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UTILIZZO DELLE TECNICHE DI MODIFICA DEL COMPORTAMENTO (ABA) NEL

COME DELLINTERVENTO LOGOPEDICO SUL BAMBINO IPOACUSICO IMPIANTATO


O PROTESIZZATO.( Sifel 2008 Milano)

In genere si ritiene che lintervento logopedico sul bambino ipoacusico impiantato o protesizzato
debba svilupparsi essenzialmente intorno allinterrogativo CHE COSA? : che cosa, cio,
insegnare al piccolo paziente?
La risposta perfettamente nota al logopedista, che si occupa di questo settore del disturbo della
comunicazione: il linguaggio verbale, nelle sue componenti fonetico-fonologiche, sintattico-
grammaticali e semantico-pragmatiche.
Quello su cui, probabilmente, ci si interroga poco, a nostro avviso, invece il COME.
Laspetto della modalit procede, per lo pi, dallesperienza, propria o altrui, senza un vero e
proprio razionale e spesso, senza tener conto dei tempi e dei modi, che differiscono da bambino a
bambino! Senza porsi, cio, grossi interrogativi circa lopportunit di escogitare, diversificare,
studiare metodiche di comportamento che possano veicolare meglio il CHE COSA,cio
lacquisizione del linguaggio verbale nel setting logopedico: in poche parole, rafforzando per
esempio la motivazione.
Per cui, dallo studio delle TECNICHE DI MODIFICA DEL COMPORTAMENTO,( usate dai
neuropsichiatri infantili) e, pi precisamente, dallABA [APPLIED BEHAVIOUR ANALYSIS]
scaturita la nostra proposta di approfondire largomento del come in questa direzione. Abbiamo
pertanto verificato sperimentamente la validit dellampio ricorso alla modalit PRT [PIVOTAL
RESPONSE TRAINING], limitando luso dellaltra modalit, la DTT [DISCRETE TRIAL
TEACHING], alla componente strettamente tecnica dellintervento logopedico( per esempio
limpostazione dei fonemi) .
La spinta alla sperimentazione sullABA in logopedia nata dal sorgere spontaneo di una domanda:
che cosa lintervento logopedico in genere e, nella fattispecie sul bambino ipoacusico, pu avere in
comune con tale tecnica? Per cui, essendo tale terminologia per cos dire, presa in prestito dalla
NPI, e potendo perci risultare sconosciuta ai pi fra di noi, cerchiamo di chiarirne brevemente il
significato, prima di entrare nel vivo della nostra trattazione in merito.

LABA con i suoi modelli applicativi, nasce nellambito specifico della PSICOLOGIA DEL
COMPORTAMENTO, ad opera di Watson nel 1913 e va poi orientandosi precipuamente verso
lapprendimento. Essa, cio, condivide con il logopedista un settore importante della
riabilitazione, che per lappunto lapprendimento, di cui aspetto specifico per noi lacquisizione
del linguaggio nel bambino ipoacusico. [ Ecco perch abbiamo voluto studiarne le eventuali
applicazioni nelliter logopedico in questione].
Per cui, con lintenzione di sottolineare il COME, abbiamo focalizzato la nostra attenzione proprio
sul COMPORTAMENTO. Ma ai fini della chiarezza dellesposizione, occorre a nostro avviso
aprire una parentesi semantica sul significato della parola comportamento, che potremmo dunque
definire, in chiave psicologica:
il complesso di atteggiamenti che il soggetto assume in reazione a determinati stimoli o lattivit
globale di un soggetto considerata nelle sue manifestazioni oggettive.[G.Devoto-G.C.Oli]
Ora, nella catena di eventi che caratterizza lABA ,( e cio:
PROMPTING,FADING,SHAPING,CHAINING,RINFORZO) completata dallASK
ANALYSIS,abbiamo voluto focalizzare la nostra attenzione sul rinforzo.
Esso caratterizzato da:
Contingenza
Consequenzialit
Tempo di latenza

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Correlazione diretta con lultimo comportamento

Allora il Neuropsichiatria si chiede: come il rinforzo,(che poi nullaltro se non uno stimolo)
influisce sul comportamento, modificandolo?
Ed il logopedista, analogamente, si domanda:
come il rinforzo influisce sullapprendimento (che generato, ed a sua volta genera, una modifica
del, comportamento, comunicativo nel nostro caso!). E ,sul COME, il cerchio si chiude!

Ma vediamo nella pratica la proposta applicativa differenziata dei modelli PRT e DTT, nata dalla
nostra esperienza.

Il Discrete trial teaching consiste nellinsegnamento di competenze attraverso 3 componenti:


1. STIMOLO DISCRIMINANTE
2. RISPOSTA
3. STIMOLO RINFORZO
Il principio-chiave lOPERAZIONE.

Il Pivotal response training, invece, consiste in un intervento naturalistico e si articola in:


1. STIMOLO ANTECEDENTE
2. RISPOSTA
3. RINFORZO INTERNO
In questo caso ,cio, ladulto che segue il bambino. Ci provoca come conseguenza
immediata, laumento della MOTIVAZIONE, cardine dellapprendimento.
Ne migliora inoltre la stabilizzazione, trasformando lapprendimento in acquisizione ( cio
interiorizzandolo) ed agevola il coinvolgimento dei genitori nel piano riabilitativo.
Perci, nella nostra pratica, ci siamo dati un orientamento ben preciso nella scelta applicativa dei
due metodi, dando la preferenza al PRT e riservando luso del DTT allapprendimento della
componente strettamente tecnica del codice verbale, cio al lavoro di impostazione (o correzione)
fonematica (fonetico-fonologica?) e morfologica.

Tale scelta scaturita dalla nostra convinzione circa quello che riteniamo debba essere il ruolo
precipuo del logopedista nellambito del discorso abilitativo.sul bambino ipoacusico.
Il logopedista deve cio orientare, plasmare, guidare la risposta del bambino, attraverso un
meccanismo di rinforzo interno.(al bambino stesso)
Particolarmente chiarificatore di questo concetto ci pare proprio il significato della parola
PIVOTAL. Essa deriva da pivt, giocatore della pallacanestro, il cui ruolo quello disegnare
punti, situandosi presso il canestro del campo avversario [G.Devoto-G.C.Oli]
Dunque, continuando con la metafora sportiva, la palla, cio loggetto dellapprendimento ( il
che cosa) va infilata nel canestro, cio nello schema mentale del bambino,a conclusione di
unazione di gioco, cio di un procedimento articolato, con lassistenza del pivt (il Logopedista),
che si andato a posizionare nella met-campo del bambino!(cio si trasferito nella sua
dimensione per poter vedere meglio dalla sua ottica!) (il come)

Ci comporta, a differenza dellaltro metodo(il DTT), che il bambino interagisca:


Allinterno di un contesto: lacquisizione viene contestualizzata (Pragmatica)
Con un certo grado di autonomia, - sia iniziale , per cui viene rafforzata la motivazione,
-che in itinere, per cui viene alimentato il senso di responsabilit delle sue scelte
Con un sostegno discreto ma attento, - che gli dia la sicurezza dellappoggio, ma non
della delega! E che rafforzi la sua autostima.
Cos facendo, il fulcro (protagonista) dellapprendimento : il bambino, circa il come,; mentre il
logopedista lo per il che cosa.

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E infatti necessario, ovviamente, che il logopedista abbia ben chiaro lobiettivo comunicativo che
vuole far raggiungere al bambino in quella seduta, cio la palla da infilare nel canestro!

Nel DTT, invece, il rinforzo alla risposta esterno, cio proviene dal logopedista .
Vista la natura di tale metodo, dunque, in cui il fulcro dellapprendimento lOPERATORE,
nella fattispecie il logopedista, sia per quanto riguarda il come che per il che cosa, se ne
deduce facilmente, alla luce della nostra filosofia di intervento logopedico, il motivo per cui ne
riserviamo lutilizzo, quasi esclusivamente alla fase di correzione o impostazione tecnica
dellaspetto fonologico e morfologico.
E tuttavia riteniamo, sulla base della nostra esperienza, che latteggiamento del logopedista nella
scelta delluno o dellaltro metodo non deve essere rigido e schematico.

In conclusione ed in definitiva:
Per ovviare a tanti inconvenienti e/o ostacoli sul cammino dellacquisizione del linguaggio nel
bambino ipoacusico, necessario, a nostro avviso, che il logopedista abbandoni la sua posizione
di docente,molto bene resa dalle parole dello psicologo ipoacusico Renato Pigliacampo
[Adobe], il quale immagina di rivolgersi al bambino ( per lappunto ipoacusico) con questi amari
versi:
Ti hanno sconfitto con le parole.
Nessuna collusione cos tragica come la sferza dei morfemi.
Rimangono segni di quel verbum

Laddove, invece,il logopedista, nellimparare ad esercitare la sua professione, dovrebbe , prima ed


insieme alla, conoscenza,acquisire la dote dellACCOGLENZA, facendo sue le parole ricche di
umanit di Martin Buber:
Si ha solidariet quando luno fa sentire allaltro che approva la sua esistenza