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La vista il senso che permette di discriminare forme, rilievi, distanza e colori di

ci che viene osservato. La visione binoculare (ovvero quella effettuata da


entrambi gli occhi contemporaneamente) permette la percezione della
tridimensionalit degli oggetti (visione stereoscopica).

Il meccanismo che consente la visione di ci che ci circonda molto complesso.


Per far s che gli stimoli visivi che colpiscono gli occhi vengano correttamente
interpretati dal cervello necessario che prima di arrivare alla retina gli stimoli
luminosi passino attraverso le diverse componenti trasparenti che formano
locchio. Cellule altamente specializzate chiamate fotorecettrici o recettori
retinici presenti sulla retina trasformano gli stimoli luminosi in impulsi nervosi.
Questi impulsi nervosi vengono quindi trasmessi dalle vie ottiche a una specifica
area del cervello, la corteccia visiva, deputata alla loro decodifica.
La visione un processo attivo: una volta che limmagine di ci che stiamo
osservando impressa sulla retina, il processo visivo in grado di discriminare
informazioni differenti a seconda delle richieste elaborate dal cervello. questo
meccanismo che rende possibile la messa a fuoco di particolari specifici di un
oggetto rispetto ad altri dettagli. Mentre il cervello elabora queste informazioni, le
capovolge nuovamente per evitarci di vedere il mondo al contrario. Se non si
verificasse questo processo, potremmo vivere in modo estremamente complicato!
Il nostro sistema visivo concepito efficientemente. Sebbene questo aspetto possa
sembrare un po strano, il modo migliore che il nostro organismo ha a
disposizione per elaborare rapidamente le informazioni.

Molti invertebrati possiedono organi in grado di rilevare la luce. Uno dei piu semplici e la
macchia oculare dei platelminti, che fornisce in formazioni sullintensita della luce e sulla sua
direzione ma non trasmette dati a sufficienza perche il cervello possa formare unimmagine. Il
cervello dei platelminti confronta la frequenza degli impulsi nervosi provenienti dalle due
macchie oculari: lanimale si orienta nello spazio finche le sensazioni che riceve da essi non
sono uguali e minime. Il risultato e che il verme si muove in direzione opposta alla fonte di
luce, raggiungendo luoghi bui dove nascondersi.
Negli invertebrati si sono evoluti due tipi fondamentali di occhio: locchio composto e locchio
a lente singola.
Locchio composto si trova negli insetti e nei crostacei. Il nome e dovuto al fatto che e formato
da molte piccole unita in grado di rilevare la luce, chiamate ommatidi. Ogni ommatidio ha la
sua lente, per mettere a fuoco la luce, e diversi fotocettori ed e in grado di captare la luce
proveniente da una piccola porzione del campo visivo. Il cervello dellanimale forma poi
unimmagine visiva a mosaico, assemblando i dati provenienti da tutti gli ommatidi.
Gli occhi composti sono estremamente sensibili al movimento, aspetto che rappresenta un
vantaggio per gli insetti e per altri piccoli animali spesso minacciati dai predatori che
forniscono anche uneccellente visione cromatica.
Il secondo tipo di occhio in grado di formare immagini che si e evoluto negli invertebrati e
locchi a lente singola, organo basato sullo stesso principio che si e evoluto indipendentemente
anche nei vertebrati. Esso funziona in base a un principio simile a quello di una macchina
fotografica. Al centro e presente una piccola apertura, la pupilla, attraverso la quale penetra la
luce. Analoga allotturatore della macchina fotografica, liride, una struttura regolabile a forma
di anello che modifica il diametro della pupilla facendo entrare piu o meno luce. Dopo essere
passata attraverso la pupilla, la luce attraversa lunica lente dellocchio, detta cristallino, simile
a un disco. Esso mette a fuoco la luce sulla retina, costituita da molti fotocettori.
Le cellule retiniche trasducono lenergia luminosa e trasmettono i potenziali dazione ai
neuroni sensoriali, i quali li portano lungo il nervo ottico, fino ai centri cerebrali della visione. I
fotocettori sono altamente concentrati in un punto della retina, corrispondente al centro del
campo visivo, chiamato fovea. Viceversa, non vi sono cellule recettrici nel cosiddetto punto
cieco della retina, dove il nervo ottico entra nellocchio posteriormente. La luce messa a fuoco
sul punto cieco non e rilevabile

Negli esseri umani la superficie esterna del bulbo oculare e costituita da uno strato di tessuto
connettivo biancastro molto resistente, chiamato sclera. Nella parte anteriore dellocchio la
sclera continua nella cornea, che e trasparente e consente alla luce di entrare nellocchio
contribuendo anche alla messa a fuoco. La sclera circonda uno strato pigmentato chiamato
coroide. La parte anteriore della coroide forma liride, che da la colorazione allocchio. Dopo
aver attraversato la pupilla, la luce passa attraverso il cristallino, mantenuto in posizione da
appositi legamenti, e viene messa a fuoco sulla retina allinterno della coroide. Il bulbo
dellocchio contiene due camere. La camera piu grande, dietro la lente, e riempita da una
sostanza gelatinosa chiamata umore vitreo. La camera piu piccola, davanti alla lente, contiene
lumore acqueo, meno viscoso e simile al plasma sanguigno. Umore vitreo e umore acqueo
contribuiscono a mantenere la forma del bulbo oculare. Lumore acqueo, secreto dal corpo
ciliare, fornisce nutrimento e ossigeno al cristallino, alliride e alla cornea, rimuovendo le
sostanze di rifiuto. Una sottile membrana mucosa aiuta a mantenere umida la superficie
esterna dellocchio. Questa membrana, chiamata congiuntiva, riveste la sclera, continuando
poi nellepitelio corneale.
Una ghiandola sopra locchio secerne una soluzione salina diluita, il liquido lacrimale, che si
diffonde per tutto il bulbo oculare mediante il battito delle palpebre e viene poi drenata da
dotti che portano alle cavita nasali. Le lacrime puliscono e inumidiscono la superficie
dellocchio. (Cercare informazioni sulla lacrimazione)
Il cristallino mette a fuoco la luce sulla retina modificando la traiettoria dei raggi luminosi.
Negli animali, la messa a fuoco puo verificarsi in due modi: il cristallino puo essere rigido,
come nei calamari e in molti pesci, e la messa a fuoco si verifica quando i muscoli lo spostano
avanti e indietro, proprio come noi possiamo mettere a fuoco un oggetto usando una lente
dingrandimento. Oppure, come avviene nellocchio dei mammiferi, la messa a fuoco e
compiuta modificando la forma del cristallino. Piu spesso e il cristallino, piu netta e la
deviazione della luce. La forma del cristallino e controllata dai muscoli ciliari, che sono
attaccati alla coroide e ai legamenti che tengono spesso il cristallino. Quando locchio mette a
scuola un oggetto vicino, questi muscoli si contraggono e tirano le coroide in avanti, riducendo
cos la tensione sui legamenti. In tali condizioni, il cristallino elastico diventa piu spesso e la
sua forma si avvicina a quella di una sfera. Questa modificazione, chiamata accomodamento,
permette ai raggi di luce divergenti che provengono da un oggetto vicino di essere curvati e
messi a fuoco. I raggi di luce divergenti che provengono da oggetti lontani sono paralleli e
necessitano di una minore curvatura per essere messi a fuoco sulla retina. Quando locchio
mette a fuoco un oggetto distante, i muscoli ciliari si rilassano e la coroide si allontana dalla
lente. Questo mette in tensione i legamenti appiattendo il cristallino elastico.
La retina umana contiene due tipi di fotocettori: i coni e i bastoncelli
Nella retina umana sono presenti circa 125 milioni di bastoncelli e 6 milioni di coni, due tipi di
fotocettori cos chiamati per la loro forma. I coni sono stimolati dalla luce intensa e possono
distinguere i colori, ma contribuiscono poco alla visione notturna. I bastoncelli, invece, sono
estremamente sensibili alla luce e ci permettono di vedere con la luce fioca della notte,
sebbene solo in sfumature di grigio. Il numero relativo dei coni e dei bastoncelli dipende dalla
misura in cui un animale e piu attivo di giorno o di notte. Negli esseri umani i bastoncelli sono
piu concentrati nelle zone esterne della retina e sono completamente assenti dalla fovea, che e
il punto di messa a fuoco sulla retina. Se si guarda direttamente una stella poco luminosa nel
cielo essa e difficile da vedere. Ma se la si guarda leggermente di lato, il cristallino mette a
fuoco limmagine sulle parti della retina contenenti piu bastoncelli, ed essa diventa ben
visibile. Di giorno invece, la vista e migliore quando guardiamo un oggetto direttamente.
Questo perche i coni sono concentrati soprattutto nella fovea. Alcuni uccelli, per esempio i
falchi, hanno piu di 1 milione di coni per millimetro quadrato, il che consente loro di
localizzare piccole prede da una grande altezza. In che modo i coni e i bastoncelli rilevano la
luce? Ogni bastoncello e ogni cono presentano una serie di dischi membranosi contenenti
pigmenti visivi che assorbono la luce. I bastoncelli contengono un pigmento visivo chiamato
rodopsina, che assorbe la luce a bassa intensita . La rodopsina deriva dalla vitamina A; ecco
perche una carenza di vitamina A puo causare la cecita notturna. I coni contengono invece
pigmenti visivi chiamati fotopsine, che assorbono la luce intensa e colorata. Noi abbiamo 3 tipi
di coni, ognuno dei quali contiene un diverso tipo di pigmento fotosensibile; a seconda dei
colori meglio assorbiti dalla fotopsina, si distinguono coni blu, verdi e rossi. Se possiamo
percepire un gran numero di colori, e perche la luce proveniente da ognuno di essi stimola i
tre tipi di coni in una proporzione diversa. La cecita cromatica o daltonismo, deriva dalla
carenza di uno o piu tipi di coni. Il tipo di daltonismo piu comune e quello rosso-verde, in cui
questi due colori non vengono distinti e sono percepiti come rosso o come verde a seconda del
cono mancante. Quando la rodopsina e la fotopsina assorbono la luce, si modifica
chimicamente, e questo cambiamento altera la permeabilita della membrana cellulare. Il
potenziale generatore che ne deriva innesca una modificazione nel rilascio del
neurotrasmettitore, che da inizio a un complesso processo di integrazione a livello retinico.
Linformazione visiva trasdotta dai coni e dai bastoncelli passa dai fotorecettori a una rete di
neuroni. In questo laboratorio di sinapsi, lintegrazione aiuta a definire le immagini e aumenta
il contrasto tra zone di luce e buio. I potenziali di azione portano linformazione parzialmente
integrata allencefalo mediante il nervo ottico. Le percezioni tridimensionali si formano
quando le informazioni provenienti dai due occhi vengono ulteriormente integrate nei diversi
centri di elaborazione della corteccia celebrare.
La percezione visiva

Ognuno di noi ha un "buco" nel proprio campo visivo, uno per occhio, e non lo percepisce: la
parte di immagine che manca viene ricostruita deducendola da cio che si vede intorno.
Tutto il fondo dell'occhio e ricoperto dai fotorecettori, tranne che in un punto, un'area di 1,5
millimetri di diametro, dove convergono i nervi e i vasi sanguigni della retina, pertanto questo
punto non e sensibile alla luce, e' una zona senza informazioni. Tuttavia il cervello riesce a
ricostruire l'immagine mancante attraverso un processo chiamato "filling in" (riempimento)
studiato da ricercatori americani, svizzeri, olandesi e giapponesi. Con grande sorpresa essi
hanno scoperto che la parte di corteccia visiva che corrisponde al punto cieco e attiva durante
il processo di riempimento, anche se, direttamente, non riceve alcuna informazione dalla
retina. La percezione e una simulazione ricostruttiva generata dal cervello, sotto il controllo di
una determinante genetica, delle interazioni tra noi e lambiente materiale che ci circonda e in
base alle nostre conoscenze e alle nostre esperienze precedenti: cio' che e' percepito e' diverso
dall'oggetto esterno che rappresenta. Con una bella espressione della Programmazione
NeuroLinguistica possiamo dire: la mappa non e' il territorio, e ognuno di noi costruisce
mappe diverse dello stesso territorio e anche mappe diverse da momento a momento, in base
al nostro grado di attenzione, ai nostri bisogni, alle nostre motivazioni.

passi successivi nel processo visivo

Il nervo ottico di ciascun occhio entra nel cervello. Le fibre di ciascun nervo si incontrano in
una struttura detta chiasma ottico; meta di esse passa nellemisfero opposto, e si unisce alla
meta del nervo ottico che non e passata dallaltra parte. Assieme, questi fasci di fibre
costituiscono i tratti ottici, che ora contengono fibre provenienti da ambedue gli occhi e che si
dirigono (attraverso un intrico di cellule e sinapsi in una struttura chiamata nucleo genicolato
laterale) verso la corteccia cerebrale.
Questo e il luogo in cui vengono create le rappresentazioni interne dello spazio visibile che ci
circonda. In modo analogo a quanto avviene per il tatto , la parte sinistra del mondo visibile
viene rappresentata nellemisfero destro, e la parte destra nellemisfero sinistro.
La rappresentazione neurale viene fatta a partire da informazioni provenienti da ciascun
occhio e quindi le cellule nelle aree visive poste nella parte posteriore del cervello (dette V1,
V2, eccetera) possono reagire in risposta ad una immagine che provenga indifferentemente da
un occhi o dallaltro. Questa capacita e nota come binocularita .
La corteccia visiva e costituita da un certo numero di aree, ciascuna delle quali e dedicata ad
uno degli aspetti del mondo visibile quali la forma, il colore, il movimento, la distanza, ecc. Le
sue cellule sono organizzate in colonne.
Un concetto importante riguardo la capacita reattiva delle cellule e quello del campo recettivo:
la porzione di retina sulla quale le cellule rispondono ad un tipo di immagine piuttosto che ad
un altro.
In V1, ove avviene il primo stadio dellelaborazione corticale, i neuroni rispondono meglio
allosservazione di linee o margini in un particolare orientamento.
E stato importante scoprire che tutti i neuroni che compongono ogni singola colonna
rispondono maggiormente a linee o margini con un specifico orientamento, mentre la colonna
adiacente risponde meglio a linee o margini con un orientamento leggermente diverso dal
precedente, e cos via su tutta la superficie di V1. Questo significa che le cellule della corteccia
visiva hanno unorganizzazione intrinseca per linterpretazione del mondo, ma non e
unorganizzazione che non cambia mai. La varieta di direzioni alla quale una singola cellula
puo essere reattiva viene modificata dallesperienza attraverso i segnali che provengono
dallocchio destro o dallocchio sinistro. Come per tutti i sistemi sensoriali, la corteccia visiva
manifesta anchessa quella capacita che abbiamo chiamato plasticita .

Loculista per controllare la nostra vista utilizza il test che misura lacuita visiva, cioe la
capacita degli occhi di distinguere i dettagli fini. Usando un occhio alla volta, bisogna leggere
una riga di lettere di dimensioni variabili, posta a una distanza di circa 5 metri. Se riusciamo a
farlo con entrambi gli occhi, la nostra acuita visiva e nella norma (10/10). Questo valore
potrebbe anche essere superiore, per esempio 12/10, nel caso in cui riusciamo a leggere la
stessa riga di lettere a una distanza superiore di 5 metri. Se invece abbiamo un acuita di 7/10
allora la nostra vista e peggiore della norma e per leggerle dovremmo avvicinarci al tabellone.
Tre dei piu comuni difetti della vista sono la miopia, la presbopia e lastigmastismo
Tutti e tre comportano problemi di messa a fuoco, che si correggono facilmente con le lenti
artificiali. Le persone con miopia non riescono a mettere a fuoco bene gli oggetti lontani,
anche se vedono bene da vicino. Rispetto alla norma il bulbo oculare di un individuo miope e
piu lungo in senso anteroposteriore. Il cristallino con puo appiattirsi abbastanza per
compensare e quindi mette a fuoco gli oggetti lontani davanti alla retina, invece che
esattamente su di essa. La miopia viene corretta con occhiali o lenti a contatto piu sottili al
centro che lungo il bordo esterno. La presbiopia e una condizione opposta alla miopia. Si
verifica quando, rispetto alla norma, il bulbo oculare e piu corto in senso anteroposteriore,
cos che il cristallino mette a fuoco immagini dietro la retina. I presbiti vedono normalmente
gli oggetti lontani, ma non riescono a mettere a fuoco quelli vicini. Le lenti correttive piu
spesse al centro che ai lati, compensano la presbiopia facendo convergere i raggi i luce
provenienti dai raggi di luce provenienti da oggetti vicini, subito prima che questi raggiungono
locchio. Lastigmatismo consiste in uno sfocamento della visione causato da una deformazione
del cristallino o della cornea che fa convergere in modo non uniforme i raggi di luce senza
focalizzarli su un unico punto della retina. Le lenti che correggono lastigmatismo sono
asimmetriche in modo da compensare la simmetria dellocchio.