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Funerali di sabbia

Son giorni e notti che la cerco.


La sabbia stanca delle mie impronte.
Amore mio! Amore mio!
Disperato e solo, grido, grido.
Grido sopra le pietre,
dai muri rotti del castello sul mare.
Grido nel vento scuro,
nella pioggia che bagna la risacca,
grido alla schiuma nera,
grido all'uccello feroce che l'assale, gemendo.
Amore mio! Amore mio!
Non cala il mare, non cala il mare. un bruto.
Mare inumano,
malato,
senza cuore.
Mare demente,
ladro.
Mare codardo,
assassino.
Amore mio! Amore mio!
Non cala il mare, non cala il mare. sordo!
Non conosce l'amore.
Dorme soltanto
nel suo letto la morte.
Ha gelate le labbra,
le sue mani sono gelate,
quando tende le braccia per stringere il freddo.
Amore mio! Amore mio!
Venite, uomini della spiaggia!
Venite, donne!
Venite, bambini!
Marinaio, tu non sai com'era.
Non sapete com'era, pescatori.
Tessitrici di reti, non sapete com'era.
Non sapete com'era, bambini sulle rive.
Ma guardate, guardate, con quieti occhi.
Tra le mie mani esce calda dalla sabbia.
Tra le mie mani, in ginocchio.
Garofano il suo capo.
Ali aperte la fronte.
Salici i suoi capelli.
Anemoni le orecchie.
Margherite i suoi occhi.
Violaciocche le labbra.
Calendule le guance.
Stelo il suo alto collo.
Edere le spalle ampie.
Girasoli i suoi seni.
Madreselve le braccia.
Gelsomini i suoi fianchi.
Giunco la sua cintura.
Crisantemo il suo ventre.
Papavero l'ombelico.
Tuberosa il fiore suo segreto.
Azalee le sue cosce.
Eliotropi le gambe.
Violette i piedi rapidi.
Guardate! Ecco il suo corpo in tutta la sua bellezza.
Taccia il mare ed il sole apra le vele.
Cantate con me questo giardino aperto,
questo giardino recuperato sulla sabbia,
mentre io pettino salici e bacio margherite,
mordo violaciocche, edere, girasoli,
carezzo gelsomini, separo eliotropi,
sogno papaveri e aspiro tuberose.
Amore mio! Amore mio!
Che fu di te mio amore? Non sei pi morta.
Parlami. Grida. Baciami.
Cingimi di fiorite madreselve.
Dove sei stata, in che profondo abisso,
in che grotte del mare, in che caverne,
che oscuri pesci tristi ti han seguito,
che cieche onde correnti
ti hanno sospinto a scosse in questa notte gelata
a queste sconosciute e lontane rive?
Amore mio! Amore mio! Parlami. Baciami.
Un sorriso. Una parola. Muoia
per sempre il silenzio. Vivi. Vivi!
Guardate. Guardate. Guardate! Ma no... Chi ti comanda,
che nemico ti ordina questo abbandono,
che freddo mare, che dura
ombra invisibile ti sostiene immobile
e quando pi ti abbraccio meno di te mi lascia?
Piangete con me questo giardino disfatto,
questa illusione di primavera,
questa passione sgretolata,
questa illusione che il mare mi nega,
questa passione svanita,
questa illusione che il mare mi ruba,
questo amore mio cui neppure il vento
lascia i suoi fiori sulla sabbia.
Questo amore mio, ormai neppure sabbia!