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STROZZI MASTROIANNI DIRITTO DELLUNIONE EUROPEA PARTE ISTITUZIONALE

SESTA EDIZIONE

CAPITOLO 1 ORIGINI E SVILUPPO DELLINTEGRAZIONE EUROPEA


1. LA COOPERAZIONE EUROPEA
Nel periodo successivo alla seconda guerra mondiale ha inizio il processo di organizzazione della
cooperazione tra gli stati europei, volto a mettere in atto forme di unione dotate di strutture istituzionali a
carattere intergovernativo con competenze in settori specifici.
Sebbene anchesso volto a creare una pi stretta solidariet tra gli stati europei, il processo di integrazione
europea si discosta dal quadro classico delle unioni di stati e della cooperazione intergovernativa,
connotandosi di aspetti originali e specifici.
Tale processo si fa risalire al 9 maggio 1950, quando il ministro degli esteri francese Schuman propose di
mettere in comune la produzione franco-tedesca del carbone e dellacciaio in unorganizzazione aperta alla
partecipazione di altri stati europei, come primo passo verso una pi ampia cooperazione che comportasse
determinate limitazioni di sovranit a favore di unorganizzazione dotata di poteri vincolanti nei confronti
dei suoi membri attraverso un metodo funzionale ossia attraverso la realizzazione di quelle che la
dichiarazione Schuman definiva concrete solidariet di fatto tra alcuni stati in settori specifici, che
portassero gradualmente alla cooperazione estesa a vari settori economici.
Lobiettivo politico immediato era quello di ancorare stabilmente la Germania allEuropa e di eliminare le
rivalit tra Francia e Germania per la Rhur e la Saar (oggetto di secolari conflitti di interessi tra i due paesi).
I negoziati, aperti a Parigi tra sei stati (Belgio, Olanda, Lussemburgo, Francia, Germania, Italia) portarono
alla firma del trattato di Parigi del 1951 istitutivo della CECA per la durata di 50 anni (c il conferimento di
poteri decisionali allalta autorit che pu prendere una decisione anche se lunanimit degli stati
contraria. Si parla per la prima volta di organizzazione sovranazionale. Erano previsti un consiglio dei
ministri, con poteri di controllo, unassemblea parlamentare e una corte di giustizia)
CED (comunit europea di difesa) del 1952, mai entrata in vigore per il rifiuto di ratifica da parte del
parlamento francese
Conferenza di Messina dei ministri degli esteri CECA si da incarico a una commissione di esperti di
studiare le iniziative per proseguire con il processo di integrazione (bisogna prediligere la materia
economica)
La commissione elabora due progetti:
- Un mercato comune generalizzato
- Una comunit per lenergia atomica
Trattati di Roma 1957 si istituiscono la CEE e lEuratom da parte dei 6 stati della CECA (i trattati entrano in
vigore nel 1958 e hanno durata illimitata)
Compito: promuovere uno sviluppo armonioso delle politiche economiche nellinsieme della
comunit cercando di creare ununione sempre pi stretta tra i popoli europei
Struttura istituzionale in parte separata tra le 3 istituzioni (solo corte di giustizia e assemblea
parlamentare erano comuni)
Trattato di Bruxelles 1965 fusione degli esecutivi (una sola commissione, un solo consiglio e un bilancio
unico)
Tante difficolt tra cui la politica di De Gaulle dellEuropa delle patrie ostile a ogni aspetto di
sovranazionalit nel funzionamento delle istituzioni (politica della sedia vuota) culminata nel 1965 con
lopposizione della Francia a utilizzare il voto a maggioranza al consiglio che port al compromesso di
Lussemburgo con cui venne generalizzata la prassi della votazione allunanimit.
Pompidou cambiamo, nuovo impulso allintegrazione
1970 passaggio dal sistema dei contributi finanziarti degli stati membri al sistema delle risorse proprie
1972 serpente monetario (per limitare la fluttuazione tra le monete nazionali)
1978 istituzione del sistema monetario europeo
Progressivo ampliamenti dalle comunit.

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2. CENNI SULLE DISCIPLINE SOSTANZIALI DEL TRATTATO DI ROMA
Obiettivo immediato instaurazione di un mercato comune
Obiettivo graduato ravvicinamento delle politiche economiche (per unespansione equilibrata e il
miglioramento del tenore di vita)
Mercato comune 3 tappe (conclusa del 1968)
i. Integrazione negativa (creazione di una zona di libero scambio in cui eliminare tutti gli ostacoli
tecnici agli scambi commerciali. Creazione dellunione doganale con ununica barriera tariffaria nei
rapporti con lestero
ii. Mercato comune (libera circolazione di merci, persone, servizi e capitali)
iii. Integrazione positiva (per far ravvicinare le legislazioni)
3. VERSO LUNIONE EUROPEA. LATTO UNICO EUROPEO
Anni 80 iniziative tendenti a rilanciare il processo di integrazione (dopo la crisi della sedia vuota e la crisi
economica)
1983 Stoccarda il consiglio europeo adotta una dichiarazione solenne con la quale spera una maggiore
coerenza dellazione delle comunit e un rafforzamento dei rapporti gli stati membri (anche nelle relazioni
internazionali)
1984 Il PE (su iniziativa di Altiero Spinelli) elabora un progetto di tratto dellunione europea. La struttura
istituzionale rinnovata, con anche competenze in campo politico. Il PE si vede accrescere i poteri. Il CE
viene considerato istituzione. Concezione federalista (ratifica della maggior parte degli stati e non
lunanimit, anche se avrebbe vincolato solo i primi) ma non erano daccordo RU e Danimarca. Quindi nulla
di fatto
CE di Fontainbleau incarica il comitato Dooge di elaborare proposte per migliorare il funzionamento del
sistema comunitario anche nel campo della cooperazione politica
Milano 1985 il CE esamina il rapporto del comitato Dooge
1986 firma da parte della conferenza intergovernativa dellatto unico europeo (entrato in vigore a met
del 1987 dopo la revisione costituzionale dellIrlanda, perch le disposizione sulla cooperazione politica
erano ritenute dalla corte suprema irlandese contrarie alla sua neutralit costituzionale)
- Ha introdotto rilevanti modifiche:
o Formalizzazione del CE
o Rafforzamento del ruolo del PE nel procedimento decisione (procedura di cooperazione e
di parere conforme)
o Nuove competenze (ambiente e ricerca scientifica)
o Principio della coesione economica e sociale
o Nasce lidea di ununione europea
o La cooperazione politica europea ha inquadramento giuridico e formale
o Separazione dellordinamento comunitario dal campo della CPE
- Le modifiche istituzionali presto si sono rivelate inadeguate
o Ancora troppo debole il ruolo del PE (deficit democratico)
Dublino 1990 il CE decide di convocare conferenze intergovernative manifestando la volont di
trasformare progressivamente la comunit in ununione (+ competenze)
Roma 1990 inizio lavori delle conferenze il CE non hanno perplessit sui testi
1991 Maastricht il CE approva i testi sullunione politica e sullunione economica e monetaria
1992 firma del TUE
1993 entrata in vigore del TUE
4. IL TRATTATO SULLUNIONE EUROPEA
Lunione si fonda (pilastri)
- Comunit europee (di cui mantiene integralmente lacquis)
- PESC (politica estera e sicurezza comune cooperazione intergovernativa
- GAI (giustizia e affari interni) cooperazione intergovernativa

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Vi sono delle norme passerella per dare coerenza al sistema.
Le modifiche apportate al trattato CEE hanno fatto in modo di ampliare i settori di competenza e di
rafforzarne altri.
Vi listituzione della cittadinanza europea, riconosciuta a tutti i cittadini degli stati membri (non un
requisito essenziale per la votazione per il PE).
Instaurazione di ununione economica e monetaria da realizzarsi in 3 fasi (ma bisogna rispettare dei criteri
di convergenza per far parte di questa comunit).
Politica estera e sicurezza comune
Serve per porre in essere delle azioni comuni nei settori di comune interesse (che vincolano gli stati che le
hanno adottate).
Il consiglio pu definire una posizione comune ogni volta che lo ritenga necessario; decide anche quando
una questione debba formare unazione comune (ma basandosi sullorientamento del consiglio europeo).
Delibera unanimit (tranne le decisioni di procedura perch si pu stabilire per alcune decisioni la
maggioranza qualificata)
Presidenza:
- Rappresenta lunione
- Esprime la sua posizione nelle organizzazioni internazionali
- Ha la responsabilit delle azioni comuni
o Modello troika stato precedente + stato in presidenza + stato successivo (modello dei 18
mesi)
Ruolo della commissione associata ai lavori nei settori della PESC ed abilitata a presentare al consiglio
proposte in merito
Cooperazione nei settori della giustizia e degli affari interni
Modifica con Amsterdam
Obiettivo per ora conseguito in modo occasionale e informale (es. accordo di Schengen del 1985)
Ci sono anche posizioni e azioni comuni (ma maggiore il livello di pura cooperazione)
Materie di interesse (esempi):
- Politica dasilo
- Politica dimmigrazione
- Cooperazione giudiziaria civile e penale
Formano oggetto di consultazione reciproca e di unazione coordinata degli stati
Posizioni obbligo per gli stati membri di conformazione interna e internazionale
Azioni comuni maggioranza qualificata (norma passerella se vota allunanimit vi una
comunitarizzazione delle materie della cooperazioni)
5. LE PROSPETTIVE DI ALLARGAMENTO
Dicembre 1997 decisione storica del consiglio dellallargamento (+10) verso Est, che avverr nel 2005
6. IL TRATTATO DI AMSTERDAM
Il consiglio europeo nel 1994 istituisce una conferenza intergovernativa (CIG) per proporre delle modifiche
al TUE:
- Revisione del procedimento decisione (pi democratico e trasparente)
- Diversa ponderazione dei voti in seno al consiglio
- Soglia di blocco
- Pi maggioranza qualificata e meno unanimit
- Semplificazione delle procedure interistituzionali
- Composizione della commissione
- Composizione del PE
- Maggior ruolo del PE nel processo decisionale

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La CIG si apre a Torino nel marzo 1996, ma nel dicembre 1996 si iniziano a intravedere (a Dublino) le prime
difficolt, soprattutto sul piano istituzionale). Termina i lavori nel giugno 1997, e sfoceranno nel trattato di
Amsterdam (1997), accompagnato da una revisione consolidata del TICE e del TUE.
Art 6 lunione si fonda sui principi di libert, democrazia, rispetto dei diritti delluomo e delle libert
fondamentali e dello stato di diritto, principi che sono comuni agli stati membri (questa una condizione
per ladesione e la permanenza degli stati allunione (in base allart 49)
Art 7 i capi di stato e di governo (consiglio) con delibera allunanimit (su proposta di 1/3 degli stati
membri o della commissione previa parere conformo del PE) possono constatare lesistenza di una
violazione grave e persistente di tali principi; come conseguenza il consiglio (a maggioranza qualificata) pu
decidere di sospendere alcuni diritti dello stato in questione (senza lesonero dagli obblighi)
Istituzione della cooperazione rafforzata
- Ambito comunitario e GAI (PESC principio dellastensione costruttiva, modifica con Nizza)
- Europa a pi velocit?
Non ci sono modifiche nella politica estera
GAI eliminate le disposizioni relative alla circolazione delle persone, alla politica dasilo e allattraverso
delle frontiere:
- Entro 5 anni dallentrata in vigore il consiglio deve decidere la soppressione di ogni controllo alle
frontiere interne e definire le condizioni per le frontiere esterne
- Deroghe per
o Regno unito
o Irlanda
o Danimarca
- In questo periodo il consiglio decide allunanimit sulla proposta di commissione o di stato membro
(previa consultazione del parlamento) rimangono delle decisioni prese a maggioranza
Circa il processo decisionale comunitario:
- Introduzione del principio di trasparenza (tutti possono accedere ai documenti delle istituzioni)
- Nessun rafforzamento delle istituzioni (che sarebbe condizione preliminare e indispensabile per la
conclusione dei primi negoziati di adesione di altri stati)
7. TRATTATO DI NIZZA - 2003
Revisione attraverso CIG (conferenza intergovernativa) nel 2000.
Compiti della CIG:
- Riforme istituzionali
o Estensione del voto a maggioranza qualificata
o Procedura di codecisione
o Ponderazione dei voti in seno al consiglio
o Composizione della commissione e del PE
- Politica commerciale comune (spetta al consiglio e alla commissione adoperarsi per assicurare la
compatibilit degli accordi negoziati con le politiche e norme interne)
o Maggioranza qualificata
o Clausola culturale (voluta dalla Francia) per alcune materie bisogna avere il comune
accordo degli stati membri e devono essere conclusi congiuntamente dalla comunit e dagli
stati membri
- Disposizioni sociali (il sostegno della comunit allazione degli stati membri viene esteso a nuovi
settori)
- PESC
o Il consiglio europeo decide le strategie comuni nei settori in cui stati hanno interessi in
comune
o Azioni comuni situazioni specifiche che richiedono un intervento operativo dellunione
(vincolano gli stati)
o Posizioni comuni approccio dellunione su una questione particolare di natura
geografiche o tematica (sono obbligatorie per gli stati = conformazione)
o linea generale unanimit (ma ci pu anche essere maggioranza qualificata)

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o alto rappresentante per la PESC
segretario generale del consiglio
per ora personaggi non di rilievo internazionale
o PE consultato e le sue opinioni devono essere prese in considerazione
o Commissione pienamente associata ai lavori
o Corte di giustizia non ha competenza
- Cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale
o Nel campo della PESC
o Europol
o Eurojust (personaggi indipendenti dagli stati per indagini di criminalit organizzata)
Il consiglio delibera normalmente allunanimit (metodo intergovernativo) per le questioni procedurali
delibera a maggioranza dei membri
Il ruolo del parlamento risulta rafforzato ma ancora marginale e poco incisivo
La commissione condivide il potere di iniziativa con gli stati membri per ladozione degli atti del consiglio
La corte di giustizia vede ampliata la sua competenza alla maggior parte delle disposizioni della GAI:
- Competenza pregiudiziale sulla validit e interpretazione delle decisioni quadro e delle decisioni
- Atti del consiglio che producono effetti giuridici nei confronti dei terzi
- Controllo di legittimit delle decisioni-quadro e delle decisioni nei ricorsi promossi da uno stato
membro o dalla commissione (sulla base degli stessi motivi previsi per il ricorso in annullamento)
- Controversie tra stati per linterpretazione e lapplicazione del diritto UE
- Obbligo del giudice nazionale di interpretare il diritto interno alla luce della lettera e dello scopo
della decisione quadro
Cooperazione rafforzata complesso di norme nuove (la CG competente a verificare se le cooperazioni
rafforzate, escluse in materia di PESC, siano conformi alle competenze e agli obiettivi europei)
8. IL TRATTATO CHE ADOTTA UNA COSTITUZIONE PER LEUROPA 2004
Firmato a Roma nellottobre 2004
Ambizione di fondare una costituzione europea introducendo alcuni principi fondamentali (anche ripresi
dal trattato di Lisbona)
Non era una classica costituzione
- Abolisce la distinzione tra i pilastri
o Elimina il dualismo tra unione e comunit (primeggia lunione)
o Non viene abolito il metodo intergovernativo (
- Incorporazione nel trattato della CDF (ex carta di Nizza)
- Nuova definizione del diritto derivato
o Leggi europee
o Leggi quadro europee
o Atti non legislativi
Regolamenti europei (portata generale per lattuazione degli atti legislativi)
Decisione europea (obbligatoria in tutti i suoi elementi)
o La procedura di codecisione diventa procedura legislativa ordinaria per ladozione delle
leggi europee
o La procedura di cooperazione soppressa
Procedure di revisione del trattato
- Ordinaria
- Due procedure semplificate
Introduzione del diritto di recesso
Modifiche a livello istituzionale (vedi Lisbona)
Il Ministro degli affari esteri sostituisce lalto rappresentante per la PESC.
Le discipline della PESC e dalla GAI saranno riprese quasi uguali in Lisbona.
Mai entrato in vigore per motivi pi politici che giuridici.

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9. TRATTATO DI LISBONA
Francia e Olanda non ratificato (per volont popolare) il trattato di Roma, ma si vuole una riforma prima
delle elezioni del parlamento del 2009, cos la presidenza tedesca convoca una nuova CIG nel 2007 che
dovr recepire le innovazione introdotte con il trattato costituzionale (ma eliminando qualsiasi riferimento
al carattere costituzionale dei trattati).
Tutti gli stati (tranne lIrlanda) approvano a livello parlamentare. Irlanda (per motivi costituzionali deve fare
un referendum):
- Primo referendum NO
- Secondo referendum SI
Entra in vigore nel 2009
Nuovo sistema dei trattati (hanno entrambi lo stesso valore giuridico)
- TUE
- TFUE
Modifiche tratte da Roma 2004:
- Rimane solo lUnione Europea
- Quasi soppresso il terzo pilastro (perch ha il metodo comunitario)
- Principio democratico su cui si fonda lUnione
Rinforzo del ruolo dei parlamenti nazionali (per il controllo sul rispetto del principio di sussidiariet)
Eliminate legge e legge-quadro europee
Scomparsa del principio di libert di concorrenza (insistenza francese)
LUEM ha un ruolo fondamentale nel mercato interno e orienta linsieme delle politiche economiche e
sociali.
Viene eliminato il principio del primato. (ma resta di vitale importanza)
La CDF ha lo stesso valore giuridico dei trattati
Riordino delle competenze dellUnione:
- Competenze esclusive
- Competenze concorrenti (gli stati esercitano nella misura non esercitata dallunione, ma gli stati in
conferenza intergovernativa possono anche decidere di ridurre le competenze attribuite)
- Competenze per azioni di sostegno, di coordinamento o di completamento
9.1 La cooperazione rafforzata
Condizioni Generali:
- Per rafforzare lintegrazione e raggiungere gli obiettivi dellunione
- Deve rispettare i trattati e il diritto dellunione
- Deve riguardare settori non di competenza esclusiva dellunione
- Non deve arrecare pregiudizio alleconomia
- Deve rispettare le competenze e diritti degli stati, che non possono ostacolarne lattuazione
- Deve esser aperta a tutti gli stati, che possono aderirvi previa verifica da parte della commissione (o
del consiglio a seconda della materia interessata)
Fasi:
I. Richiesta alla commissione, che pu presentare al consiglio una proposta in merito (se non la
presenta deve darne motivazione)
II. Lautorizzazione concessa con decisione del consiglio (che delibera a maggioranza qualificata) su
proposta della commissione e previa approvazione del PE
III. Delibera allunanimit se la disposizione dei Trattati prevede che il consiglio per quella materia
deliberi allunanimit
IV. NO ricorso al consiglio europeo in caso di disaccordo
In seno al consiglio, solo i rappresentati degli stati partecipanti votano (lunanimit costituita solo dal voto
degli stati interessati)

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Nellambito PESC, il consiglio vota allunanimit previo parere dellAlto Rappresentate e della commissione
(il PE ne solo informato). cooperazione rafforzata la cooperazione strutturata permanente (prevista in
materia di politica di sicurezza e di difesa comune).
Cooperazione giudiziaria penale: quando consiglio e parlamento emanano direttive che stabiliscono norme
minime, almeno 9 stati possono instaurare una cooperazione (lautorizzazione si considera concessa
automaticamente)
Le spese sono a carico degli stati partecipanti (a meno che il consiglio allunanimit non decida
diversamente).
Esempio: accordo di Schengen del 1985.
9.2 La PESC
Quasi interamente metodo intergovernativo e quasi completa esclusione del sindacato della Corte.
esclusa in tale materia ladozione di atti legislativi.
C un alto rappresentante nominato dal consiglio europeo a maggioranza qualificata con laccordo del
presidente della commissione che assistito dal un servizio europeo per lazione esterna che lavora in
collaborazione con i servizi diplomatici degli stati membri. Il servizio assiste anche il presidente della
commissione e il presidente del consiglio europeo nellesercizio delle rispettive funzioni nelle relazioni
esterne.
Delibere a maggioranza qualificata:
- Sulla base di una decisione del consiglio europeo relativa agli interessi e obiettivi strategici
dellunione
- In base ad una proposta dellalto rappresentate presentata in seguito a una richiesta specifica del
consiglio europeo
- Per ladozione di decisioni relative allattuazione di una decisione che definisce una azione e una
posizione dellunione
- Quando nomina un rappresentante speciale per questioni politiche specifiche
Se per un membro del consiglio (per motivi di politica nazionale) dichiara che intende opporsi alladozione
di una decisione che prevede la maggioranza qualificata, non si procede alla votazione.
Se lalto rappresentante non trova un compromesso, il consiglio pu chiedere a maggioranza qualificata che
deliberi sulla questione il consiglio europeo allunanimit.
difficile questa soluzione, perch un capo di stato o di governo disconoscerebbe la decisione presa dal suo
ministro.
Il Consiglio europeo pu decidere allunanimit che il Consiglio deliberi a maggioranza qualificata NORMA
PASSERELLA. Per le questioni procedurali il consiglio delibera a maggioranza semplice dei suoi membri.
Il PE solo consultato.
La commissione svolge un ruolo marginale.
La corte di giustizia non ha alcuna competenza, salvo controllare il rispetto delle attribuzioni delle istituzioni
COMITATO POLITICO E DI SICUREZZA:
- Controllo la situazione internazionale (fatte salve le competenze dellalto rappresentante)
- Contribuisce a definire le politiche aiutando a formulare pareri
Ci pu essere la nomina da parte del consiglio di un rappresentante speciale (su proposta dellalto
rappresentante)
Il consiglio pu adottare:
- Misure di interruzione delle relazioni economiche con paesi terzi
- Misure restrittive nei confronti di
o Persone fisiche e giuridiche
o Gruppi
o Entit non statali
In questo caso c sindacato della corte, anche direttamente sulla decisione.

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POLITICA DI SICUREZZA E DIFESA COMUNE parte integrante della PESC. Si pu avvalere di mezzi civili e
militari per garantire la pace e il rafforzamento della sicurezza internazionale
Clausola di solidariet qualora uno stato sia oggetto di un attacco terroristico o sia vittima di una calamit
naturale o provocata dalluomo, lunione mobilita tuti gli strumenti di cui dispone (inclusi i mezzi messi a
disposizione dagli stati).
Si prevede la creazione di unagenzia europea per la difesa, posta sotto lautorit del consiglio (lo stato pu
decidere se aderirvi o meno).
9.3 La cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale
Materia ex terzo pilastro. Riorganizzazione per lutilizzo del metodo comunitario.
Cooperazione di polizia attraverso lassociazione di tutte le autorit competenti degli stati membri per la
formazione dellEuropol.
Cooperazione giudiziaria (civile e penale) fondata sul principio del riconoscimento reciproco delle
decisioni giudiziarie (ravvicinamento delle disposizioni legislative e regolamentari
Iniziativa normativa:
- Commissione
- degli stati (i parlamenti nazionali devo vigilare sul rispetto del principio di sussidiariet con
riguardo alle proposte legislative presentate)
Miglior disciplina dellEurojust funzionamento con regolamento adottato con procedura legislativa
ordinaria
Compito: sostenere e potenziare la cooperazione tra le autorit nazionali responsabili delle indagini
e dellazione penale contro la criminalit grave interessante pi stati o che richiedano unazione penale su
basi comuni
Reciproco riconoscimento delle sentenze procedura legislativa ordinaria per direttive con norme (anche)
minime
Introduzione del principio di solidariet e di equa ripartizione delle responsabilit (anche finanziarie) in tema
di asilo e immigrazione
Procura europea possibilit di introduzione (consiglio allunanimit con procedura legislativa speciale
previa approvazione del parlamento)
La competenza della corte di giustizia estesa pienamente a tutto il settore.
9.4 Adesione di nuovi stati. Sospensione. Recesso
Adesione. Requisiti:
- Geografico (stato europeo + valutazioni storico culturali)
- Rispetto dei valori fondamentali dellunione (valutazione di conformit da parte delle istituzioni e
degli stati membri)
- Altri criteri stabiliti dal consiglio europeo
La richiesta di adesione viene inoltrata al consiglio e comunicata al parlamento europeo e ai parlamenti
nazionali.
Il consiglio delibera allunanimit (previa consultazione della commissione e previa approvazione del PE che
si pronuncia a maggioranza dei membri)
Ladesione normalmente preceduta da una fase di pre-adesione.
Dopo la delibera allammissione si conclude un accordo di adesione tra gli stati membri e lo stato
richiedente (che dovr essere ratificato da tutti gli stati contraenti). Prima della firma, laccordo di adesione
deve essere sottoposto allapprovazione del PE.
Sospensione (quando lo stato non rispetta i valori primari dellunione)
C una proposta motivata (da 1/3 degli stati o PE o commissione) su cui delibera a maggioranza dei 4/5 dei
membri il consiglio (previa approvazione del parlamento)
Prima delle delibera fase interlocutoria tra lo stato in questione e il consiglio (che pu rivolgergli delle
raccomandazioni)

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Esempio: Austria nel 2000 (partito di estrema destra al governo)
Il Consiglio Europeo (dopo aver ascoltato lo stato) delibera allunanimit (senza il voto dello stato in
questione) e previa approvazione del parlamento per la conferma della violazione.
Dopo questa votazione, il consiglio europeo potr effettuarne una seconda (maggioranza qualificata) con
cui potr sospendere alcuni dei diritti derivanti allo stato membro in questione di trattati, compresi i diritti
di voto in consiglio. (non vi una sospensione degli obblighi).
La CG competente (su domanda dello stato) ad esercitare un controllo delle sole prescrizioni di carattere
procedurale (no merito).
Recesso. (introdotto con Lisbona, gi prevista dal trattato costituzionale)
Ci deve essere la notifica al consiglio europeo. Lunione negozia con lo stato un accordo (consiglio a
maggioranza qualificata previa approvazione del parlamento).
I trattati cessano di applicazione dallentrata in vigore dellaccordo di recesso o trascorsi due anni (o pi, in
base allaccordo) dalla notifica della decisione di recedere (quando non stato concluso laccordo di
recesso).
9.5 La cittadinanza europea
Gi previsto dal trattato sullUE si acquisisce in modo automatico (conseguenza della cittadinanza di uno
degli stati membri) contemplata anche dalla CDF
Lisbona maggiore autonomia e si aggiunge a quella nazionale (seconda cittadinanza)
Conseguenze:
- Chi cittadino di uno stato membro lo anche europeo
- Ogni stato rimane il solo competente nello stabilire i requisiti necessari per lacquisto o la perdita
della cittadinanza nazionale
Precisazione CG la competenza degli stati deve esercitarsi dellosservanza del diritto dellunione e che
lattribuzione o la privazione della cittadinanza non pu risultare in violazione di tale diritto
[2004 caso Micheletti] la legislazione di uno stato membro non pu disconoscere la cittadinanza
attribuita da altro stato membro o porre dei limiti agli effetti di tale attribuzione anche se incidano sul
proprio ordinamento interno
[2010 rinvio pregiudiziale alla CG] situazione di apolidia tra Germania e Austria. La Sentenza
conclude che la naturalizzazione (ottenuta da atti fraudolenti) poteva essere legittimamente revocata per
un motivo di interesse pubblico, lasciando con questo intendere che non ogni motivazione legittima.
Lapprezzamento del giudice del rinvio deve essere ispirato al principio di proporzionalit (ossia verificare
se la perdita della cittadinanza dellunione sia giustificata in rapporto alla gravit della violazione commessa
dallinteressato nonch alla possibilit per questi di recuperare la propria cittadinanza doriginare; il giudice
deve valutare un termine)
Con la cittadinanza vi unattribuzione automatica di diritti (gran parte sono gi propri della cittadinanza
nazionale) significato simbolico
[2011 sentenza Zambrano] i diritti connessi alla cittadinanza europea assumono una dimensione
autonoma e svincolata dalleffettivo esercizio di una libert economica ((i figli avevano cittadinanza
europea)
[2011 Dereci 2012 Iida] al di fuori di ipotesi eccezionali (e a prescindere da valutazioni di
convenienza economica o delleventuale esigenza di preservare lunit del nucleo familiare) non
automaticamente invocabile lart 20 TFUE per contestare il diniego di un permesso di soggiorno di un
cittadino di uno stato terzo (familiare di un cittadino europeo)
I diritti del cittadino europeo sono invocabili quando non riguardano questioni meramente interne agli
stati. (questione di difficile interpretazione, CG; si riducono le competenze nazionali)
Lelencazione del TFUE non esaustiva ci pu essere unadozione del consiglio allunanimit, con
procedura legislativa speciale e previa approvazione del parlamento
Diritto di libera circolazione e di soggiorno nel territorio degli stati membri gi ricavabile dalle norme del
trattato (completa la libera circolazione dei lavoratori). Ha efficacia diretta (davanti ai giudici nazionali) e ha

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anche effetto utile (tale norma deve essere interpretata in modo da consentire leffettivo esercizio del
diritto da essa attribuito).
[Sentenza Garcia Avello 2003] la determinazione del cognome era fatta valere nei confronti di
uno stato membro del quale i soggetti erano cittadini ma essendo nel contempo cittadini anche di un altro
stato membro la cui normativa si pretendeva fosse applicata nel caso di specie
[Sentenza Grunkin e Paul 2006] la pretesa rivolta nei confronti del proprio stato senza che i
ricorrenti godessero di unaltra cittadinanza (dissolvimento del limite costituito da situazioni meramente
interne)
[Sentenza Sayn-Wittgenstein 2010] precedente giurisprudenza estendendola anche al caso in cui
la difformit emergeva in ragione della decisione (assunta da uno dei due paesi, quello di cittadinanza) sulla
base di norme di rango costituzionale di non consentire pi luso di titoli nobiliari come componenti del
nome. (la normativa compatibile con le regole dellunione sulla cittadinanza europea, in quanto
giustificata da motivi legati alla tutela dellordine pubblico e del principio di eguaglianza).
[Sentenza Tas-Hagen 2006] il governo olandese aveva negato lindennizzo per danni di guerra a
suoi cittadini perch al momento della richiesta non erano pi residenti nei Paesi Bassi ma in altro stato
membro (la residenza condizione prevista dalla legge interna): la corte non ha ritenuto giustificabile tale
restrizione (lesione di un diritto fondamentale)
Diritto di elettorato attivo e passivo alle elezioni comunali e del Parlamento Europeo previsti dalla CDF
un completamento del diritto di libera circolazione.
[Spagna c. Regno Unito e Commissione 2006] lo stato membro pu estendere il diritto di voto al
parlamento europeo a soggetti residenti nel suo territorio anche se extracomunitari purch sussistano
stretti legami tra quei cittadini non comunitari e lo stato membro che estende il diritto di voto.
Anche ipotesi inversa
Diritto di petizione al Parlamento europeo materie nel campo dellunione e che concerna direttamente il
cittadino dellunione (anche per persone fisiche o giuridiche che risiedano o abbiano la sede legale in uno
stato membro)
Diritto di ricorrere al mediatore europeo cittadino + persone fisiche residenti + persone giuridiche per
lamentare una cattiva amministrazione (esclusione dei comportamenti imputabili agli stati membri)
Comprende anche il diritto di accesso ai documenti delle istituzioni (vedi caso Regno di Svezia e Maurizio
Turco c. Consiglio del 2008)
Protezione diplomatica e consolare allestero.
Protezione quando lo stato membro non rappresentato, in caso contrario semplice assistenza (perch in
caso contrario ci dovrebbe essere il consenso dello stato terzo, in base ai principi di diritto internazionale),
ma il tribunale di primo grado nel 1995 con la sentenza Odigitria (ora solo Tribunale, con Lisbona) ha
affermato il potere/dovere della commissione, e quindi dellunione, di agire in protezione diplomatica a
fronte del comportamento internazionalmente illecito tenuto da uno stato terzo nei confronti di un
cittadino europeo.
Con decisione del consiglio del 1995 si precisano le condizioni dellassistenza, i casi di tutela e le disposizioni
relative ai rapporti tra gli stati membri.

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CAPITOLO 2 LE ISTITUZIONI DELLUNIONE EUROPEA
IL SISTEMA ISTITUZIONALE
1. IL QUADRO ISTITUZIONALE
Il nucleo centrale rimasto invariato nel corso degli anni, ma con i diversi trattati sono stati aggiunti
organismi e organi e appare omogeneo dopo la fusione dei 3 pilastri. Le istituzioni si occupano di
promuovere i valori e gli obiettivi dellunione:
- Nellinteresse degli stati membri (consiglio)
- Degli interessi propri dellunione (commissione)
- Del popoli degli stati membri (parlamento)
- Nellosservanza della legalit (corte di giustizia)
In rapporto di reciproca collaborazione.
Consiglio e commissione devono agire coerentemente per raggiungere gli obiettivi dellunione, nel rispetto
dellacquis comunitario.
Trattato di Amsterdam aggiunta della Corte dei Conti
Trattato di Lisbona BCE e Consiglio europeo
Principio dellequilibrio istituzionale ogni istituzione deve agire in base alle proprie competenze (in caso
contrario latto illegittimo)
Principio di leale cooperazione dovere (tra le istituzioni) di agevolare e non ostacolare lesercizio delle
competenze a ciascuna attribuite.
Configurazione originale:
- Funzione legislativa (consiglio)
- Funzione esecutiva (commissione)
- Potere di controllo politico (parlamento)
Ancor oggi il ruolo del consiglio (= volont degli stati membri) risulta dominante.
A completamento vi sono gli organi (con pareri consultivi o per migliorare il processo di integrazione)
2. LE COMPETENZE
Principio di attribuzione le istituzioni esercitano le loro competenze nei limiti di quelle espressamente
conferite dai trattati.
Corte di giustizia vigila che gli atti delle istituzioni si mantengano nel principio di attribuzione
Sistema anteriore a Lisbona le competenze non erano enumerato o indicate espressamente (erano
attribuite in base agli obiettivi da raggiungere e non in ragione delle materie)
Lisbona maggiore organicit e chiarezza, ripartendo le competenze in 3 materie (elencazione talora
tassativa, talora indicativa):
- Competenza esclusiva dellunione elenco tassativo (gli stati legiferano solo se autorizzati o per
recepire gli atti dellunione)
o Unione doganale
o Regola sulla concorrenza del mercato interno
o Politica monetario euro (per gli stati che fanno parte dellUEM)
o Biologia marina
o Politica commerciale comune
o Conclusione di accordi internazionali quando prevista in un atto legislativo dellunione o se
necessaria per consentirle di esercitare le sue competenze a livello interno
- Competenza concorrente (gli stati legiferano nella misura in cui lunione non abbiano legiferato)
vi sono anche competenze parallele (esempio ricerca e sviluppo tecnologico)
o Mercato interno
o Politica sociale
o Coesione economica, sociale e territoriale
o Agricoltura e pesca (no risorse biologiche marine)

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- Competenza per azioni di sostegno, di coordinamento o di completamento (per finalit europee)
sono materie che in linea di principio appartengono alla competenza degli stati membri, ma
lunione apporta un valore aggiunto ma non adotta misure di armonizzazione
o Salute umana
o Industria
o Cultura
o Turismo
o Istruzione
La sicurezza nazionale resta di competenza esclusiva degli stati, ma lunione ha competenza per una politica
estera e sicurezza comune (PESC), compresa la definizione progressiva di una politica di difesa comune e
per il coordinamento delle politiche economiche e occupazionali degli stati membri.
Il principio di attribuzione viene temperato con la clausola di flessibilit (ampia prassi) che consente
allunione (a seguito di una deliberazione unanime del consiglio su proposta della commissione e previa
approvazione del parlamento) di adottare le disposizioni necessarie per la realizzazione degli scopi
istituzioni (senza revisionare i trattati).
La clausola di flessibilit viene estesa a tutte le politiche definite nei trattati, ma non ci pu essere
armonizzazione per le materie escluse in merito nei trattati.
Corte di giustizia la clausola di flessibilit legittima a meno che non ci sia una deroga alla ripartizione dei
poteri tra le istituzioni o un ampliamento della sfera dei poteri della comunione/unione.
Teoria dei poteri impliciti ulteriore temperamento del principio di attribuzione. stata sviluppata dalla
corte di giustizia. Lunione pu esercitare poteri non espressamente descritti nei trattati se questi sono
indispensabili per un esercizio efficace delle competenze gi attribuite ( stata usata per lesercizio delle
materie esterne)
3. (SEGUE) I CRITERI REGOLATORI DELLESERCIZIO DELLE COMPETENZE DELLUNIONE: I PRINCIPI
DI SUSSIDIARIETA E PROPORIZIONALITA
I trattati istitutivi non contenevano alcun criterio generale per regolare lesercizio delle competenze della
comunit.
I principio funzionale e la teoria dei poteri impliciti apparivano insufficienti, quindi il trattato di Maastricht
ha introdotto due nuovi criteri (confermati da Lisbona).
La sussidiariet
Atto unico europeo la comunit agisce nella misura in cui gli obiettivi possono essere meglio realizzati a
livello comunitario piuttosto che a livello dei singoli stati membri (funzione essenzialmente positiva)
Parlamento 1990 una guida politica per definire lambito di esercizio delle competenze comunitarie nei
settori oggetto di competenza concorrenti e per legittimare il trasferimento di competenze degli stati
membri alla comunit (sotto il controllo del parlamento stesso)
TUE
Lisbona significato restrittivo ( un limite allampliamento delle competenze dellunione)
Duplice condizione per lesercizio delle competenze:
- La sua azione realizza meglio le finalit perseguite
- Gli stati membri non sono in grado di farlo a loro livello
Conseguenza gli stati mantengono la competenza primaria, nelle materie oggetto di competenza
concorrente
Questa formulazione per la paura degli stati dellespansione incontrollata dellunione (infatti la
commissione ha emesso una comunicazione nella quale tenta di conferire maggiore precisione al concetto
di sussidiariet e di eliminare la sua ambiguit, ma il principio risulta cos riduttivo e restrittivo per lazione
dellunione)
Problema inverso: funzione negativa (abuso da parte degli stati)
Ormai un principio costituzionale dellintegrazione europea.
Lesercizio da parte dellunione di una competenza concorrente non la fa divenire esclusiva.

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un criterio di distribuzione dellesercizio di determinate competenze tra i diversi livelli di relazione e
pertanto un criterio sostanziale e dinamico.
No violazione se lunione agisce in materie concorrenti con atti non lesivi o invasivi delle competenze
statali.
Meccanismi di controllo:
Fino a Lisbona = ricorso alla CG (valutazione politica a posteriori)
o Stato
o Istituzione
o Privato
La CG prudente nella verifica dei requisiti richiesti.
Protocollo 30 trattato di Amsterdam carattere dinamico del principio che consente che lazione
dellunione (entro le competenze) sia ampliata dove lo richiedano le circostanze e inversamente ristretta o
sospesa quando non sia pi giustificata.
Dopo Lisbona anche i giudici nazionali sono chiamati a vigilare sul rispetto del principio
procedura complessa:
o Ogni progetto di atto legislativo deve esser trasmesso anche i parlamenti nazionali (come
anche le risoluzioni legislative del parlamento e le posizioni del consiglio)
La proposta della commissione deve essere motivata (si devono capire gli elementi di
rispetto del principio
o Ogni parlamento ha 8 settimane dalla data di trasmissione per inviare ai presidenti delle
istituzioni europee un parere motivato. Ciascun parlamento ha 2 voti (se bicamerale, una
per camera).
Se i pareri sono almeno 1/3 dellinsieme dei voti (1/4 se il progetto riguarda lo spazio di
libert, sicurezza e giustizia) il progetto deve essere riesaminato
Al termine del riesame listituzione pu decidere se mantenere, modificare o ritirare il
progetto.
Se nellambito della PLO e i pareri superano la maggioranza semplice dei voti attribuiti, ci
deve essere il riesame. Se la commissione sceglie di non modificare o ritirare latto dovr
darne comunicazione (e motivazione)
Parlamento e consiglio prima della prima lettura devono valutare la compatibilit. Non ci
sar ulteriore esame (incompatibilit) se vi maggioranza del 55% dei membri del consiglio
o maggioranza dei voti espressi in parlamento
o Sistema di impugnazione ex post da parte di uno stato membro o dal comitato delle regioni
(quando il trattato ne richiede la consultazione). Non si precisa il ricorso in annullamento
per volont dei parlamenti nazionali (ma questi possono agire attraverso il governo), ma il
rafforzamento della legittimazione democratica pu creare discrasia tra la posizione dello
stato in sede di consiglio e volont del parlamento nazionale.
Proporzionalit
Introdotto dalla giurisprudenza della corte (non cera specifica norma nel trattato).
Ora codificato nel TUE il contenuto e la forma dellazione dellunione si limitano a quanto necessario per
il conseguimento degli obiettivi dei trattati.
un principio generale dellordinamento dellunione (in tutti i settori, anche di competenza esclusiva)
Campo di applicazione pi vasto rispetto al principio di sussidiariet.
Comprende anche la scelta di tipo di atto da adottare.
La corte ha esteso lapplicazione del principio anche agli stati membri quando provvedono allattuazione
del diritto dellunione (gi nel 1975).
Prossimit
Le decisioni devono essere prese il pi vicino possibile ai cittadini (e quindi fa anche avvicinare di pi i
cittadini allunione).

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Riguarda competenze esclusive e concorrenti. volto a realizzare il decentramento nella gestione
dellazione dellunione, a tutelare le specificit nazionali, a rispettare lidentit e le diversit proprie di
ciascun stato membro e (nei limiti del possibile) a valorizzarne le esigenze interne.
Tende a completare il principio di sussidiariet (il livello regionale e locale pi vicino ai cittadini).
La corte considera i tre principi come tra loro collegati e integrati.
LE ISTITUZIONI
4. IL PARLAMENTO EUROPEO
Inizialmente pochi poteri. Significativa per uno sviluppo equilibrato dellintegrazione.
Organo democratico dal 1979 (prime elezioni dirette).
Inizialmente non ha potere legislativo ma solo funzione consultiva (+ poteri politici di controllo delloperato
delle altre istituzioni)
Trattato di Lisbona la PLO la norma e ha pi poteri di controllo
4.1 Composizione
Levoluzione inizia nel 1976 con lintroduzione dellelezioni a suffragio universale diretto (prime elezioni nel
1979).
Origine delegati designati dai parlamenti nazionali (elezione indiretta e figure di minore personalit)
Maastricht i componenti sono i rappresentanti dei popoli degli stati membri alla comunit
Lisbona rappresentanti dei cittadini dellunione
Non vi una procedura elettorale uniforme, ma a livello europeo sono state introdotti dei paletti (principio
del voto unico, contemporaneo svolgimento delle elezioni e modalit delle operazioni di spoglio)
1993 Il Parlamento progetta una procedura elettorale uniforme, non approvata dagli stati.
Lisbona il consiglio (allunanimit con PLS su iniziativa del parlamento e previa approvazione di questi a
maggiore dei membri) stabilisce le disposizioni per una procedura elettorale uniforme (entreranno in vigore
previa approvazione degli stati, in base al recepimento previsto dalle norme costituzionali
2002 decisione del consiglio adottata in Italia nel 2004 si adotta il metodo proporzionale (gli stati sono
liberi di stabilire i requisiti per leleggibilit attiva e passiva e altre discipline)
Mandato 5 anni
Status:
- Nessuna restrizione della libert di movimento per recarsi alle riunioni e ritornare
- Non possono essere ricercati, detenuti o perseguiti a motivo delle opinioni espresse e dei voti dati
nellesercizio delle loro funzioni
- Godono (sul territorio del paese in cui sono eletti) delle medesime immunit riconosciute ai
membri dei rispettivi parlamenti nazionali. Negli altri stati membri sono esenti da ogni
provvedimento di detenzione e da ogni procedimento giudiziario
Limmunit pu essere revocata dal parlamento a maggioranza dei componenti, a seguito di una
richiesta avanzata dallautorit competente di uno stato membro
Composizione:
- Fino a Amsterdam 626 ma gli stati meno popolosi erano sovra-rappresentati (ma un aumento
eccessivo poteva danneggiare lefficienza e la governabilit)
- Amsterdam max 700 ma non ci sono criteri di ripartizione (solo principio di accurata
rappresentanza)
- Nizza max 732
- 2005 max 736 (perch sono entrati Bulgaria e Romania)
- Lisbona il numero dei parlamentari garantito in modo degressivamente proporzionale (con
soglie minime e massime). Massimo 750 membri + il presidente (su richiesta dellItalia per
mantenere la parit di seggi con Regno Unito e Francia)
La composizione del parlamento stabilita con decisione unanime del consiglio europeo, su iniziativa e
previa approvazione del parlamento stesso (= ci potranno essere in futuro ulteriori modifiche).

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Statuto un regolamento adottato secondo una PLS, previo parere della commissione e previa
approvazione del consiglio a maggioranza qualificata (allunanimit se riguarda il regime fiscale)
4.2 Organizzazione
Trattati + regolamento interno (adottato dal parlamento a maggioranza dei componenti)
Con il regolamento, i parlamentari hanno cercato nel tempo di attribuire allistituzione nuovi poteri, non
previsti dai trattati evoluzione e espansione
Presidente
Eletto per 2 anni e mezzo a maggioranza assoluta dei voti espressi (primi 3 scrutini), dopo candidato con pi
voti.
Funzioni:
- Amministrative e disciplinari
- Rappresentanza dellunione
- Dirige i lavori
- Presiede le sedute plenarie
- inviato a esprimersi allinizio dei lavori del consiglio europeo
- Ruolo importante nel dialogo interistituzionale
- Forma lufficio di presidenza (con i 14 vicepresidenti e i 5 questori, questi con funzioni consultive)
o Questioni finanziarie, amministrative e organizzative
o Nomina del segretario generale che dirige i servizi del parlamento
Conferenza dei presidente
Presidente del parlamento + presidente dei gruppi politici
Funzioni:
- Organizzazione dei lavori
- Relazioni con le altre istituzioni e gli organi + parlamenti nazionali + paesi terzi
- Composizione e competenze delle commissioni e delegazioni parlamentari
- Progetto di ordine del giorno
Conferenza dei presidenti di commissioni
Presidenti di tutte le commissioni parlamentari
Pu fare raccomandazioni alla conferenza dei presidenti su:
- Attivit delle commissioni
- Fissazione dellordine del giorno
Commissioni permanenti
Membri eletti per 2 anni e mezzo. Equa rappresentanza dei gruppi politici.
Funzioni:
- Preparano i lavori per le sedute plenarie
- Predispongono pareri, proposte e relazioni che saranno sottoposte al voto dellassemblea plenaria
- Mantengono le relazioni con la commissione e il consiglio
La conferenza dei presidenti pu delegare il potere deliberante alla commissione competente in materia.
Tuttavia 1/3 dei suoi membri pu chiedere che il potere deliberante sia attribuito alla seduta plenaria
Commissioni temporanee (o speciali, come da regolamento interno)
Durata massima 12 mesi.
Composizione, mandato e competenze sono definite dalla decisione che le istituisce
Commissioni temporanee di inchiesta molto importanti costituite dal parlamento su richiesta di dei
membri per esaminare le denunce di infrazione del diritto dellunione o di cattiva amministrazione nella sua
applicazione (non recano pregiudizio alle altre istituzioni e cessano con il deposito del loro rapporto)
Ci possono anche essere:
- Commissioni parlamentari miste (con stati dellunione o terzi per le nuove adesioni)
- Delegazioni interparlamentari permanenti composte da membri designati dai gruppi politici

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I parlamentari sono organizzati in base a gruppi politici (e non la nazionalit) anche se nella prassi la
solidariet politica risulta sfumata. Chi non aderisce a un gruppo entrer a far parte del gruppo misto.
I partiti politici europei (per i trattati) giocano un ruolo importante per il processo di integrazione.
Lo statuto dei partiti politici a livello europeo determinato dal parlamento e dal consiglio mediante
regolamenti secondo la PLO.
4.3 Funzionamento
Legislatura 5 anni
Sessione ordinaria annuale (secondo marted di marzo)
La sessione dura un anno ed suddivisa in periodi di sessione (una settimana ogni mese).
C piena autonomia per la durata delle interruzioni
Seduta straordinaria su richiesta:
- Maggioranza dei membri o
- Consiglio o
- Commissione
Prima di ogni periodo di sessione progetto di OdG (conferenza dei presidenti) tenendo conto del
programma legislativo annuale. Le modifiche possono essere mosse da:
- Un gruppo politico o
- Una commissione o
- Almeno 40 deputati
Una volta approvato non pu essere modificato
Delibere: maggioranza assoluta dei suffragi espressi (salvo disposizioni diverse).
Numero legale: in assemblea almeno 1/3 dei deputati
Le assemblee sono comunque valide se il presidente non constata (previa richiesta di almeno 40 deputati)
che il numero legale non stato raggiunto.
Per materie specifiche sono richieste maggioranze aggravate.
Voto personale e non delegabile (alzata di mano o appello nominale o scrutinio segreto, per le nomine o
se richiesto da almeno 1/5 dei membri)
Sedi:
- Strasburgo per le sedute plenarie
- Bruxelles per le commissioni permanenti e i gruppi politici (opposizione della Francia a spostare
tutto a Bruxelles)
4.4 Potere di iniziativa
Trattato istitutivo potere di iniziativa diretto solo alla commissione (ma il regolamento interno del
parlamento prevedeva ladozione di risoluzioni per chiedere alla commissione di intervenire in determinati
campi)
Maastricht questo potere di iniziativa stato inserito nei trattati
Reale potere per stabilire le disposizioni necessarie per permettere lelezione dei suoi membri a suffragio
universale secondo una procedura uniforme in tutti gli stati membri o quando si definisca lo status dei suoi
membri una PLS (regolamenti) perch c lapprovazione del consiglio e previo parere della
commissione
Richiesta:
- Un gruppo politico o
- Almeno 40 deputati
Per lapertura di una discussione straordinaria:
- Argomento di notevole rilevanza per le politiche dellunione non c lapprovazione di una
risoluzione
- Questione urgente (esempio: rilascio di un parere) accompagnando la richiesta da una proposta
di risoluzione sulla quale si apre il dibattito (e si chiuse con una votazione)

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Ogni deputato pu presentare una proposta di risoluzione e la commissione decidere sulla procedura e se
elaborare una risoluzione.
Le risoluzioni NON hanno efficacia giuridica ma sono un mezzo per indirizzare lazione dellunione e la
posizione delle altre istituzioni.
Anche la corte di giustizia ha riconosciuto questa competenza generale.
4.5 Potere di controllo
Commissione(Trattato istitutivo, solo su questa)
tenuta a presentare una relazione annuale sullattivit dellunione, sullapplicazione del diritto e un
programma di lavoro per lanno successivo
Consiglio
Ogni 6 mesi deve presentare il suo programma di lavoro tramite il suo presidente, comprensivo di una
relazione sul lavoro gi effettuato.
Interrogazioni
Possono essere fatte nei confronti di:
- Commissione
- Consiglio
- Consiglio europeo
Da parte di:
- Una commissione o
- Un gruppo politico o
- Almeno 40 deputati
Deve essere prima sottoposta alla conferenza dei presidenti.
Interrogazioni con risposta entro 6 settimane
Tempo delle interrogazioni allinizio della sessione a commissione e al consiglio con risposte brevi
Censura
Nei confronti della commissione. Ha carattere eccezionale.
Presentata 8 volte ma mai approvata.
Approvazione maggioranza 2/3 dei voti espressi e anche 2/3 dei membri.
Per questioni di mala gestio.
Provoca le dimissioni di tutta la commissione (compreso lalto rappresentante, ma resta in carica per gli
affari esteri)
Vedi caso commissione Santer 1999.
Petizioni
Qualsiasi cittadino dellunione (+ persone fisiche residenti + persone giuridiche con sede sociale
nellUnione) ha diritto di presentare (individualmente o in associazione) una petizione al parlamento su una
materia rientrane nel campo di attivit dellunione e che lo concerna direttamente
Il presidente del parlamento controlla la ricevibilit formale:
- Non anonime
- Indicazione della nazionalit e domicilio del firmatario
- Redazione in una delle lingue ufficiali dellunione (o lingue accordate, vedi Spagna)
Se ricevibile, fa un rinvio ad alla commissione delle petizioni (che decide nel merito ed elabora un
rapporto).
La commissione pu:
- Sottoporre al parlamento una proposta di risoluzione
- Chiedere che il suo parare sia trasmesso al consiglio o alla commissione o allautorit dello stato
coinvolto
La commissione potrebbe aprire una procedura dinfrazione

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4.6 Il Mediatore (difensore civico)
fonte dinformazione per il parlamento e anche mezzo di tutela non giurisdizionale per i privati
eletto allinizio di ogni legislatura da parte del parlamento (scrutinio segreto a maggioranza dei voti
espressi). Mandato rinnovabile.
un cittadino dellunione (indipendente e requisiti nel paese dorigine per lesercizio delle pi alte funzioni
giudiziarie. competenza e esperienza)
Piena indipendenza e interesse generale dellunione. (indipendenza anche nei confronti del parlamento).
Il parlamento pu solo richiedere alla corte di giustizia per dichiararlo dimissionario(non ci sono pi le
condizioni necessarie o per colpa grave).
Statuto regolamenti del parlamento con PLS (previo parare della commissione e approvazione del
consiglio)
Riceve denunce di cattiva amministrazione (ma non sulloperato della CGUE) da parte dei cittadini +
residenti + persone giuridiche
Lattivit preclusa quando sia pendente un procedimento giudiziario interno rispetto ai fatti compresi
nella denuncia.
Presentazione delle denunce:
- Modalit diretta
- Modalit indiretta (attraverso il parlamento statale)
Entro due anni dalla data in cui il ricorrente venuto a conoscenza dei fatti.
Il mediatore svolge le indagini che ritiene necessarie (forte margine di discrezionalit) e le altre istituzioni
non possono opporre lobbligo di riservatezza (principio di trasparenza)
Esito:
- Archiviare la denuncia
- Informa listituzione interessata che ha 3 mesi di tempo per fargli pervenire le sue osservazioni. Pu
tentare una conciliare (se questo non funziona fa rapporto al parlamento, ma il rapporto non ha
valore vincolante per listituzione interessata.
Presenta ogni anno una relazione al parlamento sui risultati delle sue inchieste.
Pu esserci sovrapposizione tra il ruolo del mediatore e quello della commissione delle petizioni.
4.7 Lutilizzazione del contenzioso dellUnione
Con la prassi, i regolamenti interni e le sentenze della corte, i poteri del parlamento sono stati ampliati (e
sono stati descritti nei trattati).
Ora il parlamento ha:
- Diritti di intervento in tutti i procedimenti (per tutti i tipi di ricorso) anche se non sono in gioco le
sue prerogative (effettua un controllo politico)
- Diritto a presentare il ricorso in carenza
- Legittimazione a promuovere delle azioni di annullamento (anche senza dimostrare le sue
prerogative)
Pu creare una commissione interna per gli affari giuridici
4.8 Poteri in materia di bilancio
Ruolo determinante posizione di parit con il consiglio
La procedura ha subito unevoluzione profonda
Trattato istitutivo solo potere consultivo
Modifiche con Lussemburgo e Bruxelles.
Ora deve approvare il bilancio e fissare i limiti di spesa (quindi influisce sulle politiche dellunione).
4.9 Partecipazione al processo di formazione delle norme dellUnione
Trattati istitutivi ruolo marginale (solo consultazione)
Presto si manifestato un deficit democratico. Progetto Spinelli 1984.

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Atto unico europeo procedura di parere conforme
Maastricht procedura di codecisione
Lisbona la PLO (erede di quella di codecisione e maggioranza qualificata) diventa la norma, vengono
istituiti delle PLS .
Ancora esclusa direttamente nella procedura di iniziativa legislativa
PESC ruolo marginale
4.10 Competenze in materia internazionale
Come in tutti i campi c stata unespansione del ruolo. Allinizio solo consultazione.
Lisbona ci deve essere la previa approvazione del parlamento per gli accordi di associazione e di adesione
(ripercussioni finanziarie considerevoli e campi della PLO). Negli altri casi ci deve esser un parere
obbligatorio (ma non per gli accordi commerciali o la PESC)
5. IL CONSIGLIO EUROPEO
Origine
Nasce dal sistema dei vertici, cio una conferenza intergovernativa, finisce il suo operato a Parigi nel 1974,
quando si decide per una cadenza periodica.
Riguarda la cooperazione politica e lintegrazione comunitaria
Interessi degli stati membri e dellintegrazione comunitaria
Composizione
Capi di stato o di governo
Presidente del consiglio europeo
Presidente della commissione
Alto rappresentante PESC (non un ministro degli esteri)
Presidente
Viene eletto a maggioranza qualificata (solo dai capi di stato o di governo) per 2 anni e mezzo.
Il mandato rinnovabile solo una volta.
Ci da vita ad una rappresentanza pi stabile.
Rappresenta anche lunione per quanto riguarda la PESC.
Poteri
D allunione gli impulsi necessari al suo sviluppo e ne definisce gli orientamenti e le priorit politiche.
Decisioni per la composizione e presidenza degli altri organi delle altre istituzioni unanimit
Pronuncia per consensus
Non c una votazione formale, se nessuno obietta, la decisione approvata
6. IL CONSIGLIO organo tipicamente intergovernativo, guarda gli interessi degli stati) 6.1
Composizione e funzionamento
Un rappresentante per ogni stato, in base alla materia trattata.
Costui deve avere rango ministeriale, ma pu anche essere fuori dal governo.
Sono espressamente previsti dai trattati:
- Affari generali
- Affari esteri
- Consiglio degli affari economici e finanziari (ECOFIN)
Presidenza: dal 2009 ci sono gruppi di tre stati per 18 mesi (6 mesi a ciascuno) per dare maggiore coerenza
al sistema e definire un programma condiviso.
La commissione affari esteri sempre presieduta dallalto rappresentante.

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Riunione:
- Iniziativa di
o Parlamento o
o Stato membro o
o Commissione
- Sedute pubbliche se si delibera su proposte di atti legislativi
- Ordine del giorno
o Punti A (punti gi accordati e discussi dal COREPER)
o Punti B (punti in cui ci deve ancora essere un dibattito)
- Lintera procedura viene seguita e da un segretariato generale
6.2 La procedura di voto
Procedura scritta normale
Per i fatti urgenti, ma deve essere una decisione unanime del consiglio e del coreper
Procedura di approvazione tacita
una procedura scritta e semplificata, usata per rispondere alle interrogazioni
Astensioni
Non ostano alladozione allunanimit.
La votazione allunanimit viene bloccata se un membro non presente e non si fatto rappresentare
Maggioranza semplice
Viene calcolata sui membri (e non sui presenti)
Unanimit
Non contano le astensioni ma devono essere tutti presenti
Temi sensibili e problematici o di carattere costituzionale
Maggioranza qualificata
Fino al 31/10/2014 criterio del voto ponderato (in base alla popolazione, allestensione geografica e sotto
il profilo economico).
Totale voti 345, voto valido con 260 voti che devono rappresentare la maggioranza degli stati ma pu
essere anche richiesta la clausola di verifica demografica (almeno il 62% della popolazione)
Dal 1/11/2014 sistema della doppia soglia
- 55% dei voti favorevoli
- Che rappresentino il 65% della popolazione
Fino al 31/03/2017 uno stato pu richiedere che venga utilizzata la vecchia procedura
Astensione costruttiva PESC
Prevalendo il metodo intergovernativo, bisognerebbe applicare lunanimit.
Se uno stato si astiene pu non applicare la decisione ma si astiene da contrastare lazione dellunione.
Il consiglio pu deliberare a maggioranza qualificata se il consiglio europeo adotta una decisione in tal
senso (norma passerella)
7. ORGANI AUSILIARI DEL CONSIGLIO (struttura a clessidra)
Principali:
- Comitato speciale agricoltura
- Comitato politico e di sicurezza
- Comitato economico e finanziario (ha sostituito il comitato monetario allinizio della terza fase
dellUEM)
- Comitato permanente (per il rafforzamento della cooperazione operativa in materia di sicurezza
interna)

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7.1 Il comitato dei rappresentanti permanenti
COREPER rappresentanti dei governi.
Hanno rango di ambasciatori (e agiscono su istruzione del proprio governo)
Compiti principali:
- Preparare i lavori
- Vigilare sulla coerenza e sui rispetto dei principi di
o Sussidiariet
o Proporzionalit
un organo di mediazione
Presieduto dal rappresentante permanente dello stato che esercita la presidenza del consiglio.
Il presidente assicura i collegamenti con la commissione.
Due livelli:
COREPER 2 affari di livello politico, economico e finanziario e relazioni esterne
COREPER 1 affari correnti, di procedura o essenzialmente tecnici
I due livelli sono indipendenti. La distribuzione operata dal presidente, eventualmente su richiesta della
commissione o di un rappresentante permanente.
La proposta della commissione viene trasmessa dal consiglio direttamente al COREPER:
- Unanimit dei consensi = punto A dellordine del giorno del consiglio
- No accordo = punto B
8. LA COMMISSIONE
Interesse generale dellunione (piena indipendenza degli stati) ne promuove gli interessi
Assicura la rappresentanza esterna dellunione (no PESC), d esecuzione al bilancio, esercita funzioni di
coordinamento, di esecuzione e di gestione.
Maastricht meno potere in campo UEM e PESC
8.1 Composizione e nomina
Un commissario per stato, in base alle loro competenze e che siano indipendenti.
Comunit a sei stati 9 (i grandi stati ne nominavano 2)
Lisbona:
- Fino al 31/10/14 un cittadino per ogni stato (compreso il presidente e il vice/alto rappresentante)
- Dal 1/11/14 numero di commissari = 2/3 del numero degli stati (compreso il presidente e il
vice/alto rappresentante)
8.2 Organizzazione e funzionamento
Presidente compiti:
- Rappresentanza esterna
- Definizione degli orientamenti generali
- Organizzazione interna
- Pu chiedere ad ogni commissario di rassegnare le dimissioni (per evitare una mozione di censura
parlamentare)
Vice di diritto lalto rappresentanti + quelli nominati dal presidente tra i membri della commissione
Segretariato generale assiste il presidente
Riunione: almeno una volta a settimana e ogni volta che necessario (sempre dietro convocazione del
presidente) non pubbliche.
Ogni anno adotta un programma di lavoro.
I lavori sono preceduti da riunioni preparatorie, quindi la commissione dibatte solo su questioni pi
importante o controverse.
Vi una ripartizione dei compiti (portafogli) che non comporta lattribuzione di poteri decisioni autonomi
Principio della collegialit (in caso contrario latto sarebbe inesistente)

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Delibere: a maggioranza dei membri (anche se nella prassi il consenso unanime)
Procedure semplificate:
- Procedura scritta (se nessuno fa obiezioni, la proposta adottata)
- Deleghe (la commissione pu autorizzare i suoi membri a prendere misure di gestione e di
amministrazione chiaramente definite) la legittimit stata riconosciuta dalla corte di giustizia
Si possono creare anche organi sussidiari, ma questi non avranno margine di apprezzamento decisionale.
8.3 Competenze: potere di iniziativa.
Poteri:
- Adozione di raccomandazioni e formulazione di pareri ogni volta che lo ritiene necessario
- Raccomandazioni agli stati membri, alle altri istituzioni e ai soggetti privati (atti non privi di effetti
giuridici, ma non effetti obbligatori)
- Iniziativa legislativa (in linea generale spetta solo alla commissione, in casi speciali anche ad altri
soggetti)
- Iniziativa atti non legislativi (proposta solo nei casi previsti dal trattato)
Il consiglio non pu emanare un atto che costituisca emendamento al progetto della commissione se non
allunanimit (diversamente nella PLO), mentre sufficiente la maggioranza prevista per approvare la
proposta.
Finch il consiglio non delibera, la commissione pu modificare la sua proposta.
Oltre alla proposta, liniziativa normativa pu consistere in una raccomandazione
Libri bianchi iniziative adottate per la preparazione delle proposte pi significative e complesse
La proposta deve indicare la base giuridica (conformit ai trattati)
1 milione di cittadini (di almeno degli stati) pu presentare una proposta alla commissione. La
commissione pu rifiutare solo se contraria ai valori dellunione, se il contenuto futile, se il comitato
degli organizzatori stato irregolarmente costituito. Il comitato ha 12 mesi per raccogliere le firme. La
commissione ha 3 mesi per lesame, esprimendo alla fine un parere.
Nella prassi, commissione e consiglio prenegoziano le proposte di atto, attraverso i memorandum e le
posizioni in sede COREPER.
PESC solo appoggio allalto rappresentante
Funzione consultiva:
- Cooperazione rafforzata per la politica estera
- Regolamenti del parlamento e del consiglio istitutivi di tribunali specializzati e alle deliberazioni dei
consiglio sullo statuto dei comitati previsti dai trattati
8.4 Potere decisionale
un potere circoscritto. Ad esempio riguarda i regolamenti sulle condizioni di permanenza di un lavoratore
subordinato in un altro stato membro dopo aver occupato limpiego
Lisbona atti a portata generale su delega di un atto legislativo (per la modifica o lintegrazione di elementi
non essenziali) sotto la sorveglianza del parlamento e del consiglio (possono sempre votare a maggioranza
dei membri e a maggioranza qualificata di revocare la delega o di sollevare obiezioni)
8.5 Poteri di esecuzione
Prima di Lisbona no potere autonomo di esecuzione (la delega doveva essere precisa e il consiglio doveva
indicare i limiti)
Comitatologia procedura dei comitati (composti da rappresentanti degli stati che affiancano e controllano
la commissione nellesercizio dei poteri attribuiti)
Per la corte questa procedura legittima.
Procedure principali:
- Procedura consultiva (il comitato deve emettere un parere che dovr essere tenuto in
considerazione dalla commissione)

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- Procedura di gestione(se il comitato emette il parere o non si pronuncia del termine stabilito, latto
immediatamente applicabile, ma se non si rispettato il parere dato, il consiglio pu differirne
lesecuzione per un massimo di 3 mesi)
- Procedura di regolamentazione (in caso di parare negativo del comitato, in assenza di parere o se
non sono state raggiunte le maggioranze richieste, la commissione deve sottoporre la questione al
consiglio (ha 3 mesi per la valutazione). Se il consiglio non valuta o non manifesta opposizione,
latto esecutivo)
Il parlamento pensa che la comitatologia sottrae potere alla commissione per darlo al consiglio.
- Procedura di regolamentazione con controllo (introdotta nel 2006) da potere anche al
parlamento
Lisbona ci sono sia i poteri delegati per atti non legislativi di portata generale sia la facolt per la
commissione di adottare gli atti necessari per lassicurare lesecuzione uniforme degli atti normativi (atti di
base).
Spetta agli stati ladozione delle misure in diritto necessarie.
La competenza di esecuzione condivisa tra commissione e stati.
Modifica nel 2011 restano solo due procedure:
- Consultiva( la regola generale)
- Desame (solo per ladozione di misure a portata generale e prevede un controllo da parte degli
stati)
Alla commissione compete lesecuzione del bilancio sotto la propria responsabilit e in modo conforme al
principio di buona gestione finanziaria. (pu trasferire i crediti tra i capitoli e tra le suddivisioni)
8.6 Poteri di gestione
Gestione amministrativa dei programmi e strumenti finanziari europei e degli stanziamenti destinati agli
interventi pubblici dellunione e (in collaborazione con le autorit interessate) dei fondi a finalit strutturale
(esempio FEOGA per lagricoltura).
Rientra nel potere di esecuzione del bilancio.
Dispone delle risorse proprie dellunione (sottopone al consiglio e al parlamento i conti dellesercizio
passato sulle operazioni di bilancio e presenta loro un bilancio)
8.7 Poteri di controllo
- Orientamento dellazione degli stati e dei privati
o Potere di raccogliere informazioni e procedere alle verifiche necessarie (se lo stato, dopo la
comunicazione non ottempera vi violazione dellobbligo di cooperazione)
o Allinterno degli stati membri e nei confronti dei privati o imprese (eventuali sanzioni). Ci
possono anche essere pareri e raccomandazioni rivolte agli stati senza forza obbligatoria
o Forte potere in materia di concorrenza e UEM
- Persecuzione
o nei confronti degli stati per le violazioni derivanti dal diritto dellunione = promozione di
una procedura dinfrazione. Deroghe a questa procedura:
La commissione e qualsiasi stato pu adire direttamente alla corte se uno stato non
si conforma alla decisione della commissione che constati lincompatibilit di un
aiuto di stato
La commissione e qualsiasi stato pu adire immediatamente alla corte ove ritenga
che uno stato faccia un abuso delle clausole di salvaguardia
o Altri istituzioni ricorso in annullamento o ricorso in carenza
La commissione non deve dimostrare linteresse ad agire.
Ha anche il potere di comminare sanzioni (esempio concorrenza).
Le decisioni possono essere impugnate davanti alla CGUE (di solito il tribunale).

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8.8 Relazioni esterne
Ruolo ridimensionato.
Lisbona:
- Rappresentanza esterna (no PESC perch c alto rappresentante)
- Insieme al consiglio, coerenza tra i vari settori dellazione esterna
- Negozia gli accordi con stati terzi o organizzazioni internazionali (in base alle direttive stabilite dal
consiglio)
La CG ha respinto il tentativo di ampliamente delle competenze nella conclusione di trattati internazionali
nei casi in cui ha potere di adottare atti normativi interni.
Stabilisce relazioni diplomatiche con paesi terzi e accredita le sue delegazioni presso organizzazioni
internazionali.
9. LA CORTE DEI CONTI
Creata nel 1975 (Bruxelles), inizia ad operare nel 77. unistituzione.
Compiti:
- Controllo contabile esterno delle istituzioni
- Esame del bilancio.
Composizione un cittadino per ogni stato membro (soggetti capaci e che offrano garanzie di
indipendenza).
Il consiglio (deliberando a maggioranza qualificata) sentito il parere del parlamento, adotta lelenco dei
membri.
Ci possono essere sezioni interne.
Mandato 6 anni rinnovabile.
Le incompatibilit possono comportare la destituzione (da parte della corte di giustizia su richiesta della
corte dei conti) o la dichiarazione della decadenza dei diritti di pensione.
Lattivit collegiale.
Non guarda lattivit della BCE. I restanti controlli riguardano la legalit e la regolarit di tutte le
operazioni.
Pu chiedere alle autorit nazioni interesse (che sono tenute a fornirle) la documentazione e le
informazioni che ritenga necessaria.
Assiste il parlamento e il consiglio nella funzione di controllo sullesecuzione del bilancio, ma non ha poteri
sanzionatori propri.
Redige una relazione annuale sul suo operato.
Svolge anche una funzione consultiva.
Essendo istituzione:
- Ricorso in carenza
- Intervento nelle controversie davanti alla corte di giustizia
- Responsabilit extracontrattuale
- Promozione di azioni in annullamento
10. LE ISTITUZIONI GIUDIZIARIE. LA CORTE DI GIUSTIZIA DELLUNIONE EUROPEA
Sede a Lussemburgo.
Compito: rispetto del diritto nellinterpretazione e nellapplicazione dei trattati.
Attraverso linterpretazione evolutiva, elabora e impone nuovi principi e regole. (esempio: efficacia diretta
e supremazia) = forte impulso allintegrazione
Lisbona istituzione unica con diversi organi (modifica rispetto a Nizza)
Gli stati membri devono provvedere a stabilire i rimedi giurisdizionali necessari per assicurare una tutela
giurisdizionale effettiva nei settori disciplinati dal diritto dellunione = i sistemi sono complementari

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10.1 La giurisdizione (rinvio)
Due livelli di tutela:
- Giurisdizione contenziosa
o Azione di annullamento
o Azione in carenza
o Eccezione incidentale di invalidit (procedimento gi dinanzi alla corte)
o Procedura dinfrazione
o Responsabilit extracontrattuale
o controversie in materia di esecuzione degli obblighi degli stati membri in materia bancaria
o Controversie tra unione e i suoi agenti
- Giurisdizione non contenziosa (indiretta)
o Interpretazione e validit
o Funzione consultiva
10.2 Competenze
Maastricht no PESC e GAI (accordi intergovernativi)
Amsterdam (conferma con Nizza) rinforzo (ma sempre esclusione PESC)
Cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale: pronuncia in via pregiudiziale sulla validit e
sullinterpretazione delle decisioni-quadro e delle decisioni adottate dal consiglio, e sulla validit e
interpretazione delle misure di applicazione delle stesse.
Competenza al controllo sul rispetto dei diritti fondamentali garantiti dalla CEDU.
Lisbona abolizione pilastri (ex PESC escluso, tranne sul controllo sul rispetto delle attribuzioni delle
istituzioni e il controllo della legittimit delle decisioni che prevedono misure restrittive nei confronti di
persone fisiche o giuridiche)
10.3 Corte di Giustizia. Composizione
Lisbona modifiche per alleggerire il lavoro della corte
CG un giudice per ogni stato membro (pu progredire automaticamente con le nuove adesioni; quindi
abolizione della disposizione che consentiva al consiglio di incrementare deliberando allunanimit il
numero di giudici)
Personalit che garantiscano indipendenza e competenza e che siano abilitati ad esercitare, nei
rispettivi paesi, le pi alte funzioni giurisdizionali
Nomina comune accordo tra i governi (per sei anni rinnovabili)
Un apposito comitato di 7 persone deve esprimere un parere (prima della nomina) sulladeguatezza dei
candidati a svolgere le funzioni di giudice e di avvocato generale.
Una decisione del consiglio ne stabilisce il funzionamento e ne designa i membri.
Rinnovo parziale ogni 3 anni.
I giudici non sono rappresentanti dei singoli stati.
Per ovviare al numero eccessivo, la corte si organizza in sezioni.
Avvocati generali:
- 8 (attualmente)
- Assistente della corte
- Mandato di 6 anni
- Nomina dei governi degli stati in comune accordo
- Il consiglio (allunanimit) pu aumentarne il numero
- Rinnovo parziale ogni 3 anni (per 4 avvocati generali)
- Prassi: uno indicato dai grandi stati restanti a rotazione
- Compito principale: presentare conclusioni motivate con le quali suggeriscono alla corte la
soluzione della causa

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- Nomina del primo avvocato generale
o Distribuisce le cause
o Propone alla corte il riesame delle pronunce del tribunale (se adottate in secondo grado o a
seguito di rinvio pregiudiziale)
- Solo cause pi significative (perch ce ne sono troppe)
- Conclusioni pubblicate con le relative sentenze
Tutti prestano giuramento in seduta pubblica. Godono dei privilegi previsti per i funzionari dellunione e di
un regime di immunit che solo la corte pu negare.
Gravi incompatibilit.
Conclusione del mandato:
- Termine spirato
- Dimissioni volontarie
- Dimissioni pronunciate dalla corte in seduta plenaria
10.4 Composizione
Presidente mandato di 3 anni a maggioranza assoluta dei voti espressi ed rinnovabile.
Dirige i lavori della corte e designa le sezioni competenti, presiede le udienze plenarie.
Dal 2012 vicepresidente scelto dai giudici per 3 anni
Solo eccezionalmente seduta plenaria (dimissioni del mediatore, membro della commissione o della corte
dei conti o quando la questione ha carattere eccezionale)
Normalmente lavora in sezioni di 3 o 5 giudici (deliberazioni valide solo se prese da 3 giudici)
Grande sezione (su richiesta di uno stato membro o di unistituzione che sia parte in causa) di 13 giudici.
Deliberazioni valide se prese da 9 giudici.
Giudici e avvocati nominano per 6 anni il cancelliere (amministrazione della corte).
10.5 Procedura
Le parti devono farsi rappresentare. Nelle procedure pregiudiziali si usano le regole del processo nazionale
in cui viene operato il rinvio.
Procedure contenziose (ricorsi diretti):
- Fase scritta (c scambio di memorie + provvedimenti istruttori. Il presidente nomina il giudice
relatore, idem per il primo avvocato generale. Il giudice relatore presenta alla corte una relazione
preliminare che riassume i termini della causa)
- Fase orale (pu anche non esserci. Le parti in causa discutono davanti alla corte e possono essere
sottoposti a interrogazioni da parte dei giudici e dellavvocato generale che presenter le sue
conclusioni. Non ci sono dissidenti dei giudici in minoranza.)
La sentenza ha carattere definitivo mezzi di impugnazione straordinari:
- Opposizione del terzo (la sentenza pregiudica i loro diritti, ma non erano parti in causa)
- Revocazione ( stato scoperto un nuovo fatto entro 10 anni dalla pronuncia)
- Interpretazione (pu essere un correttivo)
Rinvio pregiudiziale:
- Fase scritta(la richiesta comunicata agli stati, alle parti in causa e alla commissione possono
presentare memorie scritte entro 2 mesi dalla notifica) se la questione uguale ad una
precedente, la corte emette unordinanza motivata
- Fase orale(pu essere soppressa se nessuno degli interessati la richiede esponendone le
motivazione.
No impugnazione straordinaria ma s procedura accelerata o durgenza.
10.6 Il Tribunale
Istituito con decisione del consiglio nel 1988 (era tribunale di primo grado prima di Lisbona).
Sia per introdurre un doppio grado di giudizio sia per alleggerire il lavoro della corte.
Il regolamento deve essere approvato dal consiglio.

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Composizione almeno un giudice per stato
Nomina uguale alla corte. Alcuni possono esercitare la funzione di avvocato generale.
Se avvocato generale non pu prendere parte alla decisione relativa a quella causa.
Status come giudici della corte e prestano giuramento davanti ad essa.
Riunioni eccezionali in seduta plenaria (difficolt di diritto, importanza della causa o circostanze particolari).
Di regola sezioni di 3 o 5 giudici.
Esistono anche la grande sezione (13 giudici) e il giudice unico (giudice relatore, questioni semplici)
Il tribunale gode di ampia discrezionalit nellindividuazione della formazione pi idonea.
Gli stati e le istituzioni possono opporsi allassegnazione al giudice unico e alla sezione di 3 giudici, oppure
di ottenere la rimessione della causa a una sezione di almeno 5 giudice (anche grande sezione).
Competenza giudice di diritto comune dellordinamento dellunione. Ha competenza generalizzata in
primo grado (no conflitti interistituzionali). Secondo grado per le decisioni dei tribunali specializzati.
Competenza pregiudiziale in teoria si, in pratica no per garantire uniformit nella giurisprudenza e
nellinterpretazione
Eccezionalmente ci pu essere il riesame della corte.
Le decisioni sono definitive, limpugnazione ammessa solo per motivi di diritto (per luniformit
dellinterpretazione) entro 2 mesi della notifica della decisione e il ricorso non ha effetto sospensivo. Se la
corte annulla la sentenza pu decidere lei o rinviare la questione al tribunale.
Nellappello si pu sopprimere la fase orale (snellimento della procedura).
10.7 I Tribunali specializzati
PLO per listituzione mediante regolamento.
Le impugnazione di queste sentenze avvengono di diritto e/o di fatto (dinanzi al Tribunale).
Anche oggetto di riesame dinanzi alla corte (gravi rischi per lunit o la coerenza del diritto)
Composizione garanzie di indipendenza e possiedono le capacit per lesercizio di funzioni giurisdizionali.
Nomina da parte del consiglio allunanimit.
Regolamento di procedura in concerto con la corte (approvazione del consiglio)
2004 Tribunale della funzione pubblica (controversie tra lunione e i suoi agenti) formato da 7 giudici.
ALTRI ORGANI
11. ORGANI CONSULTIVI: IL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE
I rappresentanti dei datori di lavoro, dei lavoratori e degli altri gruppi di interesse europei possono
esprimere i loro pareri su questioni trattate dall'UE attraverso il Comitato economico e sociale europeo
(CESE). Si tratta di un'assemblea consultiva che trasmette i propri pareri alle maggiori istituzioni, in
particolare al Consiglio, alla Commissione e al Parlamento europeo.
Ruolo -- Il Comitato economico e sociale europeo stato istituito nel 1957 come forum di discussione delle
questioni legate al mercato unico. Il CESE offre ai gruppi di interesse europei (sindacalisti, datori di lavoro,
agricoltori) la possibilit di esprimere formalmente un'opinione sulle proposte legislative dell'UE.
Ogni anno il CESE trasmette in media 170 documenti e pareri consultivi. Tutti i pareri vengono trasmessi
agli organi decisionali dell'UE e quindi pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea.
Membri -- Il comitato economico e sociale europeo comprende 353 membri provenienti dai gruppi di
interesse economico e sociale di tutta Europa. I membri vengono nominati dai governi nazionali e dal
Consiglio dell'Unione europea per un mandato rinnovabile di cinque anni. I membri del CESE non vengono
retribuiti, ma ricevono rimborsi per coprire le spese di viaggio e alloggio quando partecipano alle riunioni.
I membri si dividono in tre gruppi:
1. Datori di lavoro
2. Lavoratori
3. Attivit diverse (ad esempio agricoltori, consumatori)

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Ci possono essere problemi di coesistenza con il comitato delle regioni
11.1 Il Comitato delle Regioni
Il Comitato delle regioni un organo consultivo che d voce agli enti regionali e locali dell'Unione europea.
Ruolo
Il ruolo del Comitato delle regioni (CdR) quello di fare in modo che la legislazione dell'UE tenga conto
della prospettiva locale e regionale. A tal fine il Comitato pubblica relazioni (pareri) sulle proposte della
Commissione.
La Commissione, il Consiglio e il Parlamento devono consultare il Comitato delle Regioni prima che l'UE
prenda decisioni su temi di competenza delle amministrazioni locali e regionali (ad esempio, in materia di
occupazione, ambiente, istruzione o salute pubblica).
Membri
Il Comitato delle regioni costituito attualmente da 353 membri (e altrettanti supplenti) provenienti da
tutti i 28 paesi dell'UE.
I membri e i supplenti sono nominati dal Consiglio su proposta dei paesi dell'UE e il loro mandato dura
cinque anni. Ogni paese sceglie i propri membri in maniera autonoma, ma le delegazioni riflettono
l'equilibrio politico, geografico e regionale/locale del paese di origine.
I membri del Comitato sono rappresentanti politici eletti, oppure rappresentanti di rilievo, di enti locali o
regionali del loro paese di origine.
Struttura
Ogni anno si svolgono cinque sessioni plenarie, durante le quali il CdR definisce le sue politiche e adotta i
pareri.
Vi sono sei commissioni che si occupano di diversi settori politici e preparano i pareri da discutere nelle
sessioni plenarie:
Commissione Politica di coesione territoriale
Commissione Politica economica e sociale
Commissione Istruzione, giovent e cultura
Commissione Ambiente, cambiamenti climatici ed energia
Commissione Cittadinanza, governance, affari istituzionali ed esterni
Commissione Risorse naturali
Il Comitato adotta inoltre risoluzioni su questioni politiche di attualit.
Nel CdR sono rappresentati quattro gruppi politici che riflettono i principali schieramenti politici europei:
Partito popolare europeo (PPE)
Partito del Socialismo europeo (PSE)
Alleanza dei democratici e dei liberali per l'Europa (ADLE)
Unione per l'Europa della nazioni - Alleanza europea (UEN-AE).
Ruolo pi forte dopo il Trattato di Lisbona
Con il Trattato di Lisbona, la Commissione europea deve consultarsi con gli enti locali e regionali e le loro
associazioni gi a partire dalla fase prelegislativa. Il CdR, in qualit di portavoce degli enti locali e regionali,
direttamente coinvolto in questa fase.
Una volta che la Commissione avr presentato una proposta legislativa, dovr consultare di nuovo il CdR se
tale proposta incide sulle competenze degli enti locali e regionali.
12. LA BANCA EUROPEA DEGLI INVESTIMENTI (BEI)
La Banca europea per gli investimenti di propriet dei 28 paesi dell'UE. Assume prestiti sui mercati dei
capitali e concede prestiti a un basso tasso d'interesse per finanziare progetti volti a migliorare le
infrastrutture, l'approvvigionamento energetico o la sostenibilit ambientale sia all'interno dell'UE che nelle
zone limitrofe o nei paesi in via di sviluppo.

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Ruolo
La Banca europea per gli investimenti sostiene progetti nei paesi dell'UE, nei futuri paesi membri e nei paesi
partner.
Assume prestiti sui mercati finanziari e non utilizza quindi i fondi del bilancio dell'UE. I prestiti vengono
erogati a condizioni vantaggiose per finanziare i progetti in sintonia con gli obiettivi delle politiche UE.
Nel 2008 la BEI ha raccolto quasi 60 miliardi di euro. La BEI non persegue scopi di lucro e concede
finanziamenti a un tasso prossimo al costo di raccolta dei fondi.
Servizi
Crediti: accordati a validi programmi o progetti nel settore pubblico e privato. I beneficiari vanno
dalle grandi aziende alle piccole imprese.
Assistenza tecnica: fornita da un team di economisti, ingegneri e specialisti per integrare gli
strumenti di finanziamento della BEI.
Garanzie: a disposizione di un vasto numero di istituti, ad esempio banche, societ di leasing,
organismi di garanzia, societ veicolo e altri.
Capitale di rischio: le richieste di capitale di rischio vanno inoltrate direttamente a un intermediario.
13. LUNIONE ECONOMICA E MONETARIA (UEM). GLI ORGANI.
La decisione di dar vita ad unUnione economica e monetaria stata presa dal Consiglio europeo svoltosi
nella citt olandese di Maastricht nel dicembre 1991, e successivamente sancita dal trattato sullUnione
europea (trattato di Maastricht). LUnione economica e monetaria d ulteriore slancio al processo di
integrazione economica dellUE iniziato nel 1957.Lintegrazione economica porta con s i vantaggi offerti
dalle maggiori dimensioni, da una maggiore efficienza e robustezza interna per leconomia dellUE nel
complesso e per quelle dei singoli Stati membri. Ci offre, a sua volta, opportunit di stabilit economica,
maggiore crescita e maggiore occupazione a diretto beneficio dei cittadini dellUE. In termini pratici, lUEM
sinonimo di:
coordinamento delle politiche economiche tra gli Stati membri
coordinamento delle politiche di bilancio, in particolare attraverso la limitazione del debito e del
disavanzo pubblico
una politica monetaria autonoma gestita dalla Banca centrale europea (BCE)
la moneta unica e larea delleuro.
La governance economica nel quadro dellUEM
Nel quadro dellUEM non vi ununica istituzione competente in materia di politica economica. Al
contrario, la responsabilit condivisa tra gli Stati membri e le istituzioni dellUE. I principali attori dellUEM
sono:
il Consiglio europeo, che stabilisce i principali orientamenti politici
il Consiglio dellUE (il Consiglio dei ministri), che coordina le politiche economiche nellUE e
decide se uno Stato membro pu adottare leuro
l'Eurogruppo, che coordina le politiche di interesse comune per gli Stati membri dellarea
delleuro
gli Stati membri, che definiscono i propri bilanci nazionali entro i limiti concordati per il debito e il
disavanzo pubblico e formulano le proprie politiche strutturali in materia di lavoro, pensioni e
mercati dei capitali
la Commissione europea, che vigila sui risultati e sul rispetto delle regole
la Banca centrale europea (BCE), che stabilisce la politica monetaria, con lobiettivo primario della
stabilit dei prezzi.
Il Parlamento europeo - condivide con il Consiglio il compito di formulare testi legislativi e
sottopone la governance economica al controllo democratico, in particolare nel quadro del nuovo
dialogo economico.
Cosa si intende per integrazione economica?

29
In generale, lunione politica e monetaria una fase avanzata del processo di integrazione economica, che
si articola in sei livelli:
1. zona di scambio preferenziale (con tariffe doganali ridotte tra alcuni paesi)
2. zona di libero scambio (senza tariffe interne su talune merci o su tutte le merci scambiate tra i paesi
partecipanti)
3. unione doganale (con tariffe doganali esterne identiche nei confronti dei paesi terzi e una politica
commerciale comune)
4. mercato unico (con una regolamentazione comune dei prodotti e la libera circolazione di beni,
capitali, lavoro e servizi)
5. unione economica e monetaria (mercato unico con una moneta e una politica monetaria comuni)
6. completa integrazione economica (tutti gli elementi suddetti pi larmonizzazione delle politiche di
bilancio e delle altre politiche economiche).
Quando lUnione europea fu fondata nel 1958 come Comunit economica europea, lobiettivo era quello di
istituire ununione doganale e un mercato comune per lagricoltura. Successivamente, la portata limitata di
questo mercato comune fu ampliata fino a creare un mercato unico anche per i beni e i servizi, completato
in larga parte nel 1993. Attualmente lUnione europea si trova nella quinta delle tappe sopra descritte. La
graduale integrazione economica non iniziata con la decisione di creare leuro: si tratta di un processo di
lungo periodo che fa parte della storia dellUE, oltre ad essere uno dei suoi pi importanti successi.
13.1 La Banca Centrale Europea
La Banca centrale europea (BCE, con sede a Francoforte, in Germania) gestisce l'euro, la moneta unica
dell'UE, e garantisce la stabilit dei prezzi nell'UE.
La BCE contribuisce anche a definire e attuare la politica economica e monetaria dell'UE.
Obiettivo
La Banca centrale europea (BCE) una delle istituzioni dell'UE. I suoi obiettivi principali sono:
mantenere la stabilit dei prezzi (tenendo sotto controllo l'inflazione) specialmente nei paesi
dell'area dell'euro
mantenere stabile il sistema finanziario, assicurandosi che i mercati finanziari e le istituzioni siano
controllati in modo appropriato.
La Banca lavora in collaborazione con le banche centrali dei 28 paesi dell'UE. Insieme costituiscono il
Sistema europeo delle banche centrali (SEBC).
Ne deriva cos una cooperazione tra le banche centrali dell'area dell'euro, detta anche eurozona, ovvero i
19 paesi dell'UE che hanno adottato la moneta unica. La cooperazione all'interno di questo gruppo di
banche chiamata Eurosistema.
Compiti
Rientra tra i compiti della BCE:
fissare i tassi d'interesse di riferiment per l'area dell'euro e controllare lamassa monetaria
gestire le riserve in valuta estera dell'area dell'euro e comprare o vendere valute quando si
presenta la necessit di mantenere in equilibrio i tassi di cambio
accertarsi che le istituzioni e i mercati finanziari siano adeguatamentecontrollati dalle autorit
nazionali, e che i sistemi di pagamento funzionino correttamente
autorizzare le banche centrali dei paesi dell'area dell'euro a emettere banconote in euro
monitorare le tendenze dei prezzi valutando il rischio che ne deriva per la stabilit dei prezzi
nell'area dell'euro.
Struttura
Gli organi decisionali della BCE sono:
Il comitato esecutivo, che coordina la gestione quotidiana. Ne fanno parte sei membri (un
presidente, un vicepresidente e altri quattro membri), nominati per un mandato di otto anni dai
leader dell'area dell'euro.

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Il consiglio direttivo, che stabilisce la politica monetaria dell'eurozona e fissa i tassi di interesse
applicabili ai prestiti erogati dalla Banca centrale alle banche commerciali. composto dai membri
del comitato esecutivo e dai governatori delle 19 banche centrali nazionali dell'area dell'euro.
Il consiglio generale, che concorre all'adempimento delle funzioni consultive e di coordinamento
della BCE e ai preparativi necessari per l'allargamento futuro dell'area dell'euro. Comprende il
presidente e il vicepresidente della BCE e i governatori delle banche centrali nazionali dei 28 paesi
dell'UE.
La BCE totalmente indipendente. La BCE non pu, al pari delle banche centrali nazionali dell'Eurosistema
e dei membri dei rispettivi organi decisionali, sollecitare o accettare istruzioni da organismi esterni. Tutte le
istituzioni dell'UE e i governi degli Stati membri devono rispettare questo principio.
13.2 Il sistema europeo di banche centrali
Il SEBC la realt posta al vertice del sistema creditizio europeo. una realt complessa perch il sistema
europeo composto da tanti mercati, perch a livello monetario si verificano gradi di aggregazione
differenti. Questo vuol dire che nellambito europeo ci sono paesi che hanno accolto leuro, e altri che pur
essendo entrati nellunione europea hanno mantenuto la propria moneta.
Questo sistema accoglie tutte le Banche Centrali di ciascun paese europeo, tenendo appunto conto che
allinterno di questa struttura non c ununiformit operativa proprio per la differenziazione della moneta
di conto prescelta.
Questo ha portato a far si che nel SEBC si creasse un sottosistema, lEUROSISTEMA, che raggruppa e elenca
le Banche Centrali che rappresentano i paesi che hanno assunto leuro come moneta di riferimento.
Queste Banche Centrali sono attualmente 15.
I 3 paesi storici che non hanno aderito alleuro sono lInghilterra, la Danimarca e la Svezia e che quindi sono
fuori dalleurosistema.
Ad eccezione di questi paesi, gli altri che non rientrano nelleurosistema sono tutti quei paesi che sono
recentemente entrati nellUE, e che devono ancora adeguarsi alle politiche di uniformazione.
Questa distinzione fa capire che il SEBC un sistema complesso, visto che ci sono due livelli diversi di
potere decisionale.
Le decisioni in termini di politica monetaria, ecc., sono prese dalleurosistema, gli altri paesi non sono
esclusi da queste decisioni, ma sono considerati ORGANISMI DI CONTROLLO.
Lorganismo rappresentativo dellunit decisionale delleurosistema la Banca Centrale Europea.
Lobbiettivo a livello europeo che tutti i mercati lavorino con leuro.
Per prendere le decisioni le Banche Centrali delleurosistema si riuniscono intorno ad un tavolo, grazie ai
loro rappresentanti, cio i governatori di ogni paese. Questi formano un organismo istituzionale che la
Banca Centrale Europea.
Questo organismo si costituisce attraverso la costituzione di un capitale al quale partecipano tutte le
Banche Centrali Nazionali. La gestione a livello centrale di tipo cooperativo, ovvero tutti i governatori
hanno lo stesso peso.

31
CAPITOLO 3 I PROCEDIMENTI INTERISTITUZIONALI
1. PROCEDIMENTI DI FORMAZIONE DEGLI ATTI DELLUE
Prima di Lisbona:
- Procedura consultiva = c un parere obbligatorio ma non vincolante del parlamento o di altri
organi. Se non si aspetta il parere, violazione delle forme sostanziali e pu essere annullato. Se il
parlamento non esprime il parere richiesto in un termine ragionevole non pu validamente
opporre a questultimo di non avere atteso il suo parare, e latto comunque validamente
adottato. Ci deve essere una nuova consultazione se la proposta viene modificata.
- Procedura di cooperazione la posizione comune adottata dal consiglio sulla base della proposta
della commissione veniva trasmessa per il suo esame al parlamento (possono esserci
emendamenti, su cui si pronunciava la commissione). Riesaminati in seconda lettura dal consiglio
che poteva decidere in via definitiva (dunque il rigetto della posizione comune non impediva al
consiglio di adottarla ugualmente pronunciandosi allunanimit). Viene meno con Lisbona.
- Procedura di codecisione il parlamento in quasi posizione di parit del consiglio. La commissione
vedeva ridotto il suo ruolo alla funzione di mediare e negoziare le diverse posizioni tra le due
istituzioni. Per attenuare il deficit democratico.
o Il consiglio delibera a maggioranza qualificata (di norma) sia per ladozione di una posizione
comune sia gli emendamenti del parlamento sia sulleventuale progetto comune approvato
da un comitato di conciliazione
o Latto non poteva essere adottato se il parlamento respingeva a maggioranza assoluta la
posizione comune del consiglio, o se una delle due istituzioni non approvava il progetto
comune elaborato dal comitato, o se questo non riusciva ad elaborare un progetto di
accordo condiviso.
- Procedura del parere conforme ci deve essere il parare conforme per lesame delle domande di
adesione di altri stati (mentre prima non era prevista neanche la sua consultazione) e per la
stipulazione degli accordi di associazione. Consiglio e Parlamento sono su un piano di parit, ma
restano esclusi gli accordi commerciali
Con Lisbona:
Il trattato di Lisbona mira a rafforzare la capacit di decisione e di azione dellUnione europea (UE),
garantendo al contempo la legittimit delle decisioni adottate. Il trattato riforma quindi il processo
decisionale dellUE modificando in particolare le procedure legislative in vigore.
Larticolo 289 del trattato sul funzionamento dellUE fa ormai solo pi riferimento a due tipi di procedure
legislative:
la procedura legislativa ordinaria;
le procedure legislative speciali.
Il trattato di Lisbona introduce inoltre delle clausole passerella. Tali clausole permettono, a determinate
condizioni, di estendere la procedura legislativa ordinaria a settori inizialmente non contemplati da tale
procedura.
LE CLAUSOLE PASSERELLA
Queste clausole permettono inoltre di applicare il voto a maggioranza qualificata agli atti che devono
essere adottati allunanimit.
Esistono due tipi di clausole passerella:
la clausola passerella generale, applicabile a tutte le politiche europee; lattivazione di questa
clausola deve essere autorizzata da una decisione del Consiglio europeo che delibera allunanimit
(vedere la scheda Revisione dei trattati);
le clausole passerella specifiche per talune politiche europee.
Le clausole passerella specifiche possiedono alcune particolarit procedurali rispetto alla clausola passerella
generale. A titolo desempio, i parlamenti nazionali non dispongono generalmente del diritto dopposizione
loro riconosciuto dalla clausola generale. In altri casi, lapplicazione di alcune clausole specifiche pu essere
autorizzata con una decisione del Consiglio e non del Consiglio europeo, come avviene per la clausola

32
generale. Le modalit dapplicazione delle clausole specifiche differiscono quindi caso per caso e sono
descritte negli articoli dei trattati che prevedono la loro applicazione.
Esistono sei clausole passerella specifiche, applicabili:
al quadro finanziario pluriennale;
alla politica estera e di sicurezza comune;
alla cooperazione giudiziaria in materia di diritto di famiglia. Questa clausola specifica lunica per
la quale i parlamenti nazionali conservano un diritto dopposizione;
alle cooperazioni rafforzate nei settori soggetti al voto allunanimit o a una procedura legislativa
speciale;
in materia sociale;
in materia ambientale.
2. (SEGUE) LA PROPOSTA DELLA COMMISSIONE
Un atto legislativo dellunione pu essere adottato solo su proposta della commissione, salvo che il trattato
disponga diversamente.
In alcuni casi specifici:
- stati
- parlamento
- raccomandazione della BCE
- richiesta della corte di giustizia o della BEI
Liniziativa della commissione pu inoltre essere sollecitata da:
- parlamento
- consiglio
- 1 milione di cittadini
- Singoli stati (materia di politica economica e monetaria)
La proposta pu essere emendata dal consiglio solo allunanimit (salvo che nellultima fase della PLO
nonch relativamente ad alcune disposizioni finanziarie) mentre ovviamente pu essere respinta qualora
non si formi la maggioranza prevista per ladozione dellatto (per evitare che gli stati facciano prevalere i
propri interessi)
Finch il consiglio non abbia deliberato, la commissione pu modificare la sua proposta.
No potere di iniziativa in materia di PESC e con riguardo agli atti normativi adottati dalla BCE.
3. LA PROCEDURA LEGISLATIVA ORDINARIA
La procedura legislativa ordinaria sostituisce la precedente procedura di codecisione. Questa procedura
la pi legittima dal punto di vista democratico, in quanto implica lintervento del Parlamento europeo in
qualit di colegislatore a fianco del Consiglio. Nel corso del tempo questa procedura legislativa diventata
anche la pi utilizzata. Il trattato di Lisbona sancisce dunque questa tendenza modificando la
denominazione della procedura e definendola come procedura di diritto comune. Per mantenere la
continuit con i precedenti trattati, il trattato di Lisbona estende inoltre la procedura legislativa ordinaria a
nuovi settori politici
Le modalit della procedura legislativa ordinaria sono identiche a quelle della precedente procedura di
codecisione e sono riportate in dettaglio nellarticolo 294 del trattato sul funzionamento dellUE. Il
Consiglio e il Parlamento si trovano in condizioni di parit. Le due istituzioni adottano gli atti legislativi in
prima lettura o in seconda lettura. Se al termine della seconda lettura le due istituzioni non hanno ancora
trovato un accordo viene convocato un comitato di conciliazione.
Inoltre, la regola di voto nel quadro della procedura legislativa ordinaria la maggioranza qualificata. Per
facilitare il processo decisionale e rafforzare lefficacia della procedura, il trattato di Lisbona ha altres
introdotto una nuova definizione di maggioranza qualificata

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4. LE PROCEDURE LEGISLATIVE SPECIALI E LA PROCEDURA DEL PARERE CONFORME
il consiglio che esercita il vero potere decisionale, mentre il parlamento emette solo un parere. Spesso il
consiglio delibera allunanimit.
Si ritorna in sostanza alla procedura consultiva (il parere obbligatorio ma non vincolante).
Utilizzi lotta contro le discriminazioni, sicurezza sociale, tutela dei cittadini allestero
Ci pu anche essere il caso inverso ( il consiglio che deve fornire il parere) organizzazione interna e
modalit di esercizio delle competenze del parlamento (regolamenti per il suo statuto)

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Politica sociale accordo delle parti sociali +proposta del consiglio + parere del parlamento + decisione del
consiglio (direttiva)
Procedura di parere conforme (previa approvazione del parlamento europeo)
- Adesione alla CEDU
- Lotta contro le discriminazioni
- Al di fuori della procedura legislativa
o Attivazione della clausola di flessibilit
o Sospensione dei diritti risultanti dallappartenenza allunione
o Autorizzazione a procedere ad una cooperazione rafforzata
Le PLS possono essere sostituite dalla PLO a seguito di una decisione unanime del consiglio europeo
(procedura di revisione speciale) la proposta deve essere anche trasmessa ai parlamenti nazionali e basta
una solo opposizione per la non adozione della decisione
5. LA PROCEDURA DI CONCLUSIONE DEI TRATTATI INTERNAZIONALI
La procedura di adozione degli accordi internazionali si svolge in pi fasi: il Consiglio adotta le
raccomandazioni che definiscono il mandato negoziale della Commissione. Quindi la Commissione negozia
l'accordo per poi firmarlo unitamente al Consiglio. Il Parlamento consultato sempre e deve dare la sua
approvazione in taluni casi. Infine, il Consiglio procede alla conclusione dell'accordo. La Corte di giustizia
pu eventualmente intervenire per controllarne la validit.
La procedura di adozione degli accordi internazionali conclusi tra la Comunit o l'Unione europea (UE), da
un lato, e un paese o un organizzazione terzi dall'altro, definita dall'articolo 218 del trattato sul
funzionamento dellUE e si svolge in pi fasi.
L'iniziativa
Liniziativa spetta alla Commissione, in forza del suo potere generale di rappresentare la Comunit. La
Commissione presenta raccomandazioni al Consiglio per l'avvio dei negoziati. Conformemente alle
procedure di comitatologia, le raccomandazioni vengono elaborate dai servizi competenti della
Commissione, di concerto con gli esperti nazionali.
Inoltre quando un accordo verte esclusivamente sulla politica estera e di sicurezza comune, le
raccomandazioni vengono elaborate dallalto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza.
Il negoziato
La Commissione conduce i negoziati ma agisce su mandato del Consiglio, Il Consiglio adotta quindi una
decisione che autorizza lapertura dei negoziati. Pu inoltre presentare alla Commissione le direttive che
stabiliscono il quadro entro cui i negoziati devono svolgersi.
La Commissione conduce in seguito i negoziati in collaborazione con gli Stati membri. La loro Tuttavia la
loro associazione al processo dipende dal settore su cui verte laccordo:
se laccordo verte su un settore in cui lUE possiede una competenza esclusiva, la Commissione
negozia laccordo da sola, ma gli esperti nazionali sono associati strettamente ai lavori della
Commissione nel quadro di comitati speciali, secondo le regole stabilite dalla procedura di
comitatologia.
se laccordo verte su un settore di competenza condivisa, il negoziato viene condotto
congiuntamente dalla Commissione e dagli esperti nazionali.
Lapprovazione o la consultazione del Parlamento europeo
Il trattato di Lisbona ha notevolmente rafforzato il ruolo del Parlamento europeo nella procedura di
adozione degli accordi internazionali. Lapprovazione del Parlamento viene pertanto richiesta per:
tutti gli accordi che disciplinano settori a cui si applicano la procedura legislativa ordinaria o
una procedura legislativa speciale, in cui richiesta lapprovazione del Parlamento europeo;
gli accordi di associazione tra lUE e i paesi terzi;
gli accordi che creano un quadro istituzionale specifico organizzando procedure di cooperazione (ad
esempio quando laccordo in questione crea un comitato misto dotato di potere decisionale);
gli accordi con rilevanti implicazioni finanziarie per lUE;

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laccordo relativo alladesione dellUE alla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti
delluomo e delle libert fondamentali;
gli accordi relativi alladesione di uno Stato allUE.
Per tutti gli altri accordi, lapprovazione del Parlamento non richiesta ma esso deve essere consultato nel
corso della procedura.
La conclusione
La procedura si svolge in tre tempi.
La Commissione appone la sua firma sul testo dell'accordo, fatta salva una decisione ulteriore del
Consiglio. Essa presenta al Consiglio due proposte di atti, relative l'una alla firma dell'accordo, l'altra
alla conclusione del medesimo.
Il Consiglio adotta una decisione (talvolta un regolamento) per la firma dell'accordo. . Inoltre
l'applicazione provvisoria, destinata a permettere che l'accordo venga attuato rapidamente, pu
risultare da una disposizione della decisione recante firma o da un accordo provvisorio firmato in
parallelo.
Il Consiglio adotta una decisione recante conclusione vera e propria dell'accordo, che equivale alla
sua ratifica. Per gli accordi misti, l'adozione accompagnata da una procedura di ratifica
dell'accordo all'interno di ciascuno Stato, secondo le rispettive norme in vigore.
Di massima, la decisione recante conclusione dell'accordo adottata a maggioranza qualificata dei
voti.
Tuttavia il Consiglio delibera allunanimit per:
gli accordi d'associazione tra lUE e i paesi terzi;
gli accordi che vertono su ambiti soggetti alla regola dell'unanimit .
Inoltre, larticolo 207 del trattato sul funzionamento dellUE aggiunge altri due casi particolari in cui
il Consiglio pu deliberare allunanimit:
gli accordi nel settore degli scambi dei servizi culturali e audiovisivi;
gli accordi nel settore degli scambi dei servizi nellambito sociale, dellistruzione e della sanit.
La consultazione della Corte di giustizia
La Corte pu essere adita dal Consiglio, dalla Commissione, dal Parlamento europeo o da uno Stato
membro, per verificare la validit dell'accordo. Il controllo verte sulla validit formale (rispetto della
procedura di adozione) e sostanziale (rispetto della conformit dell'accordo col diritto primario europeo). In
caso di parere negativo, per permettere l'entrata in vigore dell'accordo necessaria una revisione dello
stesso.
6. LADOZIONE DEL BILANCIO
(guardare sul libro)
LUnione europea (UE) approva un bilancio annuale a copertura delle spese, ad esempio, per le regioni pi
povere, per le infrastrutture, per la ricerca e sviluppo, per lagricoltura e per la pesca, nonch delle proprie
spese amministrative. Questo bilancio rappresenta l1 % della ricchezza generata annualmente dagli Stati
membri ogni anno.
Il 76 % della spesa di bilancio delegato agli Stati membri. Il resto va alle organizzazioni internazionali o alle
agenzie intergovernative, oppure gestito dallUE a livello centrale. La Corte dei conti e il Parlamento
europeo esaminano le spese dellanno precedente tramite la procedura di discarico.
Il bilancio costituito dai contributi degli Stati membri (basati sui rispettivi redditi nazionali lordi), dai dazi
doganali e da una quota del gettito IVA versato da ogni paese.
Il quadro finanziario pluriennale dellUE (2014-2020) stabilisce un massimale per ogni categoria di spesa,
che deve essere rispettato al momento degli accordi sui bilanci annuali.

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CAPITOLO 4 IL SISTEMA NORMATIVO
1. I TRATTATI
Il TUE e il TFUE hanno lo stesso valore giuridico (come anche la carta dei diritti fondamentali, come stabilito
dal trattato di Lisbona).
Sono accordi internazionali.
La loro applicazione e interpretazione deve svolgersi nei rispetto dei principi generali e delle finalit
perseguite (in base al criterio teleologico).
Le norme di questi hanno valore costituzionale, cio il loro valore inderogabile (possono essere
modificate solo da un altro trattato).
Sfera di applicazione sfera di giurisdizione dei singoli stati
Prevalgono sul diritto derivato (principio gerarchico).
Regno Unito c. Consiglio del 1988 le regole del trattato che concernono la formazione della volont delle
istituzioni sono stabilite dal trattato e non sono a disposizione n degli stati membri n delle istituzioni.
Non ci pu nemmeno essere deroga da parte di un trattato internazionale concluso dallunione.
1.1 Le procedure di revisione e la clausola di flessibilit
Procedura ordinaria di revisione
Iniziativa: governi degli stati, parlamento o commissione
Il consiglio revisione il progetto, che verr poi trasmesso al consiglio europeo che li notifica ai vari
parlamenti nazionali.
Possono riguardare sia laccrescimento che la riduzione delle competenze.
Se il consiglio europeo, previa consultazione del parlamento e della commissione, si pronuncia a
maggioranza semplice, il presidente del consiglio europeo convoca una convezione (rappresentanti dei
parlamenti nazionali, capi di stato o di governo, del parlamento e della commissione).
Campo monetario anche parere BCE.
La commissione adotta per consenso una raccomandazione, trasmessa poi alla conferenza dei
rappresentanti dei governi che cercheranno di stabilire di comune accordo le modifiche.
anche possibile che il consiglio europea decida, a maggioranza semplice e previa approvazione del
parlamento, di non convocare la convenzione e di passare direttamente il testimone alla conferenza.
Il testo approvato dalla conferenza dovr essere ratificato da ogni stato per poter entrare in vigore.
Se entro due anni dalla firma della revisione, i 4/5 degli stati hanno ratificato mentre alcuni hanno
incontrato difficolt in merito, la questione sar deferita al Consiglio europeo.
Procedure di revisione semplificata
Prima modifica totale o parziale delle disposizione della terza parte del TFUE (politiche e azioni interne
allunione).
Il consiglio delibera allunanimit (previa consultazione del parlamento e del la commissione, se riguarda
lambito monetario anche la BCE) e adotta una decisione per la modifica (che deve essere approvata da
tutti gli stati, conformemente alle rispettive norme costituzionali).
Non si possono cos estendere le materie di competenze attribuite allunione (quindi o nel campo delle
competenze gi attribuite o riduzione)
Seconda riguarda due ipotesi:
- quando il consiglio debba deliberare allunanimit (il consiglio europeo adotta una decisione che
consenta al consiglio di deliberare a maggioranza)
- possibilit per il consiglio di adottare atti legislativi con la PLO al posto di una PLS.
In entrambe le procedure descritte, le decisioni sono assunte dal consiglio allunanimit, previa
approvazione del parlamento che si pronuncia a maggioranza dei componenti. La proposta di modifica
viene poi trasmessa ai parlamenti nazionali. Ogni parlamento ha tempo 6 mesi per opporsi (e quindi la
decisione non pu essere adottata). Se nessuno si oppone, il consiglio europeo potr procedere
alladozione della decisione stessa (senza ratifica)

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Ulteriore situazione quando esplicite norme attribuiscono al consiglio il potere di adottare atti diretti ad
integrare o ampliare il loro contenuto (esempio: completamento dellelenco dei diritti dei cittadini
europei).
Clausola di flessibilit
L'articolo 352 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) prevede una clausola di flessibilit
relativa ai campi di competenza dell'Unione. Tale clausola permette di adeguare le competenze dell'Unione
agli obiettivi fissati dai trattati salvo che i trattati non abbiano previsto poteri di azione a tal fine.
In altri termini, l'articolo 352 del TFUE pu servire come base giuridica unicamente alle seguenti condizioni:
l'azione prevista necessaria per raggiungere, nell'ambito delle politiche definite dai trattati (ad
eccezione della politica estera e di sicurezza comune), uno degli scopi dell'Unione;
non esiste alcuna disposizione del trattato che preveda un'azione per il raggiungimento di tale
scopo ;
l'azione prevista non deve condurre all'estensione delle competenze dell'Unione al di l di quanto
previsto dai trattati.
La decisione di ricorrere a tale articolo compete al Consiglio dell'Unione europea che delibera all'unanimit
su proposta della Commissione europea e previa approvazione del Parlamento europeo.
La Commissione europea, in conformit alla procedura di controllo della sussidiariet prevista dall'articolo 5
del trattato sull'Unione europea (UE), deve informare i parlamenti nazionali delle iniziative prese sulla base
dell'articolo 352 TFUE.
Non si riconduce alla teoria dei poteri impliciti, che sono quelli inerenti e funzionali allesercizio di poteri gi
previsti e che pure pu comportare un ampliamento dei poteri dellunione, perch la clausola di flessibilit
ha carattere pi incisivo.
1.2 Gli effetti diretti. La responsabilit patrimoniale dello stato membro
Effetti diretti (o efficacia diretta) le norme dei trattati quando sono chiare, precise e incondizionate (non
necessario un atto di diritti interno)
Van Gend en Loos 1963 queste norme possono creare a favore dei singoli posizioni giuridiche
soggettive direttamente tutelabili dinanzi ai giudici nazionali anche quando impongono obblighi di
comportamento solo nei confronti degli stati membri e delle istituzioni.
Questo effetto riconosciuto soprattutto alle norme dei trattati che impongono un obbligo di non fare,
come il divieto di dazi doganali.
Obbligo di astensione (o stand still) da qualsiasi nuova misura restrittiva al commercio del mercato interno.
Obblighi di fare --- soppressione delle discriminazioni di qualsiasi natura imposte ai prodotti importati e
delle tasse di effetto equivalente; lobbligo di assicurare la parit di retribuzione fra i sessi (Defrenne II del
1981).
uno strumento per rafforzare la tutela degli individui, oltre che un ulteriore mezzo per garantire il rispetto
del diritto dellunione da parte degli stati membri.
Comporta lattribuzione di diritti e doveri e contribuisce notevolmente a rinforzare lefficacia (o effetto
utile) del diritto dellunione, consentendo ai privati di chiedere al giudice nazionale di disapplicare il diritto
interno contrario alle norme dei trattati dotate di efficacia diretta.
Effetti orizzontali i privati possono far valere le posizioni giuridiche soggettive nei confronti di altri
soggetti privati (es divieto di ogni discriminazione in base alla nazionalit)
La corte ha negato lefficacia diretta di una disposizione dei trattati in assenza dei caratteri sopra citati, in
particolare quando lobbligo lasci agli stati ampi margini di discrezionalit non suscettibili di sindacato da
parte del giudice nazionale, o quando lapplicazione di quella disposizione sia subordinata a una particolare
procedura implicante un potere discrezionale da parate di unistituzione dellunione.
Mentre nella sentenza Defrenne II, la corte aveva riconosciuto carattere di efficacia diretta al divieto di
discriminazione fra uomini e donne per quanto attiene alla remunerazione per il medesimo lavoro, nella
sentenza Defrenne III ha rifiutato di estendere tale interpretazione alle condizioni di lavoro diverse dalla
parit di remunerazione.

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Il dovere di dare piena applicazione alle norme dei trattati provviste di efficacia diretta incombe non solo
sui giudici nazionali ma anche sugli organi dellamministrazione statale.
Conseguenze dellinosservanza: i trattati prevedono solo la procedura dinfrazione, ma tra i principi generali
vi lobbligo di risarcimento del danno subito (sia per quanto riguarda un atto a cui lunione aveva dato
ampia discrezionalit sia per quanto riguarda linterpretazione del diritto europeo), sia danno emergente
sia leventuale lucro cessante.
La violazione per deve essere manifesta e grave e sempre a condizione che la norma violata sia
preordinata a conferire diritti ai singoli ed esista un nesso di casualit.
Spetter ai singoli ordinamenti (in base al principio dellautonomia procedurale) individuale le forme e le
modalit per lazione risarcitoria. Tali modalit non dovranno n essere meno favorevoli rispetto a quelle
previste per analoghe azioni contemplate nel diritto interno (principio di equivalenza), n rendere
eccessivamente difficile o praticamente impossibile la tutela risarcitoria (principio delleffettivit).
2. I PRINCIPI DELLORDINAMENTO DELLUNIONE EUROPEA
Lindividuazione dei principi generali di diritto comunitario avvenuta ad opera della Corte di Giustizia che,
nello svolgimento della sua funzione volta ad assicurare il rispetto del diritto nellinterpretazione e
nellattuazione dei trattati, prevista dallart. 220, ha colmato alcune lacune normative presenti nei trattati
comunitari, dato il loro carattere iniziale prettamente economico, formando di conseguenza un diritto
comunitario non scritto.
In tal senso anche la Corte di Giustizia che, nella sentenza n. 309 del 18 dicembre 1997 ha affermato che i
principi generali del diritto sono parte integrante dellordinamento comunitario soltanto nella misura in cui
sono collegati a situazioni disciplinate dal diritto comunitario. In particolare la sentenza fa riferimento alla
protezione dei diritti individuali, riconosciuti e tutelati dallordinamento comunitario, ma solo con
riferimento a situazioni disciplinate da tale ordinamento.
I principi generali si pongono al vertice delle fonti di diritto comunitario (v.) rientrando nella categoria
del diritto comunitario originario (v.): essi, quindi, non possono essere disattesi dalle istituzioni comunitarie
n dagli Stati membri nellesercizio delle proprie competenze.
La Corte di Giustizia lunica istituzione competente ad interpretare le norme comunitarie, ricorrendo ai
principi generali e colmando in tal modo le lacune del diritto comunitario.
Si suole distinguere i principi generali in due categorie:
principi generali di diritto mutuati dai sistemi giuridici nazionali che, essendo comuni ad ogni
ordinamento giuridico, rappresentano la base comune dellordinamento comunitario. Tra di essi si suole
ricordare: la certezza del diritto, la irretroattivit della legge penale, la proporzionalit dellazione
amministrativa, il rispetto dei diritti quesiti, laffidamento dei terzi in buona fede, la forza maggiore etc.;
principi generali propri del diritto comunitario. Possono ricavarsi dai testi scritti dellordinamento
comunitario o possono desumersi dalla natura e dalle finalit dellorganizzazione. Rientrano in questo
gruppo i principi di solidariet tra gli Stati membri, della preferenza comunitaria, del primato del diritto
comunitario, del mutuo riconoscimento, della diretta applicabilit del diritto comunitario, dellequilibrio
istituzionale etc.
Il Trattato CE richiama espressamente i principi generali di diritto solo allart. 288 in materia di
responsabilit extracontrattuale della Comunit quando afferma che la Comunit deve risarcire,
conformemente ai principi generali comuni ai diritti degli Stati membri, i danni cagionati dalle sue istituzioni
o dai suoi agenti nellesercizio delle loro funzioni.
Il nucleo centrale dei principi generali, per, quello che riguarda la tutela dei diritti fondamentali
delluomo (v. Diritti umani). Lesigenza di una tutela in tale ambito stata affermata fin dal 1969 dalla Corte
di Giustizia che ha cercato di colmare questa grave lacuna dei trattati comunitari attraverso la sua
giurisprudenza.
3. (SEGUE) I PRINCIPI RELATIVI ALLA PROTEZIONE DEI DIRITTI FONDAMENTALI DELLUOMO
Inizialmente non era un obiettivo dellintegrazione perch si guarda al mercato e alleconomia, e la tutela
deve essere a livello nazionale (attraverso la costituzione e la CEDU del 1950).
Quindi, in ambito CECA, la corte nega la possibilit di utilizzare questi principi come parametro di decisione.

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Nel caso Stork c. Alta autorit (= commissione) del 1959, per quanto riguardava lorganizzazione del
mercato del carbone, Stork lamenta la violazione del diritto di iniziativa economica per la corte statuisce
che questi argomenti riguardano gli stati membri, nel caso di ispecie la Germania.
Con lavanzare del processo di integrazione, questa posizione non fu pi sostenibili, anche perch le corti
costituzionali nazionali (in particolare quella tedesca e quella italiana) elaborano una teoria per contrastare
questo atteggiamento e costringere la corte a cambiare linea di condotta, la teoria del controlimiti.
In base a questa teoria, il diritto della comunit va disapplicato quando contrario ai diritti fondamentali
garantiti dagli stati membri (cio attenua il principio del primato) era stato elaborato nella sentenza
Frontini del 1973 (per cui se un atto contrasta con la prima parte della costituzione, non vale il principio del
privato). Ma questo fu anche un disperato tentativo da parte delle corti costituzionali di mantenere potere.
Un cambiamento di rotta arriva nel 1970 durante il ricordo di annullamento presentato dallInternationale
Handelsgesellschaft (quindi sentenza precedente a Frontini), in cui la societ lamentava, come in Stork, che
un atto della commissione violava la legge fondamentale tedesca. Secondo la corte, non si possono usare i
principi costituzionali degli stati membri, perch il sistema non sarebbe pi unitario (e ne verrebbe meno la
superiorit della giurisprudenza della corte). Di conseguenza, il fatto che siano menomati sia i diritti
fondamentali sanciti da una carta costituzionale sia principi di una costituzionale nazionale, non si pu
sminuire:
- la validit
- lefficacia (che entra in gioco con la teoria dei controlimiti, ma non sarebbe una conseguenza, in
base allimpostazione alla Stork)
Passo avanti tuttavia opportuno accertare se non sia stata violata alcuna garanzia analoga perch la
tutela dei diritti fondamentali costituisce parte integrante dei principi giuridici generali (categoria di norme
non scritte, perch nei trattati non vi una norma simile)
La corte rifiuta di usare i parametri nazionali, ma nellordinamento comunitario ci sono questi parametri,
che devono essere usati dalla corte.
Le costituzioni nazioni fungono da ispirazione per i principi generali della comunit.
Sentenza Hauer 1979 razionalizzazione dellattivit vitivinicola il regolamento viola:
- il diritto di propriet
- la libert di iniziativa economica
La corte richiama la sentenza International Handelsgesellschaft e la sentenza Nold del 1974 (sempre la
Germania).
Si trae ispirazione da:
- una tradizione giuridica comune
- dai trattati internazionali stipulati da tutti gli stati membri (cio la CEDU)
Sentenza ERT 1991 TV pubblica greca e regime di monopolio
stato un rinvio pregiudiziale. Diverse violazioni:
- libert di informazione
- diritti di concorrenza
- mancanza di pluralismo
Si richiama larticolo 10 CEDU. La corte pu sindacare una normativa nazionale in base alla compatibilit
con la CEDU. unaffermazione ardita (si riferisce alla giurisprudenza della Corte EDU, ma si pu fare
perch una materia di competenza della CE)
Sentenza Schmidberger 2003 Austria per limitare lapplicazione del diritto UE.
Nel Brennero c stata una protesta, con il conseguente blocco transitorio dei camion. Il signor
Schmidberger dice che lAustria ha tollerato la situazione, quindi deve esserci risarcimento del danno per
violazione della libera circolazione delle merci.
Attraverso il rinvio pregiudiziale di interpretazione si deve operare un bilanciamento per cui ha ragione
lAustria (infatti il blocco era durato poco pi di un giorno, di sabato), la libert di manifestazione deve
essere pi protetta della libera circolazione delle merci.
Sentenza Omega del 2004 impresa che apre a Bonn una guerra simulata a laser. La societ britannica.

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Lautorit comunale di Bonn dichiara che vi violazione del principio della dignit umana (art 1 Legge
fondamentale). Vi violazione della libera circolazione di servizi? Libera circolazione delle merci?
Corte ci pu essere restrizione della libera prestazione di servizi se c stata violazione dellordine
pubblico. Cos include il principio di dignit umana (previsto solo dalla LF tedesca), anche se la tutela
diversa da stato a stato.
4. LA COMPETENZA DELLA CORTE DI GIUSTIZIA A SINDACARE GLI ATTI INTERNI DEGLI STATI
MEMBRI ALLA LUCE DEI PRINCIPI GENERALI DELLORDINAMENTO DELLUNIONE EUROPEA. LE SITUAZIONI
MERAMENTE INTERNE
Il controllo di conformit di un provvedimento interno rispetto a un diritto fondamentale dellunione pu
essere esercitato solo se esiste un collegamento sufficientemente stretto del diritto con le materie di
competenza dellunione.
Se la misura interna riguarda un settore di esclusiva o preminente competenza dellunione, il sindacato
della corte di giustizia (vale anche quando una decisione nazionale che si inquadra nellambito di un
procedimento comunitario e anche quando riguarda lattuazione di direttive). sentenza Schmidberger
Se invece la misura statale riguarda una materia di competenza statale, allora la corte non pu essere adita.
Quando il collegamento tra normativa interna e normativa europea solo indiretto, bisogna operare un
bilanciamento. In via di principio, la corte potrebbe giudicare solo quando la normativa nazionale sia diretta
precisamente a dare attuazione al diritto dellunione, nella prassi per la corte vuole estendere
lapplicazione dei principi in materia dei diritti delluomo anche quando le nome nazioni interessano
materia che entrano nel campo di applicazione o riguardano un settore specifico del diritto dellunione.
5. LA CARTA DEI DIRITTI FONDAMENTALI
La Carta dei diritti fondamentali riconosce una serie di diritti personali, civili, politici, economici e sociali dei
cittadini e dei residenti dellUE, fissandoli nella legislazione dellUE.
Nel giugno 1999 il Consiglio europeo di Colonia ha ritenuto che fosse opportuno riunire in una Carta i diritti
fondamentali riconosciuti a livello dellUnione europea (UE), per dare loro maggiore visibilit. I capi di Stato
e di governo ambivano ad includere nella Carta i principi generali sanciti dalla Convenzione europea dei
diritti delluomo del 1950 e quelli risultanti dalle tradizioni costituzionali comuni dei paesi dellUE. Inoltre, la
Carta doveva includere i diritti fondamentali attribuiti ai cittadini dell'UE, nonch i diritti economici e sociali
enunciati nella Carta sociale del Consiglio dEuropa e nella Carta comunitaria dei diritti sociali fondamentali
dei lavoratori, come pure i principi derivanti dalla giurisprudenza della Corte di giustizia e dalla Corte
europea dei diritti dell'uomo.
La Carta stata elaborata da una convenzione composta da un rappresentante di ogni paese dellUE e da
un rappresentante della Commissione europea, nonch da membri del Parlamento europeo e dei
Parlamenti nazionali. Fu proclamata ufficialmente a Nizza nel dicembre 2000 dal Parlamento europeo, dal
Consiglio e dalla Commissione.
Nel dicembre 2009, con lentrata in vigore del trattato di Lisbona, stato conferito alla Carta lo stesso
effetto giuridico vincolante dei trattati. A tal fine, la Carta stata modificata e proclamata una seconda
volta nel dicembre 2007.
Contenuto
La Carta riunisce in un unico documento i diritti che prima erano dispersi in vari strumenti legislativi, quali
le legislazioni nazionali e dellUE, nonch le convenzioni internazionali del Consiglio d'Europa, delle Nazioni
Unite (ONU) e dellOrganizzazione internazionale del lavoro (OIL). Grazie alla visibilit e alla chiarezza che la
Carta conferisce ai diritti fondamentali, essa contribuisce a creare la certezza del diritto nellUE.
La Carta dei diritti fondamentali comprende un preambolo introduttivo e 54 articoli, suddivisi in sette capi:
capo I: dignit (dignit umana, diritto alla vita, diritto all'integrit della persona, proibizione della
tortura e delle pene o trattamenti inumani o degradanti, proibizione della schiavit e del lavoro
forzato);
capo II: libert (diritto alla libert e alla sicurezza, rispetto della vita privata e della vita familiare,
protezione dei dati di carattere personale, diritto di sposarsi e di costituire una famiglia, libert di
pensiero, di coscienza e di religione, libert di espressione e dinformazione, libert di riunione e di
associazione, libert delle arti e delle scienze, diritto all'istruzione, libert professionale e diritto di

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lavorare, libert d'impresa, diritto di propriet, diritto di asilo, protezione in caso di
allontanamento, di espulsione e di estradizione);
capo III: uguaglianza (uguaglianza davanti alla legge, non discriminazione, diversit culturale,
religiose e linguistica, parit tra uomini e donne, diritti del bambino, diritti degli anziani,
inserimento dei disabili);
capo IV: solidariet (diritto dei lavoratori all'informazione e alla consultazione nell'ambito
dell'impresa, diritto di negoziazione e di azioni collettive, diritto di accesso ai servizi di
collocamento, tutela in caso di licenziamento ingiustificato, condizioni di lavoro giuste ed eque,
divieto del lavoro minorile e protezione dei giovani sul luogo di lavoro, vita familiare e vita
professionale, sicurezza sociale e assistenza sociale, protezione della salute, accesso ai servizi
dinteresse economico generale, tutela dell'ambiente, protezione dei consumatori);
capo V: cittadinanza (diritto di voto e di eleggibilit alle elezioni del Parlamento europeo e alle
elezioni comunali, diritto ad una buona amministrazione, diritto d'accesso ai documenti, Mediatore
europeo, diritto di petizione, libert di circolazione e di soggiorno, tutela diplomatica e consolare);
capo VI: giustizia (diritto a un ricorso effettivo e a un giudice imparziale, presunzione di innocenza e
diritti della difesa, principi della legalit e della proporzionalit dei reati e delle pene, diritto di non
essere giudicato o punito due volte per lo stesso reato);
capo VII: disposizioni generali.
Campo di applicazione
La Carta si applica alle istituzioni europee nel rispetto del principio della sussidiariet e in nessun caso pu
ampliare le competenze ed i compiti a queste attribuiti dai trattati. Essa si applica anche ai paesi dellUE
nellambito della loro attuazione della normativa dellUE.
6. PRINCIPI GENERALI DEL DIRITTO INTERNAZIONALE
Principio della territorialit.
La corte si dichiarata competente a valutare in sede pregiudiziale la validit di un regolamento rispetto ad
un parametro superiore rappresentato dalla regola consuetudinaria di diritto internazionale in materia di
diritto dei trattati relativa al mutamento fondamentale delle circostanza (rebus sic stantibus) che motivo
di estinzione dei trattati.
Un principio di diritto internazionale non rende inoperante i rapporti tra gli stati membri. stata invece
negata lapplicabilit del principio di autotutela (perch i trattati non impongono obblighi reciproci).
Sono vietati tutte le misure che violerebbero i principi generali dellordinamento europeo e quelle che
violerebbero una regola di diritto, dellunione o internazionale.
7. GLI ACCORDI INTERNAZIONALI
Gli accordi internazionali costituiscono una categoria di atti giuridici nell'Unione europea (UE). Essi sono
conclusi dall'UE che agisce da sola o con gli Stati membri secondo le disposizioni previste dai trattati
istitutivi.
INTRODUZIONE
Con l'entrata in vigore del trattato di Lisbona, l'Unione europea (UE) ha acquisito personalit giuridica. Essa
quindi un soggetto di diritto internazionale in grado di negoziare e di concludere accordi internazionali a
nome proprio.
Gli accordi internazionali hanno effetti giuridici nel diritto interno dell'UE e degli Stati membri. Inoltre, i
trattati istitutivi dell'UE definiscono le modalit secondo le quali l'UE pu concludere gli accordi
internazionali.
Definizione
Gli accordi internazionali sono il risultato di un accordo di volont tra l'UE da una parte, e un paese terzo o
un'organizzazione terza dall'altra. Tali accordi fissano idiritti e gli obblighi per le istituzioni europee e gli
Stati membri. Essi sono integrati nell'ordinamento giuridico europeo nella data della loro entrata in vigore o
in quella prevista.
Giuridicamente, gli accordi internazionali sono atti convenzionali di diritto derivato, essi devono quindi
essere conformi ai trattati istitutivi dell'UE. Essi hanno tuttavia un valore superiore agli atti di diritto

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derivato detti unilaterali, ovvero adottati unilateralmente dalle istituzioni europee (regolamenti,
direttive, decisioni ecc.).
Competenze esterne dell'UE
Le competenze esterne dell'UE sono definite nell'articolo 216 del trattato sul funzionamento dell'UE. L'UE
pu quindi concludere accordi internazionali:
nei casi previsti dai trattati istitutivi;
qualora un atto giuridico vincolante lo preveda;
qualora la conclusione di un accordo sia necessaria per realizzare uno degli obiettivi dell'UE, anche
in assenza di una regolamentazione europea interna;
qualora la conclusione dell'accordo possa incidere su norme comuni adottate dall'UE nel diritto
interno. Pertanto, qualora l'UE abbia adottato delle norme comuni per l'attuazione di una politica,
gli Stati membri non hanno pi il diritto di contrarre con degli Stati terzi obblighi che incidano su tali
norme.
Competenze esclusive e competenze condivise
La ripartizione delle competenze tra l'UE e gli Stati membri si applica anche a livello internazionale. Ovvero,
quando l'UE negozia o conclude un accordo internazionale, essa dispone di una competenza esclusiva
oppure di una competenza condivisa con gli Stati membri.
Nel caso di una competenza esclusiva, l'UE l'unica a poter negoziare e concludere l'accordo. Inoltre,
l'articolo 3 del trattato sul funzionamento dell'UE precisa i settori in cui l'UE dispone di una competenza
esclusiva per la conclusione degli accordi internazionali.
Nel caso in cui la sua competenza sia condivisa con gli Stati membri, l'accordo concluso sia dall'UE che
dagli Stati membri. Si tratta allora di un accordo misto al quale gli Stati membri devono dare il proprio
accordo. I settori delle competenze condivise sono contenuti nell'articolo 4 del trattato sul funzionamento
dell'UE.
La procedura di adozione degli accordi internazionali si svolge in pi fasi: il Consiglio adotta le
raccomandazioni che definiscono il mandato negoziale della Commissione. Quindi la Commissione negozia
l'accordo per poi firmarlo unitamente al Consiglio. Il Parlamento consultato sempre e deve dare la sua
approvazione in taluni casi. Infine, il Consiglio procede alla conclusione dell'accordo. La Corte di giustizia
pu eventualmente intervenire per controllarne la validit.
La procedura di adozione degli accordi internazionali conclusi tra la Comunit o l'Unione europea (UE), da
un lato, e un paese o un organizzazione terzi dall'altro, definita dall'articolo 218 del trattato sul
funzionamento dellUE e si svolge in pi fasi.
L'iniziativa
Liniziativa spetta alla Commissione, in forza del suo potere generale di rappresentare la Comunit. La
Commissione presenta raccomandazioni al Consiglio per l'avvio dei negoziati. Conformemente alle
procedure di comitatologia, le raccomandazioni vengono elaborate dai servizi competenti della
Commissione, di concerto con gli esperti nazionali.
Inoltre quando un accordo verte esclusivamente sulla politica estera e di sicurezza comune, le
raccomandazioni vengono elaborate dallalto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza.
Il negoziato
La Commissione conduce i negoziati ma agisce su mandato del Consiglio, Il Consiglio adotta quindi una
decisione che autorizza lapertura dei negoziati. Pu inoltre presentare alla Commissione le direttive che
stabiliscono il quadro entro cui i negoziati devono svolgersi.
La Commissione conduce in seguito i negoziati in collaborazione con gli Stati membri. La loro Tuttavia la
loro associazione al processo dipende dal settore su cui verte laccordo:
se laccordo verte su un settore in cui lUE possiede una competenza esclusiva, la Commissione
negozia laccordo da sola, ma gli esperti nazionali sono associati strettamente ai lavori della
Commissione nel quadro di comitati speciali, secondo le regole stabilite dalla procedura di
comitatologia.

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se laccordo verte su un settore di competenza condivisa, il negoziato viene condotto
congiuntamente dalla Commissione e dagli esperti nazionali.
Lapprovazione o la consultazione del Parlamento europeo
Il trattato di Lisbona ha notevolmente rafforzato il ruolo del Parlamento europeo nella procedura di
adozione degli accordi internazionali. Lapprovazione del Parlamento viene pertanto richiesta per:
tutti gli accordi che disciplinano settori a cui si applicano la procedura legislativa ordinaria o
una procedura legislativa speciale, in cui richiesta lapprovazione del Parlamento europeo;
gli accordi di associazione tra lUE e i paesi terzi;
gli accordi che creano un quadro istituzionale specifico organizzando procedure di cooperazione (ad
esempio quando laccordo in questione crea un comitato misto dotato di potere decisionale);
gli accordi con rilevanti implicazioni finanziarie per lUE;
laccordo relativo alladesione dellUE alla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti
delluomo e delle libert fondamentali;
gli accordi relativi alladesione di uno Stato allUE.
Per tutti gli altri accordi, lapprovazione del Parlamento non richiesta ma esso deve essere consultato nel
corso della procedura.
La conclusione
La procedura si svolge in tre tempi.
La Commissione appone la sua firma sul testo dell'accordo, fatta salva una decisione ulteriore del
Consiglio. Essa presenta al Consiglio due proposte di atti, relative l'una alla firma dell'accordo, l'altra
alla conclusione del medesimo.
Il Consiglio adotta una decisione (talvolta un regolamento) per la firma dell'accordo. . Inoltre
l'applicazione provvisoria, destinata a permettere che l'accordo venga attuato rapidamente, pu
risultare da una disposizione della decisione recante firma o da un accordo provvisorio firmato in
parallelo.
Il Consiglio adotta una decisione recante conclusione vera e propria dell'accordo, che equivale alla
sua ratifica. Per gli accordi misti, l'adozione accompagnata da una procedura di ratifica
dell'accordo all'interno di ciascuno Stato, secondo le rispettive norme in vigore.
Di massima, la decisione recante conclusione dell'accordo adottata a maggioranza qualificata dei voti.
Tuttavia il Consiglio delibera allunanimit per:
gli accordi d'associazione tra lUE e i paesi terzi;
gli accordi che vertono su ambiti soggetti alla regola dell'unanimit .
Inoltre, larticolo 207 del trattato sul funzionamento dellUE aggiunge altri due casi particolari in cui
il Consiglio pu deliberare allunanimit:
gli accordi nel settore degli scambi dei servizi culturali e audiovisivi;
gli accordi nel settore degli scambi dei servizi nellambito sociale, dellistruzione e della sanit.
La consultazione della Corte di giustizia
La Corte pu essere adita dal Consiglio, dalla Commissione, dal Parlamento europeo o da uno Stato
membro, per verificare la validit dell'accordo. Il controllo verte sulla validit formale (rispetto della
procedura di adozione) e sostanziale (rispetto della conformit dell'accordo col diritto primario europeo). In
caso di parere negativo, per permettere l'entrata in vigore dell'accordo necessaria una revisione dello
stesso.
8. (SEGUE) GLI ACCORDI CONCLUSI TRA STATI MEMBRI
Sottoposti a ratificata da parte degli stati, tali accordi sono soggetti alle regole generali del diritto
internazionale e sfuggono alla competenza della corte (salvo che ci sia una clausola apposita) anche per
quando sono stati conclusi in seno al consiglio. Se il loro oggetto in collegamento agli obiettivi dei trattati,
questi possono considerarsi come fonti complementari del diritto dellunione.

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Se conclusi posteriormente alla partecipazione allUE, non possono prevalere sui trattati. Se conclusi
anteriormente, sono opponibili allunione solo nella misura in cui risultino compatibili con i trattati stessi.
9. (SEGUE) GLI ACCORDI CONCLUSI DAGLI STATI MEMBRI CON STATI TERZI
I vincoli imposti da un accordo precedentemente stipulato con uno o pi stati terzi consentono ad uno
stato membro di non rispettare obblighi previsti dai trattati o da atti derivati. Nellordinamento dellunione
tali accordi fungono da parametro della legittimit degli atti delle istituzioni. Tuttavia le convenzioni
anteriori non pi opponibili allunione quando le parti conoscevano lesistenza di impegni reciproci assunti
con lunione.
Dopo lentrata in vigore dei trattati, essi non possono pi essere conclusi nelle materie di competenza
dellunione, mentre potranno esserlo nei settori di competenza concorrente finch non sia intervenuta.
Resta il limite di definire i confini delle competenze dellunione.
10. IL DIRITTO DERIVATO

Classificazioni

Procedimento di
Vincolativit
adozione

atti vincolanti atti non vincolanti atti legislativi atti non legislativi

procedura atti delegati


regolamenti raccomandazioni legislativa
ordinaria

direttive pareri atti di esecuzione


procedure
legislative speciali

decisioni

Commissione autononomo potere decisionale:


- materie espressamente elencate nei trattati
o concorrenza
o aiuti di stato
- delega di un atto legislativo
BCE ambito di politica economica e monetaria emana regolamenti e decisioni
Governi statali nomina dei giudici e degli avvocati generali della corte e dei giudici del tribunale
La competenza normativa deve essere esercitata nellosservanza del principio di legalit (= nel rispetto dei
trattati, degli accordi internazionali e dei principi generali dellordinamento europeo)
Non esiste una gerarchia tra gli atti di diritto derivato, quindi bisogna usare i criteri di specialit e
cronologico (non si guarda lautorit emanante o della procedura di adozione).
Dopo il trattato di Maastricht si pensato di distinguere tra leggi e atti regolamentari, per dare pi valore
agli atti adottati congiuntamente da consiglio e parlamento.
Il trattato costituzionale rimarcher questa distinzione, che non sar recepita da Lisbona.
Se emanati in competenze concorrenti, devono essere giustificati in base al principio di sussidiariet

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Caratteristiche comuni degli atti normativi per essere VINCOLANTI

BASE GIURIDICA MOTIVAZIONE PUBBLICITA'


se manca, l'atto ANNULLABILE se manca, l'atto INVALIDO per
deve essere scelta in base a criteri oggettivi, suscettibili violazione delle forme sostanziali
di sindacato giurisdizionale. Bisogna scegliere quella che
da pi partecipazione al parlamento
atto a portata GENERALE --
proposte Gazzetta ufficiale dell'unione
europea (vacation legis di 20
materia di intervento (= giorni o pi)
competenza)
pareri
obbligatoriamente
richiesti atto a portata PARTICOLARE --
procedimento
notifica

soggetti

11. ATTI A PORTATA GENERALE: I REGOLAMENTI


Portata generale con efficacia erga omnes
indirizza e vincola una generalit di destinatari
il carattere regolamentare non viene meno per:
sia possibile determinare il numero e/o l'identit dei destinatari in una dato momento, purch tale
qualit dipenda da una situazione obiettiva di diritto o di fatto
quando viene meno quel carattere per l'applicazione territoriale dell'atto, limitata a uno o alcuni stati
per il fatto che esso possa avere effetti diversi a seconda dei soggetti su cui si applica, purch tale
situazione sia obiettivamente determinata
Obbligatoriet in tutti i loro elementi
non consentita un'applicazione parziale, incompleta o selettiva. Inoltre non si pu modificare o
trasporre il contenuto se queste possono incidere sulla portata e sul contenuto dell'atto.
il carattere vincolante non viene meno per il solo fatto che vi siano ulteriori provvedimenti di
attuazione o di specificazione (la commissione pu adottare atti non legislativi in merito, in base alla delega
conferita nell'atto legislativo)
Direttamente applicabili in tutti gli stati membri
integrano il sistema e non hanno bisogno di nessuna forma di recepimento. di conseguenza
attribuiscono direttamente diritti e obblighi in capo ai cittadini che i giudici nazionali hanno il dovere di
tutelare (anche nei rapporti inter-individuali, perch hanno effetti orizzontali) -- gli stati non possono
avanzare nessuna scusante per giustificare la mancata osservanza dei regolamenti
la riproduzione giustificabile sono per ragioni di informazione o per facilitarne l'applicazione
il divieto di atti statali viene meno quando il regolamento stesso lascia questa possibilit (la mancata
adozione, in questi casi, comporta violazione del diritto dell'unione)
regolamenti di base = atti legislativi del legislatore europeo; regolamenti di esecuzione = per
l'attuazione dei regolamenti veri e propri (se non sono conformi al regolamento di base, sono
invalidi)
pubblicati in GUUE
entrata in vigore ritardata per permettere agli stati la conformazione
entrata in vigore immediata per motivi urgenti
efficacia retroattiva: normalmente esclusa (per certezza del diritto)
usati soprattutto per materie di competenza esclusiva

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12. LE DIRETTIVE
La direttiva fa parte degli strumenti giuridici di cui dispongono le istituzioni europee per attuare le politiche
europee. Si tratta di uno strumento impiegato principalmente nel quadro delle operazioni di
armonizzazione delle legislazioni nazionali.
La direttiva caratterizzata dalla flessibilit di utilizzo: essa introduce un obbligo in termini di risultato
finale, ma lascia agli Stati un ampio margine di manovra quanto ai mezzi da utilizzare per ottenerlo.
La direttiva fa parte del diritto derivato dellUnione europea (UE). Essa pertanto adottata dalle istituzioni
europee sulla base dei trattati istitutivi, Una volta adottata a livello europeo, la direttiva deve poi essere
recepita dagli Stati membri nel loro diritto interno.
Un atto obbligatorio di portata generale
L'articolo 288 del trattato sul funzionamento dellUE sancisce che la direttiva obbligatoria. Come
il regolamento e la decisione, essa vincolante per gli Stati membri, che ne sono i destinatari. Essa
obbligatoria in tutti i suoi elementi e quindi non pu essere applicata in modo incompleto, selettivo o
parziale.
La direttiva si distingue tuttavia dalla decisione e dal regolamento. Contrariamente al regolamento, che si
applica nel diritto interno degli Stati membri direttamente dopo la sua entrata in vigore, la direttiva deve
prima essere recepita dagli Stati membri. Pertanto la direttiva non prescrive le modalit per raggiungere il
risultato. Essa introduce un obbligo in termini di risultato agli Stati membri, che possono liberamente le
forme e i mezzi per applicare la direttiva
La direttiva inoltre si distingue dalla decisione perch il suo testo ha una portata generale destinata a tutti
gli Stati membri.
Inoltre larticolo 289 del trattato sul funzionamento dellUE precisa che la direttiva un atto legislativo dal
momento che viene adottata in seguito ad una procedura legislativa. In linea di principio, la direttiva
oggetto di una proposta della Commissione, che viene poi adottata dal Consiglio e dal Parlamento europeo
secondo la procedura legislativa ordinaria o una procedura legislativa speciale.
La direttiva entra in vigore dopo essere stata notificata agli Stati membri o dopo essere stata pubblicata
nella Gazzetta ufficiale.
Un atto giuridico che deve essere recepito
Si tratta di un atto giuridico a due livelli, che comprende:
la direttiva propriamente detta, adottata dalle istituzioni europee e
le misure nazionali di applicazione, adottate dagli Stati membri.
L'entrata in vigore della direttiva non comporta, in linea di principio, alcun effetto diretto a livello dei diritti
nazionali. Affinch ci avvenga, necessaria una seconda operazione, ovverosia il recepimento. Il
recepimento un atto di cui si fanno carico gli Stati membri e consiste nell'adozione di misure di portata
nazionale che permettono di conformarsi ai risultati previsti dalla direttiva. Le autorit nazionali devono
comunicare tali misure alla Commissione.
Soluzioni per lottare contro il recepimento incompleto delle direttive
In linea di principio, la direttiva deve essere recepita entro un termine (da 6 mesi a 2 anni). Scaduto tale
termine:
la Commissione pu chiedere alla Corte di giustizia di condannare gli Stati membri (la mancata
esecuzione della sentenza emessa in tale occasione pu comportare una nuova condanna che
prevede il pagamento di penalit pecuniarie);
la Corte di giustizia ha accettato inoltre di concedere ai singoli cittadini, in determinate circostanze,
la possibilit di ottenere un risarcimento dei danni causati dal recepimento incompleto o in ritardo
di una direttiva (sentenza Francovitch e Bonifaci del 19 novembre 1991);
La Corte di giustizia ritiene che la direttiva abbia effetto diretto (ovverosia che i singoli cittadini
possano invocarla davanti al giudice).
Allo scadere del termine di recepimento, la direttiva ha un effetto diretto verticale. Ci significa che i singoli
cittadini possono invocarla davanti al giudice contro gli Stati membri. La direttiva non ha invece un effetto

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diretto orizzontale (i singoli cittadini non possono invocare il testo davanti al giudice contro altri singoli
cittadini).
La Corte di giustizia tuttavia ha stabilito diverse condizioni affinch un cittadino possa invocare una
direttiva dinnanzi ai tribunali, purch:
le disposizioni della direttiva siano incondizionate e sufficientemente precise;
la direttiva non sia stata correttamente recepita da una misura nazionale nei termini previsti.
Gli stati, nel rispetto dellobbligo di leale cooperazione e della forza vincolante dellatto, devono astenersi
dalladottare, nel periodo tra lentrata in vigore e il termine per il recepimento, qualsiasi misura che possa
compromettere il risultato prescritto (rischio di procedura dinfrazione) obbligo di non aggravamento o
clausola di stand still.
Se la direttiva in assoluta conformit al diritto nazionale (o i principi della direttiva sono molto precisi) lo
stato pu essere dispensato dalladozione di misure dattuazione.
Non ci possono essere giustificazioni per il mancato o tardivo adempimento.
Direttive dettagliate
Lasciano poca discrezionalit agli stati.
Corte sono legittime se necessarie per il conseguimento del fise prefissato; se emanata per una materia
in cui non ci possono essere regolamenti, avr solo efficacia verticale.
Efficacia diretta
Richiamando il caso Van Gend & Loos, la corte delibera, nel caso Van Duyn, che leffetto vincolante di una
direttiva vanificato (e il suo effetto utile compromesse) se gli interessati non possono farla valere dinanzi
ai giudici nazionali contro lo stato che ha omesso di adottare le idonee misure di attuazione
Hanno effetti diretti:
- le direttive contenenti solo obblighi negativi nei confronti degli stati
- le direttive che si limitano a confermare (chiarendone la portata) una norma del trattato gi
produttiva di effetti diretti
- le direttive che, spirato il termine di attuazione e raramente prima,:
o contengono obblighi per gli stati, per con margini di discrezionalit minimi o nulli
o abbiano carattere incondizionato (non c bisogna di atti di diritto interno)
o creino diritti a favore dei singoli chiaramente individuabili nel loro contenuto
Effetti diretti verticali inversi: se lo stato non recepisce (o non recepisce correttamente) la direttiva, non
pu imporre agli amministrati gli obblighi previsti. (se la direttiva non viene trasposta, gli individui possono
conformarsi come no, senza incorrere in sanzioni).
Mancato o sbagliato recepimento = procedimento di infrazione & azione del risarcimento del danno
(eventualmente)
Effetti verticali e orizzontali
Effetti verticali possono essere fatti valere contro lo stato, gli stati federati, le amministrazioni locali. Il
privato ha diritto di chiedere al giudice/amministrazione sia i tutelare direttamente i suoi diritti derivanti da
una direttiva (disapplicando la norma interna incompatibile = effetto di sostituzione), sia di non applicare
una normativa interna incompatibile (anche quando non completa, perch il legislatore ha un certo
margine di apprezzamento) e dunque non conferisca ai privati dei diritti soggetti perfetti (effetto di
esclusione).
Effetti orizzontali se la direttiva non stata recepita, allora non ci sono effetti orizzontali, ma possono di
fatto verificarsi in via mediana, tramite il criterio dellinterpretazione conforme (sentenza Unilever del
2000), disapplicando la norma interna difforme al fine di conferire piena efficacia al diritto dellunione.
13. LE DECISIONI
La decisione uno strumento giuridico di cui dispongono le istituzioni europee per attuare le politiche
europee. La decisione un atto obbligatorio che pu essere di portata generale o indirizzata a un
destinatario preciso.

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La decisione un atto giuridico che fa parte del diritto derivato dell'Unione europea (UE). Essa quindi
adottata dalle istituzioni europee sulla base dei trattati istitutivi. A seconda del caso, la decisione pu
essere rivolta a uno o pi destinatari; essa pu anche non avere alcun destinatario.
Un atto obbligatorio in tutti i suoi elementi
L'articolo 288 del trattato sul funzionamento dell'UE definisce la decisione come un atto obbligatorio in
tutti i suoi elementi. Essa non pu quindi essere applicata in maniera incompleta, selettiva o parziale.
La decisione adottata in seguito ad una procedura legislativa. Essa quindi un atto legislativo adottato dal
Consiglio e dal Parlamento secondo la procedura legislativa ordinaria o una procedura legislativa speciale.
Per contro, la decisione un atto non legislativo qualora sia adottata unilateralmente da una delle
istituzioni europee. La decisione rinvia allora a una norma stabilita dal Consiglio europeo, dal Consiglio o
dalla Commissione in casi specifici che non rientrano nella competenza del legislatore.
Decisione con destinatario
La decisione pu essere rivolta a uno o pi destinatari. Essa ha allora una portata
strettamente individuale ed vincolante soltanto per i suoi destinatari.
I destinatari di una decisione possono essere gli Stati membri o dei privati cittadini. Ad esempio, la
Commissione usa le decisioni per sanzionare le imprese che avrebbero realizzato intese o commesso abusi
di posizione dominante.
Per entrare in vigore, la decisione dev'essere notificata all'interessato. In linea di massima, la procedura
consiste nell'invio di una lettera raccomandata con ricevuta di ritorno. La decisione pu essere anche
pubblicata nella Gazzetta ufficiale, ma la pubblicazione non esenta dall'obbligo di notifica, unica possibilit
per renderla vincolante per il destinatario.
Decisione senza destinatario
Dall'entrata in vigore del trattato di Lisbona, la decisione non designa pi necessariamente un destinatario.
La decisione ha quindi acquisito una definizione pi ampia ed soprattutto divenuta lo strumento di base
nel settore della politica estera e di sicurezza comune. Il Consiglio e il Consiglio europeo possono adottare
decisioni che riguardano:
gli interessi e gli obiettivi strategici dell'Unione;
le azioni dell'Unione a livello internazionale;
le posizioni da assumere dall'Unione riguardo alle problematiche internazionali;
le modalit di attuazione delle azioni e posizioni dell'Unione.
14. ATTI NON VINCOLANTI: PARERI E RACCOMANDAZIONI
In diritto comunitario la raccomandazione un atto non vincolante a disposizione di varie istituzioni. Le
raccomandazioni sono normalmente dirette agli Stati membri e contengono l'invito a conformarsi ad un
certo comportamento. Sono in genere emanate dalle istituzioni comunitarie quando queste non
dispongono del potere di emanare atti obbligatori o quando ritengono che non vi sia motivo di ricorrere a
norme vincolanti. Degli atti non vincolanti il Trattato non impone la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.
Il parere dell'Unione europea un atto di diritto comunitario derivato previsto dall'art. 288 del TFUE.
Insieme alla raccomandazione, un atto giuridicamente non vincolante. Mentre la raccomandazione ha
come scopo di ottenere che il destinatario tenga un determinato comportamento, giudicato pi
rispondente agli interessi comuni, il parere tende piuttosto a fissare e a rendere noto il punto di vista della
istituzione che lo emette in ordine a una questione.
Tanto per le raccomandazioni, quanto per i pareri, il Consiglio e la Commissione hanno una competenza
generale.
Per quanto ufficialmente privi di vincolo normativo, raccomandazioni e pareri possono - secondo la Corte di
giustizia dell'Unione europea - avere effetto giuridico nel momento in cui il loro contenuto li pone alla
stregua di regolamenti, decisioni o direttive, che sono viceversa i tre atti giuridicamente vincolanti previsti
dallo stesso art. 288. Inoltre, i loro contenuti sono comunque presi in considerazione dalla Corte ai fini
dellinterpretazione delle norme comunitarie.

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15. ATTI ATIPICI
Gli atti atipici costituiscono una categoria di atti adottati dalle istituzioni europee. Essi possono riguardare
l'organizzazione interna all'Unione europea o avere una portata pi generale relativa a settori politici
precisi.
INTRODUZIONE
Gli atti atipici sono atti adottati dalle istituzioni dell'Unione europea (UE). Tali atti sono detti atipici
perch non fanno parte della nomenclatura degli atti giuridici prevista dal trattato sul funzionamento
dell'UE (articoli da 288 a 292).
Esiste pertanto una grande variet di atti atipici. Alcuni sono previsti da altre disposizioni dei trattati
istitutivi dell'UE, altri sono stati sviluppati dalla pratica istituzionale.
Gli atti atipici si distinguono per la loro portata che generalmente politica. Taluni possono tuttavia avere
effetti vincolanti, i quali restano comunque limitati all'ambito istituzionale dell'UE.
Gli atti atipici previsti dai trattati
I regolamenti interni delle istituzioni dell'UE sono atti atipici. Infatti, i trattati istitutivi prevedono che le
istituzioni dell'UE adottino il loro proprio regolamento interno.
I regolamenti interni fissano l'organizzazione, il funzionamento e le regole delle procedure interne delle
istituzioni dell'UE. Essi hanno un effetto vincolante solo per l'istituzione interessata.
Peraltro, i trattati istitutivi prevedono altri tipi di atti adottati nell'ambito del dialogo politico tra le
istituzioni dell'UE. Tali atti hanno essenzialmente l'obiettivo di agevolare il lavoro e la cooperazione tra le
istituzioni. Ad esempio, nell'ambito della procedura di adozione degli accordi internazionali, il Consiglio
deve inviare delle direttive di negoziazione alla Commissione per la negoziazione degli accordi.
Le istituzioni possono anche andare oltre organizzando la loro cooperazione tramite accordi
interistituzionali. Anche questi tipi di accordi sono atti atipici. Essi possono avere un effetto vincolante ma
soltanto per le istituzioni firmatarie dell'accordo.
Gli atti atipici non previsti dai trattati
Ciascuna istituzione dell'UE ha sviluppato una serie di strumenti nell'ambito della propria attivit.
Ad esempio, il Parlamento europeo esprime talune delle sue posizioni politiche a livello internazionale
attraverso delle risoluzioni o dichiarazioni. Il Consiglio adotta regolarmente
delle conclusioni, risoluzioni o orientamenti alla conclusione delle sue riunioni. Tali atti contengono
essenzialmente l'opinione delle istituzioni riguardo a certe problematiche europee o internazionali. Essi
hanno una portata generale ma non un effetto vincolante.
La Commissione adotta inoltre diversi atti atipici propri. Si tratta di comunicazioni che presentano di solito
nuovi programmi politici. Inoltre, la Commissione adotta dei libri verdi che hanno lo scopo di lanciare
consultazioni pubbliche su determinate problematiche europee. Essa raccoglie cos le informazioni
necessarie per poter elaborare una proposta legislativa. In seguito ai risultati dei libri verdi, la Commissione
adotta a volte dei libri bianchi che presentano delle proposte di azioni europee dettagliate.
16. ATTI NON PREVISTI
Sono legittimi, ma non derogatori dei trattati. Sono:
- comunicazioni (libri verdi della commissione agli stati)
- conclusioni e risoluzioni (consiglio e commissioni, valore di impegno politico)
- programmi dazione, dichiarazioni, deliberazioni, codici di condotta
- dichiarazioni comuni e accordi internazionali (preparano ladozione di atti tipici e non hanno
rilevanza esterna)

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CAPITOLO 5: LA FUNZIONE GIUDIZIARIA
1. IL SISTEMA DI TUTELA GIURISDIZIONALE. LA RIPARTIZIONE DI COMPETENZE TRA CORTE,
TRIBUNALE E TRIBUNALI SPECIALIZZATI
PROCEDIMENTI CONTENZIOSI
2. A) AZIONI DIRETTE CONTRO GLI STATI. I RICORSI PER INFRAZIONE
Per il controllo sul rispetto, da parte degli stati, degli obblighi derivanti dalle regole dellordinamento
dellunione (ci pu anche essere uninterpretazione di queste regole).
Mancato adeguamento delle decisioni del consiglio solo il consiglio pu decidere misure, su
raccomandazione della commissione, a maggioranza dei 2/3 dei voti ponderati (non tenendo conto dei voti
dello stato in questione).
Ci possono anche essere misure adottate dal consiglio direttivo della BCE o dal consiglio di amministrazione
della BEI.
Non c procedura dinfrazione per le materie ex PESC. Nellambito della cooperazione giudiziaria e di
polizia in materia penale bisogna aspettare lo spirare del periodo di transizione.
Oggetto: qualsiasi violazione (comportamenti attivi e omissivi, non rispetto delle tempistiche per il
recepimento di una direttiva, troppo margine di discrezionalit)
Non rileva lorgano che ha commesso la violazione (anche privati o organi giurisdizionali)
Lo stato non pu invocare particolari difficolt che abbia incontrato per giustificarsi.
La commissione non pu invocare a sostegno del ricorso la violazione di una norma del trattato se lo stato
si conformato al contenuto di una disposizione di diritto derivato (una direttiva) non impugnata e dunque
legittimamente vigente e produttiva di effetti giuridici.
La violazione commessa da uno stato non pu costituire una giustificazione per il mancato rispetto degli
obblighi dellunione da parte di uno altro stato.
La responsabilit dello stato esclusa quando la decisione dellunione che esso non ha osservato presa in
una materia di competenza esclusiva degli stati.
Iniziativa della commissione
Pu essere sollecitata da altri stati o privati. Ha ampio potere discrezione = pu dufficio iniziare la
procedura dinadempimento
La commissione istruisce la pratica, raccogliendo informazioni. Pu chiedere informazioni allo stato
(stabilendo un termine); se questo non risponde ci pu essere violazione del principio di leale
collaborazione.
A partire dal 2008 si usa la piattaforma informatica EU-Pilot. I privati caricano le loro denunce, la
commissione trasmette le questioni agli interessati che hanno 10 settimane per presentarle una relazione.
La commissione avr altre 10 settimane per rispondere e caricare la valutazione sul sito.
Primo atto ufficiale lettera di messa in mora la commissione informa lo stato che ha inizio la fase
precontenziosa e fissa un termine (di solito 2 mesi) per la presentazione delle memorie dello stato. La
lettera una condizione di forma sostanziale che condiziona la regolarit della procedura. La lettera non
deve essere dettagliata
Dopo la discussione sulle memorie presentate dallo stato, la commissione pu decidere di archiviare il caso
(se non vi stata infrazione o se non vuole continuare il procedimento) oppure pu emettere un parere
motivato che chiude la fase precontenziosa nel quale si ingiunge allo stato di porre fine alla violazione entro
un termine fissato discrezionalmente dalla commissione stessa.
Il parere motivato non pu discostarsi dai motivi e dagli addebiti gi annunciati della lettera. Nuovi
elementi di giudizio sono considerati irricevibili dalla corte (se emergono nuovi fatti a favore della posizione
della commissione, questa dovr emettere una nuova lettera in messa in mora, aspettare le memorie e poi
scrivere il parere motivato, a meno che abbiano la stessa natura di quelli gi annunciati nel parere motivato
e che configurino lo stesso comportamento.
Anche il parere motivato un requisito per la forma sostanziale della procedura. Essendo un atto
preparatorio non pu formare oggetto di ricorso in annullamento.

51
La fase contenziosa
la commissione che lonere della prova. I privati non possono intervenire nel procedimento, il garante
europeo della protezione dei dati si.
Ladempimento dello stato interrompe la procedura; se avviene nel corso del giudizio ma prima della fase
orale, la commissione pu rinunciare a dare seguito al procedimento.
La corte pu ordinare (anche dietro richiesta della commissione) i provvedimenti provvisori che ritenga
necessari (esempio misure cautelari).
Linizio della fase contenziosa pone termine alla possibilit di negoziazione con la commissione.
Liniziativa degli stati membri
Prima di adire alla corte devono rivolgersi alla commissione la quale, dopo aver chiesto agli stati interessati
di presentare in contradditorio le loro osservazioni, emette parere motivato (entro 3 mesi).
Lo stato pu adire alla corte sia che il parere non sia pervenuto, sia che sia a favore dello stato convenuto.
Procedura poco utilizzata.
Procedura abbreviata
Aiuti di stato non c procedura precontenziosa (la decisione della commissione pu formare oggetto di
ricorso in annullamento)
Concorrenza la commissione pu adottare decisioni o direttive rivolte agli stati colpevoli (poteri di
vigilanza e accertamento delle violazioni, la corte adito solo in caso di impugnazione della decisione)
La sentenza
Ha natura dichiarativa e non pu prescrivere allo stato i comportamenti da tenere per porre rimedio alla
violazione. Lesecuzione deve avvenire in pi breve tempo possibile.
La corte deve emettere sentenza anche se lo stato riconosce linadempimento o ha adempiuto, ma la
commissione non ha rinunciato agli atti.
Si impone a tutte le autorit dello stato.
Se lo stato non si conforma alla sentenza, la commissione pu riaprire la procedura dinfrazione (nuovo
oggetto: mancato rispetto della sentenza precedente). Ci sar una condanna pecuniaria consistente nel
pagamento di una somma forfettaria e/o di una penalit di mora (somma di denaro per ogni giorno di
ritardo nelladempimento a partire dalla data di emanazione della sentenza e sino alla sua esecuzione).
Questo nuovo processo prevede una fase precontenziosa pi veloce perch non ci deve pi essere il parere
motivato.
3. B) AZIONI DIRETTE CONTRO LUNIONE E I SUOI ORGANI. LAZIONE DI ANNULLAMENTO
Competenza esclusiva della CGUE. Con Lisbona anche atti adottati nel quadro della cooperazione di polizia
e giudiziaria in materia penale (non ricorrendo pi, salve le regole relative al periodo transitorio, i limiti) e
gli atti per la cooperazione rafforzata. Esclusione atti PESC.
Atti impugnabili:
- atti legislativi
- atti del consiglio, commissione o BCE (che non siano raccomandazioni o pareri, a meno che si
dimostri che sono anche produttivi di effetti giuridici)
- deliberazioni adottate dagli organi direttivi della BEI
- atti del parlamento destinati a produrre effetti giuridici nei confronti dei terzi
- atti della corte dei conti (perch unistituzione)
- controllo di legittimit anche sugli atti degli organi e organismi dellunione destinati a produrre
effetti giuridici sui terzi
Atti tipici + atti definitivi che producono effetti giuridici obbligatori idonei ad incidere sugli interessi dei
ricorrenti, mentre in linea di massima irrilevante la forma.
NO atti interni allistituzione, atti di fase intermedie di un procedimento o meramente preparatori di un
atto definitivo.

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Azione esterna dellunione la corte non si rifiutata di pronunciarsi sulla legittimit di una decisione del
consiglio che autorizzava la conclusione di una convenzione internazionale pur rigettando il ricorso in
merito.
Cooperazione di polizia e giudiziaria divieto di riesaminare la validit o la proporzionalit delle
operazioni.
S controllo di legittimit delle decisioni del consiglio che prevedono misure restrittive nei confronti di
persone fisiche o giuridiche.
PESC non deve pregiudicare lapplicazione delle procedure e la portata delle attribuzioni delle istituzioni
prevista dai trattati per lesercizio delle competenze dellunione
Soggetti legittimati a presentare il ricorso
Ricorrenti privilegiati:
- stati membri
- consiglio
- commissione
- parlamento
possono impugnare qualsiasi atto, senza dover dimostrare che questo incida sulla posizione giuridica del
ricorrente
Ricorrenti semiprivilegiati:
- BCE
- Corte dei conti
- Comitato delle regioni
- Comitato economico e sociale
- Parlamenti nazionali
Per la salvaguardia delle loro prerogative.
Ricorrenti non privilegiati persone fisiche e giuridiche
Devono dimostrare linteresse ad agire (che deve essere personale, effettivo e attuale)
Possono essere:
- Decisioni in cui sono destinatarie
- Atti che li interessino individualmente e direttamente
- Atti regolamentari che le riguardino direttamente e non richiedono misure di esecuzione
Direttamente produce direttamente effetti sulla situazione giuridica del singolo imponendogli un obbligo
o privandolo di un diritto (legame stretto di casualit). La corte deve prendere anche in considerazione il
margine di apprezzamento lasciato allo stato
Individualmente Il caso: Una societ tedesca impugna una decisione della Commissione rivolta alla
Germania, con la quale lo Stato veniva autorizzato a sospendere la riscossione del dazio sui mandarini e
sulle clementine importate da paesi terzi. La societ Plaumann sostiene di essere direttamente pregiudicata
in quanto unico importatore in Germania allepoca del prodotto in questione. La decisione della Corte: Chi
non sia destinatario di una decisione pu sostenere che questa lo riguarda individualmente soltanto
qualora il provvedimento lo tocchi a causa di determinate qualit personali, ovvero di particolari
circostanze atte a distinguerlo dalla generalit, e quindi lo identifichi alla stessa stregua dei destinatari. Il
provvedimento impugnato colpisce la ricorrente nella sua qualit di importatore di clementine, cio a causa
di una attivit commerciale che pu essere sempre esercitata da chiunque, e non quindi atta ad
identificare la ricorrente agli effetti della decisione impugnata, nello stesso modo dei destinatari.
Principi enucleati dalla formula Plaumann: Ci che rileva non che latto colpisca il ricorrente, ma a quale
titolo il ricorrente sia colpito. Non basta che latto si rivolga ad una categoria anche ristretta di soggetti
astrattamente individuata, ma occorre che la posizione del ricorrente sia o INDIVIDUALMENTE pregiudicata,
o DIVERSAMENTE TRATTATA RISPETTO AGLI ALTRI DESTINATARI DELLATTO. Casi pratici in cui ci pu
avvenire: 1) c.d. Smascheramento dellatto; 2) Regolamenti contenenti disposizioni relative a singoli
operatori economici 3) Atti alla cui formazione il ricorrente abbia partecipato 4) Atti per i quali previsto un
obbligo di prendere in considerazione posizioni ed interessi individuali.

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Atti regolamentari
Atti non legislativi che la riguardano direttamente e che non comportano alcune misura di esecuzione, sia a
livello nazionale sia a livello europeo.
Il ricorrente deve essere sempre portatore di un interesse proprio (associazione solo se tutti gli associati
sono legittimati ad agire)
Persone giuridiche anche enti pubblici territoriali
Trascorso il termine di impugnazione (2 mesi) latto diventa definitivo e non il rinvio pregiudiziale di validit
sar irricevibile.
Ricorsi contro decisioni indirizzate ad altre persone
Politica di concorrenza: contro una decisione di esenzione della commissione risultata favorevole ad altre
imprese destinatarie
Ricorsi contro decisioni indirizzate a uno stato
Materia degli aiuti di stato: la decisione con cui la commissione dichiara lincompatibilit di un aiuto di stato
sicuramente riguarda direttamente e individualmente limpresa beneficiaria dellaiuto, la quale legittima
a presentare un ricorso in annullamento anche se la decisione abbia come destinatario uno stato.
Motivi di impugnazione. Termini
2 mesi da:
- Pubblicazione nella GUUE
- Notifica dellatto
- Conoscenza diretta
Motivi:
- Incompetenza (assenza di un potere dellunione o delle istituzioni a emanare latto)
o Ratione materiae (atto non di competenza dellorgano)
o Ratione loci (ha effetti al di fuori del territorio sul quale si esercita la competenza)
o Ratione temporis (adottato oltre i limiti di tempo fissati)
- Violazione delle forme sostanziali
o Garanzie di procedura (formazione degli atti = rispetto delle consultazioni obbligatorie)
o Rispetto delle forme essenziali a garanzia degli interessati nella procedura di adozione degli
atti e nelle procedure non contenziose
o Obbligo di motivazione (per esercitare il controllo di legittimit)
- Violazione dei trattati (o di qualsiasi regola di diritto relativa alla loro applicazione)
o Atti delle istituzioni
o Norme di diritto internazionale generale e le norme convenzionali che vincolano lunione
- Sviamento di potere (listituzione utilizza latto per perseguire un obiettivo diverso da quello per il
quale i poteri gli sono conferiti, o segua una procedura per fini diversi da quelli per i quali
prevista, in questo caso sviamento di procedura)
Effetti della sentenza
Atto nullo e non avvenuto = la sentenza ha efficacia erga omnes, opera ex tunc e ha lautorit di cosa
giudicata.
Irricevibile un nuovo ricorso contro latto gi annullato
Ricevibile ricorso se latto stato dichiarato legittimo, ma si fonda su nuovi motivi (sempre nel termine)
Listituzione, lorgano o lorganismo che ha emanato latto annullato dovr trarne le conseguenze ed
adottare i provvedimenti che lesecuzione della sentenza comporta.
La corte fornisce le indicazione sulle misure che comporta lesecuzione della sentenza, ma non riforma essa
stessa latto.
Per motivi di certezza del diritto, lefficacia retroattiva pu essere esclusa, e quindi lannullamento avr
effetti solo ex nunc.

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4. IL RICORSO IN CARENZA
Omissioni illecite degli organi dellunione.
Dopo Lisbona esperibile contro:
- Consiglio
- Commissione
- Parlamento
- BCE
- Consiglio europeo
- Organi e organismi
Da parte di tutti le istituzioni o dagli stati.
Si possono sindacare sia i comportamenti omissivi sia latteggiamento generale
Ricorrenti privilegiati qualsiasi tipo di carenza
Persone fisiche e giuridiche Tribunale atti nei loro confronti (che abbiano effetto vincolante) = decisioni
La corte ha ammesso che una decisione concernente un destinatario diverso (lagenzia di
approvvigionamento Euratom) riguardasse direttamente e individualmente il ricorrente, che dunque
poteva constatare lomissione.
Presupposto obbligo di agire in virt di una regola di diritto dellunione
Affinch il ricorso sia ricevibile ci deve essere una messa in mora. Se trascorsi due mesi dalla richiesta,
listituzione diffidata non ha preso posizione, il ricorso pu essere introdotto nei due mesi successivi.
Se prende posizione il ricorso non pi proponibile (adozione dellatto richiesto, decisione espressa di
rigetto, adozione di un atto diverso).
No PESC, si cooperazione giudiziaria e di polizia in materia penale dopo il periodo di transizione.
Effetti della sentenza
Carattere dichiarativo. Se non da esecuzione in un termine ragionevole, ci pu essere responsabilit
extracontrattuale.
5. LECCEZIONE DI INVALIDITA
1. Nellambito di un giudizio concernente un atto di portata generale pendente dinanzi ad un giudice
dellUnione, ciascuna parte pu anche dopo il decorso dei termini di impugnazione diretta invocare
linapplicabilit dellatto stesso (art. 277 TFUE) (c.d. eccezione di invalidit dellatto). La nuova
formulazione (introdotta dal Trattato di Lisbona) codifica la giurisprudenza. Invero, originariamente i
trattati permettevano leccezione di invalidit per i soli regolamenti. stata la Corte a permetterne
lapplicazione a tutti gli atti di portata generale idonei a produrre effetti analoghi a quelli di un
regolamento. La Corte ha inteso porre rimedio ai limiti imposti dai trattati ai ricorsi individuali e
allincertezza di determinazione dei termini di impugnazione (sent. 92/78, Simmenthal, cit., punti 34 a 43).
2. Leccezione soggetta a determinate condizioni di ricevibilit:
a) occorre che latto di portata generale sia la base giuridica di una misura individuale oggetto del giudizio,
che vi sia cio un legame giuridico tra i due atti. Deve quindi esservi una stretta connessione tra loggetto
del giudizio principale e latto di cui si fa valere incidentalmente linvalidit: il ricorrente che ha impugnato
un atto facente parte di un complesso di atti individuali costituenti un tutto unico, pu far valere
lirregolarit di una decisione generale (non impugnabile con ricorso diretto) su cui si fonda uno degli atti
individuali
b) leccezione non pu essere sollevata contro decisioni che il ricorrente avrebbe potuto impugnare nei
termini richiesti e che hanno assunto carattere definitivo nei suoi confronti, essendo scaduto il termine
perentorio dellimpugnazione diretta e non potendo la legalit delle decisioni amministrative della
Commissione essere rimessa in discussione indefinitamente
c) leccezione invocabile in giudizio da ciascuna parte. Pertanto possono sollevarla gli individui contro
listituzione che ha adottato latto. prospettabile che leccezione sia invocabile anche dalle altre istituzioni
e dagli Stati membri. Secondo la Corte uno Stato membro pu, nelleventualit di una controversia,
contestare la legittimit di un regolamento contro il quale non ha proposto ricorso di annullamento diretto
prima della scadenza del termine. La Corte ha quindi respinto la tesi secondo cui uno Stato membro non

55
pu eccepire lillegittimit di un regolamento dopo la scadenza di suddetto termine, poich poteva
chiederne lannullamento entro il termine stesso: tale tesi in contrasto con il tenore letterale dellart. 277
TFUE che attribuisce tale diritto a ciascuna parte
Tuttavia, nellambito di una procedura di infrazione lo Stato membro non pu sollevare leccezione di
illegittimit della decisione della Commissione che aveva accertato linadempimento come mezzo difensivo
per giustificare la mancata esecuzione della decisione stessa, la quale avrebbe dovuto essere impugnata
per contestarne la validit nei termini previsti: leccezione ex art. 277 sarebbe prospettabile solo se latto in
causa fosse inficiato da vizi particolarmente gravi da considerarlo inesistente (sent. 30 maggio 1988,
226/87, Commissione c. Grecia, Racc., 3611, punti 14-16).
d) Leccezione pu essere sollevata solo nellambito dei ricorsi di invalidit. Ma la Corte la ha ammessa
anche nei ricorsi in carenza o di responsabilit extracontrattuale.
3. Leccezione appare invocabile anche dinanzi ai giudici nazionali, i quali possono porre una questione
pregiudiziale sulla validit dellatto di portata generale. Una giurisprudenza consolidata considera che il
ricorrente possa, nellambito di un ricorso proposto in base allordinamento nazionale contro il rigetto di
una sua domanda, eccepire lillegittimit di un atto su cui basato il provvedimento nazionale adottato nei
suoi confronti, con la conseguenza che la questione della validit dellatto pu essere sottoposta alla Corte
nellambito di un procedimento pregiudiziale Tuttavia, tale principio generale, diretto a garantire che
ciascuno abbia o abbia avuto la possibilit di impugnare un atto su cui si fonda una decisione che lo
riguarda, non osta assolutamente a che un regolamento divenga definitivo nei confronti di un singolo
soggetto, rispetto al quale esso deve considerarsi una decisione individuale di cui detto soggetto avrebbe
potuto senza dubbio chiedere lannullamento con rimedio diretto, restando cos allo stesso preclusa la
possibilit di eccepire lillegittimit di detto regolamento dinanzi al giudice nazionale. decisivo quindi
stabilire se un ricorso dannullamento diretto contro un regolamento sarebbe stato senzaltro ricevibile in
considerazione del fatto che tale regolamento riguardava direttamente e individualmente la persona che
intende avvalersi delleccezione di invalidit.
4. La sentenza che si pronuncia sulleccezione produce effetti ben determinati: dichiara semplicemente
inapplicabile latto di portata generale, il quale resta formalmente in vigore. Sar tuttavia listituzione il cui
atto stato dichiarato illegittimo ad adottare le misure necessarie per abrogarlo o modificarlo.
6. LAZIONE DI RESPONSABILITA EXTRACONTRATTUALE. LA RESPONSABILITA CONTRATTUALE
Il ricorso per responsabilit fa parte dei ricorsi che possono essere intentati dinanzi alla Corte di giustizia
dellUnione europea. Tale ricorso permette ai privati o agli Stati membri che hanno subito un danno di
ottenere un risarcimento da parte dellistituzione che ne allorigine.
Il ricorso per responsabilit un ricorso intentato dinanzi alla Corte di giustizia dellUnione europea (CGUE).
Pu essere promosso dagli Stati membri o da privati.
Il ricorso per responsabilit permette di ottenere un indennizzo per un danno di cui responsabile lUnione
europea. Esistono, infatti, due tipi di ricorso:
il ricorso che chiama in causa la responsabilit contrattuale dellUnione, quando essa parte di un
contratto;
il ricorso che chiama in causa la responsabilit extracontrattuale dellUnione a causa di un danno
cagionato dai suoi organi o dai suoi agenti nellesercizio delle loro funzioni.
La responsabilit contrattuale dellUnione
Gli organi e gli agenti dellUnione possono concludere contratti che impegnano la responsabilit
dellUnione. La CGUE non , per, sempre competente per giudicare le controversie derivanti da tali
contratti.
Infatti, il ricorso per responsabilit pu essere intentato presso la CGUE solamente se previsto da
una clausola compromissoria. Ci significa che il contratto di cui parte lUnione deve comportare,
obbligatoriamente, una clausola che preveda la competenza della CGUE in caso di controversia. In caso
contrario, la competenza per statuire sulla controversia derivante dal contratto ricadr sui giudici nazionali.

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La responsabilit extracontrattuale dellUnione
LUnione deve risarcire i danni di cui responsabile. I danni possono essere cagionati, ad esempio, da un
agente dellUE nellesercizio delle sue funzioni, o possono derivare dallattivit normativa delle istituzioni
europee, come ladozione di un regolamento.
La responsabilit extracontrattuale dellUE sottoposta a disposizioni uniformi elaborate dalla
giurisprudenza della CGUE. Il ricorso pu essere intentato da privati o da Stati membri che sono stati
vittime del danno e che vogliono ottenere un risarcimento. Il ricorso va presentato entro un termine di
cinque anni a decorrere dal verificarsi del danno.
La Corte di giustizia riconosce la responsabilit dellUnione se si verificano tre condizioni:
il ricorrente ha subito un danno;
le istituzioni europee o i loro agenti hanno tenuto un comportamento illegale rispetto al diritto
europeo;
esiste una relazione di causalit diretta tra il danno subito dal ricorrente e il comportamento
illegale delle istituzioni europee o dei loro agenti.
Il ricorso per responsabilit intentato dinanzi alla Corte di giustizia dellUE pu chiamare in causa solamente
la responsabilit dellUnione. I privati possono anche impegnare la responsabilit degli Stati membri in caso
di danno provocato dalla cattiva applicazione del diritto europeo. I ricorsi intentati contro gli Stati membri,
per, devono essere presentati dinanzi ai giudici nazionali.
Ripartizione delle competenze tra la Corte di giustizia e il Tribunale
Il Tribunale competente a conoscere in prima istanza dei ricorsi presentati dai privati.
La Corte di giustizia competente a conoscere dei ricorsi presentati dagli Stati membri e pu essere adita
anche per limpugnazione di sentenze emesse dal Tribunale in prima istanza. In tale caso, la Corte statuisce
solamente sulle questioni di diritto e non rigiudica i fatti.
La Corte di giustizia e il Tribunale possono anche decidere sui ricorsi che impegnano la responsabilit
contrattuale dellUnione. Tali ricorsi sono promossi secondo le condizioni previste dai contratti di cui
parte lUnione europea.
7. IL RICORSO CONTRO LE SANZIONI
Competenza del tribunale. Devono essere presentati entro 2 mesi dalla sentenza da persone fisiche o
giuridiche. La corte pu eliminare la sanzione, pu aumentarla o diminuirla.
8. IL CONTENZIOSO DEL PERSONALE
La responsabilit degli agenti nei confronti dellUnione disciplinata dallart. 22 dello Statuto dei funzionari.
Tale disposizione scarsamente applicata configura unazione di rivalsa dellUnione nei confronti dei
propri agenti qualora lillecito, compiuto nellesercizio delle proprie funzioni, sia caratterizzato da colpa
grave. Il risarcimento va corrisposto allUnione, sebbene la disposizione non ne chiarisca i criteri di
determinazione. Tale forma di responsabilit non esclusa dalla figura contemplata dallart. 12 del
Protocollo sui privilegi e sulle immunit dei funzionari dellUnione per gli atti compiuti nellesercizio delle
loro capacit, non riguardando questa disposizione le relazioni giuridiche interne allUnione.
LA COOPERAZIONE GIUDIZIARIA
9. IL RINVIO PREGIUDIZIALE
Il rinvio pregiudiziale una procedura esercitata dinanzi alla Corte di giustizia dellUnione europea che
consente ad una giurisdizione nazionale di interrogare la Corte di giustizia sull'interpretazione o sulla
validit del diritto europeo.
Il rinvio pregiudiziale fa parte delle procedure che possono essere esercitate dinanzi alla Corte di giustizia
dellUnione europea (CGUE). Questa procedura aperta ai giudici nazionali degli Stati membri, i quali
possono adire la Corte per interrogarla sullinterpretazione o sulla validit del diritto europeo nellambito di
una causa pendente.
A differenza delle altre procedure giurisdizionali, il rinvio pregiudiziale non un ricorso contro un atto
europeo o nazionale, bens un quesito sullapplicazione del diritto europeo.
Il rinvio pregiudiziale favorisce quindi la cooperazione attiva tra le giurisdizioni nazionali e la Corte di
giustizia nonch l'applicazione uniforme del diritto europeo in tutta l'UE.

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Natura del rinvio pregiudiziale
Qualsiasi giurisdizione nazionale, investita di una controversia in cui l'applicazione di una norma di diritto
europeo solleva dei quesiti (controversia principale), pu decidere di rivolgersi alla Corte di giustizia per
risolverli. Esistono due tipi di rinvio pregiudiziale:
il rinvio per linterpretazione della norma europea: il giudice nazionale chiede alla Corte di giustizia
di formulare un parere sullinterpretazione del diritto europeo per poter applicare la norma
correttamente;
il rinvio per lesame di validit della norma europea: il giudice nazionale chiede alla Corte di
giustizia di verificare la validit di un atto di diritto europeo.
Il rinvio pregiudiziale costituisce quindi un rinvio "da giudice a giudice". Anche se pu essere richiesto da
una delle parti della controversia, spetta alla giurisdizione nazionale prendere la decisione di rimettersi alla
Corte di giustizia. L'articolo 267 del trattato sul funzionamento dellUE precisa, al riguardo, che le
giurisdizioni nazionali di ultima istanza, le cui decisioni non possono essere oggetto di ricorso, hanno
l'obbligo di esercitare un rinvio pregiudiziale se una delle parti lo richiede. Per contro, le giurisdizioni
nazionali che non si pronunciano in ultima istanza non hanno lobbligo di esercitare tale rinvio anche se una
delle parti lo richiede. In qualsiasi caso, tutte le giurisdizioni nazionali possono spontaneamente adire la
Corte di giustizia se nutrono dubbi su una disposizione europea.
La Corte di giustizia si pronuncia in seguito unicamente sugli elementi costitutivi del rinvio pregiudiziale dei
quali investita. La giurisdizione nazionale domina quindi la controversia principale.
In via di principio, la Corte di giustizia deve rispondere al quesito sollevato. Essa non pu rifiutare di
rispondere per il fatto che la risposta non sarebbe n pertinente n opportuna riguardo alla controversia
principale. Essa pu invece opporsi se il quesito non rientra nella sua sfera di competenza.
Portata delle decisioni pregiudiziali
La decisione della Corte di giustizia passata in giudicato. Essa inoltre obbligatoria non solo per la
giurisdizione nazionale che ha avviato il rinvio pregiudiziale ma anche per tutte le giurisdizioni nazionali
degli Stati membri.
Nel quadro del rinvio pregiudiziale per lesame di validit, se l'atto europeo dichiarato non valido, lo
anche l'insieme degli atti adottati sulla sua base. Spetta quindi alle istituzioni europee competenti adottare
un nuovo atto per porre rimedio alla situazione.
10. (SEGUE) FACOLTA ED OBBLIGO DI RINVIO. PROCEDURA
Il Giudice nazionale che non sia di ultima istanza ha la facolt di sottoporre alla Corte un quesito
pregiudiziale. Anche in caso di rinvio da parte della Corte di Cassazione (Interedil, 2011) o del Giudice
costituzionale (Krizan, 2013) al Giudice di merito affinch questultimo applichi il principio di diritto
affermato dai primi, il Giudice conserva la facolt di attivare il meccanismo pregiudiziale se ritiene sussista
un problema di validit o di interpretazione di norme dellUnione (Rheinmuhlen, 1974). Pi in generale, una
norma di procedura nazionale non pu rimettere in discussione la facolt, spettante ai giudici nazionali non
di ultima istanza, di investire la Corte di una domanda di pronuncia pregiudiziale qualora essi nutrano dubbi
in merito allinterpretazione del diritto dellUnione (Elchinov, 2010)
I giudici di ultima istanza, intesi come giudici le cui sentenze non sono soggette ad impugnazione, hanno
lobbligo di operare il rinvio pregiudiziale. Lobbligo del rinvio pregiudiziale pu in alcuni casi venir meno.
Non c obbligo di rinvio nei seguenti casi (CILFIT, 1982):
Questione materialmente identica ad una gi decisa in via pregiudiziale dalla Corte su una
fattispecie analoga o vi sia una giurisprudenza costante sul punto;
La risposta al quesito non alimenta alcun ragionevole dubbio interpretativo. Il giudice nazionale, in
tal caso, deve essere convinto che la stessa evidenza si impone ai giudici degli altri Stati membri
Procedura il giudice interno notifica alla corte lordinanza di rinvio, questa poi la notifica alle parti del
giudizio interno, agli stati, alla commissione e allistituzione/organo/organismo che ha adottato latto. Tutti
hanno 2 mesi di tempo per presentare le proprie memorie scritte (dalla notifica).

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11 (SEGUE) LA NOZIONE DI ORGANO GIURISDIZIONALE NAZIONALE
Organo giurisdizionale nazionale: parametri
- origine legale dellorgano
- carattere permanente
- obbligatoriet della giurisdizione
- natura contraddittoria del procedimento
- applicazione di norme giuridiche
- indipendenza
In particolare, la CGUE ha affermato che:
sono giurisdizionali gli organismi giudiziari definiti arbitrali, purch caratterizzati da un mandato
pubblico e da una competenza obbligatoria;
non sono giurisdizioni:
o i collegi arbitrali privati
o gli organismi che scaturiscono dallautonomia professionale (salvo i consigli degli ordini
professionali che decidono su materia caratterizzate da una giurisdizione obbligatoria sugli
iscritti)
o gli organi che esercitano funzioni giurisdizionali in casi eccezionali (ad es. Parlamento
quando giudica di un reato politico)
Questione delle corti costituzionali vedi quaderno
12. (SEGUE) I LIMITI ALLOBBLIGO DI RINVIO
Limiti allobbligo di operare il rinvio:
quando la questione da presentare alla CG identica ad altra gi risolta o pacifica in base ad una
giurisprudenza costante
quando il significato da attribuirsi latto chiaro (thorie dellacte claire), non sussiste alcun
ragionevole dubbio ovvero le norme hanno un senso chiaro ed univoco, non sussiste una reale
questione interpretativa
Nel sentenza CILFIT (283/81) la CG ha affermato che il giudice di ultima istanza pu considerare un atto
chiaro quando: - non lascia spazio ad alcun ragionevole dubbio - sarebbe interpretato nella stessa maniera
dai giudici di ultima istanza di tutti gli SM, tenuto conto anche dei diversi fattori linguistici e culturali
Nella sentenza Koebler (C-224/01) la CG ha suggerito che la violazione dellobbligo pu costituire una
violazione grave e manifesta del diritto UE determinando la responsabilit patrimoniale dello Stato vis vis
i singoli (cfr. L.117/88)
Nella sentenza Geologi (C-136/12) la CG ha affermato lobbligo per il giudice nazionale di disapplicare le
norme nazionali di procedura sulle preclusioni processuali (termini di ricorso, specificit dei motivi, divieto
di modifica della domanda in corso di causa)
13. (SEGUE) LA RICEVIBILITA DELLE QUESTIONI PREGIUDIZIALI
Requisiti e condizioni per la ricevibilit della domanda di rinvio pregiudiziale
- la controversia deve essere reale e non fittizia: la questione deve nascere da un giudizio nazionale
in cui le parti sono effettivamente in disaccordo (244/80)
- possibile portare allattenzione della CG casi prova, ovverosia casi creati artificiosamente dalle
parti al fine di saggiare linterpretazione data ad una determinata norma comunitaria (11/81)
- la questione deve essere pregiudiziale alla definizione della causa interna
- la questione proposta non pu essere identica ad altra gi trattata ovvero riguardare un punto gi
oggetto di giurisprudenza consolidata
- situazioni meramente interne e divieto di discriminazioni alla rovescia (C-448/98)
- il quesito posto dal GN deve essere formulato in maniera chiara e comprensibile
14. (SEGUE) NATURA ED EFFETTI DELLE SENTENZE PREGIUDIZIALI
Effetti della pronuncia sul giudice nazionale a quo
La sentenza con la quale la CG si pronuncia sullinterpretazione da darsi ad una norma di diritto comunitario
o sulla sua validit una sentenza a contenuto dichiarativo inidonea a formare giudicato in senso
sostanziale ma di carattere obbligatorio per il giudice nazionale che ha operato il rinvio (e per quelli di

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grado successivo) Tuttavia non si tratta di una pronuncia di natura definitiva: la CG si pu discostare dai
suoi precedenti (C-267/91).
N.B. la sentenza pregiudiziale di invalidit si distingue dalla sentenza di annullamento in quanto sebbene
latto (rectius, la/le disposizione/i rilevanti) venga dichiarato invalido, esso non viene annullato ma se ne
ordina semplicemente la disapplicazione
Effetti della pronuncia rispetto ai terzi
Una sentenza interpretativa della CG comporta normalmente una lettura nuova delle norme interessate da
parte dei giudici e delle amministrazioni nazionali degli Stati membri dellUnione europea Una sentenza di
validit comporta normalmente la successiva eliminazione dellatto interessato da parte delle istituzioni
competenti in virt del principio di leale collaborazione (art. 4, par. 3, TUE).
Effetti della pronuncia nel tempo
La sentenza ha efficacia ex tunc e si applica a tutti i rapporti gi sorti al momento della sua adozione ma
non ancora esauriti. Non mancano tuttavia casi nei quali la CG ha dichiarato un sentenza efficace ex nunc
allo scopo di tutelare il legittimo affidamento e la certezza del diritto (43/75). N.B. come avviene per
lazione di annullamento, linvalidit dellatto pu essere anche solo parziale (e in questo caso la CG si
premurer di precisare quali parti fare salve).

60
Immigrazione e libera circolazione delle persone

Contesto giuridico

Common travel area + Benelux + Unione


nordica

1985: Accordo di Schengen (Benelux + Francia


+ Germania ovest) -- trattato internazionale
(non interno alla CE)

1997: con il trattato di Amsterdam, viene


comunitarizzato l'accordo di Schenger (terzo
pilastro GAI)

La base giuridica = norma del trattato che da allunione il potere di emanare un


atto in una determinata materia
Il terzo pilastro si trasforma nel titolo quinto del TFUE = Spazio di libert, sicurezza e giustizia

Art 67 1 e 2 TFUE

fondamento del titolo quinto


no controlli alle frontiere interne
immigrazione, asilo e frontiere esterne devono avere un'approccio
comune
principio di solidariet tra gli stati

Art 77 TFUE

Regime "ordinario"

procedura legislativa ordinaria


politica migratoria -- con Lisbona diviene completamente di competenza
della CGUE
prima di Lisbona -- geometria variabile

61
Quadro di riferimento
Libert Sicurezza Giustizia
diritti fondamentali Donnedieu de Vabres tutela giurisdizionale
libert di nel 1906 protezione
circolazione internazionale
soggiorno

Competenza requistiti di ingresso e di soggiorno (durata e procedure alle frontiere)

concorrente
soggiorno di lunga durata e diritti dei cittadini di stati terzi

immigrazione clandestina e soggiorno irregolare, rimpatrio

lotta alla tratta di esseri umani

misure necessarie ad avviare un sistema di gestione integrata adelle frontiere


esterne

circolazione (frontiere interne)

norme comuni su asilo, protezione sussidiaria, protezione temporanea

agli stati, fra le altre: attribuzione della cittadinanza, diritti elettorali,


determinazione dei volumi di ingresso.

62
Pilastri dellArea Schengen

Eliminazione (dei controlli Gestione comune delle


alle) frontiere interne per frontiere + controlli
tutti i soggetti (anche non modulati (in base alla
cittadini europei) cittadinanza del soggetto)

Un principio di portata crescente

63
Caso Melki 2010 (NB: conseil
constitutionnel)

Codice frontiere Schengen 2006


Regolamento europeo

Caso Wijsenbeek 1999


Cittadino europeo che per entrare in Germania non vuole mostrare il
documento
Gli stati sono ancora liberi di guardare le proprie frontiere (non c' una base
giuridica comune)

Divieto di controlli alle frontiere = art 20 attraversamento frontiere interne senza


controlli in qualunque punto, indipendentemente dalla nazionalit
un principio assoluto?

Paesi Bassi e ingresso della


Francia 2011: emergenza Nord
Romania nello spazio
Africa
Schengen

Svizzera 2014: tetto al numero


Danimarca 2011: contrasto
di immigrati (anche cittadini
alla criminalit internazionale
UE)

Limiti al divieto

norme nazionaliche esercizio delle norme che


impongano di funzioni statli di impongano al
controlli di sicurezza
portare con s il mantenimento cittadino di stato
in porti e aeroport
documento d'identit dell'ordine pubblico e terzo di registratre la
valido pubblica sicurezza propria presenza

Deroga all'articolo 20
Articolo 21

64
Controlli ad effetto equivalente Caso Melki e Abdeli 2010 e Caso Adil 2012

Obiettivo primario: ordine pubblico e


sicurezza

Ideati e attuati in maniera General police pratice +


diversa da controlli di limite a discrezionalit degli
frontiera operatori

A campione,
selettivit

Ripristino temporaneo del controllo delle frontiere (reg. 1051/2013) tutte le


operazioni devono essere necessarie e proporzionali

Minaccia grave all'ordine pubblico (situazioni previste)


massimo sei mesi (notifica a commissione e stati)

Minaccia grave all'ordine pubblico (situazione impreviste o urgenti)


massimo 10 giorni (proroga di altri 30 giorni) -- notifica a commissione e stati

Circostanze eccezionali che mettono a rischio il funzionamento globale dello spazio


Schengen

Circostanze eccezionali che pongono a rischio lo spazio Schengen (riforma del


2013)

65
Raccomandazioni del Rispristino per massimo Consiglio valuta l'impatto
consiglio circa le misure sei mesi, prorogabile fino del ripristino e della
da adottare a 3 volte minaccia

Consigio valuta l'impiego


Commissione pu
di misure finanziarie e
chiedere informazioni ed
tecniche di supporto agli
effettuare visite in loco
stati

Frontiere esterne

Sistema informativo Schengen


SIS
Visti comuni
VIS Lista bianca/nera

Il migrante deve dimostrare di avere i mezzi necessari per il proprio sostentamento


(circa 50 euro al giorno) e deve anche dimostrare perch vuole entrare nel territorio.

66
CAPITOLO 6 DIRITTO DELLUNIONE EUROPEA E DIRITTO INTERNO
1. IL PROBLEMA DEI RAPPORTI
Per evitare il principio cronologico, alcuni stati hanno introdotto norme costituzionali apposite. In Italia si
richiama per anni larticolo 11 (inserito per lentrata dellItalia nellONU). La scelta di questo articolo si
dimostrata felice, tanto da essere confermata dalla corte costituzionale anche dopo lintervento, con la
citata modifica dellart 117 cost, di una disposizione espressamente dedicata ai rapporti tra lordinamento
dellunione e lesercizio del potere legislativo nazionale.
2. LA POSIZIONE DELLA CORTE COSTITUZIONALE E QUELLA DELLA CORTE DI GIUSTIZIA: PRIMA
FASE
Costa c. Enel 1964 la corte costituzionale fa prevalere la concezione dualista (il trattato CEE spiega
lefficacia ad esso conferita dalla legge di esecuzione, per cui deve rimanere saldo limpero delle leggi
posteriori a questultima secondo i principi della successione della legge nel tempo).
Lart 11 solo una nuova permissiva, perch non in grado di conferire alla legge ordinaria di esecuzione
del trattato unefficacia superiore a quella propria di tale fonte di diritto.
Costa c Enel 1964 la CG (in base al rinvio pregiudiziale di interpretazione) avanza una concezione monista
e unitaria degli ordinamenti, secondo cui quello comunitario si integra in quelli nazionali e prevale in virt
di forza propria e non in conseguenza di meccanismi di adattamento. un atto unilaterale ulteriore, anche
di rango costituzionale, incompatibile con il sistema della comunit, sarebbe del tutto privo di efficacia. Ha
valore imperativo (alcune norme del trattato assumono negli ordinamenti nazionali valore di principi
inderogabili o di ordine pubblico)
3. SECONDA FASE
La corte costituzionale cerca di allinearsi alle indicazioni della corte di giustizia.
Frontini 1973 larticolo 11 cost un sicuro fondamento delle limitazioni di sovranit e del trasferimento
parziale della funzione legislativa. Di conseguenza, ogni atto normativo statale a carattere riproduttivo o
integrativo di regolamenti che cercano di sostituirli, derogarli o abrogarli deve essere dichiarato
incostituzionale per violazione dellart 11 cost.
Nuovo approccio della CC il diritto della comunit e il diritto interno possono configurarsi come sistemi
giuridici autonomi e distinti, ancorch coordinati secondo la ripartizione delle competenze stabilita e
garantita dal trattato.
Riserva (mantenuta anche in Granital 1984) le limitazioni di sovranit consentite allart 11 non possono
comunque comportare per gli organi della CEE uninammissibile potere di violare i principi fondamentali del
nostro ordinamento costituzionale o dei diritti inalienabili della persona (se questo accadesse, sarebbe
assicurata la garanzia del sindacato costituzionale per incompatibilit del trattato con i principi
fondamentali)
Industrie Chimiche 1975 con riguardo agli atti interni in contrasto con il diritto comunitario (no
declaratoria di nullit della legge interna successiva confliggente perch il trasferimento di competenze non
pu comportare una radicale privazione di efficacia; no disapplicazione della norma interna) il giudice pu
solo sollevare la questione di legittimit costituzionale delle successive norme interne incompatibili per
violazione dellart 11 cost.
Per la CG questo non andava ancora bene.
Simmenthal 1978 la CG viene adita dal pretore di Susa che chiede se le eventuali disposizioni normative
nazionali successive contrastanti dovessero essere immediatamente disapplicate senza attendere
labrogazione (del legislatore) o la dichiarazione di incostituzionalit (della CC). la CG risponde che, in
forza del principio di preminenza del diritto comunitario, le disposizioni comunitarie direttamente
applicabili rendono ipso iure inapplicabile qualsiasi disposizione nazionale contrastante e impediscono la
valida formazione di nuovi atti legislativi nazionali nella misura in cui risultino incompatibili con il diritto
comunitario conclusione: il giudice nazionale deve disapplicare la norma interna contrastante, senza
chiedere o attendere la pronuncia della corte costituzionale
Factortame 1990 la CG afferma che una norma interna contrastante con gli obiettivi della comunit deve
essere disapplicata (nel caso un principio di common law).
Resta inammissibile per la CG che la prevalenza del diritto comunitario sia assicurata a seguito di un giudizio
di legittimit costituzionale.

67
4. QUARTA FASE
Sentenza Granital 1984 ulteriore avvicinamento attraverso lart 11 cost, il sistema di apre alla
normazione comunitaria consentendo che essa viga nel territorio italiano in piena autonomia, operando
negli spazi lasciati liberi, senza tuttavia entrare a far parte del diritto interno e quindi non soggetta al
regime predisposto per la soluzione dei conflitti tra le norme nazionali.
La norma interna quindi viene disapplicata nel caso di specie (ha ancora valore e efficacia) senza dover
ricorrere alla corte costituzionale (infatti in ragione dellefficacia diretta della norma comunitaria, risulta
inammissibile la questione di legittimit costituzionale della norma interna).
In base alla TEORIA DEI CONTROLIMITI la CC deve essere adita se una norma comunitaria viola i principi
fondamentali costituzionali o i diritti inalienabili delluomo, nonch nel caso di norme che si assumono
dirette a impedire o pregiudicare la perdurante osservanza del trattato e il nucleo essenziale dei suoi
principi (si impugna la legge di esecuzione, nella misura in cui viola)
La CC ha deliberato che tale dovere sussiste anche nei confronti delle sentenze interpretative della CG
(ovvero delle norme dellunione direttamente applicabili come interpretate dalla CG).
5. IL PERMANERE DI UNA DIVERGENZA DI FONDO
Regione Umbria 1994 un commissario del governo impugna una delibera non ancora promulgata della
regione. La CC dice che il ricorso ammissibile per evitare lintroduzione nellordinamento italiano di una
normativa obiettivamente contradditoria con la preesistente normativa comunitaria.
Interessi della sentenza:
introdurre la possibilit di dichiarazione preventiva di incostituzionalit
spazio per un giudizio accentrato di costituzionalit, tenuto conto che non vi sarebbe altro giudice
comune competente a statuire sul conflitto di attribuzione tra poteri e quindi a disapplicare la legge
(statale o regionale) in contrato con il diritto dellunione
Analoghe conclusioni lanno successivo, in un caso riguardante la regione Sicilia.
Provincia di Bolzano 1996 esigenze proprie del diritto dellunione possono modificare anche principi
costituzionali relativi ai rapporti stato-regioni ed il relativo sistema di ripartizione delle competenze, anche
se tale conclusione ha il carattere delleccezionalit e deve derivare con evidenza dalla normativa
dellunione.
La CG non ritiene ammissibile lesistenza negli ordinamenti nazionali di settori o spazi, rientranti nella sfera
di competenza dellunione, non soggetti alla sua supremazia, sia pur limitatamente alla tutela dei diritti
fondamentali (vedi sentenza Internationale Handelsgesellschaft 1970) = non accetta la teoria dei
controlimiti
Il principio della supremazia, per la CG, rimane ben saldo, tanto da portarla ad affermare la necessit di
disapplicare (in casi eccezionali) il principio dellautorit di cosa giudicata (art 2909 cc italiano) nei limiti in
cui la sua applicazione impedisca il recupero di un aiuto di stato illegalmente erogato (Acciaierie Lucchini
2007) o leffettiva applicazione delle disposizione dellunione in materia fiscale (Fallimento Olimpiclub
2009).
6. LEGGE COSTITUZIONALE 18 OTTOBRE 2001, N. 3, E LIMPATTO DEL NUOVO ART. 117 COST
SULLA DEFINIZIONE DEI RAPPORTI TRA FONTI
Dato che lart 11 cost era stato scritto per far entrare lItalia nellONU, nel 1997 si pensa si scrivere un art
116 per la partecipazione dellItalia allintegrazione europea. Questo progetto non va a buon fine ma nel
2001 entra in vigore il nuovo articolo 117 cost (la potest legislativa esercitata dallo stato e dalle regioni
nel rispetto dei vincoli derivanti dallordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali).
Le norme comunitarie non hanno rango costituzionale, ma larticolo 117 funge da parametro interposto di
costituzionalit (rango non costituzionale, ma superiore a quello legislativo ordinario)
Si continua a utilizzare lart 11 per giustificare la partecipazione dellItalia allUnione. (= si fa una lettura
congiunta dei due articoli) questa visione stata accolta dalle sentenze gemelle 348 e 349 del 2007.
Sentenza 227 del 2010 il giudice comune ha il potere-dovere di:
dare immediata applicazione alle norme ue provviste di effetto diretto (anche se in contrasto
insanabile in via interpretativa con le norme interne)
sollevare questione di legittimit costituzionale per violazione dellart 117 cost (parametro
interposto) quando il contrasto fosse con norme comunitarie prive di effetto diretto

68
CEDU unulteriore garanzia per i diritti inviolabili della persone ma se una norma CEDU invocata
coincide con una norma della CDF, la norma interna in conflitto potr essere disapplicata direttamente dal
giudice nazionale non in forza della norma convenzionale, ma perch alla CDF stata data la stessa forza
dei trattati = sentenza Akerberg Fransson 2013
7. RECENTI SVILUPPI. NORME UE NON DOTATE DI EFFICACIA DIRETTA E NORME INTERNE
Bisogna sollevare la questione di legittimit costituzionale per violazione degli articoli 11 e 117 cost.
Ordinanza 207/2013 la CC solleva un rinvio pregiudiziale di interpretazione durante un giudizio in via
incidentale (contratti a tempo determinato del personale scolastico).
Prima cera il sistema della doppia pregiudizialit (il giudice comune deve fare prima rinvio alla CG per
linterpretazione e poi inviare le carte alla CC)
Pregi della nuova soluzione:
sistema pi unitario
dialogo diretto tra CC e CG
8. CONSEGUENZE CON LENTRATA IN VIGORE DEL TRATTATO DI LISBONA
Il trattato di Lisbona non contiene la clausola di supremazia, anche se il principio entrato a far parte
dellacquis comunitario.
I valori essenziali delle costituzioni interne pongono un limite ex ante allattivit dellunione.
9. LA LEGGE 24 DICEMBRE 2012, N 234
Per evitare inadempimenti per la ricezione delle direttive:
legge La Pergola 1989
modifica 1998
Legge Buttiglione 2005
Legge 234/2012
Fase ascendente
Rafforzamento del principio democratico attraverso un maggiore coinvolgimento delle camere e degli enti
territoriali (obblighi di informazione, poteri di indirizzo e controllo)
Versante governativo comitato interministeriale per gli affari europei (CIAE) con il compito di concordare
le linee politiche del governo
Partecipazione del parlamento nazionale alla definizione della politica europea dellItalia controllo ex ante
del parlamento attraverso le informazioni ricevuto dal parlamento:
Posizioni che il governo intende assumere nelle riunioni del consiglio europeo e nel consiglio
dellunione
Iniziative o questioni relative alla PESC
Procedure di conclusione di accordi in materia finanziaria e monetaria
Il parlamento riceve anche tutte le proposte di atto della commissione.
Controllo ex post il governo deve presentare senza ritardo alla CGUE i ricorsi deliberati dal senato o dalla
camera avverso un atto legislativo dellunione per violazione del principio.
Freno di emergenza ladozione di un atto di indirizzo da parte di entrambe le camere obbliga il
rappresentante in sede di consiglio a chiedere una proposta legislativa
Fase discendente
La Legge 24 dicembre 2012, n. 234, "Norme generali sulla partecipazione dell'Italia alla formazione e
all'attuazione della normativa e delle politiche dell'Unione europea", ha sostituito la tradizionale legge
comunitaria annuale con i due strumenti della legge di delegazione europea e della legge europea: la prima,
finalizzata al conferimento di deleghe legislative per il recepimento delle direttive e degli altri atti
dell'Unione Europea che devono essere recepiti nell'ordinamento italiano; la seconda, volta a prevedere
norme di diretta attuazione degli obblighi derivanti dall'appartenenza all'Unione Europea. Il Governo dovr
presentare, entro il 28 febbraio di ogni anno, la legge di delegazione europea e, se necessario, potr
presentare una seconda legge, la legge europea.
In questo modo, si vuole porre rimedio innanzitutto al problema determinato dai lunghi tempi di
approvazione in Parlamento della legge comunitaria annuale, anticamera dell'avvio di numerose procedure

69
di infrazione da parte della Commissione europea. Ma i lunghi tempi di approvazione sono generalmente
prodotti dall'inserimento nella legge di disposizioni diverse dal semplice conferimento di delega legislativa
(in particolare, le disposizioni modificative o abrogative di disposizioni statali vigenti necessarie per
risolvere procedure di infrazione).
Con lo "sdoppiamento" della legge comunitaria i ritardi e le cause che ne sono alla base dovrebbero essere
superati, garantendo cos un iter parlamentare pi celere. In particolare la legge di delegazione europea
conterr esclusivamente le deleghe al Governo per l'attuazione delle direttive europee e delle decisioni
quadro da recepire nell'ordinamento nazionale, mentre la "legge europea" dar attuazione agli atti
comunitari e ai trattati internazionali conclusi nel quadro delle relazioni esterne dell'Unione.
Viene anche prevista la possibilit di un secondo disegno di legge di delegazione europea ("secondo
semestre") da adottare, se necessario, entro il 31 luglio di ogni anno, nonch la possibilit delladozione, da
parte del Governo, di appositi disegni di legge per lattuazione di singoli atti normativi dellUnione Europea,
in casi di particolare importanza politica, economica e sociale.
In particolare la legge europea pu prevedere modifiche a norme statali oggetto di procedure d'infrazione
nei confronti dellItalia (o di sentenze della Corte di giustizia europea); disposizioni per assicurare
l'applicazione di atti dell'UE; l'attuazione di trattati internazionali conclusi nel quadro delle relazioni esterne
dellUnione. La legge europea pu anche prevedere l'abrogazione e la modifica di norme in contrasto con
gli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione. La legge europea, infine, contiene i presupposti
per l'esercizio del potere sostitutivo dello Stato nei confronti delle Regioni che non adempiono
all'attuazione degli atti normativi comunitari nelle materie di loro competenza, e non provvedono
all'attuazione e all'esecuzione degli accordi internazionali e degli atti dell'Unione Europea.
10. AUTONOMIE REGIONALI E DIRITTO UE
Fase discendente
Nel sistema attuale, tutte le competenze sono regionali, tranne quelle che la costituzione riserva
espressamente allo stato.
Art 41 e 43 L 234/2012 strumenti per lo stato per lintervento quando le autonomie locali non fanno il
loro dovere (per evitare procedure dinfrazione). Non si modifica il riparto interno. Non importa il livello di
attuazione.
Questi strumenti esistevano gi prima, ma vengono migliorati
Potere di sostituzione (dello stato rispetto alle regioni)
Pu avvenire per INERZIA (interventi che valgono solo per le regioni inadempienti; ha natura cedevole, cio
quando la normativa nazionale lascia il posto a quella regionale quando questa si adegua) o per URGENZA
(il presidente del consiglio impone alla regione un termine per ladozione dellatto. Se questo non avviene,
il presidente del consiglio pu adottare tutti gli atti necessari, come ad esempio un commissario speciale)
Potere di rivalsa
Potere dello stato di rivalersi sulle regioni per i danni economici subiti per il non recepimento puntale.
una minaccia tra i rapporti stato/regioni.
11. LA NUOVA DISCIPLINA DELLA LEGGE 24 DICEMBRE 2012, N 234
Fase ascendente
Il presidente del consiglio o il ministro per gli affari europei deve convocare almeno ogni 4 mesi una
sessione speciale della conferenza stato/regioni/province autonome per raccordare le linee della politica
nazionale
I progetti di atti devono essere trasmessi ance alle regioni e alle province autonome. Se una materia
concorrente, ci deve essere un accordo tra le parti in seno ad una sessione speciale della conferenza
stato/regioni/province autonome entro 30 giorni dalla trasmissione dellatto.

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