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La fiaba tra scrittura e oralit

Author(s): Sebastiano Lo Nigro


Source: La Ricerca Folklorica, No. 12, Il viaggio, la prova, il premio. La fiaba e i testi
extrafolklorici (Oct., 1985), pp. 7-10
Published by: Grafo s.p.a.
Stable URL: http://www.jstor.org/stable/1479237 .
Accessed: 01/05/2011 11:55

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La fiaba tra scrittura
e oralitd
SebastianoLo Nigro

Uno dei problemifilologici piu discussidurantel'Otto- autoreche abbiachiaramenteavvertitola peculiaritadel di-


cento fu certamentequello della trascrizionedei racconti scorsoorale,e quindi,il ruolo preminentedel raccontatore
popolaridi tradizioneorale,problemacomplessonon solo nella comunicazionenarrativa,al cui successocontribui-
per la difficoltapraticadi riprodurreil dettatodegli infor- sce non solo la ricchezzadel linguaggioverbale,ma anche
matori,ma soprattuttoperl'incoerenzadei principiteorici la vivacitadei gesti e l'intonazionedellavoce. E ancorada
che guidavanola ricercafolklorica.IIlungo dibattito,nato sottolineareil fatto che con la predicareligiosadel Due e
primamentenel climadel popolarismoromantico-positivi- Trecentoha inizio nell'Europaoccidentalela divulgazione
sta, si e ripropostoin questiultimi anni all'attenzionedei al livellodelleclassipopolaridi temi o motivi,e di moduli
demologiche hannorecepitole istanzemetodologichedel- espressivitipici del raccontoesemplare.
la sociolinguisticae della antropologiaculturale1. Duranteil Trecento,intanto,la rapidacrescitadei ceti ar-
Un interessespecifico per questo problemasembrana- tigianalie mercantiliche svolgonoun'intensaattivitaeco-
scereintantonell'etaromantica,con quegliscrittori,come nomica, divenutacondizionedeterminanteper l'affermar-
i fratelliJakobe WilhelmGrimme i loro amici Clemens si della scritturasul parlato,non senza pero che tra i due
Brentanoe Achimvon Arnim,che avevanoscopertonella registrilinguisticisi mantengauno scambiocontinuodi con-
fiaba popolare una fonte suggestiva d'ispirazione tenutie di formeespressive.Sta di fatto che la formalizza-
artistica2.In realta,la primatestimonianzadel linguaggio zione della fiaba popolarerisentel'influssodegliesempio
parlatocome modo espressivoche presentapeculiaricarat- assempriormai inseritinella predicareligiosa,alcuni dei
teri rispettoalla scrittura,risaleaddiritturaal Duecento,e quali comincianoa circolarein redazioniscritte,offrendo
provienedall'esperienza dellapredicareligiosache avrauna materiadi letturaedificantee didatticaal mercantepiuio
decisivainfluenzasull'educazione delleclassisubalternedel meno istruitoe al piccolo artigianatourbano5.S'incontra-
Medioevo3.Jacquesde Vitry,il grandepredicatorefrance- no, infatti, nei raccontipopolaridel Trecentoche ci sono
se delladiocesidi Parigi,cosi definiva,nel prologodei suoi stati conservatiin alcuni manoscritti,moduli narratividi
Sermones vulgares, il codice orale degli exempla: aperturadel tipo: <Una volta era uno ricco uomo>, <Ad
un tempoerauno santo romito>>; e modulidi chiusuradel
Illud insuperin hujusmodiproverbiissimilitudinibuset vulgari- tipo: <<Ecosi vivetteroinsieme a grande onore lungo tem-
bus exemplisadtendendumest, quod non possuntexprimiscrip- po>, ?e cosi questoe bello asempro>>, ?e istetteromai sem-
to, sicutgestuet verboatquepronuntiandimodo, nec ita movent pregrandementea grandeonore>>, ?e noi dea che rimagna-
vel incitantauditoresin oreunius,sicutin ore alterius,nec in uno mo molto bene e buona ventura>6.
idiomatesicutin alio.Aliquandoquidemcumaudiuntur,placent, Nell'etadell'Umanesimoe del Rinascimento,com'e no-
cum scriptalegunturnon delectant.Expedittamenut scribantur, to, l'uso dei modi espressivitipici dell'oralitaandravia via
ut habeantmateriamhii quibusDeus dat gratiamauditoresinci- declinandoin seguitoall'affermarsi di una novellisticad'arte
tandi ex modo pronuntiandi4. che trovail suo modello nello stile aulico e latineggiante
del Decamerondel Boccaccio,e che avrai suoi prestigiosi
Ancoranello stessoprologo,il Vitrysi mostravaben con- autorinella Straparolacon Le piacevolinotti, e nel Basile
sapevoledellafunzionesocialee culturaledellapredica,af- con il Pentamerone.Al raccontodi tradizioneoralenon re-
fermandoche: sta altrospazioche quello offerto dalle popolazionirurali
e dal proletariatourbano,a cui spettail meritodi avercon-
<<Secundum enimvarietatempersonarumoportetnon solumva- servatoun patrimonionarrativoantichissimoe preziosoper
riareSermones,sed et sententias,et plerumqueloquendimodum la conoscenzadellamentalitae dellavitamoraledel popolo.
et scribendistylum>. Sarannoinfine gli scrittoriromanticidel gruppodi Hei-
delberga riscoprire,agli inizidell'Ottocento,l'ingenuabel-
Sul fondamentodi queste affermazioni,cosi perspicue lezzae il valorestorico-culturale dei cantie dei raccontitra-
e consapevoli,si puo indicarein Jacquesde Vitryil primo smessioralmentedalle classi popolari,ponendosiper pri-

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Lo Nigro
mi la questione del parlato/scritto. nulla;fate conto di ascoltareproprioil dettatodi chi e nato al-
Il problema della realizzazionescritta delle tradizioni nar- l'ombradel cupolonedi Brunelleschi>>8.
rative avra tuttavia soluzioni diverse pur nell'ambito degli
scrittori tedeschi che avevano in comune l'esaltazione del La netta presa di posizione dell'Imbrianiin favore di una
Volkgeistcome espressionevivente dell'unita spiritualedella riproduzione fedele dei testi orali non si appoggiava tutta-
nazione germanica. Per Jakob Grimm, filologo e studioso via a saldi principi teorici, e finiva per restare nei limiti di
della mitologia indoeuropea, le ingenue narrazioni che an- una polemica personale che si rivolgevaprincipalmentecon-
cora correvano sulla bocca delle nonne e delle vecchie nu- tro i critici letterari,come il D'Ancona, dai quali gli era stato
trici costituivano le reliquie autentiche di antiche creazioni rimproveratoil mancato intervento sui testi popolari. Sem-
poetiche del popolo tedesco. La trasmissione orale dei mdr- bra strano, infatti, che l'Imbriani si facesse poi paladino di
chen e delle sagen, secondo lo studioso, non avrebberomo- un purismo linguistico che contraddicevala trascrizionedei
dificato i motivi fantastici e le forme espressive delle anti- testi dialettali, o che condannasse la varieta lessicale dei ver-
che tradizioni, sicche la loro trascrizione avrebbedovuto ri- nacoli regionali in nome di un'astrattaunita linguistica della
spettare col massimo scrupolo il testo dettato dagli infor- nazione9. La verita e che mancava all'Imbriani una pro-
matori. Assai diverse le convinzioni del fratello Wilhelm e spettiva socioculturale che giustificasse la scelta di un rigo-
degli altri scrittori romantici, come Brentano e il Von Ar- roso metodo di trascrizione della narrativa popolare. Del
nim, per i quali le tradizioni orali, lungi dall'esseredelle for- resto, le sue raccolte di testi orali volevano semplicemente
me fisse e immutabili, subivano di continuo un processo offrire un contributo di nuove varianti agli studiosi della
di innovazione nell'ambito della stessa comunicazione fa- novellistica comparata, la nuova scienza erudita che si era
miliare. Non solo, ma per questi autori si trattava soprat- affermata in Europa dopo gli anni Sessanta'?.
tutto di dare una veste artistica a delle composizioni che Nell'eta del positivismo il problema della trascrizione dei
si giudicavano rozze e prive di valore estetico. testi popolari occupera a lungo la mente di Giuseppe Pitre,
A queste idee si sarebbe ispirata l'elaborazione artistica il caposcuola della demopsicologia italiana, a cui dobbia-
dei Kinder-und Hausmarchen, che i fratelli Grimm aveva- mo una vasta raccolta di fiabe, novelle e aneddoti popolari
no cominciato a raccogliere insieme, intorno al 1808, nel siciliani, pubblicata tra il 1871 e il 1875. Da una parte, il
territorio di Kassel, dalla bocca di nutrici e di informatori Pitre avvertiva acutamente l'esigenza di una riproduzione
appartenenti alla piccola borghesia cittadina. I testi origi- accurata e fedele dei testi orali, nei quali egli vedeva la so-
nari dei racconti, che ci sono stati conservati nel cosiddet- pravvivenza di antiche tradizioni di pensiero, ma anche i
to manoscritto di Olemberg, furono di fatto riscrittida Wil- modi espressivi e linguistici in cui di volta in volta si realiz-
helm Grimm, a partire dalla prima edizione del 1812, se- zavano quelle tradizioni a seconda del talento personale del
condo un suo ideale di linguaggio popolare, che si andra singolo narratore. Dall'altra, pero, il riconoscimento della
modificando col mutare delle condizioni storiche e delle oralita come fatto linguistico che si configuravadiversamen-
ideologie politiche e letterarie della nazione tedesca7. te nei vari contesti culturali non gli impediva di adottare
II metodo seguito dai Grimm nella trascrizione delle nar- un sistema di trascrizione misto che sacrificava la fedelta
razioni popolari soddisfaceva certamente le esigenze esteti- ortofonica delle parole alla loro intelligibilita11.
che dei letterati e di quanti vedevano nella fiaba popolare Piu rigorosa sara invece la soluzione che al problema fi-
una creazione artistica del narratore, ma urtava contro la lologico della edizione dei testi popolari dava Serafino Ama-
prospettiva storico-erudita di coloro che ricercavano nelle bile Guastella, letterato e demologo di rara sensibilita lin-
tradizioni orali i resti della mitologia ariana e i documenti guistica, autore di pregevoli raccolte di canti e di racconti
della comune civilta indoerupea. Di qui lo scontro della popolari del territorio dell'ex contea di Modica'2. Come ho
nuova filologia positivista e della demopsicologia con le te- detto altrove,
naci resistenze del metodo grimmiano. Il dibattito si apri-
va con la pubblicazione delle prime raccolte scientifiche de- <i testi dei racconti,come qualcheanno primaquelli dei canti,
gli anni Settanta. vennerotrascrittidal Guastellacon una strettaaderenzaalla par-
Fautore deciso della trascrizionestenografica dei racconti lata dialettale,dellaqualesi conservanotutti i fenomenifonetici,
popolari sara Vittorio Imbriani,raccoglitoredi fiabe toscane dai raddoppiamenti sintatticialle aferesi,dallecontrazioniai dit-
e milanesi e letterato assai noto per il suo umore bizzarro tonghi.II risultatoe una prosapopolaredi una estremaevidenza
di scrittore controcorrente. Nella prefazione alla Novellaja e di una stupendaefficacianarrativa,senzache il sensoe l'intelli-
gibilita delle parole vengano mai a soffrirne in misuraecces-
fiorentina, apparsa nel 1871, egli affermava con tono pole- siva?>3.
mico di:

volutoritrarreesattamentela manierain cui fraseggiae con-


<<aver Come si vede, il dibattito andava acquistando una diver-
catenail pensieroil volgo? e <averesageratala esattezza,segnan- sa profondita teorica man mano che si chiariva il discorso
do persinle esclamazionie gl'intercalariviziosi>, sulla dinamica della cultura tradizionale, considerata dai
folkloristi come il Pitre e l'Imbriani un fenomeno di con-
concludendo in maniera perentoria e puntigliosa: servazione socioculturale, e dagli studiosi come il D'Anco-
na e il Rubieri un fatto di discesa culturale dal livello della
<<Insomma non ho mutatood omesso od aggiuntonulla, nulla, letteratura scritta a quello dell'oralita. Tra questi ultimi un

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La fiaba tra scritturae oralita

posto a parte occupa Gherardo Nerucci, letterato toscano esame dal morfologo>>,e che <<lostile della favola e feno-
e raccoglitore di Sessanta novelle popolari montalesi, pub- meno che deve essere studiato a s>>'5. Per dirla in termini
blicate nel 1880, ma messe insieme in tempi diversi e con saussuriani, Propp aveva descritto la langue della fiaba di
tecniche di trascrizionedisparate.Le idee che il Nerucci pro- magia come struttura extra-temporale,lasciando ad altri il
fessava in materia di narrativa popolare si possono riassu- compito di studiarla come parole, cioe nel suo aspetto
mere in queste due proposizioni assiomatiche: 1) le novelle linguistico-espressivoche e semprelegato al contesto storico-
tradizionali non sono invenzione del popolo, ma creazioni culturale16.
letterarie diffuse tra le persone incolte a mezzo di stampe A conclusione della nostra rassegna, possiamo afferma-
e libretti di tono popolareggiante; 2) i testi narrativi popo- re che negli ultimi decenni il problema della trascrizione dei
lari sono rielaborati di volta in volta dai singoli narratori racconti popolari e entrato in una fase assai piu dinamica
a seconda delle loro capacita artistiche. Con questi princi- di riflessione critica, e non solo per le nuove possibilita di
pi che si richiamano alle idee romantiche di Wilhelm registrazionemeccanica offerte dal magnetofono, dal video-
Grimm, il Nerucci dichiarava di aver ritoccato liberamente tape e dalla cinepresa, ma anche per la diversa prospettiva
i testi narrativi dei suoi informatori, linguistico-formale con cui si analizza la catena fonico-sin-
tattica del racconto'7. E da sottolineare infatti la partico-
<Laqualliberta- egli spiegava- mi son presaperch6m'efami- lare attenzione rivolta agli aspetti ritmico-musicali e allo
gliareil vernacolomontalesee il modo di concepiree di porgere stile orale della fiaba, inteso questo come ?uno specifico
dei suoi abitanti,ed io medesimo,se mi garbasse,potreimettermi modo di narrare>> che consiste nell'uso sapiente di una spe-
nellaciscrannaintornoal focolarerusticoa raccontarnovellealla cifica tecnica espressiva18.
brigata;moltopiuipoi, che le novellenon sono puntostereotipate Da parte nostra, vorremmofar notare che il racconto oral-
nella mentee nella bocca di chi le sa: qual le narrain una guisa
mente trasmesso e anzitutto un fatto comunicativo di na-
quale in altra, qual le accorciae quale le allunga>>4.
tura etno-linguistica che si realizza nella trasmissione di un
Che il Nerucci avesse pienamente ragione nel rivendica- messaggio culturalerivolto dal narratore(l'emittente)ai suoi
re la liberta creativadel singolo narratoreci sembraevidente, ascoltatori (il ricevente). In realta, gli espedienti stilistici di
e tuttavia resta il fatto ineccepibile che i suoi interventi for- cui si serve il narratore sono funzionali alla intelligibilita
mali e linguistici sui testi popolari erano del tutto arbitrari del messaggio piuttosto che alla sua formalizzazione lette-
dal punto di vista demo-antropologico. Per quanto si sfor- raria, tanto e vero che non basta a creare un racconto po-
zasse di aderire alla mentalita e al linguaggio dei ceti su- polare l'uso di alcuni modi espressivi tipici dell'oralita, co-
balterni, Nerucci trasfondeva nelle novelle montalesi la sua me si provarono a fare Wilhelm Grimm o il nostro Nerucci
cultura e la sua personale visione del mondo popolare to- con risultati validi sul piano artistico, ma non su quello so-
scano. cioculturale. In conclusione, vorremmo ribadireancora una
Agli inizi del nostro secolo, venuto a mancare l'interesse volta che la trascrizione dei testi narrativi popolari non e
per la ricerca e la diffusione delle fiabe popolari che la rea- solo un problema di tecnica filologica, ma comporta innan-
zione idealistica del Croce considerava creazione sempre zitutto l'acquisizionedi un concetto del raccontarecome per-
nuova e personale, si avra come conseguenza il declino del- formance, cioe come rappresentazioneteatraleche coinvolge
l'attivita di raccolta e di trascrizione dei testi popolari. So- attori e pubblico, il narratore e i suoi ascoltatori. Si tratta
lo dopo la seconda guerra mondiale, riscoperto il valore so- insomma, dopo aver descritto lo stile del racconto con gli
cioculturale del folklore, verranno riprese nuove inchieste strumenti dell'analisi linguistico-formale, di
dirette sulla narrativa popolare con l'impiego di moderni
strumenti di registrazione e di analisi mutuate dallo strut- <collocarequeldeterminatotestonel contestoche lo ha prodotto
turalismo e dalla antropologia linguistica. E tuttavia dob- e che,in definitiva,gli da il suo sensod'insieme,il suo significato
biamo osservare che il discorso sulla trascrizione dei testi pragmatico>>9.
narrativi non ha ricevuto nuovi stimoli dall'avvento di una
fiabistica strutturalistica.In effetti, il metodo di analisi fun-
zionale elaborato da Vladimir Propp nella sua Morfologia * Pubblicoqui il testo, ampiamenteriveduto,della relazionesul
della fiaba, spostando l'interesse dello studioso sugli ele- temaLarealizzazione scrittadellanarrativa
popolare,cheho svolto
menti costanti del racconto fiabesco, cioe sull'intreccio nar- al XIII Convegnointernazionaledi dialettologiaitaliana(IIdia-
letto dalla oralitdalla scrittura,Catania,23 settembre-2ottobre
rativo, lasciava praticamente nell'ombra i personaggi e i lo- 1981).
ro attributi, dai quali in sostanza deriva l'originalita espres-
siva della fiaba. In definitiva, anche se il sistema proppia-
no di classificazione delle fiabe popolari si ispirava al rigo-
re scientifico delle scienze naturali, il suo fondamento era
pur sempre costituito dai riassunti'e non dai testi effettivi
dei racconti. II risultato era, com'e noto, la costruzione di
uno schema o modello generale della fiaba di magia. Di cio
era consapevole lo stesso Propp, quando affermava che
<questo campo interessantissimo non puo essere preso in

9
Lo Nigro
Note 1 In una letteraa ErnestoMonacidel 7 ottobre
1873,il Pitrecon-
1
Un bilanciodei nuovi orientamentimetodologicinella ricerca fessava di <essere in lotta continua tra l'ortografia fonica e quella
sullanarrativapopolaresi puo vederein <StudiaFennica>20 (Hel- grammaticaledelle parole:quellami parepiuiconformeai biso-
sinki 1976),dove sono stati pubblicatigli Atti del VI Congresso gni della scienza, ma tale pero che non fa capire nulla di ci6 che
internazionale dellaSocietapergli studidi narrativapopolare(Hel- si scrive:questa,men vera,un po' convenzionale,ma tale che da
sinki 1974). ad ogni parolail suo valore>>.Cfr A. Greco,II carteggioPitre-
Monacie gli studi di letteraturapopolare,<<Orientamenti cultu-
2 Sulla
corrispondenzaespistolaretra i Grimm,Brentanoe von rali>>(1946),II, p. 11.
Arnim,si veda l'introduzionedi FriedrichPanzeral vol. Briider 12La modernita
Grimm,Die Kinder-undHausmdrchen,Vollstandige Ausgabein degli interessisociologicie demologicidel Gua-
der Urfassung,Wiesbaden1948.Sul ruolodel narratorenellatra- stella e stata riscoperta in una serie di interessanti comunicazioni
smissionedel raccontoorale,si veda:SebastianoLo Nigro,Tradi- presentateal Convegnonazionaledi studiS. A. Guastellae la cul-
zione e invenzionenel raccontopopolare,Firenze,Olschki1964, turacontadinadel Modicano(Modica-Chiaramonte Gulfi 13-16
marzo1975),di cui sono statipubblicatigli atti nell'<Archivio
sto-
pp. 23-45. rico per la Siciliaorientale>(1979),I.
3 Sull'exemplum medievale,si veda:S. Lo Nigro,Narrativaesem-
plaree pubbliconelMedioevo,Catania,Bonanno1971;Idem,L'e- 13 S. Lo Nigro,Raccontipopolari siciliani.Classificazionee bi-
xemplume la narrativapopolaredel secolo XIII, in Letteratura bliografia, Firenze, Olschki 1958, p. XXIX.
popolarenella vallePadana,Firenze,Olschki1972;Idem,Esem- 14 Gherardo
Nerucci,Sessantanovellepopolarimontalesi,Firen-
pi, in Dizionariocriticodellaletteraturaitaliana,Torino,Utet 1975, ze, Le Monnier 1880 (2a ed. 1891), pp. III-IV.
pp. 44-47 (nuovaediz. 1983).
15 Vladimir J.A. Propp, Morfologia della fiaba, trad. it. a cura
4 The exemplaor illustrative storiesfrom the sermonesvulgares di G.L.Bravo,Torino,Einaudi1966,p. 120.Sui limitidel metodo
of Jacquesde Vitry,editedwith introduction,analysisand notes strutturaleha scrittodi recenteAlan Dundes:<<L'analisi struttu-
by ThomasFrederickCrane,London,FolkloreSociety 1980,p. ralesenzal'interpretazione e poco pifi di una formadi gioco ac-
XLIII. cademiconelqualela costruzionedi un modellopii o menoastru-
5 dellapredicareligiosaper l'educazionedei ceti so viene considerata come il fine ultimo della ricerca. Qual e allo-
Sull'importanza ra il significato della morfologia di Propp? In qual modo il mo-
mercantilidel Trecento,si vedala testimonianzadi Paolo Da Cer-
taldo,Librodi buoni costumi(ed. a curadi A. Schiaffini,Firen- dello da lui descritto con esemplare precisione, si collega con la
ze, Le Monnier,1945,p. 100):<Usaa le chiesespessoe a' predica- cultura russa e europea viste come un tutto coerente?>>.(Structu-
ralism and Folklore, ?Studia Fennica>>20, cit., p. 87).
ri, che moltibuoniassemprie costumiv'imparerai; e divienel'uo-
mo molto savio e avvedutoe usantee parlante,in pero che vi si 16 Ha osservato
giustamente Cesare Segre (Le strutture e il tem-
dice tutto il benee '1maleche mai s'e fatto:il benesi dice perche po, Torino, Einaudi 1974, p. 71): <<Credoche l'individuazione di
tu il segua, e '1male si dice perchetu te ne guardi>>. modelli narrativi debba essere attuata entro lo studio dei sistemi
6
II processodi formalizzazioneorale e abbastanzaevidentein di modellizzazionedelleculture.La <logicadel racconto>>rientra
una raccoltadi ventinovellecontenutenel Ms. Panciatichiano32, nella <logica>dei codici comportamentalie ideologici;il modo
e da me pubblicatein Novellinoe contidelDuecento,Torino,Utet di nominare le funzioni appartiene allo stesso metalinguaggio con
1964(ristampa1974). cui si esprimono le idee guida di una data civilt>>.
17
7 Sullaelaborazione artisticadei Kinder-undHausmirchensi ve- Sulla trascrizione dei testi orali ha osservato Glauco Sanga che
da: K. Schmidt,Die Entwicklungder GrimmschenKinder-und ?le trascrizionifilologicamenteattendibilisono indispensabili per
Hausmarchenseit der Urhandschrift,Bonn 1932; sui criteri lo studio della lingua,dello stile, del ritmo della fiaba>.(Per lo
estetico-letterari
di WilhelmGrimmsi vedada ultimo:GiorgioCu- studio linguistico-formale dellafiaba popolare,in M. Anesa-M.
satelli,Unaletturagrimmiana:Dornroschen,in Tuttoefiaba, Mi- Rondi,Fiabebergamasche,n. 11dellacollana<Mondopopolare
lano, Emme Edizioni 1980,pp. 199-208. in Lombardia>>, Milano, Silvanaeditoriale1981).
18 Meritadi essere
8 VittorioImbriani,La novellaja fiorentina.Fiabee novellineste- segnalata,per l'accuratezzadelle trascrizioni
nografatein Firenzedal dettatopopolare, Livorno 1877,p. VI. e la messa a punto dei problemiche attengonoalla formalizza-
zione dei testi narrativi,la raccolta Ventisettefiabe raccoltenel
9 In una nota alla fiaba La bella Giovanna,l'Imbrianicondan- Mantovanoa curadi GiancorradoBarozzi,<Quadernidi docu-
nava,come arbitriodialettale,l'uso dellavocegestripergesti, os- mentazioneregionale>>, n. 21, Milano,RegioneLombardia1976;
servando:<< cosi dalle Alpi al Lilibeo,tutti i vernacolifanno a si veda anche quella di Marino Anesa e Mario Rondi, Fiabe ber-
gara straziando in mille vari modi il puro tipo aulico dei vocabo- gamasche, gia citata.
li: chi toglie,chi aggiunge,chi muta, chi amputa,chi gonfia, chi Sull'impoverimento formalee stilisticoche comportail passag-
stravisa:accadedelleparolequelche dellelegginellepreturee nei gio dall'oralita
allascritturasi vedanole puntualiosservazionicon-
tribunali; e quel ch'e peggio, anche in fatto di lingua abbiamo plu- tenute nella comunicazione di Giovanna Cerina e Cristina Lavi-
ralita di cassazioni! Manca l'unita del criterio>>.Op. cit., p. 66, n. 5. nio, Lafiaba traoralitde scrittura,presentataal Convegno<Ora-
10Sull'origine delle fiabe popolari, l'Imbriani scriveva: <Queste lita e scrittura nel sistema letterario>>(Cagliari 14-16aprile 1980)
ora negli Atti pubblicati a cura di G. Cerina, C. Lavinio, L. Males
favole, se convengono all'infanzia, sono anche oggetto di ricerche
scientifiche, eppero mi diedi a raccoglierne. Sendo il piu le fiabe (Roma, Bulzoni, 1982).
retaggio comune degli Ariani tutti, avrei forse dovuto notare mi- 19 Giorgio R. Cardona, Introduzione alla etnolinguistica, Bolo-
nutamente i riscontri e le differenze di lezioni tra le mie e l'altre gna, Il Mulino 1976, p. 232.
gia pubblicate e risalir fino ai simboli ed ai miti che in parecchie
pajon contenersi davvero>>.Op. cit., p. 4.

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