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Francisco Goya, (1746 - 1828), vita e opera-

Francisco Goya y Lucientes nasce nel 1746 in un piccolo villaggio dellAragona nei pressi di Saragozza.
Figlio di un artigiano doratore e di una piccola proprietaria terrena di nobile famiglia , Goya frequenta a
Saragozza un istituto religioso (dei Padri Scolopi ) e in seguito 1760 segue privatamente le lezioni di Jos
Luzn, un modesto pittore del luogo, di gusto ancora barocco. Pi tardi diventer apprendista nello studio
del pittore J. Martnez. Tre anni dopo partecipa senza successo per due volte al corso indetto dallAccademia
di Belle Arti di Madrid e dove, nonostante la sua giovane et, conduce una vita sregolata e disinibita.
Nel 1769 intraprende un viaggio di studio in Italia per studiare le fonti di quel classicismo che, allora,
costituiva il modello di riferimento della cultura accademica. Ritornato a Madrid 1773 sposa Josefa Bayeu
sorella di due pittori di corte ( Carlo IV). Da quel momento la carriera di Goya tutta in crescendo. Grazie alla
notoriet acquisita dipinge una serie di cartoni per la fabbrica reale di arazzi di Santa Barbara a Madrid, e
successivamente lartista viene nominato vicedirettore di pittura alla prestigiosa accademia di San
Ferdinando, malgrado laggravarsi della malattia (che laveva colpito alludito fin dal 1792 ) diventa nel 1799,
chiamato dal re, primo pittore della camera del re, carica che conserver, nonostante la sua salute e la
sua delicata collocazione politica. Il prestigio di cui godeva Goya allepoca, nonostante la diretta dipendenza
dal re, lo mette al riparo dai meschini intrighi di corte e sapr conquistarsi unautonomia di azione e di
giudizio. Culturalmente vicino alle posizioni del riformismo illuminista, egli maturer unavversione verso
lottusa politica del sovrano. Nonostante ci, riuscir a passare indenne sia attraverso la burrascosa
esperienza napoleonica sia quella spietata esperienza di restaurazione di Ferdinando VII.
Nel 1824, con la scusa delle cure termali, espatria a Bordeaux , sempre irrequieto, dedica i suoi ultimi anni a
dipinti senza commissione fatti per se e per i pochi amici rimasti. Muore a Bordeaux in Francia nel 1828.

Le fucilazioni del 3 maggio 1808 sulla Montagna del Principe Pio _olio su tela 266x345 - 1814 Museo del
Prado a Madrid

Analisi opera:

In questo grandioso dipinto storico il Goya porta sulla tela il dramma della rivolta antinapoleonica, vissuta
in prima persona quando assistette alleroica resistenza del popolo madrileno contro le truppe francesi.
La tela, dipinta sei anni dopo quelle luttuose giornate, costituisce una straordinaria novit nel panorama
artistico. In essa vengono per la prima volta riprodotti avvenimenti contemporanei e contro la regola
accademica secondo la quale solo il mondo dellantichit classica e i personaggi mitologici potevano avere la
dignit di essere rappresentati.
Il dipinto raffigura una delle tante esecuzioni effettuate dalle truppe napoleoniche.
A destra, di spalle, schierato il drappello del plotone di esecuzione. Con alti colbacchi neri e i pesanti
pastrani delle divise cancellano nei soldati ogni parvenza di umanit. Dai lori volti non possibile percepire
lespressione, ma anche i lineamenti paiono inghiottiti dalla notte.
Con questo straordinario espediente Goya caratterizza i soldati come un gruppo compatto e minaccioso che,
piuttosto che da uomini, sembra composto da terribili automi programmati per uccidere.
A sinistra: vi sono i partigiani. Scompostamente ammassati gli uni contro gli altri, essi sono rappresentati con
un realismo carico di tragica piet. Il patriota con la camicia bianca leva le braccia al cielo ( visto come un
martire o come Ges in croce ), in un gesto che di disperazione, di rabbia e di paura. Nel suo volto dai tipici,
marcatissimi tratti spagnoli, si legge con impressionante crudezza il tumulare dei sentimenti. Ci evidente
anche nelle espressioni dei compagni che gli si stringono attorno: in tutti vi la disperata paura della morte,
quella che non abbiamo mai visto negli impassibili eroi della pittura neoclassica.
La tecnica pittorica: un tuttuno con la volont dellartista. La cupezza dei toni ha il duplice significato di
rispecchiare sia i valori naturalistici della tetra ambientazione notturna, sia quelli psicologici, messi in rilievo
dallangoscia soffocante della scena.
In basso: quasi si trattasse di un mucchio di stracci sudici, si accalcano indistintamente i cadaveri di coloro
che sono gi stati fucilati. Il personaggio in primo piano, in particolare, ha il volto sfigurato e giace riverso sul
terreno intriso del suo stesso sangue. Le macchie informi si fanno sangue, carne e volume, plasmati
dallincerta luce della lanterna, con sullo sfondo-lontano e pur incombente il profilo della martoriata
Madrid, addormentata nella notte della vendetta.
La frammentariet della pennellata, la povert della tavolozza, lespressivit dei personaggi, la volont di
cogliere e di bloccare lattimo irrepetibile sono altrettanti, significativi indizi di una tecnica pittorica gi
anticipatrice di quelle che, nel giro di un sessantennio, saranno le nuove tematiche impressioniste ( 1870 ).