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Conservatorio Statale di Musica di Benevento

"Nicola Sala"

Corso di tecniche della comunicazione


a.a. 2013/2014

"Evoluzione delle tecnologie asservite alla comunicazione:


dalla stampa a internet"

Professore: Candidato:
Santillo Lino Apicella Valerio
Sommario

1. Introduzione: La Stampa 2

2. Il Telegrafo 6

3. Il giornalismo di massa negli Stati Uniti 9

4. Il telefono 10

5. La telegrafia senza fili 12

6. La fotografia 14

7. Il cinema 16

8. La radio 18

9. La televisione 20

10. L'era di Internet 25

11. Conclusioni 29

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1. Introduzione: La Stampa

Nell' analizzare le tecniche e le tecnologie che nel corso della storia sono state

impiegate per rendere possibile la comunicazione, non si pu trascurare l'importanza

della stampa.

La stampa un processo per la produzione di testi e immagini, tipicamente mediante

l'impiego dell'inchiostro su carta e di una pressa da stampa. Spesso viene svolto come

processo industriale su larga scala ed una parte essenziale dell'editoria.

La stampa con blocchi di legno su carta, dove i singoli fogli vengono impressi per

mezzo di matrici di legno sulle quali sono presenti testi o illustrazioni intagliate,

risale all'epoca della Dinastia Tang in Cina (618-907), anche se esistono esempi che

testimoniano che questo metodo di stampa risale a prima del 220.

All'epoca della Dinastia Tang, uno scrittore cinese, Fenzhi, per primo forn una

testimonianza al riguardo. Nel suo libro Yuan Xian San Ji descrisse come dei blocchi

di legno venissero usati per stampare un'iscrizione buddhista durante gli anni del

potere dell'imperatore Zhengyuan (627-649 d.C.).

Il primo libro stampato vero e proprio di cui rimane testimonianza una copia del

Sutra del Diamante buddhista, datata 848 d.C., ma una recente scoperta in una

pagoda Coreana potrebbe aver portato alla luce un testo buddhista ancora pi antico,

datato 750-751 d.C.

Nella storiografia moderna cinese, la stampa considerata una delle quattro grandi

invenzioni dell'antica Cina.

In un memoriale del 1023, nell'epoca della Dinastia Song, venne riportato che il

governo centrale all'epoca utilizzava delle lastre di rame per stampare le banconote e

blocchi di rame per stampare i numeri e i caratteri su di esse. In seguito, sotto la

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Dinastia Jn, veniva usata la medesima tecnica, sebbene fosse gi pi sviluppata, per

stampare banconote e documenti ufficiali o formali; un esempio di questa stampa

una sorta di assegno stampato durante la Dinastia Jin nell'anno 1215.

La stampa con blocchi di legno venne introdotta anche in Europa, e dal 1300 fu di

uso comune per stampare fantasie sugli abiti; le immagini stampate su abiti per scopi

religiosi erano molto grandi ed elaborate. Quando la carta divenne relativamente

facilmente reperibile, intorno al 1400, il metodo della stampa inizi ad essere

impiegato anche su carte da gioco. Queste stampe venivano riprodotte in grande

quantit all'incirca dal 1425.

Verso la met del Quattrocento, i caratteri mobili diventarono un'alternativa

economica rispetto alla stampa con blocchi di legno. La loro introduzione nel mondo

della stampa si deve a Johann Gutenberg e port una rivoluzione nella stampa e nella

produzione e diffusione dei libri.

La stampa a caratteri mobili sarebbe stata inventata nel 1041 dal cinese Bi Sheng.

L'invenzione present un difetto: essendo fatti di argilla, i caratteri si rompevano

molto facilmente. Wang Zhen, un funzionario, nel 1298 introdusse un tipo pi

resistente di caratteri, ottenuti intagliando del legno, e svilupp un complesso sistema

di tavole girevoli e associazioni tra numeri e caratteri cinesi che miglioravano la resa

qualitativa.

La transizione dai caratteri in legno a quelli in metallo venne attuata in Corea.

Si ha notizia di libri stampati con caratteri mobili in metallo in Corea fin dal 1234,

anche se il testo pi antico esistente del 1377. In Cina i caratteri mobili in metallo

vennero introdotti solo all'avvento del pioniere della tipografia, Hua Sui, nel 1490.

Da quella data in Cina vennero usati caratteri mobili sia in legno che in metallo.

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La tecnologia impiegata in Asia potrebbe essersi diffusa in Europa attraverso le vie

di commercio per l'India o per il mondo arabo, ma non si ha alcuna prova o

testimonianza che Gutenberg (inventore della stampa a caratteri mobili nel mondo

occidentale) possa esser stato a conoscenza dei caratteri mobili usati in Corea. Alcuni

autori hanno avanzato questa ipotesi e, sulla base del fatto che i caratteri mobili nella

stampa in Asia risalgano al 1234, si domandano se non ci sia stata una

comunicazione tra il mondo orientale e l'Occidente.

Johann Gutenberg, nato a Magonza, in Germania, rivoluzion la tecnica di stampa

verso la met del XV secolo, periodo che si considera l'inizio dell'era classica della

stampa. Johann Fust e Peter Schffer sperimentarono con Gutenberg questa nuova

tecnica a Magonza. La stampa a caratteri mobili utilizzata in Asia, basata molto sul

lavoro manuale, ha praticamente cessato di esistere dopo l'introduzione della tecnica

di Gutenberg in Cina nel XIX secolo.

Gutenberg cominci ad utilizzare degli inchiostri con una base oleosa, sostanza che

aveva un effetto pi duraturo rispetto agli inchiostri utilizzati precedentemente con

base acquosa. Avendo lavorato come orefice professionista, possedeva gi delle

conoscenze riguardo alla lavorazione e l'uso dei metalli. Gutenberg fu il primo ad

impiegare una lega di piombo, stagno e antimonio, che era essenziale per produrre

caratteri duraturi per stampe di alta qualit. Per arrivare a questa lega, Gutenberg

cre una speciale matrice con dettagli molto precisi. Dopo un anno di

sperimentazioni, pubblic la prima stampa a colori. La pi famosa opera stampata da

Gutenberg fu la Bibbia, tirata in 180 copie.

Ispirandosi ad un torchio per l'uva, invent anche una pressa per la stampa che

rivoluzion la produzione e la diffusione dei libri. La stampa a caratteri mobili si

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diffuse rapidamente al di fuori della Germania grazie a tipografi che emigravano o

ritornavano ai paesi d'origine. La prima tipografia impiantata fuori della Germania fu

opera di Johannes Numeister, concittadino e allievo di Gutenberg, che apr a Foligno

una bottega tipografica nel 1463. Il primo libro stampato fuori della Germania fu

invece opera di Konrad Sweynheym e Arnold Pannartz (il primo della diocesi di

Magonza e il secondo di quella di Colonia). Chiamati presumibilmente dal cardinal

Nicola Cusano a Roma, furono ospitati nel monastero di Santa Scolastica di Subiaco.

Nel 1464-65 pubblicarono un Donato minore ovvero Donatus pro puerolis (cio una

grammatica latina per i bambini, ora disperso), il De oratore di Cicerone, il De

Civitate Dei di Sant'Agostino e un'antologia di opere di Lattanzio, tutti con una

tiratura di 275 copie.

Una pressa come quella di Gutenberg venne costruita a Venezia nel 1469; nel 1500

la Serenissima contava ben 417 editori. Venezia in questo senso fu una citt molto

fertile, anche grazie a editori e tipografi quali Aldo Manuzio (le cui edizioni,

denominate "aldine", sono ancora oggi molto pregiate), Francesco Marcolini da Forl

ed altri. A Roma, durante gli anni 1467-1500 furono stampati ben 1.825 titoli.

Nel 1470 Jean Heynlin costru una pressa a Parigi. Il 5 e 6 aprile 1472 sempre a

Foligno venne stampato da Johannes Numeister e dal folignate Evangelista Mei, il

primo libro in lingua italiana: la Divina Commedia. Nel 1473 Kasper Straube

pubblic l'Almanach cracoviense ad annum 1474 a Cracovia. Nel 1476 una pressa fu

montata in Inghilterra da William Caxton.

L'Italiano Giovanni Paoli (pi noto col nome spagnoleggiante di Juan Pablos) mont

una pressa importata a Citt del Messico nel 1539. Stephen Day fu il primo a

costruire una pressa nel Nord America nel 1637, nei pressi della Massachusetts Bay.

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Le prime tipografie all'epoca di Gutenberg venivano gestite dai "maestri tipografi" o

"mastri tipografi" che avevano la propriet del negozio/studio stesso, selezionavano e

rivedevano i manoscritti, determinavano la tiratura delle copie, vendevano i lavori

prodotti, gestivano i capitali e organizzavano la distribuzione. Alcune di queste

tipografie divennero vivaci centri intellettuali, come quella di Erasmo da Rotterdam.

2. Il Telegrafo

Alla fine del XVIII secolo un insieme di tecnologie applicate alla comunicazione

trasformano le relazioni umane, aprendo la strada alla cosiddetta societ

dell'informazione.

Nel 1790 il fisico Claude Chappe dopo vari esperimenti elabora un modello per

trasmettere informazioni a grandi distanze in tempi brevissimi; per attuare il suo

modello teorico progetta la visione dei segnali attraverso una specie di cannocchiale.

Presenta diverse petizioni all'Assemblea nazionale a partire dal 1792 fino al 1794,

quando il telegrafo ottico verr utilizzato durante la seduta dell'Assemblea.

Siamo nell'ambito della comunicazione militare e l'invenzione del telegrafo ottico

permette di trasmettere ordini fra Strasburgo e Parigi in trentasei minuti.

Alla riforma del calendario con una precisa scansione del tempo, mesi uguali di

trenta giorni, decadi al posto di settimane, e l'uso del sistema decimale per dividere la

giornata, si aggiunge quella dei pesi e delle misure. Condorcet, segretario

dell'Accademia delle scienze, riunifica il sistema metrologico con l'obiettivo che

sottost anche all'invenzione del telegrafo: omogeneizzare il territorio nazionale sotto

lo stesso denominatore.

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Calendario repubblicano, telegrafo ottico, sistema metrico procedono di pari passo e

sono strettamente legati alle utopie del secolo dei Lumi.

La prima linea telegrafica viene costruita sotto la convenzione per comunicare con

l'armata Nord. Il telegrafo ottico dunque monopolio dello Stato, mentre, il suo uso

commerciale, stenta ad affermarsi.

Nel diciannovesimo secolo nascono le prime reti di comunicazione organizzate

sistematicamente su scala globale, si pu dunque cominciare a parlare di un concetto-

chiave dei nostri tempi, la globalizzazione delle comunicazioni.

A cavallo fra il XVIII e il XIX secolo si produce una rete di comunicazione

permanente che trasmette un'informazione codificata e nello stesso tempo si

costituisce una nuova tecnica: l'elettricit.

In attesa che gli inventori ottengano il sostegno da parte dello Stato, le conoscenze

scientifiche progrediascono: nel 1800 Alessandro Volta, grazie all'azione chimica di

dischi di rame e zinco, riesce a far funzionare una fonte regolare di elettricit, la sua

famosa pila. Intorno al 1820 si scopre l'elettromagnetismo, e si dimostra che la

corrente elettrica esercita un'azione sugli aghi calamitati. Nel 1837 vi un fiorire di

progetti che riguardano il telegrafo elettrico, mentre la ricerca scientifica si pone

sempre pi l'obiettivo di sfruttare commercialmente le proprie invenzioni.

Samuel Morse, professore di disegno a New York, costruisce un prototipo di

telegrafo elettrico e lo brevetta a Parigi nel 1838.

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Figura 1 Telegrafo brevettato da S. Morse

Tutti i paesi fruitori del telegrafo elettrico applicheranno l'alfabeto Morse entro i

quindici anni successivi all'invenzione del dispositivo e si potr cominciare a parlare

di standardizzazione delle invenzioni.

Il telegrafo elettrico nasce strettamente connesso con l'estendersi delle linee

ferroviarie: serve a trasmettere velocemente delle informazioni sul nuovo mezzo di

trasporto. Si aumenta il sincronismo e l'automatismo per rendere pi veloce la

trasmissione del messaggio.

L'avvio della telegrafia elettrica non impedisce allo Stato di impuntarsi sul suo

monopolio d'uso e di insistere sulla telegrafia come strumento politico e non

commerciale.

Nel 1850 si comincia a utilizzare il telegrafo per l'attivit di Borsa.

Il nuovo mezzo comunque non occupa terreni, li attraversa con i suoi cavi, malgrado

ci tutti i paesi emanano leggi particolari che vanno soprattutto a regolamentare

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l'assegnazione alle societ private. La British Elettric Company, la prima compagnia

pioniera nel settore, si costituisce nel 1849.

I primi cavi sottomari i vengono costruiti intorno al 1850. L'industria si sviluppa

rapidamente e nel 1870 si posano cavi per tutto il Sud-Est asiatico, collegando cos

l'Europa alla Cina e all'Australia e successivamente anche al Sud America e alle

coste dell'Africa.

3. Il giornalismo di massa negli Stati Uniti

Sul finire del secolo XVIII la stampa si connota ormai come mezzo di

comunicazione di massa. La rivoluzione industriale e la rivoluzione delle

comunicazioni corrono di pari passo: in particolare i cambiamenti nel trasporto

pubblico, ferrovie e navi a vapore, permettono di velocizzare la circolazione delle

notizie e di diminuire le distanze fra la costa occidentale e la costa orientale.

Gi nella prima met del secolo compaiono su tutto il territorio nazionale giornali

popolari venduti a uno o due centesimi.

Fra gli anni Trenta e gli anni Quaranta si afferma la cosiddetta penny press alla

ricerca di un pubblico di massa che richiede di mescolare la cronaca con la politica.

New York la citt dove l'offerta maggiore.

La Guerra di Secessione la prima guerra dove la propaganda viene usata

massicciamente e per questo il modello di giornalismi cambia profondamente.

La guerra produce grandi cambiamenti nella tecnologia. L'introduzione delle

macchine per comporre, che precorrono la linotype (macchina mossa da una tastiera

che raccoglie sulla stessa linea i caratteri mobili in ottone che automaticamente si

pongono per l'esatta larghezza della colonna del giornale. La sua utilizzazione

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comincia con la fine del secolo), anche se ostacolata dalle agitazioni dei tipografi,

semplifica le operazioni di composizioni e quindi permette di produrre pi copie;

l'uso sistematico del telegrafo elettrico consente di non avere pi limiti nello scambio

di informazioni.

Figura 2 Linotype

4. Il telefono
Gli ultimi anni del XIX secolo rappresentano una svolta essenziale nell'evoluzione

del modo di vivere: per la prima volta la produzione industriale si orienta verso il

mercato dei consumi di tipo domestico, fino ad allora alimentato da una produzione

artigianale.

Si verificano cambiamenti nei dispositivi di comunicazione che gi avevano trovato

impiego nel mondo professionale: l'apparecchio fotografico e il telefono penetrano

nell'ambito familiare. Cambia anche il modello di vita con la valorizzazione dello

spazio domestico: la famiglia si ripiega su se stessa, ma nello stesso tempo cerca

spettacoli collettivi come il cinematografo.

Il telefono a sua volta rappresenta la comunicazione della parola attraverso

l'elettricit. Due gli inventori, Alexander Graham Bell e Elisha Gray, che registrano

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nello stesso giorno, il 14 febbraio 1876 a Washington, il brevetto. Per non citare

Antonio Meucci che circa venti anni prima aveva costruito un prototipo di telefono.

Figura 3 Schema di funzionamento del trasmettitore brevettato da A. G. Bell

Come gi avvenuto per il telegrafo, le utilizzazioni del telefono alla fine del XIX

secolo sono professionali. La diffusione di questo nuovo mezzo incontra alcune

difficolt perch ha bisogno di una rete di cavi.

All'inizio privilegio di una data professione, che dispone di una quota principale

della rete, banchieri, industriali, commercianti, si va man mano adeguando a un

pubblico sempre pi vasto. La differenza tra i modi di usare il telefono si manifesta

per la prima volta nell'ambito del mondo rurale. Nel 1907 viene effettuato negli Stati

Uniti il primo censimento telefonico e si contano due milioni di agricoltori forniti di

telefono, ossia un quarto delle aziende agricole. Contemporaneamente allo sviluppo

dei modelli d'uso, le linee telefoniche si ampliano fino a costruire una rete. Nel 1885

viene fondata l' AT&T, l'American Telephone and Telegraph Company. Nel 1909

l'AT&T assorbe la Western Union, la pi grande societ telegrafica americana. Il

telefono si integra dunque perfettamente nel modo di funzionare dell'economia e

della societ americana. Ala fine del XIX secolo, gli Stati Uniti dimostrano di avere

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un netto vantaggio sui paesi europei. E i numeri stanno a dimostrarlo: la densit per

apparecchi telefonici di 2.3 per abitante contro lo 0.3 nel vecchio continente.

Inoltre il controllo pubblico sul nuovo mezzo di comunicazione sembra essere

necessario per i governi europei. La Gran Bretagna decide di assimilare il telefono al

telegrafo e di conseguenza di far controllare dalle Poste tutta l'attivit telefonica sul

territorio nazionale. Il sistema quello collaudato in seguito anche per la radio e la

televisione: una concessione limitata nel tempo a societ private che sono tenute a

pagare diritti sulle loro attivit.

L'accelerazione impressa dalle nuove tecnologie porter in pochissimi anni, a far

emergere un nuovo sistema di comunicazione. Annunciato dal telegrafo elettrico agli

inizi del XIX secolo trover la sua maturit nel XX, quando l'insieme di informazioni

scritte, suoni, immagini, sar trasmesso istantaneamente.

5. La telegrafia senza fili

La telegrafia senza fili il risultato di scoperte dovute a diversi inventori. Fra i primi,

James Maxwell, che intorno al 1860, studia il carattere ondulatorio della luce,

l'elettricit e il magnetismo. La conferma sperimentale delle sue scoperte si avr con

Heinrich Hertz che riesce a produrre sperimentalmente delle onde elettromagnetiche,

che da allora porteranno il suo nome. Se concentriamo la nostra attenzione sugli

sviluppi della radio ci accorgiamo che la storia del passaggio da un ambito all'altro

non altro che la storia del passaggio dalla tecnica e dalle applicazioni militari alle

telecomunicazioni, dall'informazione commerciale al divertimento.

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Utilizzando le onde hertziane Guglielmo Marconi elabora un progetto per trasmettere

informazioni su grandi distanze. Costruisce quindi un dispositivo sperimentale e

nasce cos la radio-trasmissione senza fili. Nel giugno 1897 Marconi tiene la prima

conferenza pubblica sulle radiotrasmissioni di segnali e fonda la British Marconi

Company. La trasmissione senza fili diverr in seguito, principalmente per mancanza

di finanziamenti, un monopolio di Stato.

Marconi amplia l'uso commerciale e costituisce in Inghilterra la Wirless Telegraph

and Signal Company, che produce apparecchi per la radio-trasmissione.

Sar, per, l'America con le sue nuove tecnologie e maggiori possibilit finanziarie a

utilizzare il brevetto originale per divenire il leader nel mercato della radiofonia,

ridimensionando le velleit egemoniche del fondatore italiano. Resta per il fatto che

l'invenzione di Marconi la base essenziale su cui si sviluppa l'industria elettronica

britannica.

La trasmissione fra navi rappresenta il primo uso sociale della radiotelegrafia. Il

problema di utilizzare commercialmente l'invenzione si scontra per in Inghilterra

con il monopolio della Post Office sul telegrafo. La legge stabilisce che le navi non

hanno il diritto di comunicare con la costa, ma d'altra parte gli operatori della

compagnia fondata da Marconi e della compagnia di assicurazione marittima Lloyd's

possono comunicare fra loro, aprendo cos la strada a un controllo da parte delle

societ private e alla collaborazione per avere informazioni sull'arrivo e la

circolazione delle navi.

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6. La fotografia

A cavallo fra il XIX e il XX secolo, si affermano i mezzi audiovisivi: la fotografia, il

disco, la radio. Thomas Wedgwood il primo a tentare di registrare l'immagine della

camera oscura con la luce, ma non riuscir totalmente nel suo intento. Intorno agli

anni Venti dell'Ottocento Joseph Nicphore Niepce dopo una serie di esperimenti

riesce a formulare l'idea di una camera oscura e a costruirne un esempio, tentando

cos di creare le prime copie di disegni o di incisioni.

Nel 1827 Niepce incontra il pittore Louise-Jacques-Mand Daguerre che sta facendo

ricerche simili e che dopo la sua morte nel 1833 perfeziona l'invenzione e chiama

l'apparecchio con il suo nome: dagherrotipo. L'immagine appare su una lastra di

rame placcata d'argento.

Figura 4 Dagherrotipo

In seguito il matematico e botanico inglese William Henry Fox Talbot segue lo

stesso metodo per fotografare e riprodurre le immagini. Descrive perfettamente come

si pu ottenere un'immagine positiva dalla negativa e come pu essere fissato il

negativo, come pu essere reso insensibile alla luce.

Sir John F.W. Herschel trova nel frattempo la sostanza chimica per fissare le

fotografie che d'ora in poi verr chiamata "iposolfito".

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I primi dagherrotipi ritraggono soprattutto monumenti. Uno dei primi a servirsi della

nuova invenzione per fare dei ritratti americano, Samuel F.B. Morse che ritrae la

moglie e la figlia obbligandole a stare in posa all'aperto per circa venti minuti.

La tecnica fotografica si stabilizza solo verso la met del XIX secolo con l'avvento

del negativo su vetro a collodio umido. Vi anche un altro fattore che spinge al

perfezionamento del nuovo mezzo e che non va dimenticato. A met Ottocento si

verifica un grande fenomeno di inurbamento; le principali citt europee cominciano a

estendersi e a misurarsi con piani urbanistici che prevedono la demolizione di antiche

strutture anche storicamente importanti. Il bisogno di ricordare e di riprendere il

patrimonio architettonico che veniva cancellato richiede una documentazione

sistematica di quello che si va distruggendo.

George Eastman, l'inventore della fotografia di massa, nel 1881 mette a punto la

pellicola flessibile in rullino che propone ai fotografi e nel 1888 lancia il nuovo

prodotto denominato Kodak.

un apparecchio a cassetta di mm 82x95x165 con un obiettivo a fuoco fisso fornito

di un otturatore cilindrico o a tamburo. Avvolta su un rullo ha la pellicola che

permette cento pose, ciascuna di 65 mm di diametro. In principio la pellicola

ricoperta di un substrato di gelatina comune sopra il quale viene messa un'emulsione

di gelatina sensibile alla luce; dopo il trattamento, la gelatina solidificata, dove viene

impressa l'immagine, strappata dal supporto di carta. Dal 1890 introdotta la

pellicola trasparente su un supporto chiaro di celluloide. Tutti gli storici della

fotografia sono per concordi nel dire che il contributo pi significativo di Eastman,

dal punto di vista del mercato, non consiste tanto nell'innovazione tecnica, quanto nel

fornire ai clienti un servizio di sviluppo e stampa.

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Figura 5 Dispositivo Kodak del 1888

Si apre cos l'era dell'istantanea che permette la riproduzione infinita di copie della

realt o meglio di quello che al soggetto sembra la realt dell'oggetto. Si afferma cos

il concetto di verosimiglianza su cui si dibatte ancora oggi.

7. Il cinema

Fra gli anni Ottanta e gli anni Novanta dell'Ottocento diversi scienziati iniziano la

ricerca sulla trasmissione per immagini. Thomas Edison, durante i suoi studi sulla

propagazione del suono, pensa a un apparecchio per animare l'immagine e nel 1889

utilizza la pellicola flessibile di Eastman; due anni dopo brevetta cos il cinetoscopio,

un apparecchio che permette di guardare un'immagine in movimento

individualmente attraverso un visore. Volendo sfruttare commercialmente

l'invenzione installa la nuova macchina a pagamento in varie botteghe. Poco pi

tardi, in Francia, Louis e Auguste Lumire mettono a punto un sistema che rende

nitide le immagini, riuscendo a far scorrere a scatti la pellicola e a farla fermare in

coincidenza con l'aperture dell'otturatore. Brevettano la loro invenzione il 13

febbraio del 1895.

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Figura 6 Cinematografo dei fratelli Lumire

Ci che distingue il cinematografo dal cinetoscopio di Edison riguarda il contenuto e

il rapporto con il pubblico. Le pellicole vengono girate in esterni,concepite per

rappresentare il movimento e producono gi con i primi esperimenti dei veri e propri

documentari. Nasce cos un nuovo medium, che i suoi stessi inventori vogliono

rivolto a un pubblico di massa.

Il nuovo medium legato allo sviluppo dell'elettrificazione nelle citt, ai fenomeni di

inurbamento, all'estendersi delle vie ferroviarie e tramvie.

L'immobilit della fotografia si trasformata in immagine in movimento. Il cinema

si afferma immediatamente come un'industria culturale e non a caso la Francia il

paese che si dimostra all'avanguardia a cavallo del secolo. Il successo del

cinematografo dovuto anche alla sua capacit di narrare, alla stregua dei romanzi

popolari, ma con una forza ben maggiore dovuta all'immagine, anche se muta, che

permette di raggiungere e di affascinare un pubblico analfabeta o semi-analfabeta.

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Si costruiscono sale cinematografiche permanenti nei grandi agglomerati urbani a cui

si accede con poco, frequentate da immigrati e poi a poco a poco dai ceti medi che

abbandonano altre forme di spettacolo come il teatro e il music-hall.

La realt pu essere rappresentata, ricostruita, montata secondo la volont e i desideri

di chi sta dietro la macchina da presa. Anche la fotografia operava in questa

direzione, ma il movimento imprime un effetto di verosimiglianza che nessun altro

mezzo di comunicazione sar in grado di trasmettere.

Gli audiovisivi in generale si costituiscono come documentazione della realt ad

almeno due livelli: in quanto raffigurano questa realt, nel senso che la registrano e la

rendono perci stesso analizzabile e in quanto, raffigurandola, la filtrano attraverso

una serie di categorie mentali, che si connettono direttamente con la mentalit di

un'epoca.

8. La radio

Durante tutta la prima guerra mondiale la trasmissione senza fili sotto il controllo

statale e riguarda l'ambito militare. I primi passi della radio-diffusione sono

caratterizzati dalla costruzione di generatori a onda persistente nel 1908 da parte

della societ americana General Electric Company. Le prime sperimentazioni hanno

una potenza di 2 kW, ma gi nel 1915, alla presenza di Marconi, nelle officine di

Schenectady, viene collaudata una unit di 50 kW che, nello stesso anno, impiegata

nella stazione di Brunswick.

Nel 1920 il numero di "radiofili" in tutto il mondo circa un migliaio, non esiste

nessun servizio di radiotrasmissione, la maggior parte delle emissioni sono statali e

nella quasi totalit si attuano mediante segnali telegrafici. La svolta avviene fra il

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1922 e il 1923, quando solo negli USA le stazioni radiotrasmittenti passano da 30 a

540, mentre in Europa un servizio di radiofonia circolare ha inizio nel 1921, quando

la stazione tedesca di Koeingswusterhausen effettua delle prove su onda di 350 m.

Infine nasce nel novembre 1922 la British Broadcasting Company. L'Italia arriva in

ritardo nel 1924.

Grazie alla radio si inizia ad usare, nel 1923, il termine "mass-medium". Nello stesso

momento le masse si trasformano in audience. L'Europa sceglie il regime di

monopolio.

Punto di partenza di questa filosofia il riconoscimento della natura di bene pubblico

dell'etere. Un riconoscimento giuridico formale legato al fatto che inizialmente le

radio-frequenze erano utilizzate per le trasmissioni di informazioni attinenti allo

svolgimento di servizi di pubblica utilit o militari. Di qui l'ovvio corollario delle

frequenze che divengono propriet dello Stato. Si definiva cos il diverso trattamento

giuridico tra stampa e radio. Se alla stampa, specie dopo le grandi battaglie liberali

dell'Ottocento, era stato riconosciuto il ruolo di mezzo al servizio dei cittadini per

controllare l'operato dei governanti e pertanto era in mano ai privati, la forza del

nuovo medium convince i governanti a invertire questo rapporto. In base poi alla

diversa forma di governo dei singoli paesi vengono operate le scelte sul tipo di

rapporto da instaurare tra Stato e assetto istituzionale della radiodiffusione.

La radio americana nasce condizionata dalla pubblicit: i primi programmi

radiofonici sono, infatti, collegati agli sponsor.

Durante le campagne elettorali per le elezioni presidenziali, la radio il principale

strumento di propaganda.

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Per tutti gli anni Trenta l'apparecchio radiofonico verr impiegato ampiamente non

solo dalle democrazie, ma dai regimi dittatoriali, seppur in maniera diversa, per

creare consenso e conquistare le masse.

9. La televisione

Un'altra tecnologia, che si afferma pi o meno negli anni Venti del '900 e che dovr

aspettare la fine della seconda guerra mondiale per svilupparsi definitivamente,

legata alla nascita della televisione. La trasmissione a distanza per mezzo di

oscillazioni elettriche ad alta frequenza di una scena animata non deve confondersi

con la trasmissione di un disegno o di una fotografia.

La televisione attraversa due fasi: la prima che vede la luce con l'invenzione del

disco di Nipokov e la seconda che condizionata dall'impiego del tubo a raggi

catodici. Il fisico tedesco Paul Nipokov costruisce un disco che caratterizza la

televisione meccanica e che rimane inutilizzato fino al 1926, quando John Baird,

direttore della BBC, effettua i primi esperimenti televisivi che sembrano soddisfare

sufficientemente le varie ditte costruttrici. Ma la televisione meccanica non consente

un'alta definizione nell'immagine e solo con l'affermarsi di un nuovo paradigma, con

la televisione elettronica, si avr il perfezionamento definitivo della tecnologia,

quando l'americano Lee De Forest riuscir a sfruttare pienamente il tubo catodico a

tre elettrodi brevettato nel 1906.

Figura 7 Disco di Nipokov

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La lentezza nell'affermazione del paradigma elettronico, la mancanza di investimenti

nella produzione, la limitazione delle frequenze disponibili e i conflitti politici ed

economici generati da questa limitazione, di conseguenza la necessit di un controllo

centralizzato dell'etere e nello stesso tempo il bisogno di installazioni essenziali, tutto

questo fa s che il cinema divenga almeno fino agli anni Cinquanta il principale

mezzo di comunicazione e di informazione, screditando l'evoluzione della

televisione, anche perch la tecnologia di cui si serve il cinema rudimentale,

produce immagini con buona definizione e non ha bisogno di grandi investimenti.

La Radio Corporation of America sceglie per la televisione il paradigma elettronico

anzich quello meccanico, in quanto, si comprende perfettamente che la definizione

delle immagini fondamentale per il nuovo mezzo che si pone fin dall'inizio in

concorrenza con il cinema. Nel 1923 il presidente della RCA prevede che la

ricezione e la trasmissione di immagini animate attraverso la radio si affermer negli

anni Trenta. La televisione viene gi considerata come intrattenimento domestico,

divertimento popolare alla stregua del cinema: dunque allo stesso tempo un sistema

e un servizio.

Nel 1931 la RCA mette in funzione a New York, un impianto di televisione a 120

righe, con frequenza di 24 immagini al secondo e impiega l'iconoscopio per la

trasmissione e il cinescopio per la ricezione, dove l'iconoscopio un apparecchio per

la ripresa, mentre il cinescopio, o schermo a tubo catodico, una tipologia di display

che utilizza un tubo catodico nel quale i raggi catodici (fasci di elettroni rilasciati da

un catodo) sono convogliati su di una superficie fotosensibile. Nel 1933 entra in

funzione un nuovo impianto a 240 righe e poco dopo un ulteriore a 441 righe. Nel

1935 la societ RCA investe dieci milioni per perfezionare il sistema a raggi catodici.

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In Germania tra la fine degli anni Venti e l'inizio degli anni Trenta, la comparsa

simultanea degli altoparlanti, della radio e della televisione rileva la volont di creare

luoghi per radunare il popolo.

A Londra, il 2 Novembre del 1936, dagli studi di Alexandra Palace situati

sull'omonima collina londinese, la BBC avvia il primo regolare servizio televisivo

della storia. La programmazione si limita a concerti sinfonici, brevi spettacoli di

prosa, rubriche di giardinaggio e di cucina, rapidi notiziari. Il tutto per la durata di

circa tre ore giornaliere nelle fascia oraria tre le 18 e le 21. Gli abbonati sono poche

migliaia e sono quasi tutti concentrati nell'are di Londra.

Negli anni 1933.1934 con il passaggio dalla televisione meccanica a quella

elettronica, l'evoluzione tecnologica avvicina il momento dello sviluppo di

radiovisione circolare. La televisione non pi solo la semplice riproduzione di foto,

ma il suo specifico diventano le trasmissioni di immagini in movimento.

Dovevano comunque trascorrere molti anni per far s che la tecnologia avanzata

potesse trasformarsi in una concreta ipotesi di consumo e di utilizzo sociale e di

investimento industriale. I ritardi, come si visto, sono dovuti a molteplici ragioni: la

pi plausibile sembra essere quella che inizialmente industrie elettroniche e

broadcasters credono di non vedere un futuro possibile per la tv ma nascondono

difatti sotto questa affermazione i timori di avventurarsi in un settore i cui costi sono

ignorati. Senza dimenticare le paure dei governi per un mezzo di cui non sono ancora

definite le modalit di controllo.

Poco dopo la fine della guerra, le televisione si afferma prepotentemente negli Stati

Uniti: vi una crescita nella produzione degli apparecchi televisivi che in cinque

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anni, dal 1947 al 1952, passano da 178000 a 15 milioni. Praticamente quasi l'intera

popolazione americana usufruisce del nuovo medium.

Figura 8 Apparecchio televisivo degli anni Cinquanta

Il cinema ne risente immediatamente e gli spettatori diminuiscono nettamente. Lo

sviluppo della televisione non si discosta da quello della radio: la Federal

Communications Commission (FCC) detta le regole fin dell'inizio: concessioni ad

aziende private che si sostengono attraverso la pubblicit. I colossi che gi operavano

nel settore radiofonico, la National Broadcasting Company (NBC) e la Columbia

Broadcasting System (CBS) formano con l'American Broadcasting Company (ABC)

un vero e proprio oligopolio che trasmette su territorio nazionale, emarginando quasi

tutte le emittenti locali che sono costrette ad affiliarsi a un network, con una

programmazione nazionale che sfiora il 60%.

Il successo del nuovo medium che arriver subito anche nelle case degli operi, fa s

che la programmazione si indirizzi verso il dramma televisivo, riprendendo i canoni

del genere radiofonico, ma anche verso accordi con le grandi case cinematografiche,

che inventano un nuovo genere, il telefilm, accompagnato da una nuova forma di

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pubblicit, che non finanzia interamente l'emissione, ma si limita a comprare degli

spazi all'interno del programma, lanciando brevi spot commerciali.

Il ruolo preponderante della pubblicit, almeno per tutti gli anni Cinquanta, fa s che

la televisione emargini un genere che pur la connota, quello dell'informazione, che

anche se presente all'interno del palinsesto, con un uso sempre cauto della diretta

nelle news, non rappresenta il principale obiettivo del medium che non si pone certo

come servizio pubblico, proponendo inchieste e notizie nelle fasce di massimo

ascolto.

La televisione pubblica una televisione nazionale, che permette agli spettatori di

riconoscersi come cittadini dello Stato e si pone fra i suoi obiettivi quello di

promuovere un senso di appartenenza comune. Le emittenti pubbliche hanno la

responsabilit di offrire una vasta programmazione che copre tutti i generi

dall'intrattenimento, all'informazione e all'educazione.

I governi usano la televisione come mezzo attraverso cui educare e formare la

societ, diventando per ci stesso il mezzo principale per la propaganda politica e le

campagne elettorali.

Lo sviluppo della famiglia moderna, che abita in nuove strutture urbane, fa

aumentare il bisogno di nuovi passatempi culturali e di svago. E la televisione

diventa il mezzo principale attraverso il quale i cittadini possono dar senso alla loro

vita e comprendere la nascita del cambiamento economico e sociale.

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10. L'era di Internet

Internet un insieme interconnesso di reti di computer che condividono lo stesso

protocollo di trasmissione (TCP/IP Trasmission Control Protocol/Internet Protocol).

Nel 1962 nasce l'Arpa (Advanced Research Projects Agency), una struttura interna al

Dipartimento di difesa americano. Lo scopo principale dell'agenzia quello di

riprendersi il primato in campo tecnologico nei confronti dell'Unione Sovietica, che

qualche anno prima aveva messo in orbita il primo satellite artificiale della storia, lo

Sputnik.

All'Arpa viene chiesto di preservare la funzionalit di un sistema centralizzato di

telecomunicazioni in caso di guerra. Il risultato dei primi studi d origine a quella che

sarebbe diventata la rete Arpanet. La rete non deve avere nessuna autorit centrale,

deve essere autonoma e polverizzata fra i nodi che ne fanno parte; inoltre deve

operare in un contesto di instabilit. Perch tutto ci avvenga assolutamente

necessario che i nodi siano indipendenti, abbiano una pari gerarchia e siano capaci di

creare e ricevere messaggi.

Il 30 Agosto 1969 il primo nodo dotato di un computer "processore di messaggi di

interfaccia Honeywell numero 1" viene installato presso l'universit della California

con sede a Los Angeles. Gi nel novembre i nodi sono diventati quattro (Standford

Research Institute, Universit di California a Santa Barbara, Universit dello Utah).

Nel 1981 sono connessi tra loro 213 computer e si pu parlare ormai di rete.

Nel 1983 la rete si divide in Milnet utilizzata per scopi puramente militari, che in

seguito scompare, e in Arpanet che cresce e si unisce a Nsfnet, una rete istituita dalla

National Science Foundation, l'ente governativo federale americano che ha il

compito di promuovere con il sistema universitario la ricerca scientifica.

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Nel maggio 1990 un ricercatore, Tim Berners Lee, del laboratorio nucleare del Cern

di Ginevra sviluppa un sistema di pubblicazione che tenga in contatto la comunit

internazionale dei fisici. Nell'ottobre dello stesso anno inizia la sperimentazione.

Nel 1993 presso il National Centre for Supercoputing Applications (Ncsa)

dell'Universit dell'Illinois nasce il World Wild Web. Alcuni ricercatori sviluppano

un'interfaccia multi-piattaforma per l'uso del WWW che viene chiamato Mosaic.

Il software viene tradotto per Windows e per Macintosh e quindi anche chi non

possiede alcuna conoscenza informatica, pu navigare a vista nel grande mare di

Internet. Da questo momento in poi Internet smette di essere legato alla comunit

scientifica e accademica e diventa un vero e proprio mezzo di comunicazione di

massa.

Il numero di utenti collegati in rete va dunque aumentando ma l'Europa e l'Italia sono

in ritardo nello sviluppo e nella diffusione.

Internet dunque, verso la fine del XX scolo e l'inizio del XXI, indubbiamente la

rete delle reti sia per la struttura, sia per i sistemi di comunicazione realizzati al suo

interno, che, per l'offerta concessa, permette a chi la consulta di trasformarsi a sua

volta in produttore o editore. Non si trasmettono solo dati, ma si condivide un intero

universo. Difficile fotografare una realt di questo tipo in continua evoluzione e che,

basandosi proprio su queste caratteristiche, ha successo.

I dati che descrivono internet diventano, infatti, immediatamente caduchi cos come

la tipologia dei servizi.

Cresce repentinamente un nuovo mezzo di comunicazione, che difficilmente si riesce

a definire. I territori elettronici, un tempo caverne per le comunit accademiche,

vengono ora invasi da una nuova popolazione, che sbarca sul network con la stessa

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disposizione mentale dei primi colonizzatori europei in America: acquisire il

maggior numero di spazio possibile.

Questa costatazione ci porta a rivedere l'utilizzazione del mezzo. Immagini fisse,

suoni e immagini in movimento si mescolano e si riversano nell'universo di Internet

cambiando radicalmente il medium.

Il pubblico della rete ha la possibilit di intrattenersi con un prodotto raggiungibile a

qualsiasi ora del giorno e della notte, da chiunque sia pi o meno interessato. L'utente

sceglie dunque le modalit di frequentazione del flusso e costruisce liberamente delle

strategie di consumo, individualizzate e subordinate al suo nomadismo.

Diventa necessario a questo punto definire la societ dell'informazione, concetto che

appare complicato anche ai teorici che hanno studiato e approfondito lo sviluppo

delle tecnologie e delle societ che avrebbero portato tra la fine del XX secolo e

l'inizio del XXI al consolidarsi della terza rivoluzione industriale.

Per definire i cosiddetti nuovi media indispensabile capire quali sono le cause che

hanno concorso al progresso tecnico, in primis la codificazione numerica di tutti i

segnali.

Il passaggio dall'analogico al digitale, cio al trattamento numerico e alla

compressione dei segnali audio-video in uno standard (MPEG2) definito a livello

mondiale dall'Unione Internazionale delle Telecomunicazioni, investe soprattutto la

trasmissione digitale dei segnali televisivi.

La compressione numerica, o digitale, consente di trasmettere su un singolo canale-

frequenza un numero che varia da quattro - cinque canali televisivi in un multiplex

digitale terrestre fino a sei - otto programmi televisivi in un trasponditore via

satellite. Al contrario in un programma diffuso in Pal o Secam, un segnale televisivo,

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compresso numericamente riesce a essere trasmesso anche attraverso le linee

telefoniche.

Siamo di fronte alla rivoluzione digitale che come principale e non indifferente

conseguenza ci regala un'abbondanza di risorse. Segue l'aumento della potenza dei

microprocessori, il progresso dei collegamenti, l'uso delle fibre ottiche e dei satelliti,

ma soprattutto la realizzazione di interfacce intelligenti e l'enorme ampliamento dei

motori di ricerca, che permettono a tutti di navigare nell'immenso mare di Internet.

La ricerca scientifica dunque implementata e rivolta a mantenere legami fra

elementi che appartengono a diversi insiemi, cos come appare sostanzialmente

diretta verso la trasmissione di un'informazione che si distacca dal suo supporto

materiale, verso la cosiddetta trasmissione virtuale, il cyber-spazio. La rapidit che

connota il trasporto delle informazioni abolisce la distanza, come gi in parte era

avvenuto con altri media meno potenti, e crea il fenomeno dell'ubiquit che

all'origine del fascino che il nuovo medium esercita sull'immaginario sociale.

Il fatto che si crei uno spazio di informazione comune, quindi uno spazio omogeneo,

pone non pochi problemi ai paesi occidentali che di fatto, fino agli anni Novanta del

ventesimo secolo, hanno veicolato un'informazione planetaria con le agenzie, la

stampa, e i grandi gruppi radio-televisivi. Una caratteristica della rete infatti quella

di far emergere e di proiettare verso il centro i desideri e le richieste delle comunit

"laterali", dei gruppi emarginati, dei localismi finora nascosti.

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11. Conclusioni

Le nuove tecnologie che si sviluppano sempre pi, ai confini del mondo occidentale,

che va perdendo o ha gi perso, secondo l'opinione di alcuni economisti, la sua

supremazia, in questo settore, non appartengono pi all'Europa o agli Stati Uniti, ma

sono ormai prerogativa della Cina e dell'India; dunque a questi paesi che bisogna

guardare, per capire le tendenze e le scelte che saranno prevalenti sul mercato dei

media, concentrando l'attenzione sulla storia delle tecniche di comunicazione.

Un mondo cablato auspica un aumento di riflessioni e studi sui media elettronici,

perch l'evoluzione tecnologica corre velocemente e supera non solo la riflessione

culturale, ma le stesse scelte politiche. In questo caso la storia si scrive al presente,

ma ancora tutta da scrivere.

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