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Zedak: pi della carit

Nachum Amsel, The ]ewish Encyclopedia of Moral and Ethical Issues,

Jason Aronson Inc. Northvale, New Jersey and London; Tzedakah: More than
charity, pag. 297 - 302

Gli ebrei hanno sempre dato Zedak in proporzioni molto pi elevate di quello
che si immaginerebbe dall'entit della popolazione. Secondo il Talmud 1,
l'atto di dare Zedak parte essenziale del carattere ebraico (non che i non-
ebrei non siano caritatevoli, ma comunque propria dell'indole ebraica).
L'U.J.A., la Federazione degli ebrei americani che coordina le opere di Zedak,
una delle pi grandi organizzazioni di beneficenza negli Stati Uniti, se non la
pi grande in assoluto, malgrado il fatto che gli ebrei rappresentino meno del
due per cento della popolazione americana. Rispetto ad altri gruppi gli ebrei
danno in Zedak in proporzione maggiore in rapporto al loro reddito. Questo
sradica la nozione che gli ebrei donano in grandi quantit solo per via di una
loro presunta ricchezza.

Perch dovrebbe essere cos? Perch questa mizv cos importante da


essere parte fondamentale del carattere dell'ebreo? Per quale motivo una
persona qualsiasi, e particolarmente quelli che appartengono alla cosiddetta
"me generation" degli ultimi anni, caratterizzati da una forte spinta egoistica,
dovrebbero dare ad altri una parte del proprio denaro, guadagnato con il
sudore della fronte? Oltre a queste domande generali, ci sono altre
problematiche, pi pragmatiche, da discutere a proposito della Zedak,
perch molti ebrei, per quanto siano caritatevoli, non ne sono al corrente. Per
esempio, a quali organizzazioni bisogna dare priorit nel dare Zedak? Qual
il metodo migliore? Proprio perch la Zedak cos importante nell'ebraismo,
le fonti ne hanno discusso a lungo.

L'importanza della Zedak


Non a caso, gli ebrei hanno sempre dato un significato particolare a questa
mizv, cosa risulta chiaramente dall'analisi delle fonti. Per esempio, secondo
il Talmud 2, la Zedak la forza pi forte nel mondo, capace di prevalere su
tutte le altre. Nell'opinione di Maimonide 3, questa mizv pi importante di
tutte le altre mizvoth (positive) e aggiunge che dovremmo stare molto attenti
a metterla in pratica in modo corretto. Spiega poi che la Zedak il simbolo
del primo ebreo, Abramo, e che stata tramandata da allora a tutte le
generazioni. Chiunque non adempia alla mizv della Zedak viene chiamato
peccatore e persona malvagia. 4 Secondo il Talmud 5, meglio dare Zedak
che portare tutti i sacrifici del Tempio, affermazione questa basata sul verso 6
che dice specificamente che si preferisce la Zedak ai sacrifici.

Zedak una delle tre azioni dell'uomo che possono rovesciare un decreto
sfavorevole 7, affermazione basata sul verso 8 che dice che la Zedak ha il
potere di salvare una persona anche dalla morte. Dice anche il Talmud 9 che
la Zedak pari a tutte le altre mizvot messe insieme. Nel Talmud anche
scritto10 che ogni volta che una persona d Zedak, come se avesse
ricevuto personalmente la Presenza Divina, e che la Zedak aiuta a portare la
redenzione.

La Zedak la sola mizv che si possa fare ponendo una condizione. Un


ebreo non pu dire, per esempio, osserver lo Shabbat, ma solo se avr un
certo lavoro, perch l'osservanza dello Shabbat un obbligo per tutti gli
ebrei. Ma pu benissimo dire, dar questa certa somma in Zedak se otterr
un certo lavoro (o qualsiasi altra condizione); poi, nel caso che non ottenga il
lavoro, non sar tenuto a dare quella somma. Certo, esiste una quantit
minima di Zedaka che tutti sono obbligati a dare, ma oltre a questo minimo,
si pu porre delle condizioni per farla, e questo appunto non ha un parallelo
in tutto l'ebraismo.

Il gabbai di Zedak (la persona incaricata a gestire la Zeclak della comunit)


viene paragonata alle stelle.11 Il Maharsh 12 spiega il paragone dicendo che
cos come le stelle hanno un'influenza sul mondo, anche se non le si vedono
sempre, cos pure colui che distribuisce Zedak come un insegnante che ha
una certa influenza sul mondo anche se raramente si riesce a rendersene
conto. Si pu comprendere in queste categorie tutti coloro che, senza essere
visti, danno Zedak di un certo livello, cambiando il mondo in meglio e
incidendo su di esso per molto tempo dopo la fine dell'atto iniziale di Zedak,
con una forza duratura. Forse, in questo senso che possiamo interpretare il
fatto che la Zedak salva l'uomo dalla morte: salva chi la riceve, in quanto
rimane in vita per l'influenza che ha avuto la Zedak; salva il donatore in
quanto pu veramente diventare "immortale" poich l'effetto della sua
Zedak perdura dopo che cessa la vita fisica. Rash13 allude proprio a questo
quando dice che gli atti buoni dei giusti sono eterni perch continuano a
rappresentare una persona anche dopo la morte.

La Zedak ebraica non la carit cristiana

Si potrebbero anche scambiare le due parole Zedak e carit, e a chi non ha


dimestichezza n con la parola ebraica n con i concetti di Zedak,
potrebbero sembrare uguali. In realt i due termini sono molto diversi, non
solo dal punto di vista psicologico, ma anche da quello filosofico. sufficiente
fare un'analisi delle due parole per rendersi conto delle grandi differenze. La
parola carit viene dalla parola latina caritas, che vuol dire amore,
benevolenza; la parola filantropia deriva dalla parola greca philo, che vuol
dire amore, e anthropos che vuol dire uomo. Cos, filantropia vuol dire l'amore
per l'uomo. In questo modo scopriamo che la base non-ebraica o cristiana di
carit l'amore: solo quando sento amore e compassione per l'altro, faccio la
carit.

La parola Zedak viene dalla parola ebraica zedek, che vuol dire giustizia 14
oppure la cosa giusta da fare.15 L'ebreo allora obbligato a dare Zedak
perch la cosa giusta da fare, non perch ha un sentimento particolare per
il destinatario.

Una differenza di approccio pu essere vista nell'obbligatoriet che ha un


ebreo a dare Zedak anche a un mendicante puzzolente, imprecante,
offensivo che esige la carit, anche se non si prova amore e compassione.16

Da dove deriva quest'obbligo ebraico di dare Zedak? Perch l'ebreo non pu


dire, "se quella persona impreca, non dar un premio per un simile
comportamento?" Perch l'ebreo non pu dire, "ho lavorato per i miei soldi e
anche egli dovrebbe lavorare per i suoi?" Una risposta che prima di tutto, i
soldi non gli appartengono. Il Signore dice chiaramente 17 che tutti i soldi,
l'oro e l'argento del mondo appartengono a Lui, e non all'uomo. Dice il
Salmista 18 che nel mondo tutto appartiene a Dio, alludendo al fatto che
nulla appartiene all'uomo. Nell'atto di dare Zedak, dunque, l'ebreo
restituisce a Dio ci che gi Suo. La Mishn ci insegna precisamente
questo,19 basandosi su un verso del libro delle Cronache.20 Poich il mondo
gi Gli appartiene, Egli ci dice di restituirne una piccola parte, dopodich
possiamo utilizzare il resto, che ancora Gli appartiene. Abbiamo l'obbligo di
dare danaro, dunque, proprio perch non nostro, e Dio ci impone di darne il
10 o il 20 per cento in Zedak. come condizione per tenere il rimanente 80 o
90 per cento. per questo motivo che alcuni ebrei aprono dei conti correnti
bancari di Zedak, dove, prima di versare il denaro nel conto corrente
personale, depositano una percentuale del proprio reddito. Oltre al vantaggio
psicologico (la persona non sente di dover prendere i soldi dalla propria
tasca), anche dal punto di vista filosofico, questo il modo pi corretto di
comportarsi, in quanto i soldi non appartengono mai alla persona. Possiamo
capire adesso perch un ebreo deve dare Zedak a quella persona sciatta,
imprecante, malgrado i propri sentimenti: Dio, il padrone di tutto e quindi
anche delle nostre ricchezze ci ha ordinato di dare. L'Abarbanel 21 dice che
dobbiamo considerare il nostro ruolo come quello di un intermediario che
gestisce i soldi altrui. Quando il nostro lavoro consiste nell'usare i fondi di un
altro, dobbiamo stare molto attenti ogni volta che decidiamo come investire e
spendere i soldi. Se il proprietario ci ordina di investirli in un certo modo,
dobbiamo obbedire alla richiesta, altrimenti il proprietario ci toglier il danaro
per darlo a un altro intermediario. La ricchezza che il Signore elargisce deve
essere investita in parte in Zedak, altrimenti Egli potrebbe servirsi di un altro
intermediario.

Questo si pu comprendere se accettiamo la premessa iniziale, ma si pu


anche metterla in discussione: Perch infatti, i soldi non appartengono alla
persona? Tutto il mondo funziona come se il denaro fosse di propriet
dell'individuo che lo possiede, e anche nella legge ebraica, una persona non
pu rubare al compagno, affermando che il denaro appartiene a Dio. Allora se
una persona lavora per ottenere il proprio salario, perch questo non suo,
ed egli non ne pu fare ci che vuole? Per capirlo, dobbiamo individuare
perch e come una persona guadagna il SUO stipendio dal punto di vista
ebraico. Ci sono solo tre modi per ottenere i soldi con mezzi legali: o il denaro
proviene dal duro lavoro, o dalla fortuna, come per esempio una lotteria,
oppure da un eredit o da un regalo. Se una persona lavora sodo per il suo
denaro, facile dire che sia stato ottenuto per il duro lavoro, ma tutti noi
conosciamo persone che lavorano tanto o pi degli altri e guadagnano
comunque molto poco. Perch una persona laboriosa pu accumulare grande
ricchezza, mentre un'altra non ci riesce? Allora non solo il lavoro stesso, la
fatica, che fa guadagnare grandi quantit di soldi. L'individuo ricco stato
dotato di pi talento, un fiuto pi acuto per gli affari, l'abilit di correre pi
veloce con una palla o un'intelligenza pi grande, dandogli un vantaggio che
gli fa guadagnare di pi. Secondo l'ebraismo, questi talenti vengono dal
Signore, e mentre vero che senza il duro lavoro, gli uomini non avrebbero
potuto sviluppare questi talenti, il lavoro da solo sarebbe inutile per
accumulare soldi. Cos, secondo l'ebraismo anche i soldi ottenuti in questo
modo appartengono a Dio.

E mentre generalmente la persona che vince una lotteria che si trova "nel
posto giusto al momento giusto" si ritiene sia stata toccata dal caso, per
l'ebraismo il caso non esiste. Secondo l'ebraismo Dio, per qualche ragione
sconosciuta, voleva che questa persona avesse dei soldi, quindi, ancora una
volta, il denaro risale alla volont di Dio. Infine, un'eredit o un regalo
differiscono poco dalle situazioni precedenti perch o stato guadagnato
attraverso il talento (e il duro lavoro) o era dovuto alla 'fortuna". Cos tutto il
denaro accumulato in questo modo dovuto, in qualche modo, a Dio. Quando
Egli ci chiede, dunque, di restituire il 10 o il 20 per cento dei soldi, abbiamo
qualcosa di pi di un obbligo morale: abbiamo un obbligo legale, perch in
pratica Gli appartengono.

Perch ci sono i poveri?

Se vero che il Signore vuole che i soldi guadagnati vadano ai poveri, perch
non ha fatto in modo che essi avessero dei soldi sin dall'inizio? Perch
esistono i poveri? Sarebbe un mondo migliore, senza cos tanta sofferenza. Il
malvagio Turnus Rufus ha fatto propria questa domanda 22 e la risposta
che Dio vuole fare di noi i Suoi emissari nel mondo. Una parte della missione
dell'uomo di continuare la creazione iniziata da Dio. Rabb Akiv ha risposto
a questa stessa domanda nel Midrash 23, dicendo che questo il motivo per
il quale non ci sono alberi di pane, anche se ogni cultura fa uso del pane e
sarebbe stato logico per Dio di creare degli alberi di pane. Dio vuole che
l'uomo lotti e che sia creativo, vivendo il processo arduo che comportano le
undici azioni, dall'arare all'infornare, che servono per la produzione del pane.
Ecco parte della missione dell'uomo: essere creativo nel mondo e completare
la creazione iniziata da Dio. Inoltre, l'uomo ha il compito di migliorare il
mondo, di "perfezionare il mondo".24 Parte di questa perfezione ha luogo
quando l'uomo tenta di restaurare almeno un po' l'equilibrio, dando Zedak.
Cos, ora, uno dei versi 25 pi strani della Tor acquista un senso. Dio dice
che "non cesser di esistere il povero nel mondo", e che, dunque, l'uomo
deve aprire le sue mani e dare. Se la povert esister sempre, perch cercare
di dare ai poveri - tanto non aiuter a risolvere la situazione? Tuttavia,
possiamo comprendere ora che Dio ci sta dicendo che, siccome la condizione
della povert nel mondo esister sempre, anche il nostro compito per
migliorarlo non cesser.

Come dare Zedak

Per quanto sia importante dare Zedak, ancora pi importante dell'atto


stesso di dare come la si d. particolarmente difficile e imbarazzante per
una persona chiedere e dipendere da un altro essere per la sua sussistenza.
Ecco perch preghiamo il Signore 26 di non metterci mai in una situazione in
cui dobbiamo dipendere dall'uomo, ma solo da Dio. Maimonide dice 27 che
una persona che si trova a dover chiedere Zedak gi si sente senza dignit e
depressa e quindi bisogna fare del tutto per non compromettere ancora di pi
la dignit di questa persona. Questo aspetto cruciale della Zedak si riflette
in tutte le leggi in materia.

L'ottavo gradino di Zedak, quello pi basso, secondo Maimonide,28 di dare


mostrandosi scuri in volto. Ancora secondo Maimonide,29 si pu salire di
livello dando meno di quanto richiesto ma con faccia cordiale, cio
preferibile dare di meno di quello di cui ha bisogno una persona, ma con buon
umore, piuttosto che dare la somma intera ma con espressione cupa.
L'atteggiamento e il metodo per dare Zedak dunque sono pi importanti
della somma data.

Ogni passo successivo nell'ordine stabilito da Maimonide una funzione della


dignit di chi riceve Zedak. molto pi dignitoso per il povero sapere chi gli
ha dato Zedak, purch il donatore non conosca il destinatario, perch
altrimenti soffrirebbe d'imbarazzo ogni volta che incontra il donatore per
strada.30 Rimane tuttavia un certo grado di vergogna perch il destinatario
sar comunque consapevole della persona che ha dato ogni volta che lo
incontra per strada. La situazione crea meno disagio quando il donatore
conosce il destinatario, ma il destinatario non sa da chi ha ricevuto Zedak
perch in questo modo, il bisognoso non si sente in imbarazzo ogni volta che
incontra il donatore.31 Rimane sempre per, una piccola misura di ignominia
per il povero nel sapere che esiste una persona che sa di averle dato
sostenimento. Molto pi dignitosa la situazione in cui n il donatore, n il
destinatario si conoscono. Cos si evita completamente un imbarazzo
specifico e si ha solo l'imbarazzo generale di dover comunque accettare
Zedak.32 Questo concetto ha dato l'impulso per l'invenzione del bossolo, la
scatola di Zedak presente in ogni casa, tramite la quale n il donatore, n il
destinatario si conosceranno mai.

Secondo Maimonide, il livello pi alto di Zedak non la scatola della Zedak


ma dare alla persona un lavoro o un prestito.33 Per quale motivo questo
preferibile all'elemosina - quando a fine settimana i soldi sono sempre quelli?
Perch questo un metodo superiore di dare Zedak? Quando una persona fa
un lavoro, si sente produttivo e contribuisce alla societ, non riceve da essa.
Accettare denaro per un lavoro completato non per nulla imbarazzante;
un atto di orgoglio, come l'orgoglio provato nel prendere la busta paga. Il
fattore dignit nell'accettare questo tipo di soldi molto alto e dunque il
modo migliore di distribuire soldi ai poveri. Nello stesso modo, dare un
prestito a una persona segnala la fiducia della banca o di chi d il prestito che
la persona lo ripagher. segno di rispetto per se stessi ricevere un prestito,
in quanto a molte persone i prestiti vengono negati perch sono considerate
soggetti a rischio ( un vecchio detto che le banche prestano i soldi solo se si
pu provare di non averne bisogno). Gli individui che prendono i prestiti pi
alti sono i pi ricchi del mondo, quegli imprenditori che investono in enormi
progetti. Dunque, ricevere un prestito piuttosto che l'elemosina fa s che il
beneficiato accresca la fiducia in S: ecco perch questo il livello pi alto di
Zedak. (Naturalmente il prestito va restituito senza interessi). Certo, anche
una forma valida di Zedak se si pu invogliare una persona a prendere
Zedak sotto forma di "prestito" senza chiedere di essere ripagati,34 a patto
che la persona creda veramente che un prestito e che la dignit individuale
non venga compromessa.

Ci sono molte altre leggi ebraiche che rafforzano il concetto primario che lo
scopo della Zedak di preservare o di elevare la dignit della persona.
Secondo il Talmud,35 un individuo che soddisfa una persona povera
accogliendola nella giusta forma, riceve una benedizione pi grande di uno
che soddisfa la stessa persona dandole del denaro. Anche il povero ha
l'obbligo di dare Zedak.36 Perch? Dopotutto, i suoi soldi sono venuti dalla
Zedak. Ma si accresce la sua dignit quando lui d a un altro povero. Tutti
hanno un opinione pi alta di s quando danno piuttosto che quando
ricevono. Inoltre, nel dare a un altro individuo, il povero si rende conto che c'
sempre qualcuno che sta peggio, una consapevolezza che aiuta sempre a
non far pesare troppo la propria situazione.

Quando, negli Stati Uniti, la gente era costretta a fare la fila per avere
l'assegno di sussidio, ci furono molti anziani, ebrei e non-ebrei, che
rifiutavano questi soldi, pur avendone molto bisogno, semplicemente perch
sentivano negata la loro dignit umana. Per molte persone fare la fila per un
sussidio era molto imbarazzante. Un tempo a Gerusalemme 37 (che aveva
anche essa i suoi poveri) vigeva un'usanza che tentava di risolvere questo
problema. All'ora di cena, ognuno metteva una "bandierina" sulla propria
porta per far vedere che in casa si stava mangiando e i poveri di tutta la citt
potevano entrare e cenare con le famiglie. Dopo cena le "bandierine"
venivano tolte. Anche se sempre possibile distribuire del cibo organizzando
una mensa per i poveri o ricevendoli in maniera discreta dalla porta di
servizio delle case, vi un'enorme differenza fra questi metodi di
distribuzione e invitare le persone a cenare insieme alle famiglie. Nessun
ospite sente che sta togliendo del cibo al padrone di casa e quando si
trattano i poveri come ospiti, la loro dignit non compromessa. Ancora una
volta, non determinante l'entit della somma, ma la maniera con cui viene
data.

Sinora abbiamo discusso della dignit del destinatario della Zedak, ma il


Talmud 38 descrive il modo migliore per dare, e cio di non dare per niente!
meglio convincere un altro a dare Zedak, che darla di persona. Ancora una
volta, una questione di dignit personale perch molto pi facile per una
persona distribuire i propri soldi che persuadere gli altri che la causa
meritevole. Un individuo che spinge gli altri a contribuire sente la
soddisfazione di aver compiuto un'azione importante.

A chi, quanto e quando dare

Nell'Ebraismo c' un chiaro ordine di priorit riguardante chi deve ricevere la


Zedak: il principio fondamentale che i familiari bisognosi di aiuto hanno la
precedenza 39; seguono in ordine di priorit i vicini e poi i propri concittadini.
I poveri d'Israele e quelli di Gerusalemme in particolare, hanno una priorit
speciale, perch Gerusalemme considerata come la citt natia.40
Oggigiorno un ebreo ha l'obbligo di dare anche ai poveri non-ebrei e alle
istituzioni non-ebraiche della sua citt.41 I moderni esperti di halakh
discutono sulle priorit da dare ai vari enti. Quando possibile chiaramente
preferibile dare direttamente a una persona povera, secondo le modalit
succitate, piuttosto che alle organizzazioni ebraiche, come la UJA, gli
ospedali, le scuole e le sinagoghe, anche se ciascuna di queste istituzioni
aiuta individui indigenti.
Quale percentuale del proprio reddito bisogna dare in Zedak? Anche se si
crede erroneamente che la cifra ottimale sia il 10 per cento, cio la decima,
dal punto di vista ebraico, una persona dovrebbe dare il 20 per cento del
proprio reddito in Zedak.42 La cifra del 10 per cento solo per la persona
media, ma non questo il modo per adempiere completamente alla mizv,
mentre la persona che d meno del 10 per cento di Zedak considerato
avaro. Ma come si calcola il 10 per cento, cio, che cosa viene considerato
come il reddito reale? Si possono togliere le tasse? Si pu dedurre il mutuo ed
altre spese? Quando comincia l'anno fiscale ebraico? Esiste il concetto di
media annuale di reddito? Alcuni Maestri di Halakh discutono sul come
adempiere a questa mizv. Tali discussioni sono molto tecniche, e suonano
come le istruzioni del modello 740 e vanno ben oltre i limiti di questa
discussione.43

preferibile dare piccole quantit di Zedak ogni giorno piuttosto che una
somma grande una tantum, anche se le cifre totali sono le stesse, perch
ogni atto di Zedak una mizv in s, e perch ogni volta che una persona
adempie a una mizv, un nuovo "difensore" di quella persona creato in
cielo.44 Inoltre, ogni mizv e ogni colpa commessa da un individuo lo
precedono nel mondo da venire.45 E, come abbiamo detto prima, ogni volta
che una persona d Zedak, la Presenza Divina si posa su di lui.

Si pu mai rifiutare di dare Zedak a una persona che la chiede?

Purtroppo, anche nella comunit ebraica ci sono stati individui che hanno
approfittato della generosit altrui e hanno cercato di defraudare chi d
Zedak, affermando di essere bisognosi o di rappresentare organizzazioni
inesistenti. Qual il corretto approccio ebraico verso una persona di cui si ha
il sospetto che non sia onesta? Si pu rifiutare una donazione a questa
persona?

Ancora una volta, la nostra preoccupazione principale dev'essere quella di


preservare la dignit di chi ha veramente bisogno. Dice Maimonide 46 che
una persona non pu mai opporre un rifiuto a un povero. Certo, se si certi
che la persona che chiede del denaro sia un imbroglione ci si pu rifiutare di
dare a questa persona, per, in caso di dubbio, secondo Maimonide,47 se il
bisogno immediato, cio, se la persona ha bisogno di cibo per sopravvivere,
non lo si pu mai rifiutare. Ma se il bisogno meno immediato, come, per
esempio, una richiesta di vestiario, lo si pu fare aspettare mentre si fanno
indagini sul suo conto, senza, per farlo sentire a disagio e in imbarazzo. In
pratica, se un a persona viene alla porta, si pu andare rapidamente nell'altra
stanza per fare una telefonata senza che quello se ne accorga. Per, se una
simile operazione non possibile, preferibile dare Zedak, perch meglio
darla a nove individui, sospettati di essere disonesti piuttosto che rifiutarla
alla decima che ne ha bisogno. Se regna l'incertezza, non si deve mandare
via una persona a mani vuote, come dice Maimonide. Bisogna dire anche che
se si d una somma che viene restituita perch ritenuta insufficiente, si ha
comunque adempiuto all'obbligo di Zedak e non c' bisogno di darne altra.

In sintesi, la mizv della Zedak fondamentale nell'Ebraismo ed molto


complessa e spesso difficile da mettere in pratica. Ci nonostante, se tutti gli
ebrei dovessero seguire l'approccio di Abarbanel e trattare il denaro che
guadagnano come se fosse di qualcun altro, non solo sarebbe pi facile
adempiere all'obbligo di questa mizv, ma anche la nostra sensibilit su
come utilizzare i fondi in nostro possesso ne trarrebbe un grande beneficio.

Note

1 Yevamoth 79a.

2 Bava Batra 10a.

3 Maimonide, Hilkhoth Mattenoth Aniyim 10:1.

4 Maimonide, Hilkhoth Mattenoth Aniyim 10:3.

5 Sukka 49b.

6 Proverbi 21:3.
7 Alla fine della preghiera Untane Tokef nel Mussaf dei giorni di Rosh Hashana
e Jom Kippur.

8 Proverbi 10:2.

9 Bava Batra 9a.

10 Bava Batra 10a.

11 Bava Batra 8b

12 Commento del Maharsh a Bava Batra.

13 Rashi, Commento su Genesi 6:9.

14 Deuteronomio 16:20.

15 Levitico 19:36.

16 Maimonide, Hilkhoth Mattenoth Aniyim 10:3.

17 Chaggai 2:8.

18 Salmi 24:1

19 Avot 3:7
20 Cronache 29:14.

21 Il Commento di Abarbanel a Deuteronomio 15:7-8.

22 Bava Batra 10a.

23 Midrash, Tanchum Tazria 5.

24 Secondo verso della preghiera Alenu, che si dice alla fine di ogni tefill.

25 Deuteronomio 15:11.

26 Terza benedizione della Birkath Hamazon. (Vai alla traduzione su questo


sito)

27 Maimonide, Hilkhoth Mattenoth Aniyim 10:5.

28 Maimonide, Hilkhoth Mattenoth Aniyim 10:14.

29 Maimondie, Hilkhoth Mattenoth Aniyim 10:13.

30 Maimonide, Hilkhoth Mattenoth Aniyim 10:12.

31 Maimonide, Hilkhoth Mattenoth Aniyim 10:11.

32 Maimonide, Hilkhoth Mattenoth Aniyim 10:10.


33 Maimonide, Hilkhoth Mattenoth Aniyim 10:9.

34 Maimonide, Hilkhoth Mattenoth Aniyim 7:9.

35 Bava Batra 9b.

36 Maimonide, Hilkhoth Mattenoth Aniyim 7:5.

37 Bava Batra 93b.

38 Maimonide, Hilkhoth Mattenoth Aniyim 10:6.

39 Maimonide, Hilkhoth Mattenoth Aniyim 7:13.

40 Shulchan Arukh Yor De'ah 251:3 e Shulchan Arukh Yor De'ah 75:1-4
dove un coniuge pu "forzare" l'altro ad andare a vivere in Israele e/o a
Gerusalemme, come un coniuge pu "forzare" l'altro a vivere nella sua citt
nativa.

41 Maimonide, Hilkhoth Mattenoth Aniyim 7:7.

42 Maimonide, Hilkhoth Mattenoth Aniyim 7:5.

43 Esiste un libro su queste problematiche in inglese: Maaser Kesafim, Cyril


Domb, ed., Gerusalemme, Feldheim, 1980.

44 Avot 4:11.
45 Sota 3b.

46 Maimonide, Hilkhoth Mattenoth Aniyim 7:2.

47 Maimonide, Hilkhoth Mattenoth Aniyim 7:6.