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La societa dipendente Il sistema di competenze e responsabilita per comprendere, decidere e agire acura di Pietro Fausto D’Egidio e Alfio Lucchini FrancoAngeli ee Devianze ed etichette Spesso non ci interroga sull’etichetta deviante quando viene appli- cata a persone o ad azioni particolari, ma la si considera come un da- to di fatto, Cosi facendo, si accettano i valori del gruppo che ha emesso il giudizio, senza considerare che le societ& contemporance sono costi- tuite da diversi gruppi, ognuno dei quali con il proprio universo di valori e le norme collegate. A complicare il quadro il fatto che spesso i soggetti appartengono simultaneamente a molti gruppi e, pertanto, un individuo pud infran- gete le regole di un gruppo mentre si conforma a quelle di un altro, Per questo & deviante? Chi lo stabilisce? L teorici dell’etichettamento, applicando largamente il modello me- adiano alla devianza, hanno voluto dimostrare come le etichette si creino, si impongano e resistano attraverso 'interazione, Secondo Becker, non esistono azioni devianti o criminali per na- tura, né persone naturalmente devianti o criminal. Piuttosto, la devianza dipende dalla definizione di norme prev enti ¢ riconosciute dalla societa “conforme” ¢ dalla reazione sociale alla violazione delle suddette norme in diverse situazioni. In Outsiders: saggi di sociologia della devianza, sostiene il ca- ito della devianza, mediante la creazione e rattere socialmente costr Vapplicazione di determinate regole, e questo orientamento ha avuto Veffetto di spostare il centro dell’attenzione dal perché le persone so- no devianti al perché e come le persone vengono etichettate come ta li: Tutti i gruppi sociali creano delle norme e tentano, in determinati momenti ¢ circostanze, di farle rispetiare, Le norme sociali indica- no i tipi di comportamento propri di determinate situazioni, defi- nendo certe azioni “giuste” e vietandone alire “sbagliate”. Quan- do una norma 2 imposta, la persona che si presume Uabbia infrania puo essere vista come un individuo particolare, che non si pud esse- re sicuri viva secondo le regole concordate... Da questo punto di vi- sta, la devianza non é una qualita dell'atto commesso da una perso- na, ma piuttosto una conseguenza dell'applicazione da parte di altri, di norme e sanzioni nel confronti di un “colpevole”. I! deviante & 38 una persona alla quale questa etichetta stata applicata con suc- cesso... Ma la persona cui viene attribuita Vetichetta...pud non ac- cettare la norma in base alla quale & giudicata, e non ritenere colo- ro che la giudicano competenti o legittimamente qualificati a farlo.. il trasgressore della norma pud considerare i suoi giudici come out- siders (Becker H, (1963), Outsiders: saggi di sociologia della devian- za, EGA Editore, Torino 1987, pp. 21-28). Becker ha anche deseritto la carricra deviante secondo le fasi at- traverso le quali le persone interiorizzano Fetichetta che & stata loro applicata. Questa idea & utile per capire in che modo gli individui si rasse- gnino ad accettare gradualmente etichette come quelle di “strano”, “inaffidabile”, “poco di buono” che vengono loro applicate, e alla fine vedano le loro idemtita in quei termini. Spesso si sviluppa infatti un processo che conduce Vindividuo a prender parte a una sottocultura organizzata attorno a una determina- ta attivitd deviante. Lindividuo mantiene un modello di comportamento per un lungo periodo, che diviene un modo di vivere che struttura l'identit’ attorno a tale modello di comportamento, Becker lo esemplifica quando analizza i diversi passaggi della car- ricra del consumatore di marijuana: dall'imparare la teenica, a per- cepire gli effetti della sostanza; dalle problematiche relative al rep rimento, alla segretezza e alle giustificazioni associate al consumo (Becker H. (1963), Outsiders: saggi di sociologia della devianza, EGA Editore, Torino 1987, pp. 72-89). Da tali considerazioni emerge chiaramente che uno dei passi de- cisivi nel proceso di costruzione di un modello stabile di comport mento non conforme, per la successiva partecipazione sociale e per Vimmagine di sé di un individuo, rappresentato dall'esperienza di essere etichettato pubblicamente, rappresentato, e, al limite, persegui- to come deviante. Liminare ai teorici dell’etichettamento, ma, allo stesso tempo, an- ticipatrice di impostazioni diverse & 'opera di David Matza che, rife- rendosi ai “sotterraneo”, suggerisce l'esistenza di valori della societa “normale” che, pur non uscendo dai confini del conforme, non ven- 4 gono di regola vissuti apertamente, non essendo centrali ¢ cardinali ma ritenuti comungue ammissibili e praticabili se perseguiti in are sociali marginali. Non solo la parte della soviet’ ritenuta deviante, che Matza iden tifica con gli esponenti delle bande giovanili, dei movimenti politici radicali e delle controculture (¢ elenco potrebbe continuare), a rico- noscersi in tali valori, ma anche chi & considerato un degno rappr sentante della vita sociale “ufficiale”. Dunque, secondo questa interpretazione, coloro che indulgono in attivit’ socialmente definite come devianti lo fanno senza contrap- porsi frontalmente alle norme egemoni, ma semplicemente “neutra- lizzandone” il divieto (Matza D., Sykes G. (1957), La delinquenza giovanile. Teorie ed analisi, Armando, Roma 2010, pp. 65-104), Marginalita e rischio. Gli indesiderata della postmodernita Una reazione alle tendenze prevalenti del discorso pubblico & rin- tracciabile nella multiforme opera di Zygmunt Bauman, che inquadra il fenomeno nel pid. ampio proceso di modernizzazione e individua lizzazione. Dalle riflessioni che il sociologo polacco dedica alla globalizza- zione ¢ alle sue conseguenze sociali ¢ individuali nel passaggio dalla fase solida a quella liquida della modernita, emerge una analisi origi nale e critica della rappresentazione di cid che, nella realth quotidia- na delloggi, viene considerato altro, diverso, inutile, fastidioso e m naceioso. Una chiave di lettura privilegiata pet comprendere Je riflessio- ni che Bauman dediea alla marginalita, al controllo sociale e alla de- vianza rimanda agli effetti profondi della disuguaglianza sociale: E opinione diffusa che la qualita complessiva di una societa possa es- sere misurata sulla base della qualité media delle parti che la com- pongono. Per valutare le condizioni sociali nel loro complesso ci si basa sul valore medio degli indici di reddito, degli standard igieni- co-sanitari, dei tassi di occupazione ec, Invece, l'accrescersi della disuguaglianza @ quasi mai visto come indizio di qualcosa di diver- 38