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Ti ritrovi in burrasca?

Tutti i consigli per salvarti la ghirba


Vi ritrovate nella burrasca? Succede, nell'imprevedibilissimo Mediterraneo. Ma salverete la
pellaccia mettendo in pratica tutto questo - Seconda puntata
Posted on giugno 18, 2017 by La Redazione in Tecnica&Accessori // 0 Comments

Il Mediterraneo un mare bastardo, talvolta le previsioni meteo non ci azzeccano e vi ritrovate nel bel mezzo di una burrasca non
preventivata. In due puntate (qui il link a quella precedente), vi diciamo tutto quello che dovete e potete fare per uscirne fuori evitando tragedie.
E anche quello che avreste dovuto fare in precedenza in modo tale da non farvi comunque trovare impreparati. Dopo i primi sette consigli
proseguiamo. (foto Dan Towers/onEdition)

SALVARSI NELLA BURRASCA, PARTE 2

8 La fuga dal vento


Se ci troviamo nel posto sbagliato al momento sbagliato, ovvero nel settore della depressione che ci obbliga a mare e vento contrario,
opportuno e consigliabile invertire la rotta e navigare al lasco per cercare di preservare lattrezzatura e la barca dal forte stress. Se anche in
queste condizioni la barca risulta ingovernabile va valutata la cappa, anche con lausilio dellancora galleggiante per frenare lo scarroccio (di cui
vi parliamo qua sotto).

9 Lultima spiaggia: lancora galleggiante


Quando la cappa filante, la cappa a secco di vele e la fuga davanti alla burrasca non sono pi efficaci, c un unico mezzo in grado di rendere la
navigazione gestibile: un generatore di resistenza idrodinamica, detto in altre parole, un sistema per frenare. Chiamate indistintamente ancore
galleggianti, senza differenziarle secondo il tipo di meccanismo utilizzato e la sua funzione, le tipologie di prodotti per fermare, rallentare e
trattenere uno scafo in mare aperto sono in realt due: la prima, quella delle ancore galleggianti o ancore a paracadute, viene fissata a prua per
mantenere la barca pressoch ferma nella direzione del vento e delle onde; la seconda, quella delle spere, viene assicurata a poppa per
rallentare e stabilizzare la barca in movimento. I modelli di ancora galleggiante sono tutti molto simili, pi vario il panorama delle spere: si va
dal copertone fai da te ai prodotti pi evoluti, distinti in morbidi semplici (Paratech e modelli tipo manica a vento), morbidi in serie (Jordan
Series) e rigidi (Seabrake e Galerider).

10 Approcciare la burrasca
Sapere dove posizionata una bassa pressione e conoscere il movimento dei venti al suo interno sono, sul piano meteorologico, i due capisaldi
per affrontare una burrasca in alto mare. Si pu infatti attuare una tattica di navigazione che ci permette di allontanarci dal centro depressionario
dove i venti sono pi forti anzich finirci dentro, cos come di posizionarci rispetto al centro della bassa pressione in modo da prendere venti
portanti oppure al mascone, a seconda delle reazioni della nostra barca. La legge che regola la direzione del vento negli anticicloni (alte
pressioni) e nei cicloni (basse pressioni) prende il nome dal meteorologo olandese Buys Ballot e dice che, relativamente al nostro emisfero,
nelle zone anticicloniche il vento soffia dal centro verso la periferia in senso orario, mentre nelle zone cicloniche il vento soffia dalla periferia
verso il centro in senso antiorario. La direzione del vento in mare aperto (sotto costa esso influenzato dai rilievi e in generale dallorografia del
territorio) quasi parallela alle isobare, con una leggera deviazione (da 10 a 20) verso lesterno nelle alte pressioni e verso linterno del centro
nelle basse. Se ci si pone dunque con la faccia al vento reale, il centro dellalta pressione si trover alla nostra sinistra, mentre il centro della
bassa pressione si trover alla nostra destra.

11 Timonare di bolina con il ventone


Vi ritrovate nel bel mezzo della burrasca. Se state navigando in bolina con onda proveniente dalla direzione del vento, i frangenti colpiranno lo
scafo al mascone. Questo si traduce in un aumento dellangolo di incidenza del vento apparente in un cosiddetto effetto rollio. Se siete al
timone, sappiate che non potrete concedervi un minuto di pausa. Alla prima distrazione, potreste inchiodare la barca che scarroccer
inesorabilmente: orzate salendo dolcemente sullonda (il vento rinforza gradualmente dal cavo alla cresta) per poi poggiare lungo la discesa,
guadagnando la velocit sufficiente per affrontare nuovamente la salita. Meglio riuscire a coinvolgere anche un randista, facendolo cazzare la
scotta sulla cresta e lascare nel cavo, e un tailer per il fiocco. Tenete presente questa possibilit quando a bordo avete qualcuno che soffre il
mal di mare: tenendolo impegnato, diminuirete la possibilit che si lanci verso i candelieri in preda alla nausea.

12 Frenare lo sbandamento
Ma uno sbandamento oltre i 20 riduce drasticamente le prestazioni di unimbarcazione: se il vento sta aumentando e vi rendete conto che la
barca pi inclinata del dovuto (a proposito, perch non acquistare un inclinometro, da montare, ben visibile, in pozzetto? Un modello della Sea
World arriva costa circa 10 euro + Iva), dovete agire immediatamente sulle vele. Tesate il paterazzo, in modo da flettere lalbero e smagrire la
randa, cazzate la base e lascate la scotta randa (e il carrello) per svergolarla, finch la stecca in alto non sar parallela al boma. Dovete
intervenire anche sul fiocco (si presuppone che ne abbiate armato uno a bassa sovrapposizione, visto il vento forte), tesandolo e svergolandolo
sui profili pi alti: cazzatelo bene e spostate il carrello verso poppa.

13 Allertare i soccorsi
Uno skipper preparato e consapevole allerta i soccorsi preferibilmente solo in caso di grave avaria, reale ingovernabilit della barca o ferito a
bordo. Il Mayday via VHF va lanciato soltanto in caso di uomo a mare o pericolo di imminente affondamento. Dopo aver ripetuto la parola
Mayday sul Canale 16 per tre volte, va detto il nome della barca richiedente soccorso per tre volte, e ripetere loperazione ogni due minuti fino
a che non si riceve risposta. Per tutti gli altri casi, come un ferito a bordo, si chiama il PanPan per tre volte, seguito anche in questo caso dal
nome dellimbarcazione tre volte e dal tipo di emergenza: (ad esempio, medico a bordo). Occhio al tasto rosso DSC (Distress) sul VHF, che
deve essere utilizzato unicamente per una richiesta di soccorso e non per altre comunicazioni. Utilizzarlo per unurgenza (Pan-Pan) o per una
segnalazione di sicurezza (securit) pu costituire un procurato allarme e si passibili di una condanna a 6 anni di galera, una multa salata ed il
rimborso delle spese. Risulta importante quindi che lo skipper o i membri pi esperti dellequipaggio, aiutano i pi impreparati a gestire il panico
in attesa che il maltempo diminuisca. La lucidit, pu sembrare banale sottolinearlo, il primo soccorso che si d a noi stessi se stiamo
affrontando una burrasca o condizioni critiche.
14 La zattera di salvataggio
Speriamo che non vi serva mai, ma se serve A bordo, cercate di posizionare la zattera in modo che sia facilmente accessibile in caso di
emergenza. Evitate di metterla sottocoperta (sarebbe difficile trasportarla allesterno, soprattutto se lequipaggio si fa prendere dal panico).
Anche riporla in un gavone esterno non una scelta consigliabile, poich le altre attrezzature stivate ne ostacolerebbero lestrazione. Sono molti
i cantieri che hanno pensato di creare spazi appositi per lalloggiamento della zattera, riposta nella custodia. Robuste cinghie a sganciamento
rapido consentono la messa in opera del battello con la massima prontezza. Fate attenzione a non eseguire nodi che, nel momento del bisogno,
potrebbero rivelarsi difficili da sciogliere.

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