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Hilti Seismic Academy

La progettazione dei giunti antifuoco

Dott. Ing. Giacomo Bossi


Studio Bossi
Milano

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LA PROGETTAZIONE INTEGRATA
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Cap. 1 - La Progettazione Integrata

La presenza di
accelerazione al
suolo, ancorch di
debole entit, per
ogni sito italiano
obbliga il
progettista ad
effettuare sempre
la valutazione
dinamica degli
elementi anche non
specificatamente
strutturali.

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Cap. 1 - La Progettazione Integrata

Occorre quindi che anche


il sistema di sigillature
antifuoco passivo dei
giunti e le relative
problematiche entrino a
pieno titolo tra gli elaborati
progettuali di una
costruzione e non siano
affrontati solo ad opere
ultimate, magari
accorgendosi della
necessit delle sigillature
di compartimentazione
come adempimento
burocratico al momento
della certificazione finale.

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Cap. 1 - La Progettazione Integrata

La definizione progettuale delle sigillature antincendio deve sempre


essere preliminare e basarsi su:

conservazione del requisito EI in regime dinamico;

determinazione delle esigenze edili e/o impiantistiche da assolvere;

specifiche conoscenze sui prodotti e sulle tecnologie utilizzabili;

stesura di elaborati esecutivi o prescrittivi.

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Cap. 1 - La Progettazione Integrata

Molte situazioni critiche derivano dalla trascuratezza progettuale nella


percezione del problema dovuta a:

scarsa conoscenza della materia;

consuetudine ad ignorare largomento delegandolo agli ambiti


commerciali;

libera iniziativa dellinstallatore meccanico o elettrico;

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Cap. 1 - La Progettazione Integrata

Negozio Ikea - Bari

Base Nato - Napoli

I casi pi articolati e di difficile soluzione progettuale derivano


fondamentalmente da errori concettuali in cui si privilegiano solo alcuni aspetti,
magari formali, dimenticandosi di controllarne le conseguenze.

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Centro Congressi Italia Cap. 1 - La Progettazione Integrata
- EUR - Roma

SEZIONE VERTICALE SU COLONNE PASSANTI

TIPOLOGICO D

CASO 1 CASO 2

PIASTRA DI ANCORAGGIO IN ACCIAIO 650x534x30


Lana di roccia pressata
densit 150kg/mc

PAD IN NEOPRENE 300x700x30 PAD IN NEOPRENE 300x700x30

larghezza < 6mm.

720
larghezza > 6mm.

Sigillatura perimetrale con sigillante Sigillatura perimetrale con sigillante


siliconico CFS S SIL spessore 20mm siliconico CFS S SIL spessore 20mm

Tassello tipo Hilti HLC SK Tassello tipo Hilti HLC SK


certificato REI certificato REI

Pannello in calciosilicato REI180 Pannello in calciosilicato REI180


spessore 6mm spessore 6mm
Sigillatura perimetrale con sigillante
siliconico CFS S SIL spessore 20mm

COLONNA PASSANTE

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Cap. 1 - La Progettazione Integrata

La risoluzione delle sigillature antifuoco sempre stata rinviata alla fase


finale della costruzione, come la tinteggiatura, con il convincimento che il
mercato offra prodotti miracolosi e che il Certificatore sar parimenti
dotato di facolt magiche.

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Cap. 1 - La Progettazione Integrata

Pier Cloruro de Lambicchi,


strampalato (o geniale?) inventore
ideato da Giovanni Manca e apparso
sul Corriere dei Piccoli allinizio
dellestate di ottantanni fa.

A lui per risolvere ogni problema


bastava una mano di arcivernice!

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Cap. 1 - La Progettazione Integrata

Unesperienza positiva fornita dai Centri


Commerciali Esselunga, in cui lapplicazione delle
tecnologie antifuoco ha consentito negli anni di
perfezionare criteri progettuali standard
prescrivendo in Capitolato modalit esecutive che
rendono pi efficaci ed economiche le sigillature
antifuoco.

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LA RESISTENZA AL FUOCO

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Cap. 2 - La Resistenza al Fuoco

Il D.M. 16 febbraio 2007

recepisce il sistema europeo di classificazione di resistenza al fuoco dei


prodotti e delle opere da costruzione, al fine di conformare le opere e le
loro parti al requisito essenziale di "Sicurezza in caso di incendio".

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Cap. 2 - La Resistenza al Fuoco

Il D.M. 9 marzo 2007

stabilisce nuovi criteri per determinare le prestazioni di resistenza al


fuoco che devono avere le costruzioni.

Sono abrogate le "Norme di sicurezza per la protezione contro il fuoco dei


fabbricati a struttura in acciaio destinati ad uso civile", di cui alla Circolare del
Ministero dell'Interno n. 91 del 14 settembre 1961.

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Cap. 2 - La Resistenza al Fuoco

Nel Decreto Ministeriale 30.11.1983

LA RESISTENZA AL FUOCO

era definita come:

"...l'attitudine di un elemento costruttivo


- sia esso componente o struttura -
a conservare per un certo periodo di tempo
la stabilit (R), la tenuta (E) e l'isolamento termico (I)."

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Cap. 2 - La Resistenza al Fuoco
In dettaglio, la Normativa citata stabiliva
quanto segue:

la stabilit R l'attitudine di un
elemento da costruzione a conservare
la propria resistenza meccanica sotto
l'azione dell'incendio;

la tenuta E la capacit di un
elemento da costruzione di non lasciar
passare (n tantomeno produrre)
fiamme, vapori o gas caldi dal lato
esposto a quello non esposto;

l'isolamento I l'attitudine di un
elemento costruttivo a ridurre, entro
determinati limiti, la trasmissione del
calore e a mantenere entro limiti
prefissati (circa 150C ) la temperatura
della superficie investita.

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Cap. 2 - La Resistenza al Fuoco

Il Decreto Ministeriale 9.3.2007 apporta alcuni aggiornamenti alla definizione


di resistenza al fuoco, che viene ricompresa nelle seguenti:

la "capacit di compartimentazione in caso d'incendio" definita come


lattitudine di un elemento costruttivo a conservare, sotto l'azione del fuoco,
oltre alla propria stabilit, un sufficiente isolamento termico ed una
sufficiente tenuta ai fumi e ai gas caldi della combustione. - EI -

la "resistenza al fuoco" definita come la capacit portante in caso di


incendio, per una struttura, per una parte della struttura o per un elemento
strutturale nonch la capacit di compartimentazione rispetto all'incendio
per gli elementi di separazione sia strutturali, come muri e solai, sia non
strutturali, come porte e tramezzi. - REI -

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Cap. 2 - La Resistenza al Fuoco

La definizione di "classe di resistenza al fuoco" va dunque "interpretata" in


funzione dell'elemento costruttivo che si intende analizzare.

Per esempio, nel caso di un pilastro in calcestruzzo, i termini E ed I perdono di


significato in quanto risulta decisivo il solo valore R (cio l'attitudine a
conservare la capacit portante).

Per contro, nel caso di un muro tagliafuoco non portante, oltre all'aspetto della
tenuta E sar necessario valutare anche quello dell'isolamento I, mentre non
risulter determinante il parametro R (si parler in tal caso di classificazione
EI).

Se si trattasse invece di un muro portante si dovr fare riferimento alla


classificazione REI, divenendo importante anche il parametro R.

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Cap. 2 - La Resistenza al Fuoco

Indicazioni precise in tal senso sono contenute nell'Allegato A del D.M.


16.2.2007.

Le classi di resistenza al fuoco previste dal D.M. 16.2.2007 sono le seguenti:


15, 20, 30, 45, 60, 90, 120, 180, 240, 360 (espresse in minuti).

Esse rappresentano il tempo al di sotto del quale l'elemento costruttivo in


grado di mantenere e garantire le funzioni richieste in relazione allo specifico
campo di impiego.

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LE SIGILLATURE ED IL SISMA
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Cap. 3 Le Sigillature ed il Sisma

LOrdinanza del P.C.M.


n3274/2003 preparata
dal Dipartimento della
Protezione Civile ha
classificato tutto il
territorio nazionale dal
punto di vista dellazione
sismica. E oggi possibile
definire la sismicit di
ogni sito semplicemente
in base alle coordinate
GPS del cantiere.

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Cap. 3 Le Sigillature ed il Sisma

In precedenza lItalia era suddivisa in


tre zone a differente grado di
sismicit ed una Zona, la IV, che
era priva di classificazione sismica
(art. 3 L. 64/74)

La presenza di accelerazione al suolo, ancorch di debole entit, per ogni


sito italiano obbliga oggi ad effettuare sempre la valutazione dinamica del
comportamento di ogni parte di un fabbricato.

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Cap. 3 Le Sigillature ed il Sisma
Le NTC/2008 stabiliscono quanto
segue:

al p.to 7.2.3. dispongono i criteri


di progettazione degli elementi
non strutturali, confermando per
essi la necessit di effettuare
verifiche di resistenza per
lazione sismica;

al p.to 7.2.4. si dispongono


anche i criteri di progettazione
dei sostegni e dei collegamenti
degli impianti alla costruzione.

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Cap. 3 Le Sigillature ed il Sisma

Gli elementi costruttivi senza funzione strutturale


il cui danneggiamento pu provocare inconvenienti alle persone

devono essere sempre verificati

insieme alle loro connessioni, per lazione sismica. (Cap. 7 N.T.C.)

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Cap. 3 Le Sigillature ed il Sisma

La conservazione della stabilit


della sigillatura dei giunti di
compartimentazione sotto lazione
dinamica diventa un requisito
determinante al loro corretto
funzionamento.
Ospedale Verona

Durante il sisma e anche


successivamente allazione
dinamica derivata dal sisma dovr
essere comunque garantito il
mantenimento della stabilit nei
giunti di compartimentazione

Ospedale Niguarda (MI)

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Cap. 3 Le Sigillature ed il Sisma

Le sigillature di compartimentazione
antifuoco devono essere certificate
EI ai sensi del DM 2007 e ci anche
in zona ad elevata sismicit e per
giunti di grande importanza quale
quello esistente tra due corpi di
fabbrica.
Universit Monte SantAngelo (NA)

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Cap. 3 Le Sigillature ed il Sisma

Occorre per che i giunti di compartimentazione siano comunque dotati di


stabilit sotto lazione dinamica che non significa fornirli del requisito di
capacit portante R ma solo dellattitudine a conservare la propria stabilit e
funzionamento in opera, sia durante, sia successivamente ad un evento
sismico.

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Cap. 3 Le Sigillature ed il Sisma

In gran parte dei casi


applicativi si ricorre oggi a
soluzioni estemporane
attingendo dallutilizzo di
materiali ad elevatissima
elasticit (CFS-SP WB) tale
da poter garantire
lescursione del giunto fino Giunti di Impalcato - Universit Monte SantAngelo (NA)
al 50% della sua ampiezza,
fermo restando che il
funzionamento spesso
limitato richiedendosi la
sostituzione o
manutenzione dopo ogni
evento sismico.

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Cap. 3 Le Sigillature ed il Sisma

Solo recentemente le ricerche delle principali Aziende del settore si


stanno orientando verso lofferta di prodotto specificatamente certificati
per funzionamento per azione sismica.

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LA PROTEZIONE PASSIVA DEGLI EDIFICI ESISTENTI

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Cap. 4 La Protezione Passiva degli Edifici Esistenti

Le aspettative di fornire negli interventi sullesistente soluzioni da abaco,


generalizzate e replicabili, richiedono di effettuare preliminarmente unanalisi
storico critica atta ad individuare il sistema costruttivo, i materiali, le modifiche
subite dai fabbricati nel tempo.
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Cap. 4 La Protezione Passiva degli Edifici Esistenti

In regime stazionario sempre possibile, attraverso una sommaria analisi


conoscitiva, proporre delle soluzioni fondatamente funzionali alla risoluzione
delle problematiche di sigillatura dei giunti attingendo anche dai cataloghi dei
prodotti antifuoco in commercio.
In regime dinamico le soluzioni di cui sopra si scontrano con la necessit di
individuare preliminarmente, attraverso unanalisi sismica, lintensit dei
movimenti attesi ed i loro vettori.

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Cap. 4 La Protezione Passiva degli Edifici Esistenti

I limiti prestazionali dovuti allassenza di prodotti buoni a tutto assommata alla


particolare vulnerabilit di alcune tipologie edilizie implica ladozione di
soluzioni particolarmente cautelative, costruite su misura, spesso costose, che
non possono mai prescindere dal contesto di installazione.
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Cap. 4 La Protezione Passiva degli Edifici Esistenti

La sigillatura di elementi costruttivi intrinsecamente privi di idoneit

non solo antieconomica

ma a volte contribuisce a creare la falsa illusione

di aver adempiuto alla sicurezza antincendio.

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DURABILITA E MANUTENZIONE

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Cap. 5 Durabilit e Manutenzione

Le sigillature dei giunti devono sempre garantire la conservazione del requisito


EI e la loro stabilit nel tempo.
La durata delle sigillature dovrebbe essere nominalmente analoga alla vita
dellopera, cos come definito al p.to 2.4.1 delle NTC.

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Cap. 5 Durabilit e Manutenzione

Successivamente ad
un evento sismico o
per mutate condizioni
duso le sigillature,
devono essere
sottoposte a verifica
con valutazione della
sicurezza per definire
lopportunit di
eventuali interventi di
manutenzione,
adeguamento o
ripristino.

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Cap. 5 Durabilit e Manutenzione

Nel caso in cui per


particolare gravosit duso
o per prevedibile
decadimento dei materiali
non fosse possibile
garantire per le sigillature
una durata coerente con
la vita nominale del
fabbricato
indispensabile che se ne
evidenzino i limiti in un
apposito documento
tecnico.

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GERARCHIA DI RESISTENZA

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Cap. 6 Gerarchia di Resistenza

Negli edifici colpiti da incendio si


evidenza una gerarchia di
vulnerabilit degli elementi
costitutivi che ha ricorrenza
sistematica indipendente dalla
tipologia costruttiva o dallepoca di
costruzione.

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Cap. 6 Gerarchia di Resistenza

La gerarchia di vulnerabilit riscontrata dallo scrivente vede:

al primo posto le pareti interne, i controsoffitti, gli infissi, ecc., il cui collasso
avviene per contatto diretto con la fiamma e/o per il raggiungimento della
loro temperatura limite;

al secondo posto gli elementi prevalentemente bidimensionali caratterizzati


da ampie superfici, tipo le pareti di compartimentazione, il cui collasso
avviene per carenza di vincolo;

al terzo posto si collocano le strutture sottili, tipo i tegoloni di impalcato, che


collassano per decadimento termico dei materiali;

a seguire lincendio si propaga ai compartimenti/edifici attigui con la


riattivazione della precedente gerarchia.

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Cap. 6 Gerarchia di Resistenza

ORPC Industria Chimica Trezzo sullAdda (MI)

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Cap. 6 Gerarchia di Resistenza

ORPC Industria Chimica Trezzo sullAdda (MI)

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Cap. 6 Gerarchia di Resistenza

Centro di Raccolta Rifiuti Via Senigallia Milano

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Cap. 6 Gerarchia di Resistenza

Centro Grossisti Forl

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Cap. 6 Gerarchia di Resistenza

Centro Grossisti Forl

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Cap. 6 Gerarchia di Resistenza

Istituto Vendite Giudiziarie Monza (MB)

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Cap. 6 Gerarchia di Resistenza

Istituto Vendite Giudiziarie Monza (MB)

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Cap. 6 Gerarchia di Resistenza

Istituto Vendite Giudiziarie Monza (MB)

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Cap. 6 Gerarchia di Resistenza

Condominio viale Milano Varese

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Cap. 6 Gerarchia di Resistenza

Milano Parquet - via Volta - Buccinasco (MI)

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Cap. 6 Gerarchia di Resistenza

Milano Parquet - via Volta - Buccinasco (MI)

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Cap. 6 Gerarchia di Resistenza

La propagazione del fuoco avviene praticamente sempre attraverso i


varchi creati dal collasso degli elementi costruttivi, a volte per carenze
negli impianti di estinzione o per ritardi negli interventi di spegnimento.

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Cap. 6 Gerarchia di Resistenza

La sigillatura meticolosa delle possibili vie di propagazione del fuoco


comunque sempre consigliabile.

al pari di una buona Polizza Assicurativa!!!

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