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La logica del vivente, di F.

Jacob
& - La biologia non pu non integrarsi con la fisica, n fare a meno di essa. Non la materia che cambia
lorganizzazione della materia a cambiare (LDV 358).
& - Levoluzione biologica la continuazione necessaria e ininterrotta di una lunga evoluzione chimica (355).
& - La natura fa s che gli eventi meno frequenti abbiano le conseguenze pi decisive.
& - Gli esseri viventi in quanto sede di un triplice flusso di materia, energia e informazione (117).

La Logica del vivente un testo sulla biologia da ritenersi fondamentale. Jacob un premio nobel della portata di
Monod.
Non un marxista ma un dialettico. Applica la dialettica hegeliana alla biologia fornendoci una chiara idea di quanto la
dialettica possa riuscire utile e sotto molti aspetti unica e necessaria per una analisi approfondita di un sistema
complesso come quello biologico.
Monod passa per un marxista ed , come buona parte dei marxisti contemporanei, un positivista che si rif a regole e
metodi logico matematici. Ignorando sia la dialettica, sia pure nella forma hegeliana, sia il pensiero materialista dialettico
di Marx e Engels.
Lanalisi dello sviluppo biologico di Jacob pu essere applicata allo sviluppo storico sociale che noi conosciamo. Una
analisi rigorosamente dialettica sia nella ricostruzione del processo conoscitivo sia nella scoperta del processo concreto
e materiale del formarsi degli stadi biologici e animali sino a quello che noi conosciamo sotto il nome di uomo.
Ora se consideriamo lanalisi dello sviluppo biologico terrestre di Jacob (come il vivente si sia progressivamente
organizzato sul pianeta) e l'applichiamo allo sviluppo storico sociale dell'umanit noteremmo molte utili analogie. E come
lo sviluppo sociale umano sia una continuazione, un prolungamento dello sviluppo del vivente sul pianeta.

[il concetto di specie]


Il concetto di specie nasce alla fine del Seicento per via dei naturalisti che cercano delle caratteristiche nelloggetto della
ricerca che sfugga a ogni intervento esterno (LDV 63-64). Il concetto si basa sulle successioni delle generazioni.

[unarchitettura segreta]
Attraverso il confronto degli organismi, lanalisi scopre un sistema di rapporti che si articolano in profondit e assicurano
il funzionamento dellessere vivente.
Dietro le forme visibili si profila unarchitettura segreta imposta dalle necessit della vita (107).

[organismo quale totalit]


Lorganismo come totalit, un insieme integrato di funzioni (107). L'essere vivente non pi visto come associazione di
organi che funzionano autonomamente.

[un po di storia]
Dallantichit al Rinascimento la conoscenza del mondo vivente subisce ben pochi cambiamenti (30)
Ogni corpo sublunare una combinazione particolare di materia e forma. Nel tempo si forma l'idea che si renda
necessaria l'esistenza dellanima e del calore innato che d vita ai corpi.
Gli esseri viventi nascono o da un seme o per generazione spontanea (creature vili - serpenti, topi, cavallette..). Ma in
entrambi i casi il calore che permette la generazione. I genitori non sono altro che la sede delle forze che congiungono
la forma alla materia (36).
Nel Seicento comincia la decifrazione della natura. Dalla volont divina si passa allo spirito umano. Appaiono le leggi
della natura.
Nel Settecento i principali passaggi sono 1. Il meccanicismo. 2. Analisi delle strutture visibili. 3. Identit fra uomo e
macchina. 4. Non esistono ancora le grandi funzioni vitali ma solo degli organismi che funzionano. 5. Appare il
vitalismo ovvero la forza vitale, una qualit della materia con cui sono fatti gli esseri viventi. 6. Diventano accessibili
allanalisi le funzioni legate alla chimica digestione e respirazione. Un corpo vivente diventa un insieme di funzioni.
Tuttavia. Per tutto il Settecento, e fino a quando gli esseri viventi saranno concepiti come combinazioni di strutture
visibili, il preformismo e la preesistenza costituiranno lunica soluzione possibile del problema della generazione /77/.

[le due logiche]


1. da un lato i principi che regolano lintegrazione, la costruzione e il funzionamento degli organismi viventi
2. dallaltro i principi che ne hanno diretto le trasformazioni e la successione nel corso del tempo (350).
Due logiche 1. della organizzazione, 2. dellevoluzione.

[lorganizzazione]
lorganizzazione che distingue un essere vivente da una cosa inanimata (94).
Un essere organizzato pi di una macchina, poich contiene in s una forza motrice e regolatrice che si comunica ai
materiali costitutivi dellorganismo stesso (111).
Lorganizzazione sostituisce la struttura visibile (152). Sistema di ordine superiore (173).
Lorganizzazione, fine che si identifica con la vita, dipende da 3 variabili (strettamente legate luna allaltra): la struttura
(dellorganismo), la funzione (degli organi), lambiente (Gli organi pi importanti posti allinterno dellindividuo.
Impossibile modificarli. Non hanno contatti con il mondo esterno. Gli organi meno importanti sono periferici. Possono
variare. Subiscono gli stimoli dellambiente).
(gi qui c il superamento di natura e cultura, c Ingold)

[logica degli organismi viventi]


Organismi viventi = sistemi sempre pi complessi che si formano per integrazione successiva di sistemi inferiori. Ogni
livello organizzativo presenta una soglia critica in corrispondenza della quale cambiano con un brusco salto gli
oggetti, i metodi, le condizioni di osservazione. Fenomeni osservabili a un dato livello scompaiono a un livello inferiore, e
la loro interpretazione non pi valida al livello superiore (312).

[la riproduzione e il programma]


A differenza del mondo fisico (entropia - disordine crescente), il mondo biologico va verso una crescente organizzazione
(14). In un essere vivente tutto organizzato in vista della riproduzione (13). La riproduzione causa e fine. Lunico fine
del vivente predisporre un programma identico per la generazione successiva, cio riprodursi. Riprodurre un essere
vivente non significa tuttavia ricopiare il genitore cos come esso . Significa dare vita a un nuovo essere (differenza dai
programmi dei calcolatori ). Ogni generazione riparte non da zero, ma dal minimo vitale, cio dalla cellula. Quindi a un
certo grado di sviluppo della cellula, conviene dare vita a pi cellule specializzate (364). [vivente = sistema aperto
(Varela Maturana)] (Foucault esaspera la continuit fisica-biologia, parlando di una biologia senza vita: piuttosto una
biologia senza vitalismo)].
Pi il sistema vivente complesso pi aumenta la sua capacit di analizzare lambiente e la sua libert nelle risposte di
adattamento (367). Mano mano che gli organismi diventano sempre pi complessi e aumenta limportanza del loro
sistema nervoso, le istruzioni genetiche assegnano delle potenzialit nuove (19). Ma il programma interviene anche
allinterno di questi fenomeni (stabilendo per esempio in quale momento debba aver luogo lapprendimento nel corso
della vita).
Le modificazioni del programma avvengono a caso. Solo a cose fatte interviene una scelta (14).
In un gioco sottile fra riproduzione e ambiente vincono automaticamente i pi prolifici (14).

[il tempo]
Un sistema di rapporti (organizzazione) pu trasformarsi in un altro sistema, di complessit immediatamente superiore
(attraverso un processo unidirezionale). Naturalmente nel tempo (Lamarck mette in stretta relazione lorganizzazione e il
tempo).
Se la terra oggi popolata da organismi diversi, ci avvenuto esclusivamente per effetto di riproduzioni successive.
Il tempo porta alla 1. continuit (riproduzioni successive), 2. instabilit (mutazioni vedi oltre), 3. contingenza
(mancanza di ogni finalismo). Lidea di riproduzione d agli esseri viventi un passato. |

[evoluzione]
Di fatto a Cuvier /189/ cui si devono le 3 premesse indispensabili per qualsiasi teoria evoluzionista
- dispersione delle forme viventi
- rotture temporali nel processo di formazione
- carattere gratuito della variazione. [venus noir dice un po stronzate come si concilia una teoria poligenetica
gerarchica con il principio di casualit della variazione?]
Due variabili determinano lapparizione di nuove specie
1. la dimensione di una popolazione
2. la frequenza delle differenze individuali.
Darwin i salti del mondo vivente sono dovuti alla estinzione delle forme intermedie.
Darwin non prende pi in considerazione i singoli individui. Ma le popolazioni. Dalle popolazioni al gioco dei grandi
numeri alle leggi statistiche.
Il tempo e la matematica vietano di pensare che levoluzione sia unicamente il prodotto di una successione di
microeventi, di una serie di mutazioni avvenute a caso (360).

[lotta per lesistenza]


La lotta per lesistenza deriva principalmente dalla sproporzione del saggio di accrescimento delle popolazioni e quello
dei mezzi di sussistenza. Concetto della selezione naturale.
Legge delle varianti selezione, accumulazione, fissazione.

[selezione naturale]
Nel caso della selezione naturale, un programma genetico che sia in grado di assicurare lautomatismo di certe reazioni
sicuro di imporre la sua superiorit su un programma che non capace di fare altrettanto.
Ma un programma che permette al proprio organismo di apprendere e regolare il proprio comportamento per mezzo di
sistemi diversi di regolazione nettamente superiore a qualsiasi altro programma (14).(superiore o semplicemente
diverso?)

[le due memorie]


Due sfere di memorie: 1. quella genetica (rigida); 2. quella nervosa (duttile) (10).
La memoria ereditaria tutta racchiusa nella organizzazione di una macromolecola, nel messaggio costituito dalla
sequenza di un certo numero di motivi chimici lungo un polimero (293).

[ereditariet]
Ereditariet = capacit di riprodurre, modificandole, determinate strutture e reazioni chimiche (309).
Come le trasformazioni della materia e dellenergia, anche le variazioni ereditarie avvengono per salti quantici.
Tutto invita ad assimilare la logica della ereditariet alla logica del calcolatore (310).
Le differenze ereditarie fra individui di una stessa specie sono determinate dal movimento e dalla distribuzione e dallo
scambio genico fra cromosomi omologhi. Il termine ultimo sempre uno solo: il gene.
Il gene comanda. La proteina esegue il compito affidatole.
La logica interna di un sistema nasce dalla dialettica fra strutture e funzioni (222).
La chimica dellorganismo regolata dalla ereditariet (308).

[organismo vivente unofficina chimica il metabolismo]


Negli esseri viventi le trasformazioni chimiche operano attraverso reazioni duplici. Da un lato la trasformazione in altri
composti organici, dallaltro un trasferimento di energia. Accanto al flusso di materia che traversa lorganismo c un
flusso di energia (272). La vecchia forza vitale non era altro che energia.
Gli enzimi sono i regolatori del flusso di energia (287) = metabolismo. Ogni proteina ha la sua propriet enzimatica (285).
Proteina, sostanza costitutiva di base capace di fissare altri elementi in quantit diverse.
Lorganismo vivente diventa dunque unofficina chimica, dove gli alimenti forniscono non solo i materiali da costruzione
ma anche lenergia necessaria per tutte le operazioni necessarie (283).
Muffe e lieviti permettono di associare lo studio del metabolismo a quello della ereditariet.
I batteri. Loro complessit. Ricerca di anni per raggiungere la struttura del batterio (346)
La cellula funziona su 2000 (circa) proteine-enzimi. Linfezione virale provoca la rottura dellequilibrio cellulare in seguito
allirruzione nel suo sistema di un messaggio chimico a essa estraneo (325).
Le proteine non si riproducono. Vengono ricostruite a partire da unaltra sostanza, il DNA - lacido Desossiribonucleico
(320). Il DNA un polimero (299) formato da due catene, complementari. La trasformazione della sequenza nucleica in
sequenza proteica somiglia alla traduzione di un messaggio cifrato.
Lo RNA (323). Il codice genetico (323).
Lintero sistema, paragonabile a una fabbrica, costituito con il solo scopo della riproduzione.
La lettura del messaggio paragonabile a un manuale che indichi, caso per caso, e precisi il comportamento da tenere
in una determinata situazione (325).
Solo il batterio nel suo insieme in condizione di riprodursi.
Compiti delle proteine regolatrici (331). Reazioni chimiche reversibili.
Limiti di regolazione (332)
Senza acidi nucleici le proteine non hanno avvenire. Senza proteine gli acidi nucleici restano inerti (355).

[sistema organizzato e informazione]


Gli elementi costituitivi di un sistema organizzato sono uniti non solo da scambi di materia e di energia, ma anche da
scambi di informazione.
Linformazione diventa il luogo centrale nel quale si articolano i diversi tipi di ordine (linformazione si trasmette, si
trasforma, si misura 295).
Ogni interazione fra componenti di una organizzazione pu essere allora considerata come un problema di
comunicazione. Ci vale indifferentemente per la societ umana, per un organismo o per un congegno automatico.
Ogni sistema organizzato pu essere interpretato in funzione di due concetti
1. messaggio (296) = una sorgente che lo emette e un ricevitore che lo ricostituisce
2. retroazione = principio di regolazione che consente a una macchina la sua attivit. La retroazione compensa
lentropia. [limitazione dellentropia =Weiz]

[le mutazioni]
Possibilit di errori di trascrizione = mutazioni (335). Solo gli errori che modificano il messaggio genetico hanno
importanza per la specie.
Meccanismo della mutazione (340).
Le influenze specifiche dellambiente influenzano lesecuzione delle istruzioni contenute nella struttura del testo genetico
(ma non il resto) (342).[J. Gould reclutamento]
Il programma genetico si trasforma realizzandosi (348). [Kant, antropologia pragmatica, a priori a posteriori]

[livello microscopico e macroscopico]


Due conseguenze della interpretazione moderna dei fenomeni ereditari.
1. fusione della storia naturale e della fisiologia. Distinzione fra livello microscopico e macroscopico. Alla
straordinaria variet di propriet a livello macroscopico corrisponde una estrema semplicit di mezzi a livello
microscopico
2. nessuna differenza a livello microscopico fra i processi degli organismi viventi e quello dei sistemi inerti. Solo a
livello macroscopico degli organismi viventi appaiono delle caratteristiche particolari.

[principi di natura fisica e biologica dei sistemi viventi]


1. Selezione naturale 2. minimo di energia 3. autoregolazione 4. interazione successiva (di un certo numero di
sottoinsiemi in un insieme di livello superiore) 5. finalit - la selezione naturale impone una finalit non soltanto
allorganismo nel suo complesso ma anche a ciascuno dei suoi elementi costitutivi (351).
Torna mutato lelemento finalistico. Ogni organismo vivente ha un progetto. Oggi non si pu pi dissociare la struttura dal
suo significato.

[architettura dellorganismo per piani sovrapposti]


Gli organismi (anche i pi semplici) si costruiscono attraverso una serie di integrazioni. Il loro ordinamento interno una
gerarchia di insiemi discontinui (353). Gli insiemi pi semplici si associano per dare vita a un insieme superiore. E cos
via (descrizione delle integrazioni successive - 352).
Nella formazione delle sovrastrutture pi complesse intervengono forse dei centri organizzativi.

[sistemi viventi, evoluzione, organizzazione]


A partire dalla cellula le regole del gioco cambiano (358).
Ogni sistema vivente il risultato di un certo equilibrio fra gli elementi di una organizzazione (350).
Ogni modificazione introdotta in un punto mette in gioco lintero sistema di relazioni e produce, presto o tardi, una nuova
organizzazione.
Gli esseri viventi si formano per associazione spontanea dei loro elementi costitutivi (non chiaro come sia avvenuto il
passaggio dalla materia inorganica alla materia vivente.)
Per il biologo vivente tutto ci che risulta portatore di un programma genetico (355).
Levoluzione biologica la continuazione necessaria e ininterrotta di una lunga evoluzione chimica (355).
A ogni livello di organizzazione appaiono nuove caratteristiche e nuove propriet logiche (358).
La biologia non pu non integrarsi con la fisica, n fare a meno di essa (358).
Non la materia che cambia. A cambiare lorganizzazione della materia.
(isomeria principio ordinatore di carattere strutturale in virt del quale la natura e la propriet di una molecola
dipendono dalla posizione relativa dei suoi atomi LDV/118119).

[luomo]
Luomo si caratterizza per 1. maggiore durata della vita fetale e rallentamento dello sviluppo; 2. locomozione bipede e
liberazione degli arti anteriori; 3. formazione della mano e uso degli strumenti; 4. accrescimento del cervello e uso del
linguaggio (372).

[cervello]
Non sappiamo ancora nulla del sistema nervoso del cervello. Sappiamo tuttavia che la capacit di integrazione aumenta
con il crescere del cervello (371).
Nulla si sa fra rigidit ed elasticit del programma (370).
Un sistema logico non mai sufficiente alla sua descrizione (368).

ANNOTAZIONI
- La sessualit costringe al cambiamento. La morte ne la conseguenza (senza morte niente cambiamento).
- Il trasformismo di Lamarck = autentica dialettica del simile e del diverso entro una storia unitaria della natura.

OMAGGIO A FRANOIS JACOB


Brunella Danesi

"Tardi, molto tardi, ho scoperto la vera natura della scienza, del suo cammino, degli
uomini che la producono. Ho capito che, contrariamente a quanto avevo potuto credere,
il cammino della scienza non consiste in un susseguirsi di conquiste ineluttabili; che essa
non avanza sulla via maestra della ragione umana; non il risultato necessario, il
prodotto inevitabile di osservazioni irrefutabili imposte dalla sperimentazione e dal
ragionamento. Ho scoperto invece un mondo di gioco e di fantasia, di manie e di
fissazioni." (da "La statua interiore" di F. Jacob ed. il Saggiatore). Ci sono libri che
diventano come dei vecchi amici, su cui si pu sempre contare per un consiglio, una
rassicurazione e perch no, un momento di allegria. Gli scritti di Jacob possiedono
questa caratteristica, soprattutto per una persona che si occupa di biologia. Jacob
permette di capire che esiste una storia del pensiero scientifico diversa da quella che si
impara a conoscere, peraltro poco e male, nella scuola secondaria e sui banchi delle
facolt scientifiche.

"La logica del vivente" (Einaudi, Torino 1971) uscito in Italia venti anni fa, ma
conserva ancora tutta la sua attualit. Senza dubbio in questi anni latteggiamento
culturale nei confronti della storia del pensiero scientifico cambiato e, grazie anche al
contributo di molti ricercatori italiani, sono uscite molte opere pregevoli di storia del
pensiero scientifico sia su argomenti precisi che sulla storia delle scienze in genere (1).
Tuttavia, lopera di Jacob rimane ancora una delle migliori storie della biologia e molti
suoi brani possono essere direttamente utilizzati dagli studenti. Generalmente i manuali
di biologia, anche quelli a livello universitario, considerano la storia del pensiero
scientifico e soprattutto della biologia un fattore secondario; si d soprattutto importanza
ai progressi attuali delle singole discipline e si cerca di fornire un quadro esauriente solo
delle conoscenze attuali, spesso dimenticando di sottolineare laspetto provvisorio di
qualsiasi ricerca scientifica, che invece rappresenta il punto di forza della scienza, il suo
ricercare continuo una verit che sempre al di l del gi scoperto e del gi dato per
scontato.

Il lavoro dello scienziato assai diverso dallopera di un poeta; mentre il secondo, se


bravo, fa unopera che in s compiuta e, come suoi dirsi, immortale, qualunque
scienziato ha coscienza che il suo lavoro sar soggetto a critiche e che prima o poi sar
superato da quello di altri per lemergere allinterno della comunit scientifica di altri
modelli interpretativi, che in larga misura sono condizionati dalle scoperte che
avvengono in altri campi del sapere. Pochi testi citano il contesto storico in cui
avvengono le scoperte scientifiche; al pi vengono riportate poche note sulla biografia
dellautore, ma anche in questo caso il personaggio completamente avulso dal tempo in
cui vissuto ed ha operato. Ne emerge cos una scienza priva di qualsiasi dimensione
temporale, perfettamente cristallizzata e perfetta, che sembra descrivere la realt esterna
e non un suo modello. Il libro di Jacob non un testo facile, denso come di riferimenti
ad altre branche del pensiero scientifico e di problematiche complesse. un libro,
insomma, che la prima volta si pu leggere solo con molta lentezza, magari prendendo
appunti. per molto ben scritto e gli argomenti trattati sono molto interessanti.

Nel volume lautore affronta i temi cruciali attraverso i quali si sviluppato dal 500 ai
giorni attuali il pensiero biologico, evidenziando in particolare i motivi per cui certi
modelli interpretativi non sono emersi in un dato momento storico, anche se in certi casi
le "esperienze cruciali" erano state fatte, sebbene non venissero accolte come tali, oppure
venissero travisate. Dalla sua lettura emerge un fatto che attualmente chiunque si occupi
della storia del pensiero scientifico sa bene che cio lo scienziato trova sempre solo ci
che sta cercando e che la tesi dellempirismo ingenuo secondo la quale la natura un
libro aperto che aspetta solo di essere letto, decisamente falsa. Il libro ha come filo
conduttore i diversi modi con cui stato affrontato e apparentemente risolto nelle diverse
epoche, quello che pu a buon diritto essere considerato il problema principe della
biologia, il meccanismo della riproduzione, le ragione per cui da un batterio, un
paramecio, unazalea, un uomo ed una donna nascono, in un ciclo apparentemente
immutabile, batteri, parameci, azalee, bambini.

Esso si apre con la descrizione del lento e faticoso processo che ha portato luomo del
500 secondo il quale "... Ogni animale, ogni pianta diventa una specie di corpo
proteiforme che si prolunga non solo negli altri esseri viventi, ma anche nelle pietre,
nelle stelle e nelle stesse attivit umane ..." a liberarsi della stretta rete di similitudini ed
analogie, per cui ogni cosa significa altro da ci che in realt e per esempio una pianta,
se ha la forma di un occhio pu a buon diritto curare le malattie di questo organo. Il
fenomeno riproduttivo, che per noi rappresenta la causa prima della rassomiglianza fra
genitori e figli, in questo periodo considerato un fenomeno contingente, perch gli
organismi non si riproducono, ma vengono generati e ogni nascita richiede sempre
lintervento diretto di Dio. Il concetto di specie, come verr inteso nel seicento, non
esiste: gli organismi si formano perch in essi avviene una sintesi fra materia e forma e il
legame fra le due entit assicurato da due componenti: lanima che diversa da
individuo ad individuo e anche qualitativamente diversa a secondo la posizione che
lorganismo occupa nella scala dei viventi, e il calore, comune a tutti gli esseri viventi e
che si allontana quando sopravviene la morte; una parte del calore stata messa da Dio
negli animali e nelle piante capaci di generare ed stata perci posta nel seme maschile,
capace di attivare posateria contenuta nella donna per darle forma "perch noi vediamo
che le donne producono solo cumuli e frammenti di carne informe, ma, per fare una
generazione buona e naturale, hanno bisogno di un altro seme" (Montaigne).

Laltra parte stata posta nel sole, il cui calore in grado di attivare direttamente gli
elementi, la terra, lacqua e ogni sorta di rifiuti per dare luogo alle creature vili, come
serpenti, topi, mosche "e tutto ci che nasce spontaneamente, non da seme ma dalla
materia putrida e dal fango" (Fernel) (2). Per gli uomini del 500, dunque la generazione
spontanea un evento naturale e spontaneo almeno quanto la generazione che avviene
tramite lo sperma, il quale daltra parte nasce per mezzo del calore del corpo; unica
funzione dei genitori quella di fornire la sede alle forze che congiungono materia e
forma. Jacob dimostra come in questepoca si assista alla costruzione di una conoscenza
che offre un quadro della natura perfettamente coerente, fatto di osservazioni, ipotesi,
magia, astrologia, anche se esso molto lontano dalla cosmologia contemporanea. Dopo
un solo secolo lattenzione del ricercatore si sposta, il rapporto uomo-natura si fa pi
diretto, non si ricercano pi nel mondo le intenzioni divine ma vengono effettuate
ricerche scientifiche nel senso moderno del termine e avvengono cos svolte radicali in
tutti i campi del sapere. In questo secolo il rapporto uomo-natura si fa pi diretto:
"bisogna prendere in considerazione solo due cose: noi che conosciamo e gli oggetti che
devono essere conosciuti" (Cartesio).

"La filosofia scritta in questo grandissimo libro, che continuamente ci sta aperto
dinanzi agli occhi ... ma non si pu intendere se prima non si impara ad intendere la
lingua e conoscere i caratteri ne quali scritto" (Galileo). "Se vogliamo leggere un
testo scritto in caratteri sconosciuti, non vi scorgiamo indubbiamente alcun ordine;
vogliamo, tuttavia, immaginarcene uno, non soltanto per esaminare tutte le congetture
che si possono fare su ogni segno, ogni parola, ogni idea, ma anche per disporli in modo
da conoscere per enumerazione, tutto ci che pu essere dedotto" (Cartesio). Dio
insomma ha creato un mondo ordinato ed interpretabile che pu essere conosciuto
dalluomo, se questi sar in grado di scoprirne il codice. In questo periodo quindi non si
indaga, n si potrebbe farlo, lorigine del mondo ne quella della vita, in quanto eventi
prodotti da Dio, ma si cercano liberamente le leggi che regolano luniverso e lesattezza
dellinterpretazione non data della rispondenza di questa col pensiero di Dio, ma dal
fatto che essa abbia una propria coerenza interna. La natura daltra parte pu essere
indagabile perch Dio, al momento della creazione, le ha imposto un ordine non pi
modificabile.
C bisogno di un sistema di simboli per analizzare i vari aspetti della realt e ricavarne
un ordine e una misura; ma il segno non pi una traccia lasciata dal creatore sulle cose
per poter rintracciare le sue misteriose intenzioni, esso alla portata delle capacit
umane, anzi ne fa parte integrante ed dato dal linguaggio matematico. Per tutto il
seicento solo ci che pu essere espresso in linguaggio matematico pu essere oggetto di
conoscenza. Nasce quindi una scienza che si rivolge inizialmente al direttamente
misurabile. Lo studio degli esseri viventi si indirizza verso due precisi campi di
indagine: la fisiologia, come ramo della medicina e la storia naturale, intesa come
ordinamento di tutti gli organismi viventi e non viventi. La seconda assurge a ruolo di
vera e propria scienza moderna, perch lo spirito teorico del tempo favorisce lanalisi
delle strutture visibili, lo studio delle forme geometriche presenti in minerali, piante,
animali la seconda resta invece limitata per mancanza di concetti teorici adeguati. Dal
momento che non possibile esaminare lorganismo come un tutto, perch troppo
complesso, si analizzano le singole parti, cos che il lavoro del sistematico si semplifica,
anche perch si ricercano le caratteristiche essenziali, trascurando le qualit irrilevanti.
Il compito di classificare per, si presenta arduo perch ancora, e la situazione permarr
sino agli inizi del 900, non esiste demarcazione netta fra viventi e cose, ma tutto un
continuo, per cui attraverso gradi impercettibili si passa dai sassi agli organismi delle
infusioni, dalle alghe alle querce, dalle amebe alluomo.

Il legame fra gli individui cos stretto che il loro insieme forma una catena ininterrotta
che "noi vediamo snodarsi sulla superficie terrestre, sprofondare negli abissi del mare,
slanciarsi nell'atmosfera e penetrare negli spazi celesti" (Bonnet). Altra difficolt in cui
si imbatte il sistematico che in natura esistono soltanto gli individui, non le classi;
bisogna allora cercare criteri di separazione arbitrari l dove tutto continuo. Il criterio
stabilito da Linneo per la sua classificazione botanica, deriva direttamente dallaspetto
che pi interessava gli studiosi in quel periodo, cio la generazione; Linneo prende cos
gli organi riproduttori delle piante come base distintiva della sua classificazione
botanica. Le caratteristiche di un individuo si prolungano nei figli attraverso il seme e
perch una specie conservi un carattere universale necessario che la generazione sia
"continua, perpetua, invariabile, simile insomma a quella degli altri animali" (Buffon).

La visione del mondo dello studioso del seicento ha le sue basi nella meccanica: i
pianeti, le stelle, i sassi ubbidiscono alle sue leggi, che hanno contribuito e sempre pi
contribuiranno a liberare luomo della schiavit del lavoro con linvenzione di macchine
che funzionano proprio su questa base. Le leggi della meccanica sono quindi il criterio
unificante del mondo e, o i viventi sono macchine, o si rinuncia a fare scienza su di loro.
Fa i suoi primi passi la fisiologia, legata strettamente al pensiero meccanicistico del
tempo, grazie al quale, per esempio, Harvey (1578-1657) scopre i meccanismi di
circolazione sanguigna; quando per lo studioso cerca di capire qualcosa sulla
riproduzione animale, sebbene gli vengano messe a disposizione settimanalmente delle
cerve gravide da sezionare, non viene a capo di nulla. Poco dopo Leewenhoek scopre
degli "animaletti" nel liquido spermatico e Reinier de Graaf individua le uova anche nei
vivipari, ma sino a che non viene superata lidea meccanicistica, per cui luomo
pensato come un insieme di leve e pulegge, non possibile risolvere il problema, che a
noi sembra cos banale, ma che invece legato ad una considerazione non possibile
allepoca e cio che il nuovo organismo si forma grazie a lenti e graduali trasformazioni.

Dallanalisi della struttura visibile degli organismi si passa alla ricerca della loro
"organizzazione"; si fa chiaro cos il convincimento della necessit di ricercare, nella
multiformit delle strutture visibili, ununiformit di funzionamento e i singoli caratteri
degli organismi, inizialmente studiati per puri tini tassonomici, vengono ora esaminati
sia per cercarne le relazioni con le altre parti sia per scoprirne le analogie funzionali. Ci
si rende conto che il vivente non un semplice assemblaggio di organi, ma un insieme di
funzioni fra loro interdipendenti. Per reagire al meccanicismo cartesiano portato alle sue
estreme conseguenze, si postula lesistenza di un qualcosa situato al di l di ogni
conoscenza, capace di eseguire la volont divina e che sia giustificazione del finalismo
degli esseri viventi; questa forza, che alla fine del settecento prender il nome di forza
vitale, per, non modifica il modo di far ricerca; le osservazioni compiute dai
meccanicisti non sono di qualit diversa da quelle compiute dagli animisti, il vitalismo
interviene solo dopo losservazione, non per vedere, ma per interpretare. Il di Cartesio
aveva due componenti: la materia e il movimento; con Newton entra in scena, lo spazio,
cio un vuoto in cui si muovono, regolate dalla forza di attrazione, le particelle; ci
rende possibile la nascita della chimica moderna.

La forza di attrazione spazza via tutte le influenze di natura astrale che, secondo gli
alchimisti, collegavano i metalli alle stelle e ai pianeti. Laffinit non pi un principio
magico, ma una propriet che si pu misurare, determinando la facilit con cui un
elemento si unisce ad un altro. A poco a poco si delineano famiglie e gruppi di sostanze
con propriet comuni e il lavoro di Lavoisier in tutto simile a quello di Linneo: si
individua il carattere principale di ogni sostanza e le si d un nome in base a questo
carattere. La chimica innanzi tutto una scienza analitica e per questo il nome dei corpi
assume unimportanza particolare. Vede la luce la chimica del vivente, che trova giusto
e produttivo paragonare il processo della respirazione alla combustione di una lampada a
petrolio e gli alimenti al petrolio stesso in quanto "... se gli animali non recuperassero
attraverso gli alimenti ci che perdono con la respirazione, ben presto la lampada
resterebbe senzolio e lanimale perirebbe ..." (Lavoisier).
La respirazione, daltra parte, legata alla circolazione, perch il combustibile deve in
qualche modo arrivare alla zona di combustione, e alla traspirazione, perch venga
evitato quellaumento di temperatura che si accompagna necessariamente alla presenza
di un fuoco sempre acceso. Si continua a ritenere che il funzionamento dei viventi
analogo a quello di una macchina, che per ubbidisce non esclusivamente a leggi
meccaniche, ma anche chimiche ed elettriche. Daltro canto proprio i modelli utilizzati e
le analogie osservate contribuiscono a trasformare radicalmente, alla fine del 700, la
rappresentazione degli esseri viventi. Ci si rende conto che lorganismo non
semplicemente un assemblaggio di organi, ma un insieme di funzioni tutte fra loro
interdipendenti e dietro la struttura si cela lorganizzazione che coordina il tutto; i viventi
quindi si stanno per staccare definitivamente dalle cose. La ricerca del principio
unificante sembra concludersi con la formulazione della teoria cellulare. Pressoch negli
stessi anni nasce quella che a buon diritto viene considerata la pi rivoluzionaria teoria
biologica, la teoria dellevoluzione e con essa entra in scena il tempo, non pi come
fattore Dimensionale, come era considerato dalla fisica classica, ma come processo
irreversibile. Gli organismi che abitano attualmente il pianeta, sono diversi da quelli che
labitavano un tempo e da quelli che saranno presenti in futuro e la vita stessa degli
uomini non ha la rassicurante cadenza dei cicli stagionali, pensata dagli antichi.

La scoperta che gli esseri viventi hanno un passato, porta con s altri nuovi concetti:
quello dellorigine degli organismi, in quanto deve essere esistito un tempo in cui
nessuna forma vivente abitava il pianeta; il concetto della continuit, perch dalla nascita
della vita si suppone che solo la vita abbia originato la vita; quello di instabilit, perch
anche se nella maggior parte dei casi il simile genera il simile, questo non vero sempre,
altrimenti non sarebbe possibile alcuna evoluzione e infine il concetto di contingenza, in
quanto ancora non si riesce a scorgere alcuna direzionalit nel cammino evolutivo. Il
libro analizza i precedenti punti e lemergere dei successivi livelli di interpretazione
della natura: lopera dei primi evoluzionisti, le polemiche e le ragioni delle critiche,
lopera di Mendel, ignorata per quasi mezzo secolo, per mancanza di referenti
concettuali adeguati. A proposito del destino scientifico di Mendel, il giudizio di Jacob
lapidario: "Come possibile, allora, affermare che lo spirito umano aspetta soltanto
che le idee nuove si manifestino per impadronirsene e metterle subito a frutto? Come
possibile pensare che lo sviluppo della scienza sia guidato esclusivamente dalla finalit
della logica? Questultima in realt, si muove soltanto nello spazio che le , di volta in
volta, assegnato dagli atteggiamenti concettuali di unepoca, e intorno agli oggetti di
analisi che le vengono concretamente offerti ..." [a priori storico + ricostruzioni
consonanti con quelle di PC (passaggio Rinascimento/Age classique e rottura dellordine
con la temporalit] A questo punto la storia della biologia fa parte della nostra storia
recente: i cromosomi, la decifrazione del codice, la morfologia della cellula che trova i
suoi riscontri nella fisiologia cellulare, le molecole della vita ... Il libro si chiude con
questa domanda: "Quale ulteriore analisi scomporr domani gli oggetti della nostra
conoscenza per ricomporli in una nuova dimensione? Quale nuova bambolina russa ne
emerger?"

Mi sono dilungata molto nel cercare di riassumere nelle sue grandi linee il passaggio
descritto dal libro fra magia e scienza, per fornire a chi non lha letto una sia pur vaga
idea di come i vari argomenti vengano affrontati dallautore. Naturalmente queste brevi
note non sono sufficienti a dare dellatmosfera che Jacob, con il suo stile, riesce a creare
e che rappresenta forse laspetto pi importante del volume. In effetti lautore, prima
ancora che un grande scienziato, possiede una straordinaria vena di scrittore e una
profonda cultura umanistica, che utilizza a pieni mani; tutto questo rende piacevole la
lettura di ogni suo brano. Il libro pu essere utilizzato nella pratica scolastica per
preparare le lezioni introduttive almeno ad alcuni temi fondamentali di biologia ed a
volte si possono trovare anche studenti disposti se non a leggerlo, almeno a comprarlo,
per poi consultarlo magari saltuariamente. Questo un testo fondamentale, in quanto da
una parte aiuta a smontare quella vecchia idea cos dura a morire, e tanto cara ai mass
media, di uninfanzia del pensiero scientifico in cui si guardava alle cose con occhi
ingenui ed inesperti, in cui scienziati non ancora in camice bianco, non avevano scoperto
la "Verit ultima" e dallaltra mette in luce la profonda valenza culturale del discorso
scientifico e ci permette, come operatori della scuola, di sperare in un futuro, che dati i
tempi della riforma appare sempre pi lontano, in cui si potr costruire una scuola con
contenuti scientifici non ridotti a puro tecnicismo.

Note
1. difficile fornire una bibliografia anche appena esauriente su tutti gli argomenti di
storia della biologia usciti in questi anni. Certamente non si pu trascurare il lavoro
svolto da Paolo Rossi, sia attraverso i suoi libri sullargomento che come direttore della
collana della casa editrice Feltrinelli "Storia della scienza", che come direttore
dellEnciclopedia di storia della scienza moderna e contemporanea della UTEF uscita
nel 1988 ed infine, ma forse al momento mi sfugge qualcosa, come direttore della Storia
della scienza della Loescher.
2. Fernel Jean-Francois (1497-1558) da "De abditis rerum causis".

Forse non sono un foucaultiano puro (anche se Foucault ha pur scritto Le parole e le cose, L'archeologia del
sapere, e l'Introduzione a Kant), troppo calamitato dalla filosofia e dal vivere la teoria stessa come una
passione e un'arma. In parte perch non credo alla scissione logos/pathos - il concetto pu essere vile, rozzo,
sublime, crudele, escludere o accogliere, turbare o dare godimento (o anestetizzarci con la filosofia
analitica...tranne alcune eccezioni), in parte perch, in fondo, nonostante i danni che pu aver fatto, la
filosofia resta uno dei gesti pi affascinanti compiuti dall'animale umano, forse capace, al fianco di altre vie e
tradizioni, di interrogare l'umano stesso, di decentrarsi, di suggerire un ethos non predatorio.