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` di Economia Sede di Vicenza Corso di Matematica

UNIVR Facolta 1

Formula di Taylor

Indice
1 Polinomio di Taylor 1

2 Formula di Taylor 2

3 Alcuni sviluppi notevoli 2

4 Uso della formula di Taylor nel calcolo dei limiti 4

5 Soluzioni degli esercizi 6

La formula di Taylor `e uno dei risultati pi`


u importanti dellanalisi matematica. Detto in modo molto approssima-
tivo, il teorema dice che una funzione derivabile un certo numero di volte pu` o essere approssimata con un polinomio,
cio`e con una funzione particolarmente semplice. Che cosa si debba intendere con pu`o essere approssimata viene
precisato appunto nel teorema detto Formula di Taylor.

1 Polinomio di Taylor
Definizione Siano I un intervallo aperto, x0 I e f : I R una funzione derivabile n volte in x0 . Si chiama
polinomio di Taylor di f di grado n centrato in x0 il polinomio

D2 f (x0 ) Dn f (x0 )
pn,x0 (x) = f (x0 ) + Df (x0 )(x x0 ) + (x x0 )2 + . . . + (x x0 )n
2! n!
n
X Dk f (x0 )
= (x x0 )k . 1
k!
k=0

Osserviamo che il polinomio di Taylor di primo grado `e

p1,x0 (x) = f (x0 ) + (x x0 )Df (x0 ).

E osserviamo anche che


cio`e y = f (x0 ) + f (x0 )(x x0 ),
y = p1,x0 (x) ,

`e lequazione della retta tangente al grafico di f nel punto x0 , f (x0 ) .
Esempio Se consideriamo la funzione f (x) = ex e il punto x0 = 1, possiamo osservare che la funzione `e certamente
derivabile almeno due volte in x0 (`e derivabile infinite volte in qualunque punto) e quindi possiamo ad esempio scrivere
il suo polinomio di Taylor di terzo grado (cio`e con n = 3) centrato in x0 :
e e
p3,x0 = e + e(x 1) + (x 1)2 + (x 1)3 .
2 6
Vedremo in seguito con il teorema che il polinomio di Taylor di grado n centrato in x0 `e il polinomio di grado n
che meglio approssima f in un intorno di x0 .
Si potrebbero dimostrare ora due interessanti propriet`
a del polinomio di Taylor di grado n centrato in x0 :

(i) pn,x0 `e lunico polinomio di grado n tale che Dk pn,x0 (x0 ) = Dk f (x0 ) per ogni k = 0, 1, . . . , n;
(ii) se f `e un polinomio di grado n, allora pn,x0 = f .
1 Ricordo a D0 f = f .
che abbiamo in precedenza posto per comodit`
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Osservazioni La (i) afferma che c`e un solo polinomio di grado n il cui valore in x0 e le cui derivate in x0 fino
allordine n coincidono rispettivamente con il valore di f in x0 e con le derivate di f in x0 fino allordine n: si tratta
del polinomio di Taylor di f di grado n centrato in x0 .
Dato che un polinomio `e una funzione derivabile,2 ovviamente si pu` o scrivere il polinomio di Taylor di un certo
grado, centrato in un dato punto, di un polinomio. La (ii) afferma che se scrivo il polinomio di Taylor di grado n di
un polinomio di grado n, centrato in un qualunque punto, ottengo il polinomio stesso da cui sono partito. Facciamo
una semplice verifica in un caso particolare. Prendiamo il polinomio P (x) = x3 + x + 1 e costruiamo il suo polinomio
di Taylor di grado 3 centrato ad esempio in x0 = 1. Abbiamo
P (x) = x3 + x + 1 , P (x) = 3x2 + 1 , P (x) = 6x , P (x) = 6,
da cui
P (1) = 3 , P (1) = 4 , P (1) = 6 , P (1) = 6.
Quindi il polinomio di Taylor di P di grado 3 centrato in x0 = 1 `e
p3,1 (x) = 3 + 4(x 1) + 26 (x 1)2 + 66 (x 1)3 = 3 + 4(x 1) + 3(x 1)2 + (x 1)3 .
Si verifica subito che, fatti i conti, si tratta dello stesso P (x).
` del tutto ovvio che, se scrivo invece il polinomio di Taylor di P (x) di grado minore di 3, non si ottiene P (x).
E
Esercizio 1.1 Scrivere il polinomio di Taylor indicato delle seguenti funzioni.
1
(a) p3,1 (x) di f (x) = x4 x2 + 1 (b) p2,e (x) di f (x) = ln x (c) p2,2 (x) di f (x) =
x

2 Formula di Taylor
Il teorema seguente contiene una delle formule pi`
u importanti dellAnalisi matematica.
Teorema (formula di Taylor). Siano I un intervallo aperto, n N e x0 I. Sia poi f : I R derivabile n volte in
x0 . Allora
f (x) pn,x0 (x) = o (x x0 )n

per x x0 .

Osservazione Nella formula di Taylor n `e detto lordine della formula.


Osservazione La tesi dice che lo scarto tra la funzione f ed il suo polinomio di Taylor di grado n, centrato in un
certo punto x0 , `e una quantit`a trascurabile rispetto allo scarto x x0 elevato alla n, quando x tende a x0 . Vuol dire
che lo scarto tra la f ed il suo polinomio di Taylor va a zero pi` u rapidamente di quanto non faccia (x x0 )n , sempre
per x x0 . In questo aspetto sta la capacit`a del polinomio di Taylor di approssimare la funzione. E ancora, dato
che compare la potenza n-esima dello scarto x x0 , significa in qualche modo che, tanto pi` u elevato `e il grado del
polinomio e tanto migliore sar`a questa approssimazione.3
Osservazione Si faccia attenzione a non dare a quanto appena detto una validit`a troppo generale. Mi spiego: lo
scarto tra la funzione f ed il suo polinomio di Taylor `e s` trascurabile rispetto allaltra quantit`
a, ma questo vale per
x x0 , non vale in generale. In altre parole lapprossimazione pu` o essere buona in prossimit`a di x0 , ma non possiamo
pretendere che sia sempre buona, anche quando siamo lontani da x0 . Daltro canto pn,x0 `e un polinomio, mentre f pu` o
essere qualcosa di molto pi`u complicato, e non possiamo pensare che lo stesso polinomio sia in grado di approssimare
bene al funzione in tutto il suo dominio.

3 Alcuni sviluppi notevoli


Vediamo alcuni esempi di calcolo del polinomio di Taylor di funzioni elementari e di scrittura delle relative formule di
Taylor. Per ovvi motivi, il caso pi`
u semplice `e quello della
funzione esponenziale f (x) = ex . Calcoliamo il suo polinomio di Taylor di grado n centrato in x0 = 0.
Dato che Dn ex = ex , le derivate, calcolate in x0 = 0, sono tutte uguali a 1. Quindi, per la funzione esponenziale
si ha
n
x2 x3 xn X xk
pn,0 (x) = 1 + x + + + ...+ = .
2! 3! n! k!
k=0
2 Abbiamo visto che i polinomi appartengono alla classe C (R).
3 Si ricordi che, parlando di quantit`
a infinitesime, cio`
e tendenti a zero, pi`
u la potenza `
e elevata e pi`
u rapidamente queste vanno a zero.
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La formula di Taylor `e allora


x2 x3 xn
ex = 1 + x + + + ... + + o(xn ) , per x 0.
2! 3! n!

Tale formula, essendo valida per ogni n, pu` u opportuno.4


o essere utilizzata di volta in volta con lordine n pi`

Vediamo un altro esempio, relativo alla funzione logaritmica. Con f (x) = ln x, non possiamo calcolare il polinomio
centrato in x0 = 0 (cosa che sarebbe ovviamente comoda). Allora sono possibili due alternative: mantenere la funzione
f (x) = ln x e centrare la formula in un punto diverso da zero (ad esempio prendere x0 = 1), oppure cambiare la funzione
per poterla centrare in x0 = 0. Solitamente si preferisce la seconda e si considera la funzione f (x) = ln(1 + x). Quindi

funzione logaritmica f (x) = ln(1 + x). Calcoliamo il suo polinomio di Taylor di grado n centrato in x0 = 0.
Le prime derivate di f sono

Df (x) = (1 + x)1 , D2 f (x) = (1 + x)2 , D3 f (x) = 2(1 + x)3 , D4 f (x) = 6(1 + x)4 ...

quindi, calcolando le derivate in x0 = 0, abbiamo

Df (0) = 1 , D2 f (0) = 1 , D3 f (0) = 2 , D4 f (0) = 6 ...

Il polinomio di Taylor di grado 4 centrato in x0 = 0 `e allora


1 2 2 6
p4,0 (x) = x x + x3 x4
2! 3! 4!
x2 x3 x4
= x + .
2 3 4
Si capisce facilmente che lespressione generale del polinomio di grado n si pu`
o scrivere con
x2 x3 x4 (1)n1 n
pn,0 (x) = x + + ...+ x .
2 3 4 n
La formula di Taylor di ordine 4 `e allora
x2 x3 x4
ln(1 + x) = x + + o(x4 ) , per x 0
2 3 4
e quella di ordine n `e
x2 x3 x4 (1)n1 n
ln(1 + x) = x + + ...+ x + o(xn ) , per x 0. 5
2 3 4 n
Lo studente per esercizio pu`
o ricavare la formula della funzione f (x) = ln x centrata in x0 = 1.
Altra funzione elementare importante `e la funzione potenza x 7 x . Qui si presenta lo stesso problema della
funzione logaritmica: per alcuni valori di la funzione pu`
o non essere definita in zero ( negativo o irrazionale)
e per altri pu`
o non essere derivabile in zero (ad esempio = 1/3). Allora come prima manteniamo il punto
centrale x0 = 0 ma cambiamo la funzione considerando la
funzione potenza f (x) = (1 + x) . Scriviamo la formula di Taylor di ordine n centrata in x0 = 0. Le prime
derivate di f sono

Df (x) = (1 + x)1 , D2 f (x) = ( 1)(1 + x)2 , D3 f (x) = ( 1)( 2)(1 + x)3 ...

da cui, calcolando in x0 = 0, si ha

Df (0) = , D2 f (0) = ( 1) , D3 f (0) = ( 1)( 2) ...


2
4 Significa x
che potremo scrivere ex = 1 + x + o(x), oppure ex = 1 + x + 2!
+ o(x2 ), e cos` via, a seconda delle necessit`
a.
5 Si pu`
o scrivere in forma compatta, con il simbolo di sommatoria,
n
X (1)k1 k
ln(1 + x) = x + o(xn ) , per x 0.
k=0
k

x2
Casi notevoli sono: al primo ordine ln x = x + o(x), al secondo ordine ln x = x 2
+ o(x2 ), x 0.
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La formula di Taylor di ordine 3 `e allora

( 1) 2 ( 1)( 2) 3
(1 + x) = 1 + x + x + x + o(x3 ) , per x 0.
2! 3!
La formula di Taylor di ordine n `e

( 1) 2 ( 1) ( n + 1) n
(1 + x) = 1 + x + x + ...+ x + o(xn ) , per x 0. 6
2 n!

Riassumo qui di seguito gli sviluppi di Taylor trovati:

x2 x3 xn
ex = 1 + x + + o xn , per x 0.

+ + ...+
2! 3! n!
x2 x3 (1)n1 n
x + o xn , per x 0.

ln(1 + x) = x + ...+
2 3 n
( 1) 2 ( 1) ( n + 1) n
(1 + x) = 1 + x + x + ...+ x + o(xn ), per x 0.
2 n!

Esercizio 3.1 Scrivere la formula di Taylor del secondo ordine delle seguenti funzioni, centrata nel punto x0
indicato.
(a) f (x) = x + 1/x, in x0 = 1 (b) f (x) = ln(x + 2), in x0 = 1

(c) f (x) = e1/x , in x0 = 1 (d) f (x) = x, in x0 = 4

Esercizio 3.2 Scrivere la formula di Taylor di almeno il terzo ordine delle seguenti funzioni, centrata nel punto
x0 indicato, ricavandola dagli sviluppi noti (con sviluppi noti intendo quelli di ex , ln(1 + x) e (1 + x) , per x 0).
2
(a) f (x) = e2x , in x0 = 0 (b) f (x) = ex , in x0 = 0

(c) f (x) = x ln(1 x), in x0 = 0 (d) f (x) = ln(1 + x2 ), in x0 = 0



(e) f (x) = 1 + x2 , in x0 = 0 (f) f (x) = ln2 (1 + x), in x0 = 0

4 Uso della formula di Taylor nel calcolo dei limiti


La formula di Taylor pu`
o essere molto utile nel calcolo dei limiti. Vediamo un po di esempi in merito.
Esempi
ex 1
Consideriamo il limite notevole lim . Per la formula di Taylor, ex = 1 + x + o(x), per x 0. Quindi
x0 x
ex 1 1 + x + o(x) 1 x + o(x)
lim = lim = lim = 1.
x0 x x0 x x0 x

ln(1 + x)
Consideriamo laltro limite notevole lim . Per la formula di Taylor abbiamo che ln(1 + x) = x + o(x),
x0 x
per x 0. Quindi
ln(1 + x) x + o(x)
lim = lim = 1.
x0 x x0 x
6 Un
1
caso notevole `
e per la funzione f (x) = 1 + x, per la quale si ha, al primo ordine 1+x = x+ 2
x + o(x), x 0, e al secondo

ordine 1 + x = x + 12 x 18 x2 + o(x2 ), x 0.
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(1 + x) 1
Consideriamo il terzo limite notevole: lim . Per la formula di Taylor abbiamo che (1 + x) =
x0 x
1 + x + o(x), per x 0. Quindi

(1 + x) 1 1 + x + o(x) 1 x + o(x)
lim = lim = lim = .
x0 x x0 x x0 x

Negli esempi fin qui visti sono sempre stati sufficienti gli sviluppi al primo ordine, ma pu`
o succedere che non sia
cos`, come nel seguente esempio:
ex 1 x
Consideriamo il lim . Se usiamo la formula del primo ordine abbiamo
x0 x2
ex 1 x 1 + x + o(x) 1 x o(x)
lim = lim = lim 2
x0 x2 x0 x2 x0 x

e qui non possiamo stabilire il risultato. Se invece usiamo la formula del secondo ordine abbiamo
x2 x2
ex 1 x 1+x+ 2 + o(x2 ) 1 x 2 + o(x2 ) 1
lim 2
= lim = lim = .
x0 x x0 x2 x0 x2 2

ln(1 + x) x
Consideriamo il lim . Se usiamo la formula del primo ordine abbiamo
x0 x2
ln(1 + x) x x + o(x) x o(x)
lim = lim = lim 2
x0 x2 x0 x2 x0 x

e non possiamo stabilire il risultato. Se invece usiamo la formula del secondo ordine abbiamo
x2 2
ln(1 + x) x x 2 + o(x2 ) x x2 + o(x2 ) 1
lim 2
= lim 2
= lim 2
= .
x0 x x0 x x0 x 2

x ln(1 + x)
Consideriamo il lim . Qui in realt`
a basta la formula del primo ordine. Infatti abbiamo
x0 1 1+x
x ln(1 + x) x x + o(x) o(x)
lim = lim = lim x = 0.
x0 1 1+x x0 1 1 x + o(x) x0 + o(x)
2 2

Lo studente, per esercizio, provi a risolverlo usando la formula al secondo ordine.

Osservazione E ` chiaro che a priori non possiamo sapere se baster`a la formula del primo ordine o sar`a necessaria
quella di un ordine pi`
u elevato. Si pu`
o provare con il primo e, se ci si accorge che non basta, si prova con il secondo.
Dagli sviluppi notevoli si ricavano immediatamente gli equivalenti sviluppi a +. Chiarisco il significato. Con-
sideriamo ad esempio la funzione f (x) = ln 1 + x1 . La quantit` a x1 tende a zero per x +. Quindi, usando la


formula di Taylor del primo ordine possiamo scrivere


   
1 1 1
ln 1 + = +o , per x +.
x x x
Analogamente abbiamo  
1/x 1 1
e =1+ +o , per x +.
x x
E ancora    
1 1
1+ =1+ +o , per x +.
x x x
Possiamo generalizzare quanto appena visto. Se f `e una funzione che tende a zero per x c (qualunque, anche
infinito), allora valgono i seguenti sviluppi del primo ordine:
 
ln 1 + f (x) = f (x) + o f (x) , per x c

ef (x) = 1 + f (x) + o f (x) , per x c



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1 + f (x) = 1 + f (x) + o f (x) , per x c

Lo studente per esercizio scriva le corrispondenti formule del secondo ordine.


Esempi Possiamo scrivere ad esempio
ln 1 + x2 = x2 + o x2 , per x 0
 


e x = 1 + x + o x , per x 0
2
1 x2 = 1 x2 + o x2 , per x 0.


La formula quindi pu` o essere utilmente applicata anche in situazioni che apparentemente non sembrano adatte, ad
esempio quelle di calcolo di limiti con x che tende allinfinito.
Esempio Consideriamo il  
lim x2 e1/x 1 .
x+

Si tratta di una f.i. del tipo + 0. Usando uno degli sviluppi visti sopra si pu`
o scrivere
     
lim x2 e1/x 1 = lim x2 1 + 1/x + o(1/x) 1 = lim x + o(1/x) = +.
x+ x+ x+

Si poteva per`o anche utilizzare il cambio di variabile 1/x = y e ottenere


  ey 1
lim x2 e1/x 1 = lim
x+ y0+ y2
y + o(y)
(per la formula di Taylor) = lim
y0+ y2
1
= lim
y0+ y
= +.

5 Soluzioni degli esercizi

Esercizio 1.1

(a) Le derivate di f sono


f (x) = 4x3 2x , f (x) = 12x2 2 , f (x) = 24x
e quindi si ha f (1) = 1, f (1) = 2, f (1) = 10, f (1) = 24.
10 24
Pertanto il polinomio `e p3,1 (x) = 1 + 2(x 1) + 2! (x 1)2 + 3! (x 1)3 = 1 + 2(x 1) + 5(x 1)2 + 4(x 1)3 .
(b) Le derivate di f sono
1 1
f (x) = , f (x) =
x x2
e quindi si ha f (e) = 1, f (e) = 1e , f (e) = e12 .
Pertanto il polinomio `e p2,e (x) = 1 + 1e (x e) 1
2e2 (x e)2 .
(c) Le derivate di f sono
1 2
f (x) = , f (x) =
x2 x3
e quindi si ha f (2) = 21 , f (2) = 41 , f (2) = 41 .
1
Pertanto il polinomio `e p2,2 (x) = 2 14 (x 2) + 18 (x 2)2 .
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Esercizio 3.1

(a) La funzione `e derivabile almeno due volte in un intorno di x0 = 1 e si ha

f (x) = 1 1/x2 e f (x) = 2/x3 , da cui f (1) = 0 e f (1) = 2.

Pertanto la formula di Taylor `e


2
2 + 0 (x 1) + (x 1)2 + o (x 1)2

x + 1/x =
2
2 + (x 1)2 + o (x 1)2 , per x 1.

=

(b) La funzione `e derivabile almeno due volte in un intorno di x0 = 1 e si ha

f (x) = 1/(x + 2) e f (x) = 1/(x + 2)2 , da cui f (1) = 1 e f (1) = 1.

Pertanto la formula di Taylor `e


1
0 + 1 (x + 1) (x + 1)2 + o (x + 1)2

ln(x + 2) =
2
1
x + 1 (x + 1) + o (x + 1)2 , per x 1.
2

=
2

(c) La funzione `e derivabile almeno due volte in un intorno di x0 = 1 e si ha

f (x) = e1/x (1/x2 ) e f (x) = e1/x 1/x4 + e1/x 2/x3 .

Pertanto la formula di Taylor `e


3
e1/x = e e(x 1) + e(x 1)2 + o (x 1)2 , per x 1.

2

(d) La funzione `e derivabile almeno due volte in un intorno di x0 = 4 e si ha


1 1
f (x) = e f (x) = .
2 x 4 x3
Pertanto la formula di Taylor `e
1 1 1
(x 4)2 + o (x 4)2

x = 2 + (x 4)
4 2 32
1 1
(x 4)2 + o (x 4)2 , per x 4.

= 2 + (x 4)
4 64

Esercizio 3.2

(a) f (x) = e2x , con x0 = 0. Dallo sviluppo di ey = 1 + y + y 2 /2 + o(y 2 ), per y 0, sostituendo ad y la quantit`
a 2x,
si ottiene
(2x)2
e2x = 1 + (2x) + + o (2x)2 , per x 0

2
e cio`e
e2x = 1 + 2x + 2x2 + o x2 , per x 0.


2
(b) f (x) = ex , con x0 = 0. Dallo sviluppo di ey = 1 + y + y 2 /2 + o(y 2 ), per y 0, sostituendo ad y la quantit`
a
x2 , si ottiene
2 (x2 )2
ex = 1 + (x2 ) + + o (x2 )2 , per x 0

2
e cio`e
2 x4
ex = 1 x2 + + o x4 , per x 0.

2
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(c) f (x) = x ln(1 x), con x0 = 0. Dallo sviluppo di ln(1 + y) = y y 2 /2 + o(y 2 ), per y 0, sostituendo ad y la
quantit`
a x, si ottiene
x2
+ o x2 , per x 0

ln(1 x) = x
2
e quindi
x3
x ln(1 x) = x2 + o x3 , per x 0.

2
(d) f (x) = ln(1 + x2 ), con x0 = 0. Ancora dallo sviluppo di ln(1 + y) = y y 2 /2 + o(y 2 ), per y 0, sostituendo ad
y la quantit`a x2 , si ottiene
x4
ln(1 + x2 ) = x2 + o x4 , per x 0.

2

(e) f (x) = 1 + x2 , con x0 = 0. Dallo sviluppo di 1 + x = 1 + 21 x 18 x2 + o(x2 ) si ottiene
p 1 1
1 + x2 = 1 + x2 x4 + o x4 , per x 0.

2 8

(f) f (x) = ln2 (1 + x), con x0 = 0. Partiamo dallo sviluppo del secondo ordine di ln(1 + x) = x x2 /2 + o(x2 ), per
x 0. Allora possiamo scrivere
2
x2

ln2 (1 + x) = x + o(x2 ) .
2
Procedendo formalmente e sviluppando il quadrato del trinomio (potenze notevoli della prima lezione del corso)
possiamo scrivere
2
x2 x4

x 2
+ o(x ) = x2 + + o(x4 ) x3 + o(x3 ) + o(x4 ). 7
2 4
Si faccia attenzione ora. La scrittura ottenuta `e corretta, ma volendo semplificarla riunendo le quantit`
a
trascurabili, ci permette di scrivere solo
x2 x3 + o(x3 ).
a o(x3 ) (si consideri
In altre parole, non possiamo tenere per buone le quarte potenze, data la presenza di quantit`
4 3
che x `e o(x )). Abbiamo ottenuto quindi lo sviluppo del terzo ordine, e non del quarto come forse si poteva
sperare.
Ora vediamo che cosa avremmo ottenuto partendo dallo sviluppo del primo ordine ln(1 + x) = x + o(x), per
x 0. Elevando al quadrato

(x + o(x))2 = x2 + o(x2 ) + o(x2 ) = x2 + o(x2 ).

Non possiamo avere nessuna informazione in pi`


u oltre a quella fornita dallunico termine non trascurabile.

7 Si ricordi, lo abbiamo visto in una precedente lezione, che sono del tutto leciti passaggi formali del tipo
x o(x) = o(x2 ) oppure (o(x))2 = o(x2 ).
Non valgono per le propriet`
a delle potenze, ma valgono in conseguenza della definizione del simbolo o.