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Scuola Politecnica e delle Scienze di Base

Corso di Laurea in Ingegneria Informatica

Elaborato finale in Protocolli per reti mobili

LTE-Advanced e levoluzione verso


sistemi beyond-4G

Anno Accademico 2013/2014

Candidato:

Luisana Rocco

matr. N46001019
A chi ha sempre creduto in me.
Indice

Indice III
Introduzione..... 5
Capitolo 1: La tecnologia LTE. 7
1.1 Architettura EPS 9
Capitolo2: Carrier Aggregation... 11
2.1 Vantaggi. 12
2.2 Stack di protocollo. 13
2.3 Nuovi tipi di carrier (NTC) 13
2.4 Multistream Aggregation... 14
2.5 Evoluzione di CA... 14
Capitolo 3: MIMO... 15
3.1 Interfaccia radio.. 15
3.1.1 OFDM 15
3.2 Accesso radio multiplo 16
Capitolo 4: CoMP... 17
4.1 Tecniche downlink CoMP.. 18
4.1.1 Scheduling Coordinato. 18
4.1.2 Selezione delpunto dinamico 19
4.1.3 Trasmissione Comune... 20
4.2 Uplink CoMP.. 20
4.2.1 Scheduling coordinato... 21
4.2.2 Ricezione congiunta.. 21
Capitolo 5: Relay. 22
5.1 Vantaggi..... 22
5.2 Tipi di relay 23
5.3 Architettura relay... 25
5.4 Stack di protocollo..... 25
5.5 Relay Mobile.. 27
5.6 Posizionamento Relay 27
Capitolo 6: Reti eterogenee.. 29
6.1 Associazioni delle celle.. 29
6.2 Eliminare interferenza tra le celle ..... 30
6.2.1 Schemi basati sul dominio del tempo...... 31
6.2.2 Schemi basati sul dominio della frequenza. 31
6.3 Gestione della mobilit.. 32
6.3.1 Miglioramento della scoperta/ identificazione piccola cella 32
6.4 Associazione cellulari ed annullamenti di interferenze tra le celle 33
6.5 Gestione della mobilit.. 34
III
Capitolo 7: Reti auto-organizzate... 35
7.1 La ricerca..... 37
Capitolo 8: Comunicazione MTC.. 39
8.1 Supporto interfaccia aerea per dispositivi MTC.. 40
8.1.1 Allocazione di risorse radio.. 40
8.1.2 Efficiente allocazione di risorse 41
8.1.3 Risparmio energetico.... 41
8.2 Controllo del sovraccarico... 42
8.2.1 Riduzione di segnalazione di mobilit per dispositivi low-mobili... 42
Capitolo 9: Device to device .. 43
9.1 Selezione modo ... 43
9.2 Comunicazione di gruppo 44
9.3 Interferenze e gestione di risorse..... 44
9.4 Comunicazione multi-hop 44
9.5 Altri aspetti della comunicazione 44
Conclusioni.. 45
Bibliografia.. 46

IV
Introduzione

Le recenti tecnologie di comunicazione mobili sono in continuo sviluppo ed evoluzione.


Sempre pi insistente la necessit di essere, continuamente, collegati in rete per lavoro,
svago o altro e ci favorisce lo sviluppo di nuove applicazioni nonch servizi di rete idonei a
soddisfare al meglio le esigenze di tutti. Normale conseguenza di quanto appena detto stata
laumento del numero di abbonati a servizi radiomobili. Un aumento dovuto in primis alla
genesi precoce dei servizi incentrati su contenuti multimediale quali, ad esempio, streaming
audio e video ad alta risoluzione; in secondo luogo, alle richieste sempre maggiori di utenti,
quanto mai esigenti in termini di efficienza e prestazioni sia per il traffico vocale, ma anche
e principalmente, per il traffico dati; in terzo luogo, alla necessit di avere, anche in
mobilit, collegamenti fruttuosi e qualitativi. La risposta a tali esigenze Long Term
Evolution (LTE) e la sua evoluzione LTE ADVANCED, che rappresentano, dunque, il
futuro delle tecniche di comunicazione. Il principale obiettivo di performance prevede
unampia capacit di banda e bassi tempi di latenza. Allimmissione sul mercato di UMTS
(universal mobile Telecomunincations system) nel 2001, si sono susseguite diverse proposte
di tecnologie che hanno riscontrato impieghi limitati alla sola zona comunitaria (Unione
Europea). Con LTE si , invece, tornati ad un impiego universale. Lo standard LTE offre
agli operatori la possibilit di fornire, non solo capacit di banda molto elevata; ma anche
supporto per diverse tipologie di traffico; ancora, flessibili implementazioni; nonch
strategie di comunicazioni ad alta efficienza energetica (consentendo di impiegare notevoli
frazioni dellinfrastruttura di rete disponibile e di poter essere realizzata mediante laggiunta
graduale di componenti in modalit bottom-up, cio lavorando in parte su bande gi
impiegate, usufruendo di cavi esistenti etc.). Bisogna tuttavia ricordare che lo sviluppo
incessante di LTE stato favorito dalla presenza di tariffe flat che incoraggiano gli utenti ad
utilizzare appieno i risvolti positivi di tale tecnologia e dalla diffusione sul mercato di

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apparecchiature sempre pi semplici da utilizzare, pi redditizie in termini di grafica e
velocit di utilizzo a prezzi vantaggiosi.
Lobiettivo di questo elaborato quello di analizzare la tecnologia LTE, fornendo una
panoramica circa benefici che ha comportato. Benefici che hanno migliorato le prestazioni
della rete:
Carrier Aggregation; nuove estensioni della trasmissione multi-antenna; CoMP; viluppo di
reti eterogenee; supporto per il Relay, Machine to Machine Communication (MTC), Device-
to-Device Communication (D2D).

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Capitolo 1: La tecnologia LTE

La 3GPP (3rd GenerationPartnership Project), solo al termine del progresso della famiglia di
standard 3G, nel novembre del 2004 ha iniziato a lavorare sul Long Term Evolution (LTE).
Si propone come una nuova generazione per i sistemi di accesso mobile a banda larga
(Broadband Wireless Access) e si pone al confine tra le tecnologie 3G, come lUMTS, e
quelle di quarta generazione, ancora in sviluppo.
Lidea di base, tuttavia, non sostituire completamente le tecnologie preesistenti, bens,
sfruttare gli investimenti effettuati e la conoscenza derivata dallo studio per le reti 3G,
accelerando i tempi per gli standard di quarta generazione 4G.
Data lincessante richiesta da parte dellutente di servizi ed applicazioni accessibili in
modalit wireless, diventa fondamentale e preponderante avviare servizi che possano
utilizzare reti radiomobili le cui prestazioni siano paragonabili a quelle delle reti cablate.
Lutente usufruendo delle attuali applicazioni, che spaziano da contenuti informativi ai
social network (specie per questultimi) diventa, non solo fruitore di elementi distribuiti in
rete, ma a sua volta produttore, richiedendo, pertanto, una banda maggiormente simmetrica.
Tuttavia, le performances raggiunte da LTE non si conformavano ai requisiti tecnici definiti
da ITU-R (International Telecom-munication Union Radio Communication Sector) affinch
potesse essere classificata come componente della famiglia di standard IMT-Advanced.
Pertanto il 3GPP decise di dividere il suo lavoro in due fasi: la prima consisteva nella
standardizzazione di LTE (release 8)1 mentre la seconda avrebbe conformato la tecnologia
LTE ai requisiti di quarta generazione, attraverso la standardizzazione di unulteriore
tecnologia denominata LTE-Advanced (release 10).

1 Il termine Release concerne lo stato di rilascio delle specifiche tecniche che individuano lo standard. Costruttori e operatori
devono attenersi a tali specifiche per la progettazione e la realizzazione degli apparati di rete. Linserimento di nuove specifiche
tecniche, che apportano miglioramenti allinterno dello standard, sono identificati con numeri progressivi.
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I principali requisiti dellLTE rilasciati nella Release 8 sono:
Velocit di trasferimento dati in download fino a 300 Mbps;
Velocit di trasferimento dati in upload fino a 75 Mbps;
Minore consumo di potenza per i terminali mobili;
Architettura di rete semplificata;
Miglioramento del bit rate a bordo cella per garantire una maggiore uniformit del
servizio offerto;
Nello standard vengono anche indicate le tecnologie abilitanti per LTE:
Impiego della modulazione OFDMA per il downlink e Single-Carrier FDMA per
l'uplink;
Supporto di trasmissioni secondo la tecnica MIMO;
Supporto di tecniche di duplexing FDD e TDD, per dividere il traffico uplink (UL)
da quello downlink (DL);
Elasticit di banda dello spettro che prevede l'impiego di un minimo di 1.4 MHz ed
un massimo di 20 MHz di banda per ciascun canale;
Impiego di schemi di modulazione QPSK, 16 QAM e 64 QAM sia in UL che in DL;

LTE-Advanced osservando e soddisfacendo i requisiti richiesti dallITUR affinch si


potesse classificare la tecnologia come membro della famiglia di standard IMT-Advanced,
stato approvato, nel 2010, come servizio 4G della 3GPP. Essa pur fondandosi sulla
tecnologia LTE ha apportato modifiche che consentissero di ottenere, mediante un
raggruppamento di blocchi di frequenza, una pi ampia larghezza di banda. In particolare un
dispositivo LTE-Advanced pu aggregare fino a 5 blocchi di frequenza ciascuno fino a 20
MHz consentendo di raggiungere in massima configurazione una banda totale di 100 MHz.

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Laggregazione comporta oltre ad una maggiore larghezza di banda anche una riduzione di
interferenza tra le celle, un risparmio energetico, bilanciamento di carico e miglioramento di
handover.

1.1 Architettura EPS

Larchitettura EPS (evolved Packet System), evoluta per ottimizzare le trasmissione dati a
larga banda, composta da:
E-UTRAN (evolved UTRAN): rete di accesso composta di uno o pi eNB. Si occupa della
modulazione/demodulazione, controllo di potenza, controllo del carico, funzioni di accesso,
trasmissione dati sullinterfaccia radio, ed un terminale utente UE (un tablet, uno
smartphone etc.).
EPC: ultima evoluzione della rete di base effettuata dal 3GPP, la cui architettura risulta
essere piatta. In siffatta architettura, la gestione Del piano utente separata da quello di
controllo. Gli elementi che caratterizzano la prima parte sono stazioni radio gateway, tra le
cui funzioni troviamo SGW e PGW. Ci che caratterizza maggiormente la seconda
lMME.
LEPC, progettata per trasmettere dati a commutazione di pacchetto, presenta alcune
innovazioni: architettura semplificata e lutilizzo di packed switched (PS) (la commutazione
di pacchetto (in inglese packet switching) una tecnica di accesso multiplo a divisione di
tempo, introdotta ad hoc per il trasporto di dati. Consente di condividere un canale di
comunicazione tra pi nodi in modo dinamico, realizzando una divisione dell'informazione
da trasferire in pacchetti, che, saranno trasmessi individualmente e in sequenza.). Tale
packed switching non pi relativo solo al trasporto dati, bens, includendo anche quello
voce, realizza un ALL-IP network (AIPN). Questo AIPN aiuta ad ottenere un throughput
elevato e una minore latenza per accesso e mobilit tra reti eterogenee. Esso si caratterizza
per:
Unarchitettura flat: cio, una architettura semplificata, il cui fine una minore
latenza realizzata attraverso una riduzione del numero di nodi che il traffico dati
deve attraversare. Essa, infatti, elimina il nodo RNC. La rete di accesso composta
di un sola stazione di base, anche chiamata evolved NodeB (eNodeb o eNb), che si

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occupa di trasmettere segnali radio ai dispositivi utenti (UEs). Gli eNBs sono tra loro
connessi tramite interfacce dedicate X2; inoltre, ognuno di essi, si collega alla core
network attraverso uninterfaccia specifica S1. A differenza della rete di accesso, la
Core network composta da due entit di commutazione: Serving Gateway (S-GW)
che rappresenta unancora di mobilit tra rete di accesso E-UTRAN e altre reti
3GPP, essa inoltra i pacchetti dati degli utenti; PDN Gateway (P-GW) consente
interconnessioni verso reti esterne ed effettua il filtraggio dei pacchetti degli utenti.

Una separazione di piani di controllo e trasporto. Tale separazione aumenta


lefficienza in termini di distribuzione, ci, in quanto, il traffico di segnalazione
risulta essere inferiore rispetto a quello dati. La separazione avviene attraverso la
definizione di MME. Questultima costituisce il principale nodo di controllo della
core Network, responsabile dellautenticazione dellutente; assegna identit
temporanee ai singoli UE; tiene traccia della mobilit dellutente.

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Capitolo 2: Carrier aggregation

Uno dei metodi maggiormente idonei a raggiungere notevoli quantit di dati trasmessi per
unit di tempo consiste nellaumentare la larghezza di banda di trasmissione. Metodo meglio
noto come Carrier Aggregation (CA). Un dispositivo LTE-Advanced pu raggruppare
blocchi di frequenza differenti, ciascuno di questi, fino a 20 MHz. Il numero di blocchi
aggregati pu assumere un valore massimo pari a cinque. Scopo di questa metodologia
quello di ottenere una banda di trasmissione totale molto ampia. Con la massima
configurazione, la larghezza di banda complessivamente utilizzata impone un limite
superiore pari a 100 MHz.
Da sottolineare che, un terminale LTE-Advanced riesce a sfruttare completamente la banda
ottenuta con laggregazione, a differenza di un terminale LTE che, invece, vede ogni vettore
elemento di cui composta la banda complessiva come un singolo vettore LTE. LTE-
Advanced supporta due schemi di aggregazione di blocchi di frequenza: Intra-band ed Inter-
band.
Intra-band: questa forma di aggregazione si verifica quando si aggregano vettori della stessa
banda di frequenza. E possibile che i vettori componenti (CC) dellaggregazione siano
contigui ( lo scenario pi semplice da implementare, dal punto di vista tecnico, in cui i CC
si presentano adiacenti lun laltro. Il canale risultante pu essere considerato dal terminale,
dal punto di vista di radio-frequenza, come un singolo canale ampio), o non contigui (non
sempre gli operatori dispongono di spettro contiguo. Pertanto, anche quello non contiguo
supportato. Risulta, per, pi complesso, in quanto non possibile trattare laggregazione
come un unico segnale).
Inter-band non contigui: questa forma di aggregazione si verifica quando si aggregano
vettori che non appartengono alla stessa banda di frequenza.

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Questi due tipi di CA, dunque, consentono agli operatori, che hanno spettro frammentato e
diverse bande di frequenza, di riutilizzare frammenti di spettro per fornire un servizio
migliore agli utenti.

2.1 Vantaggi

Come gi accennato in precedenza, oltre a garantire unampia larghezza di banda il CA


presenta ulteriori vantaggi, quali: mitigazione di interferenza tra le celle; miglioramento di
handover; risparmio energetico e load balancing. CA un ottimo strumento attraverso il
quale si riducono le interferenze tra le celle, in quanto ve ne sono di diverse dimensioni e
differenti aree di copertura. Pertanto da quanto si evince dalla figura sottostante la presenza
di due eNodeB, le cui aree di copertura risultano sovrapposte, garantiscono una copertura
continua con riduzione di interferenza. Da quanto possibile notare dalla figura, un
terminale UE, inizialmente, risulta essere servito da CC1 e CC2; se si sposta verso eNB2 si
aggancia alla cella-bordo di eNB1 perdendo, dunque, la copertura CC1 pur mantenendo
quella ENb1 CC2. Ci fino a quando lutente, continuando a spostarsi verso la stazione di
base eNB2, perde completamente la copertura eNB1, utilizzando solo quella eNB2 CC2. Si
pu constatare, pertanto, che la carrier aggregation consente di migliorare lhandover, in
quanto, il terminale mobile durante una comunicazione cambia canale, ma mantiene attiva la
comunicazione stessa. Il risparmio dell energia pu essere ottenuto disattivando i CCs nei
periodi di basso carico. Per bilanciare il carico, CA prevede di poter definire un ulteriore CC
nel caso in cui il traffico in una CC diviene troppo elevato.

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2.2 Stack di protocollo.
Per consentire il supporto di aggregazione carrier sono state apportate modifiche anche allo
stack di protocollo di accesso radio. In particolare le modifiche sono relative al protocollo di
controllo delle risorse radio RRC, al protocollo di controllo di accesso medio MAC e al
protocollo dello strato fisico. Pi dettagliatamente al livello RCC si instaura una sola
connessione. Il vettore carrier utilizzato a tale scopo, prende il nome di cella primaria pcell.
Se per sono presenti altri CC, essi prendono il nome di celle secondarie Scell. E bene
sottolineare che pcell ed scell di diversi dispositivi utenti sono differenti, ovvero un pcell di
un UE pu essere un Scell di un altro.
Le modifiche applicate a livello MAC concernono lintroduzione di ununica antit ibrida-
ARQ (tecnica di recupero di errore che prevede, in caso di mancata conferma dal
ricevitore,una ritrasmissione del segnale. Nel caso Hybrid, ai dati associata una piccola
quantit di codifica di canale che serve per riavere un numero minimo di errori sui bit che
consentono di non alla ritrasmissione.). Dal punto di vista dello scheduling, same-carrier e
cross-carrier sono supportati. Il primo utilizzato per i sistemi LTE, il secondo dalleNB e
consente di usare un CC per assegnare risorse contenute in CC diverse. Tuttavia il pcell
lunico che pu schedulare risorse del pcell utilizzando il canale fisico downlink PDCCH.
doveroso inoltre sottolineare che lo scheduling cross-carrier si utilizza solo quando il
PDCCH di un Scell non stato configurato, ed preferibile utilizzarlo, per ottenere ottime
prestazioni, nel caso in cui la larghezza di banda della cella risulta essere piccola, per
migliorare il CA si introdotta la sincronizzazione multipla avanzata con la quale
possibile per lappunto sincronizzare le trasmissioni in modo autonomo favorendo la
riduzione del ritardo di propagazione.

2.3 Nuovo tipo di carrier


Un ulteriore oggetto di studio per la Rel-12 il new carrier type (NTC). Generalmente la
stazione di base causa consumi di energia anche in assenza di carico. Proprio con lobiettivo
di ridurre, se non eliminare del tutto questo problema, stato sviluppato NTC. Per poterlo
introdurre si necessita di approcci graduali, e pertanto sono in fase di studio due tipi di
scenari. Nel primo NTC funge da Scell ed sincronizzato con un vettore che agirebbe come
Pcell. Nel secondo si cerca di avere NTC in modalit Stand-alone.

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2.4 Multistream Aggregation
Obiettivo principale di CA era quello di consentire ad un unico eNB di poter servire i suoi
utenti che utilizzavano pi CCs. Le reti cellulari, per, sono divenute eterogenee. Si
caratterizzano per la presenza di piccole celle distribuite in unarea di copertura di celle pi
grandi. (Fig). Una simile composizione prevede, o meglio necessita, di un maggiore
coordinamento per evitare interferenze tra celle.

2.4 Evoluzione di CA
Levoluzione di CA consente a pi operatori di condividere i loro CCs, in modo da ottenere
una larghezza di banda pi ampia determinando, dunque, una maggiore copertura di rete.
Lo sviluppo di CA dipende, per, dalla quantit di spettro disponibile da poter aggregare.
Esistono due approcci per ottenerlo: accesso esclusivo ed accesso condiviso. Il primo
prevede di ottenere una licenza che consenta agli operatori di essere gli unici utenti di una
banda di frequenza. Il secondo invece consente ad un operatore di sfruttare tempi ed aree
sottoutilizzate di uno spettro la cui licenza di un differente operatore.

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Capitolo 3: MIMO

Lutilizzo di pi antenne sia al trasmittente sia al ricevente una tecnica conosciuta meglio
come MIMO, acronimo di multiple input multiple output. Tale tecnica di comunicazione,
divenuta necessaria per aumentare il flusso di dati, richiede una molteplicit di antenne in
trasmissione ed in ricezione.

3.1 Interfaccia radio


Linterfaccia radio in LTE, a differenza di quella utilizzata dallUMTS che prevede
lutilizzo di una sola portante, utilizza uno schema multi-portante per garantire una larga
banda di frequenza. Diretta conseguenza di ci la possibilit di disporre di una pluralit di
cammini contemporanei consentendo, pertanto, di spalmare i ritardi su quelli gi esistenti tra
emettitore e ricevitore.

3.1.1 LTE orthogonal frequency su OFDM


OFDM (orthogonal Frequency Division Multiplexing) rappresenta le tecniche di accesso
impiegate dal sistema LTE in downlink ed uplink (DL UL). Essa richiede la suddivisione
della banda disponibile in sotto-bande, ravvicinate tra loro, utilizzate per trasmettere,
parallelamente, dati ed informazioni di controllo. Lutilizzo di tale tecnica comporta,
astrattamente, unassenza di interferenze, in quanto, le sotto-bande risultano essere tra loro
ortogonali. I dati trasmessi in ciascuna di esse possono essere modulati mediante una delle
seguenti modulazioni (QPSK, 16QAM,64 QAM).

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3.2 Accesso radio multiplo
In LTE al fine di realizzare laccesso multiplo al canale radio, si utilizzano due tecniche
differenti relative al DL ed UL. In particolare si utilizzano rispettivamente OFDMA e SC-
FDMA.
La prima, consente a pi utenti un accesso multiplo, fondato sulla modulazione OFDM, e
si realizza assegnando a ciascun utente un sottoinsieme di sotto-bande, in cui stata divisa la
banda disponibile, e quindi, consentendo di trasmettere parallelamente dati in un
determinato intervallo di tempo. Ci permette di poter modificare, in base alla necessit, la
potenza di trasmissione necessaria per comunicare con ciascun utente. Analogamente, la
qualit del servizio (QoS) pu essere adattata al tipo di applicazione di cui lutente desidera
usufruire (voce, video etc.).
La seconda impiega, ugualmente allOFDMA, un insieme di sotto-bande ortogonali. In
questo caso, per, i dati sono trasmessi in sequenza. Inoltre, a differenza dellOFDMA, in
cui ogni sotto-banda modulata indipendentemente dalle altre, in SC-DFMA il segnale
trasmesso il frutto di una combinazione di tutti i simboli trasmessi nello stesso istante. Per
ogni intervallo di trasmissione lassegnazione di una sotto-portante al singolo utente
effettuata dallo scheduler della stazione di base. E possibile allocare secondo modalit
differenti le sotto-portanti in SC-FDMA: il modo localizzato LCDFMA e quello distribuito
(IFDMA).
LCFDMA: le sotto-portanti assegnate si presentano adiacenti;
IFDMA: le sotto-portanti allocate sono poste alla stessa distanza sullintera banda;

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Capitolo 4: CoMP

Durante il processo di standardizzazione di LTE-Advanced sono state proposte numerose


tecniche destinate ad aumentare le prestazioni in termini di velocit. Tuttavia, palese che
linterferenza tra le celle ostacola la possibilit di ottenere un elevato tasso di dati. La
crescente domanda di alta qualit del servizio offerto presso il terminale utente, richiede
tecniche avanzate che migliorino la comunicazione con conseguente riduzione delle
interferenze tra le celle, ed aumentino il throughput di bordo cella. A tal proposito il 3GGP
ha sviluppato uno strumento che prende il nome di CoMP acronimo di coordinata
trasmissione e ricezione multipunto. Fulcro portante di tale sistema consiste nel trasformare
le interferenze tra le celle ICI, riguardanti specialmente quelle di bordo, in segnale utile per
gli UEs, migliorando, cos, la qualit del servizio offerto. LTE CoMP richiede uno stretto
coordinamento tra pi eNBs geograficamente separati. Un insieme di antenne rappresentano
una cella. Un terminale utente si connette alla cella da cui riceve massima potenza di
segnale. Si pu trasmettere e ricevere da pi antenne che possono non appartenere alla stessa
cella fisica. Pertanto, sul bordo di una cella, si pu essere serviti da due o pi eNbs differenti
con conseguente riduzione dellinterferenza spaziale. A seconda del tipo di cooperazione
che sussiste allinterno di un singolo ENb o tra pi eNBs possibile definire quattro scenari
differenti:
Scenario 1: Intra-eNB CoMP con distribuzione omogenea. Il coordinamento tra celle con
uguale area di copertura, controllato da un medesimo eNB.
Scenario 2: Inter-eNB CoMP con distribuzione omogenea. Larea di cooperazione estesa
ad altre macro-celle. Vi un coordinamento tra RRHs (remote radio head, con potenza
paragonabile a quella della stazione di base, controllati dalla stessa eNB.
Scenario 3: Inter-cell COMP con distribuzione eterogenea. Larea di copertura della stazione
di base sovrappone quella di low-power RRH, caratterizzate da una proprio cella ID.

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Scenario 4: Larea di copertura della stazione di base sovrappone quella di low-power RRH,
caratterizzate da ununica cella ID.

La tecnica CoMP presenta una serie di vantaggi tra cui si pu, sicuramente riscontrare:
un migliore utilizzo di reti poich collegandosi a pi stazioni di base contemporaneamente
aiuta a migliorare lutilizzo delle risorse; ancora, migliori prestazioni di ricezione poich si
utilizzano pi celle per ogni connessione con conseguente riduzione del numero di cadute di
linea; una maggiore potenza ricevuta in virt del gran numero di stazioni di base che
ricevono congiuntamente; una minore interferenza dovuta allutilizzo di tecniche
specializzate che comportano bassi livelli di interferenza.

4.1 Tecniche downlink CoMP


Per il downlik il lavoro si concentrato principalmente su schemi di trasmissione, controllo
del segnale, misura delle interferenze.
La trasmissione downlink COMP realizzata mediante il coordinamento di pi eNBs,
separati geograficamente, per trasmettere contemporaneamente a pi utenti. Due sono gli
approcci di coordinamento: Pianificazione/beamforming coordinato; Selezione di un punto
dinamico.

4.1.1 Scheduling Coordinato


La pianificazione /beamformig coordinato (CS/BS) si caratterizza per il fatto che i dati sono
trasmessi ad ogni UE da una singola cella nota come cella ancora. Tuttavia, astrattamente,
le decisioni di pianificazione ed il beamforming (o filtraggio spaziale, cio una tecnica che
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consente di gestire angolo di trasmissione o ricezione mediante lutilizzo di antenne
multiple) relative ad ogni eNB devono essere coordinate tra pi eNBs, al fine di ridurre
linterferenza che pu essere generata. Sul piano pragmatico, quanto detto risulta essere
decisamente complesso. Pertanto per ovviare a tale problematica, si fa uso di uno scheduling
che consenta di implementare CS/BS. Ogni cella pu essere aggiornata sulle decisioni prese
da altre celle in una precedente interazione, e ci contribuisce a massimizzare lutilit
globale (ad esempio il throughput ponderato sullintera area di coordinamento).

4.1.2 Selezione del punto dinamico


La selezione punto dinamico (DPS), detta anche selezione del punto di trasmissione (TPS),
uno schema che prevede la trasmissione del segnale,allUE, da un singolo punto di
trasmissione, scelto allinterno del set collaborativo CoMP. Sulla base delle risorse
disponibili e stato del canale viene dinamicamente selezionato il TP con la migliore qualit
di collegamento e condizioni di canale. Si avr, cos, un passaggio da un sub-frame ad un
altro, senza la necessit di una procedura di handover elaborata. Dal momento che trasmette
un singolo eNB, ne consegue che non risulta essere necessario avere strette sincronizzazioni;
si ottiene, dunque, un bilanciamento del carico poich allUE sono inviati segnali
provenienti da un punto di trasmissione con poco carico.

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4.1.3 Trasmissione Comune
La trasmissione comune (JT) una tecnica di funzionamento CoMP che prevede linvio
simultaneo di dati, sulla stessa risorsa tempo-frequenza, ad un terminale UE da pi siti
cooperanti. La trasmissione, il cui obiettivo una migliore qualit del segnale complessivo
ricevuto, agevola lannullamento delle interferenze dovute a trasmissioni dirette ad altri
UEs. Essa potrebbe essere coerente o non coerente. Le stazioni base che trasmettono
contemporaneamente a quella mobile sono raggruppati in clauster (o gruppi celle i quali si
dividono la banda radio dedicata in modo da ottenere che le celle adiacenti non trasmettano
con la stessa frequenza portante). Nellapproccio coerente la rete necessita di conoscere tutte
le informazioni relative allo stato del canale (CSI) in modo tale da poter combinare,
coerentemente, i segnali provenienti da punti di trasmissione differenti. Avendo conoscenza
di tutte le informazioni dei canali, aiuta ad eliminare le interferenze. La trasmissione non
coerente al contrario non ha alcuna informazione riguardo CSI, pertanto non in grado di
elidere le interferenze.

4.2 Uplink CoMP


Uplink CoMP una tecnica adottata da LTE-A che si differenzia dalle altre tecniche
convenzionali, in quanto, sfrutta linterferenza tra le celle (ICI), in specie quelle di bordo, al
fine di migliorare la produttivit in direzione uplink. Linterferenza rappresenta un problema
tipico negli utilizzi del sistema di comunicazione basato su wireless. E proprio la crescente
domanda di maggiore throughput, nonch, la presenza di interferenze comportate
dallutilizzo di tecniche convenzionali, che ha favorito uno studio profondo della tecnica
CoMP, la quale si fonda su un coordinamento multipunto per migliorare il throughput delle
celle di bordo. Cos come per il downlink, anche luplink prevede una trasmissione multipla
ed una ricezione del segnale trasmesso da pi antenne geograficamente separate. Le due
principali tecniche utilizzate in uplink CoMP sono: scheduling coordinato (CS) e ricezione
congiunta (JR).
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4.2.1 Scheduling coordinato
Ugualmente a downlink CS /CB, lo scheduling coordinato uplink determina un clauster
cellulare coordinato che serve un determinato UE per ottenere un throughput di cella
maggiore. Le decisioni pre-codifica sono effettuate tra pi siti di ricezione per ridurre
linterferenza. Il carico della rete backhaul2 risulta ridotto, in quanto, devono essere
condivise solo, necessariamente, informazioni relative allo stato del canale ed alle risorse.

4.2.2 Ricezione congiunta.


La ricezione congiunta (JR) prevede che i segnali trasmessi dal terminale utente siano
ricevuti in pi punti riceventi (receiving point) ed elaborati, contemporaneamente, per
ottenere il risultato finale. Allo scopo di eliminare le interferenze e migliorare le prestazioni,
si utilizza un collegamento backhaul in modo da consentire lo scambio di dati che, se
elaborati prima dello scambio, riducono il carico. Campioni di banda quantizzati
trasmettono informazioni pi complete ma aumentano il carico di backhual. Lavorare i
segnali prima dellinvio aiuta a ridurre il carico. C pertanto un trade-off tra il guadagno
CoMP ed il backhaul.
.

2
Il backhaul, porzione di rete usata come mezzo di trasporto per laccesso della rete radiomobile (RAN), utilizzato per realizzare la
tecnica CoMP comporta latenze in quanto non ideale. Ne consegue, pertanto, la necessit di sviluppare per sistemi futuri schemi che
consentano di limitare le latenze dovute al backhaul ed al contempo sfruttare le ottime prestazioni ottenuti mediante luso di CoMP.

21
Capitolo 5: Relay

Gli utenti, compresi quelli delle celle bordo, si attendono un alto data-rate. Necessaria,
pertanto, una distribuzione efficiente in termini di capacit in tutta la cella. In architetture
convenzionali, per garantire ottime prestazioni, si potrebbe pensare di replicare gli eNobeB.
Questa scelta, tuttavia, potrebbe risultare infruttuosa, dati i costi elevati dovuti al fatto che
gli eNodeB richiedono fibra per accedere allinfrastruttura backbone; inoltre, non meno
importante tener presente che questa rappresenterebbe una scelta complessa. LTE-
Advanced introduce, mediante, lutilizzo di relay, wireless multi-hopping al fine di utilizzare
risorse radio OFDM in modo pi efficiente. Questa scelta risulta essere pi vantaggiosa in
quanto, in primo luogo i relay hanno costi non elevati; in secondo luogo presentano meno
funzionalit, e ci contribuisce, dunque, a semplificare il tutto. Da ci si pu desumere che
luso di relay rappresenta la scelta pi economica per incrementare la copertura ed efficienza
delle celle. Un nodo relay (RN) si interpone tra lUE ed eNB. Esso pertanto visto dallUE
come una stazione base, mentre rappresenta dal punto di vista delleNB, un UE. Presenta
entrambe le funzionalit: infatti, da un lato, riceve informazioni in modalit wireless e,
dallaltro, le trasferisce in ugual modo al donatore eNB (DeNB) attraverso uninterfaccia
Un, nonch allUE stesso, attraverso, linterfaccia Uu. I nodi relay, a differenza di ripetitori
che non fanno altro che amplificare ed inoltrare la forma donda dingresso, decodificano ed
inoltrano il segnale ricevuto.

5.1 Vantaggi
Il 3gpp ha individuato ulteriori vantaggi, oltre quelli gi enunciati nel paragrafo precedente,
che deriverebbero dallintroduzione del relay:
Copertura in nuove aree: i relay, a differenza di link bakhaul, che in alcuni casi possono non
essere disponibili o non utilizzati poich comportano costi elevati, possono essere impiegati
in pi aree.

22
Inoltre il relay, come si evince dalla figura sottostante, raggiunge pi luoghi con meno
problemi rispetto alleNB. In particolare, ci avviene nei casi a e b in cui ci sono aree con
forti effetti di ombreggiamento.
Implementazione di rete temporanea: gli RNs possono essere distribuiti e rimossi con molta
semplicit ed in tempi rapidi. Ne consegue, pertanto, che essi possono essere utilizzati per
estendere una rete temporanea.
Throughput cella di bordo: se si impiega RN in prossimit delle celle di bordo il throughput
pu essere migliorato. Facendo sempre riferimento alla fig., possibile riscontrare questo
vantaggio nel caso c.
Maggiore velocit di trasmissione dei dati: gli RN possono contribuire a migliorare la
qualit del segnale fornito ad UE, se posizionati in prossimit di aree con bassi livelli di
segnale. Un esempio pratico di tale impiego lo si evince nel caso d, in cui si usa il relay per
servire aree sotterranee, nonch, quello in cui, invece, migliora la potenza del segnale in
ambienti coperti.
Mobilit di gruppo: nei casi in cui pi UEs si muovono in gruppo (ad esempio in un treno),
un relay collocato in quelle prossimit migliora le prestazioni in termini di mobilit.

5.2 Tipi di relay


Per lungo tempo sono stati oggetto di studio diversi tipi di relay. In particolare, sono stati
selezionati alcuni schemi da inserire in LTE. Il 3gpp ha considerato, dettagliatamente, due
principali tipi di nodi relay che ha definito relay di tipo 1 e tipo 2.
Il relay di tipo 1 presenta le seguenti caratteristiche:
- le risorse utilizzate per il collegamento backhaul al DeNB sono le stesse utilizzate per
comunicare con gli UEs. ( relay intraband).
- ogni cella possiede un proprio id fisico, simboli di riferimento ecc. Le celle degli UE sono
differenti da quelle della DeNB

23
I backhaul e i link di accesso, utilizzati per le trasmissioni, interferiscono luno con laltro.
Un RN di tipo 1, al fine di evitare questa interferenza, usufruisce di differenti intervalli di
tempo per ogni trasmissione. Pertanto, un relay half-duplex, che in quanto tale comporta
prestazioni ridotte. Per ovviare a tale problema, la 3ggp ha introdotto ulteriori tipi di relay
relativi a RN1 denominati: tipo 1a ed 1b. Questi, presentano le stesse caratteristiche di RN1
eccezion fatta per quelle quelle riguardanti il backhaul. Pi dettagliatamente, il backhaul di
tipo 1a opera fuori banda, mentre, quello di tipo 1b, opera in banda con un adeguato
isolamento tra collegamenti di accesso e backhaul. Entrambi consentono il funzionamento
full-duplex. RN di tipo 2 presenta, invece, le seguenti caratteristiche:
- non crea celle proprie, pertanto, non ha una fisica cella id;
- le UEs non sono al corrente della presenza di un RN di tipo 2;
Tra tutti i relay, precedentemente menzionati, il 3GGP ha optato per quello di tipo 1 e quello
di tipo 1a come parte di LTE-Advanced. Considerando unarchitettura di rete con una
configurazione di livello di due-hop, facile evincere che, gli utenti siano in circostanze pi
vantaggiose in simili trasmissioni, poich collegati ai soli nodi relay. Non devono, dunque,
affrontare direttamente la DeNB. I nodi RN non possono ricevere e trasmettere
contemporaneamente utilizzando la stessa frequenza in virt del fatto che, ci
comporterebbe intense interferenze. Il 3gpp, per far fronte a questo problema, ha effettuato
un multiplexing temporale sia in trasmissioni downlink che in uplink, consentendo, dunque,
di inviare e trasmettere, secondo un sistema alternato, segnali differenti su un percorso
condiviso, avvalendosi di interruttori sincronizzati.
Affinch il multiplexing abbia impatti minimi sulla struttura LTE, si deciso di optare per il
frame MBSFN (multicast/ broadcast isofrequenza) in link di accesso durante la
comunicazione tra RN e DeNB.
Nel caso FDD laccesso ed il bakchaul utilizzano risorse di frequenza differenti e tempi
sovrapposti. In particolare: RN comunica con eNB utilizzando bande di frequenza DL. Nelle
trasmissioni eNB-to-RN si usano bande di frequenza UL. Nel caso TDD laccesso ed il
bakchaul hanno piena disponibilit di spettro, ma, la separazione, avviene nel dominio del
tempo in comunicazioni eNB-to-RN di subframe DL. Nelle trasmissioni RN-To-eNB si
usano subframe UL. Il backhaul supportato per entrambe le configurazioni FDD e TDD.
Allo scopo di facilitare lassegnazione delle risorse, il 3GPP ha introdotto nuovi canali di
dati e controlli. Nel nuovo canale di controllo fisico (R-PDCCH) assegna risorse per il
canale fisico di dati backhaul per il downlink (R-PDSCH) ed uplink ( R-PUSCH).

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5.3 Architettura relay
Di facile intuizione che, lintroduzione di un relay nel LTE-Advanced, ha determinato
diversi cambiamenti, non solo relativi allaccesso radio, ma in generale a tutta la rete. Il
3gpp ha studiato due differenti architetture relative a rete di accesso radio e core network:
Architettura A e B. Nel tipo di architettura A, sia il piano utente che quello di controllo
dellinterfaccia S1, terminano in RN. Allinterno di questa architettura ci si dedicati allo
studio di tre alternative: ALT1, ALT2 ed ALT3. Esse differiscono lun laltra per le
funzionalit attribuite al DeNB per supportare RNs. Nel tipo di architettura B, il DeNB
termina le connessioni S1 verso EPC. La RN al resto della rete sembra unulteriore cella
sotto il controllo del DeNB. Pertanto si aggiunta unalternativa ALT4. Il 3gpp tra le tante
ha scelto lalternativa 2 che rappresentata nella figura sottostante. Dalla figura si evince
che, il DeNB fornisce funzionalit proxy alle interfacce S1 ed X1 tra il resto della rete ed
RN, lasciando poi a questultimo, la terminazione di tali interfacce. Per linterfaccia X2
lRN vede il DeNB come ENB. Analogamente, nellinterfaccia S1-U, RN vede il DeNB
come S-HW. Invece per linterfaccia S1-MME il DeNB visto dalla RN come MME.

5.4 Stack di protocollo


Lidea portante su cui si fonda la struttura che utilizza il relay che gli elementi della CN e
RAN considerano il DeNB come eNB, al quale si attacca lUE. Conseguenza di ci che, il
traffico diretto allUE inviato al DeNB, il quale, lo mappa al portatore radio competente
consentendo pertanto di raggiungere il RN.
In figura si illustra lo stack di protocollo per piano utente con lintroduzione del relay. Per
ogni portatore UE EPS vi un unico tunnel GTP tra DeNB e il S-GW (per S1-U), e tra il
DeNB e altri eNBs (per X2). Il DeNB mappa ogni tunnel GTP ad uno diverso che va dalla
DeNB ad RN.
25
Nella figura si mostra lo stack di protocollo del piano di controllo. Tra RN e DeNB vi una
singola interfaccia S1 ed una X2. Analogamente vi una singola relazione tra DeNb ed
MME. Si potrebbero verificare relazioni X2 tra DeNB e gli altri eNBs. Per gli UE dedicati
S1-AP e X2-AP i messaggi vengono elaborati e trasmessi dal DeNB tra RN ed MME (per
S1-AP) e tra RN ed eNBs (per X2-AP). Per gli Ue-non dedicati S1-AP e X2-AP sono gestiti
dal DeNB. Il messaggio pu pertanto essere gestito localmente tra DeNB ed RN, tra DeNB
ed MME (per S1-AP) o tra DeNB ed altri eNBs (X2-AP). Cos come per il piano utente, i
messaggi sono mappati tramite linterfaccia Un. Per effettuare una connessione tra RN e
DeNB, lRN impiega gli stessi protocolli che gli UEs utiizzano per comunicare con eNB.

Particolare attenzione merita lo studio della sicurezza di questi sistemi in seguito allimpatto
di queste nuove tecniche. Da quanto affermato fino a questo momento, semplice dedurre
che, un qualsiasi RN gode di accesso illimitato al core network delloperatore. Ne consegue
che se, un attaccante riuscisse ad impersonificare un RN, creerebbe elevati rischi. Per far
fronte a tale minaccia si deciso che, il legame tra un RN ed USIM sia uno-a-uno. Il legame
pu essere ottenuto, mediante, lutilizzo di Pre-shared key (PSK) o luso di certificati
digitali. Entrambi sono fonti di importanti vantaggi, in quanto il primo, non richiede

26
uninfrastruttura con chiave pubblica (PKI) e le procedure risultano essere pi semplici. Il
secondo, invece, consente una distribuzione molto pi flessibile.

5.5 Relay Mobile


Il relay mobile (MR) fa riferimento alla distribuzione di relay in sistemi di trasporto ad alta
velocit, quali ad esempio i treni. In tale situazione si presenta uno scenario caratterizzato
dalla presenza di: alta velocit; UEs stazionari o in movimento rispetto al treno. Una siffatta
situazione comporta diversi svantaggi rappresentati dallaumento di consumo di potenza,
tassi di successo di handover minori, effetti Doppler causati dalla velocit elevata. Per
ovviare a questi problemi, lidea quella di installare un dispositivo sul treno in modo tale
da garantire una connessione backahul wireless (mediante antenna esterna) agli eNBs ed
accesso wireless agli utenti (mediante antenna interna). Diretta conseguenza di quanto
appena esposto che, gli utenti riescono ad avere una connessione continua dal MR, il quale
provvede a gestire tutti i passaggi di consegna al DeNB. Linnovazione apportata nel mobile
relay, fondato, comunque, sul relay di base, sta nel consentire efficaci transazioni tra i
DeNBs. Al raggiungimento di tale obiettivo, il 3GPP ha proposto tre architetture di base che
si differenziano per il punto scelto per posizionare lancora di mobilit. Da sottolineare che
un importante fattore che, si avuto modo di riscontrare, la compatibilit di MRNs con
RN fissi. Tuttavia, sono ancora in corso studi volti ad individuare quale sia larchitettura pi
appropriata per il mobile relay.

5.6 Posizionamento Relay


Il relay, da quanto affermato finora, risulta essere un ottimo mezzo, attraverso il quale, poter
estendere la copertura e migliorare il throughput a costi vantaggiosi. Uno degli aspetti
rilevanti concerne la scelta di allocazione, in quanto, la giusta scelta aumenta la possibilit di
ottenere miglioramenti. Ci possibile evincerlo dalla figura.

27
In questo caso, lRN servito dalleNB pi vicino (eNB1), mentre linterferenza
rappresentata da eNB2.
Si pu facilmente notare che alcuni collegamenti tra gli eNB ed i relays risultano essere
colpiti da ombre di dissolvenza, a causa della presenza di un ostacolo, rappresentato nel caso
specifico dalledificio. Questo semplice esempio chiarisce quanto una corretta scelta della
posizione di RN, possa comportare collegamenti molto pi proficui rispetto ad un
posizionamento random degli stessi. In particolare RN1 ed RN4 hanno una migliore qualit
del segnale, ma per ottimizzare il SINR, possibile selezionare una posizione RN
caratterizzata da ombra relativa alleNB2 che potrebbe interferire. Ancor meglio se si
riuscissero ad unire questi due approcci, ed in particolare dalla figura, si evince che, il nodo
relay 4, risulta essere rappresentanza di quanto detto. Esso, infatti, presenta un collegamento
diretto con eNB, e si scherma dalle interferenza delleNB2 grazie alla presenza delledificio.

28
Capitolo 6: Reti eterogenee

La necessit di garantire una maggiore capacit del sistema, ha portato LTE-Advanced ad


inserire, in un luogo in cui vi sono eNb omogenei tra loro, altri dissimili da quelli gi
esistenti. Lo scopo quello di realizzare celle con raggio di copertura differente. In realt
diretta conseguenza di quanto detto, stata la formazione di diversi tipi di celle con
potenzialit decrescenti (basti pensare ad es. a picocelle, macrocelle, femtocelle ecc.)
utilizzate in ambienti differenti. Questa rete che composta da diversi strati di celle prende
il nome di rete eterogenea (HetNet). Essa rappresenta solo una particolare strategia di
distribuzione volta ad aumentare le capacit dellintero sistema. Infatti, la rete si compone di
diverse aree tra cui distinguiamo: eNb macro ed Enb pico. In particolare le prime
trasmettono con potenza maggiore rispetto agli altri nodi della e-UTRAN; i secondi, dotati
di potenza minore, sono impiegati, semplicemente, per coprire anche quelle aree non coperte
in eNb macro. Risulta doveroso chiedersi quale fosse il vantaggio di una siffatta strategia.
La risposta sta nel fatto che ci si garantisce, in tal modo, la possibilit di distribuire in
maniera pi conveniente il carico sulla cella. Ci accade se la decisione di handover presa
combinando le potenze ricevute dai vari eNB, sia in downlink che in uplink, e non solo sul
downlink (cos come avviene in una rete eterogenea). Questo risulta necessario perch,
altrimenti, non farebbe altro che restringere automaticamente lassociazione alla stazione
che emette maggior potenza. Per raggiungere tale obiettivo sono state messe in atto varie
sfide tra cui si ricorda: associazioni celle, gestione delle interferenze tra le celle, problemi di
mobilit.

6.1 Associazioni delle celle


Nel caso in cui la rete prevede una distribuzione omogenea delle celle non risulta
particolarmente complesso assegnare una stazione base ad utenti, in quanto, si assegna a
questultimo la stazione di base con la potenza di segnale di downlink maggiore. Nel caso in

29
cui si presentano situazioni eterogenee, risulta molto pi complesso effettuare tali
associazioni, in virt del fatto che ci dipende da diversi fattori del sistema. Se si necessita
di aumentare la velocit relativa ad uplink, allora si opta per il collegamento ad una base con
perdita di percorso minima. Se invece si volesse aumentare la capacit della rete, risulter
doveroso, in caso di carico elevato, assegnare utenti a piccole stazioni di base. Molti altri
fattori determinano le associazioni delle celle agli utenti, tutto ancora oggetto di studio.

6.2 Eliminare interferenza tra le celle


Gran parte delle politiche di associazione delle celle, possono determinare un aumento
dellinterferenza. Questo in virt del fatto che, qualsiasi tipo di associazione che non sia
basata sulla potenza del segnale ricevuto in downlink, si traduce, quasi sempre, in
interferenza che incide sulle prestazioni, provocata dalla stazione di base che presenta il
segnale pi alto. Dalla fig. si evince che nello scenario a lUE1 collegato ad eNB, ma
riceve interferenza da SC1. In quello b UE2 collegato alla eNB e provoca interferenza a
SC2. In quello c UE3 collegato a SC3 ma riceve interferenza da SC2.
Per superare linterferenza tra le celle (ICI), sono stati proposti vari metodi di cancellazione
ICI. Tra i tanti, quello oggetto di maggior utilizzo, prevede limpiego di diverse frequenze in
diversi strati. semplice dedurre, per, che questo aiuta a mitigare tale problema
richiedendo, al tempo stesso, lutilizzo di pi risorse di frequenza.
Con i miglioramenti apportati dalle Rel-10 e Rel-11 in livello fisico, sono stati sviluppati
metodi avanzati per ICIC classificati come: schemi basati sul dominio del tempo e schemi
basati sul dominio della frequenza.

30
6.2.1 schemi basati sul dominio del tempo
Lo schema ICIC basato sul dominio del tempo prevede di interrompere, periodicamente,
lattivit di trasmissione di tutti i subframe del nodo macro che comportano forti
interferenze su quelli pico. Ci d la possibilit, dunque, allutente pico-eNB di essere
servito. Tale cambiamento, per, non completo, in quanto, segnali di controllo sono
ugualmente inviati. Dal momento che questi canali non sono completamente vuoti,
prenderanno il nome di almost blank subframes (ABS). Il concetto di base dellABS ,
dunque, possedere dei subframe ausiliari in cui la stazione macro non pu trasmettere. Ci al
fine di consentire a quelle pico di avere trasmissioni affette da minor disturbo. Infatti, dalla
figura, possibile notare che il subframe vittima deve essere servito durante il periodo
dellABS, mentre il resto dei segnali, che non subiscono alcuna interferenza, possono anche
essere serviti in un non-ABS subframe.
Lo schema basato sul dominio del tempo prevede, inoltre, che i vari strati di celle si
scambino informazioni relative agli ABS. Ci pu essere ottenuto mediante linterfaccia
X2.

6.2.2 Schemi basati sul dominio della frequenza


Tra tutti, il principale metodo utilizzato da LTE-Advanced per ridurre interferenza in schemi
basati su domino della frequenza il carrier aggregation. Siffatto sistema consente di poter
utilizzare vettori separati per dati e controllo. Linterferenza in downlink , cos, attenuata.
La figura mostra lapplicazione di tale schema. Lobiettivo dividere lo spettro disponibile
in due vettori differenti: vettore componente primario f1 e vettore componente secondario
f2. In particolare, come si evince in figura, nel caso macrocella solo f1 consente
31
informazioni di controllo; al tempo stesso sia f1 che f2 consentono di comunicare dati.
Viceversa nel caso picocella, f2 contiene informazioni per il controllo mentre f1 ed f2
trasmettono dati. Tale tecnica impiegata per minimizzare le interferenze. Tuttavia anche in
questo caso necessaria una temporizzazione.

6.3 Gestione della mobilit


Una robusta mobilit della rete hetnet rappresenta, sicuramente, una sfida molto pi
complessa rispetto ad una rete omogenea. Si pu facilmente immaginare che, in queste reti,
le prestazioni di mobilit mostrano alti tassi di fallimento handover causati da fattori
differenti. Uno dei fattori pi importanti quello di tener conto, oltre alla contabilizzazione
per parametri, anche delle caratteristiche della rete. Inoltre risulta particolarmente
importante, riuscire a trovare piccole celle su diversi vettori per consentire il traffico anche
alle picocelle, riducendo, di conseguenza, il sistema complessivo. Dato che in reti
eterogenee si verificano pi hop, sar necessario sviluppare procedure di recupero pi
robuste. Di conseguenza, possiamo dire che, primaria necessit, sar quella di soddisfare
obiettivi volti a migliorare la mobilit. Essi sono: identificazione e valutazione delle
prestazioni di mobilit utilizzando schemi ICIC avanzati; definire miglioramenti con
aggregazione carrier; identificare e valutare piccole celle; identificare meccanismi di
recupero avanzati.

6.3.1 Miglioramento della scoperta/identificazione piccola cella


Come quanto detto in precedenza, lo scenario tipico di una rete eterogenea caratterizzato
da strati di celle differenti con frequenze portanti diverse. Lutente effettua delle misurazioni
di frequenza in vettori che sono destinati allutilizzo di piccole celle. Risulter ottimo il
32
meccanismo che prevede di minimizzare i consumi di energia durante tali misurazioni, o
meglio minimizzare le interruzioni dovute alla misurazioni. Nonostante tutto si potuto
dimostrare che le misurazioni inter-frequenza aumentano solo il consumo della batteria ma
non i guadagni offload. Si sono proposti, pertanto, ulteriori miglioramenti.
Configurazione inter-frequenza relaxed: lo scopo quello di salvare la batteria, operando
con misurazioni poco performanti.
Misurazione basata su scoperta di piccole celle: le macrocelle usano i segnali che ricercano
celle intra-frequenza e le misurano.
Piccole celle basate sul controllo di misurazione: se gli utenti rilevano un piccolo segnale di
cella con forza sufficiente, non effettuano ulteriori misurazioni.

6.4 Associazione cellulare ed annullamenti di interferenze tra le celle


Lintroduzione di piccole celle, allo scopo di aumentare il numero di utenti serviti, richiede
laumento di area servita dalla cella stessa. Diretta conseguenza di ci , necessariamente,
un aumento di interferenze tra le celle.
Sia lo schema ICIC basato sul dominio del tempo e sia quello sulla frequenza prevedono di
sincronizzare le stazioni di base sovrapposte. Al fine di ridurre al minimo la quantit di
segnalazione che gli eNBs sovrapposti si inviano, sono stati proposti nuovi modelli ICIC. In
un ambiente omogeneo, scegliere quali utenti devono essere collegati ad una stazione di
base risulta essere un problema semplice selezionando il SINR pi alto. In reti eterogenee,
basarsi su di un approccio simile significherebbe sottoutilizzare le piccole celle, poich
comporterebbe un numero molto basso di utenti ad esse collegate. Nel caso in cui laccesso
ad Internet effettuato mediante approcci beamforming che richiedono informazioni sullo
stato del canale, la perdita di velocit di scambio dati dovuta ad un feedback limitato ed
informazioni ristrette sullallocazione della larghezza di banda per scambiare informazioni.
Tuttavia, risulter necessaria ununione tra le interferenze, le celle e le associazioni delle
stesse poich alcune soluzioni riguardanti le associazioni (come ad esempio lintroduzione
di un fattore di polarizzazione) sebbene comportino molti vantaggi in riferimento alla
produttivit, indirettamente presentano maggiore probabilit di interferenze.

33
6.5 Gestione della mobilit
A causa della variazione della qualit di collegamento backhaul che pu portare ad una
congestione della rete, sono stati proposti nuovi schemi di handover. Si , infatti, ipotizzato
un sistema con una base di ancoraggio locale per piccole celle. Tuttavia,queste sono ancora
oggi in fase di studio. Inoltre doveroso studiare ed assegnare in modo sagace il routing di
paging a poche celle piccole selezionate in modo da evitare continui aggiornamenti dovuti a
copertura ridotta o mancanza di restrizione sul carico di segnalazione. Una soluzione
proposta in tale ambito per lappunto un ancoraggio locale che tiene traccia della posizione
degli utenti.

34
Capitolo 7: Reti auto-organizzate

Le tecnologie cellulari sono al giorno doggi sempre pi complesse. Necessaria risulta


essere una pianificazione di rete facilitata. E in questo scenario che prende forma, si
sviluppa e cresce di interesse il concetto di reti auto-organizzate (SON). Lindice
percentuale di comunicazione cellulare si presenta in notevole aumento. Lutilizzo crescente
di dati rende la pianificazione e manutenzione della rete molto pi complesse da effettuare
paragonata a quelle effettuate nei primi tempi di utilizzo di comunicazioni mobili. Le reti
auto-organizzate sono state introdotte per semplificare la gestione, garantire lottimizzazione
delle reti di comunicazione mobile, delle prestazioni, la riduzione di spese ottimizzando, al
tempo stesso, le risorse disponibili. LTE ed LTE-Advanced sono state le prime tecnologie
che hanno tratto vantaggio da tali SON. Il concetto di reti auto-organizzanti (SON) stato
introdotto nel Rel-8 con lo scopo di automatizzare i processi in rete. Esso ha comportato una
pluralit di vantaggi. Astrattamente una stazione di base che va ad inserirsi in una rete
esistente configurandosi automaticamente (operazioni prima fatte manualmente) riduce i
costi operativi, in quanto diminuisce il coinvolgimento manuale nellesecuzione dei
processi. Le stazioni di base inoltre adattano i parametri in risposta al loro carico e questo
consente alla rete di agire rapidamente.
Le soluzioni SON possono essere divisi in tre categorie: auto-configurazione; auto-
ottimizzazione; auto-guarigione.
Auto-configurazione: configurazione automatica dei parametri una configurazione del tipo
plug-and-play (auto-configurazione) delleNBs. Una configurazione denominata DRC
(dinamic radio configuration) consente alla stazione di base di adattarsi dinamicamente alla
tipologia di rete corrente. Esso sar in grado di configurare da solo frequenza di trasmissione
e potenza. Le interfacce S1 e X2, lindirizzo IP e la connessione allIP backhaul sono
configurati dinamicamente. Tutto ci allo scopo di ridurre il lavoro manuale. Quando una
stazione di base posizionata in un luogo previsto che vi siano apportate modifiche per

35
ottimizzare le prestazioni. Tuttavia risulta possibile che i parametri stimati siano ben diversi
da quelli misurati realmente. Ne consegue, dunque, che lutilizzo di questa configurazione
aiuta, non solo a risparmiare tempo, ma al tempo stesso a ridurre eventuali errori.
- ANR: una delle principali attivit di manodopera per gli operatori consiste nellaggiornare
continuamente i rapporti di vicinato al fine di facilitare passaggi di consegne, evitando
pertanto cadute di chiamate causate da scorrette informazioni. A tal proposito utilizzato
ANR (scoperta di rapporti di vicinato) che crea la lista dei vicini eNBs. La configurazione
dinamica prevede la configurazione di identit fisica della cella (PCI). Sono disponibili per
LTE 504 id fisici che possono essere assegnati in modo centralizzato o distribuito. Se si
utilizza unassegnazione centralizzata lOAM possieder una conoscenza e un controllo
completo dei PCI; se invece distribuita, essa assegna alleNB una lista di possibili PIC.
ANR aiuta a ridurre il lavoro richiesto per la configurazione, in particolare una lista di vicini
corretta ed aggiornata riduce il numero di chiamate cadute e contribuisce ad aumentare il
numero di consegne corrette.
Auto-ottimizzazione: Quando un utente aggancia una cella, bisogna garantire che essa operi
con la massima efficienza. Le tecniche di auto-ottimizzazione richiedono unanalisi delle
prestazioni e la conseguente modifica di funzionamento per ottimizzare le consegne, la
capacit, la copertura. Ci al fine di soddisfare al meglio i bisogni dellutente. In un
ambiente si possono verificare diversi cambiamenti, ed in tali circostanze che risulta
opportuna lapplicazione della auto-ottimizzazione. I fattori di cambiamento possono essere
molteplici. Cambiamenti in termini di caratteristiche di propagazione (riscontrabili ad
esempio in movimento, quando si modificano gli edifici, si sale o scende ecc.), potrebbero
modificarsi i modelli di traffico (poich ci si potrebbe trovare in luoghi con maggiore
concentrazione di utenti, quali ad esempio scuole, luoghi di vacanza), o ancora ci potrebbero
essere variazioni di distribuzioni dovute ad inserimenti di nuove stazioni di base che
potrebbero influenzare quelle gi esistenti. Alla luce di quanto affermato, di semplice
intuizione la necessit di diverse funzionalit per ottimizzare il tutto. Tra esse si ricorda: il
bilanciamento del carico di mobilit; lottimizzazione della robustezza in mobilit; il
risparmio energetico. Diversi fattori potrebbero influenzare lottimizzazione della
robustezza in mobilit. Tra questi merita menzione la presenza di handover inutili, che
comportano numerosi ed inutili salti causando un effetto ping-pong tra due celle,
aumentando il tempo di consegna ed il rischio di cadute di chiamata. Si dovrebbe pertanto
ottimizzare il bordo delle celle per comprendere meglio dove si verificano questi problemi,

36
migliorare, cos, la capacit di misura delle auto-ottimizzazioni per prendere decisioni pi
accurate.
Con laumento esponenziale di utilizzo di dati possibile poter verificare in una rete le celle
caricate maggiormente rispetto ad altre. La gestione del traffico un elemento chiave della
categoria SON auto-ottimizzazione. Il bilanciamenti di carico di mobilit (MLB) una
funzione che, per lappunto, consente alle celle che sono affette da sovraccarico di trasferire
il carico ad altre celle. Periodicamente, si effettuano segnalazioni che contengono
informazioni sullo stato delle risorse. Al fine di garantire una ottimizzazione della
distribuzione del carico necessario sar il bilanciamento handover. E possibile, per,
imbattersi nuovamente in celle congestionate. Affinch ci non accada pu essere necessario
modificare i parametri in entrambe le celle per lasciare inalterate le impostazioni di
handover. Per evitare ci gli eNbs devono valutare quanto spostare il bordo della cella.
Per quanto concerne laspetto relativo al risparmio energetico, motivato dalla necessit di
ridurre emissione di anidride carbonica ed ottenere risparmi in termini di costi, la SON auto-
ottimizzazione si posta lobiettivo di attuare strategie che consentano di soddisfare tale
requisito. Tra le tante soluzioni offerte, si proposto di ridurre il numero di vettori, utilizzati
per soddisfare i requisiti in termini di capacit di dati, nei tempi non di punta. Analogamente
si cerca di aumentare la modalit sleep di stazioni di base in fasce notturne (o in determinati
periodi) in cui il numero di utenti risulta essere molto inferiore rispetto a quello del giorno,
garantendo ugualmente unottima copertura di rete.
Auto-guarigione: In una rete cellulare ampia e soprattutto complessa, come quella
analizzata, non difficile (anzi risulter quanto mai semplice) imbattersi in errori, molti dei
quali possono essere notati anche dagli utenti. In un simile scenario risulta fondamentale la
presenza di unauto-guarigione che consenta di garantire il corretto funzionamento. Diverse
sono le aree trattate dalle reti di auto-guarigione: possibilit di poter recuperare il software in
modo da tornare automaticamente alla versione precedente senza imbattersi in problemi;
possibilit di rilevare a distanza un problema con una particolare cella. Uno degli aspetti
importanti dellauto-guarigione consiste nellindividuare e gestire la degradazione cellulare:
cio rilevare guasti e correggerli. Quando rilevato un fallimento, questo immediatamente
segnalato alla centrale operativa.

7.1 La ricerca
La rel-12 incentrata sul miglioramento dellamministrazione della rete. Nella maggior
parte dei casi gli operatori cercano di ottenere pi obiettivi contemporaneamente che, per,
37
il pi delle volte, entrano in conflitto luno con laltro. Esempio pratico di quanto appena
detto , come accennato nel paragrafo precedente, la scelta di spegnere gli eNBs per il
risparmio energetico. Questa scelta entra in conflitto con lobiettivo di aumentare la capacit
complessiva della rete proprio perch in tal modo altro non si fa che ridurla. Un altro fattore
importante che la funzionalit SON non deve essere limitata al solo LTE-Advanced in
quanto i benefici che essa offre non possono essere raggiunti in virt della rigidit delle loro
reti esistenti. Pertanto le funzioni SON devono essere estese per migliorare non solo LTE-
Advanced, ma anche le reti legacy (GSM, UMTS, HSPA, WIMAX).
E inoltro doveroso ricordare che le funzioni SON possono essere eseguite in tempi e luoghi
diversi a causa dei diversi obiettivi degli operatori che possono concernere tanto lo spazio
che il tempo. Lobiettivo della SON non ottenuto mediante lutilizzo di una sola
tecnologia, bens attraverso lunione di caratteristiche delle varie tecnologie fino a questo
momento trattate, quali: carrier aggregation, relay etc.

38
Capitolo 8: Comunicazione MTC

In un ambiente caratterizzato da una grande presenza di utenti ed una rapida tendenza ad


automatizzazione si inserisce il concetto di machine-type comunication (MTC) o Machine-
tomachine (M2M), che va in netto contrasto col tradizionale tipo di comunicazione
progettato per le reti 3g HTC (human type comunication).
La comunicazione MTC non si fonda su una interazione delluomo; ma prevede che le
macchine comunichino automaticamente tra loro. Ci non esclude la possibilit di far
coesistere entrambe le comunicazioni. Lapparecchiatura utente MTC consiste nel
trascorrere la maggior parte del tempo in modalit off ed attivarsi solo in caso in cui si
debbano inviare dati. La rete LTE supporta MTC attraverso un accesso random (RA).
Pertanto, previsto che le apparecchiature utente HMT ricevano in primis la possibilit di
effettuare una connessione per trasmettere dati alla stazione base, per converso a quella
MTC consentito opportunisticamente mediante accesso casuale.
I dispositivi MTC risultano ulteriormente vantaggiosi poich consentono di selezionare la
eNodeB per la trasmissione di dati ed inoltre sono in grado di aggregarsi per contribuire a
ridurre il sovraccarico della rete ed effettuare trasmissioni relay, con lunico scopo di
migliorare le prestazioni e ridurre il consumo energetico. Un MTC UE cerca mediante
accesso casuale di collegarsi all eNB. Mentre attende che ci sia possibile passa ad una
modalit inattiva. Se i pacchetti in coda alla stazione raggiungono una certa soglia, ritorna in
modalit attiva per ridurre il sovraccarico della rete. In un ambiente caratterizzato da celle
eterogenee possibile migliorare le prestazioni affidando le piccole celle al dispositivo
MTC. Ed inoltre questultimi possono coalizzarsi e trasmettere riducendo il carico della rete
complessiva.
Dalla figura possibile riscontrare la suddivisione effettuata dalla 3GPP in due scenari di
comunicazione M2M: la comunicazione tra MTC e uno o pi server MTC; la
comunicazione tra pi MTC senza alcun necessit di utilizzo di server MTC.

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I dispositivi possono aggregarsi formando gruppi e forniscono attivit simili agli utenti per
consentire la comunicazione con la stazione di base. Il core network LTE-Advanced
connesso ad un server MTC che controllato da utenti MTC. Nel primo scenario un utente
MTC controlla pi dispositivi MTC attraverso il server MTC. Ne consegue dunque che la
comunicazione avviene tra utente e server. Nel secondo, invece, i dispositivi comunicano tra
loro in modo diretto. Il 3gpp propone diverse sfide sia a livello di interfaccia che di rete. In
particolare nel caso LTE-A la presenza di MTC risulterebbe essere nellordine di milioni,
ognuna delle quali richiede una frazione di larghezza di banda al fine di effettuare una
trasmissione di dati. Ci potrebbe comportare una riduzione di risorse disponibili per altri
dispositivi che necessitano di comunicazione ad alti tassi di dati. Oggetto di sfida del 3ggp
riguarda in particola modo migliorare il supporto MTC relativo allinterfaccia LTE-A.

8.1 Supporto interfaccia aerea per dispositivi MTC


Si ritiene che per ottenere i requisiti richiesti sia necessario migliorare linterfaccia aerea. I
punti di lavoro sviluppati nella release 11 si classificano come segue.
- efficiente allocazione di risorse radio;
- risparmio energetico;
- Modelli di traffico per applicazioni MTC;

8.1.1 Allocazione di risorse radio

Lelevato numero di dispositivi MTC che attendono di accedere allo spettro radio sommato
agli utenti che lo utilizzano potrebbe comportare un sovraccarico, da cui deriverebbero
perdite di pacchetti, rallentamenti, e pi in generale svantaggi relativi alle performances. Per
ovviare a tale problematica sono stati realizzati meccanismi che siano in grado di garantire
una consegna di dati garantita anche in relazione a carichi elevati di MTC.
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- Schema basato su Blocco di accesso di classe (ABC): questo schema utilizzato per
eseguire il controllo di accesso per il canale RACH (random Access channel) per utenti e
dispositivi MTC. composto da 16 classi di accesso (AC) scomposte come segue: classe 0-
9 utenti regolari, classe 10 chiamata di emergenza, classe 11-15 servizi ad alta priorit.
Laccesso casuale del dispositivo utente o MTC prevede che, definita con p la probabilit di
accesso e definito il tempo di blocco AC trasmessi da una stazione base appartenente alla
classe 0-9, e definito un valore locale q, la connessione avviene se q p. Se ci non dovesse
verificarsi il dispositivo attende un tempo pari a quello di blocco prima di ritentare ad
instaurare una connessione. Impostando tali parametri si riesce a ridurre il rischio di
collisioni RACH. Si deduce inoltre che un valore basso di p comporta ritardi di accesso al
canale.
- Allocazione dinamica di risorse RACH: le risorse sono allocate dinamicamente in base al
carico sulla rete;
- Schema di accesso a slot: ogni dispositivo MTC, a cui assegnato uno slot, accede solo
durante uno di questi.

8.1.2 Efficiente allocazione di risorse


Diversi fattori, tra cui limitazioni hardware dei dispositivi MTC, trasmissioni di piccole
quantit di dati, mettono in evidenza la crescente necessit di algoritmi che consentano di
gestire in modo efficiente le risorse radio. Lidea quella di raggruppare i dispositivi MTC
in cluster a seconda delle loro caratteristiche. Pertanto, lallocazione delle risorse assegnata
sulla base delle caratteristiche dei vari cluster. Si contribuisce in tal modo a ridurre la
complessit.

8.1.3 Risparmio energetico


I sistemi LTE-A grazie alla ricezione discontinua e al funzionamento in modalit IDLE
consentono di ridurre il risparmio energetico dei dispositivi. Dobbiamo tuttavia sottolineare
che questa tecnica , in realt, progettata per dispositivi con comunicazione uomo-a-uomo e,
di conseguenza, non ottimizzata per comunicazioni di tipo macchina-a-macchina (che,
comunque al pari di altri dispositivi possiede vincoli di energia di batteria). Considerando
che i dispositivi M2M generano traffico in modo meno frequente e essendo low-mobile
necessitano di poche informazioni di mobilit, sono stati studiati metodi per ridurne il
consumo. Una particolare strategia, particolarmente efficace, si fonda sullidea di
incrementare il tempo in cui M2M passa allo stato di funzionamento a basso consumo, che
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in LTE simboleggia lo stato IDLE. Il risparmio energetico si pu, cos, ottenere portando a
limiti massimi la durata (DRX). Questultima rappresenta il numero di fotogrammi
radiofonici nel ciclo paging per cui lutente in modalit sleep durante uno stato IDLE.E
facile dedurre che il risparmio energetico si ottiene poich l utente impiega molto pi tempo
prima di svegliarsi.

8.2 Controllo del sovraccarico


Gli approcci esistenti riguardanti il controllo del sovraccarico non sono idonei a risolvere
definitivamente la problematica del sovraccarico stesso, soprattutto con la presenza di
numerosi dispositivi MTC. Questi, al fine di ridurre la collisione, sono costretti ad attendere
lunghi tempi prima di accedere al canale. Tuttavia, numerosi sono gli studi a riguardo. Da
questi possibile evincere che la cooperazione tra dispositivi eNB sembra essere un metodo
appropriato per ridurre i ritardi di accesso. In particolare, a tal proposito, stata introdotta
una classe di accesso di avvicinamento ACB. In questultima gli eNBs cooperano per
calcolare la probabilit di accesso vettoriale p.
Altro rilevante problema riguarda il caso in cui la sessione utente di tipo mobile. Questo
perch lENB ignora la volont delle apparecchiature utente di inviare i dati assegnandogli
un intervallo con conseguente aumento di attesa media.

8.2.1 Riduzione di segnalazione di mobilit per dispositivi low-mobili


Al fine di ridurre il consumo energetico possibile introdurre una tecnica volta a limitare la
segnalazione ridondante come ad esempio quella relativa a continui aggiornamenti di utenti
low-mobile oppure le segnalazioni inviate durante lo stato IDLE per rilevare posizioni,
misurazioni dei vicini e quantaltro. I dispositivi LTE-A proprio per determinare la cella pi
forte a cui potersi agganciare effettuano periodicamente misurazioni. Sicuramente in
presenza di un numero notevole di celle facile indursi in un altrettanto numero elevato di
misurazioni che comportano uno spreco di batteria. Effettuare tutte le operazioni appena
elencate induce in un forte, quanto inutile spreco. Si necessita pertanto di soluzioni che
possano ridurre al minimo segnalazioni soprattutto per dispositivi poco mobili seppur
mantenendo compatibilit coi dispositivi legacy. Per ovviare a queste problematiche sono
stati introdotti stati di sospensione intermedia in grado di mantenere attiva la segnalazione
anche durante operazione di rimozione di ridondanza. In particolare sono stati introdotti due
nuovi stati oltre allo stato IDLE e stato CONNESSO per minimizzare la segnalazione
relativa alla mobilit.
42
Capitolo 9: Device to device

Unaltra tecnologia chiave di LTE-A, inserita nella Rel-12, prevede la possibilit di una
comunicazione tra dispositivo e dispositivo senza la necessit di accedere alla rete. In realt
bisogna ricordare che esistono gi tecnologie che consentono di avere questo tipo di
comunicazione, basti pensare ad esempio al Bluetooth. Occorre tuttavia sottolineare che
questultime non consentono di assicurare lattivit utente ed inoltre a differenza del D2D
impattano sulla rete poich integrati al suo interno.
Gli utenti sono sempre pi interessati ad applicazioni del tipo contex-aware, utilizzate per
soddisfare le esigenze sulla base del contesto in cui si trovano e, al tempo stesso, sono in
grado di modificare il loro comportamento ed informazioni offerte. Danno indicazioni
stradali, informazioni sul meteo: un esempio pratico rappresentato dal tom tom plus. Vi
la volont di controllare dal proprio dispositivo cellulare il consumo senza sovraccaricare la
rete. Il D2D si inserisce in questo scenario come la possibilit di poter scaricare il traffico di
reti congestionate. Esso presenta alcune similitudini con la rete mobile. A differenza di
queste per D2D pu richiedere un'assistenza limitata dalla rete sia per funzioni di controllo
che per comunicare. Il collegamento diretto tra UEs pu essere stabilito su una variet di
interfacce aeree incluso sia spettro con licenza che senza.

9.1 Selezione modo


I dispositivi D2D si sono sin da subito inseriti con grande preminenza nella rete. Tuttavia,
occorre ricordare che sono ancora oggetto di studio nel campo della ricerca. Tali dispositivi
possono operare in numerosi modi, basandosi sulla disponibilit delle risorse della rete. Se
manca la disponibilit delle risorse, i nodi possono rimanere in modalit silenziosa; oppure
possono trasmettere in modalit di utilizzo in cui lo spettro condiviso con utenti; o ancora
in modalit dedicata che prevede la presenza di risorse dedicate per poter effettuare una

43
comunicazione diretta; possono essere infine, anche, utilizzati in modalit cellulare
consentendo di inoltrare il traffico dati localmente attraverso gli eNBs.

9.2 Comunicazione di gruppo


Una seconda sfida riguardante la D2D prevede la possibilit di instaurare delle
comunicazioni di gruppo efficienti, in cui poter inserire un numero vario di dispositivi e
poter scegliere differenti approcci di comunicazione. Risulter necessaria lattivazione di
approcci di tipo uno-a-molti, molti-a-molti e stabilire come poter creare il gruppo. Si
proposto lutilizzo del clustering o di associazione utenti ma, in tali casi, sorge la
problematica riguardante la modalit con cui attivare la comunicazione.

9.3 Interferenze e gestione di risorse


Un altro aspetto rilevante prevede la possibilit di far coesistere il D2D con gli utenti
regolari in rete. Ne consegue che la sfida in atto per apportare miglioramenti prevede di
gestire le interferenze e le risorse al fine di non perturbare le qualit del servizio.

9.4 Comunicazione multi hop


Per aumentare lefficienza delle risorse in comunicazioni D2D si potrebbe pensare di
trasformare ogni nodo intermedio in un rel al fine di consentire comunicazione multi-hop.

9.5 Altri aspetti della comunicazione


In conclusione doveroso sottolineare ulteriori ricerche il cui scopo risolvere
problematiche ancora incombenti, riguardanti in particolare procedure e servizi. Tra queste
per la pi importante la funzionalit relativa alla scoperta del prossimo che pu essere
ulteriormente distinta in scoperta limitata e aperta a seconda se sia necessaria o meno
lautorizzazione. Sono necessarie molte altre soluzioni a problemi quali classificare gli
scenari che si differenziano per area di copertura; la sicurezza; la garanzia di connessione tra
i dispositivi.

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Conclusioni

LTE, ed in particolare la sua evoluzione LTE-A hanno rappresentato una grandissima svolta
nellambito delle reti cellulari. Le caratteristiche richieste dallITUR sono state raggiunte a partire
dalla Rel-10 e col tempo, anche superate con grande soddisfazione. Il lavoro relativo a questa
tecnologia , nonostante gli ottimi risultati ottenuti, ancora in corso ed indirizzato in particolar
modo al miglioramento delle tecniche quali ad esempio MIMO, CoMP ma anche e soprattutto
quelle D2D, M2M volte ad aumentare la velocit di accesso ai dati per far fronte alle incessanti
richieste degli utenti di poter comunicare tramite dispositivo in mobilit e poter caricare in rete o
salvare contenuti pi velocemente possibile. In questa tesi sono state illustrate le principali
innovazioni che LTE-A ha comportato sottolineando, quanto la linea di sviluppo sia incentrata sulla
ricerca di tecniche volte ad aumentare la velocit di trasmissione e ricezione. Per gli utenti LTE si
tradurr in un utilizzo di nuovi servizi, per i venditori in un aumento di profitti.

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