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PRIMO LEVI

Tra gli autori che pi lucidamente e drammaticamente hanno testimoniato gli orrori
del nazismo e della persecuzione antiebraica si distingue Primo Levi.
Nacque a Torino nel 1919 da una famiglia ebraica di agiata borghesia. Frequent il
ginnasio-liceo <<D'azeglio>> e terminati gli studi frequent il corso di chimica
presso la facolt di scienze dell'Universit di Torino. Nel 1942 entr nel Partito
d'Azione clandestino e alla fine del '43 fu catturato dalla milizia fascista e
consegnato ai nazisti, che lo deportarono ad Auschwitz. Torn in Italia nel '45 e nel
difficile reinserimento dell'Italia del dopoguerra, trov lavoro come chimico di
laboratorio.
Tra le opere scritte da Levi "Se questo un uomo" quella in cui viene raccontata
la terribile esperienza dell'autore stesso, in uno dei pi micidiali campi di
concentramento. Egli riesce a sopravvivere grazie a circostanze fortunate:
lesperienza di chimico, la conoscenza della lingua tedesca, lamicizia con un
lavoratore italiano esterno al lager, il fatto di essere arrivato ad Auschwitz soltanto
nel 1944, dopo che il governo tedesco, data la scarsit di manodopera, aveva
stabilito di prolungare la vita dei prigionieri.
L'opera un eccezionale documento sulla vita e sulle sofferenze dei prigionieri, da
cui traspare la volont di capire il perch di tanta ferocia e di tanta malvagit e
anche il desiderio di mantenere inalterata la propria dignit, seppur la grande
difficolt. Infatti l'ambiente cos crudele e violento che quasi inevitabilmente
condiziona tutti, compresi i prigionieri, che spesso diventano feroci come i loro
aguzzini, pur di sopravvivere. Questo fa si che le vittime siano doppiamente
violentate, nel fisico e nello spirito.
Gi la scritta che campeggia sulla soglia del lager, "Il lavoro rende libri", e che
appare del tutto assurda per quel luogo pensato per programmatico sterminio, da
un'idea dell'ambiente e del clima in cui vivono i deportati. Questi, una volta arrivati,
iniziano i quotidiani supplizi del lavoro forzato, della fame e del freddo, del disagio
fisico e psicologico, del rischio continuo di percosse e di morte, del castigo
immeritato e della malattia.In questo ambiente conservare un briciolo di umanit
veramente difficile.
All'esperienza di Auschwitz Primo Levi ha dedicato gran parte del suo lavoro: come
in La tregua (1963), romanzo nel quale, si riallaccia all'ultimo episodio che Primo
Levi narra in Se questo un uomo. Il nuovo romanzo si apre con l'arrivo dei Russi
nel Gennaio del 1945, che pone fine alla prigionia. Inizia poi il lungo viaggio di ritorno
attraverso l'Europa segnato dalla speranza del ritorno verso casa e da un percorso
insensato attraversato l'Europa Orientale che pare continuamente allontanare i
reduci dalla meta. Primo Levi giunger a Torino il 19 Ottobre del 1945.
Un altro romanzo importante Se non ora, quando? (1982), che descrive le
avventure drammatiche e vere dei partigiani ebrei, che durante la Seconda Guerra
Mondiale combatterono per riscattare la loro dignit e identit.
Lautore ritorna sulla propria terribile vicenda nellopera I sommersi e i salvati
(1986) con lintento non pi di raccontare ma di riflettere sui comportamenti di
coloro che hanno gestito gli orrori del lager e tenta invano di trovare una ragione
che giustifichi tale comportamento.
L'11 aprile del 1987 Primo Levi mor cadendo dalla tromba delle scale della propria
casa di Torino, dando adito al sospetto che si trattasse di un suicidio. Questa
ipotesi appare avvalorata dalla difficile situazione personale di Levi, che si era fatto
carico della madre e della suocera malate. Il pensiero ed il ricordo del lager
avrebbero, inoltre, continuato a tormentare Levi anche decenni dopo la liberazione,
sicch egli sarebbe in qualche modo una vittima ritardata della detenzione ad
Auschwitz.