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GENERE, SESSO, CULTURA

Uno sguardo antropologico

Scopi di questo volume sono:


1)mostrare la variabilit dei modi con cui le varie societ,in momenti
determinati della loro storia,hanno pensato,rappresentato,operato una
spartizione di caratteristiche psico-attitudinali,politiche e sociali tra esseri
umani,in modo tale che alcuni fossero riconosciuti come donne e altri
come uomini.
2)mostrare la connessione tra questioni che a prima vista sembrano del
tutto fuori da un discorso sociale(come il versante biologico del sesso) e
la loro manipolazione e/o gestione e/o controllo all'interno delle strutture
di rappresentazione sociale del genere.
Il filo rosso che congiunge tutta l'argomentazione il tracciato del genere
che si pu trovare all'interno delle scienze sociali o antropologia.
Nella Prima Parte,del libro si prende in considerazione il rapporto tra sesso
e genere.
Nella Seconda Parte,si parla di genere a partire dalla discussione interna
all'etnoantropologia.

PARTE PRIMA: SESSO, GENERE E CULTURA

CAP.1 DAL SESSO FONDAMENTO DEL GENERE


Nella nostra societ e in molte altre,il modo di percepire e considerare
l'esistenza di uomini e donne analogo al modo di percepire e considerare
gli alberi,le nuvole e altri fenomeni naturali.
Questa idea rispecchiata in un settimanale del 18 dicembre 1998 dove si
dice che gli esseri di sesso maschile sono diversi dagli esseri di sesso
femminile sia dal punto di vista di caratteri fisici che di requisiti mentali.
L'idea di innato si coniuga con quella dell'esclusivit: ci che mio non
pu appartenere anche a te. Secondo questa idea dell'opinionista, al mondo
vi sono due gruppi/ tipi di esseri umani che si distinguono per alcune
caratteristiche fisiche riconducibili alla diversa conformazione dei loro
organi sessuali (dalle quali originano altre caratteristiche mentali,
psicologiche, di condotta).
La forma maschile o femminile degli organi sessuali ritenuta
determinante del nostro essere nel mondo in quanto uomini o donne.
Inuit dell'Artico: l'anima-nome e il sesso sociale : Nascere tra gli
Inuit,significa ritornare: ogni essere umano la reincarnazione di un
individuo gi vissuto in precedenza.
Alla nascita,viene determinata tramite cerimonie sciamaniche quale sia la
persone che il nuovo nato viene a rimpiazzare e di cui assumer il nome,la
personalit sociale. Sono le anime-nomi che tornano in vita. I nomi inuit
non hanno specificazioni di genere, ma le persone che li portavano ( gli
eponimi) avevano ricoperto ruoli maschili o femminili. Perci pu
accadere che a un essere umano nato con sesso femminile venga dato il
nome portato in precedenza dal nonno ( come nel caso di Iqallijuq, che
diventa cacciatore,e non cacciatrice perch la sua identit individuale
maschile e tale riconosciuto dagli altri), poich chi nasce non una
bambina ma il nonno stesso: il sesso del nuovo nato un accidente, un
dettaglio trascurabile rispetto a quello dell'anima-nome. in base
all'anima-nome e allidentit che questa aveva avuto in vita che la persona
appena nata verr educata. Si parla di sipiniq, bambini che si pensava
avessero cambiato sesso alla nascita, l'anima-nome si trovava ospitata in
un individuo di sesso diverso da quello della sua incarnazione precedente.
Tuttavia, la maggior parte degli individui il cui sesso non concordava con
quello dell'anima-nome avevano un diverso destino. Ma tutti coloro che
venivano educati in corpo diverso dal nome al momento della pubert
dovevano imparare da capo i comportamenti e gli atteggiamenti,le attivit
e la posizione sociale corrispondenti al sesso biologico,cos da assolvere i
compiti sociali del matrimonio e dalla riproduzione. Ma anche dopo le
trasformazioni e i cambiamenti l'identit personale restava tutta la vita
quella dell'anima-nome.

Sesso e genere: prime notazioni : Il caso degli Inuit ci ha fatto avere


alcune considerazioni. La prima che sesso biologico da un lato,e
attitudini ,comportamenti e identit personale dell'altro,non sono
collegati:si pu nascere con un sesso femminile ed essere
educati,considerati e riconosciuti maschi e viceversa.
Il modo in cui si educati determinante. Fin da bambini ci viene
insegnato che ci che fanno femmine e maschi diverso e che a ciascun
gruppo attribuito un valore. I sessi sono categoria di appartenenza a cui
si assegnati con la nascita,ma non identico dal punto di vista del prestigio
sociale.
Ci che altri si aspettano da noi ci che ci aspettiamo da noi stessi,le
caratteristiche che sono attribuite al gruppo entro il quale siamo fatti
appartenere diventano parte di noi,della nostra identit.
Questo il GENERE : un insieme di attributi,caratteristiche psico-
attitudinali e comportamenti che si ritengono adeguati ad un uomo o a una
donna.
Ci che fanno gli Inuit di educare i nuovi nati secondo il genere
dell'anima-nome reincarnata, e di far loro cambiare genere alla pubert se
sesso e genere con concordano ( femminilit e maschilit diventano allora
caratteristiche apprese- esempio la piccola inuit). In sintesi, essere uomini/
donne non significa avere un sesso maschile/femminile, essere uomini e
donne ci che si appreso nelle relazioni sociali, nei rapporti con gli
altri.
Una seconda riconsiderazione riguarda l'identit personale,ci che un
individuo sa di essere. Mentre per noi occidentali c' una correlazione
tra morfologia del sesso biologico e il proprio senso di esistenza
definita,per gli Inuit le due cose hanno tra loro un rapporto non
necessitante - possibile ricoprire ruoli maschili avendo un sesso
femminile e sentirsi uomo come anche mutare identit di genere durante la
propria vita. Per gli Inuit la concordanza tra sesso e genere solo
rimandata: nella maggior parte dei casi ( escluso i sipiniq) viene
riaffermata al momento della pubert e del matrimonio. Si pu parlare di
attraversamenti di genere: una volta alla nascita, una seconda al momento
della pubert. Il caso inuit ci pone di fronte ad un fatto nuovo, e cio che il
sesso non determina il genere.
Genere, genere: traduzioni approssimative ( e ambigue) del
termine gender : Il concetto di genere una categoria dell'analisi
sociale e un tema di ricerca; la denominazione genere frutto degli
studi di scienziate sociali statunitensi e inglesi. Bisogna distinguere il
concetto dal termine che lo esprime; il termine inglese, da un lato, e
quello italiano ( e di altre lingue europee), dall'altro, hanno significati e
aree semantiche differenti. L'italiano genere, derivato dal latino genus e
connesso all'area semantica del generare, ha nella lingua corrente una
pluralit di significati. Nel momento in cui si utilizza un termine per
indicare un concetto in cui si evidenzia l'aspetto sociale e culturale,
relazionale, tra due gruppi di attori sociali, la area semantica di quello
stesso termine comprende significati relativi alla tassonomia e
all'organizzazione gerarchica.
Gender indica la classificazione grammaticale dei nomi e delle parole ad
essi collegate,corrispondente approssimativamente ai due sessi e
all'assenza di sesso e a ognuna delle classi di nomi. In gender in rilievo
la derivazione grammaticale, nel dizionario inglese non costitutivo il
rapporto oppositivo che invece in evidenza nella definizione dell'
accezione linguistica del termine italiano.
Ci che in italiano espresso in una sola parola in inglese spartito in tre
termini : a gender si affiancano genre,genre letterario e genus.

La nozione/categoria di genere : Il concetto di genere un avanzamento


indubbio per l'analisi sociale dei rapporti materiali tra uomini e donne e
per quella sui costrutti simbolico-culturali della differenza tra sessi.
Sostituisce ci che era stato prima definito con ruoli sociali femminili e
maschili.
Il concetto di genere in grado di esprimere, non soltanto il carattere
sistematico, sociale e variabile delle relazioni tra sessi ma anche quello del
loro incardinamento (= montare, fondare) nelle strutture simboliche e
ideologiche. Genere un contesto analitico-critico.
Si ha il ripensamento che genere non indica solo le relazioni specifiche,di
potere e di subordinazione,tra uomini e donne,ma anche i modi in cui i
rapporti si sono costituiti,impregnando strutture,istituzioni,pratiche di
vita,rituali e ogni altro aspetto del vivere sociale.

A livello analitico concetto di genere :


Primo aspetto : si potuto riunire in un solo concetto tutto quello che
vi di sociale, costruito e arbitrario nella ripartizione delle differenze
tra sessi
Secondo aspetto : nell'uso singolare del termine si pone l'accento sul
principio di partizione invece che su ci a cui si applica: il genere
rispetto a i generi, evidenziandone la qualit categoriale. In questo
modo si sottolinea l'aspetto relazionale delle forme sociali maschili e
femminili, il fatto che i sessi sociali stanno comunque e ovunque in
rapporto tra di loro. Pertanto, non si possono studiare le donne senza
studiare allo stesso tempo gli uomini e viceversa.
Terzo aspetto : il termine genere (gender) ha espresso l'idea di
asimmetria e di gerarchia , assumendo su di s parte
dell'elaborazione femminista sui ruoli di sesso. Il carattere
arbitrario delle differenze tra sessi/generi diventa punto di partenza
per una critica all'assetto sociale degli status di donne e uomini. Lo
status degli uomini pi alto di quello che occupano le donne.
Politicamente , socialmente, simbolicamente, uomini e donne sono
posti in relazione gerarchica.
Il genere indica le divisioni e le disuguaglianze che esistono tra i due
gruppi di attori sociali degli uomini e delle donne,mostrandone il carattere
artificiale,costruito e arbitrario,ma anche sistematico.
Questa sistematicit risiede nel fatto che le discriminanti differenziali
impregnano di s ogni atto e ogni discorso,a tutti i livelli e in tutti i
momenti del vivere sociale.
Tuttavia la variabilit del genere nel tempo e nello spazio prova ,evidente
dell'origine sociale delle attribuzioni sessuali,ci dice anche che non vi
ragione ultima perch le cose stiano cos e che cos debbano continuare a
stare in futuro.

La costruzione di uno spazio fisico e sociale improntato in genere: i


Kanaki della Grande Terra (Nuova Caledonia) : Nella societ
kanak,si ha la differenziazione sociale dei sessi <<tutto uomo o donna>>.
Nella Grande Terra abitata da Kanaki di lingua a'ji e paic,al centro della
Caledonia,a partire dagli anni Trenta la colonizzazione francese ha
stravolto l'habitat tradizionale, e tuttavia l'antagonismo maschile/
femminile persiste.
Il genere funziona come una dimensione organizzatrice dello spazio,delle
attivit,delle colture e di ogni altro elemento di vita.
(La terra femminile,il vento maschile).
Il dualismo sessuale impregna di s ogni atto e aspetto,anche la persona
umana,che altro non se non una mescolanza del sangue materno e di
quello paterno.
Secondo i kanak l'essere umano si forma nel secondo mese di vita uterina
da un grumo di sangue materno e paterno. A partire da quel momento gi
una persona; ma il suo riconoscimento sociale avviene dopo la nascita.
Se il neonato, maschio o femmina,muore prima di questo evento, sepolto
senza alcun segno di lutto,quasi che fosse un aborto spontaneo.
La differenziane dei generi costruita dai Kanaki proprio a partire da una
serie di idee sulla contaminazione originata dal sesso femminile. I suo
effetti sono considerati devastanti e pericolosi per gli uomini da impedire
ad esempio che il nome di una donna venga incluso in una lista elettorale.
Il compito materno delle donne valorizzato a livello sociale,e anche nella
vita personale di ogni donna,in quanto la nascita di un figlio/a che
sancisce l' et adulta per le donne (essere donne equivale ad essere madri).
Il valore sociale dell'uomo e della sua persona,al contrario affermato fin
da prima della nascita e non legato all'essere padri. Durante la gravidanza
si fanno pratiche e si hanno comportamenti particolari per la formazione di
un essere umano maschile e ci non si riscontra per quello femminile.
Diventare adulti per i maschi ritualizzato con una cerimonia di
iniziazione,durante la quale viene subinciso il prepuzio del pene. Ci che
costruisce veramente la mascolinit laffermazione del valore, della forza
e del potere degli uomini nei confronti delle donne. In questa societ
normaleabbattere il valore sociale della donna per poter affermare quella
dell'uomo: le donne devono tenere comportamenti di sottomissione, quali
stare con gli occhi bassi, curvarsi alla presenza di uno o pi uomini. Gli
uomini fanno rispettare queste norme con comportamenti che stabiliscono
il modello maschile agli occhi dei pi giovani: riempiendo di botte le loro
mogli e le loro compagne, stuprando in gruppo la ragazza che mette in
questione la gerarchia dei sessi/generi. In questa societ non esistono
sanzioni verso le sevizie sessuali praticate su bambine- al contrario di
alcune societ come quella dei Kaulong, in cui lo stupro di una ragazza
ritenuto un crimine, e viene anche fortemente rimproverato il rapporto
sessuale senza il suo consenso palese. Tra i Kanaki le vittime di violenza
sessuale sono donne e bambine ma ci sono anche casi di violenza su
uomini e ragazzi, in nome di un predominio maschile che affermato
tramite l'esercizio della sessualit. Le donne possono sposarsi soltanto con
uomini pi vecchi di loro di almeno 5-10 anni. Le reazioni delle
donne,erano ammesse solo nel caso di violenza subita in casa, al riparo
dagli sguardi. Qui la donna poteva anche uccidere il suo aggressore.
Questo crimine non veniva punito solo se la donna aveva gi messo al
mondo almeno un figlio.
Al momento attuale le donne stanno iniziando ad organizzarsi contro
lintero sistema, in particolar modo contro i vincoli matrimoniali. Queste
donne intendono tagliare completamente i loro legami con una societ che
le sevizia e le umilia legalmente. (Vogliono passare al sistema giuridico
francese -> colonia).

Riproduzione biologica, riproduzione sessuale : L'elemento centrale su


cui poggia la concezione naturalistica del sesso la riproduzione degli
esseri umani.
L'antropologo Robin Fox elenca quattro principi fondamentali che ogni
studio sulle societ umane deve tenere in conto:
che le donne hanno bambini;
che gli uomini le fecondano;
che gli uomini abitualmente esercitano il controllo;
che i parenti in relazione primaria non si uniscono tra loro.
Pertanto la gestazione, fecondazione, dominio e evitazione dell'incesto,
stanno alla radice di ogni organizzazione sociale. Fox sostiene che i primi
due principi sono inevitabili; sostiene che la concezione naturalistica vede
a fondamento della storia dell'umanit il compito femminile specializzato a
partorire e allevare i figli, mentre gli uomini devono cacciare, combattere i
nemici, gestire il potere. Egli convinto inoltre che tutto ci risale ai tempi
dei primati.
La procreazione non un evento puramente naturale, ma piuttosto un
evento sociale: tutto ci che sociale esposto a variazioni, modifiche.
Tutti i processi della procreazioni sono processi che implicano un
intervento esterno (come ad esempio le pratiche anticoncezionali, il ricorso
all'aborto, il parto cesario, l'allattamento artificiale mostrano che non si
tratta di un evento naturale ma di un evento esterno, sociale che
predomina).
Paola Tabet dimostra nel suo saggio Fertilit naturelle, reproduction force
che la riproduzione sia sottoposta ad una serie di manipolazioni sociali.
Tabet d molta importanza alla demografia per comprendere la fecondit
naturale e controllo della fecondit, che gli analisti applicano solo alle
donne, eliminando gli uomini, oscurando che per procreare sono necessari
due individui : la fertilit demografica si percepisce solo come una
faccenda solo di donne. Inoltre, Tabet mostra come questo sapere
demografico e le concezioni etnologiche sulla procreazione siano tra loro
omologhi. Vi una concordanza tra il modo di vedere la fecondit come
fatto naturale e concepirla come un fenomeno sulla quale l'unico
intervento non pu che essere limitativo.
Il matrimonio considerato come la risposta socialmente data alle
caratteristiche specifiche della sessualit delle donne; l'istituzione in cui
si esercita una sessualit socialmente organizzata sul potenziale di
fecondit delle donne e il mezzo pi diffuso di intervento sulla loro
capacit di riproduzione.
Le teorie antropologiche sulle scambio matrimoniale si fondano su un'idea
di fecondit naturale che diviene l'oggetto delle transazioni che formano
la rete delle relazioni di base di ogni societ quelle teorie
presuppongono che la donna sia l'oggetto, anzich il soggetto, della
maternit- il vero soggetto il prodotto della loro riproduzione, cio i figli
e le figlie. Tabet mostra un vuoto tra la capacit e il fatto di procreare,
tale che la il processo che necessita di due sessi diviene la natura stessa
delle donne. L'esercizio della sessualit , la scelta sessuale sono oggetti di
numerosi modi di intervento in ogni societ e hanno stretti legami con
l'organizzazione socio-economica.
I matrimoni creano disparit sociale. A questo modo di vedere le
relazioni matrimoniali si pu constatare che la donna che d luce i figli
ma l'uomo che prevale nella coppia; nel matrimonio che si attua la pi
in-visibile delle trasformazioni, testimoniata dall'usanza in vigore in tutte
le societ occidentali di denominare una moglie con il cognome del
marito, indice del fatto che ella perde la sua identificazione come
individuo e persona sociale ( perfino sulla tomba si incide soltanto il nome
di famiglia del marito- la loro persona cancellata anche nella morte).
Inurbamento e adozione tra i Baule : I Baule della Costa d'Avorio
pensano che una madre debba essere fornita di talento e di predisposizione
(es. per la musica o per lo scrivere). Questa concezione si concretizza nella
pratica delle adozioni, un passaggio di bambini maschi e femmine che
avviene soprattutto tra donne, parenti e non, tramite affidamento
temporaneo o adozione permanente. Questa concezione di adozione si
differenzia da quella conosciuta nella nostra societ per vari aspetti: per le
modalit con cui avviene, le famiglie a cui d origine, le relazioni che si
stabiliscono tra le persone coinvolte. I Baule offrono un sistema di
relazioni tra sessi che riconosceva alle donne prestigio e potere, economico
e politico. I Baule sono il gruppo pi influente dal punto di vista politico-
economico della Costa dAvorio. Lemigrazione baule verso i centri urbani
ha assunto proporzioni tali che attualmente impossibile identificare una
zona esclusiva di popolamento baule. Le donne sono state tra le prime a
scegliere la via della citt. Per i Baule essere soli indica una condizione di
svantaggio, uno status di persona non pienamente in possesso di s. Le
donne di questa popolazione , per riuscire nella vita , danno importanza al
numero di dipendenti. comun che la donna , quando si sposa porti in
casa del marito una sorella pi giovane o altre parenti che resteranno con
lei se non avr altri figlie nel matrimonio; esse la aiuteranno nel suo
lavoro. La sterilit non sanzionata da alcun onere simbolico o sociale. La
donna sterile non pu essere ripudiata n si pu divorziare da lei. Le donne
che hanno scelto di vivere in citt preferiscono non avere figli propri
perch sarebbero da ostacolo ai loro progetti di successo. La strada che si
sceglie quella della maternit attraverso l'adozione, che consente di avere
figli gi abbastanza grandi da essere di aiuto. Le donne hanno la possibilit
di prendere presso di s bambini che esse mantengono, e le donne sterili
sono candidate come madri adottive in quanto i figli adottati non saranno
in competizione con quelli naturali. Ladozione comporta diritti e doveri
che sono uguali a quelli dei genitori naturali. L'adozione oggi tende ad
andare dalle zone rurali alle citt, poich offre la possibilit agli adottati di
frequentare la scuola e di avere cos maggiori possibilit di riuscita nella
vita. In ogni caso non si pu dare il proprio figlio/a senza il suo consenso.
Spesso sono i bambini stessi che prendono iniziativa di entrare in un
rapporto di affidamento o di adozione. L'adozione raffigurata anche
come la dimostrazione di un legame di profondo affetto tra madre naturale
e madre sociale. Secondo l'opinione comune le donne desiderano i propri
figli, e darli in adozione ad una donna sterile significa farle un dono,
generosit e condivisione. La pratica delle adozioni un modo per riparare
il fatto che molte donne che desiderano e hanno figli, ma non amano
allevarli. Quelle che non si ritengono idonee al compito danno i propri figli
alle madri e alle sorelle perch siano loro a crescerli. Le buone madri non
solo crescono bene i propri figli , ma assicurano loro un avvenire. Sono le
donne di successo che hanno spesso pi figli in adozione, maschi in
particolare.

CAP.2 AL GENERE MODELLO DEL SESSO


Sesso biologico e genere sociale? : Il rapporto tra sesso e genere lascia da
un lato tutto ci che appartiene al biologico e dall'altro ogni
determinazione sociale. Il costrutto analitico di genere ha potuto separare i
caratteri sociali dagli elementi biologico-naturali, ha costituito inoltre
anche un alibi per lasciare non analizzato, non elaborato, il rapporto tra
sesso, genere e concezione naturalistica.
Il determinismo e l'essenzialismo hanno separato il sesso dalle
determinazioni sociali e simboliche, facendo del sesso <<un reale non
definibile>>, aprendo una via alla ri-naturalizzazione delle dimensioni
sociali del sesso, quali la divisione sessuale del lavoro, la procreazione,
la sessualit. Genere sarebbe in rapporto con
un attributo umano pensato come qualcosa di immutabile e fisso, cio la
naturalit biologica del sesso. Se dunque si imposta il rapporto tra sesso e
genere a partire dal sesso, si ottiene una teoria della differenza in cui la
dimensione sociale di genere di nuovo ancorata alla biologia e alla
natura, con una differenza che fa capo a due forme distinte (dimorfismo).

Il fondamentalismo del sesso: analisi critica : Porre la questione dei


rapporti sesso-genere affrontare il problema della naturalit delle
differenze tra sessi/generi, e soprattutto analizzare che il dimorfismo dei
sessi/generi sta nella natura stessa. Secondo i sostenitori dell'approccio
socio-biologico , il dimorfismo imputabile alla natura e comporta
differenze naturali e socio-culturali tra la femmina e il maschio umani.
Alcuni studi si sono concentrati sui fondamenti teorici e metodologici
della ricerca condotta nel settore delle determinanti del sesso. I risultati
della ricerca in biologia e biologia molecolare affermano che esistano delle
differenze tra individui, ma queste differenze non sono riconducibili a due
categorie distinte. La differenziazione fisiologica si colloca a pi livelli,
non solo a quello degli eterocromosomi sessuali (X e Y); si comincia a
mettere in dubbio, inoltre, che sia lo sviluppo delle gonadi femminili o
maschili , a dare l'avvio alla differenziazione degli organi sessuali.
L'obiettivo della ricerca quello di trovare il meccanismo che consente di
differenziare il sesso maschile nel corso dello sviluppo embrionale.
Le teorie genetiche sono radicate nellideologia e dipendenti da essa
quanto i sistemi di gender reperibili nelle varie societ. Alle medesime
conclusioni si arriva nellanalisi delle procedure sulla determinazione del
sesso e delle tecniche di intervento sui neonati intersessuati, cio quegli
esseri umani che alla nascita presentano organi sessuali non chiaramente
definiti n come femminili n come maschili. Il paradosso di avere di
fronte un essere umano con date caratteristiche e negare la sua qualit
naturale un prodotto culturale, e scompare se si tiene conto delle
strutture socio-culturali di genere. Da questo punto di vista il paradosso
non c pi: i generi infatti sono due e ben distinti, conformemente
allottica dimorfica ed eterosessuale delle nostre societ occidentali. La
condizione di intersessualit considerata dagli operatori qualcosa che
bisogna risolvere il pi rapidamente possibile. Questo si fa adattando il
genere e i bambini a ci che i genitori e i medici hanno deciso che
lessere umano debba essere. Dal momento che si attribuisce al neonato un
genere, tutto ci che accade in seguito (come il neonato verr educato) non
fa che rafforzare questa attribuzione. Nella determinazione del sesso/
genere, in individui con condizione di intersessualit, conta meno la
formula cromosomica di quanto conti la lunghezza del pene per un
maschio perch ci causerebbe problemi per quanto riguarda la virilit del
maschio e anche la sua mascolinit. La definizione di maschio non
dipende dalla determinazione dei cromosomi attraverso i test quanto
piuttosto dall'aspetto esterno, dalla <<condizione estetica di chi possiede
un pene della misura giusta>>. Queste ricerche genetiche mostrano come
l'oggetto di questo interesse sono gli organi sessuali maschili esterni.
La costruzione della maschilit tra i Sambia della Nuova Guinea : La
societ sambia caratterizzata da forte differenziazione e gerarchia tra
sessi; questo popolo non concepisce i due sessi allo stesso modo; femmine
e maschi sono considerati di essenza diversa: il corpo femminile ha in s
i propri elementi di sviluppo, il corpo maschile, invece, pensato come
una risultato parziale e incerto della natura. I Sambia abitano in Nuova
Guinea. La sopravvivenza del gruppo garantita mediante attivit di
coltivazione, affidata alle donne, e di caccia, affidata ai maschi. Le piccole
comunit si organizzano secondo la discendenza patrilineare. La residenza
al matrimonio patrivirilocale (= i mariti con le loro mogli risiedono nello
stesso insediamento dei loro padri). In questi piccoli gruppi lo spazio
distinto in aree maschili o femminili.
Nell'universo simbolico sambia la forza ha grande enfasi. Essa imposta la
concezione di maschilit. I maschi, a differenza delle femmine, devono
lasciare le loro abitazioni e iniziare un lungo processo di iniziazione che li
porter ad essere pienamente realizzati come uomini in et matura; oltre al
distacco dalla famiglia, a questi ragazzi verr eliminato ogni possibile
legame con le donne, fino al momento del suo matrimonio.
Il ciclo iniziatorio costituito da sei fasi ed nelle mani della societ degli
uomini.
Queste fasi sono distinte tra loro: le prime tre arrivano all'et di sedici
anni, in cui i riti iniziatici sono collettivi; le altre tre sono
individuali ,poich gli eventi che le determinano dipendono da
accadimenti esterni (primo sviluppo fisico della moglie che precede la
mestruazione d luogo all'entrata nella quarta fase, arrivo della prima
mestruazione = 5 fase; nascita del primo figlio = 6 fase si raggiunto la
piena maschilit).
La supremazia maschile affermata in ogni campo e spazio vitale.
Per i Sambia non c' alcun collegamento tra il nascere con un sesso ed
assumere una certa identit di genere. Il popolo sambia , per quanto
riguarda il sesso femminile, ritengono che una neonata nasce con tutti gli
organi vitali necessari alla riproduzione; mentre sostengono che la
maschilit non sia un dato naturale, ma un fatto da indurre socialmente e
biologicamente tramite specifiche pratiche. Negli uomini vi un organo
che << la vera essenza della mascolinit e maschilit: questo organo
inattivo alla nascita, poich non contiene del seme in modo spontaneo -
dunque pu solo contenerlo ma non pu produrne>>. Ai fini del
raggiungimento della maschilit, i contatti dei bambini maschi con la
madre (il parto, l'allattamento) sono considerati contaminanti. Il rischio per
i maschi talmente forte che essi vengono sottratti per sempre alle madri
quando comincia liniziazione.
Un sesso,due sessi. Politica di genere e mutamento storico : Alla fine
del XVIII secolo la scienza porta con s una completa revisione del modo
di concepire la natura e il corpo umano; la nuova visione delle differenze
tra sessi non il risultato della nuova impostazione scientifica, quanto
invece l'esito di processi di tipo sociale e politico.
Sempre nel XVIII secolo, nelle societ europee era presente la concezione
secondo la quale esisteva un unico sesso che si realizzava in due forme in
forza del maggiore o minore calore dell'individuo; uomini e donne erano
accumunati dagli stessi genitali, solo che quelli delle donne venivano
trattenuti all'interno del corpo per mancanza di riscaldamento sufficiente. Il
sesso perfetto era quello maschile.
Piacere sessuale l'orgasmo apparteneva ad entrambi i sessi e si pensava
che fosse lo stimolo del concepimento. Con l'illuminismo le cose
cambiano: l'orgasmo non pi al centro della sessualit umana
(viene spostato in una posizione marginale nella fisiologia). Ma non per
tutti e due i sessi: la questione si riferiva unicamente alle donne.
Uomini e donne , secondo il vecchio modello, sono disposti lungo un asse
verticale, il cui punto pi alto maschile. Uomini e donne condividono un
corpo unico. Il sesso uno solo, ma i generi sono due . Sesso femminile e
sesso maschile sono elementi di classificazione del sistema sociale, segni
corporei di status regolati dal sistema giuridico.
All'inizio del Settecento esisteva un rigida divisione sociale in base al
sesso anatomico (marcatore del genere). il genere che domina, mentre il
sesso ha fondamenti malcerti. Sono le trasgressioni di genere che vengono
punite.
Nell'Olanda del primo Seicento, Henrika Schuria (una donna che si era
stancata del suo sesso) si arruola nell'esercito e al suo ritorno viene
processata con l'accusa di concupiscenza immorale, per aver esibito la
sua clitoride e per aver avuto rapporti con una donna; condannata ad essere
bruciata sul rogo, viene invece punita con la clitoridectomia e con lesilio.
Diverso il destino di un uomo che era nato con i genitali esterni di
entrambi e sessi, ma di cui prevaleva quello maschile. Essendosi fatto
passare per donna, quest'uomo fu bruciato sul rogo. Tragica fine accade
anche ad una ragazza di Chaumont-en-Bassigny , la quale si travestita
con i panni del genere dominante; la donna viene condannata
all'impiccagione.
Il sesso una categoria sociologica.
Il sesso situazionale e contestuale, una costruzione storica e non un dato
risultante dalla ricerca scientifica: lo si pu spiegare soltanto entro i
contesti storici del conflitto sociale per il dominio e il potere. La tesi di
Christine Delphy, che il sesso sia semplicemente un marcatore della
divisione sociale confermata dalle risultante storiche.
Verso una conclusione sociologica: genere precede sesso : Il genere
precede il sesso: i due sessi sono il risultato di un'ottica di genere. Sesso e
genere sono indipendenti; ci che viene determinato dal sesso non la
natura a dirlo, la societ.
Non la differenza tra sessi/generi a creare la gerarchia, ma sono la
gerarchica e l'asimmetria a creare la differenza. La questione della
differenza tra sessi/generi il modo per imporre, esercitare e mantenere il
dominio politico, economico e sociale, simbolico e materiale sulle donne
in quanto gruppo sociale da parte degli uomini in quanto gruppo sociale.
L'invisibilit della relazione di dominio legata strettamente all'idea di
natura .
Il mutamento avviene non tanto a livello ideologico, ma pi
profondamente , a livello epistemologico. La gerarchia funziona
opponendo due termini appartenenti ad un medesimo insieme ( culturale ,
sociale) e disponendoli in relazione asimmetrica a partire da
un'attribuzione di valori diversi.

Genere: potere, politica e mutamento sociale : Nicole-Claude Mathieu ,


antropologa, e Joan Scott, storica, si pongono l'obiettivo di estendere
l'analisi del genere al di l delle aree in cui i rapporti tra uomini e donne si
esplicano concretamente ( la famiglia, contesti di lavoro, sessualit). Scott
scrive che il concetto di genere stato ritenuto inadeguato alla descrizione
di guerre, politica tra Stati, diplomazia, ambiti considerati estranei alla
sfera tra sessi/generi. L'obiettivo di queste studiose quello di usare il
concetto di genere come strumento analitico-critico al fine di render conto
del perch i rapporti tra sessi/generi sono quelli che sono. Il campo di
ricerca del genere si estende ad ogni livello dell'esperienza umana e dei
processi sociali: vi trovano posto aspetti individuali e collettivi, la
dimensione materiale e quella simbolica, le relazioni di potere.
In un saggio intitolato Gender: A Useful Category of Historical Analysis
(1987), Joan Scott formula una definizione di genere che entra in
profondit nella dimensione del senso, ma radicandolo nell'attivit sociale,
politica, economica dei due generi. Scott sostiene che il genere un
elemento costitutivo delle relazioni sociali fondate su una cosciente
differenza tra sessi, e il genere un fattore primario del manifestarsi dei
rapporti di potere. Scott articola i quattro elementi tra loro correlati che
costituiscono i rapporti di genere:
i simboli e i miti culturali, quali le rappresentazioni di Eva e Maria
(contraddittorie), o quelle relative all'oscurit, la purezza;
i concetti normativi, che eliminano le potenzialit alternative e
conflittuali dei simboli;
l'idea di politica come riferimento delle istituzioni e delle
organizzazioni sociali- tra cui la sfera dell'economico;
identit soggettiva.

Tutti questi sono aspetti del genere che interagiscono nel concreto
realizzarsi delle relazioni sociali.
Scott ritiene inoltre che il genere << un terreno fondamentale all'interno
del quale o per mezzo del quale viene elaborato il potere>> e costituisce
l'insieme dei riferimenti su cui si fonda e si struttura ogni forma di vita
sociale, simbolica e concreta. In vari ambiti, da quello religioso all'alta
politica, si sono utilizzati riferimenti di genere per legittimare o per mutare
l'ordinamento politico esistente. Usando la categoria del genere come
strumento d'analisi, Scott mostra come l'orientamento conservatore tenda a
promuovere leggi che riguardano l'organizzazione della famiglia e dei
rapporti coniugali cercando di alterare profondamente le abitudini correnti.
Nella parte conclusiva del saggio, Scott si chiede in che modo potranno
mutare le cose, se politica e genere si rafforzano discorsivamente a
vicenda. Sono le lotte politiche la risposta, la resistenza di donne che
non accettano la discriminazione. In questo senso la proposta teorica di
Joan Scott riesce a dar conto del genere in modo pi convincente di quanto
non faccia Pierre Bourdieu.
Anche in Bourdieu la dominazione di genere ha un'estensione pari a quella
dellesistenza stessa, insinuandosi in ogni ambito e livello della
percezione, conoscenza e azione degli individui. Non si ha conoscenza
della dominazione, dal momento che la percezione stessa modellata a
partire da una realt gi strutturata dal dominio- che il motivo per cui
Bourdieu chiama dolce( perch non c' bisogno dell'uso della forza) la
violenza simbolica. Nel saggio di B. le donne non hanno reazioni,
resistenze, difficolt, conflitti, esse non possono far altro che partecipare e
acconsentire.

Genere/sesso e identit: teorie a confronto : L'identit di sesso/genere e


il concetto di persona sono temi che in antropologia sono divenuti terreni
di indagine. Rispetto ad una concezione in cui il sesso che determina la
personalit e lidentit sociale (il corpo un destino), le analisi che si
incentrano sul genere mostrano linconsistenza di una spiegazione
biologistica della nozione di persona. Studi recenti di provenienza
poststrutturalista statunitense tendono a criticare la nozione di genere
perch costituirebbe un sociologismo che reifica le relazioni sociali,
diventando il fondamento determinante della realt individuale e sociale.
Nicole-Claude Mathieu si occupa dei rapporti sociali di sesso/genere, e in
particolare sulle modalit con cui, nelle varie societ, si rapportano sesso e
genere nel costruire l'identit di sesso/genere e la persona sociale.

Mathieu distingue tre modi di concettualizzare l'identit, che


corrispondono a tre modi di relazione tra sesso e genere:
il sesso il referente principale, e corrisponde ad un vissuto
individuale dell'identit
il genere il referente principale dell'identit, e il sesso un modo
socialmente riconoscibile di distinguere due categorie fisse e chiuse
di persone , nettamente distinte anche per compiti e spazi sociali.
Il referente principale leterogeneit di sesso e di genere, in una
identit che viene definita di classe di sesso.

In evidenza il rapporto di appropriazione che il gruppo di sesso


dominante fa del gruppo di sesso dominato nel suo insieme, rapporto che
determina l'esistenza di due classi di persone distinte,o meglio discriminate
in base al sesso, e denominato sexage da Colette Guillaumin. Il genere
non pi il marcatore simbolico di una differenza naturale, ma l'operatore
del potere di un sesso sull'altro. L'identit di classe di sesso un modo
di concepire sessi/generi alternativo a quello voluto dal potere (politico ed
economico) e in questo anche la formulazione di Mathieu, come quella di
Joan Scott, si discosta da quella di
Pierre Bourdieu , in cui il dominio maschile concepito in termini assoluti
da non lasciare spazio n alla conflittualit n alla possibilit di
cambiamento e di trasformazione.

Il genere e la persona
Frederik Barth descrive la nozione di identit collettiva dei Pathan
(Pakistan). Tutti i Pathan hanno un antenato comune; un Pathan deve
essere musulmano; un Pathan un uomo che vive secondo un insieme di
elementi consuetudinari considerato comune e distintivo di tutti i Pathan.
Caratteristiche che fanno parte di questo insieme di consuetudini pathan
sono, secondo Barth, l'autonomia e l'uguaglianza di tutti gli uomini adulti,
nonch l'esclusione delle donne dalla vita pubblica. Le donne pathan non
sono ascoltate, contemplate, se non come soggetti passivi.
Da poco tempo antropologhe e antropologi hanno cominciato a porre
attenzione alle modalit con cui le varie societ indicano e rappresentano
ci che un essere umano dal punto di vista del genere. Nella costruzione
della qualit umana , e della persona, in molte societ esiste un doppio
registro che assegna statuti umani diversi a donne e uomini, e in generale
sono gli uomini a godere pieni diritti umani e sociali. (Particolari intrecci
tra identit etnica e identit di genere sono emersi in una ricerca-azione
sullimmigrazione femminile in Italia, e in particolare in Toscana, in
rapporto al lavoro. Le rilevazioni sul piano dellesistente hanno portato
alla luce che si attuano due tipi di aggregazione, per etnia e per genere. Nel
caso degli uomini, il loro riferimento quello etnico, nel caso delle donne,
la loro aggregazione per genere. Si hanno pertanto gruppi che riuniscono
donne provenienti dai pi vari Paesi ed etnie, sulla base di un progetto di
lavoro e della autopromozione sociale. Entro lo stesso gruppo etnico,
uomini e donne adottano strategie di inserimento nella societ).

Sesso. Identit collettiva e identit di genere tra i Vezo del Madagascar


: L'intreccio tra identit etnica e identit di genere diventa un tema di
particolare rilevanza nell'etnografia dei Vezo, popolazione della costa
occidentale del Madagascar.
I Vezo sono pescatori e commercianti di pesce, abili costruttori di canoe e
navigatori. Fin da piccoli, bambini e bambine vezo imparano a nuotare; le
donne commerciano il pesce, ma sanno anche condurre una canoa e
pescare come gli uomini. Tutti questi sono elementi che fanno di una
persona un/una vezo.
L'identit vezo non generizzata( = indifferentemente maschile e
femminile).
Ci non significa che nella societ vezo non esistono differenziazione di
genere. In alcuni campi d'importanza cruciale essere uomo o essere
donna, e uno di questi la procreazione. Nella loro concezione, il seme
dell'uomo che fa si che si formi il bambino dentro la donna - le donne
sono la casa del bambino, ma non hanno parte nel processo generativo.
la donna che prevede al nutrimento del bambino; per questo che le
donne sono considerate, come loro stessi dicono, la fonte effettiva -
l'origine- e perci le reali proprietarie dei bambini. Da qui si comprende
che per i Vezo gli uomini e le donne sono diversi. Nella loro concezione
dell'essenza corporea, donne e uomini si equivalgono. Ma le differenze tra
uomini e donne non sono essenzialiste: << il genere e non un attributo
delle persone vezo>>. Anche in questo caso , l'attribuzione di identit
fluida. una societ in cui esistono attivit maschile e femminili che per
non danno luogo ad un discorso ideologico e simbolico di valori diversi su
cui fondare la supremazia di un genere sull'altro.
Nella societ vezo il sesso non assunto come base per l'attribuzione di
valore alle persone. Per i Vezo il sesso sembra essere un fatto senza
conseguenze sul piano del valore sociale, poich la loro concezione di
persona, di identit etnica e di genere non-essenzialistica. Anche il sesso
si potrebbe dire non essenzialista- semmai essenziale.

PARTE SECONDA: IL GENERE IN


ANTROPOLOGIA

CAP. 3 IL GENERE E MARGARET MEAD. UNA


METAETNOGRAFIA
Il caso Margaret Mead in una prospettiva di genere : Esistono tre
aspetti per cui diventa significativo approfondire il rapporto tra Mead e le
questioni del genere.
1) Mead tra gli antropologi la prima a dedicare la ricerca sul campo
all'indagine sulle differenze tra sessi. lo studio di vari popoli che
pongono al centro dell'analisi la collocazione degli individui
considerati a partire dal loro essere socialmente uomini e donne.
2) Mead apparteneva a un tempo di cui lei condivideva gli aspetti di
genere. Se le era stato possibile individuare un nuovo campo di
indagine, ci non significa che avesse messo in discussione la sua
stessa posizione all'interno dei rapporti interpersonali.
3) Inoltre si utilizza la prospettiva di genere per capire se e quanto
l'ideologia della differenza sociale tra uomini e donne abbia o meno
influito sulla rappresentazione che l'antropologia si fatta
dell'antropologa Margaret Mead. Il genere un ottica critica con cui
si esaminano altre prospettive e altre interpretazioni.

Antropologia e tematiche di sesso/genere : Nel periodo evoluzionista ,


gli antropologi vittoriani avevano analizzato a lungo circa l'esistenza di
uno stato antichissimo in cui le donne avrebbero dominato e governato ( il
cosiddetto matriarcato), fino al momento in cui gli uomini avrebbero preso
il potere ribaltando le condizioni politiche precedenti e dominando al posto
delle donne.
In seguito, Elsie Clews Parsons e altre antropologhe allieve di Franz Boas,
tra cui Margaret Mead e Zora Neal Hurston, si sono interessate dei
problemi delle differenze sessuali. Hurston aveva collegato i temi delle
differenze di sesso con le problematiche razziali.
Il rapporto tra antropologia e genere contraddittorio. La letteratura ha
fornito ai ricercatori molta documentazione sulla divisione dei compiti e lo
status dei due generi/sessi nelle diverse societ. Ma l'incapacit di non
saper recepire l'importanza del genere e a riscontrarlo nei processi del
sociale non dipende dall'intelligenza, dalla preparazione, ma dipende
invece dalle modalit con cui il genere si presenta. Margaret Mead fu la
prima scienziata sociale ad utilizzare l'etnografia per fare una distinzione
tra sesso biologico e ruoli di genere. Con Margaret Mead l'attenzione
posta sulle differenze sessuali.

Il carattere sociale di uomini e donne in tre societ del Pacifico:


Arapesh, Mundugumor, Ciambuli ( Nuova Guinea) :
Margaret Mead arriv a formulare l'idea che gli elementi differenziali dei
sessi debbano considerarsi come costruzioni sociali mediante lo
studio di tre societ della Nuova Guinea.
Gli ARAPESH (gentili montani) vivevano in una zona montuosa; erano
orticoltori e allevatori di maiali; la loro caratteristica era il fair play sul
quale impostavano ogni relazione. Il rapporto con l'ambiente non era
conflittuale e veniva vissuto in modo positivo, cos anche le relazioni tra le
persone erano impostate secondo un senso di armonia, solidariet e
collaborazione. Gli esseri umani erano considerati in costante
collegamento con la terra e con gli spiriti degli antenati che in essa vivono;
la terra era ritenuta la sorgente di ogni vita, e cos erano gli esseri umani
che appartenevano a lei. Per il popolo Arapesh il significato della vita
stava nel seguire gli ordinamenti della terra, fonte di ogni energia creativa
e generativa.
Uomini e donne erano impegnati nello stesso modo ad allevare e
coltivare, un compito definito materno in quasi tutte le culture. Dietro a
questa apparente parit di compiti , la concezione arapesh introduceva
delle divisioni. Sul versante simbolico , stava la separazione tra le sostanze
del maschile e del femminile, che si doveva tenere separate perch la
virt generatrice (maschile) non venisse contaminata; sul piano delle
relazioni, era presente una divisione dei lavori, con compiti riservati a
ciascun gruppo di sesso.
Mead scrive che nella societ arapesh il tono della vita comunitaria era
improntato ad un diffuso senso di collaborazione e di solidariet- le donne
pur marginalizzate, non venivano maltrattate fisicamente, n in altri modi.
Uomini e donne erano allo stesso modo cooperativi, non ambiziosi, alieni
dalla violenza.

I MUNDUGUMOR. L'insediamento principale era Kenakatem. Questa


popolazione si differenzia da quella precedentemente descritta in quanto i
Mundugumor erano feroci cannibali e cacciatori di teste . Tutte le relazioni
sociali erano improntate ad una forma di aggressivit violenta , sia quelle
familiari e comunitarie, sia quelle con gli abitanti delle zone circostanti.
Con alcune popolazioni vi erano per anche rapporti di scambio, si
stabilivano cos partnerships tra alleati commerciali, cosa che limitava
la caccia alle teste. Uomini e donne erano vivaci, possessivi, sessualmente
aggressivi. Le relazioni tra sessi erano tese, soprattutto tra coniugi. Era
presente la poliginia ed un uomo arrivava ad avere anche dieci mogli (ci
era inteso come ideale di potenza maschile). Le donne si dedicavano alla
coltivazione e alla pesca, oltre ai lavori domestici, mentre gli uomini si
occupavano di caccia alle teste , di alleanze commerciali e di teatro.
Mentre gli Arapesh circondavano di premure i propri figli, i Mundugumor
erano aspri e ostili; in generale uomini e donne mundugumor erano
persone violente. Anche qui un solo modo di essere e di comportarsi
accumunava i due sessi.

I CIAMBULI. Questa terza popolazione abitava le sponde del lago


Ciambuli,da cui il loro nome. Questa popolazione era stata cacciata dal
loro territorio ad opera degli Iatmul, una popolazione vicina pi forte e
potente, e soltanto grazie allintervento del governo australiano avevano
potuto farvi ritorno ( Mundugumor il loro
territorio era sotto il controllo del governo australiano). Questa
popolazione l'unica, a differenza delle altre due precedenti, ad avere delle
differenze di atteggiamenti e di comportamenti tra uomini e donne. Le
donne erano decise, attive, sicure di s,cooperative, mentre gli uomini
erano individualisti, isterici e insicuri. Gli uomini risiedevano nelle
case degli uomini, sulle sponde del lago; le donne risiedevano, invece, in
grandi case comunitarie insieme ai bambini pi piccoli di entrambi i sessi.
Le donne erano abili pescatrici, allevatrici di maiali , artigiane. Gli uomini
si dedicavano invece ad occupazioni artistiche, rituali e teatrali. Tra i
rituali, la caccia alle teste era il pi importante in quanto rito di iniziazione.
Le differenze tra uomini e donne si potevano osservare anche dal loro
abbigliamento e acconciature: l'abbigliamento femminile era spartano,
austero (= rigido, severe, duro), a cominciare dai capelli rasati; quello
maschile era elaborato, con acconciature barocche fatte di riccioli e
impreziosite di ornamenti.

Con la descrizione di queste tre societ si pu comprendere meglio il


pensiero di Margaret Mead: in natura non esiste nessuna subordinazione
riservata alle donne, come non esiste un naturale dominio maschile. Le
qualit relazionali sono acquisite attraverso rapporti sociali, a partire da
quello madre-figli.

Le tematiche di genere nell'opera di Mead : Sesso e temperamento in tre


societ primitive , pubblicato nel 1935, era il resoconto di una ricerca
condotta da Mead ( insieme a Reo Fortune) in Nuova Guinea, negli anni
1931-33. La critica che fu fatta a Sesso e temperamento fu che Mead
potesse aver creduto che non esistessero le differenze dei sessi.
In quest'opera Mead pone la questione delle differenze dei sessi come
costrutto sociale, ma i tempi non erano maturi e la sua posizione non fu
capita. In questo volume presente un intento provocatorio, critico, nei
confronti della societ americana.
Attraverso le descrizioni delle tre societ, Mead riusc a mettere in grande
evidenza la variabilit della scelta dei comportamenti e dei caratteri che
ogni societ considerava consoni a ciascun sesso.
Mead, nel corso della sua ricerca, era profondamente immersa
nell'epistemologia del suo tempo- una epistemologia che rispetto al genere
oggi viene definita androcentrica. Lo si pu vedere nello studio della terza
societ ( quella dei Ciambuli), l'unica che differenziava i sessi dal punto di
vista del temperamento: Mead ha potuto osservare donne che pescavano,
commerciavano, si prendevano la responsabilit della sopravvivenza del
gruppo, e che nonostante ci occupavano una posizione inferiore nella
gerarchia sociale. Ogni decisione di carattere socio-politico era presa dagli
uomini, i quali, descritti da Mead come psicologicamente sottomessi
alle donne, avevano l'autorit/possibilit/potere di picchiarle, aggredirle,
minacciarle, mentre l'inverso non accadeva. Bench vengano descritte
come forti, responsabili e decise, le donne non avevano l'effettivo controllo
della loro societ.

Da un lato Mead descriveva la differenziazione e ne mostrava la


variabilit; dallaltro non esprimeva nessun parere o giudizio su queste
divisioni sociali. Il pensiero dell'antropologa pu approdare ad una
esaltazione della diversit, anche se culturale e non biologica. Sesso e
temperamento stabiliva che il carattere, il temperamento non ha dirette
conseguenze sullo status sociale e politico. Quest'opera mostra che non
esistono basi biologiche o naturali per la discriminazione sociale operata
verso le donne, un passo importante per la separazione sesso/genere.

Una donna che scrive cultura: Mead e la critica : Sulla figura di


Margaret Mead stato scritto molto. Da un alto si riconosceva la sua
importanza nella storia dell'antropologia statunitense, dall'altro era
bersaglio di critiche. Sul versante degli studi femministi, avveniva invece
prima la sua rivalutazione come fonte etnografica, e pi recentemente la
sua riscoperta come autrice.
Vari studiosi avevano una visione diversa di Margaret Mead, tra i quali:
Alfred C. Haddon , uno dei padri dell'antropologia britannica, considerava
il lavoro di Mead come la produzione di una romanziera; Edward E.
Evans-Pritchard, che lo defin lavoro da donne. Marvin Harris, invece,
sostiene che il suo lavoro risulta importante per la sua collocazione in un
manuale di grande diffusione e fama, e perch rappresenta un sorta di
termine medio rispetto a posizioni pi critiche. Egli sostiene che Sesso e
temperamento e Maschio e femmina non contenevano una accentuata
morale femminista. Su questi due testi Harris si sofferma sui problemi di
metodo e sul tema della variabilit inter e intraculturale, tema che
accumuna Mead agli altri allievi di Boas.
Anche Peter M. Worsley, nellarticolo Margaret Mead: Science or Science
Fiction del 1957 critica Mead: egli l'accusava di aver usato i temi del sesso
per sollecitarei lettori, e di aver cos badato pi al successo che alla
seriet scientifica. E molti altri antropologi fecero critiche contro Mead.
Clifford Geertz, in Opere e vite (1990) parla di Mead in modi
contraddittori: Geertz attraverso particolari strategie retoriche, da un lato
recupera l'autrice Ruth Benedict, dall'altro scredita Mead,
contrapponendola alla prima.

La controversia su Samoa: il genere come terzo attore tra Derek


Freeman e Margaret Mead

Un caso a s quello che vede schierato Derek Freemn (1983-1996),


antropologo australiano, contro la scrittrice di L'adolescenza in Samoa
(1954) ( Margaret Mead).
Freeman :
metteva in dubbio che l'etnografia di Mead fosse stata condotta in
modo corretto dal punto di vista professionale;
sosteneva che i dati su cui si basavano le conclusioni erano errati, e
dovuti ad una documentazione in parte falsa, in parte macchiata di
ingenuit;
affermava che l'intero progetto rispondeva a non criteri scientifici,
ma anzi ideologici.

Su queste affermazioni si accese una controversia su Samoa (che


durata almeno dieci anni).
Eleonor Leacock evidenzia come l'argomentazione di Freeman si basi su
una documentazione non contestualizzata: egli si basa su dati raccolti negli
anni '40/'60/'80 considerando la cultura samoana priva di cambiamenti,
trascurando cos le modificazioni strutturali dell'ordine simbolico e pratico
riguardo alle relazioni tra sessi che vi si sono verificate.
Proprio sulla questione di genere interviene Nicole-Claude Mathieu, la
quale sostiene che le osservazioni di Freeman potevano ben essere vere,
ma non per i motivi da lui adottati.

Dalla differenza tra i sessi al problema delle donne : perch la


discussione sulla differenza sessuale si ripresenti in antropologia
necessario arrivare ai primi anni Settanta, ma i termini del dibattito non
sono pi gli stessi. Anche lantropologia nel suo insieme era totalmente
mutata. Letnografia, dagli anni Trenta, ha subito laccrescimento e la
specializzazione che ne ha fatto il corpus di un sapere, insieme con
levolversi delle teorie. Si affermato lo stile di ricerca proprio della
disciplina, con le sue modalit di reperimento e acquisizione della
documentazione, che portano lo studioso/a a diretto contatto con le
popolazioni, con il proposito di descriverne le forme di vita associata e le
configurazioni simboliche. In questa letteratura etnografica non potevano
mancare studi in cui si descrivessero entrambe le categorie sessuali.
Lantropologia tratta con metodi diversi i membri delle societ che studia e
descrive, a seconda che si tratti di uomini o di donne.

CAP.4 CONTRO LANDROCENTRISMO. IL PROGETTO


CRITICO FEMMINISTA IN ANTROPOLOGIA
In La lega degli Ho-de'-no-saunee, o Irochesi , Louis Henry Morgan
descriveva nel 1851 le condizioni di vita, le istituzioni politiche e rituali,
alcune particolarit della parentela degli Indiani. Queste descrizioni si
riferivano pi precisamente alla trib dei Seneca. Morgan , osservando le
relazioni e rappresentazioni sociali di questa trib , vide che le relazioni
tra sessi erano limitate. Le abitudini e il modo di vita degli Indiani
dividevano socialmente la gente in due grandi classi: i maschi e le
femmine. Tra i sessi vi era poca socialit. Gli Indiani consideravano la
donna come inferiore, che dipendeva e serviva l'uomo e , a causa
dell'educazione e del costume, essa stessa si considerava di fatto in questo
modo.
Il giudizio di Morgan appare poco congruo alla luce di questa sua
documentazione e di quanto scriver in opere seguenti: nella stessa opera
la donna e la figura femminile rivestano grande importanza per le
popolazioni irochesi.
Tra gli Irochesi, la nascita di una femmina era vista in maniera pi gioiosa,
pi grande di quella riservata alla nascita di un maschio. L'ambiguit di
Morgan persiste in opere successive. Nel 1881 Morgan scriveva: le donne
incarnavano il grande potere all'interno dei clans, come in ogni altro
ambito; nelle pagine seguenti: questa influenza della donna sembra che
cominciasse e finisse entro i limiti dell'ambito familiare. Questa visione
del tutto coerente con la generale subordinazione al marito che la moglie
irochese accettava in quanto destino del suo sesso.
(Morgan nei suoi scritti si contrapponeva molto spesso).

Andocentrismo gran parte di coloro che fanno ricerche non possiede/


non utilizza strumenti analitici di genere, ritenuti superflui e non
scientifici, a causa di un particolare modo di vedere il mondo.

La critica femminista alle scienze sociali : Il percorso che a partire dalla


fine degli anni Settanta porta all'emergere della categoria del genere
contraddistinto da due fattori fondamentali:
la constatazione che nel discorso sociale assente qualunque
considerazione delle donne; si colloca pi direttamente sul piano
della critica epistemologica, condotta su una documentazione a pi
livelli.
l'impegno a reintegrare le prospettive teoriche e le descrizioni dei
fatti sociali con studi mirati implica un coinvolgimento nella
ricerca, prevede studi approfonditi sulle condizioni di vita , sulle
attivit e su tutto quanto vivono le donne nelle varie societ.

Di ci si occuparono le studiose femministe, che tra la fine degli anni


Sessanta e gli inizi degli anni Settanta formulano una serie di ipotesi sulla
questione femminile. Si tratta di un vasto programma che si traduce
negli women's studies prima, e in seguito negli studi di genere, i quali si
affermano alla fine degli anni Settanta.

Agli studi su aspetti pi specifici , di carattere economico, politico e


sociale sulla vita delle donne, si affiancava l'analisi della funzione svolta
dall'ideologia nello strutturare la gerarchia tra i sessi.
Il progetto femminista si basava e si basa sulla constatazione che quando
nelle ricerche si parla della societ in generale, si intende in realt parlare
soltanto di ci che fanno gli uomini.
Sia women's studies che studi di genere fanno parte di un campo pi
generale di sociologia della conoscenza. Si studiano le donne non per
un'attenzione esclusiva verso di loro, ma per reintegrare e rimettere in una
prospettiva corretta il discorso scientifico.

Il problema delle donne al cuore della problematica antropologica:


il dibattito Ardener-Mathi : Con il saggio Belief and the problem of
Women di Edwin Ardener, si d maggiore risalto alla discussione sul
diverso trattamento dei sessi in etnografia e antropologia.
La posizione che Ardener esprimeva complessa, stimolante e
contraddittoria. Egli pone il problema delle donne come il dfaillance
dell'antropologia sia nella ricerca sul campo sia nell'elaborazione teorica,
sostenendo che:
in etnografia si tende ad escludere le donne come informatrici;
questo accade poich gli antropologi si aspettano che esse siano
escluse dai livelli di organizzazione e gestione delle societ a cui
appartengono:
anche qualora fossero ascoltate, le testimonianze sarebbero
inaffidabili, poich le donne non sono, e non possono essere, le
portavoce delle loro societ.

In questo testo Ardener sostiene che le attivit femminili sono state


adeguatamente documentate, ma che quando si arriva al livello d'analisi,
nei resoconti non si tiene conto della parte femminile delle societ
studiate. Ardener prosegue dicendo che le donne parlano soltanto perch
sono dotate della facolt di parola; il vero problema che esse hanno un
linguaggio inarticolato (a differenza degli uomini che hanno un
linguaggio articolato) sia per l'etnografo che per la parte maschile delle
loro proprie societ. uomini e donne non si capiscono tra loro, mentre
tra uomini si capiscono. Perci gli etnografi ricercano e preferiscono
informatori uomini perch riescono a fornire un modello di societ
delimitato, che quello da cui sono attratti gli etnografi. Le donne sono
escluse dal ruolo di informatrici, il loro modo di esporre le questioni
sociali non va d'accordo con ci che i professionisti dell'antropologia si
aspettano.
Ardener si occupa di studiare i Bakweri del Camerun. Egli ritiene che la
donna pi naturale dell'uomo: i suoi poteri riproduttivi la collocano al di
fuori del controllo maschile.
La critica di Mathieu e la replica di Ardener.
La critica di Mathieu

Il saggio Homme-culture et femme-nature? Di Nicole-Claude Mathieu la


risposta alle questioni sollevate da Ardener . Per Mathieu il problema non
sono le donne ma la questione del genere (Mathieu e altre francesi
parlano piuttosto di sexe social).
Mentre per l'antropologo Ardener la donna era incapace di verbalizzare, di
fornire i modelli formali che piacciono agli etnografi, secondo Mathieu
invece ci sono prove in etnografia che dimostrano il contrario.
Le questioni dl potere sono correlate al genere. Mathieu intende opporre
ad Ardener la questione dell'intreccio tra potere, ideologia della naturalit
del sesso e rapporti sociali tra i sessi.
Nel discorso di Ardener ci che attiene alle donne la loro vicinanza con
la natura, con la quale hanno un rapporto essenziale - tanto che come
denota Mathieu , I due sessi , in un certo modo, sono biologici, ma l'uno
sarebbe pi naturale dell'altro.

La replica di Ardener
Secondo Ardener il problema delle donne in antropologia concerneva tutte
coloro che hanno a che fare con la disciplina: esse fanno parte di quelle
strutture dominate che sono state rese mute, ciascuna nel proprio contesto
sociale. Cos per Ardener la cultura un sistema chiuso che confina con
altri sistemi chiusi. Dopo le critiche di Mathieu, la questione del
problema delle donne posta da Ardener da rovesciare. Mentre Ardener
parla di problema delle donne, Mathieu parla in termini di relazioni sociali
tra i sessi, quei rapporti variabili nel tempo e nello spazio che in seguito
saranno noti con il termine di genere.

Antropologia femminista negli anni Settanta : Il dibattito sui rapporti di


genere in antropologia si sviluppano negli Stati Uniti ( nelle altre Nazioni
vi fu un ritardo di alcuni anni). La storia del dibattito sul genere in
antropologia la storia degli studi delle femministe statunitensi e
britanniche.
Negli Stati Uniti vennero pubblicati due importanti raccolte di saggi:
Woman, Culture and Society ( curata da Michelle Z. Rosaldo e Louise
Lamphere) e Toward an Anthropology of Women ( a cura di Rayna Rapp
Reiter), pubblicate nel 1974 e 1975.
Il fine delle due raccolte era comune: combattere il pregiudizio maschile
che fa degli uomini appartenenti alle varie societ gli interlocutori
privilegiati dell'indagine antropologica , e le donne le semplici comparse ai
margini della societ. Ma vi sono anche delle differenze: mentre gli articoli
dell'antologia di Rosaldo e Lamphere tendevano a sottolineare l'identit di
posizione delle donne attraverso le culture e nel tempo, nella raccolta di
Reiter vi era invece una attenzione alle differenze di cultura,di classe, di
ruoli sociali, vi era inoltre un forte interesse verso il mondo produttivo, le
attivit e le relazioni economiche delle donne. Le due antologie si
ispiravano a paradigmi esplicativi diversi: la prima ad un ottica liberale di
stampo americano, la seconda ad una teoria pi marxista.
(Antropologia femminista, che secondo Mathieu poco usato per ragioni
tattiche ed ideologiche, e antropologia delle donne, ma anche
antropologia dl (o di) genere. Si deve aggiungere a queste denominazioni
quella di antropologia dei sessi,coniata dalle studiose francesi.

Contro l'androcentrismo: la critica al pregiudizio maschile nella


scienza : Il lavoro principale delle studiose femministe quello di rendere
visibili le donne e costruirle come soggetti in grado di pensare, di
elaborare teoricamente sulle proprie situazioni, di progettare e condurre
azione politica.
Henrietta Moore individua tre livelli in cui questo pregiudizio maschile si
pu presentare:
Il primo livello, che possiamo considerare come l'aspetto personale,
riguarda la distorsione che lantropologo introduce nella ricerca,
insieme alle varie aspettative sulle relazioni tra uomo e donna
Nel secondo livello, le donne sono considerate subordinate agli
uomini in molte societ
Al terzo livello, pregiudizio personale, scientifico e dell'intera cultura
cui lo scienziato sociale appartiene venivano a coincidere: quando i
ricercatori percepiscono relazioni asimmetriche tra donne e uomini in
altre culture , essi presumono che tali asimmetrie siano analoghe a
quelle a cui li riconduce la propria esperienza culturale della natura
ineguale e gerarchica; i ricercatori sono spesso incapaci di afferrare
questa uguaglianza, poich insistono nell'interpretare la differenza e
l'asimmetria come gerarchia e ineguaglianza.

La parte femminile delle popolazioni non viene studiata con gli stessi
metodi di quella maschile, cos che si hanno meno informazioni.
Maxine Molyneux, nel saggio Androcentrism in Marxist Anthropology,
dice che per androcentrismo intende un pregiudizio teorico e ideologico
che tiene conto principalmente dei soggetti maschili e delle relazioni che
li legano. Nelle scienze sociali ci denota la tendenza ad escludere le
donne dagli studi storici e sociologi.
Molyneux critica il lavoro di alcuni antropologi marxisti, mostrando come
l'androcentrismo costituisca una debolezza sul versante della teoria, poich
introduce in essa elementi incoerenti con le premesse esplicite.
L'androcentrismo una visione del mondo in termini maschili, una
ricostruzione dell'universo sociale da una prospettiva maschile.

I meccanismi che l'androcentrismo utilizza sono processi di


invisibilizzazione e survisibilizzazione delle donne, operanti a tre livelli:
osservazione-descrizione
teorizzazione dei fatti
linguaggio.

L'invisibilizzazione si raggiunge con molti mezzi. Nella ricerca sul campo


spesso gli informatori sono uomini, ma ci non significa che si debba o si
possa ignorare l'altra met della popolazione. Anche nel campo dello
studio della parentela il punto di vista standard quello maschile. Nel
campo parentologico, la prospettiva androcentrica cos obbligata e
standard che genera confusione quando la si abbandona: il caso dei
termini iper e ipogamia , in cui si fa fatica a invertire il punto di vista. In
questo caso il soggetto dell'enunciazione la donna , non l'uomo. Della
sposa si dice che ha contratto un matrimonio al di sopra (iper) o al di sotto
(ipo) della sua condizione sociale, della sua classe.
Il fenomeno della survisibilizzazione invece caratterizzato dal fatto che
le donne sono definite, come nel caso di Edwin Ardener, pi naturali degli
uomini. L'analisi della costruzione testuale e linguistica mette in luce
come il linguaggio serva da maschera alla particolarizzazioneo
eliminazione delle donne in quanto attori sociali. Patrizia Violi osserva:
troviamo nella lingua le forme di una sola soggettivit, quella maschile,
assunta ad universale. Mentre la donna rimanda sempre ad una
connotazione sessuale, uomo vuol dire persona, essere umano.
Claire Michard-Marchall e Claudine Ribery esaminano alcuni testi
antropologici mostrando come uomo e donna siano termini che
coinvolgono una opposizione di determinazione tra enunciati:
in un caso, quello in cui si parla di uomini, si hanno agenti di
processi ( il soggetto dell'enunciato); nell'altro, quello delle donne, si
hanno oggetti (passivi) di processi;
gli uomini sono denominati come sostantivi di agente; le donne sono
denominate con termini relazionali o con termini che rinviano alla
categoria del non animato, ma non vengono mai indicate in quanto
individui;
l'insieme uomini costituito da elementi numerabili, al contrario
dell'insieme donna che invece costituito di riferimenti
prevalentemente qualitativi.

Un altro procedimento enunciativo consiste nellidentificazione dei termini


riferiti allinsieme dei due sessi con termini che si riferiscono al solo
sottoinsieme maschile.

La moneta di sale dei Baruya e il valore del lavoro maschile e


femminile : Barbara Bradby critica il problema di androcentrismo
riscontrato in un saggio di Maurice Godelier. La sua critica puntuale,
evidenzia in modo preciso gli effetti della distorsione provocata dall'ottica
androcentrica.
La questione. In Male Rationality in Economics : A Critique of
Godelier on Salt Money (1977), Barbara Bradby solleva una serie di
perplessit riguardo al saggio pubblicato da Maurice Godelier, La
monnaie de sel des Baruya de Nouvelle-Guine . Le sue
osservazioni rigurdavano il modo cui Godelier conduceva la ricerca
etnografica condotta tra i Baruya; tali implicazioni erano , secondo
Bradby , viziate da un errore metodologico, a sua volta indotto
dall'androcentrismo.
Il saggio di Maurice Godelier. Nel saggio del 1969 , Godelier
utilizzava le transazioni esistenti tra alcune popolazioni della Nuova
Guinea, in cui erano coinvolti i Baruya da lui studiati, per mostrare
come la teoria marxista sul valore e il valore di scambio non potesse
rendere conto dei fenomeni da lui registrati. Al contrario della teoria
neomarginalista, o formalista , che si basava sulla domanda e
sull'offerta, si dimostrava in grado di offrire una spiegazione dei fatti.
Godelier riconosceva la necessit di un'apertura verso il formalismo,
di approcci non pregiudiziali, nello studio dei fenomeni economici
delle societ osservate.
I Baruya e la moneta di sale. I Baruya abitano nella Nuova Guinea,
essi erano, al momento in cui li studi Godelier, coltivatori di terra e
produttori di sale. Le caratteristiche dell'ambiente erano molto
importanti per il fenomeno che Godelier analizzava. Erano assenti
materie prime necessarie alla coltivazione stessa e di altri bisogni
essenziali. Questa assenza di materie prime condizionava tutta la vita
dei Baruya, che erano costretti alle transazioni commerciali. Le
transazioni avvenivano secondo saggi di scambio che variano da un
partner commerciale all'altro. A fronte di merci necessarie, i Baruya
fornivano barre di sale. Il sale non veniva prodotto per il consumo
quotidiano, n tra i Baruya n nelle altre popolazioni che lo
acquistavano. Era un elemento che aveva una parte importante nei
rituali maschili delle popolazioni della zona. I lavoratori addetti alle
varie operazioni erano per lo pi uomini, le donne partecipavano alle
operazioni di raccolta della pianta. Sebbene Godelier distingueva per
sesso gli operatori coinvolti in ogni fase di lavorazione, ritiene di
poter attribuire una uguale efficienza ad entrambi i gruppi. Secondo
Godelier il sale era caro perch era un prodotto di lusso la cui
fabbricazione richiede un sapere tecnico e magico che le trib vicine
non possiedono.
La critica di Bradby. Le osservazioni di Bradby sono orientate a
mettere in dubbio le affermazioni di Godelier sul fatto che , nelle
societ non capitaliste, tutto il lavoro conti allo stesso modo ai fini
di stabilire i saggi a cui i beni vengono scambiati. Dai dati di
Godelier evidente che tutti coloro che trattano,scambiano, cos
come i proprietari terrieri, sono uomini. Il sale stesso consumato in
riti riservati agli uomini. Il lavoro delle donne valutato zero dalle
popolazioni dei Baruya e Yunduye, a differenza invece dei maschi .

Il sistema di sesso/genere: Gayle Rubin : Il termine gender compare


nella letteratura femminista dei primi anni Settanta. In uno dei primo
lavori sul tema, Sex, Gender and Society di Ann Oakley (1972), si parla
del concetto in opposizione a sesso: mentre quest'ultimo si riferirebbe alla
differenza bio-anatomica tra uomo e donna, genere sarebbe invece
questione di cultura: si riferisce alla classificazione sociale in maschile
e femminile .
Tuttavia, la diffusione della nozione di genere si pu far risalire al volume
collettivo Toward an Anthropology of Women del 1975, in cui sia Rayna
Rapp Reiter nellIntroduzione, sia Gayle Rubin nel saggio The Traffic in
Women: Notes on the Poitical Economy of Sex usano il termine nel
senso che gli viene attribuito oggi. Secondo l'opinione di alcune studiose,
Rubin era in anticipo rispetto ai tempi, precorrendo di molto gli sviluppi
della riflessione degli women's studies. Gayle Rubin definisce ci che ella
chiama sex/gender sistem- il sistema di sesso/genere. Il problema
attorno a cui ruota l'argomentazione di Rubin quello della asimmetria e
della gerarchia tra sessi, che si traduce nell'oppressione delle donne; scopo
del saggio costruire una teoria dell'oppressione delle donne prendendo a
prestito concetti dall'antropologia e dalla psicoanalisi. Sono proprio Freud
e Lvi-Strauss che discutono della domesticazione della femmina della
specie umana.
Rubin parla di come Karl Marx non abbia una teoria dei sessi, poich si
occupa delle persone in quanto lavoratori, contadini o capitalisti; mentre
sia Levi-Strauss che Freud riconoscono alla sessualit un posto di rilievo
nella societ e profonde differenze nell'esperienze sociali degli uomini e
delle donne. Rubin prende spunto da Marx e da Engels per la sua
argomentazione. Il primo un accenno di Marx a quell' elemento storico
culturale che entra nella sfera della riproduzione della forza lavoro. a
partire da questo elemento storico e morale che Rubin costruisce la sua
teoria dell'oppressione sessuale. L'intero complesso del sesso , della
sessualit e dell'oppressione rientrano in questo elemento storico e
morale. Il secondo punto l'osservazione di Engels a proposito della
necessit, per le societ umane, non solo di mantenersi attraverso
dispositivi economici e culturali, ma anche di riprodursi.
proprio da Marx e da Engels che Rubin fa emergere la sua idea di ci
che definisce sex/gender system: questo sistema che riesce a
mantenere la distinzione tra la capacit e le necessit umane di creare un
mondo sessuale, e i modi empiricamente oppressivi in cui i mondi sessuali
sono stati organizzati . Sex/gender system un termine neutro che si
riferisce a quell'ambito e indica che in esso l'oppressione non inevitabile,
ma invece il prodotto di relazioni sociali specifiche che lo organizzano.

La divisione dei sessi richiede che vi sia repressione di caratteristiche di


personalit che appartengono a ciascun individuo, uomo o donna. Se
Rubin vede l'antropologia come la dimostrazione pi evidente
dell'esistenza dei sistemi di sesso/genere, la teoria freudiana e la
psicoanalisi sono invece utili per capire i meccanismi attraverso i quali il
sistema si riproduce, inscrivendo nella personalit di ciascun individuo i
dettami del genere. La psicoanalisi una teoria sulla riproduzione della
parentela. La fondamentale importanza del contributo dell'antropologia e
dell'etnografia nella costruzione e nella messa a punto della categoria/
concetto di sistemi di sesso/genere.

Lo sviluppo degli studi di genere : Dal 1974, anno in cui esce la raccolta
di Michelle Rosaldo e Louise Lamphere, ad oggi, gli studi che hanno
messo al centro dellanalisi lesame dei processi di genere si sono
moltiplicati. Sandra Morgen definisce drammatici lo sviluppo e la
crescita esponenziale della ricerca antropologica sulle donne e sul genere
negli ultimi due decenni, e Teresa Del Valle afferma che gli studi sul
genere sono il settore in cui la ricerca antropologica ha progredito di pi,
nello stesso periodo di tempo. Le antropologhe che si sono dedicate a
questo settore di studi hanno portato con s il proprio bagaglio formativo e
i propri interessi. Pertanto,in questi studi sono presenti molte prospettive e
quadri interpretativi: da quello strutturalista a quello simbolico,
comparativista, materialista, storico, radicale. In generale si
pensa ancora che debbano essere le donne ad occuparsi degli studi di
genere, ritenendoli parziali, e ricollegandoli agli studi sulle donne pur
senza comprenderne i fondamenti teorici. In parte, questo dovuto al fatto
che ancora non si colta la portata teorica del concetto/categoria di genere.

CAP.5 ETNOGRAFIA E GENERE


Fino dalla critica dellandrocentrismo, alcune antropologhe si volgono
verso letnografia. Risalgono agli anni Settanta scritti che si propongono di
riesaminare opere etnografiche classiche, o di produrre nuove descrizioni.
Soltanto negli ultimi decenni viene tematizzato il rapporto tra lavoro
etnografico e genere. C'era stata una raccolta di diari e altri testi relativi l
lavoro di campo di etnoantropologhe, curata da Peggy Golde, ma ci che
accumunava le autrici in quel progetto era il fatto di essere donne.
L'intento di Golde era quello di contribuire alla discussione allora appena
accennata sulle qualit che un etnografo avrebbe dovuto possedere; ella si
chiedeva se essere una donna-ricercatore avrebbe potuto influire
sull'andamento del lavoro di campo e sull'accoglienza che i nativi le
avrebbero riservato.
La discussione su questi temi si aprir in risposta a due sollecitazioni, una
interna ed una esterna agli studi sul genere. La prima si deve alla
contestazione che proviene da parte di alcune studiose non occidentali
(femministe e non) verso il lavoro sul campo delle antropologhe; la
seconda giunge con l'esclusione dell'etnografia femminista dalla
discussione sul lavoro etnografico e sulla sua inscrizione
nell'antropologia. Questo secondo il fattore che smuove le forze interne
all'antropologia delle donne statunitense.

Genere e lavoro etnografico : Micaela di Leonardo, Louise Lamphere,


Henrietta Moore e molte altre, quando discutono di studi sul genere in
etnoantropologia, si trovano a riflettere allo stesso tempo su un ambiente
di lavoro e su una tradizione a cui esse stesse appartengono. Negli anni
Settanta all'interno di questa disciplina si comincia ad utilizzare la ricerca
con il metodo dell'osservazione partecipante, la definizione di cultura
come l'altra faccia della struttura sociale, si inizia a studiare la parentela,
l'economia, la religione, i rituali, il simbolo, e cos via. Tematiche fino
allora violate nel discorso teorico.
Nello studio etnografico diventa fondamentale l'osservazione partecipante.
Il lavoro di studio e di comprensione si realizza sul campo attraverso
procedure che implicano collaborazione, interazione tra i soggetti nel
produrre insieme, nel rapporto dialogico, la conoscenza etnografica (le
tematiche di genere non possono non essere centrali nel lavoro
etnografico).
Roger Keesing dimostra che le donne kwaio (Isole Solomon, Pacifico del
Sud) erano condizionate dal suo essere uomo al punto di non parlare, di
rifiutare il dialogo con lui-cosa che accettarono invece quando a lui si
aggiunse un'etnografa. Il genere non perci soltanto una categoria di
analisi , ma anche una dimensione della vita sociale, e dei rapporti tra chi
fa ricerca e i soggetti appartenenti alla societ studiata.
presente inoltre un altro spetto di genere che segna la divisione del
lavoro tra due ricercatori di sesso/genere diverso che conducono insieme
l'indagine sul campo. stato rimarcato che nello spartirsi i compiti di
ricerca, alle donne della coppia venivano affidate le indagini su aspetti
periferici e meno prestigiosi rispetto ai temi centrali dibattuti in quel
momento nella disciplina, che venivano trattati dall'uomo anche quando
era la donna l'etnografa professionista.

Restudies I : tornare alle Trobriand : Annette Weiner pubblic Women


of Value, Men of Renown: New Perspectives in Trobriand Exchange
(1976). Quando ella pubblic quest'opera le questioni di genere non erano
ancora giunte ad una consistenza di ricerca e ad una visibilit che ne
facessero temi di cui tener conto in etnoantropologia.
Weiner si interess di una delle popolazioni pi studiate e pi conosciute
nella disciplina, poich era stata studiata da colui che considerato il
fondatore della ricerca sul campo, Bronislaw Malinowski.
La societ Trobiand da lei visitata negli anni 1971-72 era cambiata dagli
anni 1915-18, epoca della ricerca di Malinowski. Alcuni caratteri culturali
di fondo erano per rimasti gli stessi.
Weier ha avuto la possibilit si assistere ad una cerimonia funebre. Il
cerimoniale funebre (lisaladabu) era soltanto uno dei molti casi in cui
l'importanza delle donne era stata sia sottovalutata sia non vista.
Nel lisaladabu erano coinvolte l'intera popolazione del villaggio e molte
persone anche dei villaggi vicini.

In quella occasione i proprietari del deceduto (tutti i parenti dal lato


matrilineare), liberavano, mediante donazioni, l'individuo deceduto di
tutti gli obblighi contratti verso i lavoratori al momento della morte.
Un ruolo particolare era svolto dal coniuge e dal padre della persona
deceduta; essi restavano insieme nella stessa casa per tutto il tempo del
lutto- dal momento della morte fino alla cerimonia. A tutti costoro, si
distribuivano nel corso del lisaladabu due tipi di oggetti, costituenti la
ricchezza delle donne: gonne di fibre vegetali tinte di rosso, ornate, e
fasci di foglie di banano legati insieme, a ventaglio.
Questo cerimoniale durava un'intera giornata; protagoniste assolute ne
erano le donne owners , responsabili del procurare gli oggetti che
dovevano poi essere distribuiti. Il fine del cerimoniale era quello di
liberare lo spirito del/la morto/a dai vincoli contratti in vita, perch potesse
raggiungere lo stato di baloma , una pura essenza ancestrale, e
ricongiungersi con gli avi matrilineari. Le donne giocavano un ruolo
strutturale nella societ trobriandese. Il compito degli uomini era il
ricostruire le relazioni sociali: al fine delle distribuzioni effettuate e
ricevute dalle donne, si teneva la distribuzione della ricchezza degli
uomini, simboleggiante il potere terreno.
Weiner riteneva che gli antropologi precedenti non avevano tenuto conto
nella giusta misura delle attivit femminili e dell'importanza delle donne.
In Women of Value sono evidenziati aspetti riguardanti il ruolo sociale
delle donne. Weiner afferma che le donne formano un sistema culturale.
Lo studio di Weiner non l'unico che si propone come alternativo ad
etnografie precedenti, integrando o rileggendo i contesti sociali secondo
prospettive di genere. Tra altri, ricordiamo Jane Goodale, con la sua opera
Tiwi Wives. A Study of the Women of Melville Island, North Australia
( 1971). Tiwi Wives si poneva dal punto di vista delle donne che nel
precedente studio erano del tutto ignorate come soggetti e come attori
sociali.
Goodale contestava il pregiudizio androcentrico che i due autori Charles
W. Hart e Arnold Pilling, autori dell' opera The Tiwi of North Australia
(1960), avevano introdotto nel loro resoconto: quello degli uomini tiwi
riguardo alle donne, e quello dei ricercatori stessi, che quel pregiudizio
avevano condiviso e riproposto nella loro opera.
Secondo gli studi di Hart e Pilling, gli uomini tiwi acquistavano le giovani
mogli come forma di propriet.
Nel suo studio, Goodale mostrava come i sistemi matrimoniali e parentali
fossero incentrati sulla relazione di affinit tra genero e suocera, che si
chiamavano con uno stesso termine (ambrinua). Questa relazione veniva
impostata fino dall'adolescenza delle future suocere: il ragazzo destinato a
diventare genero di una donna avrebbe lavorato a lungo per lei, per
ottenere alla fine il consenso a sposarne la figlia. Le donne anziane tiwi
erano persone con un ruolo sociale di una certa autorit.

Restudies II : rileggere i Nuer : I Nuer del Sudan meridionale, furono


studiati da Edward Evans-Pritchard intorno agli anni Trenta. La studiosa
Kathleen Gough, con la sua opera Nuer Kinship: A Re-examination (1971),
non si inserisce completamente nel femminismo, ma ha avuto molta
influenza nel campo della critica al pregiudizio maschile per l'accuratezza
delle osservazioni e la sottigliezza delle argomentazioni.
I Nuer erano coltivatori e allevatori. Il lavoro di Evans-Pritchard con i
Nuer, dette luogo a opere che sono ritenute una delle massime espressioni
del lavoro etnografico. Kathleen Gough, parlando di Evans-Pritchard, dice
che nessun altro antropologo lha colpita pi profondamente per la
chiarezza e i dettagli del suo stile. Gough prende in esame tutti i testi sui
Nuer di Evans-Pritchard, e li rilegge a partire da una affermazione relativa
al principio agnatico. Secondo Evans-Pritchard questo un principio
fondante per la societ nuer. Gough dimostra invece come questo principio
sia tale non per tutti i Nuer, ma soltanto per i discendenti dei clan
dominanti, che formano un gruppo di aristocratici all'interno di ogni
villaggio. Sono questi aristocratici a praticare e rafforzare il principio
agnatico; al contrario, gli individui che appartengono ai lignaggi dei clan
non dominanti , quelli pi poveri e i discendenti di prigionieri dinka
(popolo confinante con i Nuer) accentuano e rivendicano un principio
matrilineare. La lettura di Gough evidenzia elementi di stratificazione
sociale che Evans-Pritchard non rilevava a sufficienza.
Gough afferma che le donne, nelle istituzioni matrimoniali, trovano
collocazione talvolta ricoprendo legalmente il ruolo degli uomini. La
donne hanno un ruolo importante nell'organizzazione sociale, in cui
trovano un posto anche senza un legame con un marito. L'autonomia che
le donne avevano in questa societ viene ricondotta da Gough
all'indebolimento del principio agnatico.

Teorie, etica del lavoro etnografico e genere : Molte antropologhe non


fanno distinzione tra antropologia del genere e antropologia femminista. In
generale, si ritiene che quella del genere sia l'erede dell'antropologia delle
donne- che trattava entrambi i sessi/generi- e che tra antropologia del
genere e femminista vi sia una identificazione.
La critica delle donne africane-americane e delle antropologhe non
occidentali, che attaccano il progetto femminista in quanto tendenza
generalizzante ed etnocentrica e l'antropologia in quanto progetto politico
conservatore, si somma ad altre, che negano la possibilit stessa di una
antropologia femminista. Emerge sempre di pi un'attenzione speciale per
il rapporto tra genere , o studi sulle donne, e problematiche del lavoro
etnografico.
Per Lila Abu-Lughod e Judith Stacey, il problema si concentra sulla
relazione tra teoria e ricerca. Entrambe scrivono un articolo dallo stesso
titolo, Can There Be a Feminist Ethnography? ( 1988), partendo dal fatto
che l'etnografia il prodotto del singolo, ricercatore/trice, vede una
incoerenza di fondo con la politica femminista.
Abu-Lughod osserva come non sia strano, in una disciplina che penalizza
in partenza le donne, che le antropoloche preferiscono modi di scrittura
canonici e rigorosi, che permettono di costruire la propria credibilit e di
perseguire i propri fini accademici e teorici, piuttosto che rischiare con le
sperimentazioni.
La questione ripresa da Kamala Visweswaran, che nel saggio Histories of
Feminist Etnography (1997) sposta l'accento da etnografia a
femminista, ridefinendo l'etnografia femminista come quella etnografia
che mette in primo piano la questione della disuguaglianza sociale rispetto
alle vite degli uomini, delle donne e dei bambini. Il saggio teso a
mostrare l'influenza che l'antropologia ha avuto nel modellamento della
nozione di genere nel femminismo statunitense.
Visweswaran mostra come l'etnografia femminista abbia sia sfidato i
paradigmi correnti della disciplina , sia costruito nuove prospettive,
attraverso le quali si operano strategie di disidentificazione dellautore/
autrice con i soggetti che studia.
Anche Micaela di Leonardo affronta il difficile rapporto tra teoria
femminista e impostazione teorica degli studi etnografici. Significativa la
sua analisi riguardo ad un particolare nodo di politica culturale e di
carattere etico-teorico, con cui si sono dovute confrontare le antropologhe
femministe, nel corso degli anni Settanta.
(James Clifford -> ideologia liberale del relativismo culturale).
Lynn Walter si occupa del concetto di cultura. Un'antropologia femminista
pu, e deve, contribuire ad allargare le frontiere dell'antropologia. Il
progetto per un'antropologia (ed etnografia) femminista si deve fondare,
per Walter, su tre punti:
1. in quanto terreno di studio, essa deve esaminare sia le differenze di
potere e di sapere costruite in termini di differenze di genere, sia le
modalit con cui le persone contrastano, accettano e modificano
queste stesse differenze;
2. l''interesse per l'azione parallelo a quello per le strutture;
3. l'antroplogia femminsta una rivendicazione di giustizia, che
implica un'etica dell'impegno.

<<Meglio l'antropologo in poltrona>>: contestazione e delegittimazione


dell'etnografia femminista : Gli studiosi uomini di origine non euro-
americana hanno criticato le antropologhe femministe. Al centro di questa
contestazione l'uso strumentale che le antropologhe fanno delle donne
studiate in termini di materiali grezzi per le loro teorie, mostrando cos
un atteggiamento etnocentrico e razzista.
In uno dei testi pi radicali su questa tematica, Amadiume, antripologa
nigeriana della popolazione Igbo, contesta la legittimit delle donne
occidentali a parlare a nome di tutte le donne. Amadiume , in questo testo,
presenta vari obiettivi: dimostrare che le donne Igbo non potevano e non
possono essere studiate dalle antropologhe femministe, data la grande
distanza tra le donne Igbo e e quel modello di donna che le femministe
presentano; ricostruisce le pratiche matrimoniali esistenti prima della
colonializzaione inglese. Secondo quel sistema, le primogenite senza
fratelli di famiglie possidenti, diventavano prima figlie-maschio eredi e poi
donne-marito, si sposavano con altre donne tramite le quali ottenere eredi
del patrimonio familiare. Ci implicava uno spostamento di genere
giuridico e non un cambiamento di sesso, a loro infatti non
interessavano i rapporti omosessuali , come invece, secondo Amadiume, le
femministe hanno affermato. Inoltre Amadiume critica le antropologhe
occidentali per fare ricerca sulle donne del Terzo Mondo, sulla base del
razzismo e dell'etnocentrismo che mostrano nei loro resoconti.
Amadiume critica quelle antropologhe che hanno coinvolto quelle donne
delle popolazioni pi diverse nel progetto di ribellione e di lotta contro il
sessismo che invece riguardava soltanto loro, utilizzando i dati raccolti per
costruire teorie generalizzate sul dominio maschile.
(Una delle reazioni pi diffuse tra le etnoantropologhe stata quella di
prenderne atto, e, pur continuando a fare etnografia, cercare un approccio
che mettesse in rilievo diversit, differenze. Le posizioni e i contributi
delle studiose femminili sono molto diversi tra loro. Il femminismo non ,
in Occidente, un movimento omogeneo. Le divisioni tra i movimenti
femministi di cui parla Amadiume sono profonde e lorientamento
postmoderno le ha accentuate ancora di pi.

Pitturare screanzati baffi. La critica postmoderna all'etnografia


di genere? : Negli anni Ottanta si affaccia il postmoderno. In antropologia
ci si rivolge all'etnografia , sostenendo l'importanza prioritaria della
scrittura rispetto a ci che viene de-scritto: il testo e la sua tessitura sono
l'oggetto dell'analisi, piuttosto che le singole, specifiche popolazioni.
Vari studi dimostrano come gli antropologi sono in difficolt a riconoscere
il genere sia come categoria delle etnografie che vengono analizzate, sia
come costrutto sociale all'opera nelle societ occidentali.
Ruth Behar afferma che nell' Introduzione al volume James Clifford
giustifica l'assenza di antropologhe nel progetto di Writing Culture ,
affermando che le antropologhe erano state escluse perch i lori testi non
avevano i requisiti per essere allo stesso tempo femministi e testualmente
innovativi. << in quest'ottica, essere una donna che scrive cultura una
contraddizione: le donne che scrivono sperimentalmente non
sembrerebbero femministe, mentre le donne che scrivono in quanto
femministe scriverebbero nell'ignoranza della teoria testuale che sostiene i
loro stessi testi>> (affermazione di Ruth Behar).

Differenza, universalismo, differenze : In Margaret Mead , l'ottica della


differenza sul genere assumeva un ruolo importante , legato all'intento di
contrastare la concezione dell'esistenza di qualit innate distinte per sesso.
Per Mead le culture non sono allo stesso livello. In Mead vi sono dunque
due nozioni di differenza, quella tra sessi/generi e quella tra culture, che
fanno capo a due orientamenti diversi: l'uno relativistico, l'altro
etnocentrico.
Le differenze presenti nell'opera Maschio e femmina di Mead, risulta
essere diverso dalle differenze che Claud Lvi-Strauss fa nel saggio
Razza e storia. Pi che parlare di differenze , si parla di diversit. La
diversit vista da Levi-Strauss in un contesto globale e in modo
finalistico; essa ha agito come una ricchezza di tutti gli esseri umani. In
Levi-Strauss differenza e universalismo sono scissi dalla sfera dei valori , e
intimamente connessi, a differenza invece di Mead.
La differenza di cui discute il femminismo degli anni Settanta prima di
tutto quella tra i due sessi nelle proprie societ. Molte delle ricerche
etnografiche condotte almeno fino agli anni Ottanta si ponevano
lobiettivo di produrre documentazione sulle impostazioni di genere di
altre societ, per chiarire, dare corpo alle teorie e alle azioni politiche
riguardo ai sistemi di genere di casa propria.
Il discorso sulla differenza si dirige sempre pi verso una
particolarizzazione del genere, nei suoi intrecci con la societ e la cultura.;
dalla differenza e universalit si passa alle differenze tout court. In
questo senso il genere si riconferma come categoria che sempre di pi si
dimostra utile, ma anche vuota , cosa che Henrietta Moore definisce << un
concetto non stabile>>. Il compito di precisarne i contorni, le relazioni e i
contenuti spetta al ricercatore, nella misura in cui capace di esaminare in
che modo la differenziazione tra i sessi sociali, o generi, interseca altre
modalit della specifica formazione sociale in esame e ha ricadute
economiche, politiche di potere, ideologiche, su ognuno dei due gruppi.
Inoltre parlare di differenze tra i sessi/generi pu voler dire porre le basi
per la giustificazione dell'asimmetria tra uomini e donne.
singolare che Francoise Heritier veda nella differenza di sesso/genere il
carattere costitutivo del pensiero simbolico in ogni societ, mentre Gayle
Rubin vede il tabu delluguaglianza tra sessi/generi come la caratteristica
universale di ciascuna di esse. La differenza ci che lOccidente vuol
vedere.