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MARTIN GARDNER

ENIGMI E GIOCHI
MATEMATICI Vol. 1

Postfazione, 1988
e
Nuova Bibliografia Ampliata
Titolo originale:
Hexaflexagons and other mathematical diversions : the first
Scientific American book of puzzles & games : with a new afterword
University of Chicago Press ed., Chicago 1988

Ristampa con postfazione e nuova bibliografia ampliata di:


The Scientific American Book of Mathematical Puzzles and
Diversions
Simon and Schuster Inc., New York 1959
in italiano
Enigmi e Giochi Matematici vol. 1
Sansoni, Firenze 1967

La presente
Postfazione, 1988 e Nuova Bibliografia Ampliata di Enigmi e
Giochi Matematici vol. 1
Traduzione di Marzolino
inedita.
Postfazione, 1988
Al libro Enigmi e Giochi Matematici vol. 1

Gli Esaflexagoni

Sebbene i flexagoni, per quanto si sa, siano completamente


privi di applicazioni (eccetto, naturalmente, come giocattoli), i
matematici continuano ad essere incuriositi dalle loro propriet
stravaganti. Nel secondo libro degli Enigmi e Giochi Matematici
Sansoni, 1968 (The Second "Scientific American" Book of
Mathematical Puzzles and Diversions, University of Chicago Press,
1961; ristampato, 1987) ho introdotto i loro cugini di forma
quadrata, i tetraflexagoni. Entrambi i tipi sono stati discussi in
numerosi articoli successivi, ma nessuno ha ancora scritto un lavoro
definitivo sulla teoria dei flexagoni. Frank Bernhart, che insegna
matematica presso il Rochester Institute of Technology, sa sui
flexagoni pi di chiunque altro. Un giorno, speriamo, trover un
editore per una monografia su di loro.

Magia con le Matrici

Philip Goldstein, un mago che compie la magia mentale sotto il


nome darte di Max Maven, ha ideato un modo intelligente per
presentare il trucco del quadrato magico spiegato nel capitolo 2. Ad
uno spettatore vengono dati n pennarelli di colori diversi, dove n
lordine della matrice. Egli disegna una linea orizzontale attraverso
ciascuna delle n righe, utilizzando un colore diverso per ogni riga, e
permutando i colori nel modo che pi gli piace. Fa poi la stessa cosa
per ogni colonna. A questo punto il mago somma i numeri dei punti
n, dove si intersecano le linee orizzontali e verticali dello stesso
colore. La somma , ovviamente, il numero predeterminato.

Filetto

Nel capitolo sul filetto ho detto che il gioco tridimensionale


4 X 4 X 4 non era stato ancora risolto. Oren Patashnik, presso i

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ENIGMI E GIOCHI MATEMATICI

Laboratori Bell, ha risolto il gioco nel 1977 col computer con un


programma quasi altrettanto complesso come quello che ha
dimostrato nel 1976 la congettura della mappa a quattro colori. I
dettagli sono riportati nellarticolo di Patashnik, citato nella
bibliografia. Tra laltro, la prova nel capitolo 8 che il primo giocatore
pu sempre vincere una partita di Hex se gioca correttamente, vale
anche per il filetto. Se il gioco pu finire in parit, si dimostra che il
primo giocatore pu sempre forzare o un pareggio o una vittoria.
Per ulteriori informazioni sul filetto e le sue infinite varianti, vedi
lultima voce nella bibliografia per quel capitolo, e i molti
riferimenti ivi citati.

Paradossi della Probabilit

IL PARADOSSO DEL COMPLEANNO


Il paradosso sulla data di nascita introdotto nel capitolo 5
stato generalizzato in molti modi. Ho cercato di includere i lavori
pi importanti nella mia bibliografia. Larticolo del 1984 di William
Moser riporta i risultati pi sorprendenti. difficile da credere, ma
tra un minimo di quattordici persone pi probabile che no che in
due giorni consecutivi ci siano almeno due compleanni, e inoltre
con un minimo di sette persone, un intervello di sette giorni
consecutivi comprender, con una probabilit che supera il 50%,
almeno due delle date di nascita. Nella ricerca di uno scritto sugli
enigmi nell Ulisse di James Joyce ho incontrato una sorprendente
coincidenza riguardo ai compleanni di Joyce e del suo buon amico,
lo scrittore irlandese James Stephens. Joyce scelse Stephens per
completare Finnegans Wake nel caso in cui lui (Joyce) fosse morto
prima di finire il libro. Entrambi gli uomini nacquero il 2 febbraio
1882.

IL PARADOSSO DI HEMPEL
Il paradosso di Hempel sulla teoria della conferma diventato
un tema controverso in numerosi lavori di filosofi ed esperti di
statistica, per non parlare di accesi dibattiti in decine di libri sul
metodo scientifico. Ho cercato di elencare i riferimenti pi
importanti nella bibliografia.
Nei suoi Studies in Deductive Logic (1884), il logico ed
economista britannico William Stanley Jevons pone un problema di
un irlandese accusato di furto. Per contrastare la testimonianza di tre
testimoni che dicono di averlo visto commettere il crimine, egli

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POSTFAZIONE 1988

presenta trenta testimoni che giurano di non averlo visto rubare.


Chiede Jevons: Dove si trova esattamente l'errore?. Questa
domanda mi ha sempre colpito come simile al paradosso di Hempel.
Sono del tutto irrilevanti le testimonianze dei trenta? Oppure esse
aggiungono una quantit infinitesimale alla plausibilit della
dichiarazione di innocenza dellirlandese? In alcune circostanze
per esempio, se uno dei trenta ha visto lirlandese a molti
chilometri dalla scena del delitto al momento del furto questa
sicuramente aumenterebbe la sua credibilit.
Nitram Rendrag, il grande scrittore americano di versi, ha (con
tante scuse a Gelett Burgess) incorporato il paradosso di Hempel
nella seguente quartina:
Non ho mai visto una mucca viola,
Ma se mai ne avessi vista una,
La probabilit che i corvi siano neri
Avrebbe pi possibilit di esser 1?

IL PARADOSSO DEL SECONDO ASSO


Il paradosso del secondo asso deve essere enunciato con
straordinaria cura per evitare ambiguit. Sia Ball che Littlewood
(vedi bibliografia), cos come gli altri, hanno posto il problema in
modo talmente vago che non pu avere una risposta. Due ipotesi
devono essere soddisfatte perch il paradosso tenga. necessario
dichiarare in anticipo quale giocatore fa la dichiarazione e
specificare di quale asso si tratta. Se a qualsiasi giocatore che ha un
asso permesso di dire io ho un asso , la probabilit che lui
possieda un secondo asso non influenzata dallo specificare che
tipo di asso che ha in mano. Anche quando il giocatore specificato
in anticipo, se gli permesso di dire: ho un asso per qualunque
asso, di nuovo la probabilit di avere un secondo asso
indipendente dal tipo di asso. Ogni asso ha un seme. Specificarlo in
queste circostanze irrilevante quanto dichiarare il giorno della
settimana. Se lasso specificato in anticipo, ma non il giocatore,
sicuro che quellasso in mano a qualcuno. Anche in questo caso,
se il giocatore che lo possiede lo dichiara, le probabilit di avere un
altro asso in mano rimangono inalterate.
Nel delineare il problema ho soddisfatto entrambe le ipotesi
chiamando il giocatore voi , e specificando che lasso in
questione lasso di picche. Norman Gridgeman, uno statistico
canadese, ha richiamato la mia attenzione sul fatto che niente di

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ENIGMI E GIOCHI MATEMATICI

meno che leminente fisico Erwin Schrdinger, un fondatore


importante della meccanica quantistica, ha presentato il problema in
un lavoro del 1947. Schrdinger ha detto che di aver gi sentito
parlare del problema nel 1938 da J.H.G. Whitehead, matematico
britannico e nipote di Alfred North Whitehead, ma secondo
Littlewood il problema risale a circa il 1911 .
Schrodinger ha soddisfatto le due ipotesi come segue: Una
mano di whist viene distribuita, ma solo a un giocatore permesso
alzare le carte. Gli si chiede se ha almeno un asso e lui risponde
sincero S . Gli viene poi chiesto: Hai lasso di picche? Ancora
una volta lui risponde S . Qual la probabilit che abbia almeno
un altro asso? Dopo il primo s, la probabilit 0,369.. . Dopo il
secondo s, sale a 0,561.. . Come pu lo specificare lasso aumentare
la probabilit da poco pi di un terzo a oltre un mezzo? Ecco la
risposta di Schrdinger:
Non avrebbe avuto, ovviamente, alcuna importanza se
avessimo chiesto a A: qual il seme dell asso o di uno degli assi
che hai in mano, e lui avesse risposto: picche. Ma il fatto che tra
i suoi assi ci fosse quello che abbiamo scelto di chiedere
aumenta la probabilit che lui ne possieda pi di uno. In effetti,
pi assi ha, maggiore la probabilit che lui risponda di s alla
nostra seconda domanda. Se si intendeva fare una scommessa, si
potrebbe chiamarla una domanda piuttosto astuta.
Gridgeman ha sottolineato, in una lettera, che se il giocatore
risponde alla seconda domanda, dicendo No, non ho lasso di
picche, questo abbassa la probabilit di avere due o pi assi al
0,262.. , ovvero a poco pi di un quarto.
Notate che tutte le probabilit citate fanno riferimento alla
probabilit di avere almeno un altro asso. Come R.A. Epstein ha
sottolineato in una lettera (Scientific American, luglio 1957), se uno
8,892
intende esattamente un asso pi, i valori sono = 0, 426..
20,825
2,223
per un asso di un determinato seme, e = 0, 306.. per un asso
7,249
non specificato. anche interessante, scrive Epstein, sapere le
giuste probabilit se noto il colore dellasso. In questo caso la
probabilit di avere uno o pi assi 0,502.. , mentre la probabilit di
un solo asso in pi 0,403.. . Piuttosto stranamente, queste cifre
sono pi vicine al caso di asso specificato che al caso di asso non
specificato.

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POSTFAZIONE 1988

In una lettera successiva Gridgeman ha poi suggerito che il


problema generale potrebbe essere utilmente visualizzato da una
diagramma di Venn tridimensionale:
Si potrebbe considerare, ad esempio, un cubo di volume
unitario per rappresentare luniverso del campione (numero di
combinazioni possibili) con, allinterno, quattro sfere uguali
disposte agli angoli di un tetraedro regolare, ognuna di una
dimensione tale da rappresentare la probabilit di una mano con un
asso. Chiamiamole P, F, Q & C. (In realt non stato possibile fare
il disegno in scala). Ora il tetraedro dovrebbe essere di dimensioni
tali che le sfere si sovrappongano al centro di ogni spigolo (in modo
che le sovrapposizioni rappresentino le probabilit di ognuna delle
sei possibili mani con doppio asso). Al centro di ogni faccia la
tripla sovrapposizione delle sfere rappresenter la probabilit di
ciascuna delle quattro possibili mani con tre assi. E al centro del
tetraedro tutte e quattro le sfere si sovrappongono a rappresentare
la probabilit di una mano con tutti e quattro gli assi. Capito
l'idea? In questo modo potrebbe quindi essere mostrata la
probabilit di qualunque combinazione di carte. Per esempio, la
risposta alla domanda: Data una mano che contiene due assi, qual
la probabilit che ne contenga un terzo? Oppure: Se si sa che
una mano contiene due assi, uno dei quali lasso di picche, qual
la probabilit che contenga anche lasso di cuori?

IL PARADOSSO DEL SECONDO FIGLIO


Il problema del secondo figlio anchesso mal posto, salvo che
venga definito con grande precisione. Piuttosto che discuterne qui,
lasciatemi rinviare il lettore al mio secondo volume degli Enigmi e
Giochi Matematici. L ho ripreso il problema nel Capitolo 14 , e ho
discusso la sua ambiguit nel Capitolo 19.

Il Gioco dell' Icosaedro e la Torre di Hanoi

La Torre di Hanoi stata messa pi volte in commercio in tutto


il mondo in molte forme differenti. Una versione insolita, venduta
nel 1974 negli Stati Uniti, consisteva in forme di cartone che
potevano essere piegate in modo da formare nove piramidi di nove
dimensioni differenti che potevano essere impilate una dentro
laltra. Al solutore viene detto che stato nascosto un piccolo tesoro
(come un anello o una moneta) sotto la pi bassa (pi piccola)

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ENIGMI E GIOCHI MATEMATICI

piramide nella pila: per vincere il premio deve spostare la pila ad un


secondo posto seguendo le regole abituali.
Anche giochi a due persone sono basati su questo gioco. Harry
Wollerton, nel mensile inglese Games and Puzzles (dicembre 1976),
ha proposto questo: il campo di gioco una fila di sette caselle.
Ogni giocatore ha, ai due lati della fila, una pila di cinque dischi in
ordine sequenziale, la pi grande sul fondo. Le pile hanno colori
diversi. I giocatori si alternano muovendo uno dei loro dischi, e
loggetto del gioco essere il primo a ricreare la propria pila
allestremit opposta della fila. Un disco pu essere spostato in
qualsiasi casella vuota o in cima ad un pezzo (di entrambi i colori)
pi grande di se stesso. Un disco che arriva sulla cella di
destinazione non pu essere pi spostato, quindi i dischi devono
essere messi sulla casella di arrivo nellordine corretto.
Molti lettori hanno riscoperto una vecchia tecnica per risolvere
il gioco tradizionale. Se i dischi nelle posizioni pari sono di un
colore e quelli nelle posizioni dispari sono di un altro colore, la
procedura che ho dato per risolvere il gioco diventa estremamente
semplice. I dischi di un colore girano attorno al triangolo in un
senso, quelli dellaltro colore in senso opposto. Questa procedura,
come mi ha informato Donald Knuth, data in Le Tour dHanoi,
di R. E. Allardice e A. Y. Fraser, in Proceedings of the Edimburgh
Mathematical Society 2 (1884): 50-53.
Vance Revennaugh mi ha scritto per suggerire una variante
interessante. Nove dischi, tre rossi, tre gialli e tre blu, sono impilati
con i colori disposti nellordine ciclico RGB. Il compito quello di
spostare i dischi, seguendo le regole standard, fino a formare tre
pile, una rossa, una gialla, una blu, e farlo nel numero minimo di
mosse.
La Torre di Hanoi si pu ovviamente generalizzare a n dischi e
k pioli, dove il compito quello di trasferire i dischi nel minor
numero di mosse a qualsiasi altro piolo. H. E. Dudeney ha
analizzato il caso k = 4 in The Weekly Dispatch (25 maggio 1902), e
il caso k = 5 sullo stesso giornale nel numero del 15 marzo 1903.
Egli ha discusso il caso generale nella sua risposta al primo
problema in The Canterbury Puzzles, dove d una procedura
ricorsiva per il calcolo del minimo numero presunto di mosse per
ogni n, a condizione che n sia un numero triangolare quando k = 4, o
un numero piramidale quando k = 5. Ad esempio, per quattro pioli e
dieci dischi (il numero 10 triangolare) il numero di mosse
necessario 49, ovvero molto meno delle 210 1 = 7.257.600 mosse
necessarie se ci sono solo tre pioli. Con laggiunta di un altro piolo,
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POSTFAZIONE 1988

i sacerdoti di Benares potrebbero trasferire i loro 64 dischi in poche


ore!
Il caso generale stato posto come Problema 3918 in un
numero del 1939 di American Mathematical Monthly, e due
soluzioni parziali sono state date nel vol. 48 (1941): 216-219. Da
allora molti matematici hanno lavorato sul problema, tra cui Donald
Knuth, Ashok Chandra, Don Olivier e Glenn Manacher. Tutti sono
arrivati alla stessa formula di Dudeney. Purtroppo tutte le
dimostrazioni della formula fanno la seguente ipotesi: i dischi che
sono adiacenti su un piolo si dice che hanno un divario se non
sono di dimensione consecutiva. Lipotesi che nessun disco pu
essere mosso quando su tutti i pioli c un divario tra i dischi pi
piccoli.
Nessuna soluzione pi breve stata trovata per tutti i valori di k
e n che violano questa ipotesi, ma il problema generale deve essere
considerato irrisolto, nonostante in molte pubblicazioni si sia
falsamente affermato il contrario. Ci che serve una prova che
nessuna soluzione che viola lipotesi pi breve. Anche il caso di
k = 4 rimane irrisolto per tutti valori di n esclusi i pi piccoli. La
formula complicata, ma pi o meno equivalente a dare il numero
minimo di mosse (a condizione che sia data lipotesi dei divari)
come 2hm, dove h = k 2 e mh = n.
La Torre di Hanoi sar trattata, con le soluzioni ad alcune
generalizzazioni elementari mai pubblicate prima, in Concrete
Mathematics da Ronald Graham, Donald Knuth, e Oren Patashnik.
Knuth inoltre prender in esame il gioco del capitolo 8 del prossimo
volume nella sua famosa serie di libri The Art of Computer
Programming. Sono in debito con Knuth per gran parte delle
precedenti informazioni e per le seguenti osservazioni, che sono
citazioni quasi parola per parola da una delle sue lettere.
La Torre di Hanoi stata modificata con laggiunta di ulteriori
vincoli. Ad esempio, una restrizione proposta da Scorer, Grundy e
Smith nel loro lavoro del 1944 quella di mettere i pioli in linea
retta e non permettere mosse tra i pioli alle due estremit. Con
questa restrizione sono necessari 3n 1 movimenti per trasferire n
dischi da un piolo ad un capo della fila al piolo allaltro capo, e
durante il processo, o prima o dopo, si verificano tutte le possibili
configurazioni dei dischi sui pioli. La sequenza di mosse corrisponde

ad un codice di Gray ternario. Dopo 3 1 mosse, la pila a met


n

2
strada sul piolo centrale.

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ENIGMI E GIOCHI MATEMATICI

Sono state proposte dozzine di altre varianti, inclusa una in cui


i pioli sono disposti in circolo ed ogni mossa deve essere in senso
orario. Scorer, Grundy e Smith hanno dimostrato che anche in
questo caso sono sufficienti 3n 1 mosse, quando k = 4 e quando si
ipotizzi di muovere la pila di due passi. Per esempio, se si hanno n =
3 dischi numerati 0, 1, 2 dal pi piccolo al pi grande, la loro
soluzione in 26 mosse 00100100 2 00100100 2 00100100. Ma
Knuth ha segnalato nel 1975 che questa non la soluzione migliore:
egli ha trovato una soluzione in 18 mosse: 000112 012010 101000.
(Per inciso questa la migliore soluzione possibile, perch ci
devono essere almeno quattro 0 pi degli 1 e quattro 1 pi dei 2).
Il problema circolare, come il problema senza restrizioni,
rimane irrisolto per qualunque n quando k > 3, sebbene sia nota la
soluzione nel caso con 3 pioli. M. D. Atkinson ha dimostrato nel
1981 che per n dischi e k = 3 il minimo numero necessario di mosse
in senso orario esattamente
(1 + 3) (1 3 )
n +1 n +1

1 .
2 3
Per n che va da 1 fino a 7 (con k = 3) i minimi numeri di mosse
in senso orario per trasferire n dischi al primo piolo adiacente in
senso orario sono 1, 5, 15, 43, 119, 327 e 1223.

Il Gioco dell' Hex

Quando ho scritto il capitolo sull Hex, non sapevo che Piet


Hein non mai chiamato Mr. Hein, ma sempre con il suo nome
completo. Molti dei miei successivi articoli sulle colonne dello
Scientific American hanno riportato altre sue creazioni. Date
unocchiata a Enigmi e giochi matematici vol. II e a Knotted
Doughnuts and Other Mathematical Entertainments (non tradotto in
italiano n.d.t.) per i capitoli sul Cubo Soma, e a Carnevale
Matematico per un capitolo sulla sua Superellisse e il suo
Superuovo. Molti dei suoi libri di deliziosi versi, che egli chiama
grooks, sono stati tradotti e pubblicati negli Stati Uniti.
Sono stati inventati parecchi giochi topologici che sono simili
all Hex, in cui il vincitore il primo a completare uno specifico
percorso che unisca i due lati del tavolo di gioco. Uno di questi,
commercializzato con il nome di Bridg-it, si rivelato avere una
strategia di gioco vincente basata sulla parit (vedi il Capitolo 18 di

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POSTFAZIONE 1988

Enigmi e giochi matematici vol. III). Al contrario, l Hex si


dimostrato particolarmente difficoltoso da analizzare. Fino ad oggi,
si conoscono strategie vincenti di gioco solo per tavole di ordine
inferiore, senza alcun segnale di una strategia generale per tavole di
ogni dimensione.
Rex, un nome per la forma inversa dell Hex in cui vince chi
forza lavversario a completare una catena, (come la maggior parte
delle forme inverse dei giochi a due persone) molto pi difficile da
analizzare. Ronald Evans (vedi il suo lavoro del 1974) ha portato
lanalisi del Rex un passo avanti rispetto a Robert Winder,
mostrando che, su tavole di ordine pari, il bianco pu vincere
aprendo il gioco in una delle celle nel vertice di un angolo acuto
della tavola. Questo si pu facilmente dimostrare per la tavola 2 X 2,
ed anche facile trovare la strategia vincente per quella 3 X 3, ma la
tavola 4 X 4 cos complessa che ancora non si conosce la condotta
di gioco vincente per il primo giocatore. David Silverman ha
riportato in una lettera di aver scoperto una insolita strategia di
parit vincente per il secondo giocatore in una tavola 5 X 5. I lettori
troveranno un buon problema di Evans per il Rex 4 X 4 nel mio
Time Travel and Other Mathematical Bewilderments (non tradotto
in italiano n.d.t.).
L Hex di Beck, una variante proposta da Anatole Beck,
permette al Nero di dire al Bianco dove fare la prima mossa. Beck
stato in grado di dimostrare (vedi la bibliografia) che il Nero pu
sempre vincere dicendo al Bianco di aprire nella cella al vertice di
un angolo acuto. Altre varianti dell Hex, fra cui il Vex, il Vex
Verticale, il Vex Verticale Inverso e il Tex, sono descritte nell
articolo del 1975 di Evans.
Sebbene appaia intuitivo che l Hex non possa finire in parit,
una prova formale di ci pi complessa di quanto ci si possa
immaginare. Una dimostrazione, pubblicata diverse volte, suona
cos: prendete una partita di Hex terminata, giocata su una tavola di
carta. Ritagliate tutte le celle in cui il Nero ha giocato, poi prendete
con le mani i lati del Bianco e tirate. Se la carta si spezza in due
vuol dire che il Nero ha completato un percorso. Se non si spezza
vuol dire che il Bianco ad aver completato un percorso ed in
questo caso sicuramente la carta si spezzer se tirate il lati del Nero.
Poich deve accadere o una o laltra delle evenienze, un giocatore
deve per forza vincere. Sfortunatamente non affatto chiaro, da
quanto stato detto, perch una delle due cose debba accadere.
Stabilire che la tavola debba dividersi in una direzione o nellaltra
assumere come ipotesi proprio ci che dobbiamo dimostrare, ovvero
11
ENIGMI E GIOCHI MATEMATICI

che uno dei due abbia completato un percorso. Bisogna dimostrare


che una partita non pu finire con tutte le celle riempite e con
nessuna catena completata. Come ha rimarcato David Gale in un
lavoro del 1979, la situazione simile al famoso teorema topologico
della curva di Jordan. E facile vedere che una semplice curva
chiusa deve tagliare il piano in due regioni separate, ma una
dimostrazione formale non cos evidente da trovare.

Sam Loyd

Per maggiori notizie su Sam Loyd, rimando i lettori alle


introduzioni dei due volumi di collezioni dei giochi di Loyd che ho
curato per le edizioni Dover (in italiano Sam Loyd: passatempi
matematici, volumi 1 e 2, Sansoni, 1980 n.d.t.), e al capitolo sui
gadget pubblicitari nel mio Wheels, Life, and Other Mathematical
Amusements (non tradotto in italiano n.d.t.). Per lungo tempo ho
avuto limpressione che la collezione di giochi nella Cyclopedia di
Loyd fosse stata selezionata dal figlio di Loyd dopo la morte del
padre. Non cos. Nel 1907 Loyd senior inizi la pubblicazione
della rivista Our Puzzle Magazine (non so quanti numeri siano
usciti) che attingeva alle sue prime creazioni. Dopo la morte del
padre Sam Loyd II semplicemente stamp la Cyclopedia con i
calchi di quel periodico. Nonostante le sue enormi dimensioni, il
libro non contiene centinaia di giochi di Loyd che sono apparsi in
varie pubblicazioni o come mezzi pubblicitari. Will Shortz, un
redattore della rivista Games, ha per anni scavato in questa ricca
miniera di materiale dimenticato. Io spero che un giorno
pubblicher una collezione definitiva delle creazioni dimenticate di
Loyd.
Il famoso gioco di Loyd Uscita dalla Terra era basato su una
precedente versione lineare. Per una storia di tali paradossi, potete
consultare i due capitoli sulle sparizioni geometriche nel mio
Mathematics, Magic and Mystery (non tradotto in italiano n.d.t.) e
larticolo di Mel Stover. Entrambe le referenze coprono pure i
paradossi delle aree che scompaiono come il triangolo di Paul
Curry, descritto nel Capitolo 14. Negli ultimi anni la pi popolare
versione della sparizione di persone il paradosso della scomparsa
del leprechaun, disegnato da Pat Patterson e disponibile nel formato
grande e piccolo presso W. A. Elliott Company, 2121 Adelaide
Street West, Toronto, Canada. Lho riprodotto e discusso nel
capitolo sui regali pubblicitari in Wheels, Life, and Other

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POSTFAZIONE 1988

Mathematical Amusements (non tradotto in italiano n.d.t.), e in Aha!


Gotcha: Paradoxes to Puzzle and Delight (in italiano Ah! Ci sono!
Paradossi stimolanti e divertenti, Zanichelli, 1987).
Il gioco del 14-15 di Loyd descritto in quasi tutti i lavori
classici sulla matematica ricreazionale: Rouse Ball in Inghilterra,
Edouard Lucas in Francia,W. Ahrens in Germania e molti altri. Nel
secondo volume del suo Mathematische Unterhaltengen und Spiele
(Lipsia, 1918), Ahrens tratta in maniera estensiva di questo gioco e
della sua storia. Un blocco semplificato da otto (una matrice 3 X 3)
dato come problema da risolvere nel Capitolo 20 del mio The
Sixth Scientific American Book of Mathematical Puzzles and
Diversions (in italiano Enigmi e giochi matematici vol. V, Sansoni,
1976). Anche la pi semplice versione del gioco, quella con cinque
blocchi in una scacchiera 2 X 3, stata la base di quesiti in molti
vecchi libri di giochi.
Unit quadrate forniscono la pi semplice specie di giochi con
blocchi scorrevoli. Centinaia di giochi pi difficili - con pezzi
scorrevoli rettangolari o con altre forme, e con tavole diverse da
quelle quadrate o rettangolari - sono stati posti in commercio di
tanto in tanto in giro per il mondo. Il Capitolo 7 del mio Sixth Book
gi citato introduce questo largo campo di giochi meccanici. Il libro
definitivo su questo argomento, con numerose fotografie a colori,
di L. E. Hordern (vedi bibliografia, The Fifteen Puzzle).

I Polimini

Sono stati pubblicati cos tanti articoli attorno ai polimini, ai


policubi (cubi uniti), ai poliesagoni (esagoni uniti) e ai tetromini
(triangoli isosceli retti uniti), che non ho neanche provato a coprire
questo argomento nella mia bibliografia. I lettori sono rinviati alle
referenze citate nei capitoli sui polimini dei miei pi recenti libri di
raccolta di articoli e ai numeri della rivista Journal of Recreational
Mathematics in cui sono stati pubblicati dozzine di articoli e
problemi sui polimini. Set di polimini e di loro cugini sono apparsi
ogni tanto sul mercato in vari paesi. Un grazioso set di legno di
pentamini solidi (i dodici pentamini di spessore unitario)
attualmente disponibile presso: Kadon Enterprises, 1227 Lorene
Drive, Pasadena, MD 21122. Essi possono essere usati sia per
problemi piani che in tre dimensioni.

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ENIGMI E GIOCHI MATEMATICI

Nim e Tac Tix

Il Nim appartiene ad una larga classe di giochi chiamati giochi


alla Nim o giochi da asporto, in cui due giocatori a turno rimuovono
dei pezzi da uno specifico set, in accordo a precisate regole. Nel
gioco standard la persona che prende lultimo pezzo vince. Nel
gioco inverso chi prende lultimo pezzo perde. Il primo pionieristico
classico lavoro su tali giochi fu The G-Values of Various Games
di Richard Guy e C.A.B. Smith in Proceedings of the Cambridge
Philosophical Society n. 52 (Luglio 1956) pagg. 514-526. La pi
estensiva copertura dei giochi del tipo Nim - decine di giochi nuovi
o modificati - data dal libro in due volumi Winning Ways di Elwyn
Berlecamp, John Conway e Richard Guy. Molti dei miei ultimi
articoli su Scientific American introducono giochi derivati dal Nim,
ma io ho limitato la mia bibliografia al Nim tradizionale.
La variante di Piet Hein - io lho chiamata Tac Tix ma
ultimamente viene conosciuta come Nimbi - stata esaminata
tramite numerosi programmi di computer senza che sia emersa una
strategia generale. Il gioco non necessita naturalmente di essere
giocato con pezzi quadrati. Essi possono essere rettangolari,
triangolari, esagonali o di qualunque altra forma. In Danimarca, nel
1967, Piet Hein ha messo sul mercato una versione che si gioca con
uno schema iniziale di dodici pezzi disposti come un triangolo
equilatero da cui sono tolti i tre pezzi dangolo. Aviezri Fraenkel e
Hans Herda hanno dimostrato che il secondo giocatore pu forzare
la vittoria sia nella versione standard che in quella inversa. Essi
hanno riportato questi risultati in Never Rush to Be First in Playing
Nimbi Mathemathical Magazine n. 53 (Gennaio 1980) pagg. 21-26.

Destra o Sinistra?

L asimmetria fra destra e sinistra mi ha sempre affascinato; e in


effetti ho scritto un intero libro su questo argomento: The
Ambidextrous Universe (in italiano L'universo ambidestro
Zanichelli, 1984). Questo libro passato attraverso molte revisioni,
la pi completa per una edizione francese del 1985, ma al momento
negli Stati Uniti fuori catalogo. Sto aspettando a fare una nuova
revisione finch le cose non si saranno bene chiarite nella fisica
teorica delle particelle, cos potr aggiungere una sezione sul ruolo
della destra e della sinistra nella nuova teoria delle superstringhe sul
Tutto.
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Per chi volesse approfondire gli argomenti

Gli Esaflexagoni

"Hexahexaflexagrams." Margaret Joseph in Mathematics Teacher 44


(Aprile 1951): 247-48. Spiega come fare una catena lineare di
esaesaflexagoni.
"A Six-Sided Hexagon." William R. Ransom in School Science and
Mathematics 52 (1952): 94. Spiega come fare un triesaflexagono.
"The Flexagon and the Hexahexaflexagram." F. G. Maunsell in
Mathematical Gazette 38 (1954): 213-14. Descrive il triesa e
lesaesa. Vedi anche vol. 41 (1957): 55-56, per una nota su questo
articolo di Joan Crampin. Descrive gli esaflexagoni ottenuti
piegando una striscia lineare (di ordine 3,6,9,12 . . .).
"Flexagons." C. 0. Oakley and R. J. Wisner in American
Mathematical Monthly 64 (Marzo 1957): 143-54.
"The Flexagon Family." Roger F. Wheeler in Mathematical Gazette
42 (Febbraio 1958): 1-6. Una analisi abbastanza completa di forme
ricavate da una striscia diritta o curva.
"How to Construct Hexaflexagons." Sidney Scott in Recreational
Mathematics Magazine 12 (Dicembre 1962): 43-49.
"Protean Shapes with Flexagons." William Ransom in Recreational
Mathematics Magazine 13 (Febbraio 1963): 35-37,
"The Construction of Flexagons." Pamela Liebeck in Mathematical
Gazette 48 (Dicembre 1964): 397402.
The Mysterious Flexagons. Madeline Jones. Crown, 1966. Un libro
per ragazzi stampato su carta pesante cos i bambini possono
ritagliare delle strisce da ripiegare.
Mathematics on Vacation. Joseph Madachy. Scribner's, 1966,62-84.
"Hybrid Flexagons." Douglas Engel in Journal of Recreational
Mathematics 2 (Gennaio 1969): 3541.
Mathemagic with Flexagons. Donovan Johnson. Activity Resources,
1974.
"Classifying and Counting Hexaflexagrams." Thomas O'Reilly in
Journal of Recreational Mathematics 8, no.3 (1975-76): 182-87.
"Symmetries of the Trihexaflexagon." Michael Gilpin in
Mathematics Magazine 49 (Settembre 1976): 189-92.
Flexagons. Paul Jackson. British Origami Society, 1978.

15
ENIGMI E GIOCHI MATEMATICI

"V-Flexing the Hexaflexagon." T. Bruce McLean in American


Mathematical Monthly 86 (Giu-Lug 1979): 457-66.
"Hexplay." Scot Morris in Omni (Ottobre 1984): 89ff.
Elements of Flexagon Theory. Frank Bernhart. Monografia inedita.

Magia con le matrici

"Webster Had a Word for It." Stewart James in Linking Ring (an
American magic magazine), Ottobre 1952.
"And So Force." P. Howard Lyons in Genii 19 (an American magic
magazine), Febbraio 1955.
"OGNIB." Mel Stover in Ibidem 7 (a Canadian magic magazine),
Settembre 1956.
"The Irresistible Force." Mel Stover in New Phoenix 340 (an American
magic magazine), January 1957.
"Rainbow Matrix." Philip Goldstein in The Violet Book of Mentalism.
Pubblicato privatamente, 1980.
"Force Majeur." Philip Goldstein in Doth. Pubblicato privatamente,
1987. Spiega un modo facile per disegnare mentalmente una
matrice che determini forzatamente un numero pensato da uno
spettatore.

Filetto

"Tit-tat-to." Alain C. White in British Chess Magazine, Luglio 1919.


Questa la prima analisi sulla strategia che ho incontrato. White
dice con disprezzo che il gioco pu essere imparato completamente
in mezzora di studio. Avrebbe dovuto spendere unaltra mezzora
su di esso, dal momento che ha commesso un grossolano errore.
Contro lapertura laterale X8, raccomanda O3 come migliore
risposta, non vedendo che X9 seguito da X5 porta facilmente alla
vittoria.
"Hyper-Spacial Tit-Tat-Toe or Tit-Tat-Toe in Four Dimensions."
William Funkenbusch e Edwin Eagle in National Mathematics
Magazine 19 (Dicembre 1944): 119-22.
"Design of a Tit-Tat-Toe Machine." R. Haufe in Electrical
Engineering 68 (Ottobre 1949): 885.

16
BIBLIOGRAFIA

"The Game of Tick-Tack-Toe." Harry D. Ruderman in Mathematics


Teacher 44 (1951): 344-46.
"Tick-Tack-Toe Computer." Edward McCormick in Electronics 25
(Agosto 1952): 154-62.
"Games of Alignment and Configuration." H. J. R. Murray in A
History of Board Games other than Chess, capitolo 3. Oxford
University Press, 1952.
Scarne on Teeko. John Scarne. Crown, 1955.
"Relay Moe Plays Tick Tack Toe." Edmund C. Berkeley in Radio-
Electronics, Dicembre 1956.
"Tic-Tac-Toe Mate." David D. Lockhart in Popular Electronics,
Novembre 1958.
"On Regularity and Positional Games." A. W. Hales and R. I. Jewett
in Transactions of the American Mathematical Society 106 (1963):
222- 29.
The Theory of Gambling and Statistical Logic. Richard A. Epstein.
Academic Press, 1967,359-63.
"The Game of Noughts and Crosses." Fred Schuh in The Master
Book of Mathematical Recreations, capitolo 3, Dover, 1968.
Your Move. David L. Silverman. McGraw-Hill, 1971,69-78.
"The Solution of a Simple Game." Daniel I. A. Cohen in
Mathematics Magazine 45 (Settembre-Ottobre 1972): 213-16.
The New Elements of Mathematics. Charles Peirce, ed. Carolyn
Eisele. Vol. 2. Humanities Press, 1976, 11-24.
"Qubic: 4 x 4 x 4 Tic-Tac-Toe." Oren Patashnik in Mathematics
Magazine 53 (Settembre 1980): 202-16.
"Ticktacktoe Games." Martin Gardner in Wheels, Life, and Other
Mathematical Amusements, capitolo 9. W. H. Freeman, 1983.

Paradossi della probabilit

IL PARADOSSO DEL COMPLEANNO


"Understanding the Birthday Problem." Frederick Mosteller in
Mathematics Teacher 55 (Maggio 1962): 322-25.
"Generalized Birthday Problem." E. H. McKinney in American
Mathematical Monthly 73 (Aprile 1966): 385-87.
"Extensions of the Birthday Surprise." M. S. Klamkin and D. J. New-
man in Journal of Combinatorial Theory 3 (Ottobre 1967): 279-82.
An Introduction to Probability Theory and its Applications. William
Feller. Vol. 1, 3d ed. Wiley, 1968.
17
ENIGMI E GIOCHI MATEMATICI

"A Birthday Holiday Problem." Robert Greenwood e Arthur Richert


Jr., in Journal of Combinatorial Theory 5 (1968): 422-24.
"A Classroom Illustration of a Nonintuitive Problem." Richard Kleber
in Mathematics Teacher 62 (Maggio 1969): 361-67.
"More Birthday Surprises." Morton Abramson and W. W. J. Moser
in American Mathematical Monthly 77 (Ottobre 1970): 856-58.
"A Birthday Problem." D. M. Bloom in American Mathematical
Monthly 80 (Dicembre 1973): 1141-42.
"Another Generalization of the Birthday Problem." J.E. Nymann in
Mathematics Magazine 48 (Gennaio-Febbraio 1975): 46-47.
"The Birthday Problem Revisited." Joe Austin in Two-Year College
Mathematics Journal 7 (Gennaio 1976): 39-42.
"A Direct Attack on a Birthday Problem." Samuel Goldberg in
Mathematics Magazine 49 (Maggio 1976): 130-31.
"Celebrating the Birthday Problem." Neville Spencer in Mathematics
Teacher 70 (Aprile 1977): 348-53.
"The Uniformity Assumption in the Birthday Problem." Geoffrey
Berresford in Mathematics Magazine 53 (Novembre 1980): 286-88.
"Using a Microcomputer to Simulate the Birthday Coincidence
Problem." John Ginther e William Ewbank in Mathematics
Teacher 75 (Dicembre 1982): 369-70.
"It's not a Coincidence, But it is a Surprise." William Moser in Crux
Mathematicorum 10 (1984): 210-13.
"The Birthday Distribution: A Quick Approximation." Anthony Robin
in Mathematical Gazette 68 (Ottobre 1984): 203-6.
"An Extension of the Birthday Problem to Exactly k Matches." Robert
Hocking e Neil Schwertman in College Mathematics Journal 17
(Settembre 1986): 315-21.
"The Birthday Problem for Boys and Girls." Tony Crilly e Shekhar
Nandy in Mathematical Gazette 71 (March 1987): 19-22.

IL PARADOSSO DEL SECONDO ASSO


A Mathematician's Miscellany. J. E. Littlewood. Methuen, 1953, 27.
Cambridge University Press reprint, 1986.
"Aces." George Gamow e Marvin Stern, in Puzzle-Math. Viking,
1958: 37-42.
Lady Luck. Warren Weaver. Doubleday, 1963, 363. Weaver aveva
male interpretato il problema nella prima edizione, ma corresse le
sue osservazioni in una successiva ristampa.
Aha! Gotcha. Martin Gardner. W. H. Freeman, 1982, 105.
"Paradox of the Second Ace." W. W. Rouse Ball e H.S.M. Coxeter in
Mathematical Recreations and Essays. 13a ed. Dover, 1987, 44-45.
18
BIBLIOGRAFIA

Il libro fu originariamente pubblicato nel 1882; Io non so in quale


delle successive edizioni apparso per la prima volta il paradosso.

IL PARADOSSO DEL SECONDO FIGLIO


The Second Scientific American Book of Mathematical Puzzles and
Diversions. Martin Gardner. Simon and Schuster, 1961., ed. riv.
University of Chicago Press, 1987, 152,226.
Aha! Gotcha. Martin Gardner. W. H. Freeman, 1982, 104-5.

IL PARADOSSO DI HEMPEL
"Le problme de la vrit." Carl Hempel in Theoria 3: 206-46.
Gteborg, 1937.
"On Confirmation." Janina Hosiasson-Lindenbaum in Journal of
Symbolic Logic 5 (1940): 13348.
"A Purely Syntactical Definition of Confirmation." Carl Hempel in
Journal of Symbolic Logic 8 (1943): 122-43.
"Studies in the Logic of Confirmation." Carl Hempel in Mind 54
(1945): 1-25,97-121.
"A Note on the Paradoxes of Confirmation." Carl Hempel in Mind
55 (1946): 79-83.
Logical Foundations of Probability. Rudolf Carnap. University of
Chicago Press, 1950, 223ff, 469ff.
"Hypotheticals." David Pears in Analysis 10 (1950): 49-63.
Fact, Fiction, and Forecast. Nelson Goodman. Capitoli 3 and 4.
Harvard University Press, 1955.
The Logical Problem of Induction. G. H. von Wright. Capitolo 6. 2a
ed. Macmillan, 1957.
"The Paradoxes of Confirmation." H. G. Alexander in British
Journal for the Philosophy of Science 9 (1958): 227-33.
"Corroboration versus Induction." J. Agassi in British Journal for the
Philosophy of Science 9 (1959): 311-17.
"The Paradoxes of Confirmation - a Reply to Dr. Agassi." H. H.
Alexander in British Journal for the Philosophy of Science 10
(1959): 229-34.
"Popperian Confirmation and the Paradox of the Ravens." David Stove
in Australasian Journal of Philosophy 37 (1959): 149-51.
"Mr. Stove's Blunders." J. W. N. Watkins in Australasian Journal of
Philosophy 37 (1959): 240-41.
"On Not Being Gulled by the Ravens." W. J. Huggett in Australasian
Journal of Philosophy 38 (1960): 48-50,
"A Reply to Mr. Watkins." David Stove in Australasian Journal of
Philosophy 38 (1960): 51-54.
19
ENIGMI E GIOCHI MATEMATICI

"Reply to Mr. Stove's Reply." J. W. N. Watkins in Australasian


Journal of Philosophy e 38 (1960): 54-58.
"A Note on Confirmation." Israel Scheffler in Philosophical Studies
11 (1960): 21-23.
"Confirmation without Background Knowledge." J. W. N. Watkins
in British Journal for the Philosophy of Science 10 (1960): 318-20.
"The Paradox of Confirmation." I.J. Good. Parts 1 and 2 in British
Journal for the Philosophy of Science. Vol. 11 (1960): 145-49;
Vol. 12 (1961): 63-64.
"Professor Scheffler's Note." J. W. N. Watkins in Philosophical
Studies 12 (1961): 1619.
"Goodman on the Ravens." Sidney Morgenbesser in Journal of
Philosophy 59 (1962): 493-95.
"The Paradox of Confirmation." J. L. Mackie in British Journal for
the Philosophy of Science 13 (1963): 265-77. Reprinted in The
Philosophy of Science ed. P. H. Nidditch. Oxford University Press,
1968.
The Anatomy of Inquiry. Israel Scheffler. Knopf, 1963,258-95.
"Confirmation without Paradoxes." William Baumer in British
Journal for the Philosophy of Science 15 (1964): 177-95.
"Recent Work in Inductive Logic." Henry Kyburg in American
Philosophical Quarterly 1 (1964): 249-87.
"The Paradoxes of Confirmation." R. H. Vincent in Mind 73 (1964):
273-79.
"Confirmation, the Paradoxes, and Positivism." J. W. N. Watkins in
The Critical Approach to Science and Philosophy, ed. Mario Bunge.
Free Press, 1964.
Aspects of Scientific Explanation. Carl Hempel. Free Press, 1965.
"Instantiation and Confirmation." George Schlesinger in Boston
Studies in the Philosophy of Science, ed. R. S. Cohen and W. W.
Wartofsky. Vol. 2. Humanities Press, 1965.
"Hempel and Goodman on the Ravens." David Stove in Australasian
Journal of Philosophy 43, Dicembre 1965.
"Notes on the Paradoxes of Confirmation." Max Black in Aspects of
Inductive Logic, ed. Jaakko Hintikka e Patrick Suppes. North
Holland Publishing Company, 1966. Ristampato in Max Black,
Margins of Precision. Cornell University Press, 1970.
"A Logic for Evidential Support." L. J. Cohen in British Journal for
the Philosophy of Science 17 (1966): 105-26.
"Recent Problems of Induction." Carl Hempel in Mind and Cosmos,
ed. Robert Colodny. University of Pittsburgh Press, 1966.

20
BIBLIOGRAFIA

"Relevance and the Ravens." C. A. Hooker e David Stove in British


Journal for the Philosophy of Science 18 (1966): 305-15.
"Hempel's Paradox." David Stove in Dialogue 4 (1966): 444-55.
"A Bayesian Approach to the Paradoxes of Confirmation." Patrick
Suppes in Aspects of Inductive Logic, ed. Jaakko Hintikka e
Patrick Suppes. North Holland Publishing Company, 1966.
"The Paradoxes of Confirmation." G. H. von Wright in Aspects of
Inductive Logic, ed. Jaakko Hintikka e Patrick Suppes. North
Holland Publishing Company, 1966.
"The White Shoe is a Red Herring." I. J. Good in British Journal for
the Philosophy of Science 17 (1967): 322.
"The White Shoe: No Red Herring." Carl Hempel in British Journal
for the Philosophy of Science 18 (1967): 23940.
"Confirmation, Qualitative Aspects." Carl Hempel in The
Encyclopedia of Philosophy. Vol. 2. Macmillan, 1967.
"Baumer on the Confirmation Paradoxes." Howard Kahane in British
Journal for the Philosophy of Science 18 (1967): 52-56.
"The White Shoe qua Herring is Pink." I. J. Good in British Journal
for the Philosophy of Science 19 (1968): 156-57.
"Relevance and The Ravens." C. A. Hooker e D. Stove in British
Journal for the Philosophy of Science 18 (1968): 305-15.
"On 'Ravens and Relevance' and a Likelihood Solution of the Paradox
of Confirmation." L. Gibson in British Journal for the Philosophy
of Science 20 (1969): 75-80.
"Eliminative Confirmation and Paradoxes." Howard Kahane in
British Journal for the Philosophy of Science, 20 (1969): 160-62.
"The Relevance Criterion of Confirmation." J. L. Mackie in British
Journal for the Philosophy of Science 20 (1969): 27-40.
"Imagination and Confirmation." Gilbert Walton in Mind 78 (1969):
580ff.
The Principles of Scientific Thinking. Rom Harr. Macmillan, 1970,
119-22.
"Theories and the Transitivity of Confirmation." Mary Hesse in
Philosophy of Science 37 (1970): 50-63.
"Inductive Independence and Confirmation." Jaakko Hintikka in
Essays in Honor of Carl G. Hempel, ed. Nicholas Rescher. D.
Reidel, 1970.
"The Paradoxes of Confirmation - A Survey." R. G. Swinburne in
American Philosophical Quarterly 8 (1971): 318-30.
Probability and Evidence. A. J. Ayer. Macmillan, 1972.
"Confirmation." Wesley Salmon, in Scientific American (Maggio
1973): 75-83.
21
ENIGMI E GIOCHI MATEMATICI

An Introduction to Confirmation Theory. R. G. Swinburne. Methuen,


1973.
"Logical versus Historical Theories of Confirmation." Alan Musgrave.
in British Journal for the Philosophy of Science 25 (1974): 1-23.
Confirmation and Confirmability. George Schlesinger. Capitolo 1.
Oxford University Press, 1974.
"Has Harr Solved Hempel's Paradox?" Nicholas Griffin in Mind 84
(1975): 426-30.
"Selective Confirmation and the Ravens." R. H. Vincent in Dialogue
14. Marzo 1975.
"Urning a Resolution of Hempel's Paradox." Stuart Meyer in
Philosophy of Science 44 (1977): 292-96.
"Hempel's Ravens." Martin Gardner in Aha! Gotcha. W. H. Freeman,
1982,133-35.
"The Context of Prediction (and the Paradox of Confirmation)."
Tony Lawson in British Journal for the Philosophy of Science 36
(1985): 393-407.
"Confirmation, Paradoxes, and Possible Worlds." Shelley Stillwell in
British Journal for the Philosophy of Science 36 (1985): 19-52.

IL PARADOSSO DI S.PIETROBURGO
"The Application of Probability to Conduct." John Maynard Keynes
in The World of Mathematics, ed. James Newman. Simon and
Schuster, 1956.
Mathematical Recreations and Essays. W. W. Rouse Ball and H. S. M.
Coxeter. 13th ed. Dover, 1987, 44-45.

Il Gioco dell' Icosaedro e la Torre di Hanoi

THE ICOSIAN GAME


"Sir William Hamilton's Icosian Game." A. S. Herschel in Quarterly
Journal of Applied Mathematics 5 (1862): 305.
The Life of Sir William Rowan Hamilton. Robert Graves. Vol. 3.
Dublino, 1882-89,55ff.

THE TOWER OF HANOI


The Canterbury Puzzles. H. E. Dudeney. Thomas Nelson, 1919.
Dover reprint, 1958.
"Some Binary Games." R. S. Scorer, P.M. Grundy, and C. A. B.
Smith in Mathematical Gazette 28 (1944): 96-103.
22
BIBLIOGRAFIA

"The n-Dimensional Cube and the Tower of Hanoi." D. W. Crowe


in American Mathematical Monthly 63 (Gennaio 1956): 29-30.
The Masterbook of Mathematical Recreations. Frederick Schuh.
Dover, 1968,119-21.
"The Tower of Brahma Revisited." Ted Roth in Journal of Recreational
Mathematics 7 (Primavera 1974): 11619.
"Tower of Hanoi with More Pegs." Brother Alfred Brousseau in
Journal of Recreational Mathematics 8 (1975-76): 169-76.
Questo e il precedente articolo sono stari ristampati in
Mathematical Solitaires and Games, ed. Benjamin Schwartz.
Baywood, 1980.
Combinatorial Algorithms: Theory and Practice. E. M. Reingold, J.
Nievergelt, e N. Deo. Prentice-Hall, 1977, 29-30.
"Another Look at the Tower of Hanoi." Michael Shwarger in
Mathematics Teacher (Settembre 1977): 528-33.
"The Cyclic Tower of Hanoi." M. D. Atkinson in Information
Proceeding Letters 13 (1981): 118-19.
"The Towers of Brahma and Hanoi Revisited." Derick Wood in
Journal of Recreational Mathematics 14 (1981-82): 17-24.
"Computer Recreations." A. K. Dewdney in Scientific American
(Novembre 1984): 19-28.
"Towers of Hanoi and Analysis of Algorithms." Paul Cull e E. F.
Ecklund, Jr., in American Mathematical Monthly 92 (Giugno-
Luglio 1985): 407-20.
"The Binary Gray Code." Martin Gardner in Knotted Doughnuts
and Other Mathematical Entertainments, Capitolo 2. W. H.
Freeman, 1986.
Mathematical Recreations and Essays. W. W. Rouse Ball e H. S.
M. Coxeter. 13a ed. Dover, 1987, 316-17.
"All you ever wanted to know about the Tower of Hanoi but were
afraid to ask." W. F. Lunnon, dattiloscritto inedito.

Strani modelli topologici

"A Non-Singular Polyhedral Mbius Band whose Boundary is a


Triangle." Bryant Tuckerman in American Mathematical Monthly
55 (Maggio 1948): 309-11.
"Topology." Albert W. Tucker e Herbert S. Bailey, Jr., in Scientific
American 182 (Gennaio 1950): 18-24.

23
ENIGMI E GIOCHI MATEMATICI

Mathematical Models. H. Martyn Cundy e A. P. Rollett. Clarendon


Press, 1952.
Intuitive Concepts in Elementary Topology. Bradford Arnold.
Prentice-Hall, 1962.
Experiments in Topology. Stephen Barr. Crowell, 1964.
Visual Topology. W. Lietzmann. Chatto e Windus, 1965.
"Klein Bottles and Other Surfaces." Martin Gardner in The Sixth
Book of Mathematical Games from Scientific American, capitolo 2.
University of Chicago Press, 1983.
"No-Sided Professor." Martin Gardner in The No-Sided Professor
and Other Tales of Fantasy, Humor, Mystery, and Philosophy.
Prometheus Books, 1987.

Il Gioco dell Hex

"Computers and Automata." Claude Shannon in Proceedings of the


Institute of Radio Engineers 41 (Ottobre 1953): 1234ff.
Signs, Symbols, and Noise. John Pierce. Harper's, 1961,lO-13.
"The Game of Hex." Anatole Beck in Excursions in Mathematics,
ed. Anatole Beck, Michael Bleicher e Donald Crowe. Worth,
1969.
"A Winning Opening in Reverse Hex." Ronald Evans in Journal of
Recreational Mathematics 7 (Estate 1974): 189-92.
"Some Variants of Hex." Ronald Evans in Journal of Recreational
Mathematics 8 (1975-76): 120-22.
"Hex Must Have a Winner." David Berman, in Mathematics
Magazine 49 (Marzo 1976): 85-86. Vedi anche due lettere di
commento nello stesso volume, pag. 156.
"The Game of Hex and the Brouwer Fixed Point Theorem." David
Gale in American Mathematical Monthly 86 (Dicembre 1979):
818-27.
"Some Remarks about a Hex Problem." Claude Berge in The
Mathematical Gardner, ed. David Klarner. Prindle, 1981,25-27.
"Kriegspiel Hex." Duane Broline, soluzione al Problema 1091, in
Mathematics Magazine 84 (Marzo 1981): 85-86.
"Dodgem and Other Simple Games." Martin Gardner in Time
Travel and Other Mathematical Bewilderments, capitolo 12. W.
H. Freeman, 1988.

24
BIBLIOGRAFIA

Sam Loyd

DI LOYD
Chess Strategy: A Treatise on the Art of Problem Composition. Sam
Loyd. Elizabeth, NJ: stampato privatamente, 1878. Una collezione
di circa 500 problemi di scacchi di Loyd.
Sam Loyd's Puzzles: A Book for Children. Ed. Sam Loyd, Jr. David
McKay, 1912.
Sam Loyd's Cyclopedia of 5000 Puzzles, Tricks, and Conundrums.
Ed. Sam Loyd, Jr. Lamb Publishing Co., 1914.
Sam Loyd's Picture Puzzles. Ed. Sam Loyd, Jr. New York: stampato
privatamente, 1924.
Sam Loyd's and His Puzzles. Ed. Sam Loyd, Jr. Barse, 1928.
Mathematical Puzzles of Sam Loyd's. Ed. Martin Gardner. Voll. 1
and 2. Dover, 1959 and 1960.
Eight Book of Tan: Seven Hundred Tangrams. Sam Loyd. Dover,
1968. Ristampa di uno dei pi rari libri di Loyd.

SU LOYD
"The Prince of Puzzle-Makers." Intervista a Loyd di George Bain in
Strand Magazine 34 (Dicembre 1907): 771-77.
"My Fifty Years in Puzzleland." Intervista a Loyd di Walter Eaton
in Delineator (Aprile 1911): 274ff.
Sam Loyd and His Chess Problems. Alain White. Whitehead and
Miller, 1913. Dover reprint, 1962.
"Advertising Premiums." Martin Gardner in Wheels, Life, and Other
Mathematical Amusements, capitolo 12. W. H. Freeman, 1983.

IL GIOCO DEL 14-15


"Notes on the '15' Puzzle." William Johnson in American Journal of
Mathematics 2 (1879): 397-99.
"Notes on the '15' Puzzle, II." William Story in American Journal of
Mathematics 2 (1879): 399-404.
"A New Look at the Fifteen Puzzle." E. E. Spitznagel, Jr., in
Mathematics Magazine 40 (Settembre 1967): 171-74.
"Rotating the Fifteen Puzzle." A. L. Davies in Mathematical
Gazette 54 (Ottobre 1970): 237-40.
"Some Generalizations of the 14-15 Puzzle." Hans Liebeck in
Mathematics Magazine 44 (Settembre 1971): 185-89.
"Systematic Solutions of the Famous 14-15 Puzzles." Alan Henney
e Dagmar Henney in Pi Mu Epsilon Journal 6 (Primavera 1976):
197-201.
25
ENIGMI E GIOCHI MATEMATICI

"The 14-15 Puzzle." A. K. Austin in Mathematical Gazette 63


(Marzo 1979): 45-46.
Sliding Piece Puzzles. L. E. Hordern. Oxford University Press,
1986. La bibliografia elenca quasi cinquanta referenze sul gioco
del 14-15.

SPARIZIONI GEOMETRICHE
Mathematics, Magic, and Mystery. Martin Gardner. Capitoli 7 and 8.
Dover, 1956.
"The Disappearing Man and Other Vanishing Paradoxes." Mel
Stover in Games (Novembre-Dicembre 1980): 14-18.

Giochi Matematici con le Carte

Chance and Choice by Cardpack and Chessboard: An Introduction


to Probability in Practice by Visual Aids. Lancelot Hogben. Vol. 1.
Chanticleer, 1950.
Scarne on Card Tricks. John Scarne. Crown, 1950.
Mathematics, Magic and Mystery. Martin Gardner. Dover, 1936.
Mathematical Magic. William Simon. Scribner's, 1964.
Self-Working Card Tricks. Karl Fulves. Dover, 1976.

Memorizzazione di Numeri

"Mnemonic Verses and Words." Charles Peirce in Baldwin's


Dictionary of Philosophy and Psychology. 1902.
"Mnemonics." John Malcolm Mitchell in Encyclopedia Britannica.
11a ed. 1911. Una eccellente storia, con riferimenti ai libri e alle
bibliografie pi antichi.
Memorizing Numbers. Bernard Zufall. New York: stampato
privatamente 1940.
Stop Forgetting. Bruno Furst. Garden City, 1949.
The Roth Memory Course. David Roth. Questo famoso corso per
corrispondenza del 1918 fu stampato in un unico volume nel 1954
da Writers Publishing Company, e pi tardi da Dial Press. E
tuttora il miglior librto sulla moderna mnemonica.
How to Develop a Super-Powerful Memory. Harry Lorayne. Frederick
Fell, 1957. Signet, ristampa 1974.
26
BIBLIOGRAFIA

Bibliography of Memory. Dr. Morris Young. Chilton, 1961. Pi di


6.000 riferimenti sono citati in questa bibliografia di un
oftalmologo di Manhattan collezionista di libri sui sistemi di
memorizzazione.
Course in Memory and Concentration. Bruno Furst. Un corso per
corrispondenza iniziato nel 1948. Ristampato in un set di dieci
dispense dal titolo: You Can Remember! Chicago: pubblicato
privatamente, 1963.
Know Your Toes. William Jayme e Roderick Cook. Clarkson Potter,
1963.
The Art of Memory. Frances Yates. University of Chicago Press,
1966.
Mnemonics for Anatomy Students. David Gerrick. Dayton Labs, 1975.
Secrets of Mind Power. Harry Lorayne. Signet, 1975.
"Mnemonics." Martin Gardner in Encyclopedia of Impromptu
Magic. Magic, Inc., 1978, 385-92.
Mnemonics, Rhetoric, and Poetics for Medics. Robert Bloomfield e
Ted Chandler (vol. 1) e Carolyn Pedley e altri (vol. 2). Harbinger,
1982 and 1984.
Mnemonics and Tactics in Surgery and Medicine. Shipman. Year
Book Medical Pubs., 1985.
The Memory Book. Jerry Lucas e Harry Lorayne. Ballantine, 1985.
The Absent-Minded Professor's Memory Book. Michele Slung.
Ballantine, 1985.
Harry Lorayne's Page-a-Month Memory Book. Harry Lorayne.
Ballantine, 1986.

I Polimini

Checkerboards and Polyominoes." S. W. Golomb in American


Mathematical Monthly 61 (Dicembre 1954): 675-82.
"Dissection." Trentotto costruzioni con pentamini and esamini. W.
Stead in Fairy Chess Review 9 (Dicembre 1954): 2-4. Lindirizzo
era Manor Street 49, Middlesbrough, Yorks., Inghilterra; la
rivista cess le pubblicazioni nel 1958.
"Programming a Combinatorial Puzzle." Dana S. Scott. Technical
Report n. 1, 10 Giugno 1958, Department of Electrical
Engineering, Princeton University.

27
ENIGMI E GIOCHI MATEMATICI

Polyominoes. S. W. Golomb. Scribner's, 1965. Questo fondamentale


libro, da lungo tempo fuori catalogo, in corso di aggiornamento
per una nuova edizione.
"Polyominoes and Fault-Free Rectangles." Martin Gardner in New
Mathematical Diversions from Scientific American. Simon and
Schuster, 1966. Ristampa University of Chicago Press, 1983,
capitolo 13.
Imperial Earth. Arthur C. Clarke. Harcourt, 1976. Un set di
pentamini alla base della trama: rappresentano un simbolo delle
possibilit combinatorie della vita.
"Polyominoes and Rectification." Martin Gardner in Mathematical
Magic Show, capitolo 13. Knopf, 1977.
"Help, I'm a Pentomino Addict!" Arthur C. Clarke in Ascent to
Orbit. Wiley, 1984.
"Tiling with Polyominoes." Martin Gardner in Time Travel and
Other Mathematical Bewilderments. W. H. Freeman, 1988.

Inganni Matematici

Riddles in Mathematics: A Book of Paradoxes. Eugne P. Northrop


Van Nostrand, 1944.
Paradoxes and Common Sense. Aubrey Kempner. Van Nostrand
1959.
Fallacies in Mathematics. E. A. Maxwell. Cambridge University
Press, 1959.
Lapses in Mathematical Reasoning. V. M. Bradis, V. L. Minkovskii
e A. K. Kharcheva. Pergamon, 1963.
Mistakes in Geometric Proofs. Ya. S. Dubnov. Heath, 1963.
"Geometrical Fallacies." Martin Gardner in Wheels, Life, and Other
Mathematical Amusements. W. H. Freeman, 1983.

Nim e Tac Tix

"Nim, a Game with a Complete Mathematical Theory." Charles L.


Bouton in Annals of Mathematics, 2a serie (1901-2): 35-39.
"A Generalization of the Game called Nim." S. H. Moore in Annals
of Mathematics 11, 2a serie (1910): 93-94.

28
BIBLIOGRAFIA

"The Nimatron." E. U. Condon in American Mathematical Monthly


49 (Maggio 1942): 330-32.
"A New System for Playing the Game of Nim." D. P. McIntyre in
American Mathematical Monthly 49 (1942): 44-46.
"A Machine for Playing the Game Nim." Raymond Redheffer in
American Mathematical Monthly 55 (Giugno-Luglio l948): 343-50.
"Digital Computer Plays Nim." Herbert Koppel in Electronics,
Novembre 1952.
"Matrix Nim." John C. Holladay in American Mathematical Monthly 65
(Febbraio 1958): 107-9.
"Win at Nim with Debicon." Harvey Pollack in Popular Electronics,
Gennaio 1958.

Destra o Sinistra?

"On Symmetry." Ernst Mach in Popular Scientific Lectures, 1895.


"Left or Right?" Martin Gardner, in Esquire, Febbraio 1951.
Ristampato in Mathenauts: Tales of Mathematical Wonder, ed.
Rudy Rucker. Arbor House, 1987.
"Is Nature Ambidextrous?" Martin Gardner in Philosophy ad
Phenomenological Research 13 (Dicembre 1952): 200-211.
Ristampato in Order and Surprise. Prometheus Books, 1983.
Symmetry. Hermann Weyl. Princeton University Press, 1952.
The Ambidextrous Universe. Martin Gardner. Basic, 1964. Ed. riv.,
Scribner's, 1979.

29