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Appunti di Ottica 2017

Andrea Martinelli
June 7, 2017

Abstract

1 Equazioni di Maxwell
Ci interessa studiare come il campo elettromagnetico si propaga nel vuoto, la
sua natura ondulatoria e varie proprieta. Partiamo dalle equazioni di Maxwell
in assenza di carica = 0 ed in assenza di correnti J~ = 0. Le eq. di Maxwell
assumono la forma:

~ =0
E (1)
~ =0
B (2)
H~
~ = 0
E (3)
t
E~
~ = 0
H (4)
t
Ricaviamoci lequazioni delle onde applicando loperatore rotore
= ()(x, y, z) alla terza e alla quarta:

~ = 0 ( H)
( E) ~ (5)
t
~ = 0 ( E)
( H) ~ (6)
t
Dalla relazione vettoriale: ( F~ ) = ( F~ ) 2 F~ , sostituendo la
prima e la seconda otteniamo lequazione delle onde:

~ = 1 2 ~
2 E E (7)
c2 t2
~ = 1 2 ~
2 H H (8)
c2 t2

1
Dove la costante c = 10 0 = 3 108 m/s e la velocita di propagazione
dellonda, detta velocita della luce nel vuoto. Essa e valida per ogni componente
~ e di H.
di E ~ Si noti che gli operatori sono lineari da cui segue che se F~1 , F~2 sono
soluzione delle onde la loro combinazione lineare e ancora soluzione, il principio
di sovrapposizione.

1.1 Caso unidimensionale


Supponiamo di avere un campo U ~ , soluzione dellequazione delle onde che si
propaga lungo la direzione z in coordinate cartesiane. Ci chiediamo quale forma
analitica abbia. Per ipotesi:

2 1 2 ~
U (z, t) = U (z, t) (9)
z 2 c2 t2
Lequazione differenziale a derivate parziali e soddisfatta dalla seguente equazione:

U (z, t) = U0 cos(Kz t) (10)


Ci chiediamo quale relazioni devono sussistere affinche essa rappresenti una
soluzione. Derivandola ed inserendola nelle eq. delle onde segue che:
1 2
K 2 U0 cos(Kz t) = U0 cos(Kz t) (11)
c2
Dunque sussiste la relazione:

2
K2 = = K = (12)
c2 c
~
Dove c e la velocita di propagazione dellonda, la pulsazione (T 1 ) e K
vettore donda.

Velocita di propagazione Rappresentiamo la soluzione U (z) nel piano U (z)vsz


ad un istante di tempo t generico fissato. Essa assume una forma sinusoidale
tipica di un moto armonico. Ci chiediamo a che velocita si muovono i punti
in fase dellonda allistante t + t. Segue che, dato che il valore di U (z) e il
medesimo perche la variazione di t + t trasla il profilo dellonda lungo lasse
z, allora:
z
c= (13)
t
Dove c e la velocita di propagazione di fase dellonda. Sussistono le seguenti
relazioni:

K=
c

= cT (Infatti: z = cT )

2
2 2 2 2 2
K= (Infatti: K = c = c = = = )
T

1.2 Caso tridimensionale


Ci chiediamo nuovamente quale sia la soluzione analitica dellequazione delle
onde in coordinate cartesiane. Lequazione differenziale che deve soddisfare e la
seguente:

1 2
2 U (x, y, z, t) = U (x, y, z, t) (14)
c2 t2
Quali condizioni soddisfano? Si scelga la base cartesiana = {i, j, l}. La
soluzione assume la seguente forma analitica:

~ ~r t)
U (x, y, z, t) = U0 cos(K (15)
Dove:

~r = ix + jy + lz (16)
~ = iKx + jKy + lKz
K (17)
Sostituendo la soluzione nellequazione delle onde e prendendo la norma,
sussiste la seguente relazione:

2
(Kx2 + Ky2 + Kz2 )U0 = U0 (18)
c2
Ovvero:
q
kKk = , kKk = Kx2 + Ky2 + Kz2 (19)
c

1.2.1 Definizioni e regimi


Fronte donda Definiamo il fronte donda come il luogo dei punti con medes-
imo valore del campo (ovvero quando largomento del coseno e costante, con
uneventuale fase ). Dunque:

~ ~r t) = cost
(K (20)
~ ~r t + + 2n = cost
K (21)
Lultima rappresenta lequazione di un piano ortogonale al vettore fronte
~
donda K.

Onda piana Londa piana, fronte donda rappresentato da un piano, e unapprossimazione


di campo valida quando la sorgente emittente e molto lontana e si vuole studiare
un campo localmente. Lequazione dellonda piana in coordinate cartesiane e:

~ ~r t)
U (x, y, z, t) = U0 cos(K (22)

3
Onda sferica Deriva da una sorgente puntiforme il cui fronte donda e una
superficie sferica. Lequazione dellonda sferica in coordinate sferiche (, , ) e:
1
U (, , ) = U0 cos(K t) (23)

2 Spettro elettromagnetico
Qualsiasi onda e caratterizzata da , , T, , in base alle relazioni precedente-
mente viste. Osserviamo come esse variano al variare dello spettro elettromag-
netico.
Inserire foto

3 Propagazione onda in un mezzo


Supponiamo di avere un materiale isotropo, omogeneo, non conduttivo. In-
trodotta la costante di permeabilita magnetica del materiale = 0 r e la
costante dielettrica del materiale  = 0 r le equazioni di Maxwell in assenza di
carica = 0 e di corrente J~ = 0 si riducono alle seguenti:

~ =0
E (24)
~ =0
B (25)
~
E ~ = H (26)
t
~
H ~ =  E (27)
t
Dalle quali si ricavano le equazioni delle onde applicando loperatore rotore
alla terza e quarta e sfruttando le condizioni della prima e della seconda.

~ = 1 2 ~
2 E E (28)
u2 t2
~ = 1 2 ~
2 H H (29)
u2 t2
Dove u indica la velocita di propagazione dellonda, che risulta essere, ap-
prossimando r ' 1:
1 1 1 1 c c
u= = = ' = (30)
 0 r 0 r 0 0 r r r n

Dove si e definito per n lindice di rifrazione del materiale n := r . Dato
che r > 1 = u < c, ovvero la velocita di propagazione dellonda in un
materiale e ridotta di un fattore n.

4
Cosa succede alle altre grandezze? Analizziamo cosa succede alle altre
grandezze che caratterizzano unonda: frequenza , o pulsazione o periodo T ,
~ lunghezza donda .
vettore donda K,
Nel passaggio si ha che:

0 = Non cambia la frequenza, e quindi neanche e T . Infatti:


0 = 2 0 = 2 = . T 0 = 2 2
0 = = T .

0 = n. Infatti se T e costante, nel mezzo la nuova velocita di propagazione


u risulta essere u = nc dalla quale si puo scrivere che 0 = uT = n1 cT = n .
K0 = 2
0 = 2
n = Kn

Relazioni vettoriali e dampiezza In coordinate cartesiane (x, y, z) anal-


izziamo meglio lequazione delle onde per ogni componente del campo E, ~ H ~ e
troviamo delle relazioni fra di loro a livello vettoriale e di intensita. Chiameremo
con U una qualsiasi componente del campo E ~ o H.
~ Sappiamo che la soluzione
onda piana risulta essere:

~ r t)
U (x, y, z, t) = U0 cos(K (31)
Che in notazione complessa risulta essere, dalla relazione di Eulero
ei = cos() + isin():
~ r t)
~ r t) = Re(U0 ei(K~
U (x, y, z, t) = U0 cos(K ) (32)
Ometteremo il formalismo Re(), che sottointende la parte reale del campo
scalare U C, ricordando pero sempre che il significato fisico risiede nella parte
reale. Sostituiamo lequazione in notazione complessa nellequazione delle onde.
= ()(x, y, z) e ( ) = ( )(t).
Vediamo come agiscono gli operatori lineari () t t


= i + j + l (33)
x y z
~ ~r = iKx x + jKy y + lKz z
K (34)
Segue che:

~ ~
ei(K~rt) = (i + j + l )(eiK~rt ) (35)
x y z
Svolgendo i conti:
i(Kx x+Ky y+Kz zt) ~
(e ) = iKx (ei(K~rt) ) (36)
x
i(Kx x+Ky y+Kz zt) ~
(e ) = iKy (ei(K~rt) ) (37)
y
i(Kx x+Ky y+Kz zt) ~
(e ) = iKz (ei(K~rt) ) (38)
z

5
Ovvero:
~ ~
~ i(K~rt)
ei(K~rt) = iKe (39)
) fa scendere un i.
Mentre loperatore ( t
i(K~
~ r t) ~
e = iei(K~rt) (40)
t
Possiamo concludere dunque che:
iK
(
() ~
(41)
( ) i
t

Andando a sostituirle nelle equazioni di Maxwell:

~ = 0 = iK
E ~ E
~ =0 (42)
~ = 0 = iK
B ~ H
~ =0 (43)
~
E ~ = H = (iK)
~ E
~ = (i)H~ (44)
t
~
H ~ =  E = (iK)
~ H
~ = (i)E
~ (45)
t
Che si riducono alle seguenti:

~ E
K ~ =0 (46)
~ H
K ~ =0 (47)
~ E
K ~ = H
~ (48)
~ H
K ~ =  E
~ (49)
Ovvero che i campi E~ eE~ sono sempre ortogonali al vettore fronte donda
~
K (prima e seconda equazione) e che i vettori E, ~ H,
~ K~ formano una triade
mutualmente ortogonale, ovvero sono vettori due a due ortogonali. Vediamo le
relazioni dampiezza prendendo i moduli della terza e quarta.
c
KH = E = H =  E =  E = uE (50)
K n
q
0
Posso introdurre limpedenza del vuoto Z0 = 0 ' 377 nel seguente

modo, ricordando che n = r :
c c 1 1 1 1 n
 = (r 0 )n 2 = (r 0 )n 2
= n(
r 0 ) = (51)
n n 0 0 n 0 0 
r Z0
Dunque arriviamo alla seguente relazione:

~ = n ~
H(|E|) |E| (52)
Z0

6
~ ricordando le relazioni
Che ci permettera di lavorare solamente sul campo E
di ortogonalita e di intensita.

4 Vettore di Poyting
Il vettore di Pyoting serve per descrivere lenergia associala al campo E ~ ed H.
~
Il teorema ci dice che il flusso denergia per unita di area e uguale al flusso del
~ definito come segue:
vettore di Poyting S,

~=E
S ~ H,
~ [S]
~ = W m2 (S.I.) (53)
Dunque calcolando il flusso di S ~ attraverso una superficie posso sapere
quante la potenza per unita darea.

~ eK
Relazione fra S ~ Sappiamo che:
(
~ = E~0 cos(K
E ~ r t)
(54)
~ ~
H = H0 cos(K~ r t)

~ H
Dato che E, ~ sono in fase ne segue che:

~E
S ~ H~ = (E~0 cos(K
~ rt))(H~0 cos(K
~ rt)) = (E~0 H
~0 )cos2 (K~ rt)
(55)
Ovvero, ricordando la mutua ortogonalita ed avendo descritto il versore
~ = K
K
~
:
~
|K|

~
~ = K |E0 ||H0 |cos2 (K
S ~ r t) (56)
~
|K|

~ K
Da cui segue che per i materiali isotropi S// ~ .

~ e |E|
Relazione fra |S| ~ Dalla relazione:

~ = n ~
H(|E|) |E| (57)
Z0
Segue che:

~ = |H||
~ E|cos
~ 2 ~ n ~ 2 2 ~
|S| (K r t) = |E| cos (K r t) (58)
Z0

Ovvero che |S| ~ |E|


~ 2 , cioe lintensita misurata e proporzionale al modulo
quadro del campo.
Nel visibile, = 1014 1015 (T = 1f s) il campo E ~ e altamente oscillante,
quindi quando se ne misura una media.

7
1 n ~ 2
I =< S >t = |E| (59)
2 Z0
Dove il fattore 12 e venuto fuori dalla media temporale (integrale nel tempo)
della funzione cos2 (K ~ ~r t).
Per leffetto fotoelettrico I = N h, dove N e il numero di fotoni e h lenergia
del singolo fotone.

5 Battimento
Usciamo dallapprossimazione di onda piana monocromatica, ovvero onda alla
stessa pulsazione . Consideriamo due onde armoniche di pari intesita ma
con pulsazioni diverse: + e a cui corrispondono rispettivamente
i vettori donda K = K + K e K = K K, nel caso unidimensionale
con propagazione lungo z. Per il principio di sovrapposizione (linearita degli
operatori), la combinazione lineare di due soluzioni, e quindi di due onde, e
ancora soluzione, ovvero e ancora unonda. Segue che:

U (~r, t) = U0 ei((K+K)z(+)t) + U0 ei((KK)z()t)


= U0 ei(Kzt) ei(Kzt) + ei(Kzt)
 
(60)
i(Kzt)
= 2U0 e cos(Kz t)

Analisi Dove il fattore 2U0 ei(Kzt) e il campo, il quale pero viene modulato
in ampiezza dal fattore cos(Kz t). Il fattore 2 deriva dal fatto che
abbiamo consideratore i campi in fase e quindi interferenza costruttiva. Inoltre,
otteniamo due velocita:

Velocita di fase vf := K.

Velocita di gruppo vg := K .

La velocita di fase vf e la velocita con cui si propaga il campo, ovvero


ei(Kzt) , mentre la velocita di gruppo vg e la velocita con cui si propaga la
modulazione, ovvero cos(Kz t). Si noti che esistono situazioni fisiche in
cui la velocita del campo vf puo essere superluminosa (vf > c) ma la velocita
di propagazione della modulazione vg , ovvero il segnale rimarra sempre minore
della velocita della luce c.

6 Velocita di gruppo
Possiamo definire formalmente la velocita di gruppo come il limite del rapporto
incrementale fra e K per K 0, ovvero:
d
vg := (61)
dK

8
d
Nel vuoto Nel vuoto = cK = dK = c ne segue che vg = c , ovvero nel
vuoto la velocita di propagazione del segnale e uguale a quella della luce.

Nel materiale Nel materiale = nc K, inoltre generalmente n = n(K) (si


pensi ai materiali birifrangenti o con diverso indice di rifrazione a seconda della
c
polarizzazione del campo). Ne segue che = n(K) K, allora:
d c c dn c dn
vg = = + K ( ) = (1 K ) (62)
dK n n dK n dK
Possiamo dunque distinguere due casi:
dn
Dispersione normale ( dK > 0): ne segue che vg < vf . Infatti: vg =
c dn dn dn
n K dK = vf K dK , ricordando che K > 0 e dK > 0 per ipotesi.
dn
Dispersione anomala ( dK < 0): ne segue che vg = nc (1 + K| dK
dn
|). Anche
in questo caso, dato che necessariamente vg < vf , il fattore := (1 +
dn
K| dK |) 1 in modo tale che vg = vf vf .

7 Polarizzazione campo elettrico


7.1 Introduzione
Supponiamo di avere un campo elettromagnetico diretto nel seguente modo,
data la terna = {i, j, l} cartesiana.
( ~ r t)
E~ = E~0 ei(K~
~ r t) (63)
H~ =H ~0 ei(K~

Ricordando che il significato fisico e racchiuso nella parte reale di queste


equazioni e supponendo che E~0 = j|E~0 , H
~0 = i|H
~0 ne segue dalla terna mutual-
mente ortogonale K = l|K|.
~
Definiamo:

Onda polarizzata Unonda si dice polarizzata se esiste una relazione di fase


ben definita e costante fra le componenti del campo E~0 . Nel nostro caso, se
esiste una relazione fissata fra Ex ed Ey , visto che nel nostro caso non esiste
componente lungo l.

Direzione di polarizzazione La direzione di polarizzazione indica la di-


~
rezione del campo E.

Polarizzazione lineare Quando siamo in condizioni di polarizzazione ed i


coefficienti sono reali (R).

9
Polarizzazione circolare Quando siamo in condizioni di polarizzazione e
le componenti sono sfasate di 2 , ai quali corrisponde rispettivamente la
circolare oraria (sinistra, L) e antioraria (destra, R).

Polarizzazione ellittica Quando siamo in condizioni di polarizzazione circo-


lare, ovvero sfasamento di 2 fra le varie componenti, ma esse hanno ampiezza
diversa; |Ex | =
6 |Ey |.
Si noti che la polarizzazione circolare ed ellittica richiedono un coefficiente
i C fra le componenti. Ne segue che non possono essere lineari. Inoltre:
Se non esiste una relazione di fase costante, londa non e polarizzata.

7.2 Formalismo generale


~ C puo essere
In forma complessa in coordinate polari, un generico campo E
~
scritto come E = (Eox , Eoy ), dove:
(
E0x = |E0x |eix
(64)
E0y = |E0y |eiy
Che rappresentera unonda:
~ r t) ~
~ = E~0 ei(K~
E , E0 C. (65)
Posso rappresentarlo vettorialmente con quelli che si definiscono i vettori di
Jones:

|E0x |eix
   
E0x
= (66)
E0y |E0y |eiy
~ sara dunque:
Il modulo del campo E
q
~ = |E0x |2 + |E0y |2
|E| (67)

7.3 Esempi
Supponiamo di avere un campo polarizzato, con relazione di fase fra E0x ed E0y
costante. Possiamo avere le seguenti polarizzazioni normalizzate che possono
costituire una base nello spazio lineare dei campi completamente polarizzati
(spazio bidimensionale):
 
1
Orizzontale:
0
 
0
Verticale:
1

10
   
1
1 1
1
A 45: +45: . 45: .
2 1 2 1
 
1
1
Circolare destra (R): 2 i
 
1
1
Circolare sinistra (L): 2 i
 
cos()
Ad angolo :
sin()

7.4 Prodotto scalare nello spazio dei campi polarizzati


Dato che la rappresentazione di Jones per gli i campi polarizzati e uno spazio
lineare su campo complesso, introduciamo il prodotto scalare standard per poter
identificare stati polarizzati ortogonalmente.

Prodotto scalare Siano E~1 = (E1x , E1y , E1z ), E~2 = (E2x , E2y , E2z ) due
campi appartenerti allo spazio dei campi polarizzati. Allora il prodotto scalare
E~1 E~2 := E1x E2x + E1y E2y + E1z E2z .

8 Matrici di Jones
Supponiamo di avere della luce polarizzata J~ entrante in un dispositivo ottico,
il quale ne eseguira una trasformazioni, trasformando J~ J~0 . Se i materiali
ottici mandano stati polarizzati in stati polarizzati, e possibile rappresentare
ogni dispositivo con una matrice, detta matrice di Jones.
Generalmente avremo la seguente situazione: Entra luce polarizzata rapp-
resentata dal vettore J~ = (A, B), il dispositivo ottico esegue la trasformazione
(M ), esce luce polarizzata rappresentata da J~0 :

J~0 = M J~ (68)
Ovvero:
    
~ 0 a b A aA + bB
J = = (69)
c d B cA + dB
Se ho piu dispositivi ottici in cascata, i quali eseguono in ordine le trasfor-
mazioni M1 , M2 , ...Mn , il vettore di Jones risultate J~0 sara:

J~0 = (Mn ...M2 M1 )J~ (70)

11
8.1 Polaroid: proiettore
Il polaroid e un dispositivo ottico che lascia passare (proietta) solamente la
componente del campo lungo la direzione del polaroid.

Polaroid orizzontale Supponiamo di voler filtrare solamente la componente


orizzontale. Inviamo luce polarizzata rappresentata dal vettore J~ = (A, B)
al dispositivo ottico, dopo il quale otterremo solo la componente orizzontale,
ovvero il vettore di Jones J~0 = (A, 0). Troviamo la matrice M che rappresenta
il dispositivo ottico:

J~0 = M J~ (71)
Che significa risolver il seguente sistema:
      
A a b A aA + bB
= = (72)
0 c d B cA + dB
(
A = aA + bB
A, B C (73)
0 = cA + dB
E facilmente verificabile che loperatore seguente e un polaroid con asse di
proiezione orizzontale:
 
1 0
M = (74)
0 0

8.2 Propagazione nel vuoto


La propagazione nel vuoto percorrendo una distanza z e rappresentato dal
seguente operatore:
 iKz 
e 0 ~
J~0 = J = eiKz J~ (75)
0 eikz
Infatti esso altro non fa che sfasare londa polarizzata in ingresso, ricordando
che K = 2 .

8.3 Propagazione nel materiale


Nella propagazione in un materiale di spessore d il vettore donda varia e assume
la forma K 0 = 2
n = Kn:
 iKnz 
e 0
J~0 = J~ = eiKnz J~ (76)
0 eiKnz

12
8.4 Rotatore di angolo
E un operatore in grado di ruotare la polarizzazione della lunce in ingresso di
angolo con lasse cartesiano i crescente in senso orario. Assume la forma della
matrice delle rotazioni R():
 
cos() sin()
R() = (77)
sin() cos()

Esempio Supponiamo di avere in ingresso al rotatore un luce polarizzata J~ =


(1, 0). In uscita otterremo:

J~0 = R()J~ (78)


    
cos() sin() 1 cos()
J~0 = = (79)
sin() cos() 0 sin()

Che e proprio lespressione originata dal vettore J~ = (1, 0) ruotato di in


senso orario.

8.5 Polaroid ruotato di


E un dispositivo ottico in grado di filtrare e far passare solo la componente
polarizzata lungo la direzione con lasse cartesiano i, ovvero un polaroid oriz-
zontale ruotato di angolo .

Dimostrazione Supponiamo che nel sistema di riferimento S.R. (primato)


loperatore di proiezioni lungo la direzione agisca come semplice proiettore
lungo la direzione i0 in quanto in due assi coincidono. Ne segue che, nel S.R.
loperatore di proiezione e rappresentato da:
 
0 1 0
M = (80)
0 0

Ci chiediamo qual e lespressione di M nel sistema di riferimento S.R. non


primato. Possiamo passare da S.R. S.R. tramite loperatore di rotazione
R() lungo lasse l, che assume la forma:
 
cos() sin()
R() = (81)
sin() cos()
E tornare indietro tramite loperatore R1 () = R(). Allora nel S.R.
loperatore M assumera la forma data dal prodotto:

M () = R1 ()M 0 R() = R()M 0 R() (82)


In quanto si applica prima R(theta) per andare nel S.R. dove sappiamo
scrivere loperatore, lo applichiamo, e ritorniamo nel S.R. corretto. Dunque:

13
   
cos() sin() 1 0 cos() sin()
M () = (83)
sin() cos() 0 0 sin() cos()
Svolgendo i conti:

cos2 ()
 
sin()cos()
M () = (84)
sin()cos() sin2 ()

8.6 Materiale birifrangente


E un materiale con diverso indice di rifrazione, no indice ordinario ed ne indice
straordinario, a seconda del vettore K incidente. Supponiamo che il dispositivo
ottico abbia spessore d, allora lo rappresentiamo con la matrice:
" 2n d #
o
ei
 
0 i 2n od 1 0
M = 2ne d = e 2 (85)
0 ei 0 ei (ne no )d
A seconda dello spessore o dello sfasamento che si vuole ottenere possiamo
distingere due casi:


8.6.1 Lamina di ritardo 4

Supponiamo di volere uno sfasamento lungo lasse j di 2. Ci chiediamo quale
debba essere lo spessore d della lamina. Segue che:

2 1
(ne no )d = = d = (86)
2 4 (ne no )
E rappresentata, a parte lo sfasamento a fattor comune, dalla matrice:
   
2no d 1 0 i 2n od 1 0
M = ei = e (87)
0 ei 2 0 i
Se lasse e ruotato di angolo assume la forma:

M () = R()M R() (88)


4

cos2 () + isin2 ()
 
sin()cos() isin()cos()
M () = (89)
4 sin()cos() + isin()cos() sin2 () + icos2 ()


8.6.2 Lamina di ritardo 2

Analogo problema, supponiamo di volere uno sfasamento lungo lasse j di . Ci


chiediamo quale debba essere lo spessore d della lamina. Segue che:

2 1
(ne no )d = = d = (90)
2 (ne no )

14
E rappresentata, a parte lo sfasamento a fattor comune, dalla matrice:
   
2no d 1 0 i 2n od 1 0
M = ei = e (91)
0 ei 0 1
Se lasse e ruotato di angolo assume la forma:

M () = R()M R() (92)


2
 
cos(2) sin(2)
M () = (93)
2 sin(2) cos(2)

8.6.3 Alcune considerazioni matematiche


Le matrici di Jones rappresentano trasformazioni unitarie. Pertanto mandano
stati ortogonali in stati ortogonali. Ovvero se J~A J~B = 0 = J~A
0 J~0 = 0,
B
dove J~i0 = M J~i con i {A, B}.

9 Riflessione e rifrazione
Supponiamo di avere due materiali (1, 2) con diverso indice di rifrazione, rispet-

tivamente n1 , n2 (Si ricordi che per definizione ni = ri ). Supponiamo che
unonda elettromagnetica piana, descritta dal vettore donda K, ~ dal materiale
(1) incida sul secondo materiale (2) formando un angolo rispetto al piano
dincidenza, ovvero il piano individuato dal vettore donda K ~ e la normale us-
cente alla superficie del materiale inciso. Parte dellonda verra riflessa con un
angolo 0 , parte dellonda verra rifratta - trasmessa - con un angolo ; entrambi
gli angolo rispetto al piano dincidenza. Vediamo quale relazione devono sussis-
tere.
Consideriamo onde piane. Nella notazione utilizzata, E ~ indica il campo
incidente, descritto da K; ~ E ~ 0 il campo riflesso e E~00 il campo rifratto, descritti
rispettivamente da K ~ 0 , K~ 00 .

~

~ = E~0 ei(K~rt)
E

~ 0 = E~0 ei(K~ 0 ~r0 t)
E (94)
0
~00 00
= E~00 ei(K ~r t)
~00

E 0

Se trascuriamo lattenuazione del mezzo, abbiamo la condizione che:

~ =E
E ~ 0 + E~00 , (x, y) R2 t R (95)
La quale implica necessariamente che gli esponenziali siano gli stessi, ovvero
che:

~ ~r t = K
K ~ 0 ~r 0 t = K~ 00 ~r 00 t (96)

15
(
~ ~r = K
K ~ 0 ~r = K~ 00 ~r
(97)
= = 00
0

Dalla relazione = n0 , osservando con londa riflessa ha lo stesso indice di


rifrazione dellonda incidente, segue che:
(
= 0
(98)
n2 00 = n1 = 00 = nn12
Dalla scelta degli assi, il piano incidente e xz
e proiettando lequazione prece-
dente otteniamo:
(
y : Ky = Ky0 = Ky00 = 0
(99)
x : Kx x = Kx0 x + Kx00 x, y R

10 Dispersione ed indice di rigrazione nono costante


10.1 Dispersione
Ci proponiamo di studiare la dispersione, ovvero lattenuazione del campo dopo
che esso ha percorso una certa distanza in un determinato materiale e successiva-
mente dimostrare che lindice di rifrazione n = n(). Le equazioni di Maxwell in
~ = 0 ed in assenza di corrente J~ = 0 si riducono alle seguenti:
assenza di carica

~ =0
E (100)
~ =0
B (101)
~
E~ = 0 H (102)
t
~ ~
~ = 0 E + P
H (103)
t t
Dove il vettore P~ indica la polarizzazione della materia. Applicando il rotore
alla terza e sfruttando le altre relazioni otteniamo lequazione delle onde con il
vettore di polarizzazione. Infatti:

~
E P~
~ = 0
( E) (0 + ) (104)
t t t
Ovvero:

1 2E~ 2 P~
~ =
2 E + 0 (105)
c2 t2 t2
Che rappresenta lequazione delle onde in presenza di polarizzazione P~ . Ri-
caviamo, ora, il vettore di polarizzazione.

16
Campo esterno statico Supponiamo di applicare un campo elettrico E ~ es-
terno. La materia tendera a formare un momento di dipolo p~, che per definizione
e:

p~ = q~ (106)
Dove q indica la carica elettrica e la distanza fra le cariche di segno op-
posto. Nel nostro caso si avra un equilibrio fra lattrazione/repulsione del campo
esterno sulla molecola e linterazione Coulombiana che assumiamo elastica:

FE,ext ~ = K ~
~ = F~el = ZeE (107)
Da cui possiamo ricavare il raggio dequilibrio ~:

~ = e E
~ (108)
K
Nella materia si crea una polarizzazione macroscopica P~ dovuta agli N atomi
presenti che avra lespressione:

2 2
Z e ~
P~ = N (Ze)~ = N E (109)
K

Campo esterno variabile Supponiamo di avere un campo esterno locale


~
variabile Elocale nella forma:

~
Elocale = E~0 ei(Kzt) (110)
Ricaviamo il momento di dipolo locale plocale
~ e otteniamo quello macroscop-
ico imponendo che P~ = N plocale
~ . Per trovare plocale
~ bisogna trovare il raggio
~ variabile del momento di dipolo. A tale scopo sosteniamo la teoria per la
r(t)
quale il materiale si comporta come un oscillatore armonico smorzato. Ne segue
che:

d2 d
m 2
~r + m ~r + K~r = (Ze)(E~0 eit ) (111)
dt dt
~ dove con ~r si indica il raggio vettore fra nucleo e nube
La cui soluzione r(t),
elettronica, e quella delloscillatore armonico smorzato:

~ = r~0 eit
r(t) (112)
Sostituendola nellequazione di Newton possiamo ricavare r~0 che assume la
seguente espressione:

ZeE~0 1
r~0 = (113)
m 2 i + 02
Dove 02 e la pulsazione dellinterazione elastica ovvero:

17
r
K
0 = (114)
m

Osservazione importante Osserviamo che il raggio vettore r~0 C, per cui


ha un proprio modulo e fase. Lampiezza delle oscillazioni sara rappresentata
dal modulo, la fase invece rappresentera il ritardo di fase dovuto allonda.
Dunque la polarizzazione sara:

Z 2 e2 1
P~ = N Zer~0 = N E~0 (115)
m i + 02
2

Si osservi che imponendo = 0 si ottiene esattamente il caso del campo


esterno statico. Siamo pronti per ricavare lespressione di attenuazione, ovvero
di dispersione, dovuta alla propagazione in un mezzo. Utilizzando il vettore
di polarizzazione dovuto ad un campo elettrico esterno variabile lequazione di
Maxwell assume la forma:

1 2E~ 2 Z 2 e2 1
~ =
2 E E~0

+ 0 N (116)
c2 t2 t2 m 2 i + 02
1 2E~ Z 2 e2 1 2 E~0
~ =
2 E + 0 N (117)
c2 t2 m 2 i + 02 t2
La seguente equazione differenziamo e lequazione delle onde che avra come
soluzione:
~
~ = E~0 ei(K~rt)
E (118)
~ C si ricavava sostituendo la soluzione nellequazione.
Dove il vettore K
Ha la seguente espressione:
2 2
~ = = 1 + NZ e
K
1 
(119)
u c m0 2 i + 02
Supponiamo di avere unonda piana che si propaga lungo z. Possiamo scri-
vere K C come K = K + i. Allora la soluzione avra lespressione:
~
~ = E~0 ei(K~rt) = E~0 ei(Kz+izt)
E (120)
Ovvero:

~ = E~0 ei(Kzt) ez
E (121)
~ 2 sara:
Ne segue che lintensita I |E|

I |E~0 |2 e2z (122)


Quindi londa, propagandosi per uno spessore z, attenuera la propria inten-
sita di un fattore e2z .

18
10.2 Indice di rifrazione non costante

11 Interferenza
Ci proponiamo di studiare linterferenza, ovvero semplicemente la combinazione
di piu campi - valida per il principio di sovrapposizione - il cui modulo totale
puo variare lintensita risultante.
Supponiamo di avere S1 , S2 , ..., Sn sorgenti che originano E~1 , E~2 , ..., E~n in-
dipendenti. Per il principio di sovrapposizione, il campo elettrico risentito in un
punto dello spazio generico identificato dal raggio vettore ~r e:
n
X
E~tot = E~1 + E~2 + ... + E~n = ~i
E (123)
i=1

Ci concentreremo sul vettore di Poyting S~ perche e la grandezza fisica che


si misura in laboratorio. Nel vuoto, ovvero n = 1, segue che:

~ = 1 ~ 2 ~ 2
|S| |E| = c0 |E| (124)
Z0
Dove Z0 e la cosiddetta impedenza caratteristica del vuoto di circa Z0 =
377. Se rappresentiamo il campo elettrico totale oscillante come unonda pi-
ana, allora E~tot (~r) = E~0tot cos(K
~ ~r t) e la frequenza doscillazione e molto
elevata, allora misureremo necessariamente un valore medio dellintensita rapp-
resentata dal modulo del vettore di Poyting, ovvero:
1
~ >t =
< |S| c0 |E~0tot |2 (125)
2
Ovvero misurero il modulo quadro del campo elettrico totale tramite la
misura dintensita. Studiamo il caso di due sorgenti monocromatiche indipen-
denti.
Supponiamo di avere due sorgenti S1 , S2 che generano rispettivamente due
campi indipendenti E~1 , E~2 nel punto dello spazio definito dal raggio vettore ~r
cos definiti:
( ~
E~1 (~r) = E10 ei(K1 ~r1 t+1 )
~ (126)
E~2 (~r) = E20 ei(K2 ~r2 t+2 )
Se supponiamo che le sorgenti siano monocromatiche alla stessa pulsazione
= 1 = 2 . Studiamo il caso scalare, ovvero quando i campi hanno la stessa
polarizzazione, li possiamo trattare come scalare appartenenti al campo C e non
piu con la natura vettoriale.
Lintensita del campo risultante E~tot (~r) = E~1 (~r) + E~2 (~r) nel punto ~r sara
per le considerazioni fatto pocanzi:

IT |E~tot |2 = Etot Etot



= (E1 + E2 )(E1 + E2 ) (127)
Ovvero, imponendo la costante di proporzionalita unitaria, segue che:

19
IT = E1 E1 + E1 E2 + E2 E1 +E2 E2
= |E1 |2 + |E2 |2 + E1 E2 + E2 E1 (128)
= I1 + I2 + E1 E2 + E2 E1
Lintensita totale IT e dunque composta dalle singole intensita I1 , I2 a da un
altro termine, il contributo di interferenza, dato da E1 (~r)E2 (~r) + E2 (~r)E1 (~r).
Osserviamo meglio il contributo di interferenza:

E1 (~r)E2 (~r) + E2 (~r)E1 (~r) (129)

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