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SAVERIO CARILLO, MARINA DAPRILE

Conservazione e valorizzazione dei beni culturali. Il caso della Comuni-


t Montana Alento-Monte Stella*

Lesperienza che viene illustrata nel presente le dellimpatto determinato dagli interventi e
contributo nata nellambito dellunit di ricer- dalle azioni di sviluppo.
ca interessata alla tematica di conservazione e Nellambito del Progetto dimostratore volto
valorizzazione dellesistente per un progetto a alla individuazione dellEcomuseo diffuso del
dimensione territoriale maturato a seguito di Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Dia-
uno studio multidisciplinare prodotto dal Cen- no, per lunit di ricerca afferente alle discipli-
tro regionale di Competenza del Benecon vo- ne conservative, coordinata dal prof. Giuseppe
luto dalla Regione Campania. Il Benecon (Beni Fiengo, si provveduto, dintesa con un grup-
Culturali, Ecologia, Economia per il recupero po di giovani architetti coinvolti nel lavoro sul
produttivo) uno dei dieci Centri di Compe- campo, alla redazione di rilievi e registrazioni
tenza promossi dalla Regione Campania, As- di episodi salienti (archh. A. Capasso, S. Ca-
sessorato allUniversit e Ricerca Scientifica vallaccio, C. De Marco, L. Ferri, M. Nuzzo) per
- Innovazione Tecnologica e Nuova Economia - lindividuazione di parametri conologicamente
Sistemi informativi e Statistica, per il sostegno significativi tesi a definire le temporalit mate-
e il trasferimento tecnologico alle imprese di riche delle fabbriche, nonch allallestimento
know-how innovativo. Finanziato con la Misura di uno strumento sinottico volto a supportare
3.16 P.O.R. Campania 2000-2006, presenta una una guida minima alloperativit con il coordi-
dote di 250 ricercatori appartenenti a quattro namento degli scriventi.
atenei campani e a due centri di ricerca e un Dintesa con gli altri apporti che, sempre
patrimonio di attrezzature scientifiche del va- sul piano del metodo, i diversi ambiti scienti-
lore di 9.600 milioni di euro. Attraverso il suo fici - dalleconomia allingegneria strutturale,
network di competenze multicriteri@ realizza dallarea della rappresentazione e del rilievo
uno spin off in grado di incrementare il capi- alla tecnologia dei materiali - hanno fornito
tale territoriale attraverso il diretto coinvol- alliniziativa, attraverso lelaborazione multi-
gimento degli attori sociali, individuando lo disciplinare di progetti di massima, relativi a
stato del patrimonio esistente, definendo le subaree e contesti edilizi organicamente deli-
corrette strategie e costituendo un indotto per mitati, lesperienza in parola ha realizzato un
la formazione e la crescita del lavoro. Benecon interessante contributo nel quadro della pia-
promuove non solo la crescita competitiva del nificazione cosiddetta complessa offrendo, gi
territorio attraverso il trasferimento di cono- soltanto per le competenze coinvolte e per le
scenza, ma permette anche una verifica tota- modalit di gestione dei risultati, ripetuti spun-

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ti alla riflessione metodologica ed al concreto Gli elementi strutturali
operare.
Secondo i livelli di approfondimento succes- Lanalisi dei contesti edilizi si avvalsa dellinda-
sivi che, per definizione, articolano una piani- gine diretta. Dalla determinazione dei caratteri
ficazione strategicamente complessa, il nostro morfologico-dimensionali alla connotazione ma-
contributo si espletato nel passaggio alla terica dei sistemi strutturali (murature e orizzon-
scala edilizia, in funzione di scelte urbanistico- tamenti) e dei corrispondenti elementi costruttivi,
territoriali gi delineate, con iter e modalit fino alla qualificazione degli effetti del degrado,
multidisciplinari, nella prima parte del piano. del dissesto e delle alterazioni superficiali, ogni
Cos strutturato, il lavoro ha previsto due piani dato, catalogato secondo sperimentati protocolli,
dazione, sinergicamente, rivolti allelaborazio- stato riportato su carte e schede tematiche. In
ne di un apporto innanzitutto metodologico, particolare, la definizione delle qualit costituenti
in grado di colmare le vaste lacune che, pro- ha evidenziato le invarianti morfologiche, metri-
fessionisti e enti pubblici, ancor oggi, rivelano che e dapparecchio, funzionali alla creazione di
nellambito dellapplicazione di una pratica po- cronotipi1, mentre dalla lettura delle alterazioni
litica ecologicamente efficace. sono emerse le coordinate necessarie allindi-
La presente fatica offre un apparato meto- viduazione di categorie dintervento, ordinate a
dologico di riferimento alla redazione di ana- formare una sorta di guida operativa, senza for-
lisi conoscitive, interpretative e diagnostiche, nire un prontuario di ricette o un insieme di casi
propedeutiche allazione di salvaguardia pro- esemplari, nel quadro di un approccio rigorosa-
priamente detta, alla quale compete, difatti, la mente conservativo dello status quo2.
seconda parte di questo contributo. Attraverso Unimportante tradizione, rintracciabile so-
il richiamo a categorie dintervento e/o con la prattutto nelle zone dellAlento e contermini, al-
generale descrizione delle modalit dazione, meno dalla prima et moderna, fa corrispondere
sono state fissate, caso per caso, le linee-gui- alla larga presenza di argille un generale ricorso
da principali del futuro progetto conservativo, a malte ed impasti di calce cos additivati3.
vale a dire, indirizzi ed obiettivi che definiscono La conservazione di queste manifatture, spesso
un intervento compatibile, efficace e coeren- degradate da fenomeni erosivi indotti da umidit
te per il singolo edificio, come per lo specifico dinfiltrazione, soprattutto nelle porzioni di coro-
elemento costruttivo. namento, a contatto con il suolo ed, in generale,
Lesperienza di lavoro, confluita nella gestione sulle cortine, impone preliminarmente una capil-
tecnica dello studio di Piano di conservazione e lare campionatura degli impasti, per lindividua-
valorizzazione della Comunit montana Alento- zione analitica delle connotazioni materiche e per
Monte Stella, in provincia di Salerno, offre un la valutazione dei composti da impiegare nelle
contributo nella redazione delle analisi prope- malte da reintegrazione, coadiuvando loperato
deutiche alla pianificazione. Il nostro apporto con la predisposizione e la riparazione di presidi
specifico si realizza, principalmente sul piano del per lallontanamento e la regimentazione delle
metodo, a livello edilizio. acque piovane4.

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Sempre nellarea dellAlento nonch in altre
realt dellentroterra salernitano, pure esterne
al Parco, ricorrono i cosiddetti pullicielli, alme-
no dallet contemporanea fino ai primi decenni
del secolo scorso. Le evidenze rivelano uno stra-
to di spessore circa 2-2.5 cm, a diretto contatto
del paramento lapideo esterno. La calce, talvolta
non miscelata correttamente ed anche non cotta
a sufficienza, mischiata a sabbie di granulome-
trie eterogenee, tendenzialmente medio-grandi,
spesso arricchite dalla presenza di argilla. Su que-
sto rinzaffo appena predisposto, i muratori inse-
rivano a forza i pullicielli - frammenti fittili di di-
versa provenienza (mattoni, coppi, riggiole), con
lato maggiore in media di 1-2 cm - soprattutto
in corrispondenza delle superfici di pi evidente
displanarit, nelle commessure ed in eventuali 1. Bacino dellAlen-
to,CasaleD,prospet-
lacune. Quando presente, a questo primo strato to esterno, particolare.
era sovrapposto un secondo rivestimento (finitu- Ladozione dei pullicielli
ra), a base di sabbia tendenzialmente medio-fine, consent il riutilizzo di
frammenti e spezzoni
poi tinteggiato, attualmente, in molti casi assai la- prodotti dai crolli indotti
cunoso o praticamente perduto. dai terremoti.
Ladozione dei pullicielli - evidentemente fun-
2.Vatolla, palazzo Var-
zionale ad una presa migliore, anche in ragione gas, prospetto poste-
della difficolt di mantenere lintonaco che molti riore, particolare. Le
copertine murarie, qui
fra i litotipi autoctoni presentano - consente al- di spessore compreso
tres di contestualizzare questuso al susseguirsi tra 10 e 17 cm, riutilizza-
di una serie sismica di non elevata intensit, a vano anche il materiale
minuto proveniente da
cominciare allincirca dalla fine del Settecento. crolli e demolizioni. La
I frammenti descritti, facilmente, provengono riconfigurazione della
da eventi calamitosi, quali i terremoti. La storica geometria delle faccia-
te, comunque, realizzata
sismicit dellarea - interessata da pochi grandi dalle fodere murarie, in
eventi e da tanti di media intensit - caratterizza questo caso, funzio-
nale alloccultamento
alquanto le culture costruttive locali, motivando
del giunto tra i due pa-
la diffusione di elementi e presidi progettati per ramenti di differente
risolvere o prevenire i danni tellurici. Tali predi- impianto (sulla destra
dellimmagine).
sposizioni si osservano a SantAngelo a Fasanella
ed, in misura minore, a Cicerale, Vatolla, Perdifu-

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mo. Al pi possono ascriversi al tardo XVIII e, so- tipo su un altro discendono alcune peculiarit ri-
prattutto, al XIX secolo. Si configurano come con- scontrabili nelle tessiture, in primis, per la diver-
trafforti, ringrossi murari puntuali, anche scarpati sa lavorabilit di arenarie e calcareniti rispetto ai
- eretti nelle porzioni di maggiore sollecitazione e calcari dolomitici. Vi sono elementi distintivi della
nelle sezioni sottoposte ad eccentricit del cari- tradizione muraria locale che configurano delle
co - come fodere e sottili controfacciate5, nonch invarianti di merito nellarco temporale conside-
come radiciamenti, specie al piano terra - dove rato, innanzitutto, in ragione dellapprovvigio-
architravi di porte e finestre hanno tenute par- namento della pietra, sempre ricavata dai locali
ticolarmente lunghe (almeno 65-70 cm), talvolta affioramenti, nonch per la scarsa permeabilit
asimmetriche, allungate da un solo lato sino al alle innovazioni di una pratica edilizia, ad eccezio-
cantonale. Pi rari, infine, le catene lignee, gene- ne di pochi casi aulici, autoctona e poco o nulla
ralmente visibili sulla fronte dingresso a livello specializzata. La mancata lavorazione delle pietre
del primo calpestio, e gli archi trasversali, a con- correnti, lasciate rustiche, influenza anchessa gli
trasto fra opposte cortine. Il repertorio descritto apparecchi che, seppure nella variabilit di distin-
rivela, per, carenze importanti sul profilo strut- te declinazioni, si riconoscono uniformemente
turale, specie per la resistenza alle forze orizzon- del tipo a cantieri, con disposizioni tra gli oriz-
tali, innanzitutto perch le membrature manca- zontamenti pi regolari, soprattutto dove si sono
no, in generale, di adeguate cuciture trasversali6. impiegate arenarie e calcareniti, poich lo spacco
Gli stessi radiciamenti sono spesso inefficaci; secondo piani di stratificazione pressappoco pa-
lasimmetria delle tenute realizza difatti una di- ralleli ed orizzontali ha agevolato una regolariz-
scontinuit e, quindi, unanomala distribuzione zazione, spesso apparente, dei paramenti, alla
delle sollecitazioni, a dispetto del comportamen- quale non corrisponde, difatti, un generalizzato
to scatolare che, invece, sarebbe necessario ga- concatenamento trasversale. A questo riguardo
rantire. utile il confronto tra gli apparati murari di Cicera-
Dalla lettura degli apparati murari, secondo le le, dove prevalgono le arenarie, e di SantAngelo
modalit predisposte nelle competenti schedature, a Fasanella, dove la durezza di calcari e calcareniti
discende lindividuazione dei parametri necessari ha favorito la diffusione di apparecchi con volumi
alla determinazione di modelli cronotipologici7. rustici eterogenei, spesso medio-piccoli, accata-
La maggiore quantit di informazioni raccolte stati in verticale a formare file sfalsate e conver-
compete le et moderna e contemporanea; per genti di due o tre elementi sovrapposti, con ricor-
questi periodi stato immediato il riscontro delle si in genere pi distanziati (51-52 cm), rispetto
poche fonti indirette, strumentali allattribuzione allaltro repertorio citato10.
di campioni filologicamente datati8. Partendo dal- Posto che la tecnica descritta, evidentemente
le considerazioni pi generali, luso corrente delle tributaria delle modalit di assemblaggio a sec-
specie litiche autoctone (calcari, calcareniti ed are- co, caratterizza, con ben poche varianti, lintero
narie) di pi facile approvvigionamento corrispon- repertorio di opere indagate, pi interessanti ai
de allo sfruttamento dei banchi rocciosi affioranti fini di un ordinamento cronotipologico sono,
nelle singole localit9. Dalla preponderanza di un piuttosto, altri parametri, quali lassortimento

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(eterogeneo, omogeneo) e la grandezza (grande, secolo luso delle zeppe, anche dorigine fittile, si
medio, piccolo) dei volumi lapidei ed, in secon- generalizza, insieme alle predisposizioni attuate
da battuta, il modo in cui sono stati sistemati gli per la prevenzione del danno sismico11.
elementi tra un orizzontamento e laltro e la con- Per quanto concerne gli interventi relativi alle
fezione del nucleo. A Cicerale, dove nel materiale opere murarie, occorre distinguere le lesioni ed i
misto adoperato prevalgono le arenarie, le mura- dissesti dai fenomeni di deterioramento di mate-
ture pi antiche, quasi a filaretto, si apprestano riali e superfici. Per i primi, si distinguono lesioni
come dei mini-cantieri, almeno fino a tutto il XVII in corrispondenza dei cantonali e delle aperture
secolo, allincirca alti un palmo e mezzo (39-40 - ad indicare un cattivo immorsamento tra spalle
cm), di rado 2 palmi (50-52 cm), definiti dallin- e parapetto o un cedimento fondale - ed i fuo-
serimento al bordo superiore di materiale minuto ripiombo e gli sganciamenti, a riprova della ten-
di pareggiamento e di pietre pi grandi, di forma denza del muro ad aprirsi sotto lazione di spinte.
particolarmente allungata e con assetti orizzon- Per le forme di degrado si osservano sia fenomeni
tali quasi regolari, usate di fascia come pure nei legati ai materiali impiegati (erosione, scagliatura,
cantonali, per meglio definire la corrispondenza fatturazione, mancanze) sia alla presenza di agen-
dei ricorsi. Questi nuclei, se inferiori ad 1 m, sono ti biologici (patine e licheni). Nel quadro di inter-
stati confezionati contestualmente ai paramenti venti compatibili pi generali sono possibili, per la
e, pur non presentando elementi lapidei lunghi scatola muraria, le integrazioni puntuali e parziali
almeno la met del grosso del muro, presentano di parti compromesse, gli speroni murari e le ca-
un discreto ingranamento trasversale, vigendovi tene o le travi-catena; per le murature, puliture e
una sufficiente distribuzione, sia in orizzontale sia disinfestazioni, risarciture e stilature dei giunti di
in verticale, di pietre di punta, con il lato lungo malta con impasti analoghi ai precedenti, nonch
trasversale alla parete. protezione delle superfici con prodotti traspiranti
Le caratteristiche elencate subiscono alcune non pellicolanti.
modifiche nel XVIII ed, in maniera pi marcata, Relativamente allo stato di conservazione in
nel XIX secolo. Contestualmente al generale incre- cui versano le strutture indagate, non si pu tace-
mento dellattivit edilizia, si osserva il proliferare re della grave perdita rappresentata dalla scom-
di apparecchi che ad una migliore distribuzione parsa di gran parte degli originali orizzontamenti
delle pietre sul paramento - con volumi tenden- lignei, molti dei quali sostituiti anche in risposta
zialmente eterogenei e giunti spesso sottili, in al sisma del 1980, oggi presenti per lo pi nelle
ragione delle tante zeppe inserite nelle commes- fabbriche abbandonate o a copertura di terranei,
sure - accompagna un ingranamento trasversale depositi e di qualche supportico12. Gli esemplari
carente, connotato dalla discontinuit esistente rimasti devono essere, quindi, oggetto precipuo
tra i due paramenti, collegati dal solo inserimento di tutela, tanto da renderne ancora pi importan-
di scaglie e asche di riempimento, dosate in un te la determinazione dei cronotipi13.
conglomerato a base di calce, con rare pietre di La maggioranza delle strutture osservate im-
punta, comunque, di lunghezza insufficiente. In piega unorditura semplice di travi tonde, spes-
pieno Ottocento e fino ai primi decenni del XX so di castagno, soltanto scortecciate (scorzate)

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3. Studio di progetto di
conservazione Alento-
Monte Stella, scheda
di rilievo di un caso stu-
dio a Cicerale, palazzo
Marchesale Carafa Pri-
micile, loggiato, solaio
in travi tonde, tavole
e chiancole, fine XVIII -
inizio XIX sec. (rilevato-
ri: archh. A. Capasso, S.
Cavallaccio, C. De Mar-
co, L. Ferri, M. Nuzzo).

4, 5, 6, 7. Studio di pro-
getto di conservazione
Alento-Monte Stella,
schede di rilievo e gui-
da ai provvedimenti
conservativi di due casi
studio nel Comune di
Cicerale: palazzo mar-
chesale Carafa Primici-
le, ala nord, piano terra,
solaio in travi asciate,
solarini e chiancarelle
di sostituzione, ed edi-
ficio in corso Umberto
I, 28, vestibolo, solaio
in travi asciate, solari-
ni, chiancarelle e due
tarcenali scorzati (ri-
levatori: archh. A. Ca-
passo, S. Cavallaccio, C.
De Marco, L. Ferri, M.
Nuzzo).

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e predisposte alternando, secondo il lato corto dissesto. Gli androni, i supportici ed i locali terra-
del vano, la cima e la base dei fusti 14. A queste nei vedono, alquanto uniformemente, il progre-
travi era sovrapposto, in genere, un tavolato, dire di fenomeni legati alla presenza di umidit
spesso anchesso di castagno, o pi di recente ambientale, come rivelano le alterazioni cromati-
le cosiddette chiancarelle, in ogni caso, media- che e le sgorature, a testimonianza di attacchi, so-
mente soltanto poggiati sulle travi principali15. prattutto fungini, di diverso tipo, intensit e data-
Uno strato di cretonato ed uno superiore di pa- zione. Non manca qualche caso di marcescenza,
reggiamento per ospitare il pavimento comple- in corrispondenza delle teste delle travi a diretto
tavano lapparecchio16. contatto con il muro.
I parametri che pi marcatamente influenza- I dissesti pi comuni corrispondono a fenome-
no lo svolgimento dei cronotipi riguardano lavo- ni di sfibramento, svergolamento e imbarcamen-
razione e misura della sezione delle travi, tipo to a carico di singoli elementi e, pi rari, rotture e
di materiale costituente lorditura secondaria cedimenti puntuali. Anche le orditure secondarie
ed, in misura minore, la dimensione delle vale- sono interessate, talvolta, da alterazioni di tipo
re (interassi tra gli elementi portanti). In qual- strutturale, con deformazioni e rotture, in genere,
che manufatto pi antico (XVII-inizi XVIII sec.) dovute a problemi di sovraccarico.
si sono osservate travi asciate anzich scorzate, Luso dei tarcenali (travi lignee inserite trasver-
con diametro medio di circa 20 cm, allestite con salmente allintradosso) e delle ginelle rompitrat-
solarini in media di 13-20 cm di lato per 3-3.5 ta, generalmente anchesse di castagno, collegati
cm di spessore17. La valera compresa tra 0.80 con strasciolette di ferro allelemento portante da
e 1.10 cm. Tra la fine del XVIII ed il XIX secolo rinforzare e, pi di recente, il ricorso alluso tra-
le travi, solo scortecciate, hanno sezioni lieve- sversale delle putrelle, testimoniano i ripetuti pre-
mente minori (18-16 cm), mentre le valere sono sidi cui, per problemi di inflessione e di sovraccari-
pressappoco costanti, raramente inferiori a 90 co, questi solai sono stati nel tempo sottoposti. Le
cm o di poco superiori a 1 m (1.05 m). Le tavo- condizioni descritte impongono, innanzitutto, un
le pure si mantengono appena pi piccole della monitoraggio attento per stabilire tempi, modali-
fascia cronologica precedente, con lunghezze di t ed eventualit di un azione conservativa basata
13-15 cm e spessori di 2.5-3 cm. Contrariamen- sulla rimozione e la prevenzione delle alterazioni di
te ai casi pregressi, questi ultimi impalcati ricor- origine biologica e strutturale, nel tempo sedimen-
rono, per, pi diffusamente alle chiancarelle tatesi. Meno gravosa, forse, la determinazione
(8-10x3-3.5 cm), usate contestualmente anche degli attuali stati tensionali e dei quadri di carico,
nelle strutture pi antiche per la sostituzione di in vista di interventi di rinforzo compatibili con il
solarini ammalorati. Tra le finiture non sono rare ruolo di soli coadiuvanti dellazione resistente. In
lincalcinatura dellintradosso e limprimitura considerazione delle caratteristiche suesposte, le
a catrame, per offrire una maggiore resistenza operazioni previste possono comprendere la disin-
allumidit ed allaggressione biologica. festazione e la disinfezione da attacchi biologici, la
Le condizioni in cui versano gli esemplari cam- pulitura dei singoli elementi, linserimento di pre-
pionati riflettono forme distinte di degrado e di disposizioni lignee o metalliche di rinforzo, luso di

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8. Cicerale, edificio
in via S. Leone 24, ve-
stibolo, solaio in travi
tonde, tavole e ginella
rompitratta (XIX sec.),
particolare. A volte,
allincatramatura si
accompagnava anche
lincalcinatura dellin-
tradosso. Si notino le
strasciolette in ferro (2
cm) che legano la ginel-
la alla trave.

9. Cicerale, palazzo
m a rc h e s a l e C a ra fa
Primicile, ala nord,
primo piano, partico-
lare dellestradosso
dellimpalcato infe-
riore. Al cretonato si
sovrappone uno strato
di pareggiamento ed il
pavimento in riggiole.

10. Cicerale, palazzo


marchesale Carafa Pri-
micile, piano nobile,
salone, particolare. La
soffittatura realizza-
ta con un impalcato
ligneo ordito con le ca-
tene delle soprastanti
capriate; ad esse sono
inchiodati, dal basso,
solarini e chiancarelle
di castagno decorati
con dipinture di gusto
tardobarocco.

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catene, ottenute anche trasformando le travi esi- custodi oltre che normare laspetto burocratico,
stenti in travi-catena, la coibentazione o con fibre renderebbe tale esperienza produttrice di appor-
isolanti dallintradosso, o dallestradosso, con strati ti contenutistici alla conoscenza. Lidea, dunque,
al di sotto dei pavimenti ed, infine, soltanto dove che lAmministrazione pubblica debba condurre,
realmente necessario, la sostituzione di singoli ele- o almeno adottare, procedure e protocolli di ri-
menti lignei compromessi e irrecuperabili, con altri cerca, permetterebbe la costituzione di strumenti
analoghi per forma e materiali18. operativi a scala locale, tesi anche a conservare il
know-how di cui lo stesso brano edilizio palese
esplicitazione. Se, infatti, il variare di materiali e
Le provvidenze per le finiture di tecniche murarie costituisce forse una della pi
significative cifre di lettura delle identit locali,
Il lavoro preparatorio per la redazione dello studio cos come rappresenta il peculiare strumento di
di Piano di conservazione e valorizzazione delle decodificazione del variare dei paesaggi urbani,
unit urbanistiche afferenti allareale geografico di poter dominare le leggi della conoscenza e delle
pertinenza ha individuato in alcune precondizio- capacit interpretative offre garanzie ulteriori ai
ni generali le occasioni metodologiche entro cui fini di una pi consapevole azione di protezione
supportare e far nascere gli indirizzi conservativi del patrimonio edilizio minore.
sottoscritti dallo strumento di salvaguardia. Alcuni Aspetto significativo al riguardo pertiene,
aspetti, ormai conclamati della cultura della con- conseguentemente, le modalit di protezione
servazione, come il ritenere la stessa esperienza di tutti quegli elementi tradizionali che, in ge-
di indagine sui manufatti edilizi quale occasione nere, considerati di minore rilevanza culturale
privilegiata per la conoscenza e per lapprendi- sono maggiormente soggetti a rimozione e so-
mento delle tecniche costruttive tradizionali e stituzione con pi aggiornati e seriali prodotti
sua merc linvenzione di momenti operativi per delledilizia. Paradossalmente un infisso ligneo,
mettere in essere misure di conservazione, di- ad esempio, per quanto debole e in stato di con-
ventano irrinunciabili steps per vedere maggior- servazione precario, trattiene molta pi sapien-
mente approfondito litinerario di ricerca. Daltra za costruttiva di moderne realizzazioni in allu-
parte anche gli studi sulle tecniche costruttive minio anodizzato che, non solo alterano i valori
tradizionali hanno introdotto, sistematicamen- formali e figurali degli ambienti tradizionali, ma
te da circa due decenni19, modalit di riferirsi ne favoriscono, con il processo di sostituzione
alledilizia tradizionale con atteggiamenti pi par- degli elementi di finitura, laccelerazione del
tecipati. La considerazione, poi, che lattivit di meccanismo di trasformazione dellesistente.
catalogazione rappresenta un nodo sostanziale Le modalit di recupero degli antichi manufatti
dellimpegno, operativit che, per conseguen- rappresentano, sostanzialmente, il nodo crucia-
ti ragioni, richiederebbe anche una trasforma- le dellintero progetto di conservazione, giacch
zione concettuale degli stessi uffici comunali, in possono innescare un sistema di interfacce eco-
cui i tecnici sono chiamati a professionalizzare nomico per il quale il recupero e il restauro di
il proprio contributo svolgendo anche mansioni opere di finitura, secondo metodi tradizionali di-
interpretative della realt edilizia di cui sono ventano, in prima istanza, non convenienti.

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La prospettiva di lettura dellimpegno conser- stessi solo nella sfera privata e nellintimit del
vativo deve cambiare gli angoli visuali attraverso faccia a faccia21, non hanno pi una modalit en-
cui si procede alla valutazione complessiva del tro cui possono riconoscersi anche e soprattutto
progetto economico che supporta lintervento come soggetto sociale.
di restauro urbano. Si tratta, in buona sostanza, Il lavoro condotto attraverso il piano diventa
anche di adoperarsi affinch meccanismi virtuosi inevitabilmente un impegno civile di accultura-
di recupero, nellambito del contesto del tessuto zione attorno ad un progetto conservativo che
edilizio, anche di risvolti socio-economici con- prima di tutto loccasione per meglio definire gli
nessi a lavori ed attivit tradizionali, che possono aspetti identitari di una singola realt urbana e so-
contribuire a creare limplicito volano di crescita cio-economica. Si tratta dunque di procedere in un
di uneconomia locale, siano aiutati a svilupparsi, lavoro che punti alla riappropriazione del lavoro
rappresentando anche il carattere peculiare di una tradizionale come occasione precipua di una cre-
specifica identit. scita sul piano qualitativo delle esperienze di vita
Se, inevitabilmente, un infisso ligneo tradiziona- comune, laddove la modernit, anche portatrice di
le riparato o restaurato costa, proprio per linter- notevoli agevolazioni sul piano della gestione della
vento in s, una somma superiore ad uno nuovo vita convivenziale non significa, implicitamente e
realizzato in materiale plastico, leccedenza non acriticamente, apporto, comunque, migliorativo.
deve essere considerata un motivo giustificante Loccasione di poter studiare gli infissi tradizio-
lopzione per il prodotto a costo minore, giacch, nali, ad esempio, ha permesso di poter svolgere,
nel valore del manufatto, va aggiunto lindotto che attraverso una puntuale campagna di rilievi, un
gli potrebbe essere connesso anche dalla possibi- processo di riconoscimento dei meccanismi di
lit di attivare centri di formazione sulle attivit di chiusura e di sicurezza per le abitazioni, laddove
restauro e di produzione di opere a sistema tradi- sono poi state individuate e rappresentate anche
zionale. le ferramenta tradizionali connesse ai singolari
Non diversamente, infatti, le tecniche costrutti- modi di aggregare le ante ai vani da occludere.
ve tradizionali hanno rappresentato il tramandarsi Un lavoro specifico, che vuole connotarsi, sulla
dei contenuti propri di singole realt culturali che scorta di esperienze similari, come guida22, sta-
trovavano nei materiali, nella gestione del can- to condotto proprio nel far presente le modali-
tiere, nella conformazione da dare alle pietre da t esecutive e la genesi materiale di simili parti
impiegare e, negli stessi impasti delle componenti dellinfisso, troppe volte solo ricordate per via di
plastiche, il portato medesimo di specifiche identi- nomenclatura e mai rappresentate nella loro fra-
t locali. La cultura tradizionale delluomo si espli- granza materica, proprio sul piano dellesecuzione,
cita nella capacit di allestire un sistema che non s da poter essere individuate e riconosciute da un
solo renda ragione della tradizione abitativa di un maggior numero di operatori. Daltra parte la stes-
determinato contesto, e con esso di un sistema so- sa immagine, essendo sintesi di un processo di co-
ciale, ma, ancora loccasione per mutuare i valori noscenza, non pu che avere il correlato cronolo-
propri di una comunit20. gico che ne coglie, come implicita, let del reperto
Gli uomini contemporanei riconvertiti in con- ponendo, come conseguenza immediata, listanza
sumatori e nullaltro che esprimono davvero se conservativa quale ineludibile scelta.

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11. Studio di progetto
1 2 1 2 di conservazione Alen-
to-Monte Stella, scheda
di nomenclatura, gene-
si della scibbia: illustra-
3 4 zione grafica della for-
giatura dei tradizionali
cardini ad anello diffusi
nellareale campano
1_Schema generale di funzionamento della scibbia in pianta. (disegni di S. Carillo):
2_I due gangli della scibbia sono posti ortogonalmente tra di loro ed infissi 1_tondello di ferro;
nei due stanteri, (fisso, ancorato al portale; mobile, del telaio dellanta) di- 2_forma per forgiare le
6
sposti, generalmente per la dimensione maggiore (diagonale). code;
5
3_scaldatura di una
estremit del tondello;
3 4 4_collocazione della
estremit nella forma;
5_battitura e forgiatura
7 dellestremit;
6_prima metamorfosi
del tondello;
8 7_metamorfosi com-
pleta del tondello;
3_I due gangli della scibbia in prospetto: sono posti ortogonalmente fra di 8_piegatura del primo
10
loro ed infissi nei due stanteri disposti lungo la diagonale di pianta con le elemento;
code che, una volta uscite dal legno, vengono aperte e ribattute a coda di 9_chiusura primo gan-
9
rondine in presenza del traverso dellanta. glo;
4_I due gangli della scibbia in prospetto: sono posti ortogonalmente tra di 10_chiusura secondo
loro ed infissi nei due stanteri, disposti lungo la diagonale di pianta con le ganglo con accoppia-
code, che una volta uscite dal legno, vengono aperte e ribattute longitu- mento.
dinalmente la faccia interna dello stantero una verso lalto laltra verso il
basso. 12. Studio di proget-
to di conservazione
Alento-Monte Stella,
Problema operativo connesso allazione di pro- tura attraverso limpiego di soda caustica e acqua scheda di nomenclatu-
ra, genesi della scibbia:
tezione degli infissi, ad esempio, la rimozione bollente. Ad asciugatura effettuata si procede alla illustrazione grafica di
degli strati superficiali di films a smalto o a vernici rimozione meccanica dei grumi superstiti con laiu- come messa in opera
una coppia di cardini
pellicolanti che comportano non poche difficolt di to di spatole e di stecche e allaffinatura attraverso ad anello (disegni di S.
conservazione e per i quali sono stati consigliati op- limpiego di matassine abrasive, carta vetro a dif- Carillo).
portuni provvedimenti attraverso, ancora, il ricorso ferenti gradi, tela smeriglio. La stuccatura super-
a sistemi di pulitura tradizionali. Laddove i mate- ficiale dellepidermide lignea, laddove ne avesse
riali antichi come la lisciva non dovessero risultare necessit, pu essere praticata attraverso uninte-
efficaci si pu provvedere alla eliminazione anche grazione di stucco tradizionale addizionato di sega-
con uno sverniciatore chimico per poi procedere tura con coloritura attraverso grani di mordente di
a una pulizia tradizionale attraverso il lavaggio con noce23. Il procedimento di coloritura successivo,
la cenere naturale, magari con una prima sgrassa- una volta che la superficie stata portata a zero,

107
13. Studio di progetto prevede la scelta di alcune coloriture individuate
di conservazione Alen-
to-Monte Stella, sche-
come significative nel progetto complessivo della
da di rilievo di un caso riqualificazione delle quinte edilizie, progetto che,
studio per un infisso implicitamente prevede anche lallestimento di un
nel Comune di Cicera-
Piano del colore; le prescrizioni di conservazione
le (rilevatori: archh. A.
Capasso, S. Cavallaccio, inducono poi ad effettuare una protezione del tut-
C. De Marco, L. Ferri, to attraverso la stesura di alcuni strati di cera vergi-
M. Nuzzo). ne opportunamente disposta su tutte le parti della
superficie tratta.
Nellapagina accanto: Medesimo e accorto lavoro di individuazione
14, 15, 16. Studio di dei problemi e di protezione dei lacerti superstiti
progetto di conserva- delle antiche pavimentazioni a mattoni, ad esem-
zione Alento-Monte pio, - poche in realt, essendo il semplice masso
Stella,schede di gui-
da ai provvedimenti di conglomerato di elementi minuti delledilizia
conservativi per ante locale, steso e battutto in superficie, la sostanziale
lignee nel Comune di finitura degli orizzontamenti architettonici tradizio-
Cicerale e rilievo di un
pavimento in graniglia
nali della Campania - viene a richiedersi onde poter
nel Comune di Perdifu- effettuare operazioni di salvaguardia efficaci e giu-
mo (rilevatori: archh. A. diziosamente guidate. Il caso studio del presbiterio
Capasso, S. Cavallaccio,
della chiesa di San Nicola a SantAngelo a Fasanel-
C. De Marco, L. Ferri, M.
Nuzzo). la, che reca su un mattone la data incisa 1705, ha
offerto modalit per poter formulare indirizzi per
protocolli operativi. La superficie dei mattoni
impiegata per questa pavimentazione general-
mente molto porosa e trattiene perci una serie di
incrostazioni dovute sia a calcare che a depositi oc-
casionali come terrosit per sistemazione di piante a base di caff stagionato. La presenza dellolio di
e vasi di fiori o altro come ruggine e simili. Alcune lino cotto, rallentando il processo di essiccazio-
incrostature sono diventate ormai vere e proprie ne, garantisce una sostanziale lunga lavorabilit
patine e, in quanto tali, andrebbero annoverate tra dellepidermide che potrebbe ancora essere co-
gli elementi da proteggere. Discorso diverso per lorata attraverso limbibizione superficiale di latte
ci che conviene rimuovere, magari con lapposi- di calce e larrotatura di piccoli mattoni di laterizio
zione di lisciva naturale, soda caustica o altri agen- che rilasciano, per sfregamento, granuli di terracot-
ti per la rimozione. Ulteriore aspetto quello che ta. Ad operazione completata occorre recuperare
pertiene le abrasioni superficiali o i danni meccani- il colore naturale del materiale tramite la stesura
ci, che vanno sarciti con appositi interventi, come di cera vergine sia come ravvivante e impregnante
la stuccatura con polvere di mattone, con laggiun- del colore sia come agente protettivo. Discorso a
ta minima di gesso da doratore, poca percentuale parte merita il trattamento dei giunti24.
di polvere di marmo, olio di lino cotto e coloritura Le poche note qui richiamate in maniera som-

108
109
maria, contenute in ragione delle condizioni edi- intersecarla. In generale, sono stati privilegiati gli interventi
toriali concordate, lasciano solo assaporare la ric- meno invasivi e facilmente eseguibili, nella prospettiva
chezza di contenuti e di cifre culturali che il nostro di rispondere in maniera immediata alle finalit della tutela
patrimonio materiale tradizionale conserva. Oc- attiva, richiedendo altres impegni finanziari limitatamente
contenuti.
corre, per tal via, operare attraverso lo strumento 3
Larea cilentana ricca di formazioni flysch, cio detritiche
della conoscenza, senza il quale lo stereotipo del
costituite prevalentemente da alternanze, in rapporti
banale o limperativo del consumo proceder ad vari, di argille, marne, calcari e arenarie. Cfr. SERVIZIO
archiviare noi stessi, operatori del presente, alla GEOLOGICO DITALIA, Note illustrative della Carta Geologica
stregua medesima di un packaging pubblicitario. dItalia, FF. 198-199, 209-210.
4
Particolarmente interessanti gli esempi rappresentati dai
cosiddetti casali nel bacino dellAlento. La costante finitura
Note a vista degli apparecchi murari, unita alla diffusa presenza
di calcinelli nelle malte, specialmente nei manufatti
*
Il paragrafo Gli elementi strutturali stato redatto M. di pi recente fattura, hanno favorito la scarsa tenuta
DAprile, quello su Le provvidenze per le finiture da S. Carillo. allazione dellacqua di questi impasti, altres favorita dalla
1
La definizione di classi tipologiche ordinate tradizionale mancanza di dispositivi per lallontanamento
cronologicamente relative a manufatti e sistemi costruttivi, delle acque piovane (grondaie e pluviali), come di vespai e
pertinenti un areale definibile omogeneamente dal punto drenaggi. Lerosione, la disgregazione ed, in qualche caso, la
di vista geologico, geografico e culturale, costruite sulla polverizzazione di queste malte, caratterizza largamente,
base del rilievo macroscopico di campioni filologicamente quindi, ledilizia sorta lungo il bacino, rendendo necessarie,
datati, costituisce unesperienza di studio ormai consolidata, oltre alle opere di pulitura e sarcitura dei giunti con
che ha investito vaste porzioni delle realt regionali italiane. impasti a base naturale appositamente predisposti, la
Rimandando, per motivi di spazio, alle bibliografie specifiche, progettazione di presidi atti a limitare i fenomeni di
relativamente alla Campania, si riferiscono di seguito infiltrazione, senza che ci comporti lo snaturare i caratteri
soltanto le esperienze pi recenti, che maggiormente hanno peculiari dellinsediamento, fra i quali , per lappunto,
influenzato il presente lavoro. Cfr. M. DAPRILE, Murature lassenza di linee di gronda.
5
angioino-aragonesi in Terra di Lavoro, Napoli 2001; G. Anche le fodere e le controfacciate riutilizzano sovente
FIENGO, L. GUERRIERO (a cura di), Atlante delle tecniche i materiali provenenti dai crolli e dalle demolizioni - in
costruttive tradizionali. Lo stato dellarte, i protocolli della particolare, gli spezzoni di tegole (coppi). La circostanza
ricerca, lindagine documentaria (Atti del I e del II Seminario non di poco momento, in quanto la generale mancanza di
Nazionale, Aversa, 22 gennaio 2001, Agerola-Amalfi, 21-23 legamenti trasversali si accompagna alluso preponderante
settembre 2001), Napoli 2003; M. DAPRILE, Lo studio delle di elementi lapidei minuti ed eterogenei.
6
tecniche costruttive tradizionali nella produzione scientifica La considerazione che i presidi murari descritti rechino,
in Campania, in V. PRACCHI (a cura di), Lo studio delle cos diffusamente, evidenti approssimazioni e mancanze,
tecniche costruttive storiche: stato dellarte e prospettive di costituisce, invero, unindiretta conferma della mediocre
ricerca, Como 2008, pp. 45-48. intensit cui, in genere, pervennero i fenomeni tellurici che
2
Ai soli casi a rudere, ancorch labili sul piano della stabilit, interessarono queste strutture. Viceversa, terremoti pi
si lasciata la possibilit di rifare le parti mancanti, soprattutto gravosi avrebbero, infatti, provato la dubbia consistenza di
coperture e solai, purch adoperando linguaggi e materiali questi apparati, favorendone empiricamente una migliore
schiettamente contemporanei e non gravando sulla struttura formulazione.
7
muraria tradizionale, senza, comunque, interromperla o Le schede-rilievo, nelle quali sono raccolti i rilievi metrici,

110
architettonici e materici degli episodi indagati, sono (0.26367 m) e non pi di 2 palmi, sebbene la concentrazione
integrate da schede di catalogo, nelle quali sono riportate dei valori superiori si direbbe ricorrere, particolarmente,
le principali connotazioni morfologico-dimensionali e dal secondo Settecento, vigendo anteriormente qualche
dapparecchio, pertinenti il singolo caso, scelto sulla base esemplare attestato su 0.37-0.45 cm (1 palmo e 1/2 - 1 palmo
di una precatalogazione dellintero costruito storicizzato, e 3/4). Cfr. C. SALVATI, Misure e pesi nella documentazione
in quanto particolarmente rappresentativo per tipologia storica dellItalia Meridionale, Napoli 1970.
11
o, viceversa, per anomalie e peculiarit, nonch per il tipo A SantAngelo a Fasanella, tra le murature di questultimo
di provvedimenti che la sua conservazione comporta. Per i periodo ricorrono anche apparecchi a filaretto, comunque
riferimenti di metodo alla competente ricerca documentaria, contraddistinti da unesecuzione separata dei paramenti e
cfr. L. GUERRIERO, Temi e metodi della ricerca filologica in del nucleo.
12
Campania, in G. FIENGO, L. GUERRIERO (a cura di), Atlante Sono numerosi i casi rilevati in androni e supportici, tanto
delle tecniche..., cit., pp. 186-209. che desta interesse annotarne alcune considerazioni. Le
8
Diverse sono le realt edilizie che hanno consentito il travi pi esterne sono collocate costantemente a filo della
rilievo di una serie ordinata di sistemi ed elementi costruttivi muratura, spesso sagomata ad arco. Per questo motivo, i
filologicamente datati. I risultati di queste letture sono stati, solarini, che solitamente costituiscono lorditura secondaria
poi, confrontati con gli analoghi apparati pertinenti altri di questi apparati, non sono inseriti nelle corrispondenti
edifici, per i quali lipotesi attributiva si invece avvalsa della caraci, ma forse solo inchiodati, o meglio poggiati, alle
valutazione dei caratteri figurativi preminenti e dellesistenza travi bordonali. Sono questi i solai che, considerando le
di indicatori cronologici indiretti (targhe, lapidi). Di particolare condizioni microclimatiche specifiche, pi di altri mostrano
interesse per il gran numero di manufatti originali rilevati oggi problemi conseguenti alla presenza di umidit con
stato il palazzo marchesale Carafa Primicile a Cicerale. La attacchi biotici, particolarmente, per lesistenza di alterazioni
struttura, gi documentata in et medioevale, di origine cromatiche e di caratteristiche sgorature.
13
cinquecentesca. Ledificazione riferita, infatti, alla fine del Per le prime ricerche in ordine alla determinazione
secolo, ai Gentilcore, baroni di Corbella. Soprelevata nel cronotipologica di strutture lignee tradizionali (solai e
Settecento, anche con linserimento di unampia loggia su coperture) del territorio campano cfr. C. CERULLO, Solai
archi tondi e pilastri, ad eccezione delle porzioni terranee e tetti in legno campani nelle fonti tardomoderne e
su strada, da tempo in abbandono. Tra le altre fabbriche contemporanee, in G. FIENGO, L. GUERRIERO (a cura di),
possono citarsi palazzo Vargas a Vatolla, gli ex-casali del Atlante delle tecniche..., cit., pp. 311-319.
14
bacino dellAlento ed i mulini di Perdifumo. Cfr. P. EBNER, La trave scorzata, sebbene evidenzi un certo risparmio
Storie del Cilento antico, Roma 1982; Studi sul Cilento: sui tempi desecuzione e sui costi del cantiere, a differenza
ristampa dei saggi pubblicati tra il 1949 ed il 1988, Acciaroli delle asciate, conserva al meglio le propriet meccaniche del
1999. Inoltre, cfr. P. CANTALUPO, A. LA GRECA (a cura di), fusto.
15
Storia delle terre del Cilento antico, Acciaroli 1989. Val la pena notare che la tradizionale chiodatura dallalto
9
Cfr. SERVIZIO GEOLOGICO DITALIA, op. cit. Per una prima di questi elementi alle travi - o dal basso, se presente
descrizione sui litotipi cilentani in uso nelledilizia, confronta una scompartitura dellintradosso - configura una pratica,
il sempre utile F. PENTA, I materiali da costruzione dellItalia tutto sommato, aulica, costantemente riferita da manuali e
meridionale, vol. I, Generalit e Campania, Napoli 1935. trattati ma, a parte quando facilmente desumibile perch
10
Come per le qualit litiche e per le pertinenti lavorazioni, apprestata dal basso, difficilmente verificabile e, comunque,
anche la distanza tra gli orizzontamenti, in valore assoluto, non non verificata dallesame diretto.
16
sembra determinante per lindividuazione cronotipologica. Lincalcinatura, uno strato di malta magra posto sulle
Nei registri a cantieri dei contesti indagati queste altezze, tavole, rifiniva limpalcato per chiuderne le commessure
generalmente, misurano non meno di 1 palmo napoletano ed ostacolare la perdita del materiale incoerente superiore.

111
Una tipica successione stratigrafica di un impalcato ligneo scrivente che, storicamente testimoniano il notevole apporto
tradizionale nellareale in parola pu rinvenirsi nel citato culturale dato dalla classe degli operatori delledilizia, ed
palazzo marchesale Carafa Primicile a Cicerale, dove in particolare S. CARILLO, Contributo alla caratterizzazione
lispezione dallalto, attraverso una mancanza nel solaio degli apparecchi murari ottocenteschi, in G. FIENGO, L.
settecentesco in travi scorzate e chiancarelle mostra uno GUERRIERO (a cura), Murature tradizionali napoletane...,
strato di cretonato, uno di pareggiamento e il soprastante cit., pp. 163-189; S. CARILLO, Fonti iconografiche per
pavimento in riggiole. ledilizia quattrocentesca di Terra di Lavoro, in G. FIENGO, L.
17
Ricorrono a travi asciate gli esempi registrati, tra gli altri, GUERRIERO (a cura di), Atlante delle tecniche costruttive...,
a Cicerale, nel vestibolo delledificio in corso Umberto I, 77- cit., pp. 210-215; S. CARILLO, Un documento capuano
81 (XVIII sec.), e a Perdifumo, nel supportico in largo Cerruti e lindustria edilizia quattrocentesca di Terra di Lavoro.
(fine XVII sec.), allestito con travi di quercia e solarini. Privilegi, ruoli e maestranze: appunti per una storia del
18
Per i riferimenti bibliografici pi recenti agli interventi cantiere, in Capys. Miscellanea di studi campani, 36
proposti cfr. G. TAMPONE (a cura di), Il restauro del legno, (2003), pp. 27-46; IDEM, Nevile Reid ed il restauro di villa
Firenze 1990 e, dello stesso autore, Il restauro delle strutture Rufolo. Sistemi costruttivi, industria edilizia amalfitana
in legno, Milano 1996. Inoltre, cfr. L.F. LAMANNA, Strutture in e cronologia delle strutture, in G. FIENGO (a cura di), La
legno. Resine per il recupero e il consolidamento, Roma 1996; costa di Amalfi nel secolo XIX (Atti del Convegno di Studi,
G. LIOTTA, Gli insetti e i danni del legno. Problemi di restauro, Amalfi, 22-23 giugno 2001), Amalfi 2005, pp.195-256; G.
Firenze 1998; C. MONTAGNI, Materiali per il restauro, Torino
FIENGO, S. CARILLO, La maison mauresque. Villa Rufolo a
2000; AA.VV., Consolidamento con adesivi epossidici delle
Ravello. Lorganismo medievale, le trasformazioni moderne,
strutture lignee, in Arkos, 3 (2002), pp. 32-37 e 46-52; B.P.
i restauri contemporanei, Napoli 2008; S. CARILLO, Lidentit
TORSELLO, S.F. MUSSO, Tecniche di restauro architettonico,
rivelata. Tecniche costruttive: tempo, materia, architettura.
Torino 2003, voll. I-II; P. LAVISCI, B. PIZZO, Un Approccio alla
Nota esemplificativa sui campanili ottocenteschi in tufo a
valutazione quantitativa della compatibilit nel restauro
guanciali esposti dellAger Nolanus, in V. PRACCHI (a cura
strutturale del legno, in Dalla Reversibilit alla Compatibilit
di), op.cit, pp. 127-137.
(Atti del Convegno), Conegliano 2003, pp. 77-87.
19 Approfitto anche per ringraziare dellospitalit e degli stimoli
Tra i materiali bibliografici al riguardo si rimanda al noto
culturali che il Seminario e il Workshop hanno suscitato nel
volume di G. Fiengo del 1983 che ha inaugurato percorsi di
studi e di ricerca assolutamente inediti e dai quali sono nati i vivace clima intellettuale stabilitosi, nonostante il caldo del
due studi classici sulle tecniche costruttive in Campania del settembre 2007, tra i partecipanti alla complessa esperienza.
1998 e 2003: cfr. G. FIENGO, Organizzazione e produzione Un grato riconoscimento va a tutte le autorit accademiche
edilizia a Napoli allavvento di Carlo di Borbone, Napoli 1983; e uno partecipato, anche sul piano affettivo per la comune
G. FIENGO, L. GUERRIERO (a cura), Murature tradizionali formazione e la grande consuetudine, alla collega e amica
napoletane. Cronologie dei paramenti tra il XVI e il XIX secolo, Caterina Giannattasio.
21
Napoli 1998; G. FIENGO, L. GUERRIERO (a cura di), Atlante Z. BAUMAN, Vita liquida, trad. M. Cupellaro, Roma-Bari,
delle tecniche costruttive tradizionali. Lo stato dellarte i p. 56.
22
protocolli della ricerca. Lindagine documentaria (Atti del I e Cfr. S. DELLA TORRE, S. MUSSO (coord. scientifico), Guida
II Seminario Nazionale), Napoli 2003. alla manutenzione e al recupero dellarchitettura rurale
20
Ci si permette di rimandare, per la realt campana, a G. intelvese, Regione Lombardia, Como, 2006; S. MUSSO, G.
FIENGO, Lindustria edilizia meridionale: maestri di muro FRANCO, Guida agli interventi di recupero delledilizia diffusa
angioini e aragonesi, in S. CARILLO (a cura di), Lodore nel Parco Nazionale delle Cinque Terre, Venezia 2006.
23
dei limoni. Bibliografia di Giuseppe Fiengo 1964-2007, S. CARILLO, Studio per il Piano di conservazione e
Dipartimento di restauro e costruzione dellarchitettura e valorizzazione della Comunit montana Alento-Monte Stella
dellambiente, Seconda Universit di Napoli, Strumenti 1, (SA). Gli interventi per le finiture. Note illustrative, 2005.
24
Napoli 2007, pp. 19-38. Cfr. anche alcuni contributi dello Ibidem.

112