotta con criterio deve fornire rinnovate verifiche. Ne
consegue che le decisioni su base ideologica, fideistica, religiosa, sono bandite.
5. Partecipazione e circolarità sono la base dell’organizzazione. Esiste certamente
una gerarchia decisionale intesa come successione di contenitori dal più largo
al più ristretto, ma non esiste una gerarchia di potere almeno nel campo della
conduzione del lavoro educativo e didattico. Ogni decisione è fondata sulla
partecipazione emozionale, ossia sul fatto che ciascuno sente che la decisione
presa sia quella giusta nelle circostanze date. In linea generale una decisione
viene discussa finché tutti non a condividono e non viene modificata per
tenere conto di tutte le istanze. La partecipazione emozionale per definizione
non è delegabile, la partecipazione ai momenti di formazione della decisione è
quindi un dovere professionale fondante.
6. Il compromesso e la mediazione sono altri elementi costitutivi di un progetto di
questo tipo. Il compromesso nasce dalla costatazione che esistono posizioni ed
interessi legittimi, veri, trasparenti e non immediatamente conciliabili. Trovare
soluzioni creative a tali contraddizioni è compito essenziale per lo sviluppo del
progetto ed è una modalità di lavoro altamente formativa per gli operatori e
per i giovani.
Requisiti
Fatte queste premesse la scuola che intende partecipare deve rispondere ai seguenti
requisiti:
a) occorre coinvolgere tutte le classi prime. Significa due insegnanti per classe

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(meglio 3) che adeguatamente informati aderiscono volontariamente al
progetto. Se alcune classi non hanno questo requisito non partecipano ed
occorrerà gestire le conseguenze di questo fatto.
b) Ogni insegnante che aderisce al progetto sottoscrive un patto di sviluppo
professionale che prevede l’assistenza di operatori esperti al loro fianco, ma
anche specifici momenti di riflessione e formazione. Tale impegno comporta
l’impiego di ore eccedenti che saranno remunerate alle tariffe in uso.
c) Tutto il progetto prevede la sistematica cooperazione in classe con altre figure
dotate di specifica professionalità (educatori e formatori); l’interazione e la
programmazione condivisa con tali figure è il cuore della integrazione tra
diversi saperi e diversi ambienti di apprendimento. La possibilità che le attività
operative e le attività fuori delle mura, e le attività informali concorrano alla
composizione del curricolo scolastico è legata alla cooperazione tra le diverse
figure educative. Il concetto di ‘didattica alternativa’ è bandito da questo
progetto che intende invece sviluppare l’integrazione tra diversi modi di
apprendere ed insegnare dentro una istituzione scolastica regolata dalle leggi
dello Stato e dai diritti Costituzionali. Ogni proposta didattica creativa viene
accolta con favore ed entusiasmo a patto che faccia i conti con il rispetto del
quadro di cui sopra.
d) La dimensione psicologica ed emozionale attraversa tutto il progetto ed è
essenziale in quanto tutta la formazione dei giovani avviene in una quadro di
asimmetria nei rapporti e di rapporti di potere reali sfavorevoli ai giovani.
Considerare il loro punto di vista, imparare a gestire il proprio potere e la
funzione di autorità richiedono una costante attenzione ai processi emozionali
e psichici. La considerazione psicologica non serve – come molti purtroppo
intendono – a giustificare carenze, a legittimare cattivi comportamenti etc, al
contrario serve a trovare la chiave per interagire con i giovani e renderli
responsabili delle proprie azioni e serve a trovare il modo giusto di gestire
‘premi e punizioni’ , “accoglienza e norma”. La partecipazione attiva ai
momenti di riflessione psicologia è parte essenziale del patto di sviluppo
professionale. Tale partecipazione coinvolge personalmente gli operatori, le
loro emozioni (si intende la persona che opera e non certo le emozioni della
loro vita privata) e può verificarsi una destabilizzazione professionale che non
tutti sono disponibili a tollerare. Di questo vanno avvertiti i docenti partecipanti
ed entro certi limiti occorre accertare preventivamente se sussistono
condizioni che ostano ad una buona partecipazione a momenti di questo tipo
(ad esempio possono verificarsi casi di così forte empatia con la condizione dei
giovani che gli operatori rischiano di essere travolti da emozioni troppo intense
o viceversa può verificarsi che i comportamenti giovanili siano così
destabilizzanti che l’operatore debba prendere forti distanze temendo di
perdere un equilibrio faticosamente raggiunto per aver vissuto esperienze
altrettanto destabilizzanti)

Su tutte queste cose non si può avere una certezza preventiva, le certezze sono
dinamiche e vanno costruite in corso d’opera, tuttavia occorre che si chiaro che
questo progetto è molto esigente e molto ambizioso. Se non si è disponibili ad
affrontare un impegno così significativo, è meglio non accettare di parteciparvi.
Da oltre 20 anni a Napoli si succedono progetti che cercano di risolvere il problema
della biblica dispersione con soluzioni puntiformi, ad hoc, con una collezione sempre
più ricca e variegata di interventi suppletivi ed integrativi. I successi sono molto
limitati e senza durata, finito un progetto si sono create nel frattempo le condizioni
per svilupparne un altro e poi un altro.
Questo progetto cerca di affrontare il problema in modo sistemico, occupandosi dei

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casi più gravi, ma occupandosi anche di prevenzione e soprattutto sviluppando negli
operatori capacità professionali nuove in grado di operare in modo ordinario una
prevenzione che confini la dispersione a casi veramente complessi e non risolvibili
con strutture ordinarie. Questa è l’ambizione, ci sono molti motivi che ci convincono
che è possibile realizzarla e ci sono molti altri motivi, direi prevalenti, che ci dicono
che pochi sono disponibili ad cimentarsi in una simile impresa.

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