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I SINGOLI CONTRATTI
A) ALIENAZIONI A TITOLO ONEROSO
1 - VENDITA
Art. 1470 c.c. NOZIONE. La vendita il contratto che ha per oggetto il trasferimento della propriet di una cosa o il
trasferimento di un altro diritto verso il corrispettivo di un prezzo .

necessaria la forma scritta per la validit della vendita di beni immobili o diritti reali immobiliari (art. 1350 c.c.) e
per la vendita di eredit (art. 1543 c.c.).
La vendita un contratto consensuale ad efficacia reale.
Il trasferimento delloggetto venduto si verifica, di regola, alla conclusione del contratto, per effetto del semplice
consenso manifestato dalle parti (VENDITA CON EFFETTO REALE IMMEDIATO), affinch ci accada necessario che
loggetto esista nel patrimonio del venditore e sia individuato, occorre inoltre che le parti vogliano il trasferimento
immediato.
In caso contrario la vendita avr immediatamente solo EFFETTI OBBLIGATORI, il venditore obbligato a procurare al
compratore lacquisto, che si verificher in un momento successivo ( VENDITA OBBLIGATORIA), ci accade nei seguenti
casi:
1. Art. 1378 c.c. TRASFERIMENTO DI COSA DETERMINATA SOLO NEL GENERE. Nei contratti che hanno per oggetto il
trasferimento di cose determinate solo nel genere, la propriet si trasmette con lindividuazione fatta daccordo tra le
parti o nei modi da esse stabiliti. Trattandosi di cose che devono essere trasportate da un luogo allaltro,
lindividuazione avviene anche mediante la consegna al vettore o allo spedizioniere .
2. Art. 1472 c.c. VENDITA DI COSA FUTURA. Nella vendita che ha per oggetto una cosa futura, lacquisto della
propriet si verifica non appena la cosa viene ad esistenza. Se oggetto della vendita sono gli alberi o i frutti di un
fondo, la propriet si acquista quando gli alberi sono tagliati o i frutti separati. Qualora le parti non hanno voluto
concludere un contratto aleatorio la vendita nulla, se la cosa non viene ad esistenza .
3. Art. 1478 c.c. VENDITA DI COSA ALTRUI. Se al momento del contratto la cosa venduta non era di propriet del
venditore, questi obbligato a procurarne lacquisto al compratore. Il compratore diventa proprietario nel momento
in cui il venditore acquista la propriet della stessa .
4. Art. 1523 c.c. PASSAGGIO DELLA PROPRIETA E DEI RISCHI. Nella vendita a rate con riserva di propriet, il
compratore acquista la propriet della cosa col pagamento dellultima rata del prezzo, ma assume i rischi fin dal
momento della consegna.
5. VENDITA SOTTOPOSTA A TERMINE O A CONDIZIONE.

VENDITE DI BENI AL CONSUMO


Per CONSUMATORE si intende qualsiasi persona fisica che acquisti per scopi estranei allattivit imprenditoriale o
professionale eventualmente svolta (disposizioni applicabili anche ai contratti di permuta, somministrazione,
fornitura di beni di consumo da produrre o fabbricare su richiesta del consumatore).
La conformit del bene al contratto deve essere valutata tenendo conto oltre che delle sue qualit e prestazioni
abituali anche delle dichiarazioni pubbliche fatte in proposito dal produttore (in particolare dalla pubblicit, salvo
che non potesse conoscerla con lordinaria diligenza).
Se la riparazione e la sostituzione sono eccessivamente onerose, o comunque il debitore non vi provvede entro un
congruo termine, o se la sostituzione o la riparazione hanno arrecato notevoli inconvenienti al consumatore, questi
pu, a sua scelta, chiedere la riduzione del prezzo o la risoluzione del contratto.
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Sono inoltre ampliati i termini per la denunzia del difetto (2 mesi) o quello di prescrizione dellazione per difetti non
dolosamente occultati dal venditore (24 mesi). inoltre nullo ogni patto rivolto ad escludere o limitare
preventivamente la garanzia.

OBBLIGAZIONI DEL VENDITORE


Art. 1476 c.c. - OBBLIGAZIONI PRINCIPALI DEL VENDITORE. Le obbligazioni principali del venditore sono:
1. Quella di consegnare la cosa al compratore;
2. Quella di fargli acquistare la propriet della cosa o il diritto, se lacquisto non effetto immediato del contratto;
3. Quella di garantire il compratore dallevizione e dai vizi della cosa .
La garanzia per evizione dovuta dal venditore sia nellipotesi che egli non abbia fatto acquistare perch questa non
gli apparteneva, sia nellipotesi che abbia trasferito una propriet gravata da vincoli o diritti altrui non previsti nel
contratto (uguale garanzia per diritti reali diversi dalla propriet).
Art. 1490 c.c. GARANZIA PER I VIZI DELLA COSA VENDUTA. Il venditore tenuto a garantire che la cosa venduta si immune da
vizi che la rendano inidonea alluso a cui destinata o ne diminuiscano in modo apprezzabile il valore. Il patto con cui si esclude
o si limita la garanzia non ha effetto, se il venditore ha in mala fede taciuto al compratore i vizi della cosa .

La garanzia non dovuta se al momento del contratto, il compratore conosceva i vizi della cosa; parimenti non
dovuta se i vizi erano facilmente riconoscibili, salvo, in questo caso, che il venditore abbia dichiarato che la cosa era
esente da vizi. Tali vizi devono essere denunziati entro OTTO GIORNI dalla scoperta, lazione si prescrive dopo un
anno dalla consegna.
Art. 1492 c.c. EFFETTI DELLA GARANZIA. Nei casi indicati dallart. 1490 il compratore pu richiedere a sua scelta la risoluzione
del contratto (AZIONE REDIBITORIA) ovvero la riduzione del prezzo (AZIONE ESTIMATORIA) salvo che, per determinati vizi, gli usi
escludano la risoluzione. La scelta irrevocabile quando fatta con la domanda giudiziale. Se la cosa consegnata perita in
conseguenza dei vizi, il compratore ha diritto alla risoluzione del contratto, se invece perita per caso fortuito o per colpa del
compratore, o se questi lha alienata o trasformata egli non pu domandare che la riduzione del prezzo .

Art. 1497 c.c. MANCANZA DI QUALITA. Quando la cosa venduta non ha le qualit promesse ovvero quelle essenziali per luso
a cui destinata, il compratore ha diritto di ottenere la risoluzione del contratto secondo le disposizioni generali sulla
risoluzione per inadempimento, purch il difetto di qualit ecceda i limiti di tolleranza stabiliti dagli usi. Tuttavia il diritto di
ottenere la risoluzione soggetto alla decadenza e alla prescrizione stabilite dallart. 1495 .

In alcuni casi lazione di garanzia per i vizi o per difetto di qualit della cosa venduta pu concorrere con lazione di
annullamento per errore. Questultima azione non assoggettata al termine di decadenza e alla prescrizione breve
dellart. 1495 c.c., ma richiede che lerrore fosse riconoscibile da venditore al momento della conclusione del
contratto; in seguito allannullamento il danno deve essere valutato in relazione allinteresse negativo.
In caso di inadempimento relativo allACQUISTO DELLA PROPRIETA del venditore lacquirente, se non era a
conoscenza dei difetti del diritto in capo al venditore, pu:
CHIEDERE LA RISOLUZIONE DEL CONTRATTO PER INADEMPIMENTO . Se ignorava il difetto del diritto in capo al
venditore; avr diritto al risarcimento del danno.
CHIEDERE UNA RIDUZIONE DI PREZZO. Se la cosa solo parzialmente altrui o se solo gravata da diritti di
godimento di terzi, qualora si possa ritenere che egli avrebbe acquistato lo stesso. Avr comunque diritto al
risarcimento del danno.
Art. 1516 c.c. ESECUZIONE COATTIVA PER INADEMPIMENTO DEL VENDITORE. Se la vendita ha per oggetto beni
fungibili che hanno un prezzo corrente a norma del terzo comma dellart. precedente, e il venditore non adempie la
sua obbligazione, il compratore pu fare acquistare senza ritardo le cose, a spese del venditore, a mezzo di una delle
persone indicate nel secondo e terzo comma dellarticolo precedente. Il compratore ha diritto alla differenza tra
lammontare della spesa occorso per lacquisto e il prezzo convenuto, oltre al risarcimento del maggior danno .

Nel caso in cui il compratore conosceva il difetto in capo al venditore, egli potr chiedere la RISOLUZIONE DEL
CONTRATTO, la RIDUZIONE DEL PREZZO, oltre al risarcimento del danno, ma solo se subisce lEVIZIONE. In quanto il suo
acquisto consapevole fa presumere che egli abbia accettato di acquistare un diritto condizionato.
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LE OBBLIGAZIONI DEL COMPRATORE


Obbligo principale del compratore consiste nel pagamento del prezzo, di solito nel luogo dove la merce sar
consegnata. Se il prezzo non esattamente determinato deve essere per lo meno determinabile.
Art. 1474 c.c. MANCANZA DI DETERMINAZIONE DEL PREZZO. Se il contratto ha per oggetto cose che il venditore vende
abitualmente e le parti non hanno determinato il prezzo, n hanno convenuto il modo di determinarlo, n esso stabilito per
atto della pubblica autorit, si presume che le parti abbiano volto riferirsi al prezzo normalmente praticato dal venditore. Se si
tratta di cose aventi un prezzo di borsa o di mercato, il prezzo si desume dai listini o dalle mercuriali del luogo in cui deve essere
eseguita la consegna, o da quelli della piazza pi vicina. Qualora le parti abbiano inteso riferirsi al giusto prezzo, si applicano le
disposizioni dei commi precedenti; e, quando non ricorrono i casi da essi previsti, il prezzo, in mancanza di accordo,
determinato da un terzo.

TIPOLOGIE DI VENDITA in relazione ai beni:


VENDITA IMMOBILIARE
Art. 1547 c.c. VENDITA A MISURA. Quando un determinato immobile venduto con lindicazione della sua misura e per un
prezzo stabilito in ragione di un tanto per ogni unit di misura, il compratore ha diritto a una riduzione, se la misura effettiva
dellimmobile inferiore a quella indicata nel contratto. Se la misura risulta superiore a quella indicata nel contratto, il
compratore deve corrispondere il supplemento del prezzo, ma ha la facolt di recedere dal contratto qualora leccedenza
oltrepassi la ventesima parte della misura dichiarata .

Art. 1548 c.c. VENDITA A CORPO. Nel caso in cui il prezzo determinato in relazione al corpo dellimmobile e non alla sua
misura, sebbene questa sia stata indicata, non si fa luogo a diminuzione o a supplemento di prezzo, salvo che la misura reale sia
inferiore o superiore di un ventesimo rispetto a quella indicata nel contratto. Nel caso in cui dovrebbe pagarsi un supplemento
di prezzo, il compratore ha la scelta di recedere dal contratto o di corrispondere il supplemento .

VENDITA DI COSE MOBILI


Art. 1510 c.c. LUOGO DELLA CONSEGNA. In mancanza di patto o di uso contrario, la consegna della cosa deve avvenire nel
luogo dove questa si trovava al tempo della vendita, se le parti ne erano a conoscenza, ovvero nel luogo dove il venditore aveva
il suo domicilio o la sede dellimpresa. Salvo patto o uso contrario, se la cosa venduta deve essere trasportata da un luogo
allaltro, il venditore si libera dellobbligo della consegna rimettendo la cosa al vettore o allo spedizioniere; le spese del trasporto
sono a carico del compratore. (VENDITA CON SPEDIZIONE).

Le parti possono accordarsi affinch la consegna avvenga allarrivo ( VENDITA CON CONSEGNA ALLARRIVO), in tal caso il
venditore risponde dei danni dovuti alla colpa del vettore, il quale agisce come suo ausiliario (art. 1228 c.c.). Il
rischio del perimento fortuito invece a carico del compratore, se la cosa gi gli appartiene
Per la determinazione del prezzo e della sopportazione delle spese possono essere previste due clausole.
CIF (cost, insurance, freight). In questo caso costo, assicurazione e nolo sono compresi nel prezzo di vendita,
quindi sono a carico del venditore.
FOB (free on board). Le spese di assicurazione e trasporto non sono comprese nel prezzo e restano quindi a
carico del compratore
Nel caso di inadempimento delle obbligazioni derivanti dalla compravendita di cose mobili la legge concede due
rimedi:
Art. 1517 c.c. RISOLUZIONE DI DIRITTO. La risoluzione ha luogo di diritto a favore del contraente che, prima della scadenza
del termine stabilito, abbia offerto allaltro, nelle forme di uso, la consegna della cosa o il pagamento del prezzo, se laltra parte
non adempie la propria obbligazione. La risoluzione di diritto ha luogo pure a favore del venditore se, alla scadenza del termine
stabilito per la consegna, il compratore, la cui obbligazione di pagare il prezzo non sia scaduta, non si presenti per ricevere
preventivamente la cosa offerta, ovvero non laccetti. Il contraente che intende valersi della risoluzione di diritto deve darne
comunicazione allaltra entro otto giorni dalla scadenza del termine; in mancanza di tale comunicazione si osservano le
disposizioni sulla risoluzione per inadempimento .

Art. 1515 c.c. ESECUZIONE COATTIVA PER INADEMPIMENTO DEL COMPRATORE. Se il compratore non adempie
lobbligazione di pagare il prezzo, il venditore pu far vendere senza ritardo la cosa per conto e a spese di lui. La vendita fatta
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allincanto a mezzo di persona autorizzata a tali atti o, in mancanza di essa, nel luogo in cui la vendita deve essere eseguita, a
mezzo di ufficiale giudiziario. Il venditore deve dare tempestiva notizia al compratore del giorno, del luogo e dellora in cui la
vendita sar eseguita. Se la cosa ha prezzo corrente, stabilito per atto della pubblica autorit, ovvero risultante da listini di borsa
o da mercuriali, la vendita pu essere fatta senza incanto, al prezzo corrente, a mezzo delle persone indicate nel comma
precedente o di un commissario nominato dal tribunale. In tal caso il venditore deve dare al compratore pronta notizia della
vendita. Il venditore ha diritto alla differenza tra il prezzo convenuto e il ricavo netto della vendita, oltre al risarcimento del
maggior danno.

Art. 1516 c.c. ESECUZIONE COATTIVA PER INADEMPIMENTO DEL VENDITORE. Se la vendita ha per oggetto cose fungibili che
hanno un prezzo correte a n orma del terzo comma dellart. precedente, e il venditore non adempie la sua obbligazione, il
compratore pu far acquistare senza ritardo le cose, a spese del venditore, a mezzo di una delle persone indicate nel secondo e
terzo comma dellarticolo precedente. Dellacquisto il compratore deve dare pronta notizia al venditore. Il compratore ha diritto
alla differenza tra lammontare della spesa occorsa per lacquisto e il prezzo convenuto, oltre al risarcimento del maggior danno .

VENDITA DI DOCUMENTI
Se la vendita ha per oggetto merci in viaggio o depositate in magazzini generali e rappresentate da duplicato della
lettera di vettura, da una polizza di carico o da una fede di deposito, il venditore si libera dellobbligo della consegna
rimettendo al compratore il titolo rappresentativo della merce.

EVENTUALI CLAUSOLE CONTRATTUALI


TIPICHE DELLA VENDITA
Art. 1520 c.c. VENDITA CON RISERVA DI GRADIMENTO. Quando si vendono cose con riserva di gradimento da parte del
compratore, la vendita non si perfeziona fino a che il gradimento non sia comunicato al venditore. Se lesame della cosa deve
farsi presso il venditore, questi liberato, qualora il compratore non vi proceda nel termine stabilito dal contratto o dagli usi, o,
in mancanza, in un termine congruo fissato dal venditore. Se la cosa si trova presso il compratore e questi non si pronunzia nel
termine indicato, la cosa si considera di suo gradimento.
Art 1521 c.c. VENDITA A PROVA. La vendita a prova si presume fatta sotto condizione sospensiva che la cosa abbia le qualit
pattuite o sia idonea alluso a cui destinata. La prova si deve eseguire nel termine secondo le modalit stabiliti dal contratto e
dagli usi.
Art 1522 VENDITA SU CAMPIONE O TIPO CAMPIONE. Se la vendita fatto su campione, sintende che questo deve servire
come esclusivo paragone per la qualit della merce, e in tal caso qualsiasi difformit attribuisce al compratore il diritto alla
risoluzione del contratto. Qualora per, dalla convenzione o dagli usi risulti che il campione deve servire unicamente a indicare
approssimativamente la qualit, si pu domandare la risoluzione soltanto se la difformit dal campione sia notevole. In ogni
caso lazione soggetta alla decadenza e alla prescrizione stabilite dallart. 1495.

ATIPICHE
PATTO DI RISERVATO DOMINIO
Detta clausola differisce il trasferimento della propriet al momento in cui il prezzo sia completamente pagato. Il
trasferimento quindi sottoposto a condizione sospensiva.
La cosa consegnata al compratore, il quale potr utilizzarla subito, ma dovr astenersi da ogni atto volto a ledere il
riservato dominio, che costituisce la garanzia del venditore.
Art. 1523 c.c. PASSAGGIO DELLA PROPRIETA E DEI RISCHI. Nella vendita a rate con riserva della propriet, il compratore
acquista la propriet della cosa col pagamento dellultima rata del prezzo, ma assume i rischi dal momento della consegna .

La propriet riservata al venditore gli consente di rivendicare la cosa, se il prezzo non viene pagato, ad esclusione
che sulla cosa stessa si possono soddisfare altri creditori del compratore. Per lopponibilit a questi ultimi occorre
per che il patto di riservato dominio risulti da atto scritto avente data certa anteriore al pignoramento (art. 1524
c.c.). Se la vendita ha per oggetto macchine del valore superiore a 15.49, la riserva di propriet opponibile anche
al terzo acquirente, purch il patto di riservato dominio sia trascritto in apposito registro tenuto presso la cancelleria
del tribunale nella giurisdizione del quale collocata la macchina e su di essa sia apposto un apposito contrassegno.
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Il mancato pagamento di una sola rata non da luogo alla risoluzione del contratto, se essa non supera lottava parte
del prezzo, e non determina neppure la perdita del beneficio del termine rispetto alle rate successive
Art. 1526 c.c. RISOLUZIONE DEL CONTRATTO. Se la risoluzione del contratto ha luogo per inadempimento del compratore, il
compratore deve restituire le rate riscosse, salvo il diritto a un equo compenso, per luso della cosa, oltre al risarcimento del
danno. Qualora si convenuto che le rate pagate restino acquisite al venditore a titolo di indennit, il giudice, secondo le
circostanze, pu ridurre lindennit convenuta. La stessa disposizione si applica nel caso in cui il contratto sia configurato come
locazione, e sia convenuto che, al termine di esso, la propriet della cosa sia acquistata al conduttore per effetto del pagamento
dei canoni pattuiti.

DIRITTO DI PRELAZIONE
Col patto di prelazione una parte promette di preferirla allaltra nella stipulazione di un contratto di vendita, se
decider di vendere.
Prima di alienare a un terzo il venditore dovr quindi interpellare lavente diritto alla prelazione. se ci non venisse
fatto lalienante si rende responsabile dei danni: lavente diritto alla prestazione non potr pretendere di riscattare la
cosa dal terzo acquirente, perch il patto di prelazione ha efficacia solo tra le parti ( EFFICACIA OBBLIGATORIA).
Ci sono dei casi in cui la prelazione legale, e quindi i diritti acquisiti sono opponibili ai terzi acquirenti e ai suoi
aventi causa (EFFICACIA REALE):
1. La prelazione spettante al coerede nel caso che un altro coerede voglia vendere a un esstraneo la sua quota
di eredit o parte di essa;
2. Nella vendita del fondo rustico, la prelazione spettante allaffittuario o al proprietario coltivatore diretto del
fondo confinante;
3. Nella locazione di immobili urbani utilizzati per svolgere attivit commerciali ed artigiane che abbiano
rapporti diretti col pubblico la prelazione spetta al conduttore;
4. La prelazione dello Stato nel caso di alienazione di cose di interesse artistico, archeologico o etnografico

RISCATTO CONVENZIONALE

Art 1500 c.c. PATTO DI RISCATTO. Il venditore pu riservarsi il diritto di riavere la propriet della cosa venduta mediante la
restituzione del prezzo e i rimborsi stabiliti dalle disposizioni che seguono. Il patto di restituire un prezzo superiore a quello
stipulato per la vendita nullo per leccedenza .

Art. 1502 c.c. TERMINE. Il termine per il riscatto non pu essere maggiore di due anni nella vendita di beni mobili e di cinque
anni in quella dei beni immobili. Se le parti stabiliscono un termine maggiore, esso si riduce a quello legale. Il termine stabilito
dalla legge perentorio e non si pu prorogare .

La vendita con patto di riscatto sottoposta a condizione sospensiva risolutiva potestativa, la quale consiste nella
dichiarazione di riscatto da parte del venditore, unita alla restituzione del prezzo e di altri rimborsi:
Art. 1503 c.c. ESERCIZIO DEL RISCATTO. Il venditore decade dal diritto di riscatto, se entro il termine fissato non comunica al
compratore la dichiarazione di riscatto e non gli corrisponde le somme liquide dovute per il rimborso del prezzo, delle spese e di
ogni altro pagamento legittimo fatto per la vendita. Se il compratore rifiuta di ricevere il pagamento di tali rimborsi, il venditore
decade dal diritto di riscatto, qualora non ne faccia richiesta reale entro otto giorni dalla scadenza del termine. Nella vendita di
immobili l dichiarazione di riscatto deve essere fatta per iscritto, pena la nullit .

Il riscatto ha efficacia reale, opponibile al terzo al quale il compratore abbia alienato la cosa nel frattempo.
Il patto di riscatto deve essere distinto dal PATTO DI RETROVENDITA, il quale obbliga il compratore a rivendere al
venditore, se questi lo chieder. Si tratta di un contratto preliminare unilaterale, che ha effetto solo tra le parti.

2 VENDITA A TERMINE DI TITOLI DI CREDITO


Art. 1531 c.c. INTERESSI, DIVIDENTI E DIRITTO DI VOTO. Nella vendita a termine di titoli di credito, gli interessi e i dividendi
esigibili dopo la conclusione del contratto e prima della scadenza del termine, se riscossi dal venditore, sono accreditati al
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compratore. Qualora la vendita abbia per oggetto titoli azionari, il diritto di voto spetta al venditore fino al momento della
consegna.

una vendita nella quale il pagamento del prezzo e la consegna dei titoli sono rinviati entrambi a certa data (in
Borsa: giorno della liquidazione).
Diventa cos possibile effettuare operazioni di acquisto o di vendita, per speculare sulle variazioni delle quotazioni,
anche se non si dispone attualmente di denaro o titoli.

3 - RIPORTO
Art. 1548 c.c. NOZIONE. Il riporto il contratto per il quale il riportato tra sferisce in propriet al riportatore i titoli di credito
di una data specie per un determinato prezzo, e il riportatore assume lobbligo di trasferire al riportato, alla scadenza del
termine stabilito, la propriet di altrettanti titoli della stessa specie, verso il rimborso del prezzo, che pu essere aumentato o
diminuito nella misura convenuta .

Art. 1549 c.c. PERFEZIONE DEL CONTRATTO. Il contratto si perfeziona con la consegna dei titoli.

quindi un contratto reale, utilizzato anche nelle borse valori.


Il riporto pu essere utilizzato da chi possiede dei titoli per procurarsi un finanziamento. In tal caso il finanziatore
sar garantito dai titoli e si far promettere una remunerazione in denaro ( INTERESSE DI RIPORTO) da aggiungersi al
rimborso del prezzo.
Pu anche darsi che sia prevalente la necessit del portatore di procurarsi la disponibilit temporanea dei titoli. In
tal caso il contratto disporr che il rimborso del prezzo si diminuito in certa misura: la differenza ( DEPORTO)
costituir in compenso per il riportato. Se infine si conviene che il prezzo sia rimborsato senza aumenti e
diminuzioni il RIPORTO ALLA PARI.
Art 1550 c.c. DIRITTI ACCESSORI E OBBLIGHI INERENTI AI TITOLI. I diritti accessori e gli obblighi inerenti ai titoli dati a riporto
spettano al riportato. Il diritto di voto, salvo patto contrario, spetta al riportatore .

4 - PERMUTA
Art. 1552 c.c. NOZIONE. un contratto che ha per oggetto il reciproco trasferimento della propriet di cose, o altri diritti, da
un contraente allaltro.

Si evince quindi che i beni scambiati sono uno misura del valore dellaltro.
Art. 1553 c.c. EVIZIONE. Il permutante, se ha sofferto levizione e non intende riavere la cosa data, ha diritto al valore della
cosa evitta, secondo le norme stabilite per la vendita, salvo in ogni caso il risarcimento del danno.
Art. 1554 c.c. SPESE DELLA PERMUTA. Salvo patto contrario, le spese della permuta e le altre accessorie sono a carico di
entrambi i contraenti in parti uguali.

Art. 1555 c.c. APPLICABILITA DELLE NORME SULLA VENDITA. Le norme stabilite per la vendita si applicano alla permuta, in
quanto siano con questa compatibili.

5 CONTRATTO ESTIMATORIO
Art. 1556 c.c. NOZIONE. Con il contratto estimatorio una parte consegna una o pi cose mobili allaltra e questa si obbliga a
pagare il prezzo, salvo che restituisca le cose nel tempo stabilito .

Questo tipo di contratto utilizzato da chi vuole avere la disponibilit di merce per venderla, ma senza accollarsi il
rischio che rimanga invenduta. Ci accade solitamente nel commercio di giornali e oggetti preziosi.
Vediamo ora le posizioni delle parti:
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TRADENS (venditore) ACCIPIENS (acquirente)


Trattandosi di contratto reale il tradens adempie al suo Si accolla il rischio del perimento delle cose pure se
obbligo consegnando le cose allaccipiens. avvenuto per causa a lui non imputabile ( art. 1557 c.c.
IMPOSSIBILITA DI RESTITUIRE).
Con la consegna non riceve subito il prezzo delle cose, Deve pagare il prezzo di stima al tradens, ma pu
dovendo aspettare lesito dellattivit dellaccipiens. Le liberarsi da tale obbligo restituendo in tutto o in parte le
cose potrebbero infatti non essere, o essere solo in cose al tradens.
parte, vendute.
Pur rimanendo proprietario delle cose sino a quando I suoi creditori non possono sottoporle a pignoramento
non siano vendute dallaccipiens, non pu disporne sino o a sequestro finch non ne sia stato pagato il prezzo al
a quando non gli siano restituite (Art. 15582 c.c. tradens. (Art. 15581 c.c. DISPONIBILITA DELLE COSE)
DISPONIBILITA DELLE COSE)

5 CONTRATTO DI SOMMINISTRAZIONE
Art. 1559 c.c. NOZIONE. La somministrazione il contratto con il quale una parte si obbliga, verso corrispettivo di un prezzo, a
eseguire, a favore dellaltra, prestazioni periodiche o continuative di cose .

Per lo pi lentit della somministrazione non determinata fin dallinizio in quantit fissa, pu infatti essere
determinata la misura della singola fornitura, lasciando indeterminata la durata del contratto, oppure va
determinata con riferimento al fabbisogno della parte che vi ha diritto.
Art. 1560 c.c. ENTITA DELLA SOMMINISTRAZIONE. Qualora non sia determinata lentit della somministrazione, si intende
pattuita quella corrispondente al normale fabbisogno della parte che vi ha diritto, avuto riguardo al tempo e alla conclusione
del contratto. Se le parti hanno stabilito soltanto il limite massimo e quello minimo per lintera somministrazione o per le
singole prestazioni, spetta allavente diritto alla somministrazione di stabilire, entro i limiti suddetti, il quantitativo voluto. Se
lentit della somministrazione deve determinarsi in relazione al fabbisogno ed stabilito un quantitativo minimo, lavente
diritto alla somministrazione tenuto per la quantit corrispondente al fabbisogno se questo supera il minimo stesso .

Il contratto presenta alcune caratteristiche che lo rendono rilevante dal punto di vista giuridico:
1. UNICITA DELLA FONTE CONTRATTUALE. Pur potendo essere le prestazioni ripartite nel tempo, se non
continue, non sar necessario stipulare un nuovo contratto ad ogni prestazione.
2. Art. 1562 c.c. - PAGAMENTO DEL PREZZO. Nella somministrazione a carattere periodico il prezzo corrisposto allatto
delle singole prestazioni in proporzione di ciascuna di esse. Nella somministrazione a carattere continuativo il prezzo
pagato secondo le scadenze duso.
3. Art. 1569 c.c. CONTRATTO A TEMPO INDETERMINATO. Se la durata della somministrazione non stabilita, ciascuna
delle parti pu recedere dal contratto, dando preavviso nel termine pattuito o in quello stabilito dagli usi o, in
mancanza in un termine congruo avuto riguardo alla natura della somministrazione .
4. Art. 1564 c.c. RISOLUZIONE DEL CONTRATTO. In caso di inadempimento di una delle parti relativo a singole
prestazioni, laltra pu chiedere la risoluzione del contratto, se linadempimento ha una notevole importanza ed tale
da menomare la fiducia nellesattezza dei successivi adempimenti .
5. Art. 1565 c.c. SOSPENSIONE DELLA SOMMINISTRAZIONE. Se la parte che ha diritto alla somministrazione
inadempiente e linadempimento di lieve entit, il somministrante pu sospendere lesecuzione del contratto senza
dare congruo preavviso.

Possono essere inoltre previste particolari clausole tra cui:


Art. 1566 c.c. PATTO DI PREFERENZA. Il patto con cui lavente diritto alla somministrazione si obbliga a dare la preferenza al
somministrante nella stipulazione di un successivo contratto per lo stesso oggetto, valido purch la durata dellobbligo non
ecceda il termine di cinque anni. Se convenuto un termine maggiore, questo si riduce a cinque anni. Lavente diritto alla
somministrazione deve comunicare al somministrante le condizioni propostegli da terzi e il somministrante deve dichiarare,
sotto pena di decadenza, nel termine stabilito o, in mancanza, in quello richiesto dalle circostanze o dagli usi, se intende valersi
del diritto di preferenza.
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Art. 1567 c.c. ESCLUSIVA A FAVORE DEL SOMMINISTRANTE. Se nel contratto pattuita la clausola di esclusiva a favore del
somministrante, laltra parte non pu ricevere da terzi prestazioni della stessa natura, n, salvo patto contrario, pu provvedere
con mezzi propri alla produzione delle cose che formano loggetto del contratto .

Art. 1568 c.c. ESCLUSIVA A FAVORE DELLAVENTE DIRITTO ALLA SOMMINISTRAZIONE. Se la clausola di esclusiva pattuita a
favore dellavente diritto alla somministrazione, il somministrante non pu compiere nella zona per cui la esclusiva concessa e
per la durata del contratto, n direttamente n indirettamente, prestazioni della stessa natura di quelle che formano oggetto
del contratto. Lavente diritto alla somministrazione, che assume lobbligo di promuovere, nella zona assegnatagli, la vendita
delle cose di cui ha lesclusiva, risponde dei danni in caso di inadempimento a tale obbligo, anche se ha eseguito il contratto
rispetto al quantitativo minimo che sia stato fissato.

La figura del concessionario esclusivo per la rivendita non va confusa con quella dellagente o del
N.B.
commissionario. Il primo infatti supporta i rischi relativi, lagente o il commissionario invece promuovono o
concludono vendite per conto del mandante e perci non assumono il rischio degli affari trattati

Il CONTRATTO DI AFFILIAZIONE COMMERCIALE (FRANCHISING) il contratto con il quale una grande impresa
concede a unimpresa minore di entrare a far parte della sua catena di distribuzione.
LIMPRENDITORE AFFILIATO si giover della pubblicit e dellassistenza tecnica offerta dallaffiliante, oltre che
della possibilit di utilizzare marchi conosciuti e promuovere la vendita di prodotti gi diffusi tra il pubblico
LAFFILIANTE invece avr diritto a una percentuale sulle vendite.
Tale contratto deve essere redatto per iscritto, pena la nullit. La legge precisa inoltre alcuni obblighi
precontrattuali di reciproca informazione e richiede che il testo del contratto, e gli allegati informativi, sia
sottoposto allaffiliante dallaffiliato ameno trenta giorni prima della sottoscrizione.
Se il contratto a tempo determinato la durata stabilita deve essere tale da consentire allaffiliato
lammortamento dellinvestimento e deve essere comunque non inferiore a tre anni.
Laffiliante di regola impegnato a non dare altre concessioni nella medesima zona e per lo pi laffiliato si
impegna a sua volta a non trattare beni o servizi in concorrenza con quelli del concedente.

B) LA DONAZIONE
Art. 769 c.c. DEFINIZIONE. La donazione il contratto col quale, per spirito di liberalit, una parte(donante) arricchisce
laltra(donatario), disponendo a favore di questa di un suo diritto, o assumendo verso la stessa una obbligazione .

Elementi caratterizzanti di questo contratto sono il TITOLO GRATUITO (incremento del patrimonio altrui senza
lottenimento di alcun corrispettivo) e la conclusione dettata da SPIRITO DI LIBERALITA(intenzione di arricchire una
persona con il conseguente proprio impoverimento). Elemento essenziale della donazione quindi proprio
lANIMUS DONANDI (arricchimento dellaltra parte senza corrispettivo).
Il contratto deve essere stipulato per atto pubblico alla presenza di due testimoni, in mancanza nullo. Tale
disposizione non vale per le donazioni di modico valore (modicit valutata anche in relazione alle condizioni
economiche del donante) che si perfezionano con la semplice consegna.
I motivi sono rilevati se illeciti solo se sono stati la causa determinante che abbia spingo il donante a compiere latto
di liberalit.
Art. 771 c.c. DONAZIONE DI BENI FUTURI. La donazione non pu comprendere che i beni presenti del donante. Se
comprende beni futuri nulla rispetto a questi, salvo che si tratti di frutti non ancora separati. Qualora oggetto della donazione
sia ununiversalit di cose e il donante ne conservi il godimento trattenendola presso di s, si considerano comprese nella
donazione anche le cose che vi si aggiungono successivamente, salvo che dallatto non risulti una diversa volont .

Alla garanzia per evizione il donante tenuto se:


Levizione dipende dal dolo o dal fatto personale di lui;
Lo ha espressamente promesso come garanzia;
Si tratta di donazione remuneratoria o modale.
Alla garanzia per i vizi egli tenuto:
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Se lha espressamente promesso;


Se stato in dolo.

REVOCA
La donazione pu essere revocata per due ragioni:
Ingratitudine del donatario
Nel caso in cui questultimo abbia commesso gravi crimini contro il donate o i suoi familiari (ex tentato omicidio), o si
sia reso colpevole di ingiuria contro il donante o ha dolosamente arrecato grave pregiudizio al patrimonio di lui .
Sopravvenienza di figli

Art. 805 c.c. DONAZIONI IRREVOCABILI. Non possono revocarsi per causa dingratitudine, ne per sopravvenienza di figli, le
donazioni remuneratorie e quelle obnuziali.

DIVERSE FIGURA DI DONAZIONE


DONAZIONI DIRETTE
DONAZIONE REMUNERATORIA
Art. 770 c.c. DONAZIONE REMUNERATORIA. donazione anche la liberalit fatta per riconoscenza o in considerazione di
meriti del donatario o semplicemente per speciale rimunerazione. Non costituisce donazione la liberalit che si suole fare in
occasione di servizi resi o comunque in conformit agli usi .

DONAZIONE MODALE
Art. 793 c.c. DONAZIONE MODALE. La donazione pu essere gravata da un onere. Il donatario tenuto alladempimento
dellonere entro i limiti del valore della cosa donata. Per ladempimento dellonere pu agire, oltre il donante, qualsiasi
interessato, anche durante la vita del donante stesso. La risoluzione per inadempimento dellonere, se prevista nellatto di
donazione, pu essere domandata dal garante o dai suoi eredi .

DONAZIONI INDIRETTE
Di rilevante importanza il NEGOZIO MISTO CON DONAZIONE. stato stabilito che esso rientra nella categoria delle
donazioni dirette. Con questo termine si vogliono considerare tutte le donazioni che si realizzano attraverso un
mezzo diverso da quello abituale (ex. Vendita a prezzo irrisorio di un immobile, remissione di un debito, contratto a
favore del terzo).
Il codice civile richiama espressamente questa categoria stabilendo che anchesse sono soggette a collazione (art.
737 c.c.) e lart. 809 c.c. estende anche agli altri atti di liberalit le regole relative alla donazione limitatamente alla
disciplina della revocazione per causa dingratitudine.

C) CONTRATTI DI UTILIZZAZIONE DI COSE


1 LOCAZIONE
Art. 1571 c.c. NOZIONE. La locazione il contratto con il quale una parte si obbliga a far godere allaltra una cosa mobile o
immobile per un dato tempo, verso il corrispettivo di un prezzo .

La locazione pu avere ad oggetto beni immobili (appartamento, magazzino) e mobili (animali, automobili) e non
richiede generalmente una forma particolare, fatto salvo per quanto previsto nella locazione di immobili per durata
superiore ai nome anni, in questo caso necessaria la forma scritta.
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OBBLIGAZIONI DELLE PARTI


Art. 1575 c.c. OBBLIGAZIONI PRINCIPALI DEL LOCATORE. Il locatore deve:
1. Consegnare al conduttore la cosa locata in buono stato di manutenzione;
2. Mantenerla in stato da servire alluso convenuto;
3. Gestirne il pacifico godimento durante la locazione.
Il locatore ha quindi lobbligo di compiere tutte le riparazioni necessarie, fuorch quelle di piccola manutenzione,
idonee a mantenere la cosa in uno stato ottimale. Se la durata di tali riparazioni supera i VENTI GIORNI il conduttore
ha diritto a unequa riduzione del canone.
Il locatore inoltre deve astenersi dal compiere sulla cosa innovazioni che potrebbero limitarne il godimento per il
conduttore (DIVIETO DI INNOVAZIONE).
Art. 1587 c.c. OBBLIGAZIONI PRINCIPALI DEL CONDUTTORE. Il conduttore deve;
1. Prendere in consegna la cosa e osservare la diligenza del buon padre di famiglia nel servirsene per luso determinato
dal contratto o per luso che altrimenti pu desumersi dalle circostanze;
2. Dare il corrispettivo nei termini convenuti.

Il conduttore responsabile contrattualmente del deterioramento della cosa locata salvo che non provi che esso sia
a lui non imputabile.
Art. 1588 c.c. PERDITA E DETERIORAMENTO DELLA COSA LOCATA. Il conduttore risponde della perdita e del deterioramento
della cosa che avvengono nel corso della locazione, anche se derivanti da incendio, qualora non provi che siano accaduti per
causa a lui non imputabile. pure responsabile della perdita e del deterioramento cagionati da persone che egli ha ammesse,
anche temporaneamente, alluso o al godimento della cosa .

GARANZIELinteresse del conduttore al pacifico godimento della cosa richiede tutela nei confronti del locatore
ma anche nei contro eventuali molestie di terzi:
art. 1585 c.c. GARANZIA PER MOLESTIE. Il locatore tenuto a garantire il conduttore dalle molestie che diminuiscono luso o
il godimento della cosa, arrecate da terzi che pretendono di avere diritti sulla cosa medesima. Non tenuto a garantirlo dalle
molestie di terzi che non pretendono di avere diritti, salva al conduttore la facolt di agire contro di essi in nome proprio .
Tale articolo concede quindi azione diretta al conduttore nei confronti dei molestatori di fatto. Tale azione, di
manutenzione, solitamente a tutela del possesso, ma concessa eccezionalmente al conduttore che non
possessore ma detentore della cosa.
Art. 1586 c.c. PRETESE DA PARTE DEI TERZI. Se i terzi che arrecano le molestie pretendono di avere diritti sulla cosa locata, il
conduttore tenuto a darne pronto avviso al locatore, sotto pena del risarcimento dei danni. Se i terzi agiscono in via giudiziale,
il locatore tenuto ad assumere la lite, qualora sia chiamato nel processo. Il conduttore deve essere estromesso con la
semplice indicazione del locatore, se non ha interesse a rimanervi .
Il conduttore pu agire con lazione di reintegrazione nel caso in cui venga spogliato della cosa in modo violento o
clandestino. Ma questa possibilit concessa solo nel caso in cui la cosa gli sia stata consegnata. In questo si
manifesta il CARATTERE PERSONALE DEL DIRITTO DEL CONDUTTORE.

Se la cosa alienata a un terzo, questi tenuto a rispettare la locazione, purch abbia data anteriore certa al suo
acquisto, ovvero il conduttore avesse gi la detenzione della cosa.
Art. 1599 c.c. TRASFERIMENTO A TITOLO PARTICOLARE DELLA COSA LOCATA. Il contratto di locazione opponibile al terzo
acquirente, se ha data certa anteriore allalienazione della cosa. La disposizione del comma precedente non si applica alle
locazioni di beni mobili non iscritti nei pubblici registri, se lacquirente ne ha conseguito il possesso in buona fede. Le locazioni
di beni immobili non trascritte non sono opponibili al terzo acquirente, se non nei limiti di un novennio dallinizio della
locazione. Lacquirente in ogni caso tenuto a rispettare la locazione, se ne ha assunto lobbligo verso lalienante .

DURATA
Per quanto concerne la durata la locazione pu essere a tempo determinato o indeterminato.
Art. 1573 c.c. DURATA DELLA LOCAZIONE. Salvo diverse norme di legge (artt. 1607;1627 c.c.), la locazione non pu stipularsi
per tempo eccedente i trenta anni. Se stipulata per un periodo pi lungo o perpetuo, ridotta al termine suddetto .
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La locazione per un tempo determinato cessa alla scadenza, senza che sia necessaria la disdetta. Tuttavia la
locazione si ha per tacitamente rinnovata se, scaduto il termine, il conduttore rimane ed lasciato, nella detenzione
della cosa. La locazione a tempo indeterminato cessa per effetto della DISDETTA, cio una dichiarazione di recesso
di una delle parti, comunicata allaltra con congruo preavviso

RESTITUZIONE
Art. 1590 c.c. RESTITUZIONE DELLA COSA LOCATA. Il conduttore deve restituire la cosa al locatore nello stato medesimo in cui
lha ricevuta, in conformit della descrizione che ne sia stata fatta dalle parti, salvo il deterioramento o il consumo risultante
dalluso della cosa in conformit del contratto. In mancanza di descrizione si presume che il conduttore abbia ricevuto la cosa in
buono stato di manutenzione. Il conduttore non risponde del perimento o del deterioramento della cosa dovuti a vetust. Le
cose mobili devono essere restituite nel luogo dove sono state consegnate .

Art. 1591 c.c. - DANNI PER RITARDATA RESTITUZIONE. Il conduttore in mora a restituire la cosa tenuto a dare al locatore il
corrispettivo convenuto fino alla riconsegna, salvo lobbligo di risarcire il maggior danno .

TIPOLOGIE DI BENI LOCABILI


LOCAZIONE FINANZIARIA o LEASING FINANZIARIO
Contratto atipico per realizzare unoperazione di finanziamento a medio lungo termine. Limprenditore che abbia
necessit di un bene strumentale, in luogo di procurarsi il finanziamento necessario allacquisto, pu rivolgersi a un
impresa di leasing, dopo essersi accordato con il fornitore, la quale acquister il bene su sua indicazione e glielo
conceder in uso dietro il pagamento di un canone periodico, calcolato per rientrare del capitale investito, oltre che
di un premio per il rischio di anticipata obsolescenza.
Tutte le opere di manutenzione e riparazione sono a carico dellimprenditore, come pure la responsabilit per
eventuali vizi della cosa.
Al termine del contratto limprenditore potr scegliere se restituire il macchinario, ed eventualmente rinnovare il
leasing su un altro di maggiore innovazione, oppure ritirare il macchinario precedente pagando un prezzo di
riscatto. Questultima ipotesi conveniente nel caso in cui le innovazioni sono disgiunte dal macchinario, e quindi
integrabili in quello gi acquistato.

LOCAZIONE DI IMMOBILI URBANI


La locazione degli immobili deve essere accompagnata da una regolamentazione prevista da legge speciale, tale
normativa, LEGGE 392/1978 fa riferimento sia gli immobili urbani destinati ad uso abitativo, ad uso alberghiero e
infine commerciale.

IMMOBILI UTILIZZATI COME ABITAZIONE


Art. 1 L. 392/1978 la durata della locazione avente per oggetto immobili urbani per uso abitazione non pu essere inferiore a
quattro anni. Se le parti hanno determinato una durata inferiore o hanno convenuto una locazione senza determinazione di
tempo la durata si intende convenuta per quattro anni. Il disposto del comma precedente non si applica quando si tratti di
locazioni stipulate per soddisfare esigenze abitative di natura transitoria .

Art. 3 L. 392/1978 - il contratto si rinnova per un periodo di quattro anni se nessuna delle parti comunica allaltra, almeno sei
mesi prima della scadenza, con lettera raccomandata, che non intende rinnovarlo. La stessa disciplina si applica ad ogni altra
successiva scadenza.
Il recesso del locatore ammesso quando intende destinare limmobile a uso proprio o del coniuge o dei
parenti prossimi, ovvero intenda ricostruirlo o ristrutturarlo, e ancora nelle ipotesi in cui il conduttore abbia la
piena disponibilit di un alloggio libero ed idoneo nello stesso comune ovvero non occupi continuativamente
limmobile senza giustificato motivo. Il locatore pu inoltre dare disdetta quando intenda vendere limmobile a
terzi e non abbia la propriet di altri immobili oltre a quello a uso abitativo oltre a quello adibito a propria
abitazione. In tal caso al conduttore riconosciuto un DIRITTO DI PRELAZIONE. Tale diritto ha efficacia obbligatoria
salvo il caso in cui sia espressamente previsto dal contratto (efficacia reale).
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Il conduttore pu sempre recedere anticipatamente per gravi motivi, mentre il locatore obbligato ad attendere il
termine di scadenza del contratto.
La disciplina circa la durata minima non applicabile ad alcuni rapporti di locazione specificati dalla legge, tra cui gli
alloggi destinati esclusivamente per finalit turistiche.
Per la validit del canone pattuito fra le parti richiesta la forma scritta. Ove questa non sia adottata, ma il rapporto
sia istaurato di fatto, la misura del canone determinata dal giudice in misura non superiore a quella dei contratti-
tipo definiti mediante gli accordi in sede locale cui si accennato sopra.
Art.6 L. 392/1978 in caso di morte del conduttore, gli succedono nel contratto il coniuge, gli eredi ed i parenti ed affini con lui
abitualmente conviventi. In caso di separazione giudiziale, di scioglimento del matrimonio o di cessazione degli effetti civili dello
stesso, nel contratto di locazione succede al conduttore laltro coniuge, se il diritto di abitare nella casa familiare sia stato
attribuito dal giudice a questultimo. In caso di separazione consensuale o di nullit matrimoniale al conduttore succede laltro
coniuge se tra i due si sia stato cos convenuto.
Anche il convivente more uxorio succede nel contratto di locazione.

La DISCIPLINA DELLE LOCAZIONI DI IMMOBILI URBANI (392/1978) introdusse i principi dell EQUO CANONE, con lo scopo di
limitare lautonomia nella sua determinazione da parte dei locatori:
Il canone non poteva essere superiore al 3,85% del valore dellimmobile (canone calmierato);
I contratti avevano durata minima 4+4.
Lequo canone non era remunerativo per i locatori e molti immobili rimasero cos sfitti, avendo influssi negativi
anche sulledilizia. Un provvedimento normativo del 1992 svincolava gli immobili di nuova costruzione mentre per
quelli meno recenti la locazione poteva prevedere un maggior canone, purch la contrattazione venisse assistita
dalle associazioni rappresentanti le due parti contrattuali.
La L. 431/1998 abroga la L. 391/1997 per quanto riguarda la locazione degli immobili a uso abitativo. Questa nuova
norma disciplina inderogabilmente la durata e non il canone. Il contratto di locazione previsto il 4+4, il locatore
pu tuttavia svincolare a questobbligo stipulando i contratti, redatti su appositi formulari, conclusi tra associazioni
rappresentanti i locatori e i conduttori; in questo caso la durata diviene 3+2, in questo caso il canone deve avere un
importo inferiore.
Possono essere inoltre previste PRESCRIZIONI DI NATURA REGIONALE che fanno riferimento a usi specifici (ex.
Contratto d locazione per studenti) concedenti al locatore delle particolari agevolazioni fiscali.

IMMOBILI URBANI AD USO DIVERSO DA QUELLO ABITATIVO


Lart. 27 L. 392/1978 stabilisce che la durata usuale non pu essere inferiore a SEI ANNI e rinnovo automatico alla
scadenza, salva leventuale disdetta comunicata a mezzo raccomandata al meno 12 MESI prima della scadenza
(FACOLTA DI DINIEGO del locatore che indente utilizzare limmobile per fini attinenti la sua persona e la sua famiglia) ,
se gli immobili sono adibiti alle seguenti attivit:
1. Industriale, commerciale, artigiana;
2. Turistiche.
Diversamente se adibiti ad uso alberghiero, in questo caso la durata minima deve essere di NOVE ANNI, il rinnovo
automatico pu essere interrotto mediante disdetta anticipata comunicata a mezzo raccomandata almeno 18 MESI
prima della scadenza.
In caso di cessazione del rapporto di locazione relativo a tali immobili, quando ci non avvenga per inadempimento,
disdetta o recesso del conduttore, questultimo ha diritto a unindennit pari a 18 MENSILITA dellultimo canone
corrisposto, per le attivit alberghiere lindennit pari a 21 MENSILITA, tale previsione volta a indennizzarlo per la
perdita dellavviamento.
Il collegamento fra il rapporto di locazione e lattivit produttiva esercitata si manifesta nella seguente regola:
art. 36 L.392/1978 - il conduttore pu sublocare limmobile o cedere il contratto di locazione anche senza il consenso del
locatore, purch venga insieme ceduta o locata lazienda, dandone comunicazione al locatore mediante lettera raccomandata
con avviso di ricevimento. Il locatore pu opporsi, per gravi motivi, entro trenta giorni dal ricevimento della comunicazione. Nel
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caso di cessione il locatore, se non ha liberato il cedente,pu agire contro il medesimo se il cessionario non adempia le
obbligazioni assunte.

Il conduttore ha inoltre diritto di prelazione, secondo quanto disposto dallart. 38 L.392/1978, che il locatore che
intenda trasferire limmobile a titolo oneroso deve darne comunicazione al conduttore mediante atto notificato a
mezzo di ufficiale giudiziario; in tale atto devono essere indicati gli elementi essenziali della cessione (prezzo, e altre
condizioni contrattuali). Dalla ricezione di tale atto il conduttore ha tempo 60 GIORNI per esercitare il suo DIRITTO DI
PRELAZIONE, offrendo uguali condizioni a quelle comunicategli. Da tale data, il conduttore deve versare limporto
stabilito entro 30 GIORNI.
Il conduttore il quale diritto di prelazione stato violato, pu esercitare il c.d. RISCATTO (sentenza risolutiva del
giudice mediante la quale gli viene conferito limmobile).

2 - AFFITTO
Art. 1615 c.c. GESTIONE E GODIMENTO. Quando la cosa ha per oggetto il godimento di una cosa produttiva, mobile o
immobile, laffittuario deve curarne la gestione in conformit della destinazione economica della cosa e dellinteresse della
produzione. A lui spettano i frutti e le altre utilit della cosa .

Appare chiaro che laffitto si differenzia dalla locazione per loggetto, che in questo caso si configura come un bene
produttivo, ossia in grado di produrre frutti. Tali beni sono di solito quelli rurali(cosa di per s in grado di produrre
frutti) e le aziende(complessi coordinato di beni organizzato per una funzione produttiva).
Esso inoltre un contratto a titolo oneroso
Art. 1617 c.c. OBBLIGHI DEL LOCATORE. Il locatore tenuto a consegnare la cosa, con i suoi accessori e le sue pertinenze, in
stato da servire alluso e alla produzione a cui destinata .

Art. 1620 c.c. INCREMENTO DELLA PRODUTTIVITA DELLA COSA. Laffittuario pu prendere le iniziative atte a produrre un
aumento di reddito della cosa, purch esse non importino obblighi per il locatore o non gli arrechino pregiudizio, e siano
conformi allinteresse della produzione.

Entrambe le parti possono recedere, se non hanno pattuito la durata del contratto di affitto, dando allaltra parte
congruo preavviso. Inoltre laffitto si scioglie per interdizione, inabilitazione o insolvenza dellaffittuario, salvo che al
locatore sia prestata idonea garanzia. Nel caso di morte dellaffittuario, il locatore e gli eredi dellaffittuario possono,
entro tre mesi, recedere dal contratto mediante disdetta comunicata allaltra parte con preavviso di sei mesi.

rilevante sottolineare che norme particolari valgono per l AFFITTO DI FONDI RUSTICI.

3 - COMODATO
Art. 1803 c.c. NOZIONE. Il comodato il contratto col quale una parte(COMODANTE) consegna allaltra(COMODATARIO) una
cosa mobile o immobile, affinch se ne serva per un tempo o per un uso determinato, con lobbligo di restituire la stessa cosa
ricevuta. Il comodato essenzialmente gratuito.

Art. 1804 c.c. OBBLIGAZIONI DEL COMODATARIO. Il comodatario tenuto a custodire e a conservare la cosa con la diligenza
del buon padre di famiglia. Egli non pu servirsene che per luso determinato dal contratto o dalla natura della cosa. Non pu
concedere a un terzo il godimento della cosa senza il consenso del comodante. Se il comodatario non adempie gli obblighi
suddetti, il comodante pu chiedere limmediata restituzione della cosa, oltre al risarcimento del danno.

Il comodatario risponder del deterioramento solo se questo a lui imputabile, e non conseguenza del normale uso
della cosa.
Inoltre egli tenuto a restituire loggetto, salvo diversa pattuizione delle parti, non appena il comodante glielo
richieda.

D) CONTRATTI DI PRESTAZIONE DOPERA


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1 - APPALTO
Art. 1655 c.c. NOZIONE. Lappalto il contratto col quale una parte assume, con organizzazione dei mezzi necessari e con
gestione a proprio rischio, il compimento di unopera o di un servizio verso un corrispettivo in denaro .

Affinch lappaltatore possa assumersi la gestione necessario che sia un imprenditore, un artigiano o un piccolo
imprenditore.

APPALTO COMPRAVENDITA DI COSA FUTURA


La fabbricazione intrapresa su specifica La cosa da fabbricarsi rientra nellordinaria
richiesta del committente. produzione di serie del venditore.
Lappalto fondato sulla fiducia nelle qualit dellimpresa appaltatrice, perci lesecuzione dellopera o del servizio
non pu essere dato in subappalto senza il consenso del committente (art. 1656 c.c.).

POSIZIONI DELLE PARTI


APPALTATORE COMMITTENTE
Art. 1658 c.c. FORNITURA DELLA MATERIA PRIMA. Art. 1660 c.c. VARIAZIONI NECESSARIE AL PROGETTO.
Materia prima necessaria a compiere lopera deve essere fornita Se per lesecuzione dellopera a regola darte necessario approvare
dallappaltatore, se non diversamente stabilito dalla convenzione o variazioni al progetto e le parti non si accordano, spetta al giudice
dagli usi determinare le variazioni da introdurre e le correlative variazioni di
prezzo. Se limporto della variazione supera il sesto del prezzo
complessivo convenuto, lappaltatore pu recedere da contratto e
pu ottenere, secondo le circostanze, un equa indennit. Se le
variazioni sono di notevole entit, il committente pu recedere da
contratto ed tenuto a corrispondere un equo indennizzo.
Art. 1659 c.c. VARIAZIONI CONCORDATE DEL PROGETTO. Art. 1668 c.c. - CONTENUTO DELLA GARANZIA PER DIFETTI E VIZI
Lappaltatore non pu apportare variazioni alle modalit convenute DELLOPERA.
se il committente non le autorizza. Lautorizzazione si deve provare Il committente pu chiedere che le difformit o i vizi dellopera siano
per iscritto. Anche quando le modificazioni siano state autorizzate, eliminati a spese dellappaltatore, oppure che il prezzo sia
lappaltatore, se il prezzo dellintera opera stato determinato proporzionalmente diminuito, salvo il risarcimento del danno nel
globalmente, non ha diritto a compenso per le variazioni o per le caso di colpa dellappaltatore. Se per le difformit o i vizi dellopera
aggiunte, salvo diversa pattuizione sono tali da renderla del tutto inadatta alla sua destinazione, il
committente pu chiedere la risoluzione del contratto
Art. 1663 c.c. DIFETTI DELLA MATERIA. . Art. 1662 c.c. VERIFICA NEL CORSO DI ESECUZIONE DELLOPERA.
Lappaltatore tenuto a dare pronto avviso al committente Il committente ha diritto di controllare lo svolgimento dei lavori e di
dei difetti della materia da questo fornita, se si scoprono nel verificarne a proprie spese lo stato. Quando, nel corso dellopera, si
accerta che la sua esecuzione non procede secondo le condizioni
corso dellopera e possono comprometterne la regolare
stabilite dal contratto e a regola darte, il committente pu fissare un
esecuzione
congruo termine entro il quale lappaltatore si deve conformare a tali
condizioni; trascorso inutilmente il termine stabilito, il contratto
risolto, salvo il diritto del committente al risarcimento del danno
Art. 1669 c.c. ROVINA E DIFETTI DI COSE IMMOBILI. Art. 1665 c.c. VERIFICA E PAGAMENTO DELLOPERA.
Quando si tratta di edifici o di altre cose immobili destinate per loro Il committente, prima di ricevere la consegna, ha diritto di verificare
natura alla lunga durata, se, nel corso di dieci anni dal lopera compiuta. La verifica deve esser fatta dal committente
concepimento, lopera, per vizio del suolo o per difetto di appena lappaltatore lo mette in condizione di poterla eseguire. Se,
costruzione, rovina in tutto o in parte, ovvero presenta evidente nonostante linvito fattogli dallappaltatore, il committente tralascia
pericolo di rovina o gravi difetti, lappaltatore responsabile nei di procedere alla verifica senza giusti motivi, ovvero non ne
confronti del committente e dei suoi aventi causa, purch sia fatta la comunica il risultato entro breve termine, lopera si considera
denunzia entro un anno dalla scoperta. Il diritto del committente si accettata. Se il committente riceve sena riserve la consegna
prescrive in un anno dalla denunzia. dellopera, questa si considera accettata ancorch non si sia
Art. 1667 c.c. DIFFORMITA E VISI DELLOPERA. proceduto alla verifica. Salvo diversa pattuizione o uso contrario,
Lappaltatore tenuto alla garanzia per le difformit e i vizi lappaltatore ha diritto al pagamento del corrispettivo quando lopera
dellopera. La garanzia non dovuta se il committente ha accettato accettata dal committente.
lopera e le difformit o i vizi erano da lui conosciuti o erano
riconoscibili, purch, in questo caso, non siano stati in mala fede
taciuti dallappaltatore.

2 - TRASPORTO
Art. 1678 c.c. NOZIONE. Col contratto di trasporto il vettore si obbliga, verso corrispettivo, a trasferire persone o cose da un
luogo a un altro.

La normativa civilistica si applica anche ai trasporti per via di acqua, di aria, ferroviaria e postale quando non
derogate dal leggi speciali.

TRASPORTO PUBBLICO
Art. 1679 c.c. SERVIZI PUBBLICI DI LINEA. Coloro che per concessione amministrativa esercitano servizi di linea per il
trasporto di persone o di cose sono obbligati ad accettare le richieste di trasporto che siano compatibili con i mezzi ordinari
dellimpresa(obbligo legale a contrarre), secondo le condizioni generali stabilite o autorizzate nellatto di concessione e rese
note al pubblico(parit di trattamento). I trasporti devono eseguirsi secondo lordine delle richieste; in caso di pi richieste
simultanee, deve essere preferita quella di percorso maggiore. Se le condizioni generali ammettono speciali concessioni, il
vettore obbligato ad applicarle a parit di condizioni a chiunque vi faccia richiesta. Salve le speciali concessioni ammesse dalle
condizioni generali, qualunque deroga alle medesime nulla, e alla causa difforme sostituita la norma delle condizioni
generali.

TRASPORTO DI PERSONE
Il vettore ha lobbligo di trasportare il viaggiatore a destinazione nel tempo stabilito ed a tenerlo indenne dai danni
alla persona e alle cose che reca con s. Il trasporto pu essere a titolo oneroso, gratuito o di cortesia.
Art. 1681 c.c. RESPONSABILITA DEL VETTORE. Salva la responsabilit per il ritardo e per linadempimento nellesecuzione del
contratto, il vettore risponde dei sinistri che colpiscono la persona del viaggiatore durante il viaggio o della perdita o dellavaria
delle cose che il viaggiatore porta con s, se non prova di avere adottato tutte le misure idonee a evitare il danno. Sono nulle le
clausole che limitano la responsabilit del vettore per i sinistri che colpiscono il viaggiatore. Le norme di questo articolo si
osservano anche nei contratti di trasporto gratuito.

Nel caso di TRASPORTI CUMULATIVI, ogni vettore responsabile nellambito del proprio percorso. Tuttavia il danno
per il ritardo o per linterruzione del viaggio si determina in ragione dellintero percorso.
necessario precisare che il TRASPORTO GRATUITO diverso dal TRASPORTO DI CORTESIA, in quanto nel primo il
vettore, pur non ottenendo un corrispettivo, agisce per un interesse proprio (ex. Farsi pubblicit), nel secondo caso
invece il vettore lo fa senza interessi, al solo fine di aver soddisfazione per il compimento di un atto amichevole

TRASPORTO DI COSE
Il vettore si obbliga con il mittente a trasportare nel tempo stabilito una o pi cose dal luogo di partenza a quello di
destinazione ed in favore del mittente stesso o di un terzo (si configura come contratto a favore del terzo), i diritti
nascenti dal contratto di trasporto verso il vettore, in questultimo caso, spettano al destinatario solo dal momento
in cui egli ne chiede consegna la vettore
Il trasporto di cose un contratto consensuale e non reale. Il vettore pu chiedere al mittente il rilascio di un
documento, la LETTERA DI VETTURA, il cui duplicato pu invece essere richiesto dallemittente al vettore. Detti
documenti servono per provare il trasporto, ma se rilasciati allordine, possono essere trasferiti mediante girata ad
altri soggetti come titoli di credito.

POSIZIONI DELLE PARTI


1. VETTORE:
Deve mettere le cose trasportate a disposizione del destinatario nel modo, termine e luogo pattuiti nel contratto o
definiti secondo gli usi;
responsabile per la perdita e avaria delle cose consegnateli dal momento in cui le riceve dal mittente fino a
quando non le consegna al destinatario;
Ciascun vettore risponde nellambito del proprio percorso (trasporto comulativo);
Le azioni contro di lui si prescrivono entro un anno.
2. MITTENTE:
Deve indicare precisamente al vettore il nome del destinatario e il luogo, nonch dare una descrizione approfondita
della merce e degli estremi necessari per eseguire la merce;
Pu sospendere il trasporto e indicare un luogo diverso per il trasporto, salvo il rimborso al vettore;
Deve corrispondere il compenso pattuito.
3. DESTINATARIO:
beneficiario dei diritti nascenti dal contratto di trasporto dal momento in cui, arrivate le cose a destinazione o
scaduto il termine in cui sarebbero dovute arrivare, ne richiede la consegna al vettore;
Se accetta senza riserva le cose consegnategli fa estinguere le azioni contro il vettore, tranne quelle per colpa grave
e dolo;
Ha diritto di accertare a sue spese, prima della consegna, lidentit e lo stato delle cose trasportate, e a chiedere il
rimborso spese al vettore nel caso in cui sussista perdita o avarizia di merce.

4 - DEPOSITO
Art. 1766 c.c. NOZIONE. Il deposito il contratto mediante il quale una parte(depositario) riceve dallaltra(depositante) una
cosa mobile con lobbligo di custodirla e restituirla in natura. .
Art. 1767 c.c. - GRATUITA DEL DEPOSITO. Il deposito si presume gratuito, salvo che dalla qualit professionale del depositario
o da altre circostanze si debba desumere una diversa volont delle parti .

Il depositario deve usare nella custodia la diligenza del buon padre di famiglia, se per esso a titolo oneroso la
responsabilit valutata con maggior rigore.
Egli tra laltro non pu servirsi della cosa depositata, infatti tenuto anche alla restituzione dei frutti, n darla ad
altri, senza il consenso del depositante, salvo che circostanze eccezionali richiedano una differente modalit di
custodia, il depositario deve darne per notizia al depositante appena possibile
Art. 1771 c.c. RICHIESTA DI RESTITUZIONE E OBBLIGO DI RITIRARE LA COSA . Il depositario deve restituire la cosa appena il
depositante la richiede, salvo che si convenuto un termine nellinteresse del depositario. Il depositario pu chiedere in
qualunque tempo che il depositante riprenda la cosa, salvo che sia convenuto un termine a favore del depositante. Anche se
non stato convenuto un termine, il giudice pu concedere al depositante un termine congruo per ricevere la cosa .

Il depositante dovr pagare il compenso eventualmente pattuito e rimborsare al depositario le spese per la custodia
al momento del ritiro (art. 1781 c.c.)
Se un terzo, adducendo di avere la propriet o altro diritto sulla cosa, chiede al depositante la restituzione, questi,
dopo averne data subito notizia al depositante, deve attendere che la controversia fra costui e il terzo venga risolta
da magistrato, mantenendo nel frattempo una posizione di assoluta imparzialit (art.1777c.c.)
Art. 1782 c.c. DEPOSITO IRREGOLARE. Se il deposito ha per oggetto una quantit di denaro o di altre cose fungibili, con
facolt per il depositario di servirsene, questi ne acquista la propriet ed tenuto a restituirne altrettante della stessa specie e
qualit. In tal caso si osservano, in quanto applicabili, le norme relative al mutuo .

DEPOSITO IN ALBERGO
Il codice prevede due tipi di responsabilit dellalbergatore:
1. Per le cose portate in albergo (art. 1783 c.c.). Rientrano in questa categoria:
le cose che vi si trovano durante il tempo nel quale il cliente dispone dellalloggio;
le cose di cui lalbergatore, un membro della sua famiglia o un ausiliario assumono la custodia,
fuori dallalbergo, durante il periodo di tempo in cui il cliente dispone dellalloggio;
le cose di cui lalbergatore, un membro della famiglia o un ausiliario assumono la custodia sia
dentro che fuori lalbergo, per un periodo di tempo ragionevole, precedente o successivo a quello
in cui il cliente dispone dellalloggio.
In questo caso lalbergatore responsabile sino allequivalente di CENTO volte il prezzo di locazione
dellalloggio per giornata. illimitata se il fatto dovuto a colpa sua, dei membri della sua famiglia o dei suoi
ausiliari
2. Per le cose dategli in custodia (art. 1784 c.c.). Rientrano in questa categoria:
le cose che gli sono state date in custodia;
le cose che ha rifiutato di custodire e aveva lobbligo di accettare (carte valori, denaro contante, oggetti di valore);
In questo caso lalbergatore responsabile illimitatamente

DEPOSITO NEI MAGAZZINI GENERALI


I magazzini generali sono imprese che provvedono alla custodia e alla conservazione di merci e derrate, con la
facolt di rilasciare, ai depositanti che ne facciano richiesta, titoli di credito rappresentativi delle merci depositate:
FEDI DI DEPOSITO e NOTE DI PEGNO

Art. 1787 c.c. RESPONSABILITA DEI MAGAZZINI GENERALI. I magazzini generali sono responsabili della conservazione delle
merci depositate, a meno che si provi che la perdita, il calo o lavarizia, derivata da caso fortuito, dalla natura delle merci
ovvero da vizi di esse o dellimballaggio.

IL SEQUESTRO CONVENZIONALE
Art. 1798 c.c. NOZIONE. Il sequestro convenzionale il contratto col quale due o pi persone affidano a un terzo
(sequestratario) una cosa o una pluralit di cose, rispetto alla quale sia nata tra esse controversia, perch la custodisca e la
restituisca a quella a cui spetter quando la controversia sar definita .
Gli obblighi, i diritti e i poteri del sequestratario sono determinati dalle parti, in mancanza si applicano le regole sul
deposito ed eventualmente quelle sul mandato (artt. 1799, 1800 c.c.).
Art. 1802 c.c. COMPENSO E RIMBORSO DELLE SPESE DEL SEQUESTATARIO. Il sequestratario ha diritto a compenso, se non
pattuito diversamente. Egli ha pure diritto al rimborso delle spese e di ogni altra erogazione fatta per la conservazione e
amministrazione della cosa.

E) CONTRATTI DI COOPERAZIONE DELLATTIVITA


GIURIDICA ALTRUI
1 - MANDATO
Art. 1703 c.c. NOZIONE. Il mandato il contratto mediante il quale una parte si obbliga a compiere uno o pi atti giuridici per
conto dellaltra.

Il mandato si perfeziona con laccordo delle parti, si ritiene per che esso debba rispettare la forma ad substantiam
prevista per la conclusione del negozio per il quale conferito.
Il mandato pu essere stipulato per compiere uno o pi atti determinati ( MANDATO SPECIALE) o tutti gli atti giuridici
nellinteresse del mandante (MANDATO GENERALE).

Art. 1704 c.c. MANDATO CON RAPPRESENTANZA. Se al mandatario stato conferito il potere di agire in nome del mandante
si applicano le norme relative alla rappresentanza .

Art. 1705 c.c. MANDATO SENZA RAPPRESENTANZA. Il mandatario che agisce in proprio nome acquista i diritti e assume gli
obblighi derivanti dagli atti compiuti con i terzi, anche se questi hanno conoscenza del mandato. I terzi non hanno alcun
rapporto col mandante. Tuttavia il mandante, sostituendosi al mandatario (azione surrogatoria), pu esercitare i diritti di credito
derivanti dallesecuzione del mandato, salvo che ci possa pregiudicare i diritti attribuiti al mandatario dalle disposizioni
seguenti.
Il mandatario senza rappresentanza dovr trasmettere al mandante gli acquisti fatti e le somme ottenute, mentre il
mandante dovr rimborsargli le spese e somministrargli i mezzi necessari per ladempimento delle obbligazioni assunte
verso i terzi. La trasmissione dei diritti e obblighi giuridici in capo al mandante comporta per la sopportazione di maggiori
costi fiscali e crea il rischio che, avvenuto il trasferimento in capo al mandatario, i suoi creditori possano assoggettare il
bene a esecuzione forzata prima che esso sia effettivamente trasferito al mandante.
Art. 1707 c.c. CREDITORI DEL MANDATARIO. I creditori del mandatario non possono far valere le loro ragioni su beni
che, in esecuzione del mandato, il mandatario ha acquistato in nome proprio, purch, trattandosi di beni mobili o di
crediti, il mandato risulti da scrittura avente data certa antecedente al pignoramento, ovvero, trattandosi di beni immobili
o di beni mobili iscritti nei pubblici registri, sia anteriore al pignoramento la data di trascrizione dellatto di ritrasferimento
o della domanda giudiziale diretta a conseguirlo.
A questo tipo di mandato ricorrer chi non voglia apparire di fronte al terzo, per paura che ci pregiudichi unequa
trattativa e qualora il terzo acconsenta a trattare solo col mandatario.

OBBLIGAZIONI DEL MANDATARIO (artt. dal 1710 al 1718 c.c.)


1. Il mandatario deve usare la diligenza del buon padre di famiglia nellesecuzione del mandato, se il mandato
gratuito la responsabilit per colpa valutata con minor rigore.
2. Non pu farsi sostituire nellincarico se non autorizzato.
3. Egli non pu eccedere i limiti posti al mandato, latto che esorbita il mandato resta a carico del mandatario
salvo il caso in cui il mandante lo ratifichi.
4. Deve comunicare tempestivamente al mandante lesecuzione del mandato.
5. Il mandato congiuntivo non ha effetto se non accettato da tutti i mandatari.
6. Deve rendere conto del suo operato al mandante e rimettergli ci che ha ricevuto a causa del mandato.
7. Nel caso in cui non consegni le somme dovuto al mandante alla data concordata tenuto al pagamento
degli interessi legali.
8. Il mandatario deve provvedere alla custodia delle cose che gli sono state spedite per conto del mandante e
determinare eventuale loro deterioramento o avarizia per tutelare gli interessi del mandante stesso.
9. Ha diritto di soddisfarsi sui crediti pecuniari sorti dagli affari conclusi.

OBBLIGAZIONI DEL MANDANTE (artt. dal 1719 al 1721 c.c.)


1. Deve somministrare al mandatario i mezzi necessari per consentirgli lesecuzione del mandato.
2. Deve rimborsare al mandatario le anticipazioni, con gli interessi legali dalla data in cui sono state fatte e
pagargli il compenso pattuito.
3. Deve risarcire i danni che il mandatario ha subito a casa dellincarico.
4. Pu revocare il mandato ma solo se esso non nellinteresse del mandatario (se il mandato collettivo la
revoca deve provenire da tutti i mandanti).

ESTINZIONE DEL MANDATO (artt. da 1722 a 1730 c.c.)


Il rapporto di mandato ha carattere personale, poich fondato sulla fiducia.
Art. 1722 c.c. CAUSE DI ESTINZIONE. Il mandato si estingue:
1. Per la scadenza del termine o per il compimento, da parte del mandatario, dellaffare per il quale stato conferito.
2. Per revoca da parte del mandante.
Se tuttavia il mandato era speciale, a titolo oneroso e conferito a tempo determinato la revoca ingiustificata obbliga il
mandate a risarcire il danno.
3. Per rinunzia del mandatario.
Ma se la rinunzia senza giusta causa il mandatario sar obbligato al risarcimento del danno
4. Per la morte, linterdizione o linabilitazione del mandante o del mandatario. Tuttavia il mandato che ha per oggetto il
compimento di atti relativi allesercizio di unimpresa non si estingue, se lesercizio dellimpresa continuato, salvo il
diritto di recesso delle parti o degli eredi.

Il mandato a favore conferito nellinteresse del mandatario o di terzi non si estingue per revoca da parte del
mandante, salvo che sia diversamente stabilito o che ricorra una giusta causa di revoca; non si estingue per morte o
sopravvenuta incapacit del mandante.

2 - COMMISSIONE
Art. 1731 c.c. NOZIONE. Il contratto di commissione un mandato che ha per oggetto lacquisto o la vendita di beni per conto
del committente e in nome del commissionario .

La provvigione del commissionario deve essere determinata dalle parti contrattualmente, nel caso in cui manchi tale
specificazione si fa riferimento agli usi del luogo dove concluso laffare. In mancanza di usi provvede il giudice
secondo equit.
Il committente pu revocare lordine di concludere sino a quando il commissionario non labbia concluso, in questo
caso al questultimo spetta una provvigione parziale, comprensiva delle spese sostenute e dellopera prestata.
Art. 1736 c.c. STAR DEL CREDERE. Il commissionario che in virt di un patto o di uso, tenuto allo star del credere risponde
nei confronti del committente per lesecuzione dellaffare. In tal caso ha diritto, oltre che alla provvigione, a un compenso o a
una maggiore provvigione, la quale, in mancanza di patto, si determinista secondo gli usi del luogo dove concluso laffare. In
mancanza vi provvede il giudice secondo equit.

Nella commissione di compera o di vendita di titoli, divise o merci aventi un prezzo corrente che risulti da listini di
borsa, mercuriali o che sia stabilito per atto della pubblica autorit, se il committente non ha diversamente disposto,
il commissionario pu:
Fornire egli stesso al prezzo suddetto le cose che dovrebbe comprare;
Acquistare per s le cose che dovrebbe vendere;
salvo in ogni caso il suo diritto alla provvigione.

3 - SPEDIZIONE
Art. 1737 c.c. NOZIONE. Il contratto di spedizione un mandato(senza rappresentanza) col quale lo spedizioniere assume
lobbligo di concludere, in nome proprio e per conto del mandante, un contratto di trasporto e di compiere le obbligazioni
accessorie.

Lo spedizioniere non si obbliga a trasportare le merci ma ad organizzare la spedizione.

POSIZIONE DELLE PARTI


SPEDIZIONIERE
tenuto a osservare le istruzioni del COMMITTENTE
committente e in mancanza a operare secondo il Pu revocare lordine di spedizione, finch lo
migliore interesse del medesimo; spedizioniere non abbia concluso il contratto di
La sua retribuzione di determina, in mancanza di trasporto;
accordo delle parti, secondo le tariffe Salvo patto contrario deve retribuire lo
professionali, e in mancanza secondo gli usi del spedizioniere secondo le tariffe o gli usi;
luogo dove avviene la spedizione; Ha gli stessi obblighi del mandante;
Non tenuto ad assicurare le cose spedite

4 AGENZIA
Art. 1742 c.c. NOZIONE. Col contratto di agenzia una parte assume stabilente lincarico di promuovere, per conto dellaltra,
verso retribuzione, la conclusione di contratti in una zona determinata. Il contratto deve essere provato per iscritto. Ciascuna
parte ha diritto di ottenere dallaltra un documento della stessa sottoscritto che riproduca il contenuto del contratto e delle
clausole aggiuntive. Tale diritto irrinunciabile .

Art. 1743 c.c. DIRITTO DI ESCLUSIVA. Il preponente non pu valersi contemporaneamente di pi agenti nella stessa zona e per
lo stesso ramo degli affari di pi imprese in concorrenza tra loro .

il contratto di agenzia pu essere a termine oppure a tempo indeterminato, in questultimo caso ciascuna delle parti
pu recedere dal contratto, dandone preavviso allaltra parte nel termine stabilito, che non pu essere inferiore alla
misura stabilita dallart. 1750 c.c.:
Fino al primo anno di contratto preavviso 1 MESE
Per il secondo anno preavviso 2 MESI
Per il terzo anno preavviso 3 MESI
Per il quarto anno preavviso 4 MESI
Per il quinto anno preavviso 5 MESI
Dal sesto anno preavviso 6 MESI
Alla cessazione del rapporto, che on sia dovuta a grave inadempienza dellagente o al suo recesso ingiustificato, a
questo dovuta un indennit, qualora egli abbia apportato avviamento al proponente, o in considerazioni del
valore delle provvigioni che egli viene a perdere sugli affari con la clientela da lui procurata (art. 1751 c.c.), questo in
considerazione della dipendenza economica dellagente nei confronti del preponente che il diritto di esclusiva
comporta

AGENTE
Lagente un imprenditore o un lavoratore autonomo e si distingue dal lavoratore subordinato anche quando a
questultimo sia affidato lo svolgimento dello stesso tipo di attivit.
Se egli conclude i contratti in nome e per conto (mandato con rappresentanza) del preponente sar
RAPPRESENTANTE DI COMMERCIO.

Art. 1748 c.c. DIRITTI DELLAGENTE. Per tutti gli affari conclusi durante il contratto lagente ha diritto alla provvigione quando
loperazione stata conclusa per effetto del suo intervento. La provvigione dovuta anche per gli affari conclusi dal preponente
con terzi che lagente aveva in precedenza acquisito come clienti per affari dello stesso tipo o appartenenti alla zona o alla
categoria o gruppo di clienti riservati allagente, salvo che sia diversamente pattuito. Lagente ha diritto alla provvigione sugli
affari conclusi dopo la data di scioglimento del contratto se la proposta pervenuta al preponente o allagente in data
antecedente o gli affari sono conclusi entro un termine ragionevole dalla data di scioglimento del contratto e la conclusione
da ricondurre prevalentemente allattivit da lui svolta; in tali casi la provvigione dovuta solo allagente precedente, salvo che
da specifiche circostanze risulti equo ripartire la provvigione tra gli agenti intervenuti.
Salvo che dia diversamente pattuito la provvigione spetta allagente dal momento e nella misura in cui il preponente ha
eseguito o avrebbe dovuto eseguire la prestazione in base al contratto concluso con il terzo. La provvigione spetta allagente, al
pi tardi, inderogabilmente dal momento e nella misura in cui il terzo ha eseguito o avrebbe dovuto eseguire la prestazione
qualora il preponente avesse eseguito la prestazione a suo carico.
Se il preponente e il terzo si accordano di non dare, in tutto o in parte, esecuzione al contratto, lagente ha diritto, per la parte
ineseguita, a una provvigione ridotta nella misura determinata dagli usi o, in mancanza, dal giudice secondo equit.
Lagente tenuto a restituire le provvigioni riscosse solo nella ipotesi e nella misura in cui sia certo che il contratto tra il terzo e il
preponente non avr esecuzione per cause non imputabili al preponente. nullo ogni patto pi sfavorevole allagente. Lagente
non ha diritto al rimborso delle spesi di agenzia .

5 - MEDIAZIONE
Art. 1754 c.c. MEDIATORE. mediatore colui che mette in relazione due o pi parti per la conclusione di un affare, senza
essere legato ad alcuna di esse da rapporti di collaborazione, di dipendenza o di rappresentanza .

Art. 1755 c.c. PROVVIGIONE. Il mediatore ha diritto alla provvigione da ciascuna delle parti, se laffare concluso per mezzo
del suo intervento. La misura della provvigione e la proporzione di questa deve gravare su ciascuna delle parti, in mancanza di
patto, di tariffe professionali o di usi, sono determinate dal giudice secondo equit .

Art. 1756 c.c. RIMBORSO DELLE SPESE. Salvo patti contrari il mediatore ha diritto al rimborso delle spese nei confronti della
persona per incarico della quale sono state eseguite, anche se laffare non stato concluso .

Lattivit di mediatore riservata a coloro che siano iscritti in appositi ruoli tenuti presso la Pubblica
Amministrazione al fine di controllare il possesso dei requisito prescritti dalla legge e il rispetto delle regole
disciplinari, la sanzione amministrativa in caso di mancata inscrizione pu variare da 516,00 a 2.065,00
Ci vale sia che lattivit sia periodica che continua, se svolta in base a incarichi a titolo oneroso per la conclusione
di affari relativi a immobili od aziende.
In mancanza di tale iscrizione il mediatore non ha diritto al compenso ed obbligato a restituire quanto
eventualmente ricevuto a questo titolo.
Il mediatore imparziale, il suo ruolo semplicemente quello di mettere in relazione le parti, cercando di facilitare
la conclusione del contratto (il mandatario agisce per conto del mandante e rappresenta gli interessi di questultimo) , inoltre
non obbligato ad adoperarsi per procurare laffare, in quanto la provvigione sar dovuta solo se la conclusione del
contratto avviene per lintervento del mediatore. Tanto vero che il cliente non tenuto a concludere laffare
segnalatogli e, salvo patto contrario, pu cercare altre occasioni.
Il mediatore ha inoltre uno specifico obbligo di comunicazione alle parti sullaffare, oltre che quelli di conservare i
campioni di merci vendute sopra campione, rilasciare al compratore una lista firmata dei titoli negoziati con
lindicazione della serie e del numero, annotare su apposito libro gli estremi essenziali del contratto che si stipula
con suo intervento e rilasciare a ognuna parte una copia sottoscritta da lui di ogni annotazione.

F) CONTRATTI DI CREDITO E BANCARI


1 MUTUO (contratto di credito)
Art. 1813 c.c. NOZIONE. Il mutuo il contratto col quale una parte(mutuante) consegna allaltra(mutuario) una determinata
quantit di danaro o di altre cose fungibili, e laltra si obbliga a restituire altrettante cose della stessa specie e qualit .
Poich lo scopo del mutuo di consentire lutilizzazione di denaro e beni fungibili da parte del mutuario, le cose
stesse passano in propriet al mutuario.
Il mutuo si presume oneroso, il corrispettivo per la temporanea possibilit di utilizzare il capitale costituito dagli
interessi:
Art. 1815 c.c. - INTERESSI. Salvo diversa volont delle parti, il mutuario deve corrispondere gli interessi al mutuante. Per la
determinazione degli interessi si osservano le disposizioni dellart. 1284. Se sono convenuti interessi usurai, la clausola nulla e
non sono dovuti interessi.

Sono usurai gli interessi che superano il tasso medio praticato per operazioni della stessa natura dalle banche o
dagli intermediari finanziari abilitati, aumentato della met
Non di regola consentito pattuire che gli interessi producano interessi ( ANATOCISMO, Art. 1283 c.c.).
Se il mutuario non adempie lobbligo del pagamento degli interessi, il mutuante pu chiedere la risoluzione del
contratto, al fine di ottenere subito la restituzione

2 FIDEIUSSIONE (contratto di credito)


Art. 1936 c.c. NOZIONE. fideiussore colui che, obbligandosi personalmente verso il creditore, garantisce ladempimento di
un obbligazione altrui. La fideiussione efficace anche se il debitore non ne ha conoscenza .

La volont di voler prestare fideiussione deve essere espressa. La fideiussione pu garantire la totalit del credito o
solo una parte, inoltre pu essere prestata anche per unobbligazione condizionale o futura, purch venga stabilito
un limporto massimo garantito.
Se manca lobbligazione garantita la fideiussione priva di causa; essa non pu eccedere limporto dovuto dal
debitore principale, n pu essere prestata a condizioni pi onerose. Linvalidit dellobbligazione si riflette
normalmente sulla fideiussione, mentre lestinzione dellobbligazione principale estingue la fideiussione.
Fideiussore e debitore principale sono obbligati in solido, il creditore pu chiedere il pagamento alluno o allaltro
indistintamente, salvo che sia convenuto diversamente (le parti possono convenire che il fideiussore non sia tenuto a
pagare prima dellescussione preventiva del debitore principale) .

Art. 1950 c.c. REGRESSO CONTRO IL DEBITORE PRINCIPALE. Il fideiussore che ha pagato ha regresso contro il debitore
principale, bench questi non fosse consapevole della prestata fideiussione. Il regresso comprende il capitale, gli interessi e le
spese che il fideiussore ha fatte dopo che ha denunziato al debitore principale le istanze proposte contro di lui. Il fideiussore ha
inoltre diritto agli interessi legali sulle somme pagate dal giorno del pagamento, se il debito principale produceva interessi in
misura superiore al saggio legale, il fideiussore ha diritto a questi fino al rimborso del capitale. Se il debitore incapace, il
regresso del fideiussore ammesso solo nei limiti di ci che sia stato rivolto a suo vantaggio .

CONTRATTO AUTONOMO DI GARANZIA

Il garante si impegna a pagare al garantito non appena questi, dichiarato linadempimento del debitore principale,
ne faccia richiesta, restando esclusa la possibilit di rifiutare il pagamento in base a eccezioni relative
allobbligazione garantita (se la garanzia ha ad oggetto il pagamento di una penale in caso di inadempimento di una fornitura
si parla di PERFORMANCE BOND).

3 ANTICRESI (contratto di credito)


Art. 1960 c.c. NOZIONE. Lanticresi il contratto con cui il debitore o un terzo si obbliga a consegnare un immobile al creditore
a garanzia del credito, affinch il creditore ne percepisca i frutti, imputandoli agli interessi, se dovuti, e quindi al capitale .

4 CONTO CORRENTE ORDINARIO (contratto di credito)


Art. 1823 c.c. NOZIONE. Il conto corrente il contratto col quale le parti si obbligano ad annotare in un conto i crediti
derivanti da reciproche rimesse, considerandoli inesigibili e indisponibili fino alla chiusura del conto. Il saldo del conto
esigibile alla scadenza stabilita. Se non richiesto il pagamento, il saldo si considera quale prima rimessa di un nuovo conto e il
contratto sintende rinnovato a tempo indeterminato.

Periodicamente un correntista trasmette allaltro un estratto del conto; se esso non viene contestato nel termine
pattuito, o in quello usuale, si intende approvato. Lapprovazione non esclude tuttavia il diritto di impugnare il conto
per errori di scritturazione o di calcolo, per omissioni o per duplicazioni.
Non possibile comprendere in detto conto corrente i crediti che non sono soggetti a compensazione.
Art. 1833 c.c. RECESSO DAL CONTRATTO. Se il contratto a tempo indeterminato, ciascuna delle parti pu recedere dal
contratto a ogni chiusura del conto, dandone preavviso almeno dieci giorni prima. In caso di interdizione, inabilitazione,
insolvenza o di morte di una delle due parti, ciascuna di esse o gli eredi hanno diritto di recedere dal contratto. Lo scioglimento
del contratto impedisce linclusione nel conto di nuove partite, ma il pagamento del saldo non pu richiedersi che alla scadenza
periodica corrispondente alla chiusura del conto . Se non definita, ogni sei mesi.

5 CONTO CORRENTE BANCARIO (contratto bancario)


il contratto col quale la banca ed il cliente (correntista) decidono di utilizzare in conto corrente i crediti scaturenti
da rapporti di deposito, apertura di credito o altre operazioni bancarie.
Art. 1852 c.c. DISPOSIZIONE DAL PARTE DEL CORRENTISTA. Qualora il deposito, apertura di credito o altre operazioni
bancarie siano regolate in conto corrente, il correntista pu disporre in qualsiasi momento delle somme risultanti a suo credito,
salva losservanza del termine di preavviso eventualmente pattuito .

Detto conto corrente si differenza dal c.d. ordinario perch presenta delle peculiarit:
Il correntista pu esigere in ogni momento il saldo;
Avviene comunque anche se ha ad oggetto diversi rapporti;
Se vi sono pi intestatari, essi sono responsabili in solido per il saldo del conto;
i contratti bancari sono anche regolati dal TUB (Testo Unico in materia Bancaria e creditizia)

6 DEPOSITO BANCARIO (contratto bancario)


Art. 1834 c.c. DEPOSITO DI DENARO. Nei depositi di danaro presso una banca, questa ne acquista la propriet ed obbligata
a restituirla nella stessa specie monetaria, alla scadenza del termine convenuto ovvero a richiesta del depositante, con
losservanza del periodo di preavviso stabilito dalle parti o dagli usi. Salvo patto contrario, i versamenti e i prelevamenti si
eseguono alla sede della banca presso la quale si costituito il rapporto .

Si tratta di unipotesi di DEPOSITO IRREGOLARE perch la banca acquista la propriet delle somme depositate.
Il deposito pu essere:
A scadenza fissa. stabilito un termine per la restituzione;
Deposito libero. Il cliente pu ritirare il denaro in qualsiasi momento;
Con preavviso. stabilito un termine di preavviso prima del ritiro della somma depositata.
Il deposito pu accompagnarsi a un CONTRATTO DI CONTO CORRENTE, dove il correntista effettua una serie di
versamenti e prelievi, salvo patto contrario previsto che essi si eseguano nella sede della banca dove costituito il
rapporto.
Si pu anche decidere che il rapporto di conto corrente sia regolato da un DEPOSITO DI RISPARMIO, in tal caso:
La banca rilascia un LIBRETTO DI DEPOSITO A RISPARMIO;
I versamenti e i prelevamenti devono essere annotati sul libretto, che firmato dallimpiegato, fa piena prova
dei rapporti bancari tra banca e depositante;
Tale libretto nominativo;
Libretto al portatore e nominativo pagabile al portatore: pu essere pagato al portatore anche se diverso
dal depositante ma la banca responsabile se adempie al portatore con dolo o colpa grave.

7 APERTURA DI CREDITO (c.d. FIDO) (contratto bancario)


Art. 1842 c.c. NOZIONE. Lapertura di credito bancario il contratto col quale la banca si obbliga a tenere a disposizione
dellaltra parte una somma di denaro per un dato periodo o a tempo indeterminato .

necessario fare una distinzione, tra il caso che lapertura di credito sia a:
TEMPO DETERMINATO. La banca si obbliga a tenere a disposizione la somma per un periodo stabilito e pu
recedere prima della scadenza del termine solo per giusta causa. Il recesso opera immediatamente ma la
banca deve concedere al cliente un termine di almeno 15 giorni per restituire le somme utilizzate.
TEMPO INDETERMINATO. La banca tiene a disposizione la somma per un periodo non stabilito dal contratto,
le parti possono quindi recedere, salvo patto contrario, purch siano un preavviso di 15 giorni.
Lart. 1843 (utilizzazione del credito) prevede inoltre due tipi di apertura di credito:
IN CONTO CORRENTE. Il cliente pu alternare prelievi e versamenti ed emettere anche assegni ordinando alla
banca di pagare a terzi nei limiti del credito concesso;
SEMPLICE. Il cliente pu effettuare solo prelievi e non alternarli a versamenti.

Mediante lapertura di credito il cliente potr assicurarsi i mezzi finanziari necessari per intraprendere un
operazione, non correr quindi il rischio di vedersi mancare il credito, e pagher gli interessi solo dal momento in cui
prelever le somme.

La banca concede lapertura di credito fidandosi della seriet del cliente o richiedendo delle garanzie:
APERTURA ALLO SCOPERTO. La banca non richiede garanzie;
APERTURA CON GARANZIE (art. 1844 c.c.). il cliente concede garanzie reali o personali a garanzia del credito;
le garanzie sono date per tutta la durata del rapporto e non si estinguono prima della sua fine per il solo
fatto che il cliente cessa di essere debitore della banca; se la garanzia diviene insufficiente la banca pu
richiedere un supplemento di garanzia o la sostituzione del garante; in mancanza pu ridurre limporto del
fido o recedere dal contratto.

8 ANTICIPAZIONE BANCARIA (contratto bancario)


Art. 1846 c.c. DISPONIBILITA DELLE COSE DATE IN PEGNO. Nellanticipazione bancaria su pegno di titoli o di merci, la banca
non pu disporre delle cose ricevute in pegno, se ha rilasciato un documento nel quale le stesse cose sono individuate. Il patto
contrario deve essere provato per iscritto.

Lanticipazione pu essere di due tipi:


PROPRIA. La banca non pu disporre delle cose date in pegno e deve restituirle alla scadenza del contratto;
IMPROPRIA. La banca pu disporre delle cose date in pegno quando non siano state individuate o le stata
data facolt di disporne.

9 SCONTO BANCARIO (contratto bancario)


Art. 1858 c.c. NOZIONE. Lo sconto il contratto col quale una banca(scontante), previa deduzione dellinteresse, anticipa al
cliente(scontatario) limporto di un credito verso terzi non ancora scaduto, mediante la cessione, salvo buon fine, del credito
stesso.

Art. 1859 c.c. SCONTO DI CAMBIALI. Se lo sconto avviene mediante girata di cambiale o di assegno bancario, la banca, nel
caso di mancato pagamento, oltre ai diritti derivanti dal titolo, ha anche il diritto alla restituzione della somma anticipata. Sono
salve le norme delle leggi speciali relative alla cessione della provvista nello sconto di tratte o munite di clausole senza
accettazione.

Appare chiaro quindi che, in ogni caso, la cessione sempre PRO SOLVENDO, colui che ha presentato i titoli di credito
alla banca per lo sconto rimane obbligato fino a che il debitore principale non salda limporto del debito stesso
(S.B.L : salvo buon fine).

9 SERVIZI BANCARI (contratto bancario)


Le banche svolgono solitamente una serie di servizi connessi con lattivit da loro svolta. Ricordiamo:
1. DEPOSITO DI TITOLI DI AMMINISTRAZIONE DEPOSITO DI TITOLI A DOSSIER (art. 1838 c.c.)
Chi possessore di oggetti preziosi o titoli, raramente li tiene presso di s, per il pericolo di sottrazione o
furto. Solitamente si tende ad affidarli alle banche o a imprese specializzate. Dette si obbligano non solo a
custodirli, ma anche ad amministrarli per conto del cliente usando i diritti relativi ai titoli stessi.
La BANCA quindi:
Deve custodire i titoli, esigerne gli interessi o i dividendi, verificare i sorteggi per lattribuzione di
premi o per il rimborso del capitale, curare le riscossioni per conto del depositante, provvedere alla
tutela dei diritti inerenti ai titoli;
Se vi possibilit allesercizio del diritto di opzione relativamente a altri titoli deve chiedere
istruzioni al cliente;
Deve osservare lordinaria diligenza per le operazioni ad essa affidate;
Il CLIENTE:
Ha diritto ad ottenere laccredito delle somme riscosse;
Deve corrispondere alla banca un compenso nella misura stabilita dalla convenzione o dagli usi e
rimborsare le spese fatte per lamministrazione e il deposito dei titoli

2. SERVIZIO DI CASSETTE DI SICUREZZA


Art. 1939 c.c. CASSETTE DI SICUREZZA. Nel servizio della cassette di sicurezza, la banca risponde verso
lutente per linidoneit e la custodia dei locali, e per lintegrit della cassetta, salvo il caso fortuito.

Il codice civile stabilisce che:


La responsabilit della banca in caso di furto prevista, salvo che provi il caso fortuito.
Ogni cassetta munita di una doppia chiave, una in possesso del depositante, laltra della banca.
Anche se lintestatario non paga pi il canone, la banca non pu aprire la cassetta senza averlo
avvisato, con autorizzazione del Tribunale e lassistenza del notaio (art. 1841 c.c.)
In caso di morte dellintestatario la cassetta pu essere aperta solo con il consenso di tutti gli eredi
o, in caso di disaccordo, con le modalit stabilite dallautorit giudiziale (art.1840 c.c.)

G) CONTRATTI ALEATORI
1 CONTRATTO DI ASSICURAZIONE
Art. 1882 c.c. NOZIONE. Lassicurazione il contratto col quale lassicuratore, verso pagamento di un premio, si obbliga a
rivalere lassicurato, entro i limiti convenuti, del danno ad esso prodotto da un sinistro(assicurazione contro i danni), ovvero a
pagare un capitale o una rendita al verificarsi di un evento attinente la vita umana(assicurazione sulla vita) .
Lassicurazione un CONTRATTO SINALLAGMATICO (CORRISPETTIVITA), perch al pagamento del premio consegue da
parte dellassicuratore lobbligo al risarcimento delleventuale sinistro o danno alla vita previsto contrattualmente,
inoltre DI DURATA, infatti la sopportazione del rischio da parte dellassicuratore perdura nel tempo, ma non ha
efficacia retroattiva tra le parti. Essa inoltre un contratto ALEATORIO, perch il rapporto di valore fra i premi che
saranno complessivamente pagati dallassicurato e quanto dovr essere eventualmente pagato dallassicuratore
inizialmente incerto.
LASSICURATORE pu essere:
Un ISTITUTO DI DIRITTO PUBBLICO;
Una SOCIETA PER AZIONI; Operanti sotto la vigilanza dello Stato (I.S.V.A.P)
Una MUTUA ASSICURATRICE
La vigilanza statale ha lo scopo di assicurare una gestione corretta e lesistenza di riserve e cauzioni adeguate ai
rischi assunti.
STIPULAZIONE DEL CONTRATTO:
Avviene attraverso lo scambio di proposta e accettazione. Se la proposta proviene allassicurato per iscritto
si considera ferma, cio, non pu essere revocata per 15 o 30 giorni(quando occorre una visita medica) per
consentire allassicuratore di valutare il rischio (art. 1887 c.c.).
Lassicurato nella proposta allassicuratore deve evitare dichiarazioni reticenti o inesatte. Il rischio
appartiene infatti alla sua sfera personale, e la sua valutazione pu essere compiuta solo con una
collaborazione completa. La violazione di questonere causa di annullamento del contratto stesso, se il
contraente ha agito con dolo o colpa grave.
Il contratto deve essere provato per iscritto, pena la nullit (art. 1888 c.c.).
La polizza pu essere allordine o al portatore con la conseguente possibilit del suo trasferimento, e relativa
cessione del credito nei confronti dellassicuratore, ad altro soggetto
Allassicurato spetta il documento su cui stato scritto il contratto ( POLIZZA) e pu chiederne allassicuratore
duplicati i copie.
Di solito i contratti di assicurazione sono per adesione stipulati da agenti di assicurazione.
Lart. 1891 prevede una POLIZZA STIPULATA PER CONTO ALTRUI O PER CONTO DI CHI SPETTA . In questo caso lo stipulante
una persona diversa dallassicurato, ma mentre lassicurato beneficher della prestazione assicurativa, lo
stipulante dovr adempiere agli obblighi derivanti dal contratto di assicurazione. Il beneficiario del contratto potr
essere tanto un soggetto gi individuato, quanto un soggetto non ancora individuato ma individuabile in relazione
alla prestazione che lassicurazione deve eseguire.
LIMPORTO DELLINSIEME DEI PREMI che limpresa assicuratrice addebiter agli assicurati calcolato sommando le
SPESE DI GESTIONE allUTILE DELLASSICURATORE ai PAGAMENTI PREVISTI AGLI ASSICURATI.

ASSICURAZIONE CONTRO I DANNI


Nellassicurazione contro i danni lassicuratore, verso pagamento di un premio, si obbliga a rivalere lassicurato,
entro i limiti convenuti, del danno ad esso prodotto da un sinistro.
Ci sono diversi tipi di assicurazione contro i danni:
DI COSE. Beni o crediti dellassicurato
DELLA RESPONSABILITA CIVILE
DANNI ALLE PERSONE. Infortunio o malattie

Lassicurazione contro i danni si basa sul PRINCIPIO INDENNITARIO:


Lassicurato deve avere un interesse, anche futuro al risarcimento del danno.
Lassicuratore deve pagare il danno realmente sofferto e non una somma superiore. Pu per pagare il lucro
cessante, se si espressamente obbligato (art. 1905 c.c.).
Lassicuratore deve pagare il valore delle cose che avevano al tempo del sinistro, anche se stato convenuto
un premio superiore al momento della stipula del contratto.
Lassicurato deve avvisare del danno lassicuratore entro tre giorni dal sinistro e fare il possibile per
diminuirlo o evitarlo.
In caso di mancato avviso o salvataggio lassicuratore non risponde del danno se lomissione stata dolosa.
Ha invece diritto a una riduzione negli altri casi in relazione al pregiudizio sofferto
Altre ipotesi relative allassicurazione contro i danni:
Art. 1907 c.c. ASSICURAZIONE PARZIALE. Se lassicurazione copre solo una parte del valore che la cosa assicurata
aveva al tempo del sinistro, lassicuratore risponde dei danni in proporzione delle parte suddetta, a meno che non sia
diversamente convenuto. (regola proporzionale)
Art. 1916 c.c. DIRITTO DI SURRUGAZIONE DELLASSICURATORE . Lassicuratore che ha pagato surrogato nei
diritti dellassicurato verso i terzi responsabili. Non ci si pu avvalere della surrogazione in caso di danno
biologico subito dallassicurato e, salvo il caso di dolo, quando il danno stato causato da domestici o
parenti conviventi dellassicurato, compreso il coniuge.
Art. 1919 c.c. ASSICURAZIONE PRESSO DIVERSI ASSICURATORI . Ci si assicurati presso pi assicurazione con
contratti diversi per lo stesso rischio. Lassicurato non pu ottenere dagli assicuratori una somma
complessiva superiore al danno subito.
Art. 1911 c.c. COASSICURAZIONE. Pi assicuratori si assumono pro quota il rischio assicurato. Ciascun
assicuratore tenuto al pagamento dellindennit assicurata soltanto in proporzione della rispettiva quota.
Art. 1918 c.c. ALIENAZIONE DELLE COSE ASSICURATE . Non causa di scioglimento del contratto di
assicurazione, infatti lacquirente diviene il nuovo assicurato. Lacquirente o lassicuratore hanno dieci giorni
per recedere dal contratti. Nel caso di trasferimento di veicoli lassicurato pu far trasferire lassicurazione su
altro veicolo o natante di sua propriet.

ASSICURAZIONE DELLA RESPONSABILITA CIVILE


Art. 1917 c.c. ASSICURAZIONE DELLA RESPONSABILITA CIVILE. Nellassicurazione della responsabilit civile lassicuratore
obbligato a tenere indenne lassicurato di quanto questi, in conseguenza del fatto accaduto durante il tempo dellassicurazione,
deve pagare a un terzo, in dipendenza della responsabilit dedotta nel contratto. Sono esclusi i danni derivanti da fatti colposi.
Lassicuratore ha la facolt, previa comunicazione allassicurato, di pagare direttamente al terzo danneggiato lindennit dovuta,
ed obbligato al pagamento diretto se lassicurato lo richiede. Le spese sostenute per resistere allazione del danneggiato
contro lassicurato sono a carico dellassicuratore nei limiti del quarto della somma assicurata. Tuttavia, nel caso che sia dovuta
al danneggiato una somma superiore al capitale assicurato, le spese giudiziali si ripartiscono tra assicuratore e assicurato in
proporzione al loro rispettivo interesse. Lassicurato, convenuto dal danneggiato, pu chiamare in causa lassicuratore .

Nellassicurazione obbligatoria della responsabilit civile derivante dalla circolazione delle automobili, dei veicoli a
motore e delle imbarcazioni a motore, il terzo danneggiato ha azione diretta contro lassicuratore, oltre che contro il
danneggiato.

ASSICURAZIONE SULLA VITA


Con il contratto di assicurazione sulla vita, verso pagamento di un premio, si obbliga a pagare un capitale o una
rendita al verificarsi di un evento attinente la vita umana.

Il pagamento del capitale o della rendita subordinato al verificarsi di un determinato evento che pu essere:
Morte dellassicurato o di un terzo (ASSICURAZIONI PER CAUSA DI MORTE);
Sopravvivenza dellassicurato o del terzo ad una et determinata dal contratto (ASSICURAZIONI PER IL CASO
DI VITA);
Morte o sopravvivenza ad una certa et dellassicurato (ASSICURAZIONI MISTE)

Non vige il principio indennitario perch non si ritenuto di poter quantificare a priori il valore della vita umana.

ASSICURAZIONE PER IL CASO DI MORTE


ASSICURAZIONE A VITA INTERA. Lassicuratore si impegna a pagare una somma alla morte di una persona, in
qualunque momento essa avvenga, contro il pagamento di un premio annuo vitalizio o temporaneo.
ASSICURAZIONE TEMPORANEA. La prestazione dellassicurazione dovuta solo se la morte interviene prima
di un certo termine.

ASSICURAZIONE PER IL CASO DI VITA


ASSICURAZIONE DI UN CAPITALE DIFFERITO . Lassicurato ottiene il pagamento di un determinato capitale dopo
un numero prefissato di anni, alla condizione che sia ancora in vita.
ASSICURAZIONE DI UNA RENDITA VITALIZIA DIFFERITA . Lassicuratore, contro il versamento di un premio unico,
si impegna a pagare al beneficiario una rendita vitalizia a partire da un certo termine iniziale.
Lassicurazione pu essere stipulata SULLA VITA DI UN TERZO, necessario per il consenso per iscritto del terzo come
requisito di validit dellassicurazione contratta per il caso della sua morte. La somma verr pagata alla morte del
terzo.
ASSICURAZIONE A FAVORE DEL TERZO:
La somma pagata al beneficiario in seguito alla morte o al raggiungimento dellet dellassicurato.
La designazione del beneficiario pu essere fatta nel contratto o con dichiarazione successiva scritta
comunicata allassicuratore.
Il beneficio pu essere revocato se il beneficiario ha dichiarato di non volerne profittare
La designazione del beneficio non ha effetto se il beneficiario attenta alla vita dellassicurato.

Nel caso in cui lassicurato non paghi il premio per il primo anno, lassicuratore non pu agire subito per lesecuzione
del contratto, ma deve aspettare sei mesi dal giorno della scadenza del primo premio (art.1924 c.c.). Lassicurato che
non voglia aspettare il termine stabilito pu RISCATTARE LA POLIZZA e ottenere una quota di quanto versato, se invece
non vuole perdere parte di quanto versato, ma daltra parte non vuole continuare a pagare il premio, pu ottenere
la RIDUZIONE DELLA POLIZZA (art.1925 c.c.)

2 RENDITA VITALIZIA
La rendita vitalizia la prestazione periodica di una somma di danaro o di una certa quantit di altre cose fungibili
per la durata della vita di una persona.
Art. 1872 c.c. MODI DI COSTITUZIONE. La rendita vitalizia pu essere costituita a titolo oneroso, mediante alienazione di un
bene mobile o immobile o mediante cessione del capitale. La rendita vitalizia pu essere costituita anche per donazione o per
testamento, e in questo caso si osservano le norme stabiliti dalla legge per tali atti .

Se limpegno assunto a titolo oneroso, il contratto aleatorio, perch una parte acquista un bene o un capitale
contro limpiego di eseguire una prestazione la cui onerosit inizialmente incerta, essendo incerta la durata della
vita umana
La rendita vitalizia pu costituirsi per la durata della vita del beneficiario o di altra persona. Essa pu costruirsi anche
per la durata della vita di pi persone. Se essa costituita a favore di pi persone, la parte spettante al creditore
premorto si accresce a favore degli altri, salvo patto contrario.

La rendita vitalizia non da confondere con la RENDITA PERPETUA, questultima infatti non aleatoria.
Art. 1861 c.c. NOZIONE. Col contratto di rendita perpetua una parte conferisce allaltra il diritto di esigere in perpetuo la
prestazione periodica di una somma di denaro o di una certa quantit di beni fungibili, quale corrispettivo dellalienazione di un
immobile (RENDITA FONDIARIA) o della cessione di un capitale (RENDITA SEMPLICE). La rendita perpetua pu essere costituita
anche quale onere della alienazione gratuita di un immobile o della cessione gratuita di un capitale .

In ogni caso ha garanzia immobiliare. Il debitore pu liberarsi pagando la somma che risulta dalla capitalizzazione
della rendita annua sulla base dellinteresse reale.

H) CONTRATTI DIRETTI A REDIMERE CONTRVERSIE


1 - TRANSAZIONE
Art. 19650 c.c. NOZIONE. La transazione il contratto col quale le parti, facendosi reciproche concessioni, pongono fine a una
lite gi cominciata o prevengono una lite che pu sorgere tra loro. Con le reciproche concessioni si possono creare, modificare,
o estinguere anche rapporti diversi da quello che ha formato oggetto della pretesa e contestazione delle parti .

Presupposto quindi della transazione lesistenza di una lite o di un conflitto di pretese, se una parte ha ritenuto
opportuno chiudere la controversia per transazione, non potr successivamente riaprirla adducendo che il suo buo
diritto era cos chiaramente fondato da escludere ogni incertezza.
Non si pu transigere su diritti indisponibili, come quelli attinenti allo stato e alla capacit delle persone o ai rapporti
di famiglia, ne possibile transigere su un contratto illecito, perch lilliceit di questo si rifletterebbe sulla
transazione stessa.
La forma ad probationem quella scritta, mentre se la transazione inerente beni immobili la forma scritta ad
substantiam.
La transazione non pu essere annullata per errore di diritto relativo alle questioni che sono state oggetto di
controversia tra le parti (art. 1969 c.c.). Limpugnazione per errore di fatto sulla situazione controversa ammessa
solo quando lerrore riguardi la falsit o lesistenza di documenti, la nullit del titolo relativamente al quale si
stipulata la transazione, lesistenza di una sentenza passata in giudicato che avesse gi deciso la lite.
La transazione differisce sia:
Dalla RINUNCIA TOTALE o PARZIALE, poich in questo caso vi una concessione unilaterale;
Dal NEGOZIO DI ACCERTAMENTO, col quale le parti definiscono lesatta interpretazione di una clausola
contrattuale;
Dal RICONOSCIMENTO, che si configura come un negozio di accertamento unilaterale, quando una parte
aderisce alle pretese della controparte.

2 CESSIONE DEI BENI AI CREDITORI


Si inquadra nella figura del mandato conferito nellinteresse dle mandatario.
Art. 1977 c.c. NOZIONE. La cessione dei beni il contratto con il quale il debitore incarica i suoi creditori o alcuni di essi di
liquidare tutte o alcune sue attivit e di ripartire fra loro il ricavato in soddisfacimento dei loro crediti .

Lo scopo del contratto quello dunque di evitare lesecuzione forzata, sostituendovi un modo convenzionale di
liquidazione dei beni del debitore insolvente, con il vantaggio di una maggiore speditezza ed economia.
Art. 1978 c.c. FORMA. La cessione dei beni deve farsi per iscritto, pena la nullit. Se tra i beni ceduti esistono crediti, si
osservano le norme agli art. 1264 e 1265.

Ai creditori cessionari non attribuita la propriet dei beni, ma solo di venderli e di rivalersi sul ricavato. Il loro
operato pu essere controllato dal debitore che ha inoltre diritto a un rendiconto alla fine dalla liquidazione o alla
fine di ogni anno se pluriennale, anche se egli non pu disporre dei beni ceduti.
Venduti i beni, i creditori devono ripartire tra loro le somme ricavate in proporzione dei rispettivi crediti. Il residuo
spetta al debitore.

Art. 1985 c.c. RECESSO DAL CONTRATTO. Il debitore pu recedere dal contratto offrendo il pagamento del capitale e degli
interessi a coloro con i quali ha contattato o che hanno aderito alla cessione. Il recesso ha effetto dal giorno del pagamento. Il
debitore tenuto al rimborso delle spese si gestione .

I) DIVISIONE
Con il contratto di divisione i partecipanti a una comunione la sciolgono, attribuendo a ciascuno, in luogo del diritto
di quota, un diritto esclusivo di valore corrispondente.
Art. 762 c.c. OMISSIONE DI BENI EREDITARI. Lomissione di uno o pi beni ereditari non d luogo a nullit della divisione, ma
soltanto a un supplemento della divisione stessa .
Art. 763 c.c. RESCISSIONE DAL CONTRATTO. La divisione pu essere rescissa quando taluno dei coeredi prova di essere stato
leso oltre il quarto. La rescissione ammessa anche nel caso di divisione fatta dal testatore, quando il valore dei beni assegnati
ad alcuno dei coeredi inferiore di oltre un quarto allentit della quota ad esso spettante. Lazione si prescrive in due anni dalla
divisione.

Art. 761 c.c. ANNULLAMENTO PER VIOLENZA O DOLO. La divisione pu essere annullata quando leffetto di violenza o di
dolo. Lazione si prescrive in cinque anni dal giorno in cui cessata la violenza o il dolo stato scoperto .

I condividenti si devono reciproca garanzia per levizione.