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DIRITTO PUBBLICO

21/02 lez.1

Definizione di diritto pubblico: Il diritto pubblico il diritto che si occupa dei rapporti col potere,
cio della condizione del cittadino nei confronti della pubblica autorit(potere pubblico), un diritto
che nasce nel momento in cui il cittadino riesce a frapporre fra se e l'autorit pubblica delle regole
che lo garantiscano.

Definizione di diritto: una costante di tutti gli ordinari sociali, ogni stato antico e contemporaneo
aveva o ha un concetto di diritto.
Un diritto un insieme di regole che in un certo momento disciplinano il funzionamento di un
sistema, queste regole possono essere approssimativamente a tre ordini di contenuti:
1a categoria: regole con lo scopo di reprimere i comportamenti antisociali, (diritto penale,
lo stato penalizza dei comportamenti ritenuti cattivi, e li reprime).
2a categoria: sono quelle regole che disciplinano all'interno di un gruppo la distribuzione di
beni e servizi:un gruppo lavorando produce beni; il diritto si occupa di definire a chi
spettano questi beni.(x es. il diritto privato, il diritto commerciale);
3a categoria: si occupa di regolare la istituzione e la distribuzione dei poteri pubblici, cio
di stabilire chi comanda, il perch, il come, quale tipo di potere, e quali limiti; norme che si
occupano quindi del potere

La percezione che queste regole siano giuridiche non arrivata subito, o almeno non per tutte. Per
esempio la decretazione del potere in passato non era assegnato attraverso una norma giuridica, ma
era tradizione che avvenisse (principio di tradizione) Carlo Magno non veniva eletto al potere
attraverso norme giuridiche ma perch gli veniva assegnato il posto da Dio.
Quindi certe regole si sono definite giuridiche recentemente e non gi in passato come altre.

Definizione di regola: un giudizio su un comportamento , il gruppo giudica che un certo


comportamento negativo o positivo (meccanismi per disincentivare o promuovere).
Comportamenti che tendono a condizionare il funzionamento di un gruppo.
Non tutte le regole sono giuridiche:
Regola di natura: il termine regola viene definito dall' attivit perch naturale, se non si
verificano pi non sono pi di natura, quindi sono fenomeni che si verificano con
regolarit;
Regole sociali: si impongono ai consociati perch questi tengano certi comportamenti,
queste regole non sono necessarie, se la regola dice non rubare, non vero che non si possa
rubare, il comportamento magari verr punito ma comunque il comportamento pu
avvenire;

Tra le regole sociali, ci sono tanti tipi e non sono tutte giuridiche:
es. la buona educazione, che ha delle regole (cena vestiti in un certo modo e seguendo certe regole;
io mi presento in modo diverso e mi comporto in un modo non congruo) questo tipo di
comportamento si presenta in una violazione di una norma, che ha in s delle conseguenze; magari
chi ci ha invitato non ci inviter pi.
Questo ordine di regole che noi incontriamo quotidianamente, non sono le uniche, non sono regole
giuridiche ma hanno delle sanzioni come le regole giuridiche.
es.2 in certi ambienti sociali esistono delle regole che modificano i comportamenti dei consociati,
per esempio negli ambienti sociali contadini il rapporto fra parenti pi forte a differenza della
citt, quindi c' maggiore assistenza ai parenti, vissuta come una regola questo comportamento,
chi non lo fa viene biasimato dal gruppo. Oppure sempre in particolari contesti per esempio la
ragazza rimasta in cinta troppo presto pu risultare un danno, magari che per ripararlo si ricorre al
matrimonio forzato, o allontanamento del soggetto maschio dalla donna, questi comportamenti sono
regolati quindi da regole non giuridiche ma di tradizione.

Siamo in presenza di regole giuridiche se rubiamo, se passiamo col rosso, questo perch esiste
un'autorit pubblica che deve far evitare questi comportamenti, sanzionando il comportamento, con
multa, reclusione, ecc...
es.3 gioco a pallone in una squadra, sono tesserato attraverso la figc e guadagno. Io ho delle regole
di gioco, non posso scalciare la caviglia dell'avversario, e vengo quindi punito e devo accettare la
decisione dell'arbitro senza far male anche a lui. Analizziamo il comportamento che vado a prendere
a pugni l'arbitro e vengo sanzionato dalla figc. La sanzione fin qu l'espulsione dal gruppo, che
la stessa cosa che succede a quello dell'es 1 della cena. (sanzione: espulsione da un gruppo) la
vicenda diventa giuridica se il giocatore di pallone la domenica successiva entra in campo e dice
gioco anche io, e qui c' qualcosa che non avviene pi, a questo punto per esempio l'arbitro
chiama i carabinieri e avvisa della situazione passaggio da regolamentazione non giuridica a
regolamentazione giuridica.
Questo passaggio da non giuridico a giuridico avviene quando c' l'ingresso in campo della forza
(autorit che entra in campo per punire il comportamento).

La regola giuridica quando assistita dalla forza, dal potere pubblico, caratterizzata dalla
coercibilit ( che viene imposta), cio capacit di imporre l'applicazione, per far tenere i
comportamenti.

Caratteristiche della regola giuridica:


effettivit, cio la regola tale se gode dell'esistenza di un potere che in grado
effettivamente di imporla, non pi tale se viene totalmente violata perch in quella
situazione non c' un'autorit che non ha avuto la capacit di imporre effettivamente la
regola.
esteriorit, la regola giuridica regola dei comportamenti esteriori, cio al diritto interessa
che anche se ho dei pensieri contro le regole non vado contro le regole, quindi va a vedere
quello che faccio, non quello che penso.
certezza, sapere che quella, questo un problema perch soprattutto in ambienti complessi
c' una differenziazione della regola, una complessit.

Una regola giuridica tale se non isolata e si inquadra in un sistema, da sola non pu esistere,
perch non sarebbe assistita da niente, quindi tale se inserito in un sistema di regole chiamato
ordinamento, sistema di regole tra loro coordinate dove le diverse regole assistono le une e le
altre (es. non rubare perch se rubo c' un'autorit che mi punisce, che mi porta in carcere perch
ho rubato e mi mette davanti a un giudice che decide la mia pena).

Da quello detto emerge una nuova caratteristica, la relativit, cio che le regole giuridiche non
tutelano dei valori assoluti, ma esprimono dei valori che tutelano gli interessi che in determinati
contesti storici sono ritenuti condivisi .
Il diritto non ha il potere di imporre ai consociati dei valori assoluti

L'ordinamento Giuridico non deve presentare al suo interno delle contraddizioni (antinomie), ci
deve essere coerenza fra le norme es. si pu rubare e non si pu rubare( due leggi sono
contrapposte e bisogna scegliere fra le due, non ci devono essere contraddizioni).
Per garantire la coerenza interna esistono alcuni criteri, e sono 3:
criterio gerarchico: le norme non sono tutte uguali, le norme si collocano a diversi livelli, e
a seconda del livello hanno una maggiore o minore durezza, sono pi o meno forti, si
pongono in un rapporto gerarchico, in una gerarchia, questo permette di decidere,quando c'
un contrasto fra due norme, quale abbia pi importanza sull'altra (per es. la nostra
costituzione rigida, per cambiarla bisogna avere delle modalit molto rigide, pi rigide
delle modalit per modificare una singola legge). Il criterio gerarchico non basta, perch il
contrasto potrebbe verificarsi fra due leggi sullo stesso livello.
criterio di tipo cronologico: in presenza di due norme di pari forza che regolamentino in
modo diverso la stessa situazione, prevale quella pi recente, quella successiva abroga la
norma precedente. L'abrogazione pu essere fatta espressamente oppure pu essere
effettuata tacitamente, cio che quella nuova non permette pi l'applicazione di quella
vecchia.
criterio di competenza: pu capitare che il potere di creare delle norme giuridiche venga
distribuito fra varie autorit.
es. stato e regioni, ambedue possono fare delle leggi. Le regioni devono fare delle leggi
all'interno dell'ambito di una competenza. Il rapporto fra le leggi in questo caso regolato da
un criterio di competenza perch in certe materie la competenza delle regione e in certe
dello stato, e questa competenza definita nella nostra costituzione.

Questi 3 criteri sono i criteri del risolvere le antinomie delle fonti, risolvere i contrasti delle norme
all'interno di un ordinamento giuridico.

23/02 lez.2

L'ordinamento, che sia complesso o elementare, ha delle regole perch se l' inventate, attraverso
fonti di produzione del diritto (che creano le regole), queste fonti sono meccanismi che un certo
ordinamento utilizza per creare delle regole.
Le fonti possono essere meccanismi semplici o complessi:
Negli ordinamenti pi complessi le fonti di produzione del diritto si dividono in 2 tipologie:
fonti atto: meccanismi istituzionalizzati attraverso i quali un determinato ordinamento
produce in un determinato momento storico una norma, questi meccanismi sono
normalmente un insieme di procedure e procedimenti, cio una serie di pronunciamenti, che
pronunciandosi esprimono la norma un prodotto che diventer una regola.

[es. il parlamento italiano fa le leggi, che divengono legge perch sono costituite da dei testi,
quindi articoli che vengono approvati dalla camera dei deputati e dal senato della Repubblica, e
una volta ottenuta l'approvazione vengono approvate dalla Repubblica. Questo percorso produce
una norma, e questa una fonte di produzione del diritto ed una fonte atto, perch si va a definire
un prodotto che un atto giuridico, un atto conoscibile, un documento scritto dove sono contenute
le norme.]

fonti fatto: norme che nascono dal basso, dai comportamenti, nascono dalla convinzione
intima dei diritti di un certo gruppo che un certo comportamento sia tenuto. Nel tempo si
trasforma in una norma.

[es. la nostra costituzione prevede che quando cade il governo bisogna eleggere un nuovo
presidente del consiglio, da quando esiste la costituzione vige la prassi che il presidente della
repubblica, per cambiare il presidente del consiglio, debba convocare delle consultazioni e
decidere se cambiare o meno governo, questo comportamento ormai prassi da 60 anni. Questo ha
dato luogo che questa prassi diventi obbligatoria e non pi solo doverosa, creando una norma non
scritta e rendendo doveroso per il presidente della repubblica tenere questo comportamento].

Quando il Comportamento non pi solo opportuno ma anche doveroso, si crea una norma non
scritta.

In Italia le norme giuridiche sono fonti atto, che sono create dalle autorit civil law

Esistono degli ordinamenti che sono creati attraverso ordinamenti di consuetudine, per esempio
quello anglosassone: gli ordinamenti common law sono fortemente consuetudinali.

Questa differenza di fonti ha un suo significato anche su piano funzionale, nel creare e nel applicare
le norme: ad esempio negli ordinamenti a fonti atto le norme si pongono come norme scritte atti
prodotti dall'autorit e trasformati in norme e appositamente scritte, quindi norme che ci sono e
trovano un loro supporto nel ruolo molto forte del giudice, egli per fare la sentenza si rif a queste
norme consuetudinali, le applica, le scrive e crea una norma scritta; esprime quindi una norma che
presente nell'ordinamento.

Negli stati con ordinamento common law le fonti atto si rifanno alle vecchie sentenze per decretare
una sentenza.
Nel momento in cui la legge deve essere applicata si pone il problema della sua applicazione:
applicare la norma significa che quella norma deve essere attuata , resa operativa, ed essere riferita
ad un caso concreto.
La legge deve seguire un certo percorso logico, che si chiama sillogismo, una figura logica in cui
attraverso due premesse si arriva ad una conclusione.
es. chi ruba va in galera, Il signor Rossi ha rubato, conclusione il Signor Rossi va in galera.

Anche il momento interpretativo della norma costituisce una fonte di diritto.

Nel nostro sistema giuridico l'interpretazione della norma riservato a coloro che applicato la
norma.

Delle volte il parlamento fa delle leggi di interpretazione autentica per chiarire il vero significato
della legge scritta.

Interpretazione della norma Art 12 delle preleggi c.c.: quest'articolo ci dice che quando un
soggetto applica la legge deve guardare cosa c' scritto nella legge. In realt questa norma il frutto
del momento storico in cui stata emanata (1942), dove c'era la prevalenza del governo sopra a
tutte le autorit, la norma tuttavia ancora in vigore.
Questo criterio tuttavia non basta, perch l'interpretazione potrebbe anche essere diversa da quello
che veramente; le leggi intenzionalmente a volte sono fatte in modo aperto per dare degli spazi
operativi a chi le deve applicare.

[es. Art 40 della costituzione dice che lo sciopero un diritto , significa che io lavoratore
sciopero, il mio direttore non mi pu sanzionare perch sciopero, mentre se io violo il mio contratto
di lavoro e non vado a lavorare il mio datore potrebbe sanzionarmi.
Posso scioperare da solo? Nella norma non c' scritto come posso scioperare, questo pone
un'interpretazione della norma; oppure io con altri sciopero per ottenere una maggiore
retribuzione.
possibile fare sciopero per fare ritirare le truppe dall'afghanistan? Non per contro il datore di
lavoro ma contro il governo.]
Il criterio letterale quindi non basta, infatti vengono introdotti altri criteri per capire l'intenzione del
legislatore:
l'interpretazione finalistica, interpretazione basata sullo scopo della norma, cio io vado a
cercare l'intenzione del legislatore;
l'interpretazione logica, dando cosi un senso opportuno;
l'interpretazione sistematica, quella determinata norma collocata in un sistema di leggi e
si va a cercare l'interpretazione giusta per la sentenza.

Nel 1948 stata emanata la Costituzione Italiana, che scritta e rigida, non soltanto norma ed
esprime dei precetti, anche un documento fondamentale ed utilizzabile anche per chiarire e
integrare altre leggi ad essa precedente.

L' Art 12, d carico ad un altro problema pu essere che un certo caso non sia direttamente
regolato da legge: il giudice deve prendere comunque una decisione, in questa situazione si fa
riferimento a disposizioni di casi simili, la cosiddetta analogia (analogia legis, analogia della
legge che viene applicata a casi ad essa riferibili).
Se il caso ancora dubbio si decide secondo i principi generali dell'ordinamento giuridico dello
stato ( analogia juris).

Spesso l'affermazione che il giudice un vero applicatore ed esecutore della legge sbagliata,
perch il giudice applica la legge ma contribuendo con la sua applicazione, quindi concorrendo con
la sua attivit.

Un ordinamento un sistema di norme che regola un determinato contesto, si pu discutere che


questo sistema sia di norme giuridiche o meno; nel nostro sistema l'ordinamento lo Stato
(ordinamento giuridico), che si distingue dagli altri ordinamenti per particolari caratteristiche:
sovranit: l'ordinamento statale non soggetto ad altri ordinamenti, ha una sovranit verso
l'esternoe anche verso l'interno, ha il monopolio del potere, della forza, colui che decide.
La regione liguria non uno stato ovviamente, non sovrana perch al di sopra c' lo stato
italiano.
originariet, lo stato nasce da se, si auto-produce;
ordinamento politico a fini liberi, cio che pu lui stesso decidere cosa vuole fare, perch
ordinario e sovrano.

Lo Stato un ente, cio un qualche cosa che ha personalit giuridica, quindi un soggetto,
un'invenzione che per operare deve poter diventare titolare di rapporti giuridici, deve intrattenere
rapporti giuridici con terzi.

I soggetti che sono titolari di rapporti giuridici devono anche operare, e per farlo si avvalgono di
organi, i quali quando operano come organi dello stato riferiscono la loro attivit all'ente,
operando nei confronti dell'ente di appartenenza.

Distinzione fra ente e organo: Lo Stato un ente e opera attraverso i suoi organi, cio attraverso il
parlamento, il governo; quando un organo opera per lo Stato, l'organo sta svolgendo delle attivit i
cui effetti vantaggiosi o svantaggiosi ricadono sull'ente.
28/02 lez.3

Le regioni nascono all'interno dell'ordinamento pi ampio statale.

Lo stato un ordinamento giuridico che presenta degli elementi costitutivi dotato di popolo
territorio e sovranit.

Il popolo costituito dai cittadini; la cittadinanza il requisito che posseggono i cittadini di un


determinato stato o che viene preso successivamente a richiesta della stessa.

Gli apolidi sono quelli che non hanno la cittadinanza.


Il fatto di dire che una persona un cittadino italiano la conseguenza di una scelta giuridica.
Diritto di sangue: discendenza, sono cittadini italiani quelli che hanno discendenti italiani.
Diritto del luogo, del suolo: cittadino di quello stato colui che nasce in quello stato.

Il territorio la base di riferimento su cui il popolo vive, su cui l'ordinamento politico esercita la sua
forza.
LE FORME DI GOVERNO
Negli stati moderni, a seconda dei rapporti diversi che si instaurano tra potere esecutivo e potere
legislativo si possono creare diverse forme di governo.
Classificazione di forme di stato nel tempo, negli ultimi secoli, con riferimento all'aspetto che
intercorre fra lo stato e il cittadino
Lez4 02/03
LO STATUTO ALBERTINO

Cenni storici:Il 4 Marzo 1848 Carlo Alberto diventa Re di Sardegna, successivamente, nel 1861 vi
l'Unit d'Italia, nasce lo Statuto Albertino, la prima forma di Costituzione; lo Statuto si conclude
nel 1948 con la nascita della Repubblica.

Caratteristiche:
una costituzione ottriata: concessa ai sudditi dal sovrano;
l'obiettivo dello Statuto di accogliere parzialmente istanze di democratizzazione dello stato
con un sistema costituzionale in cui il sovrano ha un ruolo centrale;
nasce la tutela dei diritti di libert.

Forma di governo: monarchia costituzionale dualistica: il re da una parte con maggiore importanza
e il parlamento dall'altra.

Debolezze: lo Statuto flessibile e permette al legislatore ordinario di avere completa libert di


decisione. Non c' nessun meccanismo giuridico di reazione nei confronti di questa libert.

I RAPPORTI FRA STATO E CHIESA

Inizialmente lo Statuto Albertino sembra voler dar vita ad uno Stato confessionale, in cui la
religione cattolica ritenuta l'unica dello stato e gli altri culti sono considerati solo tollerati.
Tuttavia, immediatamente dopo l'entrata in vigore dello Statuto, la situazione appare diversa: si
sviluppa una legislazione che tende a tutelare le diverse confessioni religiose.
Questo dovuto anche al peggioramento dei rapporti tra Stato e Chiesa, avvenuto in seguito al
respingimento da parte di Papa Pio IX della legge delle Guarantigie.
Questa legge era stata approvata dal nuovo Stato unitario dopo la conquista dello Stato Pontificio
con l'intento di disciplinare i rapporti tra lo Stato e la Chiesa.
Nonostante questa norma garantisse il libero esercizio delle funzioni del Pontefice e della Santa
Sede, Pio IX la ritiene insufficiente e un atto unilaterale dello Stato, rifiutandola.
La relazione fra le due istituzioni peggiora nel 1874 quando la curia vieta ai cattolici la
partecipazione alla vita politica. Tale divieto sar eliminato con il Patto Gentiloni (1913).
un accordo definitivo per riallacciare le relazioni tra lo Stato e la Chiesa si raggiunger solo nel
1929 con i Patti Lateranensi dai quali deriva anche la fondazione dello Stato della Citt del
Vaticano.
I patti Lateranensi sono riconosciuti nell'art. 7 della Costituzione.
FORMA DI GOVERNO PRESIDENZIALE

Nasce nel modello di riferimento degli USA, alla fine del 700 vuole applicare la suddivisione dei
poteri, ma a differenza della Gran Bretagna non ha il re, e quindi se lo deve inventare, e nasce il
presidente, che viene eletto dai cittadini e oltre a diventare capo dello stato diventa anche del
governo. I cittadini eleggono anche il parlamento.
Parlamento e presidente sono ambedue di denigrazione popolare, mentre in Italia non cosi; questo
attribuisce forza ai due organi.
Parlamento e presidente operano secondo i loro campi di competenza, il parlamento fa le leggi
(potere legislativo) e il presidente governa (potere esecutivo).
Se cade il parlamento, il presidente non legato a quest'ultimo, i due poteri rimangono nettamente
separati.

I pregi:
c' stabilit, se il capo del governo viene eletto dal popolo il parlamento non lo pu sfiduciare, il
presidente degli USA se il paese la pensa diversamente da lui, egli comunque rimane in carica 4
anni.

I difetti:
non essendoci omogeneit fra i due poteri dello stato, pu capitare che lo stato si trovi in uno stato
di stallo, per esempio il presidente, potrebbe succedere, che non riesce a fare quello che aveva detto,
perch il parlamento non gli approva le leggi.

Gli stati si possono ancora distinguere per la loro struttura interna:


stati unitari;
stati regionali;
stati federali;

stato unitario: un unico organo statale

stato federale:fulcro di un accorpamento di stato, lo stato federale nasce da un accordo fra stati
sovrani che attraverso un accordo rinunciano alla loro sovranit per attribuire una sorta di super
stato, cio uno stato che comprende tutti.

Federalismo usato impropriamente perch quello che noi definiamo cosi si chiama regionalismo,
noi abbiamo uno stato unitario che organizzato tramite regioni.

La CEE ha solo un apparato burocratico, ma non ha un governo, non ha un federalismo.


IL NOSTRO ORDINAMENTO COSTITUZIONALE

Passaggi storici fondamentali:

Facciamo riferimento come prima data al Marzo del 1848, quando Carlo Alberto concede ai
rivoluzionari lo Statuto, tipica costituzione di campo liberale, che contiene quei principi tipici dello
stato liberale, cio divisione dei poteri, stato duale (borghesia elegge la camera, che fa le leggi, il
monarca elegge il presidente del consiglio).

Nel decennio successivo questa situazione cambia, senza cambiare testo allo Statuto, il governo
chiede la fiducia al parlamento; questo fatto nel tempo diventa regola.
Lo statuto Albertino una carta costituzionale flessibile, perch una legge normale, una legge
come le altre, e quindi si pone allo stesso grado di forza delle altre leggi, con la dannosa
conseguenza che se le altre leggi hanno la capacit di prevalere sullo Statuto, l'hanno anche
modificato.

1861 formazione dello Stato d'Italia, con l'unificazione dello Stato di Savoia; negli anni 60,
soprattutto nel '65 vengono fatte le leggi sull'unificazione.

Nel 1870 Presa di Roma, con il trasferimento a Roma della capitale, e la rottura dei rapporti fra
stato e chiesa cattolica, i cattolici si ritirano dalla vita politica italiana.
Dagli anni '70 agli inizi del 900, ci saranno quelle trasformazioni, che porteranno ad alcuni governi
politici che introducono nuove leggi.

Nel 1922 avvento del fascismo, il fascismo cosi come il nazismo si affermano vincendo delle
elezioni, e sono governi legittimi non un risultato di un colpo di stato; costituisce una rottura netta,
il sistema fascista si caratterizza per alcuni tratti:
il leader, il dittatore, il capo del governo, tende a saltare il parlamento e a rapportarsi direttamente
con il popolo molto aiutato dai mezzi di comunicazione, che tende a svalorizzare progressivamente
l'organo rappresentativo della volont popolare, perch il rapporto fra leader e popolo si riunisce in
assemblee, in piazza..ecc.

1929 patti lateranensi nel 1929, chiesa e stato si riconciliano.

Il fascismo dura fino all'25 luglio 1943 con la caduta di Mussolini.


La guerra continua, l'Italia per alleata con gli anglo americani, che aspettavano di conquistare
l'Europa.
All'interno dell'Italia si erano formati comitati di liberazione nazionale, composti da partigiani, con
ideologie diverse (monarchiche,liberali,comuniste), che conducono fino al 1945 alla liberazione
dello stato.

Si crea ad un certo punto un accordo fra comitato liberazione nazionale e monarchia(in questi anni
la monarchia si squalifica, perch Vittorio Emanuele 3 fugge, e la monarchia diventa meno
credibile all'interno del popolo, tanto vero che dopo abdica e sale al trono Umberto secondo, che
diventa luogotenente dello stato e non re).
Umberto secondo fa un patto con il comitato di liberazione nazionale, dove si dice che fino a
quando il popolo non avrebbe deciso se mantenere monarchia o andare verso la Repubblica, non
sarebbe cambiato niente. Questo patto, patto di Salerno, viene infranto dal monarca, perch nel
maggio del 46 si fa eleggere re, e quindi riafferma la presenza della monarchia.

Anche questo passaggio non basta perch il 2 giugno del'46 si vota il referendum istituzionale, si
vota per monarchia o repubblica,vince la Repubblica nello stesso giorno viene eletta l'assemblea
costituente che dal 2 giugno del 46 alla fine del 1947 prepara la stesura del testo della Costituzione.
Il lavoro viene svolto all'interno dell'assemblea costituente che con persone specializzate
(commissione dei 75) prepara la stesura del testo della Costituzione. Partecipano tutti i partiti alla
stesura del testo, a parte che il partito qualunque.
Il testo costituzionale viene quindi condiviso da tutti i partiti.

Lez5 09/03

LA COSTITUZIONE ITALIANA

Alcuni tratti della nostra costituzione

Innanzitutto la sua stesura avviene fra il 1946 e il 1947, entra in vigore il 1 Gennaio del 1948.
Si colloca nella categoria delle costituzioni proprie dello stato sociale, si propone di apportare dei
rimedi a situazioni di disuguaglianza.
La costituzione un documento giuridico, che contiene quindi delle norme, ma un documento
giuridico ad alto contenuto politico, perch la carta fondata di un ordinamento.

Caratteristiche sostanziali

la Costituzione un compromesso fra varie ideologie, un incontro politico di un vasto


arco di forze che hanno trovato su delle regole un'intesa:
[es. es. Art 41 disciplina l'iniziativa economica privata, uno dei motori dello stato moderno
ed uno dei temi di maggior conflitto fra le diverse forze del 46; :
> iniziativa economica privata libera ( di base liberale) 1comma
> non pu svolgersi in contrasto con la tutela della persona (democristiano) 2 comma
> la legge programmi, indirizzi l'economia, pubblica e privata.(comunista)]

un documento che si pone come elemento di distacco dal fascismo

Non un caso che la costituzione sia immutata dal 48, questa vita la si deve a che la costituzione
un testo aperto, che non orientato ad una sola ideologia politica.

Caratteristiche formali

Rigidit: la Costituzione rigida e quindi non modificabile con una legge ordinaria, nasce
da un episodio specifico e dall'assemblea costituente che aveva il compito specifico di
scrivere la costituzione; l'assemblea poi stata sostituita dal parlamento. La norma pi
rigida si colloca al di sopra della norma pi flessibile.

Programmaticit: all'interno della Costituzione ci sono norme programmatiche, cio


norme che si danno un obiettivo [es. Art 3 compito della Repubblica impedire lo sviluppo
della persona umana.]

Precettivit: all'interno della Costituzione ci sono anche norme precettive in quanto


prescrivono un comportamento da tenere o da non tenere, sono introduttive di norme
giuridiche immediate. [es. art13 la libert personale inviolabile]

Lunghezza: la Costituzione Italiana lunga, cio densa di contenuti;

Aperta: la Costituzione Italiana aperta, cio in quanto risultato di un compromesso


politico condiviso, che mette una pluralit di opzioni.
I principi fondamentali della Costituzione

Sono il contenuto immodificabile della costituzione e costituiscono la parte qualificante di questo


sistema:

principio personalista: la carta costituzionale pone al centro dell'attenzione la persona (lo


stato per la persona e non la persona per lo stato (sistema marxista)). Lo troviamo espresso
nell'Art 2, la Repubblica tutela e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo.

Principio pluralista: pluralista perch la nostra costituzione (art2) si propone di tutelare


all'interno della societ sia gli individui che le formazioni sociali attraverso le quali gli
individui si esprimono (famiglia, istituzioni, comuni, province, regioni, sindacati, tutti quei
gruppi intermedi nella quale gli individui si possono esprimere) questo avviene perch si
ritiene che il singolo si realizzi meglio attraverso formazioni sociali, all'interno della societ
per questo motivo si formano le aggregazioni, e queste ultime devono essere tutelate come
vengono tutelati i singoli.

Principio lavorista: l'art1 dice che l'Italia una repubblica democratica fondata sul
lavoro, vuol dire che vengono aboliti altri valori fondanti sulla societ, altri criteri che
potevano essere assunti nel sistema che sono sostituiti e aboliti dal lavoro. Non una
repubblica dei lavoratori (anche perch avrebbe se no introdotto le repubbliche di tipo
marxista, perch lo stato se no era espressione dei lavoratori).

Principio democratico: art1 L'Italia una repubblica democratica fondata sul lavoro.
La democraticit il risultato di un lungo processo, il potere appartiene al popolo e non al
monarca, democratico significa dire che la titolarit del potere appartiene al popolo, questa
titolarit del potere verr esercitata in un certo modo.

Principio autonomista: art.5 la repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le


autonomie locali.
Autonomie locali cio che le collettivit locali possono esprimere le loro decisioni in
maniera autonoma. es. il comune, le province, le regioni.
Le decisioni vengono prese da degli organi che rispetto allo Stato corrispondono ad
un'autorit pi limitata che per fa le sue decisioni.
Il nostro sistema formato da una pluralit di autonomie locali (comuni circa 8000,
province 150, regioni 21).

Principio di laicit: il nostro Stato non confessionale, non ha una religione di Stato e si
dovrebbe porre con i cittadini nello stesso modo indifferentemente dal loro credo.
Art.3 le persone sono tutte uguali al di l della religione.

Principio di eguaglianza: art.3 1 comma, si distinguono:


> Eguaglianza formale: tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge, alla base di testi
come il codice civile, nel codice civile e anche in quello penale ci sono delle norme che
vanno bene per tutti, la norma astratta. Questo tipo di eguaglianza espressione dello stato
ottocentesco, per un po' una mistificazione perch, delle volte, dire che la legge deve
essere uguali per tutti, avvantaggia alcuni e svantaggia altri.
> Eguaglianza sostanziale: questo tipo di eguaglianza non parte dal concetto che la legge
uguale per tutti, ma parte dal concetto di porre tutti nello stesso modo davanti alla legge. (Si
prende atto che nella societ ci sono situazioni diseguali, queste situazioni di fatto quindi
devono essere superate). [es. se gli agricoltori della Basilicata sono discriminati per
qualcosa, e vogliamo equlibrarli a quelli della Emilia Romagna bisogna fare una norma
che equilibri la situazione, un intervento diseguale].
Queste situazioni limite devono essere gestite attraverso il criterio di ragionevolezza, un
criterio delicato e discrezionale che consente di valutare se si giustifica o meno una
determinata situazione.

Lez 6 14/03

IL POTERE

Il principio democratico espresso dall'Art1 che dice che la sovranit appartiene al popolo nelle
forme dei limiti della costituzione; questa un'affermazione prudente, dove si vuole dare la
sovranit al popolo, che faccia le sue scelte, ma non in qualunque modo, ma seguendo certi
percorsi, attraverso certi strumenti di manifestazione della sua volont.
Non c' un esercizio della sovranit giorno per giorno, il popolo manifesta la sua sovranit
attraverso il voto, eleggendo i suoi rappresentanti.
Mi esclude la rilevanza di operazioni diverse (per esempio il sondaggio compiuto, il televoto, la
manifestazione di piazza), la sovranit popolare si legittima solo ed esclusivamente con il voto.

Il diritto di voto costituisce lo strumento con cui i cittadini esercitano la propria sovranit, e si
acquisisce con la maggiore et, compiuti i 18 anni.
Dal 2000 il diritto di voto stato allargato anche ai cittadini all'estero.
Il voto nel nostro sistema si dice che personale, uguale, libero e segreto.
Personale nel senso che voto per me, non posso rappresentare un altro nel seggio;
uguale significa che tutti i voti valgono uguali (nell' 800 c'erano voti che valevano di pi,
cio di quelli che avevano censo maggiore);
libero e segreto non comporta molti commenti cosi punto.

I sistemi democratici, possono essere di democrazia diretta o indiretta:


Diretta cio quando i cittadini con il voto assumono una situazione diretta, votano
direttamente per una certa soluzione. ( per esempio il referendum).
Indiretta cio sono quelli dove gli elettori non votano per dei problemi ma per eleggere dei
rappresentanti che poi voteranno a loro volta per risolvere i problemi.

Il nostro sistema d la netta prevalenza sulla democrazia indiretta, anche questa scelta di preferenza
una scelta che risente del momento storico e delle esperienze regresse, perch nel fascismo si era
costruito un rapporto fra popolo e dittatore che era troppo diretto, gestito attraverso comunicazioni
in piazza, comizi che tendevano a saldare rapporto diretto dittatore-popolo in una sorta di
democrazia, rapporto populistico diretto, il nostro sistema vuole evitare rapporti di questo genere.
La Svizzera un paese che ha una democrazia molto pi diretta, dove si usa abitualmente il
referendum.
Qui c' uno snodo che condiziona molto l'assetto del sistema: i cittadini votano per eleggere il
proprio rappresentante, in questo passaggio si colloca il tema dei sistemi elettorali.
IL SISTEMA ELETTORALE

Definizione: tecnica che consente di trasformare i voti in seggi, stabilire i diversi rappresentanti dei
diversi partiti politici.

Esigenze:
il sistema elettorale deve essere idoneo in modo che chi vota manifesti la propria volont;
il sistema elettorale deve essere fatto in modo da garantire, una volta fatta l'elezione, che chi
eletto sia in grado di esercitare il potere e che governi con una certa continuit.

Tipologie di sistema elettorale:

sistema maggioritario: tutti i seggi in palio in una determinata circoscrizione vengono


assegnati al partito o alla coalizione di partiti che ottiene:
> o la maggioranza semplice dei voti espressi: numero di voti superiore a quello ottenuto
dagli altri modello Plurality;
> o la maggioranza assoluta: 50% + 1 modello Majority;
DIFETTO: vengono penalizzati i partiti pi deboli perch possono ottenere voti nei singoli
collegi senza per conquistare seggi.

Sistema proporzionale: i seggi vengono assegnati tra tutti i partiti che hanno partecipato
alla competizione elettorale in proporzione al numero di voti che ciascuno di essi ha
ottenuto.
DIFETTO: all'interno del parlamento pu non esserci stabilit a causa dei vari piccoli partiti
che lo compongono che possono non essere in grado di governare.

Storia del sistema elettorale italiano:

dal 1948 al 1993 il sistema elettorale era altamente proporzionale: la partecipazione di


diversi partiti successivamente alla liberazione dell'Italia dal fascismo fa si che tutti, pur
avendo pesi diversi, possano partecipare al governo. Per questo motivo c' una continua
instabilit all'interno del Parlamento che causa ripetute volte la caduta del Governo;
dal 1993 al 2005 avviene l'abrogazione di alcune norme: si passa dal sistema proporzionale
a quello maggioritario (sistema diviso in collegi). I dei candidati vengono eletti su collegi
nominali, l'1/4 con sistema proporzionale. Ci comporta difficolt all'elettore perch per
eleggere i va a cercare una strategia politica mentre per i restanti deve scegliere in base
alle preferenze politiche;
dal 2005 ad oggi si instaura un nuovo sistema elettorale che viene definito porcata: si
torna al sistema proporzionale a scrutinio di lista (i partiti scelgono i candidati, non c' la
possibilit dell'elettore di esprimere preferenze) in collegi plurinominali, con assegnazione
di un premio di maggioranza (55% dei seggi) alla coalizione o alla lista che ha raccolto il
maggior numero di voti a livello nazionale (per la Camera) e a livello regionale (per il
Senato), ma non ha ottenuto il 55% dei seggi in palio. Questa percentuale d un margine di
sicurezza per governare.

Critica:
non c' una soglia minima di voti per ottenere il premio di maggioranza;
per la votazione al Senato (che avviene su base regionale) potrebbe accadere che se per ogni
Regione vince il premio di maggioranza un diverso partito, al Senato non ci sia una vera e
propria maggioranza ma una riunione di piccoli partiti;
impossibilit dell'elettore di scegliere l'eletto: i partiti presentano all'elezione una lista di
candidati in un ordine prestabilito (ad esempio se un partito prende 5 seggi, i primi 5 in lista
li occuperanno); quindi gli eletti vengono scelti dal partito e non dagli elettori.

Lez7 16/03

IL PARLAMENTO

Definizione: l'organo costituzionale titolare della funzione legislativa.

Struttura: si compone della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica che esercitano gli
stessi poteri.
Gli atti parlamentari sono frutto del necessario accordo tra le due camere.
Le uniche differenze riguardano:
il numero di membri: > 630 deputati
> 315 senatori (+ i senatori a vita)
diverso sistema elettorale: > a livello nazionale la camera
> a livello regionale il senato
La durata delle cariche dei Deputati e dei Senatori di 5 anni.

Organizzazione:
le due camere hanno come primo compito quello di eleggere fra i propri membri il
Presidente e il componente dell'ufficio di presidenza. L'elezione del Presidente avviene a
scrutinio segreto ed richiesta:
- alla Camera la maggioranza dei 2/3 dei componenti al 1 scrutinio e al 2, e la
maggioranza assoluta dal 3 scrutinio in poi;
- al Senato la maggioranza assoluta dei componenti nel 1 2 e 3 scrutinio, dopo di che si
procede all'eventuale ballottaggio tra i due senatori pi votati.

I 2 presidenti sono rispettivamente la seconda e la terza carica pi alta dello Stato. Questa
carica di rilevanza organizzativa e non politica.

Il ruolo dei presidenti: garantire il corretto funzionamento delle regole del Parlamento:
> presiedere le sedute delle Camere
> condurre discussioni applicando una serie di regole e criteri;

le due camere si organizzano in gruppi parlamentari che rappresentano la proiezione dei


partiti all'interno delle camere. L'adesione ad un gruppo obbligatoria, chi non opera
nessuna scelta entra a far parte di un gruppo misto. All'interno di questi gruppi vengono
definite le linee di condotta da tenere durante le discussioni, si designano i rappresentanti
nelle commissioni e si definisce il programma di lavoro delle camere.
Successivamente vengono istituite commissioni parlamentari, cio organi collegiali a cui
vengono assegnati i disegni di legge, possono essere:
- commissioni permanenti: hanno la stessa durata della camera, sono 14 membri per
camera e hanno diverse competenze; un eventuale disegno di legge viene prima trattato e
modificato dalle commissioni;
- commissioni d'inchiesta: ciascuna camera pu disporre inchieste su materie di pubblico
interesse, nomina quindi una commissione che procede alle indagini e agli esami con stessi
poteri e limitazioni dell'autorit giudiziaria;
- commissioni legate ad altre funzioni;
Le sedi della Camera e del Senato sono immuni, non possono cio essere violate da altre autorit.
I parlamentari: sono i Deputati per la Camera dei Deputati e i Senatori per il Senato della
Repubblica.
I Deputati e i Senatori non possono essere eletti se sono in situazioni di ineleggibilit o di
incompatibilit (vedere nei fogli successivi la funzione elettorale).

I membri del Parlamento, inoltre godono di particolari tutele:


art 68 Principio dell'immunit parlamentare: nessun membro del Parlamento pu essere,
senza il permesso della Camera di appartenenza:
> sottoposto a perquisizione personale o domiciliare
> arrestato o sottoposto a intercettazioni
> privato della libert personale
> mantenuto in detenzione
Salvo il caso in cui sia colto nell'atto di commettere un delitto per il quale previsto l'arresto
obbligatorio in flagranza.
Art 68 Dell'insindacabilit dei voti dati e delle opinioni espresse dai parlamentari
nell'esercizio delle loro funzioni: il Parlamento quindi, gode di una libert di
manifestazione delle proprie opinioni pi ampia, un'ampiezza che si traduce nella non
perseguibilit del parlamentare, n sul piano civile n sul piano penale, amministrativo o
contabile.
Art. 69 Indennit dei parlamentari: i membri del Parlamento ricevono un'indennit
prestabilita dalla legge per la durata della loro carica in garanzia all'abbandono del
precedente lavoro.

La perdita dello status di membro del Parlamento pu avvenire o per decisione dell'assemblea
(cause di incompatibilit) o per dimissioni.

Il procedimento legislativo:
Il Parlamento per fare le leggi attua un procedimento che serve ad approvare e successivamente a
farle entrare in vigore.
Le fasi sono:
Iniziativa
deliberativa
promulgazione e pubblicazione

Fase iniziativa: consente nell'esercizio, da parte di determinati soggetti, del potere di sottoporre
progetti di legge al Parlamento. Tale potere riconosciuto a:
parlamentari: che sottoscrivono una proposta di legge;
governo: presentando dei disegni di legge al Parlamento; per governare il Governo deve
farsi approvare le leggi;
corpo elettorale (cittadini): presenta alle camere una Proposta di legge raccogliendo su di
essa 50000 firme;
consigli regionali: presentano proposta di legge alle camere;
Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro (CNEL): contribuisce all'elaborazione della
legislazione economica e sociale secondo i principi ed entro i limiti stabiliti dalla legge;
i comuni: per modificare la propria circoscrizione territoriale.

Fase deliberativa: si svolge all'interno del Parlamento; si compone di:


esame
discussione
votazione
della proposta di legge.
Questa fase inizia con l'esame della Proposta di Legge da parte della commissione parlamentare
competente per materia (se vengono toccate anche altre commissioni viene chiesto loro di esprimere
un parere).

Concluso l'esame in commissione, la Proposta di Legge passa in assemblea, dove viene discussa
sulla base del testo e della relazione presentata dalla commissione.

L'assemblea vota articolo per articolo e separatamente gli emendamenti (modifiche)


quando il testo confermato da entrambe le camere la legge viene approvata.

A questo punto la legge viene trasmessa al Presidente della Repubblica per la promulgazione.

ci sono casi in cui le commissioni possono lavorare in sede deliberante, in quanto


approvano la legge senza farla entrare in aula
ci non possibile per le leggi: di revisione costituzionale, di ratifica di Trattati
Internazionali e per leggi elettorali.
C' anche una procedura speciale nella quale la commissione opera in sede redigente
(scrive il testo), cio quando ci sono pi proposte di legge, le commissioni le uniscono in un
unico testo.

Fase della Promulgazione e Pubblicazione: il Presidente della Repubblica deve promulgare la


legge, fa un controllo alla costituzionalit della legge e se trova delle parti o tutta la legge
incostituzionale, la modifica e la rimanda nelle camere che:
o si adeguano al testo corretto dal Presidente;
oppure riapprovano lo stesso testo che per regola deve essere obbligatoriamente promulgato
dal Presidente.
Successivamente avviene la Pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.
La legge entra in vigore 15 giorni dopo la pubblicazione.

La Funzione di revisione Costituzionale art. 138: la modifica di leggi costituzionali richiede un


processo molto pi lungo e complicato di quello riguardante la modifica di leggi ordinarie.
Nella prima fase la legge impone una doppia deliberazione da parte di entrambe le camere a
distanza non inferiore a 3 mesi l'una dall'altra.
Nella deliberazione richiesta la maggioranza assoluta:
se la maggioranza eguale o superiore ai 2/3 dei componenti di ciascuna camera la legge
viene direttamente promulgata;
se c' solo la maggioranza assoluta, il testo legislativo pu essere sottoposto a Referendum
qualora ne facciano richiesta:
> 1/5 dei componenti di una camera;
> 500000 elettori;
> 5 Consigli Regionali.

La richiesta deve essere presentata entro 3 mesi dalla pubblicazione.

Limiti della funzione di revisione Costituzionale:


non pu essere modificata la forma repubblicana dello Stato (art.139);
i principi fondamentali non possono essere modificati;
l'art.138 non pu essere modificato o eliminato perch cosi facendo la Costituzione non
sarebbe pi rigida.
Lez8 21/03

Funzione di indirizzo e controllo del Parlamento:


Mozione di fiducia: il Governo una volta nominato dal Presidente della Repubblica deve
presentarsi in Parlamento per ottenere da ciascuna camera la fiducia, concessa mediante
votazione per appello nominale (ogni parlamentare si espone in prima persona) di una
mozione motivata. La votazione avviene sulla base dell'esposizione da parte del Presidente
del Consiglio delle linee del programma del Governo. A queste si riferisce la nozione di
fiducia, che impegna il Governo a perseguire l'indirizzo positivo che in esse trova
espressione, ma impegna anche il Parlamento alla sua realizzazione. Il Governo continua
quindi a governare fino a quando non ha la fiducia del Parlamento. Quando perde questa
fiducia obbligato a dimettersi:
> mozione di sfiducia: richiesta di almeno 1/10 dei componenti della camera di rivotare la
fiducia al governo (la fiducia si pu votare al minimo ogni 3 giorni);
> quando il Governo deve farsi approvare una legge velocemente, mette sulla richiesta una
mozione di sfiducia: se la legge non viene approvata, il Governo e una parte di esso, cade.
Interrogazioni: chiamano in causa il Governo per avere notizie su un determinato fatto e
sulla posizione che esso intende assumere a riguardo.
Interpellanze: hanno la finalit di far acquisire informazioni sulle ragioni che hanno indotto
il Governo ad assumere determinate posizioni;
Mozioni: rappresentano il mezzo mediante il quale si invita il Governo ad assumere un
determinato comportamento in ordine al problema oggetto di discussione.
Ordine del giorno

Bilancio Statale e legge Finanziaria:


La legge di Bilancio serve ad impostare le previsioni di entrata e di uscita che lo Stato ha durante
l'anno. Lo Stato deve approvare questa legge entro la fine dell'anno, se no non pu effettuare spese.
La legge finanziaria consente di apportare modifiche alla legislazione di entrata e di spesa vigente,
correzioni per il perseguimento degli obiettivi di politica economica del Governo. Questa legge
viene fatta subito prima della conferma del Bilancio.

Parlamento in seduta comune: per l'esercizio di determinate funzioni. La Costituzione prevede che
le Camere si riuniscono in seduta comune, dando cosi vita ad un organo distinto a competenza
limitata. Esso presieduto dal Presidente della Camera all'interno della Camera dei Deputati.
Le funzioni che il Parlamento esercita in seduta comune sono:

elezione del Presidente della Repubblica (3 delegati per regione, salvo Valle D'Aosta che
ne ha uno solo): maggioranza dei 2/3 nei primi 3 scrutini; maggioranza assoluta in quelli
successivi. Il Presidente giurer fedelt alla Repubblica dinanzi al Parlamento in seduta
comune.
Elezione di 5 giudici della Corte Costituzionale (aggiunti ai 5 nominati dal Presidente
della Repubblica e ai 5 nominati dalla Suprema Magistratura);
Elezione di 8 membri del Consiglio Superiore della Magistratura (si aggiungono ai 16
membri togati, necessaria la maggioranza dei 3/5 dell'organo)
creazione di un elenco di 15 possibili nomi, tra cui vengono sorteggiati poi i 16 giudici
non togati: che si affiancano ai membri della Corte dei Conti, in sede di giudizio sui reati di
alto tradimento e attentato alla Costituzione da parte del Presidente della Repubblica;
messa in stato di accusa del Presidente della Repubblica: maggioranza assoluta
dell'organo.
Principio di riserva di legge

La riserva di legge, inserita nella Costituzione, prevede che la disciplina di una determinata materia
sia regolata soltanto dalla legge primaria e non da fonti di tipo secondario (come i regolamenti).
Es. la libert personale Art 13, non ammessa forma alcuna di detenzione e restrizione della libert
personale se non nei soli modi e casi previsti dalla legge.
Es2. Art 23 nessuna prestazione personale e patrimoniale (servizio militare, chiamato a testimoniare
a processo.. ecc, pagamento imposte...) pu essere imposta se non in base alla legge ; cio che sono
ammissibili giuridicamente se sono previste dalla legge, deve esistere una legge per il pagamento
dell'imposta.

Pu essere di diversi tipi:


assoluta: la materia deve essere regolata integralmente dalla legge e da atti aventi forza di
legge. Es. noi possiamo essere arrestati e ispezionati soltanto nei casi previsti dalla legge,
questo tipo di riserva non da alle fonti secondarie nessun margine di godimento; tutto deve
essere previsto dalla legge;
relativa: la materia pu essere disciplinata anche da fonti diverse dalla legge e ad esse sotto
ordinate, per la legge primaria deve fissare i limiti e i criteri nella quale le fonti poste in
basso debbano legiferare. Es. Art 23 nessuna prestazione personale pu essere imposta se
non nei casi della legge; relativa perch copre solo una parte, il resto viene disciplinato da
altri organi dello stato; la norma di legge ponga dei paletti dei principi, ma poi all'interno
possibile che atti secondari dispongano e applichino in concreto la materia;
rinforzata: la Costituzione non si limita a demandare alla legge la regolamentazione di
particolari materie, ma ciecoscrive la discrezionalit dello stesso legislatore, imponendogli
vincoli e limiti. Es. Art 42 sulla propriet privata, che regolata dalla legge, fin qui
possiamo essere in riserva assoluta, ma aggiunge qualcosa, i contenuti della legge non sono
liberi ma vincolati, finalizzati a quegli obbiettivi che la riserva di legge mi ha vincolato, una
norma di legge che abbia determinati contenuti e ottenga determinate finalit.
Es2. Art 41 2comma, la legge determina i programmi e i controlli opportuni perch
l'attivit economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali

Nozione di forza di legge

Sono atti aventi forza di legge gli atti normativi, emanati dal Governo e solitamente denominati
decreti od ordinanze, ai quali l'Ordinamento attribuisce la stessa forza della legge ordinaria,
collocandoli allo stesso rango nella gerarchia delle fonti.
Una legge quando viene approvata ha la capacit di abrogare le leggi che sono in contrasto con se
stessa.
IL REFERENDUM

Abrogativo: Art.75 della Costituzione, Consiste nella sottoposizione al voto popolare di uno
o pi quesiti relativi all'abrogazione, totale o parziale di una legge gi in vigore.

Un po' di storia:Negli anni 60 stata richiesta una legge sul divorzio da parte di due
parlamentari (il tema del divorzio fu un tema che port a una guerra politica molto forte, che
si sviluppava in realt in maniera trasversale all'interno della maggioranza e
dell'opposizione, democrazia cristiana e forza laica ecc..), su questo tema ad un certo punto
per evitare che diventasse l'occasione per la caduta del governo, si raggiunse un accordo fra
le forze politica, si vota per il divorzio, ma si mise finalmente in pista un referendum; dopo
quel fatto il referendum viene usato per una serie di vicende successive, e useremo anche
quest'anno sull'acqua, sul nucleare.

Le richieste di Referendum Abrogativo:Le richieste referendarie devono essere fatte o


tramite 500 mila elettori (raccolta di firme successivamente a una richiesta di referendum) o
con la richiesta di almeno 5 Consigli regionali (temi fra stato e regioni); le richieste devono
essere presentate fra il 1 Gennaio e il 30 Settembre. Nell'arco di 3 mesi possono essere
raccolte le firme, con qualunque modalit, basta che siano autenticate le firme da un notaio,
la raccolta deve esaurirsi nell'arco di tre mesi, ci sono poi controlli di regolarit delle firme
da parte di un ufficio della cassazione, la corte costituzionale dopo controlla che ci sia
l'ammissibilit del referendum, entrare nel merito e valutare il quesito che stato posto.
Si molto discusso se il numero di 500000 elettori sia congruo, molti dicono che questo
numero troppo ridotto e che si possa chiedere troppo facilmente il referendum; una volta
raccolta le firme, questa forma di referendum viene sottoposte a due forme di controllo:
> formale, controllata da un ufficio della cassazione su quanto stato raccolto su quel tema;
> di ammissibilit, di natura pi sostanziale per certe leggi non si pu usare il referendum
per abrogarle:
1)leggi tributarie e di bilancio;
2)di amnistia(viene pulita la fedina penale a quelle persone che hanno commesso un
determinato fatto, viene cancellato il reato e la pena) e di indulto(cancella la pena e non il
reato, la fedina penale sempre per sporca) che sono misure legislative del parlamento con
le quali il parlamento esercita il potere di grazia, di svuotare le carceri art 75 2 comma);
3)trattati internazionali.
La legge di referendum deve essere presentata alla corte costituzionale che vota
l'ammissibilit, e che quindi osserva se non ci sono presenze di quelle leggi sopraelencate).

Procedimento:
1) Controllo delle richieste da parte dell'Ufficio Centrale per il Referendum della Corte di
Cassazione che verifica l'atto oggetto della richiesta (deve avere forza di legge) e la
regolarit delle firme.
2)Giudizio di ammissibilit da parte della Corte Costituzionale: non possono essere
sottoposte a Referendum:
> leggi tributarie e di bilancio
> leggi di amnistia e di indulto
> leggi di autorizzazione a ratificare trattati internazionali;
> richieste con quesiti aventi una pluralit di domande eterogenee (c' difficolt per elettore)
> richieste che attengano a norme costituzionali;
> richieste che attengano a leggi ordinarie dotate di una particolare forza di resistenza
all'abrogazione;
> richieste che attengano a leggi ordinarie a contenuto costituzionalmente vincolato;
3) Dopo che la richiesta ha passato il doppio controllo, il Presidente della Repubblica, su
deliberazione del Consiglio dei Ministri, fissa la data del Referendum tra il 15 Aprile e il 15
Giugno (in una domenica).
4) Scrutinio e proclamazione dei risultati:
> se c' abrogazione totale o parziale della legge, il Presidente della Repubblica la dichiara
con decreto (gli effetti della legge decorrono dal giorno dopo la sua pubblicazione)
> se non c' abrogazione della legge il Ministro della Giustizia pubblica i risultati sulla
Gazzetta Ufficiale, la legge non potr pi essere sottoposta a Referendum per 5 anni.

Limiti:
> di partecipazione: la consultazione referendaria pu produrre i suoi effetti abrogativi solo
se c' il Quorum degli aventi diritto al voto;
> relativo all'esito: gli effetti abrogativi si producono se c' il Quorum dei votanti.

Nel procedimento di Revisione Costituzionale (vedere Parlamento): Art. 138 della


Costituzione, se nella seconda votazione sulla legge di Revisione Costituzionale non si
raggiungono i 2/3 a favore, ma solo il Quorum, la legge sar pubblicata solo sulla Gazzetta
Ufficiale e si prevede che questa possa essere sottoposta a Referendum su richiesta di:
> 500 mila elettori
> 5 Consigli regionali
> 1/5 dei membri di una Camera
Richiesta dopo 30 giorni dalla Pubblicazione.
Il Controllo passa solo dall'ufficio Centrale e non dalla Corte Costituzionale; il limite solo
quello relativo all'esito (come nel referendum abrogativo).
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Definizione: il capo dello stato, si colloca nel rapporto fra governo e parlamento, in una posizione
di autonomia; nello Statuto Albertino in realt il re era il titolare del potere di nominare il governo,
godeva di una posizione di forza nei confronti del potere esecutivo, ma c'era per il dualismo; oggi,
che la sovranit del popolo, questa contrapposizione non c' pi, quindi la posizione del presidente
della repubblica non la stessa del re, ma ha un ruolo diverso.

Elezione:
Il Presidente della Repubblica viene eletto dal Parlamento in seduta comune, solo a tal fine integrato
da tre rappresentanti di ciascuna Regione (Val d'Aosta ne nomina solo uno).
Il Presidente deve essere eletto solo a scrutinio segreto e da maggioranze qualificate (nelle prime
3 votazioni richiesta la maggioranza di 2/3 dei componenti, successivamente quella assoluta.

Successivamente il Presidente fa giuramento di fedelt alla Repubblica e di osservanza della


Costituzione, davanti al Parlamento in Seduta Comune; dopo di che entra in carica.
La durata in carica del Presidente pari a 7 anni.
Il Presidente pu essere una persona che ha almeno 50 anni ed ha il compito di garantire la stabilit.

Funzioni del Presidente: Il presidente della Repubblica, proprio perch non appartiene ad alcun
potere, ha delle funzioni nei diversi poteri.
Si possono distinguere 2 ordini di competenze:
di natura simbolica e formale, essendo il Presidente e Capo dello Stato ha il ruolo di
rappresentare lo Stato Italiano all'estero.
di natura sostanziale, ha altre competenze non ordinarie, di ricomposizione del nostro
sistema Costituzionale.

Ha altre competenze non ordinarie, di ricomposizione del nostro sistema costituzionale:


Risoluzione delle crisi di governo: quando vengono fatte le elezioni, viene eletto un
Parlamento e questo deve dare la fiducia ad un Governo; se successivamente ci sono delle
crisi il presidente della repubblica parler con i vari poteri, e designer un altro politico per
eleggere il nuovo Presidente del Consiglio (risultato del lavoro del Presidente della
Repubblica nei confronti dei parlamentari, per trovare il possibile sostituto del vecchio
Presidente del Consiglio), un'operazione importante perch designa il governo che deve
nascere; questo ruolo non viene esercitato solo quando la legislatura comincia, ma si ripete
tutte le volte che il governo cade. Nel momento in cui, in fase di legislatura si presenta
questa Crisi di Governo, il Presidente della Repubblica viene chiamato a ricercare il nuovo
capo di governo e i ministri che dovranno starci attorno, attraverso delle consultazioni e
mandati esplorativi.
Scioglimento anticipato delle camere: Art.88 della Costituzione, in determinate situazioni,
il Presidente della Repubblica, dopo aver ascoltato le opinioni dei Presidenti del Senato e
della Camera, pu decidere di sciogliere anticipatamente le Camere o una sola di esse, in
ragione del corretto funzionamento del Sistema Costituzionale.
Il Presidente non pu esercitare tale facolt negli ultimi 6 mesi del suo mandato, per il
motivo che potrebbe influire sulle Camere per le successive elezioni.
I motivi che possono portare il Presidente della Repubblica a sciogliere le Ca,mere
anticipatamente sono di diversi tipi:
1) quando il rapporto di fiducia fra Parlamento e Governo viene meno, e il Presidente della
Repubblica non riesce a trovare un nuovo Governo alla quale il Parlamento riesca a dare
fiducia; allora il Presidente scioglie le camere perch non c' pi spazio di espressione di un
nuovo Governo.
2) quando il presidente ritiene che il Parlamento non sia in grado di esprimere un nuovo
Governo attraverso sondaggi e opinioni o attraverso Referendum popolare, il risultato
sarebbe cio che la maggioranza pensa una cosa e il popolo ci va contro; si desumer quindi
che la volont popolare non pi coerente con il Parlamento e allora il Presidente scioglier
le Camere.

Altri compiti sostanziali sono:


la promulgazione delle leggi, cio di verificarne la costituzionalit e se opportuno quindi
di apportarne delle modifiche e rispedirle in Parlamento. Dopo che la legge stata dichiarata
costituzionale viene pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale;
il Presidente pu inviare al Parlamento dei messaggi per avere dei determinati
comportamenti (abbassare i toni, la litigiosit) oppure raggiungere determinati obiettivi.

Le responsabilit del Presidente art.90:


1) responsabilit politica: Nel nostro paese non c' una responsabilit politica per il quale
qualcuno possa sfiduciare il Presidente della repubblica, non c' quella situazione che c'
negli USA in cui qualcuno pu sfiduciare il Presidente per i suoi atti. Esiste invece una
responsabilit politica diffusa, esiste un potere dell'opinione pubblica di criticare il
comportamento del presidente della repubblica, non c' una censura sulla critica. Quindi la
responsabilit politica presente solo in forma di critica verso il presidente e non di richiesta
di dimissione;
2) responsabilit giuridica, sul piano di responsabilit civile, per atti che il presidente svolge
(nell'esercizio delle funzioni), se qualcuno lo critica e lo accusa il Presidente della
Repubblica non risarcisce i danni, perch quando egli firma , gli atti vengono controfirmati
da un altro componente del governo, che si affianca alla firma del Presidente, e che cosi
controfirmando si prende la responsabilit.
3) Responsabilit penale,Atti del presidente della repubblica ( per es. si fa corrompere nelle
sue decisioni), il Presidente gode di una irresponsabilit penale, tranne per atti di alto
tradimento o per attentato alla Costituzione;
I due particolari reati (alto tradimento e attentato alla costituzione) esprimono delle
particolarit: quando il codice penale definisce degli atti come reati, il codice deve spiegare
anche il motivo per il quale questi atti sono reati ( es. chi ruba condannato all'arresto per 3
anni, per bisogna definire cosa il furto, la norma dar quindi la spiegazione di furto; se un
soggetto fa una truffa viene arrestato, la norma deve definire cosa la truffa) il problema
che la norma penale deve descrivere il comportamento materiale del reato, perch
mancherebbe un tassello fondamentale posto in garanzia di colui che ha commesso il reato;
descrive il comportamento che da luogo al reato.
Invece i due reati che la costituzione ipotizza nell'art. 90, non sono dettati da questa regola,
queste due norme penali configurano delle norme penali in bianco (non descritto il
comportamento penalmente punito), non definisce i contenuti, perch in realt sono
strettamente collegati all'esercizio politico, che il presidente potrebbe raggiungere in seguito
al suo esercizio, attraverso diversi comportamenti e poi giudicati politicamente.
Per tali reati, il Presidente posto in stato di accusa da parte del Parlamento in seduta
comune e verr giudicato da un giudice sommo della Corte Costituzionale aiutato dalle forze
dello Stato.
IL POTERE ESECUTIVO- IL GOVERNO

Definizione: organo collegiale complesso, cio composto da una pluralit di persone.


composto dal Presidente del Consiglio (superiore a tutti) e dai Ministri, Sottosegretaei e
Viceministri (compiti specifici).

Cambiamenti storici:L'area delle competenze del governo, si radicalmente ampliata nella storia
successivamente alla trasformazione da stato liberale (stato astensionista, il governo svolgeva
compiti limitati, garantiva sicurezza, giustizia, per non assistenza sanitaria,no servizi pubblici, no a
tutta una serie di prestazioni che ogni giorno riceviamo dall'apparato pubblico che ci permette di
vivere meglio in confronto ad altri paesi del mondo) a quello sociale.
Superata questa trasformazione, lo stato diventa interventista, si da carico dei ceti deboli, si da
carico di situazioni sociali, comporta che lo stato faccia dell'altro, una serie di attivit anche di
natura imprenditoriale che garantisca ai cittadini una serie di servizi.

Elezione:
l'art.92 della Costituzione dice che il presidente della Repubblica elegge quello del
Consiglio e poi su consiglio delle stesso i Ministri, in realt c' la consuetudine che il partito
che vince le elezioni manda un suo rappresentante come Presidente del Consiglio e il
Presidente della Repubblica sceglie poi se confermarlo o meno. Il Presidente del Consiglio
elegge poi i suoi Ministri.
Per entrare in carica il Governo deve ottenere la fiducia dal Parlamento: entro 10 giorni deve
convocare il Parlamento, illustrare il programma di Governo ed essere eletto attraverso
votazione nominale.

Competenza del Presidente del Consiglio: Art.95-Il presidente del consiglio ha una competenza di
360 per tutto quello che deve essere compiuto per mandare avanti il sistema dello stato, e svolge
un comportamento di amministrazione dei ministri.

I Ministri: i ministri possono essere di diverso tipo e il loro numero definito da una legge,
il ministro una carica rilevante che consente di dare visibilit ad una forza politica ottenendo cosi
un peso politico all'interno del paese.
Possono essere:
di serie a ( ministro degli interni, degli esteri, della difesa..),
di classe inferiore (del turismo, dello sport....).

Il governo si compone di altri componenti, i sottosegretari o viceministri, che sono dei collaboratori
dei ministri, che hanno le competenze da quest'ultimi, ogni ministro ha sotto di s un certo numero
di sottosegretari, alla quale da dei compiti specifici.

I ministri possono essere:


con portafoglio: avente un Ministero sottostante che serve a finanziare e a svolgere le
funzioni del Ministro (es.Maroni ha il ministero degli interni, ha sotto di se una struttura
rilevante per svolgere le funzioni che deve svolgere, La Russa, Ministro della Difesa ha
sotto di s il ministero della difesa; nel momento in cui ha il portafoglio non fa parte solo dei
ministri ma anche capo di un determinato apparato, ministero, opera come rappresentante
di quel apparato)
senza portafoglio: ha una determinata competenza per non capo di un apparato.
I maggiori ministri compongono il Consiglio di Gabinetto del quale il Governo pu avvalersi.
Sostituzione dei ministri:
Ministri ad interim: sono il Presidente del Consiglio o altri ministri che sostituiscono
temporaneamente un Ministro che si dimesso o che stato dimesso in attesa di un'accurata
sostituzione.
Rimpasto ministeriale: quando un governo in carica, in un certo momento storico, decide
di cambiare uno o pi ministri (per es. sostituzione del ministro Bondi, ministro della
cultura).

Competenza normativa del Governo: si esprime attraverso diversi tipi di norme:


decreti legge (art.77): atti con forza di legge che il Governo pu adottare in casi
straordinari. Entrano in vigore subito dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, ma gli
effetti prodotti sono provvisori perch i decreti perdono efficacia se il Parlamento non li
converte in legge entro 60 giorni; il decreto legge non pu essere rinnovato. ES.un tempo il
prezzo della benzina era regolato per legge , e per affidare i prezzi alla benzina si toccavano
i decreti legge, perch se no i proprietari di benzina si sarebbero tenuti la benzina fino a
quando il prezzo non fosse salito (oggi il prezzo della benzina affidato al mercato).
Decreti legislativi (delegati): atto con forza di legge emanato dal Governo in esercizio della
delega conferitagli dal Parlamento attraverso un'apposita legge (di delega).

Potere regolamentare del Governo: il Governo pu fare anche dei regolamenti che sono sotto i
decreti e rappresentano delle norme generali e astratte. Il potere regolamentare tipico del Governo
e non viene controllato dal Parlamento.
I tipi di regolamento sono:
di esecuzione: dettano norme specifiche per corretta esecuzione della legge. Es. legge che
disciplina gli scarichi industriali, le industrie che scaricano in corsi d'acqua che quindi
inquinano i corsi d'acqua per operare devono essere autorizzate devono rispettare dei
regolamenti, quindi sono sottoposte ad amministrazione;
di attuazione e/o integrazione: definiscono meglio una legge favorendone la migliore
applicazione; la legge qui di manica larga, e affida tutto al regolamento, il regolamento
regolamenta quasi tutta la situazione;
indipendenti: riguardano fenomeni non dettati dalla legge, non devono quindi rifarsi ad
una normativa superiore;
di organizzazione: riguardano l'organizzazione degli uffici della Pubblica Amministrazione,
questi regolamenti hanno dei limiti dati dalla legge;
delegati: finalizzati ad attribuire al potere regolamentare del Governo il compito di regolare
certe materie anche in delega della disciplina precedentemente posta dalla legge. Il nostro
ordinamento ha tante leggi, si parla di 200000 circa, dal 1861 ad oggi, ogni tanto si parla di
semplificazione (si cerca di averne meno), questa semplificazione viene effettuata
trasformando delle leggi in regolamenti, perch questo consentir di incidere su questa legge
in maniera pi semplice (non c' pi la competenza del parlamento, viene lasciata al
governo), per fare questa trasformazione bisogna declassare la legge e quindi consentire al
governo di regolamentare un fenomeno che prima non era suo, bisogna stabilire con un'altra
legge che quella li non pi una legge ma un regolamento; quest'operazione in realt viene
disposta con dei regolamenti delegati, che regolano dei fenomeni che prima erano dettati
dalla legge ed ora possono essere regolamentati da regolamenti.

Giudizio del Presidente del Consiglio e dei Ministri:


Art. 96 il presidente del consiglio dei ministri ed i ministri, anche se cessati dalla carica, sono
sottoposti, per i reati commessi nell'esercizio delle loro funzioni, previa autorizzazione del Senato
della Repubblica o della Camera dei deputati, secondo le norme stabilite con legge costituzionale.
La peculiarit di questa norma che l'andare davanti al tribunale dei ministri comunque
subordinato alla camera di appartenenza, quindi andare a un processo davanti ad un tribunale
normale e davanti al tribunale dei ministri molto diverso perch comunque ci deve essere
un'autorizzazione da parte della camera di appartenenza per svolgere il processo.

Un tempo il governo godeva di un regime di favore, perch con i reati ministeriali (commessi
nell'esercizio di funzione di ministro) il governo poteva essere sottoposto a condanna penale solo da
parte del tribunale dei ministri (tribunale speciale composto da 3 magistrati sorteggiati, pi un
giudice normale), conseguenze concrete: se il reato non ministeriale il giudice quello normale
che sta giudicando, se invece ministeriale giudica un giudice che si chiama tribunale dei ministri
(magistrati con la differenza che questi vengono sorteggiati dallo stesso tribunale), la seconda
differenza perch il processo vada avanti bisogna che ci sia l'approvazione della camera.
LA CORTE COSTITUZIONALE

Definizione: organo costituzionale dotato di speciali competenze che nasce per rispondere a 3
esigenze, o meglio per tutelarle:

la costituzione introdotta nel 48, rigida, e se questa quindi al di sopra delle leggi, bisogna
garantire che questo principio sia rispettato, e venne creata un'autorit apposita cio la corte
costituzionale;
la nostra costituzione introduce le regioni, prima del 48 le regioni non c'erano, i nostri
costituenti fanno una scelta regionalista, dotando delle competenze rilevanti, nell'introdurre
questi enti si dovuta creare una corte, un giudice, dove gli eventuali conflitti fra regioni
che si potevano presentare potessero essere risolti;
responsabilit penale del capo dello stato; nello statuto il sovrano se avesse commesso un
reato non sarebbe stato sottoposto a giudizio dei magistrati, sarebbe stato sottoposto a
giudizio penale del senato; in un sistema costituzionale diverso come quello che stato
creato nel 48 bisognava creare dei meccanismi diversi, il capo dello stato doveva essere
quindi sottoposto a giudizio da un corpo maggiore e quindi nasce la corte costituzionale.

Struttura: la Corte Costituzionale non svolge un ruolo politico (nel senso che abilitato ad intervenire
nei confronti politici), ha una funzione di garanzia pi giuridica.
composta da 15 giudici la cui designazione ripartita tra tre diverse sedi:
5 alle alte giurisdizioni della magistratura (cassazione, corte dei conti, consiglio di stato)
5 dal presidente della repubblica
5 dal parlamento in assemblea comune.

Con questi 15 giudici costituisce un organo autorevole dello stato, e caratterizza anche gli alti poteri
dello stato, la loro carica dura 9 anni.

Elezione dei giudici: per essere eletti i giudici devono ottenere al primo scrutinio la maggioranza
assoluta, se questa non viene raggiunta si procede al ballottaggio tra i candidati che hanno ottenuto
pi voti e tra questi viene eletto chi ottiene la maggioranza relativa. In caso di parit viene eletto il
pi anziano.
Elezione del Presidente: eletto a maggioranza dei componenti dell'organo, dopo il primo e il
secondo scrutinio, si va al ballottaggio. Il presidente dura in carica 3 anni ed rieleggibile entro i
limiti del suo mandato novennale.

Ruolodella Corte Costituzionale:


Controllo della legittimit costituzionale:
la scelta di costituire la corte costituzionale costituisce una scelta di campo circa l'adozione di un
modello; avendo una costituzione rigida dobbiamo avere un meccanismo che valuti se una legge
costituzionale o no, questo meccanismo nell'esame dei sistemi giuridici stranieri tende ad assumere
2 caratteristiche alternative, si pu avere un sindacato diffuso (il giudizio se la legge
costituzionale o meno assegnato ad un giudice qualunque, si applica negli USA per esempio)
sindacato accentrato (l'incostituzionalit viene controllata da un organo solo e vale per tutte le
sentenze e per tutti i giudici).
Una legge incostituzionale quando contrasta con la costituzione, questo contrasto si verifica
sotto diversi profili, il contrasto con la costituzione viene con riferimento alle leggi e con gli atti
equiparati alle leggi, una legge costituzionale se questa norma presente in un atto del parlamento
o in un atto equiparato alla legge (come i decreti leggi),quindi questo giudizio si fa alle leggi
primarie, sotto la costituzione.
Supponiamo che una legge sia stata approvata con norme diverse da quelle della nostra
costituzione, stata approvata solo da una delle due camere, e poi divulgata (legge quindi
incostituzionale), il vizio un vizio del procedimento, un vizio di competenza, l'organo che deve
interpretare la legge non entrato, il primo ordine di illegittimit potrebbe essere configurato
sotto il profilo del procedimento.
Pi frequente il caso che la legge violi il piano sostanziale, che contenga al suo interno delle
norme che vanno contro una legge costituzionale, violazione da parte di una norma di un principio.
L'incostituzionalit della legge pu essere configurata sotto un terzo profilo, definito come eccesso
di potere legislativo: nell' 800 il parlamento per fare le leggi poteva disporre di quello che voleva
perch non c'erano dei limiti, invece oggi tutti i poteri hanno delle limitazioni, quindi anche il
parlamento incontra dei limiti nel fare le leggi, principalmente che le leggi siano conformi alla
costituzione, questo non soltanto si configura come conformit formale, in alcuni casi il potere che
viene esercitato dal parlamento per fare la legge viene a perseguire degli scopi che nell'economia
del parlamento sono sofferti, se il parlamento fa una legge che propria di uno degli altri dei due
poteri, e quella legge in quanto tende a ottenere uno scopo al di l del proprio potere, una legge
anticostituzionale, questo determina un eccesso di potere legislativo, quindi fa una legge per
finalit che non gli appartengono.

Sistema accentrato di verifica della costituzionalit:


L'unico caso in cui viene annullata una legge non dalla corte costituzionale quando il Presidente
della repubblica deve approvare una legge e deve verificarne la sua costituzionalit.

La corte costituzionale pu essere richiamata in causa in due modi:


giudizio in via principale o in via d'azione: quando Stato e Regione ritengono leggi statali
o regionali in contrasto con la Costituzione o con i criteri costituzionali per il riparto delle
competenze legislative tra regioni e Stato, possono sollevare direttamente la questione
davanti alla Corte.
giudizio in via incidentale o in via di eccezione: questo giudizio davanti alla Corte
Costituzionale nasce da un'iniziativa di un giudice comune, la quale si lega strettamente alla
soluzione di un caso concreto che quel giudice si trovi a dover decider. Durante il giudizio il
giudice pu ritenere la legge che deve applicare di dubbia legittimit costituzionale e pu
dunque sospendere il processo creando cosi un incidente nel corso del medesimo. Solleva la
questione di illegittimit delle leggi davanti alla Corte Costituzionale.
L'atto che sospende il processo in corso deve contenere:
> indicazione della legge di cui si dubita;
> indicazione delle disposizioni costituzionali che si ritengono violate;
> i motivi che hanno indotto il giudice a ritenere la legge di illegittimit costituzionale.
ESEMPIO:una persona ha preso in affitto una casa, ad un certo punto il conduttore non paga
un canone, il proprietario lo vuole sfrattare, si va in giudizio, ci saranno gli avvocati delle
due parti, il problema degli sfratti un problema sociale, il governo decide di fare approvare
una legge al parlamento che proroga gli sfratti di 5 anni, beneficia il conduttore di rimanere
ad occupare la casa altri 5 anni, la soluzione dell'avvocato del proprietario, dire che questa
legge anticostituzionale, perch attraverso l'art 42 la propriet privata tutelata, e il
proprietario per 5 anni non pu disporre del suo bene, e poi l'avvocato potrebbe andare a
toccare anche il principio di eguaglianza dell'art 3, una legge quindi che discrimina, a
questo punto il giudice si ritrova una causa che porta rogna, quindi il problema
dell'incostituzionalit di una legge nasce da un singolo processo, per siccome il giudice non
pu stabilire che quella legge non sia costituzionale, deve sospendere il processo e mandare
tutto alla corte costituzionale riferendogli tutto, in questo caso l'eccezione nasce nel processo
come incidente processuale e comporta il passaggio della questione alla corte costituzionale.
La questione di incostituzionalit nasce in un processo, il giudice (il giudice non obbligato
ad inviare il tutto alla corte costituzionale), deve operare con due tipi di valutazioni:
1) la questione deve essere rilevante, che tocchi quel processo;
2) non deve essere una questione strampalata, deve avere un'apparenza di seriet, una
coerenza, sia proponibile (es. se stata valutata una sentenza simile dalla corte
costituzionale)
Quindi il giudizio nasce da un incidente o un eccezione processuale, che viene rimandato
alla corte costituzionale, la corte non decide il fine della causa ma giudicher solo se la
legge incostituzionale o meno, e se riterr l'incostituzionalit emetter una sentenza che la
dichiarer anticostituzionale.

La Corte Costituzionale emette delle sentenze nelle quali decide se quella legge
costituzionalmente legittima o meno, le sentenze possono essere di due tipi:
di accoglimento, se accolgono l'eccezione, dichiarer che la legge incostituzionale; art
136 quando la corte costituzionale dichiara che la legge incostituzionale, la legge
incomincia a non avere pi valore nel momento in cui la sentenza viene pubblicata sulla
gazzetta ufficiale (il giorno successivo), la incostituzionalit non produce effetti solo per
giudizio che ha generato la questione, ma la legge incostituzionale cessa di avere efficacia,
non produce pi i suoi effetti, cio che quella legge non pu pi trovare applicazione e
quindi non pu dar luogo a comportamenti in sua attuazione,in primo luogo nel caso in cui
stata creata la questione non sar pi applicata quella legge dal giudice, allo stesso modo si
dovranno comportare tutti gli altri giudici per le altre sentenze.
Dove le questioni siano gi state decise l'incostituzionalit della legge non infierisce sulla
decisione passata (favor rei):
> per processo in via incidentale: queste sentenze producono l'annullamento delle norme
dichiarate incostituzionali che non potranno pi essere applicate (da nessun giudice).
> per processo in via principale: l'effetto quello di annullare la legge statale o regionale
impugnata.
di rigetto, che respingono l'eccezione, la legge viene dichiarata costituzionalmente
legittima:
> per processo in via incidentale: la legge viene dichiarata costituzionale dalla Corte e il
giudice di quel processo dovr adottare la sua decisione applicando quella norma;
> per processo in via principale: l'effetto quello di consentire l'ulteriore applicazione della
legge impugnata.

ESEMPIO: C' una legge che dice che intorno a i terreni militari non si pu costruire niente, la
logica che gli uffici militari sono edifici sensibili e vengono tenuti distanti dal centro abitato
quindi, il proprietario di un'area vicino al territorio militare vuole costruire, e fa una richiesta, ma il
giudice decide di togliergli il terreno perch vicino al terreno militare, e non gli da indennizzo, il
soggetto richiede un'incostituzionalit della legge perch viola un principio fondamentale, la corte
costituzionale dice al soggetto che ha torto, vero che se si tolgono dei beni fondamentali e non si
da un indennizzo, per se interpretata in questo modo a chi viene tolto il terreno ha diritto ad un
indennizzo, la legge non viene annullata, il timore della corte che il parlamento non faccia una
legge nuova che tratti su questo argomento.

Giudizio per l'attribuzione dei poteri dello Stato:

Art 134 la corte costituzionale giudica sui conflitti di attribuzione tra i poteri dello Stato e su
quelli tra lo Stato e le Regioni(potere legislativo, esecutivo, giurisdizionali, sono poteri autonomi).
Il ruolo della Corte quello di verificare che non ci sia un organo che controlli i conflitti fra altri
poteri.
Le regioni sono autonomie locali, questa autonomia tale da ricondurre alla corte costituzionale un
eventuale conflitto con lo stato.
Giudizio del Presidente della Repubblica art.134 Cost.:
Funzione attribuita alla Corte dalla Costituzione per il giudizio delle accuse promosse dal
Parlamento nei confronti del Presidente della Repubblica per i reati di alto tradimento e attentato
alla Costituzione.
Il Parlamento deve verificare che gli atti testimonianti i reati del Presidente siano fondati.
Nel momento in cui il Presidente viene messo in stato di accusa la Corte assume il ruolo di giudice
penale: ai 15 giudici se ne aggiungono altri 16 sorteggiati dalla lista designata dal Parlamento ( il
parlamento individua periodicamente un elenco di giudici per creare questo consiglio pi ampio di
giudizio del Presidente della Repubblica vedi Parlamento).
La sentenza che conclude il giudizio di accusa (anch'essa pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale)
irrevocabile, ma pu essere sottoposta a revisione.

LA MAGISTRATURA

Definizione: un complesso di organi con funzioni giurisdizionali che nasce per garantire la libert
del cittadino nei confronti del potere esecutivo.
I Magistrati non vengono eletti ma partecipano a dei concorsi pubblici; questo va a determinare il
potere tecnico della Magistratura.
La Magistratura ha un potere autonomo e quindi non dipende da nessun altro organo ma solo dalla
legge.

Art.104-105 della Costituzione: il giudice per garantire la libert ai cittadini deve essere tutelato;
per questo la Costituzione in questi due articoli tronca i rapporti tra Magistratura e Governo.
Art.102: non servono giudizi speciali perch c' un sistema di Magistratura ordinaria capace di
trattare qualsiasi giudizio.

Consiglio Superiore della Magistratura (CSM) Art.104:


composizione: prevista una composizione mista con:
membri elettivi (24): 8 eletti dal Parlamento in seduta comune e 16 eletti dai magistrati delle
varie categorie;
membri di diritto: Presidente della Repubblica che presiede l'organo, il primo Presidente
della Corte di Cassazione e il Procuratore Generale della Corte di Cassazione.
I membri elettivi durano in carica 4 anni e l'elezione del nuovo CSM deve avvenire entro 3 mesi
dalla scadenza di quello precedente.
Ruolo: un organo che autogoverna la Magistratura e si affida a tutte le decisioni della vita
professionale dei magistrati.

La Magistratura Penale:
articolata in 2 ordini di Magistrati:
Magistratura Requirente: pubblici ministeri, uffici che svolgono indagini e raccolgono
prove;
Magistratura Giudicante: quella che giudica.
Non c' separazione vera e propria tra magistrati perch' attraverso concorsi possono passare da una
carriera all'altra ( da Magistratura Giudicante a Requirente e viceversa).
Se si facesse una vera e propria separazione i magistrati requirenti sarebbero pi volti verso l'accusa
e non verso la scoperta della verit e soprattutto verrebbe a limitarsi l'indipendenza nei confronti del
potere esecutivo da parte di questi.
L'organizzazione della Magistratura:
la Magistratura organizzata in una pluralit di tribunali. Il corpo della Magistratura si suddivide
poi in una Magistratura ordinaria cio in giudici civili e penali.
I magistrati vengono poi assegnati agli uffici:
Giudice di Tribunale (di 1 grado);
Giudice della Corte d'Appello (di 2 grado);
Giudice della Corte di Cassazione (di 3 grado).

La Corte di Cassazione il vertice della giurisdizione ordinaria in quanto il tribunale di ultima


istanza. Coordina i rapporti tra le varie giurisdizioni e si articola in sezioni (civili, penali e del
lavoro).
La Corte di Cassazione giudice di legittimit, in quanto giudica sul diritto e non sui fatti, cio non
pu riesaminare le prove, ma deve verificare che sia stata applicata correttamente la legge anche nei
processi di grado inferiore.

A fianco della Magistratura ordinaria vi sono anche delle Magistrature speciali:


giudice amministrativo, giudice che giudica nelle cause che il cittadino ha contro la
pubblica amministrazione (consiglio di stato, giudice che deve verificare il corretto esercizio
del potere pubblico);
giudice contabile, la corte dei conti la quale ha un compito di giudicare i funzionari pubblici
che hanno speso male il denaro pubblico,giudizi sulla responsabilit dei dipendenti della
pubblica amministrazione e chiedere loro il risarcimento per spese improprie della spesa
pubblica;
giudice tributario, giudice che giudica dei pagamenti sbagliati da parte di cittadini,
successivamente a degli accertamenti fiscali ( es. dichiaro delle spese diverse da quelle
reali);
giudici militari, i militari hanno per i reati commessi in qualit di militari hanno questa
caratteristica di avere dei tribunali composti da giudici militari che hanno un loro codice
penale e giudicano solo i militari;

I principi per la funzione di giudice:

1) Art. 24 Cost.: Principio di diritto alla Difesa: ogni cittadino ha diritto ad una difesa
(avvocato difensore). Nel giudizio penale, se l'imputato no ha un suo avvocato gliene viene
dato uno di ufficio. Nel giudizio civile l'imputato ha diritto di chiedere un avvocato se
dimostra di non poterselo pagare.
2) Art. 25 Cost Principio del Giudice Naturale: il Giudice, per ogni sentenza, uno e uno
solo e deve rimanere tale (Giudice Naturale);
3) Art.25 (2 comma) Principio della irretroattivit della legge penale: la legge quando
entra in vigore non retroattiva, cio non punisce i fatti passati ma solo quelli che
avverranno dopo la sua approvazione;
4) Art.27 Personalit della Responsabilit penale: ognuno responsabile dei propri atti
davanti alla legge;
5) Art. 111 Il giusto processo: le 2 parti devono essere alla pari e tutelate ugualmente. Sono
valide solo le prove raccolte all'interno del processo e i provvedimenti del giudice devono
essere motivati.
6) Principio dell'inamovibilit: i magistrati non possono essere privati dell'incarico e neanche
trasferiti d'ufficio.
GLI STRUMENTI CHE L'ORDINAMENTO ITALIANO PREDISPONE PER GARANTIRE
UNA TUTELA NEI CONFRONTI DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE (STATO)

Questi strumenti sono la risposta che l'ordinamento da di disporre una tutela nei confronti del
cittadino.
La nostra costituzione all' Art 113: contro gli atti della pubblica amministrazione sempre ammessa
la tutela giurisdizionale, gli atti con la quale lo stato esercita il potere pubblico sono sempre
sottoposti ad analisi del giudice qualora lo si richieda, quest'articolo poi dice degli elementi di
problematicit, si parla di diritti e interessi legittimi, art 24(tutti possono agire in giudizio per la
tutela dei propri diritti e interessi legittimi), la costituzione introduce una distinzione fra diritti e
interessi legittimi.
Con l'avvento dello stato liberale nasce l'esigenza di tutelarsi.

Contenzioso amministrativo: si descriveva la presenza all'interno della pubblica amministrazione


degli uffici alla quale poteva rivolgersi il cittadino per la propria tutela verso la stessa.
C' uno squilibrio perch io chiedo tutela contro la pubblica amministrazione ad un organo che
all'interno della stessa e quindi questa si auto-giudica.

Il problema di fondo il principio di separazione dei poteri, cio che se un organo che mi pu
tutelare nei confronti della pubblica amministrazione se un potere giudiziale si rischia che vada
incidere sulla pubblica amministrazione, quindi era necessario che ci fossero da un lato delle
limitazioni per la pubblica amministrazione, e dall'altro lato che se queste limitazioni provenivano
da un organo giudiziale fossero anch'esse limitate per non prevalere sull'altro potere.

Nel 1865 viene fatta una radicale riforma radicale, la pubblica amministrazione non diversa dagli
altri, uguale ai cittadini, la legge assume il nome di legge abolitiva del contenzioso
amministrativo, stabilisce il principio che se un cittadino viene leso di in un suo diritto soggettivo
(Art 24 -tutti possono agire in giudizio per la tutela dei diritti e interessi legittimi; i nostri diritti
soggettivi sono quel complesso di situazioni che costituiscono il nostro patrimonio giuridico, i
diritti soggettivi sono delle situazioni di vantaggio che una volta che vengano lesi ci permette di
rivolgerci ad un giudice per tutelarci, questi diritti valgono sia nei confronti di un altro cittadino sia
nei confronti della pubblica amministrazione) da un atto della pubblica amministrazione, si pu
rivolgere ad un giudice ordinario (tribunale civile) come se fosse stato leso da un altro cittadino,
introduce dei principi di tutela efficiente.
La riforma molto importante perch assoggetta la pubblica amministrazione alla magistratura.
La tutela dei diritti soggettivi nei confronti della pubblica amministrazione giudicata dallo stesso
organo che tutela i diritti nei confronti di un altro cittadino, cio il giudice ordinario.

Successivamente alla riforma ci si rende conto che ci sono delle cose che non vanno, il cittadino in
certe situazioni rischia di non essere tutelato.
In un sistema che diceva che il cittadino tutelato nei confronti dei diritti soggettivo da parte di un
giudice ordinario, per esempio successivamente ad un concorso per dei posti di lavoro nella quale
nessuno aveva il diritto di passare, di essere ammesso, serviva un giudizio corretto da parte dei
giudicanti, se non era cosi il cittadino non era tutelato, nei confronti della pubblica amministrazione.
Quest'ultima deve garantire eguaglianza di rapporti; rispetto a questa regola non basta essere
tutelati nei confronti del diritto soggettivo, quindi nasce la nozione di interesse legittimo.

Interesse legittimo: la pretesa che tutti noi abbiamo nei confronti della pubblica amministrazione
quando questa ha rapporti con i cittadini, in queste situazioni deve applicare quelle regole di
uguaglianza e correttezza che regolano il suo comportamento.

Ci sono situazioni nella quale possono essere lesi dei diritti da parte della pubblica amministrazione
in quanto essa esercita il potere, quando nasce la situazione di potere, supremazia su di noi, i danni
che questa ci pu recare sono maggiori in confronto a quelli che ci potrebbero recare gli altri
cittadini, nell'impostazione della legge del 1865 questa fetta di comportamenti della pubblica
amministrazione sfuggivano al controllo, e quindi il cittadino era solo tutelato per i suoi diritti
soggettivi.

Successivamente si capi che il cittadino no nera tutelato nella tutela delle sue situazioni soggettive
di interesse legittimo (quando io faccio un concorso i giudicanti devono giudicarmi correttamente
nei termini della legge), al cittadino deve essere garantita la tutela quando la pubblica
amministrazione eserciti il suo potere pubblico.

Nel 1889 si introduce un giudice nuovo, si attribuisce alla quarta parte del consiglio di stato la
tutela degli interessi legittimi, con questo passaggio si da vita alla Giurisdizione
amministrazione(giudici amministrativi, tutela degli interessi legittimi) in contrapposizione alla
giurisdizione ordinaria (tribunale civile), nasce questa nuova caratteristica: se c' lesione di interesse
legittimo si va dal giudice amministrativo, e se c' lesione di diritto soggettivo si va da giudice
ordinario.
Il sistema della tutela evolve ulteriormente, si sviluppa, il consiglio di stato, organo che dal 1889
diventa organo composto da magistrati.
Nel 1971 vengono istituiti i tribunali amministrativi regionali che diventano la cosiddetta
giurisdizione amministrativa, quei giudici che giudicano dei comportamenti che la pubblica
amministrazione pone in essere nell'esercizio del potere pubblico. (art 113, il cittadino pu chiamare
a giudizio la pubblica amministrazione per ogni suo atto, a seconda che ledano diritti soggettivi o
interessi legittimi si assegner il tipo di giudice).

Il sistema che abbiamo descritto estremamente complesso, ci sono una serie di situazioni in cui
non si sa se io sia tutelato per diritto soggettivo o interesse legittimo.

ES. Nei confronti del mio datore di lavoro, che in questo caso la pubblica amministrazione, ho il
diritto di avere lo stipendio a fine mese se lavoro, nell'ambito del mio datore di lavoro ho anche
altre situazioni, per es. io ho un diritto a non essere trasferito eppure io vivo a Genova e voglio
continuare a lavorare qui, per mi trasferiscono da un'altra parte, nei confronti del datore non ho un
diritto soggettivo o interesse legittimo ad essere trasferito, nei confronti della pubblica
amministrazione ci deve essere un criterio corretto, devo disporre di una tutela, il potere deve essere
esercitato in modo giusto, quindi qui ho 2 situazioni insieme diritto allo stipendio ed interesse
legittimo a mantenere il mio posto.
Queste situazioni soggettive quindi vanno spesso a mescolarsi.
Emergono situazioni soggettive diverse e quindi espone il cittadino a sbagliare giudice, e quindi lo
espone al rischio di esporre una causa dal giudice sbagliato in relazione alla situazione lesa.
Nel 1923 viene introdotta una deroga che si chiama giurisdizione esclusiva, cio che per alcune
materie stabilite dalla legge, per le quale diritti soggettivi ed interessi legittimi sono mescolati e
difficilmente identificabili, si va sempre davanti al giudice amministrativo, in queste materie di
giurisdizione esclusiva non opera il criterio per la divisione dei giudici per diritti soggettivi e
interessi legittimi.

Noi cittadini disponiamo nei confronti della pubblica amministrazione di strumenti di tutela, che noi
otteniamo da giudici, da organi che non dovrebbero essere pi vicini a nessuna delle due parti in
causa.
Noi cittadini disponiamo anche di altri strumenti di tutela che non sono giurisdizionali, non ci
rivolgiamo a un giudice per la tutela, ma chiediamo tutela attraverso ricorsi amministrativi per degli
atti compiuti dalla pubblica amministrazione verso la pubblica amministrazione e non ad un
giudice.
I ricorsi amministrativi: con i ricorsi amministrativi, i soggetti che si ritengono danneggiati da una
deliberazione amministrativa possono chiedere che l'amministrazione inizi un apposito
procedimento per riesaminare la legittimit di quella deliberazione.

Ci sono tre tipi di ricorsi amministrativi:


ricorso gerarchico, ricorso che viene presentato all'organo della pubblica amministrazione
gerarchicamente superiore all'organo che ha commesso l'atto;
ricorso in opposizione, una tutela minore, un ricorso amministrativo che viene
presentato allo stesso organo che ha commesso l'atto che vado a contestare;
ricorso straordinario al presidente della repubblica, ricorso diverso dai primi 2, si
presenta al Presidente Della Repubblica per la quale si richiede che un organo della pubblica
amministrazione venga annullato, intanto un po' meno domestico degli altri, la decisione
che viene assunta dal presidente in realt un a decisione che data da un parere del
consiglio di stato, il secondo elemento che mentre i ricorsi al TAR e al consiglio di stato
devono essere presentati in 60 gio0rni dall'atto, questo ricorso pu essere presentato entro
120 giorni dall'atto, questi ricorsi possono essere chiamati ricorsi amministrativi.(guardare
da qualche parte).

LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

Definizione: l'insieme di enti, soggetti pubblici e talora privati che svolgono la funzione
amministrativa nell'interesse pubblico. sottoposta al principio di legalit: i poteri che esercita e le
attivit che svolge devono trovare riscontro in una disposizione di legge.

Azione:
la Pubblica amministrazione agisce in 2 modi:
esercitando i poteri autoritativi, cio esercitando funzioni assistite dalla forza e
determinando la propria volont attraverso provvedimenti o atti;
con esecutoriet, potere che i privati non hanno e che le permette di agire senza riferirsi ai
canali della giurisdizione, manifestando cosi il suo potere autoritativo.

Atti amministrativi:
possono essere:
discrezionali: cio quelli con i quali la Pubblica Amministrazione prende una decisione
operando una scelta tra tante opzioni;
indiscrezionali: cio quelli che non sono frutto di una scelta ma che sono tali e non possono
essere diversi.
Procedimento amministrativo: l'atto si compone di 3 fasi:
1) preparatoria: fase che mira a fornire all'attivit deliberante, elementi necessari per la
decisione:
- atto di iniziativa, pu essere da parte della stessa amministrazione, di una parte privata
interessato o di un altro organo o soggetto pubblico;
- sottofase istruttoria: gli organi amministrativi competenti raccolgono tutte le informazioni
ritenute necessarie;
- raccolta dei pareri: di appositi organi amministrativi: facoltativi, obbligatori (per legge o
regola), vincolanti ( vincolano anche a seguirne il contenuto).
2) Costitutiva: l'organo competente che pu essere diverso da quello che ha operato in
precedenza, adotta l'atto nella forma e con le modalit prescritte. Si pu suddividere in:
- fase deliberativa semplice: se l'argomento dell'atto di competenza di un organo
monocratico o collegiale;
- fase deliberativa complessa: se devono intervenire gli organi per la formazione di un atto
complesso.

3) Integrativa dell'efficacia: riguarda il modo in cui atti perfetti possono produrre i loro effetti
giuridici se non presentano vizi di legittimit.

Al termine del procedimento si ha quindi un atto perfetto ed efficace.


La validit dell'atto dipende dalla sua conformit alle diverse prescrizioni normative.

Quando qualcuno viene danneggiato da un atto amministrativo, gli strumenti di cui disponiamo
sono i ricorsi, nel momento in cui noi vogliamo contestare un atto amministrativo per poterlo
contestare dobbiamo dire che questo atto illegittimo, cio che la pubblica amministrazione ha
esercitato il suo potere male, in questa prospettiva si apre un tema diverso: legittimit o
illegittimit degli atti amministrativi.

Legittimit o illegittimit degli atti amministrativi:

Quando si parla di illegittimit si fa riferimento a 2 possibili condizioni:

nullit, quando l'atto amministrativo non esiste nullo, questo quando l'atto manca di uno
dei suoi elementi costitutivi che sono: il soggetto (l'atto per essere tale deve provenire dalla
pubblica amministrazione), l'oggetto (l'atto deve riferirsi a qualcosa che c', che esiste),un
contenuto (quello che l'atto amministrativo dispone), la causa ( lo scopo di interesse
pubblico che quell'atto deve perseguire, la causa non altro che la conseguenza del principio
di legalit, un potere deve essere funzionale a raggiungere un determinato interesse
pubblico), la forma (il modo nel quale l'atto amministrazione si presenta, la pubblica
amministrazione formalizza con la forma la sua volont, non c' un obbligo di forma scritta,
ma deve essere solo una forma idonea a esercitare quel determinato potere); questa ipotesi
molto rara, l'atto amministrativo solitamente non nullo ma annullabile;

irregolarit: quando sono presenti anomalie dell'atto ritenute sanabili e che quindi non
vengono considerate sufficienti a costituire una causa di annullamento.

annullabilit, esiste l'atto amministrativo per presenta un difetto che pu consentire di


arrivare ad una sua rimozione, l'atto annullabile quando presenta vizi di illegittimit, che
possono essere di 3 tipi:
1) l'atto amministrativo viola la legge (non la attua correttamente), viene assunto dalla
pubblica amministrazione in contrasto con una disposizione di legge ( es. su un certo terreno
si pu edificare, il comune mi dice che li non posso edificare);
2) incompetenza, l'organo della pubblica amministrazione non era l'organo giusto che
doveva prendere quella determinata condizione, atto amministrativo emesso da un'autorit
che non ha il compito di farlo:
> assoluta: quando la Pubblica Amministrazione esercita potere appartenente ad un'autorit
non amministrativa;
> relativa: quando il potere esercitato appartiene ad altro organo del medesimo apparato
amministrativo
3)eccesso di potere, quando una pubblica amministrazione (che emette atti retti da principio
di legalit) nell'emettere un certo atto persegue uno scopo pubblico diverso da quello che
dovrebbe perseguire; chi provvede esercita male il potere;
es. voglio costruire una casa in riviera, devo chiedere due permessi distinti, uno al comune
per vedere se il progetto edificabile rispetto alle normative urbanistiche, e un secondo
permesso ad un altra autorit che valuta se il progetto compatibile con quella zona,
potrebbe succedere che il comune risponda : il tuo progetto conforme al piano regolatore
ma secondo me brutto e non compatibile con quella zona, in questo caso il comune
andato sopra alle sue competenze svolgendo il ruolo di un'altra autorit e c' stata quindi una
situazione di eccesso di potere.

Questi sono criteri, principi che nascono pi dalla teoria che dalla legge, cio che questi criteri sono
stati trattati di pi dalla giurisdizione che dai legislatori.

Nel 1990 legge 1241, che introduce alcuni principi in materia di procedimento amministrativo,
stata creata per garantire una maggior trasparenza nella pubblica amministrazione:

principio della comunicazione nell'avvio del procedimento, cio che tutte le volte che la
pubblica amministrazione vuole dare inizio a un procedimento deve comunicare
all'interessato che l'atto sta partendo; da vita a una fase partecipativa dove l'interessato pu
scrivere alla pubblica amministrazione per tutelarsi all'interno del procedimento; questa
legge introduce anche il responsabile di questa legge, cio che la pubblica amministrazione
nel comunicare l'avvio del procedimento comunica anche che di quel procedimento
responsabile il signor tal dei tali; il responsabile appunto responsabile titolare della
decisione che deve essere assunta, responsabile giuridicamente, questo impianto garantisce
la conoscibilit dell'azione amministrativa e garantisce la partecipazione del cittadino all'atto
amministrativo;
principio del diritto all'accesso, un diritto del cittadino di tenere copia degli atti che la
pubblica amministrazione ha emesso.

L'ORDINAMENTO REGIONALE

Una delle caratteristiche della costituzione di avere introdotto le regioni, questa articolazione del
territorio nazionale in regioni si inquadra nell'ambito del principio fondamentale detto
autonomistico, l'art 5 della costituzione dice che la Repubblica una e indivisibile, riconosce la
bont di una distribuzione del territorio attraverso autonomie locali, autonomie locali vuol dire che
esistono enti diversi dallo stato che lavorano in autonomia, che possono prendere decisioni diversi
da quello dello stato, questo sistema di enti diviso in 3 parti:
regioni
province
comuni
Le autonomie locali sono caratterizzate dal fatto che sono elette direttamente dai cittadini, quindi
esprime un grado di libert ed autonomia del cittadino.

La nostra costituzione parte dal presupposto che le autonomie locali devono essere promosse per la
manifestazione della volont del cittadino.
Le autonomie locali sono collocate in tre livelli, il comune per esempio il livello pi vicino al
cittadino.
Le regioni costituiscono il tormentone del dibattito pubblico, perch introdotte nel 1948 ma davano
gi problemi nell'800, il dibattito che ci fu venne risolto con no alle regioni perch l'Italia veniva
da un'unificazione di pi stati quindi ci doveva essere unit e l'Italia non era pronta a suddividersi.
Successivamente nel 48 stato introdotto nella costituzione che lo stato potesse essere disarticolato
in regioni, questo significava dare pi potere a comuni e province.
Le regioni di fatto non nascono, perch l'assemblea si impose che le regioni costituivano un
pericolo, perch mentre la maggioranza del paese era di una ideologia, le regioni implicavano di
avere magari una maggioranza di ideologia diversa, questo avrebbe implicato una perdita del potere
centrale, e quindi si rischiava un potere esterno di una maggioranza diversa da quella centrale.
Nel 1970 c' la prima elezione delle regioni, vengono introdotte quindi le regioni attraverso la
disciplina della costituzione con dei principi molto contenuti, nel 2001 invece l'ordinamento
regionale viene radicalmente riformato, modificando le competenze fra stato e regioni e attribuendo
alle regioni una maggiore competenza.

Lo stato quindi garantisce l'autonomia ai cittadini delle varie regioni, ma bisogna vedere quanto il
grado di autonomia, per calcolare questo grado, lo consideriamo trattando l'autonomia regionale
secondo varie autonomie:
autonomia statutaria;
autonomia legislativa
autonomia amministrativa
autonomia finanziaria

Art 114 la Repubblica formata da Comuni, dalle province, dalle citt metropolitane regioni e
stato.

Le regioni dispongono di una potest normativa, possono fare delle norme, delle leggi, nell'ambito
di queste norme ci sono delle norme particolari chiamate statuti, ogni regione si d uno statuto, lo
scopo e il senso sarebbe quello di darsi delle regole che nella libert di quella regione attribuiscono
delle caratteristiche di distinzione dalle altre regioni, lo statuto una piccola costituzione che
regolamenta la singola regione, c' un'autonomia statutaria quindi per ogni regione.
Partiamo dal presupposto che in Italia ci sono 20 regione, di queste 20, 5 sono dette a statuto
speciale, cio istituite in tempi diversi, prima del 1970 la cui istituzione costituiva la risposta a dei
problemi, a delle richieste che si erano creati in quelle regioni, per esempio la prima la Sicilia, che
poteva diventare una degli stati uniti di America dopo la guerra; quindi a queste regioni venne data
una libert costitutiva (Val d'Aosta, Sicilia, Trentino, Friuli Venezia Giulia, Sardegna), lo statuto per
queste regioni un documento che dirige i poteri della regione e viene approvato con legge
costituzionale, gli statuti speciali vengono approvati con il procedimento della revisione
costituzionale, perch non potendo cambiare la costituzione allora questi statuti speciali sono stati
introdotti con nuove leggi costituzionali.

Le regioni a Statuto ordinario: Art 123 detta la regola sulla cui base le 15 regioni a statuto ordinario
approvano ciascuna per se il proprio statuto ordinario, in maniera libera e autonoma, ciascuna
regione ha uno statuto che in armonia con la costituzione ne determina la forma di governo e i
principi fondamentali di organizzazione e funzionamento, forma di governo cio il rapporto che
intercorre fra gli organi costituzionali, lo statuto fa si che le regioni possano darsi una forma di
governo diversa.
Altro aspetto sono i principi fondamentali di organizzazione e funzionamento, il grado di autonomia
emerge fra il grado degli statuti stessi e la costituzione, lo statuto deve essere in armonia con la
costituzione, cio che:
non deve essere per forza in armonia con le leggi dello stato;
deve essere in armonia e non conforme, in armonia una nozione, ci deve essere una
sintonia e non una necessaria conformit, questo da segno di un ulteriore grado di autonomia
delle regioni nei confronti dell'ordinamento statale.
Lo statuto regionale approvato con un procedimento particolare, una legge con procedimento
differente dalle leggi regionali, cosi come a livello nazionale la costituzione ha grado e importanza
diversa dalle altre leggi, in ragione di questa maggiore rigidit e grado dettato dal 2 comma
dell'art 123, approvato con la maggioranza di componenti del consiglio regionale, per tale legge
non richiesta nessuna approvazione del governo nazionale, mentre il governo potr impugnare la
legge per verificarne la legittimit all'interno della corte costituzionale.
3 comma-Lo statuto sottoposto a referendum popolare qualora entro tre mesi dalla sua
pubblicazione ne faccia richiesta 1/50 degli elettori o 1/5 del consiglio regionale.

NEL 2001 SI RIFORMA il rapporto fra stato e regioni sotto il profilo del fare le leggi:
il primo principio sottolinea la pari dignit della legge regionale con le leggi nazionali, le
leggi regionali sono atti normativi con pari forza e dignit, l'inizio dell'art 117 infatti dice
che la potest legislativa esercitata dallo stato e dalle regioni, c' un principio di
competenza che divide le leggi nazionali da quelle regionali, ma non di diseguaglianza come
importanza.
L'art 117 mette in evidenza anche che nel sistema italiano la potest legislativa esercitata
dallo stato e dalle regioni con il rispetto verso i vincoli posti dalla costituzione e anche
quelli posti dall'ordinamento comunitario, ci significa che la corte costituzionale quando
giudica la legittimit, non la giudica solo sotto il parametro del rispetto alla costituzione, ma
le giudica anche sotto il rispetto dei principi comunitari, in ragione del fatto che la
costituzione richiama i principi comunitari come un parametro che le leggi devono
rispettare.
Secondo la costituzione del 48 le regioni fanno delle leggi secondo certe materie, le altre
competenze sono delle leggi statali, nel 2001 la nostra costituzione viene trasformata
prevedendo che la competenza fra stato e regione sia dettata secondo queste regole:
1) ci sono delle materie a cui si pu occupare solo lo stato (politica estera,
immigrazione,difesa e forze armate, moneta ordine pubblico, ecc..), art 117 2 comma, in
queste materie lo stato ha legislazione esclusiva, se qualche altro organo fa una legge su
queste materie, questa sar una norma contro la costituzione;
2) ci sono una seconda categoria di materie le quali appartengono in comune a stato e
regione, legislazione concorrente, alle regioni la potest legislativa e la determinazione dei
principi fondamentali allo stato, (art 117 3comma).
3) la terza categoria tutto il resto, tutte le materie che no sono elencate nell'elenco dell'art
117 appartiene alla regione, il 4 comma dice che spetta alle regioni la potest legislativa di
ogni materia non espressamente riservata alla legislazione dello Stato.
La presenza della legislazione concorrente il problema pi grosso, pi delicato, difficile
delineare il rapporto fra stato e regioni in questo ambito; questa particolare area vasta e
rilevante, forma dei problemi delicati sotto vari problemi, il primo profilo quello di
determinare quali sono i principi fondamentali.
Lo stato deve fare delle leggi che mettono i contorni alle regioni, le cosiddette leggi quadro
o cornice, definendo in maniera chiara quali sono i principi fondamentali, il problema che
lo stato non ha fatto queste leggi, il giudizio sempre assegnato alla corte costituzionale.
Questo da quindi un forte scontro fra stato e regioni.
Le funzioni amministrative sono attribuite all'ente pubblico pi vicino al cittadino, il
comune, salvo che per esercitarne il principio unitario siano confluite a Province, Citt
metropolitane, Regioni, e Stato, sulla base dei principi di sussidiariet.
Principio di sussidiariet: un principio sociale e giuridico amministrativo che stabilisce che
l'intervento degli enti pubblici territoriali, sia nei confronti dei cittadini sia degli enti, debba essere
attuato esclusivamente come sussidio) (aiuto) nel caso in cui il cittadino sia impossibilitato ad
agire per conto proprio:
Sussidiariet verticale: elaborazione di un meccanismo che mi individua un criterio di
tendenziale attribuzione delle singole funzioni, nelle diverse decisioni si modificano di
competenza via via che la decisione si consideri non idonea all'ente, pi complessa quindi.
Questo criterio di sussidiariet verticale perch le competenze salgono e scendono da un
ente all'altro.
Sussidiariet orizzontale:Stato, Regioni, Province e Comuni devono favorire l'iniziativa
dei cittadini per lo svolgimento di attivit di interesse generale ( ridurre la loro presenza in
funzioni che potrebbero essere tranquillamente svolte dai cittadini), attivit economiche, di
istruzione, di sanit, ecc, potrebbero essere gestite meglio dai cittadini e meno dalla pubblica
amministrazione.
Questa norma descrive allora un processo di privatizzazione della pubblica amministrazione,
l'entrata quindi di privati nei ruoli della pubblica amministrazione.
Autonomia legislativa: dettata come detto prima dall'art.117, che ne determina gli ambiti di
autonomia.
Autonomia amministrativa:
Quella con cui la Pubblica Amministrazione esercita il potere e comunica le sue decisioni.
Questa attivit quella che viene svolta quindi dalla pubblica amministrazione.
Il problema sta in: tutti i ruoli della Pubblica Amministrazione come si devono distribuire fra gli
enti, queste competenze devono essere definite, ciascuno deve sapere cosa fare, bisogna individuare
un criterio per attribuire agli enti le competenze, questo criterio il criterio di sussidiariet , cio
un principio di derivazione comunitaria che ci da uno strumento per arrivare a capire chi deve fare
cosa.
Art 118- le funzioni amministrative sono attribuite ai comuni (codice civile).
Autonomia finanziaria:
La titolarit dell'autonomia finanziaria si ha quando ci sono delle risorse ( dei soldi da spendere).
Il sistema degli enti primari basato sulla finanza derivata: lo Stato da dei soldi per fare in modo
che ci siano dei servizi.
Essendo stata abolita l'ICI, le regioni non hanno pi ricevuto i finanziamenti adatti.
Art.119 Comuni,Province, Citt metropolitane, Regioni, hanno autonomia finanziaria di entrata e di
spesa, hanno risorse autonome, stabiliscono e applicano tributi ed entrate in armonia con la
Costituzione e secondo i principi di coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario.
Lo stato istituisce un fondo per i territori con minore capacit fiscale per abitante.

Organi della regione (sul libro)

LIBERT
Intendiamo libert come libert dal potere pubblico nei confronti della pubblica autorit che
poteva comprimere la sfera giuridica di chiunque.
Le libert significa che da un certo momento in poi il cittadino appartiene ad una certa sfera
giuridica protetta, ha la possibilit di difendere alcune sue libert.
Il concetto di libert con l'avvento dello stato liberale un concetto di libert negativa, cio che il
diritto che viene dato al cittadino si concreta nel negare la sua possibilit di inserirsi nella sfera
pubblica del cittadino. (libert negative= libert intensive che attribuiscono poteri di difesa al
cittadino nei confronti del potere).
Seguono le libert positive che nel passaggio dallo stato liberale a stato sociale, la condizione del
cittadino migliore, ha il diritto di partecipare alla vita politica del paese, acquista il potere di
ottenere delle prestazioni da parte dello stato (diritto di voto, diritto di entrare in politica, diritto alla
salute, ecc.).

LIBERT NEGATIVE
La tutela delle libert prende atto con il fatto che la Costituzione Rigida, l'esperienza dello Statuto
Albertino che aveva tutelato le libert con leggi ordinarie fallita e quindi nella nuova Costituzione
si dato alla libert un rango pi rigido attraverso principi della costituzione immodificabili.
L'art 2 dice che la repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, io riconosco
qualcosa che gi c', la costituzione non si limita a tutelarli ma d atto della loro esistenza gi in
precedenza, questo costituisce quindi un dato immutabile all'interno di questo ordinamento
giuridico.
La nostra costituzione si occupa di tutelare i diritti non solo per i singoli ma anche alle associazioni
tramite le quali i cittadini si possono esprimere, mentre in passato erano i cittadini che dovevano
valorizzarsi da s.
Le tecniche usate per la tutela delle libert sono varie, la costituzione non ha una norma unica per
ciascun diritto (art 13 in poi), i vari modi per esercitare le libert trova una sua propria
regolamentazione; gli strumenti giuridici che queste norme utilizzano sono 2:
uso della riserva di legge;
uso della riserva di legislazione;
Tutelare un diritto alla libert significa che una certa libert garantita e che per poterla limitare
bisogna seguire certe regole.

Strumento della riserva di legge


es. art 13 della costituzione, la libert personale inviolabile, non ammessa forma alcuna di....,
c' una prima parte che esprime la libert, mentre la seconda esprime quello che non si pu fare nei
confronti di questa libert, i casi in cui si pu violare la legge sono scritti nella legge e non ci sono
ulteriori regolamenti che li dettano.
Il problema il rapporto cittadino-potere pubblico che sarebbe il potere esecutivo (poteri di polizia),
le garanzie che abbiamo che il potere esecutivo soggetto sempre agli altri due poteri.
La sola riserva di legge non basterebbe a tutelarci, perch l'organo giurisdizionale deve verificare
l'attivit del potere pubblico, qui quindi ritroviamo il principio di separazione dei poteri.
Tipi di libert:
Libert personale: tutela la libert fisica e psichica della persone, l'art. 13 fa rifermento a qualsiasi
restrizione alla libert personale: detenzione, ispezione e perquisizione personale. garantita da una
riserva di legge assoluta (libert limitata solo nei casi e nei modi previsti dalla legge) e da una
riserva di giurisdizione (solo l'autorit giudiziaria pu applicare in concreto tali limitazioni).
Libert di domicilio: l'art. 14 tutela il domicilio, visto come la proiezione spaziale della libert
personale. Il domicilio inviolabile e con domicilio non si intende solo la dimora della persona o la
sede dei suoi affari, ne si intende ogni luogo in cui la persona possa svolgere attivit della vita
privata. La libert di domicilio pu essere limitata da parte dell'autorit amministrativa per
determinati fini e per determinati motivi (anche senza provvedimento del giudice).
Libert di circolazione e soggiorno: Art.16, garantisce al cittadino la libert di circolare e
soggiornare liberamente all'interno dello Stato nonch la libert di uscire e rientrare in tale
territorio. Non possono esserci motivazioni politiche che limitino tale libert, ma solo limiti disposti
dalla legge per motivi di sanit e di sicurezza. La libert di espatrio limitata dagli obblighi di
legge: non possono ottenere il passaporto coloro che devono adempiere a certi obblighi (minori
senza assenso dei genitori, ricercati, ecc.).

libert e segretezza della corrispondenza: art.15, tutela i modi attraverso i quali la persona entra
in contatto con altri soggetti determinati. Libert e segretezza sono 2 aspetti strettamente connessi
ma presentano differenze per quanto riguarda le violazioni. Vi possono essere interferenze nella
libert che non influiscono sulla segretezza e viceversa. Tutela la posizione del mittente e del
destinatario ( libert di comunicare e ricevere comunicazioni), ogni interferenza punita dalla
legge. L'unico caso in cui si pu procedere con intercettazioni telefoniche riguarda indagini
giudiziarie, possibile solo per i reati pi gravi, per un periodo limitato e con previa autorizzazione
del giudice.
Libert di manifestazione del pensiero: art.21, tutela il diritto di comunicare il proprio pensiero a
soggetti indeterminati tutela tutte le manifestazioni del pensiero:
libert di stampa (3 principi):
> divieto di sottoporre a controllo la produzione degli stampati e il loro contenuto (divieto di
sottoporre la stampa ad autorizzazioni e censure).
>divieto di sottoporre la stampa a sequestro, se non nel caso di un delitto per il quale la
legge sulla stampa lo autorizzi espressamente (in caso di urgenza pu procedere al sequestro
la polizia);
> possibilit che il legislatore imponga a imprese editrici l'obbligo di rendere noti mezzi di
finanziamento.
Limite: il buon costume, riferito a violazione della sfera del pudore sessuale); il giornalista
deve essere iscritto all'albo dei giornalisti.
Libert della radiotelevisione: il servizio televisivo nasce come servizio statale e non privato
e originariamente viene concesso ad un'unica societ: Rai (monopolio pubblico). Problema:
pu ritenersi conforme alla Costituzione questo monopolio? Questo problema viene superato
anche grazie ai progressi tecnologici che hanno portato prima alla disciplina del monopolio
pubblico, poi ad un sistema misto pubblico privato ed in fine privatistico. Il principio
cardine il pluralismo informatico inteso come rispetto delle diverse opinioni nei
programmi e accesso all'attivit radiotelevisiva del numero pi ampio di imprese. In realt
per c' un duopolio: emittenza pubblica e operatore privato (Mediaset).
Libert collettive:
di riunione art.17: tutti i cittadini hanno il diritto di riunirsi purch la riunione sia pacifica e
senza armi. Pu avvenire in luogo privato (senza autorizzazione), in luogo pubblico (senza
autorizzazione), luogo aperto al pubblico (con autorizzazione);
di allocazione art.18: i cittadini hanno il diritto di associarsi liberamente con alcuni limiti:
> vietata associazione per commettere reati (associazioni a delinquere);
> associazione segreta perch c' libert di associazione quindi se la si fa di nascosto
perch si vogliono commettere fatti illeciti.
> associazioni che perseguono fini politici avvalendosi di un'organizzazione militare (SS).
C' la libert di dar vita a partiti politici, ma la legge pu introdurre limitazioni al diritto di iscriversi
ad un partito per alcune categorie di dipendenti pubblici. Si pu costituire un partito politico sulla
base di qualsiasi ideologia, tranne quella fascista.
Libert religiosa: art. 19, tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in
qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in
pubblico il culto, purch non si tratti di riti contrari al buon costume. La nostra costituzione
configura un pacifico rapporto fra lo stato italiano e l'organizzazione della religione cattolica anche
grazie a situazione di fatto, cio che la religione che si instaurata sul territorio.
Art 7 della costituzione, dice che lo stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine,
indipendenti e sovrani.
I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti, accettate dalle due
parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale.
Questa legge visto che i patti lateranensi non si cambiano solo con una legge di revisione
costituzionale ma anche con legge ordinaria, I Patti Lateranensi vengono definite come norme
interposte fra le norme costituzionali e le leggi ordinarie ma non possono essere decretate come
costituzionali, per modificarli con le varie leggi si deve fare un accordo.

IL RAPPORTO DI LAVORO

art 39- i sindacati e 40- lo sciopero

Art 39 disciplina la libert sindacale attribuendo al sindacato (si affianca ai lavoratori per tutelarne
la categoria, nasce alla fine dell'800 il sindacato, il libero sindacato poi con il fascismo non pi
consentito; la nostra costituzione poi valorizza il sindacato valorizzandolo attraverso la libert), la
libert di dare vita ai sindacati (l'organizzazione sindacale libera), cio che all'interno di una
categoria di lavoratori (metalmeccanici, agricoltori, artigiani..ecc) possibile dar vita a pi
sindacati, non c' un sindacato unico, ma sono diversi,libert significa anche una libert individuale,
del singolo di decidere nei confronti dell'offerta che i vari sindacati possono proporre; la nostra
costituzione da un ruolo specifico ai sindacati cio di stipulare i contratti collettivi di lavoro
( contratto individuale di lavoro : lega il lavoratore con il datore di lavoro, si stipula un contratto),i
contratti collettivi regolamentano categoria per categoria alcuni rapporti base e si appoggiano ai
contratti individuali nel senso che i contratti individuali potranno prevedere delle parti di tutela per
il lavoratore individuale; i sindacati hanno il compito quindi di stipulare i contratti collettivi di
lavoro, questi contratti collettivi hanno una particolarit che li differenzia dai normali contratti che
riguarda le parti che lo stipulano, invece il contratto di lavoro previsto dall'art 39 differente perch
vengono stipulati e operano per l'intera categoria, sono di carattere normativo cio che regolano in
maniera uguale per tutti il rapporto di lavoro di una certa categoria di lavoratori, i sindacati per
stipulare questi contratti dovrebbero essere registrati a uffici locali o centrali.
I sindacati si devono dare al loro interno uno statuto per decidere i vari meccanismi che sono tipici
di uno stato democratico, una volta che i sindacati avessero ottenuto questi requisiti avrebbero
ottenuto anche la registrazione, che gli avrebbe dato la personalit giuridica per fare contratti
collettivi.
I vari sindacati concorrono alla formazione di un unico contratto di lavoro, questo perch il
contratto collettivo di lavoro ha una funzione fortemente garantista per il lavoratore, significa
garantire ai lavoratori le tutele minime.
La conseguenza per che ci sono pi categorie per una categoria di lavoratori, l'art 39 dice che i
sindacati partecipavano alla riunione collettiva rappresentati in proporzione dei loro iscritti, nella
compagine quindi quelli che sono pi rappresentati avevano pi peso nella definizione delle linee
del contratto da stipulare, una volta definito un sindacato quindi si deve creare una specie di
collegio dove i sindacati che hanno pi importanza hanno pi potere decisionale sulla stipulazione
del contratto collettivo, questo contratto collettivo valevole per tutti i lavoratori della categoria.
Il contratto diventa una regola, questo una eccezione per la contrattazione dei principi normali.
L'art 39 direttamente operante oggi solo per la libert dei sindacati, le leggi precedentemente
indicate non sono mai state fatte normative, i sindacati sono solo delle normali associazioni che
tutelano i lavoratori iscritti, la differenza che c' fra i sindacati che ci sono realmente e quelli che ci
dovevano essere che potevano essere stipulati contratti collettivi normativi, ma oggi non cosi, i
sindacati sono delle associazioni private che concorrono per la stipulazione di contratti collettivi che
per rispondono ai contratti collettivi per la materia dei contratti dettati nel codice civile.
La situazione che si creata quella per la quale i contratti collettivi sono dei normali contratti che
impegnano le parti che li stipulano; il modello quindi un modello diverso da quello previsto dalla
costituzione.
Alla base di questo avvenimento c' il problema che il legislatore non ha mai fatto la legge per
ragioni politiche di vario tipo, per esempio negli anni 50-60 all'interno dei lavoratori gi allora
esistevano gi tre organizzazioni sindacali (cisl,uil,cigl), il peso della cigl era schiacciante sugli altri
due, quindi in quel momento che il governo era di destra, il sindacato maggiore sarebbe stato dalla
parte dell'opposizione che era comunista.
Negli anni 70 questa situazione cambia i sindacati acquistano un peso molto rilevante all'interno
della societ, diventano delle organizzazione senza la cui collaborazione difficile assumere
decisioni di rilevanza politica, diventano un peso politico significativo, acquistano un peso pi
significativo di quello che doveva essere per la rappresentanza dei lavoratori.
Dopo una decina di anni dall'entrata in vigore della costituzione si voluto dare un vuoto per la
mancanza di un contratto di lavoro collettivo per le zone non sindacalizzate, alla fine degli anni 50,
il governo fa un'operazione ossia, prende un contratto collettivo per ogni categoria di lavoratori e lo
trasforma in legge, attribuendo quella generalizzata efficacia non con il meccanismo previsto
dall'art39 ma con un'altra legge che sostituiva questo meccanismo.
Questo solleva dei problemi, la corte costituzionale si pronuncia salvando questo meccanismo, la
situazione di vuoto impone delle misure straordinarie che devono essere accettate, il problema che
l'hanno successivo questa operazione del governo viene rifatta; questa seconda volta la corte
costituzionale non lo accetta.
Dopo succede che questo problema viene superato su piano giuridico-politico, negli anni 70 i
sindacati acquistano peso politico perch si confederano, i tre sindacati operano in maniera
coordinata, queste riesce a far avere per ogni categoria di lavoratori un contratto collettivo di lavoro
di lunga prevalente ai contratti di lavoro normali, in qualche modo quindi il volere dell'art 39 si
ottiene con la confederazione dei tre sindacati.
I giudici del lavoro attuano nei confronti dei lavoratori un principio, art 36- il lavoratore ha diritto a
una retribuzione proporzionato alla quantit e qualit del suo lavoro, si rif quindi al principio di
eguaglianza; la magistratura del lavoro ha applicato questo principio per estendere ai lavoratori i
contenuti dei contratti collettivi di lavoro.

DIRITTO DI SCIOPERO Art 40

il diritto di sciopero si esercita nell'ambito delle leggi che lo regolano.


Lo sciopero storicamente lo strumento di lotta dei lavoratori, quello al quale i lavoratori hanno
fatto riferimento per tutelare la loro condizione.
Dire che un diritto significa dire che nel momento in cui i lavoratori esercitano lo sciopero questo
non pu comportare alcun tipo di misura, nel senso che non si possono togliere soldi dallo stipendio
quando si esercita questo diritto.
L'art 40 dice che il diritto di sciopero si esercita nell'ambito delle leggi che lo regolano, avrebbe
suggerito quindi al legislatore di fare delle leggi per regolare lo sciopero, ne stata emanata poi solo
una di queste leggi, anche in tema di sciopero si creato un problema per il legislatore per creare le
leggi che regolano lo sciopero.
L'unica eccezione una legge del 1990 che regola i pubblici servizi, oggi l'unica regolamentazione
quella che tutela i lavoratori dei pubblici servizi.
Lo sciopero quindi stato solo regolamentato in piccola parte, la mancanza della regolamentazione
di legge ha prodotta una ampia casistica giurisprudenziale, i problemi nascevano gi dalla nozione
di sciopero (es. quanti membri devono essere per considerarsi sciopero, la giurisprudenza poi ci dir
che dovrebbe avvicinarsi a una forma di protesta collettiva).

Art 3 comma 2, la costituzione diffidente ad un sistema economico liberale aperto.


Delinea un quadro complesso che ci far dire che un sistema ad economia mista in cui garantita
l'iniziativa privata ma anche una incidenza del potere esecutivo su di essa.
Art 4, l'iniziativa privata libera, poi doposi prevedono limiti pi complessi, non deve recare danni
alla sicurezza delle persone.
3comma: la legge determina i controlli opportuni perch l'attivit privata possa avere fini sociali.
Lo stato non soltanto il soggetto pubblico che tutela i valori della persona ma che pu porsi nei
confronti dell'economia dei fini propri ( fini sociali)e li pu perseguire anche direttamente attraverso
programmi e controlli sull'iniziativa privata e anche programmi e controlli di un'attivit economica
pubblica.
Ci pu essere quindi un imprenditoria gestita dagli apparati pubblici.
L'economia pu essere controllata, limitata per garantire la persona, programmata ( lo stato elabora
una programma economico), pubblica.
Questo quadro viene completato nell'art 43il quale disciplina l'ipotesi delle cosiddette
nazionalizzazioni cio quando un settore di attivit viene sottratto al mercato e dato in mano allo
stato.
Ai fini di utilit generale, lo stato pu nazionalizzare delle imprese o delle categorie di imprese.
La norma un contratto con l'iniziativa economica privata.
es. emittenza televisiva che in origine era un monopolio legale dello stato, che aveva deciso che
quel settore fosse riservato solo ad un operatore (Rai):
Nucleare:prima di Chernobyl era totalmente gestito dallo stato, era un settore nazionalizzato.
La possibilit per lo stato di riservarsi delle attivit economiche riguarda: pubblici servizi (Rai),
fonti di energia (nucleare) oppure quando in un settore vi sono delle condizioni di monopolio.
La gamma di possibili situazioni sono molteplici e lo stato pu decidere se intervenire o meno non
obbligato.
Sotto questo profilo due norme danno un'idea di norma costituzionale aperta e compromissoria
perch danno vita ad un'economia che si presta ad una gestione fortemente liberale oppure
fortemente socialista.

Il quadro della costituzione andava a fotografare una situazione di fatto che era esistente nel senso
che l'Italia post fascista si portava dietro dei meccanismi di controllo nell'intervento in economia
introdotto dal fascismo caratterizzati da un forte intervento nelleconomia.
Questi meccanismi avevano creato un sistema ad economia mista che nel passaggio alla Repubblica
stato ereditato.

I RAPPORTI FRA STATO ED ECONOMIA

1) sistema delle partecipazioni statali, in conseguenza della crisi finanziaria del 29, negli anni
30, alcun banche di interesse nazionale erano in fortissima difficolt, ha indotto il governo di
allora a prendere delle iniziative, lo stato ha ritenuto di acquistare i pacchetti azionari di
queste banche e quindi diventando cosi proprietario affidandone poi la gestione ad altri enti
di gestione (il primo dei quali era l'iri, gestiva imprese formalmente private ma controllate
formalmente dallo stato).
Nel passaggio al sistema costituzionale dopo la guerra, questo sistema dell'intervento del
pubblico c', viene mantenuto, e implementato, all'IRI si aggiunge l'ENI, un terzo
dell'imprenditoria italiana era costituita da la maggior parte di imprese private ma
controllate dallo stato.
Tutto questo sistema si chiama sistema delle partecipazioni statali, questo sistema diventa
cosi rilevante che viene istituito un ministero apposta; si capisce perch il 3 comma dell'art
41 ad un certo punto parla di attivit economica pubblica, una parte del nostro sistema
economico era governato e controllato dal pubblico.
Questo sistema progressivamente verr smantellato, questo sistema gi ci delinea come lo
stato interveniva sull'economia, cio acquistando pacchetti azionari delle banche prendendo
il controllo delle imprese.
2) Negli anni 60 del 900, politicamente dopo l'entrata della costituzione, le maggioranze
politiche dal 48 al 92 sono state caratterizzate da essere molto simili fra loro, negli anni 60
c' l'avvento di partiti socialisti, questo induce la nuova maggioranza politica ad usare degli
strumenti previsti dalla costituzione:
- norma sulle nazionalizzazioni: art 43 consente di riservare allo stato dei settori di attivit,
nel 62 viene avviata la nazionalizzazione dell'energia elettrica, prima il sistema di
produzione di energia presentava dei difetti in quanto incentivava i produttori di energia
elettrica a cedere energia solo quando c'era convenienza, il settore che prima era in termini
di mercato passa ad essere nazionalizzato e quindi stabilendo cosi un prezzo unico per tutti
gli utenti, nasce l'ENEL, che diventa l'ente esclusivista verso questo settore.

In questa euforia statale viene tentato un terzo intervento, la programmazione dell'attivit


economica, lo stato rivolgendosi all'art 41 crea un programma, questo programma non aveva i giusti
strumenti, non ha trovato dei meccanismi, delle azioni che potevano consentire di raggiungere gli
obbiettivi del programma stesso.
In sostanza emerge uno stato abbastanza interventista nell'economia.

Da un lato un quadro costituzionale che dava allo stato dei poteri, dall'altro lo stato che con
l'esperienza usa questi poteri.

Questo il quadro costituzionale vigente e questi sono i meccanismi che questo quadro ha creato.
Successivamente ci sono state delle modifiche di questo quadro.

L'obbiettivo della comunit economica europea di creare un mercato unico, cerare una situazione
di mercato in cui gli operatori del mercato si possano incontrare sul mercato muovendosi sul
territorio della comunit europea senza trovare dazi, quindi essere liberi per l'Europa, per i territori
della UE.
es. se l'Italia vuole costruire un ponte sullo stretto di Messina coloro che vogliono partecipare alla
gara d'appalto possono essere provenienti da tutti i territori europei, le gare devono essere
pubblicate in tal modo che siano visibili anche agli utenti degli altri stati della comunit.
I soldi possono essere investiti su qualsiasi impresa dell'Unione Europea, quindi c' libera
circolazione della moneta.
Per i lavoratori comunitari c' possibilit di lavoro in tutti i territori della comunit europea, (es.
calciatori stranieri comunitari che possono tranquillamente venire a giocare in Italia).
Si ritiene che l'economia della comunit europea debba essere regolata dal principio di concorrenza.
La parit di concorrenza porta con se la conseguenza che lo stato non possa intervenire sulle regole
della concorrenza, c' un divieto agli stati di aiutare le proprie imprese sulla concorrenza della
comunit.
Questi costituiscono dei principi comunitari che vanno a costituire l'Unione Europea in questo
ambito.
Lo Stato all'inizio era sfavorevole a questi principi, ma poi si dovuto adattare.
Negli anni 90 stato avviato un processo di privatizzazione, cio che le imprese che erano
pubbliche (controllate o gestite direttamente dal pubblico) sono state progressivamente messe sul
mercato e vendute a privati (IRI,ENI,ENEL).
La conseguenza di tutto questo, che il nostro quadro costituzionale sebbene sul piano sia ancora
quello, nei fatti cambiato, perch le norme della comunit europea hanno un'efficacia diretta
all'interno dello stato, con efficacia analoga alle norme della nostra costituzione (Art 17 secondo
comma); questo comporta probabilmente che il 3 comma dell'art 41 che abbiamo visto
precedentemente da considerarsi superata dai principi comunitari; questo significa che noi nella
nostra adesione alla comunit europea, siamo passati da un sistema economico misto ad un sistema
di economia liberale classica.