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Gli aspetti legislativi

Di seguito si fornisce un quadro riassuntivo della legislazione


che governa la materia, con particolare riferimento a quanto
riguarda la singolarit geologica o, come si usa negli ultimi
tempi, geosito. La materia non particolarmente complessa e
le leggi attinenti sono le seguenti:
Tutela delle cose dinteresse artistico e
storico
La prima legge del 1 giugno 1939, n. 1089:
"Tutela delle cose d'interesse artistico e storico",
Art. 1 che individua come beni oggetto di tutela: "le cose
immobili e mobili, che presentano interesse artistico, storico,
archeologico e le primitive civilt"
Comma c) le cose che interessano la paleontologia, la
preistoria e le primitive civilt.

Vigilanza e conservazione assegnata al Ministero per leducazione


nazionale

Art. 23 le cose indicate negli art. 1 e 2 sono inalienabili quando


appartengono allo Stato o ad altro ente o istituto pubblico

Art. 44 le cose ritrovate appartengono allo Stato


Protezione delle bellezze naturali
La Legge 29 giugno 1939, n. 1497:
"Protezione delle bellezze naturali",
elenca nellart. 1 quali si devono ritenere le bellezze naturali da
proteggere e, fra queste:
comma 1) le cose immobili che hanno cospicui caratteri di
bellezza naturale o di singolarit geologica;
comma 4) le bellezze panoramiche considerate come quadri
naturali e cos pure quei punti di vista o di belvedere, accessibili
al pubblico, dai quali si gode lo spettacolo di quelle bellezze.

Art. 2 Commissione provinciale che creer due elenchi per comma


1-2 (finalizzato ad un Piano territoriale paesistico) e 3-4
Regolamento applicativo
Il successivo decreto attuativo, R.D. 3 giugno 1940, n. 1357:
"Regolamento per l'applicazione della L. 29 giugno 1939, n. 1497"
fornisce ulteriori chiarimenti, difatti:

art. 9.2: "la singolarit geologica determinata segnatamente dal


suo interesse scientifico",
art. 9.5: "sono bellezze panoramiche da proteggere quelle che si
possono godere da un punto di vista o belvedere accessibile al
pubblico, nel qual caso sono da proteggere le une e le altre".
Ministero per i beni culturali e ambientali

Istituzione del Ministero per i beni culturali e per l'ambiente (L.14


dicembre 1974, n. 657), organizzato e rinominato con Ministero per i
beni culturali e ambientali con il D.P.R. 3 dicembre 1975, n. 805, si
demanda a tale Ministero, le competenze in materia di beni geologici.

Le enunciazioni contenute in tale legge sono fondamentali per la


tutela dei beni geologici, si ha infatti:
art. 1) Il ministero provvede alla tutela e alla valorizzazione
dei beni culturali ed ambientali, archeologici, storici, artistici,
archivistici e librari.
art. 2) l beni culturali sono patrimonio nazionale ...
Ministero per i beni culturali e ambientali
Art.2 . Le Regioni collaborano con lamministrazione statale
nellattivit di tutela.. di valorizzazione

Art.4 . istituito il Consiglio nazionale per i beni culturali e


ambientali
Composta da ben 79 persone (rappresentanti di regioni; di
ministeri; docenti universitari: 8 discipline archeologiche, storico-
artistiche ed architettoniche, 5 discipline storiche e 5 discipline
letterarie e bibliotecarie; funzionari del ministero; comuni ed esperti di
arti sacre)
in definitiva nessun naturalista, geologo o ambientalista se non
forse? nei quattro esperti di fama nazionale scelti dal Ministro
Ministero per i beni culturali e ambientali
Art.30 . Sono organi del Ministero
a) Le soprintendenze archeologiche
c) Le soprintendenze per i beni ambientali ed architettonici

Art. 31 alle soprintendenze archeologiche affidata la cura dei


beni archeologici e degli scavi
.. alle soprintendenze per i beni ambientali e architettonici la
tutela ambientale dei beni culturali
ne consegue che il materiale paleontologico considerato come
quello archeologico e la sua tutela non si sa quale dei due ministeri la
debba effettuare.

Art. 31) la commissione provinciale di cui allart. 2 L. 29 giugno


1939, n. 1497 sar costituita dai due soprintendenti, da due esperti di
cui uno nominato dalla Regione e da un esperto in materia mineraria
o un rappresentante del Corpo forestale dello Stato, a seconda della
natura delle cose e delle localit da tutelare
Tutela delle zone di particolare interesse
ambientale
La Legge 8 agosto 1985, n. 431: "Conversione in legge, con
modificazioni, dei decreto-legge 27 giugno 1985, n.312, con
Disposizioni urgenti per la tutela delle zone di particolare interesse
ambientale". (LEGGE GALASSO)
art. 1 sono sottoposti a vincolo paesaggistico ai sensi della legge 29
giugno 1939, n. 1497:
a) i territori costieri compresi in una fascia della profondit di 300 m
dalla linea di battigia, anche per i terreni elevati sul mare;
b) i terreni contermini ai laghi compresi in una fascia della profondit
di 300 metri dalla battigia, anche per i territori elevati sui laghi;
c) i fiumi, i torrenti ed i corsi dacqua iscritti negli elenchi
(gravine).. e le relative sponde o piede degli argini per una fascia di
150 metri ciascuna
d) le montagne per la parte eccedente 1600 m per la catena alpina e
1200 m. per la catena appenninica e per le isole
Tutela delle zone di particolare interesse
ambientale
e) i ghiacciai e i circhi glaciali;
f) i parchi e le riserve nazionali o regionali, nonch i territori di
protezione esterna dei parchi;
g) i territori coperti da foreste e da boschi, ancorch percorsi o
danneggiati dal fuoco, e quelli sottoposti a vincolo di rimboschimento;
h) le aree assegnate alle universit agrarie e le zone gravate da usi
civili;
i) le zone umide incluse
l) i vulcani;
m) le zone di interesse archeologico.

Art. 1bis) le regioni sottopongano a specifica normativa duso e di


valorizzazione ambientale. mediante redazione di piani paesistici o di
piani urbanistico-territoriali entro 31 dicembre 1986 (PUT)
Legge quadro sulle aree protette
La Legge 394 del 6/12/91 Legge quadro sulle aree protette, detta:
(art.1) i principi fondamentali per listituzione e la gestione delle aree
naturali protette al fine di garantire e di promuovere la
conservazione e la valorizzazione del patrimonio naturale del paese.
Le competenze sono del Ministero dellAmbiente

art. 1 comma 2 costituiscono il patrimonio naturale le formazioni


fisiche, geologiche, geomorfologiche e biologiche, o gruppi di esse,
che hanno rilevante valore naturalistico e ambientale".
comma 3
a) tra le finalit del regime di tutela e gestione delle aree protette c'
quella della conservazione di specie animali o vegetali, di
associazioni vegetali o forestali, di singolarit geologiche, di
formazioni paleontologiche, di comunit biologiche, di biotopi, di
valori scenici e panoramici, di processi naturali, di equilibri idraulici e
idrogeologici, di equilibri ecologici
d) difesa e ricostruzione degli equilibri idraulici e idrogeologici.
Legge quadro sulle aree protette:
classificazioni aree protette

art. 2 classificazione delle aree protette:

1. I parchi nazionali
2. i parchi naturali regionali
3. le riserve naturali
4. aree protette
Legge quadro sulle aree protette:
parchi nazionali

I parchi nazionali (art. 2 comma 1)

Sono costituiti da aree terrestri, fluviali, lacuali o marine che


contengono una o pi ecosistemi intatti o anche parzialmente alterati
da interventi antropici, una o pi formazioni fisiche, geologiche,
geomorfologiche, biologiche, di rilievo internazionale o nazionale per
valori naturalistici, scientifici, estetici, culturali, educativi e ricreativi
tali da richiedere lintervento dello Stato ai fini della loro
conservazioni presenti e future
Legge quadro sulle aree protette:
parchi naturali regionali

I parchi naturali regionali (art. 2 comma 2)

I parchi naturali regionali sono costituiti da aree terrestri, fluviali,


lacuali ed eventualmente tratti di mare prospicienti la costa, di valore
naturalistico e ambientale, che costituiscono, nellambito di una o pi
regioni limitrofe, un sistema omogeneo individuato dagli assetti
naturali dei luoghi, dai valori paesaggistici ed artistici e dalle
tradizioni culturali delle popolazioni locali
Legge quadro sulle aree protette:
riserve naturali

Le riserve naturali (art. 2 comma 3)

Le riserve naturali regionali sono costituite da aree terrestri, fluviali,


lacuali o marine che contengano una o pi specie naturalistiche
rilevanti della flora e della fauna, ovvero che presentino uno o pi
ecosistemi importanti per le diversit biologiche o per la conservazione
delle risorse genetiche: Le riserve naturali possono essere statali o
regionali in base alla rilevanza degli interessi in esse rappresentati.
Legge quadro sulle aree protette:
aree protette

Le aree protette (art. 2 comma 4)

Con riferimento allambiente marino, si distinguono le aree protette


come definite ai sensi del protocollo di Ginevra relativo alle aree del
Mediterraneo particolarmente protette di cui alla L. 5 marzo 1985, n
127, e quelle definite ai sensi della L. 31 dicembre 1982, n. 979
Testo unico in materia di beni culturali e
ambientali

Il D.Lgs. n. 490 del 29/10/1999 costituisce il testo unico delle


disposizioni legislative in materia di beni culturali e ambientali.

A riguardo riprende pedissequamente i punti salienti di tre delle leggi


citate (RL 1/06/1939, n. 1089; RL 29/06/1939, n. 1497 e L 8/08/1985,
n. 431)

Per prima cosa distingue definitivamente Titolo I beni culturali dal


Titolo II Beni paesaggistici e ambientali
Testo unico in materia di beni culturali e
ambientali: beni culturali
Fra i beni culturali inquadra:

art. 2 comma 1a: cose che presentano interesse artistico, storico,


archeologico, o demo-etno-antropologico.
art. 2 comma 2a: Sono comprese le cose che interessano la
paleontologia..

art. 55 alienazioni soggette ad autorizzazione


comma 1a: il Ministero pu autorizzare lalienazione dei beni culturali
appartenenti allo Stato, alle regioni, alle province, ai comuni che non
facciano parte del demanio storico ed artistico
comma 2: a patto che dallalienazione stessa non derivi danno alla
loro conservazione e non ne sia menomato il pubblico godimento

art. 59 diritto di prelazione da parte del Ministero demandato alle


regioni, province, comuni nel cui territorio ricade il bene
Testo unico in materia di beni culturali e
ambientali: beni paesaggistici ed ambientali
Titolo II Art. 139 comma 1: inquadra fra i beni paesaggistici ed
ambientali, ed in particolare fra i beni soggetti a tutela

comma 1a: le cose immobili che hanno cospicui caratteri di bellezza


naturale o di singolarit geologica;
comma 1c: i complessi di cose immobili che compongono un
caratteristico aspetto avente valore estetico e tradizionale;
comma 1d: le bellezze panoramiche considerate come quadri e cos
pure quei punti di vista o di belvedere, accessibili al pubblico da quali si
goda lo spettacolo di queste bellezze.
Testo unico in materia di beni culturali e
ambientali: beni paesaggistici ed ambientali
Art. 140 la commissione provinciale cos come indicata dalla L.14
dicembre 1974, n. 657 art. 31 modificata con:
la commissione aggrega, di volta in volta, un esperto in materia
mineraria o un rappresentante del Corpo forestale dello Stato, o altri
esperti la cui presenza sia ritenuta opportuna a seconda della natura dei
beni e delle localit da tutelare

Altri articoli significativi:


realizzazione elenchi;
integrazione degli stessi da parte del Ministero su proposta del
soprintendente competente;
dichiarazione di notevole interesse pubblico fatta dalla Regione
Testo unico in materia di beni culturali e
ambientali: beni paesaggistici ed ambientali
Art. 146 comma 1: inquadra fra i beni paesaggistici ed ambientali, ed in
particolare fra i beni tutelati per legge
Tutti quelli gi indicati dalla Legge 8 agosto 1985, n. 431

a) i territori costieri compresi in una fascia della profondit di 300 m dalla


linea di battigia, anche per i terreni elevati sul mare;
b) i terreni contermini ai laghi compresi in una fascia della profondit di 300
metri dalla battigia, anche per i territori elevati sui laghi;
c) i fiumi, i torrenti ed i corsi dacqua iscritti negli elenchi (gravine).. e le
relative sponde o piede degli argini per una fascia di 150 metri ciascuna
d) le montagne per la parte eccedente 1600 m per la catena alpina e 1200
m. per la catena appenninica e per le isole
e) i ghiacciai e i circhi glaciali;
f) i parchi e le riserve nazionali o regionali, nonch i territori di protezione
esterna dei parchi;
g) i territori coperti da foreste e da boschi, ancorch percorsi o danneggiati
dal fuoco, e quelli sottoposti a vincolo di rimboschimento;
h) le aree assegnate alle universit agrarie e le zone gravate da usi civili;
i) le zone umide incluse
l) i vulcani;
m) le zone di interesse archeologico.
Codice dei beni culturali e del paesaggio

D.L.vo 22 gennaio 2004, n. 42 Codice dei beni culturali e del


paesaggio
Parte I Disposizioni generali
Parte II Beni culturali
Parte III Beni paesaggistici
Delega al Governo per il riordino
legislazione in materia ambientale

Legge 15 dicembre 2004, n. 308 Delega al Governo per il riordino e


lintegrazione della legislazione in materia ambientale e misure di
diretta applicazione
Art.1 Il Governo delegato ad adottare entro 18 mesi, uno o pi
decreti legislativi di riordino, coordinamento e integrazione delle
disposizioni legislative nei seguenti settori anche mediante la redazione
di testi unici
d) gestione delle aree protette, conservazione e utilizzo sostenibile degli
esemplari di specie protette di flora e fauna
f) procedure per la valutazione di impatto ambientale (VIA), per la
valutazione ambientale strategica (VAS) e per lautorizzazione
ambientale integrata QPPQ
Delega al Governo per il riordino
legislazione in materia ambientale
Art.1 comma 5 entro un anno schemi dei decreti legislativi.
accompagnati dallanalisi tecnico-normativa e dallanalisi dellimpatto
della regolamentazione

Art.1 comma 11 ai fini degli adempimenti di cui al comma 1 il


Ministro si avvale, per la durata di un anno, di una commissione
composta da . 24 membri scelti tra professori universitari, dirigenti
apicali di istituti pubblici di ricerca ed esperti di alta qualificazione nei
settori e nelle materie oggetto della delega

Art.1 comma 12 commissione di cui al comma 11 assistita da una


segreteria tecnica, coordinata da. e composta da 20 unit, di cui 10
scelte tra persone estranee allamministrazione e 10 scelte tra personale
in servizio presso il Ministero , con funzioni di supporto
Codice dei beni culturali e del paesaggio

D. Pres. Consiglio 12 dicembre 2005 (GU n.25 del 31 gennaio 2006)


Codice dei beni culturali e del paesaggio

Relazione paesaggistica
Valutazione di compatibilit paesaggistica
Disposizioni correttive al
Codice dei beni culturali e del paesaggio
D. Lgs 24 marzo 2006, n. 156
Disposizioni correttive ed integrative al D. Lgs. 22 gennaio
2004, n. 42, in relazione ai beni culturali

D. Lgs 24 marzo 2006, n. 157


Disposizioni correttive ed integrative al D. Lgs. 22 gennaio
2004, n. 42, in relazione al paesaggio

Decreto Legislativo 26 marzo 2008, n. 62: Ulteriori disposizioni


integrative e correttive del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n.
42, in relazione ai beni culturali. (GU n. 84 del 9-4-2008)

Decreto Legislativo 26 marzo 2008, n. 63: Ulteriori disposizioni


integrative e correttive del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n.
42, in relazione al paesaggio. (GU n. 84 del 9-4-2008)
Tutela e valorizzazione del patrimonio
geologico e speleologico
L.R. 4 dicembre 2009, n. 33
Tutela e valorizzazione del patrimonio geologico e speleologico
Art.1 comma 1 La Regione Puglia.
a) riconosce il pubblico interesse alla tutela, gestione e valorizzazione
della geodiversit regionale e del patrimonio geologico a essa
collegato, con particolare attenzione al fenomeno carsico, in quanto
depositari di valori scientifici, ambientali, culturali e turistico-
ricreativi
b) promuove la conoscenza, la fruizione pubblica compatibile con la con-
servazione del bene e lutilizzo didattico dei luoghi di interesse
geologico e speleologico e dei paesaggi geologici e carsici;
c) garantisce la conservazione e la valorizzazione del sottosuolo, del
patrimonio ambientale delle zone carsiche, delle cavit naturali e
degli ipogei artificiali di particolare valore culturale e della
biodiversit ipogea, anche attraverso lemanazione di provvedimenti
conservativi specifici diretti a impedire il degrado, la distruzione,
lostruzione, il danneggiamento, il deturpamento e linquinamento,
nonch per consentirne una corretta fruizione.
Tutela e valorizzazione del patrimonio
geologico e speleologico
Art.1 comma 2 La Regione Puglia.
La Regione promuove, anche mediante ladozione di appositi
provvedimenti e lapprovazione di programmi, azioni, interventi e
progetti:
- il miglioramento della conoscenza e la conservazione del patrimonio
geologico e speleologico regionale e della biodiversit ipogea;
- laccertamento dello stato dei geositi e dellambiente carsico;
- la conservazione e laggiornamento del catasto regionale delle grotte
e delle cavit artificiali e listituzione del catasto regionale dei
geositi;
- la fruizione pubblica compatibile con la conservazione del bene e
lutilizzo didattico del patrimonio geologico e speleologico.
Tutela e valorizzazione del patrimonio
geologico e speleologico
Art.1 comma 3 La Regione promuove e sostiene:
a) lorganizzazione delle attivit di studio, ricerca, tutela e conservazione
dei geositi, di significative manifestazioni superficiali e sotterranee del
fenomeno carsico, di cavit artificiali di particolare valore culturale e
della biodiversit ipogea;
b) la formazione tecnica e culturale degli speleologi e delle guide
speleologiche nellambito dei gruppi associati alla Federazione
speleologica pugliese (FSP) o riconosciuti nellambito speleologico
nazionale (Societ speleologica italiana e club alpino italiano);
c) le attivit di valorizzazione sostenibile del patrimonio speleologico;
d) la prevenzione e la vigilanza degli infortuni nellesercizio delle attivit
connesse alla frequentazione a scopo turistico, sportivo, scientifico,
ricreativo e culturale degli ambienti ipogei, riconoscendo quale
soggetto di riferimento per tali attivit il Corpo nazionale soccorso
alpino e speleologico (CNSAS).
Tutela e valorizzazione del patrimonio
geologico e speleologico
Art.2 comma 1 Definizioni
Nella presente legge si intende per:
a) geodiversit, la variet o la diversit del substrato roccioso, delle
forme e dei processi in ambito geologico, geomorfologico e
pedologico;
b) patrimonio geologico della Regione, linsieme dei luoghi e delle
singolarit ove sono conservate importanti testimonianze della storia e
dellevoluzione geologica, geomorfologica, idrogeologica e
pedologica del territorio regionale;
c) patrimonio speleologico, linsieme degli ambienti sotterranei,
originati da processi carsici in ambiente terrestre e marino o creati da
attivit antropiche in contesti naturali o urbani;
d) speleologia, il complesso delle attivit di studio e di esplorazione
delle cavit naturali e artificiali e dei fenomeni naturali e culturali in
esse osservabili;
e) biodiversit ipogea, variet di organismi viventi che abitano gli
ecosistemi ipogei, suddivisi tra troglobi, strettamente legati agli
ambienti ipogei, e troglofili, che utilizzano gli stessi saltuariamente
Tutela e valorizzazione del patrimonio
geologico e speleologico
Art.2 comma 2 Il patrimonio geologico costituito dai seguenti elementi:
a) geositi, ovvero qualsiasi localit, area o territorio in cui possa
essere definibile un interesse geologico, geomorfologico,
idrogeologico, paleontologico e pedologico per la conservazione;
b) aree carsiche, ovvero zone formate da rocce carsificabili, solubili,
nelle quali lidrografia di superficie limitata, mentre il sottosuolo
caratterizzato dallo sviluppo di grotte e cavit. Le aree carsiche sono,
altres, caratterizzate in superficie da depressioni chiuse, doline, valli
cieche, inghiottitoi e risorgenti.
Tutela e valorizzazione del patrimonio
geologico e speleologico
Art.2 comma 3 Il patrimonio speleologico composto dai seguenti elementi:
a) sistemi carsici, ovvero complessi di forme carsiche ipogee e epigee
organicamente e funzionalmente collegate tra loro;
b) grotte naturali, ovvero forme vuote sotterranee di origine naturale, di
sviluppo superiore ai 5 metri lineari, oltre a cavit di entit inferiore ma di
rilevante interesse geologico, archeologico, biologico, mineralogico,
naturalistico e idrogeologico;
c) cavit artificiali, ovvero linsieme delle strutture ipogee realizzate
dallazione delluomo, di particolare valore storico, archeologico,
naturalistico e geominerario;
d) geositi ipogei, ovvero tutti quegli ambienti sotterranei che, per le loro
caratteristiche morfologiche intrinseche, per la natura delle rocce nelle quali
sono scavate, per quello che contengono o per luso che ne stato fatto
dalluomo nel tempo, presentano caratteri di eccezionalit in senso lato;
e) grotte e cavit turistiche, ovvero le grotte naturali e le cavit artificiali
per le quali riconosciuta una valenza turistica o rispetto alle quali sono in
atto attivit di fruizione turistica gi organizzate e/o disciplinate.
Tutela e valorizzazione del patrimonio
geologico e speleologico
Art.3 catasto regionale dei geositi.
1. . istituito.. presso la Regione il Catasto dei geositi ..

2. Il catasto contiene lindividuazione cartografica, catastale (foglio e


particella),le aree di rispetto di cui allarticolo 6, comma 4, lettera a), la
descrizione e ogni altra notizia utile alla definizione dei geositi,
comprensivi dei geositi ipogei.

3. Le informazioni di cui al comma 2 devono essere raccolte in maniera


sistematica, facendo uso di apposite schede realizzate sulla base dei
formulari adottati in iniziative di censimento dei geositi a carattere
nazionale. (Scheda ex APAT)

4. Il catasto elemento costitutivo del sistema conoscitivo e informativo


regionale. (entrer nel SIT della Regione)
Tutela e valorizzazione del patrimonio
geologico e speleologico
Segue Art.3 catasto regionale dei geositi.
5 La ricognizione, la perimetrazione dei geositi e laggiornamento del
relativo catasto vengono effettuati dallAssessorato regionale allecolo-
gia sulla base di indagini e studi tecnico-scientifici relativi alle aree
caratterizzate dalla presenza di emergenze geologiche, geomorfologi-
che, idrogeologiche, paleontologiche, pedologiche e carsiche.

6. Le attivit di cui al comma 5 possono essere realizzate anche mediante


convenzioni con universit, enti di ricerca e associazioni attive nella
promozione e valorizzazione del patrimonio geologico ambientale
riconosciute a livello regionale e nazionale.

7. Gli elenchi e i rispettivi aggiornamenti sono approvati, su conforme


proposta dellAssessorato regionale allecologia, con delibera di Giunta
regionale da notificarsi ai proprietari dei fondi su cui insistono i beni.
La medesima delibera pubblicata sul Bollettino ufficiale della Regione
Puglia (BURP) e notificata ai comuni interessati, che provvedono a
darne pubblicit con laffissione allalbo pretorio e con ogni mezzo che
ritengano utile.
Tutela e valorizzazione del patrimonio
geologico e speleologico
Art.4 catasto regionale del patrimonio speleologico.
1. . istituito presso la Regione il Catasto delle grotte e delle cavit
artificiali. La conservazione e laggiornamento del catasto sono
affidati, mediante apposita convenzione, alla FSP quale referente
riconosciuta per le attivit speleologiche in Puglia.

2. Il catasto di cui al comma 1 costituito da:


a) lelenco delle grotte naturali;
b) lelenco delle cavit artificiali;
c) lelenco delle grotte e cavit turistiche.

3. Nel catasto.sono indicati per ciascuna grotta, i dati identificativi


catastali (foglio e particella) e topografici, le aree di rispetto. nonch
informazioni di tipo geologico, speleologico, morfologico, faunistico,
vegetazionale e del microclima in cavit, secondo le indicazioni da
fornirsi in apposita scheda di censimento e raccolta dati.

4. Il catasto elemento costitutivo del sistema conoscitivo e informativo


regionale.
Tutela e valorizzazione del patrimonio
geologico e speleologico
Segue Art.4 catasto regionale del patrimonio speleologico.
5. Gli elenchi e i rispettivi aggiornamenti sono approvati, su conforme
proposta dellAssessorato regionale allecologia, con delibera di Giunta
regionale da notificarsi ai proprietari dei fondi su cui insistono i beni di
cui al comma 2. La medesima delibera pubblicata sul BURP e
notificata ai comuni interessati, che provvedono a darne pubblicit con
laffissione allalbo pretorio e con ogni mezzo che ritengano utile.

6. Le associazioni che operano nel campo della speleologia, le universit e


gli altri enti di ricerca, pubbliche amministrazioni, nonch privati
cittadini, possono fare richiesta di iscrizione di una nuova grotta o
cavit corredando la domanda dei dati necessari alla compilazione della
scheda di raccolta dati, censimento e verifica che avviene secondo
quanto definito dalla citata convenzione con la FSP.
Tutela e valorizzazione del patrimonio
geologico e speleologico
Segue Art.4 catasto regionale del patrimonio speleologico.

7. Una cavit naturale e/o artificiale pu essere iscritta nella sezione di cui
alla lettera c) del comma 2 qualora il soggetto richiedente ne dimostri la
valenza turistico-didattica mediante appropriata documentazione da
presentarsi allAssessorato regionale allecologia, che ne pu deliberare
successivamente liscrizione secondo quanto previsto al comma 5.

8. Al fine di poter ridurre limpatto dovuto al loro accesso, i siti iscritti


nellelenco di cui alla lettera c) del comma 2 devono essere dotati di
sistema di monitoraggio microclimatico, di sistemi di sicurezza dei
percorsi, di impianti di illuminazioni compatibili con lecosistema
ipogeo.
Tutela e valorizzazione del patrimonio
geologico e speleologico
Art.5 Sezioni speciali e monumenti naturali

1. Al fine di assicurare la conservazione di cavit artificiali e di geositi,


anche ipogei, di particolare valore culturale, archeologico, storico,
artistico, biologico, geologico, geomorfologico o paleontologico, sono
istituite sezioni speciali dei rispettivi catasti nelle quali sono iscritte le
cavit artificiali e i geositi che posseggono specificit per la rilevanza e
la rarit del valore espresso.

2. Per assicurare una specifica tutela e valorizzazione, nonch una


utilizzazione non pregiudizievole allinteresse protetto ai sensi della
presente legge, le cavit naturali e artificiali e i geositi iscritti nelle
sezioni speciali del catasto sono soggetti ad apposite norme di tutela e
uso che costituiscono, ove occorra, variante allo strumento urbanistico,
nel rispetto delle procedure e modalit previste dalle disposizioni
legislative vigenti in materia.
Tutela e valorizzazione del patrimonio
geologico e speleologico
Art.5 Sezioni speciali e monumenti naturali
3. Nei casi di cui al comma 1, la Regione pu procedere allistituzione di
Monumenti naturali a norma dellarticolo 2, comma 1, lettera d), della
l.r. 19/1997, secondo il seguente procedimento:
a) la Giunta regionale formula la proposta di istituzione del monumento
naturale;
b) la proposta di istituzione notificata al proprietario del fondo o del bene
interessato a norma dellarticolo 8 della legge 7 agosto 1990, n. 241 come
modificato dagli art.5 e 21 della legge 11 febbraio 2005, n. 15;
c) la Regione procede alla convocazione della conferenza di servizi di cui
allarticolo 6 della l.r. 19/1997, come sostituito dallarticolo 30 della legge
regionale 19 luglio 2006, n.22 e successivamente modificato dallarticolo 3,
comma 15, primo periodo, della legge regionale 31 dicembre 2007, n. 40, cui
sono invitati oltre ai soggetti ivi indicati, anche i proprietari dei fondi e/o dei
beni interessati osservando il procedimento di cui alla l.r. 19/1997 in quanto
applicabile;
d) la legge istitutiva, pubblicata sul BURP e notificata ai comuni interessati,
che provvedono a darne pubblicit con laffissione allalbo pretorio e con
ogni mezzo che ritengano utile.
Tutela e valorizzazione del patrimonio
geologico e speleologico
Art. 6 Gestione, tutela e pianificazione
Comma 3 Nei luoghi individuati dai catasti . compresi gli elenchi
speciali e i monumenti naturali ., fatto divieto di:
a) abbandonare rifiuti;
b) alterare il regime idrico con leffettuazione di scavi, sbancamenti e
colmamenti;
c) alterare la morfologia del terreno;
d) accedere, se non per giustificate attivit di esplorazione e ricerca, alle
cavit ipogee e ai geositi iscritti alle sezioni speciali dei catasti di cui
al comma 1 dellarticolo 5 e ai monumenti naturali, per questi ultimi
salvo diversa specifica regolamentazione Bollettino Ufficiale della
Regione Puglia - n. 196 del 7-12-2009 eventualmente prevista nella
legge istitutiva;
e) asportare o danneggiare affioramenti rocciosi, concrezioni, elementi
della biodiversit ipogea o resti di essa, fossili, reperti paleontologici
e paletnologici;
f) realizzare nuove cave e discariche.
Tutela e valorizzazione del patrimonio
geologico e speleologico
Art. 7 Interventi regionali e relazioni con gli enti locali
Art. 8 Sanzioni

Art. 9 Funzioni di controllo e sorveglianza


Le funzioni di controllo e sorveglianza sulle violazioni alla presente
legge sono demandate al Corpo forestale dello Stato. Attivit di
controllo pu altres essere svolta dalle polizie provinciali e
municipali, dalle guardie di caccia e pesca e dalle guardie ecologiche
volontarie (..), avvalendosi, ove necessario, della collaborazione e
supporto della FSP, di gruppi speleologici riconosciuti nellambito
speleologico nazionale (Societ speleologica Italiana e club alpino
italiano) e del CNSAS. Verifiche e controlli sul rispetto delle deroghe e
autorizzazioni concesse possono essere effettuati anche dal personale
appositamente delegato degli uffici provinciali per lagricoltura e
dagli ispettorati ripartimentali delle foreste.

Art. 10 Norma finanziaria


Art. 11 Abrogazioni (abrogata la l.r. 32/1986)
Legislazione: legge
La legge (L.) l'atto normativo per antonomasia e la fonte del
diritto per eccellenza. Inferiore soltanto alle norme
internazionali e ovviamente alla Costituzione per grado
gerarchico, formalmente un atto su procedimento, ossia il
risultato finale derivato da una serie di atti formali precedenti
tassativamente previsti.
L'organo preposto all'emanazione delle leggi il Parlamento
italiano.
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Legislazione: decreti
decreto legge (D.L.), atto normativo avente forza di legge approvato
dal Consiglio dei Ministri, ai sensi dell'art. 77 della Costituzione, ed
emanato dal Presidente della Repubblica, in casi straordinari di
necessit e urgenza; entra in vigore il giorno stesso (o il giorno
successivo) della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Tuttavia, se
non viene convertito in legge dal Parlamento entro sessanta giorni
dalla sua pubblicazione, decade retroattivamente.

decreto legislativo (D.Lgs.), atto normativo avente forza di legge


approvato dal Consiglio dei Ministri su delega del Parlamento (legge
delega), ai sensi dell'art. 76 della Costituzione, ed emanato dal
Presidente della Repubblica;
Fonte Wikipedia
Legislazione: decreti
decreto del Presidente della Repubblica (D.P.R.), atto normativo
(regolamento) o provvedimento amministrativo emanato dal
Presidente della Repubblica, di solito su proposta di un ministro o
previa deliberazione del Consiglio dei Ministri;

decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (D.P.C.M.), atto


normativo (regolamento) o provvedimento amministrativo emanato
dal Presidente del Consiglio dei Ministri;

decreto ministeriale (D.M.), atto normativo (regolamento) o


provvedimento amministrativo emanato da un ministro; se emanato
da pi ministri si parla di decreto interministeriale. Pu rivestire il
carattere di fonte normativa secondaria, laddove ponga un
regolamento
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