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Politecnico di Milano

Dipartimento di Ingegneria Strutturale

Scuola di Dottorato in Ingegneria Strutturale,


Sismica e Geotecnica

Analysis of Creep and Shrinkage Effects


in Concrete Structures
CISM Course
Udine - May 23, 2011 - May 27, 2011
Coordinated by Domingo J. Carreira, Mario Alberto Chiorino

Meccanica non deterministica di schemi strutturali


strallati e precompressi soggetti a fenomeni differiti
Milano, 12 Settembre 2011

Approfondimento a cura di:


Manuel Quagliaroli
quagliaroli@stru.polimi.it
Dottorando - Ciclo XXVI - Politecnico di Milano

Sommario
Il lavoro pone a confronto il comportamento nel tempo di due strutture elementari in cal-
cestruzzo, una mensola strallata e una mensola precompressa. In una prima fase il problema
posto in ambito deterministico, volto a sottolineare quale sia il ruolo della pretensione negli
stralli, considerando diverse inclinazioni del cavo. In una seconda fase, mediante un approc-
cio probabilistico, si tratta lincertezza legata alle forze di tesatura e, in particolare, la sua
evoluzione nel tempo. Sulla base dei risultati ottenuti si possono osservare due tipologie strut-
turali: quelle nelle quali le incertezze non rivestono particolare importanza e quelle nelle quali
le incertezze giocano un ruolo fondamentale.

KEYWORDS: effetti differiti, strutture strallate, strutture precompresse, meccanica non


deterministica.
INDICE 1

Indice
1 Introduzione 2

2 Richiami di analisi strutturale in regime elasto-viscoso 2


2.1 Relazione sforzo-deformazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 2
2.2 Metodi per lanalisi strutturale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 2

3 Meccanica elementare di un ponte strallato 3


3.1 Il ruolo della pretensione degli stralli . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 3
3.1.1 Mensola strallata - strallo non preteso . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 3
3.1.2 Mensola strallata - strallo preteso . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 4
3.2 Analisi numerica e confronti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 5

4 Meccanica elementare di un ponte precompresso 7

5 Da strutture strallate a strutture precompresse 9

6 Trattamento delle incertezze relative alle forze di contrasto 11

7 Conclusioni 16

Bibliografia 18
1 Introduzione 2

1 Introduzione
In questo lavoro si cercato di sintetizzare il comportamento di strutture strallate e precompresse
nel tempo. Si considerata una mensola, prima sostenuta da uno strallo singolo avente inclinazione
variabile, e successivamente precompressa da un cavo rettilineo eccentrico. In tutti i casi esaminati
il valore del tiro da assegnare ai cavi stato determinato come quel particolare valore in grado di
annullare lo spostamento dovuto al peso proprio, in corrispondenza del tempo di carico. Fissato
questo valore di tiro, si sono valutati gli effetti dovuti a ritiro e viscosit del calcestruzzo.
In particolare, si voluto esaminare il ruolo delle incertezze associate alle azioni antagoniste ai
carichi, ovvero la tesatura degli stralli e/o la precompressione. Mediante simulazioni Monte Carlo,
si sono studiati i suoi effetti sul sistema strutturale nel tempo.
Per un dato set di dati, gli effetti differiti sono stati studiati mediante unanalisi passo-passo
utilizzando una particolare tecnica di partizione.

2 Richiami di analisi strutturale in regime elasto-viscoso


2.1 Relazione sforzo-deformazione
Considerando un provino di calcestruzzo e fissato lo sforzo applicato al tempo t0 , la deformazione
al tempo t risulta:
c (t0 )
c (t) = [1 + (t, t0 )] = c (t0 ) J (t, t0 ) (1)
Ec (t0 )
dove (t, t0 ) il coefficiente di viscosit, funzione del tempo di carico t0 e del tempo t in cui
la deformazione misurata, e J (t, t0 ) la funzione di viscosit. Diverse funzioni di viscosit sono
state proposte. Le pi usate sono quelle proposte in seno all ACI, al CEB a da Baant e coautori.
Assumendo valido il principio di sovrapposizione degli effetti, la deformazione corrispondente a una
storia di carico risulta:
Z c (t)
c (t0 ) [1 + (t, )]
c (t) = [1 + (t, t0 )] + dc ( ) + sh (t, t0 ) (2)
Ec (t0 ) c (t0 ) Ec ( )

dove sh (t, t0 ) la deformazione da ritiro. Lintegrale rappresenta la deformazione istantanea


pi quella viscosa provocata nel periodo temporale t t0 .

2.2 Metodi per lanalisi strutturale


Ai fini dellanalisi strutturale impostata mediante elementi finiti, le leggi viscose sono state svilup-
pate in diverse forme. I metodi pi utilizzati sono:
- approcci diretti, chiamati anche metodi algebrici, basati su semplici regole di quadratura
dellintegrale, come lA.A.E.M.M. (Trost (1967), Baant (1972a), Ghali et al. (2002));

- approcci step-by-step, nelle versioni:

- quelle basate su integrazione diretta, con le funzioni di ritiro e viscosit in forma matri-
ciale, (Baant, 1972b);
- quelle basate dui nuclei degeneri e serie di Dirichlet, che hanno il vantaggio di richiedere
solamente la memorizzazione dellultimo step, (Baant e Wu, 1973).

- The Reduced Relaxation Function Method, (Mola, 1993).


Nel seguito si far uso del metodo A.A.E.M.M. per le considerazioni teoriche, mentre del metodo
passo-passo per limpostazione del problema in forma numerica, utilizzando una speciale tecnica di
partizione matriciale i cui dettagli sono forniti in (Malerba et al., 1986).
3 Meccanica elementare di un ponte strallato 3

3 Meccanica elementare di un ponte strallato


Il comportamento verticale di un ponte sorretto da stralli governato dal ruolo antagonista di:

1. peso proprio;

2. pretensione degli stralli.

Nel seguito, si esaminano i due contributi e si delineano alcune osservazioni.

3.1 Il ruolo della pretensione degli stralli


Essendo il contributo del peso proprio non dipendente da accorgimenti progettuali, si vuole mostrare
attraverso una dimostrazione formale il ruolo rivestito dalla pretensione degli stralli.

3.1.1 Mensola strallata - strallo non preteso


Si consideri lo schema strallato elementare di Fig. 1.

(a) Geometria. (b) Incognita iperstatica.

Figura 1: Struttura strallata elementare - strallo non preteso.

Mediante il metodo delle forze applicato al tempo di carico t0 si ottiene:


l 4
q 8(EI) u10
c
X(t0 ) = = (3)
l3
+ h am
11+ as11
3(EI)c (EI)s

al tempo t invece, lequazione di congruenza :

(1 + ) X(t) am m s
11 + (1 ) X(t0 ) a11 (1 + ) u10 = X(t) a11 (4)

dalla quale si ricava:

(1 ) X(t0 ) am
11 + (1 + ) u10
X(t) = (5)
(1 + ) a11 + as11
m

E facile mostrare che:

X(t) > X(t0 ) (6)

cio lo strallo, nel tempo, si carica. E possibile fermare, oppure compensare questo fenomeno?
3.1 Il ruolo della pretensione degli stralli 4

(a) Geometria. (b) Incognita iperstatica.

Figura 2: Struttura strallata elementare - strallo preteso.

3.1.2 Mensola strallata - strallo preteso


Si consideri lo schema strallato elementare di Fig. 2. La pretensione nello strallo modellata
mediante una variazione termica. Ripetendo i passaggi precedenti si ottiene:

T h + u10
X(t0 ) = (7)
am s
11 + a11

T h (1 ) X(t0 ) am
11 + (1 + ) u10
X(t) = (8)
(1 + ) a11 + as11
m

Si cerca quel valore di T h in grado di compensare il fenomeno viscoso. Si cerca cio di non
avere variazioni nel tempo del tiro dello strallo. Imponendo:
as11
X(t) = X(t0 ) T h = u10 (9)
am11

dopo alcune semplificazioni si ottiene che con tale valore di pretensione, il tiro nello strallo costante
nel tempo e vale:

u10 as11 /am


11 + u10 u10 l4 3 (EI)c 3
X(t) = X(t0 ) = m s = m = p 3
= pl (10)
a11 + a11 a11 8 (EI)c l 8
che la reazione associata ad un appoggio rigido in B. In sintesi quindi, assegnando come pretensione
allo strallo quella particolare pretensione equivalente al vincolo rigido (Fig. 3), il tiro nello strallo
si mantiene costante nel tempo. Ne consegue che lo spostamento verticale del punto B nullo per
tutti i tempi.

Figura 3: Pretensione equivalente al vincolo rigido.

Alla stessa conclusione si poteva giungere ricordando:


3.2 Analisi numerica e confronti 5

1. Il primo teorema della viscoelasticit lineare:


in una struttura omogenea a comportamento elasto-viscoso lineare, con coefficiente di Poisson
costante nel tempo e con vincoli fissi, soggetta a sole azioni statiche, lo stato di sollecitazione
coincide con quello valutabile in fase puramente elastica lineare, mente lo stato di defor-
mazione deve essere valutato sommando a quello elastico gli effetti della viscosit ad esso
conseguenti;

2. Il teorema di Volterra:
garantisce, sotto particolari ipotesi, lesistenza e lunicit della soluzione.

Senza fare calcoli quindi:


tirando lo strallo con la reazione di vincolo rigido si sostituisce, al tempo t0 lo strallo con un
appoggio rigido. Non si pu dire cosa succeder per tempi successivi. Vale per 1) che dice che lo
stato di sollecitazione non varier. Siccome 2) garantisce che quella soluzione unica vuol dire che
non varier davvero.

3.2 Analisi numerica e confronti


I due casi precedenti sono stati studiati numericamente, mediante un programma ad elementi
finiti che opera con il metodo dellintegrazione diretta, (Malerba et al., 1986). Il programma
stato realizzato in ambiente fortran. La sezione della mensola studiata e le relative propriet sono
mostrate in Fig. 4.
La Fig. 5 pone a confronto le configurazioni deformate e le loro evoluzioni temporali per il caso di
strallo non preteso e strallo preteso. Nel primo caso si osserva che la punta della mensola continua
a spostarsi nel tempo, mentre nel secondo caso essa fissa per ogni istante temporale.

Figura 4: Sezione e relative propriet della mensola studiata.


configurazioni deformate [cm]

0
configurazioni deformate [cm]

0
-1 -1

-2 -2
-3 -3
-4 -4
-5 -5
-6 -6
-7 -7
0 500 1000 1500 2000 0 500 1000 1500 2000
ascissa corrente [cm] ascissa corrente [cm]
(a) Strallo non preteso. (b) Strallo preteso a vincolo rigido.

Figura 5: Evoluzione delle deformate nel tempo per la mensola strallata.

La Fig. 11 confronta levoluzione dello spostamento nel tempo normalizzato a quello istantaneo
(s(t)/s(t0 )) con la funzione di viscosit, anchessa normalizzata (f (t, t0 ) Ec (t0 )). La struttura
3.2 Analisi numerica e confronti 6

4 4
3.5 f(t,t0).Ec(28) 3.5
f(t,t0).Ec(28)
3 s(t)/s(t0) 3 s(t)/s(t0)
2.5 2.5
[-]

[-]
2 2
1.5 1.5
1 1
0.5 0.5
0 0
10 100 1000 10000 10 100 1000 10000
Tempo [giorni] Tempo [giorni]
(a) Strallo non preteso. (b) Strallo preteso a vincolo rigido.

Figura 6: Confronti con la funzione di viscosit.

7 7
x 10 x 10
-15 -15
Momento flettente [kgf cm]

Momento flettente [kgf cm]


-10 -10

-5 -5

0 0

5 5
0 500 1000 1500 2000 0 500 1000 1500 2000
ascissa corrente [cm] ascissa corrente [cm]
(a) Strallo non preteso. (b) Strallo preteso a vincolo rigido.

Figura 7: Evoluzione dei momenti flettenti nel tempo per la mensola strallata.

5 5
x 10 x 10
1 1
Azione tagliante [kgf]
Azione tagliante [kgf]

0.5 0.5

0 0

-0.5 -0.5

-1 -1

-1.5 -1.5

-2 -2
0 500 1000 1500 2000 0 500 1000 1500 2000
ascissa corrente [cm] ascissa corrente [cm]

(a) Strallo non preteso. (b) Strallo preteso a vincolo rigido.

Figura 8: Evoluzione delle azioni taglianti nel tempo per la mensola strallata.

non omogenea, ma nel secondo caso la tesi del primo teorema della viscosit rispettata in quanto
la pretensione assegnata sostituisce un vincolo rigido. Se infatti si tracciano i diagrammi delle
azioni interne, nel caso di strallo non preteso si nota che nel tempo si ha una ridistribuzione del
regime statico, mentre nel caso di strallo preteso a vincolo rigido ci non accade (Fig. 7 e Fig. 8).
La Fig. 9 mostra, per sovrapposizione di effetti, levoluzione del tiro nello strallo. Si pu notare
come nel primo caso la forza nello strallo aumenti in accordo alla (6), mentre nel secondo caso essa
risulti ivariante nel tempo e pari, in accordo alla (10), a:

3 3 kN
T = pl = 120 20m = 900 kN (11)
8 8 m
4 Meccanica elementare di un ponte precompresso 7

1000
(3)
900

800

Tiro nello strallo [kN]


700 (1)
600
(1) Solo peso proprio
500 (2) Sola pretensione
400 (3) = (1)+(2)
300

200 (2)
100

0
10 100 1000 10000
Tempo [giorni]

Figura 9: Evoluzione del tiro nello strallo nel tempo. Caso preteso e non preteso a confronto.

4 Meccanica elementare di un ponte precompresso


Si consideri la mensola precompressa di Fig. 10. Si vuole valutare il valore della forza di precom-
pressione per la quale lo spostamento verticale in B nullo. A questo fine si considerano i soli
effetti flessionali.

Figura 10: Sezione e relative propriet della mensola precompressa. e = h/6 = 16.67 cm

Lo spostamento in B per peso proprio :

1 pl4
dpB = (12)
8 (EI)c

mentre quello dovuto alla precompressione vale:

1 N e l2
dN
B = (13)
2 (EI)c

Uguagliando la (12) e la (13) si ottiene quel particolare valore di forza da assegnare al cavo
affinch, almeno al tempo di carico, lo spostamento di B sia nullo:

1 pl2
N= = 72000 kN (14)
4 e
Lazione di precompressione, il ritiro e la viscosit causano effetti differiti che si manifestano in
un accorciamento assiale della mensola al quale consegue una perdita di precompressione.
4 Meccanica elementare di un ponte precompresso 8

Il problema stato studiato numericamente e, anche in questo caso, si sono separati i contributi di:

1) peso proprio;

2) precompressione.

La Fig. 11a mostra levoluzione delle deformate nel tempo per il caso peso proprio + precom-
pressione. Si pu notare che la punta, ferma allistante di carico, subisce uno spostamento che
aumenta nel tempo. Tale spostamento rappresentato in Fig. 12, scomposto nei contributi di solo
peso proprio e sola precompressione.

4
f(t,t0).Ec(28)
configurazioni deformate [cm]

0
3.5
3 s(t)/s(t0)
-2
2.5

[-]
-4 2
1.5
-6
1
0.5
-8
0
-10
0 500 1000 1500 2000 10 100 1000 10000
ascissa corrente [cm] Tempo [giorni]
(a) Deformate nel tempo. (b) Confronto fra spostamento e funzione di viscosit.

Figura 11: Mensola precompressa. Deformate nel tempo e loro confronto con la funzione di viscosit.

60
Spostamento verticale [cm]

40 (2)

(1) Solo peso proprio


20
(2) Sola precompressione
(3) (3) = (1) + (2)
0

-20

-40 (1)

-60

10 100 1000 10000


Tempo [giorni]

Figura 12: Mensola precompressa. Evoluzione nel tempo dello spostamento in punta.

Infine, la Fig. 11b confronta lo spostamento e la funzione di viscosit. Si pu notare come a


rigore non ci sia pi una corrispondenza. La struttura infatti non omogenea e la precompressione
introdotta molto superiore a quella associata al vincolo rigido. Ne segue che il primo teorema
della viscosit non pi rispettato.
5 Da strutture strallate a strutture precompresse 9

5 Da strutture strallate a strutture precompresse


Lesempio studiato nel paragrafo precedente mostra limportanza del tiro di progetto nello strallo.
E stato dimostrato che assegnando allo strallo unazione pari a quella del vincolo rigido, il tiro
rimane costante nel tempo e lo spostamento nel punto di attacco sempre nullo. Tuttavia, lo
strallo considerato nellesempio verticale, vincolato rigidamente a terra. Nelle strutture reali
questo non si verifica mai. Gli stralli sono inclinati e attaccati alle antenne. Antenne e impalcato
subiscono deformazioni viscose. Tralasciando la modellazione delle antenne e considerando solo
quella dellimpalcato, si vuole indagare cosa succede allaumentare dellangolo di inclinazione dello
strallo. Lidea quella di diminuire progressivamente langolo di inclinazione dello strallo per
arrivare alla mensola precompressa, Fig. 13. Lultima configurazione non a rigore coerente con le
altre in quanto il cavo collaborante con la sezione dellimpalcato.

Figura 13: Strutture strallate e struttura precompressa studiata.

La prima cosa che occorre notare levoluzione dei tiri. Questi sono stati valutati imponendo,
analogamente a prima, che lo spostamento elastico sia nullo. Via via che lo strallo si inclina, tale
condizione si ottiene con tiri via via crescenti, Fig. 13.
Una domanda si pone a questo punto naturale: ancora vero che, pretensionando lo strallo
pari al valore di vincolo rigido, la struttura rispetta il primo teorema della viscoelasticit lineare,
con spostamento del nodo B nullo per tutti gli istanti temporali?
Gli andamenti degli spostamenti massimi della mensola confrontati con la funzione di viscosit sono
mostrati in Fig. 14.
4
f(t,t0).Ec(28) 3.64
(S.8)
3.62
3.5 s(t)/s(t0) (S.7)
3.6
(S.6)
3.58
3
Strallate 3.56 (P.1)
3.54 (S.5)
2.5 Precompresse (S.4)
3.52
3.5 (S.2) (S.3)
[-]

2 (S.1)
3.48
1.5 8400 8800 9200 9600 10000
Tempo [giorni]
1

0.5

0
10 100 1000 10000
Tempo [giorni]

Figura 14: Confronti con la funzione di viscosit. Validit del primo teorema.

Esaminando gli andamenti si nota che solo la struttura S.1, quella con lo strallo verticale, ri-
spetta tali condizioni. Questo perch inclinando lo strallo si comprime la mensola che nel tempo
5 Da strutture strallate a strutture precompresse 10

subisce una deformazione viscosa modificando sia lo stato di sollecitazione sia quello di deformazio-
ne. Tuttavia, gli spostamenti nel nodo B sono molto limitati. Nellesempio sono infatti dellordine
di 2 mm, Fig. 15.

0.25
0.225 (P.1)
Spostamento verticale [cm]

0.2 Strallate
(S.8)
Precompresse
0.175
(S.7)
0.15
0.125 (S.6)

0.1
0.075
(S.5)
0.05
0.025
(S.4)
(S.3)
0 (S.2)
(S.1)
10 100 1000 10000
Tempo [giorni]

Figura 15: Spostamento verticale del punto B per le strutture considerate.

E interessante notare come il caso peggiore sia rappresentato dalla mensola precompressa.
6 Trattamento delle incertezze relative alle forze di contrasto 11

6 Trattamento delle incertezze relative alle forze di contrasto


Con lobbiettivo di indagare levoluzione nel tempo di eventuali incertezze inerenti alla tesature, si
sono eseguite, per le 9 strutture considerate, simulazioni Monte Carlo, considerando come variabile
statistica il tiro nello strallo e la forza di precompressione. Sono state utilizzate distribuzioni
normali, aventi valore medio di Fig. 13 e scarto del 10%, (Elishakoff, 1999). Le funzioni di
densit di probabilit (pdf) dello spostamento verticale sono visualizzate nelle Fig. 20, Fig. 21,
Fig. 22. Nella Fig. 16 si mettono a confronto i due casi estremi (S.1) e (P.1) al tempo t=28 e
t=10000 giorni.
1 1 Confronto a 10000 giorni
Confronto a 28 giorni
0.8 0.8
(S.1) (S.1)
0.6 0.6

pdf
pdf

0.4 0.4

0.2 (P.1) 0.2 (P.1)

0 0
-20 -15 -10 -5 0 5 10 15 20 -20 -15 -10 -5 0 5 10 15 20

Spostamento verticale [cm] Spostamento verticale [cm]

Figura 16: Confronti fra le funzioni densit di probabilit, a t0 = 28gg e t0 = 10000gg.

Da come si pu notare, in tutti i casi, lo spostamento presenta un comportamento divergente,


rappresentato da un aumento della dispersione dei dati. Tale aumento risulta molto pi marcato nel
caso di struttura precompressa. La Fig. 17 pone a confronto levoluzione di (scarto quadratico) nel
tempo, normalizzata a iniziale. Si pu notare come la velocit del fenomeno sia legata allangolo
di inclinazione dello strallo e, in particolare, maggiore linclinazione dello strallo, maggiore la
dispersione dei dati. Il caso peggiore rappresentato dalla mensola precompressa.
4

Strallate (P.1)
3.5
Precompresse (S.8)
3 (S.7)
(t)/ (t0)

(S.6)
2.5

2 (S.5)

(S.4)
1.5 (S.3)
(S.2)
(S.1)
1
10 100 1000 10000
Tempo [giorni]

Figura 17: Evoluzione dellincertezza sullo spostamento nel tempo per le strutture esaminate.

Nei casi strallati, si valutata levoluzione nel tempo anche del tiro nello strallo, Fig. 18. Si
osserva un comportamento convergente (lo scarto quadratico diminuisce), la cui velocit dipende
ancora dallinclinazione dello strallo.
In termini pratici si pu trarre che, nel caso di strutture strallate, esiste un particolare angolo di
inclinazione dello strallo al di sotto del quale il trattamento delle incertezze non riveste particolare
importanza. Nel caso di strutture precompresse, invece, il trattamento delle incertezze ha registrato
una forte dispersione dei dati ed evidenzia quindi come sia necessaria una maggiore attenzione
nella fase di tesatura dei cavi. La valutazione dellangolo di inclinazione limite dipende dal tipo
di struttura e dal tipo di stato limite scelto. La Fig. 19a riporta le funzioni cumulate al tempo
t=10000 giorni per le 9 strutture considerate.
6 Trattamento delle incertezze relative alle forze di contrasto 12

1 (S.8)

0.9
(S.7)
0.8
(S.6)
0.7

(t)/ (t0) 0.6

0.5 (S.5)

0.4 (S.4)

0.3 (S.2) (S.3)


(S.1)
0.2
10 100 1000 10000
Tempo [giorni]

Figura 18: Evoluzione dellincertezza sulla tensione nello strallo nel tempo per le strutture strallate
esaminate.

Considerando lo spostamento allestremo della mensola come un parametro caratterizzante


uno degli stati limite di esercizio, si vuole completare la precedente esemplificazione valutando
le probabilit di superamento dei due stati limiti di seguito indicati:

1. SL1: spostamento massimo pari a 3 cm;

2. SL2: spostamento massimo pari a 5 cm.

In Fig. 19a sono mostrate le funzioni cumulate di probabilit in funzione dellinclinazione dello
strallo. Scegliendo in particolare una probabilit limite pf = 0.10, la Fig. 19b mostra come lo stato
limite 1) sia soddisfatto dalle strutture strallate (S.1-5) e lo stato limite 2) sia soddisfatto anche
dalla (S.6).

1
0.4
Strallate SL1. Spostamento = 3 cm
0.35
Precompresse
Probabilit di fallimento

0.8 SL2. Spostamento = 5 cm SL1


0.3

0.6 0.25
cdf

0.2 SL2
0.4
0.15

0.1
0.2
0.05

0 0
-20 -15 -10 -5 0 5 10 15 20
1)

2)

.3)

.4)

5)

6)

7)

8)

1)
(S.

(S.

(S.

(S.

(S.

(S.

(P.
(S

(S

Spostamento verticale [cm]


(a) Funzioni cumulate di probabilit (cdf ). (b) Probabilit di fallimento.

Figura 19: Funzioni di probabilit cumulate a t = 10000gg e probabilit di fallimento.

Considerando che nella pratica progettuale mettere in opera stralli troppo inclinati non con-
veniente in quanto si incrementa linefficienza del cavo stesso a causa della rilevanza che assumono
gli effetti geometrici (e quindi ci si allontana dal comportamento di biella tesa), si pu concludere
che le incertezze legate al tiro nei cavi rivestono un ruolo poco determinante ai fini della sicurezza
dellopera nella maggior parte dei ponti strallati.
La stessa cosa non pu dirsi per le strutture precompresse, nelle quali si hanno forze grandi che
lavorano con eccentricit piccole (il cavo deve essere contenuto nella sezione).
6 Trattamento delle incertezze relative alle forze di contrasto 13

(a) Strallata S.1. Pdf 3D. (b) Strallata S.1. Pdf dallalto.

(c) Strallata S.2. Pdf 3D. (d) Strallata S.1. Pdf dallalto.

(e) Strallata S.3. Pdf 3D. (f) Strallata S.3. Pdf dallalto.

Figura 20: Risultati della Monte Carlo a confronto in termini di spostamento. Strutture: S.1, S.2, S.3.
6 Trattamento delle incertezze relative alle forze di contrasto 14

(a) Strallata S.4. Pdf 3D. (b) Strallata S.4. Pdf dallalto.

(c) Strallata S.5. Pdf 3D. (d) Strallata S.5. Pdf dallalto.

(e) Strallata S.6. Pdf 3D. (f) Strallata S.6. Pdf dallalto.

Figura 21: Risultati della Monte Carlo a confronto in termini di spostamento. Strutture: S.4, S.5, S.6.
6 Trattamento delle incertezze relative alle forze di contrasto 15

(a) Strallata S.7. Pdf 3D. (b) Strallata S.7. Pdf dallalto.

(c) Strallata S.8. Pdf 3D. (d) Strallata S.8. Pdf dallalto.

(e) Precompressa P.1. Pdf 3D. (f) Precompressa P.1. Pdf dallalto.

Figura 22: Risultati della Monte Carlo a confronto in termini di spostamento. Strutture: S.7, S.8, P.1.
7 Conclusioni 16

7 Conclusioni
Dopo alcune considerazioni di carattere generale, si sono poste a confronto due tipologie strutturali:
le strutture sorrette da stralli e quelle precompresse e si studiato il loro comportamento nel tempo.
In seguito allo studio deterministico, volto ad evidenziare il ruolo della pretensione degli stralli, si
impostato il problema in termini non deterministici, per tenere in conto di errori derivanti dalla
tesatura dei cavi.
Per le strutture strallate si osservato che il tiro tende ad un comportamento autostabilizzante,
per cui anche eventuali errori di tesatura tendono ad essere recuperati nel tempo. Per quanto
riguarda gli spostamenti si ottenuto un comportamento opposto. Errori nella tesatura si riper-
cuotono invece in stati deformativi non desiderati le cui incertezze aumentano nel tempo. Gli errori
quindi non interessano il tiro nello strallo, ma si ripercuotono sul comportamento in esercizio.
Queste conclusioni dipendono dallinclinazione dei cavi. Pi il cavo inclinato e pi i fenomeni
descritti risultano accentuati.
Il caso peggiore stato evidenziato dalle strutture precompresse, nelle quali si hanno grandi
forze che lavorano con eccentricit contenute.
Concludendo, possibile affermare che le tipologie strallate sono poco sensibili alle incertezze,
mentre per le strutture precompresse si possono delineare le seguenti osservazioni:

elementi precompressi prodotti in serie in stabilimento. Operando con criteri di controllo


della qualit, si in grado di controllare la costanza dei parametri fondamentali:

- composizione delle miscele di calcestruzzo;


- ciclo termico di maturazione del calcestruzzo;
- controllo sistematico delle tolleranze geometriche (posizione dei trefoli);
- controllo del sistema di attuazione della precompressione;
- acquisizione statistica dei dati di produzione;

e quindi pi difficile avere le discrepanze nei parametri di progetto considerati in questo


lavoro.

elementi precompressi gettati in opera. Non possibile assicurare lo stesso livello di accura-
tezza per le voci prima elencate e alle quali si aggiungono anche nuove fonti di incertezza:

- costanza delle caratteristiche meccaniche e reologiche del calcestruzzo utilizzato;


- fattori di esposizione ambientale;
- tolleranze nel tracciamento dellandamento dei cavi;
- affidabilit in merito alle valutazioni circa le perdite per attrito;
- adattamento dei sistemi di precompressione (rientro dei cunei);

Il controllo della qualit delle lavorazioni di cantiere contribuisce, in modo determinante, a


ridurre gli effetti dellincertezza, ma comunque su una qualit dei risultati intrinsecamente
inferiore. In questo caso, si potrebbero presentare problemi non considerati in fase proget-
tuale, in quanto la concezione dellopera avviene mediante un approccio deterministico che
non considera laleatoriet dei parametri di progetto.

Ringraziamenti
Desidero ringraziare il Prof. Pier Giorgio Malerba, per avermi seguito e indirizzato nella scrit-
tura del codice di calcolo, e il Prof. Franco Mola per aver condiviso con me la Sua esperienza
nellaffrontare i problemi legati a deformazioni differite.
ELENCO DELLE FIGURE 17

Elenco delle figure


1 Struttura strallata elementare - strallo non preteso. . . . . . . . . . . . . . . . . . . 3
2 Struttura strallata elementare - strallo preteso. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 4
3 Pretensione equivalente al vincolo rigido. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 4
4 Sezione e relative propriet della mensola studiata. . . . . . . . . . . . . . . . . . . 5
5 Evoluzione delle deformate nel tempo per la mensola strallata. . . . . . . . . . . . . 5
6 Confronti con la funzione di viscosit. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 6
7 Evoluzione dei momenti flettenti nel tempo per la mensola strallata. . . . . . . . . 6
8 Evoluzione delle azioni taglianti nel tempo per la mensola strallata. . . . . . . . . . 6
9 Evoluzione del tiro nello strallo nel tempo. Caso preteso e non preteso a confronto. 7
10 Sezione e relative propriet della mensola precompressa. e = h/6 = 16.67 cm . . . . 7
11 Mensola precompressa. Deformate nel tempo e loro confronto con la funzione di
viscosit. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 8
12 Mensola precompressa. Evoluzione nel tempo dello spostamento in punta. . . . . . 8
13 Strutture strallate e struttura precompressa studiata. . . . . . . . . . . . . . . . . . 9
14 Confronti con la funzione di viscosit. Validit del primo teorema. . . . . . . . . . 9
15 Spostamento verticale del punto B per le strutture considerate. . . . . . . . . . . . 10
16 Confronti fra le funzioni densit di probabilit, a t0 = 28gg e t0 = 10000gg. . . . . 11
17 Evoluzione dellincertezza sullo spostamento nel tempo per le strutture esaminate. 11
18 Evoluzione dellincertezza sulla tensione nello strallo nel tempo per le strutture
strallate esaminate. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 12
19 Funzioni di probabilit cumulate a t = 10000gg e probabilit di fallimento. . . . . . 12
20 Risultati della Monte Carlo a confronto in termini di spostamento. Strutture: S.1,
S.2, S.3. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 13
21 Risultati della Monte Carlo a confronto in termini di spostamento. Strutture: S.4,
S.5, S.6. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 14
22 Risultati della Monte Carlo a confronto in termini di spostamento. Strutture: S.7,
S.8, P.1. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 15
BIBLIOGRAFIA 18

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