Sei sulla pagina 1di 30

Convenzione quadro

del Consiglio dEuropa


sul valore
delleredit culturale
per la societ

CONSIGLIO DEUROPA - (CETS NO. 199)


FARO, 27.X.2005
Convenzione quadro del Consiglio
dEuropa sul valore delleredit culturale 1

per la societ
CONSIGLIO DEUROPA - (CETS NO. 199) FARO, 27.X.2005

Traduzione non ufficiale in Italiano

Preambolo

Gli Stati membri del Consiglio dEuropa, firmatari della presente


Convenzione

Considerando che uno degli obiettivi del Consiglio dEuropa di rea-


lizzare ununione pi stretta fra i suoi membri, allo scopo di salva-
guardare e promuovere quegli ideali e principi, fondati sul rispetto dei
diritti delluomo, della democrazia e dello stato di diritto, che costi-
tuiscono la loro eredit comune;

Riconoscendo la necessit di mettere la persona e i valori umani al


centro di unidea ampliata e interdisciplinare di eredit culturale;

Rimarcando il valore ed il potenziale di uneredit culturale usata


saggiamente come risorsa per lo sviluppo sostenibile e per la qualit
della vita, in una societ in costante evoluzione;

Riconoscendo che ogni persona ha il diritto, nel rispetto dei diritti e


delle libert altrui, ad interessarsi alleredit culturale di propria scel-
ta, in quanto parte del diritto a partecipare liberamente alla vita cul-
turale, sancito dalla Dichiarazione universale delle Nazioni Unite dei
diritti delluomo (1948) e garantito dal Patto Internazionale sui Diritti
Economici, Sociali e Culturali (1966);

1
Convinti della necessit di coinvolgere ogni individuo nel processo
continuo di definizione e di gestione delleredit culturale;

Convinti della fondatezza dei principi di quelle politiche per il patri-


monio culturale e delle iniziative educative che trattano equamente
tutte le eredit culturali, promuovendo cos il dialogo fra le culture e
le religioni;

Richiamando i vari strumenti del Consiglio dEuropa, in particolare la


Convenzione Culturale Europea (1954), la Convenzione per la
Salvaguardia del Patrimonio Architettonico dEuropa (1985), la
Convenzione Europea sulla protezione del Patrimonio Archeologico
(rivista nel 1992) e la Convenzione Europea del Paesaggio (2000);

Convinti dellimportanza di creare un quadro di riferimento pan-euro-


peo per la cooperazione che favorisca il processo dinamico di attua-
zione di questi principi;

Hanno convenuto quanto segue:

1 Il termine cultural heritage e stato volutamente tradotto come eredit culturale,


per evitare confusioni o sovrapposizioni con la definizione di patrimonio culturale di
cui allart.2 del Decreto Legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 - Codice dei beni cultura-
li e del paesaggio.

2
3
Parte I: Obiettivi, definizioni e principi

Articolo 1 - Obiettivi della Convenzione

Le Parti della presente Convenzione convengono nel:

a. riconoscere che il diritto alleredit culturale inerente al


diritto a partecipare alla vita culturale, cos come definito
nella Dichiarazione universale dei diritti delluomo;

b. riconoscere una responsabilit individuale e collettiva nei


confronti delleredit culturale;

c. sottolineare che la conservazione delleredit culturale, ed il


suo uso sostenibile, hanno come obiettivo lo sviluppo umano e la
qualit della vita;

d. prendere le misure necessarie per applicare le disposizioni di


questa Convenzione riguardo:

- al ruolo delleredit culturale nella costruzione di una societ pacifi-


ca e democratica, nei processi di sviluppo sostenibile e nella promozio-
ne della diversit culturale;

- a una maggiore sinergia di competenze fra tutti gli attori pubblici,


istituzionali e privati coinvolti.

4
Articolo 2 - Definizioni

Per gli scopi di questa Convenzione,

a. leredit culturale un insieme di risorse ereditate dal passato


che le popolazioni identificano, indipendentemente da chi ne
detenga la propriet, come riflesso ed espressione dei loro valori,
credenze, conoscenze e tradizioni, in continua evoluzione. Essa
comprende tutti gli aspetti dellambiente che sono il risultato del
linterazione nel corso del tempo fra le popolazioni e i luoghi;

b. una comunit di eredit costituita da un insieme di persone che


attribuisce valore ad aspetti specifici delleredit culturale, e che
desidera, nel quadro di unazione pubblica, sostenerli e trasmetterli
alle generazioni future.

Articolo 3 - Eredit comune dellEuropa

Le Parti convengono nel promuovere la comprensione delleredit


comune dellEuropa, che consiste in:

a. tutte le forme di eredit culturale in Europa che costituiscono, nel


loro insieme, una fonte condivisa di ricordo, comprensione, identit,
coesione e creativit; e,

b. gli ideali, i principi e i valori, derivati dallesperienza ottenuta grazie


al progresso e facendo tesoro dei conflitti passati, che promuovono
lo sviluppo di una societ pacifica e stabile, fondata sul rispetto per
i diritti delluomo, la democrazia e lo Stato di diritto.

5
Articolo 4 - Diritti e responsabilit concernenti
leredit culturale

Le Parti riconoscono che:

a. chiunque, da solo o collettivamente, ha diritto a trarre beneficio


dalleredit culturale e a contribuire al suo arricchimento;

b. chiunque, da solo o collettivamente, ha la responsabilit di rispettare


parimenti la propria e laltrui eredit culturale e, di conseguenza,
leredit comune dellEuropa;

c. lesercizio del diritto alleredit culturale pu essere soggetto sol-


tanto a quelle limitazioni che sono necessarie in una societ demo-
cratica, per la protezione dellinteresse pubblico e degli altrui diritti
e libert.

6
Articolo 5 - Leggi e politiche sulleredit culturale

Le Parti si impegnano a:

a. riconoscere linteresse pubblico associato agli elementi delleredit


culturale, in conformit con la loro importanza per la societ;

b. mettere in luce il valore delleredit culturale attraverso la sua


identificazione, studio, interpretazione, protezione, conservazione
e presentazione;

c. assicurare che, nel contesto dellordinamento giuridico specifico di


ogni Parte, esistano le disposizioni legislative per esercitare il diritto
alleredit culturale, come definito nellarticolo 4;

d. favorire un clima economico e sociale che sostenga la partecipa-


zione alle attivit inerenti leredit culturale;

e. promuovere la protezione delleredit culturale, quale elemento


centrale di obiettivi che si rafforzano reciprocamente: lo sviluppo
sostenibile, la diversit culturale e la creativit contemporanea;

f. riconoscere il valore delleredit culturale sita nei territori che


ricadono sotto la propria giurisdizione, indipendentemente dalla
sua origine;

g. formulare strategie integrate per facilitare lesecuzione delle


disposizioni della presente Convenzione.

7
Articolo 6 - Effetti della Convenzione

Nessuna misura di questa Convenzione potr in alcun modo essere


interpretata al fine di:

a. limitare o mettere in pericolo i diritti delluomo e le libert fonda-


mentali che possono essere salvaguardate dagli strumenti interna-
zionali, in particolare, dalla Dichiarazione universale dei Diritti
dellUomo e dalla Convenzione per la protezione dei Diritti
delluomo e delle Libert fondamentali;

b. influenzare disposizioni pi favorevoli riguardo alleredit culturale e


allambiente, contenute in altri strumenti giuridici nazionali o
internazionali;

c. generare diritti immediatamente suscettibili di diretta applicabilit.

8
Parte II: Il contributo delleredit culturale alla
societ e allo sviluppo umano

Articolo 7 - Eredit culturale e dialogo

Le Parti si impegnano, attraverso autorit pubbliche ed altri enti


competenti a:

a. incoraggiare la riflessione sulletica e sui metodi di presentazione


delleredit culturale, cos come il rispetto per la diversit delle
interpretazioni;

b. stabilire i procedimenti di conciliazione per gestire equamente le


situazioni dove valori tra loro contraddittori siano attribuiti alla
stessa eredit culturale da comunit diverse;

c. sviluppare la conoscenza delleredit culturale come risorsa per


facilitare la coesistenza pacifica, attraverso la promozione della
fiducia e della comprensione reciproca, in unottica di risoluzione e
di prevenzione dei conflitti;

d. integrare questi approcci in tutti gli aspetti delleducazione e della


formazione permanente.

Articolo 8 - Ambiente, eredit e qualit della vita

Le Parti si impegnano a utilizzare tutte le dimensioni delleredit


culturale nellambiente culturale per:

a. arricchire i processi di sviluppo economico, politico, sociale e


culturale e di pianificazione delluso del territorio, ricorrendo, ove
necessario, a valutazioni di impatto sulleredit culturale e
adottando strategie di mitigazione dei danni;

9
b. promuovere un approccio integrato alle politiche che riguardano la
diversit culturale, biologica, geologica e paesaggistica al fine di
ottenere un equilibrio fra questi elementi;

c. rafforzare la coesione sociale promuovendo il senso di responsabilit


condivisa nei confronti dei luoghi di vita delle popolazioni;

d. promuovere lobiettivo della qualit nelle modificazioni contempo-


ranee dellambiente senza mettere in pericolo i suoi valori culturali.

Articolo 9 - Uso sostenibile delleredit culturale

Al fine di rendere sostenibile leredit culturale, le Parti si impegnano a:

a. promuovere il rispetto per lintegrit delleredit culturale, assicu-


rando che le decisioni riguardo alle modifiche siano basate sulla
comprensione dei valori culturali ad essa connessi;

b. definire e promuovere principi per la gestione sostenibile e per


incoraggiare la manutenzione;

c. accertarsi che tutte le regolamentazioni tecniche generali tengano


conto dei requisiti specifici di conservazione delleredit culturale;

d. promuovere luso dei materiali, delle tecniche e delle professionalit


basati sulla tradizione, ed esplorarne il potenziale per le applicazioni
contemporanee;

e. promuovere lalta qualit degli interventi attraverso sistemi di qua-


lifica e accreditamento professionali per gli individui, le imprese e
le istituzioni.

10
11
Articolo 10 Eredit culturale e attivit economica

Per utilizzare pienamente il potenziale delleredit culturale come fat-


tore nello sviluppo economico sostenibile, le Parti si impegnano a:

a. accrescere la consapevolezza del potenziale economico delleredit


culturale e utilizzarlo;

b. considerare il carattere specifico e gli interessi delleredit culturale


nel pianificare le politiche economiche; e

c. accertarsi che queste politiche rispettino lintegrit delleredit


culturale senza comprometterne i valori intrinseci.

12
Parte III: Responsabilit condivisa nei confronti
delleredit culturale e partecipazione del pubblico

Articolo 11 Organizzazione delle responsabilit pubbliche in


materia di eredit culturale

Nella gestione delleredit culturale, le Parti si impegnano a:

1. promuovere un approccio integrato e bene informato da parte


delle istituzioni pubbliche in tutti i settori e a tutti i livelli;

2. sviluppare un quadro giuridico, finanziario e professionale che


permetta lazione congiunta di autorit pubbliche, esperti, pro-
prietari, investitori, imprese, organizzazioni non governative e
societ civile;

3. sviluppare metodi innovativi affinch le autorit pubbliche cooperino


con altri attori;

4. rispettare e incoraggiare iniziative volontarie che integrino i ruoli


delle autorit pubbliche;

5. incoraggiare organizzazioni non governative interessate alla


conservazione delleredit ad agire nellinteresse pubblico.

13
Articolo 12 - Accesso alleredit culturale e partecipazione
democratica

Le Parti si impegnano a:

a. incoraggiare ciascuno a partecipare:

- al processo di identificazione, studio, interpretazione, protezione,


conservazione e presentazione delleredit culturale;

- alla riflessione e al dibattito pubblico sulle opportunit e sulle sfide


che leredit culturale rappresenta;

b. prendere in considerazione il valore attribuito da ogni comunit


patrimoniale alleredit culturale in cui si identifica;

c. riconoscere il ruolo delle organizzazioni di volontariato, sia come


partner nelle attivit, sia come portatori di critica costruttiva nei
confronti delle politiche per leredit culturale;

d. promuovere azioni per migliorare laccesso alleredit culturale, in


particolare per i giovani e le persone svantaggiate, al fine di
aumentare la consapevolezza sul suo valore, sulla necessit di con-
servarlo e preservarlo e sui benefici che ne possono derivare.

14
Articolo 13 - Eredit culturale e conoscenza

Le Parti si impegnano a:

a. facilitare linserimento della dimensione delleredit culturale in tutti


i livelli di formazione, non necessariamente come argomento di studio
specifico, ma come fonte feconda anche per altri ambiti di studio;

b. rafforzare il collegamento fra la formazione nellambito delleredit


culturale e la formazione professionale;

c. incoraggiare la ricerca interdisciplinare sulleredit culturale, sulle


comunit di eredit, sullambiente e sulle loro interrelazioni;

d. incoraggiare la formazione professionale continua e lo scambio


di conoscenze e competenze, sia allinterno che fuori dal sistema
educativo.

15
Articolo 14 Eredit culturale e societ dellinformazione

Le Parti si impegnano a sviluppare lutilizzo delle tecnologie digitali per


migliorare laccesso alleredit culturale e ai benefici che ne derivano:

a. potenziando le iniziative che promuovano la qualit dei contenuti


e si impegnano a tutelare la diversit linguistica e culturale nella
societ dellinformazione;

b. favorendo standard internazionali per lo studio, la conservazione,


la valorizzazione e la protezione delleredit culturale, combattendo
nel contempo il traffico illecito dei beni culturali;

c. adoperandosi per abbattere gli ostacoli che limitano laccesso alle


informazioni sulleredit culturale, specialmente a fini educativi,
proteggendo nel contempo i diritti di propriet intellettuale;

d. riconoscendo che la creazione di contenuti digitali relativi alleredit


culturale non dovrebbe pregiudicare la conservazione delleredit
culturale attuale.

16
Parte IV: Controllo e cooperazione

Articolo 15 - Impegni delle Parti

Le Parti si impegnano:

a. a sviluppare, attraverso il Consiglio dEuropa, un esercizio di moni-


toraggio sulla legislazione, le politiche e le pratiche riguardanti
leredit culturale, coerente con i principi stabiliti dalla presente
Convenzione;

b. a curare, sviluppare e aggiornare un sistema informativo comune,


accessibile al pubblico, che faciliti la valutazione di come ogni
Parte rispetta gli impegni derivanti dalla presente Convenzione.

Articolo 16 - Meccanismo di monitoraggio

a. il comitato dei Ministri, in conformit allarticolo 17 dello statuto


del Consiglio dEuropa, nominer un comitato apposito o indicher un
comitato gi esistente al fine di monitorare lapplicazione della
Convenzione, il quale sar autorizzato a definire le modalit di
svolgimento della sua missione;

b. Il comitato cos designato dovr:

- stabilire delle norme di procedura quando necessarie;

- gestire il sistema informativo comune di cui allarticolo 15, mante-


nendo la supervisione sulle modalit di attuazione di ciascun impegno
legato alla presente Convenzione;

- fornire un parere consultivo, su richiesta di una o pi Parti, su ogni


domanda concernente linterpretazione della Convenzione, prendendo

17
in considerazione tutti gli strumenti giuridici del Consiglio di Europa;

- su iniziativa di una o pi Parti, intraprendere la valutazione di ogni


aspetto dellapplicazione da parte loro della Convenzione;

- promuovere lapplicazione trans-settoriale della Convenzione, colla-


borando con altri comitati e partecipando ad altre iniziative del
Consiglio dEuropa;

- riferire al Comitato dei Ministri sulle proprie attivit.

Il comitato pu far partecipare ai suoi lavori esperti e osservatori.

Articolo 17 - Cooperazione nei seguiti

Le Parti si impegnano a cooperare le une con le altre ed attraverso il


Consiglio dEuropa nel perseguire gli obiettivi ed i principi di questa
Convenzione, e in particolare a promuovere il riconoscimento dellere-
dit comune europea:

a. mettendo in opera strategie di collaborazione, in risposta alle priorit


identificate attraverso il processo di monitoraggio;

b. promuovendo attivit multilaterali e transfrontaliere, e sviluppando


reti di per la cooperazione regionale al fine di attuare queste
strategie;

c. scambiando, sviluppando, codificando e garantendo la diffusione


di buone prassi;

d. informando lopinione pubblica sugli obiettivi e lesecuzione delle


disposizioni della presente Convenzione

Tutte le Parti possono, previo mutuo accordo, sottoscrivere accordi


finanziari per facilitare la cooperazione internazionale.

18
Parte V: Clausole finali

Articolo 18 - La firma e lentrata in vigore

a. questa Convenzione aperta alla firma da parte degli Stati membri


del Consiglio dEuropa.

b. essa sar soggetta a ratifica, accettazione o approvazione. Gli


strumenti di ratifica, accettazione o approvazione dovranno essere
depositati presso il Segretario Generale del Consiglio dEuropa.

c. la presente Convenzione entrer in vigore il primo giorno del mese


seguente la scadenza di un periodo di tre mesi dalla data in cui
dieci Stati membri del Consiglio dEuropa avranno espresso il loro
consenso ad essere vincolati dalla Convenzione, in conformit con
le disposizioni del paragrafo precedente.

d. per ogni Stato firmatario che successivamente esprima il proprio


consenso ad essere vincolato dalla Convenzione, essa entrer in
vigore il primo giorno del mese seguente la scadenza di un periodo di
tre mesi successivi alla data di deposito dello strumento della ratifica,
accettazione o approvazione.

Articolo 19 - Adesione

a. Dopo lentrata in vigore di questa Convenzione, il Comitato dei


Ministri del Consiglio dEuropa potr invitare qualsiasi Stato non
membro del Consiglio dEuropa e lUnione europea ad aderire alla
Convenzione tramite una decisione presa dalla maggioranza previ-
sta nellarticolo 20.d dello statuto del Consiglio dEuropa allunani-
mit dei rappresentanti degli Stati Parti aventi diritto a sedere nel
Comitato dei Ministri.

19
b. Per ogni Stato aderente, o per lUnione Europea in caso di adesione,
questa Convenzione entrer in vigore il primo giorno del mese
seguente la scadenza di un periodo di tre mesi successivi alla data
del deposito dello strumento di adesione presso il Segretario
Generale del Consiglio di Europa.

20
Articolo 20 - Applicazione territoriale

a. Ogni Stato pu, al momento della firma o allatto del deposito del
proprio strumento di ratifica, accettazione, approvazione o adesione,
specificare il territorio o i territori in cui si applica la presente
Convenzione.

b. Ogni Stato, in qualsiasi data successiva, pu, mediante una dichia-


razione indirizzata al Segretario Generale del Consiglio dEuropa,
estendere lapplicazione di questa Convenzione a qualunque altro
territorio specificato nella dichiarazione. Nei confronti di detto
territorio, la Convenzione entrer in vigore il primo giorno del
mese successivo alla scadenza di un periodo di tre mesi successivi
alla data del ricevimento di tale dichiarazione da parte del
Segretario Generale.

c. Ogni dichiarazione fatta in virt dei due paragrafi precedenti


potr, rispetto a qualunque territorio specificato in tale dichiara-
zione, essere ritirata tramite notifica indirizzata al Segretario
Generale. Il ritiro entrer in vigore il primo giorno del mese seguente
la scadenza di un periodo di sei mesi successivi alla data del ricevi-
mento di tale notifica da parte del Segretario Generale.

21
Articolo 21 Denuncia

a. Ogni Parte pu, in qualunque momento, denunciare la presente


Convenzione per mezzo di una notifica indirizzata al Segretario
Generale del Consiglio dEuropa.

b. Tale denuncia diventer effettiva il primo giorno del mese successivo


alla scadenza di un periodo di sei mesi successivi alla data di rice-
zione della notifica da parte del Segretario Generale.

22
Articolo 22 - Emendamenti

a. Ogni Parte, ed il comitato di cui allarticolo 16, possono proporre


emendamenti alla presente Convenzione.

b. Ogni proposta di emendamento sar notificata al Segretario


Generale del Consiglio dEuropa, che la comunicher agli Stati
membri del Consiglio dEuropa, alle altre Parti ed ad ogni Stato non
membro e allUnione europea invitati ad aderire a questa
Convenzione in conformit con le disposizioni dellarticolo 19.

c. Il comitato esaminer ogni emendamento proposto e presenter il


testo adottato da una maggioranza di tre quarti dei rappresentanti
dei partecipanti al comitato dei Ministri per lapprovazione.
A seguito dellapprovazione del Comitato dei Ministri, in base alla
maggioranza prevista dallarticolo 20 dello statuto del Consiglio
dEuropa e con voto allunanimit degli Stati Parti aventi diritto a
sedere nel Comitato dei Ministri, il testo sar spedito alle Parti per
accettazione.

d. Ogni emendamento entrer in vigore, nei confronti delle Parti che


lo abbiano accettato, il primo giorno del mese seguente la scadenza
di un periodo di tre mesi dalla data in cui dieci Stati membri del
Consiglio dEuropa abbia informato il Segretario Generale della
loro accettazione. Per ogni Parte che la accetti in seguito, tale
emendamento entrer in vigore il primo giorno del mese successivo
alla scadenza di un periodo di tre mesi dalla data in cui detta Parte
abbia informato il Segretario Generale della relativa accettazione.

23
Articolo 23 - Notifiche

Il Segretario Generale del Consiglio dEuropa notificher agli Stati


membri del Consiglio dEuropa, ad ogni Stato che abbia aderito o sia
stato invitato ad aderire alla presente Convenzione e allUnione
Europea che abbia aderito o sia stata invitata ad aderire, riguardo:

a. ogni firma;

b. il deposito di ogni strumento di ratifica, accettazione, approvazione


o adesione;

c. ogni data di entrata in vigore di questa Convenzione in conformit


con le disposizioni degli articoli 18, 19 e 20;

d. ogni emendamento proposto alla presente Convenzione in con-


formit con le disposizioni dellarticolo 22, cos come la relativa
data in cui lemendamento entrer in vigore;

e. qualsiasi altro atto, dichiarazione, notifica o comunicazione


concernente questa Convenzione.

In fede di che, i sottoscritti, essendo debitamente autorizzati a que-


sto fine, hanno firmato questa Convenzione.

Fatto a Faro, il ventisette ottobre 2005, in inglese ed in francese, i due


testi facendo ugualmente fede, in un unico esemplare che sar depo-
sitato negli archivi del Consiglio dEuropa.

Il Segretario Generale del Consiglio dEuropa ne trasmetter copia


certificata conforme ad ogni Stato membro del Consiglio dEuropa,
nonch a ogni Stato o allUnione europea invitati ad aderire alla pre-
sente Convenzione.

24
25
Referenze fotografiche

COPERTINA Pag. 8
Milano, Pinacoteca di Brera, La fiumana Carbonia (CI), i Pozzi della Miniera di
di Giuseppe Pellizza da Volpedo Serbariu.
Murano (VE), Cavallino incandescente Foto: Erminia Sciacchitano
appena realizzato da un Maestro vetraio.
Foto: Erminia Sciacchitano Pag. 11
Firenze, Museo Archeologico Nazionale S. Vito lo Capo (TP), Riserva dello zingaro
Cammeo con immagine di ermafrodito. Artigiani intrecciano fibre di Palma
III sec. d.C.; nana.
Foto: Ministero per i beni e le attivit Foto: Erminia Sciacchitano
culturali
Pag. 12
4 DI COPERTINA Asolo (TV), Galleria della Fornace
Ragusa Ibla, dettaglio architettonico. Foto: Arch. Leopoldo Saccon
Foto: Erminia Sciacchitano
Pag. 13
INTERNO Carbonia (CI), Museo del carbone,
Pag 3 Biciclette dei Minatori.
Venezia, I telai settecenteschi ancora in Foto: Erminia Sciacchitano
uso presso la tessitura Bevilacqua
Archivio Bevilacqua Pag. 14
Venezia, Costruzione di un Sandolo Venezia, Al Ponte delle Guglie
Foto: Marco Polo System Venezia, Paline per ormeggio.
Foto: Erminia Sciacchitano
Pag. 6 Venezia, Costruzione di una gondola.
Pinacoteca di Brera (Mi), Veduta di S. Artigiano Roberto Tramontin.
Marco, di Antonio Canal detto Canaletto Foto: Gianfranco Munerotto
(1697-1768)
Foto: Ministero per i beni e le attivit Pag. 15
culturali Pinacoteca di Brera (MI),
Brera unaltra storia, formazione
di otto mediatori museali
Foto: Erminia Sciacchitano

26
Pag. 16 Pag.22
Roma, Fontana di Trevi. Bagno Vignoni, S. Quirico dOrcia (SI).
Foto: Erminia Sciacchitano La piazza principale con al centro
la sorgente termale.
Pag. 20 Foto: Erminia Sciacchitano
Pinacoteca di Brera (MI), Brera unaltra
storia, un mediatore museale analizza Pag. 25
la Predica di san Marco ad Alessandria Venezia, Bacino di San Marco dalla Riva
dEgitto. degli Schiavoni. Foto: Giulio Bodon
Siracusa, Piazza del Duomo. Ravello (SA), Villa Rufolo.
Foto: Erminia Sciacchitano Foto: Erminia Sciacchitano

Pag. 21
Dolomiti innevate, punta del monte
Civetta
Foto: Regione del Veneto

27
www.coe.int/t/dg4/cultureheritage/heritage/Identities/default_en.asp
www.coe.int/t/dg4/cultureheritage/heritage/identities/default_FR.asp
www.ufficiostudi.beniculturali.it

EDIZIONE ITALIANA:
a cura del Ministero per i beni e le attivit culturali -
Segretariato generale

IN COLLABORAZIONE CON:
Consiglio dEuropa - Ufficio di Venezia
Soprintendenza Archivistica del Veneto
Con il contributo della Regione del Veneto

GRAFICA:
WebLab Communication

28