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:FORZE N O ~ C O N S E R V A T I V E

N E L L A MECCAiNICA QUAI~TISTICA
Nota di PIERO CALDIROLA(*)

Sunto. - Si mostra la possibilit~ di trattare un problema di dinamica clas-


sica in cui intervengono certi tipi di forze ,non conservative in modo
analogo ai problemi dinamici dei sistemi lagrangiani. Tale possibilit~
basata sul fatto ehe le equa~ioni di LAGRANGE,i~varianti rispetto a un
eambiamento di variabili puntuali, non sono tall per una trasformazione
che involve il tempo. Tale possibilit5 permette di general~,zzare il pro-
cesso ordinario di quantizzazione per de, sistemi sottoposti a certi tipi
di fo~ze non conservative.

1. I1 metodo pifi razionale che si segue nella quantizzazione delle


equazioni del movimento di u n sistema dinamico a N g r a d i di libert~
sembra essere quello esposto dal DIRAC (~) che p a r t e dalle equazioni
della meccanica classica scritte f a c e n d o uso delle parentesi di Pois-
SOIl :

[1] q~ ~-- [q,., Hi, /~ ~-~ [p~, Hi.


I n esse le q~ sono le coordinate l a g r a n g i a n e che soddisfano il sistema
di equazioni :
d ~L ~L
{2] dt ~ ~q~ - - O, r : 1, 2, 3 ... N ;

la L
g la l a g r a n g i a n a del sistema: L---- T + V, essendo
N
2T=Z~,,a,~q,q~ e V il potenziale the nel caso di una
l
V ~ V(qh, q~, t) d~t origine alle forze :

~L
le p~ ~----:- sono i m o m e n t i coniugati alte coordinate q~ e la H ~ la
~q~
N ~L 9
funzione h a m i l t o n i a n a : H ~ E~ ~ q~ - - L.

(*) Dai <<Rend. R. Accad. d'Italia >>, serie VII, vol. II, pag. 896, 1941.
(i) p. A. DIRAC, Quantum Mechanics, Oxford, 1930, pag. 92.
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$94 P. CALD~RO~A

Le equazioni quantistiche si deducono dalla [1] generalizzando


le parentesi di Poisson [x, y] con l ' i m p o r r e la eondizione di non
commutabilit~ alle variabili x e y. Si trova allora che se si vuole che
tali parentesi conservino nel campo quantistico le propriet~ caratte-
ristiche di cui godono nel campo classico, si deve p r e n d e r e :
xy -- yx - - iK[x, y],
dove i - - ~ / - - 1 e K ~ u n a costante reale dalle dimensioni di u n a
azione. I1 confronto con l'esperienza determina il valore numerico

di K:K'--- A essendo h la nota costante di Planck (h = 6,547.10 - ~


erg. see.).
L'equazione quantistica del moto si riduce in questo caso all'e-
quazione differenziale di SchrSdinger, che a p p a r e percib strettamente
vincolata alle equazioni lagrangiane della dinamica classica e quindi
alla possibilitfi di derivare le forze agenti sul sistema da un poten-
ziale V. 1~ stato d ' a l t r a p a r t e dimostrato (~) the se si vuole che le
Qh siano funzioni delle q~, q~ e di t ma non delle derivate successive
delle q, il potenziale V deve essere u n a funzione lineare delle q~ eio~ :

v= m,
da cui si deducono le componenti delle forze:

I n particolare per un p u n t o materiale si ha, introducendo le fun-


zioni 9 e A di x, y, z, t:
{ v=-
F : - - grad r - - - ~ - - e v A rot A,

ehe contengono le note propriet~ dei eampi tipo elettromagnetici


(ad es., il campo di Maxwell e quello mesotronieo o di Proea).
Da quanto premesso risulta f r a l'altro the non esiste nessun si-
sterna dinamieo sottoposto a forze dipendenti dalle q ma ehe non
siano del tipo [4] per cui si possa effettuare il passaggio dalle equa-
zioni elassiche a quelle quantistiehe nel modo detto.

(i) G. RACAH~ <<Rend. R. Ace. Lincei ~, X X u 223, 19S7; P. OALDIROLA


r Rend. R. Istit. Lomb. Seienze >>, 72, 379, 1939.
FO,RZE N O N CONSFACVATIVE NIELLA ~ E ~ C A N I O A QUANTISTICA 395

Quando sul sistema operano anehe delle forze F h = F~ (q,., q,, t)


non derivabili da potenziali le equazioni del moto si scrivono:

[5] d-t ~qh ~q~ + Fh (q'' q'' t).

Osserviamo che queste equazioni, invarianti per trasformazioni del


tipo :
xi - - / i ( q l , ..., qN), i-----l, 2, ..., N,
non sono tali per trasformazioni che operano anehe sulla variabile
t e quindi in particolare per una trasformazione puramente tem-
porale :
[6] z ~-~ ~b(t).

l~isicamente questa trasformazione rappresenta una continua alte-


razione della units di misura del tempo, avendosi per un intervallo
infinitesimo :
1
dt : ~(t)d~ dove: ~(t) -----~ .

Ci proponiamo ora di cercare se 8 possibile mediante la [6] trasfor-


mare il sistema [5] in un sistema lagrangiano, cio8 del tipo [2].
La possibilitY, di questo passaggio nel caso in cui le Qr sono propor-
zionali alle qr g gih stata dimostrata da LEVI-CIVITA (1). Noi sup-
porremmo invece le F , a priori qualsiasi. Dalle [6] si deduce:
dq, dqr at
d~- dt d r '

cio~. indieando con }* la derivata di una funzione f rispetto a z :


,* .
q , -~ q,~(t) da cui : T * = T~(t) ~.

Si tratta quindi di cercare una funzione ~(t) tale the il sistema [5]
si trasformi in:

[7] dW/0q*} 0q~ - - ~q "

Passando dalla variabile z alia t avremo :

(t) T. LEVI-CIVITA, ~ Atti R. Istit. Veneto Sclenze >>, 58, 1004, 1896.
396 P. c AI.~DIROLA

per eui la [7] pub scriversi:

Affineh~ questa equazione sia del tipo [5] oecorrers determinare Ia


funzione r (t) in modo ehe sia:

~(t) ~ -- F~, v = v*~(0-'.

Integrando l'equazione differenziale si ha:

~(t)--~C~e J \~q~] .
Nia dovendo la ~ essere funzione della sola t sarh :
F~
~T - - f(t).

Le componenti delle forze non conservative suscettibili di essere tra-


sformate nel modo voluto sono percib del tipo:
N
P~ = f(0 ~,~ a,.~ ~.
1

Ne viene e h e l a funzione cercata sars

~(t) ~ C~e-ff(eJdt
e quindi 9
d:: ~1 e+ff(Odtdt ~ ~--~/e+ff(Odtdt-I- C 2 (*)

essendo C1 e C2 due costanti di integrazione che si possono determi-


hare con opportune condizioni iniziali.
Si conclude quindi:
a) I1 tipo pifi generale di forze non conservative che determina
un moto tale che, mediante una trasformazione p u r a m e n t e temporale,
hr
sia deseritto da equazioni del tipo [7] ~ dato da: Qi-~ f(t)~,~ai~q~;
1
b) La trasformazione temporale che permette tale passaggio
del tipo :
1 fe+ff(Od~d t

c) Per l'equivalenza dei due sistemi deve poi essere : V ~ = V~(t) s.

(*) Abbiamo qui corretto un errore di stampa contenuto nella Nora originale.
FORZE NON CONSFA~VATIVE NYa~I~A :M:ECCANIC~ QUANTISTICA 397

I1 caso trattato da L]~vI~CIVITA ~ quindi un caso particolare del


precedente in cui f ( t ) ~ - - ) ~ , essendo k una costante.

2. I1 passaggio dalla meccanica classica a quella quantistica si


ottiene partendo dalla lagrangiana L ~ - T*-~-V* relativa al si-
iv ~L* ..
sterna (q~, z) ed esprimendo l ' h a m i l t o n i a n a H * - = Y ~ = - ~ - q r - - L *
10qr
mediante le variabili canoniche q~ e i nuovi momenti coniugati
, oL ~ ,
pc = . . , trasformando poi la Ha(q~, p~) nel solito operatore ~* me-
~qr
h
diante sostituzione delle p~ con gli operatori - - i ~ ~ si arriva
alla equazione di Schr5dinger:
.h ~ ~.( __ih~ t),.
* 27: ~ -- q~' 27: ~q~ '

Applieheremo i risultati ottenuti studiando quantisticamente due


casi di moto di un punto materiale sottoposto all'azione di forze non
conservative.
a) P u n t o m a t e r i a l e soggetto a sore f o r z e di a t t r i t o F = - - ) , m y :
Le equazioni classiche del moto si scrivono:

dt \ ~ x , ] + ' = ~ = 0, (i = 1, 2, 3),

con :
~ . 9

r - - ~ re(x? + x,' + xa').

La trasformazione [6], fissando le costanti C1 e C2 in modo che ini-


zialmente (t _--0) si abbia (dz)o-- (dt)o e 9 ~ 0 diventa:
e- x t 1
T=--T+ ~-
Avendosi poi :
p~*2
H * --= T* = Te ~ -. 2 m e 17" _-- 17 = 0,

si dovr~ diseutere l'equazione di Schr5dinger:

-4~m ~'
ehe ammette per ogni valore di p* soluzioni periodiche del tipo:

[s] ~ = u(xl, x,, x,)e h ~*~


398 P. CALD~OLA

dove la u ~ una soluzione dell'equazione:


8~m -@
Au ~v-E u--0,
e quindi del tipo:

COIl :
2mE* p.2
[9] k' _ _
h" hz "
Queste soluzioni semplici hanno una interpretazione fisica imme-
diata. Trovandasi il sistema in uno stato caratterizzato da un valore
ben de~nito dell'osservabile p* ---- ~-~xt e quindi di H a --- He ~xt la
probabilit~ ehe la particella si trovi in un punto dello spazio compreso
f r a xl, x2, x3 e ' x l - ~ - d x l , x 2 ~ - d x 2 , x 3 ~ - d x 8 ~ la stessa per
tutti i punti ed ~ indipendente dal tempo.
La soluzione pifi generale si ottiene dalle [8] e. [9] :
3"2 f F f __ 2gi ~ ~ p*~
[10] (,* - ep,,ep:

e si interpreta fisicamente dicendo che anche quando la particella


si trova in uno stato non semplice caratterizzato
...... dalla [10], la pro-
babilit~ di ottenere per l'osservabile pa----p-~Xtun valore compreso
fra p~ e p* ~ dp* ~ data da:
[~1 dpl* dp,* dpa* ---- Ir [dp~* dp,* dpa*
ed ~ quindi ancora costante nel tempo.
Assumendo (1) una ~o iniziale praticamente diversa da zero solo
in una regione limitata dello spazio:

+o(r--~------Ce ~~ ('~-~~ + ~J P~ r (Po* - - Po)

si deduce e h e l a probabilit~ di trovare la partieella in un punto


qualsiasi si evolve nel tempo seeondo l'equazione :

P(r_ I
~0

ehe rappresenta un pacehetto d'onde che si muove sparpagliandosi


(:r162
< ao) seeondo la legge :

- - ~ _ ro Po z = r-~ Po 1 (1 - - e-~t)
m m~

(l) E. PERSICO, Fondamenti della Meceanica Atomica, Bologna, 1936, pa-


gine 180 e 211.
FORZE N O N CONSERVATIVE NEr,r,,~ ~ECCANICA QUANTISTICA 399

che ~ la equazione del moto che si dedurrebbe trattando il problema


classicamente.
b) P u n t o m a t e r i a l e mobile su u n a r e t t a a t t r a t t o verso u n p u n t o
0 da u n a f o r z a tipo --Ke-2Ztx e soggetto a resistenze di attri-
to - - ),my.
Colla trasformazione :
1
"c ----- ~ ( I - - e-~,t)
il problema ~ ricondotto allo studio del moto di un oseillatore armo-
nico nel sitsema (x, v). Infatti si ha:
H * - - T* + V * - - p*~ Kx" p . = peXt
2ram 7~ 2 con
L'equazione temporale di SehrSdinger nel nuovo sistema di riferi-
mento ammette soluzioni del tipo:
2hi ~,

+(x, t ) - - u(x)e ~-~ ~


essendo la u(x) una soluzione dell'equazione:
d~u 8uZm
dx--i + ~ (E* - - 2rc'mvo2Xt)U - - O, ( K - - 4n2mvoj)

the, come ~ noto, ammette una serie disereta di autovalori:


1
E~* -----(n + ~) hvo,

e cui corrispondono le autofunzioni normalizzate:


1 _1 ~

dove :

essendo H , i polinomi di I~Iermite.


Nel tornare al sistema primitivo di riferimento (x, t) osserviamo
the gli operatori ~* e ~ = ~*e -2xt sono commutabili e quindi am-
mettono un sistema comune di autofunzioni; si ha cio~:

da cui :
[11] E,,=E,**e-~Xt-- n+~ hv con v=v0e -~t.

Si pub quindi aneora parlare di stati stazionari earatterizzati da


u n valore eostante dell'osservabile H * ; in questi stati il valore del-
l'energia (osservabile H ~ e -~xt) va deereseendo esponenzialmente col
400 P. CAIaDIBOLA

tempo. Lo stesso avviene per le frequenze spettroscopiche emesse helle


transizioni fra due stati:
E , - - Em
v,,, ,,, - - h - - (n - - m)vo e - ~ t .

Si pub ancora studiare quantisticamente il moto del punto materiale


partendo con SCHRODINGER (1) dalla considerazione di un pacchetto.
di onde del tipo:

essendo A una costante. Si ha allora che la probabilit~t di trovare


la particella in x si evolve col tempo secondo la:
A2
--(~--Acos2~vo~)~
P ( x , z} "-- e

9cos' [~vG + (A sen 2~vo~)(~ - - A~ cos 27:vo~)]

che si interpreta dicendo ehe il pacchetto di onde, che rappresenta


il corpuscolo, si muove approssimativamente senza dispersione di un
moto oscillatorio dato da:
[12] ~ - - A cos 2~vo~ : Acosl2--~(1--e-~t)l

che ~ il risultato a cui si perviene per via classica. Dalla [12] si vede
che al variare del tempo l'ampiezza delle oscillazioni rimane co-
stante, mentre la frequenza meccanica si smorza secondo la legge.*
v~(t) -- vo (1 -- e -~t)
X t
Tale frequenza non ~ pifi eguale come nel caso dell'oscillatore armo-
E , -- E,,_,
nico alla frequenza spettroscopica v', " - 1 - h data dalla
[11] p u r tendendo come questa alla frequenza classica vo al tendere
di k allo zero. La velocit~ della particella va invece diminuendo coI
tempo secondo la:

Dai problemi trattati si vede l'int~resse analitieo e forse applieativo


dei sistemi quantistici soggetti a forze non e o n s e r v a t i v e , i quali pos-
sono possedere stati stazionari in eui certe osservabili eonservano
valore eostante al variare del tempo,
Pavia, lstitur di l~isica r A. ]rolta ~ della 1~. UniversiCd, Marzo 19dl.

(t) E. SCHRODINGER, r Naturwiss. ~, H. 28, 664, 1926.