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INDICE

Introduzione 7
Livio Maitan
1. Il Pci nella dinamica sociale e politica italiana 11
Al tennine d'una lunga marcia:
dal Pci al Pds:
2. I fattori condizionanti internazionali 20
3. Da Livorno alla socialdemocrazia 34

4. Erano possibiliscelte alternative? 48


73

@ copyrighl \ 1990,coop. me emme eilizioni


Redazione: vI. Libia 174- 00199 Roma
Versamenti su c/c/p n. 24957003
5. I protagonisti:da Togliattia Berlinguer
6. L'ultimasvolta?

7. Elogio della rivoluzione


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117
PubbI. periodica (autorizz. Trib. di Roma 268 - 12/5/89)
-
Stampa: Tipolito Erp Roma
Prima edizione: novembre 1990
In copertina: Ingrao (1966) di Ennio Calabria

I;
1- --- ---

INTRODUZIONE

. .

Per il movimento operaio italiano e per il Partito comuni-


sta l'ora di un bilancio complessivo non scoccata una sola
volta.
Vn bilancio si sarebbe potuto fare gi nel 1948, dopo che
la vittoria delle forze conservatrici alle elezioni del 18 aprile
aveva sancito l'insuccesso del progetto che aveva ispirato la
politica di unit antifascista e la strategia di democrazia pro-
":I gressiva1. Gli stessi presupposti analitici di questa strategia
F; ~

, erano venuti meno.


Sul piano interno, i gruppi egemoni delle classi dominanti
e il loro partito, la Democrazia cristiana, erano pi che mai
decisi a imporre la propria scelta di ricostruire il paese dalle
rovine della guerra restaurando lo Stato tradizionale con i
suoi apparati e i suoi modi di funzionamento e rilanciando i
meccanismi classici dell'economia capitalistica: trascorso il
breve interludio dell'emergenza, non avevano nessuna inten-
zione di stabilire una sistematica collaborazione con i partiti
operai associandoli al governo. Sul piano internazionale, a
partire dal discorso di Churchill a Fulton sulla cortina di fer-
'~'Jf ro (1946), le potenze imperialistiche avevano ormai lanciato
la guerra fredda, facendo tramontare rapidamente le illusio-
n ~y~.. z.l\.'

.
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~ .
..
l In un articolo di Rinascita su cui ritorneremo, Palmiro Togliatti
constatava il fallimento del compromesso del fronte antifascista gi
nell'agosto del '46 (una periodizzazione analoga stata abbozzata anche da
Pietro Secchia).
Il restauro (1984), di Ennio Calabria

7
ni di un accordo duraturo tra i paesi "democratici" per l'edifi- zione pi nette che in passato nei confronti dell'Urss, ma
cazione di un mondo libero e pacific02. D'altra parte, nel giu- senza che si arrivasse a un riesame complessivo di analisi,
gno 1948, il primo episodio clamoroso di crisi dello stalini- prospettive e orientamenti.
smo, la rottura tra sovietici e jugoslavi avrebbe dovuto C' voluto il terremoto del 1989, preceduto dal declino
stimolare un processo di riflessione critica, tanto pi che sino ormai decennale del partito, perch ci si decidesse a rimette-
al giorno prima la Jugoslavia era apparsa agli occhi dei co- re in discussione tutta un'esperienza storica.
munisti italiani come il miglior modello, dopo l'Urss, di pae- Indipeudentemente dalle conclusioni che se ne possano
se socialista. trarre, ovvio che il bilancio necessario deve avere una di-
Un'altra grande occasione si era presentata nel '56, dopo mensione internazionale e non solo nazionale. Deve partire
la denuncia chruscioviana dei crimini di Stalin e l'emergere da una riflessione complessiva, da una ricostruzione storica
di movimenti di massa antiburocratici in Polonia e in Unghe- che eviti le tentazioni apologetiche o giustificazionistiche. Si
ria (gi tre anni prima avvenimenti analoghi avevano avuto tratta, n pi n meno, del bilancio di decenni di "costruzio-
luogo in Germania orientale). TIPci aveva subito allora uno ne del socialismo" in societ di transizione burocratizzate e,
scossone senza precedenti, con un ripensamento critico dei in primo luogo, della tragica esperienza staliniana della fine
propri atteggiamenti passati nei confronti della direzione degli anni '20 e degli anni '30 e '40.
dell'Urss. Ma non era andato al di l di un'accettazione, in li- Si tratta contemporaneamente del bilancio, per non risa-
nea di massima, della prospettiva chrusciov'iana, cio di una lire pi indietro, di oltre mezzo secolo di vicende del movi-
prospettiva di autoriforma della burocrazia. E quando l'eser- mento operaio e dei partiti comunisti nei paesi capitalistici
cito sovietico era intervenuto in Ungheria, la tesi ufficiale era industrializzati. Le devastazioni sono state cosi profonde, i
stata accolta e la repressione contro gli insorti approvata fallimenti cosi clamorosi, le contraddizioni cosi laceranti, lo
esplicitamente. smarrimento ideologico e morale cosi grave, che non si pos-
Un bilancio d'insieme, da un punto di vista nazionale e -
sono pi sostenere gli argomenti di realismo politico o pre-
-
internazionale partendo, da una parte, dall'esperienza ce- sunto tale - con cui si accettato come ineluttabile, per lun-
coslovacca e dal nuovo intervento sovietico, dall' altra, dalla ghi decenni, il contesto dato, lanciando l'ostracismo contro
crisi sociale e politica che scuoteva profondamente la societ chiunque mettesse in dubbio analisi o prospettive, scelte tat-
italiana, come quella di altri paesi dell'Europa capitalistica, tiche o strategiche, metodi di direzione o di organi7.7.azione.I
spezzando gli equilibri relativi stabiliti dalla fine degli anni risultati dell'opera dei cosiddetti "realisti" sono drammatica-
-
'40 non era stato fatto neppure nel 1968-69. C'erano state mente chiari e proprio questo consente alle classi dominanti,
anche allora correzioni e riaggiustamenti, con prese di posi- ai loro gruppi dirigenti e ai loro intellettuali, di intonare la
marcia funebre del comunismo e del socialismo, proclaman-
2 Alla fine della guerra, i dirigenti del Pci negavano recisamente che si do la perennit dell'ordine esistente.
fossero creati due blocchi con relative sfere di influenza. Chi scrive, in
dibattiti awti come militante socialista con esponenti del Pci, si sentito Per parte nostra, restiamo convinti che il crollo dello sta-
spesso trattare con qualifiche ed epiteti poco lusinghieri, per il semplice linismo e la crisi senza precedenti del movimento operaio
fatto di sostenere che c'era stato l'incontro di Jalta dove erano state
delineate le zone di influenza. - -
tradizionale in Italia, in primo luogo, del Pci non provano

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affatto che movimento operaio e lotta anticapitalistica vada- 1. IL PCI NELLA DINAMICA SOCIALE
no relegati tra i cimeli del passato. Restiamo convinti che E POLITICA ITALIANA
un'analisi di quella che realmente la societ contempora-
nea, nazionalmente e internazionalmente, consente di indivi-
duare, al di l di tutte le vicende congiunturali, non solo il
persistere, ma addirittura l'aggravarsi delle contraddizioni
intrinseche di questa societ e che i prossimi decenni, in vari
paesi o in varie regioni del mondo, probabilmente anche i
prossimi anni, saranno segnati da crisi ed esplosioni pi - e
non meno - laceranti di quelle che hanno pur sempre segnato
- ricordiamolo ai troppi afflitti oggi da amnesia una parte- Il contesto storico
cosi grande del nostro secolo.
In tale contesto, le classi che continuano a essere oggetto
di sfruttamento, di oppressione e di alienazione, la cui esi- Nell'arco dei settant'anni trascorsi dalla sua fondazione, il
stenza quotidiana resta subordinata agli imperativi del profit- Partito comunista stato componente essenziale e, dalla rme
to e i cui diritti democratici, nell'esercizio reale, si riducono a degli anni '40, nettamente egemonica del movimento opera-
ben poca cosa, non rinunceranno a rilanciare la loro lotta, a io, con un ruolo di primo piano nella lotta politica italiana.
intensificarla e a generalizzarla, dandole nuove dimensioni e, Per comprendere come ci sia stato possibile, bisogna
partendo da esperienze vecchie e nuove, sapranno dotarsi partire da un richiamo, sia pur sintetico, del quadro storico
degli strumenti politici e organizzativi necessari. complessivo. In una societ che aveva conosciuto uno svilup-
Si tratter di un'opera estremamente ardua di ricomposi- po capitalistico diseguale e le cui istituzioni parlamentari non
rione e di rifondazione, o di fondazione ex novo, che non po- consentivano che un'espressione del tutto parziale degli inte-
tr essere disgiunta da una contemporanea azione su scala ressi e delle aspirazioni della grande maggioranza della po-
internazionale. Il bilancio del passato ne una premessa sine polazione - quindi in un contesto contraddistinto da un'ele-
qua non. vata eonflittualit e da ricorrenti esplosioni - il movimento
Scopo del nostro saggio di contribuirvi ripercorrendo operaio aveva conosciuto una forte crescita sin dagli inizi del
criticamente l'itinerario di un partito che, dopo avere svolto secolo e si era venuto configurando un Partito socialista per
per circa cinquant'anni un ruolo di assoluto primo piano, molti aspetti diverso dalle classiche socialdemocrazie.
stato investito da una crisi che lo ha indotto a rimettere in di-
Negli anni immediatamente successivi alla Prima guerra
scussione non solo il suo passato, ma la sua stessa ragion mondiale, l'Italia era scossa da una crisi sociale e politica ben
d'essere e il suo stesso avvenire3.
pi profonda di quella di altri paesi dell'Europa occidentale
(eccettuata, beninteso, la Germania), con una politicizzazio-
3 Questo saggio riprende e rielabora, owiamente, analisi e motivi critici
avanzati in nostri libri, saggi o articoli, dal 1945 in poi, che avremo ne e radicalizzazione di vasti settori della classe operaia, di
occasione di richiamare.

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importanti strati contadini e di settori della stessa piccola- nizzate e la sua influenza, senza subire sconfitte paragonabili,
borghesia. Tutto ci accentuava ulteriormente certi caratteri per esempio, a quella subta dalla classe operaia in Francia
specifici del nostro movimento operaio e dello stesso Partito con l'avvento al potere di De Gaulle e l'istaurazione della V
socialista (tra l'altro, con l'emergere, oltre che di una consi- Repubblica.
stente tendenza comunista, di una componente maggioritaria Nel 1968-69 si apriva una nuova crisi politica e sociale.
massimalista, con la relegazione in una posizione nettamente Non ritorniamo sui fattori che l'hanno determinata e sulle
minoritaria dei riformisti turatiani). sue manifestazionil, Se in Italia non c' stata un'esplosione
E' tale contesto di crisi rivoluzionaria o prerivoluzionaria, rivoluzionaria concentrata come il Maggio francese, in com-
non sfruttata in senso favorevole, come sarebbe stato possibi- penso la crisi ha investito pi in profondit strutture e rap-
le nei momenti pi alt~ che spiega perch proprio l'Italia sia porti sociali, istituzioni politiche, amministrative e persino
stata il primo paese a conoscere il fenomeno fascista. E la giudiziarie, e rapporti sui luoghi di produzione, con una radi-
ventennale dittatura mussoliniana doveva, a sua volta, influi- CllIi77az1onesenza precedenti. Questa crisi - ancora una vol-
re sul tipo di risposte, di lotte, di mobilitazioni che si svilup-
pavano una volta precipitata la crisi del regime.
ta, variante eccezionale nel quadro dell'Europa capitalistica -
si prolungata, con alti e bassi, per Qltre cinque anni, con ri-
Ricordiamo, per esempio che, nel marzo '43, come pure lanci e sussulti nel periodo successivo.
l'anno successivo, si verificavano degli scioperi di massa: un Per sintetizzare, in tale contesto, dalla rme della guerra
fatto unico nella vicenda della resistenza antifascista nell'Eu- alla met degli anni '70, che il movimento operaio ha potuto
ropa occidentale. Questa maturazione politica di vasti settori costruire, rafforzare e mantenere organizzazioni politiche e
della popolazione, combinata al disfacimento del vecchio sindacali cos forti (come pure un vasto e articolato movi-
esercito nei giorni dell'armistizio, creava le condizioni per lo mento cooperativo), esercitare una notevole influenza sul
sviluppo di un ampio movimento clandestino e di conSistenti piano culturale, occupare solide posizioni a tutti i livelli delle
forze partigiane. istituzio~ anche se la sua componente maggioritaria restava
Senza indulgere a interpretazioni apologetiche, va detto - esclusa dal governo.
-
in secondo luogo che proprio l'asprezza della lotta in quel Ed tale contesto che spiega, in ultima analisi, la crescita
periodo e l'attiva partecipazione popolare hanno avuto un e il consolidamento di un partito comunista, da decenni il pi
impatto duraturo sul quadro sociale e politico dei decenni for,te dei paesi capitalistici e in grado di evitare cadute cata-
successivi. Cosi, tutta una fase della ricostruzione postbellica strofiche come quelle del Partito comunista francese o di
stata segnata da un'acuta e persistente conflittualit politi- quello spagnolo.
ca e sociale, tradottasi in grandi mobilitazio~ alcune delle
-
quali come quella del 14 luglio 1948, dopo l'attentato a To- 1 Tra questi fattori vanno sottolineati, in primo luogo, l'accresciuto peso
gliatti - con tratti addirittura insurrezionali. specifico della classe operaia e l'irrompere sul1a scena del1a forza politica e
E anche dopo che le classi dominanti e i loro governi era- sociale nuova costituita dal movimento studentesco (vedere a questo
proposito ci che abbiamo scritto in Pci:1945-1969: stalinismo e
no riusciti a imporre una ristabilizzazione relativa, il movi- opportunismo, Samon e Savelli, Roma, 1969, pp. 311 e sgg; n partito
mento operaio manteneva sostanzialmente le sue forze orga- /eninista, Samon e Savelli, Roma, 1972 e Dinarruca delle classi sociali in
l/alia, Samon e Savelli, Roma, 1976.

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Le tappe di una costruzione Ci non toglie che il partito nasce con forze niente affatto
trascurabili e che, nonostante i colpi subti, mantiene un'or-
ganinazione abbastanza consistente nei primi anni del nuovo
Detto questo, se non si vuoi correre il rischio di una inter- regime, registrando addirittura un nuovo afflusso di iscritti
pretazione meccanicistica, bisogna cogliere contemporanea- dopo l'assassinio di Matteotti. In particolare, continua a di-
mente i fattori soggettivi che sono intervenuti, indicare pi sporre di una notevole influenza in alcune grandi fabbriche.
concretamente come il Pci abbia potuto sfruttare a suo favo- Cosa ancor pi importante: dopo il consolidamento della dit-
re le potenzialit delle situazioni oggettive che si sono via via tatura, incontestabilmente la sola organizzazione politica
delineate. Ripercorriamo, dunque, rapidamente alcune tap- che riesca a svolgere un'attivit all'interno del paese anche
pe della sua costruzione. nei momenti pi difficili3.
Il Partito comunista d'Italia nasce quando la fase ascen- Vedremo pi avanti quale preL"ZO abbia pagato per gli er-
dente rivoluzionaria in via di esaurimento e le classi domi- rori commessi attorno al 1930. Resta che, grazie ai suoi lega-
nanti sono passate alla controffensiva. In questo senso, non mi organici con le classi sfruttate e in primo luogo con signi-
hanno torto coloro che, da diversi angoli di visuale e in ter- ficativi settori proletari, ai quadri che aveva formato sin dalla
mini diversi, hanno affermato che nato troppo tardi2. Trop- prima fase della sua esistenza, all'influenza anche di massa
po tardi per sfruttare a vantaggio della classe operaia la crisi conquistata nell'emigrazione (soprattutto in Francia, ma an-
politica e sociale del dopoguerra e troppo tardi per costruire che nel Belgio, nel Lussemburgo e in Svizzera), alla forza e
in tempo uno strumento di lotta in grado di contrastare con all'autorit che gli derivavano dall'appartenenza alla Terza
successo l'ascesa del fascismo e il suo avvento al potere. La internazionale e dalla rivendicazione del significato della ri-
difficolt era ulteriormente accresciuta dal fatto che conce- voluzione russa, il Pci - a differenza di tutti gli altri partiti o
zioni e metodi di analisi prevalenti sotto la direzione bordi- movimenti e in particolare del Partito socialista - ha potuto
assicurarsi una sostanziale continuit durante tutto il venten-
ghiana ostacolavano seriamente la presa di coscienza del si-
gnificato del sino allora inedito fenomeno fascista. nio della dittatura. Ed tale continuit che consentir ai suoi

2 Vale la pena di richiamare qui la valutazione espressa all'inizio degli 3 AI Congresso di Livorno, circa 60.000 iscritti avevano appoggiato la
anni '30 dall'Opposizione di sinistra italiana: Questo partito nasceva mozione comunista; a questi andavano aggiunti 35.000 voti, su un totale di
43.000, della Federazione giovanile (ricordiamo che i massimalisti erano
troppo tardi per portare a compimento vittorioso l'ondata rivoluzionaria circa 100.000e i riformisti 15.000). La corrente sindacale comunista contava
scatenatasi In Italia alla fine della guerra (1919-1920~, ma esso 288.000 aderenti nelle Camere del lavoro e 136.000 nei sindacati di
rappresentava la sola garanzia di successo nella lotta per I awenire del
proletariato italiano per impedire che tUtto andasse perduto, per creare le categoria. La composizione sociale del nuovo partito era proletaria al 98%.
condizioni di vittoria sulla borghesia: a condizione, per, che esso sapesse Alle prime elezioni cui partecipava, il 7 aprile 1921, otteneva 291.952 voti e
dare non solo una giusta soluzione teorica ai problemi della rivoluzione 15 seggi (il PSI un milione e mezzo di voti e 122 seggi). Nell'autunno 1924
proletaria, ma di condurre una politica adeguata per portare le grandi gli iscritti erano 25.000 e alcune migliaia in pi un anno dopo, mentre nel
masse ad accettare e a far proprie le soluzioni presentate dal Partito 1926 non erano pi che 16.000. Ricordiamo, infine, che nell'aprile 1925, alle
comunista. Questa politica ci che manc principalmente al nostro partito elezioni per la commissione interna della Fiat, la lista del Pci otteneva quasi
nel suo periodo di "infanzia", il periodo della direzione bordighiana lo stesso numero di voti della lista della Fiom, appoggiata dai due partiti
socialisti.
(Bollettino dell'opposizione comWlista italiana, n. 13, 19febbraio 1933).

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.
I
militanti, pur spesso non collegati al centro del partito, di da- Alla fine della guerra, il Pci ha gi un'influenza prevalen-
re un contributo decisivo agli scioperi gi ricordati della pri- te nellia classe operaia e si colloca a un livello di poco infe-
mavera del '434. riore a quello del Partito socialista come forza elettorale6. I
E' ben nota la parte che i comunisti hanno avuto nella suoi militanti sono in prima linea nella costruzione delle or-
Resistenza e che alla base della loro eccezionale crescita in ganizzazioni sindacali, operaie e contadine e di altre organiz-
quel cruciale biennio. Questa crescita, se stata favorita in zazioni di massa.
notevole misura dal prestigio di cui l'Urss godeva allora, I rapporti di forza nell'ambito del movimemto operaio
stata possibile perch il Pci entrato nella lotta con un patri- evolvono ancor pi nettamente a suo favore negli anni suc-
monio di quadri e di militanti senza paragone superiore a cessivi. Vedremo pi avanti quale giudizio si debba dare, a
quello di tutte le altre organizzazioni. A partire dal luglio '43, nostro avviso, sui suoi orientamenti e sulle sue contraddizioni
a coloro che gi erano attivi in precedenza, si aggiungevano in quel periodo. Qui basti ricordare che, nella misura in cui il
coloro che ritornavano dalle carceri o dalle isole o rientrava- PSI indebolito dalla sua inconsistenza politica e dal suo ac-
no dall'estero, un certo numero dei quali aveva fatto una pre- centuato codismo nei confronti dei comunisti e poi dalla scis-
ziosa esperienza militare nella guerra civile in Spagna. sione di Palazzo Barberini, il Pci appare sempre di pi agli
E' grazie a questa ossatura che il Pci potr dare il contri- occhi delle masse popolari come la sola forza in grado di
buto di gran lunga pi importante al movimento clandestino, contrastare l'offensiva restauratrice delle classi dominanti e
a mobilitazioni di massa come gli scioperi della primavera la costituzione del blocco politico e militare imperialistico
del '44 e alla lotta partigiana. Registrer in tal modo un af- dell'Alleanza atlantica. A questo proposito, due episodi sono
flusso massiccio di nuove forze, che avranno un ruolo centra- stati indicati a giusto titolo come emblematici: la battaglia,
le nella sua attivit e nella sua vita interna nel corso dei de- nel parlamento e fuori, contro la firma del Patto atlantico nel
. . .5
cenm successiVi . '49 e la lotta democratica contro la legge elettorale truffaldi-
na quattro anni pi tardi.
4 All'inizio del '43 ci sono 80 iscritti alla Fiat Mirafiori, circa 30 alla Nella nuova fase che si apre negli anni '60 con l'avvento
Lancia, circa 60 alla Viberti, circa 70 all'Aereonautica e complessivamente del centro-sinistra, quando il Psi diviene parte integrante di
circa 1.000 iscritti nella citt di Torino, quasi tutti operai. Questi dati governi incapaci di realizzare le stesse timide riforme abboz-
potranno sembrare modesti rispetto agli effettivi su cui il Pci potr contare
pi tardi. Ma chi abbia un'idea di che cosa significhi lavorare nella zate all'inizio, il ruolo del Pci come la sola credibile forza di
clandestinit e del ruolo determinante che possono assumere in grandi opposizione e come lo strumento pi valido di difesa degli
fabbriche, quando se ne creino le condizioni, nuclei anche molto ristretti, interessi e dellie aspirazioni delle masse popolari non pu
non pu non dare una ben diversa valutazione e non comprendere il valore che rafforzarsi.
del lavoro compiuto per poter arrivare alle scadenze del '43 con un simile
potenziale.
5 Nei 45 giorni si calcola che siano stati liberati circa 3.000 militanti e gi 6 Il Pci otteneva, il 2 giugno 1946,4.356.686 voti contro 4.758.129 del Psi.
nella seconda met del '43 si realizzava la saldatura fra le tre "componenti": Al momento della liberazione, cio alla fine del periodo clandestino, in
gli ex-prigionieri, i militanti dell'emigrazione e le giovani reclute (Paolo tutta una parte del paese, contava 90.000 iscritti al Nord e 311.960 nel resto
Spriano, Storia del Partito comunista italiano, Einaudi, Torino, 1973,voI. IV, del paese. Al V Congresso, il primo del dopoguerra, vengono annunciati
p. 344). Per i dati sugli iscritti nelle fabbriche alla fine del '43, cfr. ibidem, 1.770.896 iscritti. Il livello pi alto sar raggiunto al VII Congresso, nel
voI. V, pp. 225-226). 1951, con circa 2,5 milioni.

16 17
Una contestazione di questo ruolo non si delinea che a
partire dal 1968-69, con l'ascesa dei grandi movimenti di me o alla sua periferia (soprattutto su questo terreno pu
massa operai e studenteschi. Per la prima volta nella sua sto- sfruttare, anche se abusivamente, il prestigio di Antonio
ria, il partito attaccato su vasta scala alla sua sinistra. Ma, Gramsci).
grazie alla incontestabile duttilit tattica del suo gruppo diri- E' dovuta egualmente alla valorizzazione costante e prio-
gente e alle operazioni condotte con eguale duttilit per - ritaria di quelli che, alla maniera di Lenin, erano chiamati
-
non dire con abile trasformismo dai suoi dirigenti sindacali, una volta i "rivoluzionari di professione", cio di uomini e
donne per i quali la lotta contro la societ esistente era la ra-
riesce a reinserirsi nel giuoco abbastanza rapidamente, recu-
perando obiettivi dei nuovi movimenti e influenzandone lar- gione stessa di vita, che erano dotati di un ammirevole spirito
ghi settori. di sacrificio e costituivano un elemento di forza di cui nessu-
Quando il periodo pi acuto della crisi politica e sociale n'altra formazione politica poteva neppur lontanamente di-
si chiude, quando cominciano a porsi i problemi della crisi sporre (vedremo quali siano stati gli aspetti negativi dell'esi-
economica nazionale e internazionale del 1974-75, di fronte stenza dell'apparato, almeno tendenzialmente, monolitico
ai quali l'estrema sinistra in larga misura disarmata (e an- che si via via formato).
E' dovuta, infme, a una utilizzazione sistematica - con ri-
che per questo comincia a declinare), quando le grandi mas-
se si inseriscono di nuovo in una prospettiva istituzionale- sultati, specie nelle amministrazioni locali, per vari aspetti
elettorale, il Pci appare ancora una volta come il solo positivi - del quadro istituzionale in cui il peso elettorale assi-
strumento efficace. curava, come si accennato, una presenza molto vasta.
Si arriva cos ai suoi successi elettorali del 1975-76, men-
tre su scala internazionale giunge l'ora del cosiddetto euro-
comunismo, che appare come un tentativo organico di dare
alle lotte e alle prospettive politiche la dimensione sovrana-
zionale necessaria. E' proprio in quel momento che, con la
segreteria di Berlinguer, il Pci raggiunge il punto pi alto
della sua parabola.
Ricapitolando, la sua forza dovuta, dunque, a un'azione
condotta per oltre mezzo secolo, senza vere e proprie solu-
zioni di continuit. E' dovuta a un profondo radicamento so-
ciale, nella classe operaia, in larghi strati contadini e in setto-
ri di piccola-borghesia, moderna e tradizionale, che la
funzione politica e organizzativa obiettivamente assolta gli ha
permesso di realizzare, sviluppare e consolidare. E' dovuta
all'influenza molteplice esercitata nella cultura del paese,
grazie a una vasta gamma di intellettuali, presenti nelle sue

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2. FATTORI CONDIZIONANTI INTERNAZIO- cercato di far valere il suo peso, non senza difficolt, per un
superamento delle concezioni bordighiane, in particolare a
NALI: DALL'OTTOBRE 1917AL "RAPPORTO favore del fronte unico proletario e di una collaborazione
CHRUSCIOV" con il Psi in una prospettiva di riunificazione con quella che
era stata a Livorno la tendenza dei massimalisti. Successiva-
mente, gli interventi e le pressioni internazionali hanno con-
tribuito alla formazione di un nuovo gruppo dirigente in rot-
tura con Bordiga2. Analogamente, senza i dibattiti e le
esperienze a livello internazionale non ci sarebbero state nel
1926 le Tesi del Congresso di Lione, che hanno segnato una
pietra miliare nell'evoluzione del partito.
Il Pci e l'Internazionale comunista La valutazione di queste tesi stata oggetto di discussioni
nella sinistra rivoluzionaria, giacch i bordighisti le hanno
considerate come una tappa sulla via che avrebbe portato
Nel sintetizzare la parabola storica del Pci abbiamo fatto inevitabilmente alla politica di fronte popolare e d'unit na-
astrazione, salvo qualche accenno, dai fattori condizionanti zionale. Si tratta, secondo noi, di un'interpretazione altret-
internazionali. Ci sembrata opportuna questa impostazione tanto errata di quella sostenuta ufficialmente per decenni e
in un momento in cui pullulano ricostruzioni "storiche" a dir che in fondo andava nello stesso senso, con la differenza che
poco semplicistiche, che riducdno tutto o quasi ai crimini di quello che agli occhi degli uni era negativo, era, invece, posi-
Stalin e alle complicit di Togliatti. Ma un'analisi e una valu- tivo agli occhi degli altri. In realt, le Tesi di Lione hanno
tazione complessiva devono ovviamente integrare in tutta la rappresentato un contributo valido di analisi della societ
loro portata le componenti internazionali, respingendo, al italiana e della sua dinamica e di defInizione di una strategia
pari delle interpretazioni denigratorie, le interpretazioni rivoluzionaria: e l'apporto di Gramsci stato decisivo. Non
apologetiche che sono prevalse per decenni e neppur oggi va, tuttavia, taciuto un altro aspetto: il dibattito sulla strategia
sono state del tutto abbandonate. e sugli orintamenti politici in Italia si svolto nel quadro,
Sin dall'inizio, come risulta anche dall'opera di colui che carico di ambiguit, della cosiddetta "bolscevizzazione" dei
stato sinora il suo maggiore storico\ l'evoluzione del Pci e - partiti comunisti. Lanciata dal V ongresso dell'Intetnazio-
prima ancora la sua stessa formazione- stata determinata nale, essa corrispondeva certo a una esigenza di omogeneiz-
in larghissima misura dagli interventi diretti o indiretti della zazione politica e di superamento di metodi di organi77.azio-
Terza internazionale. Nei primissimi anni, l'Internazionale ha 2 Neppure nel periodo antetiore alla burocratizzazione staliniana sono
stati sempre evitati metodi verticistici. Proprio nel caso del Pc d'Italia, nella
1 Paolo Spriano ha spesso tendenze giustificazionistiche, in particolare nei sessione dell' Esecutivo allargato del giugno 1923, il Comintern interveniva
confronti di Togliatti. Ma il valore del suo lavoro provato dal fatto che per la prima volta di autorit per determinare la composizione della
fornisce materiale ed elementi che permettono di ricavare valutazioni e Direzione di una sua sezione (un esecutivo misto di 5 membri, 3 della
conclusioni diverse dalle sue. maggioranza e 2 della minoranza).

20 21
ne e di funzionamento ereditati dai vecchi partiti riformisti. munista, che prospettava crisi rivoluzionarie generalizzate a
Ma, anche per precisa responsabilit di Zinov'ev, allora pre- breve termine e imponeva l'abbandono della politica di fron-
sidente dell'Internazionale, stata indubbiamente un prelu- te unico e la denuncia dei partiti socialdemocratici come so-
dio della burocratizzazione del periodo successivo. Nella cialfascisti. I frutti di gran lunga pi amari di queste imposta-
stessa preparazione del Congresso di Lione, peraltro, erano zioni sono stati raccolti in Germania, dove l'orientamento del
stati usati metodi non molto democratici: a questo proposito, Partito comunista stato un elemento non secondario della
le lamentele bordighiane non erano prive di fondament03. tragica sconfitta di fronte a Hitler 4. Ma il partito italiano ha
Il condizionamento internazionale ha in ogni modo as- fatto esso pure le spese dell'operazione, cio di una svolta
sunto un carattere qualitativamente diverso durante i decen- puntualmente operata secondo le direttive moscovite.
ni di egemonia dello stalinismo: un dato di fatto che nessuno A proposito della svolta, esiste una interpretazione, avan-
pu contestare. Non essendo scopo di questo saggio percor- zata in particolare da due uomini cos diversi come Giorgio
rere tutte le vicende di quei decenni, ci soffermeremo su al- Amendola e Pietro Secchia, secondo cui in Italia sarebbe sta-
cuni momenti tra i pi significativi. ta dettata da fattori specifici e avrebbe assunto particolari
forme di applicazione. C' in questa interpretazione un noc-
ciolo di verit, nella misura in cui la svolta sembrava corri-
spondere a una esigenza di radicalizzazione della lotta, av-
Dalla svolta del 1930 ai fronti popolari vertita in particolare dal settore pi giovane' del gruppo
dirigente, e di rilancio del lavoro organizzato all'interno del
paese, lasciando da parte le diatribe dell'emigrazione. Va ag-
In primo luogo, ritorniamo sulla "svolta"del 1929-30,inse- giunto che certe formule staliniane, come quella del socialfa-
rita nel cosiddetto "terzo periodo" dell'Internazionale co- scismo, sembravano porsi sulla stessa lunghezza d'onda di
precedenti formulazioni del bordighismo, uno dei cui motivi
3 Al III Congresso dell'Internazionale comunista Zinov'ev ha definito la ispiratori era consistito nel rifiuto di ogni forma di unit con
bolscevizzazione come segue: Bolscevizzazione significa per noi che i il Partito socialista5.
partiti accettano quello che, in generale, era contenuto nel bolscevismo, e
che Lenin ha precisato a proposito della "malattia infantile". Per
bolscevizzazione dei partiti mtendiamo l'odio implacabile contro la 4 l,.a polemica contro gli orientamenti staliniani del terzo periodo stata
borghesia e i capi socialdemocratici, la possibilit di tutte le manovre un leit motiv della critica trotskiana di quegli anni, la cui giustezza e
strategiche contro il nemico. La bolscevizzazione la volont inflessibile di lungimiranza sono state quasi universalmente riconosciute, purtroppo con
lottare per l'egemonia del proletariato contro i capi controrivoluzionari e i decenni di ritardo...
centristi, contro i pacifisti e tutte le escrescenze dell'ideologia borghese. 5 Va aggiunto che la categoria del socialfascismo non era una pura
Bolscevizzazione significa creare una organizzazione saldamente "coperta staliniana. Al V Congresso dell'Internazionale, Zinov'ev aveva
strutturata, monolitica, centralizzata, che risolva armoniosamente e uffcrmato: Il fatto essenziale che la socialdemocrazia divenuta un'ala
fraternamente le divergenze nelle sue file. Come ha insegnato Lenin, la del fascismo. Pur mantenendo l'idea del fronte unico, aveva privilegiato il
bolscevizzazione il marxismo in azione. E' la fedelt all'idea della dittatura fronte unico dal basso. Per parte sua, Togliatti, al Convegno di Corno,
del proletariato, alle idee delleninismo. Bolscevizzazione significa pure non rlcollegandosi a Zinov'ev, aveva definito gli "unitari", cio i socialisti
imitare meccanicamente i bolscevichi russi, ma prendere ci che era e resta rlformisti, un'ala del fascismo. L'atteggiamento settario nei confronti dei
essenziale nel bolscevismo.
.ocialisti non era stato superato neppure al Congresso di Lione.

22 23
Ci non toglie che la svolta era stata decisa in sede inter- La svolta successiva quella che ha portato alla politica
nazionale, in conformit con le esigenze della direzione so- dei fronti popolari, cambiamento brusco (Spriano) a parti-
vietica in quel momento, e imposta a tutti con le buone o con re dall'estate 1934 (il1? agosto si firma il patto d'unit d'a-
le cattive6. zione coi socialisti). Neppure questa volta s' trattato di un'i-
Come controprova, ci si potrebbe porre la domanda: se niziativa autonoma del Pci, ma di una decisione presa a Mo-
non ci fosse stata la decisione dell' Internazionale, il Pci sca. A partire dal momento in cui era stato costretto a con-
avrebbe egualmente delineato le analisi e la politica del terzo statare il disastro della sua politica tedesca, Stalin si era co-
periodo? La risposta non pu che essere negativa. Difficil- minciato a preoccupare del pericolo di guerra rappresentato
mente, per esempio, senza la spinta proveniente da Mosca, dall'avvento al potere del nazismo e si era posto il problema
l'Unit sarebbe giunta al punto di proclamare in un titolo: di un nuovo orientamento della politica estera dell'Urss.
E' l'ora di passare alla violenza pro[etaria" e di aggiungere: Questo nuovo orientamento cominciava a delinearsi ap-
Dobbiamo prepararci a dare piombo al fascismo e al capitale. punto nel '34 e si concretizzava a maggio dell'anno successi-
Questo nell' Italia del 19307! vo con una dichiarazione congiunta con la Francia di Laval.
L'argomento di Amendola e di Secchia, secondo cui la Ne discendeva per l'le la politica adottata al VII Congresso. I
svolta stata la condizione del mantenimento della continui- partiti comunisti si prospettavano ormai alleanze non solo
t con tutto quello che ne seguito, specioso e sin troppo coi partiti socialisti, ma anche con partiti borghesi (in Fran-
chiaramente apologetico. Infatti, gli stessi oppositori della cia, per esempio, col Partito radicale), senza escludere nep-
svolta, rapidamente espulsi dal partito, non erano affatto pure un'eventuale partecipazione a governi di coalizione. Per
una valutazione di questa politica ci possiamo rifare allo stes-
contrari al rilancio dell'attivit interna. Ma il rilancio poteva so Spriano, che non era certamente un estremista:
essere concepito in altro modo, senza prospettive e pratiche
avventuristiche e, quindi, senza le conseguenze catastrofiche La raccomandazione di favorire governi di fronte popolare _

degli arresti e delle lunghe detenzioni di un numero elevato scrive - sar ['indicazione fondamentale a cui si sacrificheranno le
stesse rivendicazioni rivoluzionarie fondamentali, richieste ora
di militanti8. come garanzia che tali governi non divengano una riedizione di
governi socialdemocratici, sostanzialmente borghesi, e poi
6 Cfr., a questo proposito, in particolare il verbale del Comitato centrale
abbandonate -
come accadr in Francia, col risultato di
compromettere gravemente [~natura popolare dei governi del
del Pci del marzo 1930 e numerosi scritti di Alfonso Leonetti (tra i quali, in froI)te, di staccarli dalle masse .
particolare, Un comunista, Fe[trinelli, Milano, 1977,pp. 157-176).
7 Nell'appello del Congresso di Colonia (1931) SI legge, tra l'altro: gli Ma per Stalin e la direzione del Comintern tutto questo
elementi di una crisi rivoluzionaria si accumulano Compito fondamentale
del partito nella situazione attuale di tendere con tutta [a sua azione ad passava completamente in seconda linea: prioritari erano gli
accelerare i[ processo di maturazione di una crisi rivoluzionaria. Il Plenum interessi diplomatici dell'Urss.
dell'InternazIonale comunista aveva parlato di una nuova ondata
rivoluzionaria che sale e di maturazione in certi paesi di una crisi I dirigenti del PCI hanno sempre sostenuto che la politica
rivoluzionaria. adottata durante la Seconda guerra mondiale, e successiva-
8 Lo stesso Amendola doveva scrivere: Bisognava prendere atto che la
"svolta" non aveva raggiunto i suoi obiettivi (Storia del Partito comunista
italiano 1921-1943, Editori Riuniti, Roma, 1978,p. 201). I) P. Spriano, op. cit., voI. m, p. 27.

24 25
mente, traeva origine, in sostanza, dalla svolta dei fronti po- svolta ci si vuole richiamare per sostenere che sin da allora -
polari e dalle decisioni del VII Congresso dell'lc. Hanno in- 1943-44 - il Pci aveva una prospettiva democratico-istituzio-
sistito su questo motivo per provare la loro coerenza e il ca- nale e non rivoluzionario-insurrezionale,
, . 11 . .
l'argomento sen-.
rattere non congiunturale della loro strategia. Le cose non z altro pertmente. Ma non ne denva che m questo caso Cl
sono cos semplici, soprattutto perch c' stato l'intermezzo sia stata una scelta autonoma e specifica. Di fatto, la linea
del Patto russo-tedesco, che ha rappresentato una rottura di applicata sempre pi sistematicamente a partire dal rientro
continuit, anche se di breve durata. Comunque sia, il richia- in patria di Togliatti, stata comune a tutti i partiti comunisti
mo alla politica dei fronti popolari non un argomento a fa- dell'Europa occidentale - mutatis mutandis, non solo del-
vore della specificit e dell'autonomia del Pci, che, al contra- l'Europa occidentale - e l'iniziativa era spettata sempre alla
rio, aveva fatto proprio, ancora una volta, un orientamento direzione sovietica e all'ormai moritura Internazionale comu-
dettato dalla direzione dell'Internazionale, corrispondente a nista12.
le esigenze dello Stato sovietico e del suo gruppo dirigente lO. L'insistenza di Giorgio Amendola sul fatto che la propa-
ganda di Togliatti da Radio Mosca era orientata gi prima
del suo ritorno verso l'unit antifascista prova esattamente il
contrario di quello che pretende di provare lo stesso Amen-
Da Salemo al XX Congresso dola. Infatti, da un lato, Togliatti non era allora collegato alla
direzione in Italia - praticamente inesistente in quanto orga-
nismo - e non poteva quindi essere il portavoce di una linea
Una terza svolta, su cui si sono versati i tradizionali fiumi elaborata autonomamente dal suo partito. Dall'altro - ci che
d'inchiostro, quella cosiddetta "di Salerno". Se a questa -
ancora pi importante chiunque abbia una idea anche ap-
prossimativa del funzionamento del regime sovietico agli ini-
lO Non affrontiamo qui un altro aspetto del problema: la linea di fronte zi degli anni '40, non pu credere seriamente che i suoi diri-
popolare non ha avuto n poteva avere in Italia le stesse implicazioni genti mettessero a disposizione di un comunista straniero i
pratiche che in Francia o in Spagna. Il fronte popolare veniva prospettato
come unificazione di tutte le correnti di opposIZione al fascismo, compresa mezzi necessari, nella fattispecie una potente radio trasmit-
una corrente fascista critica o supposta tale. AI Comitato centrale di fine tente, per consentirgli di esprimere le sue idee indipendente-
ottobre del '35, Ruggero Grieco nella sua replica affermava: Noi saremo i
dirigenti del fronte popolare, se sapremo saldare -come dice Ercoli -
l'opposizione antifascista all'opposizione fascista. Veniva allora lanciata la 11 In polemiche recenti, si preteso di cogliere una presunta incoerenza
parola d'ordine della riconciliazione nazionale e di un programma di del Pci nel fatto che durante la resistenza aveva lanciato appelli
pace, di libert e di difesa degli interessi del popolo italiano. Ci si all'insurrezione. L'argomento assolutamente pretestuoso: si trattava di
dichiarava disposti a combattere assieme ai fascisti critici per la una insurrezione contro il fascismo e non per il rovesciamento del
realizzazione del programma fascista del 1919. In una risoluzione di fine capitalismo, e in collaborazione con tutte le forze antifasciste.
settembre del '36, non ci si peritava di affermare che <<isindacati fascisti 12 Nella sua ultima risoluzione (15 maggio 1943), l'Internazionale
possono essere uno strumento di lotta contro i padroni e perci debbono comunista affermava, tra l'altro: Nei paesi del blocco hitleriano, il compito
essere considerati come i sindacati operai nelle attuali condizioni italiane. fondamentale degli operai, dei lavoratori e di tutti gli onesti consiste nel
Simili prese di posizione provocavano, come si pu ben immaginare, vive e contribuire alla sconfitta di questo blocco. Nei paesi della coalizione
tenaci polemiche nell'opposizione antifascista, con ricadute all'interno antihitleriana, il sacro dovere delle larghe masse popolari... di sostenere
stesso del partito. con tutti i mezzi gli sforzi militari dei governi di questI paesi.

26 27

L
mente dagli orientmenti del Cremlino. Neppure pensabile guerra1S - che hanno sistematizzato la concezione della via
che Togliatti rientrasse in Italia per decisione del tutto auto- italiana al socialismo. Questa sistematizzazione era stata
noma e delineasse al suo arrivo, di propria iniziativa, una li- preparata da orientamenti precedenti. Ma anche in questa
nea che, sulle prime, provocava turbamento in buona parte occasione la spinta decisiva venuta dai dirigenti del Pcus.
del ~Ftito, senza che una decisione fosse stata presa in alto C'era stato infatti, nel febbraio dello stesso anno, il XX Con-
loeo . gresso, in cui Chrusciov aveva avanzato la prospettiva di un
Pi in generale, neppure la scelta della via nazionale al passaggio al socialismo per via pacifica, istituzionale, nei
socialismo pu essere rivendicata come un'espressione di paesi capitalisti industrializzati.
originalit e di autonomia. Basti ricordare che lo stesso Sta- E' sulla scia di Chrusciov - cui Togliatti faceva esplicito
Iin, prima dell'inizio della guerra fredda, aveva ventilato la riferimento nella sua relazione introduttiva -
che venivano
possibilit di vie diverse al socialismo in una conversazione elaborati idee e orientamenti dell'VIII Congresso. Pi in ge-
con una delegazione del Partito laburista e, poco dopo, in un nerale, dopo il famoso Rapporto dello stesso Chrusciov sui
incontro con il dirigente del Pc cecoslovacco Gottwald, e che crimini di Stalin e il disgelo nell'Urss che il partito inaugura-
vari dirigenti di partiti comunisti se ne erano fatti eco. va, con assai cauto gradualismo e non senza contraddizioni,
Va aggiunto che, dopo la formazione del Cominform nel- -
un processo di revisione critica - parziale dello stalinismo e
l'anno 1947 e dopo le critiche da parte di Zdanov, nella riu- del suo stesso passato.
nione costitutiva, al Pci e al Pcf, sospettati di cedimenti op- Tra la svolta di Salerno e il Congresso del '56 si era pro-
portunistici, il partito si riadattava rapidamente al nuovo dotto un avvenimento cui abbiamo gi accennato e che dove-
clima e, pur senza mutare sostanzialmente la sua politica _ va pesare sulle sorti del movimento comunista: la rottura tra
cosa che gli stessi sovietici non avrebbero voluto metteva la - Mosca e la direzione jugoslava, nel giugno 1948. La direzione
sordina sul tema delle vie nazionali al socialismo: un tema del Pci non esitava un solo istante: dimenticando tutto quello
destinato ad essere rilanciato solo nove anni dopo, al Con- che aveva detto e scritto sulla Jugoslavia e su Tito, si associa-
gresso del '5614. va senza riserve alla furibonda campagna antijugoslava, con il
Questo congresso stato, in realt, un'altra pietra miliare ricorso ai motivi e agli epiteti classici dello stalinismol6.
nella storia del Pci: sono i suoi testi -e non quelli degli altri Con pari sollecitudine, quando, dopo la morte di Stalin,
tre congressi che lo avevano preceduto dopo la fine della Chrusciov andava a Canossa riconoscendo l'errore commes-

13 La drammatica esperienza della Grecia una conferma a contrario 15 II primo Congresso del dopo~erra, il V, ha avuto luogo negli ultimi
dell'ispirazione g:enerale della linea dei partiti comunisti. Infatti, Stalin giorni del 1945 e nei primi giorni del 1946; il secondo, il VI, nel 1948 e il
condannava esplicitamente i movimenti che si erano prodotti in quel paese terzo, il VII, nel 1951. Per il carattere particolare del V Congresso cfr.
e che avevano contrapposto forze partigiane e truppe britanniche. Archivio Pietro Secchia, 1945-1973, Annali Feltrinelli, Milano, 1979,p. 212.
14 Nel luglio '48 Togliatti dichiarava: La guida non pu essere che per 16 Chi scrive si trovava in quel momento a Venezia ed era in contatto con
tutti una: nel campo della dottrina il marxismo-leninismo, nel campo delle dirigenti della Federazione comunista. L'annuncio radiofonico in tarda
forze reali il paese il quale gi socialista e nel quale un partito serata della rottura dell'Urss con la Jugoslavia provocava nel partito una
marxista-Ieninista temprato da tre rivoluzioni e da due guerre vittoriose ha reazione di sgomento. Ma il mattino successivo, all'apertura della sede
la funzione dirigente. provinciale, il ritratto di Tito era gi sparito!

28 29

........
so, si allineava di nuovo sullc scelte i Mosca. Reagiva allo All'epoca dei processi di Mosca, la campagna antitrotski-
stesso modo nel novembre '56, approvano l'intervento so- sta era lanciata anche in Italia, dove il movimento trotskista
vietico in Ungheria. non esisteva (i pochi militanti erano quasi tutti nell'emigra-
zione). Questa campagna si svolgeva pure nelle prigioni e al
confrno: coloro che non condividevano la linea del partito o
anche solo certi suoi aspetti (a maggior ragione, la linea del
Prassi organizzativa staliniana Pcus e del Comintern), erano attaccati duramente, isolati ed
espulsi con metodi sommari ~il caso pi clamoroso stato
quello di Umberto Terracini)1 .
Come vedremo pi avanti, il Pci ha subto meno profon- Dopo Lione (1926), per due decenni, c' stato un solo
damente di altri partiti comunisti il processo di stalinizzazio- congresso (Colonia, 1931), in cui non si avuto nessun dibat-
ne nel suo funzionamento organizzativo. Ma ci non significa tito sulla svolta dell'anno precedente, che pure aveva portato
che non sia stato fondamentalmente staliniano anche da que- all'espulsione di quasi la met dell'Ufficio politico. N va di-
sto punto di vista. menticato che il Pci ha accettato senza battere ciglio, nel
In realt, non ha conosciuto, per esempio, un dibattito in- 1939, lo scioglimento del suo Comitato centrale da parte del-
terno democratico che per un periodo molto limitato, nei la direzione staliniana dell'Internazionale e la creazione a
primi anni della sua esistenza 17.Successivamente, lo stesso Mosca di un "centro ideologico" o di "riorganizzazione", con
passaggio all'attivit clandestina favoriva l'affermarsi di ten- la designazione di un segretario non solo senza consult-
denze verticistiche con il crearsi di rigidi compartimenti sta- azione, ma addirittura all'insaputa generalel9.
gni. Sino alla fine degli anni '20, le discussioni continuavano, Questa misura non aveva le conseguenze tragiche di mi-
ma si limitavano a organismi di direzione sempre pi ristretti sure analoghe, o ancor pi gravi, nei confronti di altri partiti
e ricostituiti per cooptazione. Gi nella battaglia contro la comunisti, come, per esempio, il Partito comunista polacco,
tendenza bordighiana, prima e dopo Lione, si faceva ricorso distrutto letteralmente. Ma non poteva che aggravare la crisi
a misure disciplinari di stile burocratico. All'inizio degli anni di direzione di quel periodo; ci si pu chiedere legittimamen-
'30, la crisi provocata dalle divergenze sulla svolta segnava un te se, con una soluzione pi democratica di questa crisi, il
altro passo in avanti in senso negativo: i minoritari erano partito non avrebbe potuto affrontare in condizioni sensibil-
espulsi per direttissima e iniziava nei loro confronti una cam-
18 Secondo certe testimonianze di ex-confinati, gli ex-membri, specie negli
pagna denigratoria senza esclusione di colpi. ultimi anni, sarebbero stati trattati correttamente dai loro compagni di
sventura rimasti nel partito. Non abbiamo ragione di dubitare di queste
17 Va detto che neppure Bordiga aveva, per parte sua, una concezione testimonianze. Ma ne esistono altre, pi numerose, che vanno in senso
molto democratica del funzionamento del partito. La sua idea era che, contrario: coloro che erano usciti dal partito, o ne erano stati espulsi, erano
invece che di centralismo democratico, sarebbe stato preferibile parlare di vittime di vere e proprie campagne persecutorie. Atteggiamenti simili sono
centralismo organico. Non si trattava di una questione puramente stati abbastanza diffusi anche durante la resistenza (per esempio, nei
terminologica, se Bordiga si dichiarava favorevole a una disciplina di tipo confronti dei militanti di Stella Rossa a Torino e di Bandiera Rossa a
militare. La sinistra bordighiana era, peraltro, favorevole a un massimo di Roma).
centralizzazione dell'Internazionale. 19 Questo segretario era Giuseppe Berti.

30 31
mente pi favorevoli la cruciale scadenza della guerra20. Nel- Sempre secondo Secchia, vari compagni avevano dichia-
rato a un certo momento che il Comitato centrale non era
la fase aperta dalla crisi e dalla caduta del fascismo si svilup-
pavano nel partito vive discussioni, che per restavano stret- che un'assemblea di attivisti convocata di tanto in tanto per
tamente limitate ai gruppi dirigenti, di fatt9 ai due centri di impartire delle direttive 23.
Milano e Roma, senza nessuna partecipazione dei quadri, Le cose cambiavano solo molto parzialmente dopo il XX
per non parlare dei militanti di base21.Al rientro di Togliatti, Congresso, nonostante gli accesi dibattiti, a tutti i livelli, svol-
tisi nel corso del 1956.
dopo il consiglio nazionale che aveva approvato la svolta di
Salerno, la linea era imposta senza andare troppo per il sotti- Nello stesso periodo berlingueriano, non veniva affatto
meno il funzionamento verticistico. Alcune delle prese di po-
le: per riprendere le parole di ~riano, era la fine di un re- sizione e delle decisioni cruciali di quel periodo (l'enuncia-
gime di pi libera discussione .
In seguito, si diffondeva in forme sempre pi smaccate il zione del compromesso storico prima e poi l'abbandono del-
culto di Togliatti, mentre le decisioni pi importanti restava- la politica di unit nazionale) erano prese senza discussione
no riservate a un gruppo ristretto di massimi dirigenti. Quan- preliminare nella stessa direzione e a maggior ragione nel
Comitato centrale24.
do c'erano punti di vista diversi, erano discussi in questo nu-
cleo senza portarli a conoscenza non solo dei militanti, ma In realt, le vecchie concezioni e i vecchi metodi non sa-
neppure degli altri organismi di direzione. I ranno abbandonati che negli anni '80. Ci non comportava,
Pietro Secchia, che pure ha sempre avuto del centralismo tuttavia, una reale democratizzazione, bens piuttosto la so-
democratico una concezione pi vicina a quella staliniana stituzione dei metodi staliniani e post -staliniani con metodi
che a quella leniniana, in una lettera a Togliatti del novembre pi tipici di partiti socialdemocratici.
del '54, ha descritto in questi termini i processi decisionali
vigenti:
Dal 1945 ad oggi, molte decisioni su questioni assai importanti per
l'orientamento politico del partito e per la sua azione pratica sono
state prese individualmente; accaduto anche che non si discutesse l'.
prima che fossero prese, ma che si discutesse dopo.
Ed anche quando se n' discusso prima, la discussione stata
condotta con tale rapidit e in forma tale che la personalit aveva il
peso schiacciante e gli interventi degli altri non servissero che a dir
di s, ad approvare la proposta.

20 Lo stesso Amendola, il cui libro pur costantemente intriso di 23 Archivio Pietro Secchia, 1945-1973, Feltrinelli, 1978, p. 673. Un giudizio
sostanzialmente analogo, anche se espresso in termini piu vellutati, quello
giustificazionismo, deve scrivere: Il Pci giungeva alla prova della guerra in di Pietro Ingrao, in Le cose impossibili, Editori Riuniti, Roma 1990, p.76.
gravi condizioni di debolezza organizzativa e di confusione politica (op. 24 Luciano Lama ha affermato che, pur essendo membro della direzione
cit., p. 369). del partito, aveva letto su Rinascita le tesi di Berlinguer sul compromesso
21 Cfr. P. Spriano, op. cit., voI. V, p. 79.
22 Op. cit., vol. V, p. 326. storico e appreso da l'Unit che si passava alla politica di alternativa
democratica (Intervista sul partito, Laterza, Bari,1982).

32 33
3. DA LIVORNO ALLA SOCIALDEMOCRAZIA mentalmente questi partiti non stata tanto un'ideologia
quanto l'accettazione del ruolo egemonico dell'Urss, "patria
del socialismo", del suo partito unico e del suo capo incon-
-
testato. In altri termini, stata la subordinazione tramite il
Comintern sinch esistito e poi con altri meccanismi2 - de-
gli interessi e dei bisogni del movimento operaio dei singoli
paesi agli interessi e alle esigenze dello Stato sovietico, con-
cretamente della sua casta dominante.
E' a causa di questa subordinazione che hanno cessato di
Le contraddizioni dei partiti staliniani essere dei partiti rivoluzionari nel senso pi preciso del ter-
mine. Hanno, tuttavia, mantenuto una differenziazione gene-
tica rispetto ai partiti riformisti di tipo socialdemocratico, la
Abbiamo accennato all'importanza del Congresso del '56 cui deformazione opportunistica e burocratica era stata de-
nell'evoluzione del Partito comunista. Cerchiamo ora di sin- terminata essenzialmente dai condizionamenti economici,
tetizzare questa evoluzione da un punto di vista pi generale. sociali e politici derivanti dal loro inserimento nel quadro e
Il Pci rappresenta il caso-limite di un fenomeno politico di nei meccanismi istituzionali della societ capitalistica.
cui era difficile intuire la possibilit sino aIfa met degli anni Sintetizzati questi elementi di caratterizzazione, va im-
'50: la trasformazione di un partito sorto come partito rivolu- mediatamente aggiunto che gli interessi e le esigenze della
zionario in rottura con il riformismo e divenuto poi un parti- burocrazia sovietica non potevano essere la componente
to staliniano, in un partito neoriformista di tipo socialdemo- esclusiva della politica di un partito comunista, quanto meno
cratico1. di un partito che avesse superato le dimensioni del gruppo di
Ritorniamo innanzitutto sulla nozione di partito stalinia- propaganda stabilendo legami reali con strati sociali e movi-
no. Negli anni '30 e '40 i partiti comunisti staliniani hanno menti di massa. Entravano in azione due altri fattori: la ne-
sviluppato una specifica ideologia, cio una loro concezione cessit di tener conto, per l'appunto, dei bisogni dei movi-
della societ socialista e dei suoi tratti distintivi, come pure menti in cui si era inseriti, e gli interessi dei gruppi dirigenti e
una loro concezione del partito e del suo funzionamento, dei degli apparati nazionali non necessariamente coincidenti con
rapporti tra partito e organi77azioni di massa, del ruolo della quelli dello Stato e del partito sovietico. A seconda delle fasi,
cultura, ecc. Questa ideologia ha subito periodicamente mu- i tre fattori agivano e si combinavano in misura diversa.
tamenti e riadattamenti. Ma ci che ha caratterizzato fonda-
2 Riferendosi al {leriodo successivo allo scioglimento del Cominform,
Luigi Longo ha scntto: Il Pc dell'Urss restava il punto di riferimento, la
1 Per la precisione, Trotsky aveva indicato la tendenza dei partiti "gerarchia" da rispettare anche nella nuova dinamica del movimento
comunisti a trasformarsi in partiti comunisti nazionali, riformisti o comunista. Da questo punto di vista, la logica della Terza internazionale
neoriformisti, gi alla vigilia della guerra, in particolare in un articolo sopravvisse (ed ebbe nel 1948 una sua nuova e particolare esplicitazione
scritto dopo gli accordi di Monaco (cfr. L. Trotsky, Guerra e rivoluzione, nell'Ufficio d'informazioni), condizionando il comportamento di tutti o
Mondadori, Milano, 1973,pp. 38-40). quasi i partiti comunisti (Opinioni sulla Cina, Milano, 1977).

34 35

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Nel caso del Pci, questa diversit pu essere colta con conda met degli anni '20 e ancor pi dall'inizio degli anni
maggiore evidenza. Negli anni '30, il primo fattore era di '30: dovevano subire il condizionamento determinante della
gran lunga prevalente, da tutti i punti di vista (aiuti materiali, direzione dell'Urss tramite l'Internazionale burocratizzata,
forza derivante al partito dal fatto di apparire come il rap- ma, se volevano agire effettivamente e costruirsi non poteva-
presentante di un movimento mondiale guidato dal primo no fare astrazione dal loro contesto nazionale. Per tutto un
Stato "socialista" della storia, ecc.). Ma, a partire dal momen- periodo, la contraddizione stata pi potenziale che attuale
to in cui ha cominciato a crescere, ad acquistare una consi- ed era difficile individuarla o coglierne tutta la portata; que-
stente base di massa per divenire poi organizzazione egemo- sto tanto pi che, quando gi operava direttamente, come nel
nica nel movimento operaio, il peso degli altri due fattori caso della Cina, le parti in causa erano interessate a non farla
aumentava progressivamente. emergere alla superficie e a riasconderla dietro rituali formu-
Il punto di svolta era rappresentato dagli avvenimenti del le politico-ideologiche ben ben poco corrispondenti alla pra-
'56: da allora, gli interessi "nazionali" tendevano a prevalere tica reale 4.
sui condizionamenti internazionali, anche se il legame con Solo dopo l'aperta esplosione della crisi dello stalinismo e
l'Urss non era affatto spezzato (lo sar completamente solo le vicende degli anni '50 e '60, sulla base delle testimonianze
oltre vent'anni dopo). Anche quando Stalin morto e sepol- di protagonisti ancora in vita o di studi storici, si venuti a
to e ben pochi si azzardano ormai a prendere le difese dello conoscenza di quello che prima poteva essere tutt'al pi in-
stalinismo, quando l'Urss non appare pi come un modello tuito, cio che la contraddizione aveva agito sin dall'inizio
di socialismo e la sua direzione contestata dai gruppi diri- provocando conflitti e lacerazioni, al di l delle proclamazio-
genti burocratici di altri paesi, oltre che da forze rivoluziona- ni unanimistiche.
rie, il cordone ombelicale mantenuto perch il riferimento Il 1956, sia per la portata effettiva degli avvenimenti sia
ai "paesi socialisti" e al "movimento comunista" ~u essere per il suo valore simbolico, segna uno spartiacque. In parti-
valorizzato come un elemento di forza del partito . Quando, colare per il Pci, la contraddizione si configura ormai in ter-
per, la politica di Mosca rischia di avere gravi conseguenze mini diversi: la contraddizione di un partito che non pi
-
negative per la sua stessa battaglia come accade con l'inva- da decenni un partito rivoluzionario e cessa di essere un par-
sione della Cecoslovacchia o con l'intervento nell' Afghani- tito classicamente staliniano, ma non un partito socialde-
stan -, il Pci non esita a prendere le distanze con dichiarazio- mocratico, continua a rifiutare esplicitamente di essere defi-
ni di esplicita condanna. nito. tale e non pu agire coerentemente come riformista nel
In realt, la contraddizione fondamentale, intrinseca, dei contesto di una societ in cui pure ha acquisito un peso spe-
partiti staliniani - e del Pci tra di essi - esistita sin dalla se- cifico notevole. Qui va colta, in ultima analisi, la ragione del-
4 L'esempio pi pertinente quello della Cina degli anni '30, quando la
3 Ancora nel 1968 si poteva le~ere in una relazione di Enrico Berlinguer: direzione maoista ha applicato una linea sensibilmente diversa da quella
NGi siamo e resteremo un partito intemazionalista; siamo e resteremo in degli altri partiti comunisti e agito indipendentemente dal Comintem, pur
un movimento nel quale c'e l'Unione Sovietica, altri paesi socialisti, nel senza differenziarsi ideologicamente e senza mai esprimere pubbicamente il
quale c' Cuba, c' il Vietnam e vogliamo mantenere aperta la prospettiva minimo dissenso (anzi, participando all'esaltazione di Stalin e dell' Urss,
con la Cina,). patria del socialismo).

36 37
la sua incapacit di realizzare gli obiettivi strategici che si era sul conseguimento di conquiste parziali (economiche, sociali
prefissati e di sormontare gli ostacoli che le classi dominanti e politiche). Proprio i successi, anche limitati, su questo ter-
continuano a frapporre alla sua assunzione a forza di gover- reno erano alla base dello sviluppo dei partiti socialisti, dei
n05. sindacati e di altre organizzazioni di massa.
La nuova fase contraddistinta da sviluppi diversi e in Ma si innestava contemporaneamente, per usare una ter-
parte contrastanti, su cui non possiamo dilungarci. Basti indi- minologia peculiare del marxismo rivoluzionario, una dialet-
care il comune filo conduttore: ormai, la politica del Pci non tica delle conquiste parziali. Nella misura in cui strati sempre
pi condizionata - se non parzialmente o indirettamente - pi larghi di classi sfruttate, grazie alle loro lotte e alla loro
dalla politica dell'Urss e del cosiddetto movimento comuni- organizzazioni, ottenevano non trascurabili miglioramenti
sta, peraltro in via di progressivo sfaldamento, ma fondamen- delle loro condizioni di vita e una serie di diritti democratici,
talmente da fattori nazionali. A ci contribuisce il declino del ,. si preoccupavano di non mettere a repentaglio quello che
prestigio dell'Urss e del "mondo socialista" e della loro forza avevano acquisito e tendevano, quindi, pi o meno consape-
d'attrazione, per non parlare del crollo irrimediabile del mito volmente, a subordinare alla difesa e ampliamento delle con-
staliniano. Ma l'essenziale non questo. quiste parziali la prospeuiva di una lotta rivoluzionaria per il
rovesciamento del capitalismo.
Soprattutto questa era la base oggettiva dello sviluppo del
riformismo e la ragione della sua influenza persistente, nono-
Origini e fasi di una socialdemocratizzazione stante le sconfitte catastrofiche subite in momenti cruciali dai
partiti che vi si ispiravano.
L'Italia del secondo dopoguerra, dopo il primo difficile
II riformismo socialdemocratico tradizionale si era svilup- periodo di ricostruzione, ha conosciuto un boom economico
pato soprattutto nel decennio, o nei decenni, prima della prolungato senza precedenti nella sua storia e un processo di
guerra mondiale 1914-18, che avevano segnato nell'Europa modernizzazione che, nelle forme in cui si realizzato, non
occidentale e centrale una crescita economica e una relativa era stato previsto da nessuno. Questa crescita avveniva in un
stabilit delle istituzioni democratico-borghesi. In tale conte- ,
~ contesto di relativa stabilit politica e nel quadro di istituzio-
sto - in cui non si producevano crisi rivoluzionarie o prerivo- I ni parlamentari pi avanzate non solo di quelle dell'Italia
luzionarie, nonostante l'esplodere a volte di aspri conflitti so- I prefuscista, ma anche di quelle di altri paesi dell'Europa oc-
ciali e politici - era logico che il movimento operaio puntasse cidentale 6. In linea generale, pur mantenendo certe sue spe-
cificit - in primo luogo, quella del Mezzogiorno - la societ
5 Per queste analisi e valutazioni, ci permettiamo di rinviare al nostro
libro Teoria e politica comunista nel dopoguerra. Schwan, Milano, 1959,
l'
ripreso e sviluppato in Pci: 1945-1969: stalinismo e opponunismo, Samon e ~ 6 Non condividiamo certo le esaltazioni acritiche della Costituzione del
Savelli, Roma, 1969. Contrariamente ad analisi sviluppate successivamente, '47, ma indubbio che, sul piano della democrazia capitalistica, , con
scrivevamo allora: il Pci non pu n potr essere un partito riformista. quella tedesca di Wcimar del 1919, tra le pi avanzate. Nell'Italia del
L'ipotesi non si rivelata giusta, crediamo, soprattutto per la diversa dopoguerra, in linea di principio, i diritti democratici, in primo luogo
evoluzione del contesto internazionale. elettorali, sono stati garantiti piu e non meno che altrovc.

38 39

--
I -

italiana diveniva sempre pi omqgenea al resto dell'Europa Non ripercorriamo qui tutte le fasi di un processo che,
capitalistica, checch ne pensino tutti coloro che della sua prima di giungere a conclusione, si sviluppato per oltre tre
presunta arretratezza hanno fatto, e magari continuano a fa- decenni7. .
re, un cavallo di battaglia, sia sul piano delle analisi sia su Ci limitiamo ad abbozzare sinteticamente una periodizza-
quello della strategia politica. zione (che, come tutte le periodizzazioni, comporta inevita-
Grazie al conseguente rafforzamento del peso specifico bilmente elementi di arbitrariet e di schematismo) :
sociale della classe operaia e, pi in generale, dei lavoratori I) Una fase che va dal XX Congresso all'agosto 1968. E'
dipendenti, si creavano cos le condizioni di lotte operaie e la fase in cui viene avanzata, sia pure in forma parziale e non
popolari per rivendicazioni economiche importanti e non senza gravi reticenze, una critica dello stalinismo e si tenta di
meno importanti diritti democratici. Di fatto, lotte a diversi defInire i contorni di una democrazia socialista presentata
livelli si sviluppavano pressoch senza interruzioni e, non di come obiettivo finale. Il legame con l'Urss sussiste e non so-
rado, con concreti risultati; d'altra parte, i partiti operai, e in no affatto scomparse tendenze giustificazionistiche. Ma nel-
primo luogo il Partito comunista, conquistavano solide posi- l'agosto 1968, quando le truppe del Patto di Varsavia pongo-
zioni nelle istituzioni, divenendo forza di governo in numero no fine alla primavera di Praga, che il Pci aveva accolto con
notevole di citt, di province e anche di regioni. Tale conte- favore, c' per la prima volta una condanna aperta.
sto si prolungato per decenni e non stato modificato so- II) Una fase che potremmo defInire berlingueriana, dall'i-
stanzialmente neppure dalla crisi sociale e politica della fine nizio degli anni '70 alla "strappo" seguito al colpo di Stato del
degli anni '60 e degli inizi degli anni '70. Constatazione che generale Jaruzelski. Il partito prende defInitivamente le di-
va sottolineata: si tratta di un arco di tempo assai pi ampio stanze dall'Urss e dai "paesi socialisti", dopo aver riconosciu-
di quello in cui avevano agito i partiti riformisti prima del '14, to esplicitamente l'appartenenza dell' Italia alla Nato. Lo fa
per non parlare del periodo tra le due guerre. per rendere credibile, sul piano interno, prima il progetto di
E' perfettamente spiegabile, dunque, che un partito che compromesso storico e successivamente la politica di unit
ormai dalla met degli anni '30 aveva rinunciato a ogni pro- nazionale e di alternativa democratica e, sul piano interna-
spettiva e strategia rivoluzionaria e non dava pi da tempo ai zionale, il progetto eurocomunista. Il motivo conduttore, da
suoi quadri e ancor meno ai suoi militanti la formazione che un punto di vista teorico, quello della terza via o della terza
aveva dato loro agli inizi, che considerava la Costituzione re- fase, con uno sforzo persistente di differenziazione, su que-
pubblicana come il quadro necessario e sufficiente della sfo terreno, dalla socialdemocrazia.
transizione al socialismo e prospettava questa transizione per III) La fase di cui sono simbolo due congressi post- ber-
lIapprossimazioni successive", fosse portato ad agire sempre lingueriani, il XVII e il XVIII, che prendono atto del falli-
di pi come un partito riformista, diventando alla rme un mento del progetto eurocomunista, peraltro verificatosi gi
partito di tipo socialdemocratico. prima che si esaurisse la fase precedente, e rinunciano alla

7 Lo abbiamo fatto, per parte nostra, oltre che in volumi gi citati, in


Destino di Trockij, Rizzoli, Milano, 1979.

40 41
terza via e a ogni differenziazione strategica rispetto alle so- nando azione parlamentare e azione delle organizzazioni di
cialdemocrazie (in primo luogo, rispetto a quelle che si por- massa e privilegiando la prima rispetto alla seconda;
tano ad esempio come interlocutrici privilegiate). Il Pci si - una prospettiva di razionalizzazione e "democratizzazio-
proclama "parte integrante della sinistra europea", cercando ne" della societ esistente;
di stabilire una collaborazione con la stessa Internazionale - una prospettiva di trasformazione dei rapporti interna-
socialista (la Fgci, per parte sua, entra a titolo consultivo nel- zionali, soprattutto tramite le organiz7.azioni esistenti (tra le
l'Internazionale giovanile socialistal due guerre, la Societ delle nazioni e, attualmente, le Nazioni
Non forse superfluo richiamare a questo punto i tratti unite), allo scopo di ridurre gli armamenti e garantire la pa-
distintivi dei pi tipici partiti socialdemocratici: ce, senza per questo mettere in discussione gli orientamenti
di fondo della politica estera dei rispettivi paesi;
-una concezione gradualistica della transizione verso una - una concezione di costruzione e consolidamento del
nuova societ (sinch questa prospettiva finale viene mante- movimento operaio in funzione del peso nelle istituzioni e in
nuta); convergenza con l'azione di sindacati impegnati nella coge-
- una concezione metastorica della democrazia (la demo- stione e di cooperative rispettose dei meccanismi del siste-
crazia come valore universale permanente, al di l delle for- ma;
me storiche concrete di societ) e un'accettazione, in pratica - una concezione per cui il partito funziona sempre di pi
e in teoria, del quadro esistente delle democrazie parlamen- come uno strumento elettorale e le scelte del movimento
tari o presidenziali capitalistiche; operaio sono decise non tanto dai militanti organizzati quan-
-una strategia di conquiste parziali da conseguire combi- to dai vari centri o gruppi di pressione (gruppi parlamentari,
amministrazioni locali, gruppi dirigenti dei sindacati e delle
8 Dirigenti del Pci si sono preoccupati a pi riprese di definire la cooperative, intellettuali organizzatori della cultura ecc.).
differenza tra Pci e partiti socialdemocratici. Il pi delle volte si trattato di I partiti socialdemocratici hanno stabilito e mantenuto
definizioni mutevoli e del tutto parziali, se non fittizie. Nel settembre 1978
Berlinguer ha affermato che il tratto comune delle socialdemocrazie resta
tradizionalmente legami molteplici con vasti strati della so-
che rinunciano a lottare per uscire dal capitalismo e per trasformare le basi ciet. Ma la loro debolezza intrinseca consistita nel fatto
della societ in senso socialista e circa due anni dopo, in una intervista a che la rappresentanza di questi strati stata esercitata setto-
Repubblica ha s{>iegato che i socialdemocratici si sono preoccupati molto rialmente e parzialmente, nei casi peggiori in forme addirit-
degli operai, del lavoratori organizzati nei sindacati, ma poco o nulla dei
marginali, dei sottoproletari e delle donne". Quanto alla terza via e alla tura corporative.
terza fase, ecco come lo stesso Berlinguer ne ha illustrato la differenza nel Questa la conseguenza di un'ottica di adattamento alla
gennaio 1982: Terza via una specifica posizione in rapporto ai modelli di
tipo sovietico da una parte e alle esperienze di tipo socialdemocratico
societ esistente e di abbandono di ogni impostazione antica-
dall'altra. La formulazIOne terza fase si riferisce, Invece, all'esperienza pitalistica. Proprio per questo, se le socialdemocrazie hanno
storica e, dunque, alle due precedenti
attraversato dal movimento
fasi di sviluppo conosciuto
operaio europeo. E' pero evidente che la
e avuto e hanno tuttora un peso considerevole e un ruolo ege-
ricerca della terza via non sarebbe possibile se non ci fosse una terza fase e monico in molti paesi dell'Europa capitalistica, se hanno
se noi non ritenessimo possibile avanzare su di essa. Dove si vede come si svolto un'innegabile funzione nella conduzione di battaglie
possa dare l'impressione di un tutto coerente combinando a una prima una
seconda cscogitazione. che hanno consentito loro di strappare conquiste parziali a

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vantaggio delle forze sociali su cui si appoggiano, hanno avu- Da un lato, infatti, il sistema capitalistico mondiale - gra-
to la responsabilit di sconfitte decisive di queste stesse for- zie anche al fatto che le orgllni7'7-azionioperaie pi forti ri-
ze. nunciavano a contestarlo e gli consentivano di superare in-
Gi alla met degli anni '60 era chiaro che il Pci operava denne i momenti critici (come la crisi dell'immediato
sempre di pi come un partito neoriformistic, inserito nel dopoguerra e quella del 1968-75) - riusciva prima ad acqui-
quadro istituzionale, con una prospettiva prevalentemente stare un nuovo dinamismo con l'onda lunga ascendente di
elettorale, e puntava essenzialmente sul rafforzamento di circa un quarto di secolo, poi a vincere in larga misura la bat-
strumenti tradizionali come le ~mmini!:trazionilocali, i sinda- taglia delle ristrutturazioni nella prima met degli anni '80,
cati e le cooperative. Era nella logica di una simile evoluzio- assicurando cosi una relativa stabilit istituzionale ai paesi
ne che la percentuale degli iscritti si restringesse rispetto a industrializzati dell'Europa occidentale e dell'America del
quella degli elettori; che l'adesione non comportasse un co- Nord, oltre che al Giappone.
stante impegno militante, ma solo una partecipazione limita- Dall'altro, le societ di transizione burocratizzate, incapa-
ta a certe occasioni; che il peso degli elementi piccolo-bor- ci di introdurre riforme sostanziali, entravano in una fase in
ghesi e degli intellettuali soverchiasse quello degli operai e cui le loro direzioni diventavano un freno assoluto e non pi
degli altri iscritti di estrazione popolare; che l'attivit nelle. relativo alla crescita e all'orgllni7'7.a7ionedelle forze produtti-
fabbriche non andasse. al di l delle campagne elettorali o ve e le loro istituzioni erano in rotta di collisione con i biso-
dell'appoggio a certe lotte sindacali; che i giovani costituisse- gni e le aspirazioni di strati crescenti della societ, motivo
ro una componente sempre pi marginale, in una organizza- per cui si avviavano rapidamente verso un catastrofico decli-
zione priva di ogni carica ideale in senso anche solo generi- no.
camente rivoluzionario. A maggior ragione, questo identikit Tutto questo non poteva non avere profonde ripercussio-
da partito socialdemocratico applicabile al Pci della rme ni sull'azione e sulla presa di coscienza della stessa classe la-
degli anni '70 e della prima met degli anni '80. voratrice e sulle sue orgllni7'7.a7ionipolitiche e sindacali, so-
prattutto se si tiene conto che le controtendenze non
riuscivano, tranne che per br;evi periodi e anche allora par-
zialmente, ad affermarsi e a consolidarsi (il rapido declino
Un paradosso storico delle formazioni di estrema sinistra degli anni '60 e '70 era un
riflesso di questo limite). E non poteva che rafforzare la ten-
denza del Pci ad avvicinarsi e poi a identificarsi alle socialde-
Questa trasformazione, di cui abbiamo indicato le radici -
mocrazie, tendenza la cui prima origine lo abbiamo visto -
strutturali, al di l delle scelte soggettive dei gruppi dirigenti, risaliva alla svolta del 1935.
va situata pi concretamente in un evolvere della situazione Ma, se vogliamo usare questa espressione, il paradosso
nazionale e internazionale che, per molti aspetti, non era fa- storico consiste nel fatto che il Partito comunista si trasforma
cile ipotizzare non solo alla fine della guerra, ma neppure al- in un partito di tipo socialdemocratico in un' epoca in cui le
la fine degli anni '50. pi grosse e rappresentative socialdemocrazie sono cosa ben

44 45
diversa da quello che erano state alloro apogeo. Partiti so- lo-borghesi colpiti, direttamente o indirettamente, dall' onda
-
cialdemocratici "storici" anche se troppi tendono oggi a lunga di ristagno; dall'altro, come gerenti del potere o candi-
-
ignorarlo o a dimenticarlo avevano gi assolto un ruolo di dati "responsabili" a questa gestione, accettano un quadro di
salvatori del sistema capitalistico in momenti critici del pri- compatibilit sempre pi rigido, impegnandosi a imporre ai
mo dopoguerra e, tra le due guerre, per riprendere l'espres- loro stessi elettori il fardello delle politiche di costanti ri-
sione del Lon Blum del fronte popolare, avevano gestito le- strutturazioni, di forsennate centralizzazioni e concentrazioni
almente il capitalismo come ministri e capi del governo. e di austerit (naturalmente a senso unico).
Ma la novit degli ultimi decenni, anticipata, per ragioni Il Pci non ancora investito in pieno da questa contraddi-
specifiche, dalla socialdemocrazia svedese, che partiti so- zione per il fatto stesso di essere stato escluso dal governo
cialdemocratici hanno assunto la direzione di paesi capitali- dall'ormai lontano 1947. La sua contraddizione consistita
stici per periodi prolungati e, in certi casi, sono divenuti ad- nel fatto di avere avanzato per decenni una sua prospettiva
dirittura lo strumento principale di gestione del sistema. E' il riformista senza essere in grado di tradurla in pratica (e la-
caso dello Stato spagnolo, dove dall'inizio degli anni '80 la sciando al Psi la possibilit di apparire pi concreto, appunto
borghesia non stata in grado di esprimere un proprio parti- perch giudicato maggiormente in grado di ottenere qualche
to egemone e si affidata, non a torto dal suo punto di vista, sia pur modesta misura riformista).
al Psoe di Felipe Gonzalez, e, in misura diversa, della Fran- Ma ha cominciato a pagare a sua volta il prezzo della sua
cia, diretta da dieci anni da un presidente socialista. impostazione soprattutto al momento dell'unit nazionale,
Si avuto cos, in primo luogo, un mutamento della stessa quando ha appoggiato governi democristiani e si assunto,
composizione sociale di questi partiti: sono ancora in grande in prima persona o tramite i suoi esponenti sindacali, un ruo-
maggioranza lavoratori salariati i loro elettori, ma non i loro lo di freno delle lotte, facendo propria la politica di austerit.
iscritti e ancora meno i loro quadri, e i loro gruppi dirigenti Dopo l'abbandono dell'unit nazionale, non ha mutato quali-
sono in stragrande maggioranza di origine piccolo-borghese, tativamente il suo atteggiamento, nella misura in cui vuole
se non addirittura borghese. In secondo luogo - cosa ancora apparire come candidato credibile alla gestione del governo,
pi importante - questi partiti si sono invischiati sempre pi disposto a rispettare compatibilit - e incompatibilit - del
inestricabilmente negli apparati statali e IImministrativi co- regime esistente. In questo senso, investito a sua volta dalla
me pure negli organismi economici, pubblici e privati (non contraddizione tipica della socialdemocrazia contempora-
affatto vero che questa sia una prerogativa solo del Psi cra- nea, smarrendo, ancor pi dei socialdemocratici, la propria
xiano). identit.
Cos la loro contraddizione principale si venuta configu- E' in questo contesto che, sotto l'impatto degli aweni-
rando in termini diversi: da una lato, se non vogliono smarri- menti internazionali del 1989, Achille Occhetto si lanciato
re completamente la loro identit e perdere la loro base so- nel suo giuoco d'azzardo, aprendo la crisi pi grave della
ciale - o pi volgarmente la loro clientela elettorale - non lunga storia del partito.
possono ignorare del tutto gli interessi e le rivendicazioni
della classe operaia, di altri strati popolari e di settori picco-

46 47
4. ERANO POSSmU..ISCELTE ALTERNATIVE? gli anni '20 e per l'insieme del movimento internazionale co-
munista. Noi abbiamo sempre rifiutato, partendo da indica-
zioni analitiche concrete e con concrete argomentazioni, l'i-
dea secondo cui la burocratizzazione era inevitabile, da cui
pu 1logicamente discendere una giustificazione dello stalini-
smo.
Respingiamo egualmente una interpretazione analoga nel
caso specifico del Pci e, pi in generale, del movimento ope-
raio italiano.
In un momento critico per il futuro dell'attuale partito co- Notiamo che dirigenti di questo partito hanno ventilato a
,~ pi riprese l'ipotesi di un corso diverso degli awenimenti,
munista e, pi in generale, del movimento operaio, ci si pu
porre legittimamente la domanda: le scelte che sono state qualora scelte diverse fossero state fatte da parte di forze che
fatte, nazionalmente e internazionalmente, nel corso di set- vi erano coinvolte. Per es., nella sua Intervista sull'antifasci-
tant' anni, erano le uniche possibili, oppure se ne sarebbero smo2, Giorgio Amendola, riferendosi alla situazione alla vigi-
lia dell'awento del fascismo, non si peritato di affermare:
potute fare delle altre ottenendo risultati ben diversi?
Diciamo subito che non acccettiamo la classica obiezione: Se le forze del movimento operaio avessero avuto la capacit di
la storia non si fa coi "se" e riscriverla sulla base di ipotesi fare una politica di unit con le forze democratiche; se avessero
favorito la formazione di un governo Nitti, evidente che si poteva
non verificabili un'operazione perfettamente oziosa. Dal fare qualche altra cosa (p. 47).
punto di vista politico, accettare che tutto quello che acca-
duto dovesse inevitabilmente accadere significa aderire a una Secondo esempio: parlando delle possibilit esistenti alla
sorta di fatalismo giustificazionistico e precludersi ogni pos- fine della guerra e in particolare della politica di De Gasperi,
sibilt di riflessione critica e autocritica. Ma l'obiezione non Togliatti ha scritto:
regge neppure dal punto di vista storico. La grande borghesia possidente, lasciata a s non poteva
E' sin tropo ovvio che una ricostruzione storica deve pre- ricostruire se non in quel modo, perch questo corrispondeva alla
sua natura di c1a;se. Ma era possibile ottenere che si procedesse in
occuparsi soprattutto di cogliere gli awenimenti nella loro . modo diverso'? .
intima connessione, di spiegame la genesi e di individuame
la dinamica. Ma questo non significa ignorare che, in situa- La risposta che era possibile che una parte importante
delle classi dominanti si alleasse con i partiti operai e impe-
zioni date, esistono sviluppi possibili diversi, diverse poten-
zialit, di cui una ricostruzione esauriente non pu non tene- disse alla grande borghesia di fare il buono e il cattivo tempo.
re conto se si vogliono analizzare le situazioni in tutti i loro
aspetti e, ancor pi, valutare protagonisti il cui agire non era 1 Per quanto ci riguarda, abbiamo affrontato questa tematica in varie
meccanicisticamente predeterminato. introduzioni a edizioni italiane delle opere di Trotsky, oltre che, per
esempio, in Irotsky, oggi, Einaudi, Torino, 1958 e in Destino di Irockij, cito
Questo problema di metodo si posto per quanto riguar- 2 Laterza, Bari, 1976.
da l'evoluzione dell'Unione Sovietica a partire dalla met de- 3 Rinascita, ottobre 1955.

48 49

-
_.......

Non aver fatto questa scelta stato, secondo Togliatti, l'erro- L'unit antifascista: riseIVe e opposizioni
re di De Gasperi. Tale motivo era stato avanzato gi nell'a-
gosto del '46 in un articolo, gi citato e su cui ritorneremo,
nel quale si parlava di due prospettive possibili della poli- La politica di unit antifascista aveva sollevato obiezioni e
tica di blocco antifascista 4. rigetti gi prima del 25 lugli05. La stessa politica di collabo-
Ancor pi interessante ricordare che la linea definita razione con gli altri partiti nei Comitati di liberazione nazio-
dal gruppo dirigente comunista stata contestata in varie oc- nale (Cln) durante la resistenza non stata accettata senza
casioni e a vari livelli e che sono state proposte o abbozzate opposizioni ed stata oggetto di diverse interpretazioni. Ci
scelte diverse, anche se non diametralmente opposte. avveniva non solo tra militanti di base, vecchi e nuovi, ma al-
Non ritorneremo qui su episodi noti e gi richiamati co- lo stesso livello di direzione, con una differenziazione tra il
me le opposizioni e le resistenze manifestatesi al momento nucleo installato nel Centro-Sud e il nucleo del Nord, pi di-
della svolta del 1929-30, che avevano coinvolto non solo tre rettamente legato alla resistenza e al movimento partigiano.
-
membri dell'Ufficio politico Pietro Tresso, Alfonso Leonet- Amendola cerca di individuare un comune denominatore
ti e Paolo Ravazzoli - ma lo stesso Antonio Gramsci e altri di questi atteggiamenti, indicando una sorta di sovrapposi~
dirigenti, allora nelle carceri fasciste, come Umberto Terra- zione, non criticamente meditata, della linea di unit nazio-
ClDJ. nale elaborata dall'le a partire dal VII Congresso sulla vec-
Critiche e opposizioni vi sono state anche in seguito al chia visione di un'azione diretta per l'instaurazione della
Patto russo-tedescco del '39, che aveva creato il pi profon- dittatura del proletariato 6. L'osservazione ci sembra sostan-
do smarrimento nelle file del partito. Terracini aveva assunto zialmente giusta, come giusta la valutazione delle differen-
di nuovo una posizione critica, che gli era costata - parados- ziazioni a proposito del ruolo dei Cln
salmente quando l'U rss era gi stata attaccata dai nazisti - All'impostazione di chi accettava una limitazione di que-
sto ruolo all'elaborazione e all'applicazione di una politica
l'espulsione dal prtito.
Pi pertinente, nel quadro di questo saggio, ci sembra un comune a tutti i partiti che vi appartenevano, si contrappone-
richiamo alle resistenze, alle critiche e alle vere e proprie op- va l'idea che bisognava puntare sulla presenza determinante
posizioni emerse tra il 1943 e il 1945 e, per certi aspetti, nel nei Cln stessi delle organizzazioni di massa o espresse dalla
periodo successivo. base, con lo scopo di assicurare una reale egemonia della
cla6se operaia.

5 Per resistenze alla base, si veda quanto scrive, per esempio, P. Spriano
(op. ciL, vol. IV, p. 225). Lo stesso autore riferisce di rcticenze o critiche
4 Al metodo di giudicare l'opera di protagonisti tenendo conto di aperte al1a prospettiva di col1aborazione nazionale, in particolare a
alternative possibili, fa ricorso anche Giulio Andreotti a proposito di De proposito di un messaggio radiofonico di Togliatti (op. cit, voI. V, pp.
Gasperi: Se fosse mancata allora una collaborazione tra Dc e Pei possiamo 121-123 e 133-131). In certe regioni meridionali, non pochi militanti
dire che l'Italia avrebbe avuto o un dominio di quest'ultimo o il protrarsi avevano considerato un tradimento la nuova linea del partito (v. intervento
per almeno un decennio dell'occupazione militare (De Gasperi e il suo di Velio Spano al V Congresso).
tempo, Milano, 1956). 6 G. Amendola, Lettere a Milano, Editori Riuniti, Roma, 1974,p.109.

50 51
Spinta alIe sue estreme conseguenze - scrive Amendola - questa lio Basso, Lu~lULUU..i:tllu\..Lurrado Bonfantini. Ma anche
linea, pur giusta nelIe sue premesse democratiche, portava tuttavia dopo la confluenza del Mup nel partito unificato, denomina-
alIa rottura dei On, e a una contrapposizione col governo di Roma to appunto Psiup, alcuni mantenevano la loro opposizione.
e con gli alIeati. Era una linea che si muoveva nella direzione
indicata dagli Jugoslavi. E l'esempio jugoslavo era motivo Lelio Basso usciva addirittura dal partito, su posizioni per al-
ricorrente di discussione fra di noi (pp. 340-341). cuni aspetti simili a quelle del movimento romano di Bandie-
ra Rossa.
Per parte sua, Spriano parla di una linea Longo-Secchia,
secondo cui si sarebbe dovuto fare dei Cln organismi di po- Per quanto riguarda pi direttamente l'area del Pci, grup-
tere operaio, accentuarne le caratteristiche democratiche pi e movimenti in aperta dissidenza sorgevano in varie citt.
e trasfromare il criterio di rappresentanza paritetica in quel- Per esempio, a Torino, era attivo dall'inizio del '43 il gruppo
lo della rappresentanza sulla base di una direzione effettiva Stella Rossa, che ha avuto a un certo momento 2.000 aderen-
delle masse. Lo scopo doveva essere, in ultima analisi, la ti (contro i 5.000 della Federazione comunista)10. Un altro
presa del potere da parte della resistenza prima dell'arrivo gruppo si formava a Legnano attorno a Mauro e Carlo Vene-
degli eserciti alleati. Ci sarebbe stato decisivo per l'indirizzo goni, mentre a Napoli si organizzava nersino, per un breve
politico e lo sviluppo futuro del popolo italiano7. periodo, una Federazione concorrente .
Correnti o sensibilit di opposizione alla linea di unit an- Ma il fenomeno pi rilevante stato quello della forma-
tisfascista e di collaborazione con i partiti della borghesia so- zione a Roma del Movimento comunista d'Italia (Bandiera
no emerse a pi riprese nel Partito socialista8. Prima dei 45 Rossa). Fondato durante i 45 giorni in seguito alla fusione di
giorni era esistito addirittura un movimento separato, il vari gruppi preesistenti, questo movimento ha conquistato
Mup9, in cui avevano una parte preminente uomini come Le- subito una larga influenza nelle borgate e, alla fine del '43,
contava probabilmente un numero di militanti superiore a
quello della Federazione del Pci, che aveva 1.700-1.800iscrit-
7 P. Spriano, op. cit., voI. V, pp. 372-373.
ti (il suo giornale avrebbe tirato pi de l'Unit). Alla libera-
zione di Roma sarebbe arrivato ad avere addirittura 6.000
8 E' sotto l'influenza di elementi di sinistra che il Psiup ai primi di ottobre
del '43 si pronunciava contro la colIaborazione con i partitI borgltesi e per iscritti, di cui 1.000 nella sola borgata di Torpignattara12.
un saldo blocco di forze incrolIabilmente repubblicane e criticava i Il motivo ispiratore comune di questi gruppi o movimenti
compromessi colIaborazionistici e patriottardi del Pci.
9 In un articolo del primo agosto '43 Basso definiva in questi termini la era il rifiuto della politica di unit nazionale, accompagnato
concezione del Mup sul partito nuovo da costruire: <<I)essere libero dal
peso delIe vecchie tradizioni, pur senza rinnegarle, del Psi; 2) essere
costruito democraticamente dal basso; 3) lottare per una soluzione lO Cfr., oltre che P. Spriano (op. cit, voI. IV, p. 145), il libro di Raimondo
socialista su scala europea; 4) lottare per la conquista inte~\'Itle del potere Luraglti, il movimento operaio torinese durante lo resistenza, Einaudi, Torino
politico distruggendo l'apparato borgltese; 5) considerarsI membro delIa 1958, passim.
nuova Internazionale che sarebbe sorta dalIe rovine della Seconda e della 11 Questa federazione era sorta in contrapposizione ai funzionari centrali e
Terza internazionale; 6) superando la limitazione del movimento socialista
come organizzamone del proletariato industriale, dovr organizzare tutte le Palermo -
-
i suoi animatori tra i quali Enrico Russo, Ennio e Libero Villone,Mario
erano contro l'alleanza con i partiti borgJtesi e per un
forze del lavoro (operai, contadini, tecnici, impiegati, professionisti e funzionamento democratico del partito.
intellettuali, che sono sfruttati dal capitalismo e non sfruttano il lavoro 12 Cfr. Silverio Corvisieri, Bandiera Rossa nella resistenza romana, Samon
altrui> (Cfr. P. Spriano, op. cit., voI.V, p. 233). e SaveIli, Roma 1968.

52 53
l__

dall'esigenza di un funzionamemto democratico del partito. ondannarli a una rapida sparizione: tanto pi che il Partito
Nelle loro fIle si univano vecchi militanti, formati alla scuola comunista, dopo averli attaccatti, il pi delle volte, nel pi
degli anni '20 e '30, e giovani, per cui l'opposizione al fasci- classico stile staliniano, accusandoli di essere agenti del ne-
smo assumeva contemporaneamente la dimensione di una mico, manovrava abilmente per recuperarli14.
lotta contro la societ capitalista. Erano alimentati non solo Una considerazione analoga vale per un personaggio per
o non tanto da una differenziazione sul piano ideologico, molti versi singolare come Lelio Basso, che ha alternato criti-
quanto dalle conseguenze pratiche della scelta del partito. Il che sia alle posizioni del Pci, sia a impostazioni staliniane,a
loro tallone di Achille era l'assenza di una visione strategica un'accettazione opportunistica delle une e delle altre, che,
complessiva, dovuta, in sostanza, a un'analisi sbagliata dell'e- all'inizio degli anni '50, lo ha condotto persino a giustificare
voluzione del Pci e soprattutto della politica dell'Unione So- le condanne di processi infami come quello contro Liszl6
vietica.
Rajk. Circa quindici anni dopo, Basso riprendeva sostanzial-
Il caso pi chiaro quello di Bandiera Rossa che, pur la- mente il suo giudizio del '43-44, parlando di una vera occa-
sciando trasparire a volte qualche motivo vagamente trotski- sione storica mancata, e aggiungendo:
steggiante, si rifaceva all'Urss come paese del socialismo e
La posta in giuoco era grossa: si trattava, in ultima istanza, di
allo stesso Stalin senza nessuna riflessione critica. Peggio: in decidere se l'Italia postbellica avrebbe dovuto veramente essere
certi casi rimproverava al Pci e a Togliatti di essere in con- "nuova" e quindi In rottura con il precedente ordinamento
trasto con gli orientamenti .dei dirigenti monarchico-fascista, costruita dal basso sulla base della volont e
' .13 sovietici, che avreb- dell'iniziativa popolare liberamente esplicantesi, o se viceversa
b ero prospettato una lin ea nvo 1UZlOnana . avrebbe dovuto esprimersi su una linea di continuit
Vale la pena di ricordare che la tesi secondo cui la linea giuridico-politica con il vecchio Stato, e quindi legittimando tutto il
del Pci sarebbe stata in contrasto con quella del Pcus e di passato e risolvendosi di fatto nella restaurazione dall'alto. Le
sinistre finirono per sacrificare allo sfono bellico ogni altra
Stalin stata parzialmente riesumata negli anni '50 dal grup- esigenza, accettando tutta una serie di compromessi successivi, che
po, esso pure effimero, di Azione comunista. facilitarono la restaurazione delle vecchie strutture e delle vecchie
A proposito della posizione di Stalin, un episodio signifi- fone sociali. La responsabilit di tutt~ questo incombeva
soprattutto sulla famosa svolta di Togliatti .
cativo: durante una visita a Mosca, Secchia aveva espresso
dinnanzi a lui alcuni apprezzamenti critici sulla linea applica- Si pu accettare la valutazione critica come punto di par-
ta dal partito, ma con risultato negativo. Infatti, Stalin si di- tenza, ma, come si vede, il discorso sull'alternativa tutt'altro
chiarava esplicitamente d'accordo con Togliatti. c]te preciso e, comunque, non rimette in discussione la scelta
E' questa fondamentale inconsistenza che rendeva inevi- fondamentale dell'inserimento nel quadro del sistema. La
tabilmente precaria l'esistenza di questi gruppi e finiva per stessa ambiguit persister, mutatis mutandis, nelle posizioni

14 Il grosso del Movimento comunista d'Italia si scioglie nel 1947, entrando


13 Cfr. per esempio, gli articoli comparsi su Bandiera Rossa e la risoluzione in maggioranza nel Pci (nel quale, per, alcuni dei suoi dirigenti non
del Convegno di Napoli (gennaio 1945), che proclamava l'identit saranno accettati). Un piccolo gruppo si mantenuto fino al 1949. Uno
Lenin-Stalin e accusava Togliatti di non applicare la linea del comunismo
internazionale e di Stalin (cfr. anche l'opuscolo La via maestra, del degli esponenti pi noti, Francesco Cretara, doveva aderire pi tardi alla
Quarta Internazionale.
dicembre 1944). 15 L Basso, Il Psi, Nuova Accademia, Milano, 1958, p. 248.

54 55
I
che Basso solo in sede storica, quando Secchia era stato da tempo
. 16 assumer pi tardi sui problemi della strategia emarginato, non ne sminuisce la portata intrinseca, soprat-
operata .
Orientamenti che vanno in direzione analoga a quella tutto dal punto di vista che qui ci interessa.
delle posizioni gi menzionate sono state formulate da Ro- Secchia aveva assunto una posizione particolare gi alla
dolfo Morandi, che le ha sintetizzate in particolare in un arti- fine degli anni '20, quando, assieme a Longo, aveva rappre-
colo comparso nei giorni della liberazione. Affrontando a sentato una "tendenza" di giovani che respingevano una cor-
sua volta il problema del ruolo dei Cln, Morandi scriveva: rezione di linea giud,icata opportunista: contro l'adozione
della parola d'ordine dell'Assemblea costituente erano favo-
L'autorit suprema dello Stato non pu essere oggi revoli a mantenere quella precedente di "rivoluzione popola-
rappresentata ed espre~ che da una conferenza generale dei
Comitati di liberazione . re per un governo operaio e contadino".
E' partendo da questa critica che Secchia accettava con
E successivamente doveva impostare la prospettiva di entusiasmo la "svolta", di cui poteva considerars~ almeno in
quelle che si chiamavano allora le "riforme di struttura", in parte, un precursore. L'accentuazione che ne dava e l'inter-
termini ben diversi da quelli prevalenti: secondo lui, queste pretazione difesa a spada tratta anche quarant'anni dopo
riforme dovevano essere concepite come guida di un'azione avevano una tonalit particolare: secondo lui, l'essenziale era
d'urto e altrettante forme di frattura del sistema. Ma queste che il partito impegnasse di nuovo il massimo delle sue forze
enunciazioni subivano la stessa sorte di altre: restavano cio
nella costruzione all'interno del paese e soprattutto da que-
accenni, indicazioni molto generali, senza alcuna concretiz- sto punto di vista gli sembrava condannabile la critica degli
zazione o senza inserirsi in una critica pi generaIe dell'azio- oppositori (a nostra conoscenza, ha sempre sorvolato sul fat-
ne del movimento operaio nazionale e internazionale. to che tra questi andavano annoverati molti detenuti e lo
stesso Antonio Gramsci)18.
Il suo giudizio coincideva, dunque, in larga misura, con
Pietro Secchia e Umberto Terracini
quello di Giorgio Amendola, che, pur riconoscendo l'erro-
neit dell'analisi che era stata fatta e il non raggiungimento
dei risultati sperati, ha giustificato anche nel suo libro del
1978 la condanna dei "tre", giudicando la svolta feconda per
Tra coloro che hanno prospettato, a scadenze importanti, la.successiva crescita del partito.
impostazioni e orientamenti diversi da quelli della maggio- Esempio da manuale di quel giustificazionismo di cui
ranza del gruppo dirigente, merita di essere ricordato Pietro Amendola stato uno dei campioni, anche quando si era as-
Secchia.
sunto la parte - in larga misura illusionistica - dell'iconocla-
Il fatto che le sue posizioni critiche siano state esplicitate

18 Secondo Terracini, la prospettiva di un possibile ritorno al metodo


16 A questo proposito, si veda la nostra valutazione critica in n movimento democratico, cio di una prospettiva opposta a quella della svolta, era
operaio in una fase critka, cit., pp. 141-146.
17 Avanti, 28 aprile 1945.
pacifica nelle idee comuni degli ospiti di Regina Coeli.

57
56
sta, deciso a infrangere tab tradizionali e a sollevare que- La stessa valutazione espressa, anche se in termini pi
stioni che altri preferivano evitarel9. problematici, in un altro testo:
In pi occasioni, Secchia ritornato sulla situazione nel-
l'ultima fase della guerra e nell'immediato dopoguerra. E' Si tratta di esaminare se con opera pi decisa e pi ampie lotte
unitarie delle masse lavoratrici non era possibile Impedire quella
soprattutto a proposito in quel periodo che, secondo lui, il che poi si chiamata la "restaurazione del capitalismo", il ritorno al
partito avrebbe potuto e dovuto assumere una linea diversa dominio dei gruppi monopolisti e dei grandi industriali, se non era
possibile un'azione unitaria pi decisa e conseguente per portare
da quella effettivamente assunta. avanti il rinnovamento economico, politico e sociale del paese, per
Non penso affatto - scrive per esempio nel 1958 -che nel 1945 si
riformare le sue strutture e realizzare un rc~ime di vera
democrazia. Ed in questo senso che tutti i partiti antifascisti,
potesse fare la rivoluzione. Il nostro paese era occupato dagli nessuno escluso, dovrebbero approfondire lo studio con uno
anglo-americani ecc. Condivido pienamente l'analisi fatta dal
partito in quel periodo e le conclusioni cui giunto. Ma si trattava spirito autocritico che :'rescinda, per quanto possibile, dal
patriottismo di partito... .
di puntare di pi sui movimenti di massa, di difendere
maggiormente certe posizioni e di fare qualcosa di serio e di
positivo quando eravamo al governo. Inoltre gli anglo-americani a
Un errore particolarmente grave, all'origine di molte
un certo momento se ne sareb}3ero andati e noi avremmo dovuto debolezze, sarebbe stato, sempre secondo Secchia,
puntare maggiormente i piedi .
<d'aver considerato la Dc un partito democratico-popolare
E in uno scritto del 1971 precisa: rappresentante gli interessi dei contadini, dei ceti medi e delle
classi lavoratrici. Che la Dc avesse una base ed una influenza di
Gi nel corso della resistenza ed in particolare alla vigilia massa non cambia fondamentalmente il carattere, la natura di
dell'insurrezione il contrasto tra il Pci, le forze di sinistra e quelle classe e la ~unzlpne che ha assolto da dopo la liberazione in poi
moderate s'era manifestato in pieno, chiaramente, specie questo partito .
nell'assetto da darsi allo Stato, sul tipo di democrazia da attuare.
L'attacco ai Cln, quali nuovi organismi di potere, quali pilastri Un altro motivo della critica sccchiana riguarda l'impo-
portanti della nuova democrazia, fu deciso e netto e dopo la stazione delle lotte operaie. Cos, riferendosi al periodo
liberazione non trov adeguata risposta ed energica difesa neppure 1947-1948,Secchia ritiene che
da parte nostra. Si cedette di fronte al ricatto, manc la fiducia
nella possibilit di gettare le fondamenta di un nuovo Stato, di nella politica sindacale e di mobilitazione delle larghe masse -
creare uno Stato che non fosse quello prefascista;2~i ebbe timore
dello scontro e del profilarsi della situazIOne greca . 2.figrandicentri industriali-si sarebbe potuto e dovuto fare
sl?e~i.e
diplu .
E altrove scrive: Non v' dubbio che vi stato un ritardo nel
19 Amendola si avventurato nella stesura di una storia del Partito difendere con ampie IRtte generali le commissioni interne e la
libert nelle fabbriche .
comunista che, c' appena bisogno di dirlo, non regge neppure
lontanamente al confronto con quella di Spriano. Proprio in questo libro,
del tutto trasparente il suo giustificazionismo anche per quanto riguarda lo
Altri rilievi toccano punti pi specifici. Per esempio, Sec-
stalinismo (nel 1978!). Scandalosa la giustificazione dei processi di Mosca, chia non d'accordo sul voto del Pci favorevole all'elezione
che, secondo l'autore, non intaccarono l'autorit di Stalin, se egli pot, con
una decisione personale, promuovere una cos rapida concentrazione di
volont per il raggiungi mento dell'obiettivo che aveva indicato (op. ciL, p. 22 Ibid., p. 1061.
307). 23 Archivio Secchia cit., p. 583.
20 Archivio Secchia cit., p. 192. 24 Ibid., p. 427.
21 P. Secchia, il PCI e la guerra di liberazione, 1943-1945, Annali Feltrinelli, 25 Ibid., p. 268.
Milano, 1971, p. 581.

58 59
alla presidenza di Giovanni Gronchi nel 1955 e non nasconde anche dopo il XX Congresso, non si peritato di scrivere
il suo scetticismo sulla parola d'ordine del controllo demo- che l'Urss
cratico dei monopoli26.Al momento della lotta contro la leg- deve essere al centro del movimento comunista, perch, ci piaccia
ge elettorale truffaldina (1953) critica l'atteggiamento, a suo o no, per la funzione che obiettivamente assolve, l'Unione Sovietica
alla testa, all'avanguardia del mondo socialista".
modo di vedere, troppo moderato di Togliatti, che avrebbe
rivelato ancora una volta una concezione parlamentaristi- Contemporaneamente, ha continuato a difendere una
caZl. concezione, in ultima analis~ staliniana dell'unit del movi-
Si tratta, complessivamente, di critiche non irrilevanti, mento comunista29.
mosse sistematicamente, per cos dire, da sinistra. Ma rap- Abbiamo accennato alle posizioni di Umberto Terracini
presentano, in realt, pi che una vera e propria alternativa, nel 1929-30e in occasione del Patto russo-tedesco del 193930.
un progetto di applicazione pi dura, meno conciliante, della In un suo documento dell'autunno 1941, Terracini delineava
strategia complessiva del periodo considerato. Ci confer- per il periodo che avrebbe seguito la sconfitta del fascismo
mato senza possibilit di equivoci dal fatto che Secchia si di- una prospettiva diversa da quella abbozzata gi allora dai
chiara d'accordo sull'obiettivo centrale, la "democrazia pro- partiti comunisti:
gressiva", sia pure, ripetiamolo, in una versione pi radicale. E' da 'prevedersi che in un tale quadro (specialmente nei paesi
Lo sbocco della resistenza - scrive - non poteva essere il sconfitti, Germania ed Italia, nei quali la disfatta in se stessa -
socialismo, ma doveva essere una democrazia nuova, progressiva, prima ancora dell'effettivo affermarsi di una nuova autorit -
con le nuove istituzioni direttamente rappresentative delle masse spezzando l'apparato compressore della dittatura dar l'avvio ad
popolari, un tumultuoso processo di riorganizzazione di vecchi e nuovi
durante lacon quegli o~anismi
resistenza . di potere che in parte erano gi sorti raggruppamenti politici), da prevedersi che la lotta politica si
svilupper con ritmo accelerato, determinando una polarizzazione
Ma il limite di Secchia consiste non tanto e non solo nel di forze progressivamente accelerata verso posizioni inconciliabili,
quelle stesse forze inizialmente e confusamente riunite su una
suo modo di affrontare i problemi strategici sul piano nazio- primordiale piattaforma democratica. E maturer, forse in pochi
nale, quanto nel non avere mai fatto, neppure negli ultimi an- mesi, una situazione rivoluzionaria, capace di respingere ancora
ni della sua vita, i conti con lo stalinismo. Per quanto riguar-
da gli anni '30, per esempio, non ha mai rettificato in alcun 29 Op. cit, p. 429. E' singolare che nello stesso periodo in cui scriveva il
modo gli argomenti con cui aveva giustificato allora l'accetta- passo citato, Secchia facesse riferimento a Cours Nouveau di Trotsky a
proposito del problema di rigenerazioni e di rinnovamento dei partiti
zione dei processi di Mosca, n si sforzato di cogliere le ra- cOl)1unisti (p. 434). In precedenza aveva citato passi da 1905 e da La
dici e la dinamica degli avvenimenti nell'Urss. Peggio ancora: rivoluzione tradita dello stesso autore (pp. 300-301).
30 Le posizioni di Terracini sono illustrate soprattutto in due suoi libri, La
svolta, La Pietra, Milano, 1975, e Al bando del panito, La Pietra, Milano,
26 Ibid., pp. 267 e 269. 1976. A pro.I?0sito del Patto russo- tedesco, Terracini insisteva sul fatto che
27 1bid., p. 237. bisognava dIStinguere tra le legittime esigenze dell'Urss come Stato e gli
28 Ibid., p. 585. A nostra conoscenza, neppure successivamente Secchia ha orientamenti del movimento comunista internazionale. Pi tardi sosteneva,
rimesso in discussione la linea generale del partito. Le riserve espresse - contro la tesi ufficiale, che per i paesi capitalistici la guerra restava una
con cautela e pi indirettamente che direttamente -
sulla via italiana al
guerra imperialista, nonostante l'interesse che l'Urss aveva a stabilire
un'alleanza con loro.
socialismo appaiono tutt'al pi ideologiche, senza implicazioni sul piano
della strategia politica.

60 61
una volta i partiti borghesi all'aperta reazione. Ma allora il risultato e dello scioglimento del Partito comunista polacco e sostene-
della lotta dipender dalla capacit delle forze rivoluzionarie, dal va in un articolo che il Pci doveva adoperarsi per eliminare le
modo col quale avranno saputo sfruttare il rapido tempo di libert,
dall'abilit con la quale avraW10 saputo manovrare tatticamente
cause e le conseguenze dello stalinismo.
nella fluidit della situazione . Circa vent'anni pi tardi, al XIV Congresso, criticava la
Nel ricorso contro la sua espulsione (febbraio 1943), riba- definizione che veniva data della Dc, che non era presentata
come un partito a egemonia borghese. Ma nessuna di queste
diva precisando: prese di posizione lo hanno portato a una contestazione della
Ritengo che la formazione del primo governo postfascista sfuggir linea generale del partito, alcune delle cui premesse erano
all'influenza diretta delle forze proletarie, e proprio perci la lotta formulate da Terracini in forme addirittura estremizzate34.
politica si svilupper tosto con ritmo accelerato, determinando una
rapida polarizzazione verso posizioni inconciliabili di quelle stesse Neppure si pu dire che abbia dato un val!do contributo alla
forze inizialmente riunite su di una primordiale piattaforma critica dello stalinismo35.
democratica borghese Fra l'altro noi dovremo immediatamente
impostare un'azione - con programma a contenuto non solo
politico in senso stretto, ma economico-sociale avanzato - per
mquadrare le masse, secondo le esperienze del 1919-21 (consigli di
fabbrica) e 1925-26 (comitati contadini di unit), in organismi che
possano e servire alla loro mobilitazione per le lotte dirette e Quali alternative?
funzionare come nuclei primordiali di un governo rivoluzionario.
Cos, sfruttando al massimo i margini della demq~razia borghese
restaurata, noi ci foggeremo le armi per superarla .
Alternative possibili sono state, dunque, delineate a quasi
Qui sono indicati, in sintesi, elementi validi di una linea tutte le scadenze cruciali della storia del partito. Ma s' trat-
alternativa su cui torneremo. Sta di fatto, per, che Terracini
rinunci a sviluppare la sua intenzione: meno d'un anno do-
34 Per esempio, al VII Congresso (aprile 1951), respingendo la tesi della
po, in una lettera a Togliatti non esitava a esprimere pieno Costituzione come un compromesso, sosteneva che se per ipotesi assurda,
consenso alla linea del partito e ribadiva tale atte~amento nel 1946, si fosse dato al Pci il compito di redigere, esso solo, la
in un'altra lettera scritta poco prima della liberazione33. Costituzione della repubblica..., nella sua linea generale e nei suoi principi
fondamentali, essa sarebbe sortita per l'appunto quale oggi l'abbiamo (VII
Pi tardi, Terracini esprimeva in varie occasioni opinioni Congresso del Pci, Edizioni di Cultura sociale, Roma, 1954, p. 298). Altro
diverse da quelle del gruppo dirigente. Per esempio, in una esempio: al IX Congresso, per giustificare la politica delle alleanze del
intervista del '47, attirava l'attenzione sui pericoli che sareb- partito, non si era peritato di tirare per i capelli una citazione del Manifesto
bero derivati da una divisione del mondo in due blocchi, pro-
dei . comunisti, pretendendo che l'espressione sprofondamento nel
proletariato non avrebbe indicato solo un declassamento, ma anche un
vocando immediatamente una sconfessione pubblica da par- avvicinarsi di interessi, un allineamento delle classi (IX Congresso del Pci,
Editori Riuniti, Roma, 1960,voI. I, p. 297).
te della segreteria. Subito dopo il XX Congresso, sollevava al 35 All'VIII Congresso aveva fatto uso anche lui del penoso argomento
Comitato centrale il problema dell'eliminazione di Bela Kun "non sapevamo", parlando di estrema limitatezza delle conoscenze che si
avevano circa il funzionamento delle istituzioni politiche dei paesi
31 U. Terracini,AI bando del partito, cit., p. 44. socialisti. Ricordiamo, d'altra parte, gli sforzi di Terracini in una
32 Ibid., p. 126. conferenza in un circolo ebraico della capitale per spiegare che il processo
33 12 aprile 1945: La linea del partito la mia linea, senza riserve; e senza Slansky non era stato una manifestazione di antisemitismo e si era svolto
secondo il diritto statuale cecoslovacco.
riserve ne la mia disciplina (p. 185).

62 63
I,-

"1"

tato sempre di alternative parziali, prive d'una dimensione


strategica internazionale: di qui la loro intrinseca inconsi- tra quadri e militanti delle generazioni pi mature e delle ge-
stenza, il loro carattere effimero, la loro influenza limitata. nerazioni nuove, che si mobilitavano con l'aspirazione a un
Non ne discende che un corso diverso fosse inconcepibi- mutamento radicale dell'esistente, alla costruzione di una so-
le. Impostare una strategia e scelte diverse, stimolando una ciet socialista e non solo per il rovesciamento del fascismo e
la cacciata dell'esercito nazista36.
diversa dinamica degli avvenimenti, era perfettamente possi-
bile: la condizione era che sin dall'inizio il progetto alternati- Riprova: la grande forza di attrazione del Partito comuni-
vo assumesse una dimensione internazionale. Partendo da sta, identificato con l'Urss, paese "socialista", e con un pro-
un'analisi rigorosa dei processi nell'Urss e delle loro riper- getto rivoluzionario. D'altro lato, fonti diverse e studi storici
cussioni nell'Internazionale comunista, si sarebbe dovuto e - di diversi autori sono concordi nell'affermare che spesso la
-
potuto lottare per contrastare, prima che fosse troppo tar- linea di unit nazionale era accettata come un'esigenza tatti-
di, l'instaurarsi e il consolidarsi dell'egemonia burocratica ca che al. .momento
I opportuno
I .
sarebbe stata superata
37 per im-
staliniana. Sarebbe stata, certo, una battaglia molto dura, il pegnarsl m una otta per a conqwsta deI potere .
cui esito positivo non era affatto garantito. Comunque sia, Conosciamo gli argomenti dei difensori della linea uffi-
oggi tutti possono constatare il disastro finale delle scelte ciale. Era assurdo fare la rivoluzione il 25 aprile, in ogni caso
"realistiche", che provoca ora disperati tentativi di scissione gli eserciti di occupazione sarebbero intervenuti a fianco del-
da responsabilit, con la rinuncia al nome stesso del partito. le forze reazionarie. Senonch non si trattava affatto di cer-
Ritorniamo un momento indietro. Nel 1929-30, era possi- care di instaurare uno Stato operaio all'indomani del 25 apri-
- -
bile respingere le analisi palesemente errate del terzo pe- le. Si trattava di dare alla lotta una diversa prospettiva, di
riodo e del socialfascismo e creare le condizioni di un'azione sviluppare tutti gli elementi di potere e di controllo operaio
unitaria del movimento operaio contro la dittatura mussoli- emersi durante la resistenza, di far s che il ruolo egemonico
niana (e in Germania per opporsi all'avvento di Hitler). Era della classe operaia e delle sue organi7zazioni non fosse
perfettamente possibile organizzare il lavoro all'interno del
paese senza far balenare prospettive irrealistiche, senza ulti- 36 A questo proposito, nel suo libro / comunisti europei e Stalin, Einaudi,
matismi e precipitazioni avventuristiche, creando cos ben Torino, 1983, Spriano scrive: La guerra civile, o almeno forti disparit e
pi solidamente le premesse d'un rilancio. Tutte cose, ricor- contrapposizioni sociali si accompagnano, in ogni paese europeo, al corso
della guerra sui fronti. Vi sono forze schierate a fianco degli occupanti, vi
diamolo, che non vengono dette ora col senno di po~ ma so- sono gruppi sociali inerti e rassegnati, vi sono sinceri combattenti per la
no state dette allora e non da qualche franco tiratore, ma da IibeIt che non vogliono per collaborare con i comunisti. Questi ultimi si
militant~ quadri e dirigenti dello stesso Pci e della stessa Ic. battono, d'altronde, per una rivoluzione socialista anche se essa non viene
posta all'ordine del giorno nei documenti ufficiali. L'interpretazione
Anche ad altre scadenze cruciali, quelle delle battaglie del 'unit nazionale soggetta, dunque, a infinite variazioni e sfumature. In
della resistenza e dell'immediato dopoguerra, il corso adot- alto e in basso, ai vertici dei partiti che operano realmente nella
clandestinit e nella loro base operaia e contadina, tra i quadri intermedi
tato non era l'unico possibile. Critiche e ipotesi diverse sono che si fanno decisivi per organizzare la lotta armata (p. 175).
state avanzate anche in questo caso. Ancor pi importante 37 I dirigenti del Pci erano ben coscienti di questo fatto e per questo
che esisteva una larga disponibilit in vasti settori di massa, temevano che si potesse formare un altro partito alla loro sinistra attorno
agli elementi, gruppi e movimenti critici cui abbiamo accennato (timori in
questo senso erano espressi, per esempio, da Scoccimarro alla fine del '44).

64
65

....
svuotato di contenuto' e annullato da una collaborazione si-
nati alla ribalta, cessazione immediata delle misure ventilate
stematica con i partiti borghesi dalla rinuncia a un'azione
indipendente, di rifiutare l'inserimento, anche ai massimi li- contro militanti della resistenza, installazione di consigli di
gestione nelle fabbriche, di consigli di azienda e di cascina
velli, in un apparato statale rimasto quello tradizionale, e la con ampi poteri di controllo ecc.). Simili obiettivi si sarebbe-
collaborazione alla ricostruzione su basi capitalistiche. In al- ro potuti collegare con obiettivi economici, partendo dalle
tri termini, anzich cercare di soffocare o attutire i conflitti
lotte sindacali in corso (basta Coni licenziamenti, riassunzio-
di classe, si sarebbe dovuto fare il possibile perch si svilup-
ne dei lavoratori messi alla porta, revisione generale dei sala-
passero secondo una dinamica che esisteva nella realt,
ri ecc.). Il movimento non avrebbe dovuto cessare prima d'a-
orientandoli in una prospettiva anticapitalistica e favorendo
ver realizzato concreti risultati e la sua guida si sarebbe
cosi la presa di coscienza di settori di massa sempre pi vasti. dovuta affidare a comitati di sciopero ed agitazione eletti di-
Nessuno avrebbe potuto sapere a priori se e quando si sareb-
rettamente dai lavoratori e quindi capaci di esprimerne le
be posto il problema del potere. Ma l'essenziale era mante-
aspirazioni, di ascoltarne il polso. Un successo in questo sen-
nere questa prospettiva strategica, indipendentemente dalle
so avrebbe di per s costituito un valido contrattacco del mo-
scadenze e dalle forme di lotta ipotizzabili.
Niente di tutto questo stato fatto. Peggio: se il Pci ha vimento operaio, creando le premesse per un rilancio delle
lotte in una situazione pi favorevole per la riacqllistata fidu-
condotto a volte lotte anche molto dure, in funzione essen-
cia delle masse c ill:onseguente smarrimento degli awersari.
zialmente difensiva, contro attacchi ai diritti e ai livelli di vita
dei lavoratori, stato estremamente timido, se non assente, Con il 1968 si apriva, in Italia pi che in altri paesi, una
profonda crisi sociale e politica che doveva assumere nel
sul terreno di importanti rivendicazioni democratiche. Basti 1969-71 i tratti di una crisi prerivoluzionaria38. Non ritornia-
pensare all'enorme concessione fatta a proposito dei rappor-
ti tra Stato e Chiesa con il voto del famoso - o famigerato - mo qui sulle enormi mobilitazioni studentesche, sulle grandi
articolo 7 della Costituzione o alla rinuncia, per decenni, a lotte operaie, sulla radicalizzazione di vasti strati di piccola
borghesia, sulla crisi dei partiti tradizionali sia borghesi sia
ogni battaglia per il divorzio e per l'aborto, per finir poi con operai. Il Pci ha affrontato la situazione, dopo una prima fase
l'accodarsi a iniziative altrui.
di incertezza, con la consueta abilit tattica, sforzandosi di
Considerazioni non diverse da quelle fatte per gli anni
1943-1945valgono per la grandiosa esplosione popolare del integrare i nuovi movimenti nella sua strategia politica. Ha
cercato pi concretamente di utilizzare le forze esplose nella
14 luglio 1948 in risposta all'attentato a Togliatti. crisi per aumentare il suo peso specifico e per rilanciare il
Si pu convenire che non esistessero allora tutte le condi-
suo progetto di rinnovamento "democratico" e di ristruttura-
zioni necessarie di una lotta rivoluzionaria per il potere. Ma zione riformista. La sua operazione ha avuto successo sul ter-
sarebbe arbitrario dedurne che la sola soluzione fosse quella
di arrestare il movimento. Tra uno !>cioperodi protesta e 38 La crisi del 1968-71 all'origine della formazione e della crescita di
un'insurrezione c' un'ampia gamma di possibilit. Si sareb- organizzazioni di estrema sinistra, che, nei momenti pi alti, sono riuscite a
be potuto, per esempio, porre allo sciopero obiettivi politici esercitare un'influenza considerevole in settori dI massa. Proprio per
questo, esiste una responsabilit anche di queste organizzazioni per quanto
generali (epurazione degli uomini del vecchio regime ritor- riguardaVerificadellenimsmo
nostro lo sbocco di 9uestoin periodo
l/alia, ci!.critico. Cfr., a questo proposito, il

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Un bilancio di insuccessi
reno per lui fondamentale: nel 1975-76 faceva un balzo elet-
torale senza precedenti. Ma, per l'appunto, il grande movi-
mento si esaurisce con il conseguimento di una serie di con-
L'applicazione di una strategia e di orientamenti alterna-
quiste parziali _ successivamente corrose una dopo l'altra e - tivi non avrebbe automaticamente garantito un successo sto-
con un relativo mutamento dei rapporti di forza sul piano
-
elettorale. li sistema pu superare la sua crisi tanto pi che rico della classe operaia e del suo movimento. Non esisteva-
il Pci investe i suoi successi nella fallimentare politica di uni- no - e ancora meno esistono oggi - soluzioni di facilit. Ma la
t nazionale (1976-78) - e, poi, dalla rme degli anni '70 e dagli constatazione che, comunque, si pu fare che tutte le pro-
inizi degli anni '80, l'economia capitalistica pu sviluppare si- spettive strategiche via via avanzate dal Pci si sono rivelate
stematiche operazioni di ristrutturazione e di restaurazione, intrinsecamente inconsistenti e sono rimaste sulla carta, no-
con risultati difficilmente contestabili a dieci anni di distanza. nostante le pretese di realismo.
Anche in questo caso la politica adottata non era affatto Nel periodo 1944-45, la prospettiva strategica era quella
l'unica possibile. Si sarebbe potuto favorire una dinamica di della democrazia progressiva. L'obiettivo della democrazia
lotte tendente ad approfondire la crisi del sistema, sviluppa- progressiva era, per riprendere formulazioni di Togliatti,
re e potenziare organismi di democrazia dal basso, invece realizzare la distruzione del fascismo, tagliare tutte le radici da
che cercare di istituzionalizzare quelli che erano sorti, avan- cui esso sorto e rinnovare il nostro paese in modo tale che un
regime analogo a quello fascista non possa rinascere mai pi...
zare un progetto di ricostruzione della societ italiana su basi Democrazia progressiva quella che organizzer un governo del
anticapitalistiche. Su una simile prospettiva era possibile, al- popolo e per il popolo e nella quale tutte le forze sane del paese
lora, realizzare un ampio fronte di forze sociali - e non solo avranno il loro posto, potranno afferma11h e avanzare verso il
soddisfacimento di tutte le loro aspirazioni .
della classe operaia - stimolando una presa di coscienza su
scala di massa della necessit di soluzioni rivoluzionarie. In In altri termini, avrebbe dovuto rappresentare la fase pi
quel contesto, non valeva pi, d'altra parte, il vecchio argo- avanzata cui possa ~ungere una democrazia nel quadro della
mento di un possibile intervento militare imperialistic039. societ capitalistica 1.Dal punto di vista pi strettamente po-
litico, il successo di questa strategia esigeva il concretizzarsi
39 L'argomento dell'inevitabilit di un intervento americano non era cos r di due prospettive: per citare ancora Togliatti, quella della
decisivo come supponevano quelli che lo avanzavano neppure democratizzazione del paese nel suo complesso e quella
nell'immediato dopoguerra (i gruppi dirigenti di Washington avrebbero \1
avuto difficolt, alla fine della guerra, a convincere il loro popolo che della democratrizzazione degli stessi conservatori italia-
bisognava intraprendere una nuova azione militare). Del resto, un dirigente ni42.Che questo non sia accaduto e che la democrazia pro-
del Pci niente affatto eterodosso come Emilio Sereni lo aveva egli stesso
messo in dubbio, scrivendo nell'aprile del '45 di non essere affatto sicuro ~
che, in caso di presa del potere da parte dei comunisti nell'Italia 40 P. Togliatti, Politica comunista, L'Unit, Roma, 1946.
settentrionale, ci sarebbe stata una reJ;lressione da parte degli 41 La formula della democrazia progressiva stata avanzata anche nei
paesi dell'Europa orientale sotto l'influenza dell'Urss. Ma ben presto
angio-americani (cfr. P. Spriano, I comunisti e Stalin, cit., p. 216). Nel stata presentata come una prima fase della dittatura del proletariato, o
momento in cui fervono le polemiche sulla "Gladio" qualcuno potrebbe
essere tentato di avanzare sotto nuova forma l'argomento di un'eventuale meglio dell'istaurazione della dittatura burocratica grazie ai rapporti di
azione militare. Avremmo voluto proprio vederli gli intrepidi "gladiatori" forza creati dalla presenza dell'esercito sovietico.
42 Rinascita, agosto '46.
emergere alla superficie per affrontare i movimenti di massa del 1968-1969!

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gressiva non si sia dunque realizzata la conclusione dello
stesso segretario del Pci. tutela, ristabilendo una sorta di capitalismo di libera concor-
La non realizzazione di una prospettiva non ne inficia ne- renza, disposto a operare nell'interesse delle grandi masse
cessariamente la validit. Rapporti di forza sfavorevoli pos- popolari. Si dimenticava - o si volevadimenticare _ chela fa-
sono giuocare in senso contrario e si pu continuare a lottare se monopolistica non una "degenerazione", ma una fase ne-
per cambiare questi rapporti di forza. Ma, nella fattispecie, si cessaria, uno sbocco logico del capitalismo e che semplice-
trattava di una formula che non corrispondeva a una dinami- mente assurdo
ca di sviluppo possibile oggettivamente e politicamente fe- precisati senza postulare un capitalismo dai contorni non ben
i monopoli.
conda. Se il fronte dei conservatori o, per essere pi precisi, i L'impostazione non reggeva neppure dal punto di vista
gruppi dirigenti della borghesia non hanno avuto l'evoluzione politico, tenuto conto della strategia complessiva del partito:
auspicata da Togliatti, non stato per errore o per miopia infatti, una rottura del potere monopolistico avrebbe richie-
politica. sto un tale mutamento dei rapporti di forza, un tale salto
Per costoro, l'essenziale era ricostruire il paese nel qua- qualitativo e avrebbe provocato situazioni cosi conflittuali
dro di un'economia capitalistica e di istituzioni che garantis- che, in una simile eventualit, il movimento operaio non
sero la loro egemonia. In questo senso, hanno agito in modo potere43.
avrebbe evitato uno scontro frontale, in una prospettiva di
conseguente: sinch la situazione imponeva una collabora-
zione con i partiti operai per evitare tensioni e conflitti esplo- Data la scarsa consistenza di tutte queste indicazioni, il
sivi, seguivano la via dei Cln e dei governi tripartiti; ma quan- Pci non poteva non trovarsi in difficolt di fronte ai governi
do ci non era pi strettamente necessario, quando la di centro-sinistra, almeno nella loro prima fase. Da un lato,
presenza dei partiti operai al governo appariva ormai come infatti, doveva contrastare un'operazione che aveva tra i fini
un ostacolo al pieno dispiegarsi della loro ricostruzione e dichiarati il suo indebolimento e isolamento, dall'altro, non
mutava il contesto internazionale, preparavano e operavano poteva respingere orientamenti programmatici, politici e
la rottura. ideologici, che, almeno
Lasciando da parte formule politiche elaborate in segui- qualitativamente dai suoi.sulla carta, non si differenziavano
to, come quella generica di "governo democratico delle classi In realt, proprio con il centro-sinistra cominciano a ma-
lavoratrici" (VIII Congresso) e quella successiva, ancora pi turare ed emergere le sue contraddizioni. La sua prospettiva
generica, di "democrazia di tipo nuovo", qualche parola va era ormai da tempo una prospettiva riformista. E nella se-
spesa sull'obiettivo del "controllo democratico dei monopo- conda met degli anni '60 e nella prima met degli anni '70, l'
li", presentato soprattutto negli anni '60 come elemento cen- emergere di movimenti di massa di diversa natura, ma tutti
trale di una "programmazione democratica". caratterizzati, nei loro momenti pi alti, da un grande dina-
Anche in questo caso si tratta di un obiettivo intrinseca-
mente inconsistente. Infatti, era fissato partendo dall'ipotesi
43 La prospettiva del controllo democratico dei monopoli ha comportato
di una fase di sviluppo in cui, pur permanendo il sistema eco- l'uso di altre fonnule, non meno inconsistenti, come quella dell' equo
nomico-sociale capitalistico, i monopoli fossero posti sotto profitto. Sul piano politico, un caso limite di indetenninatezza
rappresentato dalla fonnula usata da TOgliatti al X Congresso: Diminuire
e POssibilmente spezzare il dominio assoluto dei gruppi dirigenti borghesi.
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mismo e capaci di incidere sui rapporti di forza complessivi,
rende possibili reali conquiste sul piano economico, sociale e 5. I PROTAGONISTI:
politico. Settori delle classi dominanti ritengono necessario, DA TOGLIAm A BERLINGUER
per evitare una dinamica per loro pericolosa, fare concessio-
ni. TIPc~ lo abbiamo visto, si inserisce in questi movimenti,
ma non riesce a dare a movimenti e lotte una prospettiva
strategica d'insieme, n a imporre la propria egemonia e
continua a essere escluso dal governo. Qui risiede, in ultima
analis~ la sua debolezza, nonostante i successi elettorali.
E' per superare questa impasse che Berlinguer prospetta
la strategia del compromesso storico. Ma tale strategia - su
cui ritorneremo nel capitolo seguente - non raggiungeva il
suo obiettivo pi di quanto non lo avessero raggiunto le pre- La storia del Partito comunista stata determinata, lo ab-
cedenti strategie. L'unica traduzione pratica era il coinvolgi- biamo visto, da tutta una serie di fattori che hanno agito nel-
mento nell'esperienza di unit nazionale tra il 1976 e il 1978, l'arco di settant'~ nella societ italiana e sul piano inter-
che aveva il solo risultato di fare apparire il Pci come ele- nazionale. E' la storia di decine, se non centinaia, di migliaia
mento di copertura della politica di austerita e di ristruttura- di quadri e di militanti senza il cui impegno e spirito di sacri-
zioni del governo e delle classi dominanti e si concludeva ficio non avrebbe potuto giuocare un ruolo cosi importante,
con una dichiarazione di fallimento. indipendentemente dal giudizio che se ne pu dare. Ma
Scoccava l'ora dell'alternativa democratica. Si tratta di vi- stata scandita anche dalla parte che hanno avuto nella defini-
cende ancora recent~ su cui non necessario insistere: tanto zione delle sue concezioni, della sua strategia e dei suoi
-
pi che la nuova strategia ammesso che cosi si potesse defi- orientamenti dii direzione.
sponsabilit leader che si sono succeduti alla massima re-
nire - non solo non dava alcun concreto risultato, ma creava
sin dall'inizio problemi di definizione, rimasti aperti nono- A proposito del primo segretario, Amadeo Bordiga, ci li-
stante tutti i tentativi di equilibrismi terminologici e concet- mitiamo a ricordare un giudizio di Pietro Tresso, al di l di
tuali44.Contribuiva cosi ad accrescere una crisi la cui manife- una certa terminologia, ancora pertinente:
stazione pi vistosa stata la serie decennale di arretramenti Sotto la direzione di Bordiga, il partito, malgrado l'errato
elettorali. orientamento di questa direzione, acquista coscienza di s, della
. prima fondamentale verit che "senza partito di classe, senza una
dottrina rivoluzionaria" il proletariato non pu vincere. Verit
prime, fondamentali, abbiamo detto. Sotto Bqrdiga non solo il
44 Basti pensare che, al momento della nuova svolta, Berlinguer si era partito prende coscienza di s, viene formandosi; ma nel fuoco
affrettato a dichiarare che l'alternativa democratica non comportava nessun della guerra civile, la pi aspra, esso compie la sua "selezione",
mutamento delle basi essenziali della strategia del partito, mentre pi tempra le sue ossa, acquista una disciplina di ferro, sviluppa la
tardi un testo per il Congresso del 1983 spiegava che l'alternativa capacit didi sacrificio,
creazione un partito ibolscevico
quali sono1.tutti meriti inseparabili per la
democratica era, sul piano governativo, alternativa alla DC e al suo sistema
di potere.
Bollettino dell'opposizione comunista italiana, n. 13, 1S2febbraio 1933.

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Non ritorneremo neppure su Antonio Gramsci: abbiamo
sintetizzato la nostra valutazione sulla sua opera teorica e dalla fine degli anni '20, ha contribuito durante la sua segre-
politica di marxista rivoluzionario in un saggio compat:so in teria ad approfondire la presa di distanze nei confronti della
occasione del cinquantenario della morte2. direzione sovietica con la condanna dell'invasione della Ce-
Del resto, mentre era in vita, Gramsci non ha avuto un'in- coslovacchia. Proprio per il suo curricu/urnha potuto assicu-
fluenza determinante che per un periodo relativamente bre- rare la convergenza su questa decisione tra vecchi dirigenti e
ve, cio dal delinearsi di un nuovo gruppo dirigente sino alla quadri ancora sulla breccia e rappresentanti delle pi giovani
generazioni.
fine del 1926. Solo vent'anni dopo la sua morte si comincia-
to a studiare e ad apprezzare il suo apporto politico e cultu- Il secondo, Alessandro Natta, ha presieduto alla fase con-
rale. Ma per oltre quattro decenni, dirigenti e intemettuali clusiva del processo di socialdemocratizzazione, senza dare
un suo personale contributo.
del Pci sono sembrati preoccuparsi soprattutto di presentare
Gramsci come precursore o ispiratore delle loro concezioni Le segreterie di Longo e Natta hanno occupato, comples-
e strategie. sivamente, dodici dei settant'arini di vita del partito. Per pe-
E poich erano ben diverse da quelle formulate da Gram- riodi ben pi lunghi hanno esercitato la loro funzione, deter-
sci - non solo nella prima met degli anni '20, ma anche nei minando in larga misura concezioni e orientamenti, Palmiro
Quaderni e hanno per di pi conosciuto tutte le evoluzioni Togliatti ed Enrico Berlinguer.
che sappiamo - abbiamo assistito e assistiamo a un allucinan-
te spettacolo di equilibrismi concettuali e terminologici, per
dirla in termini pi crudi, a ininterrotte operazioni mistifica-
torie. Togliatti: dal Comintem a lalta
C' ora da aspettarsi che qualcuno si incarichi di compul-
sareun'altra volta Gramsci per scoprirvi elementi anticipato-
ri dell'ultima incarnazione del partit03. La valutazione della figura di Togliatti ha conosciuto ne-
Non ci dilungheremo neppure su due dirigenti che hanno gli ultimi venticinque anni, fatte le debite proporzioni, una vi-
svolto essi pure le loro funzioni per un periodo di tempo li- cenda analoga a quella della valutazione di Gramsci: cam-
mitato. Basti ricordare che il primo di essi, Luigi Longo, che biata in funzione dei mutamenti delle concezioni e degli
aveva condiviso tutte le responsabilit del gruppo dirigente orientamenti
ze contingenti.del partito, se non addirittura delle sue esigen-
2 Il marxismo rivoluzionario di Antonio Gramsci, Nuove edizioni Togliatti stato presentato a lungo come il collaboratore
internazionali, Milano, 1987. pi stretto e il pi fedele continuatore di Gramsc~ poi come
3 Giuseppe Vacca, sempre impegnato a dare le spiegazioni pi sofisticate colui che aveva reso esplicito, sviluppandolo e traducendolo
al succedersi delle concezioni e impostazioni del Pci, ha annunciato un
nuovo libro che dovrebbe dimostrare che Grarnsci e TogIiatti erano
nella nuova strategia politica, ci che nello stesso Gramsci
diversi, ma inscindibili. II libro non uscir che nella primavera del 1991. A era implicito ed embrionale, infine come l'uomo che aveva
giudicare da un'intervista dell'autore a l'UnillI (6 settembre), la sua fantasia saputo, dopo il XX Congresso, introdurre i necessari ele-
sar ancora una volta inesauribile.
menti di rottura rispetto al passato.

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Pi di recente, e a maggior ragione dopo il lancio dell'o-
perazione di Occhetto, pur nella continuit delle valutazioni oltre certi limiti: in buona sostanza non sarebbe stata messa
positive e spesso tuttora apologetiche, si posto di preferen- in forse l'egemonia delle direzioni e degli apparati burocrati-
za l'accento sulla necessit di distinguere il p'artito togliattia- ci (ci che egli ha cercato di far dimenticare con improntitu-
no da quello attuale (o del prosssimo futuro l dine nei mesi cruciali del 1956, troppi altri avevano iriteresse
a far dimenticare...).
Su di un punto i giudizi positivi si basano su argomenti so-
lidi: se si valuta il personaggio confrontandolo con altri per- Cos, specie negli ultimi anni, Togliatti ha potuto formula-
sonaggi dell'Italia del dopoguerra, il paragone senz'altro a re con sufficiente chiarezza e far valere con sufficiente auto-
suo favore. . rit il corso parzialmente nuovo di cui la grande maggioran-
La classe dominante, mentre Togliatti era in vita, ha avu- mza del partito avvertiva l'esigenza. Per questo, anche dopo
to un solo uomo capace di imporsi per la sua statura, Alcide avvenimenti che avrebbero dovuto scuotere fortemente il suo
De Gasperi. Ma anche De Gasperi aveva limiti evidenti ed prestigio, apparso come un punto di riferimento, un'autori-
era prevalso pi per un convergere di circostanze che per t anche alle tendenze pi "innovatrici" sul piano nazionale e
internazionale.
una effettiva genialit e originalit. Quanto al Partito sociali-
sta, non stato capace di esprimere un solo leader paragona- In particolare in occasione della sua morte, si posto
bile a Togliatti in un giudizio complessivo. Una considerazio- l'accento, da un lato, sul Togliatti dell'Ordine nuovo e della
ne analoga vale per i dirigenti del movimento comunista collaborazione con Gramsci, della politica dei fronti popolari
internazionale: specie dopo la scomparsa di Dimitrov, diffi- e della
al coalizione antifascista, dall'altro su quello posteriore
XX Congresso.
cile trovare un personaggio che possa essere messo sullo
stesso piano del leader del Pci. Si cercato di scoprire nella sua azione una linea coeren-
Per la sua lucida intelligenza, per la sua abilit e duttilit, te di sviluppo, rimasta largamente immune dalle degenera-
Togliatti ha potuto rappresentare meglio di qualsiasi altro il zioni dello stalinismo, sorvolando sul fatto che, dei suoi qua-
movimento cui ha apppartenuto ed esprimerne le esigenze, rantacinque anni di attivit politica, circa venticinque _ e non
specie in determinati momenti (fronti popolari, unit antifa- dei meno significativi - sono stati sotto il segno staliniano.
scista, fasi successive al XX Congresso). Proprio all'epoca di Stalin si affermato come dirigente, as-
Agli occhi del suo partito, dei suoi dirigenti e dei suoi sumendo responsabilit di primo piano nel Comintern ormai
quadri, le sue contraddizioni e il suo stesso passato non ap- burocratizzato: cosa ovviamente impossibile senza un com-
parivano come tratti negativi, ma come una garanzia che, pur pleto ossequio alla linea, alle concezioni e ai metodi del si-
gnore del Cremlino.
mutando quello che bisognava mutare, non si sarebbe andati
E' un dato di fatto che nessuno storico pu seriamente
contestare, al di l delle spiegazioni e delle giustificazioni che
4 Non di. rado sono state le stesse persone ad avallare diverse
interpretazioni: conferma che le preoccupazioni politiche sono prevalse si possano eventualmente escogitare: non c' aspetto della
sulle esigenze di analisi storica. Un esempIo significativo di interpretazioni politica di Stalin che Togliatti non abbia accettato, con mag-
.a~omate. il numero di Critica marxista su TogIiatti e la storia d'Italia giore o minore entusiasmo, e comunque celebrato secondo i
USCItonel ventesimo anniversario della sua morte.
canoni dell'epoca. Sono universalmente noti episodi partico-

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r

larmente tragici di cui il numero due del Comintern stato


direttamente o indirettamente responsabile5. glio alla campagna denigratoria contro i comunisti jugoslavi e
Si insistito da parte dei suoi elogiatori sul contributo di si associava al plauso della riedizione postbellica dei processi
Togliatti all'analisi del fascismo, all'elaborazione di una linea staliniani, in paesi come la Cecoslovacchia o l'Ungheria? O
di unit con i socialisti, come pure sul suo spirito democrati- che, colui che stato presentato, in ispecie dopo la sua mor-
co e persino sulla sua tolleranza. Si dimenticato o si volu- te, come un illuminato fautore dell'autonomia della cultura,
to dimenticare che, come si visto nel capitolo precedente, si era ben guardato dall'esprimere la bench minima riserva
al pari degli altri dirigenti del partito in grado di esercitare le sui fasti deldirealismo
"culturali" socialista o sulle devastratrici campagne
Andrej Zdanov?
loro funzioni, ha fatto sua la linea del cosiddetto terzo perio-
do e del socialfascismo, non esitando a decretare l'espulsione Abbiamo visto, d'altra parte, come quelli che sono stati
di coloro che l'avevano contestata; che stato in prima linea sempre giudicati gli aspetti pi positivi della sua azione _ la
nell'esaltazione dei tragici processi moscoviti e nell'esigere politica dei fronti popolari e quella di coalizione antifascista
una caccia al dissidente; che, soprattutto dopo il ritorno in - non rappresentassero affatto un suo contributo originale,
Italia, ha fatto introdurre la pratica del "culto del capo" e che ma fossero dettati dall'impostazione strategica di Stalin, del-
tutti coloro che hanno criticato la linea del partito o i suoi la burocrazia sovietica e di una direzione del Comintern pri-
modi di funzionamento hanno conosciuto un Togliatti nel mi- va di ogni reale autonomia. Una relativa originalit va ricer-
gliore dei casi partenalistico e pi spesso spietato e intolle- cata, casomai, in forme specifiche di applicazione o in
rante verso gli oppostori o i presunti tali6. orientamenti tattici particolari. Su questo terreno, Togliatti si
C' bisogno di ricordare che, per esempio, nel momento spinto a volte pi avanti di altri, per esempio per quanto ri-
stesso in cui si compiaceva di scrivere una prefazione al trat- guarda i modi
colo 7 della della svolta di Salerno e la votazione dell'arti-
Costituzione7.
tato di Voltaire sulla tolleranza, partecipava senza battere ci-
Venendo al Togliatti della fase della crisi dello stalinismo,
non depongono certo a suo favore le posizioni di completa
5 Per esempio, l'eliminazione di Bela Kun e lo scioglimento del Pc chiusura e di condanna degli "eretici" assunte di fronte alla
polacco, che sarebbe non solo ben poco internazionalistico, ma pi rottura tra Stalin e la Jugoslavia.
semplicemente cinico cercar di giustificare spiegando che l'approvazione di
simili decisioni avrebbe permesso di salvaguardare gli interessi del Pci. Va Ma anche dopo il XX Congresso Togliatti cerca di deli-
aggiunto che, anche dopo la morte di Stalin, Togliatti ha continuato ad mitarne la portata, circoscrivendo la condanna dello stalini-
avallare, anche se non pubblicamente, le accuse lanciate contro Bela Kun e
a dare giudizi stronca tori nei confronti di Tito (cfr. Archivio Secchia, cit., p. smo e ponendo sullo stesso piano - nella fin troppo celebrata
490).
6 Di particolare interesse appaiono a questo proposito le testimonianze di
intervista a Nuovi Argomenti - gli autori delle spaventose re-
Pietro Secchia. Questi parla, per esempio, del solito sistema di Togliatti pressioni e le loro vittime. E quando i dirigenti sovietici ma-
che era <<lanegazione non solo dell'elaborazione collettiv,!, ma anche della nifestano il loro disappunto per le critiche tutt'altro che radi-
direzione collettiva (Archivio, cit., p. 244.) e pubblica una lettera di
TogIiatti successiva al XX Congresso da cui emerge chiaramente la cali di cui erano stati oggetto, opera un rapido ripiegamento,
concezione paternalistica e verticistica di quest'ultimo <le critiche generali
all'attivit del partito, quando si ritiene necessario che awengano, si 7 Secondo una testimonianza di Emilio Lussu, Togliatti gli avrebbe detto
preparano, si impostano, si guidano, si dirigono (ivi, p. 679). venticinque
che grazie aanni!
quel voto il Pci sarebbe rimasto al governo con la Dc per

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I

mettendo per ~ualche tempo la sordina ai temi prudente- E un anno dopo, in una annotazione tesa a spiegare i
mente sollevati .
suoi giudizi elogiativi di Stalin, riprende il vecchio motivo:
Nello stesso 1956, non solo approva l'intervento contro la
rivoluzione in Ungheria, ma si associa alla campagna contro I Le rivelazioni e le critiche all'opera di Stalin che vennero fatte al
gli insorti. TI suo articolo di stroncatura di una raccolta di XX Congresso del Pcus e in se~ito rese pubbliche, non
diminuiscono la grandezza e la genialita del suo autore .
scritti di intellettuali ungheresi, comparso su Rinascita, tipi-
co del suo modo di polemizzare, della sua concezione-buro- La stessa analisi delle cause e del significato della dege-
cratica nel senso pi pregnante del termine della natura - nerazione staliniana - nella misura in cui viene abbozzata,
nella gi menzionata intervista a Nuovi Argomenti o nel nu-
della sua azione "destalini'natrice".
Non esita neppure a criticare in termini sprezzanti i gran- mero speciale di Rinascita per il quarantesimo anniversario
diosi funerali di Lisz16Rajk, cerimonia riparatrice di un I della Rivoluzione d'ottobre -
un'indicazione trasparente
della sua concezione della "destalinizzazione" e della sua vo-
odioso crimine dello stalinismo, e una delle manifestazioni
lont di coprire le sue corresponsabilit passate12. Merite-
pi struggenti di cui ~ia stato protagonista il movimento di rebbe, in particolare, di essere inclusa in un'antologia del-
massa antiburocratico . Non va neppure dimenticata la fred-
dezza inziale di Togliatti nei confronti di Gomu1ka, nel mo- l'autogiustificazionismo l'affermazione:
mento in cui qurst'ultimo era espressione dell'opposizione Dei fatti che oggi vengono denunciati noi non avevamo e non
potevamo avere nozione alcuna... Ci dicono ora che nell'Unione
polacca, e la sua interpretazione di classico stampo stalinia-
no delle lotte operaie e popolari a Poznan, quando l'Unit Sovietica vi furono al tempo Ai Stalin processi che si conclusero con
condanneillegalie ingiuste .
non esitava a scrivere:
Come tutti coloro che hanno fatto, e magari fanno tuttto-
Il nemico stato presente a Poznan nel modo che sempre pi ra, ricorso ad argomenti simili, non si accorge che, se la sua
chiaramente [sic.1ci risulta.
versione fosse vera, comporterebbe un giudizio non meno
Di pi: anche dopo il XXII Congresso del Pcus (1961), negativo: pur essendo vissuto per lunghi anni nell'Urss, non
Togliatti si oppone a coloro che vogliono spingere pi avanti si era reso conto assolutamente di nulla e non aveva capito
la critica dello stalinismo e arriva al punto di minacciare la affatto il corso degli avvenimenti, la loro dinamica devastra-
costituzione per sua iniziativa di una tendenza fosovieticalO. trice: per un dirigente e intellettuale "marxista", davvero non
c' male!
8 Solo al IX Congresso, nel 1959, Togliatti far sapere di non aver
rinunciato a certi suoi punti di vista. 11 Momenti della storia d'Italia, ci!. in Critica marxista, numero speciale
9 L'antologia era stata pubblicata anche in Italia (Laterza, Bari, 1957) con ci!., p. 206.
il titolo di Iridalmi Ujstig ("Gazzetta letteraria"). La maggior parte degli 12 Secondo Secchia, Togliatti una discussione sul passato non la voleva
autori, contrariamente a quanto vuoI fare credere Togliatti, erano
favorevoli a una trasformazione democratica dell'Ungheria in senso ,l perch egli ne sarebbe uscito come il pi grande responsabile, quanto meno
per quanto riguardava le posizioni assunte da noi italiani e la politica svolta
socialista. A proposito dei funerali di Rajk, parla di macabra, assurda, IO Italia... Desiderava temporeggiare per vedere di lascl8re le cose,
esasperante parata. soprattutto per quanto riguardava i metodi di direzione, come stavano
lO Cfr. Giuseppe Fiori, Vita di Enrico Berlinguer, Laterza, Bari, 1989, p. (Archivio Secchia, cit., p. 303).
118. 13 Dall'intervista citata.

80 81
L'atteggiamento pi generale di Togliatti a proposito del-
la desta1inizzazione fornisce, in ultima analisi, una chiave in- Si attribuita un'importanza eccezionale al suo ultimo
terpretativa della sua personalit. Egli aveva capito che i me- scritto, il Memoriale di falta, che rispecchia indubbiamente,
todi e le concezioni di Stalin avevano fatto il loro tempo dal pi di qualsiasi altro, le sue conclusioni su problemi centrali
punto di vista stesso delle esigenze di conservazione dei regi- del movimento comunista. Se si giudica questo testo dal pun-
mi esistenti e che bisognava mutare rotta. Ma mutare rotta to di vista del valore intrinseco, difficile sopravvalutarne la
significava per lui innovare nella misura necessaria per man- portata. Le osservazioni pi importanti e meno contestabili -
tenere una sostanziale continuit. I suoi interventi dal 1956 per esempio, su diversi piani, le critiche alle strutture buro-
alla morte (nel 1964) lo dimostrano inequivocabilmente. cratiche dell'Urss, le enunciazioni sulla specifIcit della dia-
Ma c' un altro aspetto niente affatto secondario. Se si lettica propria dell'arte e della cultura, la constatazione della
considerano in astratto le sue propensioni culturali, la sua necessit di un coordinamento europeo delle lotte sindacali
formazione, la sua mentalit, il suo stile, si pu affermare con nell' epoca del Mercato comune - non fanno che riprendere,
qualche fondamento che lo stalinismo non gli era congeniale. con ritardo evidente e con timidit estrema, quello che mar-
Questo spiega sia certe riluttanze iniziali, sia l'atteggiamento xisti rivoluzionari avevano sostenuto sin dagli anni '30, altre
degli ultimi anni della sua vita, sia certi suoi modi di tradurre correnti del movimento operaio egualmente da lunga data, i
in pratica lo sta1in.ismomentre era ancora in auge. comunisti jugoslavi dagli anni '50, per non parlare, per certi
Come temperamento e come tendenza, Togliatti si collo- aspetti, dei riformisti socialdemocratici e, per quanto riguar-
cava piuttosto nella corrente di destra del movimento comu- da le lotte in Europa, di gruppi e tendenze sindacali di vari
nista: di qui la sua affinit con Bucharin in un certo periodo paesi. Sarebbe, dunque, per lo meno esagerato parlare di
della storia del Pcus e della Terza internazionale. In questo originalit, come invece si fatto e si fa ancora.
senso, era l'uomo pi dei fronti popolari che del terzo perio- Ma era importante che certe cose fossero dette, sia pure,
do, pi della coalizione antifascista che della guerra fredda, ripetiamolo, con ritardo e non senza reticenze, da parte di un
pi di una concezione e prassi paternalistica che di una con- uomo come Togliatti e da un partito comunista con grande
cezione e prassi repressiva e terroristica. Dimenticando que- influenza di massa e prestigio mondiale. Era importante che
sto aspetto, ci si preclude la possibilt di giungere a un giudi- ci si pronunciasse contro ogni nuova irreggimentazione del
zio complessivo; ma, d'altra parte, sarebbe arbitrario passare cosiddetto movimento comunista internazionale; che si de-
sotto silenzio il fatto che non ha mai osato oppporsi allo stali- n~ciasse la debolezza strategica di fondo di certi partiti co-
nismo - anche quando, forse, nel suo foro interiore, giudicava munisti dell'Europa occidentale e l'inefficienza di certi orga-
Qefasta la linea che veniva imposta - e che, in pratica, ne nismi (come la Federazione sindacale mondiale); che si
stato per decenni lo strumento, anche al prezzo di una di- segnalasse, sia pure pi implicitamente ch esplicitamente, la
storsione della sua personalit. carenza di elaborazione teorica e politica sui problemi della
In ultima analisi, per esprimerci in questi termini, le sue lotta dei popoli coloniali e neocoloniali.
particolarit, lungi dal dimuinuirle, accrescono le sue re- Il Memoriale ritorna, d'altra parte, su temi gi acquisiti
sponsabilit. dal Pci, dando una maggore coerenza.alle sue concezioni ed
ai suoi orientamenti neoriformistici e rimettendo in discus-

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sione tra l'altro, ancor pi apertamente, la concezione leni- accettato, fatto proprio e "teorizzato" lo stalinismo, e formu-
niana dello Stato.
lato nel 1944-45 un progetto strategico rivelatosi intrinseca-
Ma anche a questo proposito l'originalit pi che discu- mente inconsistente.
tibile: all'elaborazione su questo piano altri dirigenti e intel- Nel periodo successivo si via via adattato agli avveni-
lettuali del partito hanno dato contributi pi validi e pi con- menti, spesso con abilit e con perspicacia, ma, per parafra-
creti, con analisi particolari, effettivi approfondimenti, tenta- sare la sua espressione, non se ne minimamente reso pa-
tivi meno sommari di interpretazione della realt del capita- drone. In particolare, proprio nella misura in cui il suo
lismo degli anni '50 e '60: tutte cose che cercheremmo invano sforzo maggiore stato quello di spiegare a posteriori ci
nelle quasi sempre generiche e allusive formulazioni togliat- che era accaduto e con un metodo ispirato alla variante giu-
tiane (caratterizzate, tra l'altro, da una singolare carenza di stificazionistica dello storicismo, non poteva essere originale
analisi dei fenomeni economici). Ed significativo, per di come teorico15.
pi, che Togliatti non dicesse nulla degno di attenzione su Uomini che lo hanno visto all'opera da vicino, in epoche
avvenimenti come gli sviluppi rivoluzionari allora in corso a diverse, hanno espresso giudizi pi o meno drasticamente
Cuba e in Algeria. negativi. Cos, secondo Pietro Tresso, Togliatti
In un articolo sull'opera del dirigente democristiano Alci-
non crede in nessuna politica, ma un awocato pronto sempre a
de De Gasperi14, Togliatti ha indicato nei termini seguenti difendere tutte le cause, a sostenere tutte le linee politiche e cio
quale dovesse essere "la pietra di paragone" delle capacit di tutte quelle che sono le dominanti in un dato momento. Quando
un personaggio politico: nell'le dominava Bucharin, era con Bucharin; adesso che c' state
la svolta, s' messo dalla parte del vincitore, dalla parte di Stalin .
In che misura i suoi orientamenti ideali e la sua personale
perspicacia gli consentono di comprendere il corso delle cose, di Non meno duro, nella sostanza, il giudizio di Pietro Sec-
decifrare, fra la confusione degli accadimenti singoli, ci che chia che, a proposito di dichiarazioni di Togliatti sullo scio-
essenziale e soprattutto ci che nuovo e in cui, quindi, glimento del Cominform, annota:
contenuto il germe dell'awenire? in che misura riesce egli a
ricavare dai suoi princpi una linea di condotta tale che lo renda Queste ed altre sa~e considerazioni di Togliatti arrivano sempre
padrone degli eventi, tanto che questi prendano e conservino con molti anni di ntardo, giungono cio quando non occorre pi
l'impronta che egli ha voluto dare?
nessun coraggio per manifestarle, giungono nel momento in cui
la"svolta" si realizzata, la "decisione" stata presa e sarebbe anzi
Se applichiamoquesti criteri - a prescindere da una certa imprudente opporvisi e resistere.
-
intonazione illuministica a un giudizio su chi li ha enunciati, Ed allora, in luogo di limitarsi a fare quello che fanno gli altri, e
cio a riconoscere che giusto cambiare, egli assume il tono del
non possiamo ricavarne una valutazione complessivamente primo della classe, l'atteggiamento di chi wol dare a intendere "lo
favorevole. Sarebbe, infatti, difficile sostenere che Togliatti
avesse previsto il corso delle cose e ancor meno decifra- 15 Secondo Spriano, gli aspetti originali dell'apporto teorico-politico di
to il germe dell'avvenire negli anni '30 e nell'immediato Togliatti sarebbero stati il giudizio sulla religione e sulla coscienza religiosa
e sul problema della guerra nucleare (Critica marxista, numero speciale,
dopoguerra, per non riferirci che a questi due momenti. Ha cit.). Sarebbe eccessivo dire che si tratta di elaborazioni organiche e
originali. Ma vero che Togliatti stato tra i primi a sollevare questi
14 Rinascita, ottobre 1955. problemi nei partiti comunisti.
16 Citato inArchivio Secchia, citop. 158.

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avevo sempre detto", di chi prima aveva accetttato soltanto per mentazioni, si era preoccupato di tracciare una linea diviso-
disciplina e che finalmente pu esclamare "ecco, avevo ragione io". ria tra il suo partito e il riformismo tradizionale.
In realt, egli quasi sempre ha accettato tutti gli indirizzi che nei Ma che sin dal 1944-45 avesse cominciato a pensare in
diversi periodi l'Internazionale comunista e poi l'Informbureau
avevano avuto, li ha accettati, sostenuti e difesi sempre con energia, termini di progetto neoriformista, lo si pu dedurre, pi an-
dimostrando la pi profond'fonvinzione, battendosi contro coloro cora che dalla strategia elaborata allora, da qualche presa di
che esprimevano dei dubbi .
posizione significativa, anche se particolare.
Si pu tener conto, nel primo caso, di una certa estremiz- Per esempio, nella sua relazione al V Congresso, il primo
zazione polemica in una dura lotta di frazione, nel secondo tenuto dopo quindici anni, si riferiva positivamente a un "fa-
di un risentimento per torti subti. Ci non toglie che Tresso moso" discorso di Turati del giugno 1920, che i vecchi rifor-
e Secchia colgano entrambi un aspetto incontestabile, niente misti dovevano citare come uno dei suoi capolavori (e massi-
affatto secondario, della personalit di Togliatti. Dopo tutto, malisti e comunisti, invece, duramente criticare). In questo
va nello stesso senso la considerazione che faceva Gramsci, discorso, Turati aveva avanzato proposte per la ricostruzione
reagendo alla critica di Togliatti alla famosa lettera al Comi- economica postbellica non senza analogie con quelle che
tato centrale del Pcus: avrebbe avanzato quarantacinque anni dopo il Partito comu-
Saremmo dei rivoluzionari ben pietosi e irresponsabili se
nista.
lasciassimo passivamente compiersi i fatti compiuti giustificandone Secondo esempio: in un discorso del maggio 1950, To-
a priori la necessit... gliatti rettificava largamente, se non addirittura capovolgeva,
Quest~ .tuo l!Podo di pensare mi ha fatto una impressione
penosIssima .
il tradizionale giudizio gramsciano e comunista e non solo -
-
comunista su Giolitti, presentando il vecchio leader borghe-
Ma, in una valutazione complessiva, pu essere giudicato se come un liberale progressista, comprensivo delle esigenze
con fondamento come suo apporto specifico anche se, c' - popolari19.
appena bisogno di 0010, non esclusivamente personale -l'a- Ancora: secondo Lelio Basso, gli avrebbe detto un gior-
zione condotta nell'arco di vent'anni per trasformare un par- no:
tito staliniano in partito neoriformistico, socialdemocratico,
Non devi pensare che il Partito comunista rester sempre cos.
mantenendone, se non accrescendone, l'influenza di massa e Prima o poi, dovr cambiar~anche nome, diventare un grande
la forza di attrazione a livello culturale. partito unico dei lavoratori... .
Questo disegno non era stato concepito in modo organico Ecco un Togliatti... prercursore di Occhetto!
sin dall'inizio, perch Togliatti era lungi dal prevedere tutti i
fattori interni e internazionali che ne avrebbero permessa
l'attuazione e, di fatto, in momenti diversi e con diverse argo-
19 Salvemini polemizzava con il giudizio di Togliatti su n ponte del febbraio
1952. Anche Secchia critico nei confronti di questo ~udizio (Archivio, cit.,
17 Ibid, pp. 298-299. AI momento della morte di Togliatti, Secchia
esprimeva un giudizio pi favorevole, che tuttavia non annulla le p. 453). Per parte nostra, abbiamo analizzato il si~lficato del discorso di
considerazioni suaccennate (ibid., p. 546). Togliatti nel nostro AttUalit di Gramsci e polittca comunista, Schwarz,
18 Cfr. La costruzione del Partito comunista 1923-1926, Einaudi, Torino, Milano, 1955, pp. 32 e sgg.
20 Corrieredel[asera, 21 agosto 1985.
1971, p. 135.

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Berlinguer: compromesso storico ed eurocomunismo stimolare e accentuare progressivamente l'evoluzione ulte-
riore del partito verso la rottura completa del cordone ombe-
licale con l'Urss e il tradizionale "movimento comunista" e la
Enrico Berlinguer aderisce al partito nel 1944,in una Sar- sua trasformazione in partito neoriformista.
degna allora isolata dal continente. Quindi, non solo non ha L'opera di Berlinguer nei dodici anni tracorsi alla testa
accumulato, per ragioni di et, l'esperienza dei militanti degli del Pci sar ricordata soprattutto per l'adozione della strate-
anni '20 e '30, ma neppure partecipa alla resistenza. Assume gia del compromesso storico e, complementarmente, per il
rapidamente incarichi di direzione, per cooptazione, e com- progetto eurocomunista.
pie la sua esperienza gi inserito ai livelli pi alti dell'appara- Come noto, la strategia del compromesso storico stata
t021.Saranno le esigenze e i meccanismi dell'apparato e del formulata in un saggio comparso su Rinascita subito dopo il
suo gruppo dirigente a determinare le tappe della sua ascesa colpo di Stato militare in Cile. Lo scopo che ci si prefiggeva
Cedi qualche temporanea battuta d'arresto). La stessa desi- non era solo di tenere conto di una drammatica esperienza
gnazione a segretario non sar dovuta a un riconoscimento di nell'elaborazione di una prospettiva di governo per la sini-
qualit superiori a quelle di altri membri della direzione e stra, ma anche, contemporaneamente, di indicare uno sboc-
ancora meno a una maggiore popolarita nelle file del partito co alla situazione di ormai cronica instabilit dei governi di
e tra le masse. In realt, sulla sua persona si realizzer un ac- centro-sinistra e alla crisi sociale e politica ancora aperta dal
cordo tra "correnti" o sensibilit diverse, presenti negli anni 1968.
'60 e al momento della sua elezione, nessuna delle quali Berlinguer continua a richiamarsi, nelle linee generali, al-
avrebbe accettato una scelta che sembrasse determinare l'impostazione togliattiana di graduali trasformazioni rifor-
un'opzione pi chiaramente definita. mistiche da Togliatti mutua la stessa formula "compromesso
C

Se si considera che Togliatti aveva assunto, nella topogra- storico"). L'idea di "democrazia progressiva" sostituita dal-
fia del partito, un ruolo di centro, in questo senso Berlinguer l'idea di "risanamento e rinnovamento democratico" dell'in-
ha voluto essere ed stato il suo continuatore. Ma diventa- tera societ e dello Stato, unico modo di creare fm d'ora le
to segretario in un periodo in cui il partito aveva ormai con- condizioni per costruire una societ e uno Stato socialista.
cezioni e orientamenti e una collocazione internazionale ben In realt, dato e non concesso che fosse strettamente per-
diversi non solo da quelli dell'immediato dopoguerra, ma an- tinente un paragone tra un paese, nonostante tutto, sottosvi-
che da quelli della fine degli anni '50. Pi in particolare, Ber- lupp.ato e necoloniale come il Cile, e un paese capitalistico
linguer, che era stato staliniano, quando tutti gli altri lo era- - -
industrializzato e imperialistico come l'Italia, l'esperienza
no, ma non si era formato nella fase di maggiore auge dello cilena avrebbe dovuto permettere di capire, pi di prima,
stalinismo e aveva matrici culturali diverse da quelle dei suoi quali siano i termini dell'alternativa qualora si intraprenda
predecessor~ era maggiormente in grado di accompagnare, un progetto di graduali trasformazioni riformistiche, verso il
socialismo.
21 E' nota la battuta di Pajetta secondo cui Berlinguer avebbre aderito da Delle due l'una: o il progetto resta sostanzialmete sulla
giovane alla direzione del partito. carta, non si registrano che mutamenti parziali, marginali,

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che comunque non rimettono in discussione rapporti econo- Che questa ipotesi avesse ben poco fondamento lo aveva-
mici e sociali fondamentali, e in questo caso si evita lo scon- no gi dimostrato trent'anni di storia italiana: la Dc era stata
tro diretto tra le classi antagonistiche per la semplice ragione lo strumento politico fondamentale della borghesia e aveva
che il regime esistente non si sente minacciato; o si comincia- svolto la funzione di assicurare, tramite la sua ideologia com-
no ad attuare effettive riforme di struttura, in un contesto di posita e flessibile, l'egemonia della borghesia stessa su vasti
crescente mobilitazione della classe operaia e di altri strati strati della societ. Che tale ruolo sia mutato nel ventennio
popolari, e allora, prima o poi, lo scontro risulta inevitable. successivo, arduo sostenerlo; casomai, divenuta ancor
Proprio questo accaduto in Cile e l'esito stato quello pi conservatrice e meno democratica. Il compromesso stori-
che sappiamo, perch alla prova di forza le classi dominanti co si basava, quindi, su un presupposto inconsistente. Lo
e i loro apparati sono giunti preparati, mentre Allende, so- stesso Berlinguer doveva riconoscere nove anni pi tardi di
cialisti, comunisti, organizzaioni sindacali, movimenti conta- essersi sbagliato puntando sull'ipotesi che
dini ecc. non lo erano affatto e non avevano preso, se non ,<laDc p2!esse dawero rinnovarsi e modificarsi, cambiare metodi e
tardivamente
cessarIe. e in misura irrisoria, le misure di autodifesa ne- politica .
Saremmo ingiusti verso Berlinguer se non accennassimo
Berlinguer elude semplicemente questa problematica e
allo sforzo che ha compiuto al XIV Congresso (1975) per de-
centra il suo discorso sulle alleanze e sul blocco-politico-so- finire meglio la sua strategia inserendola pi organicamente
ciale, necessario, a suo avviso, per realizzare il progetto in un quadro storico-teorico. In quell'occasione, annunciava
enunciato. Non basta, spiega, puntare elettoralmente su una
una nuova variante della "democrazia progressiva" (o della
maggioranza del 51%, su un blocco delle forze di sinistra, ma "trasformazione democratica e socialista", secondo la formu-
bisogna perseguire
la del Congresso del '56): una seconda tappa della rivolu-
una collaborazione e intesa di forze popolari di ispirazione zione democratica e antifascista (la prima essendo stata in-
socialista e comunista con le forze popolan dI ispirazione cattolica,
oltre che con formazioni di altro onentamento democratico. terrotta nel 1947), il cui sbocco finale avrebbe dovuto portare
ad uscire fuori dalla logica dei meccanismi del sistema capi-
Pi in concreto, la stessa Dc che dovrebbe essere parte talistico .
in causa di questa operazione. Anticipando le obiezioni, Ber- E per avallare tale impostazione, si lanciava in un excur-
linguer respinge ogni defInizione della Dc come categoria sos storico che vale la pena di richiamare, nonostante la lun-
astorica, quasi metafIsica - e sin qui non fa che sfondare, dal ghezza della citazione, non fosse che perch si tratta di una
punto di vista del metodo, porte aperte. Aggiunge, per, che delle poche volte in cui Berlinguer non sente il bisogno di
la Dc subisce, in realt, un condizionamento duplice: da una
parte, quello di gruppi dominanti della borghesia e, dal- 22 Intervista a La repubblica, 28 luglio 1981. Va aggiunto, per, che la
l'altra, quello di altri ceti; e il secondo condizionamento portata dell'autocritica limitata, da un lato, dalla precisazione: o meglio i
potrebbe, in prospettiva, prevalere. Dunque, la concezione mezzi usati non conseguivano lo scopo, dall'altro, dall'affermazione:
L'alternativa democratica per noi uno strumento che pu servire anche a
gradualistica ormai applicata anche alla defInizione della rinnovare i partiti, compresa la Dc. Dunque, la prospettiva - iIIusoria - di
Democrazia cristiana! "rinnovare la Dc" non era neppure allora abbandonata.

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diosi come Salvemini o come Dorso, non era disgiunta dalla


suffragare le sue affermazioni con riferimenti a elaborazioni
passate del partito e di Togliatti in particolare: denuncia del prezzo pagato per tale compromesso? Le stesse
Tesi di Lione erano ritornate esplicitamente sulla portata
Se si guarda alla storia del nostro paese, troviamo che le forze conservatrice e sulle conseguenze negative del compromesso
progressiste rivoluzionarie che hanno awto, a seconda dei periodi,
natura di classe e orientamenti ideali diversi, sono riuscite a fare risorgimentale.
avanzare il corso reale degli awenimenti solo quando hanno saputo Berlinguer sembra dimenticare tutto questo e all'astrazio-
tener conto di due fattori: quello internazionale e quello interno; e ne determinata preferisce l'astrazione metastorica. In altri
quando, con iniziativa rinnovatrice e stimolatrice, accompagnata da
un vi~le senso realistico, esse hanno saputo trascinare verso termini, i vecchi mali dell'Italia - tutte le "arretratezze" e tutte
obiettivi di mutamento positivo dell'assetto sociale e politico altre le "distorsioni", tutte le strozzature nello sviluppo della rivo-
forze non rivoluzionarie, ma anch'esse in qualche misura luzione democratica - potrebbero essere superati con una
interessate o sensibili a obiettivi di progresso ttenerale della
nazione italiana. Ma troviamo nella storia italIana anche il nuova prassi di "compromesso", mentre proprio nei compro-
contrario e cio momenti in cui le forze rivoluzionarie e
messi storici precedenti dovrebbe esserne individuata la ra-
progressiste non hanno saputo esercitare questa loro funzione
stimolatrice e rinnovatrice... di ce.,
Questa la lezione di strategia di oltre mezzo secolo di storia E' nel momento della sua maggiore influenza, soprattutto
nazionale. Questa lezione che le forze rivoluzionarie cambiano a livello elettorale e parlamentare, alla met degli anni '70,
dawero il corso degli awenimenti quando - evitando gli errori
opposti, ma che le rendono egualmente subalterne, del codismo e che il Pci partecipava con un ruolo di primo piano all'elabo-
-
del settarismo estremista e radicaleggiante esse sanno stare nel
filo della corrente che avanza e sanno associare alla loro lotta le
razione del progetto eurocomunista. Era un tentativo, con
forze pi varie. Ogni avanzata, ogni reale progresso sociale, politico
ambizioni di sistematizzazione teorica e strategica, di affron-
e ideale stato sempre il frutto di un'alleanza di forze diverse non tare i problemi che la dinamica del Mercato comune poneva
omogenee, ma eterogenee sia materialmente che idealmente. Ma al movimento operaio; di dare una risposta agli interrogativi
questa non solo l'enunciazione di una strategia unicamente
politica e unicamente nostra. E' per noi, e pensiamo debba divenire posti dalla crisi dello stalinismo e dei "paesi socialisti"; di ri-
per tutti, una visione generale dei modi secondo cui pu svilupparsi defInire un'identit dei partiti comunisti di fronte alle social-
la societ italiana, possono svilupparsi i rapporti politici, quelli tra democrazie; di accrescere il peso di quelli che erano allora i
le singole persone e quindi la stessa vita morale. Uno dei caratteri
d'marxismo italiano sempre questo. grandi partiti comunisti del mondo capitalista con una pro-
spettiva di azione comune. Di rado progetto tanto ambizioso
L'interpretazione del Risorgimento come un processo si concluso cos rapidamente e con un cos clamoroso falli-
storico contraddistinto da compromessi non di per s una mnto.
novit e Berlinguer avrebbe potuto richiamarsi tranquilla- Vi hanno contribuito gli insuccessi del Pcf e le sue marce
mente a Gramsci. Ma quella che in passato era stata una in- indietro sullo stesso terreno su cui l'accordo era stato rag-
terpretazione degli avvenimenti, diventa una indicazione di giunto, il rapido declino e la crisi lacerante del Pce, oltre che
strategia politica, quasi una concezione del mondo. Su que- l'indebolimento delle posizioni dello stesso Pci gi a partire
sto terreno viene individuata la specificit pi profonda della dal '79.
"viaitaliana al socialismo"!
Tutti questi avvenimenti non potevano non intaccare la
C' bisogno di ricordare che la lettura del Risorgimento credibilit e la forza di attrazione di un polo eurocomunista,
come compromesso, in Gramsci e, mutatis mutandis in stu-

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distinto da quello dei pariti socialdemocratici. Ma, al di l, di mente come strumenti pi credibili, sia per le loro tradizioni,
queste vicende, l'eurocomunismo entrava in crisi e spariva sia per il loro pi sistematico inserimento nelle istituzioni de-
dalla scena per le contraddizioni che lo avevano segnato sin mocratico-borghesi. E' quanto avveniva in Portogallo, Spa-
dall'inizio. gna, Francia e nella stessa Grecia. In Italia, il divario dei rap-
In primo luogo, l'autonomia nei confronti dell'Urss e la porti di forza a partire dalla fine degli anni '40 ha costituito
critica alla sua direzione potevano offrire vantaggi tattici un serio elemento di freno, ma neppure questo ha potuto alla
congiunturali, ma provocavano inevitabilmente una diluizio- lunga scongiurare l'ormai prolungato declino del Pci23.
ne di identit. Parallelamente, l'abbandono del modello "sto-
rico" di socialismo permetteva di non continuare a condivide- Due altri apporti di Berlinguer all'evoluzione ideologica e
re pesanti responsabilit, ma comportava un appannamento politica del suo partito continuano a essere messi in risalto:
di prospettiva strategica in quanto veniva meno il riferimento l'affermazione del "valore universale della democrazia" e l'i-
a un'esperienza storica concreta e, in cambio, non si andava dea-forza dell"'austerit".
al di l di ipotesi generiche che, nella misura in cui si precisa- Per quanto riguarda la concezione della democrazia, da
vano, erano sempre pi simili a quelle tradizionali della so- adepti impenitenti del materialismo storico contestiamo il
cialdemocrazia. concetto stesso di "valore universale". La democrazia una
L'inserimento sempre pi profondo nelle istituzioni e nei categoria storica che non pu essere correttamente definita
meccanismi della societ esistente aumentava l'influenza in facendo astrazione dai suoi concreti contenuti, dal contesto
vari campi e consentiva di pesare di pi nel giuoco politico socio-economico in cui si realizza: altrimenti, si usa un con-
"normale", ma impediva di apparire come una vera alternati- cetto metastorico, assolutamente astratto, in ultima analisi di
va, in particolare agli occhi degli strati pi colpiti dall'onda ben scarso valore operativo. Comunque sia, non si tratta af-
lunga di ristagno. fatto di un apporto originale di Berlinguer o di altri dirigenti
D'altra parte, il tentativo di far emergere un'alternativa a o teorici del Pci, che su questo terreno - dovrebbe essere ar-
livello europeo era ostacolato sin dall'inizio dal fatto che gli cinoto - sono stati preceduti sia da teorici liberai democratici,
stessi partiti eurocomunisti tendevano a differenziarsi su sia, per attenersi al movimento operaio, dalla socialdemocra-
questioni non secondarie - come l'atteggiamento verso la Na- zia da circa un secolo a questa parte.
to, l'allargamento del Mercato comune e la politica nei con- .Quanto all'austerit, alla lettura delle defmizioni pi pub-
fronti dei socialisti - in rapporto, in ultima analisi, alle loro blicizzate - per esempio, quella del discorso di Berlinguer al-
esigenze "nazionali" e alle differenziazioni esistenti negli stes- l'Eliseo o quella delle tesi del XV Congresso - c' da chie-
si gruppi dirigenti borghesi dei loro rispettivi paesi. dersi se non si tratti di un abuso concettuale o terminologico.
Infme, l'eurocomunismo non poteva evitare un'altra, fon-
damentale contraddizione: nella misura in cui una strategia 23 Per un'analisi pi ampia dell'eurocomunismo e delle sue varianti (in
riformista in un contesto dato poteva disporre di margini di particolare, quella ingraiana) si veda il nostro Destino di Trockij, cito e
concretizzazione ed era accettabile da parte di larghi settori soprattutto il capitolo Teorizzazioni e mistificazioni dell'eurocomunismo.
Si veda anche un nostro articolo comparso sulla rivista canadese Critiques
di massa, i partiti socialdemocratici apparivano neccssaria- socialistes, autunno 1986.

94 95
l I

Qtie1la che si ipotizza una trasformazione radicale delle


scelte economiche, della gerarchia dei consumi, dei modi di pi dure lotte: non potr certo essere quella la via - per ri-
vita e delle aspirazioni culturali, tutte cose che con l'austerit
prendere una sua espressione - di
comunemente intesa hanno ben poco a che(vedere e che, nel superare progressivamente la logica deU'imperialismoe del
capitalismo.
contesto e nella prospettiva politica in cui venivano enuncia-
te, non potevano che apparire illusorie, una musica di un fu- E' vero che Berlinguer ha avanzato la prospettiva di "un
turo indefinito24. governo mondiale" - e questa sarebbe, secondo i suoi sosteni-
Formulazioni che si riducevano a ideologia mistificatoria, tori, un'altra delle sue idee pi valide e originali. Senonch,
dato che il Pci appoggiava in quel periodo governi cosiddetti prospettare un governo mondiale senza legare questa ipotesi
di unit nazionale, che dell'austerit davano una interpreta- a un progetto di trasformazione rivoluzionaria radicale, a un
zione molto pi prosaica2S,invitando i lavoratori a stringere rovesciamento del sistema esistente, una pura e semplice
la cintola! I
utopia. N le cose vanno meglio quando, per essere pi con-
A varie riprese, specie negli ultimi anni della sua vita,
li
creti, si presenta l'Onu - dominata delle grandi potenze e
Berlinguer ha sottolineato con accenti volutamente dramma-
,
scudo dei loro interessi - come una prima approssimazione
tici i pericoli che incombono sulla societ umana e, parafra- dell'auspicato governo mondiale.
sando Marx, ha prospettato l'eventualit che, in assenza di Quanto poi all'originalit, commentatori di buone letture
trasformazioni rivoluzionarie, hanno ricordato che il governo mondiale era stato prospetta-
si vada incontro alla rovina delle classi sociali in lotta 26. to niente meno che da Immanuel Kant, non pi nostro con-
I temporaneo di Karl Marx o di Rosa Luxemburg, per non
Sono preoccupazioni angosciose, che condividiamo. Ma parlare, si parva licet componere magnis, dei dirigenti della
le soluzioni prospettate sono senza comune misura con i pro- socialdemocrazia, che hanno inserito da tempo la formula
blemi sollevati. Non dimentichiamo che proprio durante la suaccennata in loro testi ufficiali27.
segreteria di Berlinguer il Pci ha accettato quel Patto atlanti- Anche su questo piano le contraddizioni del berlingueri-
co, contro la cui stipulazione aveva condotto una delle sue smo appaiono in piena luce.
24 Cfr., tra l'altro, a questo proposito, la scelta di scritti di Berlinguer in
Rinascita, n. 25 (22 giugno 1984). Significativa la seguente citazione: Lungi
dall'essere una concessione ai gruppi dominanti o alle esigenze del
capitalismo, l'austerit pu diventare una scelta consapevole contro di essi,
e perci con un alto e avanzato contenuto di classe; pu e deve essere uno
dei modi attraverso cui il movimento operaio si fa portatore di un modo
diverso del vivere sociale, conduce la lotta (nelle condizioni di oggi) per i
suoi antichi e sempre validi ideali. Nelle condizioni odierne, infatti,
impensabile impostare una lotta reale ed efficace per una societ superiore
senza muovere dalla prima imprescindibile necessit dell'austerit.
25 Nelle tesi congressuali gi citate si parla della necessit di frenare i
salari.
26 Per esempio, nel discorso dell'Eliseo gi richiamato.
27 Per esempio, in occasione del Consiglio generale di Oslo del 1962.

96
97
6. L'ULTIMA SVOLTA?
La democrazia economica rappresenta una nuova frontiera della
democrazia politica e la sua espansione nella sfera dei poteri
sociali. Essa deve investire diversi campi: riforma dello Stato
sociale; democratizzazione dell'impresa; redistribuzione dei redditi,
della ricchezza e della propriet; creazione di nuove forme di
imprenditorialit. La lotta per la democrazia economica deve
qualificarsi come crescita delle possibilit di accesso dei lavoratori
alla conoscenza e al ~overno delle trasform~ioni dell'impresaa e
delle loro implicaziom sociali sociali e umane .
Si tratta, come si vede, di concetti e propositi perfetta-
Si potrebbe affermare, un po' paradossalmente, che, se mente accettabili da liberaldemocratici e anche da imprendi-
Occhetto avesse proposto per il XIX e per il XX Congresso tori vagamente progressisti: tanto pi che sono inseriti in un
orientamento il cui primo obiettivo deve essere quello del-
pi o meno gli stessi testi che ha redatto da un anno a questa
parte senza collegarli alla proposta di cambio del nome del l'allargamento della base produttiva~ di un raffozamento del-
la produttivit generale del sistema .
partito, avrebbe riportato, grosso modo, il successo del con- Un altro aspetto della problematica attualmente in di-
gresso precedente, senza provocare troppe lacerazioni ed
evitando pericoli di scissione. scussione era stato anticipato nel documento sul partito:
Una simile affermazione racchiuderebbe un grano di ve- -
C' bisogno, oggi in Italia, a sinistra vi si leggeva di un -
rit. Infatti, l'iniziativa di Occhetto non stata affatto un ful- moderno partito di massa e di opinione capace di rappresentare e
unire domande e bisogni di ceti deboli con aspiraziom ed esigenze
mine a ciel sereno, e da due punti di vista: perch stata lo di ceti forti, in un progetto che, saldando chi "nello" sviluppo con
sbocco di un processo di decenni e perch era stata aticipata chi rischia di rcstarne "fuori", dia alla modernit una diversa
al XVIII Congresso, celebrato, come si ricorder, all'insegna r qualit sociale.
del "nuovo corso" e del "riformismo forte". A proposito del nuovo statuto, va dato atto a Piero Fassi-
Gi allora la "novit" era consistita, in buona sostanza, no di aver fornito su l'Unit, nel corso del Congresso, una
nell'abbandono d'ogni impostazione classista, sul piano delle giustificazione "teorica" innovativa, al di l di tutte le formu-
analisi e degli orientamenti: il Pci non era pi presentato co- lazioni usate anche da partiti socialdemocratici inseriti da
me il partito della classe operaia o dei lavoratori e non si usa- pi. lunga data nelle istituzionisecolo. Secondo Fassino, il
va pi neppure l'espressione "movimento operaio"l. Cossutta nuovo statuto corrisponde a un modello che si ispira a quel-
l'aveva fatto notare nel suo intervento affermando, tra l'altro, lo dello Stato democratico di diritto e, pi precisamente, in-
che il partito si dirigeva verso rive libcraldemocratiche. Tra troduce una nuova costituzione di poteri ispirata al modello
gli obiettivi centrali era stato, del resto, fissato quello di una parlamentare. Il Comitato centrale concepito come una
democrazia economica abbozzata nei termini seguenti: t camera, la direzione come un governo, la segreteria come

1 Stando ai resoconti de l'Unit, l'espressione movimento operaio non 2 Documento politico, II parte, punto lO.
sarebbe comparsa che nel messaggio di Gorbaciov. 3 Ibid., punto 12.

98 99
l'ufficio del presidente del consiglio e viene introdotta la fi- riformisti di tipo socialdemocratico e di sostituire alla con-
gura del presidente del Comitatocentrale. . trapposizione tra partiti del movimento operaio e partiti bor-
Se si tien conto che il Pci si dichiara favorevole a un'ac- ghesi, la contrapposizione tra "progressisti" e "conservatori". I
centuazione del ruolo del primo ministro, se ne pu dedurre riferimenti, del resto annacquati e in larga misura tattica-
che al segretario viene assegnata una funzione nettamente mente strumentali, al ruolo che la nuova formazione attribui-
preminente rispetto agli altri dirigenti4. Alla fine del congres- r ai lavoratori, non alterano la sostanza delle cose.
. so, l'Unit non si peritava di usare il titolo:
Il PCI di Occhetto.
Occhetto sa benissimo che senza l'appoggio (in primo
luogo elettorale) delle grandi masse, composte nella stra-
grande maggioranza - e ci non dispiaccia ai troppo disinvol-
Si sarebbe tentati di rievocare il famigerato culto della ti "modernisti" - da lavoratori salariati, nessuna forza "pro-
personalit. In realt, non si tratta tanto di un impossibile ri- gressista" pu sperare di imporsi. Ma questo non significa
torno al capo carismatico dell'era staliniana, quanto dell'in- che egli accetti l'idea dell'indipendenza politica dei lavorato-
tento di costruire, con un uso "moderno" dei mass media, un ri come classe e della necessit della loro lotta per l'egemo-
leader alla maniera dei partiti parlamentari pi tradizionali nia. Il concetto stesso di egemonia sembra, del resto, sparire
(e da contrapporre, in primo luogo, al "decisionista" Craxi)5. dalla problematica occhettiana, con tanti saluti ad Antonio
Gramsci! .
Il "nuovo" progetto comporta, a livello ideologico, il com-
pletamento della rottura con le concezioni marxiste o pi
Lo "strappo" del 12 novembre semplicemente materialistiche. Ci si traduce, in primo luo-
go, in un privilegiamento sistematico dei temi politico-ideo-
logici rispetto a quelli socio-economici. In secondo luogo,
Richiamare le anticipazioni del XVllI Congresso non si- diluita al massimo la critica alla societ capitalistica e persi-
gnifica sottovalutare lo "strappo" del 12 novembre 1989, sin- no la contrapposizione tra le varie forze politiche.
tetizzato simbolicamente nella proposta di cambiare il nome Occhetto, tra l'altro, afferma che
del partito. Il nocciolo del progetto di superare ormai non si tratta di contrapporsi tra antidemocristiani e anticomunisti,
esplicitamente anche l'impostazione tradizionale dei partiti come non ha senso essere antisocialisti... L'alternativa implica che
una ricollocazione strategica di tutte le forze di progresso e le
differenziazioni tra conservatori, moderati e riformisti sono
4 Di fatto, con il suo "colpo" del 12 novembre e con altre sue iniziative destinate ad attraversare gli attuali schieramenti e a dar vita a
personali, Occhetto non ha fatto altro che tradurre in pratica questa inedite aggregazioni di maggioranza e a nuove aggregazioni di
concezione.
opposizione e, noi pensiamo, nuove forze politiche.
5 Va in questo senso anche il lancio del "governo ombra", sbiadita
scimmiottatura della tradizionale prassi britannica. A questo proposito, Sempre a suo avviso, si tratterebbe di
strano che non si sia notato che la scelta di Occhetto come presidente di
questo governo reca il messaggio che, se potesse formare un governo vero, unire, per la prima volta nella storia dell'umanit, due grandi
i! Pci sarebbe pronto a identificare capo del governo e segretario del ideali che, nel nostro secolo, sono rimasti divisi e contrapposti:
partito, incurante di tutte le esperienze negative fatte sia nelle democrazie l'ideale di libert e quello di giustizia.
parlamentari sia nelle societ di transizione burocratizzate.

I
100 101
Infine, per completare il quadro, il disegno di integrazio- smo italiano, del riformismo liberale e socialista, del cattoli-
ne nella sinistra europea si concretizza nel proposito di ade- cesimo sociale e democratico; di una sinistra che si apre al
rire formalmente all'Internazionale socialista6. confronto con tutte le correnti e le forze di rinnovamento
La "dichiarazione di intenti" che Occhetto ha presentato mondiali e che intende cos concorrere alla realizzazione del
nell' ottobre scorso, rilancia, con ambizioni di sistematicit, grande progetto della liberazione umana.
temi vecchi e nuovi, quasi tutti gi presenti in relazioni, arti- L'adozione del nuovo nome, Partito democratico della si-
coli e interviste, oltre che nei testi del XIX Congresso: nistra, , secondo i proponenti, l'espressione coerente del
- l'analisi della situazione mondiale nell'interpretazione nuovo progetto politico e organizzativo e non solo dettata
gorbacioviana dell'interdipendenza e l'idea del governo mon- dal desiderio di scindere le proprie responsabilit da quelle
diale, di cui l'Onu sarebbe l'anticipazione; del movimento comunista tradizionale e dei "paesi del socia-
- la riaffermazione della insostituibilit dell'economia di g lismo reale".
mercato e l'obiettivo della democrazia economica, sia sul Non disponiamo, mentre scriviamo, della relazione sulla
piano nazionale sia su quello internazionale (<<lanuova sini- concezione del partito tenuta alla conferenza programmatica
stra non combatte l'internazionalizzazione - avrebbe dovuto dell'ottobre scorso. E' toccato, comunque, un'altra volta a
dire pi francamente alle multinazionali - ma si pone il pro- Piero Fassino sintetizzare la portata della nuova evoluzione:
blema della sua regolazione democratica ); da partito dell'emancipazione a partito della cittadinanza.
-una posizione nuova sulla questione del potere, Di per s, la formula non dice molto, ma, nella misura in cui
ha un senso, costituisce un'ulteriore accentuazione delle im-
non gi e non pi come presa del potere statale, ma come
diversa organizzazione del potere stesso; il socialismo co- postazioni prevalse negli ultimi anni e in particolare del do-
me processo di democratizzazione integrale della societ; cumento gi menzionato del XVIII Congresso.
Gi allora si era detto
-un programma di governo in grado di dare risposta ai
bisogni essenziali di tutti i cittadini e la centralit del tema Addio al centralismo democratico
della riforma della politica (riforme istituzionali, ecc.);
- il superamento del centralismo democratico che rap- (con questo titolo l'Unit presentava il proprio resocon-
presenti la pi netta discontinuit non solo con la tradizione
to), naturalmente persistendo nella vecchia mistificazione -
del comunismo internazionale, ma anche con quella del co- oggi pi diffusa che mai, nell'orgia di denigrazione di tutto
munismo italiano; qU6110 che pu riferirsi al comunismo - che confonde, per
- l'idea di una sinistra rinnovata; di una sinistra che, in ignoranza o in perfetta malafede, centralismo democratico
dell'epoca di Lenin e dei primi anni dell'Internazionale co-
Italia, si impegna a lavorare per condurre, senza disperderle,
a una sintesi pi alta le idealit e le esperienze del comuni- munista e centralismo "democratico", in pratica brutalmente
burocratico, dell'era staliniana, attribuendo al primo i tratti
ripugnanti del secondo.
6 Si potrebbe pensare a una certa incoerenza, data la trasformazione che
si vuole operare nella natura del partito. Non cos, perch E gi allora, c' appena bisogno di dirlo, il partito era co-
all'Internazionale socialista aderiscono partiti e formazioni che non sa ben diversa da quello che era stato non solo negli anni '20
appartengono n sono mai appartenute al movimento operaio.

102 103
o nel periodo della lotta clandestina, ma anche negli anni '40 una prospettiva di cogestione delle imprese, ribadendo l'asse
e '50, cio non pi un partito concepito come lo strumento di politico della riforma del sistama politico7 e riaffermando
una lotta anticapitalistica nella prospettiva di una societ so- l'obiettivo di una federazione europea come sviluppo della
cialista, ma un partito sempre pi modellato sulle istituzioni, Cee. Allo scopo, tuttavia, di mettersi al riparo dall'accusa di
in cui i "rivoluzionari di professione" erano divenuti parla- rinunciare all'obiettivo socialista per spostarsi nel campo
mentari, IImmini!:tratori locali, burocrati sindacali, o mana- del radicalismo e della liberaldemocrazia, spiega in qualche
ger di cooperative e, ai livelli inferiori, funzionari dalla car- paragrafo introduttivo che il nuovo partito manterr il gran-
riera predeterminata secondo criteri abbastanza rigidi e de obiettivo del socialismo e l'idea della democrazia come
regole non scritte. Ora, il superamento dell'impostazione via del socialismo. Niente di troppo impegnativo, ma tra-
classista esige il passaggio al partito della cittadinanza, ca- spare qui la difficolt di rompere completamente con la tra-
pace di adattarsi alla societ nel suo complesso, come stato ':1 dizione, compiendo un vero e proprio salto di qualit nella
detto, a tutte le sue pieghe. natura di classe del partit08.
Abbiamo accennato all'analogia di Fassino con le istitu- Quando questo saggio sar sotto gli occhi dellettor~ uno
zioni dello Stato. Anche dal punto di vista puramente teori- dei nodi della crisi del Pci sar probabilmente sciolto: si sa-
co, si tratta di una concezione erronea: perch il partito - pr se ci sar una scissione ed eventualmente quale ne sar
-
dato elementare un'organizzazione volontaria, cui si ade- l'ampiezza. Il corso degli avvenimenti chiarir orientamenti e
risce per conseguire det~rminati fini e non per rispecchiare I prospettive di una eventuale nuova formazione comunista,
la societ qual (e neppure con il proposito idealistico-setta- che non potr in ogni caso evitare un'ampia riflessione critica
rio di fare del partito una specie di nucleo embrionale di una e autocritica per definire la propria identit e ripartire su ba-
societ futura); perch implica un appiattimento su istituzio- si nuove, ricollegandosi alle tradizioni rivoluzionarie pi ge-
ni che, anche a prescindere dalle loro distorsioni, hanno fina- I nuine, in Italia e internazionalmente.
lit qualitativamente diverse da quelle di un partito; perch, Limitiamoci qui a dire che, a nostro avviso, il valore delle
in ultima analisi, costituisce una rinuncia ad assumere il ruo- critiche alle impostazioni della maggioranza stato in larga
lo di una forza che esprima e contribuisca a realizzare una
proposta strategica unificatrice degli interessi, dei bisogni e
7 Cfr. l'Unit, 19 novembre 1990, supplemento. Il carattere democratico di
delle aspirazioni di determinate classi e di determinati strati certe riforme prospettate pi che discutibile. Per esempio, la scelta della
sociali, inevitabilmente contro quelli di altre classi e di altri coalizione di governo da parte degli elettori
-pu -
che apre la strada al premio di
strati. maggioranza tradursi in un attacco al diritto delle minoranze a essere
rappresentate secondo la loro forza. Quanto alla soppressione del voto di
n testo della maggioranza per il XX Congresso si ricolle- preferenza, la concorrenza tra candidati a suon di una propa~nda
ga a tutte le impostazioni suaccennate, proclamando la ne- corruttrice senza dubbio scandalosa, ma la pura e semplice abolIZione
cessit di creare una nuova forza politica, accettando - con delle preferenze rischierebbe di accrescere il potere delle direzioni e degli
apparati dei partiti.
correttivi che contesterebbero ormai solo oltranzisti filothat- 8 La mOZIone Bassolino, nella misura in cui non corrisponde a una
cheriani Ofiloreaganiani - l'economia di mercato (in partico- operazione puramente tattica, esprime una sensibilit del partito che, pur
non essendo contraria all'operazione del 12 novembre, vuole mantenere
lare per risolvere il problema del Mezzogiorno), delineando alcuni motivi dell'impostazione berlingueriana.

104 105
misura sminuito dal fatto che i firmatari della "mozione In- parlamento europeo e la sovranit dell'assemblea delle
grao-Natta" hanno continuato a difendere, essenzialmente, le Nazioni Unite, un controllo delle multinazionali ecc.). Rie-
concezioni che ispiravano il partito all'epoca di Togliatti e di cheggiando temi che la tendenza del Manifesto aveva abboz-
Berlinguer e hanno espresso a loro volta un giudizio senza ri- zato al momento della sua costituzione come organizzazione
serve positivo sul gorbaciovismo. Non hanno neppure con- indipendente, delinea una concezione che elude il problema
testato - salvo qualche osservazione critica marginale in alcu- del potere (elusione pi facile nelle formulazioni che nella
ni interventi - la proposta di adesione all'Internazionale realt!) e che gradualistica nella stessa impostazione del
socialista, senza neppure abbozzare - come non aveva fatto problema del comunismo lO.
Occhetto - un bilancio critico del passato di questa organiz- Ha, d'altra parte, tonalit berlingueriane quando prospet-
zazione e un'analisi complessiva della sua realt presente. ta un nuovo ciclo democratico, che rischia di ridursi a una
Senza ignorare le diversit, considerazioni analoghe val- I variante della formula degli anni '70 - gi ricordata - della
gono per la minoranza rappresentata da Cossutta. I suoi giu- seconda tappa della rivoluzione democratica e antifascista.
dizi negativi sugli orientamenti maggioritari sono stati pi Per quanto riguarda, poi, il problema del partito, ci si toglie
drastici e, in particolare, le sue critiche alle direzioni sinda- d'impaccio con la ben poco impegnativa metafora della re-
cali pi nette e in larga misura condivisibili. Ma, come in te, guscio vuoto di cui non ci si sforza molto di precisare il
contenuto.
congressi precedenti, Cossutta ha continuato a presentare
sotto luce favorevole l'epoca togliattiana, con la sua strategia
riformista gradualistica, e si espresso anche lui senza riser-
ve a favore di Gorbaciov, non rivolgendo, d'altra parte, che
qualche critica minore all'Internazionale socialista. Le nuove contraddizioni
La mozione unificata delle due opposizioni per il XX
Congresso mantiene, in sostanza, le caratteristiche delle due
mozioni precedenti. Pur proclamando la necessit della ri- Al di l delle vicende congiunturali di un processo ancora
fondazione, non solo non sviluppa una riflessione critica aperto, quale potr essere il futuro della nuova formazione
sull'esperienza storica del Pci, ma non esita a rivendicare i (o del partito ribattezzato)?
meriti di Berlinguer e dello stesso XVII Congresso (<<piena Innanzi tutto, nella individuazione dei possibili sviluppi
appartenenza alla sinistra europea) come pure del partito non bisogna confondere intenzioni di un gruppo dirigente e
nuovo di Togliatti9.
In altri termini, riafferma i criteri ispiratori di una strate- lO Per noi oggi la parola "comunismo" indica la costruzione nel presente
gia riformista gradualistica, sia sul piano interno sia su quello di un un punto di vista e di una pratica autonoma, in grado di realizzare, qui
e ora, fonne di liberazione da tratti di oppressione e di dominio propri dei
internazionale (per esempio, rivendicando la centralit del rapporti sociali capitalistici. Questo modo di intendere il comunismo non
stato travolto dal crollo dei regimi dell'Est europeo secondo il modello
sovietico. Quella che fallita all'Est una societ derivata da una
9 E' vero che il testo allude a difetti dell'analisi e della strategia del concezione del socialismo che ha posto come centrali la presa del potere
partito negli anni '60 e '70, ma si tratta di critiche del tutto paniali. statale e la statizzazione dei mezzi di produzione.

106 107
to di governo. Non ci vuole molta fantasia per immaginare
pratica effettivamente possibile. E' ormai difficile infatti, se ,che cosa farebbe in questa eventualit. Non si tratta di scru-
non escluso, che sorga una formazione politica completa- are l'avvenire, ma semplicemente di tirare le somme di quel-
mente nuova secondo l'idea originaria della Costituente. Il .o che hanno fatto e fanno partiti riformisti come il Psoe e il
"nuovo" partito sar essenzialmente una reincarnazione del sf, le cui strategie, i cui programmi economici e politici e le
Pci con tratti ideologici liberalsocialisti o democratico-radi- cui ideologie sono da tempo condivisi, nella sostanza, dal Pci
cali, con un profIlo ancor meno defmito e pi eclettico del- e che il Pds condivider ancora di pi. E' un riflesso della de-
l'attuale. Di fatto, continuer a svolgere un ruolo simile a bolezza intrinseca delle impostazioni del partito il fatto che
quello delle socialdemocrazie di altri paesi dell'Europa occi- non abbia mai cercata di delineare un vera bilancia di espe-
dentale, accentuando la logica di partito "progressista", radi- rienze come quelle dei governi di Gonzalez e di Mitterrand
cale, ma con una base sociale, che, al di l di possibili varia- e, ancor mena, chiarita in cosa una sua azione di governa si
zioni quantitative, rester prevalentemente operaia e distinguerebbe eventualmente da quello dell'uno e dell'altra.
popolare. Politicamente, sar caratterizzato sin dal suo na- Anche se riuscisse ad arrestare la tendenza al declino il -
scere dalla coesistenza di posizioni e tendenze diverse. -
che tutt'altra che sicura e a evitare tendenze centrifughe a
Ci saranno militanti o raggruppamenti tendenti ad affer- lacerazioni, il partito trasfarmato si scontrer con ostacoli
mare una prospettiva di "antagonismo" nei confronti della so- . difficilmente sormontabili, sullo stessa piano su cui si intende
ciet capitalistica, sia pure in forme moderate (rilanciando, porsi. Il rulla dei tamburi propagandistico-ideolagici e il cla-
per esempio, il discorso berlingueriano sulla terza via o sulla mare dei mass media nan permetteranna ad Occhetta di tra-
terza fase). All'estremo opposto sussister la tendenza, per
sfarmare in aro quel che luce nei testi di un cangresso.
usare il gergo alla moda, "migliorista", la cui logica quella di
stimolare una politica sempre pi sistematicamente - e mo-
deratamente - riformista, nella prospettiva di una convergen-
za, se non unificazione, con il Partito socialista.
Tratti specifici e tipicit
Una formazione politica di questo tipo subir inevitabil-
mente la contraddizione propria dei partiti socialdemocratici
in questa fase, i quali - come abbiamo visto - da un lato si as- Una delle chiavi interpretative della vicenda del Pci su
sumono sempre di pi, anche quando sono all'opposizione, cui hanna constantemente messo l'accento i suoi dirigenti, i
responsabilit primarie nella gestione del sistema (e in una supi intellettuali e studiosi, italiani e nan italiani, quella del-
fase in cui conquiste parziali economiche, sociali e anche po-
litiche sono state intaccate seriamente e subiscono una co- la sua specificit, se non addirittura della sua eccezianalit.
Che tutto l'arco della staria del partita sia stata contrad-
stante usura); dall'altro, devono preoccuparsi di non perdere
distinto da forti elementi peculiari, fuari discussiane. Sin
l'appoggio delle masse proletarie e popolari che costituisco-
dalle .origini ha avuta due leader come Amadea Bordiga e
no pur sempre la fonte della loro forza.
Vada s che tale contraddizione si acutizzerebbe al mas- Antanio Gramsci, difficilmente paraganabili, anche se per
ragioni diverse, a quelli di altri partiti comunisti.
simo qualora il nuovo partito diventasse effettivamente parti-

108 109
In secondo luogo, il fatto di aver agito come un partito!
clandestino negli anni '30 e di aver conosciuto la sua massim vimenti di massa e organizzazioni sorti da una crisi politica e
crescita nella seconda met degli anni '40, ha fatto s che l ociale prolungata: per rispondere alla sfida e recuperare il
sua stalinizzazione fosse meno profonda e meno sistemati erreno perduto, ha dovuto non solo fare appello a tutta la
di quella subta, per esempio, dal Pcf. Soprattutto dal Co - ~ ua duttilit tattica, ma anche procedere a revisioni abba-
anza radicali e rompere, almeno in parte, con vecchie prati-
gresso del '56 ha condotto analisi della societ in cui operava e organizzative (per esempio, adeguando alle situazioni
e delle sue tendenze di sviluppo che, pur non sottraendosi a
nuove il rapporto con le organizzazioni sindacali).
condizionamenti internazionali, si distinguevano per una ben
Nel suo stesso funzionamento interno ha dato prova di
maggiore aderenza alla realt da quelle dei partiti fratelli
una maggiore apertura e di una maggiore tolleranza, nono-
della stessa Europa occidentale. E pi profondamente e con
stante il permanere di metodi di direzione verticistici e il di-
maggiore continuit di questi ultimi ha potuto inserirsi, a
vieto di formare tendenze o correnti critiche. I dibattiti pro-
quasi tutti i livelli, nelle istituzioni. Nonostante reticenze, esi-
trattisi per vari mesi dopo il XX Congresso del Pcus, con
tazioni e ripiegamenti, ha affrontato con maggiore impegno
la problematica posta dalla crisi dello stalinismo a partire dal ampia partecipazione di quadri e militanti, erano stati, d'al-
cruciale anno 1956. Certe poleimche di quell'epoca - attorno tra parte, una prima significativa indicazione dei mutamenti
che si delinevano. E non c' bisogno di ricordare, infme, il
al suo VIII Congresso - hanno rivelato, per esempio, un suo ruolo di primo piano che il Pci ha assunto per far evolvere i
modo particolare di concepire il rapporto tra obiettivi imme-
diati e obiettivi pi generali, il che doveva attirargli gi allora rapporti tra direzione sovietica e direzioni dei partiti comu-
aspre critiche da dirigenti del pcfll. Alle sue specificit ha nisti e, quindi, per mutare strutture e articolazioni del cosid-
detto movimento comunista gi prima del suo dissolvimento.
contribuito, d'altra parte, l'influenza delle concezioni politi-
che e teoriche di Gramsci, che, pur nelle mistificazioni inter- Tutto questo non va sottovalutato. Tuttavia, se ci si limita
pretative di cui sono state oggetto, hanno agito da contrap- a questi o analoghi rilievi, non si va al fondo del problema,
peso, almeno parziale, allo stalinismo e alle sue rappresentato invece dal fatto che le tensioni e le contraddi-
schematizzazioni e aberrazioni metodologiche. zioni che hanno segnato l'evoluzione del Pci e, in ultima ana-
Altro elemento importante: l'esistenza in Italia di un Par- lisi, la sua trasformazione in partito neoriformista, qualitati-
tito socialista, a sua volta peculiare, che, prima come alleato, vamente non dissimile dai partiti socialdemocratic~ classici e
poi come concorrente, lo ha spesso costretto ad affrontare moderni, erano inerenti a tutti i partiti comunisti staliniani.
Era comune la contraddizione tra la subordinazione al siste-
problemi interni e internazionali da un angolo di visuale non
esattamente coincidente con quello della direzione sovietica m staliniano, cio agli interessi dell'V rss e della sua casta
e del movimento comunista, staliniano e post -staliniano. Tra dirigente, e l'esigenza di esprimere interessi ed esigenze del-
il 1968 e il 1975 ha dovuto, d'altra parte, fare i conti con mo- le classi sfruttate delle rispettive societ nazionali. Era comu-
ne la contraddizione tra la loro collocazione internazionale e
11 Cfr. in particolare la polemica con Roger Garaudy, allora uno dei -
il loro inserimento nei casi di maggiore crescita - sempre
principali dirigenti del Pcf (a proposito di questa polemica si veda il nostro pi effettivo nei meccanismi e nelle istituzioni della societ
Teoria epolitica comunista nel dopoguerra, ci!., pp. 91-95).
democratico-borghese.ln altri termini, tensioni e contraddi-

110
111
\

-
zioni di fondo erano e continuano a essere, nella misura in ~Ila cm; di un part;to che ha am...a una Wga mfIueoza di
cui il problema esiste ancora - non specifiche, ma tipiche. Ipassa ed , quindi, pi stimolato a cercare una via di uscita;
-
TIPci ha potuto svolgereun ruolo d'avanguardia d'avan
guardia dal suo punto di vista e da quello dei partiti comuni
1 1\convergere dell'acutizzarsi del suo declino per ragioni in-
trne e dei contraccolpi devastatori del crollo delle societ di
-
sti che si sono via via allineati sulle sue posizioni non perch tiansizione burocratizzate; l'accentuarsi del pericolo rappre-
avesse una natura qualitativamente diversa, o grazie a un
maggiore lungimiranza dei suoi dirigenti, ma per tutti i fatto-
; sentato dalla concorrenza del Partito socialista; l'esistenza,
nel corso degli anni '30, di una tradizione liberalsocialista,
ri specifici che abbiamo an:tlin~ti. La conclusione , dunque, pi significativa di quanto non si creda generalmente, rap-
che proprio questi fattori specifici hanno fatto si che esso presentata durante la resistenza da una formazione di durata
esprimesse, meglio di qualsiasi altro, la tipicit della natura e effimera, ma con notevole incidenza sul dibattito politico-
della dinamica, nel contesto storico dato, di partiti comunisti culturale di quegli anni, e mantenuta viva per decenni da in-
che, sorti come partiti rivoluzionari, erano divenuti successi- tellettuali di incontestabile prestigio12.
vameqte partiti staliniani. Anche su questo piano, in conclusione, la tipicit emerge
Un discorso analogo va fatto anche per l'evoluzione at- grazie al combinarsi di tutta una serie di tratti peculiari.
tuale. Una volta che si abbandoni l'analisi materialistica della
societ, interpretandone. conflitti e tendenze non pi in ter-
mini di lotta di classe, ma secondo i moduli d'una "moderna"
sociologia, unilateralmente empirici e, nonostante le pretese Punto d' amvo di un processo
di concretezza, fondamentalmente astratti; una volta che si
prospetti una strategia non solo di coesistenza,ma addirittura
di collaborazione tra partner sociali qualitativamente diversi, Non ritorniamo sul contesto internazionale in cui si ve-
sia scala macroeconomica (con un'adesione a comuni model- nuto deterntinando l'attuale processo del Pci. Non forse
li di sviluppo), sia nell'organizzzione e gestione delle azien- inutile, invece, richiamare il contesto nazionale. Nel corso
de; una volta che si rinunci a ogni prospettiva rivoluzionaria, del decennio che si chiuso, i maggiori gruppi capitalistici e
logico che si tenda a "superare" la stessa concezione classi- le forze conservatrici in generale sono riusciti a realizzare,
sta del partito e la nozione stessa di movimento operaio. con successo dal loro punto di vista, ristrutturazioni e con-
Questa tendenza, a trasformare i vecchi operai tradizio- centrazioni di largo respiro, a consolidarsi socialmente e a
nali in partiti democratico-radicali o progressisti, opera dun- ottenere una relativa ristabilizzazione politica. I lavoratori e
que - nella pratica, va da s, ancor prima che a livello di le loro org;min,azioni sono stati costantemente sulla difensi-
-
ideologia in tutti i partiti riformisti o neoriformisti, quali si va, hanno registrato seri arretramenti e lo stesso peso specifi-
sono venuti configurando negli ultimi due decenni. co della classe operaia diminuito a causa della contrazione
Che il Pci sia stato il primo a porsi pi esplicitamente su
questa via con la svolta del 12 novembre, il risultato, ancora
una volta, di una serie di fattori specifici: la forma particolare
'
"
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12 Ci riferiamo in particolare a Norberto Bobbio, una delle rarissime
persone che possano vantare una coerenza di pensiero e una onest
mtellettuale irreprensibile dall'inizio degli anni'40 a questa parte.

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112 113
, I
"
di vari settori industriali e di processi molteplici di frammen- I sione erano sostituitida carrieristiche perdevano progressi-
tazione. Contemporaneamente, settori piccolo-borghesi, la vamente ogni legame vivo con gli strati della societ che co-
cui radicalizzazione aveva avuto una parte cos importanty stituivano ancora elettoralmente il punto di forza del partito.
nella crisi della fine degli anni '60 e dell'inizio degli anni '70, Mutava, pi in generale, il rapporto tra questi strati, e so-
hanno subto un'involuzione ideologica e politica, con conse- prattutto i loro settori pi politicizzati, e il partito in quanto
guente declino della forza d'attrazione su di essi del movi- tale. Alla rme della guerra e per il periodo successivo, si era
mento operaio e in particolare dal Partito comunista. Ha trattato di un rapporto di fiducia, con aspetti fideistici: il par-
continuato ad agire il fattore inserimento nei meccanismi tito era considerato una forza politica decisa, al di l degli at-
istituzionali, ma con conseguenze ancor pi negative nel con- teggiamenti tattici, a lottare contro la societ esistente per
testo dato, e con una pressione ulteriore sul Partito comuni- un'Italia socialista, e i suoi dirigenti godevano di una indi-
sta perch questo inserimento piuridecennale avesse 13 rmal- scussa autorit. Poi le cose cominciavano a cambiare e, so-
mente un suo sbocco con l'accesso al governo del paese . prattutto a partire dalla crisi della fine degli anni '60, il Pci
Per altro verso, la composizione sociale del partito ha via continuava a contare sul suffragio popolare, ma non pi per-
via subto rilevanti mutamenti: questo, non tanto nelle per- ch si nutrisse veramente fiducia nella sua strategia e ancor
centuali delle diverse componenti sul totale degli iscritti - che meno nella sua volont di contestare il sistema, ma perch
pure ha segnato una evoluzione sfavorevole agli operai _ appariva come la sola forZa di oppsizione e come il solo stru-
quanto, soprattutto, nel grado di partecipazione all'attivit e mento utile per conseguire obiettivi parziali e arginare lo
alla vita interna del partito, in cui elementi di estrazione pic- strapotere delle classi dominanti e del loro partito egemone.
colo-borghese, professionisti, insegnanti e intellettuali hanno Questo atteggiamento si traduceva specialmente sul piano
acquistato un peso crescente e, in ultima istanza, preponde- elettorale ed era all'origine dello stesso rafforzamento del
rante. Una trasformazione si prodotta, inevitabilmente, an- partito alla met degli '70 e del suo mantenimento successi-
che a livello di quadri e di dirigenti, a cominciare, per la veri- vo. Solo pi tardi, la crisi di fiducia assumeva forme pi visto-
t, gi dagli anni '60. se e un numero crescente di elettori non dava neppure pi il
Se nell'immediato dopoguerra, la maggioranza dei quadri voto a un partito che appariva privo di prospettive sullo stes-
decisivi proveniva dalla lotta antifascista e dalla resistenza, so terreno della strategia e dell' azione che privilegiava.
con netta prevalenza di elementi di estrazione proletaria o C' stato, infine, un mutamento radicale del ruolo degli
popolare, via via si imponevano quadri la cui esperienza poli- intellettuali. Per evitare fraintendimenti, ripetiamo che un
tica tendeva a identificarsi con una presenza a diversi livelli numero rilevante di intellettuali, aderendo al Pci o associan-
delle istituzioni, con la conseguenza che i vecchi funzionari dosi alla sua azione, hanno assunto una funzione progressiva
che avevano interiorizzato il ruolo di rivoluzionari di profes- e non pochi di loro, con validi apporti a livello delle loro spe-
cifiche competenze, hanno contribuito alla diffusione delle
13 Un caso-limite di inserimento nei meccanismi, nella fattispecie concezioni e degli strumenti metodologici del materialismo
economici, del sistema, costituito dall'evoluzione delle cooperative, storico e, pi in generale, del marxismo. Ma qui ci preme sot-
sempre pi governate da criteri puramente capitalistici, a livello ormai non tolineare l'evoluzione - o involuzione - che s' prodotta. Nel-
solo nazionale.

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l'immediato dopoguerra, la maggior parte di questi intellet- 7. ELOGIO DELLA RIVOLUZIONE
tuali si consideravano gramscianamente "intellettuali organi-
ci", la cui opera e la cui azione erano legate intrinsecamente
alle lotte e al destino della classe operaia e del partito che la
rappresentava. Un tale atteggiamento comportava, nell'epo-
ca staIiniana, pericoli gravissimi. Cinonostante, non pochi
intellettuali hanno arricchito il patrimonio del movimento
operaio, influendo positivamente sulla cultura italiana nel
suo complesso. Facendo un balzo di alcuni decenni ed esa-
minando la situazione attuale, vediamo che lo scenario mu- L'impresa di ricostruzione del movimento operaio dovr
partire, innanzitutto, da un'analisi della societ attuale. Sia-
tato profondamente: gli intellettuali membri del partito o mo convinti che chiunque si dia la briga di studiare o ristu-
simpatizzanti agiscono come una forza che si presume indi-
pendente, arrogandosi la parte di giudici su tutte le questioni diare Il capitale, e non pretenda di parlarne per sentito dire o
e occupando spazi sempre maggiori nei media come creatori ricorrendo a vaghi ricordi giovaniIi, non pu che constatare
non solo la validit del metodo marxiano, ma anche la.perti-
di opinione. Sono soprattutto loro, assieme a elementi di pic- nenza, l'attualit, di certe descrizioni dei meccanismi e della
cola borghesia di varia provenienza, che cercano di plasmare
dinamica del capitalismo. Ma lasciamo pure da parte 1\.1arxe
e in larga misura plasmano effettivamente l'ideologia del par-
Il capitale. Osserviamo semplicemente la realt quale appare
tito, se non ne definiscono addirittura la prospettiva strategi- a chi si sforzi di coglierla per quale essa , senza lenti defor-
ca, gli atteggiamenti tattici e le forme organizzative. E agisco-
manti, senza pregiudizi e senza intenti apologetici.
no in questo modo subendo, pi ancora del corpo medio del Per cominciare, tutte le divagazioni di economisti e di so-
partito, tutti i condizionamenti negativi del contesto interna-
zionale e delle tendenze involutive sul piano nazionale. ciologi, scesi in campo baldanzosamente per cancell~e an-
che il ricordo delle idee socialiste e rivoluzionarie, liODservo-
Ecco, dunque, tutti gli elementi che spiegano la profonda no ad annullare un dato di fatto incontestabile: la tendenza
crisi di un partito che, per mantenere le sue forze e, a mag- di fondo alla concentrazione e alla centraIizzazione del capi-
gior ragione, per rilanciars~ non pu pi sfruttare la psan-
teur sociologique, cio un'inerzia del contesto sociale, n spe-
tale - industriale, fmanziario e commerciale - agisce oggi as-
rare in un protrarsi a tempo indefmito di fedelt tradizionali sai pi potentemente che in qualsiasi epoca passata. Le gran-
o della rassegnata accettazione di una logica del minor male. di. multinazionali rappresentano la forma estrema di una
In questo senso, all'origine dell'iniziativa di Occhetto sono concentrazione che comporta l'estorsione di profitti su scala
innegabilmente problemi di vita o di morte per il partito. II planetaria, la spoliazione dei paesi sottosviluppati e l'imposi-
guaio che le risposte delineate sono mistificatorie, se non zione a questi paesi di opzioni economiche dalle conseguen-
ze letteralmente catastrofiche. Ed proprio nelle multinazio-
puramente fantasiose: vanno in direzione esattamente oppo-
sta a quella che il movimento operaio dovrebbe imboccare nali che si concretizza l'interdipendenza crescente della eco-
per uscire dal vicolo cieco in cui si trova imprigionato. nomia, la cui individuazione, sia detto tra parentesi, era un
motivo condutt.ore gi del Manifesto dei comunisti del 1848.

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Si potrebbe discutere all'infinito sul fatto che le piccole e
medie aziende non sono scomparse e che pOssono conosce- al cento per cento che sar cos), nulla autorizza una seconda
re, in certi periodi e in certi settori, una nuova crescita. Resta ipotesi, quella d'un deperimento decisivo del lavoro salariato
il fatto - tuttavia,e lo ripetiamo - che l'economia mondiale nel corso dei prossimi dieci o venti anni;
pi che mai dominata da colossi, che alternano e combinano 3) nonostante le tendenze suaccennate, sia su scala mon-
fusioni e guerre di concorrenza all'ultimo sangue. E resta diale sia nella quasi totalit dei singoli paesi, la classe opera-
egualmente il fatto che, nonostante il declino di alcuni rami ia numericamente pi rilevante - in termini assoluti e in
tradizionali, l'industria pur sempre strategicamente decisi- percentuale sulla popolazione attiva - non solo che all'epoca
va e che l'industrializzazione dell'economia nel suo comples- di Marx o di Lenin, ma anche che negli anni '50 e '60. Sareb-
so prosegue e si accresce senza tregua. be, dunque, arbitrario arrivare alla conclusione che viene
meno la base materiale del suo ruolo come forza motrice an-
D'altra parte, piccole e medie aziende sono spesso dipen-
denti dalle grandi, oppure sfruttano interstizi che i maggiori ticapitalistica;
gruppi non hanno interesse ad occupare. Senza contare che 4) la frammentazione e la diluizione sociale, descritte da
molte piccole e medie aziende, se sono tali dal punto di vista molti autori, sono un fenomeno reale, ma sarebbe errato in-
del numero dei dipendenti, sono caratterizzate, comunque, terpretarlo come una tendenza generale e irreversibile. In
da un'alta intensit di capitale. Su piano sociale, lasciando da larga misura, si tratta di un fenomeno tipico di fasi di rista-
parte le discussioni, pur non prive di interesse, sulla validit gno prolungato e di ristrutturazioni e innovazioni tecnologi-
o meno del pronostico di Marx riguardo alla polarizzazione che su vasta scala, in un contesto di arretramento politico.
crescente, ecco le constatazioni che si impongono: Prima o poi, come accaduto in altre epoche, ci sar una ri-
1) una piccola minoranza delle stesse classi dominanti, le- composizione unitaria della classe operaia e dei lavoratori
gata ai grandi gruppi industriali, commerciali e fmanziari, di- pi in generale. Il problema centrale quello di delineare
spone di un potere economico crescente e pu mobilitare, in una politica che la favorisca stimolando una nuova presa di
difesa dei propri interessi, gli apparati politici e militari dei coscienza a livello di massa.
paesi imperialistici; Possiamo trarre una conclusione: lo scoppio inevitabile di
2) se, nel corso degli ultimi anni, si prodotta nei paesi nuove crisi cicliche, la ricomparsa anche nei paesi pi indu-
pi industrializzati una contrazione quantitativa della classe strializzati di una disoccupazione massiccia e di un impoveri-
operaia, in seguito alle ristrutturazioni e alle innovazioni tec- mento di larghi strati della popolazione, la distruzione sem-
nologiche, il numero dei lavoratori salariati continuato a pFe pi catastrofica di risorse naturali, il ricorso a fonti di
crescere. E la distinzione essenziale dal punto di vista di energia poco o niente affatto sotto controllo e di cui nessuno
un'analisi marxista, ricordiamolo, non affatto quella tra pu prevedere con certezza gli effetti a medio e lungo termi-
operai e impiegati o tra lavoratori dell'industria e lavoratori ne, tutto ci, lungi dal porre problemi di fronte ai quali i
del terziario, ma quella tra salariati e non-salariati. Anche marxisti e il movimento rivoluzionario debbano sentirsi teori-
accettando l'ipotesi di un'introduzione massiccia di nuove camente disarmati, costitusce, in ultima analisi, una confer-
tecnologie e a ritmi crescenti (ma nessuno pu essere sicuro ma della drammatica attualit della teoria dell'alienazione.
E' partendo dai dati che abbiamo sintetizzato chesipu
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formulare credibilmente l'ipotesi di una persistente vitalit e tessuti che determinano, in ultima analisi, le sorti dei popoli
di un rilancio, al di l delle scadenze e delle forme specifiche, e la vita quotidiana e l'avvvenire dei singoli individui sin negli
di movimenti di massa antimperialistici e anticapitalistici, co- -
angoli pi remoti possa essere trasformata senza rotture ri-
-
me pure, l'ipotesi di nuove crisi globali cio non solo econo- voluzionarie e con processi graduali, significa rifiutarsi di
-
miche, ma anche sociali e politiche delle societ capitalisti- prendere atto della realt e cullarsi nelle illusioni (anche se si
che, nel corso delle quali fondamenti stessi di tali societ pretende di essere realisti).
saranno rimessi in discussione. E, ne possiamo essere certi, Riflettiamo un momento sul problema, appena richiama-
la critica sociologica e la riflessione teorica ricominceranno a to, della distruzione dell'ambiente, che non si poneva come si
suonare una musica diversa da quella con cui ora ci allietano. pone oggi non solo un secolo, ma neppure trenta o quaranta
Per coloro che, senza perdere la bussola dinnanzi alle vi- anni fa, e che gli scienziati pi competenti presentano con to-
cende pi recenti, cercano di leggere la realt e le sue ten- ni sempre pi allarmati. Non abbiamo la competenza per
denze dinamiche per quelle che effettivamente sono, compi- giudicare le varie tesi dibattute. Ma l'ipotesi pi plausibile ci
to ineludibile rilanciare l'idea stessa di rivoluzione, sembra questa: se le tendenze gi operanti, e che non sono
contrastando l'orgia di gradualismo dalle tonalit positivisti- contrastate se non da misure ridicoImente insufficienti, non
che, di piatto istituzionalismo e di timorato e inconsistente ri- sono capovolte: si pu discutere sui ritmi, ma le sorti del pia-
formismo o pseudoriformismo, incapace persino di difende- neta saranno, comunque, segnate. E per realizzare questo
re le acquisizioni del passato. capovolgimento necessaria una vera e propria rivoluzione.
In fondo, uno straordinario paradosso che, proprio Poniamoci un'altra domanda: se vero che il corso dell'e-
quando le societ capitalistiche sono contraddistnte da una conomia mondiale determinato sempre di pi da un grup-
dilagante irrazionalit e - nella logica infernale dei loro in- po di potenti multinazionali che i processi di concentrazione
trinseci meccanismi - condannano alla miseria e alla fame e centralizzazione restringono costantemente, forse reali-
gran parte della popolazione del mondo, con conseguenze stico sperare che le cose cambino votando qualche legge,
imprevedibili, a media o a lunga scadenza, per le stesse isole inefficace in partenza o comunque destinata a restare sulla
felici del consumismo, e quando potrebbero - in seguito a carta, favoleggiando sull'imprenditoria "diffusa" o sulla "de-
una guerra nucleare o a un concatenarsi di catastrofi ecologi- mocratizzazione" dell'economia e magari cercando di con-
che - provocare la distruzione della vita sul pianeta, che pro- vincere industriali, banchieri e grossi commercianti a mutare
prio in tale contesto il sistema esistente sia riabilitato nelle rotta nel loro stesso interesse? Si tratta di una speranza vana
stesse me del movimento operaio, o almeno accettato come e non servono a dimostrare il contrario le acrobazie concet-
la sola forma possibile di organizzazione sociale, cui non esi- tuali e terminologiche cui abbiamo assistito da decenni e che
ste alternativa per un futuro prevedibile. appaiono oggi, sulla base di dure e ripetute esperienze, ancor
Supporre che una societ regolata da secoli da una impla- pi risibili. II realismo ci deve insegnare che solo una rivolu-
cabile logica interna e da una dinamica, tutto sommato, inar- zione pu mutare radicalmente l'ordine esistente delle cose.
-
restabile, in cui il potere decisionale non solo sul piano po- -
Terzo problema terzo nell'elencazione e non certo per
litico in senso stretto, ma, pi in generale, su strutture e importanza - quello della liberazione della donna. Come il

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movimento femminista sostiene giustamente, si tratta di fare i chi abbia grandi mezzi finanziari ha possibilit di essere elet-
conti con strutture, rapporti, concezioni e comportamenti to; dove il presidente dispone di notevoli poteri ed a sua
non solo secolari, ma addirittura millenari: su questo piano, volta condizionato, quando non aggirato, da poteri di fatto,
ancor pi che su tutti gli altri, non si impone forse una rottu- da apparati economici, politici e militari che agiscono dietro
ra rivoluzionaria nel senso pi rigoroso della parola? le quinte e non rispondono a nessuno?
Infine: possibile che le innovazioni e i mutamenti quali- Che dire della Gran Bretagna, dove un vetusto sistema
tativi necessari a tutti i livelli si realizzino nel quadro delle elettorale consente, da un lato, di eliminare praticamente
strutture statali e delle istituzioni politiche esistenti? Una si- dalla scena non solo piccole organizzazioni, ma anche partiti
mile tesi semplicemente improponibile per la grande mag- con il 20-25% dei voti, e dove, dall'altro lato, un partito di
gioranza dei paesi del pianeta, in cui esistono Stati e "istitu- minoranza relativa (nella fattispecie quello della signora
zioni"che privano la quasi totalit della popolazione della Thatcher) ha potuto governare inconstrastato per lunghi an-
bench minima possibilit di far valere i propri interessi e le ni, conducendo, tra l'altro, una guerra nell'emisfero opposto
proprie aspirazioni (le cose non sono qualitativamente muta- senza nessuna forma di consul-tazione popolare, o scatenan-
te neppure dove ci sono stati o ci sono interludi parzialmente do un'altra guerra (interna) contro i sindacati, quello dei mi-
e precariamente democratici). Ma non difendibile neppure natori in primo luogo?
nel caso delle democrazie parlamentari o presidenziali del- E che dire della Francia, dove un presidente eletto ogni
l'Europa occidentale o dell'America del Nord. sette anni concentra nelle proprie mani una grande somma
A questo proposito, dopo tanti discorsi sul "socialismo di poteri, il parlamento ha un ruolo assolutamente seconda-
reale" e sulle sue mistificazioni, sarebbe ora di discorrere un rio e pu essere aggirato dal governo grazie a un articolo del-
po' sulle "democrazie reali", di discorrerne anche facendo la Costituzione che permette l'adozione di una legge anche
astrazione dai contenuti socioeconomici, cio dalle condizio- quando la maggioranza degli eletti vi si opponga, e dove il si-
ni concrete che rendono intrinsecamente diseguale l'esercizio stema elettorale pu ridurre ai minimi termini o addirittura
dei pi elementari diritti democratici (un "abc" che si tende escludere formazioni con il 10% dei suffragi?
oggi a dimenticare con troppa disinvoltura, pur di fronte al Non va dimenticato, d'altra parte, che di questi neccani-
quotidiano spettacolo dell'uso e abuso dei mass media da smi si sono avvalsi e si avvalgono, senza farsi troppi scrupoli,
parte di gruppi oligarchici o di singoli magnati che sfuggono
dirigenti di quei partiti socialisti che non perdono occasione
anche al pi remoto controllo dei cittadini). per ergersi a paladini della democrazia. Il caso-limite quel-
Per fare qualche esempio, che dire dei processi decisio- lo di Mitterrand che, dopo aver denunciato per oltre vent'an-
nali nella pi potente delle democrazie capitalistiche, gli Sta- ni le istituzioni del 1958 e il paternalismo bonapartistico di
ti Uniti, dove gli apparati dei due partiti gemelli operano co- De Gaulle, una volta al potere ha fatto impallidire il ricordo
scientemente per ridurre il numero degli elettori allo scopo del suo predecessore sfruttando a pieno i meccanismi autori-
di controllarli meglio, con il risultato che solo un terzo dei
tari della Quinta repubblica.
cittadini va a votare, e dopo campagne elettorali miserande,
La cosa tanto pi grave in quanto nei sullodati partiti
in cui i problemi reali non vengono neppur sfiorati; dove solo dominano incontrastati sovrani di diritto carismatico come lo

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stesso Mitterrand o come Gonzalez, imponendo una gestione
interna paternalistico-clientelare dove non resta quasi nessu-
no spazio alle minoranze critiche. Il laburista Kinnock an-
cora alle prime armi rispetto ai colleghi di altri paesi. Ma ha
gi fatto capire quale sar la sua musica all'ultimo congresso
del partito: dopo che la maggioranza dei delegati lo aveva
messo in minoranza su alcune questioni - tra le quali la ridu-
zione delle spese militari, da lui osteggiata - dichiarava spu-
doratamente che di quei voti non avrebbe tenuto conto!
C' appena bisogno di dire che le cose vanno ancora peg-
gio nei partiti conservatori, per esempio, nel partito gollista
francese, dove i notabili fanno il buono e il cattivo tempo e
non esistono norme democratiche neppure sulla carta.
Concludendo, al di l di tutte le valutazioni specifiche o
congiunturali, poniamoci la domanda: concepibile che ap-
parati statali e istituzioni, finalizzati ad assicurare il funziona-
mento di un'economia basata sul profitto e l'egemonia d'una
classe sociale storicamente deftnita, siano il quadro entro cui
raggiungere fini qualitativamente diversi, infrangere la logica
del profttto, quindi dello sfruttamento capitalistico, e garan-
tire un' organizzazione e gestione sociale veramente demo-
cratica, cio l'universale partecipazione attiva alla vita della
societ in tutti i suoi aspetti?
Solo chi accetti un'ideologia mistificatoria o automistifi-
catoria, o abbia una concezione metastorica della democra-
zia, la concepisca cio come una forma astratta, prescinden-
do dai contenuti storici concreti, potrebbe azzardare una
risposta positiva, illudendo se stesso e gli altri. Chi parta, in-
vece, dall'esperienza storica reale e non voglia ignorare ci
che la "nostra" societ fa constatare tutti i giorni, non potr
dare che una risposta negativa. La necessit della rottura ri-
voluzionaria delle strutture dello Stato - quale esiste, anche
nelle sue forme pi "moderne" - sintetizza l'esigenza della
rottura rivoluzionaria nella sua totalit.

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