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Testo n.

IV. Intorno alla distinzione dei giudizi in sintetici e analitici.

In tutti i giudizi, in cui pensato il rapporto fra un soggetto e un predicato (considero qui
soltanto gli affermativi, poich lapplicazione ai negativi risulta poi facile) questo rapporto
possibile in due modi diversi. O il predicato B appartiene al soggetto A come qualcosa che
contenuto (dissimulatamente) in questo concetto A; oppure B si trova totalmente al di
fuori del concetto A, pur essendo in connessione con esso. Nel primo caso dico il giudizio
analitico, nel secondo sintetico. Giudizi analitici (affermativi) sono pertanto quelli in cui la
connessione del predicato col soggetto pensata per identit, mentre quelli in cui la
connessione pensata senza identit, di debbono chiamare sintetici. I primi potrebbero
anche esser detti giudizi esplicativi, gli altri ampliativi; [...] Se dico, ad esempio: Tutti i
corpi sono estesi , si tratta di un giudizio analitico; non ho infatti bisogno di andare al di l
dal concetto che collego alla parola corpo per rintracciare lestensione che ad esso si
connette, [...] Al contrario, se dico: Tutti i corpi sono pesanti , allora il predicato
qualcosa di completamente diverso da ci che io penso nel semplice concetto di corpo in
generale. Laggiunta dun tal predicato ci d quindi un giudizio sintetico.
I giudizi desperienza, come tali, sono tutti sintetici. Sarebbe infatti assurdo fondare un
giudizio analitico sullesperienza, quando, per formulare il giudizio, non ho alcun bisogno di
uscire dal mio concetto, e non mi occorre pertanto alcuna testimonianza dellesperienza.
Che un corpo sia esteso, una proposizione che sta salda a priori e non un giudizio
desperienza. [...]

I.KANT, Critica della ragion pura, Introduzione, trad. P.Chiodi, Utet, Torino 1967, pp.80-81. (OK)

Testo n.2

Materia e forma del fenomeno

[...] Nel fenomeno chiamo materia ci che corrisponde alla sensazione; ci che, invece, fa
s che il molteplice del fenomeno possa essere ordinato in precisi rapporti, chiamo forma
del fenomeno. Poich ci in cui soltanto le sensazioni si ordinano e possono esser poste
in una determinata forma, non pu, a sua volta, esser sensazione, ne viene che la materia
di ogni fenomeno ci di certo data soltanto a posteriori, ma la forma relativa deve trovarsi
per tutti i fenomeni gi a priori nellanimo e deve pertanto poter essere considerata
separatamente da ogni sensazione. [...]

I.KANT, Critica della ragion pura, trad. P.Chiodi, Utet, Torino 1967, p.98. (OK)