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LE VOCI DEI MORTI

Non andare l diceva sempre sua Madre. L riecheggiano le voci dei morti, spettri misteriosi
nel fitto del bosco.

Pablo non laveva mai ascoltata e non le aveva creduto. Per lui quella era una semplice macchia,
non molto lontana da casa sua, dove poter riposare le orecchie dal caos della vita quotidiana. Non
aveva mai sostato in quella zona troppo a lungo e non aveva mai sentito voci, se non alcune parole
in lontananza, probabilmente dalle case vicine. Eppure la leggenda della voce dei morti circolava
da anni nel suo paese. Sua madre non era lunica a dirlo, ma non sempre una leggenda vera,
anche se spesso c un fondamento di verit.

Pablo crebbe, nella magia e nella superstizione, ma se ne liber e cre attorno a s una corazza di
scetticismo e razionalit. In fondo aveva troppo da fare per pensare a certe credenze popolari, per
pensare agli spiriti, ai mostri e ai morti, lui era impegnato a vivere.

Fu cos, che un giorno, allet di ventanni port Paloma, il suo primo e unico amore, nel bosco
maledetto. Non voleva spaventarla, solo allontanarsi da occhi indiscreti e amarla come voleva,
senza limiti e imposizioni.

Paloma non aveva paura. Anche lei era vissuta nel suo stesso paese, era abituata a sentire certe
storie: Mia nonna dice che sono gli alberi spieg accarezzando una pianta a fusto legnoso.
Sono loro che catturano le anime e dalle fronde si sentono le voci, le voci dellaldil. Sorrideva
mentre lo diceva e la sua bocca non era mai sembrata cos sensuale a Pablo.

Dimmi di pi lui si avvicin baciandola, mentre lei appoggiava la schiena sul tronco che aveva
accarezzato.
Non so molto aggiunse lei. Da bambina era proibito venire qui.

Sai cosa penso? le disse Pablo, tenendola stretta fra le braccia. Che questo fosse un luogo per
coppiette e tutte quelle storie se le sono inventate per tenere lontani occhi indiscreti.

Risero entrambi e continuarono a baciarsi e a coccolarsi con la complicit del bosco. Non cera
nessuno nei dintorni, eppure quel posto distava non poco dalla citt. La tranquillit regnava
sovrana e sovrana si sentiva Paloma della propria felicit.

Sono cos rilassata che potrei cantare disse Paloma, tutta eccitata.

Perch no? la esort Pablito. Canta Paloma, nessuno ti sentir, tranne i rami, le foglie e il
vento.

Fu cos che inizi Paloma, con note dolci e una voce di miele. Pablo sentiva estasiato quel canto,
era la canzone pi bella e triste che avesse sentito, parlava di amore, di morte di vita, parlava di
anima. Fu solo allora che Pablo cap, cap che si era innamorato.

Gli anni passarono, passarono i mesi. Pablo e Paloma continuarono a incontrarsi, in segreto nel
bosco, poi in pubblico, serenamente, senza pi temere il giudizio degli altri e poi si sposarono e si
amarono.

Pablo non poteva essere pi contento e Paloma era al settimo cielo. Una bella storia, che sarebbe
finita per sempre con vissero felici e contenti, se la vita non fosse malandrina e non giocasse i suoi
tiri a chi meno se lo aspetta. Paloma, infatti, era troppo bella, troppo perfetta per durare a lungo: il
cielo non pot resistere senza di lei e la port con s. La sua malattia fu letale, se la mangi in
pochi mesi, assieme alla felicita di Pablo.

Pablo urlava, si disperava, non voleva farsene una ragione. Abbandon gli amici, il lavoro, la
famiglia e torn nella sua vecchia casa vicino al bosco, intenzionato a morire di solitudine e di
tristezza. Cos sarebbe stato, se lo spirito di conservazione non avesse avuto la meglio. Con il
tempo, infatti, il dolore si attenu e al suo posto rimase il vuoto. Non cera molto da fare per
Pablo, poteva lasciarsi andare o poteva sopravvivere e lui scelse la seconda via, perch la voglia di
vita prevale su tutto anche sulla disperazione.

Questione di tempo e ne sarebbe venuto fuori, ma, prima di tornare alle sue vecchie abitudini,
volle ricordare per lultima volta il suo amore perduto e si diresse verso il bosco dove aveva
incontrato tante volte Paloma.

Non era cambiato molto dallultima volta, il luogo era ancora isolato e gli alberi tutti al loro posto,
cera come una antica magia a popolare quel posto. Pablo sospir, si avvicin allalbero che
Paloma aveva accarezzato la prima volta che era venuta l, lo accarezz a sua volta, tentando
invano di captare la sua essenza, come se avesse lasciato un pezzo della sua anima in quella
corteccia. Fu proprio a quel punto che sent una voce, lontana e indistinta, una voce strana, un
poco spettrale.
Forse si era sbagliato, forse ora, nel momento del dolore, nel trauma e nella perdita, aveva scavato
vecchi ricordi di quando era bambino. La voce dei morti pens scuotendo la testa. Paloma
morta nel suo letto, quandanche fosse vera la leggenda non la troverei qui.

Ed ecco, dopo quel pensiero di nuovo una voce, lontana e indistinta, venire dalle fronde
dellalbero.

Non pu essere pens, questo proprio il canto di Paloma. Lemozione era incredibile, la testa
era vuota come in un sogno: Paloma! grid con quanto fiato aveva in gola. Se sei tu,
rispondimi, stai bene? ma la risposta fu solo il suo canto malinconico.

In un momento di stress e lutto normale sentire o vedere certe cose spieg lo psichiatra a
Pablo. Non c da allarmarsi, tutto frutto della sua immaginazione.

A me sembrava cos reale confess Pablito.

Certo rispose laltro. Per lei reale, il modo che ha il suo cervello di curarla dal dolore.

Ma perch, dottore? chiese Pablo disperato. Perch non a casa e proprio in quel bosco?.

Forse per le storie che le raccontavano da bambino o perch vedere il bosco le ha risvegliato
alcuni ricordi di Paloma, ma non significa che lei pazzo e malato, deve solo darsi tempo. Per
questo, per il momento, non le prescriver nessuna medicina.

Pablo si arrese allo specialista. Doveva rassegnarsi a pensare che quella era una allucinazione e che
presto sarebbe sparita, anche se, in fondo in fondo, non voleva che quella voce sparisse, perch
era lultima cosa che gli era rimasta di Paloma.

Non tornare l, Pablo lo supplic la madre. Non scherzare con i morti, neanche se sono i tuoi
cari. Sua madre era pi pessimista. Quel posto un purgatorio, le anime pure vanno in paradiso,
non vagano come demoni per un bosco. Quella non la tua Paloma.

Le parole della madre erano sagge, Paloma era pura e buona, non meritava di vagare per la terra,
ma forse era rimasta, era rimasta per stare con lui, per salutarlo ancora una volta. Pablo non
poteva rischiare di abbandonarla, doveva sapere di pi.

Era mattina presto quando torn nel bosco. Il cuore gli batteva in petto e la sua testa era vuota,
come il suo stomaco, non aveva mangiato, non aveva bevuto. Voleva solo sentire la voce della sua
amata. Si avvicin allalbero maledetto o incantato. Accarezz la corteccia. Niente.

Paloma, se ci sei rispondi. Il bosco rimase in silenzio.

Non possibile scosse la testa. Era successa la cosa che temeva di pi, aveva capito che la voce
non era vera ed era stata unallucinazione.
Stava gi andando, quando fra lo stornire delle foglie sent un canto, lontano e spettrale, ma le
parole erano dolci, parlavano di amore e di vita, era il canto di Paloma.

Paloma! Paloma! se sei tu canta per me! si avvicin per sentire la fonte sonora. Era lalbero a
risuonare della sua voce.

Se solo potessi venire con te, Paloma pens piangendo e il bosco sembr capire il suo dolore:
qualcosa di prodigioso accadde. La voce si spost da una fronda allaltra e da unaltra ancora,
come se volesse guidare Pablo in un posto ben preciso.

Pablo di istinto segu quel canto: Non scappare, Palomina, non scappare! ma la voce non
sembrava dargli ascolto e continuava a spostarsi. Pablo si rese conto che la sera stava arrivando e
che, se avesse continuato a seguirla, probabilmente avrebbe perso la strada e la ragione. Si arrese
e torn a casa, anche se gli piangeva il cuore.

Ha detto che ha seguito la voce? chiese lo psichiatra un po preoccupato. In genere non


incoraggio luso dei medicinali senza sintomi gravi ma quello che mi racconta pu essere
pericoloso. Insomma, avrebbe potuto perdersi o farsi del male.

Pablo nemmeno lo guardava, era come se non gli importasse pi di nulla, nemmeno della sua
salute.

Non penser che quella sia veramente sua moglie? chiese il dottore. Pablo scosse la testa, lo
pensava eccome, ma non voleva fidarsi di quelluomo, quelluomo non ne sapeva nulla di dolore e
di amore, lui solo sapeva quello che sentiva e provava.

Le prescriver delle analisi del sangue, nel frattempo le dar una medicina che dovrebbe calmare
le allucinazioni, ci vedremo la settimana prossima, con le analisi e decideremo il da farsi. Disse il
dottore sorridendo.

Sembra tranquillo pens Pablo. Forse avvezzo a certe situazioni o forse sa pi di quello che
vuole fare credere, s, forse cos, lui sa che vero, ma non vuole che io sappia. I pensieri di
Pablo si facevano sempre assurdi e lui se ne rendeva conto: cera un solo modo per farli smettere,
doveva capire se quella era Paloma, se era una fantasia o un demone come diceva la madre.

Non andare lo supplic la madre. Io non sono il tuo dottore, so che non un allucinazione, ma
non andare, lascia i morti in pace. lo supplicava la madre e lui la rassicurava: Non ho intenzione
di andare l, ho troppa paura, ma scherzi? Tranquilla, mamma.

Era stata la bugia raccontata meglio della sua vita. Torn nel bosco il giorno stesso. Aveva preso le
medicine prescritte: Se si tratta di allucinazioni, con queste medicine non dovrei sentire nulla, ma
se sento le voci, magari davvero lei. Pens prima di andare incontro al suo destino.

Non ci volle molto perch la risposta arrivasse. Il canto di Paloma ora echeggiava da lontano. Pablo
lo sentiva distintamente.
Paloma! strill Pablo. Sono io, sono tornato per stare con te, dimmi dove sei e ti seguir. La
voce di Paloma si spostava di fronda in fronda, di ramo in ramo, sempre pi intensa, sempre pi
forte.

Questa non unallucinazione, questa una chiamata mistica pens con le lacrime agli occhi e,
mentre il cielo si oscurava, preda forse di un temporale estivo, il canto di Paloma si dilatava, si
moltiplicava, si spezzava nellaria e impregnava le molecole e gli atomi e riempiva le orecchie di
Pablo. Pablo era ipnotizzato, intontito e per niente spaventato, correva nel bosco sempre pi fitto
e oscuro.

Luomo scomparve negli alberi, nessuno lo trov pi, anche se qualcuno giur di averlo sentito
chiamare il nome di Paloma e di aver sentito la sua voce accompagnata da un canto femminile.

Non si avvicini signore, non la sa la leggenda di Pablo e Paloma? disse un abitante del posto a un
uomo dal bizzarro aspetto.

Si dice che nel bosco echeggino le voci dei morti e che molti malcapitati ci abbiano rimesso la
pelle. Continu luomo.

Voci dei morti, interessante il turista annot nel suo taccuino quello che aveva appena sentito.
Sono voci indistinte, un po nasali? Chiese. Aveva tutta laria di essere un avventuriero con
quegli strani abiti e il suo cannocchiale, ma non di certo un esperto di spiriti.

S, mi pare, io non le ho mai sentite, ma altri le hanno descritte proprio cos.

Le voci sono di tutti i morti o solo di chi stato nel bosco? continu a chiedere per nulla
impressionato.

Solo di chi ci stato almeno una volta, catturano lessenza dei vivi e quando muoiono li
intrappolano nel bosco, per quello le dico di non andare.

Certo, certo. Non si preoccupi, io non corro rischi, non sono mai stato l e non ho perso nessuno
di recente lo tranquillizz, poi continu: Da dove vengono le voci, chi cattura le essenze?.

Gli alberi, sono i tronchi che se le passano da un ramo allaltro.

Vale la pena di dare unocchiata di persona pens lavventuriero, limitandosi a ringraziare poi si
incammin verso il bosco.

Alejandro non era superstizioso, n un cacciatore di spiriti, era soltanto un ornitologo venuto per
caso in quella zona. La aveva perlustrata tutta, osservando specie di uccelli esotici e comuni. Quel
bosco esercitava su di lui un grande fascino, ma le leggende che aleggiavano su di esso gli
incutevano curiosit e timore, anche se unidea su quel fenomeno ce la aveva.

Quando arriv nel bosco tutto era immobile e incantato. Le fronde sembravano danzare al vento.
Era veramente uno spettacolo spettrale e magico, sospeso nel tempo.
Bello bello, ma ancora di voci non ne sento disse poco convinto. Non fece in tempo a
formulare la frase che i suoni echeggiarono nellaria: un canto di donna, una canzone dolce di
amore e di vita e un grido, un grido disperato di un uomo che chiamava una donna, una certa
Paloma.

Erano gli spiriti della leggenda. Alejandro non poteva crederci e, infatti, non ci credeva: estrasse
velocemente dallo zaino il suo binocolo e inizi a scrutare fra le fronde dei rami. Sembr seguire
con la testa il movimento della voce, poi sorrise, aveva capito tutto.

Non ci crederai mai disse entusiasta chiamando qualcuno dal cellulare, forse una sua collega.
Non ci crederai mai a quali leggende hanno dato adito degli esemplari di pappagalli cenerini
scappati in un bosco locale.

Cos dal suo cannocchiale rimase a guardare quei meravigliosi uccelli, in grado di imitare voci e
canti umani. Rimase a guardarli mentre innocentemente si spostavano da un ramo allaltro,
inconsapevoli di essere stati paragonati a spettri.