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Lantilingua Italo Calvino Affresco della Lingua Italiana https://affrescoitaliano.

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Affresco della Lingua Italiana

Lo spazio per coloro che vogliono imparare la lingua, la le eratura e la cultura italiana

Lantilingua Italo Calvino

SU MAGGIO 17, 2016MAGGIO 17, 2016 / DA CLAUDIA


LOPES / IN LINGUA ITALIANA
Ciao, ragazzi!

Vorrei condividere con voi questo bellissimo articolo di Italo Calvino


(h ps://it.wikipedia.org/wiki/Italo_Calvino)(uno dei miei scri ori italiani
preferiti), pubblicato nel 1965 sul quotidiano Il Giorno, in cui parla
dellantilingua, cio di un italiano surreale che avrebbe contagiato la lingua
italiana quotidiana, la cui sostanza semplice e chiara. Nonostante siano
passati pi di 20 anni, le parole che leggiamo sono molto a uali e ci fanno
rie ere sulla sorte non solo della lingua italiana, ma di tante altre lingue che
si confrontano ogni giorno con i forestierismi e con la tendenza che molti
se ori e intelle uali hanno di complicare una lingua semplice.

(h ps://arescoitaliano.les.wordpress.com/2016/05/italo-calvino.jpg)

Italo Calvino (Santiago de Las Vegas de La Habana, 15


ottobre 1923 Siena, 19 settembre 1985) stato uno dei
pi grandi scrittori, narratori e intellettuali del
Novecento.

Riporto qui di seguito il testo integrale, spero che serva a farvi


riflettere su come state impostando i vostri studi di italiano:

Il brigadiere davanti alla macchina da scrivere. Linterrogato, seduto davanti

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a lui, risponde alle domande un po balbe ando, ma a ento a dire tu o quel


che ha da dire nel modo pi preciso e senza una parola di troppo: Stama ina
presto andavo in cantina ad accendere la stufa e ho trovato tu i quei aschi di vino
dietro la cassa del carbone. Ne ho preso uno per bermelo a cena. Non ne sapevo
niente che la bo iglieria di sopra era stata scassinata.

Impassibile, il brigadiere ba e veloce sui tasti la sua fedele trascrizione: Il


so oscri o, essendosi recato nelle prime ore antimeridiane nei locali dello
scantinato per eseguire lavviamento dellimpianto termico, dichiara dessere
casualmente incorso nel rinvenimento di un quantitativo di prodo i vinicoli, situati
in posizione retrostante al recipiente adibito al contenimento del combustibile, e di
aver ee uato lasportazione di uno dei de i articoli nellintento di consumarlo
durante il pasto pomeridiano, non essendo a conoscenza dellavvenuta erazione
dellesercizio soprastante.

Ogni giorno, sopra u o da centanni a questa parte, per un processo ormai


automatico, centinaia di migliaia di nostri conci adini traducono mentalmente
con la velocit di macchine ele roniche la lingua italiana in unantilingua
inesistente. Avvocati e funzionari, gabine i ministeriali e consigli
damministrazione, redazioni di giornali e di telegiornali scrivono parlano
pensano nellantilingua.

Cara eristica principale dellantilingua quella che denirei il terrore


semantico, cio la fuga di fronte a ogni vocabolo che abbia di per se stesso un
signicato, come se asco stufa carbone fossero parole oscene, come se
andare trovare sapere indicassero azioni turpi. Nellantilingua i
signicati sono costantemente allontanati, relegati in fondo a una prospe iva
di vocaboli che di per se stessi non vogliono dire niente o vogliono dire
qualcosa di vago e sfuggente. Abbiamo una linea esilissima, composta da nomi
legati da preposizioni, da una copula o da pochi verbi svuotati della loto forza,
come ben dice Pietro Citati che di questo fenomeno ha dato unecace
descrizione.

Chi parla lantilingua ha sempre paura di mostrare familiarit e interesse per le


cose di cui parla, crede di dover so intendere: io parlo di queste cose per caso,
ma la mia funzione ben pi in alto delle cose che dico e che faccio, la mia
funzione pi in alto di tu o, anche di me stesso .

La motivazione psicologica dellantilingua la mancanza dun vero rapporto


con la vita, ossia in fondo lodio per se stessi. La lingua invece vive solo dun
rapporto con la vita che diventa comunicazione, duna pienezza esistenziale
che diventa espressione. Perci dove trionfa lantilingua litaliano di chi non
sa dire ho fa o, ma deve dire ho ee uato la lingua viene uccisa.

Se il linguaggio tecnologico di cui ha scri o Pasolini (cio pienamente


comunicativo, strumentale, omologatore degli usi diversi) si innesta sulla
lingua, non potr che arricchirla, eliminarne irrazionalit e pesantezze, darle
nuove possibilit {dapprincipio solo comunicative, ma che creeranno, come
sempre successo, una propria area di espressivit); se si innesta sullantilingua,
ne subir immediatamente il contagio mortale, e anche i termini tecnologici
si tingeranno del colore del nulla.

Litaliano nalmente nato, ha de o in sostanza Pasolini


(h ps://it.wikipedia.org/wiki/Pier_Paolo_Pasolini), ma io non lo amo perch
tecnologico.

Litaliano da un pezzo sta morendo, dico io, e sopravviver soltanto se


riuscir a diventare una lingua strumentalmente moderna; ma non aa o
de o che, al punto in cui , riesca ancora a farcela.

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Il problema non si pone in modo diverso per il linguaggio della cultura e per
quello del lavoro pratico. Nella cultura, se lingua tecnologica quella che
aderisce a un sistema rigoroso, di una disciplina scientica o duna scuola di
ricerca se cio conquista di nuove categorie lessicali, ordine pi preciso in
quelle gi esistenti, stru urazione ne pi funzionale del pensiero a raverso la
frase, ben venga, e ci liberi i di tanta nostra fraseologia generica. Ma se una
nuova provvista di sostantivi astra i da ge are in pasto allantilingua, il
fenomeno non positivo n nuovo, e la strumentalit tecnologica vi entra solo
per nta.

Ma il giusto approccio al problema mi pare debba avvenire al livello delluso


parlato, della vita pratica quotidiana. Quando porto lauto in unocina per
un guasto, e cerco di spiegare al meccanico che quel coso che porta al coso
mi pare che faccia uno scherzo sul coso, il meccanico che no a quel
momento ha parlato in diale o guarda dentro il cofano e spiega con un lessico
estremamente preciso e costruendo frasi duna funzionale economia sinta ica,
tu o quello che sta succedendo al mio motore.

In tu a Italia ogni pezzo della macchina ha un nome e un nome solo, (fa o


nuovo rispe o alla molteplicit regionale dei linguaggi agricoli; meno nuovo
rispe o a vari lessici artigiani), ogni operazione ha il suo verbo, ogni
valutazione il suo agge ivo. Se questa la lingua tecnologica, allora io credo, io
ho ducia nella lingua tecnologica.

Mi si pu obie are che il linguaggio diciamo cos. tecnico-meccanico solo


una terminologia; lessico, non lingua. Rispondo: pi la lingua si modella sulle
a ivit pratiche, pi diventa omogenea so o tu i gli aspe i, non solo, ma pure
acquista stile.

Finch litaliano rimasto una lingua le eraria, non professionale, nei diale i
(quelli toscani compresi, sintende) esisteva una ricchezza lessicale, una
capacit di nominare e descrivere i campi e le case, gli a rezzi e le operazioni
dellagricoltura e dei mestieri che la lingua non possedeva.

La ragione della prolungata vitalit dei diale i in Italia stata questa. Ora
questa fase superata da un pezzo: il mondo che abbiamo davanti, case e
strade e macchinari e aziende e studi, e anche molta dellagricoltura moderna,
venuto su con nomi non diale ali, nomi dellitaliano, o costruiti su modelli
dellitaliano, oppure duna interlingua scientico-tecnico-industriale, e
vengono adoperati e pensati in stru ure logiche italiane o interlinguistiche.
Sar sempre di pi questa lingua operativa a decidere le sorti generali della
lingua

Il dato fondamentale questo: gli sviluppi dellitaliano oggi nascono dai suoi
rapporti non con i diale,i ma con le lingue straniere. I discorsi sul rapporto
lingua-diale i, sulla parte che nellitaliano doggi hanno Firenze o Roma o
Milano, sono ormai di scarsa importanza. Litaliano si denisce in rapporto
alle altre lingue con cui ha continuamente bisogno di confrontarsi, che deve
tradurre e in cui deve essere trado o

La nostra epoca cara erizzata da questa contraddizione: da una parte


abbiamo bisogno che tu o quel che viene de o sia immediatamente
traducibile in altre lingue; dallaltra abbiamo la coscienza che ogni lingua un
sistema di pensiero a s stante, intraducibile per denizione. Il libro ormai
famoso di Georges Mounin (di cui imminente unedizione italiana ada ata
dalla stesso autore con esempi italiani) ha de o tu o quel che pu essere
de o sulla possibilit e limpossibilit di tradurre, e non credo ci sia per ora
nulla da aggiungere, se non sul piano delle previsioni del futuro.

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Le mie previsioni sono queste: ogni lingua si concentrer a orno a due poli:
un polo di immediata traducibilit nelle altre lingue con cui sar indispensabile
comunicare, tendente ad avvicinarsi a una sorta di interlingua mondiale ad
alto livello; e un polo in cui si distiller lessenza pi peculiare e segreta della
lingua, intraducibile per eccellenza, e di cui saranno investiti istituti diversi
come largot popolare e la creativit poetica della le eratura.

Litaliano, nella sua anima lungamente soocata, ha tu o quello che ci vuole


per tenere insieme luno e laltro polo: la possibilit dessere una lingua agile,
ricca, liberamente costru iva, robustamente centrata sui verbi, dotata duna
varia gamma di ritmi della frase.

Lantilingua invece esclude sia la comunicazione traducibile, sia la profondit


espressiva.

La situazione sta in questi termini: per litaliano trasformarsi in una lingua


moderna equivale in larga parte a diventare veramente se stesso, a realizzare
la propria essenza; se invece la spinta verso lantilingua non si ferma ma
continua a dilagare, litaliano scomparir dalla carta linguistica dEuropa come
uno strumento inservibile.

Tra i da: La Nuova questione della lingua, a cura di O. Parlangeli, Brescia,


Paideia. 1971; precedentemente in Il Giorno, 3-2-65.

Fateci sapere nei commenti cose ne pensate

Arrivederci e buona le ura!

Claudia V. Lopes

ANTILINGUA ITALO CALVINO LINGUA ITALIANA LINGUA QUOTIDIANA

5 pensieri su Lantilingua Italo Calvino

1. Pingback: Antilingua e scri ura semplice - AMONOF

2. giovannivonpalilla
Lha ribloggato su I read much of the night.

FEBBRAIO 15, 2017 ALLE 12:32 PM RISPONDI


Claudia Lopes
Grazie, Giovanni! Il blog tuo?

FEBBRAIO 15, 2017 ALLE 6:29 PM RISPONDI


1. giovannivonpalilla
Figurati! S, il blog mio.

FEBBRAIO 15, 2017 ALLE 11:12 PM


Claudia Lopes
Un caro saluto e grazie ancora!

FEBBRAIO 16, 2017 ALLE 7:24 PM

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